AMORE GAY TRA UN VENTENNE E UN QUARANTENNE

Chat del 24 giugno 2008, ore 15.00

MaxMi ha scritto:

Ciao Project, c6?
il progettista ha scritto:

Ciao Max!!! Come va?
MaxMi ha scritto:

Hai un po’ di tempo per me?
il progettista ha scritto:

Certo, tutto quello che vuoi
MaxMi ha scritto:

Intanto grazie di avermi mandato il tuo contatto, leggo spesso il forum e per me è stato
utilissimo

il progettista ha scritto:

Grazie!! Mi dici una cosa graditissima!
MaxMi ha scritto:

Ma è proprio cosi! Project, aspetta, se sei d’accordo vado subito al sodo perché mi serve molto poter parlare con qualcuno di quello che mi sta succedendo. Insomma, mi sono innamorato, questo è il problema!
il progettista ha scritto:

Magari fossero così tutti i problemi!
MaxMi ha scritto:

be, aspetta, qualche problema c’è, lui ha 20 anni e io 41!
il progettista ha scritto:

Mah, da quello che dici si vede che sei ansioso e che vedi la cosa come un problema. Se ti va di farmi capire le cose un po’ più dall’interno puoi provare un po’ a dirmi come è andata.
MaxMi ha scritto:

In effetti è il motivo per cui ti ho chiamato. Se vuoi io comincio.
il progettista ha scritto:

Certo, vai! Però parti dal presupposto che io non ne so nulla e che non ti conosco affatto.
MaxMi ha scritto:

Sì certo. Poi se ci sono cose che non capisci e che vuoi sapere fermami tu e chiedimi quello che vuoi. Però prima di comnciare una domanda, ma tu parli anche con gente della mia età? Peché mi sento un po’ in difficoltà.
il progettista ha scritto:

Max, guarda, la maggior parte dei ragazzi che mi contattano va dai 16 ai 30 anni. In genere, con i ragazzi tra i 22/23 e oltre, si affrontano problematiche meno ovvie. Diciamo che i 40enni sono abbastanza rari ma ne ho conosciuti comunque decine.
MaxMi ha scritto:

E di che cosa ti parlavano? Cioè, ce n’erano che si erano innamorati di ragazzi giovani?
il progettista ha scritto:

Un paio di volte mi è capitato
MaxMi ha scritto:

E tu come ti sei comportato? Cioè che cosa gli hai detto?
il progettista ha scritto:

Max, vedi, le risposte ai problemi non le trovo io, le trovano – se le trovano – i ragazzi che parlano con me.
MaxMi ha scritto:

In un certo senso è vero, però uno certe volte non sa proprio come fare a fa casini tremendi e mi sa che io i casini tremendi li ho già fatti. Però ho bisogno sapere quello che ne pensi tu perché io una decisione l’ho presa e mi sa che ho fatto un casino ancora peggio.
il progettista ha scritto:

Però, Max, adesso cerca di farmi capire perché così non so nemmeno vagamente di che cosa stiamo parlando.
MaxMi ha scritto:

Ok, comincio. Lui si chiama Marco. Io ho un blog sulle motociclette, la mia fissa da quando ero ragazzo. Il blog è bello e lo visitano tanti ragazzi, diciamo così che un po’ lo tengo per le motociclette e un po’ perché qualche ragazzo interessato alla motociclette mi contatta e con la scusa delle motociclette io magari posso passare un pomeriggio vicino a un bel ragazzo. Però non pensare male, niente adescamento. Sarà successo in 5 anni non più di 30 volte. Un
pomeriggio passato a chiacchierare e basta.

il progettista ha scritto:

Ma tu hai un compagno?
MaxMi ha scritto:

No, e non l’ho mai avuto. Aspetta, non ti spaventare, io fino a 41 anni non avevo mai fatto l’amore con nessuno. C’è internet e mi facevo bastare quello, non so se mi capisci.
il progettista ha scritto:

Sì, ma vivi solo?
MaxMi ha scritto:

sì, ma io quei ragazzi non li ho mai portati a casa mia, solo al bar a prendere un aperitivo, poi al massimo in macchina a chiacchierare. Io col sesso mi sento proprio imbranato.
il progettista ha scritto:

Ok, ma di questo ne parliamo dopo, adesso vai avanti con la storia.
MaxMi ha scritto:

Alla fine di febbraio, in pratica sono 4 mesi oggi, trovo un commento sul blog e come avatar c’era la foto di un ragazzo. Io ho guardato la foto e ho pensato che quel ragazzo era bellissimo. Ho cliccato la foto e mi si è aperto il suo blog, pure lì una marea di moto! Un patito come me! Il commento che mi aveva scritto era molto competente e poi, diciamolo, lui era bellissimo. Vado a vedere le foto. Non ti dico come ci sono rimasto! Era un po’ il ragazzo che avevo sempre sognato, non solo bellissimo ma dolcissimo. Ho pensato che se fosse stato gay, be’ sarebbe stato molto interessante. Ci sei Project?
il progettista ha scritto:

Certo, vai avanti.
MaxMi ha scritto:

Il blog me lo sono guardato tutto, le foto bellissime: lui da solo e non solo, in qualche foto era abbracciato a delle ragazze, ma non sempre alla stessa ragazza. Sai l’occhio clinico! Leggendo il suo blog vado a caccia di elementi per capire se è gay o no. Di elementi gay non ce ne sono ma non ci sono nemmeno elementi chiaramente etero. Decido di scrivergli una mail. Te la mando?
il progettista ha scritto:

Sì, certo.
ALLEGATO:

Ciao Marco,

sono Max. Ma hai un sito di moto bellissimo e te ne intendi proprio (io penso anche molto più di me). Se ti va di fare due chiacchiere, ti passo il mio contatto [omissis]. E ancora complimenti per il Blog!

Max
MaxMi ha scritto:

Io ho scritto così ma in genere a messaggi del genere non ti risponde nessuno. Ma lui ha risposto e dopo pochi minuti. Ti passo il testo.
il progettista ha scritto:

Ok.
ALLEGATO: Ciao Max, ti ho aggiunto, hai un sto bellissimo! E mi piacerebbe eccome fare due chiacchiere con te. Se vai sul mio blog e cerchi un po’ trovi la foto di una H. D. del 1952, era di mio nonno. Adesso me la tengo come un cimelio. Guardala un po’ e dimmi che ne pensi! Oh! Ti ho aggiunto, se ti va sono in linea!

MaxMi ha scritto:

Insomma ci siamo sentiti subito dopo, dopo mezz’ora di chat scritta mi ha chiesto se si poteva passare a una chiamata video e lo abbiamo fatto. Era Lui! Era bellissimo e aveva una voce bellissima. Siamo stati a parlare di moto per due ore, poi mi ha detto che doveva andare e che mi avrebbe richiamato. Nei giorni successivi ci siamo risentiti parecchie volte, non parlavamo più di moto, ma di tutto. E si stava bene. Accidenti se si stava bene! Che avevo 41 anni gliel’ho detto in modo diretto ma non ha fatto una grinza. Insomma per una quindicina di giorni ci siamo sentiti solo in chat. Io ero proprio imbranato, complessato e lui se ne deve essere accorto. Poi un giorno mi propone di andare in moto a fare un giro fuori città. Io non me lo faccio dire due volte. Project, tu non sai come mi sentivo io, me ne stavo innamorando follemente e nello stesso tempo non volevo che succedesse. C6?
il progettista ha scritto:

Sì, vai tranquillo!
MaxMi ha scritto:

La domenica siamo stati in giro insieme tutta la giornata. I discorsi che facevamo erano prudentissimi, ma piano piano, anche se non ce lo eravamo detto in modo esplicito, avevamo capito che aravamo tutti e due gay. Poi lui ha rotto il ghiaccio per primo e io gli ho detto “anche io”. Siamo rimasti seduti per terra a parlare tutto il pomeriggio, gli ho parlato di me come non avevo mai pensato che avrei fatto con nessuno, lui mi ascoltava e si ricordava tutto, anche nei minimi dettagli. Poi mi ha parlato di sé e si è anche messo a piangere. Io l’avrei abbracciato, ma non l’ho fatto. Insomma non ci siamo neanche toccati. Poi siamo rientrati a Milano. Nei giorni successivi la chat era una cosa “nostra”, un modo privatissimo di parlare di noi. Io ormai lo amavo alla follia. Sarei stato disposto a tutto pur di restargli vicino. Lo desideravo in modo folle, a lui non l’avevo detto, ma lui mi aveva detto che lo aveva capito benissimo proprio perché non ci avevo provato e che se non ci avevo provato era segno che a lui ci tenevo proprio moltissimo. Project, io lo amavo, è vero, cioè lo desideravo proprio però gli volevo bene anche come un figlio. Lo so che è strano però è così. Tu pure dici che si senti papà dei ragazzi del forum, certo io di Marco ero innamorato alla follia, è vero, però gli volevo pure bene e per lui sarei stato disposto a mettermi da parte del tutto, ti giuro è così!
il progettista ha scritto:

Ci credo, non ho nessun motivo per pensare il contrario. Dai, non cercare giustificazioni, non ne hai bisogno!
MaxMi ha scritto:

Ok, grazie! Ormai tra noi tutto era esplicito ma io pensavo che un ragazzo di 20 anni a me non ci potesse pensare proprio, e poi uno come lui poteva avere qualunque ragazzo, e invece un giorno mi dice: “mi sono innamorato di te”. Io mi sento morire dentro. So che gli devo dire di no e che lo devo fare per lui distruggendo me stesso. Prendo il discorso alla lontana e comincio a fargli una specie di predica per arrivare alla conclusione che non si può. Lui mi dice: “Ti prego, non mi deludere. Io voglio che la prima volta sia con te!” La cosa mi cade in testa come un macigno. Penso che ha bisogno di un papà, perché il suo di lui se n’è infischiato e ricomincio a fargli la predica. Mi blocca e mi dice: “Max! Tanto succederà! Io voglio che succeda. Non voglio sprecare la mia prima volta, io voglio che sia con te, tu ormai lo sai, prima o poi succederà”. Ho cercato di rinviare, di prendere tempo, ma io lo desideravo alla follia. Lui con me scherzava, giocava, una cosa meravigliosa, io avrei dovuto essere felice ma
soffrivo come un cane, io sapevo che lo dovevo rifiutare però capivo pure che farlo significava fargli veramente del male. Io sono stato educato in una famiglia cattolica seria, di gente che cercava di fare qualcosa di buono e che dei principi me li ha dati e io sapevo che se avessi detto di sì a Marco lo avrei comunque condizionato, mi sembrava una cosa immorale. C6?

il progettista ha scritto:

sì.
MaxMi ha scritto:

Il primo di giugno è venuto a casa mia (c’era venuto già altre volte) e ha preso lui l’iniziativa. Io ero contento ma terrorizzato. Imbranato fino all’incredibile. Lui si è spogliato e si è steso sul letto, io ero congelato, avevo il cuore a 200, poi mi dice “Vieni qui vicino a me!” Mi sono spogliato che ero imbarazzatissimo. Non ero mai stato in una situazione del genere con un ragazzo e starci con lui mi sconvolgeva proprio, un po’ per l’erezione e un po’ perché non sapevo che fare. Ci siamo solo abbracciati e siamo stati così per 10 minuti. Poi mi ha detto. “Adesso ci conosciamo meglio e sono felice che sia successo con te”. Siamo rimasti così stesi nudi sul letto a parlare per tantissimo tempo e la cosa sembrava quasi normale. Il sabato successivo è venuto a dormire da me, abbiamo dormito nello stesso letto ma ci siamo solo abbracciati nudi e basta. Per me Marco è sacro, non so come dire. Insomma che ne pensi? Poi ti dico il resto.
il progettista ha scritto:

Beh, è una bellissima storia e credo che tantissimi ragazzi una cosa del genere se la sognerebbero.
MaxMi ha scritto:

Ma tu non ci vedi niente di male?
il progettista ha scritto:

Mah, lui ha 20 anni, non 12, quindi è in grado di capire quello che fa e, da quello che dici, lui la cosa l’ha proprio voluta.
MaxMi ha scritto:

In effetti sì. Però poi le cose sono cambiate. Ho pensato che stavo rovinando la vita di un ragazzo giovane e che una cosa come quella era un po’ come un approfittare della situazione. Non so come spiegarmi, forse sono stupidaggini, ma quando lo abbracciavo mi sentivo in colpa, pensavo che Marco il ricordo di quelle cose non se lo sarebbe più dimenticato, un po’ come se io stessi sporcando uno troppo pulito per me. Insomma non ce l’ho fatta più ad andare avanti e l’ho lasciato.
il progettista ha scritto:

Ma perché?
MaxMi ha scritto:

Ma non lo so nemmeno io, mi sono fatto cento complessi, fatto sta che gli ho detto che non me la sentivo più. Per lui deve essere stata come una pugnalata, come una cosa a tradimento. In effetti non se l’aspettava proprio. Ha reagito con la massima dignità ma si vedeva che si faceva forza per non piangere. Mi ha detto che gli stavo facendo malissimo e che non capito che lui aveva bisogno di me, ha detto “bisogno disperato” di me. Io sarei tornato indietro ma non l’ho fatto e ho tenuto duro. Ci siamo salutati formalmente e tutto è finito così. Mi ha mandato dei messaggi e c’è scritto solo: “Mi manchi alla disperata!” Che devo fare Project?
il progettista ha scritto:

Max, ma tu che cosa vorresti fare, proprio seguendo il tuo cuore spontaneamente?
MaxMi ha scritto:

Io lo chiamerei subito, ma so che non devo.
il progettista ha scritto:

Max, chiamalo subito, non lo fare soffrire, non è giusto!
MaxMi ha scritto:

Ok, ti richiamo più tardi.
il progettista ha scritto:

A dopo, ciao!
________________


Chat del 24 giugno 2008, ore 22.00
MaxMi ha scritto:
C6?

il progettista ha scritto:


MaxMi ha scritto:
Project, lo amo alla follia, adesso sto di nuovo bene, deve avere sofferto pure lui come un cane. È stato dolcissimo, proprio felice. Mi ha detto che se il sesso mi spaventa è disposto pure a stare con me senza sesso, ma vuole stare con me, mannaggia, ma sembra proprio innamorato, Project, ma è possibile?
il progettista ha scritto:

Sì è possibile, anzi penso che sia esattamente così.
MaxMi ha scritto:

Ti voglio bene Project e voglio bene a tutto il mondo! Non mi sembra vero di poter vivere così, io a 41 anni la mia vita l’avevo data completamente per andata e invece a 41 anni io sono rinato! Ho detto anche a Marco di te e ti ha scritto due righe, che faccio? Te le mando?
il progettista ha scritto:


ALLEGATO:

Ciao Project,

grazie per quello che hai fatto per me! Adesso mi sento felice.

Marco
MaxMi ha scritto:

Adesso scappo che lo vado a prendere, perché stasera sta da me, se ci sei dopo ci
facciamo una chiacchierata in tre!

il progettista ha scritto:

Per me andrebbe benissimo, ma penso che abbiate di meglio da fare! Un abbraccio strettissimo, Max, a te e a Marco. E cerchiamo di restare amici. Ah, scusa ti posso chiedere una cosa?
MaxMi ha scritto:

Sì, tutto quello che vuoi!
il progettista ha scritto:

Il testo della Chat lo posso pubblicare?
MaxMi ha scritto:

Certo! Se ci sono cose personali identificabili toglile, ma non mi pare che ce ne siamo. Quindi tra un po’ mi rileggo sul forum wow! Lo so che non è da 41enne… ma il fatto è che non mi ci sento più. Ti saluta anche Marco! Un abbraccio Project e alla prossima!
il progettista ha scritto:

Un abbraccio a te! Ciao!

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Se volete, potete partecipare alla discussione di questa testimonianza aperta sul Forum di Progetto Gay:

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INFERNO E PARADISO DI UN RAGAZZO GAY

Ciao Project,

ti volevo dire che da tre settimane a questa parte mi sento molto meglio e mi pare che dall’umore nero riesco ad uscirne. Mi sembra una cosa incredibile ma sta succedendo. Project, quello che hai fatto per me non l’ha mai fatto nessuno e mi sembra incredibile che si possano creare rapporti simili anche se non sai nemmeno chi sono, però succede. Nell’ultimo periodo per me è proprio cambiato tutto, apparentemente non è cambiato nulla ma sono cambiato io, lo sento che sono cambiato e questo lo devo a te. Tu la mia storia la sai tutta e mi hai pure detto che ci sono altri ragazzi che vivono e hanno vissuto cose simili e allora io voglio raccontare la mia storia a quei ragazzi perché non restare soli e capire che non siamo soli, per quelli come me, è fondamentale. Project, la storia è lunga e c’ho messo tanto a scriverla ma penso che abbia un senso, perché io alla fine la mia strada la sto trovando e così mi sento finalmente libero. Project, ti dico una cosa vera: ti ho adottato come papà! È una cosa che mi mancava tanto e sto scoprendo cose bellissime! (Grazie degli auguri, sei l’unico che se n’è ricordato!)

LA STORIA DI PAOLO

Mi chiamo Paolo, sono nato a Milano quasi 28 anni fa. Se riguardo indietro nella mia infanzia e nella mia adolescenza non ritrovo nessun momento in cui io possa dire di essere stato, non dico felice, ma nemmeno sereno. I miei non sono mai andati d’accordo, dalla data del loro matrimonio e dalla mia data di nascita ho dedotto che io ero già in arrivo quando si sono sposati, il che poi non sarebbe un problema, ma io non somiglio affatto a mio “padre” sotto nessun punto di vista, proprio per quanto riguarda i fattori genetici e penso di non essere nemmeno foglio dell’uomo che poi ha sposato mia madre, ma non lo so con certezza e una cosa del genere non posso chiederla. I miei (se veramente sono i miei) me li ricordo sempre a strillare e a farsi dispetti. Non hanno avuto altri figli e io ero l’oggetto della contesa, e ho avuto moltissime volte, anche da bambino, la sensazione nettissima che “mio padre” non mi volesse perché sapeva che non ero suo figlio. Mi madre mi considerava letteralmente un impiccio e cercava di scaricarmi a parenti, soggiorni estivi e campeggi vari. Dall’età di otto anni, cioè da quando hanno divorziato, mi hanno messo in un collegio per ricchi. I miei stanno economicamente bene. Ma la scelta di mandarmi in collegio l’hanno fatta solo per liberarsi di me e continuare a vivere le loro vite senza di me. Io ero solo uno che non c’entrava nulla. Il collegio era in un posto molto bello nella zona [omissis]. Mi venivano a trovare ogni tanto, una volta ogni tre mesi, una volta lui e una vota lei. Quando gli educatori mi dicevano che l’indomani sarebbero venuti i miei io ci stavo proprio male e li odiavo come credo di non aver odiato mai nessuno. Quando era ragazzino non capivo nemmeno bene queste cose e mi sentivo in colpa perché odiavo i miei genitori mentre mi dicevano che avrei dovuto amarli. In pratica sono cresciuto totalmente solo, sia durante i mesi della scuola che durante le vacanze. Preciso che il mio collegio era totalmente maschile e retto da religiosi. Un posto odioso dove con la scusa di farmi imparare la disciplina sono stato praticamente relegato come in prigione. Si imparava l’ipocrisia, la falsità, e anche i rapporti con i compagni di scuola erano solo di competizione e di recita continua anche in privato. I miei compagni aspettavano almeno le vacanze estive io no, perché sarei finito da qualche altra parte come un pacco postale. Quando veniva mia madre in collegio mi portava a pranzo fuori e pensava di avere fatto il suo dovere. Parlavamo solo di scuola e mi torturava per ore perché pensava suo dovere farmi una visita lunga. Mio padre almeno si tratteneva pochissimo. Sia lui che lei mi facevano regali costosi che io sistematicamente buttavo via o regalavo a qualcuno subito dopo che se ne erano andati. Da quando ho avuto 15 anni non mi hanno più fatto regali ma hanno pensato di darmi soldi e molti. Io non li ho mai presi e mi hanno considerato un imbecille anche per questo. Quindi stavo in collegio e non avevo un soldo in tasca. La scuola è stata per me una vera tortura. In quinto ginnasio sono stato bocciato il che significava un altro anno di galera, sarei uscito di collegio solo a 20 anni! Ripetendo il quinto ginnasio ho conosciuto un ragazzo che mi piaceva parecchio, lì per lì nemmeno ho capito il perché. Stavamo in un collegio religioso e avevamo il padre spirituale. Insomma ho cominciato a masturbarmi pensando a quel ragazzo e mi sono venuti sensi di colpa tremendi. Al prete dicevo che mi masturbavo e lui non la prendeva come una cosa tragica, mi faceva sempre lo stessi discorso e finiva lì, ma al prete io non dicevo che mi sentivo omosessuale. Una volta sono andato malamente in crisi e gliel’ho detto. Mai l’avessi fatto! È diventata una tortura. Mi controllavano a vista come la mela marcia. Durante la ricreazione avevo sempre un prete appresso. In un primo momento ho cercato di reprimermi e di controllarmi, cioè di non masturbarmi più e addirittura di non pensare più a quel ragazzo, ma era una vera e propria tortura. Ho resistito anche tre settimane imponendomi di non pensare nemmeno al sesso ma poi non ce l’ho fatta più e mi sono masturbato di nuovo e ho detto: “Andate tutti al diavolo!” Da allora ho cominciato a raccontare al padre spirituale solo cose false: che non pensavo più ai ragazzi e che riuscivo perfino a non masturbarmi più, ma la cosa l’ho presentata per gradi perché sembrasse credibile, avevo 16 anni e mezzo. Naturalmente andavo in chiesa tutti i giorni, mi confessavo raccontando cose false e facevo la comunione tutti i giorni. Era una cosa sacrilega, lo so, la religione dovrebbe essere una scelta libera, mentre per me era solo uno strumento di tortura e francamente non mi sentivo in colpa, e di che cosa poi? Nel nostro collegio non c’erano mai momenti comuni con gli altri ragazzi in uno stato di libertà. A scuola facevamo educazione fisica ma in orario pomeridiano, c’era la palestra, anche molto bella, ma non c‘erano spogliatoi, non c’erano docce. Si arrivava in tuta e si andava via in tuta. Tra l’altro in genere ci faceva molto freddo. Avevamo ognuno una camera singola col nostro bagno personale con la doccia. Quindi io non avevo nessuna possibilità di vedere il ragazzo che mi interessava se non perfettamente vestivo, giacca a cravatta del collegio. Dai 16 anni e mezzo ho cominciato a masturbarmi ma in un posto come quello, senza internet (considerato come il diavolo!) e senza nessuna possibilità di leggere un libro non censurato o di comprare un giornale, in pratica, facevo tutto a fantasia. Individuavo qualcuno tra i miei compagni e ci costruivo sopra tutte le mie fantasie. I primi tempi questo nuovo regime mi sembrava accettabile e addirittura gradevole, poi ho cominciato a rendermi conto che io stavo buttando là dentro i miei anni migliori. L’anno della maturità, a novembre, sono anche scappato dal collegio, ero maggiorenne, anzi avevo quasi 20 anni ma non avevo un soldo in tasca. Sono arrivato alla stazione dopo avere fatto a piedi un cammino lunghissimo e sono salito su un treno senza pagare il biglietto e mi sono chiuso in bagno fino all’arrivo a Milano perché non mi beccassero. Nella stanza del collegio avevo lasciato un lettera in cui dicevo che sarei rientrato la sera. A Milano mi sono reso conto per la prima volta, a quasi 20, anni che esisteva il mondo, una cosa per me sconvolgente, ero in ritardo di anni. Nel pomeriggio ho ripreso il treno con la stessa tecnica e sono tornato in collegio. Risultato: mi hanno cacciato dal collegio! Finalmente! Naturalmente hanno avvisato i miei che si sono ben guardati dal venire a vedere che cosa era successo. Mia madre mi ha fatto arrivare un po’ di soldi (un vaglia telegrafico) e sono stato da allora in albergo nella cittadina vicino al collegio. Poi mia madre mi ha trovato un minuscolo appartamento lì e mi hanno trasferito al liceo statale. C’erano le ragazze! Io non ne avevo mai vista una, però a me non interessavano. Ma il mondo della scuola statale era completamente diverso. I professori ogni tanto parlavano pure di sesso, nessuno ci obbligava ad andare a messa, non c’era il padre spirituale e si faceva educazione fisica in una palestra con lo spogliatoio e con le docce, per me un trauma più grosso non ci poteva essere. Voi potreste pensare che in una situazione come quella io mi trovassi bene, ma non era così per niente. Mi sentivo disperatamente solo, complessato, nello spogliatoio ci sono entrato una volta per un attimo, dopo che ho visto i miei compagni nudi non ci sono entrato più. Loro stavano lì tutti tranquilli e io alla sola idea di entrarci mi sentivo il cuore che andava a 180. La sensazione di solitudine e di isolamento era totale. Avevo un mini appartamento tutto mio però e la sensazione di solitudine sconfinava in quella di libertà. Per preparare la tesina per gli esami ho comprato un computer e lì mi si è aperto un mondo. Sesso gay gratis e a valanghe, ma quelle cose mi nauseavano. Qualche anno fa anche nel porno le cose erano diverse, erano più volgari, più aggressive e a me non piacevano affatto. Quando mi masturbavo pensando ai miei compagni stavo bene ma se provavo a immaginarmi in scene come quelle che vedevo nei siti porno mi veniva la nausea. In pratica vedevo che il gay in rete era tutto sesso ma nel senso più volgare del termine. Ho studiato pochissimo quell’anno perché dovevo crescere in tante altre cose. Alla fine mi sono maturato con un voto bassissimo. Ma almeno la tortura della scuola era finita. Mi dispiaceva perché l’anno appresso non ci sarebbero più state le possibilità di vedere i miei compagni nudi nello spogliatoio, cosa che, tra l’altro, non era accaduta quasi mai, però almeno c’era la possibilità. Lascio il mio appartamentino e mi trasferisco a Milano in un altro appartamentino pagato dai miei. Una cosa minima. I miei abitavano tutti e due a Milano ma a casa loro non ci sarei andato mai, ormai non ci si sentiva più nemmeno per telefono, dopo la fuga dal collegio ero proprio un poco di buono e il voto basso alla maturità ne era la prova ulteriore. Mi sono iscritto a ingegneria al politecnico poco dopo aver compiuto 20 anni. Tanti ragazzi e pure belli, ma io ero del tutto in capace di mantenere un contatto con loro anche a livello minimo, mi sentivo in imbarazzo, li sentivo più grandi di me in tutti i sensi, anche se i miei colleghi di corso avevano un anno meno di me. Ho provato di tutto: mi sono iscritto in palestra e poi non ci sono mai andato, ho cercato di vedere se era possibile studiare con qualcuno dei miei colleghi ma andava sempre male, loro erano dei veri geni, io capivo poco e niente. Il primo anno ho fatto un solo esame e ho preso 19. Grasso che cola se non ho preso 18. Il secondo anno ho rifatto i corsi del primo e ho fatto di nuovo un solo esame ma con 20! Avevo 22 anni ero sostanzialmente un fallito sotto tutti i punti di vista. Risultati universitari paurosi, praticamente tra università e scuola, tre anni persi. Ho provato a rifare di nuovo il primo anno, ma qui non ce l’ho fatta più. I miei colleghi avevano tre anni meno di me e capivano tutto, io non capivo nulla e non studiavo nulla, mi sentivo sostanzialmente un fallito. Mandavo tutto alla malora, compravo le cose da mangiare e mi andavano a male in frigo, certe volte non mi alzavo dal letto per tutta la giornata, mangiavo pochissimo e dimagrivo di peso vistosamente. Sono arrivato a pesare 55 chili, anche se non sono molto alto sono comunque pochissimi. A 23 anni ho cambiato facoltà e sono passato a economia. La cosa era più umana e alla fine dell’anno, lavorando a ritmi terribili, sono riuscito a fare quasi tutti gli esami del primo anno. Almeno dal qual punto di vista le cose hanno ricominciato a funzionare. Ho preso la laurea di primo livello l’anno scorso a 27 anni, tantissimi! Troppi! Ho fatto il primo anno della specialistica ma degli esami che erano previsti ne ho fatti poco più della metà perché ho cominciato a lavorare e ho finalmente tagliato i cordoni economici con la mia famiglia. Da questo punto di vista, diciamo, sono riuscito a tornare a galla, ma la mia vita affettiva, in pratica, fino a poco tempo fa non è proprio esistita. Dall’anno scorso ho scoperto Progetto Gay e devo dire che per me è stata una cosa importante. Il forum lo leggo tutti i gironi e i ragazzi che ci scrivono mi sembra quasi di conoscerli, un po’ li sento amici, perché io amici gay non ne ho. Insomma praticamente fino a quest’anno la mia sessualità è stata solo di fantasia e pensavo che un contatto vero con un ragazzo, cioè una cosa che ti dà proprio un’emozione sessuale forte non l’avrei mai provata. Mi ero praticamente rassegnato a una cosa del genere, rassegnato male, diciamo così, perché certe volte vedevo dei bei ragazzi , avrei voluto per lo meno provare a parlarci ma non ci riuscivo proprio e mi veniva un senso di disperazione fortissimo. Adesso lavoro da un commercialista, in pratica faccio i modelli 730, Unico e cose del genere, lavori di bassa manovalanza, ma tutto sommato riesco a mantenermi da solo. Sul lavoro è arrivato un ragazzo si 26 anni piuttosto carino, cioè a me piace e mi attira anche sessualmente. Da quando l’ho conosciuto è stata la mia unica fisa sessuale. Credo che tutti voi abbiate passato cose del genere. Prima cominci a masturbarti penando a quel ragazzo, poi ti viene in mente che non sai se è gay, beh, io queste cose le ho tutte superate, è stato lui a dirmi che è gay perché io non avrei mai avuto il coraggio e mi ha detto pure che gli piaccio. Aveva tentato un minimo di contatto fisico con me ma io l’ho respinto malamente, ho fatto proprio una specie di scenata isterica e poi mi è venuto da piangere, proprio un attacco di disperazione, lui è stato in un imbarazzo tremendo e a me è dispiaciuto moltissimo perché in fondo io lo desideravo ma l’ho respinto in modo così violento che lui si è proprio spaventato e ha cominciato a tenermi a distanza. Non riuscivo a capire perché se lo desideravo, e io lo desideravo alla follia, alla fine lo aggredivo così. È lì che mi è capitato per caso il forum di Project e mi sono detto: io ci provo, tanto che cosa ho da perdere? E l’ho chiamato. All’inizio un imbarazzo tremendo. Da quello che ho letto molti ragazzi parlano di sesso in modo molto disinvolto ma io proprio non ci riuscivo. La prima volta abbiamo parlato per ore ma sempre in modo molto vago, e comunque mai di sesso, pensavo che Project si fosse stufato e invece no. Poi l’ho richiamato, ma sempre senza palare di sesso, la terza volta mi ha chiamato lui, io non me l’aspettavo e ne sono stato molto contento e anche la terza volta non abbiamo parlato di sesso. In effetti avevo cercato Project proprio per parlare di sesso e invece si creava un rapporto molto strano al quale non ero proprio abituato. Un uomo che potrebbe essere mio padre parlava con me per ore, mi ascoltava, una sensazione stranissima. Gli ho chiesto perché stava ad ascoltarmi e mi ha detto che si trovava a suo agio e in effetti mi trovavo bene anche io, allora ho trovato il coraggio e gli ho parlato di me raccontandogli un po’ la storia che avete letto fino adesso e gli ho anche detto dell’ansia che mi prende quando sto col mio amico e che pensavo che non sarei riuscito mai ad avere un contatto sessuale con lui. Una cosa mi ha colpito: la sdrammatizzazione. Project dava per scontato che non sarebbe stato un grande problema e che la cosa si sarebbe risolta presto e bene. Abbiamo parlato di sessualità molto liberamente. Beh è stata una cosa notevole: non avevo inibizioni, cosa che non mi era mai successa prima quando il discorso finiva su questioni sessuali. Non avrei mai pensato di poter parlare in modo libero con un uomo di quell’età e invece succedeva proprio così. Poi nei giorni successivi, abbiamo parlato spesso. Se devo dire la verità sentivo proprio l’affetto di Project, l’attenzione a quello che dicevo e a quello che sono. Perché ho scritto tutto questo post? Beh, la ragione è una, ieri, per la prima volta, sono riuscito a baciare quel ragazzo. Io non avevo mai provato niente di simile, proprio una sensazione di abbandono reciproco totale. Il tempo che si ferma e ti fondi con un altro ragazzo, una cosa meravigliosa, diciamolo, perché di queste cose non mi vergogno più, l’eccitazione è stata tale che sono arrivato all’orgasmo per un bacio! Quando l’ho detto a Project mi ha detto delle cose bellissime. È vero Project, essere gay è una cosa bellissima e ti riscatta di tante brutte cose che hai passato. Ormai penso che quel ragazzo sia il mio ragazzo, e lo pensa anche lui! Ragazzi! Non fatevi mai buttare a terra da nessuno! Io adesso mi sento proprio un’altra persona!

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Se volete, potete partecipare alla discussione su questa testimonianza aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=19&t=161&start=0

UNA LEZIONE DI MORALITÀ DA UNA DONNA CHE AMA UN GAY

Riporto qui di seguito un commento apparso sul blog "Storie Gay" il 19/6/208, è un esempio raro di altissime qualità umane, di amore vero e di dignità, anche nella sofferenza. Ringrazio l’autrice di questo commento della lezione di moralità che ci ha offerto.

Sono qui, ancora una volta per dire al mondo il mio rispetto per chiunque, uomo o donna che sia, sappia amare veramente, sappia dirlo e viverlo sinceramente.. nessuno di noi ha diritto a giudicare, a condannare, nessuno, perchè nessuno, se non vive certe situazioni, sa il dolore, le ansie, le frustrazioni che ci si porta nell’animo.. può essere l’omosessualità, può essere un abbandono infantile, un lutto, un divorzio, qualunque evento che nella nostra vita ci piaga, ci annichilisce, ci tormenta, ci nasconde a noi stessi..

Un uomo, una donna, due compagni di viaggio, due anime in cerca di serenità, il coraggio di dirsi "ti voglio bene per quello che sei, chiunque tu sia, per la luce che hai dentro, per la tenerezza che ci avvolge, per l’intimità struggente del darsi la buonanotte o il buongiorno, senza toccarsi, senza violentarsi, rispettando gli spazi, i tempi, i giardini segreti.. trovare in un abbraccio, solo in quello la purezza, l’essenza stessa dell’Amore, della Vita.. ma gli altri, armati di gelosia, invidia e cattiveria hanno visto e colpito, violentato e ucciso, sporcato nel modo più bieco e sordido tutto questo, ridicolizzato i protagonisti, li hanno confusi e spezzati al punto tale che oggi si stanno perdendo, non riescono più a riconoscersi, a ritrovarsi…io, che l’ho amato nell’anima, pur sapendo che fisicamente non mi avrebbe mai amata, che lo amo tuttora, lo vedo deriso e non posso far nulla, temo che le persone possano ricattarlo, sapendo la verità e non posso fermarle..

Quando il Male agisce sconvolge al punto che spesso incolpiamo chi amiamo di più o lo allontaniamo, non vogliamo soffrire e ci nascondiamo o ancor peggio allontaniamo l’altra persona, cancelliamo tutto per paura, perchè gli altri da fuori stanno forzando la nostra anima, il nostro privato stavamo riuscendo a armonizzare le parti, il passato di lui, con le sue pagine di omosessualità e il futuro, con una donna vicino, un poco mamma, sorella, amica, compagna, tua per sempre, anche se non amante, senza rinnegare nulla, nè ricordi, nè persone con il rispetto e la comprensione totale di ogni affetto suo, passato e presente: ognuno aveva finalmente trovato il suo posto.

Si riaprono d’improvviso le ferite dell’anima, della psiche che si andavano cicatrizzando, le mie, di donna tante volte offesa da uomini che oltre alla passione e al sesso non vedevano nulla, le sue, di un uomo tagliato a metà, incomprensibile a se stesso..

E ora, con un dolore nel cuore da spaccarlo, con la disperazione di chi sa di non poter far nulla per fermare gli eventi, di aver perduto per sempre purtroppo una parte di me stessa a voi chiedo questo: pretendete in qualunque modo possiate, con calma e rigore da tutti rispetto.. non vergognatevi mai di essere come siete, neppure per un istante, arricchite voi stessi spiritualmente e interiormente, fate capire tormenti e gioie, chi vi ama davvero capirà.. di altro il mondo deve vergognarsi, di chi tradisce le amicizie, di chi svergogna le persone, di chi le distrugge.

Oggi più che mai vado avanti a testa alta, continuerò a ripeterlo a gran voce: l’uomo che amo da sempre è gay, non cambia nulla.. e oggi per evitargli altri tormenti sparirò dalla sua vita, perchè non soffra oltre.. non sono io a dovervi vergognare, nè lui per il sentimento che prova per me, si deve vergognare quella donna che ha cercato di portarselo a letto, per curiosità morbosa, per invidia e per gelosia, umiliandolo e colpendolo nel profondo.

19 giugno 2008 1.05

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MONTALE GAY?

Ciao Project,

ti scrivo perché fai cose che hanno un senso e mi devo pure sfogare in qualche modo. Ho 19 anni e sto facendo adesso la maturità. Be’ io sto imparando a mie spese quanto convenga essere ipocriti. Quest’anno alla prova di italiano c’era un tema su una poesia di Montale e sulla missione salvifica della bellezza femminile. Il giorno appresso è uscito sui giornali che Montale aveva scritto quella poesia per un ballerino russo. Non so se Montale avesse niente a che vedere coi gay, ma non credo, quello che ho pensato leggendo quello che hanno scritto i giornali il girono successivo è che Montale deve essere stato almeno una persona intelligente se ha potuto parlare in quei termini della bellezza di un ragazzo, anche se magari lui era etero. Etero sì, ma non schiacciato sui modelli più stupidi della letteratura. Se avessi saputo a chi era dedicata quella poesia l’avrei commentata, ma il ministero fa veramente cose strane, tra tutta la letteratura etero che c’è, se volevano parlare di donne angelicate di scelta ne avevano, ma loro sono andati a parlare di forza salvifica della bellezza femminile pure commentando una poesia dedicata ad un uomo! Ma perché non ci può essere una forza salvifica della bellezza maschile? Per Montale esisteva, ma per il ministero un’idea del genere è totalmente inconcepibile. Ho fatto il tema sulla Costituzione. Io quando leggo la costituzione mi commuovo, quello è un po’ il mondo come dovrebbe essere, una cosa seria, dove c’è libertà e c’è rispetto e non uno schifo come quello in cui viviamo, in cui chi strilla di più ha ragione. Della storia di Montale i miei compagni ne hanno fatto occasione di battutacce e io zitto! Che schifo! Da parte loro perché ci ridono sopra e da parte mia perché non ho il coraggio di fargli notare quanto sono stupidi. Nel tema sulla Costituzione ho parlato pure dei gay e ho detto che se un ministro coma Mara Carfagna si permette dei commenti omofobi (dice che i gay sono “costituzionalmente sterili” e che “per volersi bene il requisito fondamentale è poter procreare”) lei sta offendendo anche la Costituzione che dovrebbe essere una lezione di vita anche per lei. Queste cose le ho scritte sul tema! Che succederà? Aspetto il verdetto. Se mi tagliano le gambe vuol dire che sono deficienti. Un professore mio che non si sbottona mai troppo, però, mi ha fatto capire che quando hanno letto il mio tema lo hanno addirittura apprezzato. La tesina l’ho fatta su Petronio, Wilde, Gadda e Pasolini. Chi vuole capire capisce. Be’ le cose le ho prese in termini generali però il centro era il perbenismo borghese. I professori miei non sono stupidi e durante l’hanno mi hanno trattato con molto rispetto. Che sono gay non l’ho detto mai apertamente, ma chi vuole capire capisce e secondo me hanno capito tutti. Però per gli esami tesina soft, prudenza, mezzi toni, insomma questa sarebbe la libertà! Ma perché nella Costituzione non c’è esplicitamente una libertà di essere gay, anzi un vero e proprio diritto. Non so che ne pensi tu, ma io penso che il mondo fa schifo, lo penso veramente, non mi piace vivere in un mondo di ipocriti in cui se sei ipocrita ti danno pure il premio e se dici quello che pensi realmente ti sputano in faccia! Ma il mondo nostro è così. Io sono gay, non appartengo e non voglio appartenere a questo mondo da schifo, certe volte spaccherei tutto. In un mondo di ipocriti come questo mi ci sento stretto. Adesso per fortuna (se non mi bocciano) la scuola è finita, almeno cambio aria! Ho bisogno di libertà, di vivere la mia vita senza guinzagli di nessun genere. Purtroppo non me ne potrò andare di casa e dovrò continuare a fingere ancora per parecchi anni! I miei compagni etero hanno tutti la ragazza e se la portano a casa, io devo vivere di nascosto, ma ti sembra giusto? Noi il diritto ad essere noi stessi ce lo dobbiamo riprendere, che poi non è una cosa teorica, perché se vivo nascosto non ho nemmeno la possibilità di trovarmi un ragazzo e magari devo passare tutta la vita da solo mentre certa gente ci fa pure il ministro dicendo stupidaggini. Ma quello è solo quello che si vede, poi c’è tutto quello che non vede, tutta l’omofoba nascosta dei buoni sentimenti nel modo più ipocrita, ma che te lo dico a fare? Tu lo sai meglio di me!

Un abbraccio

Enrico
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GIOCHI GAY DI RAGAZZI ETERO

Ciao Project,

sono ancora io, Giorgio [Si tratta del Giorgio autore della mail inserita come post di apertura della discussione: https://sites.google.com/site/progettogay/indici-vecchio-forum-progetto-gay/capire-di-essere-gay/non-voglio-essere-gay]. So benissimo che ti sto rompendo le scatole tutti i giorni, o no? Non lo so, qualche volta mi resta il dubbio, tu non sbotti mai. Vabbe’, ma se arrivassi a capire in che guai mi ha cacciato! Abbiamo litigato ormai parecchie volte e ti ho chiuso più volte la chat in faccia, perché secondo me te lo meriti, però poi ti ho richiamato e certe volte mi è costato proprio caro. Ma adesso, ammettiamo pure che tutte le cose che hai cercato di infilarmi in testa siano giuste, va bene, ammesso e non concesso che io sia gay, e guarda, ammetterlo per me è proprio una cosa difficilissima, perché la parola gay non la sopporto proprio e poi, diciamo, vederla associata a me mi fa venire proprio l’urticaria, però, va bene, ok, può essere come dici tu, anzi forse è proprio come dici tu, ma perché io non ci posso provare a cambiare strada? È questo che non capisco, io etero mi ci sono sentito per anni e questa maledizione del gay in fondo è cosa di solo pochi mesi. Che ne so, mi sono preso un’ubriacatura gay, ma poi passa, ci dormo un po’ sopra, poi mi risveglio e mi trovo etero, mica è detto che mi deve durare tutta la vita, adesso è così, ok, ma adesso, ma domani è un altro giorno. Capisci quello che voglio dire? Cioè, che dovrei fare? Mi dovrei mettere a cercarmi un ragazzo e tutto il casino che viene appresso, e per che cosa? Per rendermi conto magari tra un mese che l’ubriacatura gay mi è passata e che nel frattempo mi sono cacciato in un casino enorme? No! Io dico che passa, magari non subito, però secondo me passa, perché non è che siano cose che io le sento poi così forti tutti i giorni, ne abbiamo parlato tanto. I ragazzi li guardo, e va bene, però non è che ci perdo le bave appresso a loro, della palestra te l’ho detto, però quelle cose le fanno pure gli etero, cioè sono un modo di scherzare, di giocare. Tu vedi il sesso serio dappertutto, ci gioco pure io, ok, e allora? È gradevole, che ti devo dire, sì anche a livello sessuale, ma secondo me quelle cose sono gradevoli pure per i ragazzi etero, perché tu dei gay qualche cosa capisci, ma dei ragazzi etero non ne capisci proprio niente, perché i ragazzi etero sotto sotto sono molto più liberi in cose gay di quello che credi tu. Almeno i ragazzi che conosco io. T’ho detto di Alfredo, quello è un etero spaccato, ma che ti credi che quello non ci si diverte pure lui? Secondo me ci si diverte esattamente come mi ci diverto io, ma a uno come quello che gli dici? Che è gay? Hai capito che voglio dire? Tu schematizzi troppo, ma i confini in queste cose sono vaghi, invece tu appiccichi etichette a tutto spiano. Io con Alfredo ci sto benissimo, lo so che è etero, ma ci sto benissimo lo stesso, mentre quelli un po’ più tipo checca non li sopporto proprio. Cioè io penso che un etero (uno come me, perché io nonostante tutto mi sento ancora etero) qualche divertimento gay se lo possa pure prendere. Ma perché no? Io non lo so, ma penso che con un uomo non mi ci troverei bene, la fantasia ce l’ho avuta e pure più di una volta ma lo so che non ci starei bene, cioè non riuscirei a convivere con un uomo, però perché non dovrei scherzare con gli amici? Scherzare, sì. Perché di questo si tratta, anche a livello sessuale, ma perché, i ragazzi etero questo cose non le fanno? Ma le fanno eccome e sono etero! Project, onestamente io non sono troppo convinto che le cose che dici tu siano tutte giuste, ok, la maggior parte probabilmente lo sono, ma in fondo, non dico che non mi sento assolutamente gay, forse un po’ sì, diciamo pure al 70%, adesso come adesso, però, per me, potrebbe essere tutta un’altra cosa. Mannaggia a te! Ti torcerei il collo! Hai cominciato a mettermi un sacco di dubbi in testa e quelli mi stanno lavorando dentro e mi hanno proprio messo in crisi. Però io una lettura proprio gay gay alle cose che faccio io non riesco a dargliela, puoi dire che non gliela voglio dare, ma non è vero, perché ti ho dato ragione al 70%, però un 30% me lo devi lasciare. Poi m’hai messo in testa tutta quell’altra stron.. della solitudine. Sono solo, ok! E allora? Sì, una ragazza non ce l’ho e non me ne frega niente di trovarmela ma non me ne frega niente nemmeno di trovarmi un ragazzo. Ma perché? Uno della mia età non può pensare solo a divertirsi? Cioè mi devo mettere con qualcuno per forza? Ma chi l’ha detto! Io sto bene così, non me ne frega nulla dei sogni degli altri, io adesso la mia vita me la voglio godere! Però Project, a parte queste cose, il fatto che i ragazzi etero qualche giochetto gay lo facciano è verissimo. Tu queste cose non le sai perché tu parli solo coi ragazzi gay ma se parlassi con i ragazzi etero ti renderesti conto che certi comportamenti che tu consideri gay, in effetti, non sono mica solo dei gay, anzi! Gli etero sono molto più disinibiti in cose gay di quello che ti immagini. Non saranno cose d’amore, magari saranno cose di solo sesso, ma le fanno eccome, e poi restano etero al 100%. Non è mica vero che i due mondi sono così divisi. Guai a te se mi dici che questi sono ragionamenti campati per aria, perché sono ragionamenti seri e secondo me hanno un valore enorme. Non sto cercando comunque una scappatoia, se mi toccherà adattarmi all’idea di essere gay al 100%, beh, mi adatterò, che devo fare! Però io penso che la mia lettura delle cose abbia una base molto seria. Ti aspetto stasera in chat e voglio vedere come te la cavi! Scherzi a parte, ma è mai possibile che uno come me debba finire gay al 100%? No! Secondo me non è così!

G.

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AMICI GAY TRA SESSAULITÀ E SOLITUDINE

Questo post è dedicato all’amicizia tra gay. Parlando in chat con tanti ragazzi gay, osservo che spesso l’amicizia tra ragazzi gay è considerata una problematica di secondo piano e comunque subordinata rispetto all’innamoramento che, dati i coinvolgimenti sessuali è in sostanza il principale centro di interesse tra i ragazzi gay, in tema di rapporti interpersonali.

AMICIZIA GAY ORIGINARIA

L’amicizia tra gay può nascere fin dall’origine come amicizia da entrambe le parti, come quando deriva da una conoscenza che risale molto indietro nel tempo alla quale si aggiunge successivamente una connotazione gay da entrambe le parti. In questi casi l’interesse sessuale non esiste e la scoperta di essere due gay porta a una maggiore spontaneità e non ad una deriva sessuale, cioè ad una trasformazione dell’amicizia in un rapporto basato sull’interesse sessuale. I due ragazzi, ormai consapevoli di essere due ragazzi gay, potranno parlare tra loro liberamente e di tutto, compresa la sessualità senza complicazioni. Questi tipi di amicizia hanno di solito una notevole stabilità e alimentano una sensazione di libertà e di contatto diretto con l’amico che migliora nettamente il livello della vita personale.

AMICIZIA GAY COME SECONDA SCELTA

In molti casi, quando la ricerca di un compagno non produce i risultati sperati, due ragazzi gay che si sono incontrati col fine precipuo di verificare la possibilità di creare una coppia, una volta che detta eventualità appaia svanita, possono scegliere di RESTARE AMICI. Questa espressione indica che il rapporto di cosiddetta amicizia tra quei ragazzi non è primario, ma è la conseguenza della impossibilità di ottenere altro. L’espressione RESTARE AMICI deve essere intesa come RESTARE ALMENO AMICI. L’amicizia ha qui un valore di seconda scelta.

Dietro questo tipo di amicizia si celano delle insidie legate al fatto che il fallimento del progetto di coppia, in genere, lascia uno dei due ragazzi (quello a causa del quale la coppia “non si è formata” cioè quello meno attratto dall’altro ragazzo) più disponibile a mantenere di fatto un legame di amicizia che dal suo punto di vista non si intreccia con la sessualità. L’altro ragazzo (quello che ha provato a formare la coppia, cioè quello più attratto dall’altro ragazzo) finisce per accettare l’amicizia come seconda scelta pur di non perdere il suo oggetto d’amore. Questo ragazzo rappresenta l’elemento debole della coppia di amici che si sta cercando di creare perché per lui l’amico non è un amico ma in sostanza un vero oggetto d’amore, cioè un oggetto di interesse sessuale vero e proprio. La repressione di questo interesse sessuale può essere molto difficile da gestire perché nell’elemento debole della coppia permane comunque la speranza che quell’amicizia si trasformi prima o poi in amore sessuale. Il conflitto tra quella speranza e la realtà fa sì che per l’elemento debole l’amicizia sia solo di facciata.

DIALOGO TRA AMICI GAY

I ragazzi gay parlano con i loro amici dei temi più svariati, ne segnalo alcuni tra quelli seri, perché il dialogo con amici gay assume spesso la dimensione di vero e proprio gioco in cui le battute ovvie, la politica e gli avvenimenti di cronaca hanno un ruolo importante, ma non è di questo che intendo trattare qui. Tra gli argomenti fondamentali legati alla vita dei ragazzi gay e oggetto frequente di dialogo con amici gay ricordo:

1) L’affabulazione gay, cioè le chiacchiere leggere gay, una specie di gioco che nasconde aspetti di verità. Questa affabulazione, che in molti casi resta l’unico oggetto delle conversazioni tra amici gay, non è affatto una banalità. Per molti ragazzi parlare di sessualità o di problemi affettivi profondi con i propri amici è spesso difficilissimo perché subentrano delle vere e proprie forme di inibizione, le remore ad aprirsi ad un dialogo serio possono essere spesso profonde e l’affabulazione gay costituisce una specie di surrogato del dialogo esplicito e talvolta, significativamente, un primo passo che porta verso un dialogo in cui sia possibile finalmente un discorso esplicito. Spesso i ragazzi gettano nell’affabulazione gay degli elementi molto importanti, che sembrano inseriti quasi casualmente nella discussione, se questi elementi vengono notati e valorizzati dall’altro ragazzo l’amicizia è avvalorata da vere e proprie affinità (campi comuni di interesse, esperienze ed emozioni comuni), se invece quegli elementi non sono colti dall’altro ragazzo l’amicizia scivola verso un rapporto generico.

2) La sessualità. Nella maggioranza dei casi gli amici gay parlano tra loro di sessualità solo in modo piuttosto generico (desiderio di trovarsi un ragazzo e relative vicende) ma ben difficilmente ne parlano in modo esplicito (desideri, esperienze sessuali, masturbazione, sogni erotici, fantasie sessuali) perché questi argomenti sono considerati istintivamente troppo strettamente appartenenti alla sfera sessuale per essere condivisi con ragazzi con i quali non c’è un contatto sessuale. In particolare, i ragazzi che vivono in coppia o cha hanno relazioni comunque stabili e soddisfacenti, parlano poco di sessualità esplicita con i loro amici. E pur vero, tuttavia, che la maggior parte dei ragazzi, e non solo di quelli giovanissimi, non hanno un ragazzo col quale abbiano una intimità sessuale, per questi ragazzi, quindi, le tematiche strettamente sessuali non potrebbero mai essere argomento di discussione se questi ragazzi non creassero almeno dei momenti di confidenza tale con i loro amici da affrontare temi esplicitamente sessuali. Questi momenti hanno un valore notevolissimo perché costituiscono spesso l’unica possibilità di dialogo serio su tematiche sessuali che, specialmente se in chiave espressamente gay, possono essere trattate solo con amici gay perché in altre situazioni sono un tabù che è rischioso violare. Sottolineo che l’apertura ad un dialogo su temi esplicitamente sessuali, tra due amici gay, se è il segno di una forma di confidenza molto profonda, non è esente da rischi perché talora dietro un dialogo esplicitamente sessuale può nascondersi o crescere un vero e proprio interesse sessuale da parte di uno dei due. Mi soffermo brevemente su una questione molto importante: parlare della sessualità e in specie della propria sessualità aiuta molto ad uscire dalla dimensione mitica del sesso e a collocare la sessualità in una giusta prospettiva, come un aspetto ordinario della vita di tutti. I ragazzi che sono abituati a parlare della propria sessualità vivono una sessualità molto meno dipendente dai modelli della pornografia e soprattutto vivono il loro essere gay come normalità, sono molto meno soggetti al rischio di scivolare nella malinconia e in genere vivono una vita più soddisfacente e più sostanzialmente libera.

3) I problemi di carattere affettivo e familiare: in particolare il rapporto con i genitori e con l’ambiente sociale. Sono tematiche secondarie solo all’apparenza perché per tanti ragazzi gay il mancato rapporto affettivo con i genitori, l’esperienza del rifiuto e dell’incomprensione sono cose realmente traumatiche che il colloquio con gli amici aiuta ad oggettivare. È fondamentale tenere presente che la sessualità, come espressione della vita affettiva, risente dello stato emotivo complessivo della persona e che una situazione di isolamento all’interno della famiglia o la necessità di non manifestare i propri orientamenti sessuali o di vivere la propria sessualità di nascosto pesano molto sulla vita sessuale e sui conseguenti livelli di gratificazione.

4) Lo scoraggiamento e gli atteggiamenti negativi di fronte alla vita.

MALINCONIA GAY

È sul punto n. 4 che vorrei soffermarmi ora.

I ragazzi gay, proprio perché vivono spesso in situazioni di privazione affettiva sostanziale sono soggetti al rischio di essere preda di stati malinconica. Alcuni comportamenti sono sintomatici di questo stato di negatività diffusa:

1) Progressivo abbandono delle chat per i ragazzi che le usavano quotidianamente.

2) Tendenza a sentirsi vittima di qualcosa di ineluttabile, come se per un ragazzo gay non esistesse speranza.

3) Rifiuto dell’essere gay e rimpianto di una normalità perduta che avrebbe portato la felicità.

4) Atteggiamenti di rifiuto del mondo, valutato un non senso.

5) Presenza nei discorsi del tema della morte e del suicidio, come rimedio ad una vita priva di senso.

In situazioni come queste la presenza di amici gay può avere due significati opposti:

1) Se i due ragazzi sono entrambi in una fase malinconica, il loro colloquio finirà per rafforzare lo stato malinconico, creando più danno che beneficio.

2) Se uno dei due ragazzi avrà un atteggiamento positivo, potrà dare all’altro ragazzo una mano fortissima che lo tragga fuori dal rischio di scivolare nella malinconia profonda.

Aggiungo una cosa, quando un ragazzo che rischia di scivolare in uno stato malinconico si rende conto che può fare qualcosa di buono per il suo amico che si trova in una situazione analoga, talvolta si mette in moto un meccanismo operativo che è il migliore argine al crescere della malinconia. Fare è importante, fare per un amico è importantissimo, si tratta in sostanza di assumere dei ruoli affettivi che risultano gratificanti su entrambi i fronti e spezzano di fatto la solitudine affettiva che il primo motivo della malinconia dei ragazzi gay.

Un rischio concreto congiunto alla malinconia gay è legato all’idea che sia possibile ovviare a quella malinconia non tramite l’amicizia gay e i rapporti affettivi ma tramite un esercizio molto disinvolto della sessualità. Si tratta di una via di fuga piuttosto seguita. Il rischio è a due distinti livelli:

1) Rischio generale legato all’esercizio della sessualità non in condizioni di sicurezza.

2) Rischio della profonda delusione derivante proprio dell’esercizio di una sessualità non affettiva. Pensare che si possano sostituire i rapporti affettivi veri con una sessualità disinvolta nei confronti di persone incontrare spesso per caso è uno degli sbagli che più frequentemente i ragazzi gay commettono. Se la loro ricerca di distrazione sul piano sessuale fosse una cosa superficiale, il fallimento dei loro tentativi non sarebbe in fondo traumatico, ma quei ragazzi investono nella loro ricerca sessuale tutta la loro affettività profonda e si aspettano risultati che non potranno ottenere, per loro, dunque, la delusone sarà grandissima ma non li porterà a cambiare rotta ma a provare esperienze analoghe con altri ragazzi, perpetuando un meccanismo di fuga che non porta da nessuna parte. In situazioni del genere un amico gay può essere determinante e la soddisfazione di un colloquio serio e aperto sulle vere motivazioni della malinconia e del senso di scoraggiamento può avviare alla vera risoluzione del problema.

Un ragazzo gay tendente alla malinconia, in genere non rifiuta il contatto affettivo e anzi risponde con assoluta serietà, cioè si mette in gioco ma desidera essere cercato e non è portato a fare il primo passo. È per questo che avere amici gay che lo cerchino è fondamentale per il mantenimento di un equilibrio affettivo sostenibile. I veri amici fanno il primo passo verso i loro amici e non si limitano ad attendere e a giocare di rimessa.

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SESSO GAY OCCASIONALE

Questo post è dedicato al sesso gay occasionale.

La sessualità gay è una forma di comunicazione interpersonale particolarmente intensa che si realizza quando due ragazzi arrivano ad un livello di comunicazione tale da giungere a condividere anche la propria intimità sessuale. Perché una cosa del genere si realizzi è necessario che tra quei due ragazzi esista un rapporto affettivo profondo e che la fiducia reciproca sia senza riserve. Quando due ragazzi si vogliono bene al punto che la felicità dell’uno costituisce la felicità anche dell’altro e che ciascuno ha il piacere di cedere a vantaggio dell’altro, allora il contatto sessuale tra quei due ragazzi ha un senso profondo di condivisione.

La soddisfazione sessuale di due ragazzi che si vogliono bene non deriva da particolari pratiche sessuali, ma dal percepire che la comunicazione reciproca è totale, e che l’esperienza dell’altro anche in termini fisici non incontra più alcun ostacolo. In altre parole, la soddisfazione sessuale esalta il senso di comunicazione e di reciprocità. La sessualità gay, a livello alto, ha una dimensione essenzialmente altruistica ed è incompatibile con atteggiamenti egoistici e predatori o con la strumentalizzazione dell’altro.

Partendo da questa idea di sessualità si comprende come le pratiche sessuali occasionali siano una realtà totalmente diversa proprio perché priva della dimensione affettiva profonda che caratterizza la vera sessualità gay e la sua capacità di essere autenticamente soddisfacente.

Nessun ragazzo gay preferirebbe il sesso occasionale ad un rapporto serio in cui la sessualità abbia una profonda base affettiva. Perché allora il sesso occasionale è ancora una realtà comune e la ricerca del sesso occasionale assorbe tanto tempo e tante energie mentali dei ragazzi gay?

La risposta la forniscono proprio i ragazzi gay che cercano sesso occasionale. Questi ragazzi dicono: “ Io posso fare sesso solo così! Vorrei tanto vivere una sessualità espressione di un amore profondo e reciproco, ma quella è soltanto un’utopia che non si realizzerà mai, mentre il sesso occasionale è una realtà comune e in fondo anche facile da realizzare”. In questa risposta c’è del vero, nel senso che la ricerca del sesso occasionale è facile, ma c’è anche del falso, nel senso che la ricerca di una sessualità complementare ad una vita affettiva profonda non è affatto un’utopia anche se non è certo una cosa facile da realizzare.

In altri termini la strada verso il sesso occasionale è facile, quella verso una sessualità profondamente affettiva è molto meno facile, per questa ragione tanti rinunciano di fatto a cercarla e si accontentano del sesso occasionale vivendo il sesso occasionale come un surrogato della vita effettiva.

Le persone che fanno sesso occasionale di fatto rinunciano ad avere una vita effettiva soddisfacente e investono tutte le loro energie in una sessualità tecnica, per loro il sesso non è un contatto tra persone ma una cosa da fare. Spesso la ricerca del sesso occasionale è teoricamente accettata come una realtà eventuale e rarissima anche da parte di ragazzi che almeno in teoria cercano una sessualità di tipo affettivo: “Se dovesse capitarmi non direi di no.” A parte i rischi per la salute che nell’esercizio di pratiche sessuali con sconosciuti sono decisamente più alti che nella sessualità di una coppia che vive una stretta monogamia, il sesso occasionale tende a diventare une vera e propria forma di dipendenza, in qualche modo simile all’uso degli stupefacenti. Il meccanismo di illusione e successiva delusione si ripete con una continuità esasperante e la frustrazione finisce per essere l’esito scontato di ogni incontro.

Il senso di frustrazione non deriva dalla inadeguatezza di questa o quella pratica sessuale ma dal rendersi conto che nessuna pratica sessuale può supplire alla mancanza di un effettivo e maturo rapporto interpersonale.

Vorrei sottolineare che in quello che dico non c’è alcun giudizio morale sulle persone che ricercano e praticano sesso gay occasionale, spesso anche non più giovani. Evidentemente per queste persone la sensazione di privazione affettiva è così profonda e la prospettiva di creare un contatto affettivo autentico è così remota che ritengono di ricercare attraverso il sesso gay occasionale qualcosa che almeno somigli a una vita affettiva. Ci tengo a precisare che ho avuto modo di conoscere tanti ragazzi e anche non più ragazzi gay che ricorrono al sesso occasionale e, parlando con loro, ho potuto notare che sono ragazzi che hanno voglia di parlare, di confrontarsi, di creare contatti umani veri. Si tratta di una parte non trascurabile dei ragazzi e dei non più ragazzi gay e ancora più numerosi sono i gay che nella loro vita attraversano almeno una volta un periodo dominato dalla ricerca del sesso gay occasionale in sostituzione di una vita affettiva che di fatto non si realizza.

Di fronte a queste cose, che esistono e che condizionano la vita di molte persone, perché la ricerca del sesso occasionale sostitutivo finisce spesso per essere il principale centro di interesse di un ragazzo gay, le risposte di carattere moralistico costituiscono la reazione più comune e nello stesso tempo più deleteria. Il fenomeno della ricerca del sesso occasionale è l’effetto della privazione affettiva alla quale moltissimi ragazzi gay sono sottoposti già in ambito familiare. Il moralismo, che presuppone un pregiudizio di tipo morale, è profondamente immorale perché accentua l’isolamento e favorisce il diffondersi dei modelli di comportamento dedotti dalla pornografia proprio perché restano di fatto gli unici modelli proposti ai ragazzi gay in rapporto alla loro sessualità.

Parlando in chat con i ragazzi gay vedo praticamente ogni giorno i danni che il moralismo produce, mi rendo conto di quanto i modelli derivati dalla pornografia finiscano per radicarsi nella coscienza dei ragazzi che faticano non poco a staccarsi da una rappresentazione tipicamente pornografica della sessualità gay.

Mi capita spesso di dare a tanti ragazzi risposte molto lontane da quelle che si aspettano in materia di sesso occasionale. Circa un terzo dei quei ragazzi reagiscono in modo nervoso e poi non si fanno più sentire ma con gli altri due terzi si apre un confronto vero ed è incredibile quanta disponibilità e quanta serietà si possa trovare in questi ragazzi che non sono assolutamente abituati all’idea di essere rispettati e di poter parlare di questioni attinenti alla sessualità in modo serio. Per questi ragazzi staccarsi dalla ricerca frenetica del sesso occasionale non è facile comunque e rappresenta uno sforzo di volontà notevole che diventa però sopportabilissimo quando si presenta la prospettiva concreta di un rapporto affettivo autentico e gratificante. La costruzione di questo rapporto in genere rianima anche i ragazzi più frustrati e rende particolarmente semplice l’uscita della dipendenza dal sesso occasionale.

I ragazzi gay hanno bisogno soprattutto di affetto e di speranza, per quanto possa sembrare paradossale, il sesso occasionale è una delle risposte più comuni alla

mancanza di affetto e di speranza.

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