AMORE GAY TRA I CARRI ARMATI

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Pubblico con immenso piacere alcune pagine di diario che, attraverso minimi cenni, raccontano una storia d’amore gay nata sul campo di battaglia. Ringrazio Massimo che ha voluto inviarmela.

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10 Giugno 1940 [1], ore 21 – Oggi pomeriggio ho provato l’orgoglio di essere Italiano. Abbiamo ascoltato alla radio il discorso infiammato del Duce! Finalmente siamo in guerra! W l’Italia! Popolo Italiano, corri alle armi! E dimostra la tua tenacia, il tuo coraggio, il tuo valore! Abbiamo quasi 250.000 uomini in Libia e possiamo spazzare via gli Inglesi dall’Egitto!

Michele qualche volta non lo capisco, questo deve essere un momento di orgoglio, finalmente potremo dimostrare quanto valiamo, ma è come se lui fosse spaventato da quello che ci aspetta, dice che sarà dura, che qui in Africa siamo più forti degli Inglesi ma che arrivare ad Alessandria non sarà facile e che lo vedremo sul campo che gli Inglesi la guerra la sanno fare.

11 Giugno – Il generale Berti [2] qui ha 5 divisioni sul confine e artiglieria e carri armati, poi non capisco che paura dobbiamo avere, Balbo [3] la guerra se l’aspettava certamente e tutti dicono che si è preparato bene, però è pure vero che i carri L3 sono proprio Arrigoni [scatolette di sardine], sono carri da tre tonnellate e un carro del genere è veramente una scatoletta di sardine. Ho cercato di fare capire a Michele che gli Italiani non hanno nulla da temere dagli Inglesi, ma lui dice che gli Inglesi sono un osso duro.

12 Giugno – Oggi le scatolette di sardine si sono comportate bene, abbiamo ributtato indietro le truppe inglesi e le abbiamo inseguite fino quasi a Sidi Omar. Io non capisco perché non ci danno l’ordine di attaccare. Eravamo quasi a Sidi Omar ma ci hanno dato l’ordine di tornare indietro. Oggi Michele ha visto che sul campo di battaglia gli Italiani ci sanno fare! E l’ho visto proprio sorridere, ma anche lui non ha capito il senso del ritirarsi.

13 Giugno – Oggi il capitano ci ha spiegato che gli Inglesi a Sidi Omar hanno le autoblindo che nella sabbia si muovono molto più facilmente delle nostre scatole di sardine e che non le hanno fatte uscire per farci avvicinare e per darci poi il colpo micidiale, il comando lo ha capito e non è caduto nella trappola.

14 Giugno – Giornata di totale attesa. Il morale è alto, resto a lungo a parlare con Michele, mi piace questo ragazzo, è forte però anche gentile, lui è abruzzese e così sono gli abruzzesi. Mi ha detto che anche lui si è arruolato volontario, ma io l’ho fatto perché nel Duce ci credo e credo nei destini della Patria, ma lui in queste cose mi pare un po’ più freddo, forse, anche se avantieri era proprio contentissimo della vittoria.

15 Giugno – Un’altra giornata interminabile però ho parlato molto con Michele, comincio a pensare che abbiamo veramente molto in comune, anche se adesso dobbiamo pensare alla guerra.

16 Giugno Domenica – Finalmente il contrattacco verso Sidi Omar e abbiamo vinto! Ho provato dei brutti momenti, le autoblindo sono veramente micidiali e adattissime alla guerra nel deserto ma non abbiamo mollato e alla fine gli Inglesi si sono ritirati. Quando abbiamo fatto dietro front per tornare alla base ho visto tanti dei nostri Arrigoni in fiamme e ho avuto il terrore che Michele ci avesse lasciato la pelle. Il solo pensiero mi ha fatto stare male, ma poi ci siamo ritrovati. Effettivamente per mettere fuori combattimento un nostro L3 basta un fucilone anticarro a spalla. La sera ci siamo divertiti io e Michele, abbiamo scherzato tanto, gli ho detto che avevo avuto paura che lui fosse morto e mi ha detto che la stessa paura l’aveva avuta anche lui e che poi nelle scatole di sardine, sotto il sole si creperebbe anche se gli Inglese non ti sparassero addosso. Come siamo ridotti adesso, prima di riprendere i combattimenti dobbiamo aspettare dei rimpiazzi. Il capitano mi ha detto che abbiamo perso quasi la metà degli L3 e purtroppo anche gli uomini che ci stavano dentro.

17 Giugno – Vuoto totale, passo la giornata con Michele a cercare di rimettere in funzione qualche scatoletta di sardine non troppo ammaccata. Sto bene con Michele, si ride, si scherza, se la guerra è questa non è poi così terribile, anche se quando penso agli uomini che sono morti oggi mi sento completamente sottosopra.

18 Giugno – Più parlo con Michele più mi convinco di una cosa. Potrei anche sbagliare però la sensazione è quella.

19 Giugno – Di ricognizione insieme con Michele andiamo avanti e indietro per il confine ma di Inglesi nemmeno l’ombra. A un certo punto ci troviamo vicino a un nostro carro L3 bruciato, ci avviciniamo, quello che abbiamo visto credo che non lo dimenticheremo per tutta la vita, gli uomini non sono morti sul colpo ma sono morti bruciati perché il colpo ha deformato la lamiera e i portelli non si sono aperti. Morire così deve essere terribile! La sera non abbiamo nemmeno mangiato e siamo rimasti un po’ fuori ma senza stenderci per terra perché tra scorpioni e serpenti se ti addormenti rischi di finire avvelenato.

20 Giugno – Servizio di cucina con Michele e con gli altri, giornata noiosissima, non potevo parlare seriamente con Michele perché c’erano gli altri, ma mi sa che quello che avevo pensato è proprio vero.

21 Giugno – Caldo soffocante. Ho chiesto a Michele perché si è arruolato volontario e mi ha detto che anche se c’è la guerra, forse sta meglio qui che a casa. Gli ho chiesto il perché ma è stato evasivo.

22 Giugno – Il capitano dice che i rimpiazzi tardano ad arrivare perché oltre il fronte egiziano c’è quello franco-tunisino e Balbo deve provveder a entrambi. Con Michele ormai ci capiamo al volo, in pratica ci siamo capiti, direi che oggi mi sono passati anche gli ultimi dubbi.

23 Giugno – Nessuna traccia degli Inglesi. Stiamo qui a fare nulla! Abbiamo recuperato qualche altro carro poco danneggiato. Anche il capitano non sa che dire, aspetta ordini che non arrivano. Con Michele finalmente abbiamo parlato chiaro. E adesso? Anche perché simo pure in guerra e proprio non vorrei che finisse male. La notte scorsa ho avuto gli incubi pensando agli uomini che sono morti bruciati, ne ho parlato con Michele e mi ha abbracciato per cercare di farmi stare tranquillo.

24 Giugno – Bellissima giornata con Michele, distaccati per aspettare ordini vicino Bardiah, tra noi e gli inglesi meno di 10 chilometri ma degli Inglesi nemmeno l’ombra. Facciamo il bagno in mare lasciando i vestiti sulla spiaggia, poi succedono alcune cose. Dopo un’ora siamo al campo, ma non ci sono ordini. Torniamo verso il deserto al nostro campo. È stata proprio una bellissima giornata e sono stato proprio bene.

25 Giugno- Con Michele tutto bene ma in pratica ci siamo parlati pochissimo perché sono arrivati 6 uomini di rinforzo, praticamente niente, e io li ho dovuti istruire su come si usano gli L3. Con Michele ci siamo visti solo la sera, perché lui è andato in ispezione la nelle retrovie e quindi io non ero preoccupato.

26 Giugno – Come vorrei che finisse la guerra! Prima la desideravo tanto ma mi sembra che sia durata già troppo, vorrei essere congedato domani. Così potrei tornare in Italia con Michele e potrei anche andarmene in Abruzzo.

27 Giugno – Con Michele abbiamo deciso che è meglio avere pazienza. Il capitano mi ha chiamato e mi ha detto di non dimenticare mai che siamo soldati e mi sa che ha proprio ragione.

28 Giugno – Sento alla radio una notizia incredibile è morto Italo Balbo, è rimasto ucciso mentre era di ritorno da una ricognizione in territorio egiziano. Il suo aereo è precipitato in fiamme durante un’azione di bombardamento nemica su Tobruk, cioè non al confine egiziano ma ben dentro il territorio libico, così ha detto la radio. Ma che fine assurda! Lui, un asso dell’aviazione! Il capitano dice che l’andamento della guerra dipenderà tutto da chi sostituirà Balbo. Il capitano ha capito quella cosa ma non detto nulla, oggi ha parlato solo di Balbo. Giornata splendida con Michele.

30 Giugno – sono arrivati degli uomini che erano a Tobruk quando è caduto il Savoia-Marchetti di Balbo, hanno raccontato che alle cinque e trenta del pomeriggio hanno sentito la cannonata che lì è il segnale di attacco aereo, 9 bimotori inglesi carichi di bombe, arrivano dal mare a gruppi di tre, dritti su Tobruk2, perché lì c’erano i nostri aerei da caccia. Ma i nostri decentrano tutti gli aerei in posti lontani uno dall’altro proprio per evitare che con una incursione si possano subire grossi danni. Dal porto si vedeva una enorme colonna di fumo nero. Solo quando è arrivato il terzo gruppo si è sentito qualche cannone della contraerea italiana. L’azione inglese era stata fulminea e ci aveva colto di sorpresa. I bimotori inglesi si sono allontanati controsole per evitare la contraerea. I nostri si aspettavano un’altra ondata di bombardamento. Poi hanno sentito le ambulanze correre verso Tobruk2. Poi di nuovo hanno sentito un rombo di motori d’aereo nella stessa direzione controsole verso dove si erano allontanati i bombardieri. Si aspettavano un’altra ondata di bombardamento. Gli apparecchi erano due e controsole non di distinguevano bene, a un certo punto uno ha gridato che erano italiani, erano Savoia-Marchetti 79, Ma non aveva fatto tempo a dirlo che la contraerea si era scatenata. Dal porto, dall’incrociatore San Giorgio e dai sommergibili in rada è stato un inferno. Pensavano tutti che fossero aerei inglesi, altrimenti la contraerea non avrebbe sparato, ma qualcuno aveva visto benissimo che erano 79, uno dei due arei si è allontanato verso nord, l’altro è stato colpito ed è precipitato, poi l’altro aereo è tornato rendendosi visibile ed era proprio un 79. Quello abbattuto era quello di Balbo. Balbo buttato giù dalla contraerea Italiana che aveva appena subito un bombardamento inglese senza sparare un colpo! Il colonnello è stato a sentire il racconto di quelli che stavano a Tobruk, e ha fatto una smorfia, come a dire che i conti non tornavano.

5 Agosto – Oggi c’è stata battaglia a Sidi Aziz, e abbiamo ributtato indietro gli Inglesi, ma non capisco perché non danno l’odine di avanzare, più aspettiamo più gli Inglesi si organizzano. Stavo con Michele su un L3 ma non è stato uno scontro difficile, penso che gli Inglesi si aspettassero un attacco in profondità e invece abbiamo avuto l’ordine di ripiegare. Di Graziani [4] non so quasi nulla, e non so se si intenda di guerra nel deserto, perché questa è una guerra molto particolare, qui i problemi sono soprattutto il caldo, la mancanza di acqua e di carburante e la sabbia che entra dappertutto al punto che i camion non funzionano più e poi non ci sono strade e i mezzi a ruote si insabbiano. Quanto tira il Ghibli non si vede nulla e la sabbia entra nei polmoni. Non vedo l’ora che finisce la guerra!

21 Agosto – Siamo stati aggregati a una brigata nuova arrivata dall’Italia con gli M11/39, sono dei carri da 11 tonnellate, non sono carri pesanti ma a me sembrano potentissimi, niente di simile agli L3. Il colonnello dei carristi ci ha detto che presto arriveranno gli M13/40 che sono molto più maneggevoli e moderni. Comunque anche l’M11 non è male, ha un cannoncino da 37 in casamatta e due mitragliatrici Breda binate in torretta. Peccato che il cannone in casamatta non è molto brandeggiabile, se fosse in una torretta mobile avrebbe l’orizzonte a 360 gradi. Comunque la corazza è di 15 millimetri quindi per sfondarla ci vuole un cannone grosso. Con Michele va tutto bene e poi adesso tutti pensano che stia per arrivare l’ordine di attacco e hanno altro da pensare.

26 Agosto – Il colonnello dice che nelle retrovie c’è molto movimento. Presto entreremo in Egitto e ci batteremo con gli Inglesi. Ci sarebbero 3 divisioni italiane e due libiche pronte a passare il confine.

27 Agosto – Noi siamo a ridosso del confine e qui sembra tutto tranquillo, ma gli ufficiali sono in fermento, urlano che deve essere tutto pronto.

10 Settembre – Il colonnello ci ha detto che il grosso dell’armata è in arrivo. Ci mandano nelle retrovie a dare informazioni sulla viabilità. Ho visto tutta la potenza dell’esercito italiano, una massa immensa di uomini e di mezzi.

11 Settembre – C’è molta confusione. Abbiamo cercato di fare capire che i camion fuori delle strade non potevano camminare perché si sarebbero certamente insabbiati, le strade poi non erano adatte per una fila lunghissima di mezzi pesanti. Nessuno ci dava retta. Gli ufficiali davano ordini impossibili da eseguire nel deserto, mancava un coordinamento. Abbiamo provato a fare capire che oltre confine la situazione sarebbe stata molto peggiore. Per tutta risposta ci hanno rimandato al nostro campo.

12 Settembre – Il colonnello ci ha avvisato che l’armata si stava riorganizzando prima di passare il confine. Il colonnello diceva che gli stati maggiori prima non si rendevano conto delle difficoltà sul campo ma adesso avevano dovuto fare i conti con il deserto e quindi l’attacco non sarebbe arrivato prima di una decina di giorni.

13 Settembre – Il colonnello è nero! Cinque divisioni anno avuto l’ordine di entrare immediatamente in Egitto ma a suo dire non erano in condizioni logistiche adeguate per una cosa simile. In serata anche noi riceviamo l’ordine di entrare in Egitto. Partiamo immediatamente. Noi carristi pensavamo di rimanere uniti per fare fronte contro gli Inglesi, ma dobbiamo separarci in piccoli gruppi a protezione delle truppe non corazzare.

15 Settembre – Conquistiamo il passo Halfaya.

16 Settembre – Occupiamo Sidi El Barrani.

18 Settembre – Tutta la X Armata si ferma intorno a Sidi El Barrani, avanzare verso Marsa Matruh senza approvvigionamento idrico è impossibile.

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Il diario di Antonio termina qui. Il 9 dicembre 1940 il generale O’Connor, attaccando Sidi El Barrani, dà inizio alla operazione Compass, destinata a cacciare la X Armata italiana dall’Egitto. Alla fine dell’operazione Compass la X Armata italiana è distrutta, 130.000 soldati italiani sono stati catturati dagli Inglesi, le forze britanniche tengono stabilmente la Cirenaica ed sono pronte a muovere contro la Tripolitania. Mio nonno (che era anche lui del 1920, come Antonio, l’autore del diario, e Michele) ricevette queste pagine da Antonio di cui era diventato amico. Lui aveva capito che rapporto c’era tra Antonio e Michele ma con quei ragazzi si trovava a suo agio e in pochi giorni erano diventati amici.

Ma la storia non finisce qui, sia Antonio che Michele furono catturati dagli inglesi e furono mandati nello stesso campo di prigionia in Scozia. Mio nonno invece finì in un campo diverso perché fu catturato più tardi. Antonio e Michele alla fine della guerra rimasero in Scozia e aprirono insieme un piccolo ristorante. Mio nonno andò a trovarli e si trattenne da loro una settimana. Antonio è morto nel 2004 e Michele nel 2006. Quando ero ragazzo, mio nonno mi raccontò per la prima volta la storia di Antonio e Michele e mi disse che dovevo avere il massimo rispetto per queste persone. Sul momento non capii che cosa volesse dire, poi, crescendo, credo di aver capito. È proprio per rispetto di queste persone che ti mando questo scritto perché tu possa farlo conoscere a chi è in grado di capire.
Massimo
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[1] Il 10 giugno 1940 l’Italia entrò nella seconda Guerra mondiale a fianco della Germania, contro la Francia e l’Inghilterra. Mussolini pronunciò un famoso discorso dal balcone di Palazzo Venezia a Roma. Il discorso si concludeva con questa esortazione: “Popolo Italiano, corri alle armi! E dimostra la tua tenacia, il tuo coraggio, il tuo valore!”
[2] Comandante della X Armata italiana In Libia.
[3] Al momento della dichiarazione italiana di Guerra, il 10 giugno 1940, Italo Balbo era Governatore Generale di Libia e Comandante in capo dell’Africa Settentrionale Italiana e divenne responsabile della pianificazione dell’invasione dell’Egitto.
[4] Quando l’Italia entrò in guerra, Rodolfo Graziani era Capo di stato maggiore del Regio Esercito. Dopo la morte di Balbo (perito in un incidente per fuoco amico) il 28 giugno del 1940, Graziani prese il suo posto come Comandante in capo dell’Africa Settentrionale Italiana e come Governatore generale della Libia.

DUE RAGAZZI GAY IN CERCA DI LAVORO

Ciao Project,
ho letto il post con la storia del ragazzo che lavorava in albergo nel Sud-Tirolo, è veramente una bellissima storia. Forse la mia storia è molto più semplice ma penso che valga la pena di raccontarla.Ho 26 anni, fino a poco tempo fa ho vissuto in una zona che ha gravi problemi dovuti soprattutto al fatto che non c’è lavoro. Ho fatto il fornaio da quando avevo 16 anni. Fino a qualche anno fa vivevo bene. Certamente non ero ricco ma non mi mancava nulla e aiutavo anche economicamente la mia famiglia. Poi il forno dove lavoravo ha chiuso e mi sono trovato a 24 anni completamente senza lavoro e allora ho cominciato la trafila degli uffici per l’impiego, ogni giorno un curriculum, ogni giorno un colloquio. Trovavo al massimo un lavoro come sostituto di qualcuno che era malato, ma il periodo di lavoro più lungo nell’ultimo anno è stato di 21 giorni, con interruzioni anche di due mesi. In pratica sono tornato a dipendere in tutto dai miei genitori, che fanno quello che possono ma non navigano nell’oro. Girando per varie agenzie in cerca di lavoro ho trovato anche tanti ragazzi che stavano peggio di me, ragazzi che in un anno lavoravano al massimo un paio di mesi e qualcuno aveva anche la famiglia da mantenere.La storia che voglio raccontare comincia in un’agenzia di collocamento. Una mattina arrivo all’orario di apertura per prendere i numeri per la fila e davanti a me c’è un ragazzo che mi sembra simpatico e mi sembra anche un bel ragazzo. C’eravamo solo noi e lui mi chiede delle informazioni su come funziona il collocamento. È evidente che è la prima volta che va in un’agenzia per l’impiego. Entriamo prendiamo i numeri e ci mettiamo seduti ad aspettare e inevitabilmente parliamo un po’. Mi dice che ha 22 anni e che ha fatto solo piccoli lavori in nero di pochi giorni. Lui non sa nemmeno chi sia suo padre, la madre gli ha detto che non lo ha voluto riconoscere come figlio suo, che lei non aveva soldi per gli avvocati e che è finita così ma forse è pure meglio. La madre è invalida e vive con una pensione minima e stanno proprio in brutte condizioni. Mi chiede se sono sposato e gli dico di no. Mi dice che ha veramente un bisogno disperato di trovare un lavoro e mentre lo dice è profondamente turbato, quasi sul punto di mettersi a piangere, cerco di confortarlo un po’ ma è molto scosso e depresso. Va al colloquio prima di me, poi vado io. Quando ho finito vedo che è rimasto ad aspettarmi. Usciamo insieme, sono circa le 10 di mattina. Io dovrei andare a prendere il treno per tornare a casa ma vedo che lui mi segue sempre. Gli chiedo se deve tornare a casa. Mi dice che non ci vuole andare. Facciamo un bel pezzo di strada insieme e ce ne andiamo in riva al mare, ci sediamo sulla sabbia e cominciamo a parlare ma lui si mette a piangere e io non so che fare, è proprio disperato. Cerco di capire perché reagisce così, dopotutto anche io sono disoccupato ma non mi prende l’angoscia in quel modo. Non capisco perché mi segue, in fondo abbiamo solo fatto due chiacchiere all’agenzia di collocamento, Parliamo, io cerco di capire ma i silenzi sono più delle parole sia da parte sua che da parte mia. Verso l’una gli dico che devo tornare a casa e devo andare a prendere il treno, mi chiede se può venire con me. Con questa espressione, apparentemente così semplice, mi mette in difficoltà. Lui è un bel ragazzo ma si comporta in un modo strano che mi allarma. Ho conosciuto tanti ragazzi ma mai uno che si comportasse come lui. Mi sento in forte imbarazzo. Penso di non aver capito esattamente che cosa vuole da me. Gli spiego che io gli direi di venire con me ma poi non saprei che cosa dire ai miei genitori, e lui mi dice: “Non partire subito, dammi mezz’ora, soltanto mezz’ora.” Io gli dico che va bene, ci sediamo sul piazzale della stazione e comincia a raccontarmi la sua storia. Lo chiamerò Cristian. Comincia col dirmi in pratica che lui è gay, io non mi aspetto una cosa simile ma mi sembra assurdo che uno lo dica a una persona che conosce da poche ore, comunque non faccio commenti. Poi capisco che quella era solo la premessa. Continua dicendomi che nel suo paese c’è un posto dove i ragazzi vanno a prostituirsi e che lui non c’era mai andato, ma aveva bisogno di soldi e allora là c’è andato due volte, la prima volta aveva fatto un po’ di soldi ma la seconda volta lo avevano picchiato e gli avevano rubato tutto. Si è alzato la maglietta ed era coperto di lividi, perché lo avevano preso a calci mentre stava per terra. Adesso aveva paura di tornare al paese perché quelli che lo hanno picchiato sono gente pericolosa. La cosa mi sembrava piuttosto improbabile e io stentavo a crederci ma i lividi erano evidentissimi ed era stato picchiato selvaggiamente, di questo non c’era dubbio. Quando finisce di parlare è molto ansioso e non sa che cosa aspettarsi da me. Gli ho detto: “Andiamo a fare il biglietto” In treno lo vedevo in imbarazzo tremendo, allora ho fatto un passo rischioso e gli ho detto: “Se non ci aiutiamo tra noi…” Lui ha capito immediatamente e ho visto come un lampo nei suoi occhi. Io nel frattempo pensavo a che cosa avrei potuto dire ai miei genitori che non sapevano neppure che io fossi gay. Dovevo comunque trovare rapidamente una soluzione. Arrivati sotto casa, dico a Cristian di aspettarmi perché devo parlare coi miei genitori (mia mamma non lavora e papà è in pensione). Stanno in cucina guardando la televisione. Io ho detto: “Voi mi volete bene?”, loro hanno risposto: “Certo!” e io ho detto: “Allora adesso me lo dovete dimostrare!” Papà ha spento la televisione e mi ha detto: “Che è successo?” Io ho detto: “Ci sono due cose che vi devo dire, parto da quella più facile: io sono omosessuale… ” Mamma stava per parlare ma papà ha fatto un cenno con la mano, come per dire: andiamo avanti e vediamo la seconda cosa. E io ho raccontato la storia di Cristian e di come lo avevo conosciuto. Mamma mi voleva mettere in guardia ma papà ha detto: “Ma adesso dove sta questo ragazzo?” Io ho detto che stava in strada e papà ha detto: “Fallo salire!” Sono sceso, Cristian si aspettava una risposta negativa ma gli ho fatto cenno di salire. Io posso dire di avere due genitori meravigliosi. Papà ha cercato di capire esattamente come stavano le cose mentre mamma apparecchiava la tavola. Il racconto di Cristian era molto preciso e papà si è convinto e gli ha creduto. Cristian ha fatto vedere anche a mio padre e lividi ed era evidente che lo avevano proprio massacrato di botte. Quando Cristian era sul punto di mettersi a piangere papà lo rimproverava in modo un po’ rude e Cristian si calmava. Siamo stati a parlare tutto il pomeriggio, man mano che veniva sera Cristian cominciava ad avere paura di tornare a casa sua. Poi papà lo ha capito e gli ha detto: “Vuoi stare qua stanotte?” Cristian ha risposto: “Magari!” Papà ha aggiunto: “Dove ci stanno tre persone ce ne possono stare pure quattro. Ma tua madre la puoi avvisare?” lui ha detto che aveva il cellulare e la poteva chiamare ma aveva finito il credito, ha chiamato col mio cellulare e ha detto alla madre che non sarebbe tornato per la notte, la madre era agitata ma poi lui è riuscito a calmarla. La mia storia con Cristian è cominciata così.

Io provo sentimenti di profonda gratitudine per i miei genitori, perché quello che hanno fatto per me e per Cristian va al di là dell’immaginabile. Mi sono sentito sostenuto con forza, in particolare da mio padre, ho percepito il suo rispetto e il suo affetto senza condizioni e Cristian è rimasto affascinato da mio padre. Lui non ha avuto un padre e vedere come si è comportato mio padre gli ha fatto un effetto fortissimo. Mio padre l’indomani ha accompagnato Cristian in città a fare il test hiv e Cristian lo ha presentato come suo padre. Il test è risultato negativo e d’altra parte Cristian aveva usato sempre il preservativo, comunque, poi, ha rifatto il test ed è venuto di nuovo negativo. Cristian è rimasto praticamente a vivere a casa mia. Dopo circa sei mesi ci hanno detto che in una azienda alimentare in Emilia cercavano esperti panificatori. A me hanno fatto un contratto a sei mesi e a lui uno di formazione, poi le cose si sono messe meglio e abbiamo continuato a lavorare lì, in provincia di Modena, avevamo preso in affitto una stanza vicino all’azienda e parlavamo sempre con i miei genitori via msn e Cristian mandava un sms alla madre tutti i giorni. Poi il 20 maggio di quest’anno, era di domenica e noi facevamo il turno di notte per preparare le forniture alle pasticcerie che dovevano partire entro le 5.00 quando alle 4.00 in punto arriva il finimondo, la terra ci balla sotto i piedi, scricchiola tutto e cadono giù pezzi di soffitto. Scappiamo tutti fuori. Per fortuna noi due eravamo vicini. Il panico è stato terribile, almeno finché non siamo riusciti ad uscire all’esterno. Eravamo terrorizzati che potesse crollarci tutto in testa. L’edificio aveva retto ma non sembrava in buone condizioni. Dopo qualche ora è arrivata la protezione civile e ha messo i sigilli perché dovevano passare i Vigili del fuoco. Una parte degli edifici è stata dichiarata non agibile, ma con l’aiuto del vigili del fuoco abbiamo trasferito i macchinari nella zona agibile e dopo otto giorni abbiamo ripreso la produzione. Sembrava tutto superato, ma il 29 maggio, verso l’una, in pieno giorno, c’è stata un’altra scossa violenta di terremoto. Cristian non stava con me ma in un altro reparto, io sono uscito di corsa per andare a cercarlo, credo di non essere stato mai così terrorizzato, ho visto un polverone alzarsi dall’edificio in muratura che era stato lesionato dalla prima scossa, poi ho visto Cristian che correva anche lui verso la palazzina che era crollata. Per fortuna la palazzina era proprio quella già lesionata e non c’era nessuno. Ci siamo abbracciati strettissimi: eravamo vivi tutti e due! Per un attimo ho pensato che se Cristian fosse morto anche la mia vita sarebbe finita. Poi abbiamo dovuto aspettare di nuovo la protezione civile e i vigili del fuoco. L’edificio dove erano i macchinari è stato dichiarato agibile e abbiamo ripreso la produzione, in tutta l’azienda siamo una ventina e abbiamo lavorato tutti, dalla mattina alla notte per fare ripartire la produzione. I proprietari, una famiglia di Modena, pensavano di chiudere la fabbrica perché in pratica metà degli edifici era crollata, però la gente dell’Emilia è veramente eccezionale e abbiamo fatto miracoli. L’azienda non ha chiuso e ormai abbiamo ripreso quasi a pieno ritmo. Per tutto il periodo del terremoto i nostri genitori sono stati molto preoccupati perché nei momenti peggiori non c’era neppure la possibilità di telefonare perché tutto era monopolizzato dalla protezione civile. Dopo la seconda scossa è crollata anche la casa dove io e Cristian avevamo una stanza e abbiamo perso tutto quello che avevamo con l’eccezione del denaro che portavamo sempre con noi, abbiamo perso anche il pc per tenerci in contato coi genitori, l’azienda ci ha dato una tenda e l’abbiamo piantata nel piazzale interno. Al tempo del terremoto ho capito quanta forza e quanto altruismo ha Cristian. Finito il lavoro ce ne andavamo a cucinare ai campi di tende della protezione civile e stavamo lì fino alla sera. L’azienda non ha licenziato nessuno, Ci siamo contentati tutti del salario minimo ma abbiamo continuato a lavorare tutti. Project, quando la sera abbracciavo Cristian stretto mi sembrava così bello essere vivi, così bello potersi stringere forte, anche se sotto una tenda e in un paese terremotato. Adesso siamo ancora in quell’azienda e penso che ci resteremo perché per noi è diventata come una famiglia. Ci siamo aiutati l’uno con l’altro per fare fronte alle difficoltà ed è stata una cosa bellissima. Project io sono felice! Mi sento un uomo completo e so di avere vicino un uomo che vede il mondo come lo vedo io, un uomo onesto, leale, altruista che si merita la felicità. Sono stato incredibilmente fortunato, Cristian ha cambiato la mia vita!

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GAY TEST

Dopo un lungo lavoro di rielaborazione, ieri, 4/10/2012 Progetto Gay ha aperto un nuovo sito

http://progettogaytest.altervista.org/

dedicato in modo esclusivo a tre distinti servizi:

1)      Interviste online sulla sessualità gay

2)      Test di orientamento sessuale

3)      Statistiche sulla sessualità gay

Il servizio è accessibile sia in Italiano che in Inglese (l’intero sito è stato tradotto e pubblicato anche in versione inglese, non si tratta di traduzioni automatiche ma di un sito originariamente in Inglese).

L’interfaccia in lingua Italiana è;

http://progettogaytest.altervista.org/tn2_italiano

L’interfaccia in lingua Inglese è:

http://progettogaytest.altervista.org/tn2_english

L’archivio è unificato.

Per quanto riguarda le interviste, sullo stesso DB sono quindi conservate sia interviste in lingua Italiana che interviste in lingua Inglese. Queste interviste possono essere selezionate facilmente attraverso le funzioni di ricerca.

L’archivio dei test di orientamento sessuale è codificato. Ciascuna scheda, sia compilata in Italiano che in Inglese, viene codifica e può essere riletta (decodificata) sia in Italiano che in Inglese, indipendentemente dalla lingua nella quale è stata compilata.

Il servizio è stato nettamente migliorato, è stata introdotta la possibilità di vedere l’analisi in anteprima e di modificare la scheda prima dell’invio definitivo e sono stat migliorate le tecniche per evitare il posting ripetuto.

Il test è impostato con criteri scientifici molto seri chiariti nella pagina di metodologia, indicata nella scheda che contiene la risposta personalizzata elaborata dal sistema.

Riporto qui di seguito un esempio di test con la relativa analisi.

ANALISI DEL TEST

Scheda n. 936

1) Domanda: La mia età
Risposta: 22

2) Domanda: Il mio stato civile
Risposta: Sono fidanzato con una ragazza

3) Domanda: Figli
Risposta: Non ho figli

4) Domanda: Pressioni familiari
Risposta: La mia famiglia non accetterebbe affatto che io non fossi etero

5) Domanda: Attese sociali
Risposta: Nel contesto sociale in cui vivo, come gay, avrei la vita impossibile

6) Domanda: Perché fai questo test?
Risposta: Faccio il test perché ho qualche incertezza circa il mio orientamento sessuale

7) Domanda: Ansia e orientamento sessuale
Risposta: All’inizio ho vissuto con ansia le questioni legate al mio orientamento sessuale ma ora non più

8) Domanda: Hai fatto in precedenza altri test riguardanti l’orientamento sessuale?
Risposta: Ho fatto altri test riguardanti l’orientamento sessuale e non mi hanno soddisfatto nel senso che non mi hanno dato nessuna risposta definitiva

9) Domanda: Hai letto libri o articoli specifici di sessuologia o di psicologia sessuale?
Risposta: Ho cercato di informarmi seriamente leggendo diversi libri o articoli specifici di sessuologia o di psicologia sessuale

10) Domanda: Ti sei mai rivolto ad uno psicologo per motivi connessi alla sessualità?
Risposta: Non mi sono mai rivolto ad uno psicologo per motivi connessi alla sessualità

11) Domanda: Ti sei mai rivolto ad uno psicologo per motivi diversi dalla sessualità?
Risposta: Non mi sono mai rivolto ad uno psicologo per motivi diversi dalla sessualità

12) Domanda: Come percepisci il tuo orientamento sessuale
Risposta: Mi sento bisessuale con una forte prevalenza gay

13) Domanda: Dichiarato / Non dichiarato
Risposta: Sono bisex ma mi comporto da etero con tutti

14) Domanda: Come gli altri ti inquadrano rispetto al tuo orientamento sessuale
Risposta: Forse gli altri hanno qualche dubbio sul mio orientamento sessuale ma non ne parlano

15) Domanda: Orientamento affettivo percepito
Risposta: Tendo ad innamorarmi solo di ragazze

16) Domanda: Sessualità effettiva di coppia
Risposta: Ho rapporti sessuali esclusivamente con ragazze ma sono attratto anche dai ragazzi

17) Domanda: Il mio ideale di sessualità di coppia
Risposta: L’ideale, per me, sarebbe una coppia fissa pubblicamente dichiarata con un modello di tipo matrimoniale

18) Domanda: Il mio progetto possibile di sessualità di coppia
Risposta: Penso che per me sia possibile realizzare una coppia fissa pubblicamente dichiarata con un modello di tipo matrimoniale

19) Domanda: Orientamento sessuale della masturbazione
Risposta: Mi masturbo pensando ai ragazzi o alle ragazze a seconda dei periodi

20) Domanda: Variabilità delle fantasie masturbatorie
Risposta: Le mie fantasie masturbatorie sono molto variabili

21) Domanda: Uso della pornografia
Risposta: Sono parzialmente dipendente dalla pornografia gay, ci sto sopra tutto il tempo che posso

22) Domanda: Perché faccio uso della pornografia
Risposta: Potrei benissimo farne a meno ma non vedo perché dovrei, dato che c’è e che presa con spirito critico non fa alcun danno

23) Domanda: Quante volte in percentuale ti masturbi facendo uso della pornografia?
Risposta: 60

24) Domanda: Sei mai andato su un sito porno a pagamento?
Risposta: Non sono mai andato su un sito porno a pagamento

25) Domanda: Quanti siti porno visiti abitualmente?
Risposta: Abitualmente visito un solo sito porno

26) Domanda: Polarizzazione dell’interesse sessuale
Risposta: Le mie fantasie sessuali sono orientate soprattutto dalla pornografia

27) Domanda: Frequenza della masturbazione e stato emotivo
Risposta: La frequenza della mia masturbazione è praticamente costante

28) Domanda: Ritengo la masturbazione
Risposta: Ritengo la masturbazione un fatto assolutamente naturale

29) Domanda: Masturbazione e affettività
Risposta: Penso che masturbazione e affettività siano due cose che possono anche avere qualcosa in comune ma in genere la masturbazione è solo uno sfogo fisiologico

30) Domanda: Ritengo la sessualità vissuta in coppia
Risposta: Ritengo che la sessualità vissuta in coppia sia l’espressione di una forma d’amore

31) Domanda: Curiosità per il nudo
Risposta: Ho spiato la nudità sia di altri ragazzi che di ragazze inconsapevoli

32) Domanda: Causare situazioni sessualmente imbarazzanti
Risposta: Ho fatto in modo da mettere in situazioni sessualmente imbarazzanti sia altri ragazzi che ragazze

33) Domanda: Reazioni di fronte a situazioni di nudità collettiva non sessuale (spogliatoi)
Risposta: Mi piace trovarmi in situazioni di nudità collettiva non sessuale (spogliatoi) ma devo cercare in tutti i modi di controllare l’erezione che è quasi inevitabile se c’è qualche ragazzo che mi interessa

34) Domanda: Scherzi pesanti di gruppo a sfondo sessuale fatti ad altri ragazzi (esempio denudamento forzato)
Risposta: Quando mi succede di assistere a scherzi pesanti di gruppo a sfondo sessuale fatti ad altri ragazzi (esempio denudamento forzato) mi eccito ma non prendo parte alla cosa

35) Domanda: Con i tuoi amici parli della tua sessualità?
Risposta: Con i miei amici cerco di evitare l’argomento e non dico di essere gay ma nemmeno di essere etero

36) Domanda: Frequenti chat erotiche?
Risposta: Non frequento mai chat erotiche

37) Domanda: Frequenti siti di incontri?
Risposta: Non frequento mai siti di incontri

38) Domanda: Sei mai stato in un locale dichiaratamente gay?
Risposta: Non sono mai stato in un locale dichiaratamente gay

39) Domanda: Innamoramento etero e masturbazione
Risposta: Quando mi innamoro di una ragazza mi masturbo tranquillamente pensando a lei

40) Domanda: Innamoramento gay e masturbazione
Risposta: Non mi sono mai innamorato di un ragazzo

41) Domanda: Innamoramento, chat erotiche e siti di incontri
Risposta: Non frequento chat erotiche e siti di incontri

42) Domanda: Innamoramento e pornografia
Risposta: Quando mi innamoro continuo tranquillamente a masturbarmi guardando siti porno

43) Domanda: I primi ricordi che hai di episodi che avessero una qualche coloritura sessuale sono per te
Risposta: I primi ricordi che ho di episodi che avessero una qualche coloritura sessuale, per me, sono gradevoli

44) Domanda: I primi episodi della tua vita che avessero una qualche coloritura sessuale riguardavano
Risposta: I primi episodi della mia vita che avessero una qualche coloritura sessuale riguardavano ragazzi quasi coetanei

45) Domanda: I primi episodi della tua vita che avessero una qualche coloritura sessuale erano di tipo
Risposta: I primi episodi della mia vita che avessero una qualche coloritura sessuale erano di tipo omosessuale

46) Domanda: A che età hai scoperto la masturbazione?
Risposta: 12

47) Domanda: Come hai scoperto la masturbazione?
Risposta: Ho scoperto la masturbazione tramite un altro ragazzo

48) Domanda: Come hai reagito alla scoperta della masturbazione?
Risposta: Alla scoperta della masturbazione non ho avuto nessun problema e l’ho vissuta molto tranquillamente fin dall’inizio

49) Domanda: Le fantasie delle tue prime masturbazioni erano
Risposta: Le fantasie delle mie prime masturbazioni erano prevalentemente etero

50) Domanda: A chi erano dedicate le tue prime masturbazioni?
Risposta: Le mie prime masturbazioni erano dedicate sempre o quasi a immagini di ragazze prese della pornografia e talvolta a ragazze prese della vita reale

51) Domanda: Dopo la scoperta della masturbazione ne hai parlato con qualcuno?
Risposta: Dopo la scoperta della masturbazione ne ho parlato con alcuni amici coetanei

52) Domanda: A che età hai avuto il tuo primo contatto con la pornografia?
Risposta: 10

53) Domanda: Come sei arrivato alla pornografia?
Risposta: Sono arrivato alla pornografia per curiosità spontanea

54) Domanda: Come hai reagito alla scoperta della pornografia?
Risposta: Alla scoperta della pornografia ho reagito con incertezza

55) Domanda: Hai mai detto a nessuno che facevi uso di pornografia?
Risposta: Ho detto ad amici coetanei che facevo uso di pornografia

56) Domanda: A che età hai avuto i primi contatti sessuali con un’altra persona?
Risposta: 10

57) Domanda: Chi era la persona con la quale hai avuto i primi contatti sessuali?
Risposta: La persona con la quale ho avuto i miei primi contatti sessuali era un ragazzo coetaneo o quasi

58) Domanda: Come sei arrivato ad avere i primi contatti sessuali con un’altra persona?
Risposta: Sono arrivato ad avere i miei primi contatti sessuali in una dimensione che io vedevo come un gioco

59) Domanda: I tuoi primi contatti sessuali sono stati del tutto episodici o si sono ripetuti?
Risposta: Direi che i miei primi contatti sessuali sono stati episodici, è successo solo qualche volta

60) Domanda: Soddisfazione dei tuoi primi contatti sessuali
Risposta: I miei primi contatti sessuali mi piacevano molto

61) Domanda: Evoluzione della sessualità masturbatoria
Risposta: Le mie fantasie masturbatorie tendono a divenire progressivamente sempre più gay

62) Domanda: Come hai conosciuto il tuo/la tua attuale partner o il tuo ultimo/la tua ultima partner?
Risposta: Ho conosciuto il mio/la mia attuale partner (o il mio ultimo/la mia ultima partner) all’università

63) Domanda: Con quanti ragazzi hai avuto contatti sessuali nel corso della tua vita?
Risposta: 6

64) Domanda: Con quante ragazze hai avuto contatti sessuali nel corso della tua vita?
Risposta: 4

65) Domanda: In media quanto tempo sono durati i tuoi rapporti di coppia etero, indica una media in mesi
Risposta: 24

66) Domanda: In media quanto tempo sono durati i tuoi rapporti di coppia gay, indica una media in mesi
Risposta: 0

67) Domanda: Nei periodi in cui non hai avuto un/una partner come ti sei comportato?
Risposta: Nei periodi in cui non ho avuto un/una partner ho cercato una ragazza

ANALISI DEI DATI FONDAMENTALI

La prima analisi del questionario sopra riportato tende a valutare l’orientamento sessuale emergete dal complesso del test. Alcune risposte sono neutre, ossia non consentono alcuna deduzione che riguardi l’orientamento sessuale, altre sono invece più o meno significative. Il programma rileva innanzitutto la significatività delle risposte date in termini di individuazione dell’orientamento sessuale e le distingue sulla base dell’ambito di riferimento. Nella scheda inviata sono state individuate n. 28 risposte significative in termini di orientamento sessuale, di cui n. 15 relative alla sessualità, n. 5 relative all’affettività e n. 7 relative alla dimensione sociale.

Il sistema determina quindi la “cifra gay individuale” ossia una misura della significatività complessiva in senso gay delle risposte fornite. Tale “cifra gay individuale” può essere confrontata con la “cifra gay massima” ossia con la massima misura di tendenza gay riscontrabile dalle domande alle quali l’utente ha dato una risposta significativa (non neutra). La “cifra gay massima” è variabile e dipende dalla maggiore o minore presenza di risposte neutre. Ciò che è realmente indicativo è la percentuale della “cifra gay massima” totalizzata dall’utente, chiamiamo “indice gay generale” detta percentuale, se è pari al 100%, l’utente, quando ha fornito risposte significative (non neutre), lo ha fatto sempre come avrebbe fatto un gay al 100%, se la percentuale è pari a 0%, l’utente, quando ha fornito risposte significative (non neutre), lo ha fatto sempre come avrebbe fatto un etero al 100%  

1) indice gay generale (IGG) =  57.95

La seguente tabella aiuta nella classificazione dell’orientamento in relazione all’IGG. Come in ogni schematizzazione di fenomeni complessi, non va mai dimenticato che le definizioni hanno un valore molto relativo, quantunque orientativamente utile.

IGG <15 15<=IGG<35 35<=IGG<=65 65<IGG<=85 85<IGG
strettamente etero bisex a prevalenza etero bisex in senso stretto bisex a prevalenza gay strettamente gay

La situazione in esame si può quindi definire  bisex in senso stretto.  

Un elemento importante è rappresentato dallo scarto quadratico medio dei singoli indicatori rispetto all’IGG.

L’IGG è un indice medio costruito a partire da parecchi indicatori. Se i valori dei singoli indicatori sono vicini all’IGG cioè sono poco dispersi, i vari aspetti analizzati conducono più o meno alle stesse conclusioni e lo scarto quadratico medio è basso, se i singoli indicatori sono molto dispersi rispetto al valor medio dell’IGG essi porterebbero, presi singolarmente, a conclusioni diverse e anche contrastanti. Per capirci meglio se l’IGG fosse calcolato solo su 4 risposte e si avesse IGG=50 e scarto quadratico medio = 0, tutte e 4 le singole risposte darebbero risultato 50, ma il valore dell’IGG pari a 50 si può ottenere anche da due 0 e due 100, in questo caso lo scarto quadratico medio sarebbe uguale a 50. Una cosa è risultare bisessuale con componente gay 50% quando questo risultato si rileva in tutte le risposte e una cosa molto diversa è risultare bisessuale con componente gay 50% quando metà delle risposte sono da perfetto gay e l’altra metà da perfetto etero.   Lo scarto quadratico medio è un tipico indice di dispersione e sotto il profilo psicologico è un indice di disagio. Nel nostro caso lo scarto quadratico medio generale risulta :

 2) scarto quadratico medio (SQMG) = 42.27

La seguente tabella aiuta nella valutazione della coerenza delle risposte impiegate nel calcolo dell’IGG. Va tenuto presente che in una distribuzione con valori da 0 a 100, lo SQM massimo è pari a 50. 

SQM<15 15<=SQM<25 25<=SQM<=35 35<SQM<=45 45<SQM
strettamente coerenti coerenti abbastanza coerenti poco coerenti discordanti

Nel caso in esame si può concludere che gli indicatori di orientamento sessuale espressi nel test risultano poco coerenti.

Una rappresentazione complessiva delle risposte al test indicative dell’orientamento sessuale si può vedere nel seguente istogramma. ciascuna colonna è contrassegnata da un numero che indica la domanda alla quale si riferisce la singola valutazione. Un orientamento etero al 100% è caratterizzato da bande tutte nulle (percentuale gay = 0). Un orientamento gay al 100% è caratterizzato da bande quasi tutte estese fino al 100%, non esattamente tutte, perché certe domande lasciano comunque un margine di incertezza. Nella colonna numerica di sinistra si può leggere la percentuale orientamento gay emergente da ogni risposta. I numeri in rosso indicano che le corrispondenti risposte sono pertinenti alla sessualità, i numeri in azzurro indicano che le risposte sono pertinenti all’affettività, i numeri in nero indicano che le risposte sono pertinenti alla socialità.

La banda 12, color arancio, indica Come percepisci il tuo orientamento sessuale

La banda 15, colore azzurro, indica l’Orientamento affettivo percepito

La banda 16, color verde, se presente, indica laSessualità effettiva di coppia

La banda 19, color rosso, indica l’Orientamento sessuale della masturbazione

La linea verticale rossa indica l’IGG.

Di significato intuitivo più immediato è il diagramma di seguito riportato, che rappresenta graficamente la distribuzione media dei singoli indici dedotti da ciascuna domanda significativa in una scala gay graduata da 0 (punto “E” totalmente etero) a 100 (punto “G” totalmente gay). L’ascissa del vertice della curva rappresenta l’IGG, la curva è tanto più acuminata quanto minore è il valore dello SQM. Va osservato che valori alti di SQM danno curve molto appiattite e quindi poco significative in termini di individuazione dell’orientamento sessuale. Le curve molto acuminate ossia con SQM piccolo sono invece molto significative in termini di individuazione dell’orientamento sessuale.

Per rendere sempre possibile la rappresentazione grafica, quando lo SQM risulta < 1, è automaticamente riportato ad 1.

Quello sopra riportato è il “grafico di orientamento sessuale generale”. Si tratta di una rappresentazione “a due parametri”, certamente interessante, ma non si tratta della migliore rappresentazione grafica dell’orientamento sessuale. Una descrizione più accurata si può ottenere nel modo descritto alla pagina di metodologia. Come primo passo, si suddividono le domande del questionario in tre distinte sezioni (sessuale, affettiva, sociale), si determina per ciascuna sezione la media e lo scarto quadratico medio, in modo da ottenere tre distinte curve normali di distribuzione, una per ciascuna componente (sessuale, affettiva, sociale). Qui di sotto è presentato il “grafico di orientamento sessuale, componente affettiva” analogo al precedente ma costruito in riferimento ai soli indici correlati alla vita affettiva. Anche in questo caso sono stati impiegati due parametri (valor medio e scarto quadratico medio) che chiameremo rispettivamente Indice Gay Affettivo (IGA) e Scarto Quadratico Medio Affettivo (SQMA). I valori di questi indici mostrano come in media è orientata l’affettività e quanto siano univoci i valori che portano a quella media. Nel caso in analisi si ha:

3) indice gay affettivo (IGA) =  5.00

4) scarto quadratico medio affettivo (SQMA) = 8.06

Qui sotto è presentato il “grafico di orientamento sessuale, componente sessuale” analogo ai precedenti ma costruito in riferimento ai soli indici correlati alla vita sessuale. Anche in questo caso sono stati impiegati due indici (valor medio e scarto quadratico medio) che chiameremo Indice Gay Sessuale (IGS) e Scarto Quadratico Medio Sessuale (SQMS). I valori di questi indici mostrano come in media è orientata la sessualità e quanto siano univoci i valori che portano a quella media. Nel caso in analisi si ha:

5) indice gay sessuale (IGS) =  70.36

6) scarto quadratico medio sessuale (SQMS) =  38.79

Lo stesso discorso si può ripetere per la componente sociale. Nel caso in analisi si ha:

7) indice gay sociale (IGs) =  65.31

8) scarto quadratico medio sociale (SQMs) =  44.17

Poiché per necessità grafiche le curve di distribuzione sono state normalizzate sull’intervallo di base [0;1] quindi tutte le aree comprese sotto le curve equivalgono all’unità e la scala in ordinata è in percentuale del massimo, anche se il massimo è indicato in ciascun grafico in alto a sinistra, data la differenza di scala in ordinata tra i tre grafici, non è facile effettuare visivamente un confronto. Il grafico seguente riporta i tre grafici precedenti nella medesima scala, ossia in percentuale del massimo tra i massimi delle quattro funzioni, e consente quindi di effettuare un confronto immediato. La curva in nero rappresenta la distribuzione dell’orientamento sessuale complessivo, quella in azzurro è relativa all’affettività, quella colore arancio alla sessualità e quella di colore verde alla socialità.

Per l’interpretazione di questo grafico è bene tenere presente che poiché l’indice gay generale è fortemente legato alla sessualità, tra la la curva dell’orientamento generale e la curva relativa alla sessualità non c’è in genere mota differenza, accade invece talvolta che la curva affettiva differisca sensibilmente da quella generale in questo si può ravvisare una tendenziale separazione tra affettività e sessualità. Differenze ancora più nette di osservano tra la curva generale e quella relativa alla socialità. Per permettere una valutazione quantitativa standardizzata è bene introdurre la variabile DS-A = IGS – IGA.

7)   DS-A =  65.36

Se l’indice è positivo la sessualità fisica è orientata più fortemente in direzione gay rispetto all’affettività. In genere una discordanza significativa tra affettività e sessualità e quindi un  DS-Adi valore assoluto superiore a 15 è sintomo di disagio.  

Per procedere ad una valutazione complessiva si può fare ricorso alla tabella riassuntiva qui di seguito riportata e ai quadri di valutazione già visti che si riportano di seguito per comodità.

INDICE MEDIA(IG) DISPERSIONE (SQM)
GENERALE IGG = 57.95 SQMG = 42.27
AFFETTIVO IGA = 5.00 SQMA = 8.06
SESSUALE IGS = 70.36 SQMS = 38.79
SOCIALE IGs = 65.31 SQMs = 44.17
IG <15 15<=IG<35 35<=IG<=65 65<IG<=85 85<IG
strettamente etero bisex a prevalenza etero bisex in senso stretto bisex a prevalenza gay strettamente gay
SQM<15 15<=SQM<25 25<=SQM<=35 35<SQM<=45 45<SQM
strettamente coerenti coerenti abbastanza coerenti poco coerenti discordanti
DS-A < -15 -15 <=DS-A<-5 -5 <=DS-A <=5 5<DS-A <= 15 15 <DS-A
poco coerente abbastanza coerente strettamente coerente abbastanza coerente poco coerente

Nel caso in esame, applicando i criteri sopra riportati risulta quanto segue:

Valutazione complessiva bisex in senso stretto. Gli indicatori generali risultano poco coerenti.

Sessualità  bisex a prevalenza gay. Gli indicatori sessuali risultano poco coerenti.

Affettività strettamente etero. Gli indicatori affettivi risultano strettamente coerenti.

Socialità strettamente etero. Gli indicatori di socializzazione risultano strettamente coerenti.

Valutazione di affettività e sessualità poco coerente.

Determinata come sopra la media e determinato altresì lo scarto quadratico medio delle tre componenti (affettiva, sessuale e sociale), siamo in grado di disegnare un grafico dell’orientamento sessuale che tenga conto delle tre componenti, cioè di disegnare il cosiddetto grafico “additivo” combinazione lineare dei tre grafici precedenti con coefficienti standard 0.6 per la sessualità, 0.3 per l’affettività e 0.1 per la socialità. I coefficienti sono qui assunti per ipotesi pari in prima approssimazione a 0.6, 0.3 e 0.1, valori scelti sulla base  di rilievi effettuati su un campione numeroso di questionari. I coefficienti 0.6, 0.3 e 0.1 sono i cosiddetti coefficienti “medi” cioè quelli che meglio si adeguano alla situazione media della popolazione. La percezione individuale dell’orientamento sessuale può anche essere “diversa” da quella media e potrà essere rappresentata, in una fase successiva, modificando il peso delle te componenti (sessuale, affettiva e sociale) dell’orientamento sessuale in relazione alle valutazioni di disagio sessuale, di disagio effettivo e di disagio di socializzazione. Per il momento limitiamoci alla rappresentazione dell’orientamento sessuale utilizzando i coefficienti medi. La componente strettamente sessuale dell’orientamento sessuale complessivo è rappresentata in rosso, quella affettiva in blu e quella sociale in giallo (verde). In ascissa si ha l’orientamento sessuale in %gay e in ordinata la densità di probabilità.

Un’attenzione particolare deve essere dedicata alla interpretazione del “diagramma additivo” sopra riportato nei casi in cui la polarizzazione affettiva, ossia la zona di massimo addensamento della componente blu del diagramma, risulta significativamente lontana dalla zona di polarizzazione della zona sessuale (rossa). Si tratta di situzioni si significativo disagio. In questi casi il massimo della curva può allontanarsi significativamente dall’IGG e può comparire anche un secondo massimo nella curva. La comparsa di un secondo massimo nel diagramma additivo è indice di dissociazione tra sessualità e affettività.

Alla domanda “Come percepisci il tuo orientamento sessuale?”; hai risposto “Mi sento bisessuale con una forte prevalenza gay” a questa risposta è attribuito un indice gay pari a 60, dal test risulta un IGG pari a  57.95 . La tua percezione del tuo orientamento sessuale risulta quindi estremamente precisa.

A questo punto la prima parte dell’analisi del test è conclusa. La seconda parte, che ancora non è stata implementata ed è attualmente in preparazione, prende l’avvio dai dati emersi nella prima parte e procede all’esame delle situazioni di disagio in relazione all’orientamento sessuale già valutato e alle condizioni individuali di vita sociale.

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