STORIA DI UN RAGAZZO GAY

Caro Gay Project,
ho scoperto solo recentemente il tuo blog, e devo dire che mi ha da subito affascinato, perché offre un punto di vista sull’omosessualità maschile che ben pochi altri siti sono in grado di fornire, anche grazie alla pubblicazione di mail di altre persone, che più o meno apertamente parlano del rapporto con se stessi e con gli altri. Ho deciso di scriverti questa mail perché sento la necessità di parlare con qualcuno; ho appena sedici anni, e ho preso coscienza della mia inclinazione sessuale solo recentemente; nel senso che solo poco tempo fa ho ammesso a me stesso che essere gay non è un "reato", ma anzi qualcosa di naturale: infatti è da quattro anni ( ma anche più direi ) che provo forte attrazione per persone del mio stesso sesso, solo che fino a poco tempo fa, non riuscendo ad accettare questa attrazione, che ritenevo fosse profondamente sbagliata, mi autoconvincevo che mi dovessero piacere le ragazze, ma sentivo che provare qualcosa di "serio" per persone per cui naturalmente non provo nulla, mi faceva stare male. Eccome. Difatti solo attraverso la masturbazione mi sentivo in qualche modo meglio, ma anche in quei momenti mi sentivo colpevole, di cosa poi non lo so.
Devi sapere che fin da piccolo venivo bollato come "gay" per non so quali motivi, solo che a sei anni non ti poni più di tanto il problema, perché l’amore non è tra i tuoi primi pensieri; alle medie, ancora peggio: tutti quelli che mi circondavano mi guardavano come se fossi un alieno, e appunto mi davano dell’omosessuale, ma non davo loro retta, almeno all’inizio, perché poi le voci sono diventate sempre più insistenti ed assillanti. Senza contare che sono "quasi finito a letto" con uno dei miei amici, ed è una storia che sinceramente mi imbarazza molto, perché in quel momento non mi rendevo conto di quello che stessi facendo. Finiscono le medie, e finalmente mi son detto che avrei trovato delle persone più mature alle superiori; mai nulla fu più sbagliato: ai pessimi voti iniziali, che mi gettarono nel più totale annebbiamento, si aggiunsero le voci, delle quali venni a sapere attraverso terzi, che mi bollavano automaticamente come gay. E ci rimasi molto male, perché, va bene, ero un po’ sfigato, con qualche chilo in più e un viso non molto attraente, non mi aspettavo che anche a 15 anni ( ma evidentemente pensavo male ) la gente mettesse in giro ancora quelle voci…
Da quel giorno ho sempre cercato di nascondere i miei desideri per le persone del mio stesso sesso, attraverso, come dicevo all’inizio, una politica di autoconvincimento, e funzionava anche; finché non ho trovato il tuo blog, che è stato una vera benedizione; ho letto tante storie che assomigliavano in parte con le mia; ho letto di tante persone che hanno provato sentimenti simili ai miei e via dicendo. E quella sera, dopo aver passato circa due ore sul tuo blog ( mi aveva appassionato ), ho fatto il coming out a me stesso prima; e non ti dico come mi sentivo bene, era come se mi fossi liberato di un peso che mi opprimeva; solo che non bastava, sentivo che dovevo rendere partecipe qualcuno della mia fortuna ( perché la ritengo una fortuna ), così l’ho confidato prima ad una mia amica, che è stata molto contenta, e siamo andati a festeggiare con una pallina di gelato ( in inverno… ) e con un po’ di shopping. Poi l’ho detto ad altre due mie amiche: una è stata contenta del fatto che mi sia aperto con lei, mentre un’altra mi ha fatto velatamente capire come non volesse avere niente a che fare con me ( mi ha scritto in un sms qualcosa che suonava come "non ti bollare; sii libero, lascia stare…" e via dicendo ). Adesso sinceramente mi sento molto meglio, anche perché in questo modo ho compreso quali persone mi vogliano veramente bene al di là del mio orientamento sessuale; ho la tentazione di parlarne anche con altre persone, ma ho notato che i loro sentimenti verso gli omosessuali non sono dei migliori, quindi meglio lasciar stare.
Due settimane fa, circa, ho scoperto un ragazzo che frequenta la mia scuola, che è bellissimo, almeno per me: alto, capelli lunghi mossi, magro ma non troppo, molto "cucciolo", e con un sorriso meraviglioso, solo che è etero, e ti lascio immaginare che delusione quando l’ho scoperto, perché ero quasi convinto che fosse gay ( questo dimostra che non bisogna giudicare un libro dalla copertina ), solo che mi piace proprio tanto, e non so cosa fare. Certo non posso andare li a dirglielo, ma mi dispiacerebbe anche liquidare la faccenda così in fretta, ma è etero quindi è evidente che non gli interesso…
Adesso volevo farti un paio di domande, perché non so come comportarmi in generale: come faccio a capire se qualcuno è gay? cioè, non voglio sapere se uno è gay guardandolo dall’alto in basso, ma volevo capire, perché non credo sia sensato andare li e chiedergli "sei gay?"; e poi, secondo te è troppo presto per me per avere una storia d’amore? Che sia breve o lunga non importa ( meglio lunga…=P ), l’importante è che sia vissuta. Faccio bene a sperare ciò oppure è meglio accontentarsi di una storia passeggera ( qualora ci dovesse essere )?
Grazie mille e pubblica pure se vuoi la mail (nascondendo l’indirizzo, ovviamente ).
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Ciao,
ho letto la tua mail tutta d’un fiato. Ho l’impressione che tu stia reagendo con molto equilibrio e che il periodo peggiore sia ormai superato. Per un ragazzo gay, tanto più se giovane come te, il passo veramente importante consiste nel dirsi: “Sono gay, questo è un dato di fatto. Adesso partiamo da qui e cerchiamo di costruire!” Il momento critico è il passaggio dalla negazione all’accettazione, alla consapevolezza che non c’è niente da modificare ma tutto da accettare per cominciare a costruire il proprio futuro sulla base della propria affettività. Da quello che scrivi è evidente che hai combattuto contro la tua sessualità perché sei stato abituato a considerarla un disvalore, hai assimilato idee preconcette che ti hanno messo in lotta con te stesso, ma poi, lentamente, la realtà dei fatti si impone a qualunque preconcetto, piano piano apri gli occhi e cominci a capire che nonostante gli atteggiamenti di derisione e di sarcasmo dei tuoi compagni di scuola, che manifestano in questi comportamenti tutta la loro immaturità, essere gay è un modo di amare e non qualcosa da respingere come se fosse patologico o peggio buffonesco. Ma ormai il passo lo hai fatto e hai cominciato a ragionare con la tua testa. Ed è su questo che potrei portarti mille conferme: essere gay è un modo di amare, è una cosa della quale non solo non ci si deve vergognare ma bisogna andare fieri perché per un ragazzo gay la sua sessualità e la sua affettività rappresentano una parte profonda e fondamentale della sua personalità. Essere gay e arrivare a realizzarsi anche a livello affettivo è possibile e di questo ho conferme ogni giorno. Di ragazzi gay che vivono una vita di alto profilo fatta di sentimenti profondi e condivisi, oltre che di studio, di lavoro e di impegno sociale ne ho visti parecchi. Realizzare il proprio progetto di vita non è facile, ci vuole uno sforzo costante ma alla fine ci si riesce. Per un ragazzo gay che voglia prendere le cose seriemente la vita può essere veramente meravigliosa. Ma, in concreto, che fare? Bisogna guardare lontano, costruire prima di tutto la propria indipendenza economica, perché potrai sentirti libero ed esserlo veramente solo se riuscirai ad essere economicamente indipendente e ad avere una casa in cui vivere senza dover rendere conto a nessuno di quello che fai e quindi senza essere condizionato. Poi c’è la questione del coming out, per la quale ti raccomando la massima prudenza perché gli ambienti in cui si convive con gli altri in regime almeno in parte concorrenziale (scuole, università e luoghi di lavoro) sono i meno adatti alla creazione di amicizie profonde e quindi quelli in cui il rischio che il coming out possa diventare pettegolezzo o peggio possa essere strumentalizzato a tuo danno è più consistente. Quindi prudenza. Poi, senza nessuna fretta, penserai anche se è il caso di affrontare un discorso diretto con la tua famiglia ma, lo ribadisco, è una cosa che dovrai valutare molto attentamente perché dopo un coming out in famiglia i rapporti cambiano inevitabilmente e dopo ti rendi conto, anche quando va bene, che le cose non sono esattamente come prima. Quindi anche e soprattutto rispetto ad un eventuale coming out in famiglia non affrettare i tempi e mantieni un atteggiamento di lucidità. Quanto alla sessualità, beh sentirsi in colpa per il fatto di masturbarsi pensando a un ragazzo invece che a una ragazza non ha proprio alcun senso. È ovvio che se sei gay le tue fantasie sessuali sono concentrate sui ragazzi, quindi devi sentirti totalmente libero. Un discorso diverso invece va fatto sull’idea di cercarsi un ragazzo, qui c’è una dose di rischio che non è trascurabile. L’ambiente scuola non è certo il migliore per un ragazzo gay, all’università in genere è possibile che si creino contatti seri perché l’ambiente è molto più libero ed esiste un livello di privacy molto più alto. Quasi tutte le storie importanti che ho visto tra ragazzi gay sono nate all’università e sui posti di lavoro, del tutto al di fuori di qualunque ambiente gay e sono nate in modo spontaneo, come sviluppo di una normale amicizia, senza che nessuno dei due dovesse dichiararsi all’altro. Come si fa a capire se un ragazzo è gay? La risposta è solo indicativa, si cerca di vedere quello che quel ragazzo non fa. Un ragazzo gay in un ambiente in cui non si sente sicuro si guarderà bene dal mettere comunque in atto comportamenti che possano farlo individuare come gay ma eviterà anche comportamenti nettamente etero, sia per non entrare in storie che non lo coinvolgono, sia per non lanciare messaggi sbagliati ad altri ragazzi gay. Quindi osserva prima di tutto quello che un ragazzo non fa. L’altra questione: è troppo presto per una storia d’amore? Beh, non è una scelta, sono cose che capitano, se capitano, e se capitano non c’è dubbio che sono esperienze importantissime, sia nel positivo che nel negativo, perché non è affatto detto che anche se tu trovassi un ragazzo gay che ti piace e che sembra che ti corrisponda, alla fine quel ragazzo sia realmente il ragazzo giusto per te. Quindi anche qui prudenza. Le cose serie sono quelle che durano e che cominciano piano piano. Soprattutto una cosa devi tenere presente, che alla base di qualsiasi rapporto affettivo ci deve essere rispetto reciproco, stima dell’altro come persona e desiderio di costruire insieme, cioè l’essere in due è sostanzialmente diverso dall’essere soli. Quanto all’innamorarsi di un ragazzo etero, beh, è un classico, tutti i ragazzi gay ci passano. Un ragazzo etero, se va bene, può essere un buon amico, ma non devi mai dimenticare che quello che tu provi per un ragazzo etero lui non lo proverà mai per te e che nella sua mente non potrai mai avere il primo posto. Per il momento ti saluto e ti invio la mail.
Un abbraccio forte e un incoraggiamento sentitissimo ad andare avanti e a lavorare per il tuo futuro.
Project
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Se volete, potete parteciare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:
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