QUELLO CHE MI PIACE E QUELLO CHE NON MI PIACE NEL SESSO GAY

Ciao Project,
avevo grossi timori prima di parlare con te ieri sera, poi quei timori si sono dissipati e posso solo dire che parlare con te mi è stato veramente utile a mettere da parte tanti complessi inutili. Ho avuto una educazione molto cattolica, cosa che non ritengo del tutto negativa, ma che ha anche creato in me molti complessi verso la sessualità, e il fatto che io sia gay non ha certo facilitato le cose.

Comunque ieri sera non ho avuto problemi, è vero, ma mi sono comunque limitato a discorsi molto generali. Oggi vorrei entrare in questioni più specifiche sulle quali non ho nessuna possibilità di confrontarmi con altri ragazzi e poi, dove vivo io sarebbe non solo difficile ma anche rischioso perché qui l’omofobia è piuttosto diffusa.

Posso dirmi piuttosto fortunato perché frequento l’università in una grande città e ho la mia autonomia, a 22 anni, quasi 23, le mie esperienze sessuali le ho fatte anche se con risultati molto variabili. Ci sono delle cose che non mi piacciono affatto, prima di tutto che ci si veda soltanto per fare sesso e poi ciao, ci vediamo la prossima volta, è assurdo pensare di stare con un ragazzo solo per fare sesso con lui. Non sopporto le indecisioni, il fatto che uno si aspetti che l’altro si decida a fare sesso e che l’altro faccia finta di niente, un atteggiamento del genere mi sembra odioso, il sesso non si deve chiedere come una grazia, ma deve venire spontaneo, altrimenti il rapporto non è paritario.

Ma entriamo nello specifico. Mi piacciono i ragazzi che non si fanno pregare, che fanno la prima mossa, che non giocano di rimessa, che fanno capire che sono veramente coinvolti. Permettimi di esprimermi liberamente, non mi piacciono i ragazzi che quando si preparano a fare sesso (si abbassano gli slip) non sono nemmeno in erezione, se non ce l’hai duro vuol dire che non sei veramente coinvolto sessualmente, se non è la mia stessa presenza a fartelo venire duro, che senso ha andare avanti? Probabilmente ci sono altre persone con le quali reagiresti con un’erezione molto rapida e decisa, lo dico perché io, se sono veramente coinvolto, reagisco immediatamente.

Non mi piacciono i ragazzi che si vergognano di essere eccitati, i ragazzi che se lo coprono con le mani, che vogliono spegnere la luce, che vogliono restare sotto le lenzuola. Ma che senso ha fare sesso con un ragazzo se non posso nemmeno vedere come è fatto? Uno mi ha detto che sono un guardone, ma se faccio sesso con te e la cosa a te sta bene, non capisco proprio che cosa hai da vergognarti.
Poi c’è tutta l’inconfessabile serie di complessi sulla dimensione del pene, sulla forma, sulla lunghezza, sulla grossezza, sul mantenere l’erezione ecc. ecc., qui forse posso capire di più le paure di tanti ragazzi e quello che dici tu, Project, mi sembra un po’ riduttivo. Almeno per me il fatto che il mio compagno sia ben dotato non è indifferente. Io prendo come modello il mio, che non è niente di speciale, ma mi sta bene, perché ci sono abituato.

Mi piacciono i ragazzi con il pene simile al mio, diciamo così, normale di dimensioni e dritto. Non ho mai incontrato ragazzi col pene curvo in modo accentuato, ne ho invece trovato uno con una fimosi stretta ed era un po’ complessato da questa cosa, ma devo dire che, salvo un po’ di perplessità iniziale non mi ha creato nessun problema, reagiva benissimo e per tanti aspetti (dimensione e forma) era anche ben al di sopra degli standard normali e dei miei in particolare. Con quel ragazzo non ho avuto problemi sessuali di nessun genere, ma la storia è finita perché è andato a vivere in Australia e mi è dispiaciuto molto, perché era un ragazzo buonissimo e di intelligentissimo.

Ma andiamo avanti, non mi piace il sesso rituale, ripetitivo, quello fatto con la faccia dura, senza sorridere e senza scherzare su quello che si sta facendo. Poi c’è una cosa fondamentale, anche se sono riuscito a realizzarla solo una volta, il sesso deve essere sicuro, il rischio deve essere ridotto a zero, si fa il test insieme prima di fare sesso, si aspetta il periodo finestra e si rifà il test, se è venuto negativo entrambe le volte, allora si può essere molto più tranquilli e si può fare sesso senza essere divorati dai dubbi e dalle preoccupazioni. Se uno non vuole fare il doppio test, allora si fa solo col preservativo e non ci possono essere discussioni, certo è molto meno coinvolgente, ma se lui lo vuole fare in modo più coinvolgente allora si deve adeguare all’idea del doppio test.

Ma andiamo ancora avanti. Durante il sesso si parla almeno un po’, non si sta sempre zitti, Un ragazzo mi ha raccontato che prima di conoscere me era stato con un altro ragazzo che gli diceva che non aveva un bel pene, ecco, una cosa di questo genere la ritengo odiosa, non vuoi stare con un ragazzo? Ok, te ne vai, ma se ci stai non puoi disprezzare la persona con la quale stai. Tra l’altro il ragazzo che veniva offeso aveva un pene normalissimo e pure molto reattivo, quando gliel’ho detto si è sentito molto gratificato, perché non se lo aspettava proprio. Io penso che dire a un ragazzo che ha un bel pene sia un complimento certamente molto gradito, dirgli che ce lo ha brutto è veramente offensivo.

C’è un atteggiamento psicologico che odio, ed è, dopo aver fatto sesso con un ragazzo, dire che lo hai fatto solo per lui ma che a te non interessava veramente. Ma allora che ci sei stato a fare? Per fare un’opera buona? Questo è un ragionamento di una ipocrisia inaccettabile. Un’altra cosa che non mi piace affatto è la mancanza di reciprocità, cioè il fatto che quando hai fatto quello che volevi fare, la cosa è finita e ciao, e il tuo compagno al massimo si può masturbare da solo. Una cosa del genere è terribile, l’ho sentita raccontare ma non mi è mai capitata, penso che avrei reagito malissimo.

Altra cosa odiosa usare per un ragazzo dei vezzeggiativi femminili. Se vuoi stare con una ragazza, vacci, ce ne sono tante non c’è nessun motivo per correre dietro a un gay. Altra questione odiosa: raccontare a uno come fa sesso un altro ragazzo che quel ragazzo conosce. Non c’è niente di più odioso. Il sesso si fa in due e non si racconta agli altri. Io qui sto parlando di sesso con Project che non sa chi sono e certo nel raccontare certe cose non ci metto sotto nome e cognome delle persone di cui sto parlando.

Altra cosa che non sopporto: gli atteggiamenti di superiorità, il fare la parte del maestro di sesso, di quello che ha capito tutto e deve insegnare agli altri come si fa. Le persone che si prendono troppo sul serio non fanno che mettere in mostra la loro stupidità.

Altra cosa importante, finito il sesso, non ci si saluta subito, si prende un caffè, un cioccolatino, si torna a una dimensione di vita ordinaria e poi ci si saluta. Le occasioni spontanee per fare un po’ di sesso possono essere molte, penso al fare la doccia insieme, che ha anche una dimensione giocosa (e mi è capitato), penso al ridere insieme, mi ha colpito una cosa che avevi detto, Project, sul gioco sessuale: il gioco è una via maestra verso una sessualità meno inibita, è verissimo e l’ho sperimentato direttamente.

E qui c’è da aprire il grosso capitolo della pratiche sessuali. A qualcuno potrà sembrare strano ma io amo le coccole, e soprattutto le coccole sessuali, come scambiarsi carezze anche intime ma senza nessuna finalità sessuale specifica, oltre quella di condividere la propria intimità anche fisica, proprio come uno scambio di calore affettivo. Mi piace moltissimo l’idea di addormentarsi nella braccia del proprio compagno, direi che è una delle cose più belle del sesso gay, poi c’è la masturbazione reciproca che penso piaccia a tutti senza eccezioni e per il sesso orale il discorso è più o meno lo stesso, anche se qui cominciano ad esserci i problemi relativi all’uso del preservativo, perché qui il rischio c’è e il preservativo va usato, anche se a tanti può sembrare una cosa del tutto innaturale e sgradevole, però, con l’unico ragazzo che ha accettato di fare il doppio test, lo abbiamo fatto senza preservativo ed è stato molto intimo e direi molto sgradevole.

Per quanto riguarda il sesso anale, dico subito non l’ho mai fatto ma non solo perché è la pratica sessuale più rischiosa, ma proprio perché non ho mai avuto fantasie sessali di questo tipo. Pensavo, anzi di essere un po’ fuori dalla norma proprio per questo, ma mi sono ricreduto. Dei cinque ragazzi coi i quali sono stato, uno solo mi ha proposto di fare sesso anale e c’è rimasto male quando gli ho detto di no. Con gli altri l’argomento non è stato minimamente toccato, nemmeno quando avevamo rapporti sessuali praticamente ogni giorno.

Certo, il buon senso vorrebbe che una coppia trovasse i suoi equilibri anche in termini di pratiche sessuali e che non ci fosse, in questo campo, alcun tentativo di imporre qualcosa a chi non la gradisce

Da tutto quello che ho scritto potrai pensare che ormai non ho dubbi e che so come comportarmi in ogni occasione ma non è così. C’è un ragazzo di cui mi sono innamorato e col quale non ho mai avuto il minimo contatto non dico sessuale ma neppure vagamente fisico, lo chiamerò Marco, beh, ti giuro, Project, non mi sono mai sentito tanto in imbarazzo come con lui, lo desidero anche sessualmente, vorrei tutto di lui, perché penso che sia proprio un ottimo ragazzo e vorrei passare con lui tutta la vita, se non lo hai capito, ne sono innamorato come non sono mai stato innamorato di nessun altro, ed è per questo che non so mai che cosa fare.

Sono arrivato ad una decisione, la prossima volta gli dirò che gli voglio bene e che quando lo sento al telefono mi sento felice, ma non gli dirò che vado anche in erezione, perché ho paura che possa spaventarsi, un po’ mi sembra una cosa stupida ma potrebbe anche succedere e io non lo vorrei perdere per nulla al mondo. Mi sento timidissimo, come se avessi 14 anni e fossi alla mia prima storia, ma probabilmente sono alla mia storia più importante.

I miei amici mi dicono che Marco non è bellissimo e che c’è di meglio e dovrei guardarmi intorno, ma io con Marco ho parlato più volte e mi è sembrato proprio una grande persona, cioè uno del quale ci si può fidare, uno che fa poche chiacchiere (io forse ne faccio troppe) ma fa quello che dice. Insomma, Marco non è il bel bambolotto da mostrare agli amici ma potrebbe essere il vero compagno di una vita. Domani lo vedrò, Project, e gli farò la mia prima dichiarazione, sono molto esitante, ma qualcosa mi dice che andrà tutto bene. Ti farò sapere.

B. G.
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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=23&t=6429

Read this post in English: http://gayprojectforum.altervista.org/T-what-i-like-and-what-i-dislike-of-gay-sex

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RISCHIO HIV E PRATICHE SESSUALI. OMS NUOVE LINEE GUIDA HIV

Mi capita, purtroppo anche spesso, di parlare con ragazzi che hanno rapporti sessuali non protetti, anche con sconosciuti, e che tendono a sottovalutarne il rischio.

Non sarò mai abbastanza chiaro su un punto: il rischio HIV, e anche i rischi connessi alla trasmissione di altri gravi patogeni per via sessuale, devono essere prevenuti perché per l’HIV non c’è di fatto alcuna terapia che permetta l’eradicazione. La prevenzione resta “l’unica arma” che abbiamo veramente a disposizione contro l’HIV-AIDS.

Non tutti i tipi di rapporto sessuale sono ugualmente pericolosi in termini di rischio HIV.

In genere il rischio di infezione HIV per singola esposizione è così stimato:

(fonte novembre 2013 http://www.lila.it/images/doc/info/PPE-LineeGuida2013.pdf ):

Rapporti con eiaculazione interna:
recettivo anale: in media 1.43% (dallo 0.042% al 3.0%)
recettivo orale: in media 0.02% (dallo 0% allo 0.04%)
Rapporto recettivo anale senza eiaculazione interna: in media 0.65% (dallo 0.15% all’1.53%)
Rapporto insertivo anale: 0.06% (dallo 0.06% allo 0.065%)

Trattandosi di rischio, non va mai sottovalutato che si tratta di rischio di infettarsi di HIV. I valori riportati NON devono in nessun caso essere considerati come una svalutazione del rischio. Avere 20 rapporti anali recettivi con un sieropositivo comporta un rischio di contrarre l’HIV di circa il 30% (un rischio enorme, che secondo alcuni autori può arrivare al 60%) è proprio per questo che bisogna pensare prima di agire. Sottolineo che i rapporti orali NON sono immuni dal rischio HIV, 100 rapporti orali recettivi con un sieropositivo espongono ad un rischio di contrarre l’HIV del 2% (secondo alcuni autori addirittura del 4%).

Aggiungo che altri virus di malattie sessualmente trasmesse hanno un’infettività di molto superiore a quella dell’HIV. Quindi la prevenzione è fondamentale sotto ogni punto di vista e non deve MAI essere trascurata, per nessuna ragione.

Pochi giorni fa, l’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha pubblicato le linee guida consolidate per la prevenzione, la diagnosi, il trattamento e la cura dell’HIV nelle popolazioni chiave dal punto di vista della trasmissione del virus (tra le quali sono anche gli omosessuali maschi), Luglio 2014

http://apps.who.int/iris/bitstream/10665/128048/1/9789241507431_eng.pdf?ua=1&ua=1

Questo documento, che è la sintesi del lavoro di un gran numero di scienziati di tutto il mondo e che parte da un’analisi aggiornata di una mole enorme di dati, presenta molti aspetti importanti per la popolazione omosessuale (essenzialmente per la popolazione omosessuale maschile).

Nel documento si legge:

“L’epidemia di HIV tra gli uomini che fanno sesso con gli uomini continua ad espandersi in molti paesi. Nelle grandi aree urbane la prevalenza dell’HIV tra gli uomini che fanno sesso con gli uomini è in media 13 volte maggiore rispetto a quella della popolazione generale. Uno dei motivi dell’alta prevalenza dell’HIV tra gli uomini che fanno sesso con gli uomini consiste nel fatto che la trasmissione dell’HIV attraverso un rapporto anale senza preservativo è più efficiente di quella attraverso un rapporto vaginale senza preservativo, e i rischi a livello individuale per l’acquisizione di HIV tra gli uomini che fanno sesso con gli uomini includono: rapporti anali non protetti ricettivi, elevato numero di partner maschi e concomitante uso di droghe iniettive.

Guardando il problema per regione geografica, le stime di prevalenza dell’HIV tra gli uomini che fanno sesso con gli uomini vanno dal 3,0% in Medio Oriente e in Nord Africa al 25,4% nei Caraibi. In Kenya, l’unico paese africano con dati attendibili di incidenza dell’HIV, un’incidenza annuale superiore al 20% era riferita di recente a Mombasa. Altri paesi in Africa segnalano alta prevalenza, per esempio, la Costa d’Avorio, dove la prevalenza di HIV tra gli uomini che fanno sesso con gli uomini è stata stimata al 18%. In altre regioni in cui l’incidenza dell’HIV tra gli uomini che fanno sesso con gli uomini è monitorata, non ci sono prove di diminuzione. Infatti, per esempio, Cina e Thailandia segnalano un’incidenza crescente.

La legislazione discriminatoria, lo stigma (anche da parte degli operatori sanitari) e la violenza omofoba in molti paesi sono i principali ostacoli alla fornitura di servizi per l’HIV agli gli uomini che fanno sesso con gli uomini e limitano il loro accesso ai servizi che già esistono. Molti paesi criminalizzano i rapporti omosessuali (di omosessualità maschile oppure di omosessualità sia maschile che femminile). A partire dal dicembre 2011 le pratiche omosessuali sono state criminalizzate in 38 dei 53 stati africani. Nelle Americhe, in Asia, in Africa e nel Medio Oriente, 83 paesi hanno leggi che considerano illegale il sesso tra uomini. Il livello delle sanzioni legali previste e il livello di reale applicazione delle norme penali differisce da paese a paese.”

Il Dipartimento HIV e altri reparti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità attualmente stanno sviluppando o aggiornando una serie di linee guida relative alle popolazioni chiave e quindi anche alla popolazione omosessuale maschile. Queste includono:

• Trattamento dell’epatite C (completato dal team Epatite durante lo sviluppo delle linee guida sull’HIV e incluso in quelle linee guida) e trattamento dell’epatite B e screening dell’epatite B e C (da completare durante 2014-15);

• Contraccezione e guida HIV (compilato dal Dipartimento di Salute riproduttiva e ricerca e incluso nelle linee guida sull’HIV);

• Guida alla profilassi post-esposizione (PEP) (da completare entro la fine del 2014 da parte del Dipartimento HIV e da includere in una versione aggiornata delle linee guida sull’HIV);

• Guida alle infezioni sessualmente trasmesse (da completare entro l’inizio del 2015 da parte del Dipartimento di Salute riproduttiva e ricerca, da includere in una versione aggiornata della guida per l’HIV).

Per la prevenzione dell’infezione da HIV le linee guida segnalano nell’ordine:

1) L’uso corretto e costante del preservativo con lubrificanti compatibili col preservativo per prevenire la trasmissione sessuale dell’HIV e della altre malattie sessualmente trasmesse.

2) Tra gli uomini che fanno sesso con gli uomini è raccomandata la profilassi prima dell’esposizione al virus, come scelta ulteriore di prevenzione, all’interno di un programma complessivo di prevenzione. È la prima volta che l’Organizzazione Mondiale della Sanità inserisce la profilassi dell’HIV come misura preventiva per gli omosessuali maschi. (Raccomandazione forte, con evidenza di alto livello)

3) Dove ci sono coppie con un solo partner sieropositivo, come ulteriore scelta di prevenzione dell’HIV, per loro, è consigliato l’uso di profilassi orale con una somministrazione giornaliera per il partner non infetto.

4) La profilassi post esposizione dovrebbe essere disponibile per le persone facenti parte della popolazioni chiave (i gay maschi ne fanno parte), su base volontaria, dopo una possibile esposizione all’HIV. In Italia la profilassi post esposizione è già disponibile. Se iniziata entro le 24 ore dal possibile contagio, riduce il rischio di circa l’80%. Chi teme di aver contratto l’HIV può rivolgersi immediatamente (nel più breve tempo possibile) ad un pronto soccorso ospedaliero, ove potrà consultare un medico che gli illustrerà gli effetti collaterali della profilassi e, se del caso, potrà ricevere i medicinali e iniziare immediatamente la profilassi. (Una trattazione seria, ma di interesse medico della profilassi post esposizione si può trovare nel documento

http://www.lila.it/images/doc/info/PPE-LineeGuida2013.pdf

una informazione sommaria si può trovare alla pagina http://www.lila.it/it/infoaids/467-ppe.html).

Circa il fatto che la circoncisione risulti un fattore che diminuisce il rischio di contagio HIV va osservato che la circoncisione riduce il rischio di trasmissione dell’HIV DALLA DONNA ALL’UOMO di circa il 60%. Non ci sono evidenze che una diminuzione del rischio possa riguardare anche i rapporti omosessuali. La circoncisione, per un omosessuale, non rappresenta quindi una diminuzione del rischio.

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Se volete, volete partecipare alla discussione di questo post, aperta sul Forum di Progetto Gay:  http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=54&t=4720