GAY E CORAGGIO DI CAMBIARE

Caro Project,

leggendo il tuo blog ho avuto un sussulto di orgoglio e mi capita molto di rado. Ho 43 anni e alle spalle una vita di quelle che a te non piacerebbero proprio. Sono dichiarato pubblicamente da moltissimo tempo, anzi diciamo che sono stato pubblicamente dichiarato e sono passato per la trafila di quelle che tu chiami con molto distacco cose etichettate gay. Per mia fortuna sono riuscito a salvarmi la salute e questo mi conforta perché c’è gente alla quale è andata molto peggio che a me. Quando avevo 18/20 anni internet praticamente non c’era, e mi ero fatto le mie idee, un po’ come dici tu, la frenesia di provare credendo che entrare nel giro avrebbe facilitato le cose e in un certo senso era vero ma da altri punti di vista è stato distruttivo, prima di tutto la notizia che io fossi gay ha fatto rapidamente il giro della città, una città piccola del nord in cui il pettegolezzo e l’ipocrisia la fanno da padroni sempre. Per fortuna studiavo in un’altra città e sono arrivato a finire gli studi, ma poi quando ho cominciato la professione ho avuto problemi enormi perché da me scappavano tutti (sono medico) e sono stato costretto a cambiare città, ho dovuto ricominciare tutto da zero, per non dire delle recriminazioni terribili da parte della mia famiglia che mi trattava come uno stupido senza rimedio, cosa che mi ha spinto ancora di più ad andarmene. Nella nuova città, dopo un po’ ho ricominciato ad andare per locali, perché era diventata quasi una droga. Ho conosciuto gente fuori di testa che in qualche caso mi ha fatto proprio paura e dopo cinque anni me ne sono dovuto andare di nuovo in una città diversa, più piccola, qui i locali non c’erano ma sono cominciate le chat e anche lì è stato un tormento, proprio come una droga, conoscevo dei ragazzi in chat, poi ci si vedeva, si faceva un po’ di sesso e poi sparivano ed erano ragazzi spericolati che quando parlavo di preservativi mi prendevano per matto. Io avevo proprio la frenesia del sesso, avevo più di 30 anni, anzi più di 35, ma passavo tutto il mio tempo libero a cercare contatti. Mi sentivo solo, ed ero solo, i rapporti con casa erano del tutto inesistenti. Mio padre e mia madre non si sono più fatti sentire dopo che sono andato via di casa, li chiamavo ma non mi rispondevano deliberatamente. Gli unici punti di riferimento erano i ragazzi che conoscevo solo per sesso, di uno in particolare mi ero innamorato, mi diceva tante cose dolci ed era un ragazzo molto bello ma pretendeva di venire a vivere con me, cosa che non potevo proprio fare perché avrei finito per non lavorare più e per creare un casino di problemi con tutta le gente che avevo intorno, poi è sparito, ma prima di sparire mi ha vomitato addosso tutti gli insulti possibili, che ero un verme, uno che non ha il coraggio di essere quello che è e soprattutto che ero un morto di fame, perché a lui piaceva di fare la bella vita e con me non la poteva fare di certo. Questa storia è durata tre anni e mi la lasciato con un senso di rigetto e di amarezza fortissima. Col passare degli anni, i ragazzi giovani non volevano più saperne di me e mi cercavano solo i cinquantenni ma era gente più scoppiata di me, depressi da ricovero, che si credevano ragazzini di primo pelo e cercavano di darsi un tono, anche etero sposati, anche gente con patologie a sfondo religioso, una varia umanità che non pensavo nemmeno potesse esistere. Sono arrivati perfino ad offrirmi soldi in cambio di sesso. Uno era malato, aveva un’asma forte e l’ho convinto a farsi ricoverare perché rischiava grosso. Ad agosto del 2009 ho detto basta, ho cancellato tutti i contatti gay che avevo. Ho cambiato numero di telefonino e mi sono buttato completamente nel lavoro, praticamente mi sono rimesso a studiare per fare una specializzazione molto impegnativa e molto lunga che mi porti a occuparmi di aids, ho finito i primi due anni e cominciato il terzo, è una cosa serissima e mi impegna completamente, adesso lavoro part-time e guadagno pochissimo e tutto quello che guadagno va per la specializzazione. Sono realmente interessatissimo agli studi e penso per la prima volta di avere fatto la scelta giusta. Non ti dico quello che vedo in ospedale, c’è un bisogno veramente disperato di gente che si occupi di queste cose, io sono rinato e ho trovato la mia strada. C’è moltissimo da fare e non tanto in Italia o in Europa ma soprattutto in Africa dove l’aids, senza medicine e in mezzo alla totale ignoranza, è un autentico flagello. Giorni fa ho trovato “progetto gay” proprio cercando siti che si occupano di prevenzione e poi mi sono messo a leggere anche il resto. Non abbassare la guardia Project! Quello che fai ha un senso. La vita ha un senso e non sta nel cercare sesso ma nel dare amore senza condizioni, io l’ho capito tardi ma fortunatamente l’ho capito. Essere gay ha un senso eccome, penso che l’essere gay e l’avere passato tutto quello che ho passato sia la vera molla della mia motivazione di fondo. Ti ho raccontato in breve la mia storia, pubblicala se vuoi, a me farebbe piacere. Permettimi una notazione professionale, non abbandonare mai il discorso sulla prevenzione perché sono in pochissimi a farlo e ce n’è un bisogno enorme. Ti aggiungo il link alla pagina su hiv e aids del Ministero della salute http://www.salute.gov.it/hiv/hiv.jsp che resta un punto di riferimento fondamentale per trovare informazioni serie, anche per i medici (vedi aggiornamento delle linee guida). Mi piacerebbe dedicare un po’ di tempo al forum ma adesso ho altri obiettivi per cui ti chiedo di mantenere la privacy.

[lettera firmata]

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GAY E VIDEOCHAT ETERO

Mi è capitato più volte in questo ultimo periodo di parlare con ragazzi tra i 20 e i 30 anni che manifestavano dubbi circa il loro orientamento sessuale ma in un quadro molto particolare, seriemente connotato in termini di eterosessualità. Si tratta di ragazzi ormai fuori dall’adolescenza, sostanzialmente di giovani uomini che hanno una vita affettiva e sessuale etero certamente non solo di facciata, hanno una ragazza, non dico hanno avuto ma hanno tuttora una ragazza e ne parlano come si parla di una ragazza della quale si è innamorati in senso serio, sia affettivo che sessuale, ma non solo, si tratta di ragazzi che hanno una storia sessuale adolescenziale fino ai 19-20 anni circa del tutto priva di episodi che possano fare pensare ad una omosessualità repressa nel passato o anche nel presente. Un elemento importante riguarda la masturbazione che non è mai in chiave gay ma non è sempre in chiave etero perché la masturbazione comincia a manifestarsi in una certa percentuale almeno come puro fatto fisico, del tutto staccato da fantasie sessuali. Per questi ragazzi la masturbazione con fantasie etero resta comunque soddisfacente ma la frequenza della masturbazione solo fisica senza fantasie arriva anche al 60/70% dei casi, il che significa che la masturbazione perde quasi completamente il suo valore affettivo-proiettivo, in questi casi si parla di masturbazione meccanica o anaffettiva. Questi ragazzi non hanno problemi a parlare in modo esplicito della loro sessualità e lo fanno in modo non nevrotico ma spontaneo e nello stesso tempo razionale. In linea teorica nulla sembra indicare nella loro sessualità una dimensione gay neppure repressa, con le ragazze non hanno particolari problemi e vivono la sessualità etero di coppia in una dimensione affettiva vera. Nella vita di questi ragazzi ci sono stati però degli episodi assolutamente non trascurabili che li hanno condizionati. Questi episodi derivano dalla necessità di darsi risposte che non si sono trovate nella vita ordinaria a causa di un ambiente in cui parlare seriemente di sessualità è praticamente impossibile, l’educazione sessuale è totalmente demandata al gruppo dei pari e di fatto alla pornografia e lo sviluppo della sessualità è dato per scontato come necessaria evoluzione di una pulsione naturale. Sembra incredibile ma ancora nel XXI secolo esiste il tabù della masturbazione, che viene vista come fenomeno solo adolescenziale che deve essere superato attraverso la sessualità di coppia. Questa idea, che non ha alcuna base se non un preconcetto di vecchissima ascendenza, crea ancora situazioni di disagio nei ragazzi che, pur avendo una ragazza e avendo nei limiti del possibile una vita sessuale con lei, continuano a praticare la masturbazione. Qui i sensi di colpa non hanno nulla a che vedere con la religione ma dipendono dal l’idea di non riuscire ad essere sessualmente adulti, cioè di non accontentarsi della sola sessualità di coppia, che tra l’altro, per varie condizioni ambientali, per molti ragazzi etero non è certo cosa frequentissima. Parlare di queste cose ovviamente non è facile e non è facile in particolare parlarne con la propria ragazza, da qui nasce il desiderio di conoscere meno superficialmente la vita sessuale degli altri ragazzi per capire come vivono il rapporto tra sessualità di coppia e sessualità masturbatoria. Il primo posto dove un ragazzo etero andrebbe a cercare un confronto con altri ragazzi etero è una chat etero e qui cominciano a sorgere gli equivoci. In una chat etero un ragazzo etero dovrebbe andare a cercare ragazze ma non ne trova molte e quelle che ci sono sono oggetto di attenzione da parte di parecchi ragazzi. Capita, e non è affatto raro, che un ragazzo etero cerchi in una chat etero un confronto con altri ragazzi etero per parlare con loro di sessualità in condizione di anonimato, dando per scontato che in una chat etero si incontrino solo ragazzi etero in senso stretto, cosa che è molto lontana dalla realtà. Capita spesso che le chat etero siano frequentate da ragazzi gay, o almeno da ragazzi che fanno sesso anche con i ragazzi, che utilizzando discorsi e argomentazioni tipicamente etero cercano di coinvolgere ragazzi etero in atmosfere che di etero non hanno proprio nulla. Faccio un esempio concreto, se incontro un ragazzo “etero” in chat e questo mi propone di masturbarmi con lui in video pensando a una ragazza o per capire come reagisco di fonte a una ragazza che a lui piace molto, dovrebbe suonarmi il campanello di allarme, un comportamento del genere non è un comportamento tipicamente etero. La scusa accampata di solito è che masturbarsi insieme è una cosa che tutti gli etero fanno, cosa assolutamente falsa, e che se uno si fa condizionare da queste cose vuol dire che è gay, o che ce l’ha piccolo, ecc. ecc.. Questi ragionamenti arrivano spesso a vincere le inibizioni e, oggi, trovare ragazzi “etero” che si masturbano insieme in video su chat “etero” non è affatto raro. Può accadere effettivamente che ragazzi gay fortemente repressi arrivino alla sessualità gay cercando inconsciamente sesso gay su una chat etero e anzi è un meccanismo di giustificazione piuttosto efficiente: io non cerco sesso gay ma confronti con altri ragazzi etero! In situazioni simili si arriva prima o poi a capire il senso vero di quello che si sta facendo, ma nel caso in cui arrivi su una chat “etero” un ragazzo realmente “etero” e si trovi poi coinvolto in masturbazioni in cam con ragazzi pretesi “etero”, la situazione si complica parecchio perché quel ragazzo sarà automaticamente portato a vedersi come possibile gay, quel tipo di esperienze che ai suoi occhi sono o erano “etero” lo convincono che per un ragazzo etero sia o possa essere realmente normale masturbarsi in cam con un altro ragazzo e lo inducono a ripetere l’esperienza, che spesso di accompagna ad un crescente interesse per la sessualità o meglio per il sesso dell’altro ragazzo, cosa che aumenta la confusione, ma subentrano dopo la masturbazione in cam sensi di colpa profondi nei confronti della propria ragazza e la sensazione di avere buttato via la propria sessualità finisce per produrre situazioni violentemente ambivalenti, da un lato la masturbazione in cam attira perché paradossalmente qualifica il ragazzo etero come un “etero normale” perché “tutti lo fanno” ma per l’altro respinge perché provoca sensi di colpa pesantissimi. Dietro tutto questo poi si cela lo spettro del poter essere gay e non sono infrequenti le risposte nevrotiche tipiche dell’incertezza dell’orientamento sessuale come gli esperimenti sessuali per verificare il proprio orientamento, in pratica dei modi di mettersi alla prova per verificare la propria risposta sessuale, si tratta di meccanismi nevrotici che con la sessualità spontanea non hanno nulla a che fare e che proprio per la loro origine nevrotica non forniscono mai risposte attendibili o definitive. Osservo che in tutto questo discorso la dimensione è strettamente sessuale e che l’affettività è del tutto assente. Chiediamoci per un attimo chi sono i ragazzi “gay” che vanno in chat etero per indurre i ragazzi alla masturbazione in cam, la risposta è una sola, non sono “veri” gay cioè ragazzi che amano i ragazzi ma solo ragazzi che fanno sesso coi ragazzi e che non se ne innamorano. Questi ragazzi tendono a trasmettere un’immagine solo sessuale della omosessualità perché per loro il coinvolgimento affettivo di fatto non esiste e possono anche ritenersi etero ed avere una sessualità affettiva etero, ma certo non hanno una sessualità affettiva gay. Un ragazzo etero che ha un impatto con queste persone finisce per ritenersi gay perché si è masturbato in cam con dei ragazzi e trascura del tutto la dimensione affettiva che nell’orientamento sessuale è essenziale. Ci sono tanti ragazzi che fanno sesso coi ragazzi per le ragioni più varie, gioco, confronti … ma tutto questo non fa di quei ragazzi dei gay e meno ancora un ragazzo affettivamente e sessualmente etero dovrebbe sentirsi potenzialmente gay per aver pensato che masturbarsi in video con dei ragazzi fosse un modo per confrontarsi con loro. Il rischio del disorientamento sessuale a seguito all’uso delle video chat esiste eccome, ansi si possono creare delle vere e proprie dipendenze dalle quali è bene disintossicarsi quanto prima per tornare a una sessualità affettiva a una masturbazione affettiva e proiettiva che permetta di rivivere e di anticipare emotivamente l’esperienza del contatto sessuale di coppia. Mi capita sempre più spesso di parlare in chat con ragazzi autenticamente etero profondamente condizionati dall’idea di poter essere gay per il fatto di aver vissuto qualche esperienza “solo sessuale” che ai loro occhi appare nettamente gay, ma quando si vede chiarissimo che a quelle esperienze si associano solo sensi di colpa senza nessun coinvolgimento affettivo è evidente che si tratta di esperimenti sessuali di origine nevrotica che nulla hanno a che vedere con l’orientamento sessuale spontaneo.

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AMORE E SESSUALITA’ DEI VERI GAY

Ciao Project,

sono anni che seguo progetto gay e lo faccio perché mi sembra che sia uno dei pochissimi siti che dicono cose vere. Ho letto il tuo articolo sulla vera sessualità gay e mi ci ritrovo, ed è proprio partendo da quelle premesse che vorrei dire una cosa sulla quale mi hai fatto riflettere. La grande maggioranza della pornografia cosiddetta gay ai gay, o meglio ai veri gay, non interessa più se non come puro sfogo momentaneo e forse nemmeno quello. Io ho 24 anni e ho fatto sempre uso di pornografia ma poi sono arrivato al livello di saturazione, francamente vedere ragazzi che fanno sesso nelle condizioni più improbabili non solo mi annoia ma certe volte mi disgusta addirittura, vorrei dire che un video dovrebbe avere anche un minimo di senso e non essere solo un esercizio fisico di sesso e basta, che poi, per come viene rappresentato, diventa così volgarmente recitato da perdere qualunque interesse. Un film serio con qualche scena di sesso mi piace molto più di un porno che francamente fa pena per la stupidità e la meccanicità dei comportamenti. È un po’ di tempo che ho cominciato a seguire dei blog fotografici, dove c’è anche un po’ di nudo, ma ci sono delle foto bellissime di ragazzi bellissimi in pose naturali, anche di intimità, ma senza nessun atteggiamento strillato o da film porno. Francamente preferisco un nudo semplice a qualsiasi porno. Il mio sogno sarebbe vedere in un blog fotografico quello che accade veramente in una storia d’amore, ma io parlo d’amore, anche di intimità sessuale ma intesa come tenerezza, non come esercizio ginnico e poi quando parlo di un bel ragazzo non intendo riferirmi a certi mezzi ercoli che sono oggettivamente brutti per quando hanno i muscoli pompati, un bel ragazzo è un’altra cosa, deve essere normale, al limite nemmeno bellissimo, ma deve ispirare dolcezza. Ma queste cose non si vedono nemmeno nei blog fotografici. Ci sono blog fotografici che fanno proprio schifo perché sono solo mezzi di propaganda per la pornografia e per quella di bassissimo livello, ma ce ne sono di veramente belli, fatti con amore e senza finalità commerciali, certe volte mi incanto a guardarli, penso francamente che siano stati fatti da veri gay, nel senso che dai tu a questa espressione, cioè da ragazzi che amano i ragazzi, perché ci vedi un altro rispetto, un’altra attenzione per non scadere nel volgare. Ci può anche essere il nudo, che non dispiace certamente, ma è, per dire così, un nudo quotidiano e non sguaiato che dà il senso della intimità e non della teatralizzazione del sesso. Nella mia vita mi sono innamorato solo due volte e ho avuto una vita sessuale con quei due ragazzi e credo che non li dimenticherò mai. Il primo era più grande di me e mi ha insegnato che cosa significa volersi bene, anche io gli volevo bene ma non ne ero innamorato anche a livello sessuale come lui lo era di me, quando gli ho detto che avevo conosciuto un altro ragazzo coetaneo temevo che la prendesse male e invece si è fatto da parte per lasciarmi campo libero e mi sono sentito amato anche per questo. L’altro ragazzo è il mio attuale ragazzo, i primi tempi tra noi non è stato facile, ho temuto parecchie volte che il nostro rapporto sarebbe finito ma non è successo. Credo che non sarei mai capace di fare a meno di questo ragazzo perché ne sono innamorato. Il sesso che ho vissuto col mio primo ragazzo per me non era del tutto soddisfacente ma non è mai stato una cosa stupida, aveva un valore affettivo sia per lui che per me, e ora con il mio ragazzo attuale il sesso è proprio una forma di tenerezza totale. Sono stato fortunato, questo è verissimo. Ho fatto l’amore (perché di quello si trattava, non di fare sesso) solo con due gay e se faccio il paragone con la pornografia siamo proprio su un altro pianeta. Penso che se non avessi conosciuto il mio primo ragazzo avrei cominciato a cercare sesso non solo virtuale e probabilmente avrei cominciato a buttare via la mia vita correndo appresso ai modelli di quella che pensavo fosse la sessualità gay. Per un po’ mi sono sentito perfino strano, avevo cominciato a frequentare certi locali ma mi sentivo un pesce fuor d’acqua e mi chiedevo che cosa ci potessero trovare gli altri che ci andavano. Il mio primo ragazzo l’ho conosciuto per puro caso all’università e con me è stato serissimo, forse era un po’ complessato perché aveva 5 anni più di me ma è stata una cosa bella, sul piano sessuale sono stato io a portarci lui, perché lui tendeva a tenere le cose sul piano dell’amicizia, abbiamo fatto prima il test, come dici tu, Project, è stata una cosa voluta e molto bella anche se lui non era realmente il mio tipo al 100%. Col mio attuale ragazzo, adesso, a livello sessuale l’affiatamento è totale, ci leggiamo nel pensiero e abbiamo costruito una sessualità tutta nostra fatta soprattutto di coccole, di avere tempo per stare abbracciati. Il coinvolgimento proprio passionale c’è eccome, specialmente quando stiamo lontani per qualche giorno, ma poi torniamo a un livello più tranquillo soprattutto di intimità. Una delle cose più belle in assoluto è, quando ci rivediamo dopo una pausa più lunga, vedere come è spasmodicamente in attesa di un contatto sessuale che è quasi liberatorio, come d’altra parte succede a me, lo vedo completamente partito e abbandonato alla sua sensualità ed è una cosa bellissima perché totalmente spontanea. Non credo di poter immaginare niente di più coinvolgente. Nei suoi comportamenti mi ci rivedo, li sento totalmente miei, perché anche a me vengono del tutto spontanei. Anche con lui ci siamo conosciuti all’università, quindi fuori da ambienti gay e devo dire che l’intesa sessuale è arrivata dopo perché per lui all’inizio il sesso era molto legato ai modelli della pornografia e ci ha messo parecchio tempo a capire che per me era proprio un’altra cosa. Mi sembrava che recitasse, gliel’ho detto e si è molto arrabbiato, poi, col passare del tempo certi modelli li ha messi da parte e abbiamo trovato un equilibrio veramente nostro. Tra l’altro né io né i miei due ragazzi siamo dichiarati e questo penso abbia contato molto perché la nostra vita affettiva era solo nostra e non doveva essere raccontata a nessun altro. C’è un solo problema che un po’ mi angoscia e un po’ cerco di tenere tutto per me, se il mio ragazzo si stancasse di me non so se sarei capace di mettermi da parte come ha fatto con me il mio primo ragazzo, penso francamente che ci starei malissimo, ma al momento attuale sono solo paure teoriche, al momento almeno mi sento veramente realizzato e penso che anche lui sia felice. Penso che nel nostro rapporto il sesso conti molto, forse troppo, non lo so, adesso va tutto bene così ma col mio ragazzo mi piacerebbe proprio avere un progetto di vita comune. Ultimamente abbiamo passato nottate intere abbracciati a raccontarci di quando eravamo piccoli e mi sono sentito felice. Qualcuno potrebbe pensare che sono cose da bambini e che non siamo ancora cresciuti, bene, lo pensi pure! Noi stiamo bene così! Adesso per me la sessualità non è più una cosa a sé staccata dalla vita reale e dico sessualità deliberatamente e non sesso. Adesso la sessualità mi sembra una cosa assolutamente ovvia, e voglio dire la sessualità a due, quella condivisa, non solo le fantasie ma il poter stare in intimità vera col mio ragazzo, ormai è una cosa che fa parte delle vita ordinaria sia per me che per lui, è il nostro mondo. Io sono gay, per la verità non ho mai avuto problemi ad accettarlo ma non avrei mai pensato che sarei riuscito veramente a realizzare una vita mia come la desideravo e invece è successo ed è successo in modo del tutto naturale, fuori di qualsiasi ambiente gay, preciso che non ho mai frequentato chat o siti di appuntamenti, i miei due ragazzi li ho riconosciuti dalle loro esitazioni, mi sento felice di essere gay e non ci rinuncerei per nulla al mondo, la mia vita ha avuto un senso perché ho trovato persone che mi hanno amato veramente. Project, un po’ del merito è anche tuo perché piano piano comincio a capire veramente che cosa significa essere veri gay. Forse non è un caso ma anche i miei due ragazzi conoscevano progetto gay. Mi farebbe piacere se tu pubblicassi la mia mail. Grazie per tutto quello che hai fatto e che continuerai a fare!

Angelo

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LA VERA SESSUALITÀ GAY

Su che cosa sia la sessualità gay ci sono in giro molte leggende metropolitane basate su cose che con la vera sessualità gay non c’entrano nulla, come la pornografia o le improbabili analogie con i comportamenti sessuali etero, come se la sessualità gay fosse una specie di brutta copia della sessualità etero. Nella sessualità etero, che è una sessualità di complementarità, esistono atti (la penetrazione vaginale) senza i quali un rapporto sessuale non è neppure tale, la distinzione tra preliminari  e atto sessuale vero e proprio ha un significato biologico in termini di procreazione, i ruoli sono essenziali perché un uomo e una donna sono sessualmente differenziati. In un rapporto tra ragazzi, cioè in un rapporto omosessuale, nell’altro non si cerca una complementarità, lo si ama perché lo si sente simile a sé da tutti i punti di vista, non si cerca il sostituto di una donna, non ha alcun senso parlare di ruoli e non ha alcun senso pensare che ci sia un comportamento senza il quale il rapporto sessuale non è più tale. La pornografia tradizionale veicola concetti molto diversi da quelli appena espressi. Proviamo a chiederci il perché. Tra la definizione di “gay come ragazzo che si innamora di ragazzi” che è quella che qui nel progetto diamo per scontata e credo a ragione, e la definizione di “gay come ragazzo che fa sesso con i ragazzi”, che è la definizione comune di gay, c’è un abisso. Si tratta di due concetti molto diversi e di ragazzi che fanno l’amore con i ragazzi senza minimamente innamorarsene ce ne sono moltissimi, per loro viene prodotta la maggior parte della pornografia, e si tratta spesso di persone che hanno anche una vita sessuale etero e considerano il sesso con un ragazzo un diversivo, naturalmente queste persone tendono a riportare in un rapporto con un ragazzo modelli di comportamento tipicamente etero come l’idea che l’essenziale della sessualità sia la penetrazione o l’idea dei ruoli che è lontanissima dalla sessualità spontanea dei ragazzi che si innamorano di altri ragazzi. Quando parlo di sessualità gay non mi riferisco alla pornografia né a quello che la gente crede essere tipicamente gay ma a quello che la maggior parte dei ragazzi che si innamorano di ragazzi (cioè dei gay in questo senso) vive e desidera. Questa “vera” sessualità gay non ha nulla a che vedere con la pornografia dilagante, al punto che un ragazzo gay (nel nostro senso) in un video porno tende a vedere soprattutto la prima parte e ad abbandonare il video quando la dimensione affettiva sparisce del tutto, ma aggiungo che i video più gettonati dai ragazzi che amano veramente i ragazzi, sono video di coccole e di tenerezze sessuali, cose che in genere ai consumatori di pornografia, che fanno sesso con i ragazzi ma non li amano, appaiono prive dell’essenziale e quasi banali. In una dimensione di affettività-sessualità gay come forma di tenerezza sono proprio i gesti affettuosi che acquistano un valore enorme, anche sessuale, certo, ma di una sessualità profondamente affettiva. Per capirci, guardarsi negli occhi e scambiare un sorriso affettuoso durante un contatto fisico con un altro ragazzo, mentre ci si accarezza, anche intimamente, è una cosa che ha un significato enorme in termini di scambio affettivo. L’affiatamento sessuale, cioè il viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda è anche il segno di un affiatamento affettivo che sta alla base di quella sessualità. E poi c’è una cosa fondamentale: non conta quello che si fa, ma con chi lo si fa. Chi cerca sesso (cosiddetto gay) in una chat per andare subito al sodo mira al che cosa non al chi, vorrei dire che queste persone non sono gay ma sono solo ragazzi che fanno sesso coi ragazzi.

Il cerchio in rosso rappresenta l’insieme dei ragazzi che fanno sesso coi ragazzi, la comune definizione di gay,

Il cerchio in celeste rappresenta i ragazzi che si innamorano dei ragazzi, la nostra definizione di gay, esiste una zona comune 2 in cui la sessualità è accompagnata dall’innamoramento, una zona 1 in cui la sessualità e priva di una componente seriamente affettiva, e la zona 3 in cui ci si innamora di ragazzi ma non si hanno contatti sessuali con loro. La gente intende comunemente come sessualità gay quella della zona 1, ma la vera sessualità gay è quella della zona 2 ed è una sessualità tipicamente affettiva.