PRATICHE E FANTASIE OMOSESSUALI SECONDO RAFFALOVICH

Il capitolo di “Uranismo e Unisessualità” che Vi presento oggi, “Soddisfazioni sessuali”, esamina le pratiche e le fantasie sessuali degli omosessuali e cerca di spiegarne la genesi. Il coito anale non è sostanzialmente trattato. Raffalovich sostiene che è una cosa piuttosto rara tra gli omosessuali. Molto spazio è dedicato invece al sesso orale e alla masturbazione. Va sottolineato che oggi si tende a considerare masturbazione e onanismo come sinonimi. Raffalovich distingue un onanismo psichico, in cui la fantasia sessuale è lasciata libera ma non si arriva all’orgasmo, e un onanismo fisico, questo sì equivalente alla masturbazione, in cui invece si arriva all’orgasmo. È significativo che, secondo un modello già da lui sperimentato, Raffalovich usi paragonare e mettere sullo stesso livello comportamenti analoghi sia in campo omosessuale che in campo eterosessuale. Il brano riportato di seguito si conclude con un’analisi del significato degli odori nell’ambito della sessualità, l’argomento è trattato con i mezzi tipici della fine dell’800 ma non è privo di interesse.
Ma lasciamo la parola all’autore.
_______________

SODDISFAZIONI UNISESSUALI

Non basta enumerare le diverse soddisfazioni unisessuali; solo il loro studio psicologico spiegherà come la sodomia estrema e criminale, il coito anale completo, il vero crimine contro natura (due o tre parole di cui ci si è tanto serviti a sproposito) risulti raramente compiuto dagli uranisti. Il coito anale attivo non presuppone affatto necessariamente la tendenza verso il maschio, e lo stesso discorso vale per un uomo che si lasci soddisfare da un fellator; mentre l’uomo che reclama che ci si soddisfi su di lui con il coito anale, o che rivendica la voluttà di praticare su un altro uomo la suzione peniena, è un invertito, quando non agisce esclusivamente per venalità, ambizione, riconoscenza, debolezza di carattere (non lottando contro l’affetto, l’ammirazione, le minacce, le promesse) o per inferiorità di età, o di classe, tutte cause degli atti più inverosimili.

Si sa che le donne sono completamente abituate a favorire o a sedurre i loro clienti o i loro amanti in questi due modi, per cupidigia, obbedienza, passività, o per gusto o per vanità. Tutte le donne che fingono di non soddisfarsi completamente se non lasciando che l’atto sessuale si compia al modo di Sodoma, o rivestendo il ruolo di Oscar Wilde,[1] probabilmente non dicono la verità; il desiderio di farsi pagare meglio, di stupire il cliente, di strangolarlo, di risparmiarsi una maggiore fatica e si tutelare anche lo stato stesso della loro salute o del loro corpo, le spingerebbe a parlare così. Ma anche scartando ed eliminando queste cause, è sicuro che per molte donne, soprattutto se amano l’uomo nel suo sesso, o un uomo in particolare, questi atti devono procurare loro un godimento complicato e violento paragonabile (anche se abbastanza inferiore) al godimento degli invertiti. Oscar Wilde è stato condannato a due anni di lavori forzati per questo genere frequente di sessualità.

Si dovrebbe spostare una parte della severità che ispirano gli atti unisessuali dirigendola su tutti gli uomini che praticano con le donne delle voluttà fellatrici o sodomitiche.

Lasciando da parte il coito anale, i rapporti unisessuali sono i seguenti: l’amor platonico di Platone, il platonismo intenso dei moderni, l’esaltazione virtuosa, lo stringersi le mani, gli accostamenti sentimentali, il braccio intorno al collo, alla vita, alle spalle, carezze timide, sfioramenti, baci da padre, da fratello[2] o da amante, baci sugli abiti più esterni con la stessa devozione che sulle pieghe più riposte del corpo nudo, baci privilegiati che si credono casti; notti passate insieme, all’aria aperta, o alla finestra, o in una camera, a parlare, quasi toccandosi, o in un letto;[3] il contatto di due corpi, il contatto non localizzato, la decentralizzazione della sessualità corporea, scopo dichiarato dell’amor platonico, cosa che lo distingue facilmente dall’amicizia; il coito perineale, tra le cosce, anteriore o posteriore; il coito tra le natiche, molto usato e che non bisogna sospettare di intenzione sodomitica; l’onanismo di uno da parte dell’altro, o dell’uno e dell’altro, o condiviso e reciproco, successivo o simultaneo, con tutti i preliminari, tutte le raffinatezze o senza nulla di tutto questo, semplicemente l’atto sessuale, senza carezze, senza parole, senza dichiarazioni, col il silenzio dopo e prima, – o anche questo stesso atto che diventa il momento definitivo di una grande possessione, equivalente al coito degli amanti eterosessuali appassionati; il coito orale, attivo o passivo, completo o incompleto; il contatto di un corpo nudo contro un corpo nudo con baci “di colomba”. – Interrompo qui la lista avendo indicato le principali soddisfazioni unisessuali. Le altre sono solo variazioni. Ho omesso tutti gli atti dettati dalla follia o dall’astinenza che conduce all’ossessione, il desiderio morboso di secrezioni o escrezioni, tutte le copromanie, che non appartengono né all’amore fisico, né alla dissolutezza, né al vizio. È un difetto delle osservazioni cliniche esagerare queste ossessioni, queste miserie, che si riscontrano sia negli eterosessuali che negli unisessuali malati o alienati.

Certi uomini sembrano cercare sempre uno o più di questi piaceri, sempre lo stesso o sempre gli stessi; altri li ricercano tutti, nello stesso periodo o successivamente; ma malgrado la complessità dell’argomento, è possibile, senza troppi dettagli, identificare delle differenze psicologiche e delle cause fisiche e sociali che spiegano questi diversi gusti.

Gli amori appassionati condivisi, che non finiscono platonicamente, dopo essere passati per le diverse fasi dell’amore-passione, si soddisferanno in un modo che dipenderà dalle circostanze esterne. Se i due uomini dispongono liberamente del loro tempo, passeranno la notte o le notti insieme e non faranno ricorso alla masturbazione[4] reciproca. Si ameranno certamente col massimo del contatto e con la maggiore comodità possibile, e secondo la loro costituzione fisica, la loro configurazione sessuale e l’influenza che l’una avrà sull’altra, le loro soddisfazioni avranno la semplicità di un contatto, di un allacciarsi, di una pressione voluttuosa dei due corpi, oppure si daranno ai coiti che preferiscono. E se provano l’uno per l’altro l’amicizia passione virtuosa, saranno gli amanti platonici scusabili, se non casti, secondo Platone. Se sono sensuali senza essere dissoluti, potranno benissimo lasciare perdere il coito orale: molti invertiti non lo trovano degno del loro amore, molti non ci trovano una voluttà naturale e spontanea.

Se non sono liberi, se non vivono soli né l’uno né l’altro, se sono sposati i vivono con degli amici, dei parenti, se per loro è impossibile isolarsi per un periodo lungo, soddisfarsi completamente, ripiegheranno su delle carezze più brevi, sulla masturbazione, sull’onanismo, in carrozza, in calesse, dovunque è possibile, quasi perfino nei luoghi pubblici, di giorno o di sera.[5] Se per caso si trovano per un po’ più di tempo in una camera o in una carrozza chiusa, uno di loro, esasperato dalle costrizioni sociali o domestiche, probabilmente praticherà il coito orale con passione; e questo sarà probabilmente per l’uno o per l’altro o per entrambi, l’inizio di un ardore durevole per questo genere di sessualità, attiva o passiva o mutua. Saranno le difficoltà della vita sociale che avranno insegnato ad uno di lor o a tutti e due a cercare il coito. È stato scritto che la suzione peniena è il modo abituale della soddisfazione unisessuale, ma solo l’amore delle categorie può continuare a farcelo credere, perché tutti i modi unisessuali dipendono da una quantità di circostanze. L’amore contrastato spinge a tutto proprio come la lussuria libera di agire.

Questi appassionati, questi innamorati, desidereranno con trasporto di procurarsi più tempo per loro, di passare delle ore, delle notti, una notte, insieme, e questo desiderio potrà portarli alla loro rovina, potrà far fare loro delle imprudenze crudeli; oppure alla lunga si separeranno, cercheranno o troveranno un altro amico più libero o il cui genere di vita gli permetta certe ore li libertà e di isolamento. Sto parlando qui di uomini che rispettano le decenze della vita, che non andrebbero mai con un prostituto, che si guardano bene dall’entrare nella cricca unisessuale del miglior mondo aristocratico, e che se ne guardano a seconda dei casi, per non compromettersi, per non compromettere i loro amici, o per sdegno e disgusto. Si vede chiaramente quanto la loro “virtù” assomiglia a quella di una donna di mondo sposata, e i loro rapporti assomigliano agli adulteri mondani. Essi si interessano anche a un romanzo come Peints par eux-mêmes, di
Paul Hervieu,[6] nel quale si trovano rappresentati.

Questi unisessuali considerano la costanza e le fedeltà come un modo per riscattare ciò che ci può essere di reprensibile nel loro amore; simili in questo agli eroi e alle eroine di Hervieu. Ed hanno verso gli unisessuali che amano sempre e chiunque, lo stesso disprezzo che ha la donna che ha un marito o un amante verso quelle verso quelle che ne hanno parecchi tutti in una volta.

Gli incostanti, i capricciosi, i leggeri, se maturano, hanno spesso una soddisfazione speciale. Spesso il loro genere di soddisfazione varia a seconda del tipo fisico, della casta, dell’età dell’altro, dell’amato o dell’amante. Coi bei soldati, con gli uomini di classe inferiore, ci sarà quello che è possibile fare all’angolo della strada, all’ombra di un parco, in una folla compatta, cioè una mano complice, una mano esploratrice.[7]

Con gli uomini del loro mondo, o della classe sociale vicina, ma al di sotto della loro, ci sarà probabilmente di più o una cosa diversa. L’ora, il momento e l’occasione decidono quando la sessualità è più legata alla sensualità che all’affetto. Se hanno la possibilità o il coraggio (che deriva dall’abitudine ancora più che dal desiderio fisico) di isolarsi sufficientemente con un soldato o con un uomo del popolo, dopo essersi accertati del suo stato di salute, potrebbero bene praticare su di lui il coito orale, per desiderio di sedurre, per vanità, per procurargli un piacere nuovo, un piacere che le donne che non sono troppo costose o troppo a buon mercato non gli hanno procurato o non gli procurerebbero. Il coito orale è uno dei modi di persuasione dell’unisessuale nei confronti dell’eterosessuale; e più di un eterosessuale si è lasciato conquistare da questo. Il coito orale può diventare un’abitudine, una mania per l’unisessuale, un bisogno sessuale e cerebrale che gli è necessario per eccitarsi. Altri si dedicano a questo esercizio per convincere il loro compagno (quando non è stato brutalmente comparto) a restituirgli l’equivalente della loro compiacenza.

In questo modo, il coito orale degli appassionati che può essere il risultato della costrizione sociale, quando è praticato dai dissoluti è al contrario il risultato della loro libertà e della loro licenza. I primi lo adottano per avere una compensazione, come un simbolo della loro devozione, della loro servitù; i secondi per eccitarsi.

Onanismo e masturbazione. –

Il ruolo dell’onanismo e della masturbazione è tra i più difficili da caratterizzare. I danni fisici dell’onanismo dei puberi sono stati molto esagerati e probabilmente esistono soltanto nei depravati, nei viziosi, nei malati, negli squilibrati. L’onanismo dei sobri e dei temperanti non può essere più pericoloso per un uomo di buona costituzione fisica, degli altri piaceri sessuali. Per quanto riguarda l’aspetto intellettuale e morale, la questione si complica. Io parlo degli onanisti sensati, le cui soddisfazioni sessuali non sono troppo ripetute o legate a una mania o a una malattia.

Una volta passata la lascivia giovanile, il loro onanismo ha un lato psichico e cerebrale molto importante. Il momento stesso dello spasmo a loro non basta, non li interessa abbastanza, lascerebbe loro troppe delusioni senza una impalcatura romantica.

Alcuni si immaginano degli incontri con delle persone che hanno visto durante la giornata e si inventano dei casi fortunati, molto sentimentali, ma che portano a qualsiasi tipo di soddisfazioni, con degli individui giovani o maturi, a seconda delle inclinazioni di spirito dell’amante solitario. Altri hanno il desiderio di dare agli altri i piaceri che provano essi stessi, ed è così che il masturbatore che ha cominciato solamente per lo spasmo, senza immaginarsi un essere femminile o maschile, può andare a finire nell’unisessualità, nella passione di masturbare gli altri.

Quelli che onanizzandosi (questi si masturbano meno di quanto non si onanizzino: si è troppo confusa la masturbazione con l’onanismo) pensano soprattutto al piacere di un essere immaginario, al punto che essi si illudono di sentirlo accanto a loro; se se ne presenta l’occasione, possono arrivare alla passività, all’offerta delle voluttà callipigie,[8] alla suzione peniena, ma senza provarci gusto, o in tutti i casi senza perdere il gusto dei piaceri attivi, perché la solitudine, sdoppiandoli, avrà
insegnato loro dei desideri doppi: sono questi gli unisessuali docili ma esigenti.

Quelli che onanizzandosi pensano soprattutto al loro piacere, reclameranno invece, quando l’occasione si presenta, tutte le soddisfazioni attive complete possibili.
Alcuni individui, abbastanza freddi o abbastanza robusti fisicamente e sessualmente hanno soprattutto bisogno dell’eccitazione di un altro (sia essa vista o sentita o vivamente immaginata o indovinata) per eccitarsi.

Qualche volta è meno la freddezza fisica che la pudicizia o il pudore o il rifiuto morale, che svanisce davanti al godimento di un altro. Per i più freddi ancora, i più stanchi o più impotenti, l’eretismo dell’altro è sufficiente, li turba e li soddisfa.[9]
Altri amano le tenerezze malaticce, impotenti e profonde, i baci di eunuchi, le voluttà che non finiscono mai, e si credono molto casti e molto serafici.

L’onanismo fisico (molto confessato e molto incriminato), la contemplazione sensuale, congiunta all’immaginazione sentimentale, consolidano le tenerezze erotiche (platoniche o altre). Molti invertiti guardano con attenzione gli uomini o gli adolescenti grandi che passano per la strada o che vedono al teatro, nel mondo, e ne conservano uno nella loro immaginazione per evocarlo senza fretta, per mescolarlo a delle fantasticherie di cui egli sarà l’elemento interessante, l’eroe.

Che queste fantasie, sia di giorno che di notte, non scivolino mai dall’onanismo psichico all’onanismo fisico, come qualcuno pretenderebbe, non sta a me negarlo o affermare il contrario. Ma anche ammettendo l’onanismo esclusivamente psichico negli individui continenti o molto sobri, che conducono una vita ascetica o che vivono con una donna per prudenza o per dovere, o che hanno abbastanza volontà per resistere, bisogna riconoscere che l’onanismo fisico di tutti gli invertiti che non sono dei bruti deve essere più o meno unito all’onanismo psichico. Il coito con una donna è per loro probabilmente il punto culminante dell’onanismo fisico, meccanico.

L’odorato e l’unisessualità.

Molti uomini trovano sgradevole l’odore della donna mentre il sudore di un uomo sano e pulito per loro è attraente, gradevole o indifferente.

Ci sono uomini che non hanno mai avuto rapporti con altri uomini, che hanno delle amanti e le amano, e che nonostante tutto non amano l’odore particolare della donna quando questo odore si manifesta in modo sensibile. Ci sono pochi studi conosciuti sulla precocità dell’associazione tra odorato e sessualità.

Si capisce facilmente che un ragazzo o un giovane uomo invertito che si ricorda l’odore del suo copro in alcune crisi sessuali solitarie, associa il profumo maschile con i piaceri sessuali. Le emozioni erotiche (anche quelle severe e caste) si manifestano attraverso una intensificazione e una modificazione delle secrezioni, del sudore, per esempio, i sentori così prodotti agirebbero come auto-afrodisiaci, e ritrovati, percepiti in un altro, sveglierebbero e ricorderebbero delle emozioni erotiche.

L’argomento non è più scabroso di un altro, ma lo si è spesso trattato con quella disinvoltura e con quella superficialità che si riserva agli argomenti scabrosi. Così non si è ancora osservato e compreso sufficientemente se anche nei loro rapporti con le donne molti uomini non si lascino esaltare dall’odore del loro proprio corpo.

Gli onanisti, i masturbatori, lo si capisce, man mano che il loro senso olfattivo si raffina e diventa iperestesico, si innamorano naturalmente di più degli odori maschili, così numerosi, misteriosi e diversi. Ho sentito dire ad un osservatore di se stesso che ogni individuo che lo interessava era rappresentato più vivamente, per lui, da due elementi: la temperatura e l’odore.

Ci sono degli uomini così nervosi che hanno talmente abusato della sessualità o che si sono così staccati da essa, che dicono di essere sensibili al sentore di ciascun individuo. San Filippo Neri, il fondatore degli Oratoriani, distingueva a quanto hanno raccontato, la castità virile dall’odore del corpo. Gli antichi, che sapevano che lo stesso corpo ha parecchi odori diversi , avevano differenti profumi per le diverse parti del corpo.

Altri personaggi molto seri, che non sono mai stati accusati o sospettati di inversione, hanno descritto l’intossicazione prodotta su un uomo normale dal sudore di uomini ben portanti e poco vestiti.
____________

[1] Praticava la suzione peniena e pagava dei galoppini che si lasciavano adorare in questo modo.
[2] Nei romanzi tedeschi gli uomini si abbracciano sulla fronte, sulle guance, sulla bocca, seguendo la gradazione dell’amicizia: e questi tre baci si danno in pubblico. Nel libro dell’amicizia di Paul Heyse, un giovane uomo non permette al suo casto amico che gli ha salvato la vita di abbracciarlo, perché, essendo stato un ragazzo molto bello e giovane, aveva ricevuto troppe carezze.
[3] Dormire nel letto dell’amato, con carezze, ma senza atti sessuali, è lo scopo fisico dell’amor platonico secondo Platone. Secondo lui, alcuni atti sessuali molto distanziati, sono degli errori deplorevoli ma non criminali.
Alcuni seri Inglesi, hanno citato, in riviste inglesi serie o in libri seri, che si lascia che nelle raccolte di brani scelti sia inserito anche il brano di Walt Whitman, l’Americano, sulle delizie di condividere il letto dell’amico. Nel processo Wilde, uno dei suoi giudici ha dichiarato apertamente che sulle persone di buona educazione, che per la loro condizione economica potevano avere letti separati, e dormivano insieme per loro scelta, non si poteva che giungere alle conclusioni più severe, affermando la loro unisessualità. Questa è l’opinione che sembra predominare in Inghilterra.
Sarebbe interessante studiare il cambiamento dei nostri costumi che questo punto di vista indica. In altri tempi, nel medioevo, gli uomini dormivano insieme nudi. Più tardi, nell’ultimo secolo, nessuno si vergognava di avere dormito con un uomo, amico o sconosciuto. Goethe e Lavater hanno dormito più di una volta nello stesso letto. L’amor platonico casto ricerca la notte con l’amico amato, mentre l’amicizia più appassionata si accontenta di sopportare pazientemente questo accostamento quando le circostanze lo comportano. Oggi il pudore (parlo soprattutto dell’Inghilterra, ma accade probabilmente lo stesso negli altri paesi) è tale tra noi che gli uomini fanno finta (a meno che non si fidino di colui al quale stanno parlando) di credere che un uomo deve preferire dormire completamene vestito sul pavimento che sotto la medesima coperta con un amico d’infanzia. Se ci si occupasse seriamente di questa questione, si arriverebbe a degli approfondimenti molto importanti. Questa delicatezza, questa pudibonderia moderna, contribuisce all’inversione tanto quanto la promiscuità di altre epoche. Tutto quello che è proibito con sottigliezze esagerate, tutto quello che rende più suggestiva un’azione che non ha in sé niente di reprensibile, tutto quello che separa con enfasi due persone dello stesso sesso, come tutto quello che le avvicina troppo, agisce sulle giovani immaginazioni.
La letteratura inglese non è ancora così delicata come sono delicati gli Inglesi e le Inglesi, e i poveri bambini sono spesso colpiti da questa carenza.
[4] Vorrei riservare la parola onanismo per tutti gli atti sessuali che non sono né della masturbazione né un coito qualsiasi. Sembra che (preso in questo senso) l’onanismo risponda all’ideale di molti uranisti perché non imita in nulla un’unione con una donna.
[5] Un uomo timido o prudente, anche invertito, non potrebbe immaginare tutto quello che succede.
[6] Nota di Project: – Paul Hervieu (1857-1915), accademico di Francia dal 1900, scrittore e commediografo di successo, scrive nel 1893 il romanzo epistolare “Peints par eux-mêmes”.
Paul Hervieu, come ha detto Jules Lemaître [Les Contemporaines. Études et portraits littéraires (1888-89)] “è il pittore più realistico di quello che si chiama il mondo, ma dato che il mondo è in fondo un harem libero, sparso, nascosto, inconfessato, la vernice della vita cosiddetta elegante deve per forza ricoprire delle sorde brutalità.”
“Eccelle nel dipingere queste eleganze e nello stesso tempo i vizi che si nascondono sotto questo grazioso decoro. Ha reso a meraviglia il contrasto che esiste tra la superficie luccicante e lo sfondo cupo, in questa società che vive per le corse, le acqueforti e le prime. Lui non si scompone, Dipinge soprattutto i soggetti attraverso loro stessi senza declamazione e senza insistenza… Peints par eux-mêmes (frode, aborto, ricatto, suicidio, amori sfrenati; ma la faccia è salvata perché la nobile vedova non ha visto e non ha capito niente.)”[ Romans à lire et romans à proscrire – Louis, Abbé Bethleem, Ligaran.]
[7] Ci si può ricordare dei pantaloni che hanno delle aperture al posto delle tasche, che sono state trovati presso Alfred Taylor (nel processo a Wilde).
[8] Nota di Project: – Delle belle natiche.
[9] Si veda nelle confessioni di Arthur W… , in Legludic: Attentats aux mœurs.

__________

Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=23&t=5720

RAFFALOVICH: SESSO E CASTITÀ – L’INFANZIA DELL’OMOSESSUALE

Riporto qui di seguito due capitoli della mia traduzione di “Uranismo e Unisessualità” di André Raffalovich:

1) Ricerca della voluttà, ricerca della pacificazione, ricerca della castità. Recupero psicologico.

2) Infanzia, educazione, pubertà degli uranisti virili e ultra-virili.

Nel primo dei due capitoli l’autore comincia a manifestare la sua personalità, e introduce nello studio della sessualità e dell’omosessualità in particolare, delle categorie di tipo morale legate alla ricerca della voluttà, della pace dei sensi e della castità; nell’uso di queste categorie in rapporto all’omosessualità Raffalovich non è schematico e nonostante le apparenze non fa il moralista ma analizza le tendenze morali come modi per trovare un proprio posto nel mondo. Le tendenze morali sono per lui elementi essenziali della sessualità di un individuo. Raffalovich usa un linguaggio diverso da quello moderno e quando si riferisce a forme di omosessualità che non esclude interessi eterosessuali, parla di quelli che oggi si chiamerebbero bisessuali o non sarebbero ritenuti propriamente omosessuali. L’autore si pone il problema relativo all’induzione al matrimonio di questi “omosessuali” in qualche modo compatibili con l’eterosessualità e ipotizza per loro un percorso di recupero che li riconduca all’eterosessualità ma attraverso un’educazione graduale che porti ad una “guarigione psicologica” prima che al matrimonio. Tutto il percorso di recupero, secondo Raffalovich dovrebbe essere demedicalizzato ed affidato ad eterosessuali intelligenti e ad omosessuali superiori, evitando quella che viene presentata come una pratica abominevole, cioè l’induzione dell’omosessuale alla eterosessualità tramite la frequenza di prostituite, cosa molto praticata negli ultimi anni dll’800.

Nel secondo dei due capitoli riportati di seguito, Raffalovich tratteggia in modo molto ricco l’infanzia dell’omosessuale virile (come egli lo chiama). La pubblicazione del libro di Raffalovich è del 1896, ma l’autore ha già perfettamente chiara l’idea della sessualità infantile. Certo egli non dispone di indagini sociologiche attendibili e non ricorre allo studio sistematico di casi clinici come Krafft-Ebing, la sua descrizione della omosessualità infantile, limitata agli ambienti sociali di alto livello, è probabilmente per la gran parte frutto di ricordi personali e presenta aspetti oggi difficilmente comprensibili, come le riflessioni sul rapporto tra il bambino omosessuale di buona famiglia e i servi della sua famiglia. Si nota che la società è stratificata in modo rigoroso e che le persone di livello sociale più basso sono considerate sostanzialmente non assimilabili a quelle appartenenti ai ceti più ricchi o più colti, siamo cioè il pieno ‘800 borghese.

Raffalovich arriva a supporre che la differenza di classe sociale crei meccanismi di attrazione analoghi a quelli dell’attrazione sessuale e con questa idea spiega l’interesse del bambino omosessuale ricco per la servitù e non per gli adulti della sua categoria sociale. Colpisce in particolare l’idea che possano svilupparsi rapporti di simpatia tra il bambino omosessuale e i servi maschi, in ragione del fatto che “l’intelligenza di un domestico e simile a quella di un bambino”.

Interessanti son anche le riflessioni sui collegi e sui rischi che la vita di collegio può comportare rispetto alla omosessualità, oltre alcune questioni sull’interesse per i soldati e per le divise.

Ma lasciamo la parola a Raffalovich.
______

Ricerca della voluttà, ricerca della pacificazione, ricerca della castità. Recupero psicologico

Non si possono fare riflessioni e osservazioni senza rendersi conto di tre fattori importanti che modificano la psicologia sessuale di tutti gli uomini:

– il desiderio, il bisogno (fittizio o reale) del piacere in sé, con la sua eccitazione, i suoi preliminari, la sua cristallizzazione (Stendhal), la sua realizzazione;

– il desiderio, il bisogno di rigettare, di spogliarsi dell’eccitazione sessuale, dell’inquietudine, della fatica, dei fastidi;

– il desiderio, anche lontano, il bisogno vago, la ricerca, anche vana, della castità, una predilezione in favore della castità.

A seconda della presenza isolata o simultanea di uno o di due di questi fattori, a seconda della preponderanza dell’uno sull’altro o sugli altri, la condotta di un uomo cambia così come cambia la sua psicologia sessuale.

Anche l’uranista, come qualsiasi altro uomo eterosessuale, o semplicemente sessuato, è soggetto a queste influenze perché esse riguardano la sessualità in quanto tale.

L’uomo che cerca soprattutto la voluttà in sé e per tutto quello che le si cristallizza intorno, ha bisogno di un’altra analisi rispetto a quello che cerca soprattutto la pacificazione dei suoi sensi e l’acutezza della sua vita intellettuale.

E non sono soltanto gli individui che differiscono in questo modo, ma queste variazioni si presentano nello stesso individuo a diverse età e in diversi momenti della vita.

Certi uomini [1] sono più portati degli altri verso un ideale di castità sia naturalmente, fondamentalmente, e quindi malgrado molte influenze e molti avvenimenti oppure senza l’influenza di circostanze, dell’ambiente e di avvenimenti che modifichino il loro carattere.

Forse senza spiegarsi il perché, forse senza darsi la migliore spiegazione, la castità appare loro (personalmente) desiderabile e soddisfacente. Per la maggior parte del tempo tengono per sé questa predilezione, senza comunicarla, per pudore, per orgoglio, per paura, perché se ne sono troppo distaccati nella pratica.

L’istinto sessuale in loro ha cessato di essere tirannico; non è, per così dire, che uno dei membri di un’oligarchia. Una vita sregolata è per loro sempre più sgradevole, e dipenderà dalla circostanze se si sposeranno o resteranno celibi, diventando anche moderati e continenti.

Tra loro si trovano parecchi uranisti, che si sposano e rinunciano alla loro sessualità spontanea, e anche parecchi uranisti impenitenti, ai quali l’uranismo sembrerà sempre più casto, più pulito, più decente dell’eterosessualità.

È evidente che gli uomini capaci di un ideale di castità personale volontaria (che questo ideale sia realizzato o meno ma purché sia uno dei limiti del loro carattere, della loro individualità) tenderanno verso una diversa situazione psicologica e fisiologica rispetto agli altri uomini. Così, quando si studia la psicologia sessuale, il caso sessuale di un uomo, sarà importante definire il suo ideale di castità o di voluttà o di pacificazione.

Non bisogna confondere la castità con la sobrietà, la temperanza o la pacificazione. L’uomo che ha questo ideale di castità, questa predilezione umile per la castità, può non essere temperante. Può scoprire da solo l’assioma secondo il quale un po’ di infamia allontana dalla purezza, molta infamia ci riconduce ad essa. Può astenersi con gioia o sprofondarsi deliziosamente nel piacere e non sapere regolare, goccia a goccia, la sua voluttà. L’uomo che ama, ricerca o sceglie naturalmente la sobrietà, la temperanza sessuale (eterosessuale o uranista o bisessuale) si comporterà in un altro modo. Senza igiene [moderazione] non raggiungerà la piena soddisfazione. Ricercherà nella sessualità gli atti che lo libereranno il più rapidamente possibile dall’aculeo del desiderio; è così che uomini seri, rispettati, distinti, possono praticare i vizi più denigrati, tutte le forme di unisessualità attiva o passiva o reciproca, o di eterosessualità comune o sterile, perché dopo si sentono allegri, alleggeriti e in pieno possesso della loro attività intellettuale, fisica e morale. Quando, per loro disgrazia e loro castigo e per la vergogna della società, questi sono uomini di una austerità esteriore ostentata, uomini il cui mestiere o la cui professione esige una severità di costumi e accade che sono scoperti, la loro ipocrisia rivolta e sconcerta. C’è spesso, in queste situazioni, dentro di loro una soluzione di continuità nelle loro emozioni che impedisce loro di rendersi conto in modo permanente dell’enormità della loro condotta. Se la loro sobrietà è precisa, la loro vita intellettuale non è toccata dalla loro sessualità.

Questi uomini sobri e discreti possono ricercare o la voluttà o il riposo che la segue, o entrambe le cose, e restare moderati nel loro vizio.[2] Gli uomini che amano la castità non finiscono così: perché la castità è una virtù positiva, non negativa, cosa che gli altri dimenticano spesso.

A mio giudizio, nessuna descrizione di un uomo e della sua psicologia sessuale risulterebbe soddisfacente se non si desse un’idea dell’influenza di questi fattori.

Consultato da un sessuale [un uomo con problemi sessuali] mi sforzerei di sapere e di fargli sapere se la sua sessualità ricerca soprattutto la voluttà sessuale e tutto quello che le sta intorno, o la pacificazione sessuale e la rinascita, il rinnovarsi dell’intelligenza; se immagina nel suo cuore che la castità sia meglio della sessualità; se trova umiliante non soddisfare tutte le sue aspirazioni sessuali; se il suo orgoglio conta molto o solo un po’ nelle sue aspirazioni e nella loro soddisfazione; se dentro di lui ci fosse da qualche parte un gusto per la castità, lo incoraggerei a coltivarlo, invece di mandarlo da una prostituta come fa il medico guaritore di oggi. Se il suo orgoglio è insuperabile, se si credesse disonorato dal non consegnarsi a delle inclinazioni unisessuali, esiterei prima di imporgli la prima condizione che impone il medico guaritore , cioè quella di rompere il rapporto unisessuale che esiste da tempo. Questo significherebbe consegnare il sessuale [l’uomo che ha problemi sessuali] in difficoltà a tutti gli errori e a tutti i pericoli. Avrebbe invece molto da imparare su se stesso e sulla vita prima di essere maturo per una rottura efficace e feconda. Non bisogna consegnarlo, senza metterlo prima al sicuro, all’ossessione sessuale. I medici, probabilmente, desiderano fare sposare nel più breve tempo possibile gli unisessuali che li consultano e non hanno il tempo e forse l’esperienza necessaria per una guarigione psicologica. Quando l’inversione e l’uranismo saranno capiti a livello più generale, quando se ne avrà meno paura, io credo che non saranno più i medici che faranno queste cure; ma gli eterosessuali buoni e intelligenti o gli uranisti superiori potranno facilitare l’inizio di questi cammini, questi perfezionamenti. Oggi il matrimonio, reso possibile attraverso il passaggio prolungato attraverso la casa di tolleranza è una cosa indegna. Gli uranisti di buona volontà (parzialmente eterosessuali) devono essere preparati psicologicamente prima di esserlo sessualmente.

Infanzia, educazione, pubertà degli uranisti virili[3] e ultra-virili.

Gli invertiti licenziosi o chiacchieroni o malati hanno talmente goduto gli onori della pubblicità che gli altri invertiti sono ancora poco conosciuti. Ma essi raggiungono una maturità intellettuale e morale che non considera più il sesso come il centro dell’universo. Non devono più lamentarsi della loro sorte. Devono pensare a compiere la loro missione qua giù, e cercano di fare del loro meglio. Allo stesso modo ci sono uomini eterosessuali che si svincolano dalla vita genitale ad un certo momento della loro crescita.

È difficile rendere giustizia agli invertiti, come sarebbe difficile essere giusti verso gli eterosessuali, se ci si occupasse esclusivamente della loro vita sessuale. La menzogna e la sessualità si sfiorano così da vicino perché la realtà fa apparire folle il desiderio, perché il prima e il dopo si toccano e si contraddicono.

L’invertito si ritiene così disinteressato da giudicare della bassezza della sessualità, solo che non ha il coraggio di andare fino in fondo e di cercare la castità; inventa argomenti in favore dei suoi gusti.[4]

Se fosse l’essere superiore che si immagina di essere e se avesse un po’ di religione, cercherebbe di affrancarsi dai legami della carne e di rendersi utile all’umanità.

Il giorno in cui l’invertito non reclamerà più l’indulgenza della società, comincerà a giustificarsi agli occhi degli uomini veramente superiori.

Si nasce uranisti più o meno; si può diventare invertiti sia durante questo periodo di indifferenza sessuale (così finemente osservato da Max Dessoir), che dura qualche volta fin dopo la pubertà – sia molto tempo dopo. Le circostanze, l’isolamento e tutto quello che esso comporta, i cattivi esempi e i cattivi consigli, le letture e le conversazioni, un seduttore giovane e appassionato, o prudente, abile e pieno di esperienza, i problemi della sessualità eterosessuale, le malattie, le psicosi transitorie o permanenti, la vanità, la cupidigia o anche la necessità possono trasformare un eterosessuale in omosessuale.

Nell’uranista o nell’invertito di nascita l’inversione si manifesta molto presto. Bisognerebbe conoscere a fondo quello che ancora noi ignoriamo per la gran parte, cioè la sessualità dell’infanzia, per sapere se le tendenze eterosessuali si sviluppano realmente con molto maggiore lentezza o se invece non le si nota quando le si incontra. Prima di dichiarare che questa precocità sessuale (precocità di sentimenti, non di atti) è un segno di degenerazione negli invertiti, bisognerebbe rendersi conto della percentuale di bambini sessualmente precoci eterosessuali. Quanti bambini e quante bambine si innamorano gli uni delle altre o di persone adulte! Quanti ragazzini di cinque anni sono affascinati da una bella signora o da una ragazza grande! Intorno a loro si sorride, si raccontano davanti a loro cose che essi sentono misteriosamente e esprimono comicamente, i piccoli si rendono conto, alla lunga, dei loro sentimenti.

E certamente questi affetti sentimentali non sono rari tra i bambini. Li si favorisce stupidamente perché sono cose divertenti, ma dato che questi affetti, quando sono uranisti, non divertono affatto, non ci si fa caso. Il bambino capisce oscuramente tutto questo; quando dà qualche segno di un’emozione prodotta in lui dalla presenza e dal contatto con un uomo, si accorge che la sua agitazione passa inavvertita. Lo si complimenta quando dona un fiore a una donna; quando lascia la sua mano nella mano di un uomo non si dice nulla. L’uomo lo interessa molto più della donna, e gli adulti evidentemente pensano il contrario. Il bambino indovina molto presto che lì c’è un malinteso e, con questa meravigliosa dissimulazione tipica dei bambini, accetta la situazione.

I bambini sono così dissimulati, non solo per ignoranza ma ancora di più per paura o per prudenza. I bambini sanno molto presto quello che devono dire e soprattutto quello che devono nascondere.

Questa consapevolezza non deve affatto stupire perché essa esiste in un certo grado negli animali domestici. La vanità o la ricerca dell’approvazione caratterizza i bambini come gli animali.

È poi anche naturale che l’invertito si ricordi così chiaramente della precocità delle sue tendenze. Arriva un momento nell’esistenza di ogni invertito in cui egli decifra l’enigma del suo gusto unisessuale. È allora che riordina tutti i suoi ricordi e per giustificarsi ai suoi occhi, si ricorda di essere stato quello che è dalla sua prima infanzia. L’unisessualità ha colorato tutta la sua giovane vita; lui ci ha pensato, l’ha sognata, ci ha riflettuto in perfetta innocenza e molto spesso.

Si è immaginato, da piccolino, di essere allevato da dei briganti, da dei barbari; a cinque anni, a sei anni ha sognato il calore dei loro petti, delle loro braccia nude. Ha sognato di essere loro schiavo e ha amato la sua schiavitù e i suoi padroni. Non ha mai avuto il minimo pensiero brutalmente sessuale, ma ha scoperto la sua vocazione sentimentale.

L’invertito nato e ben nato può essere di una innocenza fisica eccezionale quasi fino all’età della pubertà, se si trova senza cattivi consiglieri, se è timido e ignora il suo corpo. La sua depravazione è allora solo e assolutamente cerebrale e sentimentale. Non si indirizza ancora alle persone che lo circondano. Ama i quadri, le statue, le immagini che rappresentano delle belle figure. Anche gli operai lo interessano per i loro vestiti, diversi da quelli che vede indossati dai suoi parenti – e sperimenta già questa passione degli invertiti per tutto quello che somiglia ad una uniforme o a un costume convenzionale. Quello che i Tedeschi chiamano soldaten liebe, è talmente noto, talmente diffuso tra gli invertiti e i corrotti in tutti i paesi europei che, in certe città, specialmente a Londra, il numero di soldati che si prostituiscono è più grande di quando si vorrebbe credere.[5]

Con una pazienza e una tenacia che non deve stupire in un bambino, tutto quello che ha un rapporto, anche minimo, con l’inversione lo appassiona. Segue la pista con un fiuto da animale o da Pellerossa o da donna. Ancora giovanissimo e completamente vergine, si sente vicino a tutto quello che ignora.

Ha sogni eroici. È un eroe amante di un altro eroe, e i racconti di fate non sono più fiabeschi delle sue visioni da sveglio. Lui è l’eroe o l’amico preferito, o anche, più raramente, ma non per lungo tempo, l’eroina dei romanzi che legge o che sente raccontare. L’invertito di nascita non è necessariamente effeminato, non lo è sempre e non cerca sempre le ragazzine e i loro giochi.

È utile ricordarsi che gli invertiti effeminati sono i più conosciuti perché essi hanno molto di più la mania delle confidenze e della vanterie. Gli invertiti che stanno zitti non sono stati ancora scoperti, e Krafft-Ebing non li registra affatto. Ma comunque esistono, e sono loro che ci impediscono di disperarci per la razza degli invertiti.

Parallelamente a questa esaltazione romantica, a questo platonismo, a questa favola, il bambino prova un’attrazione carnale verso l’uomo e non sa forse ancora che i due pensieri che lo interessano sono legati insieme.

Il bambino può ogni giorno ricercare i mezzi per accarezzare la mano o il copro di un domestico, al momento del pasto per esempio, o sulle scale, e lo stesso bambino può tutti i giorni sognare i destini più puri e fantastici.[6]

Il bambino prova, probabilmente per i domestici in livrea, o in maniche di camicia, i primi assalti di quella ossessione per l’uniforme che si ritrova anche nella vita sessuale degli eterosessuali. Quanti uomini amano la donna vestita o mezza-vestita in una certa maniera?

La maggior parte degli uomini amano un certo tipo, e tutto quello che ci si avvicina, per l’andatura o l’aspetto, agisce su di loro più rapidamente, più violentemente. Spesso, dopo una infedeltà al loro tipo ritornano ad esso più servilmente. Gli uomini hanno poca immaginazione. Ce ne sono di quelli che con tutte le loro conquiste, favorite e favoriti, fanno lo stesso pellegrinaggio, che vanno docilmente allo stesso posto nei dintorni della città, ecc. ecc..

La differenza tra le classi agisce in certi casi quasi come la differenza tra i sessi. È certamente possibile che questa osservazione, che ho avuto spesso modo di esprimere, spieghi i sonetti di Shakespeare. Un’amicizia entusiasta (passione che non suppone affatto l’inversione né la perversione) e la distanza sociale tra Shakespeare e il giovane uomo, e la giovinezza dell’uno e l’età matura dell’altro, offrirebbero la chiave dell’enigma. Gli invertiti, i pervertiti contano tanti uomini celebri e tante glorie che potrebbero anche lasciare andare Shakespeare.

Il bambino non sfugge a nessuna influenza. I genitori gli hanno proibito di familiarizzare con la gente del popolo, e l’operaio, il valletto, il capo-cameriere, il cocchiere diventano per lui sempre più desiderabili. Se il bambino è malato ed è trasportato da uno di questi uomini, il suo cuore batte con paura e con piacere, prima, durante e dopo. Mette a paragone le sue sensazioni con quelle che prova nelle braccia di un padre o di un fratello e la differenza è così grande che il bambino non può sbagliare. Ammette quello che è. Non sa perché. Si dà delle spiegazioni. Comincia a credere che quello o quell’altro uomo gli piace. Ma non è un uomo che gli piace, il cui abbraccio lo estasia, il cui contatto lo turba, ma è l’uomo. Quando il bambino ha superato la sua ignoranza ed è arrivato a questa conoscenza di se stesso, la sua educazione sentimentale procede da sé. Il bambino si abbandona in modo sornione a una quantità di atti impulsivi per attirarsi l’attenzione degli uomini che lo interessano, senza essere sospettato dalla sua famiglia. Una donna innamorata non è più folle e più prudente, più paziente e più impaziente.

Questo modo di fare può durare parecchi anni, prima, durante e dopo la pubertà. Il bambino vede le cose via via più chiare. Quello che desidera si va precisando. All’inizio non sa quello che vuole, un contatto qualunque, un bacio. La storia greca gli insegna allora che i Greci si amavano tra uomini, che i Greci erano belli, nobili, ammirevoli, che l’amore greco oggi non è accettato dai costumi, che Socrate e Alcibiade avevano dormito sotto lo stesso mantello, ecc.. Non c’è bisogno di altro per attivare e riempire l’immaginazione di un bambino. “Sono dunque un Greco antico”, si dice. Disprezza un po’ i moderni. È ancora troppo al di fuori della vita moderna per essere imbarazzato dalla sua inversione. Invece essa lo interessa, occupa la sua mante.

In collegio, l’invertito può restare innocente, come il bambino eterosessuale può, lì, essere indirizzato in un modo più o meno permanente verso l’unisessualità.

L’influenza dell’internato è una questione molto importante e molto difficile da risolvere. Tutti – o quasi tutti – quelli che si potrebbero interrogare[7] e che potrebbero rispondere, si terrebbero probabilmente al di sotto o molto al di sotto della verità. Gli invertiti, per esempio, sono molto reticenti o molto spacconi. Molti tra loro hanno la mania di vedere loro simili dappertutto. Gli eterosessuali che non sono morsi dalla passione del pettegolezzo negherebbero sfrontatamente, per vigliaccheria, pudore, pigrizia, o qualcos’altro.

Gli insegnanti, lo si capisce facilmente, non possono né dire né vedere la verità su questo argomento. Se è facile nelle prigioni darsi all’unisessualità, i ragazzini viziosi o invertiti non sono meno ingegnosi dei carcerati.

Quelli molto viziosi in collegio, spesso, sono invertiti solo per vizio, per mancanza di altre occasioni. Alcuni ragazzi possono pervertirsi senza essere per questo degli invertiti. Molti invertiti hanno un pudore esagerato che può salvarli, quantunque la vita in comune sia nemica del pudore.

È inutile sottolineare qui che si si nota nei ragazzetti un pudore istintivo, soprattutto in presenza di un uomo, allora è importante diffidare. Siamo in presenza di un invertito? Gli invertiti, quando sono molto giovani hanno tutti i sintomi del pudore se si tratta di mostrarsi svestiti davanti a qualcuno del loro sesso.

Questo pudore, a meno che non sia sradicato dal collegio o dissimulato per prudenza, li accompagna nella vita. E quando cominciano a superarlo ne sono molto fieri. Dopo essersi dati alla unisessualità con furia, perdono questo pudore e cercano invece le situazioni che ad esso sono contrarie. Il pudore di una donna di brutta vita non è quello di una donna onesta o delicata e fiera.

Non ho dati sufficienti per studiare la questione dell’internato. Gli scritti e le confessioni degli invertiti sono a questo proposito assai poco degni di fede. Gli invertiti, l’ho già detto e lo ripeterò ancora, sono mentitori, e parlando della loro infanzia cercano di discolparsi e di rendersi interessanti a forza di passione e di ignominia.

Sottolineerei solo che certi ragazzini non si interessano ad altri ragazzini. Potrebbero anche attraversare l’internato senza essere attirati dai compagni della loro età. Essi amerebbero o dei ragazzi grandi che nella maggior parte dei casi non presterebbero loro attenzione, o degli insegnanti.

È evidente che questi ragazzi potrebbero non essere mai in pericolo e i loro sentimenti per i loro insegnanti non potrebbero che fortificarli nel desiderio di impegnarsi.

Sono ragazzini che non si sentono affatto ragazzini, nei loro sogni sono già delle persone adulte.

Altri invertiti, lo si sa, amano sempre qualcuno (o quelli) della loro età. Sono gli omosessuali a oltranza. Hanno la passione della similarità. Sono forse tra i meno effeminati.[8]

Man mano che si avvicina la pubertà, il pericolo per l’invertito aumenta. Se è alunno esterno o è educato a casa, la sua ignoranza e la sua ansia entrano in fermentazione. Ogni pericolo ha ora la sua importanza. Il ragazzo ignora probabilmente il lato fisico dell’atto sessuale. Immagina forse che i rapporti tra uomini siano simili a quelli tra donne e uomini, sa comunque che la realizzazione del suo desiderio sarebbe sterile. Può essere maturo per l’atto sessuale e credere che esso consista in un contatto esteriore più o meno prolungato.
Se tra le persone che stanno intorno al giovane invertito si trova un uomo qualsiasi, soprattutto un uomo di una classe inferiore (come un domestico), quest’uomo diventa l’idea fissa del bambino. Dico bambino perché a 13, 14 o 15 anni un ragazzo allevato in questo modo è un bambino.

Questo ragazzetto immaginerà ogni giorno degli incontri improvvisi con quest’uomo. Saprà i suoi orari di servizio e si troverà suoi luoghi dove quello dovrà passare molte volte al giorno, se è possibile. Cercherà soprattutto di incontrarlo nell’oscurità per provocare lo shock del contatto del suo corpo contro quello dell’uomo, per prenderlo per mano. Così pudico fino ad allora, creerà delle occasioni per mostrarsi nudo o mezzo nudo.

Non so se accade istintivamente o se si ricorda delle descrizioni delle seduzioni femminili che ha letto, ma si comporterà come una donna impudica e innamorata. Una tale perseveranza, un giorno o l’altro, sarà ricompensata come merita e l’uomo cederà all’audacia del giovane ragazzo un pomeriggio scuro o una sera senza luce.

Qui, ancora una volta, tutti i dettagli e tutte le conseguenze di questa caduta dipenderanno dal caso.

Gli invertiti che leggeranno questo o i medici psicologi riconosceranno la verità di quello che io ho indicato; e i genitori non sapranno neppure che cose simili sono successe o succedono vicino a loro. Dei legami di questo tipo possono stringersi e durare a lungo. L’audacia del bambino, così lascivo all’inizio della pubertà, supera gli scrupoli e la vigliaccheria dell’uomo.

La differenza di casta, agendo come la differenza di sesso, si fa notare qui. L’uomo del popolo si lascia trascinare dal giovane signore, quando forse potrebbe resistere a un ragazzetto delle classi inferiori. Se l’uomo è invertito o pervertito, o molto grossolano, non aspetta che l’iniziativa del giovane signore per farsi incantare.

Se non è niente di tutto questo, non bisogna dimenticarsi che lo svilimento e l’asservimento di un figlio del capo o del padrone non può che inorgoglire l’uomo del popolo e ripagarlo della propria servitù.

Non bisogna dimenticare che il fatto di essere domestici può produrre una tale abitudine all’obbedienza che il domestico subisce i capricci del suo giovane padrone, con o senza piacere, ancora meglio o ancora peggio di chi domestico non è.

Probabilmente in molti casi un uomo che cercasse un ragazzo giovane con l’intenzione di sedurlo riuscirebbe solo a spaventarlo. Molti invertiti sono stati spaventati nella loro giovinezza dal desiderio di un uomo scostumato, senza coscienza, e sono sfuggiti alle sue carezze, assaliti da un terrore incomprensibile e passeggero o di lunga durata.

Non può che essere solo l’invertito nato per la passività o l’obbedienza femminile quello che si lascia facilmente violare o contaminare o istruire da un uomo qualunque.

Ci sono delle donne vergini che si concedono ma non si lascerebbero mai prendere. Allo stesso modo l’invertito vergine e maschile (ci sono degli invertiti che sono piuttosto un maschio e mezzo che un maschio effeminato e a metà) vorrà bene offrirsi e prestarsi a tutte le compiacenze, a tutte le turpitudini, ma se ne scapperebbe se un uomo prendesse l’iniziativa. Questo potrebbe spiegare molte storie di invertiti, molti rifiuti e molti consensi.[9]

Fino ad ora non possiamo che compiangere e deplorare la condotta del giovane invertito. Ha tutte le scusanti della natura e non ha ricevuto alcun consiglio e alcun soccorso.

Sa che la sua condotta sarà esecrata, ma non si considera affatto peggiore degli uomini e delle donne che si piacciono e si amano. Si scusa pensando che sono i piaceri sessuali che vengono designati col nome di amore che, secondo i poeti, i moralisti cinici e i romanzieri, governano il mondo.

Essendo naturalmente omosessuale, egli non vede la differenza tra il suo vizio e quello dell’eterosessuale – e non trovando l’eterosessualità trattata come dovrebbe essere trattata, cioè senza eccesso di indulgenza o di entusiasmo – la sua coscienza non prova alcun imbarazzo.

Solo imparando a distruggere, o a disprezzare, o a dominare la sessualità e la sensualità, l’invertito di nascita può distinguersi dall’eterosessualità. Ma prende per sé tutte le scuse che ci sono per l’eterosessualità e ci aggiunge che l’omosessualità è sterile, ecc. – più o meno quello che Shopenhauer sembra aver detto in favore della pederastia.[10]

Se ci si stupisce della passione che i domestici, la gente del popolo, gli operai, i soldati, gli uomini in blusa, in livrea ispirano agli uranisti bambini, ci si deve solo ricordare che il bambino di buon livello sociale, ben nutrito, trova negli uomini del popolo, di volta in volta, più contrasto o più simpatia. Molti ragazzini di buona famiglia, che non parlano per timidezza in presenza di persone delle classi superiori, chiacchierano e cinguettano con qualsiasi domestico e con qualsiasi uomo del popolo. C’è più uguaglianza tra l’intelligenza di un bambino della borghesia agiata e quella di un domestico, più bonomia nel domestico che nell’uomo delle classi colte o ricche.

Il bambino si sente a suo agio, sa che non lo si sgriderà, non gli si darà fastidio, non lo si rimprovererà. L‘uomo del popolo che ha buon cuore, che è un bravo ragazzo, non troverà il bambino così noioso o non riterrà che richieda una tale fatica come avverrebbe a un genitore o a un professore. Così l’attrazione del domestico nasce da una simpatia, da una sorta di solidarietà, da un sentimento di cameratismo. I ricordi sinceri di uomini perfettamente eterosessuali confermano questa supposizione. Molti eterosessuali ricordano di avere meravigliosamente amato uomini delle classi inferiori che erano gentili verso di loro e di averli trovati più interessanti, più competenti di cose più interessanti, degli adulti, di un padre che prende in giro, che è capriccioso, stizzoso o di un fratello che rimprovera e si preoccupa, degli zii dei quali si sono conosciuti i difetti dalla conversazione dei parenti. Il bambino considera anche spesso ingiusta la posizione del domestico, vede che lo si sgrida e insorge nel suo piccolo cuore, lo vede giocare il miglior ruolo quando lo si biasima per delle banalità o perché l’uomo o la donna che lo rimproverano sono di cattivo umore.

Se il bambino manifesta un po’ di dolcezza, un po’ di riconoscenza, un po’ di gentilezza, tocca facilmente l’amor proprio del domestico, di un uomo che probabilmente apprezza il buon cuore della giovane creatura.

E se questo bambino è uranista, e il contatto con un uomo un po’ affettuoso lo riempie di un’allegrezza sognata? Non c’è nulla di più naturale del suo slancio verso il domestico che simbolizza le classi che lo interessano e gli ricorda con la sua presenza che un intimo e misterioso avvicinamento con un uomo di questa classe è realizzabile e anche vicino.

Gli uranisti più virili e più degni, sono stati esposti a queste tentazioni, e se sono stati salvati, è l’occasione che è mancata o il domestico ha sempre rifiutato di capire e di lasciarsi piegare. Crescendo, uscendo dalla casa paterna, entrando nel mondo, questi fantasmi sessuali sembrano dissiparsi e abbandonare l’uranista virile e intelligente, ma perseguitano l’effeminato, o anche il virile senza carattere, senza sentimentalità. Un’amicizia adolescenziale spazzerà via per qualche anno questo passato.

Gli uranisti delle classi meno agiate, della piccola borghesia, si innamorano più facilmente di giovani uomini di condizione sociale migliore, allevati meglio, più fortunati, e questi slanci sono forse meno pericolosi per il carattere, rispetto agli slanci degli uranisti più ricchi. Jean-Paul Richter ha descritto l’amore casto di un casto giovane uomo povero per un giovane nobile bello e fiero.[11] L’adolescenza, è vero, con un profluvio di nuovi sentimenti, innalza l’uranista virile e lo mette (a parte la timidezza di classe) al livello dell’uranista allevato in ambienti sociali medio-alti.

Si vede che i rischi corsi dai giovani uranisti si bilanciano; il ricco sarà tentato dai valletti, il povero dai giovani uomini di buona condizione sociale, ma sarà forse corrotto da qualche compagno grossolano più grande (come Hamann, il mago del Nord); ricco e povero saranno esposti molto facilmente in collegio all’onanismo reciproco.
_______

[1] Qualsiasi sia la loro sessualità.
[2] Non parlo della demenza senile, né dei prodromi di certe follie, né di atti delittuosi da tutti i punti di vista come l’induzione alla dissolutezza dei minorenni o delle minorenni, o gli atti crudeli commessi dagli alienati, dai corrotti o dai deboli curiosi.
[3] Fino allo sviluppo definitivo, fino alla fissazione della vita sessuale, il virile e l’effeminato superiore possono somigliarsi e possono passare attraverso le stesse peripezie. Il bambino ha sempre qualcosa di femminile (Shakespeare chiama il ragazzi e le donne bestiame dello stesso colore) che è transitorio nel virile e persistente nell’effeminato. Il virile, se riflette, può facilmente ingannarsi e credere persistente quello che in lui c’è di passeggero ed è solo questione di crescita e di ignoranza.
[4] Questi invertiti non sono i peggiori, difficilmente si pervertono dopo la loro prima giovinezza. Manifestano qualche preoccupazioni in rapporto alla loro dignità. Non sono casti ma non sono libertini. Si potrebbe senza timore affidare loro un ragazzo. Non spargono il contagio. Si preoccupano del loro onore e della loro reputazione.
Alcuni arrivano a superare in qualche modo, a recuperare i loro errori di giovinezza, se superano la crisi – crisi altrettanto frequenti nell’uomo di rango come nella donna onesta – possono morire rispettabili e rispettati.
Non avendo gli invertiti scelto la loro natura, bisogna riconoscere loro la volontà di migliorarsi, di depurarsi e quando si proclamerà la superiorità dell’invertito che si trattiene sull’uomo eterosessuale che si abbandona alla sessualità, sarà solo un atto di giustizia.
[5] Non è esagerato dire che in certi reggimenti si può presupporre la venalità della maggior parte dei soldati. La clientela deve essere numerosa e assidua per avere tali risultati. Il soldato è la mania di molti invertiti e il soldato, quando si trova solo o anche con un altro soldato, tenta, la sera – nemmeno la notte – di provocare il suo cliente con lo sguardo e con l’andatura. Gli abiti eleganti e bombati non mancano di produrre i loro effetti. È una cosa deplorevole e penosa, e si vorrebbe certo trovare un rimedio impossibile al presente. La mancanza di pudore e la venalità non potrebbero spingersi oltre. La sera ad Hyde-Park, se le notte non è assolutamente scura, si sentono degli invertiti che dicono con disappunto: – C’è troppa luce qui – mentre gli eterosessuali si vergognano meno.
Che fare? Lo spettacolo scoraggiante di questi uomini e di queste donne stravaccati e avvinghiati in piena vista demoralizza le persone già demoralizzate, purtroppo!
Gli Americani, che non hanno meno invertiti degli Europei, si lasciano trascinare dalla loro ammirazione per i soldati inglesi e si trovano qualche volta invischiati in fatti di ricatto. Ma il dio che protegge gli ubriaconi deve proteggere gli invertiti più di quanto non faccia la loro prudenza perché sono altrettanto ipocriti che temerari.
[6] Questa incoerenza è frequente sia negli uomini che nelle donne; negli uomini soprattutto è scioccante. Essa porta all’ipocrisia, alla debolezza, all’inutilità.
Le virtù che non esistono che nelle intenzioni e per niente nella volontà non valgono nulla. Fanno spesso più male che bene. Il buon parlatore e il buon pensatore la cui vita è piana di crapula fanno più male ai giovani uomini dei debosciati senza vergogna.
Non bisogna parlare troppo dell’ideale, di quello che è casto e puro, perché le parole caste di un vizioso somigliano troppo all’esaurimento dopo la dissolutezza agli occhi delle gente grossolana, dei giovani o dei burloni.
Gli invertiti seguono questa incoerenza fino ai limiti estremi. Nella maggior parte dei casi c’è una differenza netta tra le loro teorie e il loro modo di comportarsi. Hanno tendenze così eteree, sono coscienziosi secondo loro, e le loro soddisfazioni sono insieme imperiose e poco difficili. Lasciati soli cedono ad un brusco desiderio, oppure cercano di tanto in tanto un amico di gioventù compiacente, spesso un amico più povero o sposato.
[7] Non arrivo proprio a capire come si possa interrogare un uranista virile o ultra-virile, e come quello possa avere voglia di rispondere. Fino ad oggi ci si è occupati di queste questioni in un modo che farebbe tenere la labbra chiuse ad un uomo.
[8] Un certo numero di effeminati, avendo la passione della similarità, cede forse alle donne.
[9] Alcibiade che si offriva a Socrate.
[10] L’ignoranza di questo autore, quando parla di pederastia, è inconcepibile.
[11] Die Flegeljahre. [L’età ingrata]

__________

Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=16&t=5701

GAY E ETERO E ESPERIENZE OMOSESSUALI

Ciao Project,
Sono un ragazzo di 22 anni e, ancora alla mia età, ho forti dubbi intorno alla mia sessualità. Mi sento portato affettivamente verso le ragazze, mi innamoro delle ragazze, sto bene con le ragazze e qualche volta ho anche avuto rapporti sessuali con ragazze, anche se erano rapporti per me poco coinvolgenti, ma non riesco comunque a masturbarmi pensando a una ragazza. Ci ho provato più volte ma è come se ci fosse una specie di resistenza, mente quando ho fatto sesso con una ragazza la cosa in qualche modo ha funzionato. Ho provato anche con i porno etero ma anche lì non provo nessun vero coinvolgimento. Mi masturbo solo pensano ai ragazzi oppure, raramente, guardando porno gay. Le fantasie della masturbazione sono praticamente tutte legate a due episodi che io penso abbiano profondamente condizionato la mia vita sessuale. Il primo episodio è accaduto quando avevo 15 anni e il secondo quando ne avevo quasi 19. Fino a 15 anni avevo sempre pensato di essere etero e mi masturbavo pensando alle ragazze, senza troppo entusiasmo a dire il vero, ma pensavo solo alle ragazze. Quando avevo 15 anni, durante una gita organizzata dalla scuola, mi sono trovato in stanza con un altro ragazzo, non c’erano due letti separati ma un letto matrimoniale soltanto. All’inizio la cosa mi è sembrata un po’ strana, ma avevo dormito altre volte con qualche mio compagno in situazioni simili. Dopo che siamo andati a letto abbiamo cominciato a parlare di cose sessuali e a raccontarci proprio tutto, anche del fatto che ci masturbavamo pensano alle ragazze. Poi, gli ho chiesto se, quando lo faceva, pensava solo alle ragazze e lui mi ha detto che qualche volta aveva pensato anche a qualche ragazzo, che la cosa gli sembrava strana ma che ci aveva pensato e che pensava che tutto sommato sarebbe stata una cosa gradevole, non come con le ragazze, ma sarebbe stata gradevole. Non mi aspettavo una risposta di quel genere, così diretta e sincera. Poi lui mi ha chiesto se io pensavo solo alle ragazze e non me la sono sentita di mentire e gli ho detto che quando mi masturbo penso solo alle ragazze ma che pensare al sesso con un ragazzo per me non è una cosa disgustosa come dicono tanti ragazzi e che, anzi, quello che lui mi aveva appena detto non mi sembrava poi così strano. Gli ho chiesto se si sentiva gay e mi ha detto che si sentiva pienamente etero ma che pensava che tanti ragazzi etero facessero qualche volta sesso coi loro amici, così, per giocare. Gli ho risposto: ”Beh, sì, penso che succeda” poi gli ho chiesto se era eccitato di stare a letto con me e mi ha detto di sì, e gli ho chiesto se potevo verificare, lui ha detto: Vai! E gliel’ho preso in mano. Poi ha chiesto se io ero eccitato e gli ho detto che lo ero pure io, e a questo punto lui ha preso in mano il mio. È andata a finire che ci siamo masturbati a vicenda. Poi non è successo più niente di simile anche se io lo desideravo violentemente, lui ha continuato a stare con la sua ragazza e non se n’è proprio più parlato, ma non solo, tra noi non è cambiato proprio nulla. Per me invece è cambiato tutto perché era stata un’esperienza fortissima e del tutto naturale, senza nessuna forzatura da nessuna delle due parti. Io, dopo quel giorno ho messo del tutto da parte le fantasie sulle ragazze e ho cominciato a masturbarmi sempre e solo ricordando quella notte. Ma non è stato tutto facile, mi andavo convincendo di essere gay e maledicevo quella notte perché se non ci fosse stata io sarei stato un normalissimo ragazzo etero e avrei avuto una vita come quella di tutti gli altri ragazzi e invece quella notte aveva cambiato la mia vita. Due cose mi facevano stare male, prima di tutto non accettavo che la mia vita potesse essere determinata da una cosa di quel genere e poi non capivo perché la vita del ragazzo col quale lo avevo fatto non fosse invece cambiata per niente. Perché io dovevo diventare gay per una cosa come quella e qual ragazzo no? Ho fatto di tutto per cercarmi una ragazza, per innamorarmene, poi, finalmente, a 17 anni è successo. Conosco una ragazza bellissima che si innamora di me, che mi coccola e mi ispira tanta tenerezza, si dedica a me con affetto e io alla fine, quando avevo compiuto da poco i 18 anni faccio per la prima volta sesso con lei, nel senso che ci tocchiamo reciprocamente e poi arriviamo a masturbarci a vicenda. Io ne sono entusiasta e penso che allora non sono gay, poi torno a casa ma mi sento strano, la sera non voglio masturbarmi ricordando la solita notte con quel ragazzo, voglio farlo pensando alla mia ragazza e mi ci metto col massimo impegno, ma non riesco nemmeno a mantenere l’erezione, mi sento stranito, allora torno alle solite fantasie e arrivo fino alla fine. Mi dico che così non può andare, che adesso ho la ragazza e che devo eliminare del tutto la masturbazione perché è una cosa da ragazzini e io ormai devo vivere una sessualità adulta. Con il massimo sforzo riesco a mettere da parte la masturbazione solitaria e a limitarmi a farmi masturbare dalla mia ragazza, poi dopo un mese torno per una volta a masturbarmi da solo pensando sempre a quella notte. Le cose vanno avanti così per alcuni mesi e io faccio di tutto per cancellare completamente il ricordo di quella maledettissima notte, poi succede un fatto nuovo e inaspettato, conosco un ragazzo bellissimo e ne sono affascinato anche se cerco di evitarlo perché mi ripeto che non voglio essere gay, poi comincio a cercare informazioni su questo ragazzo per farmi un’idea un po’ più completa. Mi dicono che lui non ha la ragazza e non l’ha mai avuta ma non ha mai avuto nemmeno comportamenti strani. Dopo aver resistito per un po’ comincio a masturbarmi pensando a questo ragazzo e comincio a fargli una corte spietata ma discreta e lui se ne accorge. Un giorno lo invito per un fine settimana in campeggio e lui accetta. La notte ci fermiamo a parlare in tenda, l’imbarazzo è molto forte, poi gli dico che “forse” mi sono preso una mezza cotta per lui, cioè in effetti gli dico solo che è un bellissimo ragazzo e che mi piace molto e gli chiedo se è gay, mi risponde che è etero e che ha la ragazza, che adesso sono lontani per un semestre perché la ragazza studia in un’altra città, poi mi chiede se io sono gay e gli dico che anche io ho la ragazza, mi risponde: “ … io penso che la mia vita la vivrò con la mia ragazza … beh anche tu mi piaci … ma certo che siamo un po’ strani noi due…” poi le cose precipitano e ci masturbiamo reciprocamente. Alla fine lui conclude: “Certo che una ragazza non lo saprebbe mai fare come lo fa un ragazzo …” E finisce tutto così. Io penso che lui sia gay e nei giorni successivi comincio ad assillarlo, alla fine mi dice che è successo ma che lui non è gay e che non se la sente proprio di andare avanti, poi praticamente comincia a sfuggirmi, a non farsi più trovare, a non rispondere al cellulare e io ci resto malissimo. Naturalmente con la mia ragazza è andato tutto a rotoli. Adeso sono solo a leccarmi le ferite. Non riesco proprio a capacitarmi come quell’esperienza quando avevo 15 anni possa avere sconvolto così la mia vita. Perché devo essere gay per una ragione così assurda? Ancora adesso io vorrei una ragazza, ma poi a livello sessuale mi rendo conto che ormai vivere una sessualità appagante con una ragazza per me è impossibile. Che ne pensi Project?
________
Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay: