UN ALTRO AMORE GAY

Ciao Project,
grazie di avere perso tutto quel tempo con me, non me lo aspettavo. In fondo parlare con te mi ha fatto un effetto strano, mi ha un po’ portato indietro nel tempo. Sono parecchi anni che nessuno mi prende sul serio e non pensavo che potesse succedere, tanto più che le mie esperienze sono un po’ all’opposto di quello che dici tu sul blog, o almeno lo sono state. Anche se ormai ho quasi 40 anni, credo di non aver mai usato il cervello, di stupidaggini ne ho fatte tante e pure grosse e te ne ho parlato ieri notte, ma la cosa più stupida che ho fatto è stata cercare di mettere sempre al centro me stesso. Ho cominciato a bazzicare da giovanissimo per quegli ambienti che non ti piacciono, ma mi sentivo libero e soprattutto era tutto molto facile. Tu sai che ho fatto il test e che è negativo, ne farò un altro tra tre mesi ma realmente non ho paura che sia positivo perché nell’ultimo periodo (un anno circa) sono stato molto attento. A me è andata bene ma un mio amico è stato meno fortunato ed è sieropositivo. Credo che la cosa che mi ha rimesso in moto il cervello sia stata proprio questa. In quel ragazzo mi ci rivedo e non lo lascerò solo. Quanto a me mi sento in una situazione strana, come se proprio per tutto quello che ho passato, io fossi uno dei pochi che possono capire i ragazzi che fanno una vita estrema, un po’ come è stata la mia. Certe volte penso che potrei mollare tutto il resto (salvo il lavoro perché devo pure sopravvivere) per dedicarmi ai ragazzi come me. Avevo cominciato a fare delle cose per le quali mi avevano sfottuto parecchio. Andavo per locali gay, “rimorchiavo” i ragazzi e se li vedevo proprio persi ce la mettevo tutta per farli ragionare, gli racconto come ho vissuto io e tutto quello che ho detto a te. Mi dicevano che mi dovevo fare frate. Certi ragazzi quando si rendevano conto che da loro non volevo sesso mi prendevano per uno spostato fuori di brocca. E’ successo quasi sempre così (ci ho provato un dozzina di volte) solo in un caso le cose sono andate diversamente, con un ragazzo di 20 anni che era veramente al limite (anche molto fumato) e soprattutto in pratica faceva di tutto per buttarsi via. In pratica a casa sua non ci stava mai e nessuno lo cercava mai. A scuola un fallimento. Quando l’ho conosciuto doveva fare per la seconda volta l’ultimo anno dell’ITIS perché lo avevano bocciato. Project, non ci crederai ma conoscere questo ragazzo è stata la svolta della mia vita. Fino a 37 anni avevo vissuto nella più totale trasandatezza, l’unica cosa seria che facevo era il lavoro, ma in pratica spendevo tutto quello che avevo e pure quello che non avevo per passare le serate nei locali a caccia di ragazzi, e avevo proprio perso il conto. Se avessi visto casa mia allora ti saresti spaventato, sporcizia e muffa dappertutto, lenzuola nere di sporco, insomma ho detto tutto. Poi ho conosciuto lui, Marco (non si chiama così). Parlava di cose terribili, in pratica sempre e solo di morte e di inadeguatezza, di non avere un senso nella vita. Certe volte pensavo che potesse perfino arrivare a suicidarsi perché lo vedevo proprio perso. L’ho invitato a casa mia, c’è venuto pensando a un incontro di sesso, penso ne avesse avuti tanti, un po’ mi tentava, anzi un bel po’ ma non mi sono lasciato andare e ho recitato un ruolo a metà tra quello del fratello maggiore e quello dell’amico serio. A fine serata mi ha chiesto se poteva restare a dormire da me, da quando me lo ha detto fino alle due di notte mi sono messo a pulire la “sua” stanza (casa mia ne ha solo due) ho lavorato come un negro, ho perfino lavato per terra, cosa che non facevo da almeno un anno, lui prima osservava, poi mi ha dato una mano. Abbiamo riempito 10 buste di immondizia di tutti i tipi, abbiamo tolto la polvere a chili e gli ho dato le uniche lenzuola decenti che ho trovato. Ha voluto dormire con le porte aperte. La mattina mi sono alzato, lui dormiva ancora perché erano passate da poco le sei, gli ho detto che sarei sceso a prendere il latte, lui ha risposto con un mugolio. Quando sono rientrato si era alzato e aveva pulito una parte del bagno. Mi ha chiesto. “Ma tu con chi vivi?” Gli ho detto che vivevo solo e mi ha chiesto se poteva rimanere. Gli ho detto di sì, poi sono andato a lavorare e gli ho lasciato un po’ di soldi perché non ne aveva. Sto al lavoro fino alle 17.00 poi torno a casa e trovo Marco indaffaratissimo, la casa uno specchio, aveva pulito tutto, aveva fatto diversi bucati e li aveva stesi fuori e aveva pure cucinato. Era fine luglio, a settembre doveva riprendere scuola ma non aveva la minima intenzione di andarci, quando provavo a parlarne non mi ascoltava nemmeno e allora l’ho ricattato: “Se vuoi stare qui studi, se no te ne vai!” Prima mi ha risposto a parolacce, poi ha detto che tanto non avrebbe capito niente perché era stupido. La sera abbiamo cominciato a fare progetti sulla scuola, sembrava perplesso ma non infastidito. Voleva fare l’amore con me, anzi diceva che lo voleva fare proprio perché gli veniva spontaneo e qui mi ha messo in crisi allora gli ho detto che non mi fidavo e che dovevamo fare prima i test per l’aids e rifarli dopo il periodo finestra, l’ha bevuta e ha messo da parte l’idea. La sera abbiamo visto la tv io in poltrona e lui allungato sul divano. Ogni tanto rideva e quel modo di ridere non lo dimenticherò mai più. L’indomani al lavoro ho preso un’ora di permesso e sono andato alla sua scuola per l’iscrizione, perché non si era iscritto e gli ho portato i moduli a casa, mi ha guardato incredulo e mi ha detto: “Allora la prendi sul serio!” Marco non si allontanava mai da casa, pensavo che prima o poi avrebbe avuto la necessità di andare in giro per locali come faceva prima, ma non succedeva, non mi chiedeva quattrini. Dopo una settimana ormai quella era anche casa sua. Insomma, Project, tra poco farà la maturità. Io sono andato a parlare coi professori in qualità di zio (fasullo) e Marco con la scuola ha ingranato benino e penso che dopo ci sarà anche l’università. Adesso vive con me, è la cosa più bella che mi sia mai capitata nella vita e io sogno che lui possa trovarsi un ragazzo come si deve che gli voglia bene perché temo che possa affezionarsi troppo a me. Per un lato lo temo e per l’altro lo desidero. Ormai niente più locali né per lui né per me. Nella mia vita ho fatto sesso con tanti ragazzi, mai con Marco, eppure gli voglio un bene totale e mi sento amato. Non so se la nostra è una coppia gay o magari è solo la solidarietà dei disperati però è la cosa più bella che mi sia capitata. Cioè io adesso ho capito che cosa vuol dire amare un ragazzo, prima non l’avevo mai capito, prima pensavo che amore e sesso fossero la stessa cosa ma poi ho capito che non è così. Project, questa è la storia che avevo cominciato a raccontarti ieri sera e sei stato l’unico che l’ha presa sul serio! Grazie Project! Chissà se avessi incontrato progetto gay 20 anni fa …

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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta nel Forum di Progetto Gay:
http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=19&t=644&start=0

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