PROGETTOGAYFORUM QUINTO IN ITALIA TRA I TOP SITES GAY

Alexa, sito notissimo di statistiche sul web, nel suo elenco di “top sites by category”, nella categoria “Gay, Lesbiche e Bisessuali”, classifica al quinto posto, a livello nazionale, il forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/index.php

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La classifica è stabilita da Alexa sulla base del rank di traffico mensile, calcolato usando una combinazione del numero medio di visitatori giornalieri e di pagine visitate per visitatore nel mese precedente.
Come si vede, il Forum di Progetto Gay ha delle caratteristiche assolutamente peculiari, i nuovi visitatori che accedono tramite i motori di ricerca sono appena lo 0.50%, il 99,5% delle visite viene da utenti fidelizzati che tornano sistematicamente a leggere il forum e si trattengono a leggerlo, in media, per più di mezz’ora al giorno (!), visitando in media 20 pagine a testa al giorno, questi due indici dimostrano che il Forum di Progetto Gay non è un sito mordi e fuggi, ma è il centro aggregatore di una comunità stabile. Questa era in fondo la finalità del Progetto partito ormai dieci anni fa.
Nel comunicarvi questi dati, di cui sono orgoglioso, ringrazio di cuore tutti quelli che hanno collaborato e collaborano tuttora al buon funzionamento del Progetto!

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GAY TEST

Dopo un lungo lavoro di rielaborazione, ieri, 4/10/2012 Progetto Gay ha aperto un nuovo sito

http://progettogaytest.altervista.org/

dedicato in modo esclusivo a tre distinti servizi:

1)      Interviste online sulla sessualità gay

2)      Test di orientamento sessuale

3)      Statistiche sulla sessualità gay

Il servizio è accessibile sia in Italiano che in Inglese (l’intero sito è stato tradotto e pubblicato anche in versione inglese, non si tratta di traduzioni automatiche ma di un sito originariamente in Inglese).

L’interfaccia in lingua Italiana è;

http://progettogaytest.altervista.org/tn2_italiano

L’interfaccia in lingua Inglese è:

http://progettogaytest.altervista.org/tn2_english

L’archivio è unificato.

Per quanto riguarda le interviste, sullo stesso DB sono quindi conservate sia interviste in lingua Italiana che interviste in lingua Inglese. Queste interviste possono essere selezionate facilmente attraverso le funzioni di ricerca.

L’archivio dei test di orientamento sessuale è codificato. Ciascuna scheda, sia compilata in Italiano che in Inglese, viene codifica e può essere riletta (decodificata) sia in Italiano che in Inglese, indipendentemente dalla lingua nella quale è stata compilata.

Il servizio è stato nettamente migliorato, è stata introdotta la possibilità di vedere l’analisi in anteprima e di modificare la scheda prima dell’invio definitivo e sono stat migliorate le tecniche per evitare il posting ripetuto.

Il test è impostato con criteri scientifici molto seri chiariti nella pagina di metodologia, indicata nella scheda che contiene la risposta personalizzata elaborata dal sistema.

Riporto qui di seguito un esempio di test con la relativa analisi.

ANALISI DEL TEST

Scheda n. 936

1) Domanda: La mia età
Risposta: 22

2) Domanda: Il mio stato civile
Risposta: Sono fidanzato con una ragazza

3) Domanda: Figli
Risposta: Non ho figli

4) Domanda: Pressioni familiari
Risposta: La mia famiglia non accetterebbe affatto che io non fossi etero

5) Domanda: Attese sociali
Risposta: Nel contesto sociale in cui vivo, come gay, avrei la vita impossibile

6) Domanda: Perché fai questo test?
Risposta: Faccio il test perché ho qualche incertezza circa il mio orientamento sessuale

7) Domanda: Ansia e orientamento sessuale
Risposta: All’inizio ho vissuto con ansia le questioni legate al mio orientamento sessuale ma ora non più

8) Domanda: Hai fatto in precedenza altri test riguardanti l’orientamento sessuale?
Risposta: Ho fatto altri test riguardanti l’orientamento sessuale e non mi hanno soddisfatto nel senso che non mi hanno dato nessuna risposta definitiva

9) Domanda: Hai letto libri o articoli specifici di sessuologia o di psicologia sessuale?
Risposta: Ho cercato di informarmi seriamente leggendo diversi libri o articoli specifici di sessuologia o di psicologia sessuale

10) Domanda: Ti sei mai rivolto ad uno psicologo per motivi connessi alla sessualità?
Risposta: Non mi sono mai rivolto ad uno psicologo per motivi connessi alla sessualità

11) Domanda: Ti sei mai rivolto ad uno psicologo per motivi diversi dalla sessualità?
Risposta: Non mi sono mai rivolto ad uno psicologo per motivi diversi dalla sessualità

12) Domanda: Come percepisci il tuo orientamento sessuale
Risposta: Mi sento bisessuale con una forte prevalenza gay

13) Domanda: Dichiarato / Non dichiarato
Risposta: Sono bisex ma mi comporto da etero con tutti

14) Domanda: Come gli altri ti inquadrano rispetto al tuo orientamento sessuale
Risposta: Forse gli altri hanno qualche dubbio sul mio orientamento sessuale ma non ne parlano

15) Domanda: Orientamento affettivo percepito
Risposta: Tendo ad innamorarmi solo di ragazze

16) Domanda: Sessualità effettiva di coppia
Risposta: Ho rapporti sessuali esclusivamente con ragazze ma sono attratto anche dai ragazzi

17) Domanda: Il mio ideale di sessualità di coppia
Risposta: L’ideale, per me, sarebbe una coppia fissa pubblicamente dichiarata con un modello di tipo matrimoniale

18) Domanda: Il mio progetto possibile di sessualità di coppia
Risposta: Penso che per me sia possibile realizzare una coppia fissa pubblicamente dichiarata con un modello di tipo matrimoniale

19) Domanda: Orientamento sessuale della masturbazione
Risposta: Mi masturbo pensando ai ragazzi o alle ragazze a seconda dei periodi

20) Domanda: Variabilità delle fantasie masturbatorie
Risposta: Le mie fantasie masturbatorie sono molto variabili

21) Domanda: Uso della pornografia
Risposta: Sono parzialmente dipendente dalla pornografia gay, ci sto sopra tutto il tempo che posso

22) Domanda: Perché faccio uso della pornografia
Risposta: Potrei benissimo farne a meno ma non vedo perché dovrei, dato che c’è e che presa con spirito critico non fa alcun danno

23) Domanda: Quante volte in percentuale ti masturbi facendo uso della pornografia?
Risposta: 60

24) Domanda: Sei mai andato su un sito porno a pagamento?
Risposta: Non sono mai andato su un sito porno a pagamento

25) Domanda: Quanti siti porno visiti abitualmente?
Risposta: Abitualmente visito un solo sito porno

26) Domanda: Polarizzazione dell’interesse sessuale
Risposta: Le mie fantasie sessuali sono orientate soprattutto dalla pornografia

27) Domanda: Frequenza della masturbazione e stato emotivo
Risposta: La frequenza della mia masturbazione è praticamente costante

28) Domanda: Ritengo la masturbazione
Risposta: Ritengo la masturbazione un fatto assolutamente naturale

29) Domanda: Masturbazione e affettività
Risposta: Penso che masturbazione e affettività siano due cose che possono anche avere qualcosa in comune ma in genere la masturbazione è solo uno sfogo fisiologico

30) Domanda: Ritengo la sessualità vissuta in coppia
Risposta: Ritengo che la sessualità vissuta in coppia sia l’espressione di una forma d’amore

31) Domanda: Curiosità per il nudo
Risposta: Ho spiato la nudità sia di altri ragazzi che di ragazze inconsapevoli

32) Domanda: Causare situazioni sessualmente imbarazzanti
Risposta: Ho fatto in modo da mettere in situazioni sessualmente imbarazzanti sia altri ragazzi che ragazze

33) Domanda: Reazioni di fronte a situazioni di nudità collettiva non sessuale (spogliatoi)
Risposta: Mi piace trovarmi in situazioni di nudità collettiva non sessuale (spogliatoi) ma devo cercare in tutti i modi di controllare l’erezione che è quasi inevitabile se c’è qualche ragazzo che mi interessa

34) Domanda: Scherzi pesanti di gruppo a sfondo sessuale fatti ad altri ragazzi (esempio denudamento forzato)
Risposta: Quando mi succede di assistere a scherzi pesanti di gruppo a sfondo sessuale fatti ad altri ragazzi (esempio denudamento forzato) mi eccito ma non prendo parte alla cosa

35) Domanda: Con i tuoi amici parli della tua sessualità?
Risposta: Con i miei amici cerco di evitare l’argomento e non dico di essere gay ma nemmeno di essere etero

36) Domanda: Frequenti chat erotiche?
Risposta: Non frequento mai chat erotiche

37) Domanda: Frequenti siti di incontri?
Risposta: Non frequento mai siti di incontri

38) Domanda: Sei mai stato in un locale dichiaratamente gay?
Risposta: Non sono mai stato in un locale dichiaratamente gay

39) Domanda: Innamoramento etero e masturbazione
Risposta: Quando mi innamoro di una ragazza mi masturbo tranquillamente pensando a lei

40) Domanda: Innamoramento gay e masturbazione
Risposta: Non mi sono mai innamorato di un ragazzo

41) Domanda: Innamoramento, chat erotiche e siti di incontri
Risposta: Non frequento chat erotiche e siti di incontri

42) Domanda: Innamoramento e pornografia
Risposta: Quando mi innamoro continuo tranquillamente a masturbarmi guardando siti porno

43) Domanda: I primi ricordi che hai di episodi che avessero una qualche coloritura sessuale sono per te
Risposta: I primi ricordi che ho di episodi che avessero una qualche coloritura sessuale, per me, sono gradevoli

44) Domanda: I primi episodi della tua vita che avessero una qualche coloritura sessuale riguardavano
Risposta: I primi episodi della mia vita che avessero una qualche coloritura sessuale riguardavano ragazzi quasi coetanei

45) Domanda: I primi episodi della tua vita che avessero una qualche coloritura sessuale erano di tipo
Risposta: I primi episodi della mia vita che avessero una qualche coloritura sessuale erano di tipo omosessuale

46) Domanda: A che età hai scoperto la masturbazione?
Risposta: 12

47) Domanda: Come hai scoperto la masturbazione?
Risposta: Ho scoperto la masturbazione tramite un altro ragazzo

48) Domanda: Come hai reagito alla scoperta della masturbazione?
Risposta: Alla scoperta della masturbazione non ho avuto nessun problema e l’ho vissuta molto tranquillamente fin dall’inizio

49) Domanda: Le fantasie delle tue prime masturbazioni erano
Risposta: Le fantasie delle mie prime masturbazioni erano prevalentemente etero

50) Domanda: A chi erano dedicate le tue prime masturbazioni?
Risposta: Le mie prime masturbazioni erano dedicate sempre o quasi a immagini di ragazze prese della pornografia e talvolta a ragazze prese della vita reale

51) Domanda: Dopo la scoperta della masturbazione ne hai parlato con qualcuno?
Risposta: Dopo la scoperta della masturbazione ne ho parlato con alcuni amici coetanei

52) Domanda: A che età hai avuto il tuo primo contatto con la pornografia?
Risposta: 10

53) Domanda: Come sei arrivato alla pornografia?
Risposta: Sono arrivato alla pornografia per curiosità spontanea

54) Domanda: Come hai reagito alla scoperta della pornografia?
Risposta: Alla scoperta della pornografia ho reagito con incertezza

55) Domanda: Hai mai detto a nessuno che facevi uso di pornografia?
Risposta: Ho detto ad amici coetanei che facevo uso di pornografia

56) Domanda: A che età hai avuto i primi contatti sessuali con un’altra persona?
Risposta: 10

57) Domanda: Chi era la persona con la quale hai avuto i primi contatti sessuali?
Risposta: La persona con la quale ho avuto i miei primi contatti sessuali era un ragazzo coetaneo o quasi

58) Domanda: Come sei arrivato ad avere i primi contatti sessuali con un’altra persona?
Risposta: Sono arrivato ad avere i miei primi contatti sessuali in una dimensione che io vedevo come un gioco

59) Domanda: I tuoi primi contatti sessuali sono stati del tutto episodici o si sono ripetuti?
Risposta: Direi che i miei primi contatti sessuali sono stati episodici, è successo solo qualche volta

60) Domanda: Soddisfazione dei tuoi primi contatti sessuali
Risposta: I miei primi contatti sessuali mi piacevano molto

61) Domanda: Evoluzione della sessualità masturbatoria
Risposta: Le mie fantasie masturbatorie tendono a divenire progressivamente sempre più gay

62) Domanda: Come hai conosciuto il tuo/la tua attuale partner o il tuo ultimo/la tua ultima partner?
Risposta: Ho conosciuto il mio/la mia attuale partner (o il mio ultimo/la mia ultima partner) all’università

63) Domanda: Con quanti ragazzi hai avuto contatti sessuali nel corso della tua vita?
Risposta: 6

64) Domanda: Con quante ragazze hai avuto contatti sessuali nel corso della tua vita?
Risposta: 4

65) Domanda: In media quanto tempo sono durati i tuoi rapporti di coppia etero, indica una media in mesi
Risposta: 24

66) Domanda: In media quanto tempo sono durati i tuoi rapporti di coppia gay, indica una media in mesi
Risposta: 0

67) Domanda: Nei periodi in cui non hai avuto un/una partner come ti sei comportato?
Risposta: Nei periodi in cui non ho avuto un/una partner ho cercato una ragazza

ANALISI DEI DATI FONDAMENTALI

La prima analisi del questionario sopra riportato tende a valutare l’orientamento sessuale emergete dal complesso del test. Alcune risposte sono neutre, ossia non consentono alcuna deduzione che riguardi l’orientamento sessuale, altre sono invece più o meno significative. Il programma rileva innanzitutto la significatività delle risposte date in termini di individuazione dell’orientamento sessuale e le distingue sulla base dell’ambito di riferimento. Nella scheda inviata sono state individuate n. 28 risposte significative in termini di orientamento sessuale, di cui n. 15 relative alla sessualità, n. 5 relative all’affettività e n. 7 relative alla dimensione sociale.

Il sistema determina quindi la “cifra gay individuale” ossia una misura della significatività complessiva in senso gay delle risposte fornite. Tale “cifra gay individuale” può essere confrontata con la “cifra gay massima” ossia con la massima misura di tendenza gay riscontrabile dalle domande alle quali l’utente ha dato una risposta significativa (non neutra). La “cifra gay massima” è variabile e dipende dalla maggiore o minore presenza di risposte neutre. Ciò che è realmente indicativo è la percentuale della “cifra gay massima” totalizzata dall’utente, chiamiamo “indice gay generale” detta percentuale, se è pari al 100%, l’utente, quando ha fornito risposte significative (non neutre), lo ha fatto sempre come avrebbe fatto un gay al 100%, se la percentuale è pari a 0%, l’utente, quando ha fornito risposte significative (non neutre), lo ha fatto sempre come avrebbe fatto un etero al 100%  

1) indice gay generale (IGG) =  57.95

La seguente tabella aiuta nella classificazione dell’orientamento in relazione all’IGG. Come in ogni schematizzazione di fenomeni complessi, non va mai dimenticato che le definizioni hanno un valore molto relativo, quantunque orientativamente utile.

IGG <15 15<=IGG<35 35<=IGG<=65 65<IGG<=85 85<IGG
strettamente etero bisex a prevalenza etero bisex in senso stretto bisex a prevalenza gay strettamente gay

La situazione in esame si può quindi definire  bisex in senso stretto.  

Un elemento importante è rappresentato dallo scarto quadratico medio dei singoli indicatori rispetto all’IGG.

L’IGG è un indice medio costruito a partire da parecchi indicatori. Se i valori dei singoli indicatori sono vicini all’IGG cioè sono poco dispersi, i vari aspetti analizzati conducono più o meno alle stesse conclusioni e lo scarto quadratico medio è basso, se i singoli indicatori sono molto dispersi rispetto al valor medio dell’IGG essi porterebbero, presi singolarmente, a conclusioni diverse e anche contrastanti. Per capirci meglio se l’IGG fosse calcolato solo su 4 risposte e si avesse IGG=50 e scarto quadratico medio = 0, tutte e 4 le singole risposte darebbero risultato 50, ma il valore dell’IGG pari a 50 si può ottenere anche da due 0 e due 100, in questo caso lo scarto quadratico medio sarebbe uguale a 50. Una cosa è risultare bisessuale con componente gay 50% quando questo risultato si rileva in tutte le risposte e una cosa molto diversa è risultare bisessuale con componente gay 50% quando metà delle risposte sono da perfetto gay e l’altra metà da perfetto etero.   Lo scarto quadratico medio è un tipico indice di dispersione e sotto il profilo psicologico è un indice di disagio. Nel nostro caso lo scarto quadratico medio generale risulta :

 2) scarto quadratico medio (SQMG) = 42.27

La seguente tabella aiuta nella valutazione della coerenza delle risposte impiegate nel calcolo dell’IGG. Va tenuto presente che in una distribuzione con valori da 0 a 100, lo SQM massimo è pari a 50. 

SQM<15 15<=SQM<25 25<=SQM<=35 35<SQM<=45 45<SQM
strettamente coerenti coerenti abbastanza coerenti poco coerenti discordanti

Nel caso in esame si può concludere che gli indicatori di orientamento sessuale espressi nel test risultano poco coerenti.

Una rappresentazione complessiva delle risposte al test indicative dell’orientamento sessuale si può vedere nel seguente istogramma. ciascuna colonna è contrassegnata da un numero che indica la domanda alla quale si riferisce la singola valutazione. Un orientamento etero al 100% è caratterizzato da bande tutte nulle (percentuale gay = 0). Un orientamento gay al 100% è caratterizzato da bande quasi tutte estese fino al 100%, non esattamente tutte, perché certe domande lasciano comunque un margine di incertezza. Nella colonna numerica di sinistra si può leggere la percentuale orientamento gay emergente da ogni risposta. I numeri in rosso indicano che le corrispondenti risposte sono pertinenti alla sessualità, i numeri in azzurro indicano che le risposte sono pertinenti all’affettività, i numeri in nero indicano che le risposte sono pertinenti alla socialità.

La banda 12, color arancio, indica Come percepisci il tuo orientamento sessuale

La banda 15, colore azzurro, indica l’Orientamento affettivo percepito

La banda 16, color verde, se presente, indica laSessualità effettiva di coppia

La banda 19, color rosso, indica l’Orientamento sessuale della masturbazione

La linea verticale rossa indica l’IGG.

Di significato intuitivo più immediato è il diagramma di seguito riportato, che rappresenta graficamente la distribuzione media dei singoli indici dedotti da ciascuna domanda significativa in una scala gay graduata da 0 (punto “E” totalmente etero) a 100 (punto “G” totalmente gay). L’ascissa del vertice della curva rappresenta l’IGG, la curva è tanto più acuminata quanto minore è il valore dello SQM. Va osservato che valori alti di SQM danno curve molto appiattite e quindi poco significative in termini di individuazione dell’orientamento sessuale. Le curve molto acuminate ossia con SQM piccolo sono invece molto significative in termini di individuazione dell’orientamento sessuale.

Per rendere sempre possibile la rappresentazione grafica, quando lo SQM risulta < 1, è automaticamente riportato ad 1.

Quello sopra riportato è il “grafico di orientamento sessuale generale”. Si tratta di una rappresentazione “a due parametri”, certamente interessante, ma non si tratta della migliore rappresentazione grafica dell’orientamento sessuale. Una descrizione più accurata si può ottenere nel modo descritto alla pagina di metodologia. Come primo passo, si suddividono le domande del questionario in tre distinte sezioni (sessuale, affettiva, sociale), si determina per ciascuna sezione la media e lo scarto quadratico medio, in modo da ottenere tre distinte curve normali di distribuzione, una per ciascuna componente (sessuale, affettiva, sociale). Qui di sotto è presentato il “grafico di orientamento sessuale, componente affettiva” analogo al precedente ma costruito in riferimento ai soli indici correlati alla vita affettiva. Anche in questo caso sono stati impiegati due parametri (valor medio e scarto quadratico medio) che chiameremo rispettivamente Indice Gay Affettivo (IGA) e Scarto Quadratico Medio Affettivo (SQMA). I valori di questi indici mostrano come in media è orientata l’affettività e quanto siano univoci i valori che portano a quella media. Nel caso in analisi si ha:

3) indice gay affettivo (IGA) =  5.00

4) scarto quadratico medio affettivo (SQMA) = 8.06

Qui sotto è presentato il “grafico di orientamento sessuale, componente sessuale” analogo ai precedenti ma costruito in riferimento ai soli indici correlati alla vita sessuale. Anche in questo caso sono stati impiegati due indici (valor medio e scarto quadratico medio) che chiameremo Indice Gay Sessuale (IGS) e Scarto Quadratico Medio Sessuale (SQMS). I valori di questi indici mostrano come in media è orientata la sessualità e quanto siano univoci i valori che portano a quella media. Nel caso in analisi si ha:

5) indice gay sessuale (IGS) =  70.36

6) scarto quadratico medio sessuale (SQMS) =  38.79

Lo stesso discorso si può ripetere per la componente sociale. Nel caso in analisi si ha:

7) indice gay sociale (IGs) =  65.31

8) scarto quadratico medio sociale (SQMs) =  44.17

Poiché per necessità grafiche le curve di distribuzione sono state normalizzate sull’intervallo di base [0;1] quindi tutte le aree comprese sotto le curve equivalgono all’unità e la scala in ordinata è in percentuale del massimo, anche se il massimo è indicato in ciascun grafico in alto a sinistra, data la differenza di scala in ordinata tra i tre grafici, non è facile effettuare visivamente un confronto. Il grafico seguente riporta i tre grafici precedenti nella medesima scala, ossia in percentuale del massimo tra i massimi delle quattro funzioni, e consente quindi di effettuare un confronto immediato. La curva in nero rappresenta la distribuzione dell’orientamento sessuale complessivo, quella in azzurro è relativa all’affettività, quella colore arancio alla sessualità e quella di colore verde alla socialità.

Per l’interpretazione di questo grafico è bene tenere presente che poiché l’indice gay generale è fortemente legato alla sessualità, tra la la curva dell’orientamento generale e la curva relativa alla sessualità non c’è in genere mota differenza, accade invece talvolta che la curva affettiva differisca sensibilmente da quella generale in questo si può ravvisare una tendenziale separazione tra affettività e sessualità. Differenze ancora più nette di osservano tra la curva generale e quella relativa alla socialità. Per permettere una valutazione quantitativa standardizzata è bene introdurre la variabile DS-A = IGS – IGA.

7)   DS-A =  65.36

Se l’indice è positivo la sessualità fisica è orientata più fortemente in direzione gay rispetto all’affettività. In genere una discordanza significativa tra affettività e sessualità e quindi un  DS-Adi valore assoluto superiore a 15 è sintomo di disagio.  

Per procedere ad una valutazione complessiva si può fare ricorso alla tabella riassuntiva qui di seguito riportata e ai quadri di valutazione già visti che si riportano di seguito per comodità.

INDICE MEDIA(IG) DISPERSIONE (SQM)
GENERALE IGG = 57.95 SQMG = 42.27
AFFETTIVO IGA = 5.00 SQMA = 8.06
SESSUALE IGS = 70.36 SQMS = 38.79
SOCIALE IGs = 65.31 SQMs = 44.17
IG <15 15<=IG<35 35<=IG<=65 65<IG<=85 85<IG
strettamente etero bisex a prevalenza etero bisex in senso stretto bisex a prevalenza gay strettamente gay
SQM<15 15<=SQM<25 25<=SQM<=35 35<SQM<=45 45<SQM
strettamente coerenti coerenti abbastanza coerenti poco coerenti discordanti
DS-A < -15 -15 <=DS-A<-5 -5 <=DS-A <=5 5<DS-A <= 15 15 <DS-A
poco coerente abbastanza coerente strettamente coerente abbastanza coerente poco coerente

Nel caso in esame, applicando i criteri sopra riportati risulta quanto segue:

Valutazione complessiva bisex in senso stretto. Gli indicatori generali risultano poco coerenti.

Sessualità  bisex a prevalenza gay. Gli indicatori sessuali risultano poco coerenti.

Affettività strettamente etero. Gli indicatori affettivi risultano strettamente coerenti.

Socialità strettamente etero. Gli indicatori di socializzazione risultano strettamente coerenti.

Valutazione di affettività e sessualità poco coerente.

Determinata come sopra la media e determinato altresì lo scarto quadratico medio delle tre componenti (affettiva, sessuale e sociale), siamo in grado di disegnare un grafico dell’orientamento sessuale che tenga conto delle tre componenti, cioè di disegnare il cosiddetto grafico “additivo” combinazione lineare dei tre grafici precedenti con coefficienti standard 0.6 per la sessualità, 0.3 per l’affettività e 0.1 per la socialità. I coefficienti sono qui assunti per ipotesi pari in prima approssimazione a 0.6, 0.3 e 0.1, valori scelti sulla base  di rilievi effettuati su un campione numeroso di questionari. I coefficienti 0.6, 0.3 e 0.1 sono i cosiddetti coefficienti “medi” cioè quelli che meglio si adeguano alla situazione media della popolazione. La percezione individuale dell’orientamento sessuale può anche essere “diversa” da quella media e potrà essere rappresentata, in una fase successiva, modificando il peso delle te componenti (sessuale, affettiva e sociale) dell’orientamento sessuale in relazione alle valutazioni di disagio sessuale, di disagio effettivo e di disagio di socializzazione. Per il momento limitiamoci alla rappresentazione dell’orientamento sessuale utilizzando i coefficienti medi. La componente strettamente sessuale dell’orientamento sessuale complessivo è rappresentata in rosso, quella affettiva in blu e quella sociale in giallo (verde). In ascissa si ha l’orientamento sessuale in %gay e in ordinata la densità di probabilità.

Un’attenzione particolare deve essere dedicata alla interpretazione del “diagramma additivo” sopra riportato nei casi in cui la polarizzazione affettiva, ossia la zona di massimo addensamento della componente blu del diagramma, risulta significativamente lontana dalla zona di polarizzazione della zona sessuale (rossa). Si tratta di situzioni si significativo disagio. In questi casi il massimo della curva può allontanarsi significativamente dall’IGG e può comparire anche un secondo massimo nella curva. La comparsa di un secondo massimo nel diagramma additivo è indice di dissociazione tra sessualità e affettività.

Alla domanda “Come percepisci il tuo orientamento sessuale?”; hai risposto “Mi sento bisessuale con una forte prevalenza gay” a questa risposta è attribuito un indice gay pari a 60, dal test risulta un IGG pari a  57.95 . La tua percezione del tuo orientamento sessuale risulta quindi estremamente precisa.

A questo punto la prima parte dell’analisi del test è conclusa. La seconda parte, che ancora non è stata implementata ed è attualmente in preparazione, prende l’avvio dai dati emersi nella prima parte e procede all’esame delle situazioni di disagio in relazione all’orientamento sessuale già valutato e alle condizioni individuali di vita sociale.

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PROGETTO GAY COMPIE CINQUE ANNI

Ormai 5 anni fa, il 30 Agosto del 2007, pubblicavo il primo post di Progetto Gay, con un articolo che linko qui di seguito:
http://progettogay.myblog.it/archive/20 … o-gay.html

Da allora abbiamo fatto molta strada ma gli obiettivi di fondo del Progetto sono rimasti i medesimi. Gli strumenti tecnici si sono via via perfezionati e specializzati:

il Forum index.php

Il sito delle interviste online, del test di orientamento sessuale e delle statistiche: http://progettogaysito.altervista.org/tn2/ (ultima versione)

Il sito della chat internazionale http://gayproject.altervista.org/chat/

Il sito Google https://sites.google.com/site/progettogay/

Il motore di ricerca su tutto Progetto Gay http://progettogaysito.altervista.org/c … to_gay.htm

Gay Project International, per leggere i siti di Progetto Gay in tutte le lingue http://gayproject.altervista.org/gay_pr … tional.htm

I blog tradizionali di Progetto Gay:
http://progettogay.myblog.it/
http://nonsologay.blogspot.it/
https://gayproject.wordpress.com/
http://progettogay.over-blog.it/
http://progettogay.altervista.org/

Il blog in lingua Inglese http://notonlygay.blogspot.it/

ecc. ecc..

Lo spirito è rimasto quello originario. Ad oggi gli utenti registrati sul Forum sono 1089 e aumentano in ragione di quasi uno al giorno, sembra poco ma, date le finalità del Progetto, è molto. Il Progetto ha realmente cambiato la mia vita e sento il dovere di dire grazie e quanti mi hanno aiutato e ancora mi aiutano nel portare avanti una macchina così complessa e a tutti gli amici che ho avuto il piacere di conoscere in questi cinque anni. Non mancano le preoccupazioni e il lavoro da fare a tantissimo ma anche le soddisfazioni sono state e sono veramente grandissime!
Un fortissimo abbraccio a tutti! E W Progetto Gay!!
Project

EDUCAZIONE SESSUALE GAY

Questo post è dedicato alla educazione sessuale con particolare riguardo alla educazione sessuale dei ragazzi gay. Parto da una osservazione concreta. Nel parlare quotidianamente di sessualità con ragazzi gay di tutte le età, riscontro sistematicamente i danni provocati da una educazione sessuale distorta o meglio sarebbe dire dalla totale assenza di una educazione sessuale che possa essere degna di questo nome. Ancora oggi, nel 21° secolo ormai inoltrato, i ragazzi hanno ancora delle sessualità un concetto legato a tabù di vario tipo, la sessualità è vista non come una realtà ordinaria, vissuta quotidianamente da tutti, ma come una specie di territorio nello stesso tempo affascinante e proibito al confine tra il gioco e l’affettività, un territorio che attira e nello stesso tempo intimorisce, che promette cose meravigliose ma che può provocare fortissime delusioni. Questa visione della sessualità come realtà che deve restare nascosta perché porta in sé una nota forte di trasgressione, dato che tutto quello che ha a che vedere col piacere sessuale appare intrinsecamente trasgressivo, è ancora profondamente radicata specialmente tra i ragazzi più giovani e tende piano piano ad affievolirsi con l’andare degli anni. È molto più facile parlare seriemente e senza tabù di sessualità con un ragazzo tra i 35 e i 40 anni che con un ragazzo intorno ai 20 anni che è ancora profondamente condizionato da modelli comportamentali e di interpretazione di origine esterna. Ci sono ancora oggi parecchi ragazzi ventenni che non hanno un’idea realistica di come gli altri vivano la sessualità e che, quindi, tendono a considerarsi unici e a vedere la propria sessualità come anomala o affetta da qualcosa di patologico quando di anomalo o di patologico non c’è assolutamente nulla. Aggiungo che ci sono ragazzi 20enni letteralmente terrorizzati dall’idea che qualcosa della loro sessualità possa trapelare ai loro genitori. In certi ambienti, ancora oggi, i ragazzi gay subiscono delle vere forme di violenta repressione che li induce purtroppo a fare scelte che nel tempo si dimostreranno devastanti per la loro vita affettiva e per il loro equilibrio personale. Mi capita di parlare con ragazzi di oltre 20 anni che non hanno mai avuto prima nessuna possibilità di parlare seriemente della loro sessualità. Parlare con questi ragazzi permette di capire la profondità del loro disagio e la necessità che hanno di essere rassicurati e di poter guardare il futuro con una speranza concreta. Per uscire da certi ambienti e guadagnarsi una vera autonomia ci vuole uno sforzo enorme e questi ragazzi sono spesso del tutto abbandonati a se stessi e scoraggiati in ogni loro tentativo di emanciparsi e di costruirsi una prospettiva migliore. Molto spesso le famiglie o sono assolutamente incapaci di rendersi conto delle difficoltà dei figli o sono portare a considerare prioritario che si segua il modo di vivere tradizionale per mantenere una onorabilità almeno di facciata davanti alla gente. In certi ambienti, ancora oggi, un ragazzo 20enne non può permettersi di non avere una ragazza se non vuole essere sostanzialmente emarginato. Lo stato di sofferenza provocato da queste situazioni è veramente pesante. Qui non solo non c’è una educazione sessuale alla libertà e alla responsabilità ma c’è una vera forma di violenza educativa che non propone ma impone, con forme pesantissime di ricatto mascherato, modelli coercitivi di comportamento. A questo atteggiamento impositivo si contrappone quello di completo disinteresse che è invece caratteristico di ambienti che si ritengono più aperti e liberi. Va sottolineato che, per i ragazzi, parlare seriemente di sessualità e chiarire i propri dubbi in questa materia è fondamentale e l’assenza di qualsiasi forma di confronto finisce per indurli a cercare il confronto lontano dalla dimensione del quotidiano, negli ambienti che, per l’etichetta gay che portano, appaiono i più adatti al confronto in tema di sessualità. Parlo in primo luogo della pornografia, che presenta modelli apparentemente gratificanti e semplici ma dotati di una forza di persuasione ben al di là di quella delle parole. Negli anni passati la pornografia in internet si presentava con criteri di forte aggressività e in forme molto stereotipate, l’accesso ai siti era in genere a pagamento e la presenza di dialer per addebitare all’utente spese telefoniche molto alte era un deterrente che aiutava a tenere la grande maggioranza dei ragazzi fuori da quegli ambienti. Oggi le cose sono cambiate, i siti porno gratuiti sono molti (si finanziano esclusivamente con la pubblicità a tema) e recentemente si stanno diffondendo i blog creati da singoli utenti per raccogliere foto dal web e per ri-pubblicarle, è il fenomeno del re-blogging, che ha un particolare significato quando si parla di siti erotici (qui non si parla esplicitamente di pornografia ma di contenuti attinenti la sessualità anche in modo più largo, come foto di nudo o candid con qualche interesse sessuale). Il re-blogging ha portato alla creazione di siti che ormai della vecchia pornografia pesante presente su internet anni fa hanno decisamente ben poco, sono gestiti con buon gusto, alcune volte non hanno finalità commerciali e non c’è da meravigliarsi che abbiano un pubblico in progressivo aumento. Anche questi blog a tema erotico però presentano inevitabilmente modelli di comportamento. La pornografia e oggi anche il re-blogging di contenuti erotici costituiscono per parecchi ragazzi gay il modello sessuale di riferimento, in qualche modo la vera educazione sessuale. Va tenuto presente che l’approccio dei ragazzi con la pornografia è molto precoce e che in genere il primo contatto avviene tra i 13 e i 14 anni, quindi in un’età estremamente recettiva rispetto ai contenuti attinenti alla sessualità. L’uso della pornografia è strettamente connesso con la masturbazione ed è, al massimo, argomento di discussione con i coetanei, ma questo accade soprattutto per i ragazzi etero, per i quali parlare di queste cose con i loro amici è comunque possibile e non rischioso, per i ragazzi gay è invece facile rendesi conto dai discorsi degli altri ragazzi che la sessualità di quei ragazzi è un’altra ed è facile dedurne l’errata conclusione che nella propria sessualità c’è qualcosa di sbagliato. I ragazzi etero arrivano a parlare tra loro della loro sessualità, della pornografia e della masturbazione e questo consente loro di rendersi conto del loro essere come gli altri. Per un ragazzo etero i messaggi provenienti dalla pornografia sono filtrati attraverso i discorsi con gli amici ed hanno una valenza meno importante che per i ragazzi gay che su quegli argomenti non hanno una possibilità di confronto interpersonale. Aggiungo che i primi rapporti sessuali dei ragazzi etero sono in genere notevolmente più anticipati dei primi rapporti dei ragazzi gay e si presentano come una specie di patente da adulto, per i ragazzi gay invece, la masturbazione sulla base della pornografia sostituisce la sessualità vissuta con persone reali per periodi molto lunghi e finisce per consolidare i modelli offerti dalla pornografia. C’è poi un altro elemento che gioca nettamente a sfavore dei ragazzi gay. Un ragazzo etero può ammettere anche in famiglia di avere una simpatia per una ragazza e può vederla anche a casa sua, alla presenza dei genitori, che in genere vedono la cosa con occhio benevolo purché non si vada troppo oltre almeno in modo visibile. I genitori sanno bene, anche se fingono di non saperlo, che i figli e le figlie hanno una loro vita sessuale anche se giovanissimi, ma danno tutto questo per ovvio e scontato, in sostanza non se ne meraviglierebbero affatto. Per un ragazzo gay invece la sessualità è fin dall’origine qualcosa da nascondere, da tenere in una dimensione privatissima di assoluta invisibilità, relegata ai momenti in cui nessuno può intervenire. Per un ragazzo gay, le opportunità di parlare seriamente di sessualità gay sono molto ristrette almeno fino ai 18 anni, poi, anche attraverso internet si arriva, talvolta pericolosamente, a situazioni in cui è possibile parlare anche di sessualità gay, ma spesso i contesti sono i meno appropriati e sono quelli legati alle chat erotiche e ai siti di incontri in cui i discorsi sono finalizzati agli incontri e le possibilità vere di confronto serio sono decisamente ridotte. L’educazione sessuale dei ragazzi gay presenta una enorme complicazione che consiste nel fatto che, purtroppo, non esiste di fatto una società matura capace di integrare l’omosessualità, in questo senso una educazione a comportamenti liberi, che sarebbe in assoluto la più desiderabile, finirebbe per essere dannosa per lo steso ragazzo e lo metterebbe seriamente a rischio in ambienti in cui l’omofobia è ancora profondamente radicata. I discorsi sulla sessualità servono certamente a creare un confronto ma anche e soprattutto a fare diminuire l’ansia, ed evitare l’idea che la sessualità, e quella gay in particolare, sia una specie di successione di tappe obbligate. Parlare serve a sdrammatizzare, a togliersi dalla mente l’idea di “avere un problema” di essere “un po’ anomalo”, di dover per forza trovare una spiegazione a tutto, di dover interpretare qualsiasi pensiero che ci passi per la mente per scoprirne i risvolti più riposti. Parlare di sessualità serve a ridimensionare e a riportare le cose in prospettive meno emotivamente condizionate, a capire che la sessualità è una cosa complessa e che ciascuno ha i suoi tempi, i suoi ritmi e suoi condizionamenti che vanno accettati per quello che sono.

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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=23&t=2413

RAGAZZI GAY E ANSIA DI NORMALITA’

Ciao Project,

mi fa proprio strano scriverti questa mail perché non ho mai parlato con nessuno di queste cose. Dove vivo io devo stare attento a tutto e preferisco stare solo perché se avessi amici, diciamo così che si farebbero anche gli affari miei. Qui va così, e allora resto solo, ma è dura, ho solo internet, un po’ di foto e di video li cerco pure io, però quelle cose degli incontri oppure delle chat per farsi le se..e non mi interessano, magari sono rimasto un bambino dentro perché mi incanto a guardare certe foto, non mi piace il porno spinto, mi piacciono le foto dove di un ragazzo di vede tutto ma anche il sorriso, però delle cose naturali, come nella vita di tutti i giorni, cioè un po’ come farei io. Adesso queste cose in rete si cominciano a trovare e mi piacciono molto, proprio mettere insieme la faccia del ragazzo e tutto il resto, non lo so, sarò pure tarato che penso a queste cose ma le immagino dolci quando mi faccio una se.a, non mi piacciono quelle cose esagerate che si trovano in giro, un ragazzo mi piacerebbe carezzarlo, baciarlo, pure il resto certo, ma se viene spontaneo a tutti a due, se no non fa niente, penso che mi starebbe benissimo anche solo stare abbracciato con un ragazzo, cioè non con uno qualunque ma col ragazzo mio. Se mi vuole bene, di quello che facciamo non me ne importa niente ma voglio che mi voglia bene. Mi dico tante volte che il ragazzo io non ce lo avrò mai, anzi diciamo che in pratica ne sono sicuro, non ci so fare coi ragazzi, mi considerano un ragazzino anche se ho quasi 19 anni perché sono timidissimo, avere un ragazzo vicino mi imbarazza, divento rosso e non parlo, lo so che sembra stupido ma succede e poi non sono proprio un bel ragazzo, insomma non male, almeno non bruttissimo, quelli belli li vedo e sono belli veramente, io sono diciamo passabile e poi mi sentirei terribilmente in imbarazzo proprio a stare con un ragazzo, cioè a starci nudo insieme, e fare altre cose, sono molto complessato in queste cose e penso che potrei essere proprio una frana e questo mi frena molto, poi non mi so vestire, mi dicono che sono uno zombi ecc. ecc.. Ho paura che queste paure non me le leverò più dalla testa e poi non ne posso parlare con nessuno. A parte che amici non ne ho, anche se ne avessi che faccio? Se gli dico cose così mi prendono per un matto. Allora ho pensato di scriverti così mi dici quello che pensi di me e poi, se ti va, parliamo un po’ su msn. Magari a parlare non cambia niente però almeno uno si sfoga un po’. Aspetto con ansia la tua risposta.

Luca

Ciao Project,

ieri notte è stata stranissima, all’inizio mi tremavano proprio le mani, mi faceva proprio un effetto tipo panico, poi invece sono stato a mio agio, mi dispiace di averti trattenuto fino a quell’ora a raccontarti tutte quelle cose, te ne dicevo una e poi stavo in ansia per la tua risposta. In pratica mi sono sentito meno strano, cioè allora non sono poi tanto fuori. Tante cose che a me sembravano strane a te non lo sembravano affatto e questo mi tranquillizzava. Mi dicevo ma vuoi vedere che alla fine sono un ragazzo normale pure io!! Allora il modo mio di pensare a un ragazzo non è così assurdo e di ragazzi come me ce ne sono tanti! Magari!! Questa cosa mi fa stare meglio. Mi è piaciuta alla fine quando mi hai detto che io in fondo veri problemi non ne ho, mi sembrava quasi incredibile, ma detto da te dopo tante ore che parlavamo voleva dire che era proprio così e in effetti grossi problemi non ne ho, un po’ imbranato sono ma penso che di ragazzi imbranati come me ce ne siano tanti. Io in fondo l’idea di essere uno un po’ fuori me l’ero messa in testa anche per dirmi che la timidezza tanto non la potevo superare però se lo trovassi veramente un ragazzo che mi vuole bene, penso che tutta questa paura sparirebbe completamente. Certe volte mi sento scemo a cercare l’amore quando vedo che magari gli altri cercano solo il sesso, ma io voglio di più, sarò pure ingenuo ma voglio di più, cioè un ragazzo se sta con me deve essere proprio felice di stare con me, lo so che sono uno un po’ mediocre, ma io mica voglio uno bello come il sole, mi sta bene uno come me e pure peggio, però mi deve volere bene e allora sì che saprei volergli bene anche io. Grazie Project, mi sa che ti scoccerò ancora, ma già così mi sento più normale e mi piace.

A presto.

Luca

Se vuoi mettere le mail nel forum, fallo, non mi dispiace mica.

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Se volete, potete partecipare alla discussione di quetso post aperta sul forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=20&t=2183

OMOFOBIA E DOC

Questo post è dedicato alla omofobia nel DOC (Disturbo Ossessivo Compulsivo), non riguarda quindi gli atteggiamenti di omofobia sociale, cioè gli episodi di intolleranza verso i gay di cui si legge sulla stampa (fobia “contro i gay”) determinati dall’ignoranza e dall’incitazione all’aggressione verso i gay, ma propriamente la fobia, ma meglio sarebbe dire l’idea ossessiva, “di essere gay” che si manifesta nell’ambito del DOC, si tratta di un disturbo che può creare stati di sofferenza profonda e che va riconosciuto e affrontato con mezzi adeguati, ricorrendo all’aiuto di uno specialista. Riconoscere un DOC con idea ossessiva di essere gay non è cosa facile perché si è portati spesso a vedere tutta l’omofobia, anche quella del DOC, come un fenomeno di origine sociale o culturale trascurando del tutto il fatto che si tratti una vera patologia che non va sottovalutata e che ha cause non riferibili a fenomeni sociali e culturali. Nell’ambito dell’attività di Progetto Gay mi è capitato qualche volta di avere colloqui con ragazzi affetti dal DOC con l’idea ossessiva di essere gay. Ultimamente ho scambiato una serie di mail con un ragazzo 22enne che mi ha permesso di chiarire molto meglio le cose esponendole dal suo punto di vista. Devo molto a questo ragazzo che mi ha permesso di farmi un’idea del DOC nelle sue connessioni con l’idea di essere gay con una compiutezza e una chiarezza che non avevo mai raggiunto. Questo è un brano di una sua mail: “se volessi trascrivere o redigere la mia storia per tua utilità, sentiti libero di farlo senza alcun problema, più si sa di questo male, più le persone realmente omosessuali capiscono che IO sono malato e non loro meglio sarà.” Direi che questa frase è il segno della maturità umana oltre che culturale di questo ragazzo che ringrazio sentitamente. Ho chiesto esplicitamente ed ottenuto dal mio interlocutore il permesso di pubblicare i contenuti del nostro scambio epistolare.

Nell’avvicinarmi per gradi al nucleo del problema, sempre nel pieno rispetto della privacy, seguitò lo stesso percorso che ha seguito il mio interlocutore, chiamiamolo Marco, nelle sue mail. Chiedo scusa a chi legge se il percorso sarà lungo, ma fare chiarezza su queste cose richiede anche al lettore uno sforzo di attenzione non piccolo.

Marco ha 22 anni, è uno studente universitario, comincia così la sua prima mail: “ti scrivo con un’ansia e un terrore addosso che sono quasi indescrivibili ma ho bisogno di avere un confronto”. Racconta quindi la sua situazione familiare, certamente non facile, rapporti fortemente conflittuali con i genitori, una prima adolescenza sbandata e senza punti di riferimento, brutti momenti come ribellione, insuccessi scolastici, capelli tinti, risse, droghe leggere, atti vandalici, fughe ecc., successivamente il contatto con altre persone gli ridà fiducia e lo reinserisce in un clima vivibile. Intraprende una strada di crescita molto profonda che lo porta a formarsi una “personalità indipendente in parte da tutto e tutti” che però concentra, a suo giudizio, il meglio di tutti quelli che lo hanno cresciuto “in buona fede e con amore” e si sente in buona parte un loro risultato.

Dal punto di vista della sessualità l’adolescenza di Marco è stata piuttosto complessa. Fin da piccolo ha avuto la passione per i piedi e non faceva molta distinzione fra uomo e donna ma il piede femminile per lui restava oggetto di un piacere speciale, crescendo e scatenandosi gli ormoni la masturbazione si è incentrata su tutte le donne che conosceva, professoresse incluse, “fino a sbocciare alle medie con vere e proprie occasioni di approfondimento…” ma prima che accadesse tutto ciò, come talvolta succede, Marco con i suoi amici scopre e sperimenta la masturbazione di gruppo sui porno etero, logicamente facendo ognuno per se … un giorno però un amico un po’ effeminato vuole andare oltre e Marco lo segue “facendo varie volte prove, anche arrivando alla penetrazione ma pensando sempre alle donne soprattutto desiderando che accadesse con una ragazza il più in fretta possibile”. Verso i 12-13 anni sia Marco che il suo compagno di esplorazioni sessuali iniziano a trovarsi “la fidanzata” e i momenti di sperimentazione e curiosità sessuale tra loro si fermano. “Io e questo amico effeminato non avevamo ancora trovato una donna e talvolta non sapendo ancora come fosse questo rapporto con le donne e molto incuriositi sognavamo di averlo e abbiamo continuato quelle esperienze senza mai avere rapporti affettivi i quali ci schifavano e anzi evitavamo proprio certi contatti perché erano fastidiosi e ci inducevano talvolta anche dei veri e propri disturbi. Va notato che Marco sottolinea l’effeminatezza del suo amico. Finite queste esperienze, sempre considerate pure curiosità, Marco e il suo amico si trovano entrambi la ragazza. Marco sottolinea che anche durante le esperienze con il suo amico la masturbazione era al 99% eterosessuale e molto desiderata e soddisfacente e per ripiego talvolta non avendo la possibilità di avere ragazze vere, le fantasie “cadevano su una dimensione maschile che riguardava cosa potevamo fare alle donne ma facendolo fra noi, niente più.”

“Tornando alle ragazze, sono iniziate le esperienze con loro, i colpi di fulmine (sempre avuti fin dall’asilo tant’è che spesso venni messo in castigo perché sorpreso a toccare le mie coetanee o comunque mi ricordo sogni sulle mie amiche e il desiderio profondo di averle e annusarle), il desiderio era feroce e incontrollabile, da stare male … ho iniziato a vivere in un altro mondo tant’è che ho pensato con ribrezzo alle cose fatte fra amici e ho avuto alcuni problemi personali.

Per farla breve la mia adolescenza è scoppiata con una dipendenza e fame di donna fortissima che mi ha portato a trascurare lo studio ed innamorandomi spesso e avendo voglia in continuazione di avere una ragazza, sentire il suo odore, toccarla, leccarla ecc. ecc. ho avuto la prima storia seria di 4 anni, precedentemente varie esperienze ma tortuose perché cambiavo spesso target in quanto mi interessavo anche di più ragazze contemporaneamente e con una masturbazione continua e quasi incontrollabile perché era il mio massimo desiderio giornaliero.”

Fin qui, direi, l’adolescenza di Marco, per quanto agitata, non presenta elementi oggettivamente patologici, ma lui stesso ci descrive il primo apparire dell’idea ossessiva.

“Tra i fidanzamenti, le coccole, i baci, la voglia di essere amato da una ragazza, di essere suo, di avvertire la gelosia sua, sentirsi proprietà di una ragazza, fare l’amore ecc. ecc. non avevo mai notato però un mio comportamento: tendevo ad ossessionarmi svariate volte su varie cose, toccare un tot di volte le cose, fare le scale veloci altrimenti sarei stato “sbagliato”, mettere in ordine, pulire, parlare dicendo certe cose, chiedere scusa agli oggetti, soffrire per cose assurde ecc. ecc. e da qui iniziò al’età di 14 anni un po’ la mia identità ossessiva, pacata ma presente, che sfociò un giorno durante una vacanza in montagna sentendo un racconto di un amico di famiglia, il quale parlava dell’outing di un suo collega insospettabile. Mi prese il terrore e la paura che anche io potessi diventare gay e sarei stato obbligato ad andare con gli uomini e lo collegai subito le cose fatte anni prima, senza paura e senza alcun significato, fra amici, e iniziarono i rimuginamenti: “ma non è che sei gay?”, “sei sicuro?” così saltuariamente nel procedere degli anni la cosa è andata acutizzandosi a periodi e sparendo in altri … nel frattempo iniziavo a conoscere nuovi amici, a frequentare la palestra e persone molto più belle e grandi di me per le quali provavo invidia e anche sottomissione perché ero non in grado di competere con loro. La mia personalità sicura e forte quasi bullesca è andata scemando fino a che mi sono sentito praticamente una pecora che si crede leone, mi sono accorto che ero solo un pallone gonfiato e che le mie qualità erano solo quelle che avrei voluto avere ma non le possedevo per cui ho dovuto “costruirmi” davvero … mattone su mattone, fisico, mente, sex appeal ecc. ecc.. Per cui talvolta, mi capitava di ammirare alcune persone per la loro bellezza e mi sentivo schiavo: “sono inferiore, loro sono belli … non è che sei gay?” e lì iniziai ad ossessionarmi sempre di più e la mia mente giocava all’opposto, tutte le cose che (perdona la franchezza) mi facevano schifo e mi davano molto fastidio come i rapporti omosessuali comparivano come un obbligo perché loro erano belli e se quindi capivo e apprezzavo la loro bellezza (sempre con invidia) dovevo farmeli piacere … via così finché non si è automatizzato questo timore fino a sfociare ad una vera e propria crisi di panico, ansia e quasi anoressia … prima di arrivare a tutto ciò ero impanicato ma saltuariamente e nel frattempo continuavo ad innamorarmi a destra e a manca di amiche donne e desideravo ritrovare l’amore, fare sesso ecc. ecc. finché non incontrai la mia attuale ragazza, che conobbi per amicizie in comune. Non scattò come un colpo di fulmine bensì lentamente tant’è che ci lasciammo pure ma io, quando lei si fidanzò, mi sentii come se mi avessero portato via qualcosa e le scrissi che avevo bisogno di lei e che se si fosse lasciata un giorno mi avrebbe trovato lì pronto ad aspettarla … intanto l’ossessione che capitava già pochissime volte ed era quasi inconsistente non era quasi più presente.”

Devo sottolineare che quando l’idea ossessiva retrocede Marco ritrova una piena sessualità etero.

Marco prosegue: “Un giorno lei mi scrive, si è lasciata col ragazzo perché non stava più bene con lui e perché il mio messaggio l’aveva fatta pensare … intanto io mi ero fatto un mio mondo e iniziavo a sentirmi bene da solo ma al cuore, come sai, non si comanda e allora ci siamo buttati in questa relazione che ora perdura ed è ben solida tant’è che dipendiamo fortemente l’uno dall’altra … nel frattempo io sono continuato a cambiare, a crescere, a divenire indipendente mentalmente: ho capito di non credere in Dio e mi sono riconosciuto ateo, ho iniziato ad amare la scienza ed analizzare gli aspetti della vita sotto un profilo logico e non più di mistero o trascendentale, ho sdoganato l’omofobia e ho tessuto amicizie con persone omosessuali che tutt’ora perdurano e sono ottime. In questo ultimo hanno ho fatto amicizia con un ragazzo tramite una nostra amica in comune, fin da subito ci siamo trovati in sintonia come due fratelli separati alla nascita, era uno di quegli amici che si contano sulle dita della mano, uno dei pochi che avevo con cui condividere argomenti profondi della vita, come dio, scienza, vita ecc. ecc., pochi mesi fa però questo mio amico (io intanto mi sono ossessionato sempre di più sulla omosessualità, avevo paura che qualcuno mi volesse stuprare o che un uomo mi obbligasse a fare certe cose, avevo timore e rifuggivo le manifestazioni affettuose fra amici maschi) INSOSPETTABILE mi rivela che è gay, io tranquillamente gli dico che è tutto ok e che deve stare tranquillo, deve essere quello che è e che spero di non essermi comportato male magari con qualche battuta tipica sugli omosessuali, il tutto si trasforma in una ancora più solida amicizia tant’è che mi confida le sue pene d’amore come niente fosse … lì però nel giro di pochi giorni la mia ossessione monta sfociando in un attacco di panico, ansia e anoressia profonda, da non riuscire a dormire e mangiare per settimane, e allora sono andato su internet cercando “si può diventare gay?”, “paura di essere gay?” ecc. ecc. e ho trovato un forum che parlava di un disturbo che si chiama “Disturbo ossessivo-compulsivo legato alla paura di diventare omosessuali” come quei disturbi del lavarsi le mani o controllare sempre il gas e mi ci sono riconosciuto in pieno. Sono due mesi che sono in terapia farmacologica, in psicanalisi e un po’ depresso … ho perso completamente me stesso e la ricerca di rassicurazioni mi ha portato a stravolgere la mia naturale attrazione per le donne con immagini intrusive di atti sessuali e di sensazioni fasulle di piacere, come se dovessi seguire quella via … ne fossi obbligato … questo mi fa stare molto male … le medicine mi tolgono già di loro la libido e quindi faccio fatica a fare l’amore con la mia ragazza (mentre fino ad un mese prima non riuscivamo ad uscire di casa perché la voglia di fare sesso era incontenibile) … e le idee in testa divengono sempre più fitte e leggendo sul tuo sito di omosessualità repressa, latente e cose così mi sono imparanoiato sempre di più fino ad avere vere proprie crisi di identità; ora sono molto sotto, ho una crisi fortissima che non mi lascia respiro … perciò volevo chiederti che cosa puoi trarre dal mio racconto secondo te e la tua esperienza. Aggiungo che mi è stato diagnosticato sia da uno psichiatra, sia dallo psicologo che da amici professionisti il DOC, il disturbo che sopra ti dicevo, soffro di ansia e ossessività fin da piccolo ma la caratteristica di questo male è che tende a farti sentire ciò che non sei per coprire altri problemi, a dire dello psicologo riguardo a mio padre e/o esperienze della mia vita molto dolorose … Sto davvero male perché sto perdendo me stesso e sento come se non potessi più amare le donne e il loro sesso del quale sento il bisogno che però questa ossessione blocca con pensieri e ragionamenti che mi inducono a credere che io sia diventato gay. Concludo dicendoti che io ho cancellato l’omofobia perché ho capito che è naturale e normale essere gay, ho trovato persone interessanti e ho piacere che vivano la loro vita serenamente e odio profondamente tutti coloro i quali condannano queste cose … per cui non ho, come da definizione del male, problemi con l’omosessualità e ancora di più non ne avevo con il mio orientamento sessuale … però tutto questo mi ha posto mille dubbi sulla mia intera vita e ho tanta paura e non posso essere più me stesso …”

Alla prima mail di Marco ho risposto così:

“Ho letto con molta attenzione la tua mail. Da tutto quello che scrivi emerge piuttosto chiaramente il quadro del DOC che si manifesta anche attraverso la paura di essere gay. Che la paura sia infondata mi sembra abbastanza chiaro, nessuna delle cose che dici è indicativa di orientamento sessuale gay, né le esperienze preadolescenziali con altri ragazzi, né le idee ricorrenti legate alla paura di essere gay. Ti sento decisamente preoccupato, e il DOC può fare questo effetto, ma ti vorrei dire che mi è capitato più di una volta di conoscere ragazzi con questo tipo di disturbo connesso all’idea ossessiva di poter essere gay, in alcuni casi il disturbo faceva proprio stare male quei ragazzi, però, seguiti da persone esperte, sia a livello farmacologico che a livello psicologico di sostegno, quei ragazzi hanno visto cambiare le cose in modo molto netto, gradualmente e con tempi non brevissimi ma il peso delle idee ossessive è stato progressivamente minore, al punto che la loro vita di relazione non ne è stata realmente condizionata. La maggior parte di questi ragazzi non sono omosessuali e vivono l’omosessualità solo come fobia e come condizionamento, qualcuno però, ma sono una minoranza, alla fine supera la dimensione ossessiva con l’accettazione della omosessualità come condizione normale della sua vita. Proprio la settimana scorsa parlavo in chat con uno di questi ragazzi, che conosco da anni ormai, e sono rimasto veramente stupito dalla strada che ha fatto, dall’equilibrio che ha raggiunto e dalla maturità emotiva che dimostrava. Alcune osservazioni andrebbero tenute presenti, anche se mi rendo conto che per un ragazzo con il DOC sono argomentazioni che non possono essere risolutive, in primo luogo non credo proprio che tu sia gay, ma ammesso e non concesso che tu lo fossi questo non condizionerebbe realmente la tua vita. Conosco tantissimi ragazzi che sono felici di esserlo e si sentono realizzati così. Ma, ripeto, non credo che tu abbia niente a che vedere con i gay e anzi mi fa veramente piacere il fatto che tu possa avere amici gay e che tu ne dia un buon giudizio. Puoi avere idee ossessive, certo, puoi averle e bisogna cercare di rendersi conto che la situazione di disagio può essere molto alleviata da terapie comportamentali che mirano ad ridurre il senso della responsabilità che puoi provare e a prevenire le risposte di tipo ossessivo attraverso una consapevolezza razionale. Fino a non molti anni fa questi disturbi di fatto non erano curati se non con forme di psicoterapia aspecifica, oggi esiste la possibilità di ricorrere a farmaci altamente specifici che aiutano molto a contenere il problema. Le situazioni purtroppo si complicano per quei ragazzi che sono lasciati a sé stessi fin oltre i 35/40 anni, allora un approccio efficace diventa più difficile, ma alla tua età la combinazione tra terapia di sostegno e terapia farmacologica può veramente cambiare le cose, cioè può permetterti di vivere una vita normale. Aggiungo una cosa, i ragazzi con DOC sono in genere ragazzi con quozienti di intelligenza superiori al normale. Sei uno studente di una facoltà scientifica e lo studio potrà aiutarti molto a ritrovare una serenità di fondo, proprio attraverso l’apprendimento di un metodo scientifico di analisi della realtà. Nell’avvio del DOC conta certamente anche il clima familiare e in particolare lo stress affettivo nei rapporti con i genitori e tu certamente non hai vissuto da questo punto di vista una situazione ideale, hai reagito, è vero, ma ne hai anche sofferto. Se potrò esserti utile in qualcosa lo farò molto volentieri.”

Marco mi risponde:

“Grazie project per l’attenta analisi di quanto ti ho riportato, se posso rubarti ancora un po’ di tempo avrei piacere di parlare con te perché anche se saprai bene che il mio disturbo mi porta a cercare rassicurazioni, informazioni, fare autotest e via dicendo fino a sfinirsi (e chi mi ha in cura dice che è come drogarsi e dovrei cercare di smettere di informarmi, testarmi e rassicurarmi ma è davvero dura), pensa che non riesco a studiare ed il mio pensiero è praticamente centrato quasi esclusivamente su questo problema … vorrei ricordarti ancora che nutro grande rispetto per le persone omosessuali e non le reputo nemmeno “omosessuali” perché parto dal concetto di libertà personale e quindi, detta franca, non mi interessa cosa fai a letto, chi ami o se ti piace il rosso o il blu, a me interessano le persone per quello che sono e se sono “diverse” da me, come io per loro, meglio ancora … avremo di più da raccontarci.

Già ora mentre ti scrivo la mia mente mi sta portando immagini e sensazioni che mi danno ansia, paura e terrore … tutto perché ho paura di non poter più amare la mia ragazza, di non poter fare l’amore come un tempo con lei, che, se mai un giorno finisse, io non sia più in grado di innamorarmi di altre donne, di godere di cotte dolorose e dell’affetto passeggero (per non dire scappatelle) di qualsiasi ragazza mi attragga, per tutte queste domande che mi sto facendo, per la crisi che ho e per le conseguenze che giorno per giorno pago”.

Quindi Marco si sofferma sulla terapia farmacologica ed è evidente che ha acquisito una notevole capacità di interpretare il significato terapeutico dei farmaci che gli sono stati prescritti.

“Sappi che mi è stata modificata la terapia, ora prendo un farmaco in più oltre ai due di inizio terapia: [omissis] un ansiolitico che “dovrebbe” tenere a bada l’ansia provocata dai pensieri e dalle immagini intrusive che fa, poveretto, il suo magro effetto, a lungo andare … già lo noto.

[omissis] questa è la novità che dovrebbe bloccare l’ideazione ovvero dovrebbe aiutarmi a non cadere nelle trappole del “domandarsi” in continuazione con il conseguente effetto dell’autoconvinzione e sensazione di essere ciò che si teme (omosessuale, sporco, malato di aids, gas aperto, non amare il proprio partner ecc. ecc.), dovrebbe cioè limitare l’affioramento di immagini e pensieri intrusivi”.

Poi Marco prosegue:

“tornando a noi, volevo esporti vari miei dubbi dato quel che ho letto sul tuo sito, l’ho spulciato per bene … da vero doccato come si dice in gergo, ho letto anche su internet e spesso si parla di “accettazione”, di “omosessualità latente”, per farti un esempio: da un estratto di un intervista a Tiziano Ferro lui dichiara che gli piacevano le donne, che era fidanzato ecc. ecc. ho letto talvolta di queste storie … persone che vivono vite etero “gratificanti” per poi “scoprirsi” (mi mette un’ansia e un panico addosso che non ti immagini) omosessuali. La vedo un po’ strana come cosa … vediamola al contrario: un eterosessuale che nasce in una società omosessuale si sentirà “inadatto” al contesto sociale e alle tipiche relazioni che esso principalmente e moralmente accetta, si sentirà differente dai suoi coetanei perché non riuscirà a tessere e fare le stesse esperienze che fanno gli altri, oppure ci proverà ma ne resterà alquanto scontento e scottato (per non dire traumatizzato) per cui capirà molto presto che la sua felicità dipende da alcuni fattori ben differenti da quelli dai quali dipende la felicità della maggior parte degli altri, che queste cose potrebbero non piacere agli altri e che quindi potrebbe non essere accettato. Io penso sia questo il percorso che una persona con un determinato orientamento sessuale compie nel “capire chi è” ma rispetto alla società, non credo rispetto a se stessi … mi spiego meglio: io non ho mai capito che mi piacevano le donne, da quando sono nato fino alla prima cotta il tutto gravitava intorno ad esse, poi le polluzioni, poi le cotte, il primo bacio (taaaaaaaaaaaaaaanto desiderato [immagine intrusiva con pensiero annesso “e se volessi anche un primo bacio con un uomo?” dolore, ansia e panico ]), le esperienze sessuali (togliendo quel piccolo e breve stralcio di conoscenza in cui c’era curiosità ed impossibilità di averle con l’altro sesso, come già ti ho raccontato) tanto bramate nonché desiderate quasi più di ogni altra cosa … cioè il mio comportamento, che per motivi

familiari non aveva nessun impatto e/o riscontro in quanto la mia famiglia “non c’era” e quindi non mi dovevo vergognare di nulla, andava liberamente a zonzo fin dove la mia naturale tendenza spingeva … e spingeva davvero forte … io credo che sia tale anche per chi ha una tendenza differente dalla mia, non è che ci si guarda allo specchio e si nota un “bruffolo” nuovo che non si era visto “to’ ve’ sono gay” oppure “va là sono etero!” io credo che sia la paura dell’etichetta, come ho letto molto spesso, che manda in casino le persone che sanno di avere desideri differenti da quelli degli altri … ma non il rapporto con il proprio piacere, quello credo sia indiscutibile e non soggetto a dubbi ovvero “so che mi piacciono i ragazzi, sono felice di quello che provo ma ho paura a mostrarmi” oppure per le persone più sensibili “mi piace andare con gli uomini, la società però dice che è da malati, che schifo che faccio!!!” però il piacere e il desiderio resta … non piomba dal cielo così come una goccia di pioggia o mi sbaglio anche qui?

In questo periodo sto studiando una materia in cui si parla molto di ordine e di leggi, di come le “cose” viventi e non rispondano al caos bensì ad un ordine … che in realtà, parere mio, è una forma differente di caos … il caos ha la finalità di rendere una equazione insensata, l’ordine l’opposto, un po’ come l’oracolo e l’architetto di matrix … concordi?? Tornando ai dubbi … perciò quando il DOC attacca furibondo, come in questi due giorni, che ho passato chiedendomi ad ogni bacio della mia ragazza cosa sentivo, cosa volevo, cosa provavo perché lo facevo, “ma ne sei sicuro?”, “non sento nulla”, “tanto se chiudo gli occhi non provo quel piacere che provavo quando ero innamorato o quando l’ho baciata 4 sere fa” e così via fino alla morte cerebrale … sento davvero sprofondare la terra sotto, io voglio stare con lei come ho fatto fin ora … ti dirò di più, caro project (caro perché mi ascolti e perché chissà quanta roba ti tocca leggere ogni dì!) ieri sera a casa del mio carissimo amico gay a vedere un film fra amici oltre ai pensieri ossessivi e un po’ di doc ma abbastanza controllato mi ci si sono infilati con mio grande piacere anche pensieri a sfondo sessuale con relativa implacabile voglia di faccende orali verso una mia cara amica seduta accanto alla mia ragazza (mi sono sentito per questo anche traditore, ma mi ha rincuorato molto) ma davvero con desiderio…mentre sentivo che il resto era, sempre con il dubbio che attanagliava la mente, una cosa forzata, meschina, sadica fatta a posta per farmi del male …

Concludo questa mail con altre due piccole cose, io credo, project, che tutti noi sappiamo da sempre cosa davvero ci rende felici e cosa ci fa piacere, l’amore ne è la testimonianza indegradabile (se si può dire), l’innamoramento sia in età adolescenziale che adulta (per motivi di opportunità nel trovare partner o nei casi dei paesini retrogradi dispersi in Italia), è la spia che non vediamo e che in futuro ci farà orientare, così per definirsi, in quale “rango” si è … poi logicamente dovrebbe finire lì la cosa in una società realmente libera … ma questo è un altro discorso …

Io in sunto non credo esistano “chiamate” alla sessualità gay … simili alla chiamata per la vocazione o altra religione che sia … che spuntano così da un giorno all’altro, che nascono dopo anni e anni e anni di matrimonio o di rapporti eterosessuali profondi, amorosi e con desiderio anche doloroso … mi permetto, senza fonte precisa, di riportarti all’attenzione anche la casistica che nessuno ha mai pensato di stilare ma che io mentalmente ho fatto su quanti omosessuali si sono mai poi scoperti eterosessuali … non credo esista NULLA del genere … un omosessuale è ben fiero di esserlo e di morire tale … come lo è un etero … e quindi io credo che il mio problema, i miei dubbi come quelli di tanti altri nella mia condizione (project non ti immagini quanti siamo e i suicidi che accadono per questo male, davvero) si basano su una grande disinformazione fatta dal “partigianato” gay e sull’omofobismo gobbo e laico di taluni “sofisti” che hanno credenze personalissime su una condizione naturalissima che non sono in grado di accettare nella loro mente … l’unico esempio di chi non accetta sono costoro … che sono un po’ come gli integralisti islamici, i nazisti ecc. ecc. gli xenofobi per eccellenza … ma parlando fra noi, fra chi non ha paura ne di omo ne di etero … accettarsi significa solo prendere coraggio in “un mondo così” di comportarsi liberamente … ma non c’entra nulla con lo “scoprire” qualcosa che c’è sempre stato ma non si è mai visto … questo è quello che mi fa terrorizzare … quello che ha distrutto in questi due giorni la voglia di baciare e fare l’amore con la mia ragazza (in questo i farmaci danno una botta MICIDIALE), però davvero … sentire persone che dicono “prima andavo a donne e ora solo ho capito che sono gay” mi sembra come dire, insultando, ho scoperto solo ora di avere quel neo li … come fai a scoprire che ti piacciono gli uomini a 50 anni????? e la masturbazione dove la metti? le cotte?? i sogni erotici? le fantasie in classe o a lavoro?? e ce ne sarebbe da elencare … su quanto detto, se hai tempo, voglia e senza alcun obbligo mi piacerebbe confrontarmi … ti ringrazio anticipatamente e ti chiedo nuovamente se possa scriverti altre volte così da avere un buon confronto liberatorio e magari curativo per il problema che ho ora …”.

Questa è stata la mia risposta:

“Premetto che puoi scrivermi quando vuoi e che cercherò di leggere le tue mail con la massima attenzione e di risponderti senza filtri, passo a risponderti. Al di là delle cose che si raccontano e che ben poco hanno di realistico, è assolutamente ovvio che nella stragrande maggioranza dei casi quando si dice che un ragazzo “si è scoperto gay a 25 anni” si intende che quel ragazzo ha accettato la sua omosessualità a 25 anni. L’orientamento sessuale ha origini molto lontane e le sue prime manifestazioni sono molto precoci, poi matura piano piano attraverso la masturbazione durante l’adolescenza, ma nella sostanza è chiaramente definito già a 13/14 anni. Quando si parla di omosessualità latente il discorso è un po’ diverso, ma devo premettere un concetto molto netto che ti mette certamente fuori di questa categoria. Per omosessualità latente si intende che una persona che finirà per riconoscersi gay può vivere per anni da perfetto etero, ma quella persona non sarà “minimamente sfiorata da alcun dubbio” relativo al proprio orientamento sessuale. Vorrei dire che una persona con omosessualità latente vive l’emergere del suo orientamento gay in modo problematico solo quando ne ha consapevolezza piena, non si tratta di dubbi sull’orientamento sessuale, che quando emerge si manifesta senza oscillazioni, ma di disorientamento essenzialmente sociale e comportamentale. I dubbi sono una caratteristica sostanzialmente assente nei casi di omosessualità latente sia prima che dopo (vedi caso ”forse” di Tiziano Ferro). Le sensazioni che tu provi manifestano, se mai, la consapevolezza di un problema che oggettivamente non sussiste, quindi l’esatto contrario di quello che accade a un gay latente per il quale “non esiste alcun problema”. Messa da parte l’idea della omosessualità latente, che comunque è una cosa oggettivamente rara (credo di averne incontrato un paio di casi in tutto), resta che si usa impropriamente l’espressione omosessualità latente come sinonimo di omosessualità repressa, negata, ma comunque oggettivamente consapevole. L’orientamento della masturbazione è fondamentale e un ragazzo sa benissimo dove sono orientati i suoi desideri sessuali spontanei. I discorsi che sento molto spesso (perché i ragazzi repressi sono molti) da parte dei ragazzi gay repressi manifestano in modo evidente lo “sforzo” presente e passato per adeguarsi ad una sessualità etero che a loro non appartiene, per “farsi piacere” una ragazza. Le cose che scrivi tu sono proprio diverse e francamente l’idea che tu possa essere gay non mi sembra proprio credibile. Non te lo dico per darti un contentino (che col doc non ti potrebbe comunque tranquillizzare) ma perché è schiettamente quello che penso. Parli della tua ragazza come un ragazzo profondamente innamorato anche se angosciato da mille dubbi, ma quei dubbi in fondo sai bene che non hanno nulla a che vedere con l’orientamento sessuale ma che provengono dal doc. Mi è capitato anni fa di parlare spesso con un ragazzo allora 19enne che aveva fatto pericolosamente vita gay, stava con un uomo 40enne, andava in giro per locali gay e ne faceva di tutti i colori anche molto a rischio, poi ha incontrato una ragazza e con questa ragazza ha cominciato a stare bene. Mi ha raccontato la storia e mi ha chiesto se era strano che un gay potesse avere una migliore amica etero. Gli ho risposto: “Quale gay? Tu non sei gay!” ha insistito nel dire che lo era, ma in effetti i discorsi che faceva sul suo compagno 40enne e quelli che faceva sulla ragazza erano di tipo completamente diverso, in riferimento al compagno parlava solo di sesso senza una vera componente affettiva, mentre in riferimento alla ragazza, con la quale non aveva allora rapporti sessuali, usava il linguaggio tipico degli innamorati veri. Dopo qualche mese ha lasciato il 40enne e si è messo con la ragazza, con la quale ho parlato anche io diverse volte, e la cosa è andata benissimo. Ti racconto questa storia per sottolineare che i tuoi discorsi a proposito della tua ragazza sono proprio come quelli di quel ragazzo. I tuoi sono i discorsi tipici di un ragazzo etero innamorato messo in crisi dal doc. Hai cambiato terapia e questo inevitabilmente ti metterà un po’ a disagio ma a medio termine ne sentirai i benefici. Tra l’altro alcuni farmaci [omissis] hanno spesso effetti collaterali sulla sfera sessuale. Il problema tipico dell’uso di questi farmaci è legato alla definizione del dosaggio di equilibrio, perché gli effetti collaterali dipendono sensibilmente dalle dosi e le variabilità individuali sono notevoli. Ha certamente senso che tu abbia anche l’appoggio di una terapia psicologica che può sostenerti nei momenti più problematici legati alla terapia e soprattutto può darti delle certezze di tipo quasi-affettivo che ti permettano di avere punti fermi sui quali contare. Da quello che si capisce leggendo, la tua ragazza ti vuole bene veramente e questo è importantissimo. Non sei lasciato a te stesso, hai intorno persone che ti vogliono bene. È vero che hai vissuto anche sotto il profilo familiare anni molto difficili ma ormai ne hai piena consapevolezza anche se passare tranquillamente oltre, con un fardello di ricordi come i tuoi, non è facile. Se hai dubbi per i quali tu pensi che io possa dirti qualcosa di utile, io sono qui, per tutto quello che posso, ma ci sono anche, se vuoi, per scambiare mail su altre questioni anche non legate alla sessualità. Per il momento ti abbraccio e ti invio questa mail.”

Marco mi risponde:

“Ciao Project,

buon anno innanzitutto. Volevo fare altre due chiacchiere con te, la mia ossessione si è resa più indipendente e l’ho proprio “vista” … la sento arrivare e colpire apposta ciò a cui tengo, però da qui all’uscirne ce ne vuole molto, soprattutto da quando mi hanno detto che si basa su un problema mentale e che si deve imparare a conviverci. Se posso romperti le scatole volevo aggiornarti sulla mia condizione attuale e avere un piccolo confronto con te:

Mi sono lasciato con la mia ragazza, sotto la spinta di una voglia tremenda di nuove esperienze … mi sono scritto con nuove ragazze, mi attirano tutte e per capodanno mi sono cotto di una … che è una meraviglia … non riuscivo a staccarle gli occhi da dosso!!! Avevo gli ormoni talmente a palla che ho cercato di baciarle tutte facendo delle figuracce, per fortuna che mi conoscono essendo mie colleghe di lavoro e alcune di loro sono in facoltà con me e quindi sanno come sono in realtà, non posso nascondere però che davvero avevo voglia di farmele tutte, ma vabbe’ … naturale no? ha ha ha.

Sta di fatto che non so che fare con la mia (ex) ragazza, che tanto mi stava a cuore … a volte la penso e mi manca, però credo che la voglia di avventura ed aver provato queste sensazioni non possano convivere con una vera voglia esclusiva verso una sola persona, giusto? Per cui credo che sia finita ma l’idea di perderla per sempre è qualcosa che ancora faccio fatica ad accettare.

Sarà che il disturbo se ne era un po’ andato, si era un poco calmato o comunque era controllabile anche se colpiva facendo male, oggi sono tornato alla routine … e mi sono fregato andando a fare test, autotest, letture ecc. ecc. e come non capitare sul tuo forum??

Ho riletto per l’ennesima volta l’articolo su ragazzi che si scoprono gay dopo una vita eterosessuale, che fanno fatica ad accettarsi :

“Per i ragazzi che hanno vissuto una precedente fase eterosessuale l’identificarsi come gay non coincide ovviamente con la maturazione sessuale ma segue la pubertà anche di parecchi anni, la grande maggioranza di questi ragazzi arriva ad identificarsi come gay tra i 20 e i 25/26 anni ma per alcuni l’età è spostata ancora più avanti.”

ma quindi si può DIVENATARE gay? Non lo dico con disprezzo, sai come la penso … ci sono davvero persone che non si rendono conto della loro sessualità?? Io la consapevolezza l’ho avuta chiara e netta fino a ieri l’altro con punte di ossessione ma esistono davvero persone che ne prendono “coscienza” solo a 20-25 anni?? Io ne ho 22 è ho un po’ il terrore di questa cosa, non voglio perdere le occasioni con le ragazze che tutt’ora mi attirano, io voglio le attenzioni di una donna 😦

Sappi che è un periodo un po’ così, i farmaci che prendo mi hanno distrutto la vita sessuale in quanto faccio fatica a fare tutto … la masturbazione è molto rara e ho paura di aver un rapporto con una ragazza perché magari non sarei in grado di arrivare a fondo.”.

Rispondo a mia volta.

Ciao Marco, leggere la tua ultima mail non fa che confermare che non hai nulla a che vedere con i gay e che la ricerca di notizie sullo scoprirsi gay dopo l’adolescenza è frutto dei disturbi che purtroppo non ti fanno stare bene. Non solo nella tua mail mancano del tutto elementi gay ma sono presenti in abbondanza elementi nettamente etero che non lasciano aperti spiragli all’idea che tu possa essere gay. Ma qui vorrei fermarmi un attimo, perché il poter fare del poter essere gay una idea ossessiva deriva in gran parte dall’idea negativa che della omosessualità hai assimilato dall’ambiente. Il DOC induce paure legate sempre ad elementi visti come negativi e intrinsecamente disturbanti, ma mentre la paura delle malattie è una paura di cose che realmente fanno paura, la paura di essere gay è la paura di una condizione (l’essere gay) alla quale si può attribuire un significato negativo solo perché si è assimilata dall’ambiente in cui si è cresciuti l’idea che essere gay sia una calamità e una cosa terribile, cosa che oggettivamente non ha alcun senso. Non sarebbe male provare a sfatare il mito negativo dell’essere gay. Di gay ne conosco tanti e sono persone rispettabilissime e in molti casi proprio persone ottime e per niente ossessionate o sconvolte dall’idea di essere quello che sono. Sono gay, e basta, vivono la loro vita, hanno i loro affetti, non somigliano nemmeno un po’ a quello che la gente vede come gay, sono persone normali che si innamorano di persone dello stesso sesso. Nota bene che se un gay non ha nessuna paura di essere quello che è e non se ne sente affatto sconvolto, a maggior ragione la semplice paura di poter essere gay non dovrebbe neppure esistere, in pratica è come se un biondo avesse paura di diventare bruno, a parte che la cosa non è proprio possibile, non si capisce che cosa avrebbe da temere, non sarebbe uno sconvolgimento da nessun punto di vista a parte l’abitudine ad essere biondo. L’unica cosa della tua mail che mi desta qualche perplessità è il fatto che tu stia archiviando il rapporto con la tua ragazza, alla quale sembravi e probabilmente eri legatissimo. Per un verso dici che le terapie limitano la tua vita sessuale anche a livello di masturbazione ma per l’altro parli di coinvolgimento sessuale forte nei confronti, lo sottolineo, sempre e solo di ragazze. Però tu parli di questo forte desiderio sessuale in direzione etero proprio in una fase in cui il disturbo dovuto al DOC era diminuito nettamente, il che non fa che confermare che, al di là del DOC, la sessualità gay non fa proprio parte dei tuoi orizzonti. Quello che dici delle ragazze per un gay sarebbe assolutamente inconcepibile. Il DOC ti condiziona in certi momenti, ma noto che vedi l’idea di ricercare informazioni sui gay più come una tentazione che come un elemento realmente compulsivo. Questo fatto, unito al fatto che hai passato periodi sostanzialmente senza il condizionamento del DOC fa ben sperare perché il DOC è controllabile e non è violentemente intrusivo al punto di cancellare le tue pulsioni spontanee etero, che ci sono e che si notano eccome. Posso dirti che tutto questo mi sembra un passo in avanti e anche la tua mail non ha il sapore di una cosa scritta sotto un pesante condizionamento di tipo compulsivo perché parli ampiamente di sessualità etero, cosa che se fossi sotto una forte influenza del DOC non accadrebbe perché saresti totalmente dominato da un’idea invasiva. In buona sostanza sembra che le terapie un effetto lo abbiano eccome e questo è importantissimo. Ti faccio notare un’ultima cosa e poi ti mando questa mail. Tu mi scrivi in modo molto libero e cerchi un confronto con me tramite un sito gay e tutto questo non ti terrorizza affatto, anzi, manifesti una forma di rispetto profondo per me e per quello che rappresento, e tutto questo non accadrebbe se tu avessi una reale ossessione di essere gay. Si tratta di questioni che comunque sono sotto controllo e c’è da credere che non ti rovineranno la vita perché già adesso hai un atteggiamento che non sembra proprio dominato da un’idea realmente ossessiva. L’aiuto dei farmaci è importante, è vero, ma prendere coscienza della inconsistenza oggettiva delle proprie paure non è certo un elemento trascurabile.

Un abbraccio e ancora un sincero augurio di tanta tanta serenità per questo 2012 appena cominciato.

La successiva mail di Marco è probabilmente quella più interessante perché puntualizza e chiarisce gli aspetti fondamentali del DOC.

“Ehi Project,

piacere che tu abbia risposto, avevo paura che ti sembrasse la solita “compulsione”, grazie!!

“perché il poter fare del poter essere gay una idea ossessiva deriva in gran parte dall’idea negativa che della omosessualità hai assimilato dall’ambiente”

questo era un tempo, io ho capito che era una cosa naturale, ovvia e anzi degna di stima perché tale e quale amore come fra uomo e donna tempo fa … prima che scoppiasse il tutto.

Io sono un po’ ossessivo dalla nascita e questo è venuto fuori dallo psichiatra. Io non ho terrore dell’omosessualità come cosa nefasta, brutta e non auspicabile ma come cosa che non voglio perché non mi piace e non mi appartiene! E’ come per il poveretto che nasce in un paesino di montagna ove l’omosessualità è considerata un crimine e si sente obbligato a non essere quello che sente, a dover stare con una donna, a fare cose che gli fanno schifo … questo io dico, io impazzisco perché il mio cervello mi parla sussurrandomi queste cose, cose che non fanno parte di me, che non mi piacciono … mi propone immagini su chiunque, anche sui miei cari … mi storpia le sensazioni verso le ragazze (la ragazza di cui mi sono cotto ha un fratello ben posato, ci credi che mentre ammiravo lei e sbavavo il mio cervello mi diceva “non è che sei indeciso e potrebbero piacerti entrambi?” … al che mi sono sentito male per un istante e ho cercato di non pensare a quando suggeritomi ma concentrandomi sul mio cuore e il mio senso … piacevolmente appagato dalla ragazza); il problema è proprio qui, è un qualcosa che mi vuole cambiare, che beffardamente non avendo io problemi con l’omosessualità, rispettandola e anzi essendo interessato a capirne il mondo e le sue problematiche me la rigira contro … facendomi assumere la mia pacificità come una volontà inconscia … quindi che sia io in fallo e qui è l’innesco dell’ossessione. Tu mi hai fatto l’esempio del biondo e del bruno ma è un po’ troppo semplicistico … se prendi la sessualità, essa concentra l’individuo in una dimensione che tocca l’essere in punti davvero alla radice, la natura e lo “spirito” che si sentono in pericolo, perché c’è una forza (l’ossessione o nel caso del ragazzo del paese che viene obbligato) che si impone e scattano dei meccanismi automatici di difesa … non perché sia un male essere biondo o bruno ma perché IO NON SONO BRUNO e diventarlo sarebbe un bel problema … tu potresti immaginarti una vita con una donna, che ti tocca, fa sesso con te, ti bacia, il suo odore la sua presenza?? Credo sia orribile PER TE non come cosa oggettiva ma PER TE non sarebbe auspicabile … per me è la stessa cosa ma al contrario … è una cosa bella che due persone si amino, non c’è dubbio e come ti dico io sono per l’amore libero e che ognuno faccia quello che si sente … ma io non mi sento tale, io ho un problema, una patologia diagnosticatami che non si sviscera con l’abbattimento del feticcio “omosessualità” che non è niente di malsano nella mia mente … anzi ti ribadisco che ho dei rapporti di amicizia e di stima profonda con tante persone omosessuali e come tu stesso hai detto io ti stimo moltissimo e ti reputo appunto una persona a cui ho voluto raccontare la mia storia della quale mi vergogno e non ti immagini quanto!!! Parlo da solo, mi picchio, urlo, tremo, faccio incubi, sono stato anoressico, tutto perché dentro di me qualcosa non va…la mia sessualità è intatta, il mio rapporto con le persone che amano persone dello stesso sesso è accettato ed anzi proficuo e ne sono anche orgoglioso tant’è che nell’ambiente familiare mio in cui la cosa non è ben vista io vi difendo a spada tratta perché nessuno è in diritto di criticare, denigrare un’altra persona per il suo comportamento sessuale o d’amore … nessuno. Come non sopporto questo e mi infervoro facilmente avendo una visione molto razionale delle cose ed avendo messo la dimensione sentimentale/istintiva sotto controllo, lo stesso faccio nei miei confronti e questo mi uccide perché non posso vivere serenamente la cotta per una donna perché il DOC nasconde dei problemi molto più profondi tant’è che la prima cosa che mi hanno detto quelli che da più tempo hanno il mio problema e mi ha ribadito il mio psichiatra è il fatto che non c’entri nulla con la concezione dell’omosessualità ed anzi ricerche ulteriori in questo campo hanno evidenziato che l’omofobia non fa parte del disturbo ma ne è talvolta una fittizia conseguenza per motivi di psicosi e nevrosi che quindi portano alla errata difesa … ma questa è un’altra storia.

Io Project sono in una crisi che mai avevo affrontato prima proprio perché sono libero di pensare come voglio, sono indipendente ed aperto a tutti volendo bene a chiunque … ma il mio cuore e la mia sessualità avendo un solo verso non possono in quel caso piegarsi a quelle cose … perché sarebbero un problema, io mi sento male a pensare di dover andare con un uomo ed immaginarlo mi fa sentire sporco, stuprato e tante altre brutte sensazioni … questo mi provoca … perciò non è una cosa bella per me pensare a me stesso in quelle condizioni, per me è una cosa felice pensare che due persone che amano lo stesso sesso lo possano fare, liberamente alla luce del sole, che possano essere amici degli etero e che le etichette decadano prima o poi e che la sessualità sia una cosa che passa sottocchio come un neo sulla schiena…

La mia mente è talmente aperta che il solo caso in cui si verifica il collasso è quando qualcosa mi viene imposto e va contro la mia salute … contro il mio essere, contro la mia natura.

Ecco quanto.

Questo ha distrutto la mia immagine, la mia forza e la mia sicurezza nella sessualità … mi ha portato ad avere comportamenti strani e ha chiudere un amore che andava bene ma non era giusto in questo momento, ad andare male all’università ecc. ecc.

Ora la finisco con la lista della spesa, che ne avrai piene le scatole, scusami se mi sono dilungato ma volevo che fosse chiara la questione: il mio medico di base fu il primo a non capire la cosa ed è scritto nel DSM che spesso è di difficile diagnosi la patologia proprio perché confusa con una non accettazione, una omofobia interiorizzata ecc. ecc. ma non è così, sfortunatamente … non è una questione culturale; non sai quanto io mi senta in colpa verso il mondo gay per le cose che penso perché so che sono persone qualunque, buone e senza niente di cui vergognarsi ma una mente che ha dei problemi, come la mia, non ti immagini cosa ti porti a pensare … e cosa ti porti a fare … io talvolta non sono in grado di capire se è finzione o realtà quello che ho intorno, sento male al petto e piango senza fine … perché qualcosa mi vuole uccidere dentro, perché non posso più amare le donne, essere amato da loro, non posso più essere … io so chi sono ma mi sono perso ed è dura.

Grazie per l’ascolto, scusa lo sfogo, non era il mio scopo.

Un abbraccio,”

Ho risposto a mia volta a Marco.

Ciao Marco,

ho letto ma tua ultima mail con estrema attenzione e mi si è come aperto il cervello, in pratica ho cominciato a capire realmente di che cosa parli e ho messo da parte l’idea, oggettivamente molto superficiale, che i tuoi disturbi potessero avere una dimensione diciamo così culturale o ambientale. Adesso arrivo anche a capire che cosa vuol dire il senso di impossibile coinvolgimento “per te” in una sessualità che non è la tua e il quadro generale mi è molto più chiaro. Ho provato dirti quello che pensavo partendo da presupposti totalmente sbagliati, adesso me ne rendo conto, ma mi hai corretto con grande lucidità e con estremo tatto, cosa della quale ti ringrazio moltissimo, e mi hai fatto entrare più seriamente nel tuo mondo. Quanto ho imparato dalla tua ultima mail mi sarà utilissimo anche in futuro per valutare meno superficialmente situazioni simili. Se tu pensi che io possa essere utile in qualche modo, sono a tua disposizione. Sei veramente un ragazzo di notevolissimo spessore umano e mi sento onorato di averti conosciuto, te lo dico in tutta sincerità.

E Marco mi ha risposto a sua volta.

Ehi Project,

sono felice di averti reso una idea più chiara del mio problema e magari una testimonianza utile per i tuoi futuri aiuti alle persone, se volessi trascrivere o redigere la mia storia per tua utilità sentiti libero di farlo senza alcun problema, più si sa di questo male, più le persone realmente omosessuali capiscono che IO sono malato e non loro meglio sarà, penso.

Se ti fa piacere possiamo ancora chiacchierare, trovo un buon riscontro verso di te.

Ti ringrazio come sempre.

A presto

________________

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