ENGLISH GAY PROJECT BLOG

For English-speaking readers, I reproduce below the links to the latest articles that have appeared on the blog in English “Gay Project”

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GAY E ETERO E ESPERIENZE OMOSESSUALI

Ciao Project,
Sono un ragazzo di 22 anni e, ancora alla mia età, ho forti dubbi intorno alla mia sessualità. Mi sento portato affettivamente verso le ragazze, mi innamoro delle ragazze, sto bene con le ragazze e qualche volta ho anche avuto rapporti sessuali con ragazze, anche se erano rapporti per me poco coinvolgenti, ma non riesco comunque a masturbarmi pensando a una ragazza. Ci ho provato più volte ma è come se ci fosse una specie di resistenza, mente quando ho fatto sesso con una ragazza la cosa in qualche modo ha funzionato. Ho provato anche con i porno etero ma anche lì non provo nessun vero coinvolgimento. Mi masturbo solo pensano ai ragazzi oppure, raramente, guardando porno gay. Le fantasie della masturbazione sono praticamente tutte legate a due episodi che io penso abbiano profondamente condizionato la mia vita sessuale. Il primo episodio è accaduto quando avevo 15 anni e il secondo quando ne avevo quasi 19. Fino a 15 anni avevo sempre pensato di essere etero e mi masturbavo pensando alle ragazze, senza troppo entusiasmo a dire il vero, ma pensavo solo alle ragazze. Quando avevo 15 anni, durante una gita organizzata dalla scuola, mi sono trovato in stanza con un altro ragazzo, non c’erano due letti separati ma un letto matrimoniale soltanto. All’inizio la cosa mi è sembrata un po’ strana, ma avevo dormito altre volte con qualche mio compagno in situazioni simili. Dopo che siamo andati a letto abbiamo cominciato a parlare di cose sessuali e a raccontarci proprio tutto, anche del fatto che ci masturbavamo pensano alle ragazze. Poi, gli ho chiesto se, quando lo faceva, pensava solo alle ragazze e lui mi ha detto che qualche volta aveva pensato anche a qualche ragazzo, che la cosa gli sembrava strana ma che ci aveva pensato e che pensava che tutto sommato sarebbe stata una cosa gradevole, non come con le ragazze, ma sarebbe stata gradevole. Non mi aspettavo una risposta di quel genere, così diretta e sincera. Poi lui mi ha chiesto se io pensavo solo alle ragazze e non me la sono sentita di mentire e gli ho detto che quando mi masturbo penso solo alle ragazze ma che pensare al sesso con un ragazzo per me non è una cosa disgustosa come dicono tanti ragazzi e che, anzi, quello che lui mi aveva appena detto non mi sembrava poi così strano. Gli ho chiesto se si sentiva gay e mi ha detto che si sentiva pienamente etero ma che pensava che tanti ragazzi etero facessero qualche volta sesso coi loro amici, così, per giocare. Gli ho risposto: ”Beh, sì, penso che succeda” poi gli ho chiesto se era eccitato di stare a letto con me e mi ha detto di sì, e gli ho chiesto se potevo verificare, lui ha detto: Vai! E gliel’ho preso in mano. Poi ha chiesto se io ero eccitato e gli ho detto che lo ero pure io, e a questo punto lui ha preso in mano il mio. È andata a finire che ci siamo masturbati a vicenda. Poi non è successo più niente di simile anche se io lo desideravo violentemente, lui ha continuato a stare con la sua ragazza e non se n’è proprio più parlato, ma non solo, tra noi non è cambiato proprio nulla. Per me invece è cambiato tutto perché era stata un’esperienza fortissima e del tutto naturale, senza nessuna forzatura da nessuna delle due parti. Io, dopo quel giorno ho messo del tutto da parte le fantasie sulle ragazze e ho cominciato a masturbarmi sempre e solo ricordando quella notte. Ma non è stato tutto facile, mi andavo convincendo di essere gay e maledicevo quella notte perché se non ci fosse stata io sarei stato un normalissimo ragazzo etero e avrei avuto una vita come quella di tutti gli altri ragazzi e invece quella notte aveva cambiato la mia vita. Due cose mi facevano stare male, prima di tutto non accettavo che la mia vita potesse essere determinata da una cosa di quel genere e poi non capivo perché la vita del ragazzo col quale lo avevo fatto non fosse invece cambiata per niente. Perché io dovevo diventare gay per una cosa come quella e qual ragazzo no? Ho fatto di tutto per cercarmi una ragazza, per innamorarmene, poi, finalmente, a 17 anni è successo. Conosco una ragazza bellissima che si innamora di me, che mi coccola e mi ispira tanta tenerezza, si dedica a me con affetto e io alla fine, quando avevo compiuto da poco i 18 anni faccio per la prima volta sesso con lei, nel senso che ci tocchiamo reciprocamente e poi arriviamo a masturbarci a vicenda. Io ne sono entusiasta e penso che allora non sono gay, poi torno a casa ma mi sento strano, la sera non voglio masturbarmi ricordando la solita notte con quel ragazzo, voglio farlo pensando alla mia ragazza e mi ci metto col massimo impegno, ma non riesco nemmeno a mantenere l’erezione, mi sento stranito, allora torno alle solite fantasie e arrivo fino alla fine. Mi dico che così non può andare, che adesso ho la ragazza e che devo eliminare del tutto la masturbazione perché è una cosa da ragazzini e io ormai devo vivere una sessualità adulta. Con il massimo sforzo riesco a mettere da parte la masturbazione solitaria e a limitarmi a farmi masturbare dalla mia ragazza, poi dopo un mese torno per una volta a masturbarmi da solo pensando sempre a quella notte. Le cose vanno avanti così per alcuni mesi e io faccio di tutto per cancellare completamente il ricordo di quella maledettissima notte, poi succede un fatto nuovo e inaspettato, conosco un ragazzo bellissimo e ne sono affascinato anche se cerco di evitarlo perché mi ripeto che non voglio essere gay, poi comincio a cercare informazioni su questo ragazzo per farmi un’idea un po’ più completa. Mi dicono che lui non ha la ragazza e non l’ha mai avuta ma non ha mai avuto nemmeno comportamenti strani. Dopo aver resistito per un po’ comincio a masturbarmi pensando a questo ragazzo e comincio a fargli una corte spietata ma discreta e lui se ne accorge. Un giorno lo invito per un fine settimana in campeggio e lui accetta. La notte ci fermiamo a parlare in tenda, l’imbarazzo è molto forte, poi gli dico che “forse” mi sono preso una mezza cotta per lui, cioè in effetti gli dico solo che è un bellissimo ragazzo e che mi piace molto e gli chiedo se è gay, mi risponde che è etero e che ha la ragazza, che adesso sono lontani per un semestre perché la ragazza studia in un’altra città, poi mi chiede se io sono gay e gli dico che anche io ho la ragazza, mi risponde: “ … io penso che la mia vita la vivrò con la mia ragazza … beh anche tu mi piaci … ma certo che siamo un po’ strani noi due…” poi le cose precipitano e ci masturbiamo reciprocamente. Alla fine lui conclude: “Certo che una ragazza non lo saprebbe mai fare come lo fa un ragazzo …” E finisce tutto così. Io penso che lui sia gay e nei giorni successivi comincio ad assillarlo, alla fine mi dice che è successo ma che lui non è gay e che non se la sente proprio di andare avanti, poi praticamente comincia a sfuggirmi, a non farsi più trovare, a non rispondere al cellulare e io ci resto malissimo. Naturalmente con la mia ragazza è andato tutto a rotoli. Adeso sono solo a leccarmi le ferite. Non riesco proprio a capacitarmi come quell’esperienza quando avevo 15 anni possa avere sconvolto così la mia vita. Perché devo essere gay per una ragione così assurda? Ancora adesso io vorrei una ragazza, ma poi a livello sessuale mi rendo conto che ormai vivere una sessualità appagante con una ragazza per me è impossibile. Che ne pensi Project?
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AMICI GAY E AMANTI GAY

Ciao Project,
sono un 31enne (volevo scrivere un ragazzo di 31 anni ma avrei dovuto scrivere un uomo di 31 anni e allora non ho scritto né ragazzo né uomo). Ti scrivo per dirti che leggere i siti di progetto gay mi ha aiutato molto a trovare il mio equilibrio. Vengo ai fatti. Ormai sei anni fa, quando avevo 25 anni, in modo del tutto casuale, mi capitò di conoscere un ragazzo 21enne. Premetto che mi sono sentito gay da sempre ma che per me l’essere gay si limitava alla fantasia, a qualche video e a un po’ di sesso self made. Per me i ragazzi erano solo un oggetto di fantasia, non avevo mai conosciuto un ragazzo gay di persona. In pratica pensavo che sarebbe stato sempre così e in qualche modo mi ero adattato alla situazione, poi, improvvisamente, è arrivato lui. L’ho conosciuto il 14 luglio 2007 al concerto di Vasco Rossi allo stadio del Conero (siamo entrambi delle Marche). C’era una folla immensa, luci psichedeliche che si accendevano e si spegnevano seguendo il ritmo della musica. Io lo noto subito, è un bel ragazzo proprio scatenato, cerco di capire chi sono quelli del suo gruppo, ne individuo un paio, un ragazzo e una ragazza ma stanno per i fatti loro. Proprio all’inizio del concerto stavano tutti a battere le mani seguendo la musica, anche lui, io invece no, mi guarda e mi dice: “Dai batti le mani pure tu! Che fai? Scatenati!” Io lo guardo perplesso ma sorridente, lui mi risponde con un sorriso che non dimenticherò mai. Il concerto va avanti, ogni tanto scambiamo qualche sguardo e qualche battuta. È proprio un ragazzo bellissimo, o meglio se dovessi sognare il mio ragazzo ideale lo sognerei così. Era andato lì con quel ragazzo e con quella ragazza ma stava per conto suo. Il gioco di sguardi, anche se molto prudente, si è fatto più evidente. Il concerto finisce lui va dai suoi amici e scambiano poche parole, si abbracciano e quelli se ne vanno. Mi chiede se posso dargli un passaggio, gli dico: “Certo!” Mi dice che è lontano, verso Falconara, gli dico che non c’è problema. Usciamo e ci mettiamo in viaggio. Stare in macchina con lui mi sconvolge, ride, scherza, dice battute demenziali, provoca ma lo vedo perfettamente a suo agio. Il viaggio non è brevissimo, all’inizio parliamo solo di Vasco e del concerto, poi mi dice di essere uno studente di ingegneria, io gli dico che dovrei laurearmi in medicina ma che penso ci vorranno quasi due anni ancora. La conversazione non va mai sul personale. Lo accompagno sotto casa sua, mi fa notare che la mia facoltà è vicina a casa sua, ci scambiamo i numeri di cellulare e una stretta di mano assolutamente non formale. Poi me ne torno a casa e penso a come sarebbe bello potere avere vicino un ragazzo così. L’indomani (era domenica) mi richiama la mattina presto e mi chiede se mi va di andare al mare con lui, gli dico di sì e ci diamo appuntamento davanti a uno stabilimento balneare a Falconara. Quando arrivo, lui (lo chiamerò Luca) è già lì, si è portato appresso la chitarra, gli chiedo se suona, mi risponde che strimpella, ma poi a sentirlo suonare devo dire che suona piuttosto bene. Ha con sé anche un borsa da campeggio con panini e bibite anche per me. Ci prendiamo un ombrellone e si mettiamo stesi sulla sabbia. In costume è proprio bellissimo ma so che non devo guardarlo troppo. Poi abbiamo cominciato a raccontarci delle nostre vite, c’era tutto meno che le ragazze, niente ragazze né per lui né per me, amici sì, ma piuttosto superficialmente, sia per lui che per me. Che un ragazzo come lui non avesse la ragazza era sospetto. Io ho evitato di fargli domande specifiche, ma una ragazzo bello come lui avrebbe potuto avere tutte le ragazze che voleva e se aveva chiesto a me di andare al mare con lui era evidente che non aveva una ragazza. Stare vicino a lui in costume da bagno mi imbarazzava e dovevo sforzarmi per evitare reazioni visibili, per lui invece nessuna reazione. Questo fatto mi faceva pensare che tutti i castelli in aria che mi stavo facendo su di lui non avessero alcun senso. Ma, la faccio breve, praticamente siamo andati insieme al mare ogni giorno per due settimane di seguito, non sapevo che pensare ma avevo l’impressione che lui ci tenesse. Io non lo chiamavo mai, mi chiamava sempre lui, ma in fondo Luca sapeva che qualsiasi sua proposta sarebbe stata comunque accettata. Il primo di Agosto, ricordo benissimo che era un mercoledì, alla fine della giornata, mentre lo riaccompagnavo a casa mi ha detto: “Ti devo dire una cosa, sono gay.” E non mi ha fatto nessuna domanda, io gli ho risposto. “Anche io.” Ha fatto un lungo ed enfatico sospiro di soddisfazione, poi ha aggiunto: “Sto bene con te, proprio bene, ma non sono innamorato di te.” Io gli ho detto solo: “Peccato! Perché mi sarebbe piaciuto!” Lui mi ha chiesto: “Domani ti va di venire al mare?” Io gli ho detto: “Certo!” Poi ha cambiato argomento come se nulla fosse successo. Il discorso del primo Agosto mi ha del tutto scombussolato. Quel “non sono innamorato di te” mi pesava come un macigno però con Luca stavo veramente bene, ormai lo conoscevo meglio e mi affascinava e poi avevo l’impressione che la mia presenza per lui, in qualche modo, fosse importante. Abbiamo continuato ad andare allo stabilimento per tutto Agosto, mi ha raccontato di essere innamorato di suo collega di università che però aveva la ragazza. Luca sembrava quasi dipendente da quel ragazzo che nemmeno si era reso conto di quello che gli passava per la testa, ci stava proprio malissimo, si sentiva sfigato, pensava che nessuno lo avrebbe mai voluto diceva di essere brutto e che la sua vita l’avrebbe passata da solo e ne sembrava proprio convinto, certe volte arrivava a mettersi a piangere. Stava mandando in malora l’università, era talmente dominato dalle reazioni emotive che il resto finiva per non esistere proprio. Siamo andati avanti così fino alla fine di Settembre, poi mi ha detto che aveva provato dei desideri sessuali su di me, che non era innamorato ma che aveva bisogno di coccole e che secondo lui ero la persona giusta perché lui con me si sentiva al sicuro. Io qui ho cominciato ad avere paura, non avevo mai fatto sesso con nessuno (e nemmeno lui), per un verso mi attirava, ma quel “non sono innamorato di te” mi frenava moltissimo, ho provato a dirglielo ma mi ha risposto che era proprio così e che non mi poteva illudere e che non mi potava promettere nulla. Insomma, questi discorsi sono andati avanti fino a gennaio, poi ha messo da parte i discorsi e ha preso lui l’iniziativa. Io notavo che era proprio sessualmente coinvolto e ha finito per coinvolgere anche me. Fare l’amore con Luca è stata un’esperienza non paragonabile assolutamente con nessun’altra, era uno sciogliersi totale. Per un gay non c’è niente di più bello che abbracciare un ragazzo, baciarlo e sentirlo profondamente coinvolto a livello asessuale. Non è una questione solo fisica, senti che c’è un affidamento reciproco totale, senza nessun imbarazzo e senza nessun copione da recitare. Ti rendi conto che in qualche modo puoi fare stare bene quel ragazzo e capisci che è proprio come te, che reagisce nello stesso modo. Insomma certamente con dimenticherò mai più quei momenti, perché erano esaltanti al di là dell’immaginazione. È andata avanti così fino al settembre 2008, poi mi ha detto che si stava innamorando di un altro ragazzo (che chiamerò Lorenzo), che sapeva che ci sarei rimasto male e che avrebbe voluto mantenere comunque un rapporto con me perché mi voleva bene. Io sapevo che non era un modo di dire per liquidarmi e ho cercato di agevolarlo in tutti i modo perché non ci fosse il disagio di una rottura, e difatti il disagio non c’è stato. Ci sentivamo meno la continuavamo a sentirci. Qualche volta mi ha detto che gli tornava in mente quando facevamo l’amore e che gli sarebbe piaciuto farlo ancora, ma che adesso aveva il ragazzo e che il ragazzo l’avrebbe presa male. Io lo vedevo tutto sommato abbastanza sereno, aveva ricominciato a studiare. Il ragazzo gli voleva bene ma forse, per lui, era un po’ troppo possessivo. La cosa è andata avanti per tre anni, poi è finita, per come finiscono le storie di Luca, che in fondo non finiscono mai. Poi ha trovato un altro ragazzo ma è durata pochissimo, poi un altro ma anche lì in pratica non è neppure cominciata. Luca, parlando con me, mi diceva sempre che per lui stare in coppia se non aveva avuto senso con Lorenzo non l’avrebbe avuto con nessun altro, voleva bene a Lorenzo, ma non provava per Lorenzo il trasporto che aveva provato per il ragazzo etero che non lo aveva mai guardato. Da un anno e mezzo circa a questa parte Luca non ha un ragazzo, ci sentiamo abbastanza spesso, parliamo dell’università ma anche di noi, di come ci sentiamo dentro e sono cose vere, sentite, lo vedo determinato, si è rimesso a studiare seriamente e ormai il fatto di essere vicino alla laurea lo sprona ancora di più. Io penso che dire che siamo solo amici è riduttivo, sono cose che vanno al di là dell’amicizia, chi lo sa, forse potrebbero qualche volta portarci di nuovo a fare l’amore ma non come una coppia ma come due persone che si vogliono bene e hanno bisogno di un momento speciale di intimità. Non è una questione di sesso ma è proprio un bisogno affettivo profondo, perché io penso che ci si voglia bene veramente. Vorrei dire che se una cosa del genere, cioè fare l’amore, succedesse anche tra Luca e Lorenzo non ne sarei per niente sconvolto. Io penso che tante volte noi abbiamo delle strutture mentali dalle quali non riusciamo ad uscire. I gay non hanno figli e una coppia quasi matrimoniale non va bene per noi, se viene da sé bene, altrimenti la vita affettiva trova le sue strade. Io non mi sento frustrato ma mi sentirei malissimo se non sentissi più Luca, se non passassi con lui ore e ore a parlare dei suoi e dei miei problemi. Queste cose non sono affatto stupide. Il sesso è una cosa bellissima e grazie a Luca me ne sono reso conto, ma costruire la vita affettiva sull’idea della coppia qualche volta può creare più problemi che altro. Ci sono tanti modi verissimi e profondissimi di volersi bene anche senza stare in coppia. Certo c’è il problema della prevenzione ed è vero che con la coppia chiusa, se è veramente chiusa il rischio si azzera, ma anche i contatti sessuali, per avere un valore affettivo profondo non è affatto detto che debbano coinvolgere comportamenti a rischio, la dolcezza nel vivere il sesso esiste eccome anche in cose che sono a rischio zero. So bene che la mia storia non è la classica storia del ragazzo gay che trova il principe azzurro, però io così mi sento realizzato, cioè io so che Luca mi vuole bene e che questo sentimento apparentemente di basso profilo durerà per sempre!
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HO AMICI ETERO BELLISSIMI E SOGNO UN RAGAZZO GAY

Ciao Project,
ti scrivo perché mi sento a un punto di svolta. Ho 23 anni, non ho un ragazzo e non ho mai fatto sesso con nessuno ma non mi sono mai sentito un ragazzo sessualmente represso. Sono gay da sempre, per me i ragazzi sono tutto, dominano il mio mondo sotto tutti punti di vista. Frequento una facoltà dove sono in pratica tutti ragazzi, ovviamente non manco mai a una lezione e sto all’università tutto il tempo che posso, quando non sto all’università sto a casa di qualcuno dei miei colleghi di corso a studiare. Il risultato di tutto questo è che oramai mi manca poco alla fine degli studi, cosa che per me sarà una catastrofe. Passo coi ragazzi tutti il tempo che posso e mi accorgo che ne sono proprio affascinato, non mi pongo nemmeno il problema se siano gay o etero, li guardo perché sono belli, certi cono proprio bellissimi, e ogni volta mi sorprendo ad osservarne qualcuno nel dettaglio. Alcuni hanno mani bellissime, perfette, altri hanno un colorito speciale della pelle, oppure i peli sull’avambraccio particolarmente morbidi, altri hanno particolari del viso che mi affascinano, come la regolarità della disposizione della barba o l’attaccatura dei capelli, o la perfezione delle orecchie e poi il sorriso, che è in assoluto la prima cosa che mi conquista. Io adoro i ragazzi che hanno un sorriso deciso, che lasciano trasparire le loro emozioni. Poi l’occhio cade anche da altre parti e lì lavoro di fantasia e lavoro molto. E poi con questi ragazzi ci parlo, scherziamo insieme, studiamo insieme, mangiamo insieme quasi tutti i giorni ce n’è uno che ha un modo di ammiccare incredibilmente tenero, un altro che si passa la mano tra i capelli e uno che soffia via i capelli dalla fronte. Tutto questo per farti capire come passo le giornate. Sto praticamente sempre coi ragazzi. Torno a casa la sera dopo le nove e in genere ho già cenato. Non devo studiare perché ho studiato tutta la giornata, tutto il tempo che resta fino a mezzanotte e mezza, o all’una, lo dedico al sesso, non credo che alla fine sia una cosa così eccezionale, me ne vado nella mia stanza, mi chiudo a chiave e lì vado a e cercare i soliti siti porno. Project, ti dico la verità, di tutto questo non mi vergogno affatto, con capisco proprio perché dovrei farne a meno. Non mi sento dipendente dalla pornografia, non rinuncerei mai ai miei pomeriggi con i ragazzi per stare a guardare video di sesso, ma il fatto è che stare tante ore con i ragazzi sapendo bene che posso al massimo guardarli e senza neppure esagerare mi eccita realmente e molto. So controllarmi benissimo, bene inteso, ma tutto questo non mi è sessualmente indifferente, anzi tutt’altro, e quindi quando poi torno a casa, passare al pratico mi viene assolutamente spontaneo. Mi piace il nudo non sessuale, cioè mi piace vedere ragazzi nudi che prendono il sole, che giocano, che fanno la doccia, queste cose sì, anche vederli in erezione o quando si masturbano, diciamo che in qualche caso mi piace pure vedere video di sesso a due ma deve essere una cosa fatta con estrema tenerezza. Quello che mi piace di più è il gioco sessuale, in cui il sesso c’entra e non c’entra o meglio c’entra ma appunto come gioco. Fino a qui credo che la mia vita sia abbastanza simile a quella di tantissimi altri ragazzi gay. Ma da una quindicina di giorni a questa parte il sesso in questo modo non m basta più e sta diventando come una specie di ossessione: voglio un ragazzo vero! Lo voglio per volergli bene, certo, però anche per farci sesso, io la sessualità non riesco a sublimarla e non la voglio sublimare. Un ragazzo lo sogno e lo desidero anche dal punto di vista sessuale e i ragazzi che dicono che non è così, che il sesso conta poco, ecc. ecc. o sono ipocriti o, chi lo sa, sono diversissimi da me. Io quando penso a un ragazzo, cioè quando lo desidero, penso di abbracciarlo e di baciarlo ma non può finire lì, per me certamente non finisce lì. Passo ore a fantasticare come sarebbe stare con un ragazzo ma proprio nel senso di quello che vorrei fare con quel ragazzo e sono pensieri sessuali eccome e finiscono nella masturbazione. A me tutto questo sembra assolutamente normale. Adesso vengo al punto. Sono molto soddisfatto della mia masturbazione perché gli stimoli non mi mancano proprio ma se penso di fare un passo più in là cominciano le incertezze. Mi dicono che sono un bel ragazzo e anche in termini sessuali credo di stare bene nella media, eppure ho quasi paura di creare situazioni sessualmente molto coinvolgenti. I miei amici vanno spesso in piscina insieme e io non ci vado mai, non ci sono stato nemmeno una volta, in questi ultimi giorni ci ho pensato moltissimo. Per certi versi potrebbe essere veramente molto ma molto eccitante e anche un po’ rischioso perché un gay come me quando si trova davanti nudi gli amici sui quali ha fatto tantissime fantasie sessuali, beh, è difficile che possa controllarsi e sarebbe veramente imbarazzante anche perché nessuno dei miei amici sa di me e penso siano realmente tutti etero anche se di ragazze non parliamo quasi mai, in realtà noi parliamo solo di studio. Ma forse il motivo per cui non vado in piscina è più complesso, da un lato sui miei amici preferisco lavorare di fantasia e in secondo luogo, se è vero che potrei vedere i miei amici nudi, sarebbe comunque una cosa fine a se stessa proprio perché sono comunque tutti etero, quindi andare il piscina con loro sarebbe il massimo dell’eccitazione possibile, ma poi finirebbe per forza tutto lì. In pratica tornerei a lavorare solo di fantasia, di fantasia più concreta ma comunque sempre di fantasia. In effetti, dire: io voglio un ragazzo! Significa: Io voglio un ragazzo gay! Perché un ragazzo come me può fare sesso solo con un ragazzo gay e qui parte tutta un’altra serie di dubbi. I miei amici li conosco, sono etero ma li conosco e mi piacciono come persone prima ancora che a livello sessuale, ma come sono i ragazzi gay? Io non ne ho mai conosciuto uno e d’altra parte non avrei saputo dove cercarlo. Dove li trovo i ragazzi gay? Lo so che sono l’8% di tutti i ragazzi ma non li riconosci. Chat erotiche? Siti di incontri? Ho provato a dare un’occhiata ma è veramente repellente. Per me un ragazzo, per essere interessante deve essere prima di tutto sveglio e poi deve essere come si deve, non mi piacciano gli atteggiati e non voglio incontrare gente strana. Ma dove stanno i ragazzi gay normali? So bene che ce ne devono essere parecchi ma non so dove cercarli e allora ho pensato al coming out, nel senso che se io mi dichiaro magari qualcuno dei ragazzi gay invisibili che sono nella mia facoltà viene anche lui fuori, però in una facoltà come la mia coming out = essere messo fuori da tutto. D’altra parte in tutta la facoltà non ho mai visto nessun gay dichiarato, nemmeno sottovoce, i ragazzi sono tanti, ma di gay non se ne vede nemmeno uno. Che faccio Project? Non ce la faccio più ad andare avanti così! Ho bisogno di un ragazzo normale gay … e nemmeno mi basta, deve essere pure bello e deve essere pure innamorato di me. Mi sa che è più facile andare su Marte! Project, io i ragazzi me li sogno la notte, ci fantastico sopra per ore, mi eccitano moltissimo, ma perché deve finire tutto così? Non è giusto! Perché un ragazzo si deve offendere nel sentirsi fare una proposta anche sessuale da un altro ragazzo? Quando dico proposta sessuale non intendo niente di squallido, intendo sesso anche come affetto, come tenerezza, come volersi bene, certo. Perché per noi è tutto così maledettamene difficile? Ti saluto Project, pubblica la mail se vuoi, ma mi sa che di mail come la mia ne avrai ricevute parecchie e anche sul forum ho letto tante volte storie in cui mi sono identificato. Mi puoi mandare il tuo msn? Magari per fare due chiacchiere se non hai da fare.
Giacomo
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A NEW BLOG BY GAY PROJECT TO UNDERSTAND THE REAL GAY WORLD

Yesterday, September 7, 2012, Gay Project has opened a new blog in English “GAY PROJECT” WordPress:
The choice of the platform has been adopted to promote real internationalization of Gay Project. The graphics are very simple, basic but nice. I intend to translate and publish on this new blog, in English, the posts that have received much interest.

DUBBI DI UN GAY 40ENNE

Ciao Project,

mi sento un po’ strano a scriverti certe cose ma non so proprio che fare e vorrei avere le idee un po’ più chiare. Ho 40 anni, sono gay e sono sempre stato gay ma solo nel senso che le mie fantasie sessuali sono sempre state al maschile. In pratica con l’universo femminile non ho e non ho mai avuto rapporti neppure di significato superficiale. Niente contro le donne, per carità, ma non sono il mio genere. Però il mio essere gay non è mai e dico mai andato oltre la fantasia individuale. Ho passato periodi durante l’adolescenza in cui mi sono represso pesantemente, un po’ condizionato dalla famiglia, un po’ dalla religione e un po’ da complessi di vario genere, ho praticamente rimosso l’idea di avere un rapporto vero (non parlo solo di sesso) con un altro ragazzo. Già dai tempi della scuola è stato tutto un fuggire e un mettere da parte l’idea. Forse è stato anche un bene. I primi innamoramenti, se li avessi dichiarati, mi avrebbero sicuramente messo in grosse difficoltà. L’anno della maturità mi sono innamorato di un ragazzo nuovo arrivato nella mia classe e togliermelo dalla testa mi è costato carissimo, adesso quel ragazzo è sposato e ha due figli e io sono contento di avere tenuto per me i miei sentimenti. L’università è stata una sequela di innamoramenti sbocciati e poi finiti prima di cominciare. La mia facoltà era a forte prevalenza maschile e per me quel periodo poteva, in teoria, essere meraviglioso, ma non lo è stato. Certamente di ragazzi gay ce ne dovevano essere ma trovarli era praticamente impossibile, quando pensavo di avere capito che uno era gay mi arrivava la smentita più radicale. Il pratica ho puntato tutto sullo studio, mi sono laureato molto bene e ho trovato subito lavoro, tra l’altro un lavoro che mi piace, ben retribuito anche se molto impegnativo. Anche il mio ambiente di lavoro è a prevalenza maschile, sono tutti ingegneri giovani, in buona parte sotto i 30 anni, io faccio parte dei senior. I miei colleghi sul lavoro parlano solo di lavoro, qui la professionalità e d’obbligo e lasciarsi andare a discorsi di carattere personale è considerato una debolezza pericolosa per la carriera. Quando facciamo le nostre cene aziendali sono una vera liturgia, ci sono i grandi capi e i miei colleghi si presentano tutti con la moglie o con la ragazza in abito lungo. Insomma qui conta l’immagine e per fare carriera devi essere formale e basta, non c’è spazio per l’amicizia a nessun livello ma solo per la competizione. Tra l’altro i miei colleghi, anche quelli che oggettivamente sono bei ragazzi, mi sembrano dei pupazzi programmati, tra l’altro dotati di spirito critico solo a livello tecnico e di carriera e per il resto stereotipati fino all’incredibile. Quindi diciamo che per me l’ambiente di lavoro è del tutto neutro, e adesso vengo alla questione centrale. Quest’anno sono stato, come tutti gli anni, al mare con i miei. Se dicessi a i miei colleghi una cosa del genere mi squalificherei perché è un pezzo di spiaggia qualunque. I miei hanno una casetta vicina al mare, basta uscire di casa e in pratica sei sulla spiaggia. I giorni feriali c’è poca gente ma la domenica arrivano le comitive con le macchine e c’è una marea di gente. Una domenica me ne stavo lì sotto l’ombrellone a leggere delle carte cercando qualche idea intelligente da poter spendere sul lavoro, quando arriva una comitiva di ragazzi giovani 20/21 anni, si tolgono le magliette e si mettono a giocare a pallavolo a pochi metri da me, fin qui c’è poco da dire, succede spesso. Uno di questi ragazzi mi colpisce subito: alto, biondo, sorridente, resto a osservarlo perché ha su di me un’attrattiva potente. Mi dico; ma che bel ragazzo! Beato lui! Io, a parte i miei 40 anni, non ho e non ho mai avuto niente del bel ragazzo e nemmeno di quello medio. Non potevo fissare quel ragazzo troppo a lungo perché non volevo che se ne accorgesse però mi incantava, anche la voce mi sembrava bellissima. Mi sono rimesso a leggere le mie carte ma l’orecchio era fisso alle voci di quei ragazzi. A un certo punto mi arriva in testa una pallonata e mi fa volare il libro, quel ragazzo mi ha detto poi che la pallonata non è stata casuale, lui si avvicina, si scusa dandomi del tu e si riprende il pallone. Finisce la partitella, i suoi amici vanno a fare bagno, lui non ci va, siccome non ha ombrellone mi chiede se si può mettere sotto il mio io gli dico “Certo!” Lui mi sorride, poi mi chiede che cosa sto leggendo, in breve alla fine di quella domenica ci siamo scambiati il cellulare e il contatto msn. Era una ragazzo così radicalmente diverso dai miei colleghi che mi ha lasciato il segno, a parte il fatto che era giovanissimo e non si sentiva minimamente in soggezione per questo. Sapevo che lo avrei visto al massimo un’altra volta la domenica successiva, poi avrei ripreso il lavoro e tutto sarebbe finito lì. Rientro a casa la sera, aggiungo il suo contatto su msn, è online e parliamo per tre ore. In pratica per la prima volta nella mia vita parlo con qualcuno che mi ascolta per motivi non professionali. La conversazione è seria, non invadente, mi colpisce anche da questo punto di vista. È terribilmente diretto, dice anche brutalmente quello che pensa e non me ne passa una. Sono stupito della sua intelligenza e della sua capacità di andare fino in fondo. Nel giro di una settimana mi dice che è gay, ma non mi fa il solito discorso, tipo: “adesso se vuoi posso pure non farmi sentire più”, no! Invece dà proprio per scontato che lo sia anche io e mi dice: “Tu invece si vede che l’hai buttata tutta sullo studio e la carriera”. Non ho dovuto dirgli che ero gay, lo aveva capito perfettamente e aveva capito parecchie altre cose. Abbiamo chattato per ore e ore tutta la settimana, lui la domenica successiva non è venuto al mare ma me lo aveva detto prima. Vedere il gruppetto dei suoi amici senza di lui mi faceva una malinconia terribile e gliel’ho anche detto e, come al solito, non si è stupito, mi ha solo risposto: “beh, l’ho pensato, ma se vuoi ci vediamo domani pomeriggio in città”. Gli ho detto che esco dal lavoro verso le 17.15 e poi vado a un grosso supermercato fuori città a fare un po’ di spesa. Siamo andati insieme al supermercato. Un pomeriggio bellissimo, mi stavo innamorando di quel ragazzo e lui non si tirava indietro. La settimana successiva siamo andati di nuovo a fare la spesa, ma questa volta in macchina mi ha preso la mano e per me è stato proprio un brivido. Stringeva forte per farmi sentire che lui c’era e che ci voleva essere. Project, è così che ho cominciato ad andare in crisi. L’ho riaccompagnato a casa senza dire una parola. Prima di scendere mi ha chiesto: “Sei arrabbiato?” Gli ho risposto: “No, ma sono preoccupato!” e lui: “Beh questo è naturale!” Poi mi ha dato un pizzicotto sulla gota ed è sceso. Io ero felice ma un po’ frastornato una cosa del genere non me sarei mai aspettata. Nei giorni successivi mi racconta dei suoi innamoramenti impossibili e delle frustrazioni tremende che ha dovuto sopportare e vuole che io gli racconti delle mie storie impossibili, poi, come se la cosa fosse scontata (forse lo era) mi dice di essersi masturbato pensando a me e vuole sapere come ci sono rimasto. Gli dico che sono un po’ stupito, perché lui ha certamente di meglio, ma mi chiede in modo molto diretto: “E tu ti sei masturbato pensando a me?” io tergiverso ma mi dice innervosito: “Rispondi!” Io gli dico di sì e lui mi dice che non sopporta certi miei atteggiamenti ipocriti. Ci resto un po’ male ma non mi dà spago e mi dice: “Non mi fare la vittima! Se ti piace ti piace!” Io comincio ad avere paura che il rapporto con questo ragazzo possa essere una cosa che va fuori controllo. Gli dico che lui ha bisogno di altro e che non voglio vincolare nessuno, lui si incazza di brutto, mi dice che sono proprio un ipocrita e che lui alla differenza di età di ha pensato, che non è innamorato di me ma mi vuole bene, che però per lui sono una persona importante anche a livello sessuale. Io cerco di svignarmela, comincio ad avere proprio paura di non capire dove si stia andando a finire. Nei giorni successivi ci vediamo diverse volte, gli dico mille volte che sono perplesso, che sono troppo vecchio ma piano piano si crea tra noi anche un minimo di contatto fisico, che se per un verso mi manda in estasi, per l’altro mi sconvolge. Mi ha detto che non può finire così e che vuole stare con me e credo che sia vero. Mi ha detto è ripetuto che non è mai stato con nessuno e ha voluto sapere se era lo stesso anche per me, ha concluso che non ci sono rischi di nessun genere e che poi a lui basterebbe poco, in pratica a rischio zero. Mi dice che quando mi sta vicino la sente proprio l’attrazione fisica fortissima. Ecco, adesso stiamo a questo punto. Che faccio, Project? Non posso negare che ne sono totalmente innamorato ma le complicazioni sono tante, lui è giovanissimo, non lo dico perché ho paura che se ne possa andare un giorno o l’altro ma perché non vorrei condizionargli la vita. Io gli voglio bene in modo profondo perché lui è come io avrei voluto essere e non sono mai stato. Project, ho paura di imbacarmi per un’impresa troppo grossa per me che penso non saprei gestire. Se fosse stato un mio coetaneo, magari in una storia un po’ disimpegnata mi sarei sentito più a mio agio, ma così, con un ragazzo di 20 anni che è terribilmente più sveglio di come ero io alla sua età, mi sento spiazzato. E se poi non me la sento più? Mica lo posso lasciare a mezza strada. Io veramente, adesso almeno, la differenza di età non la sento troppo come un ostacolo, ci abbiamo riflettuto tutti e due, poi c’è quel discorso del “non sono innamorato di te ma ti voglio bene” che significa che io non sono veramente quello che lui sta cercando. Poi quella frase ha cercato di stemperarla, di svalutarla, ma lui mi ha detto che non è innamorato di me, ma in fondo nemmeno io sono innamorato di lui in modo travolgente e il fatto è che gli voglio soprattutto bene. Che io mi possa infatuare di un bel ragazzo di 20 anni già mi sembra strano, ma forse è una cosa che si può capire, ma lui che cosa può trovare in uno come me? Lui di ragazzi cento volte meglio di me ne può trovare quanti ne vuole, quando ci ha provato gli hanno detto tutti buca, ma di ragazzi ne conoscerà moltissimi. Mi chiedo che cosa può volere lui da me, cioè proprio da me, perché mi sembra che ci tenga moltissimo. Tra l’altro ha una dignità nel suo modo di fare brusco che tanti miei colleghi non riuscirebbero nemmeno a concepire, loro la chiamerebbero ingenuità, perché nel nostro ambiente la dignità non sanno più nemmeno che cosa sia. Ma come fa un 40enne a prendersi una cotta così per un ragazzo di 20 anni? Mi sento proprio spaccato in due ma so che dovrò pure decidere. Project, ma se cedo a lui e anche a me stesso non è che faccio veramente qualcosa di male? Non lo dico a livello moralistico ma di dubbi ne ho proprio tanti.

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POLIGAMIA GAY

Ciao Project,
salto i convenevoli, se ti scrivo vuol dire che per me sei ok. Ho 24 anni, non saprei dire se sono single o multiple. Cioè non ho un ragazzo, o meglio non ho un ragazzo nel senso tradizionale del termine, ma ne ho più di uno. Non vado per chat di incontri o cose simili, sono ragazzi che ho conosciuto nella vita reale, per me non sono solo un interesse sessuale, a questi ragazzi (direi che attualmente sono tre, o forse quattro) io voglio bene e sono convinto che per me farebbero qualsiasi cosa, come io per loro. Ho letto la mail che hai pubblicato sugli ex cioè “oltre la coppia gay”, per me però è diverso, non ci sono ex, cioè magari uno non lo vedo per tanto tempo, anche mesi, poi magari quando ci rivediamo facciamo anche un po’ di sesso. Il sesso per me è importantissimo ma anche perché mi dà un po’ la certezza che quel ragazzo non mi dice di no, non mi rifiuta, ecco, credo che il punto sia questo. Se un ragazzo mi piace, mi attira perché è un ragazzo come si deve, allora me ne innamoro nel senso che voglio che con quel ragazzo si arrivi anche al sesso, per me diventa una specie di fissazione, mi ci metto col massimo impegno, gli faccio una corte spietata, cioè glielo faccio capire in tutte le maniere, ma se mi rifiuta lo allontano definitivamente. Io voglio ragazzi che mi desiderino anche sotto quel punto di vista, poi, quando è successo, la frenesia mi passa e diciamo che quel ragazzo per me resta un interesse vero, sesso a affetto insieme, so che ci posso contare, in un certo senso non mi interessa nemmeno che mi sia fedele perché pure io probabilmente non sarò fedele a lui, però devo sapere di poterci contare. Io coi ragazzi faccio sempre un discorso chiaro, non cerco legami stretti, non mi piacciono proprio, con qualcuno un discorso simile è possibile, con qualche altro proprio no e finisce tutto subito, salvo che non si illudano di poter cambiare le cose. Non mi ritengo un randagio del sesso nel senso che non vado con chiunque, io devo voler bene a un ragazzo per pensare al sesso con lui, se mai sono poligamo, nel senso che ho più ragazzi contemporaneamente , ma sono sempre quelli e solo quelli, magari col tempo qualcuno si allontanerà e ne conoscerò qualcuno nuovo, ma sono pochi. A me piacciono i ragazzi seri ma non moralisti, non mi piacciono quelli che ti fanno la predica perché ti vogliono gestire come se fossi una cosa. Poi, certo, succede eccome che io per certi periodi abbia un quasi-ragazzo, cioè un ragazzo che in pratica mi attrae in modo molto forte a livello sessuale e non solo e allora in quel periodo penso solo a lui. Ma non succede che diventi una cosa definitiva e esclusiva. I miei ragazzi lo sanno che sono così e penso che all’inizio ne soffrano pure parecchio perché loro pensano che il fatto che io mi dedichi a un altro ragazzo significa che mi dimentico di loro ma non è così e quando lo capiscono prima restano perplessi e poi stupiti nel senso positivo. Cioè, per dire, se io fossi tutto di un solo ragazzo mi sentirai forzato, la sentirei come una cosa non spontanea, e poi chi lo dice che non si possa volere bene veramente a tre o quattro ragazzi ma che debba essere uno solo? Le regole generali non hanno molto senso. Se per qualcuno funziona così buon per lui, per me non funziona così. Alcuni amici, non ”i miei ragazzi”, mi dicono che andando avanti così non mi resterà nulla perché non avrò mai una stabilità affettiva, ma io mi sento bene così, ad avere un solo ragazzo ci ho provato più volte ma alla fine diventava una routine, un obbligo, mentre io voglio che le cose siano spontanee. Non sono un assatanato di sesso, mi piace e pure parecchio, ma non devo stare per forza a letto con qualcuno tutte le notti, anzi certe volte passano proprio periodi lunghissimi e poi certe volte basta la fantasia e posso fare pure da solo. Su una cosa sto attentissimo, proprio a livello maniacale ed è la prevenzione ma ormai i miei ragazzi lo sanno. Project, io non mi sento strano per questo mio modo di vivere il sesso, sono gli altri (non i miei ragazzi) che fanno di tutto per farmelo sembrare strano. I miei ragazzi, per me, non sono solo amici e nemmeno amici coi quali magari si può anche fare sesso, per me sono importanti veramente. Perdere uno di loro mi farebbe stare male, ma non perderlo nel senso che si è trovato un ragazzo ma nel senso che lui non mi pensi più, che non mi cerchi più e anche che mi rifiuti quando magari mi viene in mente di vivere un po’ di sesso con lui. Io vorrei comunque continuare a credere che lui c’è e che ci sarà comunque, che abbia o non abbia il ragazzo. Lo so che suona strano, suona strano anche a me quando lo rileggo però in effetti è così. Io penso che la poligamia gay, come la mia, esista eccome e che non sia una cosa così rara. Io ci ho messo parecchio a capire che per me funziona così ma alla fine la mia spontaneità è proprio quella. Che ne pensi, Project?
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