SESSO GAY, RECITAZIONE E COMPORTAMENTI AMBIGUI

Questo post è dedicato alle proiezioni e alle ambiguità che possono presentarsi nell’ambito della sessualità gay. Sottolineo a scanso di equivoci che sono cose che esistono anche in ambito etero, ma qui restringeremo lo sguardo solo sulla realtà gay.

Cerchiamo come prima cosa di circoscrivere l’argomento. Non intendo parlare di storie d’amore gay, perché quando la relazione è fortemente radicata a livello affettivo i comportamenti sessuali stereotipati tendono a svanire a vantaggio di una sessualità più profondamente di coppia, intendo invece trattare di relazioni, spesso saltuarie, anche se durature, senza una salda base affettiva o con una base affettiva solo unilaterale, in questi tipi di relazione, che si reggono solo sull’appeal sessuale, la dimensione proiettiva assume spesso un peso notevolissimo, intendo dire che si tende a mettere da parte l’idea che la sessualità di coppia si costruisce in due, proprio per il fatto che qui non c’è propriamente una coppia ma solo due individui che decidono a soddisfare se stessi uno tramite l’altro, senza neppure cercare di costruire un rapporto affettivo di coppia.

Il risultato di tutto questo è che l’altro è considerato come uno strumento, e siccome non ci si adegua ad uno strumento ma si richiede che sia lo strumento ad adeguarsi a noi, il partner di una relazione sessuale di questo genere non interessa tanto come persona ma come involucro che può essere riempito proiettivamente con contenuti che nulla hanno a che vedere con la realtà.

Il meccanismo delle proiezioni sfocia talora nella richiesta al partner di recitare una parte. Cito qui un brano di una chat tra un 34enne che si ritiene bisessuale (A) e un 37enne gay (B):

A scrive: No! Così non va bene! Sei rozzo, devi essere più dolce più femminile, più sottomesso, devi fare resistenza come farebbe una donna, e soprattutto non devi dire stupidaggini, non devi fare commenti non devi fare sproloqui da checca innamorata
B scrive: Guarda io a te ci tengo veramente ma non ti posso mica prendere in giro, non è una recita! Se vuoi una ragazza te la cerchi! Ce ne stanno tante!
A scrive: Non ti preoccupare che me la cerco! Però tu devi fare la tua parte e non mi fare quello che casca sempre dal pero! A te fare la femmina ti piace eccome! Ammettilo! Non essere ipocrita!
B scrive: A me piace stare con te, è per questo che ci sto …
A scrive: No! A te ti piace essere messo sotto e fare la femmina!
B scrive: No! Proprio per niente!
A scrive: Ho capito, me lo hai detto mille volte! Però che ti costa farlo? È di questo che ho bisogno, se tu mi vuoi bene devi fare quello che dico io, ma devi fare la femmina vera!

Un altro esempio di proiezione che arriva fino alla richiesta di recitare un ruolo è il seguente tra due gay entrambi 35enni.

A scrive: Domani passo, sei pronto? E poi anche pipì…
B scrive: Ok … e tu come stai?
A scrive: Domani mi devi trattare proprio come una puttana… hai capito?
B scrive: Io ci provo, ma non mi viene spontaneo… tu non sei una puttana
A scrive: ci devi riuscire, mi devi umiliare, deve essere padrone, devi reagire forte, pure a schiaffi se non faccio quello che vuoi tu, tanto io non reagisco, sai sicuro…
B scrive: Ok, ci provo…
A scrive: Ma non devi fare una pagliacciata come l’altra volta, devi essere vero, forte, mi devi dominare
B scrive: Ma non si potrebbero fare anche un po’ di coccole o di sesso tradizionale?
A scrive: No! Se uno stronzo se me lo chiedi, non è di questo che ho bisogno da te, quella cose la faccio ma non con te…
B scrive: Bene! Grazie!
A scrive: Ma lo sai e lo hai sempre saputo, e io so che a te ti piace fare il padrone e te lo faccio fare perché ti piace!
B scrive: A me?
A scrive: Sì e sei un ipocrita se lo neghi! Ti piace sottomettere la gente!
B scrive: A me? Mh…
A scrive: Ti prego, non mi contraddire, pure se hai ragione, ma che ti costa fare quello che ti dico?
B scrive. Ok, io ci provo, poi vediamo come va.

Un altro comportamento tipico di alcune relazioni sessuali prive del tutto o quasi di affettività e l’ambiguità dei messaggi, l’incertezza nel proporre un contatto sessuale o addirittura il chiedere sesso in modo esplicito cercando di attribuire al partner la colpa dell’avere accettato quella proposta che non doveva essere accettata. Un esempio di questo comportamento è stato così riassunto:

“Io e Paolo (nome di fantasia) abbiamo una relazione, o qualcosa che somiglia a una relazione. Lui è un bellissimo ragazzo appena trentenne, dal mio punto di vista è il modello di uomo, me ne sono innamorato a prima vista e la cosa dura da anni, solo che lui non è innamorato di me e lo posso capire, perché io ho 44 anni e non sono affatto un bell’uomo.

Che cosa ha trovato lui in me non lo so, ma qualcosa ci deve avere trovato perché è interessato a fare sesso con me, lo sottolineo, non è innamorato di me, ha avuto e ha anche adesso altri ragazzi dei quali è innamorato perso, ma che non sono innamorati di lui e ci sta malissimo e allora si consola con me ma solo a livello sessuale, anche se a me resta qualche dubbio che non sia solo una cosa di sesso, ma so che lui non lo ammetterebbe mai.

Comunque, io lavoro dalla mattina alla sera per mettere insieme il pranzo con la cena e non sto quasi mai a casa perché vivo coi miei genitori, non per scelta ma per necessità, perché hanno grossi problemi di salute, e lavoro in un’altra città, a circa 30 km dalla mia. Sul posto di lavoro ho un minuscolo alloggio di servizio dove c’è anche un letto. Durante i turni di lavoro non posso allontanarmi ma negli intervalli tra due turni ho un po’ di libertà. Paolo sa i miei orari.

Bene, una sera mi chiama al cellulare appena ho finito il turno di sera e ho chiuso tutto e devo aspettare per riaprire al mattino. Sono un po’ spiazzato perché non mi aspettavo di vederlo. Lo faccio entrare nel mio minuscolo alloggio e lui, senza farmi dire nemmeno una parola mi salta addosso e mi strappa letteralmente i vestiti. Per circa mezz’ora facciamo sesso, ed è una cosa seria e partecipata da entrambe le parti (nonostante le precauzioni per la prevenzione delle malattie) io sono piuttosto contento perché lo vedo sciolto e partecipativo, cioè molto meno rituale del solito, d’altra parte per venire da me ha dovuto fare 30 km in macchina.

Fino alla fine del rapporto sessuale va tutto benissimo, cioè non c’è nessun problema a nessun livello, ma una volta che ci siamo rivestiti lo vedevo stranito, mi ha detto: “Tu lo sai che per me tutte queste cose sono deleterie? Perché io non voglio diventare dipendente, e te lo avevo anche detto che dovevi dirmi di no, ma tu hai pensato a te stesso e hai fatto quello che hai voluto e non hai pensato al mio bene, quindi tu non mi vuoi bene veramente, tu pensi solo a te stesso!” Gli ho risposto: “Paolo, ma sei tu che sei venuto a cercarmi fino qui!” E mi ha risposto: “Sì, ma io sono dipendente e mi devo staccare da te e se tu fai così io non mi staccherò mai da queste cose…” Abbiamo cominciato a discutere e poi anche a litigare su questa cosa e io non sapevo che cosa dire.

A un certo punto ha cambiato di nuovo atteggiamento e mi è saltato addosso un’altra volta supplicandomi di non fermarlo, al che l’ho preso per i polsi e l’ho tenuto fermo e lui mi ha detto: “Per l’ultima volta, solo per l’ultima volta! Ti prego non mi rifiutare!” Gli ho detto: “Ma dopo non prendertela con me!” lui ha detto: “No! Stai tranquillo, ma non mi dire di no!” Poi abbiamo fatto sesso di nuovo e si vedeva che era contento e del tutto sciolto, quando facciamo sesso tra noi non ci sono mai problemi, il problema viene sempre dopo… ma quella volta è stato diverso, il sesso è durato di più, è stata una cosa più autentica del solito in qualche modo è stato più sesso e meno dipendenza.

Quando abbiamo finito era notte fonda e lui se ne voleva andare, ma non l’ho fatto andare via perché era stanchissimo, si è sdraiato sulla branda e io ho dormito in poltrona, abbiamo dormito fino alle 6.30, poi siamo andati al bar a fare colazione ed è ripartito dicendo: “Non dire niente!“ Stanotte è stato tutto come un bel sogno ma tra un’ora potrebbe pentirsi di tutto. Non è per me che mi preoccupo ma non vorrei che si sentisse veramente sfruttato sessualmente da me, è una paura generica, perché in fondo non credo proprio che lui lo pensi.”

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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto gay: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=23&t=6583

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SESSO GAY E SENSO DI DOMINIO E DI INTRUSIONE

Ciao Project,
sono un ragazzo di 26 anni e vivo in una grande città del nord, ti scrivo perché ormai da un bel po’ di tempo, diciamo circa tre anni, comincio a pensare che non avrò mai una vita con un ragazzo, perché non mi sento adatto a una vita di coppia. Ci ho provato, ma praticamente in tutti i casi ho finito per tradire il mio ragazzo di turno. Stavo in coppia con uno ma poi arrivavo al sesso con altri ragazzi e alla fine ci restavo malissimo. Le pochissime volte che mi sono innamorato, o forse dovrei dire l’unica volta, ci sono rimasto proprio di merda, per me era una cosa importantissima e invece sono stato trattato a pesci in faccia e adesso, dopo vari tentativi, tutti finiti male per colpa mia, sto cominciando a cercare sesso facile pure con sconosciuti e qualche volta pure a rischio, anzi è come se il rischio mi attraesse e mi facesse dimenticare qualunque prudenza, una specie di sfida con me stesso. So benissimo che il rischio c’è ma finisce che la prendo come una scommessa e mi devo dire che non ho paura. Non dirmi che sono comportamenti da stupido, lo so da me, ma è che quando mi trovo lì, alla fine non mi trattengo. È successo più volte specialmente qualche anno fa, adesso molto meno anche perché magari se si tratta di incontrarli di persona preferisco ragazzi di cui penso di potermi fidare, che magari mi direbbero se hanno tenuto comportamenti a rischio, anche se pure loro si fidano di me e fanno malissimo perché io i miei rischi li ho corsi eccome. Adesso, diciamo che rischio meno perché faccio molto uso di sesso in cam, in pratica ci facciamo le seghe in chat con dei ragazzi che pesco nella chat, intanto non è pericoloso per la salute, e non è cosa da poco, però c’è dell’altro. Il sesso in chat lo fanno in molti, è a rischio zero, e tutto sommato non creerebbe particolari problemi, ma per me le cose sono diverse perché io uso il sesso in chat per provare un senso di dominio sui ragazzi che incontro, per portarli a fare cose che non vorrebbero fare e sono cose di cui mi vergogno molto. Ti faccio un esempio, scelgo quasi sempre ragazzi che stanno in coppia, contatto un ragazzo, poi gli propongo di segarci in cam, lui ci sta e allora gli chiedo di parlarmi prima del suo ragazzo, di dirmi come ce l’ha, che cosa fanno insieme ecc. ecc. e poi gli chiedo una foto spinta del suo ragazzo e in genere a questo punto i ragazzi fanno prima tante storie ma poi le foto me le danno e mi mandano anche video di quando fanno sesso col loro ragazzo. Altre volte quando siamo in chat, voglio che il ragazzo chiami al cellulare il suo ragazzo in modo che io possa vederlo mentre fa sesso al cellulare col suo ragazzo, mentre lui vede me che mi masturbo. Questo è più o meno il quadro, Project, capisco da me che c’è qualcosa che non funziona. Mi eccita molto portare piano piano i ragazzi a cedere e a fare cose che all’inizio non vogliono fare, è come se avessi un potere su di loro e poi c’è una cosa che mi spaventa molto, io non faccio sesso con questi ragazzi perché mi sono innamorato o mi sono preso una cotta per loro, a me di loro non me ne frega proprio niente, mi piace farci sesso e soprattutto sapere che posso avere un potere su di loro. Altre volte è come se mi volessi intrufolare nelle vicende intime dei ragazzi che contatto, come se mi volessi mettere in mezzo tra loro e i loro ragazzi, come se volessi approfittare del mio fascino per metterli in crisi. Ho anche degli amici coi quali ho fatto e faccio ancora sesso qualche volta, non so se mi conoscono a fondo ma non credo, cioè certi comportamenti da me non se li aspetterebbero. Project, ho letto nel forum del sesso come tenerezza, beh, io proprio non riesco a pensare a una cosa simile, per me il sesso è solo sesso ed è molto importante anche perché mi dà un potere su altri ragazzi e mi fa sentire dominatore. Con un mio amico col quale avevo avuto una storia, per quanto mi riguarda soprattutto o solo di sesso e per quanto riguarda lui, forse, anche con un sentimento vero, ho parlato di queste cose. Con lui non ero mai arrivato a fare le porcate che ho fatto e faccio adesso con altri, ma lo avevo portato a sciogliersi molto sessualmente e penavo di averlo veramente dominato, nel senso che non mi diceva mai di no. Beh, adesso ci ho parlato, cioè del sesso come modo di dominare le persone, e mi ha detto che non si è mai sentito dominato e non ha nemmeno pensato di essere lui a dominare, solo che queste idee di potere sull’altro a lui non erano mai passate per la mente, parlarci mi ha messo in crisi, perché io non riesco ad innamorarmi di nessuno e penso che un ragazzo non mi basterebbe mai. Con questo mio amico parlo di tutto, soprattutto di sesso, di quello che faccio con gli altri ragazzi, diciamo che vorrei farlo eccitare così, soprattutto perché sentirei di avere un potere su di lui, ma mi dice che ha sempre dato per scontato che io avessi la mia vita sessuale e che lui mi vuole bene così come sono, perché sono per lui una persona fondamentale. Quando mi dice queste cose al telefono io chiudo la conversazione perché non so e non voglio costruire una cosa che ha una base affettiva vera, ne ho paura e poi, per essere onesti fino in fondo, questo mio amico, per me, non è proprio il massimo come attrattiva sessuale. Che devo fare per avere una vita sessuale normale? Prima di tutto per mettere da parte del tutto l’idea di accettare il rischio che invece mi affascina, non lo so, forse per una qualche spinta autodistruttiva, e poi come fare per vivere il sesso in modo normale? Cioè senza l’idea del dominio, senza dover entrare nella vita intima dei ragazzi che si fanno una sega in cam con me. Loro sono tentati da me perché sono abbastanza un bel ragazzo, e finiscono per fare quello che non vogliono mettendo in mezzo i loro ragazzi e poi si sentono il colpa e allora li pianto lì. Perché non riesco a innamorarmi di nessuno? Perché non riesco nemmeno a farmi una “normale” sega in cam? Certe volte mi faccio schifo da solo ma non so come uscirne. Che ne pensi, Project?
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Dopo avere letto con attenzione la tua mail ti avevo mandato il mio contatto skype, avevo abbozzato una risposta e aspettavo di rifinirla prima di postarla. Poi ieri notte mi hai aggiunto su skype e abbiamo parlato a lungo. Beh, ho cancellato la bozza di risposta che avevo preparato e ho cominciato a preparare una nuova risposta, non perché ci fosse qualcosa da aggiungere a quello che ci siamo detti su skype, ma perché potrebbe essere utile anche a tanti altri ragazzi. Come ti ho detto ieri, parlando con te direttamente ho trovato molti elementi di riflessione che dalla mail non emergono. In primo luogo hai un’attenzione verso i tuoi amici che ti porta a non fare sesso con loro se non hai la certezza documentata dal test di non poterli contagiare di hiv. Adesso non hai questa certezza al 100% e quindi niente sesso, perché non vuoi mettere a rischio persone che ti vogliono bene. Un ragionamento di questo genere è di alto profilo e fa pensare che tu abbia eccome un controllo razionale delle tue azioni. Resta però il fatto che tendi a rimandare il test nel tempo, cosa che non ha senso, perché devi pensare anche alla tua salute e se hai anche il minimo dubbio non devi rinviare il test. Ho notato che tendi a svalutarti e a dire che in fondo il tuo destino non conta nulla perché tutti quelli coi quali sei stato alla fine ti hanno cacciato a pedate, ma le cose non stanno affatto così, da quello che mi hai detto, hai amici che a te ci tengono eccome e te lo fanno anche capire e d’altra parte anche tu vuoi bene a questi amici al punto di non fare sesso con loro quando ne hai voglia se pensi che ci possa essere anche un minimo rischio. Sembra quasi che tu cerchi nel sesso un sostituto dell’affettività e nello stesso tempo che tu cerchi di rendere il sesso qualcosa che sia il più lontano possibile dall’affettività. Hai paura di costruire una vita stabile di coppia, è come se tentassi di esorcizzare questa eventualità cercando ragazzi coi quali avere contatti molto superficiali e soprattutto cerchi di vedere nel sesso un mezzo di dominio, quasi fosse una rivalsa alla mancanza di affetto. Parlare con te ieri sera aveva un senso e si capiva, era un dialogo molto serio e molto vero, niente a che vedere con i discorsi che mi capita di fare con ragazzi che ormai hanno creato una vera dipendenza rispetto al sesso. Ti autoaccusi di tradimento, ok, è successo, e allora che si fa? Si dice che siccome è successo, magari più di una volta, sarà sempre così? E poi, da quello che dicevi, ho avuto più volte l’impressione che tu ti sia messo in coppia con un ragazzo quasi sempre per esorcizzare la solitudine affettiva. All’inizio funzionava ma dopo non funzionava più e allora mantenersi fedeli a un rapporto nel quale non si crede più è difficile come è pure difficile interrompere quel rapporto. Io penso che tu abbia delle enormi potenzialità riguardo alla vita affettiva, che non è detto che debba essere in una coppia fissa, per esempio coi tuoi amici tu vivi dei rapporti affettivi non superficiali, con un po’ di sesso quando capita, ma non sono banalità e si vede dal fatto che durano negli anni e dal fatto che di quei ragazzi hai stima e provi anche tu affetto per loro. Il sesso ti attira, beh, mi sembra ovvio, è una delle forze più potenti della vita, in tutto questo non c’è nulla di assurdo. In tuto questo non c’è nulla di strano né di male, il male è il danno che si fa ad un’altra persona, vedi per esempio mettere in crisi i ragazzi che trovi in chat spingendoli a fare cose che non vogliono fare. Però, te lo ripeto, è successo, e adesso bisogna guardare avanti. Io credo che tu possa eccome avere una vita felice e penso che i tuoi amici a te ci tengano veramente. Non sei in coppia? Beh, non fa niente, si vive bene lo stesso, però, ti prego soprattutto di una cosa: fai il test senza rimandare, così elimini il tarlo del dubbio che ti lavora nel cervello, e poi usa sempre il preservativo, deve diventare proprio un automatismo mentale perché non devi metterti a rischio. Dici che il sesso orale col preservativo non ha senso, capisco che possa sembrare molto strano ma correre rischi seri per non usare il preservativo sarebbe una vera follia e poi, se ti trovi con un ragazzo e vi viene in mente di avere un momento di intimità, beh, la masturbazione reciproca non è pericolosa se non c’è contatto tra lo sperma o il liquido pre-spermatico di uno e le mucose dell’altro ragazzo, voglio dire che è sesso anche quello e può essere molto gratificante, se vissuto in un’atmosfera affettiva, quindi non vale proprio la pena di correre rischi col sesso orale senza protezione. Insomma, non è facendo discorsi fatalistici che si evitano i rischi sostanziali ma usando il cervello prima. Non buttarti giù con i sensi di colpa e guarda avanti, sei una persona di valore che ha fatto qualche cosa che non doveva fare, ma non ti credere una pecora nera, nell’armadio chiuso di moltissime persone ci sono ricordi di episodi ben più pesanti di quelli ai quali ti riferisci tu, quindi: girare pagina e guardare avanti con ottimismo!
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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post, aperta sul Forum Di Progetto Gay:
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