RAGAZZI GAY CHE CERCANO SOLO SESSO

Caro Project,
ho scoperto da poco Progetto Gay e nel panorama dei siti a contenuto gay della rete mi sembra un unicum e se lo avessi incontrato una decina di anni fa penso che avrei evitato di impegolarmi in tanti problemi inutili che, invece, mi hanno condizionato non poco. Leggendo il forum nella sezione sesso e nella sezione coppie ho trovato storie non molto lontane da esperienze che ho vissuto anche io e questo mi ha confermato nell’idea di non essere una rara eccezione. Ho 32 anni, per mia fortuna reggo ancora bene il passare del tempo e dimostro meno dei miei anni. Attualmente, almeno in un certo senso, sono single, un po’ per scelta e un po’ perché i miei ex, dopo qualche mese si stancavano e avevano bisogno di altro. Io lo capivo e non cercavo nemmeno di trattenerli. Ho vissuto una vita libera fin da quando avevo vent’anni, me ne sono andato di casa appena ho potuto perché il contatto quotidiano con i miei non lo sopportavo più e avevo bisogno di vivere la mia vita. All’inizio ho passato periodi di sbandamento forte, al limite della depressione, pensavo che nessuno si sarebbe mai innamorato di me e questo mi sembrava una tragedia, oggi, oggettivamente, almeno dall’esterno, non è cambiato nulla, solo che non mi sembra più una tragedia e ho smesso di cercarmi un ragazzo, almeno nel senso a che a questa espressione si dà di solito. Non ho smesso di cercare sesso, perché credo che sia impossibile smettere, ma ho messo da parte l’idea di fare dipendere il mio equilibrio mentale da un ragazzo solo, ma leggendo il seguito capirai che cosa intendo. Fino ai 24-25 anni le mie esperienze di coppia sono state devastanti per me, forse anche perché sognavo molto e mi sentivo molto frustrato e deluso, avevo in testa parecchi modelli e preconcetti che mi condizionavano. A 25 anni ho incontrato un ragazzo, che qui chiamerò James, che in un certo senso, piano piano, mi ha fatto cambiare modo di ragionare. L’inizio, con lui, è stato solo fisico. Ero attratto da lui e cercavo di ripetere con lui lo stesso copione che avevo usato con gli altri ragazzi: coppia stretta, amore eterno bla bla, ma lui fin dall’inizio non me lo ha permesso. James era diverso dagli altri ragazzi, non recitava una parte, era molto disincantato, un po’ il contrario di me. Lui ha smontato fin dall’inizio tutta la mia impostazione tradizionale del rapporto e mi ha detto brutalmente, ma in modo serio: “Mi piace fare sesso con te, ma non ti conosco, per il momento mi piace ma è solo sesso, non so se mi innamorerò di te, potrebbe succedere, ma al momento non è così.” Per quello che io ero allora un discorso del genere era distruttivo e ho cominciato a starci male praticamente da subito, però lui mi piaceva molto e io ho seguito il mio istinto sessuale mettendo da parte le frustrazioni affettive. Nel sesso James era molto diretto, non faceva chiacchiere stupide, sarà stato pure solo sesso, come diceva lui, però mi desiderava e devo dire che ho capito solo con lui che cosa può significare fare l’amore con un ragazzo. A livello sessuale le cose tra noi funzionavano benissimo, l’intesa era praticamente perfetta, pensavamo le stesse cose negli stessi momenti, non ho mai avuto un ragazzo interessato al sesso totalmente disinibito e “senza recite” come lui, almeno da quel punto di vista non mi mancava niente, ma c’era un però, mi diceva che comunque si sentiva libero di andare anche con altri ragazzi e lo faceva realmente, ma non erano tradimenti o cose fatte di nascosto, me ne parlava pure e io ci stavo malissimo, lui mi diceva: “Io sono fatto così, se non ti sta bene sei libero di andartene.” Queste espressioni all’inizio le sentivo aggressive, come se lui mi volesse controllare o dominare, ma poi ho capito che non era così. Lui mi cercava molto, aveva l’atteggiamento di un seduttore nei miei confronti, o almeno a me sembrava così, esaltava le mie prestazioni sessuali e così mi gratificava, ma diceva sempre che per lui era “solo” sesso, e non ti nascondo che per questa espressione l’ho odiato, anche se odiare James era praticamente impossibile. Quasi non voleva che mi innamorassi sentimentalmente di lui, il sesso non lo spaventava ma i coinvolgimenti che lui considerava appiccicosi non li sopportava proprio, diceva che quando ci si capisce non c’è bisogno di parole. Lui diceva “ci si capisce”, non “ci si vuole bene” perché evitava sistematicamente il piano affettivo. Questa espressione: “è solo sesso”, è stata un po’ l’ossessione della mia vita per gli ultimi sei anni. Però devo essere onesto, raccontata così la storia sembra molto riduttiva: lui tiranno cinico e insensibile e io vittima soggiogata dal sesso, ma le cose erano in realtà molto diverse e molto più complicate. Gli atteggiamenti cinici ed eccessivamente razionali da parte sua c’erano, ma ce n’erano anche altri che sembravano andare proprio in una direzione del tutto diversa. Nonostante i suoi comportamenti, lui non era un cacciatore di sesso, era libero nei comportamenti, aveva avuto tanti ragazzi, era un po’ cinico in queste cose, questo è vero, ma non pensava solo a se stesso, non era aggressivo o vendicativo, quando avevamo qualche contrasto non aveva problemi a cedere per primo e qualche volta ci restava seriamente male, ma non avrebbe mai cercato di farti male, se mai sarebbe sparito lui, se avesse pensato di non essere gradito. Non cercava di importi nulla, non usava ricatti affettivi di nessun genere e soprattutto, se si allontanava perché magari aveva conosciuto un altro ragazzo, non spariva comunque per periodi troppo lunghi e poi, nonostante le apparenze, era molto vulnerabile sul piano affettivo e forse l’essere cinico, almeno in apparenza, era un metodo di difesa. Quando entrava in una nuova storia io ci stavo malissimo perché pensavo che lo avrei perso definitivamente, ma non succedeva così. Diciamo che tra i suoi ex alcuni uscivano proprio di scena perché li considerava inaffidabili, con altri invece manteneva dei contatti non superficiali. Voglio specificare che quando dico che considerava certi ragazzi inaffidabili non mi riferisco al fatto che facessero o non facessero sesso solo con lui e cose del genere, queste cose gli erano praticamente indifferenti, per lui l’inaffidabilità era soprattutto il non parlare chiaro, il raccontare balle, l’avere due facce, il dire una cosa e farne un’altra. Lui queste cose non le sopportava proprio e d’altra parte non le faceva. Con gli ex che lui considerava persone affidabili aveva episodicamente anche rapporti sessuali, lui diceva che “era solo sesso” ma a me sembrava che con quei ragazzi si creasse un rapporto molto più complesso, diciamo un’amicizia vera anche con un po’ di sesso. Si comportava così anche con me. Da lui ho imparato il senso della sessualità. Prima, quando mi diceva: “Sto con te solo per sesso”, lo consideravo la cosa in modo riduttivo, poi ho capito che dire “solo sesso”, non era in realtà un’espressione riduttiva. Il sesso per lui era anche se non soprattutto un modo per essere accettato senza preclusioni. Certe volte capivo che aveva proprio bisogno di fare sesso con me, era una forma di comunicazione molto importante, liberatoria. Certe volte dopo il sesso gli venivano momenti di malinconia profonda e arrivava a piangere davanti a me, altre volte ci vedevamo, lui sembrava molto cinico e aggressivo ma se riusciva a vivere il sesso in modo liberatorio alla fine stava meglio. Col passare del tempo, io capivo sempre più chiaramente che dire: “è solo sesso” non era affatto un’espressione riduttiva. Con l’espressione “solo sesso” lui voleva escludere tutti i ritualismi, le dolcì banalità e le piccole ipocrisie di cui spesso è costellata una storia cosiddetta d’amore. La distinzione tra amore e sesso per lui non aveva senso, per lui l’attrazione sessuale era l’innesco di una storia sessuale, proprio nel senso di “storia sessuale”, certo, ma anche di storia prudentemente affettiva. In un certo senso, lui capovolgeva l’ordine comune delle cose: per molti si parte dall’amicizia per poi arrivare al sesso, per lui si partiva dal sesso per poi capire se si poteva anche costruire un rapporto di amicizia. Mi diceva spesso una cosa che io faticavo a capire e cioè che alla base dell’amicizia vera, cioè del fidarsi uno dell’altro, c’è sempre un’attrazione sessuale reciproca forte, che è una condizione necessaria, ma ovviamente non sufficiente, per costruire un’amicizia. Per lui l’amicizia era più del sesso, o meglio era quasi un altro gradino della sessualità, un livello non più sublimato ma più profondo, cioè con un livello di comunicazione interpersonale più profonda. Un amico per lui era uno di cui poteva fidarsi al 100% e quella fiducia doveva essere reciproca. Non aveva amicizie rituali, non si ricordava mai i giorni dei compleanni o cose del genere, non faceva mai regali, non per risparmiare quei quattrini che comunque non aveva, ma per evitare che si entrasse nella dimensione del rito, di quello che si fa perché si deve fare. Per lui un amico è uno che, se tu lo vai a trovare perché hai bisogno di fare sesso con lui all’una di notte, non ti dice di no. Questo è sesso, certamente, ma non è certo “solo sesso” nel senso riduttivo del termine. Lui ha anche un’altra caratteristica che mi è sempre piaciuta molto e che dà un ulteriore significato al suo modo di dire: “è solo sesso”, lui collega il sesso “esclusivamente” ad una dimensione di attrazione istintiva, il sesso per lui non deve essere inquinato da niente altro, cioè deve essere “solo sesso!” perché “solo sesso”, vuol dire sesso vero, non mescolato con interessi di nessun altro genere, e in ultima analisi il sesso vero è la premessa dell’amicizia seria. Mi diceva un’altra cosa che all’inizio mi irritava molto: “se uno non ti accoglie nel suo letto quando ne hai bisogno, non è un amico perché per lui le sue regole contano più di te.” Oggi comincio a pensare che aveva ragione. Col passare del tempo ci vediamo meno e quindi facciamo meno sesso e adesso, in periodo di covid, ci sentiamo ogni tanto per telefono, ma non molto spesso, quando succede, però, le telefonate sono lunghissime. Alla fine mi chiede se mi sono eccitato e effettivamente succede praticamente sempre. Ultimamente mi ha detto che lui di “amici” ne ha tanti, ma di “amici veri”, cioè di quelli coi quali può parlare liberamente, ne ha solo tre. Questo discorso, qualche anno fa, mi avrebbe fatto stare male perché lo avrei letto solo come un chiaro segno che io per lui non ero l’unico né come amico né per il sesso, dato che per lui l’amicizia comprende anche la disponibilità sessuale, oggi però questo fatto non mi mette più veramente in crisi. È ormai più di un anno che non ci vediamo “solo” per fare sesso ma “anche” per parlare e per parlare in un modo così serio che non ho mai trovato con nessun altro. Prima avvertivo una differenza netta tra il mio e il suo modo di vedere il sesso e i rapporti personali, poi piano piano le differenze hanno cominciato ha svanire, piano piano abbiamo costruito un terreno comune cedendo un po’ per uno ai principi dell’altro. Lui adesso è molto meno cinico e comincia a parlare anche di sesso come espressione dell’affettività e io ho finito per mettere da parte l’idea di coppia, non perché penso che ci sia qualcosa di sbagliato, ma perché non la vedo adatta a me, cioè a noi. Noi abbiamo trovato un nostro equilibrio, che non è il classico equilibrio di coppia, ma che tra noi funziona. Io così sto meglio, mi sento molto più a mio agio e in qualche modo, non so se dire che mi sento amato, ma certamente mi sento molto più rispettato e compreso. Ultimamente è capitato anche a me di chiamarlo perché sentivo il bisogno di fare sesso con lui, lui mi ha detto solo: “Ti aspetto, vieni appena puoi.” Erano solo cinque parole ma si capiva che James era contento che glielo avessi chiesto. Sono salito a casa sua, mi ha fatto entrare, si è spogliato, mentre io facevo lo stesso, poi si è steso sul letto e ha aperto le braccia e ci siamo abbracciati nudi. Sono rimasto da lui tutta la notte. La mattina al risveglio gli ho chiesto: “È solo sesso?” Lui mi ha sorriso e mi ha arruffato i capelli. Nota bene, Project, questo non è l’inizio, magari tardivo, di una classica storia di coppia, è solo “un momento” del nostro rapporto, che va preso per quello che è. Mi rendo conto che nel dire così è come se questa volta fossi io a dire che “è solo sesso”, anche se non è certamente “ solo sesso”. In realtà sapevo benissimo che dopo quell’episodio non lo avrei visto forse per un mese di seguito, anche io non volevo e non dovevo illudermi. Il rapporto tra James e me non sarebbe certamente finito, e di fatto non è finito, ma non sarebbe mai stato un classico rapporto di coppia. Mi sono chiesto più volte, in un’ottica egoistica, se “per me” sarebbe stato meglio cercarmi un altro ragazzo o “anche” un altro ragazzo. Non penso che, in linea di massima, James lo avrebbe considerato come un tradimento, probabilmente lo avrebbe accettato come la cosa più normale del mondo, perché queste cose James le faceva normalmente. Il vero problema sarebbe venuto con l’altro ragazzo che si sarebbe trovato impegolato in cose diverse dalle classiche storie di coppia e si sarebbe sentito tradito. Comunque, da quando conosco James non mi è mai capitato di innamorarmi di altri ragazzi. Adesso mi ha detto che si è innamorato di un altro ragazzo, che gli piace molto, e si sta dedicando completamente a questo ragazzo, ma in genere le storie di James non durano molto proprio perché qui ragazzi lo vogliono tutto per sé e non accettano il fatto che con lui non si possono costruire storie di coppia. Per ragioni un po’ diverse, sia io che James abbiamo difficoltà a costruire rapporti con i ragazzi, il loro modello di vita affettiva è diverso dal nostro, perché sono abituati a dire una cosa e a viverne un’altra. Quei ragazzi, quando James dice loro che “è solo sesso”, sul primo momento si sentono sollevati, perché pensano che anche per loro “è solo sesso”, ma quando poi vedono che James racconta loro che si è innamorato di un altro, allora si rendono conto che per loro in realtà non è “solo sesso” e così cominciano a stare malissimo e a sentirsi traditi, perché non sono capaci di mettere da parte l’idea dell’esclusività per non perdere James. Vogliono stare con James ma pensano che il modo valga più della persona: meglio una relazione di coppia con un altro che una relazione di tipo diverso con lui. Capisco che si possa restare perplessi se ci si sente dire che “è solo sesso” ma mettersi con un ragazzo perché con quello si può costruire il tipo di relazione che si vuole vuol dire che alla fine “non è nemmeno sesso, ma convenienza e abitudine. Qualche volta ho il timore che James, nonostante tutto quello che ha detto possa veramente innamorarsi di un altro ragazzo e possa finire per accettare anche una vita di coppia standard con quel ragazzo. Ti posso garantire che se succedesse ne sarei felice. Su primo momento sarebbe difficile da accettare, ma alla fine ne sarei felice. Non so se potrebbe dimenticarsi di me, in una situazione simile, francamente non lo credo. Forse non ci sarebbe più sesso ma il volersi bene resterebbe ancora, e allora non potrebbe più dire che “è solo sesso.”

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RAGAZZI GAY E ANSIA DELL’ATTESA

Caro Project,
mi ha fatto bene parlare con te ieri sera, ma le preoccupazioni di fondo restano e spero che alla fine possano svanire, perché se non succedesse, sarebbe veramente un incubo. Uno considera certe cose sempre lontane e quasi impossibili, poi ti rendi conto che può succedere, e che il fatto che non succede personalmente a te alla fine ti consola solo un po’. Può succedere alle persone alle quali vuoi bene e se dovesse accadere sarebbe proprio distruttivo. Tu hai cercato di togliermi dalla testa i complessi di colpa, in un certo senso ci sei riuscito perché quelli in effetti non erano problemi, so benissimo che, qualunque cosa sia successa, non è immediatamente imputabile a me, ma questo non mi fa stare meglio. Ci sarà ancora qualche giorno da attendere e prego Dio che non ci siano notizie terribili. Di lui ho parlato solo con te, in completo anonimato, prima di tutto per rispetto a lui e poi perché i miei amici non capirebbero niente, per loro quando una storia è chiusa è chiusa, se uno è il tuo ragazzo, allora tu hai dei doveri, ma se non lo è più sei totalmente libero, ma per me non è mai stato così. Lui non è più il mio ragazzo da anni ormai ma gli voglio bene lo stesso, pensare che possa stare male mi mette KO. Per tanto tempo non ci siamo sentiti, e io sono stato tranquillo, cioè ho pensato che stesse bene, poi mi ha chiamato con quei dubbi per la testa e mi ha messo in crisi. Mi si contorcono proprio le viscere, ho paura, paura per lui. Non è una cosa razionale, aspettare i risultati fa un brutto effetto, e se lo fa a me, mi immagino come possa farlo a lui. Avevamo parlato tanto di stare attenti, di non mettersi nei guai, ma adesso lui ha dei dubbi e ha dei disturbi. Io posso solo stargli vicino perché stare male e stare solo deve essere veramente terribile. A chi potrebbe dirlo? Ai genitori? Mh … no, non è proprio possibile, ai suoi partner? Lo schiverebbero come un lebbroso. Project, al momento sono tutte ipotesi che potrebbero benissimo essere del tutto sbagliate e spero che lo siano, ma lo sento ansioso, preoccupato e non so come farlo stare meglio. Abbiamo a breve tutta una serie di controlli medici in previsione e posso solo sperare che non ci siano brutte novità. Potrebbe anche avere problemi che non c’entrano niente con le malattie sessualmente trasmesse, ma lo vedo in crisi, non è nel suo stato normale, è vero che l’ansia può essere distruttiva, e spero che si tratti solo di quello. Noi ci siamo voluti bene, poi lui ha cercato altro, e posso capirlo, ma tra noi è rimasto un rispetto e anche un affetto profondo. Project, mi viene proprio l’angoscia dell’attesa, altro che atteggiamento razionale, anche se abbiamo programmato tutto nel modo che sembra più razionale, mi sento agitato insicuro, ho la sensazione che la vita umana sia portata dal vento come le foglie. Per quel po’ che posso, devo cercare di stargli vicino, se mi faccio prendere dall’angoscia faccio stare peggio anche lui. Project, mi ha stupito il tuo atteggiamento in chat, non hai banalizzato come fanno tutti, non hai detto il classico: “vedrai che non sarà niente” no! Mi hai detto: “Comunque vadano le cose hai un ruolo insostituibile” e questa frase mi è rimasta in mente.
Ti abbraccio forte, Project, ti richiamerò su skype nel pomeriggio o in serata.

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