TEORIA DELL’INVERSIONE SESSUALE

Presento oggi la traduzione dell’intero capitolo 6 del trattato di Havelock Ellis sull’Inversione sessuale. Il capitolo affronta le varie teorie per spiegare l’inversione sessuale, da quelle freudiane a quelle decisamente più organiciste legate agli studi allora appena avviati sugli ormoni. In tutte queste teorie emerge però costante l’idea della femminilizzazione dell’omosessuale, idea che Haddington Symonds considerava  del tutto irrealistica e che non prese mai seriamente in considerazione, ma che è stata in voga per decenni, lasciando anche oggi tracce condizionanti. È da osservare che nel trattato di Ellis si riscontra una impostazione che tende pregiudizialmente a non distinguere l’omosessuale dal transessuale ed è proprio questo fatto che accredita l’idea della femminilizzazione dell’omosessuale. In fondo le ricerche di Ellis non giungono, nella sostanza, a risultati sbagliati, ma quelle ricerche riguardano una platea di persone che non è ristretta ai soli omosessuali nel senso moderno del termine (distinti cioè dai transessuali e da altri fenomeni di vera sessualità intermedia, fisica o affettiva). L’opera di Ellis, pur iniziata in collaborazione con Addington Symonds, prese poi, nel corso degli anni e dopo la morte di Symonds, una strada autonoma. Nell’edizione del 1927, devo dire “purtroppo”, l’impostazione di Symonds, che conosceva in prima persona il mondo omosessuale, è stata messa da parte per dare spazio alle classiche teorie mediche sull’omosessualità, astrattamente congetturali e ancora piene di pregiudizi.

CAPITOLO 6

LA TEORIA DELL’INVERSIONE SESSUALE

L’analisi di questi casi conduce direttamente a una questione di primaria importanza: Che cos’è l’inversione sessuale? Si tratta, come molti vogliono far credere, di un vizio abominevole acquisito, che deve essere sradicato con la prigione? o è, come pochi affermano, una varietà benefica delle emozioni umane che dovrebbe essere tollerata o addirittura favorita? Si tratta di una condizione di malattia che qualifica chi ne è affetto per il manicomio? o è una mostruosità naturale, un umano “divertimento”, le cui manifestazioni devono essere regolate quando diventano antisociali? Probabilmente c’è un elemento di verità in più di uno di questi punti di vista. Punti di vista molto divergenti sull’inversione sessuale sono in gran parte giustificati dalla posizione e dall’atteggiamento del ricercatore. È naturale che l’ufficiale di polizia debba trovare che i suoi casi sono in gran parte meri esempi di vizio disgustoso e di crimine. È naturale che il direttore del manicomio debba scoprire che abbiamo principalmente a che fare con una forma di follia. È altrettanto naturale che l’invertito sessuale stesso debba scoprire che lui e i suoi amici invertiti non sono così diversi dalle persone normali. Dobbiamo riconoscere l’influenza della deformazione professionale e personale e l’influenza dell’ambiente.

Ci sono state due correnti principali quanto ai punti di vista sull’inversione sessuale: una che cerca di allargare la sfera dell’acquisito (rappresentata da Binet, – che, comunque, ha riconosciuto la predisposizione, – Schrenck-Notzing, e recentemente i freudiani), l’altra che cerca di allargare la sfera della congenito (rappresentata da Krafft-Ebing, Moll, Féré, e oggi dalla maggior parte degli autori). C’è, come di solito accade, verità in entrambi questi punti di vista. Ma, dato che coloro che rappresentano il punto di vista dell’inversione acquisita spesso negano ogni elemento congenito, siamo chiamati a discutere la questione. Il punto di vista secondo il quale l’inversione sessuale è interamente spiegata attraverso l’influenza delle prime associazioni, o della “suggestione”, è attraente e, a prima vista, sembra essere supportata da quello che sappiamo sul feticismo erotico, attraverso il quale i capelli di una donna, o un piede o anche l’abbigliamento, diventano il fulcro delle aspirazioni sessuali di un uomo. Ma si deve ricordare che ciò che vediamo nel feticismo erotico è soltanto l’esagerazione di un impulso normale; ogni amante è in qualche misura eccitato dai capelli della sua amante, o dal piede, o dagli indumenti. Anche qui, dunque, c’è realmente ciò che può essere ragionevolmente considerato come un elemento congenito; e, inoltre, c’è ragione di credere che il feticista erotico di solito mostri ulteriori elementi congeniti ereditari di nevrosi. Pertanto, l’analogia col feticismo erotico non porta molto aiuto a coloro che sostengono che l’inversione è puramente acquisita. Si deve inoltre rilevare che questo argomento a favore dell’inversione acquisita o suggerita comporta logicamente l’affermazione che la sessualità normale è anch’essa acquisita o suggerita. Se un uomo viene attratto verso il proprio sesso, semplicemente perché il fatto o l’immagine di tale attrazione vengono portati davanti a lui, allora siamo costretti a credere che un uomo venga attratto verso il sesso opposto solo perché il fatto o l’immagine di tale attrazione è stata portata davanti a lui. Tale teoria è impraticabile. In quasi tutti i paesi del mondo gli uomini creano legami con altri uomini, e le donne con altre donne; se l’associazione e la suggestione fossero le uniche cause influenti, l’inversione, invece di essere l’eccezione, dovrebbe essere la regola per tutta la specie umana, se non, addirittura, per tutta la serie degli animali. Inoltre, dovremmo ammettere che l’istinto umano più fondamentale è costituito in modo da essere ugualmente ben adattato alla sterilità come a quella propagazione della specie che, come un dato di fatto, troviamo dominante in tutta la vita. Bisogna quindi mettere da parte del tutto l’idea che l’orientamento dell’impulso sessuale sia solo un fenomeno suggerito; una tale nozione è del tutto contraria all’osservazione e all’esperienza, e non si può inserire facilmente in uno schema biologico razionale.

I freudiani – sia le scuole ortodosse che quelle eterodosse – hanno talvolta contribuito, involontariamente o meno, a far rivivere l’idea ormai antiquata che omosessualità sia fenomeno acquisito, e, insistendo sul fatto che il suo meccanismo è un puramente psichico, anche se inconscio, hanno avvalorato l’idea che esso possa essere riadattato all’ordine normale con metodi psicoanalitici. Freud per primo ha steso una formulazione completa della sua visione dell’omosessualità in un piccolo e pregnante libro originale, Abhandlungen zur Sexualtheorie(1905), ed ha spesso toccato altrove l’argomento, come hanno fatto molti altri psicoanalisti, tra cui Alfred Adler e Stekel, che non appartengono alla scuola freudiana ortodossa. Quando gli invertiti sono studiati psicoanaliticamente, Freud crede che si constati che nella prima infanzia essi passino attraverso una fase di fissazione intensa ma breve su una donna, di solito la madre o forse una sorella. Poi, dato che una censura interna inibisce questo impulso incestuoso, essi lo superano da soli identificandosi con le donne e rifugiandosi nel narcisismo, e il sé diventa l’oggetto sessuale. Infine essi cercano maschi giovani simili a loro stessi, che amano come le loro madri li amavano. La loro ricerca degli uomini è determinata in questo modo dalla loro fuga dalle donne. Questo punto di vista è stato esposto non solo da Freud ma anche da Sadger, Stekel, e molti altri. [1] Freud stesso, tuttavia, è prudente nel precisare che questo processo rappresenta solo un tipo di stentata attività sessuale, e che il problema dell’inversione è complesso e diversificato.

Si può dire che questo punto di vista presuma una costituzione bisessuale come normale, e che l’omosessualità sorga dalla soppressione, a causa di qualche incidente, della componente eterosessuale, e dal percorso attraverso un processo autoerotico di narcisismo verso l’omosessualità. Su questa concezione freudiana generale dell’omosessualità si sono basate numerose varianti, e caratteristiche distinte sono state specificamente sottolineate, da singoli psicoanalisti. Così Sadger ritiene che, sotto l’individuo maschio amato dall’invertito, si nasconda una femmina, e che questo fatto può essere rilevato attraverso la psicoanalisi che rimuove lo strato superficiale del palinsesto psichico; egli ritiene che questa disposizione dell’invertito sia favorita da una mescolanza frequente di tratti maschili e femminili nei suoi parenti maschi; originariamente, “non è l’uomo che l’omosessuale ama e desidera, ma l’uomo e la donna insieme in un’unica forma”; l’elemento eterosessuale viene poi soppresso, e quindi rimane l’inversione pura. Inoltre, sviluppando il punto di vista Freudiano sull’importanza dell’erotismo anale (Freud, Sammlung Kleiner Schriften zur Neurosenlehre, vol. ii), Sadger pensa che sia anche la regola per un invertito passivo aver sperimentato l’erotismo anale nell’infanzia ed essere stato spesso sottoposto a clisteri, che hanno portato al desiderio dell’intromissione del pene nell’ano. (Medizinische Klinik, 1909, N. 2.) Jekels spinge questa dottrina oltre e dichiara che tutti gli invertiti sono in realtà invertiti passivi; l’invertito è, nel suo amore, egli afferma, insieme soggetto e oggetto; si identifica con la madre e vede nell’oggetto del suo amore la propria persona giovanile. E, Jekels si chiede, qual è lo scopo di questa riorganizzazione mentale? Può a malapena ottenere da altri, risponde, piuttosto che da parte della madre, la stimolazione della regione anale dell’oggetto, che è ormai diventato lui stesso, per procurarsi lo stesso piacere che durante l’infanzia ha vissuto quando sua madre soddisfaceva il suo erotismo anale. Jekels considera questo punto di vista come la continuazione e la concretizzazione dell’interpretazione di Freud; e il punto principale dell’omosessualità, anche quanto è passiva in modo evidente, diventa il desiderio di soddisfazione erotico-anale (L. Jekels, “Einige Bemerkungen zur Trieblehre,” Internationale Zeitschrift für Aerztliche Psychoanalyse, Sept., 1913). La maggior parte degli psicoanalisti è cauta nel negare una base costituzionale o congenita dell’inversione, anche se lasciano la questione in background. Ferenczi, in un interessante tentativo di classificare l’omosessuale (Internationale Zeitschrift für Aerztliche Psychoanalyse, Marzo 1914), osserva: “L’indagine psicoanalitica mostra che sotto il nome di omosessualità sono riuniti insieme i più vari stati psichici, da un lato vere anomalie costituzionali (inversione o omoerotismo soggettivo), dall’altro condizioni ossessive psiconevrotiche (omoerotismo oggettivo o omoerotismo ossessivo). L’individuo del primo tipo si sente essenzialmente una donna che desidera essere amata da un uomo, mentre l’altro rappresenta una fuga nevrotica dalle donne piuttosto che una simpatia per gli uomini.” La base costituzionale è molto chiaramente accettata da Rudolf Ortvay che sottolinea (Internationale Zeitschrift für Aerztliche Psychoanalyse, Gennaio 1914) che la dottrina biologica dei caratteri recessivi e dominanti nell’ereditarietà contribuisce a rendere chiara la comparsa o la soppressione dell’omosessualità in una disposizione bisessuale. “Gli eventi infantili”, aggiunge, “che, secondo Freud, decidono i rapporti sessuali degli adulti, possono esercitare la loro funzione solo sulla base di una predisposizione biologica, essendo le impressioni infantili determinate dalla predisposizione ereditaria.” Isador Coriat, d’altra parte, pur riconoscendo due forme di inversione, incompleta e completa, afferma coraggiosamente che l’inversione non è mai congenita e mai trasmessa attraverso ereditarietà; è sempre “originata da un preciso meccanismo inconscio.” (Coriat, “Homosexuality,”New York Medical Journal, 22 Marzo 1913). Il punto di vista di Adler sull’omosessualità, come su altre condizioni collegate, differisce da quello della maggior parte degli psicoanalisti perché insiste sulla presenza di un difetto organico originario, che il soggetto cerca di trasformare in un punto di forza; egli accetta due componenti principali dell’inversione: una vaghezza quanto alle differenze sessuali e un processo di auto-assicurazione sotto forma di ribellione e di sfida, e anche la femminilità dell’invertito può diventare un metodo per guadagnare potere (A. Adler, Ueber den Neurösen Charakter, 1912, p. 21).

Il meccanismo della genesi dell’omosessualità avanzato da Freud non deve essere respinto in modo secco. Freud ha spesso manifestato l’intuizione del genio, e si astiene dal plasmare le sue concezioni in quelle forme rigide che sono state a volte adottate dagli psicoanalisti più dogmatici che lo hanno seguito. Né dobbiamo essere indebitamente scioccati dall’aria “incestuosa” del “complesso di Edipo”, [2] come è comunemente chiamato, che compare come componente del processo. La parola “incesto”, anche se è stata utilizzata dallo stesso Freud, sembra quasi una parola non corretta da applicare ai sentimenti vaghi ed elementari dei bambini, soprattutto quando quei sentimenti passano appena al di là di una fase di sentimenti non localizzata e quindi davvero pre-sessuale (nell’uso comune del termine “sessuale”), che può essere considerata naturale e normale. La concezione freudiana viene travisata e compromessa dall’affermazione che si tratta di “incesto”. [3] Quando un bambino ama sua madre con un intero amore, quell’amore comporta necessariamente i germi che nella vita adulta diventano separati e si sviluppano nell’amore sessuale, ma si è imprecisi nel dire che questo amore del bambino è “incestuoso”. È abbastanza facilmente immaginabile che il meccanismo psichico dello stabilirsi dell’omosessualità, in alcuni casi, sia stato corrispondente, al percorso descritto da Freud. Si può anche ammettere che, come gli psicoanalisti sostengono, il dichiarato horror feminæ occasionalmente ritrovato negli invertiti maschi possa plausibilmente essere considerato come il capovolgimento di una precoce e delusa attrazione femminile. Ma è impossibile considerare questo meccanismo invariabile o anche frequente. È abbastanza vero, e ho trovato ampie evidenze del fatto, che gli invertiti sono spesso strettamente legati alle loro madri, anche in misura maggiore di quanto accade di regola tra i bambini normali, e che spesso a loro piace essere costantemente in unione con le loro madri. Ma questa attrazione è molto fraintesa, se è considerata come un’attrazione specificamente sessuale. Infatti, il punto centrale di questa attrazione è che il ragazzo invertito sente vagamente la propria indole femminile e così tralascia i divertimenti non congeniali e la frequentazione del suo stesso sesso per la simpatia e la comunità di gusti che trova concentrata in sua madre. Quanto meno una tale associazione è la prova di un’attrazione sessuale, tanto più essa più essere ragionevolmente considerata la prova della sua assenza; proprio così come l’associazione dei ragazzi tra di loro, e delle ragazze tra di loro, anche nelle scuole co-educative [scuole miste], è la prova della prevalenza del sentimento eterosessuale rispetto al sentimento omosessuale. La conferma di questo punto di vista può essere trovata nel fatto, trascurato e talvolta anche negato dagli psicoanalisti, che spesso, anche nella prima infanzia e contemporaneamente a questa comunità di sentimenti con la madre, il ragazzo omosessuale sta già sperimentando il fascino predominante del maschio. Lo sente molto prima dell’età in cui narcisismo tende a verificarsi, o in cui la coscienza di sé è diventata sufficientemente sviluppata da permettere alla censura interna sulle emozioni non consentite di operare, o a qualsiasi fuga da esse di concretizzarsi. Inoltre, mentre la maggior parte degli autori sono stati raramente in grado di trovare una qualche prova evidente della attrazione sessuale del maschio invertito durante l’infanzia verso la madre o la sorella, [4] un’attrazione di questo tipo per il padre o il fratello sembra meno difficile da trovare, e se trovata, è incompatibile con il processo tipico freudiano. Ho potuto osservare che, tra le Storie qui riportate, ci sono almeno due chiari esempi di una tale attrazione durante l’infanzia. Va inoltre detto che qualsiasi teoria dell’eziologia dell’omosessualità che ometta di considerare il fattore ereditario dell’inversione non può essere ammessa. L’evidenza della frequenza dell’omosessualità tra i parenti stretti dell’invertito è ormai indiscutibile. L’ho ritrovata in una parte considerevole dei casi, e in molti di questi l’evidenza è indiscutibile e del tutto indipendente dalla dichiarazione del soggetto stesso, il cui parere potrebbe essere considerato forse di parte o inaffidabile. [5] Questo fattore ereditario sembra infatti essere richiamato dalla stessa teoria freudiana. A proposito di questa teoria abbiamo bisogno di sapere come sia possibile che il soggetto passi attraverso fasi psichiche, e raggiunga una disposizione emotiva, così diversa da quella della persona normale. L’esistenza di una tendenza ereditaria definita in una direzione omosessuale rimuove tale difficoltà. Freud stesso riconosce questo e chiaramente afferma una costituzione psico-sessuale congenita, che deve coinvolgere la predisposizione. Sulla base di un sondaggio generale, quindi, sembrerebbe che, sul versante psichico, possiamo accettare la realtà dei processi dinamici inconsci, che in casi particolari possono essere di tipo freudiano o simile. Ma mentre lo studio di tali meccanismi può illuminare la psicologia dell’omosessualità, essi lasciano inspiegati i fattori organici fondamentali ora accettati dalla maggior parte degli autori. [6]

Il modo più razionale di considerare l’istinto sessuale normale è di considerarlo un impulso biologico innato, che raggiunge il pieno sviluppo intorno al tempo della pubertà. [7] Durante il periodo dello sviluppo la suggestione e l’associazione possono venire a giocare un ruolo nel definire l’oggetto dell’emozione; il terreno è pronto, ma la varietà dei semi che possono prosperare in esso è limitata. Che ci sia una maggiore indefinitezza nello scopo dell’impulso sessuale in questo periodo si può ben crederlo. Ciò è dimostrato non solo da occasionali e timidi segnali di emozione sessuale diretti verso lo stesso sesso durante l’infanzia, ma dal carattere spesso ideale e non localizzato della passione normale anche durante la pubertà. Ma il canale dell’emozione sessuale non è per questo deviato in un percorso anomalo. Ogni volta che questo accade siamo tenuti a credere, e abbiamo molte ragioni per credere che, si tratta di un organismo che sin dall’inizio era anormale. Lo stesso seme della suggestione è seminato in vari terreni; in molti si spegne; in pochi fiorisce. La causa può essere solo una differenza nel terreno.

Se, dunque, dobbiamo postulare un’anomalia congenita per spiegare in modo soddisfacente almeno gran parte degli invertiti sessuali, in che cosa consiste questa anomalia? Ulrichs ha spiegato la questione dicendo che negli invertiti sessuali un corpo maschile coesiste con un’anima femminile: anima muliebris in corpore virili inclusa. Anche autori scientificamente eminenti, come Magnan e Gley, hanno adottato questa frase in una forma modificata, ritenendo che nell’inversione un cervello femminile è combinato con un corpo maschile o con ghiandole maschili. Questa, tuttavia, non è una spiegazione, cristallizza soltanto in un epigramma un’idea superficiale della questione. [8]

Possiamo probabilmente cogliere meglio la natura dell’anomalia se riflettiamo sullo sviluppo dei sessi e sulla bisessualità organica latente in ciascun sesso. In una fase iniziale di sviluppo i sessi sono indistinguibili, e per tutta la vita rimangono le tracce di questa primo terreno comune del sesso. Il pollo femmina mantiene in una forma rudimentale gli speroni che sono così grandi e formidabili nel suo signore, e, talvolta, essa sviluppa la capacità di cantare, o mette il piumaggio maschile. Tra i mammiferi il maschio possiede capezzoli inutili, che di tanto in tanto si sviluppano anche in seni, e la femmina possiede un clitoride, che è solo un pene rudimentale, e può anche svilupparsi. La persona sessualmente invertita di solito non possiede alcuna esagerazione di questi segni di comunità con l’altro sesso. Ma, come abbiamo visto, nelle persone invertite c’è un buon numero di più sottili approssimazioni al sesso opposto, sia sul piano fisico che sul piano psichico. Mettendo la materia in una forma puramente speculativa, si può dire che al concepimento l’organismo è dotato di circa il 50 per cento di germi maschi e di circa il 50 per cento di germi femminili, e che, col procedere dello sviluppo, o i germi maschili o quelli femminili prendono il sopravvento, fino a quando nell’individuo pienamente sviluppato rimangono solo pochi germi abortiti del sesso opposto. Nell’omosessuale, tuttavia, e nel bisessuale, possiamo immaginare che il processo non si è svolto normalmente, a causa di alcune peculiarità nel numero o nel carattere dei germi originali maschili o dei germi femminili, o di entrambi, il risultato è che abbiamo una persona che è organicamente intrecciata in una forma che è più adatta all’esercizio dell’impulso sessuale invertito rispetto all’impulso sessuale normale, oppure è altrettanto attrezzata per entrambi. [9]

La concezione della bisessualità latente di tutti, maschi e femmine, non può non essere abbastanza evidente agli osservatori intelligenti del corpo umano. Emerge in un primo periodo nella storia del pensiero filosofico, e fin dall’inizio è stata occasionalmente utilizzata per la spiegazione dell’omosessualità. il mito di Platone nel Simposio e le statue di ermafroditi dell’antichità mostrano come menti acute, che lavoravano per la scienza, si esercitavano con questi problemi. (Per uno studio completamente illustrato dell’antica concezione dell’ermafroditismo nella scultura vedi L. S. A. M. von Römer, “Ueber die Androgynische Idee des Lebens,” Jahrbuch für sexuelle Zwischenstufen, vol. v, 1903, pp. 711-939.) Parmenide, seguendo Alcmeone, il medico filosofo che scoprì che il cervello è l’organo centrale dell’intelligenza, osserva Gomperz (Greek Thinkers, Eng. tr., vol. i, p. 183), usava l’idea di variazione della percentuale di elementi generativi maschili e femminili per spiegare le idiosincrasie di carattere sessuale. Dopo un immenso intervallo Hössli, il modista maschile svizzero invertito, nel suo Eros (1838) ripresentò di nuovo il punto di vista greco. Schopenhauer, ancora una volta, riconobbe dal punto di vista filosofico la bisessualità dell’individuo umano (vedi Juliusburger, Allgemeine Zeitschrift für Psychiatrie, 1912, p. 630), e Ulrichs, dal 1862 in poi, adottò una dottrina simile, su base platonica, per spiegare la costituzione “Uranista”. Dopo di ciò l’idea cominciò ad essere sviluppata più precisamente sul piano scientifico, anche se non, in un primo momento, con riferimento all’omosessualità, e più in particolare dai grandi pionieri della dottrina dell’evoluzione. Darwin sottolineò l’importanza dei fatti su questo punto, come più tardi Weismann, mentre Haeckel, che è stato uno dei primi darwiniani, negli ultimi anni ha chiaramente riconosciuto il peso sull’interpretazione dell’omosessualità del fatto che gli antenati dei vertebrati erano ermafroditi, come gli stessi vertebrati sono ancora nella loro forma embrionale (Haeckel, nello Jahrbuch für sexuelle Zwischenstufen, Aprile 1913, pp. 262-3, 287). Questo punto di vista, però, era stato proposto in precedenza da singoli medici, in particolare in America da Kiernan (American Lancet, 1884, e Medical Standard, Novembre e Dicembre 1888), e Lydston (Philadelphia Medical and Surgical Reporter, Settembre 1889, e Addresses and Essays, 1892).

Nel 1893, nel suo L’Inversion Sexuelle, Chevalier, allievo di Lacassagne – che aveva già usato il termine “ermafrodismo morale” per questa anomalia – spiegava l’omosessualità  congenita con l’idea della bisessualità latente. Il Dr. G. de Letamendi, Preside della Facoltà di Medicina di Madrid, in un documento letto davanti al Congresso Medico Internazionale di Roma nel 1894, esposte un principio dell’ermafroditismo – un bipolarismo ermafrodita – che coinvolgeva l’esistenza di germi femminili latenti nel maschio, di germi maschili latenti nella femmina, germi latenti possono lottare per, e, talvolta, ottenere, la supremazia. Nel febbraio 1896, la prima versione di questo capitolo, che presentava la concezione dell’inversione come sviluppo psichico e somatico, sulla base di una bisessualità latente, fu pubblicata nel Centralblatt für Nervenheilkunde und Psychiatrie. Kurella (ib., Maggio 1890) ha adottato un punto di vista un po’ simile, sostenendo anche che l’inversione è una forma di transizione tra l’uomo completo o la donna completa e l’ermafrodita. In Germania, un paziente di Krafft-Ebing aveva elaborato la stessa idea, che collega l’inversione con la bisessualità fetale (ottava edizione della Psychopathia Sexualis, p. 227). Krafft-Ebing stesso in un primo momento semplicemente affermò che, congenita o acquisita, ci deve essere Belastung [una tara]; l’inversione è un “fenomeno di degenerazione”, un segno funzionale di degenerazione (Krafft-Ebing, “Zur Erklärung der conträren Sexualempfindung,” Jahrbuch für Psychiatrie, 1894). Nelle edizioni successive della Psychopathia Sexualis, tuttavia (dal 1896 in avanti, e in particolare nelloJahrbuch für sexuelle Zwischenstufen, vol. iii, 1901), si spinse più in là, adottando la spiegazione sulle base della bisessualità originaria (traduzione inglese della decima edizione, pp. 336-7). Usando più o meno lo stesso linguaggio che ho usato io, sostenne che c’era stato un conflitto tra i centri, e che l’omosessualità risulta da quel contrasto quando il centro antagonista a quello rappresentato dalle delle ghiandole sessuali ha la meglio, mentre ne risulta l’ermafroditismo psico-sessuale quando entrambi i centri sono troppo deboli per ottenere la vittoria, in entrambi i casi tale disturbo non sarebbe una degenerazione psichica o una malattia, ma semplicemente un’anomalia paragonabile ad una malformazione e abbastanza compatibile con la salute psichica. Questo è il punto di vista ormai ampiamente accettato dagli studiosi dell’inversione sessuale. (Molto materiale circa la storia di questa concezione è stato messo insieme da Hirschfeld, in Die Homosexualität, cap. xix, e prima in “Vom Wesen der Liebe”, Jahrbuch für sexuelle Zwischenstufen, vol. viii, 1906, pp. 111-133.)

Un punto di vista simile o affine si ritrova ormai costantemente in autori di prestigio scientifico che solo incidentalmente si interessano allo studio dell’inversione sessuale. Così Halban (“Die Entstehung des Geschlechtscharaktere”, Archiv für Gynäkologie, 1903) riguarda l’ermafroditismo, che si estenderebbe alla sfera psichica, come uno stato in cui un impulso sessuale doppio determina il corso dello sviluppo fetale e lo sviluppo successivo. Shattock e Seligmann (“True Hermaphroditism in the Domestic Fowl, with Remarks on Allopterotism,” Transactions of Pathological Society of London, vol. vii, parte i, 1906), sottolineando che la semplice atrofia delle ovaie non può spiegare la comparsa nell’uccello femmina di caratteri maschili, che non sono regressivi ma progressivi, sostiene che tali uccelli sono davvero bisessuali o ermafroditi, o perché la singola “ovaia” è in realtà bisessuale, come era il caso del pollo che ha esaminato, o perché le ghiandole sessuali sono accoppiate, una di sesso maschile e l’altra femminile, oppure perché c’è del tessuto maschile fuori luogo in un viscere vicino come il surrene o il rene, e gli elementi maschili si affermano quando gli elementi femminili degenerano. L’”Ermafroditismo”, concludono, “lungi dall’essere un fenomeno del tutto anomalo tra i vertebrati superiori, dovrebbe essere considerato piuttosto come un ritorno alla fase ancestrale primitiva in cui il bisessualismo era la disposizione normale …. Una volta chiarita la questione del vero ermafroditismo nell’uomo, sorge la domanda se non si verificano gradi minori …. una prova remota di bisessualità nel soggetto umano può, forse, essere fornita dal fenomeno psichico della perversione sessuale e dell’inversione.” Allo stesso modo in un caso di caratteri secondari maschili unilaterali in un fagiano altrimenti femminile, C. J.  James Bond ha più recentemente dimostrato (Sezione di Zoologia, Birmingham Meeting della British Medical Association, British Medical Journal, 20 Settembre, 1913) che un ovi-testicolo era presente, con tessuto ovarico degenerativo e con lo sviluppo di tessuto testicolare, queste isole di crescita attiva del tessuto maschile si possono trovare frequentemente, egli afferma, nelle ovaie che stanno degenerando delle femmine degli uccelli, che hanno messo un piumaggio maschile. Sir John Bland-Sutton, riferendosi al fatto che la conformazione esterna del corpo non offre alcuna certezza positiva sulla natura delle ghiandole sessuali interne, aggiunge (British Medical Journal, 30 ott, 1909): “È una giusta presunzione il fatto che alcuni esempi di frigidità sessuale e di perversione sessuale possano essere spiegati dalla possibilità che gli interessati possano possedere ghiandole sessuali opposte nel carattere a quelle indicate dalla configurazione esterna dei loro corpi.” Guardando la questione in modo più ampio e fondamentalmente nei suoi aspetti normali, Heape dichiara (Proceedings of the Cambridge Philosophical Society, vol. xiv, parte ii, 1907) che “non esistono animali totalmente maschi o totalmente femmine, ma tutti contengono un sesso dominante e un sesso recessivo, ad eccezione di quegli ermafroditi in cui i due sessi sono equamente rappresentati …. mi sembra che ci siano molte prove del fatto che non esiste una cosa come un maschio puro o femmina pura.” F. H. A. Marshall, ancora una volta, nel suo manuale standard, The Physiology of Reproduction (1910, p. 655 et seq.), è incline ad accettare la stesso punto di vista. “Se è vero”, osserva, “che tutti gli individui sono potenzialmente bisessuali e che circostanze diverse, che conducono ad un diverso metabolismo, possono, in casi eccezionali, anche nella vita adulta, causare lo sviluppo dei caratteri recessivi, sembrerebbe estremamente probabile che il dominio di un insieme di caratteri sessuali rispetto all’altro possa essere determinato in alcuni casi in una fase iniziale dello sviluppo in risposta ad uno stimolo che può essere interno o esterno.” Così anche Berry Hart (“Atypical Male and Female Sex-Ensemble,” una comunicazione letta davanti all’Edinburgh Obstetrical Society, British Medical Journal, 20 Giugno 1914, p. 1355) considera il maschio normale o la femminile normale individui che incarnano il massimo degli organi potenti del loro proprio sesso con un minimo di organi non potenti dell’altro sesso, con tratti sessuali secondari congruenti. Qualsiasi aumento in quel minimo comporta la diminuzione del massimo e la non congruenza dei caratteri secondari.

Vediamo così che l’antica concezione medico-filosofica della bisessualità organica avanzata dai Greci come la chiave per la spiegazione dell’inversione sessuale, dopo essere sparita dalla vista per duemila anni, è stata ripresa all’inizio del XIX secolo da due filosofi dilettanti che sono stati loro stessi invertiti (Hössli e Ulrichs), così come da un filosofo vero e proprio che non era invertito (Schopenhauer). Poi la concezione della bisessualità latente, indipendentemente dalla omosessualità, è stata sviluppata dal lato puramente scientifico (da Darwin e dagli evoluzionisti in genere). Nella fase successiva questa concezione è stata adottata dalle autorità scientifiche psichiatriche e di altre discipline che si occupano di omosessualità (Krafft-Ebing e la maggior parte degli altri studiosi). Infine, embriologi, fisiologi del sesso e biologi in generale, non solo accettano il concetto di bisessualità, ma ammettono che probabilmente esso aiuta a spiegare l’omosessualità. In questo modo si può dire che l’idea sia passata nel pensiero corrente. Non possiamo affermare che essa costituisca una spiegazione adeguata dell’omosessualità, ma ci consente in qualche modo di capire quello che per molti è un enigma misterioso, e fornisce una base utile per la classificazione non solo dell’omosessualità, ma anche delle altre anomalie sessuali miste o intermedie nello stesso gruppo. Le principali di queste anomalie sessuali intermedie sono: (1) l’ermafroditismo fisico nelle sue varie fasi; (2) il ginandromorfismo, o l’eunucoidismo, in cui gli uomini possiedono caratteri simili a quelli dei maschi che sono stati castrati precocemente e le donne possiedono simili caratteri maschili; (3) l’inversione sesso-estetica, o Eonismo (travestitismo di Hirschfeld o cross-dressing), in cui, al di fuori delle emozioni specificamente sessuali, gli uomini possiedono i gusti delle donne e le donne quelli degli uomini.

Hirschfeld ha discusso questi stadi sessuali intermedi in varie opere, soprattutto in  Geschlechtsübergänge (1905), Die Transvestiten (1910), e cap. xi di Die Homosexualität. L’ermafroditismo (la cui realtà è stata solo di recente riconosciuta ed è ancora contestata) e lo pseudoermafroditismo; nelle loro varianti fisiche sono pienamente affrontati nella grande opera, riccamente illustrata, Hermaphroditismus beim Menschen, di F. L. von Neugebauer, di Varsavia. Neugebauer ha pubblicato uno studio precedente e più breve sull’argomento nello Jahrbuch für sexuelle Zwischenstufen vol. IV, 1902, pp. 1-176, con una bibliografia nel vol. viii (1906) dello stesso Jahrbuch, pp. 685-700. Hirschfeld sottolinea il fatto che né l’ermafroditismo né l’eunucoidismo sono comunemente associati con l’omosessualità, e che gran parte dei casi di travestitismo, come definito da lui, sono eterosessuali. La vera inversione sembra, tuttavia, che si trovi non di rado tra gli pseudoermafroditi; Neugebauer ne registra numerosi casi; Magnan ha pubblicato un caso di una bambina allevata come in ragazzo (Gazette médical de Paris, 31 Marzo 1911) e Lapointe un caso in un uomo cresciuto come una ragazza (Revue de psychiatrie, 1911, p. 219). Tali casi possono essere spiegati con l’allenamento e con le associazioni coinvolte dall’errore precoce nel riconoscimento del sesso, e forse ancora di più con una predisposizione davvero organica all’omosessualità, anche se i caratteri sessuali psichici non sono necessariamente legati alla coesistenza di corrispondenti ghiandole sessuali.  Halban (Archiv für Gynäkologie, 1903) si spinge fino a classificare l’omosessuale come un “vero pseudo-ermafrodita”, esattamente paragonabile con un uomo con un seno femminile o con una donna con la barba, e propone di chiamare l’omosessualità “pseudo-ermafroditismo mascolino psichico”. Questo, tuttavia, è un’inutile e poco soddisfacente confusione.

Posizionare il gruppo di fenomeni omosessuali tra altri gruppi intermedi su una base bisessuale organica è una classificazione conveniente. Non la si può considerare certamente una spiegazione completa. È probabile che si possa, in ultima analisi, trovare una fonte più fondamentale di questi vari fenomeni nel gioco di stimolazione o inibizione delle secrezioni interne. [10] La nostra conoscenza dell’associazione intima tra gli ormoni e i fenomeni sessuali è già sufficiente a rendere comprensibile una tale spiegazione; la complessa interazione delle secrezioni ghiandolari interne e la loro responsabilità nel far variare disturbi in equilibrio potrebbe essere sufficiente a spiegare la complessità dei fenomeni. Questo sarebbe in armonia con ciò che sappiamo delle occasionali manifestazioni ritardate dell’omosessualità, e non sarebbe in contrasto con la loro natura congenita, perché sappiamo che uno stato disordinato del timo, per esempio, può essere ereditario, e si ritiene che lo stato linfatico possa essere o innato o acquisito. [11] I caratteri sessuali normali sembrano dipendere in gran parte dal coordinamento delle secrezioni interne, ed è ragionevole supporre che le deviazioni sessuali dipendono dal loro mancato coordinamento. Se un uomo è un uomo, e una donna una donna, (come dice Blair Bell) per la totalità delle loro secrezioni interne, gli stadi intermedi tra l’uomo e la donna devono essere prodotti dalla ridistribuzione di quelle secrezioni interne. [12]

Sappiamo che varie secrezioni interne possiedono un effetto sessuale significativo. Così l’atrofia del timo sembra essere collegata con lo sviluppo sessuale alla pubertà; la tiroide rafforza le ghiandole genitali; l’ipersviluppo surrenale può produrre in una femmina le caratteristiche secondarie del maschio, così come può causare sviluppo precoce di mascolinità; ecc. “Un’alterazione del metabolismo”, come suggerisce F. H. A. Marshall, “anche abbastanza tardi nella vita, può avviare cambiamenti nella direzione del sesso opposto.” Si può così trovare che processi chimici metabolici possono fornire una chiave per variazioni sessuali complesse e sottili, sia somatiche che psichiche, anche se dobbiamo ancora considerare tali processi come derivanti da una predisposizione innata.

Qualunque sia la sua ultima spiegazione, l’inversione sessuale può quindi ragionevolmente essere considerato un “gioco”, o una variazione, una di quelle aberrazioni biologiche che vediamo in tutta la natura vivente, nelle piante e negli animali.

Non stiamo affermando, come avrei cura sottolineare, che un istinto sessuale invertito, o un organo per tale istinto, è sviluppato nella prima vita embrionale; tale concetto viene giustamente respinto come assurdo. Quello che possiamo ragionevolmente considerare come formato in una fase iniziale di sviluppo è strettamente una predisposizione; vale a dire, quella modificazione dell’organismo che diventa più adattato rispetto all’organismo normale o medio a provare attrazione sessuale verso lo stesso sesso. L’invertito sessuale può quindi essere approssimativamente confrontato con l’idiota congenito, col criminale istintivo, o con l’uomo di genio, che non sono tutti rigorosamente concordanti con la variante biologica comune (perché questa differenza è di carattere meno sottile), ma che diventano un po’ più comprensibili per noi se consideriamo le loro affinità alle varianti. Symonds confrontava l’inversione al daltonismo; e tale confronto è ragionevole. Proprio come la persona daltonica ordinaria è congenitamente insensibile a quei raggi rosso-verdi, che sono appunto i più impressionanti per l’occhio normale, e dà un valore esteso agli altri colori, trovando che il sangue è dello stesso colore dell’erba e una carnagione florida è blu come il cielo, – così un invertito non riesce a vedere valori emotivi evidenti alle persone normali, trasferendo di quei valori su associazioni emotive che, per il resto del mondo, sono assolutamente diverse. Oppure si può confrontare l’inversione con un fenomeno come l’ascolto del colore, in cui non c’è propriamente un difetto come un’anomalia delle tracce nervose che producono combinazioni nuove e involontarie. Proprio come l’ascoltatore del colore associa istintivamente colori con suoni, come la giovane donna giapponese che osservava durante l’ascolto del canto, “la voce di quel ragazzo è di colore rosso!” così l’invertito ha le sue sensazioni sessuali collegate con oggetti che normalmente sono privi di interesse sessuale. [13] E l’inversione, come l’ascolto del colore, si trova più comunemente nei soggetti giovani, e tende a diventare meno marcata, o a spegnersi, dopo la pubertà . L’ascolto del colore, mentre è un fenomeno anomalo, questo va detto, non può essere definito una condizione patologica, ed è probabilmente molto meno frequentemente associato con altre stigmate anormali o degenerative rispetto all’inversione; vi è spesso un elemento congenito, indicato dalla tendenza alla trasmissione ereditaria, mentre le associazioni sono sviluppate molto precocemente nella vita, e sono troppo regolari per essere il semplice risultato della suggestione. [14]

Tutte queste variazioni organiche sono anormalità. È importante che noi abbiamo una chiara idea di ciò che è un’anormalità. Molte persone immaginano che ciò che è anormale è necessariamente patologico. Ma non è così, a meno che non diamo alla parola patologico un’estensione scomoda e illegittimamente larga. È sia scomodo che inesatto parlare di daltonismo, di criminalità e di genio, come di malattie nello stesso senso in cui si parla di scarlattina o di tubercolosi o di paralisi generale, come malattie. Ogni anormalità congenita è senza dubbio dovuta ad una peculiarità nello sperma o negli ovuli o nella loro mescolanza, o a qualche disturbo nel loro sviluppo iniziale. Ma lo stesso può dirsi senza dubbio delle normali differenze tra fratelli e sorelle. È ben vero che alcune di queste aberrazioni possono essere dovute a una malattia prenatale, ma chiamarle anormali non è cosa che si debba dare per scontata. Se si pensa che ci sia bisogno di una qualche autorità per sostenere questo punto di vista, facciamo fatica a trovarne una più pesante di quella di Virchow, che più volte ha insistito sul giusto uso della parola “anomalia”, e ha insegnato che, anche se un’anomalia può costituire un predisposizione alla malattia, lo studio delle anomalie-patologiche, come le chiamava lui, o della teratologia come forse preferiamo chiamarla noi – non è lo studio della malattia, che egli ha definito nosologia; lo studio dell’abnorme è perfettamente distinto dallo studio del morboso. Virchow ritiene che la regione dell’anormale sia la regione del patologico, e che lo studio della malattia debba essere considerato distintamente come nosologia. Se noi adottiamo questa terminologia, o se consideriamo lo studio dell’anormale come parte della teratologia, è una questione secondaria, che non pregiudica la giusta comprensione del termine “anomalia” e la sua dovuta differenziazione dal termine “malattia”.

Nel corso della riunione di Innsbruck della Società Antropologica Tedesca, nel 1894, Virchow così si è espresso: “Nei tempi antichi un’anomalia era chiamata πάθος, e in questo senso ogni deviazione dalla norma è per me un evento patologico, Se abbiamo costatato un simile evento patologico siamo spinti oltre a chiederci che cosa fosse il pathos, la causa specifica di esso … Questa causa può essere, per esempio, una forza esterna, o una sostanza chimica o un agente fisico, che produce nella condizione normale del corpo un cambiamento, un’anomalia (πάθος). Questa può diventare ereditaria in alcune circostanze, e quindi può diventare il fondamento di alcuni piccoli caratteri ereditari che si propagano in una famiglia; in se stessi appartengono alla patologia, anche se non producono lesioni, perché devo osservare che patologico non significa dannoso, non indica malattia, malattia in greco è νὁσος, ed è la nosologia che si occupa delle malattie. La patologia in alcune circostanze può essere vantaggiosa” (Correspondenz-blatt Deutsch Gesellschaft für Anthropologie, 1894). Queste osservazioni sono interessanti quando cerchiamo di trovare le più ampie basi di una anomalia come l’inversione sessuale.

Questa stessa distinzione è stata più recentemente sottolineata dal Professor Aschoff (Deutsche medizinische Wochenschrift, 3 Febbraio 1910,.. del British Medical Journal, 9 aprile 1910, p 892), contro Ribbert ed altri che vorrebbero indebitamente limitare il concetto di πάθος. Aschoff sottolinea che, non solo per il gusto della precisione e dell’uniformità terminologica, ma per ragionare con chiarezza, è auspicabile che si debba mantenere una distinzione rispetto alla quale Galeno e gli antichi medici erano molto precisi. Hanno usato πάθος come termine più ampio che coinvolge l’affetto (affectio), in generale, non necessariamente come compromissione del tessuto vitale; quando questo era coinvolto si usava νὁσος, malattia. Dobbiamo riconoscere la distinzione, anche se rifiutiamo la terminologia.

Bisogna dire qualche parola sulla connessione tra inversione sessuale e degenerazione. In Francia in particolare, fin dai tempi di Morel, delle stimmate della degenerazione si è molto parlato. L’inversione sessuale è spesso considerata come una di quelle: vale a dire, come una sindrome episodica di una malattia ereditaria, che prende il suo posto accanto ad altre stimmate psichiche, come la cleptomania e la piromania. Krafft-Ebing a lungo ha considerato in questo modo l’inversione; è il punto di vista di Magnan, uno dei primi investigatori dell’omosessualità; [15] ed è stato adottato da Möbius. A rigor di termini, l’invertito è un degenerato; si è allontanato dal suo genere. Tale è anche una persona daltonica. Ma la concezione di Morel di degenerazione è stata purtroppo banalizzate e volgarizzata. [16] Per come stanno adesso le cose, otteniamo ben poche informazioni o addirittura nessuna dal sentirci dire che una persona è un “degenerato”. È solo, come Näcke costantemente ha sostenuto, quando troviamo un complesso di anomalie ben marcate che siamo abbastanza giustificati nell’affermare che abbiamo a che fare con una condizione di degenerazione. L’inversione si ritrova talvolta in una tale condizione. Ho, infatti, già cercato di suggerire che una condizione di anormalità minore, diffusa può essere considerata come una base dell’inversione congenita. In altre parole, l’inversione è legata a una modifica dei caratteri sessuali secondari. Ma queste anomalie e modifiche non sono invariabili, [17] e di solito non sono di carattere grave; l’inversione è rara nella persona profondamente degenerata. Non è auspicabile chiamare queste modifiche “stigmate della degenerazione”, un termine che rischia di scomparire dalla terminologia scientifica, per diventare un mero termine di abuso letterario e giornalistico. Tanto si può dire di una concezione o di una frase, di cui si è fatto fin troppo uso nella letteratura popolare. Nel migliore dei casi rimane un’espressione vaga e inadatta per un uso scientifico. È ormai ampiamente riconosciuto che è poco utile descrivere l’inversione come una degenerazione. Näcke, che attribuiva significato alle stimmate della degenerazione quando erano numerose, è stato particolarmente attivo nel sottolineare che gli invertiti non sono degenerati, e spesso è tornato su questo punto. Löwenfeld, Freud, Hirschfeld, Bloch, Rohleder, tutti rifiutano la concezione dell’inversione sessuale come una degenerazione.

Moll non è ancora in grado di abbandonare del tutto la posizione secondo la quale, dato che l’inversione comporta una disarmonia tra la disposizione psichica e la conformazione fisica dobbiamo considerarla come morbosa, e riconosce (come Krafft-Ebing) giusto il punto di vista secondo i quale è al livello di una deformità, cioè, di una anormalità paragonabile all’ermafroditismo fisico. (A. Moll, “Sexuelle Zwischenstufen,” Zeitschrift für Aerztliche Fortbildung, n. 24, 1904) Näcke ha più volte sottolineato l’opinione che l’inversione sia un’anomalia congenita non morbosa; e nell’ultimo anno della sua vita, ha scritto (Zeitschrift für die Gesamte Neurologie und Psychiatrie, vol. xv, Heft 5, 1913): “Non dobbiamo concepire l’omosessualità come una degenerazione o una malattia, ma tutt’al più come un’anomalia, a causa di un disturbo dello sviluppo.” Löwenfeld, un osservatore clinico sempre prudente e sagace, concordando con Näcke e Hirschfeld, riguarda l’inversione certamente come un’anomalia, ma non per questo morbosa; essa può essere associata con la malattia e la degenerazione, ma di solito è semplicemente una variazione dalla norma, non deve essere considerata come morbosa o degenerata, e non deve sminuire il valore dell’individuo in quanto membro della società (Löwenfeld, Ueber die sexuelle Konstitution, 1911, p. 166; anche Zeitschrift für Sexualwissenschaft, Febbraio 1908, and Sexual-Probleme, Aprile 1908).  Aletrino di Amsterdam spinge l’opinione che l’inversione sia un’anomalia non morbosa ad un estremo indebito asserendo che “l’uranista è una normale varietà della specie homo sapiens” (“Uranisme et Dégénérescence,” Archives d’Anthropologie Criminelle, Agosto-Settembre 1908); l’inversione può essere considerata (nel senso corretto del termine qui adottato) una anomalia patologica, ma non una varietà umana antropologica paragonabile al Negro o all’uomo della Mongolia. (Per ulteriori opinioni a favore dell’inversione come anomalia, vedere Hirschfeld, Die Homosexualität, pag. 388 e segg.)

L’inversione sessuale, quindi, rimane una anomalia congenita, da classificare con altre anomalie congenite che hanno concomitanze psichiche. Per lo meno tale anomalia congenita di solito esiste come una predisposizione all’inversione. È probabile che molte persone passino attraverso il mondo con una predisposizione congenita all’inversione che rimane sempre latente e non risvegliata; in altre persone l’istinto è così potente che si apre a forza la sua strada a dispetto di tutti gli ostacoli; in altre ancora, la predisposizione è più debole, e una potente causa eccitante ha un ruolo predominante.

Siamo così condotti alla considerazione delle cause che eccitano la predisposizione latente. Una grande varietà di cause è considerata capace di eccitare l’inversione sessuale. È solo necessario parlare di quelle che ho trovato influenti. La prima che ci si presenta è il nostro sistema scolastico, con la sua segregazione dei ragazzi e delle ragazze separati gli uni dalle altre, durante i periodi della pubertà e dell’adolescenza. Molti invertiti non sono mai andati a scuola, e molti di coloro che ci sono stati passano attraverso la vita scolastica senza formare alcuna relazione appassionata o sessuale; ma ne resta un gran numero che data lo sviluppo dell’omosessualità dalle influenze e dagli esempi della vita scolastica. Le impressioni ricevute in quel periodo non sono meno potenti perché sono spesso puramente sentimentali e senza alcuna commistione sensuale evidente. Che siano sufficientemente potenti per generare da sole l’inversione permanente può essere dubbio, ma, se è vero che nei primi anni di vita gli istinti sessuali sono meno definitamente determinati rispetto a quando l’adolescenza è completa, e comunque concepibile, anche se non dimostrato, che un’impressione molto forte, che agisce anche su un organismo normale, possa causare l’arresto dello sviluppo sessuale sul lato psichico.

Un’altra causa che eccita l’inversione è la seduzione. Intendo dire l’iniziazione del giovane ragazzo o della ragazza da parte di qualche persona più grande e più esperta, in cui l’inversione è già sviluppata, e che cerca la gratificazione dell’istinto anormale. Questo sembra essere un incidente non raro nella storia degli invertiti sessuali. Che tale seduzione, a volte un atto brusco e sconsiderato di mera gratificazione sessuale – possa da se stessa produrre un gusto per l’omosessualità è altamente improbabile; in individui non già predisposti è molto più probabile che produca disgusto, come nel caso del giovane Rousseau. “Può essere sedotto solo colui che”, come dice Moll, “è in grado di essere sedotto.” Non c’è dubbio che accade di frequente in queste, come spesso accade in più normali “seduzioni”, che la vittima abbia offerto un invito volontario o involontario.

Un’altra causa eccitante dell’inversione, alla quale di solito è attribuita poca importanza, ma che trovo avere un certo peso, è la delusione nell’amore normale. Succede che un uomo in cui l’istinto omosessuale è ancora solo latente, o in ogni caso tenuto in uno stato di repressione, cerchi di formare una relazione con una donna. Questa relazione può essere ardente su uno o entrambi i lati, ma – spesso, senza dubbio, per l’omosessualità latente dell’amante – finisce nel nulla. Queste delusioni d’amore, in una forma più o meno grave, si verificano in un momento o in un altro per quasi tutti. Ma in queste persone la delusione provata con una singola donna costituisce un motivo abbastanza forte per produrre il disgusto nell’amante verso tutto il sesso femminile e per rivolgere la sua attenzione verso il proprio sesso. È evidente che un istinto che può essere deviato in questo modo difficilmente può essere forte, e sembra probabile che in alcuni di questi casi, l’episodio d’amore normale serva semplicemente per fare comprendere in modo chiaro all’invertito il fatto che egli non è fatto per l’amore normale. In altri casi, a quanto pare, – soprattutto quelli che sono un po’ deboli di mente e squilibrati, – una delusione d’amore avvelena veramente l’istinto normale, e un amore più o meno impotenti per le donne diventa un amore altrettanto impotente per gli uomini. La prevalenza dell’omosessualità tra le prostitute può essere, in larga misura, spiega con un disgusto simile e meglio fondato verso la sessualità normale. [18]

Questi tre fattori, quindi, – l’esempio a scuola, la seduzione e la delusione dell’amore normale, – che tutti allontanano il soggetto dal sesso opposto e lo fanno concentrare sul suo stesso sesso, sono le cause eccitanti dell’inversione; ma richiedono una predisposizione organica favorevole sulla quale agire, mentre c’è un gran numero di casi in cui assolutamente nessuna causa eccitante può essere trovata, ma in cui, dalla prima infanzia, l’interesse del soggetto sembra essere rivolto al suo sesso, e continua ad essere rivolto nello stesso modo per tutta la vita.

A questo punto concludo l’analisi della psicologia dell’inversione sessuale così come mi si presenta. Ho solo cercato di mettere in evidenza i punti più salienti, trascurando i punti minori, trascurando anche quei gruppi di invertiti che possono essere considerati di secondaria importanza. L’invertito medio, si muove nella società ordinaria, è una persona di salute generale media, anche se molto spesso con rapporti ereditari che sono marcatamente nevrotici. Egli è di solito oggetto di una anomalia congenita predisponente, o di un complesso di anomalie minori, che rendono difficile o impossibile per lui sentire attrazione sessuale per il sesso opposto, e facile sentire attrazione sessuale per il proprio sesso. Questa anomalia o compare spontaneamente fin dal principio, attraverso lo sviluppo o l’arresto dello sviluppo, o è risvegliata da qualche circostanza accidentale.

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[1] Vedi passim, Jahrbuch für Psychoanalytische Forschungen, Zentralblatt für Psychoanalyse, and Internationale Zeitschrift für Aerztliche Psychoanalyse; anche Sadger, “Zur Aetiologie der Konträren Sexualempfindung,” Medizinische Klinik, 1909, n. 2.

[2] Per una esposizione di questo da parte di un rappresentante inglese delle dottrine freudiane, vedi Ernest Jones, “The Œdipus Complex As An Explanation of Hamlet’s Mystery,” American Journal of Psychology, Gennaio 1910.

[3] L’amore delle relazioni può essere sfumato da tutti i gradi di amore sessuale, alcuni dei quali sono così deboli e vaghi che non possono essere considerati innaturali o anormali; è fuorviante definirli incestuosi. Il romanziere russo, Artzibascheff, nel suo Sanine ha descritto l’affetto di un fratello per la sorella come toccato da una percezione del suo fascino sessuale (mi riferisco alla traduzione francese), e il libro è di conseguenza stato molto accusato ingiustamente come “incestuoso”, anche se l’atteggiamento descritto è molto pallido e convenzionale rispetto alla passione romantica cantata nel Laon and Cythna di Shelley, o alla tragica esaltazione della stessa passione nella grande opera di Ford, “‘Tis Pity She’s a Whore.” [Peccato che sia una puttana.]

[4] Così Numa Praetorius, un osservatore sagace con una vasta e approfondita conoscenza dell’omosessualità, si ritrova del tutto incapace di accettare il “complesso di Edipo” come spiegazione dell’inversione (Jahrbuch für sexuelle Zwischenstufen, luglio 1914, p. 362).

[5] Non si può affermare che la frequenza dell’inversione tra i parenti di invertiti sia una coincidenza casuale, perché va ricordato che poche stime della prevalenza dell’inversione forniscono una percentuale superiore al 3 per cento.

[6] Si veda anche una discussione del punto di vista freudiano fatta da Hirschfeld, che conclude (Die Homosexualität, p. 344) che possiamo accettare solo il meccanismo freudiano come raro, e in ogni caso subordinato alla predisposizione organica.

[7] È stato del tutto negato da alcuni (Meynert, Näcke, etc.) che ci sia un qualche istinto sessuale. Tanto vale, quindi, spiegare in che senso uso la parola. (“Analysis of the Sexual Impulse” nel vol. iii di questi Studi.) Voglio dire un’attitudine ereditata la cui esecuzione richiede normalmente per la sua piena soddisfazione la presenza di una persona del sesso opposto. Si potrebbe affermare che non esiste una cosa come un istinto per il cibo, che è tutto imitazione, ecc.. In un certo senso questo è vero, ma la base rimane automatica. Un pollo nato da un incubatore non ha bisogno di una gallina che gli insegni a mangiare. Sembra che scopra il mangiare e il bere, per così dire, per caso, in un primo momento mangiando goffamente e mangiando ogni cosa, fino a quando non viene a sapere quello che soddisferà meglio il suo meccanismo biologico. Non c’è istinto alimentare, può essere, ma vi è un istinto che viene soddisfatto solo dal cibo. È lo stesso con l’”istinto sessuale”. Le abitudini sperimentali e onnivore del pulcino appena uscito dall’uovo possono essere confrontate con l’incertezza dell’istinto sessuale durante la pubertà, mentre il pervertito sessuale è come un pollo che dovrebbe portare avanti in età adulta un appetito per la lana pettinata e la carta. Si può aggiungere che la questione della natura ereditaria dell’istinto sessuale è stata esaurientemente discussa e decisamente affermata da Moll nel suoUntersuchungen über die Libido Sexualis,, 1898. Moll attribuisce importanza all’ereditarietà delle attitudini normali per la reazione sessuale, quando sono di un grado molto debole, come fattore di sviluppo delle perversioni sessuali.

[8] Questo punto di vista è stato ripreso in forma modificata da Näcke (Zeitschrift für die gesamte Neurologie und Psychiatrie, vol XV, Heft 5, 1913.), che suppone che ci possa essere un anatomico “centro omosessuale” nel cervello; vale a dire, un centro di libido femminile nell’uomo invertito e un centro di libido maschile nella donna invertita. Egli ha espresso la speranza che in futuro i cervelli di persone invertite siano più attentamente studiati.

[9] Non presento questo punto di vista come qualcosa di più di un quadro che ci aiuta a capire i fenomeni reali di cui egli è testimone in materia di omosessualità, anche se posso aggiungere che un teratologista così abile come il Dr. J. W. Ballantyne considera che “sembra una teoria possibile.”

[10] Questa spiegazione dell’omosessualità è già stata provvisoriamente presentata. Così, Iwan Bloch (Sexual Life of Our Time, cap. xix, Appendice) suggerisce vagamente una nuova teoria dell’omosessualità come dipendente da agenti chimici. Hirschfeld ritiene inoltre (Die Homosexualität, cap. xx) che lo studio delle secrezioni interne è la via per capire le più profonde basi dell’inversione.

[11] A. E. Garrod, “The Thymus Gland in its Clinical Aspects,” British Medical Journal, 3 Ottobre 1914.

[12] ”La femmina pura e il maschio puro sono prodotti da tutte le secrezioni interne,” Blair Bell, “The Internal Secretions,” British Medical Journal, Nov. 15, 1913.

[13] Dopo che questo capitolo fu pubblicato per la prima volta (nel Centralblatt für Nervenheilkunde, febbraio 1896), anche Féré ha confrontato l’inversione congenita col daltonismo e simili anomalie (Féré, “La Descendance d’un Inverti,” Revue Générale de Clinique et Thérapeutique, 1896), mentre Ribot faceva riferimento all’analogia con l’ascolto del colore (Psychology of the Emotions, parte II, cap. VII).

 [14] Vedi, per esempio, Flournoy, Des phénomènes de Synopsie, Ginevra 1893; e per una breve discussione dei fenomeni generali della sinestesia, E. Parish, Hallucinations and Illusions (Contemporary Science Series), capitolo vii; Bleuler, articolo “Secondary Sensations,” in Tuke’s Dictionary of Psychological Medicine; e Havelock Ellis, Man and Woman, 5th ed., 1915, pp. 181-4.

[15] Magnan negli ultimi anni ha ribadito questo punto di vista (“Inversion Sexuelle et Pathologic Mentale,” Revue de Psychothérapie, March, 1914): “L’invertito è una persona malata, un degenerato.”

[16] È questo fatto che ha spinto gli Italiani ad essere timidi nell’usare la parola “degenerazione”; così, Marro, nella sua grande opera, I Caratteri dei Delinquenti, ha fatto un notevole tentativo di analizzare i fenomeni concentrati insieme come degenerati in tre gruppi: atipici, atavici e morbosi.

[17] Hirschfeld e Burchard tra 200 invertiti hanno trovato stimmate pronunciate di degenerazione solo nel 16 per cento dei casi. (Hirschfeld, Die Homosexualität, cap. xx.)

[18] L’alcol è stato a volte considerato una causa eccitante importante dell’omosessualità, e l’alcolismo non è certo raro nell’eredità degli invertiti; secondo Hirschfeld (Die Homosexualität, p. 386) è ben marcato in uno dei genitori in oltre il 21 per cento, dei casi. Ma probabilmente non ha più influenza come una causa scatenante nella singola persona omosessuale che nella singola persona eterosessuale. Dal punto di vista freudiano, anzi, Abraham ritiene (Zeitschrift für Sexualwissenschaft, Heft 8, 1908) che, anche in persone normali l’alcool rimuova l’inibizione da una omosessualità latente, e Juliusburger dallo stesso punto di vista (Zentralblatt für Psychoanalyse, Heft 10 e 11, 1912 ) ritiene che la tendenza alcolica sia inconsciamente suscitata dall’impulso omosessuale al fine di raggiungere la propria gratificazione. Ma possiamo accettare le conclusioni di Näcke (Allgemeine Zeitschrift für Psychiatrie, vol. LXVIII, 1911, p. 852), che (1) l’alcol non può produrre l’omosessualità in soggetti non predisposti, che (2) può suscitarla in coloro che sono predisposti, che (3) l’azione dell’alcol è la stessa sull’omosessuale e sull’eterosessuale, e che (4) l’alcolismo non è comune tra gli invertiti.

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OMOSESSUALITÀ E SCIENZA TRA ‘800 E ‘900

La società in quanto tale è depositaria e custode di eredità storiche e di scelte culturali che essa tende a trasmettere nonostante i lenti cambiamenti indotti dallo stesso scorrere del tempo al di là delle resistenze contingenti. Non ho parlato deliberatamente di valori ma solo di eredità storiche e di scelte culturali perché quelli che con molta fretta e con molta approssimazione si definiscono valori sono, talvolta, realmente tali solo agli occhi di una parte della società mentre sono per altri una zavorra pesantemente condizionante.

La legge dei tre stadi, di comtiana memoria, si applica bene anche alla storia dell’omosessualità. Da uno stadio teologico, in cui si parte da una assunzione dogmatica di principio secondo la quale l’omosessualità è un “vizio esecrando che grida vendetta al cospetto di Dio”, si passa ad uno stadio metafisico, si cerca cioè di leggere la sessualità inquadrandola nello schema “secondo natura” – “contro natura”, ovviamente partendo da una dimensione metafisica della Natura.

De Sade faceva dire a Sarmiento, nel suo “Aline e Valcour” : “Cerchiamo di studiare meglio questa indulgente Natura prima di osare di fissare i suoi limiti.” Introduceva cioè un’istanza di passaggio al terzo stadio, quello scientifico-positivo anche nel campo della sessualità. Come in ogni forma di progresso umano, anche qui nulla avviene in modo lineare e la scienza deve aprirsi la strada tra le perduranti eredità culturali della fase teologica e di quella metafisica per arrivare a rendere manifesto a tutti che alcuni pretesi valori, socialmente accettati e trasmessi, non sono in realtà valori ma mere eredità storiche derivanti dalla cristallizzazione e dalla assolutizzazione acritica di pregiudizi del tutto infondati. In tutto questo processo non c’è neppure una chiara distinzione di ruoli, tra fautori della scienza positiva da una parte e teologi e metafisici dall’altra. Il pregiudizio si annida spesso, ben protetto, anche nel profondo della mente degli uomini di scienza, che sono tali solo in parte. La scienza deve quindi arrivare ad un processo continuo di auto-rifondazione, sulla base di una costante e rispettosa osservazione della realtà. La storia della conquista dello stadio scientifico-positivo da parte della sessuologia e in particolare dello studio della omosessualità ha, tra l’altro, anche un significato concreto nella vita di moltissimi individui perché, ogni omosessuale, nella scoperta e nell’accettazione consapevole della propria omosessualità, segue un percorso che ripete passo dopo passo il cammino evolutivo della stessa scienza che studia l’omosessualità. È proprio perché, in sostanza, il cammino di liberazione dal pregiudizio teologico e metafisico che la scienza dell’omosessualità ha seguito presenta percorsi analoghi ai percorsi individuali che portano ad una piena e cosciente accettazione di sé da parete di ciascun omosessuale, che intendo delineare qui una breve storia della scienza che tratta l’omosessualità a cavallo tra ‘800 e ‘900, riportando di seguito il secondo capitolo del Libro di Havelock Ellis “Inversione sessuale”, in mia traduzione. Seguo l’edizione del 1927, il linguaggio non è esattamente quello del XXI secolo e alcune categorie sociali sono diverse da quelle attuali, ma la storia merita di essere seguita, perché ci fa capire quanto le generazioni precedenti abbiano sofferto a causa dei pregiudizi relativi alla omosessualità e quanti sacrifici abbiano richiesto alcune conquiste che oggi diamo assolutamente per scontate e che lo sono, purtroppo ancora oggi, solo in una parte del mondo.

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Westphal, un eminente professore di psichiatria a Berlino, si può dire sia stato il primo a porre lo studio dell’inversione sessuale su una base scientifica sicura. Nel 1870 pubblicò, nell’Archiv für Psychiatrie, di cui fu per molti anni redattore, la storia dettagliata di una giovane donna che, fin dai suoi primi anni, differiva dalle altre ragazze: le piaceva vestirsi come un ragazzo, era interessata solo ai giochi dei ragazzi, e una volta cresciuta era sessualmente attratta solo dalle donne, con le quali formava una serie di teneri rapporti, in cui le amiche ottenevano gratificazione sessuale dalle carezze reciproche; mentre arrossiva ed era timida, in presenza di donne, e soprattutto della ragazza della quale le capitava di essere innamorata, era sempre assolutamente indifferente alla presenza degli uomini. Westphal – un allievo, va detto, di Griesinger, che aveva già richiamato l’attenzione sul più alto carattere a volte dimostrato dai soggetti di questa perversione – combinava una felice intuizione scientifica con un raro grado di simpatia personale per coloro che capitavano sotto la sua cura, e fu questa combinazione di doti che gli permise di cogliere la vera natura di un caso come questo, che dalla maggior parte dei medici in quel tempo sarebbe stato frettolosamente messo da parte come un esempio volgare di vizio o di follia. Westphal percepiva che questa anomalia era congenita, non acquisita, e che quindi non poteva essere definita vizio; e, mentre insisteva sulla presenza di elementi nevrotici, le sue osservazioni mostravano l’assenza di tutto ciò che può legittimamente essere definito follia. Diede a questa condizione il nome di “sentimento sessuale contrario” (Konträre Sexualempfindung), col quale è stata a lungo comunemente conosciuta in Germania. La strada era stata dunque aperta per il rapido progresso della nostra conoscenza di questa anomalia. Nuovi casi furono pubblicati in rapida successione, in un primo momento esclusivamente in Germania, e più in particolare nell’Archiv di Westphal, ma presto anche in altri paesi, soprattutto Italia e Francia.[1] Westphal fu il primo a mettere lo studio dell’inversione sessuale su una via di sviluppo, molte persone, però, avevano precedentemente gettato sguardi sull’argomento. Così, nel 1791, furono pubblicati due casi[2] di uomini che mostravano una tipica attrazione emotiva verso il proprio sesso, anche se non fu chiaramente fatto notare che l’inversione era congenita. Nel 1836, ancora una volta, uno scrittore svizzero, Heinrich Hössli, pubblicò un lavoro, di diffusione piuttosto larga, ma notevole, dal titolo Eros, che conteneva molto materiale di carattere letterario che riguardava questa materia. Egli sembra essere stato spinto a scrivere questo libro da un processo che aveva suscitato notevole attenzione a quel tempo. Un uomo di buona posizione aveva improvvisamente ucciso un giovane, e fu giustiziato per quel crimine, che, secondo Hössli, era dovuto all’amore omosessuale e alla gelosia. Hössli non era uno studioso qualificato; era in affari a Glarus come abile modista, il modista di maggior successo della città. Il suo temperamento si suppone sia stato bisessuale. Il suo libro fu vietato dalle autorità locali e in un periodo successivo l’intero stock rimanente fu distrutto in un incendio, in questo modo la sua circolazione fu molto ridotta. Ora, tuttavia, il suo lavoro è considerato da alcuni come il primo serio tentativo di affrontare il problema dell’omosessualità dopo il Simposio di Platone.[3] Alcuni anni più tardi, nel 1852, Casper, la principale autorità medico-legale del suo tempo in Germania, – perché è in Germania che sono state poste le fondamenta dello studio dell’inversione sessuale, – precisò nella Vierteljahrsschrift di Casper che la pederastia, in un senso ampio del termine, era a volte una sorta di “ermafroditismo morale”, dovuto ad una condizione psichica congenita, che in nessun modo coinvolgeva necessariamente la sodomia (immissio penis in anum). Casper portò avanti una notevole quantità di preziose testimonianze riguardo a questi punti fondamentali, che fu il primo a notare,[4] ma non riuscì a comprendere il pieno significato delle sue osservazioni, che non ebbero alcuna influenza immediata, anche se Tardieu, nel 1858, ammise un elemento congenito in alcuni pederasti.

L’uomo, però, che più di ogni altro portò alla luce i fenomeni dell’inversione sessuale non si era interessato né agli aspetti medici né a quelli penali della questione. Karl Heinrich Ulrichs (nato nel 1825 nei pressi di Aurich), che per molti anni espose e difese l’amore omosessuale, e le cui opinioni si dice abbiano avuto una certa influenza nel richiamare l’attenzione di Westphal sulla materia, era un funzionario legale Hannover (Amtsassessor), lui stesso sessualmente invertito. Dal 1864 in poi, in un primo momento con il nome di “Numa Numantius” e, successivamente, con il proprio nome, Ulrichs pubblicò, in varie parti della Germania, una lunga serie di opere che trattano di questo problema, e fece vari tentativi per ottenere una revisione della posizione giuridica dell’invertito sessuale in Germania. Anche se non era un autore il cui punto di vista psicologico potesse avere molto peso scientifico, Ulrichs sembra essere stato un uomo di capacità molto brillanti, e le sue conoscenze si dice che siano state di portata quasi universale; non solo era ben preparato negli argomenti che gli erano propri, di giurisprudenza e teologia, ma in molte branche della scienza naturale, così come nell’archeologia; è stato anche considerato da molti come il miglior latinista del suo tempo. Nel 1880 lasciò la Germania e si stabilì a Napoli, e poi a L’Aquila negli Abruzzi, dove pubblicò un periodico latino. Morì nel 1895.[5] John Addington Symonds, che andò a L’Aquila nel 1891, scrisse: “Ulrichs è chrysostomos [bocca d’oro] nel più alto grado, dolce, nobile, un vero gentiluomo e un uomo di genio. Egli deve essere stato un tempo un uomo di singolare distinzione personale, così finemente definite sono le sue caratteristiche, e così larghi i confini del suo cervello.”[6] Per molti anni Ulrichs fu solo nei suoi sforzi per ottenere il riconoscimento scientifico dell’omosessualità congenita. Ideò (con allusione a Urano nel Simposio di Platone) la parola uranista o urning, da allora frequentemente usata per indicare l’amante omosessuale, mentre chiamò il normale amante eterosessuale dioning (da Dione). Egli considerava l’uranismo, o amore omosessuale, come un’anomalia congenita attraverso la quale un’anima femminile si univa ad un corpo maschile – anima muliebris in corpore virili inclusa – e le sue speculazioni teoriche costituirono il punto di partenza per molte speculazioni simili. I suoi scritti sono notevoli sotto vari aspetti, anche se, a causa del calore polemico col quale egli sostenne la sua causa, come uno che sta patrocinando pro domo sua, non ebbero una marcata influenza sul pensiero scientifico.[7] Questo privilegio fu riservato per Westphal. Dopo che egli ebbe mostrato la via e aperto il suo giornale alla pubblicazione, i nuovi casi apparvero in rapida successione. In Italia, anche Ritti, Tamassia, Lombroso, e altri cominciarono a studiare questi fenomeni. Nel 1882 Charcot e Magnan pubblicarono negli Archives de Neurologie il primo importante studio apparso in Francia per quanto riguarda l’inversione sessuale e le perversioni sessuali relative. Essi consideravano l’inversione sessuale come un episodio (sindrome) in un processo più fondamentale di degenerazione ereditaria, e la confrontavano con ossessioni morbose come la dipsomania e la cleptomania. Da un punto di vista più tipicamente medico-legale, lo studio dell’inversione sessuale in Francia fu promosso da Brouardel, e ancor più da Lacassagne, la cui influenza stimolante a Lione produsse risultati fruttuosi nel lavoro di molti discepoli.[8]

Di importanza molto maggiore nella storia della teoria dell’inversione sessuale fu il lavoro di Richard von Krafft-Ebing (nato a Mannheim nel 1840 e morto a Graz nel 1902), per molti anni professore di psichiatria all’Università di Vienna e uno dei più illustri alienisti del suo tempo. Attivo in tutti i campi di psichiatria e autore di un famoso libro di testo, dal 1877 fu particolarmente interessato alla patologia dell’impulso sessuale. La sua Psychopathia Sexualis conteneva oltre duecento storie, non solo relative all’inversione sessuale, ma a tutte le altre forme di perversione sessuale. Per molti anni fu l’unico libro sull’argomento e rimase a lungo la raccolta principale di fatti. Passò attraverso molte edizioni e fu tradotto in molte lingue (ci sono due traduzioni in Inglese), godette di un immenso e non del tutto invidiabile successo. I metodi di Krafft-Ebing erano aperti a qualche obiezione. Il suo pensiero non era di ordine strettamente critico. Pubblicò nuove e sempre più allargate edizioni del suo libro con straordinaria rapidità, a volte rimodellandole. Introdusse nuove suddivisioni di volta in volta nella sua classificazione delle perversioni sessuali, e, anche se questa classificazione piuttosto sottile ha senza dubbio contribuito a dare precisione al soggetto e a far avanzare il suo studio scientifico, non fu mai generalmente accettata. Il grande servizio reso da Krafft-Ebing stava nell’entusiasmo clinico con cui affrontava lo studio delle perversioni sessuali. Con la ferma convinzione che stava conquistando un grande campo trascurato della psicologia patologica, un campo che appartiene di diritto al medico, accumulò senza falsi pudori una vasta massa di storie dettagliate, e la sua reputazione indusse molti individui sessualmente anormali in tutte le direzioni a mandargli le loro autobiografie, nel desiderio di beneficiare i loro compagni di sventura. Dobbiamo considerare Krafft-Ebing più come un medico che come uno psicologo. All’inizio egli considerava l’inversione come un segno funzionale di degenerazione, una manifestazione parziale di uno stato neuropatico e psicopatico che è nella maggior parte dei casi ereditario. Questa sessualità perversa appare spontaneamente con lo sviluppo della vita sessuale, senza cause esterne, come la manifestazione individuale di una modifica anormale della vita sexualis, e deve quindi essere considerata congenita; o si sviluppa in conseguenza di particolari influenze nocive che lavorano su una sessualità che era stata inizialmente normale, e allora deve essere considerata come acquisita, tuttavia, Krafft-Ebing, alla fine, ritiene che un’attenta analisi di questi cosiddetti casi acquisiti, indichi che la predisposizione consiste in una omosessualità latente, o almeno in una bisessualità, che richiede per la sua manifestazione l’intervento di cause accidentali. Nell’ultima edizione della sua opera Krafft-Ebing era incline a considerare l’inversione non tanto una degenerazione quanto una variante, una semplice anomalia, e riconosceva che la sua opinione in tal modo si avvicinava a quello che gli stessi invertiti avevano sostenuto da lungo tempo.[9] Krafft-Ebing, che aveva iniziato accettando l’idea, in quel momento prevalente tra gli alienisti, che l’omosessualità fosse un segno di degenerazione, al momento della sua morte adottava invece pienamente e poneva il sigillo della sua autorità sull’idea, già espressa da alcuni ricercatori scientifici nonché dagli stessi invertiti, che l’inversione sessuale deve essere considerata semplicemente come un’anomalia, qualsiasi differenza di opinione ci possa essere sul valore di quell’anomalia. Così era aperta anche la via per una visione come quella di Freud e della maggior parte degli psicoanalisti di oggi, che considerano una radice di omosessualità come normale e quasi costante, con un significato profondo per la vita psico-nervosa.

Nel 1891 il Dr. Albert Moll, di Berlino, pubblicò la sua opera, Die Konträre Sexualempfindung, che in seguito fu ripubblicata in edizioni molto allargate e rivedute. Il libro di Moll rapidamente sostituì tutti i libri precedenti come esposizione completa e discussione giudiziosa dell’inversione sessuale. Moll non si accontentava di presentare materiale clinico fresco. Prendeva direttamente in considerazione il problema che ormai era diventato di primaria importanza: la natura e le cause dell’inversione sessuale. Analizzava i fenomeni come psicologo anche più che come medico, tenendo conto degli aspetti più generali del problema, profondamente critico verso le opinioni accettate, ma giudiziosamente cauto nel prospettare delle conclusioni. Spazzò via vari antichi pregiudizi e superstizioni che Krafft-Ebing, aveva anche a volte incautamente ripetuto. Fece sua la dottrina generalmente accettata secondo la quale gli invertiti sessuali solitamente appartengono a famiglie in cui prevalgono vari disturbi nervosi e mentali, ma sottolineò al tempo stesso che non è possibile in tutti i casi dimostrare che ci troviamo di fronte ad individui che possiedono una tara nevrotica ereditaria. Respinse anche qualsiasi classificazione minuta degli invertiti sessuali, riconoscendo solo l’ermafroditismo psico-sessuale e l’omosessualità. Allo stesso tempo, mise in dubbio l’esistenza dell’omosessualità acquisita, in senso stretto, salvo in casi occasionali, e sottolineò che anche quando un normale impulso eterosessuale appare durante la pubertà, e un impulso omosessuale più tardi, può benissimo essere che il primo sia acquisto ed il secondo che sia innato.

In America si era data attenzione a questi fenomeni in un periodo abbastanza precoce. Si può fare menzione specialmente di J. G. Kiernan e G. Frank Lydston, entrambi hanno presentato classificazioni convenienti di manifestazioni omosessuali una trentina di anni fa.[10] Più di recente (1911) un autore americano, sotto lo pseudonimo di Xavier Mayne, ha stampato privatamente un ampio lavoro intitolato The Intersexes: A History of Similisexualism as a Problem in Social Life, scritto in linguaggio popolare e compilato a partire da molte fonti. Questo libro, da un punto di vista soggettivo e poco scientifico, afferma che le relazioni omosessuali sono naturali, necessarie e legittime.[11]

In Inghilterra i primi tentativi di affrontare seriamente, dal punto di vista moderno, il problema dell’omosessualità sono arrivati in ritardo, e sono stati pubblicati o in privato o all’estero. Nel 1883 John Addington Symonds ha stampato privatamente sua discussione sulla pederastia nell’antica Grecia, sotto il titolo di A Problem in Greek Ethics e poi nel 1889-1890 ha ulteriormente scritto, e nel 1891 ha stampato privatamente, A Problem of Modern Ethics: Being an Enquiry into the Phenomena of Sexual Inversion. Nel 1886 Sir Richard Burton ha aggiunto alla sua traduzione delleMille e una notte un Saggio conclusivo sullo stesso argomento. Nel 1894 Edward Carpenter ha stampato privatamente a Manchester un opuscolo intitolato Homogenic Love, in cui criticava vari punti di vista psichiatrici sull’inversione comuni al suo tempo, e ha sostenuto che le leggi dell’amore omosessuale sono identiche a quelle dell’amore eterosessuale, rimarcando, però, che il primo possiede una particolare attitudine ad essere esaltato a un livello di cameratismo più alto e più spirituale, in modo da soddisfare una funzione sociale benefica. Più recentemente (1907) di Edward Carpenter ha pubblicato un volume di documenti sull’omosessualità e i suoi problemi, sotto il titolo di The Intermediate Sex, e più tardi (1914) uno studio più specifico sull’invertito nella religione primitiva e in guerra, Intermediate Types among Primitive Folk.

Nel 1896 fu pubblicato in Inghilterra, in Francese, il libro più completo scritto sull’argomento fino ad allora, dal Sig André Raffalovich (nella Bibliothèque de Criminologie di Lacassagne), Uranisme et Unisexualité. Questo libro trattava principalmente dell’inversione congenita, non pubblicava nuovi casi, ma rivelava una grande conoscenza della materia. Raffalovich portò avanti molte giuste e sagaci riflessioni sulla natura e il trattamento dell’inversione e sull’atteggiamento della società verso la sessualità pervertita. Le parti storiche del libro, che sono di particolare interesse, si occupano in gran parte della notevole prevalenza dell’inversione in Inghilterra, trascurata dagli studiosi precedenti. Raffalovich, il cui atteggiamento è, nel complesso, filosofico più che scientifico, considera l’inversione congenita come un fattore importante e inevitabile nella vita umana, ma, assumendo il punto di vista cattolico, egli condanna ogni sessualità, sia eterosessuale che omosessuale, ed esorta l’invertito a frenare le manifestazioni fisiche del suo istinto e a puntare ad un ideale di castità. Nel complesso, si può dire che il libro è opera di un pensatore che ha raggiunto i suoi risultati a modo suo, e questi risultati hanno un’impronta di originalità e di libertà dalla tradizione.

Negli ultimi anni nessuno ha così ampiamente contribuito a mettere la nostra conoscenza dell’inversione sessuale su una base più ampia e più precisa del dottor Magnus Hirschfeld di Berlino, che possiede una conoscenza senza pari dei fenomeni dell’omosessualità in tutti i loro aspetti. Ha studiato la questione in modo esaustivo in Germania e in una certa misura anche in altri paesi; ha ricevuto le storie di mille invertiti; si dice che abbia incontrato più di diecimila persone omosessuali. Come editore dello Jahrbuch für sexuelle Zwischenstufen, da lui fondato nel 1899, e autore di diverse importanti monografie, – specialmente sugli stadi psichici e fisici di transizione tra mascolinità e femminilità – Hirschfeld aveva già contribuito notevolmente al progresso della ricerca in questo campo prima della comparsa nel 1914 della sua grande opera, Die Homosexualität des Mannes und des Weibes. Questo non è solo il più grande ma il più preciso, dettagliato e completo, – e anche il più condensato – lavoro che è stato pubblicato sull’argomento. È, infatti, un’enciclopedia dell’omosessualità. Per un tale compito Hirschfeld si era preparato attraverso molti anni di intensa attività, come medico, ricercatore, esperto medico legale dinanzi ai giudici, e attraverso la sua posizione come presidente del Wissenschaftlich-humanitären Komitee, che si occupa della difesa degli interessi degli omosessuali in Germania. Nel libro di Hirschfeld la concezione patologica dell’inversione è completamente scomparsa; l’omosessualità è considerata principalmente come un fenomeno biologico di estensione universale, e secondariamente come un fenomeno sociale di grande importanza. Non vi è alcun tentativo di inventare nuove teorie; il valore principale del lavoro di Hirschfeld si trova, infatti, nel tentativo costante di tenersi vicino a fatti precisi. È questa qualità che rende il libro una fonte indispensabile per tutti coloro che cercano informazioni illuminate e precise su questa questione. Anche l’esistenza di un trattato come quello di Hirschfeld è sufficiente a dimostrare quanto rapidamente lo studio di questo soggetto sia cresciuto. Alcuni anni fa – per esempio, quando il dottor Paul Moreau scrisse il suo Aberrations du Sens Génésique – l’inversione sessuale non era neppure un nome. Era un ripugnante vizio senza nome, da toccare solo con un paio di pinze, rapidamente e con precauzioni. Per come si presenta ora, si tratta di un problema psicologico e medico-legale così pieno di interesse che non dobbiamo temere di affrontarlo, e così pieno di grave attualità sociale che siamo costretti ad affrontarlo.

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[1] In Inghilterra l’aberrazione dell’istinto sessuale, o la tendenza degli uomini a occupazioni femminili e delle donne a occupazioni maschili, era stata citata nel Medical Times and Gazette, 9 febbraio 1867; Sir G. Savage per primo descrisse un caso di “perversione sessuale” nel Journal of Mental Science, vol. xxx ottobre 1884.

[2] Moritz, Magazin für Erfahrungsseelenkunde, Berlin, Bd. viii.

[3] Un completo e interessante resoconto su Hössli e sul suo libro è dato da Karsch in Jahrbuch für sexuelle Zwischenstufen, Bd. v, 1903, pp. 449-556.

[4] “Eugen Dühren” (Iwan Bloch) osserva, tuttavia (Neue Forschungen über den Marchese de Sade und seine Zeit, pag. 436), che de Sade nel suo Aline e Valcour sembra riconoscere che l’inversione è a volte innata, o per lo meno naturale, e suscettibile di svilupparsi in età molto precoce, a dispetto di tutte le spinte all’atteggiamento normale. “E se questa inclinazione non fosse naturale” fa dire a Sarmiento, “l’impulso verso di essa potrebbe essere stato ricevuto nell’infanzia? … Cerchiamo di studiare meglio questa indulgente Natura prima di osare di fissare i suoi limiti.” Ancora prima, nel 1676 (come Schouten ha sottolineato, Sexual-Probleme, gennaio 1910, pag. 66), un sacerdote italiano di nome Carretto riconobbe che le tendenze omosessuali sono innate.

[5] Per delle notizie su Ulrichs vedi Jahrbuch für sexuelle Zwischenstufen, Bd. i, 1899, p. 36.

[6] Horatio Brown, John Addington Symonds, a Biography, vol. ii, p. 344.

[7] Ulrichs non si avventurò tuttavia tanto lontano da affermare che sia l’amore omosessuale che quello eterosessuale sono ugualmente normali e sani. Questo è stato comunque sostenuto in tempi più recenti.

[8] Bisogna menzionare in particolare L’Inversion Sexuelle, un libro abbondante e comprensivo, quantunque talvolta poco critico, del Dr. J. Chevalier, pubblicato nel 1893, e Perversion et Perversité Sexuelles del Dr. Saint-Paul, che scriveva sotto lo pseudonimo di “Dr. Laupts”, pubblicato nel 1896 e nuovamente, in un’edizione allargata, dal titolo “L’Homosexualité et les Types Homosexuels”, in 1910.

[9] Krafft-Ebing manifestò i suoi ultimi punti di vista in una nota letta davanti all’International Medical Congress, a Parigi, nel 1900 (Comptes-rendus, “Section de Psychiatrie”, pp. 421, 462; e anche in contributi allo Jahrbuch für sexuelle Zwischenstufen, Bd. iii, 1901)

[10] Kiernan, Detroit Lancet, 1884, Alienist and Neurologist, April, 1891; Lydston, Philadelphia Medical and Surgical Reporter, 7 settembre 1889, e Addresses and Essays, 1892.

[11] Un riassunto delle conclusioni di questo libro, del quale furono stampate solo poche copie, si può trovare nell’articolo di Hirschfeld in Vierteljahrsberichte, Ottobre, 1911, pp. 78-91.

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WALT WITMAN OMOSESSUALE

La lettura di Leaves of Grass e in particolare di “Calamus” di Walt Whitman, il poeta-profeta della Democrazia americana della seconda metà dell’Ottocento, fa parte dell’itinerario classico di formazione di ogni omosessuale di media cultura. Le poesie contenute in Calamus, agli occhi di un lettore moderno, appaiono avere chiaramente un’ispirazione omosessuale, e lo stesso John Addington Symonds, uno dei pionieri della cultura omosessuale, non aveva dubbi in proposito ma avrebbe desiderato che Whitman lo riconoscesse apertamente. Non sappiamo esattamente che cosa Symonds avesse scritto a Whitman in proposito (i due si stimavano molto e avevano contatti epistolari), ma possediamo la risposta di Whitman, una risposta sdegnata e irritata dal fatto che la poesia di Leaves of Grass potesse essere interpretata in chiave omosessuale. La risposta di Whitman sembrò risolvere ogni ambiguità e lo stesso Symonds evitò di tornare sull’argomento. Havelock Ellis, che conosceva molto bene Symonds, perché aveva scritto insieme con lui la prima edizione del suo trattato sull’inversione sessuale, e in quella edizione si era fermato a proposito di Whitman là dove si era fermato Symonds, approfondì successivamente le ricerche e raccolse delle testimonianze estremamente significative che sono alla base della completa riscrittura della parte relativa a Whitman nella terza edizione del trattato sull’inversione sessuale, che riposto di seguito. Ma è ora di lasciare la parola direttamente ad Havelock Ellis.

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Una grande personalità degli ultimi tempi, largamente considerata con rispetto come il profeta-poeta della Democrazia[1] – Walt Whitman – ha suscitato discussioni col suo atteggiamento positivo verso l’amicizia appassionata, o “l’amore virile” come egli lo chiama, in Leaves of Grass. In questo libro, in “Calamus”, “Drumtaps,” e altrove, Whitman celebra un’amicizia di cui il contatto fisico e una sorta di silenziosa emozione voluttuosa sono elementi essenziali. Al fine di risolvere la questione del significato preciso di “Calamus”, J. A. Symonds scrisse a Whitman, ponendo schiettamente la domanda. La risposta (scritta da Camden, New Jersey, il 19 agosto, 1890) è l’unica dichiarazione dell’atteggiamento di Whitman verso l’omosessualità, ed è pertanto auspicabile che essa sia esposta puntualmente: –

“Circa le domande su ‘Calamus,’ ecc, piuttosto mi stordiscono. Leaves of Grass deve solo essere giustamente interpretato attraverso e all’interno della sua propria atmosfera e del suo carattere essenziale – rientrandovi rigorosamente tutte le sue pagine e le sue parti. Che la sezione ‘Calamus ‘ abbia mai permesso la possibilità di una tale costruzione, come quella menzionata, è terribile. Sarei contento di sperare che le pagine stesse non siano nemmeno citate per tale gratuita e allo stesso tempo mai sognata e mai desiderata possibilità di inferenze morbose, che sono sconfessate da me e appaiono da condannare.”

Sembrerebbe da questa lettera[2] che Whitman non si fosse mai reso conto che sussiste una qualche relazione tra l’emozione appassionata del contatto fisico tra uomo e uomo, come lui l’aveva sperimentata e cantata, e l’atto che, insieme con altre persone, egli avrebbe considerato come un crimine contro natura. Questo può essere singolare, perché ci sono molte persone invertite che hanno trovato soddisfazione in amicizie meno fisiche e passionali di quelle descritte inLeaves of Grass, ma Whitman era un uomo di temperamento concreto, emotivo e istintivo, privo di potere analitico, ricettivo verso qualsiasi influenza, e incurante di armonizzazione quelle influenze. Avrebbe certamente rifiutato di ammettere di essere argomento della sessualità invertita. Resta vero, tuttavia, che “l’amore virile” nel suo lavoro ha un ruolo predominante che si potrebbe a stento contenere nei sentimenti dell’”uomo medio”, che Whitman vuole onorare. Una persona normalmente costituita, dopo aver assunto l’atteggiamento molto franco fatto proprio da Whitman, sarebbe stata spinta a dedicare molto più spazio e molto più ardore al tema dei rapporti sessuali con le donne e a tutto ciò che ha a che vedere con la maternità rispetto a quanto è accordato a questi argomenti in Leaves of Grass. Alcune delle lettere esistenti di Whitman indirizzate a giovani uomini, anche se non gettano luce definitiva sulla questione, sono di carattere molto affettuoso,[3] e, anche se Whitman era un uomo di notevole vigore fisico, non si è mai sentito incline al matrimonio.[4] Rimane alquanto difficile classificarlo dal punto di vista sessuale, ma certo sbagliamo poco nel riconoscere la presenza di una tendenza omosessuale.

Vorrei aggiungere che alcuni amici e ammiratori di Whitman non sono disposti ad accettare l’evidenza della lettera a Symonds. Sono in debito con “Q” per la seguente comunicazione relativa alle obiezioni:

“Quanto a me, penso che sia un errore dare molto peso a questa lettera, forse anche che sia un errore il fatto stesso di introdurla, dato che una volta introdotta avrà, naturalmente, un peso. E questo per tre o quattro ragioni:

1. Che è difficile conciliare la lettera stessa (con il suo forte tono di disapprovazione), con l”atmosfera’ generale di Leaves of Grass, il cui tenore mira a lasciare tutto aperto e libero.

2. Che la lettera è in conflitto inconciliabile con la sezione ‘Calamus’ delle poesie. Infatti, qualsiasi fossero le linee morali che Whitman poteva aver definito al momento di scrivere queste poesie, mi sembra veramente incredibile che la possibilità di alcune inferenze morbose o altro, non fosse stata nemmeno immaginata.

3. Che la lettera è stata scritta pochi mesi prima della sua ultima malattia e della morte, ed è l’unica espressione di questo tipo che egli sembra aver pronunciato.

4. Che la lettera di Symonds, alla quale questa costituiva la risposta, non è venuta fuori, e noi di conseguenza non sappiamo quali temerarie espressioni possa avere contenuto, che hanno portato Whitman (con la sua estrema cautela) a mettere al riparo il suo nome dal possibile uso per giustificare dubbie pratiche.”

Posso aggiungere che ho cercato di ottenere la lettera di Symonds, ma egli non era in grado di produrla, e non ne è stata trovata alcuna copia tra le sue carte.

Va detto che l’atteggiamento di Whitman verso Symonds era caratterizzato da grande considerazione e ammirazione. “Addington Symonds è un uomo meraviglioso”, ha commentato poco prima della sua morte; “per certi versi l’uomo più indicativo, penetrante e significativo del nostro tempo. Symonds è un curioso compagno ,… io lo amo teneramente. È di formazione e di educazione da college, orribilmente letteraria e sospettosa, e gode delle cose. Un grande compagno per scavare nelle persone e nel concreto, e persino nel fisiologico e nel gastrico, e anche meravigliosamente carino.” Ma in questa occasione ha scavato invano.

Le osservazioni precedenti (sostanzialmente contenute nelle precedenti edizioni di questo libro) si basavano principalmente sulle informazioni ricevute da parte di J. A. Symonds. Ma in anni più recenti una luce interessante è stata gettata su questa straordinaria lettera da parte di Walt Whitman. La pazienza boswelliana, l’entusiasmo e l’abilità che Orazio Traubel ha trasfuso nel suo lavoro completo ed elaborato, ora in corso di pubblicazione, With Walt Whitman in Camden, rivelano chiaramente, nel corso di varie conversazioni, l’atteggiamento di Whitman rispetto alla domanda di Symonds e indicano lo stato d’animo che portò avanti le cose fino a questa lettera.

Whitman parlò molto di Symonds con Traubel dal 27 aprile 1888 (subito dopo la data in cui inizia il lavoro di Traubel), in poi. Symonds gli aveva scritto più volte, a quanto pare, per quanto riguarda i “rapporti passionali degli uomini con gli uomini”, come Whitman li chiamava. “Lui torna sempre alla carica con me su questo: È quello il senso di Calamus? – volutamente o no, è questo che significa? Ho detto di no, ma il no non lo soddisfa [Non vi è, tuttavia, nessuna traccia da parte di Symonds di una qualche lettera da Whitman a Symonds in questo senso fino a questa data] Ma leggete questa lettera, leggetela per intero: è molto scaltra, molto carina, seria fino all’estremo: mi assale, quasi mi costringe, è urgente, insistente: lui quasi si trova in mezzo alla strada e dice ‘non mi muoverò fino a quando risponderai alla mia domanda.’ Vedete, questa è una vecchia lettera – vecchia di sedici anni – e lui sta ancora facendo la stessa domanda: si riferisce ad essa in una delle sue ultime note. È sicuramente un uomo meraviglioso – un raro uomo pulito – un’anima candida, un personaggio eroico …. Un giorno starai scrivendo qualcosa su Calamus”, disse W. [a Traubel]. “e questa lettera, e quello che dico, ti potrà aiutare a chiarire le tue idee; Calamus ha bisogno di idee chiare, può essere facilmente, innocentemente distorto dal suo naturale, originario corpo di dottrina.”

La lettera, datata 7 Febbraio 1872, di una certa lunghezza, viene poi riprodotta. Racconta quantoLeaves of Grass, e in particolare la sezione Calamus, avesse aiutato lo scrittore. “Ciò che l’amore dell’uomo per l’uomo è stato in passato”, ha scritto Symonds: “io credo di saperlo. Quello che c’è qui, ora, so anche quello – ahimè! Quello che dici che quell’amore dovrebbe e potrebbe essere, io vagamente lo ritrovo nelle tue poesie. Ma questo a stento mi soddisfa, tanto sono desideroso di imparare ciò che tu insegni. Un giorno, forse, – in qualche modo, io non so quale, ma in un modo scelto da te, – mi dirai di più sull’amore degli amici. Fino ad allora io aspetterò.”

“W. disse: ‘Beh, che cosa ne pensi? Pensi che si potrebbe dare una risposta?’ ‘Non vedo perché tu consideri quella lettera irritante. È  abbastanza tranquilla, pone solo delle domande, e le pone in modo abbastanza morbido’,’ Suppongo che tu abbia ragione “irritante” non è la parola giusta: ma voi sapete quanto odio essere catechizzato. Symonds ha ragione, senza dubbio, di porre le domande. Ma io ho altrettanta ragione se non rispondo a quelle domande e altrettanta ragione se rispondo. Io spesso dico a me stesso su Calamus che forse significa più o meno quello che ho pensato io, o forse significa altro: forse non so che cosa significa tutto questo, forse non l’ho mai saputo. Il mio primo istinto a proposito di tutto quello che Symonds scrive è di violenta reazione – un istinto forte e brutale per un no, no, no, e poi subentra l’idea che io forse non conosco tutti i miei propri significati: dico a me stesso: “Anche tu, vai via, torna indietro, studia il tuo stesso libro, come uno straniero o un estraneo, studia il tuo stesso libro, vedi quanto vale.” Una volta o l’altra dovrò scrivergli chiaramente su Calamus, gli dovrò dire la mia su quello che intendevo o intendo che significhi.”

Ancora, un mese più tardi (24 maggio 1888), Whitman parla a Traubel di una “bella lettera” da Symonds. “Vedrai che insiste sulle poesie di Calamus un’altra volta. Non vedo perché dovrebbe, ma il suo ritornare su tale argomento mi irrita un po’. Suppongo che mi potresti dire – perché non lo zittisci rispondendogli? Non c’è una risposta logica, credo: ma posso chiedere a mia volta: ‘Che diritto ha lui di fare comunque domande?’” W. rise un po’. “Comunque la domanda torna a me quasi ogni volta che scrive. È abbastanza cortese su questo – questo è il motivo per cui non sono risentito con lui. Suppongo che il tutto si concluderà con una risposta, un giorno.”

Segue la lettera. Il punto principale di essa è che l’autore spera di non essere stato importuno nella domanda che aveva posto su Calamus tre anni prima.

“Io [Traubel] dissi a W.: ‘Questa è una lettera abbastanza umile: non ci vedo nulla di irritante. Non ti chiede di rispondere alla vecchia domanda, infatti si scusa piuttosto per aver fato la domanda.’ W. Si inalberò ‘E chi è irritato? Per quanto riguarda tale questione, non fa che chiedere ancora e ancora: lo chiede, lo chiede, lo chiede.’ Ho riso per reazione alla sua veemenza. ‘Bene, posto che lo faccia, non ti danneggia certo. E poi non hai niente da nascondere. Penso che il tuo silenzio lo potrebbe portare a supporre che ci sia un negro pronto da accusare. [nota di project: che ci fosse qualcosa da nascondere]‘ ‘Oh, sciocchezze, ma per trent’anni i miei nemici e i miei amici sono stati a farmi domande su Leaves: sono stanco di non rispondere alle domande.’ È stato molto divertente vedere la sua faccia quando ha dato un tocco umoristico alla stranezza della sua ultima frase. Poi si è rilassato e ha aggiunto: ‘Comunque amo Symonds. Chi potrebbe non amare un uomo capace di scrivere una simile lettera? Suppongo che bisognerà pur dargli una risposta, accidenti a lui!’”

È chiaro che queste conversazioni diminuiscono notevolmente la forza della dichiarazione contenuta nella lettera di Whitman. Vediamo che la lettera che, a prima vista, avrebbe potuto rappresentare la reazione immediata e indignata di un uomo che, messo improvvisamente di fronte alla possibilità che il suo lavoro possa essere interpretato in un senso perverso, ripudia con forza quell’interpretazione, non era in realtà niente del genere. Symonds per almeno diciotto anni aveva continuato delicatamente, premurosamente, anche con umiltà, ma con insistenza, a porre la stessa domanda perfettamente legittima. Se la risposta fosse stata davvero un enfatico no, quella risposta avrebbe dovuto molto più naturalmente essere data nel 1872 e non nel 1890. Inoltre, di fronte a questa domanda sempre ricorrente, Whitman parla costantemente ai suoi amici del suo grande affetto per Symonds e della sua ammirazione per la sua carineria intellettuale, sentimenti che sarebbero entrambi singolarmente fuori luogo se applicati a un uomo non faceva altro che suggerire la possibilità che gli scritti di Whitman contenessero deduzioni che erano “terribili”, “morbose” e “deprecabili”. Evidentemente, in tutti questi anni, Whitman non arrivò a decidere che cosa rispondere. Da una parte era spinto dal suo orrore di essere interrogato, dalla sua cautela, dalla sua naturale avversione ad esprimere approvazione per tutto ciò che si potrebbe considerare innaturale o anormale. Dall’altra parte, era mosso dal desiderio di lasciare il suo lavoro parlare da solo, dalla sua determinazione dichiarata di lasciare tutto aperto, e, forse, da  una simpatia più o meno consapevole verso le deduzioni che gli venivano prospettate. È stato solo negli ultimi anni della sua vita, quando la sua vita sessuale apparteneva ormai al passato, quando la debolezza stava avendo il sopravvento su di lui, quando voleva salvare tutto il possibile delle sue energie, che – essendo costituzionalmente incapace di una valutazione scientifica equilibrata – scelse la soluzione più semplice e più facile del problema. [5]

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[1] È proprio come tale che bisognerebbe accostarsi a Whitman, e vorrei protestare contro la tendenza, ormai ben definita in molti ambienti, a trattarlo solo come un invertito e a diffamarlo o a glorificarlo secondo i casi. Per quanto l’inversione possa essere importante come chiave psicologica della personalità di Whitman, essa gioca solo un piccolo ruolo nel lavoro di Whitman e, a detta di molti che si occupano di questo lavoro, un ruolo addirittura trascurabile. (Mi si consenta di fare riferimento al mio saggio su Whitman, in The New Spirit, scritto quasi trent’anni fa).

[2] Posso aggiungere che Symonds (nel suo libro su Whitman) ha accettato questa lettera come una dichiarazione sincera e finale che dimostrava che Whitman era assolutamente ostile alla inversione sessuale, che non aveva nemmeno preso in considerazione le sue manifestazioni, e che egli aveva «omesso di percepire che ci sono punti di contatto inevitabili tra l’inversione sessuale e la sua dottrina sull’amicizia.” Cita, tuttavia, i versi di Whitman, alla fine di “Calamus” nell’edizione Camden del 1876: –

“Ecco le mie ultime parole, e le più sconcertanti,

Ecco le mie foglie più fragili, e comunque quelle che dureranno di più,

Qui io copro e nascondo i miei pensieri, io non li espongono,

Eppure essi mi espongono più di tutte le mie altre poesie.”

[3] Le lettere di Whitman a Peter Doyle, un incolto giovane, conduttore di tram, profondamente amato dal poeta, sono state raccolte dal dottor Bucke, e pubblicate a Boston: Calamus: A Series of Letters, 1897.

[4] Whitman ha riconosciuto, tuttavia (come nella lettera a Symonds già citata), di aver avuto sei figli; sembrano essere nati nella prima parte della sua vita, quando viveva nel Sud. (Vedi il capitolo sui figli di Walt Whitman nell’interessante libro di Edward Carpenter, Days with Walt Whitman, 1906.) E anche suo fratello George Whitman diceva: “Non ho mai saputo che Walt si sia innamorato di ragazze giovani, o anche che abbia mostrato per loro particolare attenzione.” E Doyle, che lo conobbe intimamente durante dieci anni di vita più matura, diceva: “Le donne, in quel senso, non gli sono mai passate per la testa.” La relazione eterosessuale giovanile sembra essere stata un’eccezione nella sua vita. Per quanto riguarda il numero dei figli, so che, a giudizio di una signora che conosceva Whitman nel Sud, non vi può essere alcun ragionevole dubbio circa l’esistenza di un figlio, ma che, quando ne enumerava sei, probabilmente includeva anche i nipoti.

[5] Mentre la tensione omosessuale in Walt Whitman è stata più o meno definitivamente ammessa da vari autori, i tentativi più vigorosi di presentare il carattere omosessuale della sua personalità e della sua opera sono dovuti a Eduard Bertz in Germania, e al Dr. W. C. Rivers in Inghilterra. Bertz ha prodotto tre pubblicazioni su Whitman: vedi in particolare il suo Der Yankee-Heiland, 1906 e Whitman-Mysterien, 1907. Gli argomenti di Rivers sono sinteticamente esposti in un opuscolo intitolato Walt Whitman’s Anomaly (London: George Allen, 1913). Sia Bertz che Rivers sottolineano i tratti femminili di Whitman. Un interessante quadro indipendente Whitman, più o meno alla data della lettera di Symonds, accompagnato da ottime fotografie originali dell’autore, è fornito dal Dr. John Johnston, A Visit to Walt Whitman, 1898. si può aggiungere che, probabilmente, sia la portata che il significato dei tratti femminili in Whitman sono stati sopravvalutati da alcuni autori. La maggior parte degli artisti e degli uomini di genio ha alcuni tratti femminili; essi non provano l’esistenza di inversione, né la loro assenza la confuta. Il Dr. Clark Bell mi scrive in riferimento al piccolo libro del Dr. Rivers: “Conoscevo Walt Whitman personalmente. Secondo me il signor Whitman era uno degli uomini più robusti e virili, proprio in modo straordinario. Secondo il mio punto di vista, non era assolutamente femminile, ma fisicamente maschile e robusto. La problema è che un uomo virile e forte che sia poetico nel temperamento, ardente e tenero, può avere fasi e stati d’animo di passione ed emotività, che sono suscettibili di essere fraintesi.” Una visione in qualche modo simile, in opposizione a Bertz e Rivers, è stata vigorosamente sostenuta da Bazalgette (che ha scritto uno studio molto approfondito su Whitman in francese), in particolare nel Mercure de France del primo luglio, primo ottobre, e 15 novembre 1913.

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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=16&t=5273

UN PROBLEMA DI ETICA GRECA di JOHN ADDINGTON SYMONDS

Sono felice di annunciarvi la Biblioteca di Progetto Gay si arricchisce di un nuovo volume, UN PROBLEMA DI ETICA GRECA di JOHN ADDINGTON SYMONDS, (traduzione italiana di Project). Si tratta di un’opera di straordinario interesse, che affronta con spirito scientifico la pederastia greca.

Quanti oggi sentono parlare di pederastia o di amore greco sono facilmente indotti a pensare che la pederastia greca fosse in qualche modo analoga all’odierna pedofilia. In realtà i due concetti sono lontanissimi e la lettura di questo saggio lo renderà evidente.

L’“Etica greca” di John Addington Symonds rappresenta una colonna portante degli studi sulla omosessualità nella storia e nella letteratura, che permette al lettore interessato di entrare in modo scientificamente documentato in una dimensione storica molto diversa da quella attuale e di comprendere il senso e il peso che la pederastia ha avuto nella storia, nella letteratura e nella filosofia greca. Il lettore, attraverso il saggio di Symonds, potrà capire che la pederastia nasceva da un codice etico preciso, tipico delle comunità doriche in cui la dimensione del cameratismo militare era indispensabile alla sopravvivenza del gruppo in un tempo in cui la guerra era un evento comune.

Symonds segue l’evoluzione del concetto di pederastia lungo tutta la storia greca attraverso l’analisi di moltissimi testi e ne evidenzia la complessità e allo sesso tempo la centralità, sottolineando che le forme alte di pederastia, alle quali fanno riferimento Socrate e Platone, erano considerate onorevoli ed erano socialmente approvate e che spesso le coppie di amici pederastici erano temute dai tiranni perché erano capaci di suscitare nel popolo l’amore della libertà. Solo le forme più degradare, che sfociavano nella prostituzione, erano oggetto di biasimo e di discredito sociale ma non di pregiudizio. Basti ricordare il caso di Fedone, schiavo di guerra che esercitava la prostituzione ad Atene, che fu poi acquistato da un amico di Socrate e divenne uno dei suoi discepoli più importanti, tanto che a lui Platone intitola il dialogo sull’immortalità.

Il saggio di Symonds, pur essendo stato scritto nel 1873, è un esempio magistrale di approccio serio, cioè senza pregiudizi moralistici, alla storia, alla letteratura e all’arte greca ed è di straordinaria attualità perché mostra a quale livello morale e sociale l’omosessualità possa giungere in una società che non la condanni pregiudizialmente.

Consiglio in particolare la lettura di questo saggio a chiunque si occupi, a qualsiasi tiolo, di storia, di letteratura o di arte greca.

http://gayproject.altervista.org/etica_greca.pdf

Il nuovo volume fa parte della Biblioteca di Progetto Gay che raccoglie testi di particolare interesse sul tema della omosessualità, tutti gratuitamente scaricabili dalla Home del Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/

Ringrazio anticipatamente chiunque vorrà indicarmi errori od oscurità di qualsiasi tipo rilevate nella lettura del testo.

JOHN ADDINGTON SYMONDS, UN PROBLEMA DI ETICA MODERNA 7

IX.

EPILOGO.

Le conclusioni cui sono arrivato attraverso questa indagine sull’inversione sessuale sono che le sue diverse manifestazioni possono essere classificate nelle seguenti categorie: (1) l’astinenza forzata dai rapporti con le femmine, o faute de mieux [mancanza di meglio]; (2) lascivia e curiosa ricerca di un piacere nuovo; (3) morbilità pronunciate; (4) innata preferenza istintiva per il maschio e indifferenza al sesso femminile; (5) Epoche della storia in cui l’abitudine si è affermata ed è stata endemica in intere nazioni.

Nella prima categoria raggruppiamo i fenomeni presentati da scuole, carceri, conventi, navi, guarnigioni in stazioni solitarie, tribù nomadi di conquistatori predoni.1)

Alla seconda categoria appartengono quegli individui che si divertono sperimentando il piacere sensuale, uomini stanchi dell’ordinaria indulgenza sessuale e voluttuosi indifferenti. È possibile che qualcosa di morboso o di anormale frequentemente segni questa categoria.

Alla terza categoria assegniamo i casi evidenti di malattia ereditaria, in cui una mancanza di autocontrollo è evidente, insieme a chi soffre di lesioni nervose, ferite, epilessia, rammollimento cerebrale senile, nella misura in cui questi disturbi fisici sono complicati con passioni anomale.2)

La quarta categoria include l’intera classe degli Urning, che sono stati fino ad ora ignorati dai ricercatori medici, e sulla cui importanza numerica Ulrichs ha forse insistito esageratamente. Questi individui si comportano esattamente come le persone di normali inclinazioni sessuali, non mostrano segni di pazzia e non hanno una diatesi costituzionale morbosa che possa spiegare la loro peculiarità.

Nelle condizioni attuali della società europea, queste quattro categorie esistono sporadicamente. Vale a dire, i loro membri si trovano sparsi in tutte le comunità, ma non sono assolutamente riconosciuti se non dal codice penale e dalla professione medica.

Nella quinta categoria siamo portati faccia a faccia con il problema offerto dalla antica Ellade, dalla Persia, dall’Afganistan, dai popoli di quella che Burton definisce la zona sotadica. Tuttavia possiamo spiegare l’origine dell’inversione sessuale, un istinto che attraverso l’uso, la tradizione e la tolleranza sociale è passato qui nella natura della razza; in modo che le quattro categorie precedenti sono confuse, o, se distinte, sono separabili solo come le affezioni viziose e morbose dell’appetito sessuale ordinario si possono differenziare dalle sue manifestazioni più sane.

Tornando alle prime quattro categorie, che sono le sole che hanno una qualche importanza per un Europeo moderno, capiamo che solo una di esse, la terza, è positivamente morbosa, e solo un’altra, la seconda, è ipso facto viziosa. La prima è immorale nello stesso senso in cui lo è ogni forma di incontinenza, tra cui l’auto-abuso, la fornicazione, e così via, praticata faute de mieux; ma non può essere chiamata né morbosa né positivamente viziosa, perché l’abitudine in questione sgorga in circostanze extra-sociali.

I membri della quarta categoria sono anormali per la loro costituzione. Sia che riferiamo quell’anomalia all’atavismo o a qualche deviazione finora ignota dalla regola nella loro conformazione sessuale, non vi è alcuna prova che essi siano soggetti a malattia. Allo stesso tempo, è certo che non sono volutamente viziosi.

Il trattamento dell’inversione sessuale da parte della società e della legislazione segue un punto di vista derivante dalla sua origine e natura. Fin dall’età di Giustiniano, essa è stata considerata come un crimine assoluto contro Dio, contro l’ordine del mondo e contro lo Stato. Questo modo di vedere, che è stato incorporato nei codici di tutte le razze occidentali, venne fuori in origine dalla convinzione che le passioni sterili siano dannose per la tribù perché limitano la crescita della popolazione. La religione ha adottato questo punto di vista e, attraverso la leggenda di Sodoma e Gomorra, ha insegnato che Dio era pronto a punire intere nazioni con distruzioni violente se esse praticavano il “vizio innominabile”.

La civilizzazione avanzante, intanto, cercava in ogni modo di limitare e regolare l’appetito sessuale; e così facendo, naturalmente escluse quelle forme che non erano gradite alla maggioranza, che non possedevano alcuna utilità evidente, e che a prima vista sembravano violare le leggi cardinali della natura umana.

Il sentimento sociale, modellato dalla religione, dalla legislazione, dalla civiltà, e dalle antipatie persistenti della maggioranza considera l’inversione sessuale con irriducibile orrore. Esso non distingue tra le categorie che ho indicato, ma comprende tutte le specie sotto la condanna comune del crimine.

Nel frattempo, in questi ultimi anni, siamo arrivati a capire che i fenomeni presentati dall’inversione sessuale, non possono essere trattati così grossolanamente. Due grandi nazioni, la Francia e l’Italia, col “Codice Napoleone” e il “Codice Penale” del 1889, nella peggiore delle ipotesi, spostano questi fenomeni dalla categoria del reato a quella della immoralità. Vale a dire, hanno posto il rapporto dei maschi con i maschi sulla stessa base giuridica del normale rapporto sessuale. Puniscono la violenza, tutelano i minori e provvedono al mantenimento della pubblica decenza. Entro questi limiti, riconoscono il diritto degli adulti di trattare le loro persone come desiderano.

La nuova scuola di antropologi e medici psicologici studia l’inversione sessuale in parte dal punto di vista dell’evoluzione storica e in parte dal punto di vista della malattia. Mescolando l’atavismo e l’ereditarietà con la malattia nervosa nell’individuo, desiderano sostituire un trattamento medico alla punizione, il sequestro a vita nei manicomi alle pene detentive di diversa durata a seconda del reato.

Né la società né la scienza concepiscono l’idea che quegli istinti che le leggi della Francia e dell’Italia tollerano, entro certi limiti, possano essere semplicemente naturali in una certa percentuale di persone di sesso maschile. Fino ad oggi l’Urning non è stato considerato come un gioco della natura nel tentativo di differenziare i sessi.

Ulrichs è l’unico europeo che ha mantenuto questo punto di vista in una lunga serie di opere polemiche e imperfettamente scientifiche. Eppure, fatti portati quotidianamente all’attenzione di osservatori che hanno gli occhi bene aperti, dimostrano che Ulrichs è giustificato nella sua tesi principale. La società si trova sotto l’incantesimo di un antico terrorismo e di errori che si sono accumulati. La scienza è o volutamente ipocrita o radicalmente male informata.

Walt Whitman, in America, ritiene quello che lui chiama “l’amore virile” come destinato ad essere la virtù leader delle nazioni democratiche e la fonte di una nuova cavalleria. Ma egli non definisce cosa intende per “amore virile” e rinnega con forza qualsiasi “inferenza morbosa” dalla sua dottrina come “dannata”.

Ecco come stanno le cose ora. L’unica cosa che sembra chiara è che l’inversione sessuale non è una questione da regolare per legge e che l’esempio della Francia e dell’Italia potrebbe benissimo essere seguito da altre nazioni. Il problema dovrebbe essere lasciato al medico, al moralista, all’educatore, ed infine all’azione dell’opinione pubblica.

Note

1) Celti, Sciti, Dori, Tartari, Normanni.

2) Ci si dovrebbe ricordare che essi non sono affatto invariabilmente correlati con la sessualità anormale, ma altrettanto spesso con la sessualità normale in qualche forma stravagante, così come con altri tipi di aberrazione morale.
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SUGGERIMENTI IN MATERIA DI INVERSIONE SESSUALE IN RELAZIONE ALLA LEGGE E ALL’ISTRUZIONE.

I.
Le leggi in vigore contro quelli che vengono chiamati reati innaturali derivano da un editto di Giustiniano, dell’anno 538. L’imperatore considerava questi offese come reati penali, per il fatto che essi avevano provocato pestilenze, carestie, terremoti e la distruzione di intere città insieme al loro abitanti, nelle nazioni che li avevano tollerati.

II.
La convinzione che l’inversione sessuale sia un crimine contro Dio, la natura e lo Stato pervade tutta la successiva legislazione in materia. Questa convinzione si basa (1) su concezioni teologiche derivate dalle Scritture; (2) sul terrore della diminuzione della popolazione; (3) sull’antipatia della maggioranza per i gusti della minoranza; (4) sull’errore volgare secondo cui i desideri innaturali sono sempre volontari e sono il risultato o della lussuria eccessiva o di appetiti sazi.

III.
L’indagine scientifica ha dimostrato negli ultimi anni che una percentuale molto elevata di persone nelle quali si sono manifestate inclinazioni sessuali anormali, le possiedono dalla prima infanzia, che quelle persone non possono deviare in canali normali e che sono incapaci di sbarazzarsi di quelle inclinazioni. In questi casi, quindi, la legislazione interferisce con la libertà degli individui, sulla base di un equivoco circa la natura della loro colpa.

IV.
Coloro che sostengono le leggi attuali sono per ciò stesso tenuti a dimostrare che la coercizione, la punizione e la diffamazione di tali persone sono giustificate o (1) da qualsiasi danno di cui queste persone soffrono nella salute del corpo o della mente, o (2) da qualche serio pericolo, che possa derivare da loro, per l’organismo sociale.

V.
L’esperienza, confermata dall’osservazione scientifica, dimostra che l’indulgenza temperata verso la sessualità anormale non è più dannosa per l’individuo che una simile indulgenza verso la sessualità normale.

VI.
Allo stato attuale di sovrappopolazione, non si può pensare che una piccola minoranza di uomini che esercitano inclinazioni sessuali sterili e anormali possano ferire gravemente la società limitando l’aumento della razza umana.

VII.
La legislazione non interferisce con le varie forme di rapporto sterile tra uomini e donne: (1) la prostituzione, (2) la convivenza nel matrimonio, durante il periodo di gravidanza, (3) le precauzioni artificiali volte alla contraccezione, e (4) alcuni modi anormali del rapporto con il consenso della donna. La legislazione è quindi in una posizione illogica quando interferisce con l’azione di coloro che sono naturalmente sterili, sul terreno del mantenimento dello standard numerico della popolazione.

VIII.
Il pericolo che i vizi innaturali, se tollerati dalla legge, possano aumentare fino a che intere nazioni li acquisiscano, non sembra essere temibile. La posizione delle donne nella nostra civiltà rende i rapporti sessuali tra di noi Occidentali diversi da quelli di qualsiasi paese – antica Grecia e Roma, moderna Turchia e Persia – dove le abitudini innaturali sono diventate endemiche.

IX.
Nella Francia moderna, dopo la promulgazione del Codice Napoleone, l’inversione sessuale è stata tollerata con le stesse restrizioni applicate alla sessualità normale. Vale a dire che la violenza e oltraggio alla pubblica decenza sono puniti, e i minori sono tutelati, ma gli adulti possono disporre a loro piacimento delle proprie persone. L’esperienza di quasi un secolo mostra che in Francia, dove l’inversione sessuale non è un crimine di per sé, non vi è stata alcuna propagazione di essa attraverso la società. Osservatori competenti, come gli agenti di polizia, dichiarano che Londra, nonostante il nostro diritto penale, non è meno nota per il vizio anormale di Parigi.

X.
L’Italia, col Codice Penale del 1889, ha adottato i principi del Codice Napoleone su questo punto. Sarebbe interessante sapere cosa ha portato a questa modifica della legge italiana. Ma non si può supporre che i risultati del Codice Napoleone in Francia non siano stati pienamente considerati.

XI.
La severità delle norme inglesi le rende quasi impossibili da applicare. In conseguenza di ciò, la legge è non di rado elusa, e ai crimini si strizza l’occhio.

XII.
Allo stesso tempo, le nostre leggi incoraggiano il ricatto sulla base di false accuse; e la presunta non applicazione di quelle leggi, mette di volta in volta un’arma vile nelle mani di politici senza scrupoli, per attaccare il governo in carica. Esempi: gli scandali di Dublin Castle del 1884 e gli scandali Cleveland Street del 1889.

XIII.
Coloro che sostengono che le nostre leggi penali sono richieste dagli interessi della società devono rivolgere la loro attenzione alla formazione superiore. Essa si basa ancora sullo studio classici greci e latini, una letteratura impregnata di pederastia. Si svolge nelle scuole pubbliche, dove i giovani sono tenuti separati dalle ragazze, e in cui i vizi omosessuali sono frequenti. Le migliori menti dei nostri giovani sono quindi esposte alle influenze di una letteratura pederastica nello stesso tempo in cui acquisiscono le conoscenze e le esperienze di pratiche innaturali. Né ci si prende alcuna cura di correggere queste influenze negative attraverso una istruzione adeguata circa le leggi del sesso.

XIV.
I punti proposti per l’esame sono se l’Inghilterra sia ancora giustificata da eventuali pericoli reali per la società, nel limitare la libertà delle persone adulte, e nel considerare criminali alcune forme anomale di sessualità, dopo che è stato dimostrato (1) che le inclinazioni anormali sono congenite, naturali ed ineliminabili in una grande percentuale di individui; (2) che si tollerano rapporti sterili di vario tipo tra i due sessi; (3) che la nostra legislazione non ha soppresso l’immoralità in questione; (4) che il funzionamento del codice Napoleone per quasi un secolo non ha aumentato questa immoralità in Francia; (5) che l’Italia, guidata dall’esperienza del Codice Napoleone, ha adottato i suoi principi nel 1889; (6) che le sanzioni inglesi raramente sono infitte nella loro totalità; (7) che la loro esistenza favorisce il ricatto e la loro mancata applicazione dà occasione di bassa agitazione politica; (8) che la nostra istruzione superiore è in aperta contraddizione con lo spirito delle nostre leggi.1)

FINE.

Note

1) Potrebbe non essere superfluo ricapitolare i punti principali della legislazione inglese su questo argomento. (1) La sodomia è un crimine, definito come la conoscenza carnale (per anum) di un uomo o di una donna da parte di una persona di sesso maschile, punibile con il massimo della pena dei lavori forzati a vita, e per dieci anni come minimo. (2) Il tentativo di commettere sodomia è punibile con reclusione di dieci anni come massimo. (3) La commissione, in pubblico o privato, da parte di qualsiasi persona di sesso maschile con un’altra persona di sesso maschile, di “ogni atto lordo di indecenza” è punibile con due anni di reclusione e lavori forzati.”

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JOHN ADDINGTON SYMONDS, UN PROBLEMA DI ETICA MODERNA 6

VIII.

LETTERATURA – IDEALISTICA

 Anche il solo parlare di Walt Whitman in rapporto con Ulrich e l’inversione sessuale sembra paradossale. In via preliminare si deve dire chiaramente che Whitman non ha nulla a che fare con forme anomale, anormali, viziose o malate di quell’amozione che i maschi provano per i maschi. Eppure, nessuno nel mondo moderno ha espresso così forte la convinzione che “l’attaccamento virile”, “l’amore atletico”, “l’alto torreggiante amore dei compagni,” sia un fattore fondamentale nella vita umana, una virtù su cui la società dovrà basarsi e una passione pari nella sua permanenza e intensità all’affettività sessuale.

Egli dà per scontato, senza sollevare la questione, che l’amore dell’uomo per l’uomo convive con l’amore dell’uomo per la donna in uno stesso individuo. La relazione tra i due modi di sentire è chiaramente indicato in questa poesia: –

“Fortemente-ancorata eterna, o amore! O donna che amo

O sposa! O moglie! Indicibilmente irresistibile, il pensiero di te

Poi separato, come disincarnato, come un altro nato,

Eterea, l’ultima atletica realtà, la mia consolazione

Salgo – galleggio nelle regioni del tuo amore, o uomo,

O partecipe della mia vita itinerante.”

Gli Urning neuropatici non sono neppure accennati in nessun passaggio della sua opera. Come il suo amico e commentatore, il signor Burroughs dice: “Il sentimento è primitivo, atletico, prende forma in tutti i tipi di grandi e accoglienti immagini all’aperto, e scaturisce, come chiunque può vedere, direttamente dal cuore e dall’esperienza del poeta.”

Stando così la cosa, Whitman non suggerisce che il cameratismo possa cagionare lo sviluppo di desideri fisici. Ma poi non condanna questi desideri con parole chiare né mette in guardia i suoi discepoli contro di essi. Ad un ragazzo dell’Ovest, dice: –

“Se non sei silenziosamente selezionato dagli amanti

 e non cerchi silenziosamente amanti,

A che serve che tu cerchi di diventare mio discepolo.”

Come Platone, nel Fedro, Whitman descrive un tipo entusiastico di emozione maschile, lasciando i dettagli privati ​​al senso morale e alla speciale inclinazione della persona interessata.1)

Il linguaggio di “Calamus” (quella sezione di “Foglie d’erba”, che è dedicata al vangelo del cameratismo) ha un bagliore appassionato, un calore nel tono emotivo al di là di qualsiasi cosa cui il mondo moderno è abituato nella celebrazione dell’amore degli amici. Ciò richiama alla nostra mente l’originario entusiasmo greco – quella comunione in armi che fiorì tra le tribù doriche e costituì la cavalleria dell’Ellade preistorica. Né il poeta stesso sembra essere inconsapevole del fatto che nelle forti emozioni che sta lodando ci siano pericoli e difficoltà.

Il tono complessivo di due composizioni misteriose, intitolate “Chiunque tu sia che ora mi tieni per mano” e “Cadete, Gocce”, suggerisce una sensazione di fondo di conflitto spirituale. La seguente poesia, ancora una volta, è sufficientemente significativa e tipica da chiedere la trascrizione letterale:

“Terra, mia somiglianza!

Anche se sembri così impressionante, ampia e sferica qui,

Ora sospetto che non sia tutto;

Ora sospetto che ci sia qualcosa di feroce in te, di idoneo a esplodere;

Perché un atleta si è innamorato di me – e io di lui,

Ma verso di lui c’è qualcosa

di feroce e terribile in me, idoneo a esplodere,

Non oso nemmeno dirlo a parole – nemmeno in queste canzoni”.

La realtà del sentimento di Whitman, la gioia intensa che egli deriva dalla presenza personale e dal contatto fisico di un uomo amato, trova espressione in “A Glimpse,” “Recorders ages hence,” “When I heard at the Close of Day,” “I saw in Louisiana a Live Oak growing,” “Long I thought that Knowledge alone would content me,”2) “O Tan-faced Prairie Boy,” and “Vigil Strange I kept on the Field one Night.”3)

È chiaro, quindi, che nel suo di trattare il cameratismo o l’appassionato amore dell’uomo per l’uomo, Whitman ha colpito una nota fondamentale, all’intensità emotiva della quale il mondo moderno non è abituato. Diventa quindi di grande importanza scoprire l’umore del poeta-profeta, il suo istinto radicale per quanto riguarda la qualità morale del sentimento che egli incoraggia. Studiando le sue opere alla luce delle opere stesse e alla luce del carattere del loro autore, interpretando ogni parte con riferimento al tutto e nello spirito del tutto, un critico imparziale, credo, arriverebbe alla conclusione che ciò che egli chiama l’”adesività” del cameratismo è destinato a non mescolarsi con l’”erotismo” dell’amore sessuale.

È evidente che Whitman possiede personalmente uno speciale e acuto senso di fine moderazione e di continenza, la pulizia e la castità, che sono inseparabili dalla natura perfettamente virile e fisicamente completa della mascolinità sana.

Comunque, possiamo rilevare le stesse qualità di base nei primi Dori, quei fondatori marziali dell’istituzione dell’amore greco; ed è noto agli studiosi della civiltà greca che il sentimento alto della loro cavalleria era intrecciato con anomalie singolari nel suo sviluppo storico.

Per togliere ogni dubbio sulle intenzioni proprie di Whitman, quando compose “Calamus” e promulgò la sua dottrina del cameratismo appassionato, gli ho scritto, ponendogli francamente le domande che lasciavano perplessa la mia mente. La risposta che ho ricevuto, datata Camden, New Jersey, Stati Uniti d’America, 19 agosto 1890, e che egli mi permette di utilizzare, pone la questione di là di ogni discussione, e conferma le conclusioni a cui ero stato guidato dalla critica. Egli scrive quanto segue:

“Quanto alle domande su ‘Calamus,’ & c., mi stupiscono abbastanza. ‘Foglie d’erba’ deve solo essere giustamente interpretato attraverso e all’interno della sua propria atmosfera e del suo carattere essenziale – in modo che tutte le sue pagine e le sue parti vi rientrino.

È terribile che la sezione Calamus abbia consentito la possibilità di una interpretazione, come quella che avete menzionato. Vorrei sperare che quelle pagine non siano neppure menzionate per tale gratuita nel contempo imprevista e indesiderata possibilità di inferenze morbose, che sono sconfessate da me e appaiono detestabili.”

Nessuno che sappia qualcosa su Walt Whitman potrà per un solo momento dubitare della sua onestà e della sua sincerità. Pertanto l’uomo che ha scritto “Calamus” e ha predicato il vangelo del cameratismo, ha sentimenti ostili nei confronti dell’inversione sessuale almeno quanto qualsiasi monotono anglosassone rispettoso della legge potrebbe desiderare. È ovvio che non ha nemmeno preso in considerazione i fenomeni dell’istinto anormale. Altrimenti avrebbe dovuto prevedere che, dato che la natura umana è quella che è, non ci si può aspettare di eliminare ogni contaminazione sessuale dalle emozioni sollevate a un alto grado di intensità appassionata, e avrebbe dovuto prevedere anche che gli elementi permanenti all’interno della nostra società avrebbero messo a rischio la purezza assoluta dell’ideale che egli tenta di stabilire.

Queste considerazioni, tuttavia, non influenzano la natura spirituale di quell’ideale. Dopo aver riconosciuto che ci sono punti di contatto inevitabili tra l’inversione sessuale e la sua dottrina del cameratismo, cosa della quale Whitman ha omesso di accorgersi, rimane ora la questione se egli non abbia suggerito il modo in cui gli istinti anormali possono essere moralizzati e sollevati a un  più alto valore. In altre parole, quegli istinti sono presentati in “Calamus” insieme con i mezzi della loro redenzione dalla sporcizia e dal fango di un appetito brutale? È difficile rispondere a questa domanda; perché il problema in questione non è affatto meno importante della possibilità di evocare un nuovo entusiasmo cavalleresco, analogo a quello della società ellenica primitiva, a partire dalle emozioni che sono attualmente classificate tra le turpitudini della natura umana.

Consideriamo un po’ più da vicino l’espressione che Whitman ha dato ai propri sentimenti di amicizia. La prima cosa che ci colpisce è l’emblema mistico che ha scelto per l’amore maschile. Cioè la pianta acquatica, o il giunco profumato, chiamato Calamus, che nasce in luoghi selvaggi, “in vie inesplorate, che cresce ai margini delle acque degli stagni” Ha scelto queste “foglie emblematiche e capricciose” a causa della loro timidezza del loro profumo aromatico, del loro distacco dalla vita visibile del mondo. Le chiama foglie dolci, radici rosate, foglie timide, erbe profumate del mio petto. Finalmente, dice: 4)

“Ecco le mie ultime parole, e le più sconcertanti,

Ecco le foglie fragili di me, eppure ciò che ho di più fortemente duraturo.

Qui proteggo e nascondo i miei pensieri – non li espongo,

Eppure essi mi espongono più di tutte le mie altre poesie.”

La virilità dell’emozione, che è quindi così timidamente, misticamente indicata, appare nel magnifico indirizzo ai soldati al termine della grande guerra: “Su una carneficina è sorta profetica una voce.”5) La sua tenerezza emerge nell’elegia su un compagno ucciso: 6)

Giorno di veglia per il ragazzo dei baci corrisposti (che mai più risponderà sulla terra)

Giorno di veglia per il compagno rapidamente ucciso

Non dimenticherò mai come, appena il giorno si illuminò,

Mi alzai dal terreno gelato e chiusi il mio soldato bene nella sua coperta,

E lo seppellii dove era caduto.”

Il suo pathos e la forte intensità traspirano attraverso le prime righe del seguente brano, che potrebbe essere stato suggerito dalle leggende di Davide e Jonathan, Achille e Patroclo o Oreste e Pilade: 7)

“Quando seguo la fama conquistata degli eroi e le vittorie di potenti generali,

Non invidio i generali,

Né il presidente nella sua presidenza, né il ricco nella sua grande casa;

Ma quando leggo della fraternità degli amanti, e di quello che è accaduto loro,

Come nella vita, attraverso i pericoli, l’odio immutabile, per molto molto tempo,

Attraverso la giovinezza e attraverso l’età media e la vecchiaia, come incrollabili, come affettuosi e fedeli erano,

Allora io sono pensieroso – in fretta metto giù il libro, me ne vado via, pieno di invidia amara.”

Ma Whitman non concepisce il cameratismo come un possesso meramente personale, delizioso per gli amici che unisce in legami di amicizia. Egli lo considera essenzialmente come una virtù sociale e politica. Questa emozione umana è destinata a cementare la società e a rendere la convivenza civile inviolabile. Leggendo alcune delle sue poesie, siamo ricondotti indietro alla Grecia antica – al Simposio di Platone, a Filippo che ammira il battaglione sacro dei Tebani dopo la battaglia Cheronea.8)

“Sognai in un sogno, vidi una città invincibile agli attacchi di tutto il resto del mondo

Sognai che fosse la nuova Città degli Amici;

Niente era più forte lì della qualità del robusto amore – esso portò la pace

Si vedeva ogni ora nelle azioni degli uomini di quella città, e in tutti i loro sguardi e nelle parole.”

E ancora: 9)

“Credo che il significato principale di questi Stati sia di fondare una amicizia superba, exalté, precedentemente sconosciuta,

Perché io percepisco che essa attende ed è stata sempre in attesa, latente in tutti gli uomini.”

E ancora una volta: 10)

“Vieni, renderò il continente indissolubile;

Produrrò la più splendida razza sulla quale il sole abbia mai brillato;

Produrrò divine terre magnetiche,

              Con l’amore dei compagni,

           Con l’amore dei compagni  che dura tutta la vita.

pianterò un’amicizia fitta come gli alberi lungo le coste dell’America, lungo le rive dei grandi laghi, e in tutte le praterie;

Produrrò città inseparabili, con le loro braccia al collo le une delle altre.

                   Con l’amore dei compagni,

                Con il virile amore dei compagni.

Per te queste cose da me, o Democrazia, per servirti, mia sposa!

Per te, per te io sto eccitando queste canzoni. “

In compagnia di Walt Whitman siamo molto lontani da Gibbon e Carlier, da Tardieux e Casper-Liman, da Krafft-Ebing e Ulrichs. Che cosa ha in effetti questa “amicizia superba, exalté, precedentemente sconosciuta” che “aspetta ed è stata sempre in attesa, latente in tutti gli uomini” quel “qualcosa di feroce in me, idoneo a esplodere”, “cameratismo etereo”, “ultima realtà atletica”- che cosa ha tutto questo in comune con il tema doloroso delle precedenti sezioni del mio saggio?

Ha questo in comune. Whitman riconosce tra le emozioni sacre e le virtù sociali, destinate a rigenerare la vita politica e a cementare le nazioni, un intenso, geloso, palpitante, sensibile, ansioso amore dell’uomo per l’uomo: un amore che anela nell’assenza, cade per la sensazione dell’abbandono, si ravviva al ritorno della persona amata; un amore che trova un piacere onesto nel tocco della mano, nel congiungersi delle labbra, in ore di privacy, nello stretto contatto personale. Egli proclama che questo amore è non solo un fatto quotidiano nel presente, ma anche una salvifica e nobilitante aspirazione. Mentre ripudia espressamente, rinnega, e bolla come “perdizione” tutte “illazioni morbose” che la malevolenza o l’astuzia viziosa possono trarre dalla sua dottrina, egli è pronto a estendere il vangelo del cameratismo a tutto il genere umano. Egli aspetta la democrazia, il nuovo mezzo sociale e politico, il nuovo ideale religioso dell’umanità, per sviluppare ed estendere “quel fervido cameratismo” e intende controbilanciare e spiritualizzare tramite esso ciò che c’è di volgare e di materialistico nel mondo moderno. La “Democrazia”, ​​egli afferma, “comporta tale cameratismo amorevole, come il suo gemello più necessario e come sua controparte, senza la quale essa sarà incompleta, inutile e incapace di perpetuare se stessa.”11)

Se questo non è un sogno, se ha ragione nel credere che “fili di amicizia virile, affettuosa e amorevole, pura e dolce, forte e per tutta la vita, portata a livelli finora sconosciuti” penetrano nell’organismo della società “non solo dando tono al carattere individuale, rendendolo come non mai prima emozionale, muscolare, eroico e raffinato, ma anche tessendo rapporti più profondi con la politica generale”- allora siamo forse giustificati nel prevedere qui l’avvento di un entusiasmo che deve riabilitare quegli istinti emarginati, dando loro un ambiente spirituale, un ambiente di accettate e sane emozioni, in cui possano espandersi in libertà e purgare la grossolanità e la follia del loro essere paria?

Questa prospettiva, come tutti gli ideali, fino a quando non sono realizzati nell’esperienza, può sembrare fantasticamente visionaria. Inoltre, la sostanza della natura umana è così mista che forse sarebbe eccessivo aspettarsi dalla cavalleria dell’”adesività” di Whitman una purezza più immacolata di quella che è stata raggiunta dalla cavalleria medioevale dell’”amore.” Anche perché la cavalleria medioevale, il grande prodotto emozionale del feudalesimo, anche se sono venute meno le sue aspirazioni, ha lasciato alla società moderna il bene incalcolabile dalla raffinatezza e ha purificato il più grezzo degli appetiti maschili. Allo stesso modo, la cavalleria democratica, annunciata da Whitman, può essere destinata ad assorbire, a controllare e ad elevare quegli appetiti più oscuri, più misteriosi, apparentemente anomali, che abbiamo visto essere ampiamente diffusi e inestirpabili nei fondamenti della natura umana.

Abbandonando ora il sogno e la visione di un futuro possibile, bisognerà ammettere comunque che Whitman ha fondato il cameratismo, l’entusiasmo che lega l’uomo all’uomo in un amore fervente, su una base naturale.

Eliminando le associazioni classiche con la corruzione, ignorando le questioni che suscitano perplessità relative ad una passione colpevole condannata al fallimento dalla legge e dall’antipatia popolare, Whitman ricomincia da capo con una sana e originaria umanità. Lì scopre “una superba amicizia, exalté, precedentemente sconosciuta.” Egli percepisce che “essa aspetta, ed è stata sempre in attesa, latente in tutti gli uomini.” Il suo metodo nel trattare, senza paura e senza lasciarsi intimidire da qualsiasi pensiero del male e il suo tocco su questa materia, casto, sano e ambizioso, rivelano la possibilità di ripristinare in tutta innocenza nella vita umana una parte del suo diritto morale di nascita, alienata o mai reclamata. Le aberrazioni che abbiamo discusso in questo trattato sono probabilmente sintomi morbosi di soppressione, di ipertrofia, di ignorante sregolatezza, all’interno di una vera e propria emozione in grado di essere portata a buon fine quando la si tratta in modo amichevole.

È bene chiudere su questo punto. La metà, come dicevano i Greci, è più di tutto; e non è ancora giunto il momento di sollevare la questione se l’amore dell’uomo per l’uomo debba essere elevato  a poteri più nobili attraverso una cavalleria finora sconosciuta, anche se il barbaro amore dell’uomo per la donna ha seguito quello stesso cammino. Questa domanda in questo momento è poco attuale. Il mondo non può essere interessato ad occuparsene.12)

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1) In questa relazione è curioso notare quello che uno dei corrispondenti di Casper-Liman dice circa i costumi del Nord America (… Op cit, vol ip 173). “Un anno e mezzo dopo il mio ritorno sono andato in America del Nord, per tentare la fortuna. Lì il vizio innaturale in questione è più comune di quanto non sia qui, e sono stato in grado di assecondare le mie passioni con meno paura di una punizione o di essere perseguito. I gusti degli Americani in questa materia assomigliano ai miei, e mi sono accorto, negli Stati Uniti, che sono stato sempre riconosciuto immediatamente come un membro della confraternita”. La data della visita di quest’uomo in America è l’anno 1871-1872. Era appena tornato dal servizio militare come volontario nella grande guerra franco-tedesca del 1870-71.

2) Non incluso in “Complete Poems and Prose,” lo si troverà in “Foglie d’erba”, Boston, 1860-1861.

3) I due ultimi sono tolti da “Drum-Taps”.

4) Non riesco a trovarlo in “Complete Poems and Prose”. È stato incluso nella versione di Boston, 1860-1861, e nell’edizione di Camden, 1876.

5) “Drum-Taps”. Complete Poems, p. 247.

6) Ibid., P. 238.

7) “Foglie d’erba”. Complete Poems, p. 107.

8) Complete Poems, p. 109. Confronta, ” I hear it was charged against me “, ibid., P. 107.

9) Complete Poems, p. 110.

10) edizione Camden, 1876, p. 127. Complete Poems, p. 99. Confronta “Vistas Democratico,” Prosa Complete, p. 247, nota.

11) Questi passaggi di prosa sono tratti da ” Democratic Vistas ” sopra citati, p.119, nota.

12) Mentre questi fogli andavano in stampa, ho trasmesso la risposta di Whitman ad un amico giudizioso, la cui risposta in proposito esprime la mia opinione in modo più chiaro e conciso di quanto ho fatto io in precedenza: “Io non credo che questa risposta getti luce sulla questione veramente importante:  se il sentimentalismo di ‘Calamus’ rappresenti, a modo suo, l’ideale che si dovrebbe mirare a imprimere sugli affetti appassionati tra uomini, come certamente suscettibili di assumere altre forme discutibili. C’è affinità sufficiente tra il reale e l’ideale perché questo sia possibile? Questo è quello che non ho mai percepito come cosa certa quando abbiamo discusso di queste questioni. Ma non mi pare che i miei dubbi siano stati in qualche modo risolti in direzione negativa da Walt Whitman.”

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JOHN ADDINGTON SYMONDS, UN PROBLEMA DI ETICA MODERNA 5

VII

LETTERATURA – POLEMICA

Non si può dire che la sessualità invertita abbia ricevuto un trattamento serio e comprensivo fino a quando un giurista tedesco, di nome Karl Heinrich Ulrichs, iniziò la sua lunga guerra contro quello che considerava pregiudizio e ignoranza su un tema per lui di massimo interesse. Nativo di Hannover, scrisse in un primo momento sotto il falso nome di Numa Numantius, e andò avanti producendo una serie di opuscoli polemici, analitici, teorici e apologetici tra gli anni 1864 e 1870. La più importante di queste opere è un lungo saggio globale dal titolo “Memnon. Die Geschlechtsnatur des mannliebenden Urnings. Eine Naturwissenschaftliche Darstellung. Schleiz, 1868.” Memnon può essere utilizzato come manuale delle teorie del suo autore; ma è anche necessario studiare prima i trattati successivi – Inclusa, Formatrix, Vindex, Ara Spei, Gladius furens, Incubus, Argonauticus, Prometheus, Araxes, Kritische Pfeile – al fine di ottenere una conoscenza completa delle sue opinioni e per padroneggiare l’intera massa di informazioni che egli ha raccolto.

L’oggetto di Ulrichs in questo gruppo di scritti diversi è duplice. Cerca di stabilire una teoria dell’inversione sessuale sulla base della scienza naturale, dimostrando che gli istinti anormali sono innati e sani in una notevole percentuale di esseri umani; che non devono la loro origine a cattive abitudini di qualsiasi tipo, a malattia ereditaria o a depravazione dolosa; che è impossibile nella maggior parte dei casi estirparli o convertiti in canali normali e che gli uomini soggetti a questi istinti non sono né fisicamente, né intellettualmente, né moralmente inferiori agli individui costituiti normalmente. Dopo aver dimostrato questi punti per la sua propria soddisfazione e dopo aver sostenuto le sue idee facendo grande uso di esempi e mostrando una erudizione di tutto rispetto, egli procede sostenendo che le leggi attuali in molti paesi d’Europa sono palesemente ingiuste verso una classe di persone innocenti, che possono effettivamente essere considerate sfortunate e scomode, ma che non sono colpevoli di nulla che meriti la riprovazione e la punizione. In questa seconda parte polemica della sua esposizione, Ulrichs assume, come punto di partenza giuridico, che ogni essere umano nasce con dei diritti naturali che la legislazione non dovrebbe violare, ma proteggere. Egli non tenta di confutare la teoria utilitaristica della giurisprudenza, che riguarda le leggi, come regolamenti adottati dalla maggioranza nell’interesse presunto della società. Tuttavia, una grande quantità dei suoi ragionamenti è stata concepita per invalidare argomenti utilitaristici a favore della repressione, mostrando che in quei paesi che hanno posto la sessualità anomala sullo stesso piano di quella normale non ne è derivato alcun male sociale e che la tolleranza della passione invertita non rappresenta alcun pericolo per il benessere delle nazioni.

Dopo questo preludio, può essere dato un sunto della teoria Ulrichs e della sua perorazione, dedotto dallo studio comparativo dei suoi numerosi saggi.

La giusta chiave per la soluzione del problema si trova nella fisiologia, in quell’oscuro settore della scienza naturale che tratta l’evoluzione del sesso. L’embrione, come ora sappiamo, contiene un elemento di sesso indeterminato durante i primi mesi di gravidanza. Questo si trasforma gradualmente negli organi maschili o femminili della procreazione; e questi, quando l’età della pubertà arriva, sono generalmente accompagnati dai corrispondenti appetiti maschili o femminili. Vale a dire, che l’uomo in una stragrande maggioranza di casi, desidera la donna e la donna desidera l’uomo. La natura, per così dire, mira a differenziare il feto indifferenziato in un essere umano dell’uno o dell’altro sesso, essendo la propagazione della specie l’oggetto principale della vita. Eppure, come dice Aristotele, e come si osserva in molte delle sue operazioni, “La natura vuole, ma non ha sempre può”: ἡ φύσις βόυλεται μὲν ἀλλ ού δύναται. Di conseguenza, per quanto riguarda la struttura fisica, vengono alla luce individui imperfetti, i cosiddetti ermafroditi, il cui apparato sessuale è ancora indeterminato tanto che spesso un vero maschio ha passato una parte della sua vita in errore, ha indossato abiti femminili e ha convissuto preferendo gli uomini.

Allo stesso modo, rispetto alla loro natura spirituale, appaiono maschi che, nonostante la loro ben definita conformazione maschile, sentono dalla prima infanzia una propensione sessuale verso gli uomini, con una corrispondente indifferenza per le donne. In alcuni di questi esseri anormali, ma naturali, l’appetito per gli uomini assomiglia al normale appetito degli uomini per le donne; in altri assomiglia al normale appetito delle donne per gli uomini. Vale a dire, alcuni preferiscono i maschi effeminati, vestiti con abiti femminili che svolgono compiti femminili, altri preferiscono potenti adulti di un tipo ultra-maschile. Una terza classe manifesta la propria predilezione per uomini sani, giovani nel fiore dell’adolescenza, tra diciannove e vent’anni.

L’atteggiamento di queste persone nei confronti delle donne varia. In casi genuini di inversione sessuale innata provano un vero orrore quando devono avere un rapporto sessuale con una donna; e questo orrore è dello stesso tipo di quello che provano gli uomini normali quando pensano alla  convivenza con un maschio.1) In altri, la riluttanza non costituisce ripugnanza; ma l’uomo anormale trova notevole difficoltà nell’eccitarsi all’atto sessuale con le femmine, e ricava una soddisfazione molto imperfetta dello stesso. Un certo tipo di uomo, poi, sembra essere indifferente, desiderando i maschi qualche volta e le femmine qualche altra volta.

Al fine di ottenere chiarezza nella sua esposizione, Ulrichs ha inventato dei nomi per queste diverse specie. Respinge il cosiddetto ermafrodita che egli rifiuta con la designazione tedesca di Zwitter. Individui imperfetti di questo tipo non sono da considerare, perché è ben noto che gli organi maschili e femminili non sono mai sviluppati insieme in uno stesso corpo. Come vedremo tra poco la parte essenziale della sua teoria considera il problema dell’inversione dal punto di vista psicologico.

Chiama l’uomo normale Dioning e l’uomo anormale Urning. Tra gli Urning, quelli che preferiscono i maschi effeminati sono chiamati con il nome di Mannling; quelli che preferiscono potenti e maschili adulti ricevono il nome di Weibling; gli Urning interessati agli adolescenti sono definiti Zwischen-Urning. Gli uomini che sembrano essere indifferentemente attratti da entrambi i sessi, li chiama Uranodioninge. Un vero Dioning, che, per mancanza di donne, o sotto l’effetto di circostanze particolari, frequenta persone del proprio sesso, è denominato Uraniaster. Un vero Urning, che ha messo il laccio al suo impulso innato e si è costretto a convivere con le donne, o ha addirittura contratto matrimonio, si dice che sia un Virilisirt – un Urning virilizzato.

Questi nomi stravaganti, anche se apparentemente pedanti e superflui, hanno il loro valore tecnico e sono necessari per la comprensione del sistema di Ulrichs. Egli ha che fare esclusivamente con individui classificati dal linguaggio comune come uomini, senza distinzione. Ulrichs crede di poter stabilire una vera e propria divisione naturale tra uomini veri  e propri, che chiama Dioninge, e maschi con uno sviluppo sessuale anomalo, che chiama Urning. Dopo aver proceduto fino a questo punto, egli trova la necessità di distinguere tre grandi tipi di Urning, e di fare incroci tra Urning e Dioning, di cui egli trova anche tre distinte specie. Apparirà nel seguito che qualsiasi cosa si possa pensare della sua ipotesi psicologica, la nomenclatura che ha adottato è utile nella discussione e corrisponde a fenomeni ben definiti, di cui abbiamo informazioni abbondanti. La tabella che segue chiarirà sufficientemente la sua analisi: –

Ulrichs_ system

In generale, il maschio comprende due specie principali: Dioning e Urning, uomini con istinti normali e uomini con istinti anormali. In che cosa consiste dunque la distinzione tra loro? Come possiamo considerare il fatto di ritenerli radicalmente diversi?

Ulrichs replica che il fenomeno dell’inversione sessuale deve essere spiegato dalla fisiologia e in particolare dall’evoluzione dell’embrione.2) La natura commette errori nel completare il suo lavoro sistematicamente e in ogni caso. Essendo riuscita a differenziare un maschio con gli organi sessuali completi formato da un feto indifferenziato, essa non ottiene sempre la corretta differenziazione di quella parte dell’essere psichico in cui risiede l’appetito sessuale. Resta un’anima femminile in un corpo maschile. Anima muliebris virili corpore inclusa, è la formula adottata da Ulrichs che cita un passo del “Vestiges of Creation“, che suggerisce che un maschio è un prodotto più avanzato dell’evoluzione sessuale rispetto ad una femmina. L’istinto maschile del sesso è un prodotto più avanzato rispetto all’istinto femminile. Di conseguenza, appaiono uomini il cui corpo è stato differenziato come maschile, ma il cui istinto sessuale non è progredito oltre la fase femminile.

Su questa parte fondamentale della sua ipotesi bisognerebbe citare proprio le parole di Ulrichs, dal momento che egli non ritiene che l’Urning sia un Dioning che si è fermato ad un certo punto dello sviluppo, ma piuttosto che ci sia un elemento di incertezza che interviene nell’evoluzione simultanea di fattori fisici e psichici dallo stato di base indeterminato. Il “sesso”, dice, “è solo una questione di sviluppo. Fino ad un certo stadio di esistenza embrionale tutti i mammiferi viventi sono ermafroditi. Un certo numero di loro si muove verso la condizione di quello che io chiamo l’uomo (Doining), altri verso quello che chiamo donna (Dioningin), una terza classe diventa quello che io chiamo Urning (comprese le Urningin). Ne consegue che tra questi tre sessi non ci sono differenze primarie, ma solo differenze secondarie. Eppure vere differenze, che definiscono i tre gruppi esistono di fatto.”3) Uomo, Donna e Urning, maschio o femmina che sia, in cui si osserva una vera e innata inversione del desiderio, non un’inversione acquisita o spuria, sono di conseguenza considerati da lui come le tre divisioni principali dell’umanità considerata dal punto di vista del sesso. Il materiale embrionale di base, in ciascuno di questi casi era omologo; ma mentre i primi due, l’uomo e la donna, sono stati normalmente differenziati, l’istinto sessuale dell’Urning, a causa di qualche imperfezione nel processo di sviluppo, non corrisponde ai suoi organi sessuali.

La linea di divisione tra i sessi, anche nella vita adulta, è sottile; e la struttura fisica degli uomini e delle donne manifesta segni indubitabili del loro emergere da una terreno di base comune. Gli uomini perfetti hanno seni rudimentali. Le donne perfette portano un rudimentale pene nel loro clitoride. La linea di saldatura dello scroto mostra dove l’apertura, comune in origine sia all’essere maschile che a quello femminile, ma poi mantenuta solo nella vulva femminile, è stata chiusa fino a formare un maschio. Altri dettagli anatomici dello stesso tipo possono essere addotti. Ma questi saranno già sufficienti per fare in modo che le persone pensanti riflettano sulla misteriosa incertezza di ciò che chiamiamo il sesso. Tale sviluppo graduale, che termina nel differenziamento normale, prosegue molto lentamente. È solo all’età della pubertà che un ragazzo si distingue bruscamente da una ragazza, per il cambio della voce e la crescita dei peli su parti del corpo in cui non si trovano di solito nelle donne. Ciò premesso, non è certo sorprendente che l’appetito sessuale possa talvolta non essere determinato normalmente, o in altre parole possa essere invertito.

Ulrichs sostiene che il corpo di un Urning è maschile, la sua anima femminile, per quanto riguarda il sesso. Di conseguenza, anche se fisicamente inadatto per il coito con gli uomini, egli è imperativamente attratto verso di loro da un impulso naturale. Gli avversari gli oppongono questa obiezione: “La tua posizione è insostenibile: corpo e l’anima costituiscono un’entità inseparabile”. Così essi rispondono ad Ulrichs; ma il modo in cui questi costituenti della persona sono combinati nell’essere umano è estremamente variabile, come posso dimostrare con fatti indiscutibili. Il corpo di un maschio è visibile agli occhi, è misurabile e pesabile, è chiaramente definito nei suoi organi specifici. Ma ciò che noi chiamiamo la sua anima – le sue passioni, le inclinazioni, la sensibilità, le caratteristiche emotive, i desideri sessuali – sfugge all’osservazione dei sensi. Questo secondo fattore, come il primo, esisteva nelle fasi indeterminate del feto. E quando trovo che l’anima, questo elemento dell’istinto, dell’emozione e il desiderio esistente in un maschio, era stato diretto nel suo appetito sessuale fin dalla prima infanzia verso persone di sesso maschile, ho il diritto di qualificarlo con l’attributo della femminilità. Voi date per scontato che l’anima-sesso sia indissolubilmente connessa e inevitabilmente derivata dal corpo-sesso. I fatti vi contraddicono, come posso dimostrare facendo riferimento alle vere autobiografie di Urnings e a fenomeni noti che li riguardano.

Questa è la teoria di Ulrichs; e anche se può non piacerci il suo peculiare modo di spiegare la mancanza di armonia tra gli organi sessuali e l’appetito sessuale negli Urnings, non ci può essere alcun dubbio che in un modo o nell’altro la loro diatesi eccentrica deve essere riferita al processo oscuro della differenziazione sessuale.4)

Forse anticipa il momento in cui l’aberrazione a volte ha origine, non tenendo in conto sufficientemente delle impressioni imperative riportate dall’immaginazione o dai sensi dei ragazzi durante gli anni che precedono la pubertà.

Comunque sia, la tendenza a tale inversione è certamente innata in una grandissima percentuale di casi. Come può essere dimostrato dai racconti delle persone i cui istinti erano già diretti verso il maschio, prima che sapessero che cosa significasse il sesso. Vale la pena di estrarre dei passaggi da queste confessioni.5) (1) “Quando ero uno scolaro di otto anni, mi sono seduto vicino a un compagno piuttosto più grande di me; e come ero felice quando mi ha toccato. Questa è stata la prima percezione indefinita di una inclinazione che è rimasta un segreto per me fino al mio diciannovesimo anno”(2)” Tornando al mio settimo anno, ho avuto una simpatia vivace per un compagno di scuola, due anni più grande di me; ero felice quando potevo stare il più vicino possibile a lui, e nei nostri giochi potevo mettere la testa vicino alle sue parti intime “(3)” A dieci anni avevo un attaccamento romantico per un compagno e la passione per le persone del mio stesso sesso è diventata sempre più marcata “(4) Un altro ha confessato che “già all’età di quattro aveva l’abitudine di sognare bei garzoni di scuderia”(5) Un quinto ha detto: ” La mia passione per le persone del mio sesso si risvegliò all’età di otto anni. Mi piaceva la nudità di mio fratello, mentre faceva il bagno con gli altri bambini, non provavo alcun interesse per le ragazze, ma sentivo l’attrazione più vivace verso i ragazzi”(6) Un sesto fa risalire la sua esperienza a partire dal suo sesto o settimo anno. (7) Un settimo ricorda che “mentre era ancora una ragazzo, prima dell’età della pubertà, dormire in compagnia di un maschio lo agitava a tal punto che giaceva per ore sveglio”(8) Un ottavo racconta: “quando avevo tre anni, venni in possesso di un libro di moda, tagliavo le immagini degli uomini, e li baciavo sui pezzetti di carta. Non mi interessava assolutamente guardare le immagini di donne.”(9) Un nono va indietro fino al suo tredicesimo anno e ad un’amicizia di scuola. (10) Un decimo ricorda lo stesso ma riferito al suo settimo anno. (11) Un undicesimo dice che i suoi istinti invertiti si svegliarono nella prima infanzia e che dal suo nono anno si innamorò più volte di uomini adulti (12) Un dodicesimo si è espresso così: “Per quanto indietro posso andare con la memoria, sono stato sempre soggetto a questa passione. Quando ero ancora un bambino, i giovani uomini mi destavano un’impressione più profonda rispetto alle donne e alle ragazze. La prima eccitazione sensuale di cui conservo un ricordo fu risvegliata da un precettore, quando avevo nove o dieci anni e il mio più grande piacere era quello di poter cavalcare a cavalcioni sulla sua gamba “(13) Un tredicesimo così si esprime: “Dalla prima infanzia sono stato perseguitato da visioni di uomini e solo degli uomini; nessuna donna ha mai esercitato la minima influenza su di me. A scuola ho tenuto questi istinti per me e ho vissuto abbastanza ritirato.” (14) Un quattordicesimo può ricordare che riceveva un’impressione decisamente sensuale all’età di quattro anni, quando i servitori lo accarezzavano.” (15) Un quindicesimo dice che all’età di tredici anni l’inversione del desiderio si svegliò in lui insieme con la pubertà, (16) Un sedicesimo confessa di aver sentito un desiderio invincibile per i soldati nel suo tredicesimo anno. (17) Un diciassettesimo ricorda di aver sempre sognato soltanto degli uomini e a scuola, dice, “quando i miei compagni guardavano le belle ragazze e le criticavano durante le nostre passeggiate quotidiane, non riuscivo a capire come potessero trovare qualcosa da ammirare in tali creature.” D’altra parte, la vista e il contatto di soldati e compagni forti lo eccitava enormemente. (18) Un diciottesimo fa risalire il risveglio della passione in lui, all’età di undici anni, quando vide un bell’uomo in chiesa; e da quel momento in poi il suo istinto non cambiò mai. (19) Un diciannovesimo si innamorò di un ufficiale all’età di tredici anni e da allora desierò sempre maschi adulti e vigorosi. (20) Un ventesimo confessò di aver cominciato ad amare i ragazzi della sua età, sensualmente, quando aveva solo otto anni. (21) Un ventunesimo annota che, quando aveva otto anni, cominciò a desiderare di vedere uomini nudi.

Oltre questi casi, un gran numero potrebbero essere dedotti dagli scritti di Ulrichs, che ha pubblicato un resoconto completo dalla sua esperienza precoce.6) “Avevo quindici anni e dieci mesi e mezzo” dice, “quando il primo sogno erotico annunciò l’arrivo della pubertà. Mai prima di quel periodo avevo conosciuto una gratificazione sessuale di qualsiasi natura. Il fatto era quindi del tutto normale. Da molto tempo prima, però, ero stato oggetto di emozioni, in parte romantiche e in parte sensuali, senza alcun desiderio preciso, e mai per lo stesso giovane. Questi aneliti senza meta dei sensi mi affliggevano nelle mie ore solitarie e non ho potuto superarli. Durante il mio quindicesimo anno, mentre ero a scuola a Detmold, il vago desiderio prese una duplice forma. In primo luogo, ho attraversato le Säulenordnungen [colonne d’Ercole] di Norman, e sono stato con veemenza attratto verso questo passo dalla figura di un dio greco o di un eroe in piedi nella sua nuda bellezza. In secondo luogo, mentre studiavo nella mia stanzetta o prima di andare a dormire, un pensiero saliva spesso improvvisamente e irresistibilmente nella mia mente – immaginavo solo che un soldato si fosse arrampicato attraverso la finestra e fosse entrato nella mia stanza. Ho poi dipinto nella mia fantasia l’immagine di uno splendido soldato di 20-22 anni. Eppure non avevo un’idea precisa del perché lo volevo; né ero mai entrato in contatto con i soldati. Circa due anni dopo, mi è capitato di sedermi accanto ad un soldato su una carrozza postale. Il contatto con la sua coscia mi eccitava al massimo grado.” Ulrichs riferisce anche che nel suo decimo anno concepì un’amicizia entusiastica e romantica per un ragazzino di due anni più anziano.

Chiunque abbia conversato con degli Urning sa bene che esperienze del genere sono molto comuni. Da fonti private di veridicità indiscutibile, questi altri  esempi possono essere aggiunti. Uno racconta che, prima degli otto anni, durante il giorno gli venivano in mente delle fantasie su marinai nudi e che li sognava di notte. Quando iniziò a studiare latino e greco, sognava di giovani dei e all’età di quattordici anni, si innamorò profondamente dell’immagine dell’Eros di Prassitele in Vaticano. A aveva una grande avversione per il contatto fisico con le ragazze e con i ragazzi era timido e riservato e non indulgeva in nessun atto di sensualità. B dice che durante la sua tenera infanzia, molto prima dell’età della pubertà, si innamorò di un giovane pastore in una delle fattorie di suo padre, del quale era così entusiasta che l’uomo dovette essere mandato in una landa lontana. C, alla stessa età, concepì un affetto violento per un domestico; D per un ufficiale, che era venuto a stare a casa sua; E per il marito della sua sorella maggiore.

In quasi tutti i casi qui citati, l’istinto sessuale invertito è sorto spontaneamente.

Solo poche autobiografie registrano la seduzione da parte di un uomo più grande come origine dell’affetto. In nessuna autobiografia l’affetto risulta del tutto superato. Solo cinque di quei ventisette uomini si sono sposati. Venti dichiarano che, torturati dal senso della loro diversità rispetto ad altri maschi, perseguitati dalla vergogna e dalla paura, si sono forzati a frequentare prostitute subito dopo l’età della pubertà. Alcuni si trovarono impotenti. Altri riuscirono a realizzare il loro proposito con difficoltà o evocando le immagini di uomini su cui i loro affetti erano concentrati. Tutti, tranne uno, concordano nell’affermare enfaticamente l’attrazione superiore che gli uomini hanno sempre esercitato su di loro rispetto alle donne. Le donne li lasciano, se non del tutto disgustati, almeno freddi e indifferenti. Gli uomini suscitano le loro forti simpatie e i loro  istinti. L’unica eccezione appena accennata è quella che Ulrichs chiamerebbe un Uranodioning. Gli altri sono in grado di fare amicizia con le donne, alcuni anche di provare per loro ammirazione estetica, e anche di avere la più tenera considerazione per loro, ma non un vero e proprio desiderio sessuale. Il loro caso è letteralmente una inversione dell’ordinario.

Alcune osservazioni possono essere fatte sulla teoria Ulrichs. È ormai riconosciuto dalle principali autorità, mediche e medico-legali, in Germania, e da scrittori come Casper-Liman e Krafft-Ebing, che l’inversione sessuale è il più delle volte innata. Finora, senza discutere le spiegazioni fisiologiche o metafisiche di questo fenomeno, senza considerare se Ulrichs abbia ragione nella sua teoria dell’anima muliebris inclusa in corpore virili, o se l’ereditarietà, la pazzia, e condizioni generali simili siano da ritenersi responsabili per il fatto, può essere preso come ammesso da ogni punto di vista che la diatesi sessuale in questione è in un gran numero di casi congenita. Ma Ulrichs sembra richiamare troppo l’attenzione sulla posizione che ha guadagnato. Egli ignora la frequenza delle abitudini acquisite. Chiude gli occhi alla forza della moda e della depravazione. Inserisce uomini come Orazio, Ovidio e Catullo, tra gli antichi, che erano chiaramente indifferenti nei loro gusti (tanto indifferenti come i moderni turchi) nel numero degli Uranodionings.

In estrema sintesi, è così entusiasta per la sua teoria fisiologica che trascura tutti gli altri aspetti della questione. Tuttavia, egli ha acquisito il diritto ad essere ascoltato in modo imparziale, mentre fa la sua arringa in difesa di coloro che sono riconosciuti da tutti gli investigatori del problema come soggetti di una errata definizione innata dell’appetito sessuale.

Torniamo, quindi, alla considerazione dei suoi argomenti a favore della liberazione degli Urnings dalle terribili sanzioni legali cui sono attualmente soggetti e, se questo fosse possibile, dalla non meno terribile condanna sociale cui sono esposti per la ripugnanza che generano nella maggioranza normalmente costituita.

Nel trattare con queste eccezioni alla razza gentile di uomini e donne, con questi sfortunati che non hanno legami familiari annodati da vincoli di amore reciproco, che non hanno figli da aspettare, né reciprocità di passione di cui essere felici, l’umanità, dice Ulrichs, ha finora agito proprio come fa un branco di cervi quando mette fuori il malato e il debole a morire in solitudine, gravato da contumelie e tagliato fuori dalla simpatia comune.

Dal punto di vista della morale e del diritto, egli sostiene, non ha nessuna importanza se  noi consideriamo l’inversione sessuale di un Urning come morbosa o naturale. Egli è diventato quello che è, all’alba, al primo emergere dell’esistenza emotiva. Si può sostenere che egli derivi istinti perversi della sua discendenza, che sia oggetto di un disturbo psichico, che dalla culla sia predestinato dall’ereditarietà o dalla malattia o dalla miseria. Io sostengo che è uno dei giochi della natura, una creatura sana e ben organizzata che si è evoluta verso le aberrazioni dal tipo normale nella superba indifferenza della natura stessa. Non abbiamo bisogno di litigare sulle nostre soluzioni del problema. Il fatto che lui è lì, in mezzo a noi, e che costituisce un fattore sempre presente nel nostro sistema sociale, che deve essere affrontato. Come dobbiamo comportarci con lui? La società ha il diritto di punire individui venuti al mondo con istinti omosessuali? Mettendo la questione al suo punto più basso, ammettendo che queste persone siano vittime di morbilità congenita, dovrebbero essere trattate come criminali? È accertato che i loro appetiti, essendo innati, sono, almeno per loro, naturali e non depravati e che gli appetiti comuni sono esclusi dal loro schema sessuale, sono per loro innaturali e ripugnanti. Non dovrebbero questi esseri, invece di essere braccati e perseguitati dai segugi della legge, essere considerati con pietosa sollecitudine come tra i più sfortunati degli esseri umani, condannati come sono a desideri inestinguibili e per tutta la vita  alla privazione di ciò che è il premio principale dell’esistenza dell’uomo su questo pianeta, cioè un amore ricambiato? Per come stanno ora le leggi, voi includete tutti i casi di inversione sessuale sotto l’unico denominatore del crimine. Fate eccezioni in alcuni casi particolari e trattate gli uomini coinvolti come pazzi. Ma un Urning non è né un criminale né un folle. Lui è solo meno fortunato di voi, per un incidente di nascita, che è attualmente oscuro per la nostra scienza imperfetta della determinazione sessuale.

Finora Ulrichs ha giustificato le sue richieste. Una volta ammesso che l’inversione sessuale è solitamente un fatto di diatesi congenita, la legge penale non ha alcuna relazione logica col fenomeno. È mostruoso punire delle persone come se fossero volontariamente malvage perché, essendo nate con gli stessi organi e gli stessi appetiti dei loro vicini, sono condannate a soffrire per l’incapacità spaventosa di essere in grado di utilizzare i loro organi o di gratificare i loro appetiti in via ordinaria.

Ma qui sorge una difficoltà, che non può essere ignorata, in quanto su di essa si basa la sola scusa valida per la posizione assunta dalla società nel trattare questa materia. Non tutti gli uomini e le donne che hanno desideri sessuali anormali possono sostenere che questi sono innati. È certo che le abitudini di sodomia sono spesso acquisite in condizioni di esclusione dalla compagnia di persone dell’altro sesso – come nelle scuole pubbliche, nelle caserme, nelle carceri, nei conventi, sulle navi. In alcuni casi sono volutamente adottate da nature stanche del normale piacere sessuale. Esse possono anche diventare di moda ed essere epidemiche. Infine, è probabile che la curiosità e l’imitazione la trasmettano ad individui altrimenti normali in un momento suscettibile dello sviluppo. Pertanto la società ha il diritto di dire: coloro che sono sfortunati soggetti di inversione sessuale innata non saranno autorizzati a soddisfare le loro passioni, per timore che il male si diffonda e l’abitudine viziosa possa contaminare la nostra gioventù. Dal punto di vista utilitaristico, la società è giustificata dal fatto di proteggersi contro una minoranza di esseri eccezionali che essa considera perniciosi per il benessere generale. Da qualsiasi punto di vista, la maggioranza è abbastanza forte da reprimere gli istinti innati e da calpestare l’angoscia di alcuni sfortunati. Ma, si chiede Ulrichs, questo è in linea con l’umanità, è coerente con il nobile ideale di imparziale equità? Delle persone, sane nel corpo, vigorose nella mente, sane nei comportamenti, capaci di affetti generosi, buoni servitori dello Stato, che meritano fiducia in tutte le relazioni ordinarie della vita, devono essere condannate dalla legge come criminali perché non hanno sentimenti sessuali come quelli della maggioranza, perché trovano qualche soddisfazione al loro bisogno innato in modi che alla maggioranza non piacciono?

Cercando una soluzione alle difficoltà indicate nel paragrafo precedente, Ulrichs la trova nella realtà e nella storia. La sua risposta è che, se la società lascerà che la natura segua il suo corso con i soggetti di anormale inclinazione sessuale come fa con i soggetti normali, la società non ne risentirà. Nei paesi in cui le sanzioni di legge contro la sessualità invertita sono state rimosse, ove essa è posta su un piano di parità con la sessualità normale – In Francia, in Bavera, in Olanda – nessun inconveniente si è finora verificato.7) Non ne è seguita alcuna esplosione improvvisa e grave dell’abitudine depravata, né alcuna divulgazione o diffusione di un veleno morale. D’altra parte, nei paesi in cui esistono tali sanzioni e sono applicate – in Inghilterra, per esempio, e nella metropoli d’Inghilterra, Londra – la sessualità invertita produce rivolte, nonostante i divieti di legge, nonostante le minacce del carcere, la paura di essere messi in pubblico e la peste intollerabile del ricatto organizzato. Agli occhi di Ulrichs, la società è impegnata a tenere chiusa una valvola di sicurezza, ma se la natura fosse autorizzata a operare senza ostacoli, non farebbe alla società alcun danno, ma piuttosto produrrebbe buoni effetti. La maggioranza della popolazione, egli pensa, non sta certo per trasformarsi in Urning, per il semplice motivo che non hanno l’infelice costituzione dell’Urning. Cessate di perseguitare gli Urning, accettateli come fattori trascurabili ma reali nella comunità sociale, lasciateli a se stessi e non starete peggio per questo e poi non porterete sulla vostra coscienza il peso di una vendicatività intollerante.

Corroborando questa posizione, Ulrichs dimostra che le abitudini acquisite di inversione sessuale sono quasi sempre superate dalle nature normali. I vostri ragazzi nelle scuole pubbliche, dice, si comportano come se fossero Urning. In mancanza di donne, al momento in cui le loro passioni sono predominanti, si concedono insieme indulgenze reciproche che secondo le vostre leggi porterebbero conseguenze tremende sugli adulti. Voi siete consapevoli di questo. Mandate i vostri figli a Eton e ad Harrow e si sa molto bene cosa succede lì. Eppure rimanete sereni nelle vostre menti. E perché? Perché siete convinti che torneranno ai loro istinti congeniti.

Quando la scuola, la caserma, il carcere, la nave sono stati abbandonati, il maschio torna alla femmina. Questa è la verità sui Dionings. La grande maggioranza degli uomini e delle donne rimane normale, semplicemente perché era normale all’origine. Non riescono a trovare la soddisfazione della loro natura in quelle pratiche invertite a cui si abbandonarono per un certo tempo per mancanza di uno sbocco normale. La società rischia poco per il capriccio occasionale della scuola, della caserma, del carcere e della nave. Alcuni veri Urnings possono anche scoprire la loro inclinazione innata attraverso il processo a cui li sottoponete. Ma avete perfettamente ragione nel supporre che un Dioning, anche se lo avete costretto a diventare per una volta Uraniaster, non si manifesterà mai, a lungo andare, come Urning. La vasta esperienza che gli Inglesi hanno per quanto riguarda tali questioni, a causa della condizioni note delle loro scuole pubbliche, va a confermare la posizione Ulrichs. I presidi sanno con quanti Uraniasters hanno avuto a che fare, e che eccellenti Dionings siano diventati, e come relativamente rari, e tuttavia incorreggibilmente saldi, siano i veri Urning tra i loro studenti.

Il risultato è che stiamo continuamente costringendo i nostri giovani in condizioni tali che, se l’inversione sessuale fosse un attributo acquisito, sarebbe diventata stereotipata nella loro natura. Eppure questo non succede. Un po’ perché sono tenuti a distanza dalle ragazze, un po’ perché non trovano altro sbocco per il loro sesso, al momento delle sue affermazioni più imperiose, si rivolgono verso i maschi e trattano i loro più giovani compagni di scuola in modi che porterebbero un adulto ai lavori forzati. Sono Uraniaster per necessità e “faute de mieux” [mancanza di meglio]. Ma non appena essi sono lasciati liberi nel mondo, la maggioranza ritorna ai canali normali. Prendono con sé le donne per le strade e creano relazioni, come si dice. Alcuni certamente, in questa fornace ardente attraverso la quale sono stati fatti passare, scoprono la loro inversione sessuale innata. Poi, quando non possono resistere all’esercizio della loro propensione, voi li condannate come criminali nei loro anni più maturi. È giusta una cosa simile? Non sarebbe meglio tornare dalla nostra civiltà ai costumi dell’uomo selvaggio, avviare i giovani ai misteri del sesso e dare a ciascuno a sua volta la possibilità di sviluppare un istinto normale mettendolo durante il tempo della sua pubertà liberamente e francamente di fronte alla donna? Se voi aborrite gli Urning, come sicuramente accade, siete almeno responsabili per la loro disavventura dato il modo straordinario in cui li educate. In ogni caso, quando si sviluppano negli esseri eccentrici che essi sono, siete le ultime persone al mondo che hanno il diritto di punirli con sanzioni penali e calunnie sociali.

Considerando che lo stato attuale della legge, nella maggior parte dei paesi è ingiusto verso una minoranza rispettabile di cittadini, Ulrichs propone che gli Urning debbano essere collocati sullo stesso piano degli altri uomini. Vale a dire, i rapporti sessuali tra maschio e maschio non devono essere trattati come criminali, a meno che non siano messi in atto con la violenza (come nel caso di stupro) o siano esercitati in modo da offendere il senso pubblico del pudore (nei luoghi di pubblica riunione o sulla strada aperta) o, in terzo luogo, avvengano tra un adulto e un ragazzo minorenne (l’età protetta deve essere decisa come nel caso delle ragazze). Quello che chiede è che quando un maschio adulto, liberamente e di il proprio consenso, acconsente alle proposte di una persona adulta del proprio sesso, e il loro rapporto sessuale avviene nel rispetto della pubblica decenza, le due parti non siano perseguibili e punibili dalla legge. In realtà egli sarebbe soddisfatto con le stesse condizioni di quelle prevalenti in Francia, e dal giugno 1889, in Italia.

Se tanto fosse stato concesso dalla maggioranza delle persone normali alla minoranza anomala, prosegue Ulrichs, una quantità immensa di miseria e vizio furtivo sarebbe stata immediatamente abolita. Ed è difficile immaginare che ne sarebbero derivati risultati negativi. Un difensore delle attuali leggi vigenti in Inghilterra, Prussia, ecc., potrebbe effettivamente rispondere: “Questo significa aprire una via facile per la seduzione e la corruzione di giovani uomini”. Ma gli uomini giovani sono sicuramente almeno altrettanto capaci di difendersi contro la seduzione e la corruzione, delle giovani donne. Anzi, sono molto più in grado, non solo perché sono più forti, ma perché non sono di solito indeboliti da un prepotente istinto sessuale su cui il seduttore possa giocare. Ma la seduzione e la corruzione di giovani donne è tollerata, nonostante le conseguenze che ne derivano di parto illegittimo e tutto ciò che questo comporta. Questa tolleranza della seduzione delle donne da parte degli uomini deriva dal presupposto che solo il normale appetito sessuale è naturale. La seduzione di un uomo da parte di un maschio passa per criminale, perché l’istinto sessuale invertito è considerato innaturale, depravato e volutamente perverso.

Sulla ipotesi che gli individui soggetti a istinti perversi li possano sopprimere a piacere o possano convertirli in appetito normale, si sostiene che essi devono essere puniti, ma quando i fatti veri vengono studiati, si trova in primo luogo, che questi istinti sono innati negli Urning, e sono quindi nel loro caso naturali; in secondo luogo, che la soppressione di essi equivale all’astinenza per tutta la vita, astinenza sotto la tortura costante della sollecitazione sessuale; in terzo luogo, che la conversione di essi nei normali canali è in una grande percentuale di casi del tutto impossibile, in quasi tutti i casi in cui si è cercata una conversione, essa è stata solo parziale e, quando ne è seguito un matrimonio, si è generalmente concluso miseramente per entrambe le parti. Si deve notare che Ulrichs non distingue tra Urning, nei quali si ammette che l’inversione sia congenita, e Uraniasters, nei quali è stata acquistata o deliberatamente adottata. E sarebbe molto difficile elaborare leggi che tengano conto di queste due categorie. Il Codice Napoleone legalizza la posizione di entrambe, teoricamente in ogni caso. Il codice inglese considera entrambe criminali, facendo in tal modo, lo si deve ammettere, un’evidente ingiustizia nei confronti degli Urning, che nel peggiore dei casi sono malati o pazzi o deformati sessualmente, non per colpa loro.

Allo stato attuale delle cose, aggiunge Ulrichs, gli uomini che cedono i loro corpi agli amanti anormali, non si limitano a farlo per rispetto, simpatia, o per  il desiderio di una ricompensa adeguata. Troppo spesso essi speculano sulla illegalità della relazione e hanno per finalità principale l’estorsione di denaro attraverso la minaccia di raccontare i fatti. Così il mestiere di gran lunga più vile di tutti i mestieri, quello del ricattatore, è incoraggiato dalla legge. Modificate la legge e invece di aumentare vizio, lo diminuirete; perché allora un uomo che potrebbe soddisfare le avances di un Urning, lo farebbe per compiacenza o, come nel caso delle prostitute, per l’aspettativa di un guadagno ragionevole. La tentazione di esercitare una professione vergognosa con lo scopo di estorcere denaro sarebbe stata rimossa. E poi, per quanto riguarda gli individui di simile costituzione anomala, potrebbero costituirsi tra persone responsabili delle relazioni di volontaria e reciproca soddisfazione, esenti da rischi degradanti e forse anche permanenti. Infine, se si teme che la rimozione dei divieti legali possa trasformare tutta la popolazione maschile in Urning, considerate se Londra è ora molto più pura in questo senso di Parigi?

Un’obiezione seria a riconoscere e tollerare l’inversione sessuale è sempre stata che essa tende a controllare [a limitare] la popolazione. Questo è stato un sano argomento politico e sociale al tempo di Mosè, quando una piccola tribù combattiva aveva bisogno di moltiplicarsi al massimo della sua capacità procreativa. E non è affatto così valida nella nostra epoca, in cui le parti abitabili del globo stanno rapidamente diventando sovraffollate. 8) Inoltre, dobbiamo tenere a mente che la società, sotto l’ordine esistente, sanziona la prostituzione femminile, in cui uomini e donne, normalmente procreativi, sono sterilizzati per un tempo illimitato. La logica, in queste circostanze, rende ridicolo negare uno sterile esercizio del sesso agli uomini e alle donne anormali, che sono per istinto e diatesi congenita non procreativi.

Come risultato di queste considerazioni, Ulrichs conclude che non esiste un vero motivo per la persecuzione degli Urning ad eccezione di quanto può essere trovato nella ripugnanza dalla stragrande maggioranza della popolazione verso una minoranza insignificante. La maggioranza incoraggia il matrimonio, giustifica la seduzione, sanziona la prostituzione, legalizza il divorzio nell’interesse delle proprie inclinazioni sessuali. Rende però queste cose temporaneamente o permanentemente illegali le per la minoranza la cui inversione e il cui istinto detesta. E questa persecuzione, nella mente popolare in ogni caso è giustificata, come molti altri atti iniqui di pregiudizio o di ignoranza, per ipotesi teologiche e cosiddette verità rivelate.

Nella parte successiva si obietta che la sessualità invertita è demoralizzante per la virilità di una nazione, che degrada la dignità di un uomo e che è incapace di elevazione morale. Ognuno di questi punti può essere preso separatamente. Sono però tutti in una volta e insieme contraddetti dalla storia della Grecia antica. Le parti più bellicose di quella razza, i Dori di Creta e di Sparta e i Tebani, organizzavano l’amore del maschio per il maschio proprio in ragione  dei vantaggi sociali e militari che trovavano in esso. Le loro cronache abbondano di esempi eminenti di entusiasmo eroico, devozione patriottica e di vita elevata, ispirati dalla passione omosessuale.

I popoli del mondo abituati a combattere, i Celti nella storia antica, i Normanni, i Turchi, gli Afgani, gli Albanesi, i Tartari, si sono distinti per la frequenza tra loro di ciò che il pregiudizio popolare considera un vizio effeminato.

Per quanto riguarda la dignità dell’uomo, c’è forse, chiede Ulrichs, qualcosa di più degradante per l’umanità negli atti sessuali compiuti tra uomo e uomo rispetto a simili atti compiuti tra uomo e donna? In un certo senso tutto il sesso ha un elemento di volgarità che ispira ripugnanza. Gli dei, dice Swinburne,

“Hanno cosparso il letto nuziale con lacrime e fuoco,

Per estremo disgusto e desiderio supremo.”

Non sarebbe facile sostenere che un curato che fa nascere il suo quattordicesimo bambino nel corpo di una moglie logora, sia un oggetto più sublime di contemplazione mentale che Armodio nell’abbraccio di Aristogitone, e non sarebbe facile sostenere che un giovane a letto con una prostituta trovata nell’Haymarket sia più pulito di suo fratello a letto con un soldato trovato nel Parco. Gran parte di questo discorso sulla dignità dell’uomo, dice Ulrichs, deriva da un equivoco volgare circa la natura del desiderio sessuale invertito. La gente dà per scontato che gli Urning cerchino solo o principalmente il loro piacere in un atto di indecenza innominabile. La verità è l’esatto contrario, li assicura.  L’atto in questione non è più comune tra uomo e uomo di quanto non sia tra uomo e donna. Ulrichs, su questo punto, può essere sospettato, forse, come un testimone inaffidabile. La sua testimonianza, però, è confermata da Krafft-Ebing, che, come abbiamo visto, ha studiato inversione sessuale a lungo e minuziosamente dal punto di vista della patologia psichica. “Per quanto riguarda la natura della loro gratificazione sessuale”, scrive, “deve essere stabilito in via preliminare, che la maggior parte di loro sono contenti con abbracci reciproci; l’atto comunemente attribuito a loro in genere lo aborriscono quanto gli uomini normali e, dato che sempre preferiscono gli adulti, non sono in alcun modo pericolosi per i ragazzi”.9)

Questo autore procede ad operare una distinzione tra Urning in cui l’inversione sessuale è congenita e vecchi debosciati o individui semi-idioti, che hanno l’abitudine di abusare dei ragazzi. Il volgo ha confuso due classi diverse; e tutti coloro che studiano la psicologia degli Urning sono consapevoli che si tratta di una grave ingiustizia verso questi ultimi.

“Ma, dopo tutto”, continua l’obiettore, “non si può dimostrare che la sessualità invertita sia capace di qualche elevazione morale.” Senza fare appello all’antichità, gli elementi con cui confutare questa obiezione sono schiaccianti, si potrebbe fare riferimento ai numerosi passaggi in scritti di Ulrich dove riferisce la fedeltà, la lealtà, lo spirito di sacrificio e l’entusiasmo romantico che spesso accompagnano questi amori, e li innalza sopra la viltà. Ma, poiché Ulrich qui di nuovo può essere considerato un testimone sospetto, sarà sufficiente, come prima, tradurre un breve passaggio da Krafft-Ebing. “L’Urning ama, idolatra il suo amico, tanto quanto l’uomo normale ama e idolatra la sua ragazza. Egli è capace di fare per lui i più grandi sacrifici, soffre i morsi di un affetto infelice, spesso non ricambiato. Sente la gelosia, piange per la paura dell’infedeltà del suo amico.”10)

Quando arriva il momento di parlare del modo di trattare questo argomento da parte di Walt Whitman, appare chiaro che la passione di un uomo per il suo compagno è stata idealizzata nella realtà e nelle azioni così come nella poesia. Per il momento è sufficiente osservare come un tipo di amore, comunque spontaneo e potente, che è analizzato, disprezzato, trasformato in tabù, vietato, punito, schiacciato nei fori e negli angoli, non si può pretendere che mostri il suo lato migliore al mondo. Il senso del peccato e del crimine e il pericolo, l’umiliazione e la repressione e l’angoscia a cui gli sfortunati paria della sessualità invertita vengono ogni giorno e ogni ora esposti inevitabilmente peggiora gli elementi più nobili nella loro emozione. Date all’amore anomalo le stesse possibilità che date all’amore normale, sottoponetelo al controllo sano dell’opinione pubblica, permettete che abbia rispetto di se stesso, tiratelo fuori da bassifondi oscuri e portatelo alla luce del giorno, strappate le sue catene e rendetelo libero, e io sono fiducioso, dice Ulrichs, che mostrerà virtù analoghe, controbilanciate, naturalmente, dai vizi analoghi, a quelle che siete abituati a vedere nel reciproco amore di un uomo e di una donna. Lo schiavo ha di necessità un’anima servile. Il modo per elevarlo è emanciparlo.

“Tutto ciò può essere vero”, risponde l’obiettore, è anche possibile che la società prenda in considerazione il duro caso dei vostri Urning e ascolti il loro grido amaro. Ma, nel frattempo, supponendo che questi istinti invertiti siano innati, supponendo che siano incontenibili e inconvertibili, supponendo che siano meno sporchi e cattivi di come sono comunemente considerati, non è forse un ovvio dovere dell’individuo quello di sopprimerli, fintantoché la legge del suo paese li condanna? “No, si riprende Ulrichs, mille volte no! È  solo l’antipatia ignorante della maggioranza che rende possibile quella legge della quale voi parlate. Andate a vedere i migliori libri di giurisprudenza medica, andate a confrontare le migliori autorità sulle deviazioni psichiche dal tipo normale. Troverete che questi mi sostengono nella mia tesi principale. Questi, anche se ostili nei loro sentimenti e raffreddati da naturale ripugnanza, hanno rispetto per la scienza, e sono d’accordo con me nel dire che l’Urning viene a questo mondo come Urning, e deve rimanere ancora Urning fino alla fine della sua vita. Comportarsi con lui seguendo il vostro codice non è meno mostruoso che se si dovesse punire il daltonico o il sordomuto, o l’albino, o lo storpio con la gobba. “Molto bene”, risponde l’obiettore: “Ma io vi cito le parole di uno scrittore vivente eloquente, e faccio appello ai vostri istinti generosi e il vostro patriottismo. Il professor Dowden osserva che ‘l’arrendevolezza a volte è imposta da interessi superiori, e se i desideri egoistici vengono in conflitto con i doveri sociali, la vita individuale e la gioia dentro di noi, a qualunque costo di sofferenza personale, devono essere sacrificate per le giuste rivendicazioni dei nostri compagni’.11) Che cosa avete da dire su questo?”

In primo luogo, risponde Ulrichs, rimango perplesso in questo caso davanti ad espressioni come desideri egoistici, doveri sociali, e giuste rivendicazioni dei nostri compagni. Io sostengo che nel tentativo di riabilitare gli uomini del mio stampo e di giustificare il loro diritto naturale alla tolleranza non sono egoista. È una petizione di principio stigmatizzare il loro desiderio innato come egoista. Le funzioni sociali di cui si parla non sono doveri, ma conformità al diritto incorniciate in cecità e pregiudizi. Le rivendicazioni dei nostri compagni, a cui si fa appello, non sono semplicemente inique, ma lo sono crudelmente. La mia insurrezione contro tutte queste cose mi fa agire davvero come un innovatore e posso essere condannato, come conseguenza della mia temerità, alla persecuzione, all’esilio, alla diffamazione e alla proscrizione. Ma lasciate che vi ricordi che Cristo è stato crocifisso e che è ora considerato come un benefattore. “Fermo!”, lo interrompe l’obiettore: “Non c’è bisogno di portare la maggior parte dei nomi sacri in questa discussione. Ammetto che gli innovatori hanno fatto il più grande servizio alla società, ma tu non hai dimostrato che si sta lavorando per la salvezza dell’umanità in generale… Non sarebbe meglio rimanere tranquilli e sacrificare la vostra vita e la vostra gioia, la vita e la gioia di una minoranza dichiarata, per il bene della maggioranza immensa che non può tolleravi, e che teme la tua innovazione? Il sacerdozio cattolico è consacrato al celibato; e senza dubbio ci sono alcuni uomini adulti in questo ordine che hanno calpestato l’appetito imperioso del maschio per la femmina. Quello che fanno per rispetto del loro voto non vuoi tu realizzarlo, quando si ha tanto di buono da guadagnare e tanto di male da fuggire?”

Quale bene? Quale male? Soggiunge Ulrichs, state ancora facendo petizioni di principio; e ora state facendo appello al mio egoismo, al mio desiderio personale di tranquillità, al mio desiderio di evitare la persecuzione e la vergogna. Non ho fatto alcun voto di celibato. Se mai ho fatto qualche voto, è quello di lottare per i diritti di un gruppo innocente, innocuo e oppresso di persone oltraggiate. La croce di una Crociata è cucita sulla manica del mio braccio destro. Pretendere da me e dai miei compagni la rinuncia volontariamente scelta da un prete cattolico è un’assurdità, dato che non ci uniamo a nessun ordine, non abbiamo nessuna fede da sostenere, nessun sistema ecclesiastico da supportare. Riteniamo di avere il diritto di esistere nel modo in cui la natura ci ha fatto. E se non siamo in grado di modificare le vostre leggi, continueremo ad infrangerle. Potete condannarci all’infamia, all’esilio, al carcere , come già avete bruciato le streghe. Potete degradare i nostri istinti emotivi e spingerci al vizio e alla miseria. Ma non sradicherete la sessualità invertita. Espellete la natura con la forca, e vedrete quello che succederà. “Questo è abbastanza”, dice l’obiettore: “avremmo fatto meglio a interrompere questa conversazione, mi dispiace per te, mi dispiace che non cederai al buon senso e alla forza. L’Urning deve essere punito.”

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1) Vedi sopra, pag. 55, nota.

2) L’idea che gli esseri umani fossero originariamente ermafroditi è antica e diffusa. La troviamo nel libro della Genesi, a meno che, in effetti, ci sia una confusione qui tra due teorie distinte della creazione. Dio si dice che abbia prima fatto l’uomo a sua immagine, maschio e femmina in un corpo e gli abbia comandato di moltiplicarsi. In seguito ha creato la donna da una parte dell’uomo primitivo. Il mito riferito da Aristofane nel Simposio di Platone ha una curiosa incidenza sulle speculazioni di Ulrichs . C’erano esseri umani originariamente di tre sessi: gli uomini, i figli del sole; le donne, le figlie della terra; e gli ermafroditi, i figli della luna. Erano rotondi, con due facce, quattro mani, quattro piedi e due serie di organi riproduttivi a testa. Nel caso del terzo sesso, un serie era maschile, l’altra femminile. Zeus, per la loro forza e la loro prepotenza, li tagliò a metà. Da allora le due metà di ogni genere hanno sempre cercato di unirsi con la loro corrispondente metà, e hanno trovato qualche soddisfazione nella congiunzione carnale – maschi con maschi, femmine con femmine e maschi e femmine uno con l’altro: “Coloro che sono una metà del maschio seguono il maschio, e quando sono giovani, essendo metà dell’uomo originale, si legano agli uomini e li abbracciano, e loro stessi sono i migliori dei ragazzi e dei giovani, perché hanno la natura più virile. E quando raggiungono la virilità, sono amanti della giovinezza e non sono naturalmente inclini di sposarsi o avere figli, cose che essi fanno, se le fanno, solo in obbedienza alla legge, ma sono soddisfatti se possono essere autorizzati a vivere tra loro senza sposarsi, e gli individui di tale natura sono inclini ad amare e pronti a ricambiare l’amore, abbracciando sempre ciò che è simile a loro.” (Symp. 191-2, [nel testo inglese] traduzione di Jowett.) Segue una descrizione incandescente dell’Amore greco, tutto ci ricorda molto da vicino le confessioni fatte dagli Urning in tempi moderni e conservate da scrittori, medici o giuristi che si occupano dell’inversione sessuale.

3) Memnon, Sezione XIX.

4) Vedi sopra, pag. 36, il suggerimento citato dal Dr. Huggard di “congenita mancanza di equilibrio tra le strutture in buona salute.” Ci si potrebbe chiedere se questa “differenziazione sessuale imperfetta”, o questa “congenita mancanza di equilibrio tra strutture sane” non sia il risultato di un processo evolutivo che porta attraverso l’ereditarietà e la selezione casuale ad un fenomeno anormale, ma non necessariamente ad un fenomeno morboso in alcuni individui.

5) I primi due da Casper-Liman, Handbuch der gerichtlichen Medicin, vol. i. pp. 166-169. Gli altri da Krafft-Ebing, Psychopathia Sexualis.

6) Memnon, sezione lxxiii. p. 54.

7) Da quando Ulrichs non ha più scritto, l’Italia (“Nuovo Codice Penale” del 1889), ha adottato i principi del Codice Napoleone e ha posto all’inversione sessuale le stesse limitazioni legali poste al normale istinto sessuale.

8) Il Dr. W. Ogle, il 18 marzo 1890, ha letto un documento davanti alla Statistical Society su “Percentuali ed età del matrimonio” La conclusione alla quale è arrivato, con riguardo alla rapida crescita della popolazione in Inghilterra, è che, al fine di rendere uguali i tassi di mortalità con quelli di natalità (o in altre parole, per mantenere la popolazione al livello attuale), dobbiamo ipotizzare sia (1) con un aumento dell’emigrazione che comporterebbe una rivoluzione sociale, sia (2) l’aumento dell’età media in cui le donne si sposano, portandola a 30 anni, sia (3) l’esclusione del 45% di coloro che ora si sposano dal matrimonio, in qualsiasi periodo della vita. Di fronte a questi calcoli, dopo aver ammesso la possibile esagerazione, sembra illogico punire con severe sanzioni penali i membri del sesso maschile che non vogliono sposarsi e che possono soddisfare i loro desideri naturali in modi che non implicano né danno per la Stato né alcuna violazione dei diritti dei singoli.

9) Psych. Sex., P. 108. Ho condensato il senso di quattro brevi paragrafi; tradurli integralmente avrebbe comportato un utilizzo pesante di linguaggio medico.

10) Psych. Sex., P. 107.

11) Studies in Literature, p. 119.

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JOHN ADDINGTON SYMONDS, UN PROBLEMA DI ETICA MODERNA 4

VI.

LETTERATURA – STORICA E ANTROPOLOGICA.

Nessuno ha ancora tentato una storia completa della sessualità invertita in tutte le età e in tutte le razze ma ne sarebbe valsa la pena. I materiali, anche se non molto abbondanti, si trovano a portata di mano nei libri religiosi e nei codici delle nazioni antiche, nella mitologia, nella poesia e nella letteratura, nei racconti di viaggio, e nelle relazioni di attenti esploratori.

Gibbon ha suggerito una volta che una curiosa dissertazione potrebbe essere formato in merito all’introduzione della pederastia dopo il tempo di Omero, sul suo diffondersi tra i Greci d’Asia e in Europa, sulla veemenza delle loro passioni, e l’espediente sottile di virtù e di amicizia che divertiva i filosofi di Atene. Ma, aggiunge il puritano pruriginoso “Scelera ostendi oportet dum puniuniter, flagitia abscondi” [Bisogna mostrare le scelleratezze mentre vengono punite, ma i delitti vanno nascosti].

Due studiosi hanno risposto a questa chiamata. Il risultato è che il capitolo sull’amore greco è stato molto opportunamente scritto da autori altrettanto imparziali, ugualmente dotti e indipendenti, che si sono avvicinati l’argomento da punti di vista un po’ diversi, ma che sono arrivati nelle cose fondamentali a conclusioni simili.

La prima di queste storie è l’articolo di Meier in M.H.E.. su “Pæderastie” in Ersch e di Gruber “Allgemeine Encyklopädie:” Leipzig, Brockhaus, 1837. La seconda è un trattato dal titolo “Un problema di Etica greca”, composto da un inglese in Inglese. L’autore anonimo non conosceva l’articolo di Meier prima di scrivere, e ne è venuto a conoscenza solo molto tempo dopo aver stampato il suo saggio. Questo lavoro è estremamente raro, dieci copie soltanto essendo stato stampato per uso privato.

Gli studiosi della psicologia e della morale dell’inversione sessuale non dovrebbero trascurare di studiare uno o l’altro di questi trattati. Sorprenderà molti il fatto che uno studioso colto esamini l’intero elenco degli autori greci e dei brani raccolti e coordinati, per capire veramente come i costumi e la letteratura di quel grande popolo siano stati permeati dalla pederastia.

I miti e le leggende eroiche dell’Ellade preistorica, le istituzioni educative dello stato dorico, i dialoghi di Platone, la storia dell’esercito tebano, le biografie di innumerevoli cittadini eminenti – legislatori e pensatori, governatori e generali, fondatori di colonie e filosofi, poeti e scultori – rendono impossibile sostenere che questa passione fosse o un vizio degradato o una forma di neuropatia ereditaria nella razza a cui dobbiamo tanta parte della nostra eredità intellettuale.

Dopo aver esaminato il quadro, ci possiamo spingere a chiedersi se le moderne nazioni europee, imbevute delle opinioni che ho descritto sopra nella sezione dedicata agli Errori volgari, sono sagge nel considerare la letteratura greca un punto fermo della formazione superiore. Il loro motto è Érasez l’infâme! [Sradicate l’infame!] Qui la cosa infame si riveste come un angelo della luce e alza la fronte impassibile al cielo tra i peristili marmo e gli oliveti di una civiltà senza pari.

Un altro libro, scritto dal punto di vista medico, è prezioso sulla patologia dell’inversione sessuale e le aberrazioni affini fra le nazioni dell’antichità. Esso porta il titolo “Geschichte der Lustseuche im Alterthume,” ed è stato composto dal Dr. Julius Rosenbaum.1) Rosenbaum tenta di risolvere il problema dell’esistenza della sifilide e di altre malattie veneree nel remoto passato.

Questa ricerca lo porta a indagare tutta la letteratura greca e latina che riguarda il vizio sessuale. Gli studiosi non potranno quindi attendersi dalle sue pagine profonde speculazioni psicologiche né presentazioni idealistiche di un argomento eminentemente ripugnante. Uno dei capitoli più interessanti del suo lavoro è dedicato a ciò che Erodoto chiama Νοῦσος φήλεια tra gli Sciti, una effeminazione diffusa, prevalente in una razza guerriera, selvaggia e nomade. Abbiamo già accennato alle osservazioni di Krafft-Ebing su questa malattia, che ha punti curiosi di somiglianza con alcuni dei fatti di prostituzione maschile nelle città moderne.2)
Antropologi di prestigio hanno affrontato il tema, raccogliendo prove da più parti, e in alcuni casi tentando di trarre conclusioni generali. “Der Mensch der Geschichte”3) di Bastian e le Tabelle di Herbert Spencer meritano una menzione speciale per la loro pienezza enciclopedica di informazioni sulla distribuzione della sessualità anormale e sui costumi della tribù selvagge.

In Inghilterra un saggio aggiunto in appendice all’ultimo volume delle “Arabian Nights”di Sir Richard Burton, ha fatto un notevole scalpore al momento della sua prima apparizione. 4)L’autore ha cercato di coordinare una grande quantità di materiale vario e di definire una teoria generale sull’origine e la prevalenza delle passioni omosessuali. La sua erudizione, tuttavia, è incompleta e, anche se possiede un abbondante archivio di dettagli antropologici, non ha il giusto punto di vista per discutere l’argomento filosoficamente. 5)

Ad esempio, si dà per scontato che la “pederastia”, come la chiama lui, sia ovunque e sempre quello che il volgo crede che sia. Egli sembra non avere alcuna nozione della psicologia complicata degli Urnings, rivelataci dalle loro confessioni recentemente pubblicate in opere mediche e legali francesi e tedesche. Comunque le sue opinioni meritano considerazione.

Burton considera il fenomeno come “geografico e climatico, non razziale”. Egli riassume il risultato delle sue ricerche nei seguenti cinque punti.6)
“(1) Esiste quella che chiamerò una ‘Zona Sotadica’ delimitata ad ovest dalle coste settentrionali del Mediterraneo (lat. 43 °) e a Sud dal trentesimo paralello (lat 30 °). In tal modo la profondità sarebbe di 780-800 miglia, includendo la Francia meridionale, la penisola iberica, l’Italia e la Grecia, insieme con la regioni costiere dell’Africa, dal Marocco all’Egitto.
“(2) Andando verso est la Zona Sotadica si restringe, abbracciando Asia Minore, Mesopotamia, Caldea, Afghanistan, Sind, Punjab, Kashmir.
“(3) in Indocina la cintura inizia ad allargarsi, comprendendo la Cina, il Giappone, e il Turchestan.
“(4) Quindi abbraccia le isole dei mari del Sud e del Nuovo Mondo, dove, al momento della sua scoperta, l’amore Sotadico era, con alcune eccezioni, un’istituzione razziale stabilita.

“(5) All’interno della zona Sotadica il vizio è popolare e endemico, considerato nel peggiore dei casi un mero peccatuccio, mentre le razze a Nord e Sud dei limiti qui definiti lo praticano solo sporadicamente, tra l’obbrobrio dei loro compagni, che, di regola, sono fisicamente incapaci di eseguire l’operazione e la considerano col più vivo disgusto.”

Questa è una generalizzazione curiosa e interessante, anche se non tiene conto di ciò che la storia ha trasmesso per quanto riguarda i costumi dei Celti, degli Sciti, dei Bulgari, dei Tartari, dei Normanni, e della riconosciuta indulgenza degli Slavi moderni verso questa forma di vizio.

Burton avanza una spiegazione della sua origine. “L’unica causa fisica che mi viene in mente per questa pratica, e che deve essere considerata puramente congetturale, è che all’interno della Zona Sotadica ci sia una fusione del temperamento maschile e di quello femminile, una crasi che si verifica altrove solo sporadicamente.”7) Comunque, questa idea si basa su un terreno che si ammette essere empiricamente sondato dagli autori di trattati medici che abbiamo già esaminato, ed è dichiarata con forza indiscutibile come un fatto della fisiologia da Ulrichs, che io mi accingo a presentare ai miei lettori. Ma Burton non fa nessuno sforzo per spiegare il verificarsi di questa crasi generalizzata di temperamenti maschili e femminili nella Zona Sotadica e il suo apparire sporadico in altre regioni. Non sarebbe più filosofico congetturare che la crasi, se mai esiste veramente, abbia luogo universalmente ma che le conseguenze siano tollerate solo in alcune parti del globo, che egli definisce Zona Sotadica? La Grecia antica e Roma permettevano questo vizio. La Grecia moderna e l’Italia l’hanno escluso nella stessa misura delle nazioni del Nord Europa. Nord e Sud America, prima della conquista, non ci vedevano nulla di male.

Ma fin dalla colonizzazione da parte degli europei quei comportamenti sono state scoraggiati. Il fenomeno non può quindi essere considerato come specificamente geografico e climatico. Inoltre, c’è un fatto menzionato da Button che dovrebbe fargli sorgere dei dubbi sulla sua teoria geografica. Egli dice che, dopo la conquista di Algeri, le truppe francesi sono state infettate da un’enorme misura dalle abitudini che avevano acquisito lì, e che da loro furono diffuse in lungo e in largo nella società civile, che “il vizio può essere considerato democratizzato nelle cittadine e nelle grandi metropoli.”8) Questo dimostra sicuramente che a Nord della Zona Sotadica,i maschi non sono né fisicamente incapaci degli atti dalla passione anormale, né dotati di un disgusto insormontabile per essi. La legge, l’opinione pubblica generata dalla legge e l’insegnamento religioso, sono stati, cause deterrenti in quelle regioni. Il problema quindi non è geografico e climatico, ma sociale.

E ancora, non si potrebbe anche ipotizzare che l’assenza del “vizio” tra i negri e le razze negroidi del Sud Africa, studiate da Burton,9) sia dovuta ai loro eccellenti costumi di iniziazione sessuale e di educazione nell’età della pubertà – costumi che la civiltà moderna dovrebbe vergognarsi di non avere imitato?

Comunque sia, Burton considera naturale quell’istinto, non contro natura, e dice che quanti sono soggetti a quell’istinto “meritano, non l’incriminazione ma le cure pietose del medico e lo studio dello psicologo”10)

Un altro insigne antropologo, Paolo Mantegazza, ha dedicato particolare attenzione alla fisiologia e alla psicologia di ciò che egli chiama “I pervertimenti dell’amore.”11) Partendo dall’errore volgare che qualsiasi forma di inversione sessuale implichi l’atto innominabile del coito (per questa cosa, tra l’altro, è gravemente rimproverato da Krafft-Ebing, Psy. Sesso., P. 92), egli spiega le passioni anomale supponendo che i nervi delle sensazioni piacevoli, che devono arrivare agli organi genitali, in alcuni casi arrivano al retto.12) Questa malformazione fa in modo che la persona soggetta desideri coitum per anum. Che esiste una connessione intima tra i nervi degli organi riproduttivi e i nervi del retto è noto agli anatomisti ed è accettato da tutti. Probabilmente alcuni cinedi si eccitano voluttuosamente nel modo suggerito. Seneca, nelle sue Epistole, registra tali casi; ed è difficile spiegare in qualsiasi altro modo i trasporti provati da prostituti maschi del tipo Weibling. Infine, gli autori che si occupano di prostituzione femminile citano le donne che non sono in grado di trarre piacere da ogni atto sessuale, tranne l’aversa venus.

L’osservazione di Mantegazza merita di essere ricordata e dovrebbe essere confermata attraverso la ricerca. Ma, è ovvio, egli spinge troppo in là il corollario che ne trae in rapporto alla prevalenza dell’inversione sessuale.

Egli distingue tre classi di sodomia: (1) Periferica o anatomica, causata da una insolita distribuzione dei nervi che passano dalla spina dorsale agli organi riproduttivi e al retto; (2) Psichica, che egli descrive come “specifica degli uomini intelligenti, colti, e spesso nevrotici”, ma che egli non cerca di chiarire, anche se la definisce “non un vizio, ma una passione”; (3) Di lusso o lussuriosa, quando l’aversa venus è volutamente scelta a causa di ciò che Mantegazza definisce “la desolante larghezza” della femmina.13)

Mantegazza finisce, come Burton, osservando che la sodomia, studiata con il pietoso e indulgente occhio del medico e del fisiologo, è quindi una malattia che pretende di essere curata e può in molti casi essere curata. “14)
Dopo aver investigato che cosa medici, storici e antropologi hanno da dire sull’inversione sessuale, troviamo buone ragioni che ci fanno provare disagio per la condizione attuale delle nostre leggi. Eppure potrebbe essere sostenuto che i desideri anomali non sono sempre malattie, non sono sempre congeniti, non sono sempre passioni psichiche. In alcuni casi, devono sicuramente essere vizi deliberatamente adottati per effetto della lussuria, della curiosità sfrenata, e cercando oltre le ricercatezze sensuali. Resta quindi la difficile questione di come reprimere il vizio, senza agire ingiustamente verso chi è naturalmente abnorme, sfortunato e irresponsabile.

Passo ora agli scritti polemici di un uomo che sostiene che le passioni omosessuali, anche nei loro aspetti viziosi, non dovrebbero essere punite se non nella stessa misura e alle stesse condizioni previste per le normali passioni della maggioranza.
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1) Terza edizione. Halle a. S. 1882.
2) Psych. Sex., P. 82.
3) Leipzig, Wigand 1860.
4) Arabian Nights, 1885, vol. x., pp. 205-254.
5) La conoscenza di Burton di quello che lui chiamava “il vizio” è principalmente limitata alle nazioni orientali. Cominciò i suoi studi imbevuto di errori volgari e non diede mai peso alle teorie psichiche da me esaminate nella sezione precedente di questo saggio. Tuttavia, è stato portato a supporre una crasi dei due sessi nelle persone soggette a inversione sessuale. Così è venuto a parlare di “terzo sesso”. Durante le conversazioni che ho avuto con lui meno di tre mesi prima della sua morte, mi disse che aveva iniziato una storia generale del “vizio” e su mia proposta studiò Ulrichs e Krafft-Ebing. Va deplorato che la sua vita sia finita prima che potesse applicare la sua critica virile e schietta a quelle teorie per confrontarle con i fatti e le osservazioni che aveva raccolto in maniera indipendente.
6) Rendo proprio il testo dell’autore, p. 206.
7) p. 208.
8) p. 251
9) P. 222.
10) Pp. 204, 209.
11) Gli amori degli Uomini, Milano, 1886, vol. i. cap, 5.
12) 4 Ibid., P. 149.
13) Pp. 148-154.
14) P. 154.

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JOHN ADDINGTON SYMONDS, UN PROBLEMA DI ETICA MODERNA 3

V.

LETTERATURA – MEDICINA.

Gli autori di libri di medicina su questo argomento sono relativamente numerosi nella letteratura francese e tedesca e sono aumentati rapidamente in questi ultimi anni. Il fenomeno dell’inversione sessuale è di solito considerato in questi libri dal punto di vista dello squilibrio psicopatico o neuropatico, ereditato da antenati malati, e sviluppato nel paziente attraverso precoci abitudini di auto-abuso.

Qual è la distinzione esatta tra “psicopatico” e “neuropatico” non lo so. Il primo termine sembra comprensibile nella bocca del teologo, il secondo in quella del medico. Ma non riesco a capire come possano essere usati insieme per indicare diversi tipi di diatesi patologica. Che cos’è la psiche e che cosa sono i nervi? Dobbiamo probabilmente prendere i due termini come se indicassero due modi di considerare uno stesso fenomeno; un modo personale e l’altro obiettivo; “psicopatico” sottolinea lo sviamento osservato nelle emozioni della mente del soggetto; “neuropatico” sottolinea lo sviamento osservato in anomalie del sistema nervoso.

Sarebbe impossibile, in un saggio di questo tipo, esaminare l’intera massa di osservazioni mediche, di ragionamenti e di speculazioni che abbiamo a nostra disposizione. E poi un “laico” (cioè un non medico), non è comunque ben preparato per la critica e il confronto in una questione delicata in cui i medici si differenziano per dettagli. Mi accontenterò quindi di dar conto di quattro studi tra i più recenti, i più autorevoli e, a quello che mi sembra, i più attenti. Moreau, Tarnowsky, Krafft-Ebing e Lombroso inquadrano il fenomeno in modi piuttosto simili e tra di loro si sta formando a poco a poco una teoria che potrebbe diventare ampiamente accettata.

Des Aberrations du Sens Génésique, par le Dr. Paul Moreau, 4^ edizione, 1887.

Moreau inizia con l’affermazione che c’è un sesto senso, “il senso genitale” che, come gli altri sensi, può essere ferito psichicamente e fisicamente senza che le funzioni mentali, sia affettive che intellettuali, ne soffrano. Il suo libro è quindi un trattato sulle malattie del senso genitale. Queste malattie non sono affatto di origine recente, dice, sono esistite sempre e dovunque.

Si inizia con una rassegna storica, che, per quanto concerne l’antichità, è molto difettosa. Dopo aver citato con approvazione il seguente passaggio sulla società greca: “La sodomia è diffusa in tutta la Grecia, le scuole dei filosofi diventano delle case di dissolutezza e i grandi esempi di amicizia lasciati in eredità dal paganesimo non sono per la maggior parte che una infame turpitudine coperta da una santa apparenza”: dopo aver citato queste parole del Dr. Descuret, Moreau lascia la Grecia e va a Roma. Egli descrive lo stato di morale a Roma, sotto l’impero come “una depravazione malaticcia, divenuta per forza di cose ereditaria, endemica ed epidemica.” Segue un breve resoconto degli imperatori e i loro parenti di sesso femminile.

Egli attribuisce soprattutto all’ereditarietà “questo eretismo (eccitazione) riproduttivo che per circa due secoli, regnò allo stato epidemico a Roma.” Di Giulia, figlia di Augusto, egli dice, “Si può forse lottare contro una malattia ereditaria?” L’unione di dissolutezza sfrenata e ferocia con grandi doni mentali lo colpisce come un segno di malattia ed egli finisce con questa frase: “Tra le cause più frequenti dell’aberrazione del senso genitale, l’ereditarietà ha il primo posto.”

Poi passa al medioevo e si sofferma sulla credenza popolare in “incubi e succubi”. È curioso vedere che classifica Leone X, Francesco I, Enrico IV e Luigi XIV tra i neuropatici. Arrivato a questo punto, tutti quelli che hanno forti istinti sessuali e hanno anche la possibilità di lasciarsi andare a quegli istinti sono neuropatici. I tempi moderni sono illustrati dalle dissolutezze della Reggenza, del regno di Luigi XV, da alcune donne russe e dal marchese de Sade. La Casa di Orleans sembra in realtà essere stata contaminata da impudicizia ereditaria di tipo morboso. Ma se fosse così alla fine del secolo scorso, allora dopo la Rivoluzione essa avrebbe notevolmente recuperato la salute e per quale miracolo?

Moreau ora formula la tesi che vuole dimostrare: “L’aberrazione patologica del senso genitale deve essere completamente assimilata a una nevrosi e come tale la sua esistenza è compatibile con le più alte intelligenze.” Scopre quindi una tara ereditaria universalmente presente in questi casi. “L’eredità diretta, quella indiretta e quella trasformata si riscontrano nei malati del senso genitale”.

Passando all’eziologia, essa si fonda principalmente su un organismo predisposto alla malattia dall’ereditarietà, e posto in un ambiente favorevole al suo sviluppo morboso. Le cause scatenanti non sono sufficienti a risvegliare l’aberrazione in organismi sani, ma anche un piccolo evento scatenante spingerà un organismo predisposto sulla strada segnata. Questo, potrei osservare, sembra escludere del tutto la semplice imitazione, su cui Moreau pone poi molto l’accento; dato che se nessuno, salvo quello che è già contaminato può essere influenzato dall’ambiente, nessuno, se non il già contaminato, potrà imitare comportanti morbosi.

Egli chiama “cause fisiche generali”: (1) la povertà estrema, (2) l’età, (3) la costituzione (4) il temperamento, (5) le stagioni dell’anno, (6) il clima, (7) Il cibo.
La povertà estrema porta a indiscriminato vizio, incesto, sodomia, ecc.. Questo è vero, e sappiamo che i poveri delle città e i contadini di alcuni paesi sono abitualmente immorali. Eppure Moreau dimostra troppo qui, infatti, secondo i suoi principi, la nevrosi ereditaria dovrebbe a questo punto essere diventata cronica, epidemica, endemica, in tutti i poveri delle città e in tutti i contadini di tutti i paesi; cosa che nella realtà non accade affatto. La pubertà e l’arrivo della senilità sono individuati come momenti in cui i sintomi del malessere genitale si manifestano. Le sue osservazioni sugli altri punti all’ordine del giorno sono abbastanza banali e ripete l’idea corrente che gli abitanti dei climi caldi sono più lascivi di quelli del Nord.

Tra le “cause fisiche specifiche” Moreau cita le malformazioni degli organi sessuali, le malattie di questi organi, le lesioni all’organismo derivanti da ferite, colpi, veleni, la masturbazione, l’eccessiva indulgenza ai piaceri venerei e l’esagerata continenza.

Quando arriviamo alle “cause morali generali” l’ereditarietà gioca un ruolo essenziale. L’ereditarietà può essere diretta, vale a dire, il figlio di un sofferente nel senso genitale avrà gli stessi gusti di suo padre, o trasformata: ciò è tisi in una generazione assume la forma di aberrazione sessuale in un’altra. La cattiva educazione e l’esposizione a cattivi esempi, insieme con l’imitazione, sono presi in considerazione qua e là più o meno vagamente.

Le “cause morali individuali ” comprendono le impressioni ricevute nella prima giovinezza, sulle quali credo forse Moreau non spenda sufficiente impegno, e alcune tendenze verso preoccupazioni soggettive con idee astratte, certe condizioni fisiche anormali che disturbano l’intera sensibilità morale.

Passando all’Anatomia patologica, Moreau dichiara che è ancora impossibile localizzare il senso genitale. Il cervello, il cervelletto, il midollo spinale? Non lo sappiamo. Sembra di inclinare verso il cervelletto.

Non è necessario seguire Moreau nella sue altrimenti interessanti descrizioni delle diverse manifestazioni della malattia sessuale. La maggior parte di queste manifestazioni non hanno alcuna relazione con il soggetto del mio lavoro. Ma quello che dice di passaggio di “pederasti, sodomiti e saffiche” deve essere preso in considerazione. Egli li colloca in “una classe di individui che non può e non deve essere confusa né con gli uomini che godono la pienezza delle loro facoltà intellettive, e nemmeno con i pazzi propriamente detti. Essi formano un gruppo intermedio, mista, costituendo un vero e proprio ponte tra ragione e follia, la cui natura e la cui esistenza può molto frequentemente essere spiegata solo con una parola: “Ereditarietà” (p 159).

È sorprendente, dopo questo annuncio, scoprire che quello che ha da dire sull’inversione sessuale è limitato all’Europa e al suo sistema morale, “non avendo nulla a che vedere con la morale di altri paesi in cui la pederastia è accettata e ammessa” (p. 172 , nota). Letteralmente, allora, egli considera l’inversione sessuale nella moderna Europa cristiana come una forma di neuropatia ereditaria, un legame tra ragione e follia; ma nella Grecia antica, nella moderna Persia e in Turchia, egli considera la stessa anomalia psicologica dal punto di vista, non di malattia, ma di costume. In altre parole, un inglese o un francese che ama il sesso maschile deve essere diagnosticato come contaminato con la malattia; mentre Sofocle, Pindaro, Fidia, Epaminonda, Platone, hanno solo ceduto a un istinto che era considerato sano nei loro tempi, perché la società l’aveva accettato.

L’inefficienza di questa distinzione in un trattato di scienza analitica deve essere sottolineata. Il fatto stesso che l’antica Grecia tollerava, e che l’Europa moderna rifiuta di tollerare l’inversione sessuale, non può avere nulla a che fare con l’eziologia, la patologia la definizione psicologica del fenomeno nella sua essenza.

Bisogna considerare che un certo tipo di passione fiorì, venne alla luce del giorno e portò buoni frutti nella società dell’Ellade mentre lo stesso tipo di passione fiorisce dell’ombra ed è fonte di miseria e vergogna in Europa. La passione non è cambiata; ma è cambiato il modo di considerarla moralmente e giuridicamente. Un investigatore scientifico non dovrebbe prendere in considerazione i cambiamenti dell’opinione pubblica quando sta analizzando una peculiarità psicologica.

Questo punto su cui sto insistendo – vale a dire, che non è logico trattare l’inversione sessuale tra le moderne popolazioni europee come una malattia, quando si fa riferimento alla prevalenza di essa, come semplice abitudine tra i popoli orientali e gli antichi Elleni – è così importante che io lo illustrerò con un brano tratto da uno dei saggi del Dr. WR Huggard.1) “Si può dire che la differenza tra la fissazione dell’impulso prepotente nel Fijiano e nell’Inglese malato di mente sta nel fatto che, nel selvaggio, i caratteri mentali sono dovuti all’educazione e all’ambiente circostante, mentre, nel lunatico sono dovute a malattie.

Questa spiegazione tuttavia è inadeguata da due punti di vista. Da una parte, anche se nel Fijiano ci fosse stata malattia, il problema della demenza non potrebbe sorgere nei confronti di una questione ritenuta dalla sua società indifferente. Sarebbe assurdo parlare di mania omicida, di ninfomania e di cleptomania, come forme di follia, dove l’omicidio, il rapporto sessuale promiscuo, e furto non fossero condannati. D’altra parte, l’ipotesi che la pazzia sia sempre causa di malattia non è solo non dimostrata, ma è una supposizione improbabile.

Ci deve, naturalmente, essere qualche difetto nell’organismo, ma ci sono tutte le ragioni per pensare che, in molti casi, il difetto è una congenita mancanza di equilibrio tra strutture in sé in buona salute; e molti casi di pazzia potrebbero opportunamente essere considerati come una sorta di ‘ritorno’ a un tipo di organizzazione comune tra le razze inferiori dell’umanità. “Sostituite i termini per indicare l’inversione sessuale alla parola “ninfomania” in questo paragrafo, e il ragionamento sì adatterà esattamente alla mia argomentazione.

È interessante, tra l’altro, trovare questo autore d’accordo con Ulrichs nel suo suggerire una “congenita mancanza di equilibrio tra strutture che sono sane in sé”, e con Lombroso nella sua supposizione di ritorno atavico alla barbarie. Lombroso, come vedremo, in ultima analisi identifica la criminalità congenita (una forma della quale è l’aberrazione sessuale in questa teoria) con la follia morale; e qui il dottor Huggard è, inconsciamente forse, d’accordo con lui; egli definisce follia “qualsiasi difetto mentale che rende una persona incapace (e non in grado di diventare capace attraverso una punizione) di conformarsi alle esigenze della società” – una definizione che non è meno applicabile al delinquente nato rispetto al pazzo.

Quanto poco peso il Dr. Moreau ha dato alla Grecia antica nella sua discussione di questo argomento, appare dalla omissione di tutti i fatti forniti dalla letteratura e dalla storia greca nell’introduzione al suo saggio. Si allarga molto sulle leggende riferite agli imperatori romani, perché queste sembrano sostenere la sua teoria del male ereditario. Usa Giovenale, Tacito, Svetonio e le Storia Augusta per sostenere la sua posizione, anche se fanno parte della storia di un popolo nel quale “la pederastia era stata accettata e ammessa.” Egli ignora le biografie dei re spartani, le istituzioni di Creta, il Battaglione Sacro di Tebe, i dialoghi di Platone, gli aneddoti riportati su Fidia, Sofocle, Pindaro, Demostene, Alcibiade, e così via. Egli forse lo fa perché non possono in alcun modo quadrare con la sua teoria della morbosità? La verità è che l’antica Grecia offre difficoltà insormontabili per i teorici che trattano l’inversione sessuale esclusivamente dal punto di vista della neuropatia, dell’ereditarietà contaminante e della masturbazione. E quanto incompetente sia il Dr. Moreau nel trattare le questioni greche può essere visto nel sinonimo grottesco che ha inventato per pederastia – philopodia (p 173).

Correttamente la parola è composta di φιλεῖν [amare] e πους [piede]; ma suppongo che intenda riferirsi a φιλεῖν, e podex [in latino “ano”].

In un capitolo dedicato alla Medicina legale, Moreau inizia osservando che “I fatti sono così mostruosi, così contaminati dall’aberrazione, e tuttavia i loro agenti offrono così forte un aspetto di sana ragione, occupano tali posizioni rispettabili in tutto il mondo, hanno fama di godere di tale onestà, tali sentimenti onorevoli, ecc., che si esita a pronunciare un parere.” Procedendo oltre, ritiene sufficientemente provato che non di rado, sotto l’influenza di qualche vizio organico, in genere ereditario, le facoltà morali possono subire alterazioni, che, se in realtà non distruggono i rapporti sociali dell’individuo, come avviene in casi di follia dichiarata, possono comunque modificarli in modo notevole, e certamente devono essere presi in considerazione, quando dobbiamo valutare la moralità di questi atti”(p. 301).

La sua conclusione, quindi, è che le aberrazioni del senso sessuale, compresa la sua inversione, sono questioni di competenza del medico piuttosto che del giudice e necessitano di terapie piuttosto che di punizioni, e che i rappresentanti della facoltà di medicina dovrebbero sedersi sulla panca come consiglieri o giudici a latere, quando le persone accusate di oltraggi contro la decenza vengono a giudizio . “Mentre diamo la colpa e stigmatizziamo questi crimini con la ragione, l’intelletto inorridito cerca una spiegazione e una giustificazione morale, (niente di più) per tali atti odiosi. Insiste a chiedere che cosa può portare un uomo riconosciuto come rispettabile nella società, un uomo che gode (almeno apparentemente) la pienezza delle sue facoltà mentali, a queste vergognose auto-indulgenze. Rispondiamo: Questi uomini per la maggior parte sono intelligenze anormali, candidati veri e propri per la follia, e, per di più, sono i portatori di malattie ereditarie. Ma gettiamo un velo su un tema così umiliante per l’onore dell’umanità! »(P. 177).

Come risultato finale di questa analisi, Moreau classifica l’inversione sessuale insieme con l’erotomania, la ninfomania, la satiriasi, la bestialità, lo stupro, la profanazione di cadaveri, ecc., come il sintomo di una grave lesione del senso procreativo. Egli cerca di salvare le sue vittime dalla prigione, consegnandole al manicomio. I suoi sentimenti morali sono così sdegnati che egli non può nemmeno soffermarsi sulla questione se quegli istinti siano naturali e sani anche se anormali. Infine, si rifiuta di affrontare gli aspetti di questa anomalia psicologica che si presentano con forza allo studioso dell’antica Ellade. Egli non prende nemmeno in considerazione il fatto, evidente agli osservatori esperti, che la gente semplice spesso non mostra verso le anomalie dell’appetito sessuale più disgusto di quanto ne dimostri verso le sue manifestazioni normali.2)

Die krankhaften Erscheinungen des Geschlechtssinnes. B. Tarnowsky. Berlin, Hirschwald, 1886.

Questo è dichiaratamente un tentativo di distinguere i tipi morbosi di perversione sessuale dal meramente vizioso, e di sottolineare la necessità di trattare i primi non come crimini ma come patologia. “Il medico legale discerne corruzione, sensualità iper-soddisfatta, vizio fortemente radicato, volontà perversa, ecc., in cui l’osservatore clinico riconosce con certezza una condizione morbosa del paziente caratterizzata da fasi tipiche di sviluppo e di conclusione. Dove uno vuole punire l’immoralità, l’altro invoca la necessità di un trattamento terapeutico metodico”.

L’autore è un russo, la sua partica professionale, a San Pietroburgo, lo ha portato in stretti rapporti con i prostituti e pederasti abituali di quella capitale. Egli è in grado quindi di parlare con autorità, sulla base di una conoscenza del tutto eccezionale dei disturbi morali e fisici connessi alla sodomia. Non posso non pensare che la forte peculiarità della sua esperienza lo abbia portato a formare teorie incomplete. È spesso a contatto con maschi passivi, pedofili e effeminati che prostituiscono i loro corpi in modo grossolano, per essere in grado di apprezzare gli aspetti più sottili del problema.

Tarnowsky all’interno dell’inversione sessuale individua due tipi fondamentali. Il primo è innato, dipende da una tara ereditaria e dalla diatesi neuropatica. Egli distingue tre tipi di perversione innata. La più marcata delle sue forme è cronica e persistente, appare con la prima alba della pubertà, non viene modificata dall’educazione, raggiunge il suo massimo di intensità nella virilità e manifesta tutti i segni della ordinaria inclinazione sessuale. La seconda forma non è cronica e persistente, ma periodica. Il paziente è soggetto a disturbi occasionali dei centri nervosi, che si esprimono in attacchi violenti e irresistibili dell’istinto perverso. La terza forma è epilettica.

Per quanto riguarda l’inversione sessuale acquisita, si sofferma su l’influenza del cattivo esempio, sul potere di imitazione, la moda, la letteratura corrotta, la curiosità in persone spossate da eccessi normali. Dettagli straordinari sono dati sullo stato delle scuole in Russia (pp. 63-65), ed è citato un caso particolare in cui lo stesso Tarnowsky identifica ventinove pederasti passivi, di età compresa tra i nove ei quindici anni, in una sola scuola. Era stato chiamato a pronunciarsi sulle cause di un focolaio di sifilide tra gli alunni. Interessanti informazioni sono inoltre comunicate per quanto riguarda la prevalenza del vizio anormale a San Pietroburgo, dove sembra che bagnini, vetturini, domestici, e artigiani siano particolarmente richiesti (pp. 98-101). Il popolo russo non mostra ripugnanza per quello che chiamano “trucchi da gentiluomini.”

Tarnowsky richiama l’attenzione sulle navi, sui presidi militari e le prigioni, come ambienti molto adatti per lo sviluppo di questo vizio una volta che vi sia stato introdotto da qualcuno contaminato proprio da questo vizio. La sua visione su popoli come i Greci, i Persiani, e gli Afghani è che, attraverso l’imitazione, la moda, e la tolleranza sociale, è in vizio non naturale è diventato endemico. Ma Tarnowsky considera criminali tutti i portatori di anomalie comprese tra le anomalie acquisite. Pensa che l’individuo dovrebbe essere punito dalla legge. Egli comprende naturalmente sotto questa categoria di perversione acquisita i vizi dei vecchi debosciati. A questo punto, tuttavia, la sua classificazione diventa confusa; perché mostra come le tendenze senili alla passione sodomitica sono spesso il sintomo dell’avvicinarsi di una malattia del cervello, a cui la ragione e la costituzione del paziente soccomberanno. Medici francesi la chiamano “la pederastia dei rammolliti.”

Tornando a quello che dice Tarnowsky sull’inversione sessuale innata, posso richiamare l’attenzione su una mirabile descrizione del tipo in generale (pp. 11-15). Penso, tuttavia, che egli ponga anche grande attenzione sulla passività delle emozioni in queste persone, la loro mollezza nel darsi da fare, le abitudini, le inclinazioni. Egli sta chiaramente parlando a partire da una grande esperienza. Così bisogna supporre che egli non abbia incontrato spesso casi di uomini che si sentono, appaiono, e agiscono come uomini, e hanno come unica cosa diversa dai maschi normali il fatto che amano il loro sesso. Nel descrivere il secondo grado di aberrazione (pp. 16, 17), egli accentua ancora l’effeminatezza nell’abito e nelle abitudini al di là di quanto un’osservazione generale giustificherebbe.

Un attento studio dei casi addotti da Krafft-Ebing nel suo “Psychopathia” fornisce una giusta misura dell’atteggiamento critico di Tarnowsky su questo punto. Da loro apprendiamo che l’effeminatezza del fisico e delle abitudini non è affatto un segno distintivo del pederasta nato. Quindi si può notare che Tarnowsky crede anche innate e ereditarie tendenze che possono essere modificate e superate da una corretta morale e dalla disciplina fisica in gioventù, tanto da portare anche alcuni a sposarsi in alcuni casi (pp. 17, 18) .

Non avrebbe alcuno scopo qui seguire Tarnowsky in ulteriori dettagli riguardanti le particolari forme assunte dall’appetito perverso. Ma l’attenzione deve essere rivolta alla sua definizione di predisposizione ereditaria (pp. 33-35), che è straordinariamente ampia. Egli considera sufficiente ogni disturbo del sistema nervoso in un antenato, come sufficiente: l’epilessia, una malattia del cervello, l’isteria, la pazzia e include anche l’alcolismo, le malattie sifilitiche, la polmonite, il tifo, l’esaurimento fisico, l’eccessiva anemia, la dissolutezza, “tutto ciò insomma che è sufficiente per indebolire il sistema nervoso e la potenza sessuale del genitore.” A questo punto egli osserva che risiedere a lungo in alta quota tende a indebolire l’attività sessuale e a sviluppare la perversità, adducendo una vecchia credenza dei Persiani secondo la quale la pederastia ha origine nel altopiano d’Armenia (p. 35). Credo che non ci sia neppure bisogno di dire che queste teorie sono contraddette nella misura massima dall’esperienza di chi ha vissuto con i montanari dell’Europa centrale. Essi sono infatti capaci di continenza in modo notevole, ma sono anche vigorosamente procreativi e straordinariamente privi di inversione sessuale.

Infine, si deve osservare che Tarnowsky discute i segni fisici della sodomia attiva e passiva in modo piuttosto esteso (108-135). Le sue possibilità di osservazione fisica nella pratica medica come medico di fiducia dei pederasti di San Pietroburgo gli dà il diritto di parlare con autorità. La cosa più decisiva che dice è che Casper, per mancanza di familiarità con i fenomeni, manifesta troppo disprezzo verso un punto della teoria di Tardieu. In breve, Tarnowsky si sente sicuro che un pederasta passivo abituale mostrerà qualcosa di simile al segno fisico in questione, se esaminato da un esperto nella posizione corretta. Ma questa è l’unica deformazione del corpo su cui si basa.

Psychopathia Sexualis, mit besonderer Berücksichtigung der Conträren Sexualempfindung. Von Dr. R. v. Krafft-Ebing. Stuttgart, Enke, 1889.

Krafft-Ebing ha trattato il problema dell’inversione sessuale quando era stato già studiato da numerosi pionieri e predecessori che avevano mappato il terreno, e avevano stabilito una sorta di quadro psichico complessivo. Abbiamo visto il sistema sanitario allargarsi sempre più nelle opere di Moreau e Tarnowsky. Se non altro, il modo di affrontare il problema di Krafft-Ebing soffre troppo delle suddivisioni e di una lunga lista di classificazioni. Tuttavia è solo seguendo l’autore nella sua differenziazione delle diversi gruppi che ci possiamo formare un concetto della sua teoria generale e della portata delle osservazioni su cui si basa. Egli inizia con (A) l’inversione sessuale come fenomeno morboso acquisito. Poi esamina (B) l’inversione sessuale come un fenomeno morboso innato.

(A) “Il sentimento sessuale e l’istinto sessuale”, così comincia, “rimangono latenti, tranne in presagi oscuri e in impulsi, fino al momento in cui gli organi di procreazione vengono a svilupparsi. Durante il periodo della latenza, quando il sesso non è arrivato alla coscienza, è solo potenzialmente esistente e non ha inclinazioni organiche potenti, possono allora operare influenze dannose per la sua evoluzione normale e naturale. In questo caso la nascente la sensibilità sessuale corre il rischio di essere compromessa sia qualitativamente che quantitativamente, e in determinate circostanze può anche essere pervertita in un falso canale.

Tarnowsky ha già pubblicato questa esperienza. Posso veramente confermare, e sono pronto a definire le condizioni di questa perversione acquisita o, in altre parole, coltivata dell’istinto sessuale nei seguenti termini. La predisposizione fondamentale di base è una tendenza ereditaria neuropatica. La causa eccitante o efficiente è l’abuso sessuale e, più in particolare l’onanismo. Il centro di gravità eziologico deve essere ricercato in una malattia ereditaria; e penso che sia lecito chiedersi se un individuo incontaminato sia o no capace di sentimenti omosessuali.”3)

La teoria di Krafft-Ebing sembra allora essere che tutti i casi di inversione sessuale acquisita possono essere attribuiti, in primo luogo a morbose predisposizioni ereditate da parte del paziente (Belastung), e in secondo luogo all’onanismo come causa eccitante del disturbo neuropatico latente.

Si esclude l’ipotesi di una deviazione fisiologica e sana dalla normale regola del sesso. “Penso che sia discutibile” dice, “se l’individuo incontaminato (das unbelastete Individuum) sia in assoluto capace di sentimenti omosessuali.” L’importanza di questa frase sarà evidente quando arriveremo a trattare dell’analisi che Krafft-Ebing fa dell’inversione sessuale congenita, che egli basa induttivamente su un gran numero di casi da lui osservati nella pratica.
Per il momento abbiamo il diritto di presumere che Krafft-Ebing consideri l’inversione sessuale, sia quella “acquisita” che quella “congenita”, come una forma di neuropatia ereditaria (Belastung). Nei casi in cui essa sembra essere “acquisita”, pone l’accento su l’abitudine all’auto-erotismo.

Ecco come egli afferma la sua teoria dell’onanismo come causa emotiva di una neuropatia ereditaria, con conseguente inversione sessuale. L’abitudine all’auto-abuso prepara il paziente per appetiti anormali indebolendo la sua forza nervosa, degradando la sua fantasia sessuale, e inducendo iper-sensibilità nel suo apparato sessuale. L’impotenza parziale si rileva piuttosto frequentemente. In conseguenza di questa sofisticazione della sua natura, la vittima della neuropatia ereditaria e dell’onanismo si sente timida con le donne e trova conveniente frequentare persone del proprio sesso. In altre parole, si suppone che sia più facile per un individuo così fatto a pezzi nei centri della sua vita sfidare la legge e cercare gratificazioni sessuali da uomini piuttosto che congiungersi con le donne venali in un bordello.

Krafft-Ebing presuppone che i maschi che sono nati con disturbi neuropatici di un tipo indefinito si masturbino, distruggano la loro virilità, per poi intraprendere un percorso di vizi che offre pericoli incalcolabili, difficoltà, e ripugnanze indicibili. Questa è la teoria. Ma da dove, se non da qualche travolgente appetito, le vittime demoralizzate dall’auto-abuso ricavano coraggio per affrontare gli ostacoli che una carriera di inversione sessuale porta con sé nella nostra civiltà? Qualcuno potrebbe pensare che queste persone, se non potevano avvicinarsi a una prostituta in un bordello, sarebbero state comunque in grado di sollecitare un uomo sano sulle strade.

La teoria sembra essere costruita al fine di eludere il fatto che le persone designate sono guidate da un impulso naturale verso sentieri molto più soggetti a particolari difficoltà rispetto a quelli dei libertini normali Krafft-Ebing fornisce i dettagli di cinque casi di inversione sessuale “acquisita”. Tre di questi erano figli di genitori minorati. Uno non aveva nessuna propensione morbosa nella sua ascendenza, tranne la consunzione polmonare. La quinta nasceva da un forte padre e una madre sana. La masturbazione entrava nella storia di tutti.

Si deve rilevare, nel criticare la teoria di Krafft-Ebing, che è costruita in modo da rendere le polemiche quasi impossibili. Se si fa presente che una grande percentuale di maschi che praticano l’onanismo nella loro adolescenza, non acquisisce l’inversione sessuale, egli risponderà che questi non sono stati contaminati con malattia ereditaria. Le autobiografie di onanisti amanti appassionati di donne (JJ Rousseau, per esempio, che ha dimostrato un totale orrore per l’omosessualità, e JJ Bouchard, le cui eccentricità disgustose erano dirette verso le femmine, anche nel periodo della sua impotenza totale) saranno liquidate con la sottolineatura che gli antenati di questi scrittori devono aver trasmesso un messaggio ereditario pulito.

E’ difficile far quadrare la teoria di Krafft-Ebing, con i fenomeni presentati dalle scuole, sia pubbliche che private, in tutte le parti d’Europa. In queste istituzioni non solo la masturbazione è praticata in misura formidabile, ma è anche in ovunque collegata con una qualche forma di inversione sessuale, sia con passione platonica che grossolanamente sensuale. Tuttavia, sappiamo che alcuni dei ragazzi dipendenti da queste pratiche rimangono anormali dopo che hanno cominciato a frequentare donne. Lo stesso si può dire degli stabilimenti dei detenuti, delle carceri militari e simili.4) Con una tale massa di fatti che ci guardano in faccia, non si può sostenere che “solo gli individui contaminati sono capaci di sentimenti omosessuali.” Dove le donne sono assenti o proibite, i maschi si rivolgono per la gratificazione sessuale ai maschi. E in certe condizioni della società, l’inversione sessuale può stabilirsi in modo permanente e può essere riconosciuta quasi universalmente. Sarebbe assurdo sostenere che tutti i ragazzi-amanti dell’antica Grecia dovevano il loro istinto alla neuropatia ereditaria complicata dall’onanismo.
Invocare l’ereditarietà in problemi di questo tipo è sempre pericoloso. Riportiamo la difficoltà di spiegazione parecchio più indietro. A che punto della la storia del mondo il gusto morboso è stato acquisito? Se nessuno se non gli individui contaminati è capace di sentimenti omosessuali, come hanno fatto questi sentimenti a venire all’esistenza per la prima volta? Supponendo che la neuropatia sia una condizione necessaria dell’istinto anormale, si tratta di una neuropatia generica o di un tipo specifico di tale disturbo? Se è generica, si possono portare valide le ragioni per considerare la malattia nervosa in uno qualsiasi dei suoi aspetti (l’isteria è la madre, e la pazzia è il padre) come causa di una così particolarmente differenziata affezione dell’appetito sessuale? Se è specifica, vale a dire, se gli antenati del paziente devono essere stati colpiti da inversione sessuale, in che modo l’hanno acquisita, supposto che tutti gli individui incontaminati siano incapaci di qual sentimento?

In questo momento della storia non c’è probabilmente nessun individuo in Europa che non ha ereditato una parte di una macchia neuropatica. Se questo è vero, ognuno è suscettibile di inversione sessuale, e il principio di ereditarietà diventa puramente teorico.

Tale inversione sessuale può essere e in realtà è trasmessa, come ogni altra qualità, ciò sembra essere dimostrato dalla storia di famiglie ben note, sia in Inghilterra che in Germania e si può dare per dimostrato che è spesso manifestata da persone che hanno una eredità familiare cattiva. In alcuni casi siamo giustificati, poi, nel considerarla come un segno o una concomitanza di malattie nervose. Ma le prove dell’antica Grecia e di Roma, di ciò che Burton chiama le “razze sotadiche” nella situazione attuale delle scuole e delle prigioni europee, dovrebbe farci esitare prima ci affidarci alla teoria di Krafft-Ebing che un male ereditario sia una causa predisponente necessaria della omosessualità.5)

Allo stesso modo, la masturbazione può essere accreditato come causa scatenante in alcuni casi di sentimenti omosessuali acquisiti. Senza dubbio l’istinto è a volte evocato in qualche modo oscuro dall’abitudine depravata da eccessivo auto-abuso. Eppure le autobiografie di Urnings (omosessuali) dichiarati non confermano l’opinione che in origine essi fossero più dipendenti dall’onanismo rispetto ai maschi normali. Ulrichs ha combattuto con successo la teoria avanzata da Tarnowsky, Prager, e Krafft-Ebing, considerata come una spiegazione completa del problema.6) D’altra parte, la comune esperienza dimostra oltre ogni dubbio, che i giovani tra i 16 ei 20 anni si abbandonano tutti i giorni all’auto-abuso, senza indebolire il loro appetito per le donne. Amano i ragazzi e praticano la masturbazione reciproca con persone del loro stesso sesso, ma essi desiderano comunque le donne. Dei tanti che vivono quindi nel decennio dell’adolescenza, certamente alcuni hanno ricevuto una eredità familiare come il peggiore dei casi di Krafft-Ebing mostra. Infine, per quanto riguarda l’onanismo che è una marcata caratteristica di alcuni Urnings adulti, ciò deve essere ascritto nella maggioranza dei casi alla repressione dei loro istinti anormali. Adottano l’abitudine, come dice lo stesso Krafft-Ebing, faute de mieux [per mancanza di meglio]. 7)

Per onestà verso la teoria che sto criticando, dovrebbe essere osservato che Krafft-Ebing non sostiene che ovunque la tara ereditaria e l’onanismo concorrono, il risultato sarà l’inversione sessuale; ma piuttosto che ovunque abbiamo diagnosticato una forma di inversione sessuale acquisita, scopriremo tare ereditarie e onanismo. Considerando la frequenza sia di tare ereditarie che onanismo nella nostra civiltà, questi non sono comunque un grosso rischio.

Questi fattori sono individuabili in una grande percentuale di persone di sesso maschile. Sembra ingiustificata dai fatti l’idea che la neuropatia ereditata sia una condizione indispensabile e la causa fondamentale di istinti omosessuali. La prova della Grecia antica, delle scuole, delle carceri, delle razze sotadiche, ci costringe a credere che le persone normalmente sane sono spesso nate con questi istinti oppure li acquisiscono per via del costume. E ancora, la sua insinuazione che l’onanismo, considerato come la principale causa eccitante, è più frequente tra i giovani di inclinazioni anormali che tra loro fratelli normali, non supererà la prova della comune osservazione e dei fatti riportati nelle autobiografie di onanisti dichiarati esplicitamente Urnings.

Il problema è troppo delicato, troppo complicato, anche troppo naturale e semplice, per essere risolto con una malattia ereditaria e l’auto-abuso. Se spostiamo il terreno della discussione dall’inversione sessuale acquisita a quella innata, il suo carattere sconcertante diventerà ancora più evidente. Difficilmente riusciremo a resistere alla conclusione che le teorie della malattia sono inadatte a spiegare il fenomeno nell’Europa moderna. Scrittori medici relegano il fenomeno in razze selvagge, nell’antichità classica, e nella zona sotadica. Si sforzano di isolarlo come eccezione anormale e specificamente morbosa nella nostra civiltà. Ma i fatti tendono a dimostrare che si tratta di un impulso ricorrente dell’umanità, naturale per alcune persone, indotto da altri, e nella maggior parte dei casi, compatibile con un temperamento altrimenti normale e sano.

Krafft-Ebing richiama l’attenzione sul fenomeno della effeminatezza permanente, nei maschi desessualizzati da equitazione costante e esaurimento della loro virilità per attrito dei genitali – un fenomeno osservato da Erodoto tra gli Sciti, e prevalente oggi tra alcune razze nomadi del Caucaso.8) Egli sostiene questo a sostegno della sua teoria della masturbazione; ed entro i limiti previsti, ha il diritto di farlo. La distruzione dell’apparato maschile per la riproduzione, sia con la castrazione dopo la pubertà, o per un incidente alle parti, o per una lesione della colonna vertebrale, o un’eccessiva equitazione, come appare dimostrato dalla storia di tribù nomadi, comporta che gli uomini si avvicinino fisicamente al tipo femminile, e assumano professioni e abitudini femminili. Nella misura in cui le funzioni maschili sono ostacolate, le caratteristiche maschili tendono a scomparire; ed è curioso notare che lo stesso risultato si raggiunge in tante diverse maniere.
Discute quindi alcuni casi in cui sembra che l’inversione sessuale si manifesti episodicamente in forma di disturbo psicopatico. 9) Riferisce di tre persone, due donne e un uomo, osservate da lui, in condizioni che si avvicinano all’alienazione mentale, che scambiavano la loro normale inclinazione sessuale con l’appetito anormale. Nell’analisi del problema questi casi non possono essere considerati del tutto trascurabili. I dettagli mostrano che i soggetti erano chiaramente malati. Pertanto essi hanno il loro valore per la costruzione di una teoria dell’inversione sessuale sulla base di una malattia ereditaria in atto.

(B) Alla fine, Krafft-Ebing attacca il problema di ciò che egli chiama “l’innato fenomeno morboso” dell’inversione sessuale.10 Nel dare una descrizione generale delle materie di questa classe, egli osserva che i maschi mostrano una antipatia sessuale pronunciata per le donne, e una simpatia fortemente accentuata per gli uomini. I loro organi riproduttivi sono perfettamente conformi al tipo maschile; ma essi desiderano gli uomini istintivamente e sono inclini a esprimere la loro polarizzazione assumendo caratteri di femminilità. Le donne infettate da un simile inversione presentano anomalie corrispondenti.

Casper, continua Krafft-Ebing, ha accuratamente diagnosticato il fenomeno. Griesinger lo ha riferito a afflizione ereditaria. Westphal lo ha definito come “un’inversione congenita del sentimento sessuale, insieme ad una coscienza della sua morbilità.” Ulrichs lo ha spiegato con la presenza di un’anima femminile in un corpo maschile, e ha dato il nome Urning 3) ai soggetti che la manifestano. Gley ha suggerito che un cervello femminile è stato combinato con ghiandole sessuali maschili. Magnan ha ipotizzato un cervello di donna nel corpo di un uomo.

Krafft-Ebing afferma che quasi nessuno di questi Urning è consapevoli della malattia. Essi si considerano come sfortunati soprattutto perché la legge e i pregiudizi sociali ostacolano la loro tendenza naturale.12) Dà anche dimostrato, insieme a tutte le autorità che cita, che l’appetito sessuale anormale è costituzionale e innato.

Krafft-Ebing, come ci si poteva aspettare, riferisce il fenomeno ad una degenerazione funzionale, dipendente dalle condizioni neuropatiche nel paziente, che derivano principalmente dalla malattia ereditaria.

Egli conferma l’assunto riportato sopra dal Casper sia per quanto riguarda i rapporti platonici o semi-platonici dell’Urning con gli uomini che gli piacciono, il suo orrore del coito, e la sua gratificazione sessuale attraverso atti di reciproco abbraccio. Il numero di Urning nel mondo, dice, è di gran lunga maggiore di quanto possiamo lontanamente immaginare basandoci sui mezzi attuali di calcolo.

A questo punto comincia a suddividere i soggetti di inversione congenita. La prima classe che crea è quella dei cosiddetti “Ermafroditi fisici” Nati con un’inclinazione predominante verso persone del proprio sesso, possiedono sentimenti rudimentali di natura semi-sessuale per il sesso opposto. Queste persone non di rado si sposano; e Krafft-Ebing suppone che molti casi di frigidità nel matrimonio, unioni infelici, e così via, siano attribuibili alla diatesi peculiare del maschio – o forse della donna – in questi matrimoni. Si distinguono dalla classe precedente di inversione “acquisita” per il fatto che quest’ultima inizia con istinti per l’altro sesso, che vengono via via cancellati, mentre gli ermafroditi psichici iniziano la vita con un’attrazione verso il proprio sesso, attrazione che tentano di superare appellandosi ai loro istinti normali rudimentali. Sono presentati cinque casi di tali persone. 13)

Passa poi a veri individui omosessuali, o Urnings in senso stretto del termine. Con loro non c’è apparente appetito rudimentale per l’altro sesso. Essi presentano un parallelismo “grottesco” con gli uomini e le donne normali, invertendo o caricaturando gli appetiti naturali. Il maschio di questa classe si ritira dalla femmina, e la femmina dal maschio. 14)

Ognuno è veementemente attratto dalla prima infanzia verso persone dello stesso sesso. Ma essi, a loro volta, devono essere suddivisi in due sotto-specie. Nel primo gruppo, è implicata solo la vita sessuale; le persone di quel gruppo non differiscono in alcuna caratteristica visibile o esterna dal tipo del proprio sesso; le loro abitudini e l’aspetto esteriore rimangono invariati. Per il secondo gruppo la situazione è diversa. Qui il carattere, la costituzione mentale, le abitudini e le occupazioni del soggetto sono state alterate dalla sua inversione sessuale dominante; così che un maschio si adatta al lavoro di una donna, assume abiti femminili, acquisisce una chiave più acuta della voce, ed esprime l’inversione del suo istinto sessuale in ogni atto e gesto della sua vita quotidiana.

Sembra che, stando ai casi registrati da Krafft-Ebing il primo gruppo raccolga quasi il più grande numero di individui. Egli presenta undici autobiografie dettagliate di Urnings maschi, nelle quali soltanto la vita sessuale è anormale, e che all’osservazione non si differenziano in nulla dagli uomini normali se non per la natura delle loro inclinazioni amorose. La classe comprende maschi fortemente sviluppati, che non sono desessualizzati in nessun tratto particolare se non nel fatto che possiedono un appetito disordinato per i maschi, e non guardano le donne.

Per quanto riguarda la storia della famiglia degli undici casi selezionati, cinque potrebbero mostrare chiari problemi di salute, alcuni stavano decisamente male, in una piccola minoranza c’erano incertezze.

Uno di questi Urning, un medico, ha informato Krafft-Ebing che si era unito con almeno seicento uomini del suo tipo, molti dei quali in alte posizioni di rispettabilità e in nessuno aveva osservato una conformazione anomala degli organi sessuali, ma spesso un certo avvicinamento al tipo femminile nel corpo – diffuso diradamento dei capelli 15), carnagione tenera, e tono di voce alto. Circa il dieci per cento, poi, aveva adottato l’amore per le donne. Meno del dieci per cento mostrava qualche segno del modo di fare femminile nelle proprie occupazioni, nell’abito e così via. Una grande maggioranza si sentivano come uomini nei loro rapporti con gli uomini, ed erano anche inclini verso la pederastia attiva. Erano scoraggiati dall’atto innominabile per la repulsione estetica e la paura della legge.

Il secondo di questi gruppi abbraccia i soggetti con i quali il lettore di Carlier è familiarizzato, e che Ulrichs chiama Weiblinge. Nella loro infanzia mostravano una marcata attrazione per i giochi dei loro compagni di scuola e preferivano fare gruppo con le ragazze. Aiutavano le loro madri in casa, imparavano a cucire e a lavorare a maglia, coglievano ogni occasione per vestirsi in abiti femminili. In seguito, cominciavano a chiamarsi con nomi di donne, evitavano la società dei compagni normali, odiavano lo sport e l’esercizio fisico, erano contrari a fumare e a bere, non potevano fischiare. Non viene registrato se si astenessero dal dire parolacce. Molti di loro sviluppavano un gusto per la musica, e si vantavano della loro cultura. Alla fine, quando venivano declassati, si occuparono della toilette, di qualche scandalo, del tè, parlavano dei loro amanti – vestiti, per quanto possibile, in abiti femminili, truccati, coi capelli profumati e arricciati – si rivolgevano uno all’altro parlando al femminile, adottavano pseudonimi come contessa o principessa e vivevano la vita delle donne di un dubbio demi-monde. 16)

Eppure rimanevano maschi nella loro conformazione fisica. A differenza del gruppo precedente, non si sentivano come gli uomini si sentono verso le loro innamorate, ma al contrario si sentivano come donne. Non avevano impulso verso la pederastia attiva, nessuna inclinazione per il fiorire dell’adolescenza. Quello che volevano era un adulto robusto e a lui si sottomettevano con auto-abbandono.

Come tutti gli Urning, non erano per la maggior parte propensi all’atto del coito, e preferivano gli abbracci che producevano un orgasmo breve e piacevole. Ma alcuni sviluppavano una predilezione particolare per l’atto passivo di sodomia o l’atto anomalo della fellatio.

In questa caratterizzazione ho passato il limite dei quindici casi presentati da Krafft-Ebing. Per costituire il tipo, ho attinto ad una fonte affidabile, perché compatibile, in Ulrichs, e ad un’altra fonte affidabile, perché in contrasto, in Carlier.

L’inversione sessuale, nelle persone della terza specie principale, raggiunge il suo sviluppo finale. Se seguiamo le categorie di Krafft-Ebing, scendendo dall’inversione acquista a quella innata, dividendo quest’ultima in ermafroditi psicopatici e Urnings, e suddividendo gli Urnings in coloro che conservano la loro abitudine maschile e coloro che sviluppano abitudini analoghe a quelle delle donne, arriviamo a questa ultima classe che presenta il fenomeno più eclatante del sesso invertito. Qui l’anima, che è destinata ad amare un uomo, ed è comunque imprigionata in un corpo maschile, si sforza di convertire quel corpo ad usi femminili in modo così radicale che i segni del sesso, tranne in determinati organi del sesso, possono essere cancellati. E a volte sembra che l’operazione singolare della natura, di cui ci occupiamo in questo saggio, vada ancora oltre. La polarizzazione invertita, dato l’appetito sessuale come parte della natura spirituale dell’uomo, non può mai trasmutare gli organi maschili in organi femminili della procreazione. Ma modifica la struttura ossea del corpo, la forma del viso, i tegumenti carnali e muscolari in modo così evidente che Krafft-Ebing si crede giustificato porre una classe distinta di esseri androgini (con i loro corrispondenti gynandrous) alla fine del processo straordinario.

A questo punto sarà bene presentare uno schema della sua analisi sotto forma di tabella.

urnings

Qual è la spiegazione razionale dei fatti presentati a noi nell’analisi che ho riassunto in questa tabella non può ancora essere determinato accuratamente.

Non sappiamo abbastanza sulla legge del sesso degli esseri umani per avanzare una teoria. Krafft-Ebing e scrittori della sua scuola sono attualmente inclini a riportarli tutti a malattie dei centri nervosi, ereditate o congenite, eccitate dalle prime abitudini di auto-abuso. Ho già cercato di mostrare l’inadeguatezza di questo metodo e ho richiamato anche l’attenzione sul fatto che non tiene sufficientemente conto di fenomeni noti a noi attraverso la storia e attraverso l’esperienza di ogni giorno.

Ora saremo introdotti ad una teoria (quella di Ulrichs), che si basa su una concezione un po’ grottesca e metafisica della natura, che mette da parte l’ipotesi di malattia ereditaria. Non sono sicuro se questa teoria, che può sembrare inaudita a medici specialisti, quadri di più con i fatti accertati di quella della malattia ereditaria dei centri nervosi.

Comunque sia, i medici, come rappresentato da Krafft-Ebing, assolvono tutti i soggetti della sessualità invertita dal crimine. Li rappresentano a noi come soggetti di male ancestrale. E questo cambia la loro posizione rispetto all’errore volgare, al rancore teologico, e all’indifferenza rigorosa dei legislatori. Una forte richiesta è stata avanzata per il loro trattamento d’ora in poi, non come delinquenti, ma come soggetti di depravazione congenita nei centri del cervello, sui quali non hanno alcun controllo adeguato.

Il quarto autore medico, del quale ci stiamo per occupare, include l’inversione sessuale nella sua indagine generale del crimine umano, e la collega piuttosto ad un ritorno atavico allo stato di natura e di ferocia che ad anomalie dei centri nervosi. Alla fine, come si vedrà, accetta un compromesso con l’ipotesi di “follia morale.”

Cesare Lombroso. “Der Verbrecher in Anthropologischer, Aerztlicher und Juristischer Beziehung.”

Questo famoso libro, che ha contribuito non poco ad una rivoluzione del modo di concepire il crimine e la sua punizione in Italia, contiene una ricerca sulla natura psicologica, le peculiarità fisiche, le abitudini, e la storia precedente dei criminali.17) È, infatti, uno studio del carattere criminale. Lombroso si occupa per lo più, come è naturale, dell’omicidio, del furto, dello stupro, della crudeltà, e di cose affini a queste. Ma egli comprende l’inversione sessuale nella categoria dei reati, e riguarda gli appetiti anormali come segni di quella condizione morbosa su cui alla fine si impernia l’impulso criminale.

Volendo fondare la sua dottrina su una solida base, Lombroso inizia con quella che può essere definito embriologia del crimine. Egli trova vizi innaturali frequenti tra cavalli, asini, bovini, insetti, uccelli, cani, formiche. Il fenomeno, dice, è di solito osservabile nei casi in cui l’animale maschio è stato escluso dai rapporti con le femmine. Dopo aver stabilito la sua posizione generale che quelli che chiamiamo reati di violenza, rapina, omicidio, la crudeltà, sete di sangue, cannibalismo, lussuria innaturale, e così via, esistono tra i bruti – infatti la maggior parte di questi crimini costituiscono la regola e non l’eccezione nella loro vita – egli passa alla considerazione dell’uomo selvaggio. Seguendo la sua analisi, mi limiterò a quello che dice dell’anormale passione sessuale.

Egli fa notare che in Nuova Caledonia i selvaggi maschi si incontrano di notte in capanne a scopo di commercio promiscuo (p. 42). Lo stesso accade a Tahiti, dove la pratica è posta sotto la protezione di un dio. Poi allude agli antichi messicani; e poi passa all’Ellade e a Roma, dove questa fase di immoralità selvaggia è sopravvissuta ed è diventata un fattore riconosciuto nella vita sociale (p. 43). A Roma, dice, la Venere dei sodomiti ha ricevuto il titolo di Castina (p. 38).

La trattazione di Lombroso dell’inversione sessuale considerata come una sopravvivenza dalla preistoria non è affatto esaustiva. Potrebbe. essere integrata e confermata da quello che sappiamo circa i comportanti dei Celti, come riportato da Aristotele (Pol ii 6. 5…) – dei Tartari, e dei Persiani, degli Afgani, degli Indiani del Nord America, ecc..

Diodoro Siculo, che ha scritto sui costumi dei Galli, merita attenzione in tal senso.18) È anche singolare scoprire che i predoni normanni del X secolo portavano vizi contro natura ovunque comparivano in Europa.19) L’abate di Chiaravalle, come citato da Lombroso (p. 43), li accusò di diffondere le loro abitudini brutali nella società. Le persone abituate a considerare questi vizi come una forma di corruzione in grandi città saranno forse sorprese di trovarli prevalenti tra le tribù nomadi e guerriere. Ma, oltre alla sopravvivenza da periodi quasi selvaggi della vita sociale, si deve tenere conto anche delle necessità di guerrieri messi tutti insieme in carenza di donne. Ho già fatto presente che l’amore greco è diventato consuetudine durante la migrazione dorica e la conquista di Creta e del Peloponneso da parte di bande di soldati.

Il cannibalismo, Lombroso sottolinea (p. 68), nacque dalla necessità, venne consacrato dalla religione, e, infine, rimase come costume e come una forma di ghiottoneria. Lo stesso ragionamento, se applicato alle aberrazioni sessuali, ci aiuta a capire come l’abitudine non-etica, basata sulla scarsità di donne, sopravvisse come istituzione sociale e cavalleresca fra i Greci civili.

Lombroso ripercorre la crescita della giustizia in materia penale e l’istituzione di pene e sanzioni, dell’istinto della vendetta e dall’egoismo dispotico dei capi, dai quali era posseduta l’intera proprietà della tribù selvaggia, comprese le donne. Questa sezione del suo lavoro si conclude con la seguente notevole frase (p 96.): “La diffusione universale del crimine che abbiamo dimostrato in una certa epoca remota, e la sua scomparsa graduale a seguito dello spuntare di nuovi crimini, le cui tracce sono ancora rilevabili nei nostri codici penali [intende vendetta, egoismo dei principi, e avidità ecclesiastica] e sono calcolate anche più della criminalità dei bruti tanto da farci dubitare di ciò che i metafisici chiamano giustizia eterna, indicano la vera causa della perpetua ricomparsa del crimine tra le razze civilizzate, ovvero l’atavismo.”

Stabilito questo principio, Lombroso procede a ricercare l’atavismo nella criminalità nei bambini. Egli mostra che, proprio come l’embrione umano passa attraverso tutte le forme di vita inferiori, così gli uomini e le donne nella loro infanzia riproducono esattamente il tipo morale dei selvaggi. La rabbia ingovernabile, gli istinti di vendetta, la gelosia, l’invidia, il mentire, il rubare, la crudeltà, la pigrizia, la vanità, le inclinazioni sessuali, gli affetti familiari imperfetti, una franchezza generale del senso etico, sono caratteristiche comuni dei bambini, che il genitore e l’insegnante si sforzano di controllare e di sradicare attraverso l’educazione. “Il bambino, considerato come un essere umano privo di senso morale, presenta un quadro perfetto di quello che i medici chiamano follia morale, e io preferisco a classificare come crimine innato” (p. 97). “Tutte le specie di appetito sessuale anomalo, con l’eccezione di quelle dipendenti dalla decadenza senile, fanno la loro comparsa nell’infanzia, insieme alle altre tendenze criminali” (p. 117).

Lombroso arriva, quindi, alla conclusione che ciò che l’umanità civilizzata chiama crimine e punisce, è la legge della natura dei bruti, persiste come una condizione normale tra selvaggi, e si mostra nelle abitudini e negli istinti di bambini. L’istinto morale è quindi lentamente elaborato sul crimine nel corso delle generazioni di intere razze, e nel corso dell’infanzia e l’adolescenza nell’individuo. Il criminale abituale, che rimane un criminale nella sua maturità, nel quale il crimine è innato e inestirpabile, che non riesce a sviluppare un senso morale, è spiegato da Lombroso in un primo momento con atavismo. Un’ampia sezione del suo volume (pp. 124-136, 137-253) è dedicata alle osservazioni antropometriche sulla struttura fisica, lo sviluppo cranico e cerebrale e la fisionomia di questi criminali.

In questa parte del suo lavoro non abbiamo bisogno di entrare. Né è necessario seguire le sue ricerche interessanti nella biologia e psicologia dei “criminali nati” – capitoli sul tatuaggio, i modi di pensare e di sentire, le passioni, le tendenze al suicidio, il sentimento religioso, l’intelligenza e la cultura, la capacità di autocontrollo, la responsabilità nella ricaduta, e così via. Molti fatti curiosi relativi alla inversione sessuale sono trattati nel corso di tali indagini, e un passaggio che descrive le caratteristiche generali del pederasta (p. 376), dovrebbe essere accennato. Considerando questo argomento solo come una componente del reato, Lombroso rivela una concezione superficiale nella sua perplessità.

È più importante riflettere sulla sua teoria del crimine in generale. Dopo aver iniziato con l’ipotesi dell’atavismo, e aver adottato il termine “criminale nato”, identifica in seguito il “crimine innato” con la “follia morale” e illustra i due concetti sulla base dei fenomeni dell’epilessia.20) Questo introduce una certa confusione e incoerenza nel suo sistema speculativo; perché ammette con franchezza che solo gradualmente e tardivamente è stato portato a riconoscere l’identità di ciò che viene chiamato crimine e di ciò che viene chiamato follia morale. L’atavismo criminale potrebbe essere considerato come un ritorno sporadico alla ferocia in alcuni individui. Non c’è nulla che colleghi logicamente questo concetto con la distorsione o con la malattia – a meno che non diamo per scontato che tutti i nostri antenati selvaggi fossero malformati o malati, e che i Greci, in cui si stabilì una forma di atavismo criminale Lombrosiano, fossero una specie di nazione moralmente folle. La comparsa di difetti strutturali in criminali abituali si riferisce meno alla regressione atavica che alla divergenza radicale dal tipo normale dell’umanità. Allo stesso modo l’invocazione dell’ereditarietà come principio (p. 135) comporta una confusione simile. Una tara ereditaria è una cosa diversa, non quantitativamente ma qualitativamente dall’atavismo dei selvaggi prolungato dall’infanzia all’età adulta.

Comunque, sia che consideriamo i trasgressori della legge e dell’etica come “criminali nati” o come “moralmente folli”, sia che prescindiamo dalla distinzione implicita in questi due termini, Lombroso sostiene che non vi è nulla di buono nel cercare di affrontarli con una punizione. Dovrebbero essere trattati con il sequestro permanente in manicomio (p. 135), e dovrebbe essere loro assolutamente proibito di perpetuare la specie. Questa è la conclusione a cui tende tutta la sua lunga discussione. Egli sostiene che la concezione giuridica prevalente di reato si basa sull’ignoranza della natura, della vita bruta, della ferocia, e del graduale emergere della moralità. Una rivoluzione così radicale nelle idee, che dà un nuovo significato alle parole peccato e coscienza e che rimuove la responsabilità morale e sostituisce l’antropologo e il medico con il giudice e la giuria, non può essere effettuata, nemmeno dal suo più fervente apostolo, senza alcuna mancanza di logica grave. Così troviamo Lombroso spesso intento a distinguere tra delinquenti “abituali” e delinquenti “nati” da una parte e quelli che egli chiama criminali “occasionali”, senza spiegare il fenomeno del “crimine occasionale”, e dicendo in che modo egli pensa che questo dovrebbe essere considerato dalla società. Inoltre, egli ignora quasi del tutto la possibilità di correggere le tendenze criminali con l’appello alla ragione, stabilendo abitudini di autocontrollo, e l’impiego di mezzi quali la suggestione ipnotica. 21) Ma l’esperienza e la pratica comune del mondo dimostrano che questi rimedi non sono del tutto inefficaci; e in effetti il passaggio dallo stato selvaggio infantile all’età adulta moralizzata, su cui egli pone così grande attenzione, è quotidianamente effettuato mediante l’impiego di tali misure, in combinazione con la paura della punizione e la voglia di guadagnarsi la stima.

L’ultima parola sul libro di Lombroso è questa: dopo aver iniziato con la storia naturale del crimine, come componente primaria della natura e dell’umanità, che diventa crimine soltanto attraverso lo sviluppo della moralità sociale, e che sopravvive atavicamente nelle persone mal adattate al loro ambiente civilizzato, si gira improvvisamente dall’altra parte e identifica il crimine così analizzato con morbose condizioni nervose, malformazioni e follia morale. Logicamente, è impossibile fondere due concezioni così radicalmente diverse. Se il crimine non fosse crimine ma natura nelle sue fasi precedenti, e si fosse manifestato come crimine nelle condizioni di cultura avanzare, la sua manifestazione come una sopravvivenza in certi individui dovrebbe essere riferita alla natura, e non potrebbe essere relegata alla categoria di malattia fisica o mentale. I selvaggi sono selvaggi, non pazzi o epilettici.

NOTA ALLA PRECEDENTE SEZIONE.

Al termine di questa indagine circa le teorie mediche sull’inversione sessuale, che presumono tutte che il fenomeno sia morboso, potrebbe non essere superfluo aggiungere la protesta di un Urning contro quella soluzione del problema. Traduco dal documento originale pubblicato da Krafft-Ebing (pp. 216-219). Egli dice che lo scrittore è “un uomo di alta posizione a Londra”; ma se la comunicazione è stata fatta in tedesco o in inglese, non viene specificato.

“Tu non hai idea di quali lunghe e difficili lotte noi, tutti noi (la persona riflessiva e raffinata tra di noi più di tutti) dobbiamo portare avanti, e come terribilmente siamo costretti a soffrire sotto le false opinioni che ancora prevalgono per quanto riguarda noi e la nostra cosiddetta immoralità.

Il tuo punto di vista secondo il quale, nella maggior parte dei casi, il fenomeno in questione deve essere attribuito a morbilità congenita, offre forse il modo più semplice per superare pregiudizi popolari e per risvegliare la simpatia invece dell’orrore e del disprezzo per noi povere creature ‘afflitte’.

“Eppure, quando penso che questo punto di vista è il più favorevole per noi, allo stato attuale delle cose, io nell’interesse della scienza non posso accettare il termine morboso senza riserve, e mi azzardo a suggerire alcune ulteriori distinzioni che riguardano difficoltà centrali del problema.

“Il fenomeno è certamente anomalo; ma il termine morboso ha un significato che mi sembra inapplicabile all’oggetto o, in ogni caso, a molti casi che sono venuti sotto la mia conoscenza. Concederò a priori che una percentuale di gran lunga maggiore di disturbi mentali, ipersensibilità nervosa, ecc. può essere riscontrata negli Urning rispetto uomini normali. Ma questo eccesso di eretismo nervoso deve necessariamente essere riferito alla natura peculiare del Urning? Non è questa la vera spiegazione in una grande maggioranza dei casi, dato che l’Urning, a causa delle leggi attuali e dei pregiudizi sociali, non può come gli altri uomini ottenere una semplice e facile la soddisfazione dei suoi desideri sessuali innati.

“Per cominciare con gli anni della giovinezza: un Urning, quando per la prima volta si accorge dei fermenti sessuali nella sua natura e parla innocentemente di essi con i suoi compagni, ben presto scopre che non lo capiscono. Così si avvolge dentro i propri pensieri O forse dovrebbe tentare di parlare con un insegnante o coi suoi genitori di questi sentimenti, dell’inclinazione, che per lui è naturale come il nuoto per un pesce, ma sarebbe considerato da loro come corrotto e peccaminoso, e esortato a tutti i costi a passare oltre e a calpestare quei sentimenti.

Poi inizia in lui un conflitto nascosto, una repressione violenta dell’impulso sessuale, e nella misura in cui la soddisfazione naturale del suo desiderio è negata, la fantasia lavora con spinte ancora più vivaci, evocando quelle immagini seducenti che egli avrebbe voluto espellere dalla sua immaginazione. Più è energico il giovane che deve combattere questa battaglia interiore, più seriamente deve soffrirne tutto il suo sistema nervoso. È questa repressione violenta di un istinto così profondamente radicato nella nostra natura, è questo, a mio modesto parere, che per primo produce i sintomi morbosi, che possono spesso essere osservati negli Urning. Ma tali conseguenze non hanno nulla di per sé a che fare con l’inversione sessuale tipica di un Urning.

“Bene, allora, alcune persone prolungano questo conflitto interiore senza fine, e rovinano la loro costituzione nel corso del tempo, altri arrivano finalmente alla convinzione che un impulso innato, che esiste in essi in modo così potente, non può assolutamente essere di peccato e così abbandonano il compito impossibile di sopprimerlo. Ma proprio a questo punto inizia nella realtà l’Iliade delle loro sofferenze e delle eccitazioni nervose costanti.

L’uomo normale, se cerca i mezzi per soddisfare le sue inclinazioni sessuali, sa sempre dove trovarli senza problemi. Non così l’Urning. Vede gli uomini che lo attraggono, non osa parlare, anzi, non osa nemmeno lasciare percepire ciò che lo emoziona. Egli immagina di essere il solo tra tutte le persone nel mondo che è oggetto di emozioni così eccentriche. Naturalmente, coltiva la società dei giovani, ma non si avventura a confidarsi con loro. Così, alla fine è spinto a cercare un po’ di sollievo in se stesso, una piccola compensazione per la soddisfazione che non può ottenere. Il risultato è la masturbazione, probabilmente eccessiva, con le sue solite conseguenze nefaste per la salute. Quando, dopo il decorso di un certo periodo di tempo, il suo sistema nervoso è gravemente compromesso, questo fenomeno morboso non dovrebbe essere attribuito all’inversione sessuale in se stessa. ma dobbiamo guardare molto lontano e dobbiamo considerarlo come la logica conseguenza della posizione del Urning, condizionato com’è dall’opinione dominante a rinunciare ad una gratificazione che per lui è naturale e normale e a consegnarsi all’onanismo.

“Ma Supponiamo ora che il Urning abbia goduto l’eccezionale buona fortuna di trovare sulla sua strada nella vita un’anima con i suoi stessi sentimenti, oppure che sia stato presto introdotto da qualche amico iniziato, nei circoli del mondo urning. In questo caso, è possibile che abbia evitato molti conflitti dolorosi; ma ancora una lunga serie di preoccupazioni e ansie emotive gli si presenteranno ad ogni passo che farà. Sa davvero ora che non è affatto l’unico individuo del mondo che provi queste emozioni anormali, apre gli occhi, e si stupisce di scoprire quanto numerosi sono i suoi compagni in tutte le sfere sociali e ogni classe o settore, ma percepisce anche presto che gli Urnings, non meno degli uomini e delle donne normali, hanno sviluppato la prostituzione, e che i prostituti maschi possono essere acquistati per soldi facilmente come le femmine. Di conseguenza, non vi è più alcuna difficoltà per lui nel gratificare il suo impulso sessuale. Ma quanto diversamente le cose si sviluppano nel suo caso! Quanto è meno fortunato di uomo normale!

“Ammettiamo il caso più fortunato che gli possa capitare. L’amico simpatico, per il quale è stato a sospirare per tutta la vita, è stato finalmente trovato. Ma non può dedicarsi apertamente a questa relazione, come un giovane fa con la ragazza che ama. Entrambi i compagni sono continuamente costretti a nascondere il loro legame, la loro ansia su questo punto è incessante, qualcosa che somigliasse ad un’intimità eccessiva, potrebbe destare sospetti (soprattutto quando non sono della stessa età, o non appartengono alla stessa classe sociale), e deve essere nascosta al mondo esterno. In questo modo, proprio all’inizio della relazione si mette in moto tutta una catena di incidenti ansiogeni: e il terrore per paura che il segreto possa essere tradito o indovinato, impedisce comunque allo sfortunato amante di arrivare ad una felicità semplice. Insignificanti circostanze, che non hanno importanza per un altro tipo di uomo, lo fanno tremare: il minimo sospetto potrebbe tenerlo sveglio, il suo segreto potrebbe essere scoperto e lui potrebbe diventare un emarginato sociale, perdere la sua fama ufficiale, essere escluso dalla sua professione. È concepibile che questa ansia e la preoccupazione incessante possa passare su di lui senza lasciare traccia e senza reagire col suo sistema nervoso?

“Un altro individuo, meno fortunato, non ha trovato un compagno simpatico, ma è caduto nelle mani di qualche bel collega, che all’inizio rispondeva prontamente ai suoi desideri, fino a quando ha tirato fuori il più profondo segreto della sua natura. A quel punto cominciano ad essere impiegati i più sottili metodi di ricatto. Il disgraziato perseguitato miserabile, si trova nell’alternativa di pagare soldi o di diventare socialmente inaccettabile, perdendo una posizione di rispetto, vedendo il disonore scendere su di lui e sulla sua famiglia, paga, e ancora paga, l’avido diventa il vampiro che succhia la sua linfa vitale, finché alla fine davanti a lui c’è solo la rovina finanziaria e la disgrazia. Chi si stupirebbe se i nervi di un individuo in questa posizione non fossero simili ad una orribile ferita?

“In alcuni casi i nervi cedono di colpo: l’alienazione mentale subentra, finalmente il disgraziato trova in un manicomio quel riposo che la vita non gli assicurerebbe. Altri terminano la loro situazione insopportabile con l’atto disperato del suicidio. Quanti casi inspiegabili di suicidio nei giovani uomini dovrebbero essere attribuiti a questa causa!

“Non credo di sbagliare quando sostengo che almeno la metà dei suicidi di giovani sono dovuti a questa circostanza. Anche nei casi in cui nessun ricattatore spietato perseguiti l’Urning, ma è esistito un legame, che è durato in modo soddisfacente per entrambe le parti, anche in questi casi, perfino l’essere scoperti, o la paura di essere scoperti, conduce troppo spesso al suicidio. Quanti funzionari, che hanno avuto relazioni con i loro subordinati, quanti soldati, che hanno vissuto in tale relazione con un compagno, quando pensavano che stavano per essere scoperti, hanno sparato un proiettile nel loro cervello per evitare le disgrazie che stavano per arrivare! E la stessa cosa si potrebbe dire per tante altre situazioni.

“In conseguenza di tutto ciò, appare chiaro che se, come è di fatto, anomalie e veri disturbi mentali dell’intelletto sono più comuni tra gli Urnings che nel caso di altri uomini, questo non stabilisce una connessione necessaria tra l’eccentricità mentale e il temperamento specifico del urning, né dimostra che l’omosessualità provochi disturbi mentali. Secondo la mia ferma convinzione, i disturbi mentali e i sintomi morbosi che possono essere osservati negli Urnings non dovrebbero nella grande maggioranza dei casi essere riferiti alla loro anomalia sessuale; è vero invece che sono prodotti in loro dalla falsa teoria prevalente dell’inversione sessuale, dalla legislazione in vigore contro gli Urnings e dal il tono dominante dell’opinione pubblica.

Solo chi conosce realisticamente le sofferenze mentali e morali, le ansie e gli sconvolgimenti cui è esposto un Urning, che conosce le ipocrisie senza fine e gli occultamenti cui un Urning deve adeguarsi per mascherare la sua inclinazione interiore, solo colui che che comprende le infinite difficoltà che si oppongono alla soddisfazione naturale del suo desiderio sessuale, è solo questa unica persona come dico, che è in grado correttamente porsi domande circa la diffusione delle aberrazioni mentali e dei disturbi nervosi nel gruppo degli Urnings. La percentuale maggiore di queste circostanze morbose non si svilupperebbe certamente se un Urning, come un uomo normale, potesse ottenere una gratificazione semplice e facile del suo appetito sessuale, e se non fosse eternamente esposto alle torturanti ansie che ho tentato di descrivere.”

Questo brano è scritto in modo potente e con sobrietà e conferma quello che ho cercato di stabilire criticando l’ipotesi medica e solleva l’ulteriore questione se il fenomeno dell’inversione sessuale non debba essere affrontato dal punto di vista dell’embriologia piuttosto che della patologia psichica. In altre parole, non con si deve forse considerare il vero Urning come una persona nata con istinti sessuali impropriamente correlati ai suoi organi sessuali? Questo può accadere senza alcuna morbilità ereditaria o latente, e le anomalie nervose scoperte in lui quando cade finalmente sotto l’osservazione dei medici, potrebbero non essere la prova di una costituzione originariamente contaminata, ma la conseguenza delle condizioni innaturali a cui è stato esposto fin dalla pubertà.
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1) The Standard of Sanity, Br. Med. journal, NOV. 28, 1885.
2) Vedere Tarnowsky circa l’opinione delle classi inferiori a San Pietroburgo, op. cit., p. 99. “Ueberhaupt verhalten sich die gemeinen ungebildeten Leute, dem Ausspruch aller mir bekannten Päderasten gemäss, äusserst nachsichtig gegen unzüchtige Anträge -. ‘Herrschaftliche Spielerei,’ wie sie es nennen” Questo è vero non solo della Russia, ma di paesi in cui si dovrebbe meno aspettare di trovare la conformità in questione.
3) p. 73. Il corsivo è del traduttore. L’omosessuale L’aggettivo omosessuale, anche se malamente derivato da una parola latina e da una greca, è utile, ed è stato adottato da autori che hanno trattato questo argomento. Unisexual sarebbe meglio.
4) Una nota su questo argomento deve essere scritta e può essere introdotta qui come altrove. Balzac, in Une dernière incarnation de Vautrin, descrive la morale dei bagnes [bagni penali] francesi. Dostoieffsky, in Prison Life in Siberia, tocca lo stesso argomento. Si veda il suo ritratto di Sirotkin, p. 52, e segg., p. 120 (edn. J. & R. Maxwell, Londra). Possiamo fare un raffronto con Carlier, op. cit., pp. 300, 301, per una descrizione della violenza delle passioni omosessuali nelle carceri francesi. Gli iniziati conoscono i fatti che avvengono nelle carceri inglesi. C’è una prigione militare al Lido di Venezia, dove gli amanti incorreggibili del loro stesso sesso sono confinati tra gli altri colpevoli. Un uomo qui ha detto: “Tutti i nostri amori in questo luogo sono fucili a retrocarica.” Bouchard, nelle sue Confessioni (Parigi, Liseux, 1881), descrive le carceri dei condannati a Marsiglia nel 1630. Agli uomini era permesso di portare le donne a bordo delle galee ed essi “facevano l’amore con loro davanti a tutti, stendendosi sotto il banco sul loro mantello, ma da qualche anno in qua il generale ha vietato l’ingresso alle donne. E così lì dentro si pecca solo di sodomia, mollezza, sesso orale e altre simili tenerezze” (p. 151). Lo stesso francese, parlando dei paggi del duca d’Orleans a Parigi, dice che il duca fu un’”anima estremamente empia e dissoluta, soprattutto coi ragazzi, il signor d’Orléans vietava ai suoi paggi di fare sesso e di masturbarsi, dando poi loro un congedo di riposo per vedere le donne che volevano e talvolta, di notte, andava a bussare alla porta della loro stanza con cinque o sei puttanelle e si tratteneva con loro per un’ora o due “(p . 88). Questo principe era dello stesso avviso di Campanella, che, nella Città del Sole, dispose che i giovani dovevano avere accesso libero alle donne, per evitare aberrazioni sessuali. Aretino e Berni ci permettono di comprendere l’immoralità sessuale dei maschi riuniti insieme nelle corti dei prelati romani. Per quanto rguarda il servizio militare i fatti riportati da Ulrichs sulla Legione straniera francese in Algeria, sulla base di quanto riferito da un testimone credibile, che era stato omosessuale passivo nel suo reggimento, meritano attenzione (Ara Spei, p 20; Memnon, p 27. ). Quest’uomo, che era un tedesco, disse ad Ulrichs che i soldati spagnoli, francesi e italiani erano gli amanti [cioè gli attivi], gli svizzeri e i tedeschi i loro amati [cioè i pasivi]. Si veda il generale Brossier, citato, pag. 19. Ulrichs riferisce che nell’esercito austriaco sono date regolarmente lezioni ai cadetti e ai coscritti sui vizi omosessuali. Memnon, p. 20).
5) Vedi sopra, pag. 33, la mia critica di Moureau su questo punto, con particolare riferimento alla Grecia.
6) Prometheus, pp. 20-26, e seguenti.
7) Senza dover ricorrere a Ulrichs, può essere dimostrato dai casi di veri Urnings riportati da Krafft-Ebing che l’onanismo precoce non è affatto più frequente tra loro che tra i maschi normali. Cinque soggetti, non mostravano alcuna propensione per l’auto-abuso. Il primo (Pag. 128) dice: “Dato che non mi sono mai masturbato e non ho mai sentito alcuna inclinazione per questo, a volte avevo una polluzione notturna.” Il secondo (p. 155): “Sarete sorpresi di sapere che prima del mio ventottesimo anno non ho mai avuto alcuna eiaculazione del seme, né per le emissioni notturne, né con la masturbazione, né per contatto con un uomo.” Il terzo (p. 172): “La masturbazione è un ripiego miserabile, e pernicioso, mentre l’amore omosessuale eleva il morale e rafforza il carattere fisico.” Il quarto (p. 163): “Ho avuto una repulsione profonda per l’onanismo, anche se dalla prima comparsa della pubertà sono stato sessualmente molto eccitabile e turbato da erezioni persistenti”. Il quinto (Pag. 142) non è così chiaro; ma è evidente dalle sue osservazioni che la prima eiaculazione gli arrivò alla vista di un bel soldato “quando sentii le mie parti intime inumidirsi, ero terribilmente spaventato e pensai che fosse un’emorragia.” Alcuni dei casi non menzionano assolutamente l’argomento. Molti sembrano aver iniziato a masturbarsi presto, ma la percentuale non è eccessiva per il numero complessivo. Un Urning spiega il sistema della faute de mieux. (p 115): “Se non abbiamo un amico la cui compagnia sessuale è diventata indispensabile per la salvaguardia della nostra salute, e se alla fine ci abbandoniamo alla masturbazione da soli con la nostra immaginazione, allora davvero ci ammaliamo.” Un altro dice (p 151): “L’indulgere alla omosessualità con un uomo mi ha dato divertimento e una conseguente sensazione di benessere, mentre l’onanismo faute de mieux [per mancanza di meglio] ha prodotto il risultato opposto.”
8) p. 82. Erodoto una l’espressione “malattia femminile.”
9) p. 86, e seguenti.
10) p. 88, e seguenti.
11) D’ora in poi potremo usare la parola urning senza problemi; ma anche se i giuristi e gli uomini di scienza ripudiano dottrina di Ulrichs, essi hanno adottato la sua designazione per un membro enigmatico ed ancora non classificato della razza umana. Si dice che un certo Dr. Kaserer, di Vienna, abbia inventato il termine urning.
12) Questo è un merito di Westphal, predecessore di Krafft-Ebing, la sua dottrina afferma che gli Urnings sono consapevoli della propria malattia. Naturalmente, entrambe le autorità hanno ragione. Approcciate un urning spaventandolo con la paura dell’opinione pubblica e della legge ed egli confesserà le cose terribili che ha imparato. Avvicinatevi a lui dal punto di vista della scienza ed egli dichiarerà che, tra quattro mura chiuse, non ha alcun senso di colpa.
13) Pag. 97-106.
14) La ripugnanza fisica dei veri Urning per le donne può essere illustrata da passaggi tratti da tre casi di Krafft-Ebing (pp. 117, 123, 163), che traduco. (1) “Avevo osservato che una ragazza era pazzamente innamorata di me, e desiderava intensamente darsi a me. Le ho dato un appuntamento a casa mia, sperando di poter riuscire meglio con una ragazza che mi aveva cercato per amore di quanto non era successo con le donne pubbliche. Dopo le prime carezze di fuoco, mi sono sentito davvero un po’ meno freddo, ma quando siamo arrivati a pensare al rapporto sessuale, tutto è finito ed è tornato lo stesso gelo di prima, avevo recitato la mia parte. L’ho mandata via, profondamente sconvolta, con alcune osservazioni morali, e non ho mai provato nuovamente simili esperimenti. In tutte queste occasioni l’odore specifico della donna aumentava il mio orrore”.(2) “La vicinanza delle prostitute suscitava in me repulsione e nausea, in particolare, non potevo sopportare il loro odore.”(3) “Mi sembra assurdo considerare la forma femminile come il prototipo della bellezza umana. Considero spiacevole una persona di sesso femminile, la forma dei suoi fianchi brutta e antiestetico. Ballare è quindi un abominio per me. Detesto l’odore che il cosiddetto gentil sesso emana quando è riscaldato dalla danza.” Il disgusto ispirato in questi tre Urning dall’odore della femmina è altamente significativo dal momento che sappiamo che il senso dell’olfatto agisce potentemente sul appetito sessuale degli individui normali. Si può osservare che in tutti i casi di esplicita omosessualità, il rapporto sessuale con le donne sembra essere stato perseguito con disgusto, esaurimento nervoso e con la sensazione di un atto innaturale eseguita senza alcun piacere. Questo è vero anche per coloro che si sono arrivati al matrimonio.
15) Un segno, per inciso, che può essere osservato nella più maschile degli atleti. Questo è molto evidente nelle fotografie di nudo di Sandow.
16) Gli Inglesi conoscono il tipo come Marianne, e hanno avuto modo di studiare le loro abitudini nel processo Boulton e Park. Per il tipo di Parigi, consultare Carlier, op. cit., pp. 323-326, 339-351, 463.
17) Ho usato la versione tedesca del lavoro di Lombroso, per la prefazione del traduttore e le annotazioni occasionali.
18) Si veda Dufour, “Histoire de la Prostitution,” vol. iii. (France, ch. i.) p. 193.
19) Si veda Dufour, “Histoire de la Prostitution,” (France, chs. 6 and 7).
20) Vedi sopra, per una definizione geniale del Dott. Huggard, che copre entrambe le classi: criminali nati e pazzi morali.
21) Il suo traduttore tedesco richiama l’attenzione su questa omissione; p. 153, nota.

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JOHN ADDINGTON SYMONDS, UN PROBLEMA DI ETICA MODERNA 2

III.

LETTERATURA – descrittiva.

L’inversione sessuale può vantare una letteratura moderna voluminosa, poco nota ai comuni lettori. Una parte considerevole di questa letteratura è pornografica e non c’è bisogno di soffermarci su di essa.1) Interessante è invece la letteratura descrittiva, scientifica, storica, antropologica, apologetica e, polemica. Mi propongo di affrontarla ora con un paio di libri per ciascuno di questi tipi.
Il primo che cade sotto la mia mano è scritto da un ufficiale francese, ex capo del dipartimento di polizia per il buon costume a Parigi.2) Il signor Carlier, per dieci anni, ha avuto ottime opportunità di studiare le abitudini dei prostituti professionali e dei loro frequentatori. Carlier ha condensato i risultati della sua esperienza in sette capitoli molto sgradevoli, che offrono un quadro rivoltante del vizio e dell’estorsione elevata a sistema nella grande metropoli.
“Nei numerosi libri”, dice il signor Carlier, “che trattano della prostituzione, le passioni contro natura sono state finora sempre volutamente omesse. Ufficialmente l’opinione pubblica non le riconosce, il potere legislativo neppure se ne preoccupa. La polizia è lasciata sola a reagire contro di loro e la lotta impari potrebbe un giorno cessare, in quanto non è sostenuta da alcun testo del codice e da alcuna regolamentazione dello stato. Quando ciò accade, la pederastia diventa una calamità assai più pericolosa e più scandalosa rispetto alla prostituzione femminile, la cui organizzazione condivide in pieno. Un magistrato ha dichiarato una volta che a Parigi c’è la scuola dove si formano i criminali più abili e audaci, e come un dato di fatto, produce associazioni di mascalzoni speciali, che usano la pederastia come mezzo di furto e di ricatto, non fermandosi neppure prima di arrivare all’omicidio, nell’esecuzione delle loro trame. ”
Si vede da questo esordio che il signor Carlier considera l’argomento interamente dal punto di vista della prostituzione. Egli ha dimostrato abbondantemente che la prostituzione maschile è organizzata a Parigi con lo stesso sistema della prostituzione femminile, ed ha dimostrato che da questo sistema derivano gli stessi pericoli per la società.
Un animus violento contro le passioni innaturali gli fa esagerare questi pericoli, perché è chiaro che il vizio normale non è meno privo di sordida immoralità e di crimini di violenza rispetto al suo gemello contro natura. Entrambi sono fornicazione; e ovunque, a Corinto, come a Sodoma, la prostituta va di pari passo con il bullo, il ladro, e il tagliagole.
Con riferimento alla situazione giuridica di queste passioni in Francia, egli dice: “La pederastia non è punita dalle nostre leggi e può venire solo alla portata del codice in virtù delle circostanze in cui può essere praticata. Se i fatti avvengono in presenza di testimoni o in un luogo aperto alla vista di chiunque, ci sarà un oltraggio alla decenza. Qualora dei minori siano sedotti, ci può essere la prova della istigazione abituale di minorenni alla corruzione, o addirittura lo stupro. Ma la passione in sé non è soggetto a sanzione penale, ma è solo un vizio derivante da uno dei sette peccati capitali Non abbiamo alcuna intenzione di analizzare questo istinto perverso. Dal momento che la legge non se ne occupa, noi faremo come la legge Passeremo sotto silenzio tutti i suoi dettagli privati, occupandoci solo di quello che l’occhio può vedere, cioè di quello che può essere definito vera e propria prostituzione.”
Il signor Carlier procede descrivendo le due classi principali di prostituti maschi, che in Francia sono conosciute come zie [tantes] e amanti. [amateurs] I primi sono suddivisi in rami minori, con le denominazioni di jésus, piccoli jésus, corvette (termine navale) e soldati. Gli altri, cioè gli amanti, chiamati anche rivettes, si distinguono per i loro gusti relativi ai diversi tipi di tantes.
Coloro che sono interessati a tali questioni possono rivolgersi alle pagine del signor Carlier per informazioni di dettaglio per quanto riguarda le abitudini, i cenacoli, le case di dissolutezza, i bulli, gli utili, i metodi di estorsione, le abitazioni, i balli, i banchetti, e persino le feste di matrimonio di queste persone. Si rivela così un mondo particolare del vizio clandestino in una grande città e documenti autentici, abbondantemente presentati, rendono l’immagine vivida nei suoi dettagli. Dai documenti ufficiali passati per l’ufficio del signor Carlier in dieci anni (1860-1870), si compila un elenco di 6.342 pederasti di cui la Polizia è venuta a conoscenza: 2.049 parigini, 3.709 provinciali, 484 stranieri. Di questi 3.532, più della metà, non poteva essere condannata per atti illegali.
Pur dedicando gran parte della sua attenzione ai prostituti di professione che si vestono come le donne, e sono diventati esattamente simili ai giovani effeminati descritti in “Monsieur Vénus”,3) Carlier fornisce alcuni dettagli curiosi circa l’esercito francese. I soldati non sono meno ricercati in Francia che in Inghilterra o in Germania, ed esistono case speciali per la prostituzione militare sia a Parigi sia nelle città di guarnigione. 4) Su questo punto va osservato che Carlier esprime un parere molto forte per quanto riguarda la contagiosità della passione innaturale. E certamente molti fatti conosciuti circa l’esercito francese dimostrano che queste abitudini sono state contratte in Algeria, e si sono diffuse in misura formidabile attraverso interi reggimenti.5)
In conclusione, il signor Carlier, anche se deplora così fortemente l’impunità concessa di diritto dalla legge francese all’inversione sessuale, ammette che questa non ha aumentato il male. Parlando dell’Inghilterra, dove le sanzioni legali sono abbastanza pesanti, dice: “Anche se lì lo chiamano il crimine senza nome, in Inghilterra ha almeno tanti devoti, come in Francia, e sono altrettanto depravati.” 6)

IV.

LETTERATURA – MEDICO-LEGALE.

Il libro di Carlier affronta gli aspetti esterni della sessualità invertita, come questa esiste a Parigi sotto la forma particolare della prostituzione. L’autore confessa di non sapere nulla di più sul tema di quello che è venuto a sua conoscenza nella pratica quotidiana del suo mestiere di poliziotto. Scrive con animosità scusabile. Vediamo subito che non è né un filosofo per natura, né un uomo di scienza, ma solo un cittadino, dotato della antipatia del cittadino normale per le passioni diverse dalle sue. Posto a capo dell’Ufficio del buon costume, Carlier si è trovato in rotta di collisione con una tribù di gente che non poteva legalmente arrestare, ma che egli odiava cordialmente. Erano palesemente viziosi; e (ciò che era particolarmente odioso per l’uomo normale) questi esseri degradati erano tutti maschi.
Vide che l’intolleranza pubblica verso le “passioni innaturali”, che lui calorosamente condivideva, incoraggiava un sistema organizzato di ricatto. Senza soffermarsi sulla domanda se l’opinione pubblica potesse essere modificata, denunciò quella banda nociva come parassiti della società. Il fatto che l’Inghilterra, con i suoi divieti legali, soffrisse nella stessa misura della Francia dalla maledizione della “pederastia”, non fu sufficiente a fermarlo. Di conseguenza, la luce che ha gettato sul tema di questo trattato illumina solo le tane scure del vizio del sesso maschile in una grande città. Egli ci lascia dove eravamo circa il problema psicologico ed etico. Egli mostra quali profonde radici la passione affondi nei centri della civiltà moderna, e come essa alimenti condizioni di infiammabilità nel medesimo tempo dolorose per le sue vittime e imbarazzanti per un agente di polizia.
Gli autori che si occupano di medicina legale hanno il posto seguente nella fila di testimoni letterari. Non è loro compito indagare la condizione psicologica delle persone sottoposte all’azione delle leggi. Essi sono interessati alla legge stessa, e a quelle circostanze fisiche che possono portare nel funzionamento della legge all’imputazione dell’accusato o al rimandarlo libero dalla punizione.
Eppure la loro funzione, importando la qualità del medico nella sfera della giurisprudenza, li rende più preoccupati del problema di fondo di un semplice agente di polizia. Ci aspettiamo un imparziale esame scientifico da tali autorità, e in qualche misura lo troviamo.
Gli scrittori più importanti di medicina legale al momento presente in Europa sono Casper (edito da Liman) per la Germania, per la Francia Tardieu, e Taylor per l’Inghilterra. Taylor è così reticente sull’argomento del reato innaturale che il suo manuale su “Principi e Pratica della Giurisprudenza medica” non richiede un esame minuto. Si può tuttavia osservare che crede che le false accuse siano ancora più comuni in questa materia che nel caso di stupro, dal momento che troppo spesso diventano mezzi di ricatto. Per questo motivo egli lascia l’indagine di questi crimini agli avvocati.
Sia Casper e Tardieu discutono il tema dell’inversione sessuale con antipatia. Ma ci sono dei punti notevolmente diversi nel metodo e nelle conclusioni dei due autori. Tardieu, forse perché è francese, educato alla scuola di Parigi, che abbiamo imparato a conoscere da Carlier, presuppone che tutti i soggetti della passione siano criminali o viziosi. Egli non opera alcuna distinzione psicologica tra pederasta e pederasta. Egli non trova altro nome per loro, e guarda tutto l’insieme come esseri degradati volontariamente che, per la gratificazione di desideri mostruosi, si sono desessualizzati. Gran parte del suo lavoro è dedicato a descrivere quelli che ritiene essere i segni di immoralità attiva e passiva nei corpi delle persone dipendenti da queste abitudini.7) E’ evidente che la fantasia ha agito potentemente nella formazione delle sue teorie. Ma non è questo il luogo per discutere i dettagli.8)
Casper e Liman avvicinano l’argomento con quasi uguale disgusto, ma con più riguardo per la verità scientifica rispetto a Tardieu. Essi sottolineano che il termine pederasta è del tutto insufficiente a descrivere le varie categorie di persone di sesso maschile affette da inversione sessuale. Si aspettano chiaramente, col tempo, una di mitigazione generale delle sanzioni in vigore contro tali individui. Secondo loro, le leggi penali della Germania settentrionale, in occasione della loro ultima revisione, sarebbero state probabilmente modificate, se i giuristi non fossero stati dell’avviso che le credenze popolari sulla criminalità dei pederasti dovevano essere considerate.9) Di conseguenza, un gran numero di persone irresponsabili, secondo il parere di esperti come Casper e Liman, sono ancora esposte a punizioni per effetto di leggi emanate sotto l’influenza di errori volgari.
Questi scrittori non si preoccupano delle definizioni dei codici, e nemmeno della diagnosi psicologica delle persone accusate. Il loro compito consiste nello stabilire le regole in base alle quali un’autorità medica, consultata in un caso dubbio, può formare la sua visione circa la colpevolezza o l’innocenza dell’imputato. La loro attenzione è rivolta principalmente alla rilevazione di segni sui corpi degli individui incriminati.
La questione della diagnosi fisica li conduce ad una grave critica verso Tardieu. Attaccano polemicamente ciascuno dei punti che Tardieu ha tentato di stabilire. Devo accontentarmi di fare riferimento al passaggio del loro lavoro che si occupa del tema importante.10) Basti dire qui che rifiutano tutti i segni come almeno dubbi, tranne una certa deformazione di una parte del corpo, che può eventualmente essere considerata come prova della prostituzione abituale, quando si verifica in presone abbastanza giovani. Certamente ammettono che le ferite, le violente abrasioni della pelle, in alcuni luoghi, e alcune affezioni sifilitiche favoriscano fortemente la presunzione di un atto criminale. Infine, dopo aver insistito sulla precarietà dei presunti segni di Tardieu, e sottolineando la responsabilità assunta dai medici che basano il loro giudizio quei segni, i due tedeschi riassumono le loro conclusioni con le seguenti parole (p 178). “E’ estremamente notevole che mentre Tardieu cita 206 casi, e riferisce una lista selezionata di 19, che gli sembrano mostrare queste conformazioni particolari degli organi, presenta invece un solo caso in cui la conformazione sembra priva di dubbi. Lasciate che uno sfogli i suoi 19 casi, e sarà inorridito dalle condanne senza esitazioni pronunciate da Tardieu.” Le due note di esclamazione che chiudono questa frase nel testo originale sono pienamente giustificate. E’ davvero terribile pensare che una persona, implicata in qualche folle accusa, possa vedere il suo destino fissato da un dottrinario come Tardieu. L’antipatia e l’ignoranza nei giudici e nel pubblico, in combinazione con criteri erronei di valutazione nello specialista, non possono non condurre in questi casi a qualche grave travisamento della giustizia.
Allontanandoci dal problema della diagnosi e dalla polemica contro Tardieu, va osservato che Casper è stato il primo scrittore di questa categoria a stabilire la distinzione tra perversione innata e acquisita dell’istinto sessuale. La legge non riconosce questa distinzione. Se un atto criminale è dimostrato, la condizione psicologica dell’agente è giuridicamente indifferente – a meno che si possa dimostrare che lui era chiaramente pazzo e irresponsabile, nel qual caso può essere consegnato ad un manicomio invece ad un carcere. Ma Casper e Liman, dopo aver studiato la questione delle malattie sessuali in generale, e dato il giusto peso alle opere di Ulrichs, richiamano l’attenzione sulle grandi differenze che esistono tra le persone nelle quali gli appetiti anormali sono innati e quelle in cui sono invece acquistati. Le loro rappresentazioni dei due tipi meritano di essere tradotte e presentate in una forma un po’ condensata. 11)
“Nella maggior parte delle persone che sono soggette questo vizio, esso è congenito, o comunque l’inclinazione sessuale può essere seguita all’indietro nel tempo fino agli anni dell’infanzia, come una sorta di ermafroditismo fisico. Il contatto sessuale con una donna ispira loro vere sensazioni di disgusto. La loro immaginazione si diletta con bei ragazzi o con statue o immagini di bei ragazzi. Nel caso di questa numerosa classe di pederasti non c’è quindi nessuna fantasia depravata al lavoro, nessuna crisi morale conseguente alla sazietà di appetito sessuale naturale.12) Il loro impulso congenito spiega il fatto, inoltre, che molti pederasti sono dipendenti da ciò che può essere definito una voluttuosità platonica, e si sentono attratti verso gli oggetti del loro desiderio con un calore di passione più fervente di quello che è comune nei rapporti tra sessi opposti, e che, in altri casi ancora, essi sono soddisfatti con abbracci, da cui ottengono un piacere reciproco. Westphal sostiene che questa espressione anomala l’appetito sessuale è spesso il sintomo di una condizione neuropatica o psicopatica molto più frequentemente di quanto si creda.” 13)
“Nel caso di un’altra classe di uomini, al contrario, il gusto per questo vizio è stato acquisito nella vita, ed è il risultato di un eccesso di sazietà nei piaceri naturali. Le persone di questo tipo a volte indulgono ai loro appetiti lordi alternativamente con entrambi i sessi. Una volta ho osservato un uomo, che dopo aver contratto una malattia venerea con le donne, adottò la paderastia per paura di un’altra infezione, ma era, si deve ammettere, una persona debole di mente. In tutte le grandi città d’Europa il vizio va strisciando, non notato dai non iniziati. Sembra che non vi sia alcun punto abitato del globo dove non possa essere scoperto. Ho detto: non notato dai non iniziati, a ragion veduta. Nell’antichità i membri della setta avevano i loro propri mezzi di riconoscimento reciproco. E nel tempo presente, questi uomini si riconoscono a prima vista. inoltre, si trovano ovunque, in ogni luogo della società, senza alcuna eccezione ‘Riconosciamo subito l’altro’, dice l’autore di una relazione alla quale farò riferimento nel seguito: ‘Un semplice scambio di sguardi è sufficiente; e non sono mai stato ingannato. Sul Rigi, a Palermo, al Louvre, nelle Highlands della Scozia, a Pietroburgo, allo sbarco nel porto di Barcellona, ho trovato gente, mai vista da me prima, e che io individuato in un secondo’. Diversi uomini di questo tipo che ho conosciuto (continua Casper) sono certamente abituati a vestire e si adornano in maniera piuttosto femminile. Tuttavia, ci sono pederasti irriconoscibili, che presentano un aspetto completamente diverso, alcuni dei quali, anziani, negligenti nel loro abbigliamento, le persone delle classi inferiori, poi, non si distinguono per nulla nella loro esteriorità da altre persone dello stesso livello.”
La Scienza medico-legale ha fatto un notevole passo quando Casper ha adottato la distinzione dei due tipi di inversione sessuale. Ma, come sempre accade nell’analisi dei fenomeni finora trascurati, la classificazione è di gran lunga inferiore alle necessità del problema. Mentre tratta di inversione sessuale acquisita, pensa solo ai debosciati. Egli non sembra aver considerato una domanda più profonda – più profonda nel per il suo peso sul modo in cui la società dovrà fare i conti con tutto il problema – il problema di quanto questi istinti siano in grado di essere comunicati per contagio a persone nella pieno esercizio del vigore sessuale.
Ha lasciato fuori del suo conto il gusto, la moda, la preferenza, come fattori di diffusione delle passioni anomale. Anche se questa è una questione minore, è singolare che egli abbia dovuto limitare le sue osservazioni sulla massoneria tra i pederasti a coloro in cui l’istinto è acquisito perché esiste altrettanto o anche più tra quelli in cui essa è congenita.
Il risultato di tutta la questione, tuttavia, è che il miglior libro sulla giurisprudenza medica ora esistente ripudia le enormità del metodo di Tardieu, e dà per dimostrato che “la maggior parte delle persone che sono soggette” all’inversione sessuale vengono al mondo, o abbandonano la culla, con la loro inclinazione chiaramente definita.

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1) La letteratura antica abbonda di prosa e poesia relativa all’ amore omosessuale. Solo una parte di questa letteratura può essere chiamata pornografico: tra i Greci, la Μοῦσα Παιδική, alcune parti di Luciano, alcuni accenni occasionali in Ateneo e Aristofane forse meritano il nome di pornografia; tra i romani, la Priapea, il Satyricon di Petronio, alcune elegie e satire. La letteratura italiana può mostrare la Rime Burlesche, l’Ermafrodito di Beccadelli, il Canti carnascialeschi, le poesie maccheroniche di Fidenzio, e il racconto notevolmente esplicito intitolato “Alcibiade fanciullo a scola.” Balzac ha trattato il tema, ma con riserva e delicatezza. Di Mirabeau “Erotika Biblion” è una sorta di classico sull’argomento. Nella letteratura inglese, se si eccettuano Sonetti di Shakespeare, le poesie di George Barnfield, alcune parti di Marlowe, “Roderick Random, la satira di Churchill “The Times”, le passioni omosessuali sono state raramente trattate, e nessuna di queste opere è pornografica. In Germania, il conte von Platen, vittima di Heine, era certamente un Urning; ma le sue imitazioni omosessuali della poesia persiana sono pure, benché appassionate. Non conosco se non i titoli di alcuni libri tedeschi nettamente pornografici. Quello che segue sembra essere di questo tipo:. Mannesliebe, oder drei Jahre aus dem Leben eines Jungen Mannes ”
2) Les Deux Prostitutions, par F. Carlier, Ancien Chef du Service actif des Mœurs à la Préfecture de Police. Paris, Dentu, 1889.
3) Paris, Brossier 1889.
4) Nel romanzo militare recentemente pubblicato ” Sous Offs ” (Lucien Descaves, Paris, Tresse et Stock, 1890) alcuni dettagli sono dati riguardo a stabilimenti di questo tipo. Vedere pp. 322, 412, 417, per una descrizione della rivendita di alcolici chiamata “Aux Amis de l’Armée”, dove alcuni camerieri si trattenevano per fare spettacolo, e anche alcuni dei frequentatori, tra cui in particolare l’aiutante Laprévotte (vedi p. 44).
5) Sulle abitudini della Legione Straniera, vedere Ulrichs, Ara Spei, p. 20; Memnone, p. 27. Anche il rapporto del generale Brossier, citato da Burton, in “Arabian Nights”, vol. X. p. 251.
6) p. 459
7) Tardieu, op. cit., pp. 213-255.
8) Nell’affrontare Tardieu, Casper-Liman, e Tarnowsky, ho indirizzato il lettore a passaggi nelle opere delle tre autorità mediche che hanno parlato in modo più deciso di questo argomento. Dopo aver confrontato le loro prove, mi sembra che le cose stiano così. Sia le prostitute che i prostituti sono esposti a notevoli rischi di deformazione fisica nell’esercizio del loro commercio illecito. Ma sia i maschi che le femmine, se mantengono le loro propensioni viziose nei limiti della temperanza, non offrono deformazioni fisiche all’osservazione. Solo quegli uomini che per anni hanno praticato la prostituzione promiscua guadagnano epiteti come il εὐρύπρωκτος in gergo greco, o culo rotto in Italiano.
9) Casper-Liman, op. cit., vol. i. p. 164.
10) Casper-Liman, op. cit., vol. i. pp. 174-181.
11) Op. cit., vol. i. pp. 164-166.
12) Aver criticato Tardieu per il suo uso dell’epressione pederasta, Casper e Liman non possono trovare di meglio.
13) Westphal: Die Conträre Sexualempfindung. Archiv für Psychatrie, vol. ii. I.

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