TRENTENNI GAY RINUNCIATARI

Sono stanco, certe volte mi sento proprio fuori posto, mi sento agitato, confuso, senza une direzione precisa, cambio parere ogni quarto d’ora, cerco conforto nel giudizio altrui, quasi me ne sento dipendente, se quel giudizio mi è favorevole ne sono contento e lo sopravvaluto, se non è secondo quello che penso io me ne sento depresso. Mi sento un individuo gretto, senza prospettive ideali, molto calcolatore, piccolo di cervello e tutto chiuso su se stesso. Sono incapace di fare cose serie, cose vere, cose che hanno un valore morale. Non sto parlando del lavoro che va più o meno bene sempre con la solita navigazione in acqua bassa. Sopravvivo nel piccolo cabotaggio, rintanato in pensieri e in dubbi gretti, sono incapace di guardare lontano, sono avaro, invidioso, sembra un paradosso ma la lussuria è il minore dei miei vizi, perché del sesso non solo posso fare benissimo a meno, ma di fatto l’ho archiviato, neanche per scelta, solo per debolezza, per fatica, perché ci vorrebbe una partecipazione che non c’è più e forse non c’è mai stata. Quella che invece c’è sempre di più è la paura di lasciarsi andare a cose che possono creare problemi, aspettative, illusioni di vario tipo: la mia regola è: “stando fuori, almeno non si hanno problemi.” E quindi tutto è vissuto dal di fuori, quel poco che è vissuto. Vivo all’insegna del precario, e dire vivo è già esagerare, perché in realtà sopravvivo. Non ho molta stima di me stesso, l’ho avuta in altri tempi ma piano piano la sto perdendo, non parlo di autostima come effetto del successo sociale, perché la gente non mi conosce ma di autostima proprio come valutazione di sé, indipendentemente da altri parametri. Non mi sento un brav’uomo, sono una persona onesta per abitudine, perché non essere onesti è faticoso, la mia onestà ha la lettera minuscola, perché l’Onestà con la lettera maiuscola richiede volontà e impegno. Sono onesto per paura dell’autorità, per evitare guai, non per vocazione. Che effetto mi fanno oggi i ragazzi? Se c’è qualche bel ragazzo mi colpisce, a qualche ragazzo ho voluto e voglio ancora bene (ovviamente tutto e solo nella mia testa), ma sono pochissimi, la stragrande maggioranza dei ragazzi mi è totalmente indifferente, mi hanno detto che non mi concentro sui ragazzi ma su quello che potrei fare con loro, ma la cosa mi sembra proprio grottesca, in realtà di quello che in teoria si potrebbe fare con un ragazzo non mi interessa assolutamente nulla e certe volte mi chiedo perché al sesso fisico si attribuisce tanta importanza. Ho ancora i miei sogni, non cerco più di realizzarli, me li tengo come sogni, come fantasia che non si concretizzerà. Mi dicono che ormai sono vecchio, anche se non ho ancora 30 anni, o che ragiono da vecchio, che sono vecchio dentro, e forse è vero. Mi dicono che sono un po’ depresso, ma in realtà mi sento solo stanco, non stanco di vivere, ma stanco fisicamente e di conseguenza anche mentalmente. La scorsa estate mi hanno proposto di fare le vacanze insieme con gli amici (tutti etero), io sono rimasto a casa, non sono andato con loro ma nemmeno con i miei amici gay (una coppia), me ne sono rimasto a casa, praticamente da solo. Certe volte penso che mi piacerebbe farmi coinvolgere in qualcosa di serio, di moralmente impegnato, ma ogni volta che se ne presenta l’occasione (alcuni amici fanno volontariato) faccio di tutto per schivarla con la massima cura. Sogno un ragazzo, ma oggettivamente non lo desidero, mi basta l’idea, perché so che non funzionerebbe, quando ci ho provato è durata pochissimo ed è finita male. E poi i motivi di incomprensione, che alla fine distruggevano tutto, erano i più incredibili, praticamente sempre legati alla privacy, cioè al fatto che non tolleravano che io volessi tenere almeno un po’ del mio privato solo per me. Mettersi insieme, ok, lo capisco, ma mettere insieme proprio tutto no! Ci sono cose più private perfino del sesso, che non voglio condividere con nessuno, in fondo, coppia o non coppia, ognuno resta se stesso e il mondo suo più intimo se lo tiene ben stretto. Per esempio non sopportavano che io non parlassi mai dei miei ex, se così li posso chiamare, ma tra me e i miei cosiddetti ex c’era un mondo privato in comune che non apparteneva agli altri ragazzi. Gli ex sono ex, e va bene, ma almeno hanno lasciato un ricordo che è solo mio e loro, tutti gli altri non c’entrano. Mi sento debole e lo sono, sia fisicamente che moralmente, e mi piacciono i ragazzi deboli, sogno di abbracciarli e di addormentarmi nel loro calore. Ovviamente non succede niente di tutto questo, ma è meglio il sogno di una brutta realtà piena di condizionamenti assai poco nobili. In fondo ognuno cerca di realizzare il suo sogno, di trasportarlo nella realtà ma questo significa che la coppia non esiste e che ciascuno vuole solo cercare un altro protagonista per la “sua” storia, un secondo protagonista che va bene nella misura in cui recita il suo ruolo in commedia, non conta quello che è, ma come recita la sua parte, solo che anche lui ha i suoi sogni e vuole tirarti dentro il suo sogno e vuole che anche tu reciti la parte che lui ha in testa per te, questa sarebbe la vita di coppia! Meglio sognare, è molto meno impegnativo e poi i sogni non si devono necessariamente condividere con qualcuno.
Project, mi rendo conto che questa mia mail stride parecchio col clima tutto positivo (o quasi) del forum, comunque fanne quello che vuoi. Non ti nascondo che un po’ mi piacerebbe sapere che ne pensano gli altri.
Uno Qualunque
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GAY, MASTURBAZIONE E PIACERE SESSUALE – UNA VISIONE LAICA

Riporto qui di seguito, in traduzione mia, una parte di un importantissimo studio che potete leggere integralmente in Inglese sul sito della Organizzazione Mondiale di Sanità:
Sexual Health for the Millennium. A Declaration and Technical Document” una pubblicazione della World Association for Sexual Health.

http://www2.paho.org/hq/dmdocuments/2010/Sexual%20Health%20for%20the%20Millennium.pdf
Il brano è tolto dal Capitolo 8 “Achieve Recognition of Sexual Pleasure as a Component of Well-being” pp.135-138.
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IL PIACERE SESSUALE NEL CONTESTO STORICO

Durante gran parte della storia umana, l’amore appassionato e il desiderio sessuale sono stati visti come pericolosi, una minaccia per l’ordine sociale, politico e religioso (Hatfield & Rapson, 1993). Durante il periodo storico attuale, la religione e la medicina hanno avuto influenze potenti sulle norme sociali per la salute sessuale e il comportamento sessuale (Hart & Wellings, 2002) e per alcuni aspetti importanti queste istituzioni hanno ereditato e continuato la tradizione di considerare il desiderio sessuale, e per estensione il piacere, con vari gradi di sospetto.

Non è possibile fare generalizzazioni sulla misura in cui le grandi religioni hanno seguito prospettive o “sesso-negative” o “sesso-positive” verso il piacere e la sessualità. Tuttavia, si può dire che, in vari periodi storici, molte religioni, compreso il Cristianesimo e l’Islam si sono concentrate sugli aspetti riproduttivi e la funzione della sessualità. Di conseguenza, esse hanno perseguito forme di controllo severo sui comportamenti sessuali, in particolare al di fuori del matrimonio tra un uomo e una donna, e sui comportamenti che non portano alla riproduzione (ad esempio la masturbazione) e hanno visto il piacere sessuale, in particolare quello delle donne e degli omosessuali, sia uomini che donne, con disprezzo (Per un’ampia documentazione e una seria analisi delle prospettive religiose verso la sessualità nel corso della storia vedere Bullough, 1980, Hawkes, 2004).

Numerosi studiosi hanno documentato il disprezzo per il piacere sessuale, espresso da teologi cristiani e da istituzioni cristiane per gran parte della storia della Chiesa (ad esempio, Pagels, 1988). La masturbazione, in particolare, è stata un argomento controverso proprio perché il suo scopo primario è quello di produrre piacere (Coleman, 2002)La ricerca sulla masturbazione ha indicato che, contrariamente alle credenze tradizionali, la masturbazione è un comportamento sessuale comune collegato a indicatori di salute sessuale. Anche se non ci sono indicazioni negative per la salute associate con la masturbazione, essa è in grado di generare emozioni fortemente negative o positive per molti individui a seconda della interazione tra gli atteggiamenti sociali prevalenti e gli atteggiamenti e comportamenti individuali (Coleman, 2002).

In realtà, la ricerca ha indicato che la masturbazione inizia presto ed è una parte importante di un sano sviluppo sessuale (Langfeldt, 1981). Spesso è un marker di sviluppo sessuale (Bancroft, Herbenick, D., & Reynolds, 2002). Molti giovani conoscono il proprio corpo e fanno esperienza della loro reattività sessuale attraverso la masturbazione (Atwood & Gagnon, 1987). La masturbazione continua anche per tutta la durata della vita. Per esempio, molti adulti continuano a masturbarsi anche se sono sposati e hanno accesso immediato al rapporto sessuale (Laumann et al., 1994). La masturbazione può anche aiutare le persone anziane che non hanno un partner a disposizione a mantenere la funzione e l’espressione sessuale (Leiblum & Bachmann, 1988). La masturbazione è anche una sicura alternativa a comportamenti che comportano un rischio di infezioni a trasmissione sessuale, compreso l’HIV. I benefici della masturbazione sono illustrati dal largo consenso che essa riceve nella terapia sessuale come un mezzo per migliorare la salute sessuale dell’individuo e/o della coppia (Heiman & LoPiccolo, 1988; Leiblum & Rosen, 1989; Zilbergeld, 1992).

Affrontare masturbazione nell’ambito della programmazione e della promozione della salute sessuale può essere difficoltoso. Tuttavia i dati disponibili indicano che la masturbazione è importante e necessaria anche come argomento all’interno della promozione globale della salute sessuale.

Vi è la necessità di ulteriori ricerche includano lo sviluppo di teorie e la verifica di ipotesi circa l’impatto della masturbazione sull’autostima, sull’immagine del corpo, sulla funzione sessuale, sulla soddisfazione sessuale e sulla efficacia dell’integrazione alla educazione alla masturbazione nell’ambito dei programmi di promozione della salute sessuale.

Si deve notare che vari gruppi, provenienti da una varietà di fedi religiose, stanno manifestando prospettive positive e progressive verso il piacere e la sessualità. Tuttavia, si deve anche riconoscere che l’eredità di una interpretazione in gran parte negativa del piacere sessuale proveniente da molte istituzioni religiose è ancora ben viva oggi e continua ad ostacolare la il riconoscimento del piacere sessuale negli sforzi di promozione della salute in molte parti del mondo, in particolare se il piacere sessuale è vissuto in un contesto contrario a particolari norme religiose di condotta sessuale. Per quanto riguarda gli sforzi internazionali volti a promuovere la salute sessuale, l’alleanza degli Stati Uniti, del Vaticano e degli stati conservatori musulmani e cattolici in opposizione al riconoscimento di diversi diritti sessuali, compresi quelli relativi al piacere, è la testimonianza della continua influenza delle forze religiose conservatrici nella formazione delle politiche relative alla salute sessuale (Ilkkaracan, 2005).

Dalla seconda metà del 19° secolo, la medicina e la scienza medica hanno, in particolare nel mondo occidentale, esercitato autorità notevole sulla sessualità e anche qui troviamo che il piacere sessuale è stato spesso visto come patologia. Come Hart e Wellings (2002) suggeriscono “La lunga tradizione di rappresentare la malattia come una punizione per il peccato è continuata quando il comportamento sessuale è stato medicalizzato e trasformato in morbilità” (p. 896). Per esempio, la masturbazione, il desiderio omosessuale e il palese interesse sessuale, soprattutto se espresso dalle donne sono stati considerati fino a poco tempo fa dalla medicina come sintomatico di malattia psichiatrica e perversione.

Sebbene la medicina contemporanea e alcune istituzioni religiose abbiamo girato l’angolo nel riconoscere gli aspetti positivi e i benefici della espressione sessuale, molti tracce della propensione a concentrarsi sui risultati negativi della espressione sessuale sono ancora ben evidenti. “Il discorso pubblico di oggi circa la sessualità è quasi esclusivamente sui rischi e i pericoli: abuso, dipendenza, disfunzione, infezione, pedofilia, gravidanze adolescenziali, la lotta delle minoranze sessuali per i loro diritti civili” (Planned Parenthood Federation of America [PPFA], 2003. p. 1).

Anche se, nella maggior parte delle culture, il desiderio sessuale e il piacere ricevono la loro approvazione nel più ampio contesto di una relazione, il desiderio sessuale e il piacere sono sempre più visti come aspetti intrinsecamente positivi e gratificanti dell’esperienza umana. Mentre una preoccupazione relativa al piacere sessuale è talvolta considerata come una preoccupazione decadente di una cultura laica occidentale, è importante notare che diverse culture hanno tradizioni forti per l’affermazione piacere sessuale. Per esempio, all’interno della cultura brasiliana il concetto di “tudo” o “tutto” si riferisce al mondo di esperienze erotiche e piaceri (de Freitas, de Oliveira, e Rega, 2004).

In effetti, un discorso contemporaneo concernente il piacere può essere trovato in molte culture non occidentali. Per esempio, in Turchia, cioè in un paese che non è certo noto per la sua affermazione del piacere sessuale delle donne, è stato effettuato un programma di base che ha sottolineato il piacere sessuale come diritto umano delle donne (Ilkkaracan & Seral, 2000). Organizzazioni come il Centro Risorse sulla sessualità del sud e sud-est asiatico (Patel, online) ha sollevato la questione del piacere nel contesto della salute sessuale. Dalla loro revisione delle prospettive storiche e inter-culturali sull’amore appassionato e sul desiderio sessuale, Hatfield e Rapson (1993) concludono che il corso della storia è nella direzione di “… una crescente accettazione dell’amore appassionato e del desiderio sessuale come sentimenti legittimi ed esprimibili “(p. 91).

Il piacere sessuale è necessario e contribuisce al benessere, alla felicità e alla salute

L’amore romantico è una caratteristica primaria delle relazioni di coppia e si esprime attraverso la sessualità e la passione sessuale per il partner (Esch & Stefano, 2005). Anche se le differenze sociali politiche ed economiche attraverso il tempo e i luoghi possono notevolmente influire sugli atteggiamenti e sui comportamenti sessuali, la ricerca inter-culturale ha scoperto che le persone, in tutte le società, attribuiscono un grande valore all’essere con un partner per il quale c’è “reciproca attrazione-amore”(Buss et al., 1990). Il desiderio sessuale e il piacere sono incorporati nella caratteristica unitaria e fondamentale della reciproca attrazione tra i partner.

È dimostrato che la condivisione reciproca del piacere sessuale fa aumentare l’attaccamento all’interno della coppia (Weeks, 2002). Come Tepper (2000) scrive per quanto riguarda i diritti trascurati delle persone con disabilità di godere la loro sessualità “Il piacere, è un’affermazione della vita … può dare un senso di connessione con il mondo o di connessione reciproca, può guarire il senso di isolamento emotivo che molti di noi sentono anche se sono socialmente integrati “(p. 288).

In sintesi, il godimento del piacere sessuale gioca un ruolo importante nel contribuire alla costruzione, al mantenimento e la stabilità delle relazioni di coppia e, senza dubbio, la qualità delle relazioni di coppia è fondamentale per la salute e il benessere degli individui e delle famiglie. Mentre il piacere sessuale può essere visto come un fine in sé e per sé, per molti, se non per la maggior parte delle persone, il piacere sessuale si intreccia con sentimenti di intimità e affetto per i loro partner. Il desiderio sessuale e il piacere non solo facilitano la riproduzione, ma funzionano come un meccanismo di coesione sociale per il rapporto di coppia, una struttura di parentela essenziale in tutte le culture del mondo (Fisher, 2002).

Al livello più fondamentale, il piacere sessuale è radicato nella più elementare delle funzioni umane, come è stato riconosciuto dalla psicologia evolutiva. Nel contesto del comportamento adattivo e della sua necessità in continua evoluzione, sembrerebbe che il piacere generato dalla stimolazione sessuale, dall’orgasmo o dal rapporto sessuale potrebbe essere selezionato in funzione evolutiva. Di conseguenza, il piacere può essere visto come un meccanismo efficace e importante di adattamento, la cui funzione è quella di assicurare la procreazione e la sopravvivenza della specie (Esch & Stefano, 2005, p. 182).

Nella misura in cui una società si occupa del benessere e della stabilità delle famiglie in generale, e in particolare delle coppie, è nell’interesse dei politici riconoscere l’importanza del piacere sessuale e attuare programmi di promozione della salute sessuale che riguardano il piacere sessuale come fondamentale per la salute e il benessere individuale e di coppia.

Il recente studio globale sugli atteggiamenti e i comportamenti sessuali (Global Study of Sexual Attitudes and Behaviors) che ha esaminato vari aspetti della salute sessuale in un campione di 27.500 uomini e donne, età compresa tra 40 e 80 anni, provenienti da 29 paesi culturalmente diversi di tutto il mondo, offre una forte evidenza dell’importanza del piacere e della soddisfazione sessuale per la felicità e il benessere degli individui e delle coppie (Laumann et al, 2006:.. Nicolosi et al, 2004). L’indagine ha posto ai partecipanti, tra l’altro, domande circa il grado in cui hanno trovato fisicamente gratificanti le loro relazioni e su quanto sia importante il sesso per la loro felicità generale. Più di tre quarti degli uomini (82%) e donne (76%) sono concordi nel dire che il sesso soddisfacente è essenziale per mantenere un rapporto. Gli autori hanno concluso che, secondo i risultati ottenuti, nonostante le sostanziali variazioni culturali, di norme e di valori sessuali, il benessere sessuale soggettivo è stato associato con la felicità generale negli uomini e nelle donne.

Un Libro Bianco pubblicato dalla Planned Parenthood Federation of America (PPFA, 2003) in collaborazione con la Società per lo Studio Scientifico della sessualità ha raccolto ampie prove scientifiche che dimostrano i benefici per la salute della espressione sessuale. Nel loro insieme, gli studi citati suggeriscono che l’attività sessuale col partner e/o la masturbazione possono essere associate a maggiore longevità, immunità alle malattie, capacità di gestire il dolore, autostima e riduzione dello stress.

In sintesi, il piacere sessuale aiuta a cementare la struttura primaria della relazione di coppia, contribuisce alla felicità generale nella vita degli uomini e delle donne (sia che siano in coppia sia che non lo siamo) e si associa a vari aspetti della salute. Visto in questo modo il piacere sessuale non è cosa frivola o inutile ma è essenziale.
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COPPIA GAY OLTRE IL SESSO

Ciao Project,
ho deciso di mandarti questa mail per chiederti che cosa pensi della vita gay di coppia. In linea di principio credo che l’equiparazione legale delle unioni civili gay col matrimonio eterosessuale sia una cosa giustissima. Si tratta di rapporti d’amore e di solidarietà nei quali c’è certamente anche una componete sessuale ma alla fine il rapporto che si crea in una coppia gay stabile è estremamente più complesso. Io ho 50 anni, convivo col mio compagno da 28, lui ha 52 anni (chiamiamolo Daniele). Quando ci siamo conosciuti eravamo praticamente ragazzi e c’era tra noi una attrazione reciproca molto forte. Ho pensato più volte che sia io che lui avremmo potuto incontrare altri ragazzi e il nostro rapporto sarebbe finito. Allora non pensavo affatto di essere un bel ragazzo e avevo molti complessi legati al mio aspetto fisico. Non ci siamo mai fatti promesse di amore eterno perché nessuno conosce il futuro e può ipotecarlo, abbiamo invece cercato di non dare a priori troppo significato al nostro rapporti. Lui mi diceva spesso che dovevo sentirmi libero e che mi avrebbe voluto bene anche se non fossi stato il suo ragazzo. Mi ripeteva che per volersi bene non è affatto indispensabile vivere in un rapporto esclusivo di coppia. Non ci veniva neppure in mente di vivere insieme, ciascuno di noi aveva le sue amicizie e continuava a frequentarle, però siamo stati sempre il punto di riferimento uno per l’altro. I primi mesi tra noi il sesso era una cosa molto frequente, in pratica quotidiana o quasi, poi la frequenza dei rapporti sessuali ha cominciato a diradarsi, ma non perché io o lui andassimo a cercare sesso con altre persone, semplicemente perché non ne sentivamo il bisogno, parlavamo anche meno in chat, ma quando parlavamo i discorsi erano veri e seri. Insieme stavamo comunque bene, non sapevo se considerarlo il mio ragazzo ma in effetti la sua presenza per me era importantissima. Poi, in una nottata di pioggia torrenziale, quando avevo 28 anni, ho avuto un brutto incidente d’auto e sono rimasto in coma farmacologico per dieci giorni, quando ho cominciato a svegliarmi e a rendermi conto che era successo qualcosa di grave che avrebbe cambiato la mia vita, ho pensato subito a Daniele e lui era lì, vicino a me e mi parlava. Ero molto confuso e non ero in grado di capire che cosa mi stesse dicendo. Sono stato ricoverato per 6 mesi e Daniele è stato sempre vicino a me, più di mio padre e di mia madre. Lui a quel tempo lavorava già, ma il suo tempo libero dal lavoro lo dedicava integralmente a me. In ospedale pensavano che fosse mio fratello. Un giorno il dottore mi ha dato una radio nuova e mi ha detto che “mio fratello” gli aveva chiesto di darmela. Gli ho spiegato che non era mio fratello ma il mio ragazzo, e lui mi ha chiesto stupito? “Ma veramente?” Gli ho risposto di sì e lui mi ha detto: “Sei fortunato! Quel ragazzo ti vuole bene veramente!” Io però non sapevo che cosa sarebbe successo in seguito, perché ero vivo, certo, ma ormai ero fisicamente compromesso e non sarei stato più quello di prima. Una sera, mentre eravamo soli, mi guarda negli occhi e mi dice: “Ti devo parlare di una cosa importante.” Mi aspettavo che mi dicesse che se ne sarebbe andato per la sua strada, e avrei anche potuto accettarlo, e invece mi ha detto: “Te la sentiresti di vivere con me?” Io ho cercato di prendere tempo, gli ho chiesti di lasciare che io ci pensassi per un paio di giorni perché si tratta di una cosa molto importante. Non volevo condannare Daniele ad assistermi, gli volevo troppo bene e soprattutto non volevo che lui stesse vicino a me perché provava pena per me. Alla fine gli ho risposto che non me la sentivo. Lui non ha insistito e mi ha detto solo: “ok, avremo modo di ripensarci meglio!” Dopo qualche giorno è tornato di nuovo sull’argomento, mi ha detto che aveva parlato coi miei genitori e anche con i suoi e che i miei genitori sarebbero stati d’accordo. Effettivamente Daniele ha sempre avuto un ottimo rapporto con mio padre. Secondo me, mio padre ha accettato facilmente la mia omosessualità proprio perché ha conosciuto Denny e sa che Daniele mi ha sempre voluto bene. Ho cercato di fargli capire che non ero più il ragazzo di prima e che non lo sarei stato mai più, che lui avrebbe potuto avere molto più facilmente una vita felice senza di me che con me. Lui mi ha risposto: “Roberto, se avessi voluto andarmene lo avrei già fatto e non ti farei certe proposte.” Gli ho detto che non volevo un ragazzo che si sentisse in obbligo si starmi vicino. Lui ha tirato fuori dalla tasca una bustina, mi ha preso la mano e mi ha infilato una fede matrimoniale, proprio come quelle che si benedicono in chiesa, poi lui si è infilato l’altra fede e mi ha detto: “Io tu ho infilato questa fede, se, in qualunque momento to dovessi non sentirtela più di stare con me, basta che la togli e io capirò senza troppi discorsi ma continuerò a volerti bene lo stesso.” Da quel giorno non ci siamo più tolti le fedi. Uscito dall’ospedale sono andato a vivere con lui in un piccolissimo appartamento in città, vicino al posto dove lui lavora. I primi tempi sono stati duri, ho fatto diversi interventi chirurgici, poi il neurologo ha detto che secondo lui una rieducazione avrebbe potuto portare notevoli benefici. Non abbiamo tanto denaro da poterci permettere un vero fisioterapista, e così Daniele ha cercato di essere lui il mio fisioterapista. Tramite delle lezioni online e con l’aiuto di un amico fisioterapista che ogni tanto viene a trovarmi, Daniele è stato capace di portarmi nuovamente all’uso della gambe. Il neurologo non credeva ai suoi occhi. Dopo un anno ero in grado di muovermi da solo in casa. Quando ho compiuto 30 anni ero ormai completamente autonomo, potevo uscire di casa da solo e fare anche le scale. Solo per salite e scendere dagli autobus avevo bisogno di un aiuto. Poi Daniele si è messo in mente che avrei potuto addirittura prendere la patente usando un’automobile con delle piccole modifiche nei comandi e alla fine siamo riusciti a fare anche questo. Il giorno in cui mi hanno dato la patente siamo andati fuori città insieme e ho guidato io! In questi anni ci sono stati momenti di incomprensione anche profonda ma non abbiamo mai preso in considerazione l’ipotesi di interrompere il nostro rapporto. Quando abbiamo i nostri momenti di intimità io mi sento felice, non per il sesso in sé ma perché è un modo di comunicare tra noi e di dirci che ci vogliamo bene. Il sesso ha la sua importanza, ma il mio rapporto con Daniele, ora più che mai, non si basa sul sesso. Non siamo ancora vecchi ma le prime avvisaglie dell’età si fanno sentire. Non solo Daniele mi ha permesso di vivere una vita come di deve a livello fisico nonostante l’incidente ma rappresenta per me il mio futuro. Non sono capace di pensare a me stesso come single, ormai sono inevitabilmente parte di una coppia. C’è un solo pensiero che mi spaventa ed è l’idea di perdere Daniele. Prima o poi uno di noi due se ne andrà e l’altro rimarrà terribilmente solo. Per chi sopravviverà all’altro la vita sarà irrimediabilmente spezzata. Noi siamo gay e purtroppo per un gay la vecchiaia è sinonimo di solitudine, ma non è una solitudine come quella che si trova da giovani, quando si è comunque autosufficienti. La vecchiaia di un gay significa solitudine quando non sei più autosufficiente. Comunque adesso noi ci siamo e non voglio pensare a cose brutte e spero di poter trascorrere col mio Daniele ancora molti e molti anni. Volevo soltanto dire che la vita di coppia vissuta con amore ti fa capire ad un altro livello che cosa vuol dire la parola solidarietà.

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