INDIFFERENZA SESSUALE GAY

Ciao Project,

mi rifaccio vivo dopo 15 giorni di silenzio. Sono il 32enne col quale hai parlato la notte fra il 13 e il 14 aprile. Non so quello che puoi avere pensato quella notte ma per me è stata un’esperienza stranissima, in questi giorni mi sono chiesto se dovevo parlartene o meno, ci ho messo un po’ ma ho deciso per il sì.

Quando ti ho chiamato la notte del 13 ero depresso nero. Non so se è una cosa tipica dei gay, ma penso che sia soprattutto una cosa mia, mi crolla l’umore e vedo tutto nero. Avevo proprio bisogno di parlare perché non lo posso fare con nessuno. Come ti ho raccontato avevo cercato più volte amici in chat ma con esiti pessimi e d’altra parte la solitudine pesa e certe volte ti vengono proprio in testa idee brutte.

Non sono più un ragazzo e non mi ci sento, penso che ormai il meglio della vita se ne sia andato, o meglio penso di averlo buttato via. Ho cercato di essere etero per anni e di avere una ragazza ma poi non ce l’ho fatta più e anche se sapevo che sarei rimasto solo mi sono detto che è meglio essere soli che fingere di essere quello che non si è.

Coming out, nemmeno a pensarci, dove sto io sarebbe distruttivo. In famiglia ancora sperano che arrivi la ragazza che mi porterà con sé. Dove lavoro la parola gay suscita battute acide e sghignazzamenti.

Il sesso fino a qualche tempo fa era ridotto alla sola masturbazione, piacevole, non lo nego, ma alla lunga deprimente, perché si tratta di continuare a sognare cose inesistenti. Come ti avevo spiegato, la mia sessualità è andata piano piano spegnendosi, ma anche il desiderio solo affettivo. In pratica non mi sono mai innamorato, cioè non ho mai trovato un ragazzo tale che io potessi dire che avrei voluto stare con lui. E anche la masturbazione è diventata un’eccezione nella mia vita mentre prima era una costante. A 20 anni, quando mi forzavo ad essere etero mi masturbavo sui ragazzi con sensi di colpa ecc. ecc., ma per me era un interesse sessuale fortissimo che non riuscivo proprio a reprimere. Allora il mio problema era non masturbarmi pensando ai ragazzi, cosa che, nonostante tutti i buoni propositi, non riuscivo proprio a fare. Adesso che in un modo o nell’altro mi sono accettato è come se avessi perso completamente il mio desiderio sessuale. Non ho bisogno di reprimere nulla, di fatto non mi eccito proprio e la cosa anche se mi sembra strana, per me è assolutamente spontanea, cioè non ci penso proprio. Ho visto che un ragazzo del forum ha scritto cose che in qualche modo somigliano alla mia esperienza e ho letto anche le cose che hai scritto tu. Dici che in fondo non sono problemi ma lo diventano a forza di pensarci, però certo ti senti un po’ strano, il ragazzo che ha scritto i post è molto più giovane di me, ma a me in pratica dai 27/28 anni capita di pensare di non avere neppure una sessualità. Diciamo che se mi ci metto di impegno a masturbarmi ci riesco, ma non è più come prima, prima aveva una dimensione sessuale forte, adesso è un po’ come una cosa qualunque, se lo fai o non lo fai è praticamente indifferente. Diciamo che pure io non trovo alcuna motivazione di carattere fisico per il fatto di avere messo da parte la sessualità ma è come se avessi rimosso una parte della mia personalità, o meglio come se se quella parte della mia personalità si fosse addormentata. Per il resto le cose vanno bene, apparentemente non mi sento depresso, anzi, sul lavoro ottengo anche risultati migliori, un po’ come se il tempo mentale che prima dedicavo alla sessualità lo avessi trasferito su altre cose. Certo, mi crea una strana sensazione sentire i miei amici, tutti etero, che parlano di sesso come se fosse il centro della loro vita, per me non è affatto così e quello che mi lascia più perplesso è il fatto che non mi innamoro nemmeno di ragazzi che sono oggettivamente bellissimi e di quelli che in altri periodi avrebbero attirato le mie fantasie come una calamita fortissima. Non mi sento anaffettivo, ma asessuale, cioè la compagnia dei ragazzi mi piace (anche quella delle ragazze) con loro sto bene, con i miei amici etero esco poco ma un rapporto esiste, praticamente come prima, solo che adesso ho smesso gi guardare con un altro occhio un paio di loro che prima mi interessavano anche sessualmente.

Project, quando abbiamo parlato, hai cercato di incoraggiarmi in tutti i modi ma io non mi sento depresso, mi sento bene, per niente frustrato da questa cosa, diciamo che pensarci è più che altro una forma di curiosità intellettuale. Riporto qui di seguito tre pagine del mio diario che potrebbero spiegare meglio la situazione. Se lo ritieni utile pubblica tutto quello che ti ho mandato (i nomi li ho già modificati io).

A presto.

DIARIO

12 Gennaio 2009

Lavoro finito, e penso bene. Ho po’ di tempo libero che faccio? Me ne vado a riposare un po’. Mh, è un sacco di tempo che non penso più al sesso, sono mesi che non apro un porno. Vado in piscina due volte alla settimana, vedo un sacco di ragazzi nudi ma resto totalmente indifferente. Prima facevo una fatica titanica a controllarmi adesso è come se fossi in uno spogliatoio femminile. Mi sto staccando da queste cose, mi sembra quasi impossibile.

13 Gennaio 2009

Stamattina ho rivisto Matteo, bello come il sole! Ma non me ne fregava proprio niente. Siamo scesi a prendere il caffè, lui era disinvolto, simpatico, si comportava sempre nello stesso modo, io al bar ci sono andato ma lo sentivo lontano, estraneo, eppure Matteo è stata la mia fissa per anni. Forse quando capisci che non è per te, ti passa la fantasia.

21 Gennaio 2009

Ieri sono andato a vedere “The reader” un film tragico su un ragazzo tedesco che si mette con una donna molto più grande di lui e scopre che era una kapò, film forte, bello, il protagonista è un bel ragazzo che si è anche visto completamente nudo. In altri tempi la cosa mi avrebbe sconvolto, ma ieri non mi ha fatto né caldo né freddo, al massimo l’idea di esplorare la nudità di quel ragazzo, ma coinvolgimenti sessuali proprio zero.  Ma è normale una cosa simile? Boh! È proprio come se non me ne importasse nulla.

6 Febbraio 2009

Matteo mi ha chiesto di andare in piscina con lui. In altri tempi una cosa del genere mi avrebbe mandato in orbita. Gli ho detto di sì, ma in pratica non me ne importa nulla.

10 Febbraio 2009

Sono stato il piscina con Matteo e l’ho visto nudo per la prima volta, è un bel ragazzo, anche ben fornito, ma non mi ha fatto né caldo né freddo. Lui non pensa che io possa essere gay, certo, reazione zero! Ma il fatto è che anche io penso che in effetti dire che sono gay non significa niente. Lo sono stato, forse, ma non lo sono più, certo non sono etero, ma se per essere gay devo avere fantasie su un ragazzo, allora non lo sono più.

21 Febbraio 2009

In piscina c’era un ragazzo nuovo, giovanissimo, 20/21anni penso, mi ha chiesto come funziona la piscina e gliel’ho spiegato, poi l’ho invitato al bar e abbiamo preso una bibita. Era solo, senza amici, poi mi ha detto che si andava a preparare per andare in vasca e mi ha detto: “vieni?” Gli ho detto che sarei andato dopo poco, in realtà ho aspettato che andasse in vasca, poi mi sono andato a cambiare anche io. Non so se ho evitato di andarci quando c’era lui per paura dell’erezione, la paura che potesse succedere c’era, comunque quando c’era lui non ci sono andato. Forse avevo paura che “non” succedesse. A casa a lui ho ripensato parecchie volte, ma con tenerezza e non è successo niente, al massimo una mezza erezione, che però così, spontaneamente solo pensando a un ragazzo, non mi capitava da un sacco di tempo. Mi sa che la prossima volta allo spogliatoio con lui ci vado.

28 Febbraio 2009

Col ragazzo della piscina penso diventeremo amici. Mi ci trovo molto bene. Mi sa che sto un po’ approfittando di lui. Non parla di sesso, né di ragazzi né di ragazze, è veramente un bravo ragazzo, questa volta mi ha invitato lui al bar, poi stessa scena quando se ne è andato allo spogliatoio, io ho aspettato e ci sono andato dopo però poi ci sono stato malissimo e allora quando è uscito lui sono uscito anche io e siamo finiti pure in due docce vicine, io avevo paura che mi arrivasse un’erezione esplosiva ma non è successo nulla e anche lui era completamente flaccido, secondo me è etero radicale. Però è un bel ragazzo, nudo più che vestito.

2 Marzo 2009

Mi sa che sta cominciando a succedermi qualcosa. Penso spesso ad Andrea, anche in chiave sessuale, mi piacerebbe coccolarlo un po’ nel momenti in cui è più malinconico, penso che un abbraccio gli farebbe piacere. Pensarlo in chiave sessuale mi fa strano, è troppo giovane per me e mi sento un maniaco, mi sa che questo ragazzo mi piace, ma proprio come persona.

14 Luglio 2009

Andrea se n’è andato in Sicilia con la famiglia. Ma perché? Questa cosa mi schianta, negli ultimi cinque anni è stato l’unico ragazzo che ha avuto un senso per me. Con lui stavo proprio bene, c’erano dei momenti di tenerezza reciproca bellissimi e magari me ne sarei pure innamorato, avevo ricominciato ad avere una vita sessuale, cioè a masturbarmi, con tanti sensi di colpa, lo ammetto, un po’ come se fossi un ladro della sua giovinezza, perché cominciavo a innamorarmi, ma adesso? Che devo fare adesso? Gli scrivo? Ho il suo cellulare, non so nemmeno se è gay, solo che con lui stavo bene. Andrea! Perché non ti fai sentire?

26 Luglio 2009

Fine della storia! Andrea mi ha mandato una bellissima cartolina firmata anche dalla sua ragazza. Sono contento per lui e anche perché stava prendendo una strada che non sarei riuscito a controllare. Mi sento arido, non ho voglia di scrivere nulla. Basta! Ho 32 anni e mi sento un fallito sotto tutti i punti di vista.

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UN ALTRO AMORE GAY

Ciao Project,
grazie di avere perso tutto quel tempo con me, non me lo aspettavo. In fondo parlare con te mi ha fatto un effetto strano, mi ha un po’ portato indietro nel tempo. Sono parecchi anni che nessuno mi prende sul serio e non pensavo che potesse succedere, tanto più che le mie esperienze sono un po’ all’opposto di quello che dici tu sul blog, o almeno lo sono state. Anche se ormai ho quasi 40 anni, credo di non aver mai usato il cervello, di stupidaggini ne ho fatte tante e pure grosse e te ne ho parlato ieri notte, ma la cosa più stupida che ho fatto è stata cercare di mettere sempre al centro me stesso. Ho cominciato a bazzicare da giovanissimo per quegli ambienti che non ti piacciono, ma mi sentivo libero e soprattutto era tutto molto facile. Tu sai che ho fatto il test e che è negativo, ne farò un altro tra tre mesi ma realmente non ho paura che sia positivo perché nell’ultimo periodo (un anno circa) sono stato molto attento. A me è andata bene ma un mio amico è stato meno fortunato ed è sieropositivo. Credo che la cosa che mi ha rimesso in moto il cervello sia stata proprio questa. In quel ragazzo mi ci rivedo e non lo lascerò solo. Quanto a me mi sento in una situazione strana, come se proprio per tutto quello che ho passato, io fossi uno dei pochi che possono capire i ragazzi che fanno una vita estrema, un po’ come è stata la mia. Certe volte penso che potrei mollare tutto il resto (salvo il lavoro perché devo pure sopravvivere) per dedicarmi ai ragazzi come me. Avevo cominciato a fare delle cose per le quali mi avevano sfottuto parecchio. Andavo per locali gay, “rimorchiavo” i ragazzi e se li vedevo proprio persi ce la mettevo tutta per farli ragionare, gli racconto come ho vissuto io e tutto quello che ho detto a te. Mi dicevano che mi dovevo fare frate. Certi ragazzi quando si rendevano conto che da loro non volevo sesso mi prendevano per uno spostato fuori di brocca. E’ successo quasi sempre così (ci ho provato un dozzina di volte) solo in un caso le cose sono andate diversamente, con un ragazzo di 20 anni che era veramente al limite (anche molto fumato) e soprattutto in pratica faceva di tutto per buttarsi via. In pratica a casa sua non ci stava mai e nessuno lo cercava mai. A scuola un fallimento. Quando l’ho conosciuto doveva fare per la seconda volta l’ultimo anno dell’ITIS perché lo avevano bocciato. Project, non ci crederai ma conoscere questo ragazzo è stata la svolta della mia vita. Fino a 37 anni avevo vissuto nella più totale trasandatezza, l’unica cosa seria che facevo era il lavoro, ma in pratica spendevo tutto quello che avevo e pure quello che non avevo per passare le serate nei locali a caccia di ragazzi, e avevo proprio perso il conto. Se avessi visto casa mia allora ti saresti spaventato, sporcizia e muffa dappertutto, lenzuola nere di sporco, insomma ho detto tutto. Poi ho conosciuto lui, Marco (non si chiama così). Parlava di cose terribili, in pratica sempre e solo di morte e di inadeguatezza, di non avere un senso nella vita. Certe volte pensavo che potesse perfino arrivare a suicidarsi perché lo vedevo proprio perso. L’ho invitato a casa mia, c’è venuto pensando a un incontro di sesso, penso ne avesse avuti tanti, un po’ mi tentava, anzi un bel po’ ma non mi sono lasciato andare e ho recitato un ruolo a metà tra quello del fratello maggiore e quello dell’amico serio. A fine serata mi ha chiesto se poteva restare a dormire da me, da quando me lo ha detto fino alle due di notte mi sono messo a pulire la “sua” stanza (casa mia ne ha solo due) ho lavorato come un negro, ho perfino lavato per terra, cosa che non facevo da almeno un anno, lui prima osservava, poi mi ha dato una mano. Abbiamo riempito 10 buste di immondizia di tutti i tipi, abbiamo tolto la polvere a chili e gli ho dato le uniche lenzuola decenti che ho trovato. Ha voluto dormire con le porte aperte. La mattina mi sono alzato, lui dormiva ancora perché erano passate da poco le sei, gli ho detto che sarei sceso a prendere il latte, lui ha risposto con un mugolio. Quando sono rientrato si era alzato e aveva pulito una parte del bagno. Mi ha chiesto. “Ma tu con chi vivi?” Gli ho detto che vivevo solo e mi ha chiesto se poteva rimanere. Gli ho detto di sì, poi sono andato a lavorare e gli ho lasciato un po’ di soldi perché non ne aveva. Sto al lavoro fino alle 17.00 poi torno a casa e trovo Marco indaffaratissimo, la casa uno specchio, aveva pulito tutto, aveva fatto diversi bucati e li aveva stesi fuori e aveva pure cucinato. Era fine luglio, a settembre doveva riprendere scuola ma non aveva la minima intenzione di andarci, quando provavo a parlarne non mi ascoltava nemmeno e allora l’ho ricattato: “Se vuoi stare qui studi, se no te ne vai!” Prima mi ha risposto a parolacce, poi ha detto che tanto non avrebbe capito niente perché era stupido. La sera abbiamo cominciato a fare progetti sulla scuola, sembrava perplesso ma non infastidito. Voleva fare l’amore con me, anzi diceva che lo voleva fare proprio perché gli veniva spontaneo e qui mi ha messo in crisi allora gli ho detto che non mi fidavo e che dovevamo fare prima i test per l’aids e rifarli dopo il periodo finestra, l’ha bevuta e ha messo da parte l’idea. La sera abbiamo visto la tv io in poltrona e lui allungato sul divano. Ogni tanto rideva e quel modo di ridere non lo dimenticherò mai più. L’indomani al lavoro ho preso un’ora di permesso e sono andato alla sua scuola per l’iscrizione, perché non si era iscritto e gli ho portato i moduli a casa, mi ha guardato incredulo e mi ha detto: “Allora la prendi sul serio!” Marco non si allontanava mai da casa, pensavo che prima o poi avrebbe avuto la necessità di andare in giro per locali come faceva prima, ma non succedeva, non mi chiedeva quattrini. Dopo una settimana ormai quella era anche casa sua. Insomma, Project, tra poco farà la maturità. Io sono andato a parlare coi professori in qualità di zio (fasullo) e Marco con la scuola ha ingranato benino e penso che dopo ci sarà anche l’università. Adesso vive con me, è la cosa più bella che mi sia mai capitata nella vita e io sogno che lui possa trovarsi un ragazzo come si deve che gli voglia bene perché temo che possa affezionarsi troppo a me. Per un lato lo temo e per l’altro lo desidero. Ormai niente più locali né per lui né per me. Nella mia vita ho fatto sesso con tanti ragazzi, mai con Marco, eppure gli voglio un bene totale e mi sento amato. Non so se la nostra è una coppia gay o magari è solo la solidarietà dei disperati però è la cosa più bella che mi sia capitata. Cioè io adesso ho capito che cosa vuol dire amare un ragazzo, prima non l’avevo mai capito, prima pensavo che amore e sesso fossero la stessa cosa ma poi ho capito che non è così. Project, questa è la storia che avevo cominciato a raccontarti ieri sera e sei stato l’unico che l’ha presa sul serio! Grazie Project! Chissà se avessi incontrato progetto gay 20 anni fa …

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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta nel Forum di Progetto Gay:
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SESSUALITA’ GAY STATISTICHE INTERATTIVE

Cari utenti di Progetto Gay, sono lieto di offrirvi “finalmente” un mezzo veramente potente per permettervi, in prima persona e secondo i vostri criteri, di analizzare le banche dati di Progetto Gay relative all’orientamento sessuale, alla sessualità gay e al rapporto tra gay e pornografia. Si tratta di una pagina dalla quale vi sarà possibile non solo accedere ai dati ma filtrarli secondo le risposte ad una o più domande (quindi secondo l’età e secondo qualunque altra caratteristica). Il lettore è così del tutto libero di analizzare i dati in profondità e potete star certi che da una ricerca seria può venire fuori un’immagine assai realistica della sessualità gay. Si tratta di strumenti che è praticamente impossibile trovare altrove. Progetto Gay li mette a disposizione di chiunque sia interessato.

Cliccando su questo link andrete alla pagina delle statistiche interattive:

http://progettogaysito.altervista.org/analsi_interattiva_sessualita_gay.htm

Ricordo che per partecipare ai sondaggi di Progetto Gay (ovviamente in modo totalmente anonimo) e per leggere tutto il materiale prodotto, potete andare alla pagina:

http://progettogaysito.altervista.org/i_form_di_progetto_gay.htm

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GAY E DIPENDENZA DALLA PORNOGRAFIA

Ciao Project,
è da una settimana che ho scoperto Progetto Gay e per me è stata una scoperta importante, non solo per le testimonianze che hai raccolto ma anche per le statistiche e i test che hai pubblicato, che sono cose interessantissime e mi hanno proprio aperto il cervello. Ho letto e meditato con la massima attenzione soprattutto le interviste a risposta libera che permettono di capire in modo più organico come vive realmente un ragazzo gay. Sono un 32enne che vive ancora con i genitori in una piccola città del sud che non brilla certo per apertura mentale. Ho studiato, mi sono laureato e ho un lavoro stabile discreto. Ti dico subito che i miei mi vogliono bene ma non hanno la più pallida idea di quello che io sono veramente. Ho letto sul forum di ragazzi che hanno fatto coming out in famiglia ma a me sembrano storie di marziani. L’idea del coming out in famiglia non mi ha mai sfiorato. Nel mio riconoscermi gay ho avuto una storia molto complicata, poi, leggendo quello che scrivi tu, mi sono ritrovato molto in certe situazioni. In pratica ho cercato, provato ad essere etero fino ai 30 anni e anche oltre. Ho avuto nel corso degli anni quattro ragazze che per me sono state solo miseri tentativi di piegare la mia sessualità verso l’eterosessualità. Non ho mai avuto rapporti sessuali con una ragazza, con l’ultima, che era molto più intraprendente della altre, mi sono sentito spesso in estremo disagio, quasi violentato. Il fatto è che in quelle situazioni, in cui lei con me ci provava in tutti i modi, proprio toccandomi (da sopra i pantaloni) mi eccitavo pure e lei la prendeva come un segno evidente che io volevo ma ero represso, ma io non mi sono mai masturbato pensando a una ragazza, tutte le mie fantasie erano per i ragazzi del mio gruppo sportivo che potevo vedere nudi praticamente tutti i gironi. Piano piano ero riuscito ad avere un autocontrollo tale che potevo fare la doccia con loro senza il rischio dell’erezione. Anzi certe volte erano loro ad andare in erezione quando giocavano tra loro un po’ cameratescamente anche se erano e sono tutti etero e di questo non ho mai avuto nessun dubbio. Devo confessare una cosa di cui mi vergogno, o meglio mi vergognavo molto, ancora a 32 anni sono in pratica totalmente dipendente dalla pornografia. Ho provato più volte a chiudere con questa dipendenza ma non ci sono mai riuscito. Quando i miei vanno a dormire, verso l’una di notte, mi chiudo a chiave nella mia camera e lì ti puoi immaginare quello che faccio. Devo dire che leggendo i sondaggi e vedendo che ragazzi nelle mie condizioni ce ne sono un bel po’ mi sono sentito meno strano ma l’idea di essere un po’ troppo grande per dipendere dalla pornografia mi resta comunque. Praticamente ho sempre immaginato di poter fare con i miei compagni di squadra quello che vedevo nei porno, ma è normale che uno arrivi a 32 anni così? Adesso da due anni ho rotto con la mia ultima ragazza e non mi metterò più con nessun’altra perché ormai per me la stagione del forzarsi all’essere etero è proprio finita. Leggendo quello che scrivi una cosa mi ha colpito perché la riscontro in me ed è il fatto che vedo l’omosessualità essenzialmente in chiave sessuale e non affettiva. Ho provato a chiedermi se ho mai provato dei sentimenti veri e forti per un ragazzo ma mi sembra che non sia mai successo. Mi piacciono fisicamente, mi eccitano sessualmente, ma non me ne sento innamorato, non so come dire, ma non ho mai pensato che con un ragazzo potrei fare vita comune come in una famiglia. C’è sicuramente anche il fatto che a 32 anni non ho mai conosciuto un ragazzo gay, nemmeno uno. Non mi piacciono le chat e le cose di quel genere, che sono pure pericolose per le malattie. Il mio mito è la mia squadra ma nemmeno a livello individuale, quasi direi a livello di gruppo perché nello spogliatoio c’è un clima che mi piace moltissimo. So bene che quel clima è così significativo solo per me e che a quei ragazzi non fa né caldo né freddo, però è proprio la mia atmosfera sessuale ideale. Certe volte penso che non mi troverei nemmeno bene con un ragazzo, cioè a stare con lui in coppia, nemmeno per solo sesso. Tu dici che un gay si innamora di un ragazzo e mi piace pensarlo, ma perché a me non succede? Tu dici che omosessualità significa prima di tutto tendenza a creare un rapporto affettivo con un altro ragazzo, ma questo a me non succede. È pure vero che io ho sempre vissuto l’omosessualità come una trasgressione. Ho letto il tuo articolo in proposito e ci trovo molto del mio modo di reagire ma francamente non riesco proprio a pensare di essere gay per il solo desiderio di superare un tabù. Cioè vivo l’omosessualità come una cosa soprattutto sessuale, ma almeno a livello sessuale e almeno a livello di masturbazione, perché con un ragazzo non ci sono mai stato e forse non ci starò mai, la soddisfazione ce la trovo eccome. Se penso a quando mi forzavo di stare vicino a una ragazza e faccio il paragone con quando faccio fantasie sui miei compagni di squadra non c’è proprio paragone, secondo me è sessualità vera, cioè non la sento come il superamento di un tabù. Insomma, come dici tu, per me il fatto di poter condividere l’intimità sessuale con un altro ragazzo sarebbe importantissimo anche perché lo è già in dimensione di fantasia. Nello scrivere questa frase mi accorgo che alla fine un sogno affettivo verso un ragazzo lo potrei pure avere, però fino adesso non mi è mai capitato con un ragazzo determinato. Un’altra cosa che mi manca da matti è la possibilità di parlare con dei ragazzi gay in modo serio. Credo di sapere poco e niente sui gay, e anzi adesso tramite il tuo sito comincio a capire tante cose ma certo parlare con ragazzi veri sarebbe importantissimo. Ho letto che i ragazzi parlano tra loro anche molto seriamente di cose di sesso, tipo la masturbazione, ma come fanno? Io non ci riuscirei mai. L’ho fatto con te in questa mail e non so nemmeno come è potuto succedere ma con un altro ragazzo mi sentirei terribilmente in imbarazzo. Ti faccio una domanda, però rispondimi sinceramente. Pensi che per uno come me ci sia qualche speranza o faccio meglio a mettermi l’anima in pace? In effetti per me cambiare ambiente sarebbe difficilissimo e comincio ad abituarmi all’idea che per me la sessualità si ridurrà solo alle mie nottate davanti ai siti porno. Chissà che non arrivi poi un ragazzo che cambi le cose! Magari! Lo vorrei tanto, ma un ragazzo serio che cosa si può aspettare da uno come me?
Ciao Project (se vuoi pubblica la mia mail, ma rispondimi in privato, ti allego il mio contatto [-omissis-], mi farebbe piacere potere parlare un po’ con te).
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Se volete, potete partecipare alla discussone di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:

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TEST ORIENTAMENTO SESSUALE E STATISTICHE

Ormai più di 170 persone hanno partecipato al test di autovalutazione dell’orientamento sessuale di Progetto Gay. Pubblico oggi per la prima volta le statistiche autoaggiornanti relative a questo test. Vi invito a consultarle con attenzione perché gli elementi di interesse che presentano sono notevoli.

CONTENUTI DEL TEST La mia età / Orientamento sessuale recepito / Pressioni familiari / Attese sociali / Sessualità effettiva di coppia / Dichiarato o non dichiarato / Peso dei miei rapporti con i coetanei nella mia educazione sessuale / Peso dei miei rapporti con i genitori nella mia educazione sessuale / Peso della religione nella mia educazione sessuale / Peso della pornografia nella mia educazione sessuale / Orientamento affettivo percepito / Polarizzazione dell’interesse sessuale / Difficoltà di accettazione della propria sessualità nel passato / Difficoltà di accettazione della propria sessualità nel presente / Orientamento sessuale della masturbazione / Peso della masturbazione rispetto alla sessualità di coppia nella mia vita sessuale / Livello di soddisfazione sessuale nella mia vita di coppia reale o ipotetica (per chi non ha avuto rapporti sessuali) / Livello di soddisfazione affettiva nella mia vita di coppia reale o ipotetica (per chi non ha avuto rapporti sessuali) / Livello di soddisfazione sessuale della mia masturbazione / Livello di soddisfazione affettiva della mia masturbazione

PER PARTECIPARE AL TEST puoi compilare online in modo del tutto anonimo il modulo:

http://spreadsheets.google.com/viewform … ODRjZUE6MA

Appena hai inviato il modulo puoi leggere la scheda delle tue risposte corredate da un commento inserito automaticamente dal programma sulla base delle esperienze maturate in Progetto Gay:

http://spreadsheets.google.com/pub?key= … utput=html

Puoi anche leggere l’intero Data Base delle risposte date dagli altri utenti:

http://spreadsheets.google.com/pub?key= … utput=html

L’analisi statistica autoaggiornante degli elementi fondamentali del test si può leggere alla pagina:

http://progettogaysito.altervista.org/o … t_stat.htm

Gli elementi sono estremamente interessanti.

COPPIA GAY E SOLITUDINE

Caro project,
ogni tanto leggo il tuo forum, le storie dei ragazzi mi lasciano sempre dentro qualcosa. Vorrei contribuire anche io, nonostante non sono iscritto. in un momento di sconforto ho scritto qualcosa che forse potrà interessare a qualcuno. Se ritieni che non sia adatto, lo posso capire, se invece vuoi pubblicarlo, hai il mio permesso, ma assolutamente per problemi personali ci tengo a tenere l’anonimato. Ti ringrazio per l’attenzione, ma soprattutto per il lavoro che fai. Continua così. Un abbraccio.
Con stima.
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"In questo pomeriggio sento qualcosa di strano dentro di me. Innanzitutto è da tantissimo tempo che non parto per un viaggio introspettivo, verso quel dentro che spesso sento come oscuro, come proibito, come qualcosa da cui fuggire per non farmi inghiottire. Nonostante le belle parole che potrei dirmi per darmi coraggio, parole che mi rimbalzano in testa ogni giorno, che mi aiutano ad andare avanti, mi rendo conto che oggi non le voglio sentire. Posso cadere in quel buio x una volta? Beh penso che posso, dato che l’ho fatto milioni di volte in passato e ne sono uscito quasi sempre illeso. Oggi in quel buio ci vedo la solitudine. Non la stessa solitudine che vedevo anni fa, che ormai era la mia unica compagna di vita. Oggi è una solitudine diversa, forse piu matura. Ho 28 anni, e sono qui nella casa dove sono cresciuto, dove ho passato la mia infanzia e la mia terribile adolescenza. Posso guardare indietro al mio cammino piu recente, fatto di una vita fuori casa con il mio compagno, inseguire e raggiungere il sogno di una storia d’amore, eppure quella solitudine non è sparita, ma ha solo cambiato aspetto, cambiato forma. Come quando la chiesa (odiata e amata) parla del demonio sotto diverse forme. Forse la solitudine è quel demonio. Non la mia omosessualità, ma soltanto la solitudine. Penso che passerò tutta la vita a combatterci, anzi come ho fatto negli ultimi due anni fuori casa, a ignorare la solitudine e concentrarmi sui problemi reali, tipo i soldi per l’affitto e le bollette, tenere in ordine la casa, vivere le piccole cose della vita con il mio compagno, e cosi via. Sono felice di questa vita che mi sono costruito con cosi tanta forza e coraggio. Dalle lotte per l’accettazione con la mia famiglia, ne sono uscito vincente nonostante mille sofferenze ed ostacoli. Da mio padre che a malapena mi parlava ad ora che riconosce ed accetta il mio ragazzo, da mia madre che era la mia nemica numero uno, ad ora che è diventata la mia migliore amica e confidente. Tantissime cose sono cambiate. Oltre a questo aspetto, ho preso coraggio per continuare gli studi interrotti anni fa, l’università, gli esami, l’adrenalina, i sacrifici, i sogni e le speranze. Tante sedute di analisi, o terapia, chiamala come ti pare, eppure sono serviti a qualcosa. Eppure tutto inevitabilmente crolla. C’è sempre un ostacolo verso la felicità completa. Lo so, sono egoista, non mi accontento di ciò che ho, ma non ce la faccio, penso che sia la natura umana di evolversi e continuare a sognare e raggiungere traguardi sempre nuovi con sfide più difficili e dure. Bene, oggi mi sento senza una sfida. Senza volontà di continuare. Ovvio che ci sono problemi di fondo a questo malessere, sofferenze che vanno oltre il muro di apparenza della felicità che mostro e che spesso sento. Mi trovo molto bene con il mio lui, ormai abbiamo raggiunto un equilibrio nel nostro rapporto che mi soddisfa. Siamo in sintonia su tutto, siamo amanti, ma soprattutto amici e confidenti. Almeno io lo sono con lui e lui con me un po’ meno dato il suo carattere. Eppure mi va bene anche cosi. Ho accettato due anni fa di iniziare una storia all’insegna della menzogna. Mentire alle famiglie, nascondere al mondo il nostro bellissimo amore. Eppure non mi sono mai sentito inferiore agli altri, alle altre coppie. Anzi spesso ho sentito il nostro amore come piu profondo e sincero di tante coppiette sposate che sento in giro. Come colleghe di lavoro che tradiscono i mariti, o gli stessi che vanno con altre donne. Io no. Fiero di essere fedele. In questa società che ormai promuove valori che disprezzo, come la superficialità, l’apparenza, l’ipocrisia della famiglia tradizionale mi disgusta. Forse nasce dall’invidia di non poterne avere una. Intendiamoci non con una donna. Ma il fatto di non potermi sposare con il mio uomo, è un qualcosa di profondamente destabilizzante a lungo andare. Continuare la farsa degli eterni amici, o come della coppia imperfetta, incapace di prendersi responsabilità al pari delle coppie etero sposate. Perché io non posso prendermi quelle responsabilità? Capisco e rispetto tutte le coppie gay che vogliono gli stessi diritti del matrimonio, ma i doveri? Piu passa il tempo e mi rendo conto che ho bisogno di questi doveri. La profonda mancanza di sicurezza che mi ferisce da morire. Non è certo una firma su un registro che da sicurezza per il futuro, o il doversi legare civilmente (del matrimonio religioso mi disinteresso). Quanto piuttosto al riconoscimento pubblico che mi manca. Non mi interessa piu di tanto poter andare in giro a braccetto con [omissis] o fare vari sbaciucchiamenti in pubblico. Non è questo. Il riconoscimento da parte di amici e famiglia che mi manca. Poter dire: questo è il mio compagno, o nella migliore delle ipotesi, dire questo è mio marito. Non lo posso fare. Con la mia famiglia ho cercato con gli anni di raggiungere un equilibrio in questo senso. Durante tutti i giorni dell’anno siamo una coppia agli occhi della mia famiglia. Eppure da parte della sua famiglia non è cosi. Ho conosciuto tutti, sono stato presentato come “migliore amico” “convivente”, e cosi via. Ma mai come ciò che sono in realtà. Perché la sua famiglia non conosce la sua omosessualità, e credo che nemmeno lui ne sia consapevole. Certi argomenti tra noi sono tabù, non se ne parla mai e sinceramente ne sono un po’ stufo. Sento la necessità di sdoganare o forse meglio dire prendere per il collo certi argomenti e parlarne. Eppure non si riesce mai con lui. La sua famiglia mi ha accettato nel migliore dei modi. Eppure questo ruolo dell’eterno amichetto mi sta molto stretto. Non che mi aspetto chissà che, ma il fatto che il riconoscimento da parte della sua famiglia, mi darebbe piu certezza verso il futuro. E poi c’è anche il discorso famiglia in senso proprio. Io so che voglio una famiglia con dei figli, so che li voglio crescere con lui e so che anche lui lo vuole. Eppure non si fa un passo verso questa direzione. A parte che non sappiamo nemmeno come muoverci. Per noi coppie gay è estremamente difficile completare la nostra unione con un bambino. Eppure io ci spero ancora. Sarò ingenuo, stupido, ma credo che quello che c’è nel cuore non muore mai (cit. da qualche film o canzone, boh). Eppure è cosi. In passato con l’ingenuità dei vent’anni, ho annullato la mia natura, mi sono messo con una donna, con l’unico scopo di avere una famiglia con dei figli. E vivevo male, stavo da cani, sempre piu triste e solo per non poter essere me stesso. Ora sto molto meglio, sono me stesso, ma il prezzo da pagare è davvero cosi alto? Davvero il destino è una vita senza poter amare, crescere, sostenere dare tutto ciò che posso al sangue del mio sangue, a un bambino? A dire il vero l’espressione sangue del mio sangue è ridicola. In quanto sarei ben felice di adottare un bambino che ha bisogno di cure e di una famiglia. Al mondo ci sono centinaia di milioni di bambini che vivono in condizioni pietose, senza una stabilità famigliare, economica, e spesso anche igienica. Io e il mio compagno potremmo dare tutto questo ad un bambino. Eppure lo stato non ce lo concede. E la società, mi rincresce ammetterlo, ma ancora non lo accetta. Basta pensare all’immagine che noi (come gay) diamo di noi stessi… ma non entriamo in discorsi troppo alla larga. Ciò che vorrei è una vita come quella di tutti gli altri. Non ce la faccio a dovermi arrendere, a dover per forza scegliere. Anche perché la mia omosessualità fa parte di me tanto quanto il mio istinto paterno. Perché devo rinunciare ad entrambi? Se avessi continuato la strada precedente, fingendo un eterosessualità che non mi appartiene, magari sposandomi con una donna e avendo figli con lei, che razza di padre potrei mai essere se non mi sento nel cuore felice e sereno? Non credo nella cosidetta “guarigione” dall’omosessualità, però sono convinto che tanti gay potrebbero vivere una vita etero, magari esserne pure soddisfatti, ma qualcosa dentro mancherà sempre. Qualcosa che diventerà ogni giorno più grande e più oscuro. E questo l’ho già provato e non lo voglio. Spesso mi sento come se avessi 50 anni. Come se la mia vita l’avessi già fatta. Ho avuto poche ma pesanti esperienze. Dipendenze da droghe prima, da alcol poi, anni di sregolatezza, di divertimenti sfrenati che non mi hanno lasciato dentro niente. Il vuoto dentro non si è mai riempito. E non si riempie nemmeno ora. Non so che fare, mi sento in certi momenti come in bilico su una corda e appena guardo sotto mi gira la testa. Trovo appiglio nella quotidianità, nel lavoro, nello studio, nella vita con il mio compagno… ma qualcosa dentro manca sempre… sempre… come se vedessi già il mio futuro, tra venti o trenta anni, quando la giovinezza sarà ormai sfiorita, appassita insieme ai miei capelli persi chissà dove, e mi renderò conto che non sono mai stato padre e non lo potrò mai piu essere. Eppure la vita riserva sempre sorprese… come per il progresso scientifico che non procede mai in modo lineare, ma sempre con grandi balzi… io sto ancora aspettando il balzo che mi permetterà di raggiungere “la mia stella” come la chiamo io… quella stella, oggi come ieri è sempre un figlio. E sempre lo sarà. "

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Se volete, potete partecipare alla discusione di quetso post aperta sul Forum di Progetto Gay:

http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=22&t=615&start=0

STATISTICHE GAY E PORNOGRAFIA

Progetto Gay ha pubblicato una pagina di statistiche interattive sui rapporti tra Gay e pornografia.
http://progettogaysito.altervista.org/gay_e_pornografia.htm
Sottolineo che "per la prima volta" in Progetto Gay, questa pagina non è un’analisi "a bocce ferme" cioè non è l’analisi di un particolare momento della raccolta di dati, ma è un’analisi dinamica, cioè, ogni volta che viene compilato e inviato un nuovo modulo-intervista il programma aggiorna in breve tempo le statistiche (in media 40 secondi). Le statistiche sono quindi sempre aggiornate e seguono momento per momento l’evolversi della raccolta di dati. Aggiungo che con il programma di statistiche interattive ogni eventuale correzione del Data Base (dovuta per esempio alla duplicazione di una scheda per "doppio invio") comporta l’immediato aggiornamento e la correzione di tutte le statistiche.
Nella pagina si trovano anche le indicazioni per partecipare al sondaggio, per leggere i commenti inseriti dal programma alla scheda appena postata, e per leggere l’inero Data Base delle risposte.