EVOLUZIONE DEI RAPPORTI ETERO-GAY

Rapporti etero-gay e femminilizzazione del gay

I rapporti etero-gay, così come erano vissuti nel XIX secolo e all’inizio del XX, proprio perché in essi il gay appariva al maschio dominante etero come il “sostituto di una donna” inducevano anche il gay, che con ogni probabilità avrebbe preferito un rapporto paritario, ad assumere un ruolo più marcatamente femminile, reprimendo i suoi istinti che lo avrebbero portato a reclamare la parità almeno sul piano sessuale.

L’interesse dell’etero per il pene del gay era di norma inesistente e l’idea che il gay potesse provare una forma di piacere non riducibile al solo ruolo passivo non era minimamente presa in considerazione, l’eiaculazione era appannaggio solo del partner etero, il gay doveva limitarsi a procurarsi l’orgasmo tramite la masturbazione, ma separatamente e fuori dalla vista del suo compagno, al quale non piaceva doversi ricordare di avere avuto un rapporto sessuale con un ragazzo e non con una ragazza. Per ciò stesso le caratteristiche maschili del ragazzo gay dovevano essere minimizzate o dovevano sparire, si arrivava ad incoraggiare il gay a non tagliarsi i capelli e ad acconciarli in fogge vagamente femminili, ad usare profumi o biancheria intima femminile, ma si arrivava anche a chiedergli di nascondere il pene tra le cosce per non mostrarlo al suo compagno e a depilarsi; nell’intimità lo si chiamava con nomignoli femminili analoghi a quelli che si sarebbero usati per una prostituta.

Il ragazzo gay finiva per convincersi che per non perdere il suo compagno fosse indispensabile compiacerlo per quanto possibile ed era spinto per questo ad assumere atteggiamenti languidi, a nascondere i suoi desideri e, in buona sostanza a “recitare consapevolmente” un ruolo femminile.

La seduzione nel rapporto etero-gay

Per avere un’idea concreta delle tecniche di seduzione tramite le quali un etero facoltoso arrivava ad ottenere la disponibilità di un ragazzo gay di bassa condizione sociale, possiamo riferirci ai modi di fare di Oscar Wilde. Non entro minimamente nella questione concernente l’omosessualità di Wilde, che comunque era sposato e aveva due figli, i suoi rapporti con i ragazzi hanno però parecchie caratteristiche dei classici rapporti etero-gay. Come risultò durante il processo, Wilde ebbe un’amicizia intima con un certo Wood, un maestro cantore diciottenne, che Wilde invitò a cena e al quale prestò denaro, ebbe un legame con un giovane commesso di libreria al quale regalò 200 franchi, una cifra enorme, fece fare abiti eleganti per un giovane vagabondo, un certo Alfonso Conwell, e alloggiò con lui una notte a Brighton. Wilde era amico di un certo Taylor, procacciatore di ragazzi, noto alla polizia, aveva coabitato a Parigi col giovane Atkins, aveva cenato in un hotel di lusso col domestico Scott e gli aveva regalato un portasigarette. L’elenco potrebbe continuare, mi limito a fare rinvio a “Gay e Storia”, Biblioteca di Progetto Gay: “Il processo a Oscar Wilde”, in cui il lettore potrà trovare molti dettagli utili ad illustrare la situazione.

Mi si potrebbe obiettare, e non senza ragione, che le storie omosessuali di Wilde sono molto più vicine a semplici vicende di prostituzione che ai classici rapporti etero-gay e che l’unica storia veramente importante di Wilde fu quella con lord Alfred Douglas, che non può essere interpretata alla luce del modello etero-gay, non fosse altro, per il rango sociale di Douglas, certo non inferiore a quello di Wilde, ma il riferimento a Wilde serve almeno ad avere un’idea dei mezzi di seduzione tipici dei rapporti etero-gay, in cui mancava il corrispettivo in denaro della prestazione sessuale, tipico della prostituzione, e tutto era basato sul fatto che il giovane che si accompagna a Wilde poteva assaggiare la vita dell’alta società, che gli sarebbe stata altrimenti preclusa. I viaggi su treni di lusso, le cene in alberghi importanti, e gli ingressi in ambienti esclusivi erano i veri strumenti di seduzione di questo tipo di rapporti. Nel caso di Wilde erano rapporti senza alcuna componente affettiva, con l’unica eccezione, forse, di Alfred Douglas, ed erano troppo numerosi e superficiali per avere una minimo di continuità.

Raffalovich negli Annali dell’Unisessualità accusa più volte e in modo molto accesso John Addigton Symonds di avere usato il suo prestigio e il suo denaro per sedurre alcuni giovani ma dalla lettura dei diari di Symonds risulta tutt’altro. Symonds, anche se era sposato anche lui, come Wilde, e aveva due figlie, era tuttavia profondamente omosessuale, subiva certamente il fascino dei ragazzi delle classi popolari, non solo gay ma anche etero, ma costruiva con loro dei rapporti tendenzialmente paritari, cosa tipica dei gay, non rinnegava affatto l’identità maschile di quei ragazzi, che era anzi la causa prima del suo interesse e non rinnegava nemmeno la loro eterosessualità, quando erano eterosessuali, e soprattutto se ne innamorava veramente, scriveva poesie struggenti per loro e costruiva con loro rapporti di amicizia destinati a durare. Con buona pace di Raffalovich, le storie d’amore di Symonds furono classiche storie di innamoramento gay, non sempre indirizzate verso ragazzi gay e con una componente affettiva fortissima.

Evoluzione dei rapporti etero-gay

I rapporti etero-gay, così come li abbiamo ricostruiti rappresentano una realtà ormai superata. Nel secolo XIX e all’inizio del XX, per un etero frustrato nei suoi rapporti eterosessuali, non era certamente facile trovare un ragazzo gay disponibile, e quando questo accadeva, il rapporto aveva, proprio per questa ragione, una sua intrinseca stabilità. Il caso di Wilde è poco significativo perché il suo comportamento era fortemente eccentrico e poco allineato al comportamento dell’uomo sposato medio in cerca di ragazzi.

Con la liberazione sessuale post ’68 e soprattutto con l’arrivo di Internet, la situazione è rapidamente cambiata e l’assenza di rapporti affettivi forti, unita alla facilità di trovare partner disponibili ha portato alla sostanziale instabilità dei rapporti etero-gay, che tuttavia non sono scivolati verso la prostituzione, perché la maggior parte dei rapporti costruiti tramite internet non prevede alcun mercimonio, i mezzi di seduzione tipici dei rapporti etero-gay sono rimasti comunque i medesimi, perché l’offerta di fare una crociera insieme o di trascorre una settimana in un grande albergo all’estero non è in genere intesa come un corrispettivo per delle prestazioni sessuali. In buona sostanza le relazioni etero-gay di lunga durata sono diventate una rarità e la facilità di cambiamento del partner domina ormai la scena.

Per dare alcuni esempi dell’evoluzione dei rapporti etero-gay, che vedono coinvolti uomini sposati, nel XXI secolo, mi riferirò ad un interessante articolo comparso in “LGBTQ Nation” del 20 Marzo 2016, intitolato “‘Straight’ men discuss their secret sexual relationships with other men”. L’articolo presenta tre intervistare ad eterosessuali-bisessuali ottenute sotto garanzia di anonimato. Riporto qui di seguito quelle interviste. Premetto tuttavia che, come appare ovvio dal contesto, i termini eterosessuale e bisessuale sono usati con accezioni lievemente diverse da quelle adottate in Progetto Gay.

1) Rob

Rob (nome fittizio) 46 anni, vive a San Jose, California, ed è sposato con sua moglie da 12 anni. Si identifica come “etero con tendenze bisessuali”, ha avuto relazioni segrete con ragazzi da quando aveva 19 anni.
“Agganciare altri uomini, per me, è un modo non complicato per rilassare i miei ardori sessuali. È solo un rilassarsi fisicamente, senza obblighi.”
Rob preferisce incontrare altri uomini sposati, in segreto, piuttosto che single o gay dichiarati. Trova la maggior parte dei ragazzi su internet tramite i siti di incontri.
“Vado cercando altri uomini sposati per la semplice ragione che siamo nella stessa barca, e spero possano essere interessati a quello che sto cercando io. Non voglio mettere a repentaglio il mio matrimonio. Un altro uomo sposato lo può capire. Gli uomini sposati non vogliono assumersi troppi rischi.”
Secondo Rob, il primo rischio è: “provare forti emozioni o innamorarsi. Io non vorrei proprio diventare un oggetto di desiderio per un altro uomo. Trovo attraenti alcuni uomini, ma per me è solo una questione di sesso. Non mi sento assolutamente attratto verso un uomo come un innamorato.”
Rob vede adesso regolarmente due uomini. “Uno è divorziato, l’altro è vedovo e quasi in pensione. Vivono entrambi soli e quindi ci possiamo vedere a casa loro”, ma sta bene attento ad aggiungere subito. “l’amore non c’entra niente.”
“Mia moglie non sa nulla” ammette Rob, “Non mi sento colpevole quando faccio quello che faccio. Comunque starei a disagio se lei lo venisse a sapere. Ne sarebbe sconvolta e lo considererebbe un tradimento. La cosa mi preoccupa molto, perché non voglio divorziare.”

2) Tony

Tony (nome fittizio) ha 32 anni, è divorziato, vive a New York e solo di recente ha cominciato a considerarsi bisessuale anche se lo ha detto soltanto a pochissime persone. Ha delle ragazze quando capita, e anche pochi compagni che occasionalmente incontra per fare sesso.
“La prima volta che ho fatto qualcosa con un ragazzo avevo 21 anni. Lui era un ragazzo più grande, sposato, l’ho conosciuto in un sito gay.
Il mio problema è che New York è una città molto adatta ai gay femminili, e quello non è il mio tipo. Mi piacciono solo i ragazzi che non sono identificabili come gay. Questa è la mia regola. Quando trovo qualcuno così me lo tengo come compagno regolare.”
Anche Tony incontra la maggior parte dei ragazzi tramite internet e, dopo, cerca spesso di stabilire amicizie strette con loro. Dice di non avere paranoie circa il fatto che le gente sappia quello che lui fa ma comunque non si sente del tutto a suo agio.
“Mi preoccuperebbe il fatto di dire a qualcuno che ho avuto una relazione con un uomo, forse un giorno la penserò diversamente. Comunque, devo essere sicuro che il tipo soddisfi i miei criteri.“
“La mia ex-moglie non sapeva quello che facevo” dice Tony. “Le donne con cui ho avuto incontri dopo, però, lo sapevano. Loro sanno come sono e ancora penso di essere interessante e attraente, al di là di tutto questo. A questo punto della mia vita, non me la sento più di vivere di menzogne.”

3) Andrew

Andrew (nome fittizio), 33 anni di New Orleans, si considera totalmente etero ed è sposato con sua moglie dall’età di 21 anni. Ha avuto la sua prima esperienza gay circa dieci anni fa.
“Dopo solo due anni di matrimonio cominciai a capire che volevo provare qualcosa di diverso, da allora ho avuto rapporti con una dozzina di ragazzi. Non è molto, normalmente succede quando mi sembra che il mio matrimonio stia per andare a rotoli e stia diventando noioso, e alla fine mi rinvigorisce.”
Come Rob e Tony, anche Andrew trova la maggior parte dei ragazzi che incontra tramite internet e tende a orientarsi verso persone che sono in incognito.
“Preferisco uomini di questo tipo, trovo che con loro ho più cose in comune ed è più facile creare un rapporto.”
“Se mia moglie lo venisse a sapere mi lascerebbe” dice Andrew. “lei è molto tradizionalista e religiosa e non crede nell’omosessualità. Io la amo e vorrei avere con lei una specie di relazione libera, ma lei non sarebbe mai d’accordo.”
“Il fatto di incontrarmi con altri uomini non è qualcosa di cui io sono orgoglioso. Vorrei non sentire la necessità o la voglia di farlo, ma c’è qualcosa nello stare con un altro ragazzo che mi riaccende. Dopo che sono stato con un altro ragazzo mi sento molto più amabile e più felice quando sto in casa, e questo mi dà nuova vita.”

Comportamenti sessuali e percezione dell’orientamento sessuale

Jane Ward è Professore associato e vice direttore del Dipartimento di studi sul Genere e sulla Sessualità, e direttore del Programma di studi LGBIT dell’Università della California Riverside, e anche autrice del libro di successo: “Non Gay: Sesso tra uomini bianchi eterosessuali”.

“Possiamo imparare molto sulla fluidità sessuale e la diversità dagli uomini che vivono di nascosto. – dice la Ward – Alcuni uomini si identificano come bisessuali ma non dichiarano in pubblico i loro rapporti con gli uomini. Altri si identificano come totalmente eterosessuali e considerano il fatto di fare sesso con gli uomini come un hobby erotico, per così dire. Per loro è solo un mezzo occasionale per scaricarsi, ma non è certo una cosa sufficientemente significativa per influenzare il loro modo di intendere il loro orientamento sessuale.
La questione fondamentale è che la gente può farsi coinvolgere nelle stesse attività sessuali ma può dare a quelle cose i significati più diversi.
È questo processo di attribuzione di senso che alla fine conta quando di tratta di come le persone si identificano dal punto di vista sessuale.
Diversamente dagli animali, noi umani abbiamo la capacità di riflettere sulle nostre pratiche sessuali e su quello che esse significano nel determinare chi siamo e chi vogliamo essere.”

Condivido totalmente il giudizio di Jane Ward.
Un altro esempio significativo del valore del giudizio soggettivo sui comportamenti, al di là della loro oggettività, si può ritrovare nell’analisi del rapporto sesso gay-gioco sessuale etero, nel capitolo dedicato ala sessualità gay.

Fermiamoci ora ad analizzare le tre interviste. Uomini sposati (o che sono stati sposati e hanno comunque delle compagne) hanno rapporti sessuali con altri uomini. L’elemento comune è la non consapevolezza delle mogli o delle compagne, con l’eccezione di Andrew, che dice di non voler più vivere nelle menzogne. In tutti e tre i casi gli intervistati non considerano la relazione omosessuale un’alternativa al matrimonio, che essi non vogliono mettere in crisi, ma solo un diversivo sessuale, magari favorito dall’amicizia con persone anch’esse sposate che “sono sulla stessa barca”, o addirittura uno stimolo per riaccendere l’interesse eterosessuale quando questo tende a venire meno. Emerge chiaramente che la vita matrimoniale di questi uomini non è gratificante, che il dialogo con le mogli è di fatto inesistente ma che nonostante tutto il rapporto etero ha una sua stabilità dovuta soprattutto all’ambiente sociale, come si deduce dal fatto che questi uomini tendono a mantenere segrete le loro frequentazioni omosessuali e a conservare un rapporto matrimoniale formale anche quando all’interno della coppia manca la comunicazione anche su aspetti fondamentali della sessualità. Appare evidente che questi uomini sono legati al matrimonio e all’eterosessualità, tendono a sottolineare che non intendono in nessun modo diventare oggetto del desiderio sessuale di altri uomini e che non vedono i loro incontri sessuali con altri uomini come incontri d’amore, e addirittura considerano l’ipotesi di innamorarsi di un uomo come il maggiore dei rischi delle loro relazioni omosessuali, rischio che va evitato accuratamente. Questi uomini, nonostante i loro rapporti omosessuali, non si percepiscono affatto come gay, anzi tendono a non creare rapporti con singoli gay o con gay dichiarati e a stare con altri uomini sposati, ammettono al massimo una loro tendenza bisessuale, ma solo a livello sessuale. Nel capitolo dedicato alla sessualità gay avremo modo di parlare ampiamente degli etero curiosi, categoria nella quale gli uomini sposati che si percepiscono come etero e hanno rapporti omosessuali possono essere ricompresi. Come vedremo si tratta di un gruppo molto numeroso.

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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=16&t=5677

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OMOSESSUALITÀ E SCIENZA TRA ‘800 E ‘900

La società in quanto tale è depositaria e custode di eredità storiche e di scelte culturali che essa tende a trasmettere nonostante i lenti cambiamenti indotti dallo stesso scorrere del tempo al di là delle resistenze contingenti. Non ho parlato deliberatamente di valori ma solo di eredità storiche e di scelte culturali perché quelli che con molta fretta e con molta approssimazione si definiscono valori sono, talvolta, realmente tali solo agli occhi di una parte della società mentre sono per altri una zavorra pesantemente condizionante.

La legge dei tre stadi, di comtiana memoria, si applica bene anche alla storia dell’omosessualità. Da uno stadio teologico, in cui si parte da una assunzione dogmatica di principio secondo la quale l’omosessualità è un “vizio esecrando che grida vendetta al cospetto di Dio”, si passa ad uno stadio metafisico, si cerca cioè di leggere la sessualità inquadrandola nello schema “secondo natura” – “contro natura”, ovviamente partendo da una dimensione metafisica della Natura.

De Sade faceva dire a Sarmiento, nel suo “Aline e Valcour” : “Cerchiamo di studiare meglio questa indulgente Natura prima di osare di fissare i suoi limiti.” Introduceva cioè un’istanza di passaggio al terzo stadio, quello scientifico-positivo anche nel campo della sessualità. Come in ogni forma di progresso umano, anche qui nulla avviene in modo lineare e la scienza deve aprirsi la strada tra le perduranti eredità culturali della fase teologica e di quella metafisica per arrivare a rendere manifesto a tutti che alcuni pretesi valori, socialmente accettati e trasmessi, non sono in realtà valori ma mere eredità storiche derivanti dalla cristallizzazione e dalla assolutizzazione acritica di pregiudizi del tutto infondati. In tutto questo processo non c’è neppure una chiara distinzione di ruoli, tra fautori della scienza positiva da una parte e teologi e metafisici dall’altra. Il pregiudizio si annida spesso, ben protetto, anche nel profondo della mente degli uomini di scienza, che sono tali solo in parte. La scienza deve quindi arrivare ad un processo continuo di auto-rifondazione, sulla base di una costante e rispettosa osservazione della realtà. La storia della conquista dello stadio scientifico-positivo da parte della sessuologia e in particolare dello studio della omosessualità ha, tra l’altro, anche un significato concreto nella vita di moltissimi individui perché, ogni omosessuale, nella scoperta e nell’accettazione consapevole della propria omosessualità, segue un percorso che ripete passo dopo passo il cammino evolutivo della stessa scienza che studia l’omosessualità. È proprio perché, in sostanza, il cammino di liberazione dal pregiudizio teologico e metafisico che la scienza dell’omosessualità ha seguito presenta percorsi analoghi ai percorsi individuali che portano ad una piena e cosciente accettazione di sé da parete di ciascun omosessuale, che intendo delineare qui una breve storia della scienza che tratta l’omosessualità a cavallo tra ‘800 e ‘900, riportando di seguito il secondo capitolo del Libro di Havelock Ellis “Inversione sessuale”, in mia traduzione. Seguo l’edizione del 1927, il linguaggio non è esattamente quello del XXI secolo e alcune categorie sociali sono diverse da quelle attuali, ma la storia merita di essere seguita, perché ci fa capire quanto le generazioni precedenti abbiano sofferto a causa dei pregiudizi relativi alla omosessualità e quanti sacrifici abbiano richiesto alcune conquiste che oggi diamo assolutamente per scontate e che lo sono, purtroppo ancora oggi, solo in una parte del mondo.

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Westphal, un eminente professore di psichiatria a Berlino, si può dire sia stato il primo a porre lo studio dell’inversione sessuale su una base scientifica sicura. Nel 1870 pubblicò, nell’Archiv für Psychiatrie, di cui fu per molti anni redattore, la storia dettagliata di una giovane donna che, fin dai suoi primi anni, differiva dalle altre ragazze: le piaceva vestirsi come un ragazzo, era interessata solo ai giochi dei ragazzi, e una volta cresciuta era sessualmente attratta solo dalle donne, con le quali formava una serie di teneri rapporti, in cui le amiche ottenevano gratificazione sessuale dalle carezze reciproche; mentre arrossiva ed era timida, in presenza di donne, e soprattutto della ragazza della quale le capitava di essere innamorata, era sempre assolutamente indifferente alla presenza degli uomini. Westphal – un allievo, va detto, di Griesinger, che aveva già richiamato l’attenzione sul più alto carattere a volte dimostrato dai soggetti di questa perversione – combinava una felice intuizione scientifica con un raro grado di simpatia personale per coloro che capitavano sotto la sua cura, e fu questa combinazione di doti che gli permise di cogliere la vera natura di un caso come questo, che dalla maggior parte dei medici in quel tempo sarebbe stato frettolosamente messo da parte come un esempio volgare di vizio o di follia. Westphal percepiva che questa anomalia era congenita, non acquisita, e che quindi non poteva essere definita vizio; e, mentre insisteva sulla presenza di elementi nevrotici, le sue osservazioni mostravano l’assenza di tutto ciò che può legittimamente essere definito follia. Diede a questa condizione il nome di “sentimento sessuale contrario” (Konträre Sexualempfindung), col quale è stata a lungo comunemente conosciuta in Germania. La strada era stata dunque aperta per il rapido progresso della nostra conoscenza di questa anomalia. Nuovi casi furono pubblicati in rapida successione, in un primo momento esclusivamente in Germania, e più in particolare nell’Archiv di Westphal, ma presto anche in altri paesi, soprattutto Italia e Francia.[1] Westphal fu il primo a mettere lo studio dell’inversione sessuale su una via di sviluppo, molte persone, però, avevano precedentemente gettato sguardi sull’argomento. Così, nel 1791, furono pubblicati due casi[2] di uomini che mostravano una tipica attrazione emotiva verso il proprio sesso, anche se non fu chiaramente fatto notare che l’inversione era congenita. Nel 1836, ancora una volta, uno scrittore svizzero, Heinrich Hössli, pubblicò un lavoro, di diffusione piuttosto larga, ma notevole, dal titolo Eros, che conteneva molto materiale di carattere letterario che riguardava questa materia. Egli sembra essere stato spinto a scrivere questo libro da un processo che aveva suscitato notevole attenzione a quel tempo. Un uomo di buona posizione aveva improvvisamente ucciso un giovane, e fu giustiziato per quel crimine, che, secondo Hössli, era dovuto all’amore omosessuale e alla gelosia. Hössli non era uno studioso qualificato; era in affari a Glarus come abile modista, il modista di maggior successo della città. Il suo temperamento si suppone sia stato bisessuale. Il suo libro fu vietato dalle autorità locali e in un periodo successivo l’intero stock rimanente fu distrutto in un incendio, in questo modo la sua circolazione fu molto ridotta. Ora, tuttavia, il suo lavoro è considerato da alcuni come il primo serio tentativo di affrontare il problema dell’omosessualità dopo il Simposio di Platone.[3] Alcuni anni più tardi, nel 1852, Casper, la principale autorità medico-legale del suo tempo in Germania, – perché è in Germania che sono state poste le fondamenta dello studio dell’inversione sessuale, – precisò nella Vierteljahrsschrift di Casper che la pederastia, in un senso ampio del termine, era a volte una sorta di “ermafroditismo morale”, dovuto ad una condizione psichica congenita, che in nessun modo coinvolgeva necessariamente la sodomia (immissio penis in anum). Casper portò avanti una notevole quantità di preziose testimonianze riguardo a questi punti fondamentali, che fu il primo a notare,[4] ma non riuscì a comprendere il pieno significato delle sue osservazioni, che non ebbero alcuna influenza immediata, anche se Tardieu, nel 1858, ammise un elemento congenito in alcuni pederasti.

L’uomo, però, che più di ogni altro portò alla luce i fenomeni dell’inversione sessuale non si era interessato né agli aspetti medici né a quelli penali della questione. Karl Heinrich Ulrichs (nato nel 1825 nei pressi di Aurich), che per molti anni espose e difese l’amore omosessuale, e le cui opinioni si dice abbiano avuto una certa influenza nel richiamare l’attenzione di Westphal sulla materia, era un funzionario legale Hannover (Amtsassessor), lui stesso sessualmente invertito. Dal 1864 in poi, in un primo momento con il nome di “Numa Numantius” e, successivamente, con il proprio nome, Ulrichs pubblicò, in varie parti della Germania, una lunga serie di opere che trattano di questo problema, e fece vari tentativi per ottenere una revisione della posizione giuridica dell’invertito sessuale in Germania. Anche se non era un autore il cui punto di vista psicologico potesse avere molto peso scientifico, Ulrichs sembra essere stato un uomo di capacità molto brillanti, e le sue conoscenze si dice che siano state di portata quasi universale; non solo era ben preparato negli argomenti che gli erano propri, di giurisprudenza e teologia, ma in molte branche della scienza naturale, così come nell’archeologia; è stato anche considerato da molti come il miglior latinista del suo tempo. Nel 1880 lasciò la Germania e si stabilì a Napoli, e poi a L’Aquila negli Abruzzi, dove pubblicò un periodico latino. Morì nel 1895.[5] John Addington Symonds, che andò a L’Aquila nel 1891, scrisse: “Ulrichs è chrysostomos [bocca d’oro] nel più alto grado, dolce, nobile, un vero gentiluomo e un uomo di genio. Egli deve essere stato un tempo un uomo di singolare distinzione personale, così finemente definite sono le sue caratteristiche, e così larghi i confini del suo cervello.”[6] Per molti anni Ulrichs fu solo nei suoi sforzi per ottenere il riconoscimento scientifico dell’omosessualità congenita. Ideò (con allusione a Urano nel Simposio di Platone) la parola uranista o urning, da allora frequentemente usata per indicare l’amante omosessuale, mentre chiamò il normale amante eterosessuale dioning (da Dione). Egli considerava l’uranismo, o amore omosessuale, come un’anomalia congenita attraverso la quale un’anima femminile si univa ad un corpo maschile – anima muliebris in corpore virili inclusa – e le sue speculazioni teoriche costituirono il punto di partenza per molte speculazioni simili. I suoi scritti sono notevoli sotto vari aspetti, anche se, a causa del calore polemico col quale egli sostenne la sua causa, come uno che sta patrocinando pro domo sua, non ebbero una marcata influenza sul pensiero scientifico.[7] Questo privilegio fu riservato per Westphal. Dopo che egli ebbe mostrato la via e aperto il suo giornale alla pubblicazione, i nuovi casi apparvero in rapida successione. In Italia, anche Ritti, Tamassia, Lombroso, e altri cominciarono a studiare questi fenomeni. Nel 1882 Charcot e Magnan pubblicarono negli Archives de Neurologie il primo importante studio apparso in Francia per quanto riguarda l’inversione sessuale e le perversioni sessuali relative. Essi consideravano l’inversione sessuale come un episodio (sindrome) in un processo più fondamentale di degenerazione ereditaria, e la confrontavano con ossessioni morbose come la dipsomania e la cleptomania. Da un punto di vista più tipicamente medico-legale, lo studio dell’inversione sessuale in Francia fu promosso da Brouardel, e ancor più da Lacassagne, la cui influenza stimolante a Lione produsse risultati fruttuosi nel lavoro di molti discepoli.[8]

Di importanza molto maggiore nella storia della teoria dell’inversione sessuale fu il lavoro di Richard von Krafft-Ebing (nato a Mannheim nel 1840 e morto a Graz nel 1902), per molti anni professore di psichiatria all’Università di Vienna e uno dei più illustri alienisti del suo tempo. Attivo in tutti i campi di psichiatria e autore di un famoso libro di testo, dal 1877 fu particolarmente interessato alla patologia dell’impulso sessuale. La sua Psychopathia Sexualis conteneva oltre duecento storie, non solo relative all’inversione sessuale, ma a tutte le altre forme di perversione sessuale. Per molti anni fu l’unico libro sull’argomento e rimase a lungo la raccolta principale di fatti. Passò attraverso molte edizioni e fu tradotto in molte lingue (ci sono due traduzioni in Inglese), godette di un immenso e non del tutto invidiabile successo. I metodi di Krafft-Ebing erano aperti a qualche obiezione. Il suo pensiero non era di ordine strettamente critico. Pubblicò nuove e sempre più allargate edizioni del suo libro con straordinaria rapidità, a volte rimodellandole. Introdusse nuove suddivisioni di volta in volta nella sua classificazione delle perversioni sessuali, e, anche se questa classificazione piuttosto sottile ha senza dubbio contribuito a dare precisione al soggetto e a far avanzare il suo studio scientifico, non fu mai generalmente accettata. Il grande servizio reso da Krafft-Ebing stava nell’entusiasmo clinico con cui affrontava lo studio delle perversioni sessuali. Con la ferma convinzione che stava conquistando un grande campo trascurato della psicologia patologica, un campo che appartiene di diritto al medico, accumulò senza falsi pudori una vasta massa di storie dettagliate, e la sua reputazione indusse molti individui sessualmente anormali in tutte le direzioni a mandargli le loro autobiografie, nel desiderio di beneficiare i loro compagni di sventura. Dobbiamo considerare Krafft-Ebing più come un medico che come uno psicologo. All’inizio egli considerava l’inversione come un segno funzionale di degenerazione, una manifestazione parziale di uno stato neuropatico e psicopatico che è nella maggior parte dei casi ereditario. Questa sessualità perversa appare spontaneamente con lo sviluppo della vita sessuale, senza cause esterne, come la manifestazione individuale di una modifica anormale della vita sexualis, e deve quindi essere considerata congenita; o si sviluppa in conseguenza di particolari influenze nocive che lavorano su una sessualità che era stata inizialmente normale, e allora deve essere considerata come acquisita, tuttavia, Krafft-Ebing, alla fine, ritiene che un’attenta analisi di questi cosiddetti casi acquisiti, indichi che la predisposizione consiste in una omosessualità latente, o almeno in una bisessualità, che richiede per la sua manifestazione l’intervento di cause accidentali. Nell’ultima edizione della sua opera Krafft-Ebing era incline a considerare l’inversione non tanto una degenerazione quanto una variante, una semplice anomalia, e riconosceva che la sua opinione in tal modo si avvicinava a quello che gli stessi invertiti avevano sostenuto da lungo tempo.[9] Krafft-Ebing, che aveva iniziato accettando l’idea, in quel momento prevalente tra gli alienisti, che l’omosessualità fosse un segno di degenerazione, al momento della sua morte adottava invece pienamente e poneva il sigillo della sua autorità sull’idea, già espressa da alcuni ricercatori scientifici nonché dagli stessi invertiti, che l’inversione sessuale deve essere considerata semplicemente come un’anomalia, qualsiasi differenza di opinione ci possa essere sul valore di quell’anomalia. Così era aperta anche la via per una visione come quella di Freud e della maggior parte degli psicoanalisti di oggi, che considerano una radice di omosessualità come normale e quasi costante, con un significato profondo per la vita psico-nervosa.

Nel 1891 il Dr. Albert Moll, di Berlino, pubblicò la sua opera, Die Konträre Sexualempfindung, che in seguito fu ripubblicata in edizioni molto allargate e rivedute. Il libro di Moll rapidamente sostituì tutti i libri precedenti come esposizione completa e discussione giudiziosa dell’inversione sessuale. Moll non si accontentava di presentare materiale clinico fresco. Prendeva direttamente in considerazione il problema che ormai era diventato di primaria importanza: la natura e le cause dell’inversione sessuale. Analizzava i fenomeni come psicologo anche più che come medico, tenendo conto degli aspetti più generali del problema, profondamente critico verso le opinioni accettate, ma giudiziosamente cauto nel prospettare delle conclusioni. Spazzò via vari antichi pregiudizi e superstizioni che Krafft-Ebing, aveva anche a volte incautamente ripetuto. Fece sua la dottrina generalmente accettata secondo la quale gli invertiti sessuali solitamente appartengono a famiglie in cui prevalgono vari disturbi nervosi e mentali, ma sottolineò al tempo stesso che non è possibile in tutti i casi dimostrare che ci troviamo di fronte ad individui che possiedono una tara nevrotica ereditaria. Respinse anche qualsiasi classificazione minuta degli invertiti sessuali, riconoscendo solo l’ermafroditismo psico-sessuale e l’omosessualità. Allo stesso tempo, mise in dubbio l’esistenza dell’omosessualità acquisita, in senso stretto, salvo in casi occasionali, e sottolineò che anche quando un normale impulso eterosessuale appare durante la pubertà, e un impulso omosessuale più tardi, può benissimo essere che il primo sia acquisto ed il secondo che sia innato.

In America si era data attenzione a questi fenomeni in un periodo abbastanza precoce. Si può fare menzione specialmente di J. G. Kiernan e G. Frank Lydston, entrambi hanno presentato classificazioni convenienti di manifestazioni omosessuali una trentina di anni fa.[10] Più di recente (1911) un autore americano, sotto lo pseudonimo di Xavier Mayne, ha stampato privatamente un ampio lavoro intitolato The Intersexes: A History of Similisexualism as a Problem in Social Life, scritto in linguaggio popolare e compilato a partire da molte fonti. Questo libro, da un punto di vista soggettivo e poco scientifico, afferma che le relazioni omosessuali sono naturali, necessarie e legittime.[11]

In Inghilterra i primi tentativi di affrontare seriamente, dal punto di vista moderno, il problema dell’omosessualità sono arrivati in ritardo, e sono stati pubblicati o in privato o all’estero. Nel 1883 John Addington Symonds ha stampato privatamente sua discussione sulla pederastia nell’antica Grecia, sotto il titolo di A Problem in Greek Ethics e poi nel 1889-1890 ha ulteriormente scritto, e nel 1891 ha stampato privatamente, A Problem of Modern Ethics: Being an Enquiry into the Phenomena of Sexual Inversion. Nel 1886 Sir Richard Burton ha aggiunto alla sua traduzione delleMille e una notte un Saggio conclusivo sullo stesso argomento. Nel 1894 Edward Carpenter ha stampato privatamente a Manchester un opuscolo intitolato Homogenic Love, in cui criticava vari punti di vista psichiatrici sull’inversione comuni al suo tempo, e ha sostenuto che le leggi dell’amore omosessuale sono identiche a quelle dell’amore eterosessuale, rimarcando, però, che il primo possiede una particolare attitudine ad essere esaltato a un livello di cameratismo più alto e più spirituale, in modo da soddisfare una funzione sociale benefica. Più recentemente (1907) di Edward Carpenter ha pubblicato un volume di documenti sull’omosessualità e i suoi problemi, sotto il titolo di The Intermediate Sex, e più tardi (1914) uno studio più specifico sull’invertito nella religione primitiva e in guerra, Intermediate Types among Primitive Folk.

Nel 1896 fu pubblicato in Inghilterra, in Francese, il libro più completo scritto sull’argomento fino ad allora, dal Sig André Raffalovich (nella Bibliothèque de Criminologie di Lacassagne), Uranisme et Unisexualité. Questo libro trattava principalmente dell’inversione congenita, non pubblicava nuovi casi, ma rivelava una grande conoscenza della materia. Raffalovich portò avanti molte giuste e sagaci riflessioni sulla natura e il trattamento dell’inversione e sull’atteggiamento della società verso la sessualità pervertita. Le parti storiche del libro, che sono di particolare interesse, si occupano in gran parte della notevole prevalenza dell’inversione in Inghilterra, trascurata dagli studiosi precedenti. Raffalovich, il cui atteggiamento è, nel complesso, filosofico più che scientifico, considera l’inversione congenita come un fattore importante e inevitabile nella vita umana, ma, assumendo il punto di vista cattolico, egli condanna ogni sessualità, sia eterosessuale che omosessuale, ed esorta l’invertito a frenare le manifestazioni fisiche del suo istinto e a puntare ad un ideale di castità. Nel complesso, si può dire che il libro è opera di un pensatore che ha raggiunto i suoi risultati a modo suo, e questi risultati hanno un’impronta di originalità e di libertà dalla tradizione.

Negli ultimi anni nessuno ha così ampiamente contribuito a mettere la nostra conoscenza dell’inversione sessuale su una base più ampia e più precisa del dottor Magnus Hirschfeld di Berlino, che possiede una conoscenza senza pari dei fenomeni dell’omosessualità in tutti i loro aspetti. Ha studiato la questione in modo esaustivo in Germania e in una certa misura anche in altri paesi; ha ricevuto le storie di mille invertiti; si dice che abbia incontrato più di diecimila persone omosessuali. Come editore dello Jahrbuch für sexuelle Zwischenstufen, da lui fondato nel 1899, e autore di diverse importanti monografie, – specialmente sugli stadi psichici e fisici di transizione tra mascolinità e femminilità – Hirschfeld aveva già contribuito notevolmente al progresso della ricerca in questo campo prima della comparsa nel 1914 della sua grande opera, Die Homosexualität des Mannes und des Weibes. Questo non è solo il più grande ma il più preciso, dettagliato e completo, – e anche il più condensato – lavoro che è stato pubblicato sull’argomento. È, infatti, un’enciclopedia dell’omosessualità. Per un tale compito Hirschfeld si era preparato attraverso molti anni di intensa attività, come medico, ricercatore, esperto medico legale dinanzi ai giudici, e attraverso la sua posizione come presidente del Wissenschaftlich-humanitären Komitee, che si occupa della difesa degli interessi degli omosessuali in Germania. Nel libro di Hirschfeld la concezione patologica dell’inversione è completamente scomparsa; l’omosessualità è considerata principalmente come un fenomeno biologico di estensione universale, e secondariamente come un fenomeno sociale di grande importanza. Non vi è alcun tentativo di inventare nuove teorie; il valore principale del lavoro di Hirschfeld si trova, infatti, nel tentativo costante di tenersi vicino a fatti precisi. È questa qualità che rende il libro una fonte indispensabile per tutti coloro che cercano informazioni illuminate e precise su questa questione. Anche l’esistenza di un trattato come quello di Hirschfeld è sufficiente a dimostrare quanto rapidamente lo studio di questo soggetto sia cresciuto. Alcuni anni fa – per esempio, quando il dottor Paul Moreau scrisse il suo Aberrations du Sens Génésique – l’inversione sessuale non era neppure un nome. Era un ripugnante vizio senza nome, da toccare solo con un paio di pinze, rapidamente e con precauzioni. Per come si presenta ora, si tratta di un problema psicologico e medico-legale così pieno di interesse che non dobbiamo temere di affrontarlo, e così pieno di grave attualità sociale che siamo costretti ad affrontarlo.

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[1] In Inghilterra l’aberrazione dell’istinto sessuale, o la tendenza degli uomini a occupazioni femminili e delle donne a occupazioni maschili, era stata citata nel Medical Times and Gazette, 9 febbraio 1867; Sir G. Savage per primo descrisse un caso di “perversione sessuale” nel Journal of Mental Science, vol. xxx ottobre 1884.

[2] Moritz, Magazin für Erfahrungsseelenkunde, Berlin, Bd. viii.

[3] Un completo e interessante resoconto su Hössli e sul suo libro è dato da Karsch in Jahrbuch für sexuelle Zwischenstufen, Bd. v, 1903, pp. 449-556.

[4] “Eugen Dühren” (Iwan Bloch) osserva, tuttavia (Neue Forschungen über den Marchese de Sade und seine Zeit, pag. 436), che de Sade nel suo Aline e Valcour sembra riconoscere che l’inversione è a volte innata, o per lo meno naturale, e suscettibile di svilupparsi in età molto precoce, a dispetto di tutte le spinte all’atteggiamento normale. “E se questa inclinazione non fosse naturale” fa dire a Sarmiento, “l’impulso verso di essa potrebbe essere stato ricevuto nell’infanzia? … Cerchiamo di studiare meglio questa indulgente Natura prima di osare di fissare i suoi limiti.” Ancora prima, nel 1676 (come Schouten ha sottolineato, Sexual-Probleme, gennaio 1910, pag. 66), un sacerdote italiano di nome Carretto riconobbe che le tendenze omosessuali sono innate.

[5] Per delle notizie su Ulrichs vedi Jahrbuch für sexuelle Zwischenstufen, Bd. i, 1899, p. 36.

[6] Horatio Brown, John Addington Symonds, a Biography, vol. ii, p. 344.

[7] Ulrichs non si avventurò tuttavia tanto lontano da affermare che sia l’amore omosessuale che quello eterosessuale sono ugualmente normali e sani. Questo è stato comunque sostenuto in tempi più recenti.

[8] Bisogna menzionare in particolare L’Inversion Sexuelle, un libro abbondante e comprensivo, quantunque talvolta poco critico, del Dr. J. Chevalier, pubblicato nel 1893, e Perversion et Perversité Sexuelles del Dr. Saint-Paul, che scriveva sotto lo pseudonimo di “Dr. Laupts”, pubblicato nel 1896 e nuovamente, in un’edizione allargata, dal titolo “L’Homosexualité et les Types Homosexuels”, in 1910.

[9] Krafft-Ebing manifestò i suoi ultimi punti di vista in una nota letta davanti all’International Medical Congress, a Parigi, nel 1900 (Comptes-rendus, “Section de Psychiatrie”, pp. 421, 462; e anche in contributi allo Jahrbuch für sexuelle Zwischenstufen, Bd. iii, 1901)

[10] Kiernan, Detroit Lancet, 1884, Alienist and Neurologist, April, 1891; Lydston, Philadelphia Medical and Surgical Reporter, 7 settembre 1889, e Addresses and Essays, 1892.

[11] Un riassunto delle conclusioni di questo libro, del quale furono stampate solo poche copie, si può trovare nell’articolo di Hirschfeld in Vierteljahrsberichte, Ottobre, 1911, pp. 78-91.

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Annali dell’Omosessualità di André Raffalovich – Parte 3: Havelock Ellis e John Addington Symonds

Premessa

La parte che segue degli Annali dell’Omosessualità di André Raffalovich è dedicata all’analisi del libro Das Kontraere Geschlechtsgefühl  [La sensazione sessuale contraria] del Dr Havelock Ellis e di J. A. Symonds, Leipzig, Wigand, 1896, che il Dottor Havelock Ellis aveva scritto insieme a John Addington Symonds. La presentazione che Raffalovich fa del libro, a quei tempi di difficilissima reperibilità e per di più in Tedesco, permette la diffusione delle idee di Havelock Ellis anche tra i lettori di lingua francese. Raffalovich, come risulterà evidente dalla lettura, dà giudizi sprezzanti sul contributo all’opera da parte di John Addington Symonds che taccerà apertamente della peggiore immoralità. Raffalovich e Addington Symonds sono personaggi diversissimi anche se entrambi omosessuali (il lettore potrà trovare una ricca biografia di Addington Symons nel volume Gay e Storia della Biblioteca di Progetto Gay, nella quale sono presenti anche due importanti opere intere di Symonds concernenti l’omosessualità e precisamente “Una questione di etica moderna” e “Una questione di etica greca”, ovviamente tutti i testi sono scaricabili gratuitamente dalla home del forum di Progetto Gay.) Raffalovick è sostanzialmente un moralista che parte dall’idea che l’omosessuale non sia necessariamente un malato di mente o un degenerato ma per lui, in buona sostanza, l’unica via che un omosessuale ha davanti per vivere una vita dignitosa è la castità. Addington Symonds, che è un uomo sposato e padre di famiglia, crede invece che l’omosessualità vada vissuta anche a livello fisico, con rispetto, con amore per il proprio compagno, ma vada vissuta. I due punti di vista non potrebbero essere più lontani. Secondo Raffalovich, Addington Symonds è un vizioso che approfitta della sua condizione di uomo ricco e colto per usare a livello sessuale di quanti sono di livello sociale più basso del suo, come un signore feudale approfittava dei suoi sudditi. In realtà leggendo quanto scrive Addington Symonds si ha un’impressione totalmente diversa. In sostanza il testo che segue di Raffalovich è l’espressione del moralismo introiettato da un omosessuale che per accettare la sua omosessualità deve necessariamente sublimarla. Nello stesso anno in cui scrisse questo testo Raffalovich si convertì al cattolicesimo e di lì a poco il suo amante si fece addirittura prete. Sono scelte probabilmente molto sofferte che vanno rispettate, certo, ma si sarebbe voluto da parte di Raffalovich un po’ più di rispetto per chi vede le cose più laicamente e ritiene che la sessualità abbia un valore anche nella sua fisicità.

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Alcuni eccellenti articoli di Havelock Ellis in Alienist and Neurologist contenenti dei casi di unisessualità inglese e anche delle riflessioni sul trattamento dell’uranismo, che lo mostrano influenzato dal mio punto di vista, ci hanno fatto attendere con una certa impazienza il suo libro (Das Kontraere Geschlechtsgefühl von Dr Havelock Ellis und J. A. Symonds, Leipzig, Wigand, 1896) sull’inversione. L’impossibilità di pubblicarlo in Inghilterra, la difficoltà farlo uscire prima in America, la sua prima apparizione in Germania, tradotto dall’energico Kurella, sono fatti curiosi.

Prima di analizzare il volume capitolo per capitolo ne indicherò la caratteristica più evidente, ciò che ne costituisce la forza e la debolezza: il libro è stato scritto in collaborazione con un invertito [John Addington Symonds] la cui fama letteraria è stata grande, il cui valore è stato sopravvalutato e la cui vita privata è stata pubblicata dopo la sua morte dai suoi amici con un candore che ci rivela, come attraverso un lucernaio, l’inferno dei sodomiti intellettuali. È questo invertito letterario, sposato, padre di famiglia, insaziabile in tutto ciò che riguarda l’unisessualità, che ha fornito al medico intelligente, istruito, un po’ sorpreso, tanti materiali, tanti documenti; glieli ha dati alla rinfusa; gli ha trasmesso anche tutti i vecchi e brutti errori o quasi tutti. Il medico, dato che stimava il suo amico e dato che questi gli aveva offerto cose preziose, ha anche accettato delle intuizioni false che disonorano la ragione umana, delle menzogne alla Oscar Wilde(1) delle vanterie unisessuali, delle monellerie da effeminato: e tutto questo è collegato e messo insieme dal coscienzioso e intelligente Havelock Ellis. I materiali avrebbero potuto essere eccellenti, il suo modo di trattarli molto lodevole, senza quella sfortunata associazione [con Addington Symonds]; forse, senza quella collaborazione, il libro non sarebbe apparso così presto, ma allora avremmo avuto da Ellis qualcosa di meglio, perché avrebbe approfittato del nuovo slancio della psicologia  sessuale e non si sarebbe impegolato nelle opinioni e nelle avventure di un amico da commiserare e da temere. Eppure il libro di Ellis può aiutare il progresso della scienza psicosessuale, e benché egli abbia poi trovato nel mio libro (come il suo articolo nell’Alienist and Neurologist di luglio suggerisce) e nelle sue stesse osservazioni molti correttivi a John Addington Symonds, non lo si può comunque accusare di difendere indebitamente il suo collaboratore. Ma lo ha comunque subito e non ha potuto evitare di essere sopraffatto dai suoi entusiasmi incontinenti. Ma alla fine la conclusioni di Ellis e le mie quadrano bene insieme.

Passo in rassegna il suo libro. Il primo capitolo enumera rapidamente alcuni fatti di unisessualità negli animali (cani, piccioni, ecc.) poi si sofferma un po’ sull’universalità dell’unisessualità. Si sospetta di John Addington Symonds quando si legge che le razze guerriere sono più unisessuali della altre: Cartaginesi, Sciti, Celti, Normanni, Tartari, indigeni della Nuova-Caledonia, Sioux di oggi, abitanti dell’Albania contemporanea. Presso i popoli guerrieri, eroici, l’unisessualità sarebbe una virtù, un legame. Mentre in Messico, in Perù, presso i Persiani, in Cina, presso gli Ebrei, presso o Maomettani, le leggi contro la sodomia sarebbero tassative: ma dato che l’uso ha prevalso sul diritto, tutto ciò che possiamo affermare è l’universalità dell’unisessualità.

Sono state molto studiate le pratiche unisessuali degli Indiani d’America, dagli Esquimesi dell’Alaska fino ai Brasiliani.  Ogni razza ha potuto avere il suo punto di vista diverso, ma ovunque l’unisessualità è stata tollerata o incoraggiata. Holder nel 1889 ha pubblicato molti dettagli interessanti sull’inversione degli indiani del Nord America. Presso quelli del Montana l’invertito è chiamato Boté, cioè né uomo né donna; presso quelli di Washington è un Burdas, vale a dire, anche qui, né uomo né donna. Holder ha scoperto che il Boté indossa abiti femminili e fin dall’infanzia si abitua ad un approccio femminile. Ma è solo all’età della pubertà che ha rapporti sessuali (ovviamente unisessuali) e allora è come fellator che pratica sesso orale. Non è un sodomita anale, anche se questi indiani praticano anche la sodomia. Questi Boté sembrano amare molto la loro occupazione. La passione di tanti europei per il sesso orale non è l’infelice appannaggio dell’Europa. Il Boté esaminato da Holder non aveva mai avuto rapporti con una donna. Un piccolo ragazzo indiano (Holder lo racconta) andava a scuola indossando di nascosto vestiti da donna. Lo si puniva inutilmente. Finì per scapparsene e diventò un Boté. Ellis giustamente dice che noi non sappiamo se questi Boté sono uranisti per nascita o per educazione; ma dato che a mio parere l’unisessualità è sia congenita che acquisita, non sarà facile saperlo. Le razze inferiori, spiega Ellis, giudicano i gusti omosessuali con tolleranza, e presso di loro un uranista di nascita o rimarrebbe inosservato o farebbe parte di una casta sacra che darebbe una sanzione ai suoi gusti esclusivamente unisessuali.

In Europa, continua Ellis, si trova nelle classi inferiori una sorprendente mancanza di ripugnanza nei confronti dell’inversione. In Inghilterra il soldato si prostituisce senza difficoltà al signore che paga. Carlier, a quanto pare, ha fornito dettagli vivaci sull’unisessualità francese imparata ad Algeri. Non posso verificare tutto questo, ma non credo molto ai vizi imparati all’estero. Ellis racconta la storia di un soldato inglese che aveva imparato con i suoi compagni all’estero delle pratiche unisessuali e che le conservò al suo ritorno in Inghilterra, perché le donne della sua classe sociale erano così poco attraenti. Era una scusa forse più che una causa. John Addington Symonds ha raccontato ad Ellis di non aver trovato nel popolo più ripugnanza per le pratiche unisessuali che per quelle eterosessuali. Un invertito, in quattordici anni, avrebbe fatto proposte a più di cento uomini del popolo ed avrebbe avuto soltanto un rifiuto (di un individuo che più tardi si sarebbe offerto lui stesso), avrebbe avuto una sola volta paura di essere ricattato e avrebbe conservato con la maggior parte di questi uomini dei rapporti amichevoli. Questo invertito, nel frattempo aveva dovuto prendersi cura di questi uomini, procurare loro dei posti di lavoro, aiutarli a sposarsi, dare loro del denaro ecc.. Questo individuo rivoltante rinnovava il diritto del signore [medievale] quando era interesse dei suoi vassalli prestarsi alle sue esigenze, alle sue offerte di voluttà complete e prolungate. Alcuni erano certamente adulati. Ho già insistito sulla differenza di classe sociale e sul suo ruolo sessuale. La maggior parte erano probabilmente soprattutto curiosi, divertiti e venali.

Ma che fonte di degrado sociale è quest’uomo che compra così delle sessualità maschili, delle virtù o delle mezze virtù, dei corpi consenzienti o indifferenti! C’è una grande differenza morale tra gli atti sessuali compiuti da individui della stessa classe e da individui di classi diverse. Forse questo accadeva in Svizzera, dove Symonds trovò che le relazioni unisessuali prima del matrimonio non erano rare ed erano definite sciocchezze. Ricordiamo quello che Platen dice degli Svizzeri nel suo diario. Symonds aveva l’intenzione di scrivere sulla unisessualità svizzera.

Havelock Ellis tratta allo stesso modo l’unisessualità dei criminali e quella degli uomini di rilievo. Per me è come quella dei popoli guerrieri e non guerrieri. Il Dr. Wey, di Elmira (il penitenziario) nei suoi momenti pessimistici trova tutti i suoi detenuti “sessualmente perversi”, ma ritiene che l’80% sia più vicino alla verità.

Nonostante l’universalità dell’unisessualità non possiamo negare che l’opinione pubblica maltratta gli unisessuali. Il consenso di tanti uomini del popolo, i loro gusti, le loro abitudini non cambiano le convenzioni sociali, i giudizi pubblici. L’opinione pubblica, dice Ellis, come essa è ora, è la causa del fatto che gli uranisti si dividono in due categorie: una minoranza che crede l’uranismo sublime, ammirevole, superiore, e una maggioranza che agisce seguendo i suoi desideri e seguendo le circostanze. Il suo collaboratore [Addington Symonds] faceva parte certamente della minoranza folle; altrimenti non avremmo letto nel libro di Ellis che la santità e la carità dei grandi maestri della morale si basano sul loro uranismo. Questa è una bestemmia. Non ho mai sottinteso nulla di simile quando ho detto che la Chiesa trovava un buon posto per gli uranisti superiori che si elevavano al di sopra della loro sessualità. Non è affatto impossibile che certe virtù siano più facili per un uranista genio che per un eterosessuale, ma quando si tocca la carità, quando si considera il punto di vista morale che non è né eterosessuale né unisessuale, non ci può essere alcuna differenza tra la santità di uno e quella dell’altro. Ellis trascura curiosamente l’unisessualità del medioevo, così frequente – probabilmente perché il suo collaboratore aveva studiato il Rinascimento. E non dovrebbe dire che i contemporanei di Michelangelo non lo sospettavano. È esattamente il contrario della verità, e Michelangelo si mostrava molto sensibile a questi sospetti. Non bisogna dimenticarsi l’offesa (lo “snub” [l’affronto] come si dice in Inglese), inflitto da Walt Whitman, poco tempo prima della morte, a John Addington Symond. Andò su tutte le furie per le domande che Symonds gli faceva, domande che possiamo credere indiscrete se le si giudica a partire dall’indiscrezione abituale di Symonds. Il nobile vecchio non se ne fece spaventare. Walt Whitman trovò molto maleducato prendere da questo punto di vista quello che lui aveva scritto dei sonni a due, delle intimità maschili e dell’amore virile. Walt Whitman aveva voluto innalzare l’amore tra camerati, tra uguali, l’amore dei forti per i forti, non l’isteria del signore che brama con la stessa voluttà se ha la faccia tra le cosce di un inferiore o sul suo petto sudato.(2) L’amore fisico più intimo tra uomini forti e gagliardi che condividono gli stessi pericoli, tra un uomo giovane e un adolescente, tra soldati o esploratori, non nuoce affatto allo sviluppo della razza, al matrimonio, all’amicizia, ma che cosa si potrebbe dire delle passioni di un malato di petto [come John Addington Symonds] per delle guide, per dei cocchieri, per dei gondolieri? Non c’è nulla di Platone, nulla di Shakespeare, nulla di Davide e Gionata, moto poco di Whitman, molto poco di August von Platen.

Ellis cita un errore abbastanza clamoroso di sir Richard Burton, che ha giocato un ruolo curioso nella storia delle perversioni sessuali. Burton credeva ad una zona sotadica comprendente il mezzogiorno della Francia, la Spagna, l’Italia, la Grecia, la costa dell’Africa, l’Asia minore, la Mesopotamia, la Caldea, l’Agfanistan, il nord-ovest dell’India (Sindh, Rendschab, Kaschmir), la Cina, il Giappone, il Turkestan, le isole dell’Oceano pacifico, il nuovo mondo. Ma Burton con la sua esperienza avrebbe dovuto sapere che questa zona sotadica dovrebbe  comprendere i Normanni, i Celti, gli Sciti, i Bulgari, i Tratari e anche la Russia, l’Inghilterra, la Germania, l’Austria e la Svezia devono essere comprese in ogni enumerazione di questo genere. Questa teoria di Burton non ha dunque alcun senso. Symonds pretendeva che il Nord Italia fosse molto meno unisessuale del sud. Il suo gondoliere gli aveva detto che i soldati italiani venivano obbligati a dormire in mutande per evitare gli attacchi osceni dei siciliani e dei napoletani. Chiedo scusa di citare questi scherzi pesanti. Un prostituto disse a Symonds, a Napoli, di essere stato obbligato a lasciare Venezia, la sua patria, perché non trovava clienti se non tra gli Inglesi, i Russi e gli Svedesi, mentre a Napoli poteva vivere in eccellente compagnia e guadagnare molto. L’unisessualità inglese è, dice Ellis alla fine del primo capitolo, il vero argomento del suo libro. E dato che la società e la legge sono contrarie all’uranismo, bisognerà pure che quelli che osano resistere siano veramente naturalmente unisessuali. I costumi greci permettono di diventare unisessuali per moda; in Inghilterra, in Germania, negli Stati Uniti, non sarebbe così, secondo Ellis. Io penso che sia un errore, perché la moda gioca un ruolo importante anche oggi. Nel mondo del teatro, del caffè concerto, dei soldati, delle prigioni, nel mondo di Oscar Wilde e in molti altri ancora, si diventa unisessuali per cause sociali. Ogni piccolo mondo, ogni consorteria può rassomigliare alla Grecia sotto questo aspetto. Ma tutto questo richiede un’analisi troppo lunga e troppo complicata. “L’omosessualità dei Greci, conclude Ellis, non può spiegare quella degli europei di oggi,” Il terzo capitolo è interamente scritto da Symonds, è esclusivamente dedicato all’inversione greca, comincia alla pagina 37, per terminare alla pagina 126.

Il secondo capitolo, va da Westphal a Raffalovich passnado per Hœssli, Gasper, Ulrichs, Tarnowsky, Kraffl-Ebing, Moll, Schrenck Notzing, Chevalier, Lydston, Kiernan. Mi accontenterò di dire che sono stupito che Ellis mi dichiari incline ad avere simpatia per l’inversione ma affermi che raggiungo comunque, come ricompensa dei miei sforzi, un punto di vista imparziale e scientifico. “Se tutti quelli che hanno a cuore la riforma sociale sono probabilmente uranisti…”, questa frase  (che fa pensare alle amenità che sono scomparse dalle discussioni scientifiche e letterarie) ha probabilmente una qualche giustificazione agli occhi di Ellis; altrimenti sarebbe un’affermazione abbastanza anti-scientifica degna piuttosto di John Addington Symonds che di un medico intelligente e abile.

Il quarto capitolo è soprattutto interessante per i numerosi casi di unisessualità inglese. Ne ho già parlato negli Archives : «Sono degli unisessuali inglesi» (ho detto della trentina di Inglesi che Ellis fa sfilare) «per la maggior parte robusti (almeno 16 si portano molto bene), compresi degli uomini molto distinti e conosciuti.

Leggendo questi casi, si è colpiti dal numero di invertiti, di unisessuali, di eterosessuali compiacenti che questa trentina di Inglesi hanno incontrato. Si lamentano molto più di dover vivere un’esistenza doppia che di non poter soddisfare i loro gusti, casti o sensuali o osceni, a casa nel letto dello zio o in quello del fratello più grande, o coricati con l’ufficiale in visita o con lo stalliere, o tra ragazzetti, soprattutto nel college, proprio nel college, nel college dove l’unisessualità  è così diffusa, all’università, nel bel mondo, con degli sportivi o degli uomini di teatro, con degli artisti così come con dei soldati, con dei membri del clero, come con dei medici o dei sergenti di città o degli operai; dopo il matrimonio, oh! Allora con veemenza, con oscenità; in tutti i periodi, in tutti gli stadi della vita, questi Inglesi unisessuali si trovano tentati, lanciati, raggruppati. Se ce ne sono di platonici, è perché vogliono esserlo. Quello che svierà gli osservatori che non hanno studiato abbastanza l’inversione sessuale, sarà trovare la sodomia tecnica in questi casi inglesi molto più frequente di quanto ci si sarebbe aspettato. Così essa compare tredici volte su trenta, ma non costituisce l’atto preferito se non sei volte su trenta. Non oserei affermare che l’atto sodomitico è preferito da un quinto degli invertiti, ma anche se questa fosse la proporzione usuale, questa preferenza non significherebbe che la sodomia è lo scopo sessuale di tutti quelli che la preferiscono. Ho già fatto osservare che, senza essere il desiderio naturale o preponderante dell’invertito, la sodomia, comunque è detestata soprattutto perché essa è riprovata, difficile, sgradevole tanto per l’attivo che per il passivo, ecc.. In una parola, in Europa, la sodomia è una voluttà degli ignoranti, dei criminali, dei crudeli, dei masochisti, dei sadici, di quelli che credono che sia l’atto necessario, come di quelli che la cercano dopo aver provato tutto. Non è inverosimile che questa gente rappresenti un quinto degli unisessuali. Gli altri inglesi del sig. Havelock Ellis, che pure hanno praticato qualche volta la sodomia o anche che non l’hanno praticata, sembrano considerarla una grande prova d’amore. Io avrei detto di compiacenza; e questo è, forse, quello che vogliono dire. Ma al di là della facilità dei rapporti, delle relazioni, dei legami, quello che c’è di più sensazionale, di più serio in queste osservazioni, è la preponderanza dei sentimenti maschili, virili, della ricerca del maschio per il maschio, del simile per il simile, dell’uomo per uomo (3).»

Forse ci sono tante confessioni di sodomia perché questi casi venivano confidati piuttosto ad un amico che ad un medico?

I lettori di Ellis, io spero, saranno colpiti dal decadimento morale che queste persone sperimentano, se non si fermano, se si lasciano scivolare lungo il pendio delle loro inclinazioni fisiche. Questa è una lezione per tutti coloro che desiderano legalizzare delle facilitazioni per gli unisessuali o almeno mitigare le difficoltà; non esiteranno a mobilitarsi per fare cambiare le leggi ma impareranno forse che l’educazione morale è ancora più importante che la riforma della giustizia.

Il quinto capitolo, sull’inversione nelle donne, è il migliore del volume; questo non succede forse perché il suo collaboratore [Addington Symonds] non ci partecipa? Ellis sottolinea che l’unisessualità non è minore nelle donne che negli uomini, e anche quello che ho già detto, che le donne, dato che a loro è permessa una grande familiarità tra di loro, incoraggiate dalle abitudini sociali, sono sia più immuni dal pericolo di essere scoperte o tradite, che anche più tentate di soddisfare platonicamente, con intimità lecite, le loro inclinazioni sessuali o unisessuali. Più di un invertito, più di un ermafrodito psichico, ritiene possibile accontentarsi di un’intimità femminile, con gli uomini che ama. Non si può negare che noi permettiamo alle donne di soddisfare quello che Platone chiamava amore unisessuale onorevole.

L’universalità dell’unisessualità femminile sembra dover essere solo cercata per essere dimostrata.

Gli alberghi, i grandi magazzini sono, secondo Ellis, il teatro delle pratiche unisessuali femminili dovute all’esistenza antigienica, alla promiscuità notturna o incoraggiate da queste cattive condizioni. I nostri costumi facilitano unisessualità femminile, questo è certo, e le donne la fanno passare inosservata; e mi chiedo se con la luce che si sta diffondendo su questi temi, le convenzioni sociali non finiranno per rendere mal viste le carezze femminili così come lo sono quelle maschili. Un tempo un uomo abbracciava le donne per gentilezza; verrà forse un tempo in cui le donne non oseranno più abbracciarsi davanti alla gente?(4) Ellis racconta il caso interessante di una signora giovane B … di 26 anni (padre tedesco, madre inglese, fratello invertito, sorella nevrotica che amava stare con le donne, ma con rigidi principi religiosi). La signorina B … si è fidanzata una volta con un uomo che le piaceva, ma l’idea di avere un rapporto intimo con lui ha fatto rompere il fidanzamento prima del matrimonio. Le donne l’attirano vari modi. Ci sono, secondo lei, donne per gli uomini e donne per le donne.

Ha molte amicizie femminili ma ha avuto solo una relazione intima appassionata. Ha conosciuto una ragazza giovane che si è lasciata coprire di baci e di carezze, che non vedeva in questa relazione alcun impedimento al matrimonio ma che si sarebbe guardata bene dal parlarne a suo marito. Credo che questo caso sia tipico. La storia della signorina X… è più complicata ed è utile soprattutto perché ci riassume la vita di una donna sensuale, immorale, ma non del tutto folle, non ninfomane, che ha attraversato fasi comuni a tante persone invertite. A 14 anni aveva la passione di dormire con una cugina, ma senza attrazione sessuale. A 17 anni c’è stata la passione per una compagna, passione idolatrica, malsana, ma senza sessualità. A 19 anni, all’uscita dal collegio, un’amicizia con una ragazza giovane molto femminile, amicizia che, grazie all’attaccamento di questa ragazza e grazie alla tendenza a dominare e ad esercitare il suo potere della signorina X…, è diventata fisica e reciproca. Questo rapporto dura parecchi anni, poi l’amica ha degli scrupoli religiosi e morali e mette fine all’intimità fisica. La signorina X…, che era stata felice e soddisfatta durante questi anni, si deprime per questa rottura; i suoi desideri sessuali si iper-eccitano. Una giovane ragazza molto voluttuosa le fa delle avnces e la sig.na X… si lancia in una veemente passione fisica per la quale ha gradi rimorsi e grande vergogna. Quando la sua prima amica, messi da parte gli scrupoli, vuole riannodare la relazione, la sig.na X… rifiuta. Resiste per qualche anno alle tentazioni e si butta nel lavoro intellettuale. Poi una nuova relazione la unisce per parecchi anni a una ragazza giovane che le somiglia. Non si è mai masturbata, dice, ma l’onanismo psichico sembra avere giocato un ruolo importante. Normalmente è più tenera che appassionata; accarezza il corpo nudo della sua favorita, si lascia accarezzare, ma per pudore non pratica il saffismo completo: una distinzione che corrisponde, forse, alla differenza tra il coito perineale e il coito anale. Può controllare, dice, la sua tendenza, ma non la può distruggere.

È certamente un’invertita di livello superiore. Trova sbagliato che le donne eterosessuali diventino unisessuali per libertinaggio, per capriccio. Ha molta energia, il suo temperamento è nervoso. Sembra anche essere andata tanto avanti sulla strada del miglioramento, per quanto è possibile senza principi, senza religione pratica, senza sapere che la castità è una virtù positiva e non negativa.

Molti osservatori, dice Ellis, credono che in Francia, in Germania e in America l’inversione femminile sia in aumento. Se è veramente così, immagino che sia in parte dovuto alla scelta deliberata di parecchie donne, scelta motivata dall’imitazione, dalla formazione, dal disgusto di molti uomini verso il matrimonio, alla paura che molte donne provano all’idea di fare figli, e all’abbandono delle credenze religiose.

Nel sesto capitolo Ellis analizza questi casi di inversione. In questo capitolo noto soprattutto che la vecchia distinzione tra attivi e passivi, in realtà, non esiste. Ellis si chiede se il disgusto del sesso delle donne riscontrato in tanti invertiti non sia un’esagerazione di uno stato normale o che dovrebbe essere tale per tutti gli uomini. Forse, salvo che nel momento sessuale e dell’ossessione sessuale, l’uomo ha una certa antipatia per questo organo, antipatia che molte cose tendono a mascherare tra gli eterosessuali?(5)

Ellis cita una frase molto sensata di Symonds: Se tutti gli invertiti fossero effeminati, come spesso li si descrive, non potrebbero essere così numerosi senza fare aprire completamente gli occhi alla società.

Symonds credeva che qualche volta un eterosessuale fosse attirato da un uranista.  Ho analizzato alcuni aspetti di questa situazione nel mio libro e rinvio ad esso i miei lettori per non allungare troppo questo articolo.

Ventidue dei casi di Ellis, cioè il 66%, avevano attitudini artistiche. Ma dato che sono stati raccolti da uno scrittore, c’è poco da stupirsi. E dato che Ellis insiste molto sulla unisessualità delle classi inferiori, non si potrebbe che dedurne l’universalità della bisessualità.

Il settimo capitolo si intitola “teoria dell’inversione”. Ellis crede che l’inversione sia soprattutto naturale ma che sia anche acquisita. Comunque tutto questo, per lui, è ancora un po’ vago. Non si potrà fare chiarezza che sapendo che l’eterosessualità, come l’unisessualità, è sia congenita che acquista. Se Meynert e Næcke negano l’istinto sessuale, questo deve essere perché essi hanno intravisto alcuni aspetti della verità. Ellis sembrerebbe suggerire che l’inversione  è forse, per così dire, una variante, una varietà biologica e psicologica. Prese in un senso largo, la maggior parte delle sottolineature di Ellis tenderebbero ad una migliore conoscenza dell’universalità dell’unisessualità. Offre come cause preponderanti l’esempio nel college, la seduzione, la delusione amorosa, e il terreno di fondo, la predisposizione. Gli si potrebbe rispondere che la delusione amorosa può essere un sintomo di inversione. L’analisi della maggior parte delle cause che sembrano portare all’inversione è così difficile perché ci sono infinite sfumature, perché qualsiasi cosa agisce in grado maggiore o minore sula sessualità psichica e fisica.

Così ho potuto considerare una categoria di eterosessuali “che hanno avuto rapporti unisessuali per necessità, paura, povertà, giovinezza, inesperienza, mancanza di donne, esempi, letture, affetto, formazione, obbedienza, vanità, cupidigia, desiderio di impadronirsi di qualcuno potente, per isolamento sociale o sentimentale, per orgoglio, ribellione, ubriachezza, occasione, promiscuità ecc., ma senza modificazione della loro eterosessualità.”  Pensate ora a quelli nei quali invece c’è stata qualche modificazione della moto eterosessualità! Traggo una conclusione importante dal libro di Ellis: l’invertito non è necessariamente un malato o un degenerato. È l’esperienza di Ellis ed è anche la mia. Comunque, continua Ellis, ci può spesso essere nell’ascendenza, nella sua famiglia, una disposizione neuropatica. È possibile non trovare in qualche luogo questa disposizione? Esiste una sola famiglia al mondo assolutamente extraumana, sovrumana, intatta?

L’ottavo capitolo si occupa della questione legale. Ellis reclama innanzitutto un po’ di luce e di franchezza. Ha poca simpatia per quelli che vogliono a qualsiasi prezzo guarire l’invertito. Le terapie di Schrenck Notzing gli sembrano peggiori della malattia (6). Le guarigioni hanno poco valore. È molto meglio innalzare gli invertiti al di sopra di loro stessi che buttarli nel pantano eterosessuale. Preconizza “anche” la castità. L’ideale greco e Walt Whitman, l’amore platonico, l’amore onorevole, l’amore virile, sono anche utili. Non si ottiene nulla quando si aiuta un invertito a soddisfarsi con una donna come con un uomo. La società non assolve ai suoi doveri verso l’uranista, dice Ellis con ragione, essa lo getta nella malinconia, nell’esaltazione, nell’ipocrisia, nel vizio; ma non gli offre soccorso. Ellis crede che l’orrore che si ritiene di dover esprimere contro l’unisessualità in Inghilterra non dati che al XVIII secolo. Gli lascio la responsabilità di questa opinione. Il codice Napoleone risponde più o meno a quello che Ellis reclama. L’Inghilterra, la Germania, l’Austria, la Russia, sono secondo lui le sole nazioni in cui l’unisessualità è un crimine. In Svizzera la legge varia da cantone a cantone, ma non si è severi. Ellis se la prende e a ragione contro la legge inglese del 1885 che rende un crimine qualsiasi atto unisessuale commesso da qualsiasi uomo in qualsiasi luogo. Ho parlato già più di una volta dell’ipocrisia inglese su questo punto. Le leggi contro gli invertiti non li fanno diminuire. I trenta casi di Ellis non hanno mai avuto problemi legali, e comunque più di uno non uscirebbe quasi più di prigione se si applicasse la legge del 1885.

Ellis si sbaglia certamente affermando che l’inversione francese si propaga molto di più tra le classi inferiori. Dice anche che i clienti dei prostituti francesi sono stranieri. In Germania, in Austria, in Inghilterra, ci sono secondo lui più invertiti che in Francia. Il calo della popolazione sembra non avere, almeno per ora, alcun rapporto con l’unisessualità.

Secondo Ellis l’opinione pubblica sarebbe in sostanza passata attraverso tre stadi d’animo nei confronti dell’inversione corrispondenti ai punti di vista selvaggio, barbarico e civilizzato. All’inizio si considera l’inversione nei suoi rapporti con la diminuzione della popolazione e si tratta l’invertito in modo conseguente: stadio selvaggio. Poi l’inversione diventa un sacrilegio: stadio religioso. In seguito, come oggi, non si considera più l’inversione dal punto di vista economico o teologico ma dal punto di vista estetico. Non approvo né discuto questa generalizzazione abbastanza fantasiosa. Senza la severità economica e la severità religiosa, la severità estetica è ridicola e destinata a perire, questo è certo.

Ellis se la prende a buon diritto con il giudice inglese che si lamentava di non poter punire più severamente l’unisessualità condannando dei colpevoli a due anni di lavori forzati. È crudele e anche ignorante che sia dovere della giustizia incrudelire come fu allora suo dovere.

Il libro si chiude con delle appendici, una molto interessante sulla unisessualità dei vagabondi americani, sul modo con cui essi abbindolano e reclutano i loro favoriti, ecc.. È da leggere. C’è anche una lettera di un professore americano che vanta l’uranismo e assicura che lo stadio normale e superiore dell’uomo è lo psico-ermafroditismo, cioè la facoltà di amare sessualmente chiunque. È una cosa da persona guasta o acciecata dalla sensualità. L’appendice di John Addington Symonds sull’amore ispirato dagli uomini del popolo, o piuttosto sul desiderio sessuale che essi ispirano e soddisfano con (secondo lui) una tale compiacenza, è di uno spirito leggero e sprofondato nei sogni e nelle voluttà senza vergogna. C’è molto da dire di questa passione, Soldaten liebe [amore dei soldati], e se ne dice poco quando se ne vantano la prevalenza, gli idilli unisessuali, i rapporti sessuali variati, le emozioni che assalgono e abbrutiscono, quando si cita “il divino Loti” e i suoi Fleurs d’ennui (7);  non bisognerebbe farsi ingannare da queste lodi dell’odore dei bei ragazzi nudi, o dalle confidenze del nobile italiano [Confessioni di un invertito nato] riguardo alla cinta che il suo Bonifacio aveva portato per due anni sulla pancia, non bisognerebbe confondere il lirismo sessuale e il cinismo con la psicologia o con la verità, e nemmeno con un cattivo e sporco buon senso. Le turpitudini suggerite dai soldati francesi, l’illusione della buona salute dei soldai inglesi (la cui sifilide è così tristemente nota) bastano per dare a Symonds il suo giusto valore intellettuale e scientifico.

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[1] Così è ad Oscar Wilde che si difende davanti a una giuria, a John Addington Symonds  che va tubando dei versi unisessuali che bisogna lasciare Davide e Gionata. Ogni ambigua allusione ai tipi dell’amicizia devota è una mancanza di rispetto per la psicologia. L’amicizia può esistere al suo punto più alto al di fuori della sessualità, ed è ai praticanti sodomiti, a tutti quelli che strepitano e vogliono non solo essere degli onanisti a tutti i livelli, ma pretendono la legalizzazione, la legittimazione dell’onanismo orale, perineale, e anale, che si dovrebbero lasciare queste calunnie e, diciamo questa parola, queste indecenze. Havelock Ellis si è lasciato sorprendere. È lo stesso vale per il Dr. Laupts.

“L’amicizia non è una manifestazione dell’istinto sessuale, anche quando è più simile a certe manifestazioni di questo istinto. Non confondere l’amicizia entusiastica, piena e romantica, con l’unisessualità latente o nascosta è di grande utilità, e da un certo punto di vista, per alcune persone, di una grande difficoltà. Le stesse regole non si applicano più seguendo le epoche, i paesi, le persone, le età. La Bruyère diceva che il cuore che si è scaricato sull’amicizia non ha ancora fatto nulla per l’amore (eterosessuale); l’amicizia è un istinto naturale e spontaneo come l’amore materno e che dovrebbe essere anche esente da calunnia e da sospetto. L’amicizia-passione (o l’amicizia-gusto o l’amicizia-fantasia) come la passione religiosa o quella artistica o quella scientifica o quella patriottica, si manifesta nello stesso modo nell’unisessuale e nell’ eterosessuale. “( Uranisme et Unisexualité.)

[2] Si veda il libro di Ellis.

[3] Per il caso di Guy Olmstead che (a Chicago nel marzo del 1894) tentò di assassinare l suo vecchio amante W. Clifford, rinvio i miei lettori al libro di Ellis, se non hanno letto questa storia interessante nel Journal of mental science. Molti documenti vengono dall’America.

[4] Vedere Uranisme et Unisextialité, sezione delle soddisfazioni unisessuali.

[5] Più di un eterosessuale preferisce le donne vestite alla donne nude, senza essere per questo né feticista né invertito. Chi volesse affermare che amare la nudità della donna in ogni momento è il segno caratteristico dell’eterosessuale avrebbe ben presto da superare grandi difficoltà psicologiche. Non citerò qui l’aneddoto del gondoliere di Symonds perché richiama le dichiarazioni di tanti uomini forti, di tanti ercoli di una delle capitali d’Europa, secondo i quali: “Le donne erano fatte male e avevano cattivo odore”. Il gondoliere di Symonds affermava che l’uomo più brutto, nudo, era più bello della più bella donna nuda perché le donne avevano le gambe fatte male e un odore genitale esecrabile. Era stato sposato due volte ma non aveva mai visto le sue due mogli completamente nude.

[6] È anche il parere del sig. Féré, il dottor Laupts non osa pronunciarsi tra noi, dice.

[7] Mi propongo di studiare l’influenza del delizioso Pierre Loti sugli invertiti: se ne contano parecchi tra i suoi lettori.

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UN PROBLEMA DI ETICA GRECA di JOHN ADDINGTON SYMONDS

Sono felice di annunciarvi la Biblioteca di Progetto Gay si arricchisce di un nuovo volume, UN PROBLEMA DI ETICA GRECA di JOHN ADDINGTON SYMONDS, (traduzione italiana di Project). Si tratta di un’opera di straordinario interesse, che affronta con spirito scientifico la pederastia greca.

Quanti oggi sentono parlare di pederastia o di amore greco sono facilmente indotti a pensare che la pederastia greca fosse in qualche modo analoga all’odierna pedofilia. In realtà i due concetti sono lontanissimi e la lettura di questo saggio lo renderà evidente.

L’“Etica greca” di John Addington Symonds rappresenta una colonna portante degli studi sulla omosessualità nella storia e nella letteratura, che permette al lettore interessato di entrare in modo scientificamente documentato in una dimensione storica molto diversa da quella attuale e di comprendere il senso e il peso che la pederastia ha avuto nella storia, nella letteratura e nella filosofia greca. Il lettore, attraverso il saggio di Symonds, potrà capire che la pederastia nasceva da un codice etico preciso, tipico delle comunità doriche in cui la dimensione del cameratismo militare era indispensabile alla sopravvivenza del gruppo in un tempo in cui la guerra era un evento comune.

Symonds segue l’evoluzione del concetto di pederastia lungo tutta la storia greca attraverso l’analisi di moltissimi testi e ne evidenzia la complessità e allo sesso tempo la centralità, sottolineando che le forme alte di pederastia, alle quali fanno riferimento Socrate e Platone, erano considerate onorevoli ed erano socialmente approvate e che spesso le coppie di amici pederastici erano temute dai tiranni perché erano capaci di suscitare nel popolo l’amore della libertà. Solo le forme più degradare, che sfociavano nella prostituzione, erano oggetto di biasimo e di discredito sociale ma non di pregiudizio. Basti ricordare il caso di Fedone, schiavo di guerra che esercitava la prostituzione ad Atene, che fu poi acquistato da un amico di Socrate e divenne uno dei suoi discepoli più importanti, tanto che a lui Platone intitola il dialogo sull’immortalità.

Il saggio di Symonds, pur essendo stato scritto nel 1873, è un esempio magistrale di approccio serio, cioè senza pregiudizi moralistici, alla storia, alla letteratura e all’arte greca ed è di straordinaria attualità perché mostra a quale livello morale e sociale l’omosessualità possa giungere in una società che non la condanni pregiudizialmente.

Consiglio in particolare la lettura di questo saggio a chiunque si occupi, a qualsiasi tiolo, di storia, di letteratura o di arte greca.

http://gayproject.altervista.org/etica_greca.pdf

Il nuovo volume fa parte della Biblioteca di Progetto Gay che raccoglie testi di particolare interesse sul tema della omosessualità, tutti gratuitamente scaricabili dalla Home del Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/

Ringrazio anticipatamente chiunque vorrà indicarmi errori od oscurità di qualsiasi tipo rilevate nella lettura del testo.

JOHN ADDINGTON SYMONDS, UN PROBLEMA DI ETICA MODERNA 7

IX.

EPILOGO.

Le conclusioni cui sono arrivato attraverso questa indagine sull’inversione sessuale sono che le sue diverse manifestazioni possono essere classificate nelle seguenti categorie: (1) l’astinenza forzata dai rapporti con le femmine, o faute de mieux [mancanza di meglio]; (2) lascivia e curiosa ricerca di un piacere nuovo; (3) morbilità pronunciate; (4) innata preferenza istintiva per il maschio e indifferenza al sesso femminile; (5) Epoche della storia in cui l’abitudine si è affermata ed è stata endemica in intere nazioni.

Nella prima categoria raggruppiamo i fenomeni presentati da scuole, carceri, conventi, navi, guarnigioni in stazioni solitarie, tribù nomadi di conquistatori predoni.1)

Alla seconda categoria appartengono quegli individui che si divertono sperimentando il piacere sensuale, uomini stanchi dell’ordinaria indulgenza sessuale e voluttuosi indifferenti. È possibile che qualcosa di morboso o di anormale frequentemente segni questa categoria.

Alla terza categoria assegniamo i casi evidenti di malattia ereditaria, in cui una mancanza di autocontrollo è evidente, insieme a chi soffre di lesioni nervose, ferite, epilessia, rammollimento cerebrale senile, nella misura in cui questi disturbi fisici sono complicati con passioni anomale.2)

La quarta categoria include l’intera classe degli Urning, che sono stati fino ad ora ignorati dai ricercatori medici, e sulla cui importanza numerica Ulrichs ha forse insistito esageratamente. Questi individui si comportano esattamente come le persone di normali inclinazioni sessuali, non mostrano segni di pazzia e non hanno una diatesi costituzionale morbosa che possa spiegare la loro peculiarità.

Nelle condizioni attuali della società europea, queste quattro categorie esistono sporadicamente. Vale a dire, i loro membri si trovano sparsi in tutte le comunità, ma non sono assolutamente riconosciuti se non dal codice penale e dalla professione medica.

Nella quinta categoria siamo portati faccia a faccia con il problema offerto dalla antica Ellade, dalla Persia, dall’Afganistan, dai popoli di quella che Burton definisce la zona sotadica. Tuttavia possiamo spiegare l’origine dell’inversione sessuale, un istinto che attraverso l’uso, la tradizione e la tolleranza sociale è passato qui nella natura della razza; in modo che le quattro categorie precedenti sono confuse, o, se distinte, sono separabili solo come le affezioni viziose e morbose dell’appetito sessuale ordinario si possono differenziare dalle sue manifestazioni più sane.

Tornando alle prime quattro categorie, che sono le sole che hanno una qualche importanza per un Europeo moderno, capiamo che solo una di esse, la terza, è positivamente morbosa, e solo un’altra, la seconda, è ipso facto viziosa. La prima è immorale nello stesso senso in cui lo è ogni forma di incontinenza, tra cui l’auto-abuso, la fornicazione, e così via, praticata faute de mieux; ma non può essere chiamata né morbosa né positivamente viziosa, perché l’abitudine in questione sgorga in circostanze extra-sociali.

I membri della quarta categoria sono anormali per la loro costituzione. Sia che riferiamo quell’anomalia all’atavismo o a qualche deviazione finora ignota dalla regola nella loro conformazione sessuale, non vi è alcuna prova che essi siano soggetti a malattia. Allo stesso tempo, è certo che non sono volutamente viziosi.

Il trattamento dell’inversione sessuale da parte della società e della legislazione segue un punto di vista derivante dalla sua origine e natura. Fin dall’età di Giustiniano, essa è stata considerata come un crimine assoluto contro Dio, contro l’ordine del mondo e contro lo Stato. Questo modo di vedere, che è stato incorporato nei codici di tutte le razze occidentali, venne fuori in origine dalla convinzione che le passioni sterili siano dannose per la tribù perché limitano la crescita della popolazione. La religione ha adottato questo punto di vista e, attraverso la leggenda di Sodoma e Gomorra, ha insegnato che Dio era pronto a punire intere nazioni con distruzioni violente se esse praticavano il “vizio innominabile”.

La civilizzazione avanzante, intanto, cercava in ogni modo di limitare e regolare l’appetito sessuale; e così facendo, naturalmente escluse quelle forme che non erano gradite alla maggioranza, che non possedevano alcuna utilità evidente, e che a prima vista sembravano violare le leggi cardinali della natura umana.

Il sentimento sociale, modellato dalla religione, dalla legislazione, dalla civiltà, e dalle antipatie persistenti della maggioranza considera l’inversione sessuale con irriducibile orrore. Esso non distingue tra le categorie che ho indicato, ma comprende tutte le specie sotto la condanna comune del crimine.

Nel frattempo, in questi ultimi anni, siamo arrivati a capire che i fenomeni presentati dall’inversione sessuale, non possono essere trattati così grossolanamente. Due grandi nazioni, la Francia e l’Italia, col “Codice Napoleone” e il “Codice Penale” del 1889, nella peggiore delle ipotesi, spostano questi fenomeni dalla categoria del reato a quella della immoralità. Vale a dire, hanno posto il rapporto dei maschi con i maschi sulla stessa base giuridica del normale rapporto sessuale. Puniscono la violenza, tutelano i minori e provvedono al mantenimento della pubblica decenza. Entro questi limiti, riconoscono il diritto degli adulti di trattare le loro persone come desiderano.

La nuova scuola di antropologi e medici psicologici studia l’inversione sessuale in parte dal punto di vista dell’evoluzione storica e in parte dal punto di vista della malattia. Mescolando l’atavismo e l’ereditarietà con la malattia nervosa nell’individuo, desiderano sostituire un trattamento medico alla punizione, il sequestro a vita nei manicomi alle pene detentive di diversa durata a seconda del reato.

Né la società né la scienza concepiscono l’idea che quegli istinti che le leggi della Francia e dell’Italia tollerano, entro certi limiti, possano essere semplicemente naturali in una certa percentuale di persone di sesso maschile. Fino ad oggi l’Urning non è stato considerato come un gioco della natura nel tentativo di differenziare i sessi.

Ulrichs è l’unico europeo che ha mantenuto questo punto di vista in una lunga serie di opere polemiche e imperfettamente scientifiche. Eppure, fatti portati quotidianamente all’attenzione di osservatori che hanno gli occhi bene aperti, dimostrano che Ulrichs è giustificato nella sua tesi principale. La società si trova sotto l’incantesimo di un antico terrorismo e di errori che si sono accumulati. La scienza è o volutamente ipocrita o radicalmente male informata.

Walt Whitman, in America, ritiene quello che lui chiama “l’amore virile” come destinato ad essere la virtù leader delle nazioni democratiche e la fonte di una nuova cavalleria. Ma egli non definisce cosa intende per “amore virile” e rinnega con forza qualsiasi “inferenza morbosa” dalla sua dottrina come “dannata”.

Ecco come stanno le cose ora. L’unica cosa che sembra chiara è che l’inversione sessuale non è una questione da regolare per legge e che l’esempio della Francia e dell’Italia potrebbe benissimo essere seguito da altre nazioni. Il problema dovrebbe essere lasciato al medico, al moralista, all’educatore, ed infine all’azione dell’opinione pubblica.

Note

1) Celti, Sciti, Dori, Tartari, Normanni.

2) Ci si dovrebbe ricordare che essi non sono affatto invariabilmente correlati con la sessualità anormale, ma altrettanto spesso con la sessualità normale in qualche forma stravagante, così come con altri tipi di aberrazione morale.
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SUGGERIMENTI IN MATERIA DI INVERSIONE SESSUALE IN RELAZIONE ALLA LEGGE E ALL’ISTRUZIONE.

I.
Le leggi in vigore contro quelli che vengono chiamati reati innaturali derivano da un editto di Giustiniano, dell’anno 538. L’imperatore considerava questi offese come reati penali, per il fatto che essi avevano provocato pestilenze, carestie, terremoti e la distruzione di intere città insieme al loro abitanti, nelle nazioni che li avevano tollerati.

II.
La convinzione che l’inversione sessuale sia un crimine contro Dio, la natura e lo Stato pervade tutta la successiva legislazione in materia. Questa convinzione si basa (1) su concezioni teologiche derivate dalle Scritture; (2) sul terrore della diminuzione della popolazione; (3) sull’antipatia della maggioranza per i gusti della minoranza; (4) sull’errore volgare secondo cui i desideri innaturali sono sempre volontari e sono il risultato o della lussuria eccessiva o di appetiti sazi.

III.
L’indagine scientifica ha dimostrato negli ultimi anni che una percentuale molto elevata di persone nelle quali si sono manifestate inclinazioni sessuali anormali, le possiedono dalla prima infanzia, che quelle persone non possono deviare in canali normali e che sono incapaci di sbarazzarsi di quelle inclinazioni. In questi casi, quindi, la legislazione interferisce con la libertà degli individui, sulla base di un equivoco circa la natura della loro colpa.

IV.
Coloro che sostengono le leggi attuali sono per ciò stesso tenuti a dimostrare che la coercizione, la punizione e la diffamazione di tali persone sono giustificate o (1) da qualsiasi danno di cui queste persone soffrono nella salute del corpo o della mente, o (2) da qualche serio pericolo, che possa derivare da loro, per l’organismo sociale.

V.
L’esperienza, confermata dall’osservazione scientifica, dimostra che l’indulgenza temperata verso la sessualità anormale non è più dannosa per l’individuo che una simile indulgenza verso la sessualità normale.

VI.
Allo stato attuale di sovrappopolazione, non si può pensare che una piccola minoranza di uomini che esercitano inclinazioni sessuali sterili e anormali possano ferire gravemente la società limitando l’aumento della razza umana.

VII.
La legislazione non interferisce con le varie forme di rapporto sterile tra uomini e donne: (1) la prostituzione, (2) la convivenza nel matrimonio, durante il periodo di gravidanza, (3) le precauzioni artificiali volte alla contraccezione, e (4) alcuni modi anormali del rapporto con il consenso della donna. La legislazione è quindi in una posizione illogica quando interferisce con l’azione di coloro che sono naturalmente sterili, sul terreno del mantenimento dello standard numerico della popolazione.

VIII.
Il pericolo che i vizi innaturali, se tollerati dalla legge, possano aumentare fino a che intere nazioni li acquisiscano, non sembra essere temibile. La posizione delle donne nella nostra civiltà rende i rapporti sessuali tra di noi Occidentali diversi da quelli di qualsiasi paese – antica Grecia e Roma, moderna Turchia e Persia – dove le abitudini innaturali sono diventate endemiche.

IX.
Nella Francia moderna, dopo la promulgazione del Codice Napoleone, l’inversione sessuale è stata tollerata con le stesse restrizioni applicate alla sessualità normale. Vale a dire che la violenza e oltraggio alla pubblica decenza sono puniti, e i minori sono tutelati, ma gli adulti possono disporre a loro piacimento delle proprie persone. L’esperienza di quasi un secolo mostra che in Francia, dove l’inversione sessuale non è un crimine di per sé, non vi è stata alcuna propagazione di essa attraverso la società. Osservatori competenti, come gli agenti di polizia, dichiarano che Londra, nonostante il nostro diritto penale, non è meno nota per il vizio anormale di Parigi.

X.
L’Italia, col Codice Penale del 1889, ha adottato i principi del Codice Napoleone su questo punto. Sarebbe interessante sapere cosa ha portato a questa modifica della legge italiana. Ma non si può supporre che i risultati del Codice Napoleone in Francia non siano stati pienamente considerati.

XI.
La severità delle norme inglesi le rende quasi impossibili da applicare. In conseguenza di ciò, la legge è non di rado elusa, e ai crimini si strizza l’occhio.

XII.
Allo stesso tempo, le nostre leggi incoraggiano il ricatto sulla base di false accuse; e la presunta non applicazione di quelle leggi, mette di volta in volta un’arma vile nelle mani di politici senza scrupoli, per attaccare il governo in carica. Esempi: gli scandali di Dublin Castle del 1884 e gli scandali Cleveland Street del 1889.

XIII.
Coloro che sostengono che le nostre leggi penali sono richieste dagli interessi della società devono rivolgere la loro attenzione alla formazione superiore. Essa si basa ancora sullo studio classici greci e latini, una letteratura impregnata di pederastia. Si svolge nelle scuole pubbliche, dove i giovani sono tenuti separati dalle ragazze, e in cui i vizi omosessuali sono frequenti. Le migliori menti dei nostri giovani sono quindi esposte alle influenze di una letteratura pederastica nello stesso tempo in cui acquisiscono le conoscenze e le esperienze di pratiche innaturali. Né ci si prende alcuna cura di correggere queste influenze negative attraverso una istruzione adeguata circa le leggi del sesso.

XIV.
I punti proposti per l’esame sono se l’Inghilterra sia ancora giustificata da eventuali pericoli reali per la società, nel limitare la libertà delle persone adulte, e nel considerare criminali alcune forme anomale di sessualità, dopo che è stato dimostrato (1) che le inclinazioni anormali sono congenite, naturali ed ineliminabili in una grande percentuale di individui; (2) che si tollerano rapporti sterili di vario tipo tra i due sessi; (3) che la nostra legislazione non ha soppresso l’immoralità in questione; (4) che il funzionamento del codice Napoleone per quasi un secolo non ha aumentato questa immoralità in Francia; (5) che l’Italia, guidata dall’esperienza del Codice Napoleone, ha adottato i suoi principi nel 1889; (6) che le sanzioni inglesi raramente sono infitte nella loro totalità; (7) che la loro esistenza favorisce il ricatto e la loro mancata applicazione dà occasione di bassa agitazione politica; (8) che la nostra istruzione superiore è in aperta contraddizione con lo spirito delle nostre leggi.1)

FINE.

Note

1) Potrebbe non essere superfluo ricapitolare i punti principali della legislazione inglese su questo argomento. (1) La sodomia è un crimine, definito come la conoscenza carnale (per anum) di un uomo o di una donna da parte di una persona di sesso maschile, punibile con il massimo della pena dei lavori forzati a vita, e per dieci anni come minimo. (2) Il tentativo di commettere sodomia è punibile con reclusione di dieci anni come massimo. (3) La commissione, in pubblico o privato, da parte di qualsiasi persona di sesso maschile con un’altra persona di sesso maschile, di “ogni atto lordo di indecenza” è punibile con due anni di reclusione e lavori forzati.”

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JOHN ADDINGTON SYMONDS, UN PROBLEMA DI ETICA MODERNA 6

VIII.

LETTERATURA – IDEALISTICA

 Anche il solo parlare di Walt Whitman in rapporto con Ulrich e l’inversione sessuale sembra paradossale. In via preliminare si deve dire chiaramente che Whitman non ha nulla a che fare con forme anomale, anormali, viziose o malate di quell’amozione che i maschi provano per i maschi. Eppure, nessuno nel mondo moderno ha espresso così forte la convinzione che “l’attaccamento virile”, “l’amore atletico”, “l’alto torreggiante amore dei compagni,” sia un fattore fondamentale nella vita umana, una virtù su cui la società dovrà basarsi e una passione pari nella sua permanenza e intensità all’affettività sessuale.

Egli dà per scontato, senza sollevare la questione, che l’amore dell’uomo per l’uomo convive con l’amore dell’uomo per la donna in uno stesso individuo. La relazione tra i due modi di sentire è chiaramente indicato in questa poesia: –

“Fortemente-ancorata eterna, o amore! O donna che amo

O sposa! O moglie! Indicibilmente irresistibile, il pensiero di te

Poi separato, come disincarnato, come un altro nato,

Eterea, l’ultima atletica realtà, la mia consolazione

Salgo – galleggio nelle regioni del tuo amore, o uomo,

O partecipe della mia vita itinerante.”

Gli Urning neuropatici non sono neppure accennati in nessun passaggio della sua opera. Come il suo amico e commentatore, il signor Burroughs dice: “Il sentimento è primitivo, atletico, prende forma in tutti i tipi di grandi e accoglienti immagini all’aperto, e scaturisce, come chiunque può vedere, direttamente dal cuore e dall’esperienza del poeta.”

Stando così la cosa, Whitman non suggerisce che il cameratismo possa cagionare lo sviluppo di desideri fisici. Ma poi non condanna questi desideri con parole chiare né mette in guardia i suoi discepoli contro di essi. Ad un ragazzo dell’Ovest, dice: –

“Se non sei silenziosamente selezionato dagli amanti

 e non cerchi silenziosamente amanti,

A che serve che tu cerchi di diventare mio discepolo.”

Come Platone, nel Fedro, Whitman descrive un tipo entusiastico di emozione maschile, lasciando i dettagli privati ​​al senso morale e alla speciale inclinazione della persona interessata.1)

Il linguaggio di “Calamus” (quella sezione di “Foglie d’erba”, che è dedicata al vangelo del cameratismo) ha un bagliore appassionato, un calore nel tono emotivo al di là di qualsiasi cosa cui il mondo moderno è abituato nella celebrazione dell’amore degli amici. Ciò richiama alla nostra mente l’originario entusiasmo greco – quella comunione in armi che fiorì tra le tribù doriche e costituì la cavalleria dell’Ellade preistorica. Né il poeta stesso sembra essere inconsapevole del fatto che nelle forti emozioni che sta lodando ci siano pericoli e difficoltà.

Il tono complessivo di due composizioni misteriose, intitolate “Chiunque tu sia che ora mi tieni per mano” e “Cadete, Gocce”, suggerisce una sensazione di fondo di conflitto spirituale. La seguente poesia, ancora una volta, è sufficientemente significativa e tipica da chiedere la trascrizione letterale:

“Terra, mia somiglianza!

Anche se sembri così impressionante, ampia e sferica qui,

Ora sospetto che non sia tutto;

Ora sospetto che ci sia qualcosa di feroce in te, di idoneo a esplodere;

Perché un atleta si è innamorato di me – e io di lui,

Ma verso di lui c’è qualcosa

di feroce e terribile in me, idoneo a esplodere,

Non oso nemmeno dirlo a parole – nemmeno in queste canzoni”.

La realtà del sentimento di Whitman, la gioia intensa che egli deriva dalla presenza personale e dal contatto fisico di un uomo amato, trova espressione in “A Glimpse,” “Recorders ages hence,” “When I heard at the Close of Day,” “I saw in Louisiana a Live Oak growing,” “Long I thought that Knowledge alone would content me,”2) “O Tan-faced Prairie Boy,” and “Vigil Strange I kept on the Field one Night.”3)

È chiaro, quindi, che nel suo di trattare il cameratismo o l’appassionato amore dell’uomo per l’uomo, Whitman ha colpito una nota fondamentale, all’intensità emotiva della quale il mondo moderno non è abituato. Diventa quindi di grande importanza scoprire l’umore del poeta-profeta, il suo istinto radicale per quanto riguarda la qualità morale del sentimento che egli incoraggia. Studiando le sue opere alla luce delle opere stesse e alla luce del carattere del loro autore, interpretando ogni parte con riferimento al tutto e nello spirito del tutto, un critico imparziale, credo, arriverebbe alla conclusione che ciò che egli chiama l’”adesività” del cameratismo è destinato a non mescolarsi con l’”erotismo” dell’amore sessuale.

È evidente che Whitman possiede personalmente uno speciale e acuto senso di fine moderazione e di continenza, la pulizia e la castità, che sono inseparabili dalla natura perfettamente virile e fisicamente completa della mascolinità sana.

Comunque, possiamo rilevare le stesse qualità di base nei primi Dori, quei fondatori marziali dell’istituzione dell’amore greco; ed è noto agli studiosi della civiltà greca che il sentimento alto della loro cavalleria era intrecciato con anomalie singolari nel suo sviluppo storico.

Per togliere ogni dubbio sulle intenzioni proprie di Whitman, quando compose “Calamus” e promulgò la sua dottrina del cameratismo appassionato, gli ho scritto, ponendogli francamente le domande che lasciavano perplessa la mia mente. La risposta che ho ricevuto, datata Camden, New Jersey, Stati Uniti d’America, 19 agosto 1890, e che egli mi permette di utilizzare, pone la questione di là di ogni discussione, e conferma le conclusioni a cui ero stato guidato dalla critica. Egli scrive quanto segue:

“Quanto alle domande su ‘Calamus,’ & c., mi stupiscono abbastanza. ‘Foglie d’erba’ deve solo essere giustamente interpretato attraverso e all’interno della sua propria atmosfera e del suo carattere essenziale – in modo che tutte le sue pagine e le sue parti vi rientrino.

È terribile che la sezione Calamus abbia consentito la possibilità di una interpretazione, come quella che avete menzionato. Vorrei sperare che quelle pagine non siano neppure menzionate per tale gratuita nel contempo imprevista e indesiderata possibilità di inferenze morbose, che sono sconfessate da me e appaiono detestabili.”

Nessuno che sappia qualcosa su Walt Whitman potrà per un solo momento dubitare della sua onestà e della sua sincerità. Pertanto l’uomo che ha scritto “Calamus” e ha predicato il vangelo del cameratismo, ha sentimenti ostili nei confronti dell’inversione sessuale almeno quanto qualsiasi monotono anglosassone rispettoso della legge potrebbe desiderare. È ovvio che non ha nemmeno preso in considerazione i fenomeni dell’istinto anormale. Altrimenti avrebbe dovuto prevedere che, dato che la natura umana è quella che è, non ci si può aspettare di eliminare ogni contaminazione sessuale dalle emozioni sollevate a un alto grado di intensità appassionata, e avrebbe dovuto prevedere anche che gli elementi permanenti all’interno della nostra società avrebbero messo a rischio la purezza assoluta dell’ideale che egli tenta di stabilire.

Queste considerazioni, tuttavia, non influenzano la natura spirituale di quell’ideale. Dopo aver riconosciuto che ci sono punti di contatto inevitabili tra l’inversione sessuale e la sua dottrina del cameratismo, cosa della quale Whitman ha omesso di accorgersi, rimane ora la questione se egli non abbia suggerito il modo in cui gli istinti anormali possono essere moralizzati e sollevati a un  più alto valore. In altre parole, quegli istinti sono presentati in “Calamus” insieme con i mezzi della loro redenzione dalla sporcizia e dal fango di un appetito brutale? È difficile rispondere a questa domanda; perché il problema in questione non è affatto meno importante della possibilità di evocare un nuovo entusiasmo cavalleresco, analogo a quello della società ellenica primitiva, a partire dalle emozioni che sono attualmente classificate tra le turpitudini della natura umana.

Consideriamo un po’ più da vicino l’espressione che Whitman ha dato ai propri sentimenti di amicizia. La prima cosa che ci colpisce è l’emblema mistico che ha scelto per l’amore maschile. Cioè la pianta acquatica, o il giunco profumato, chiamato Calamus, che nasce in luoghi selvaggi, “in vie inesplorate, che cresce ai margini delle acque degli stagni” Ha scelto queste “foglie emblematiche e capricciose” a causa della loro timidezza del loro profumo aromatico, del loro distacco dalla vita visibile del mondo. Le chiama foglie dolci, radici rosate, foglie timide, erbe profumate del mio petto. Finalmente, dice: 4)

“Ecco le mie ultime parole, e le più sconcertanti,

Ecco le foglie fragili di me, eppure ciò che ho di più fortemente duraturo.

Qui proteggo e nascondo i miei pensieri – non li espongo,

Eppure essi mi espongono più di tutte le mie altre poesie.”

La virilità dell’emozione, che è quindi così timidamente, misticamente indicata, appare nel magnifico indirizzo ai soldati al termine della grande guerra: “Su una carneficina è sorta profetica una voce.”5) La sua tenerezza emerge nell’elegia su un compagno ucciso: 6)

Giorno di veglia per il ragazzo dei baci corrisposti (che mai più risponderà sulla terra)

Giorno di veglia per il compagno rapidamente ucciso

Non dimenticherò mai come, appena il giorno si illuminò,

Mi alzai dal terreno gelato e chiusi il mio soldato bene nella sua coperta,

E lo seppellii dove era caduto.”

Il suo pathos e la forte intensità traspirano attraverso le prime righe del seguente brano, che potrebbe essere stato suggerito dalle leggende di Davide e Jonathan, Achille e Patroclo o Oreste e Pilade: 7)

“Quando seguo la fama conquistata degli eroi e le vittorie di potenti generali,

Non invidio i generali,

Né il presidente nella sua presidenza, né il ricco nella sua grande casa;

Ma quando leggo della fraternità degli amanti, e di quello che è accaduto loro,

Come nella vita, attraverso i pericoli, l’odio immutabile, per molto molto tempo,

Attraverso la giovinezza e attraverso l’età media e la vecchiaia, come incrollabili, come affettuosi e fedeli erano,

Allora io sono pensieroso – in fretta metto giù il libro, me ne vado via, pieno di invidia amara.”

Ma Whitman non concepisce il cameratismo come un possesso meramente personale, delizioso per gli amici che unisce in legami di amicizia. Egli lo considera essenzialmente come una virtù sociale e politica. Questa emozione umana è destinata a cementare la società e a rendere la convivenza civile inviolabile. Leggendo alcune delle sue poesie, siamo ricondotti indietro alla Grecia antica – al Simposio di Platone, a Filippo che ammira il battaglione sacro dei Tebani dopo la battaglia Cheronea.8)

“Sognai in un sogno, vidi una città invincibile agli attacchi di tutto il resto del mondo

Sognai che fosse la nuova Città degli Amici;

Niente era più forte lì della qualità del robusto amore – esso portò la pace

Si vedeva ogni ora nelle azioni degli uomini di quella città, e in tutti i loro sguardi e nelle parole.”

E ancora: 9)

“Credo che il significato principale di questi Stati sia di fondare una amicizia superba, exalté, precedentemente sconosciuta,

Perché io percepisco che essa attende ed è stata sempre in attesa, latente in tutti gli uomini.”

E ancora una volta: 10)

“Vieni, renderò il continente indissolubile;

Produrrò la più splendida razza sulla quale il sole abbia mai brillato;

Produrrò divine terre magnetiche,

              Con l’amore dei compagni,

           Con l’amore dei compagni  che dura tutta la vita.

pianterò un’amicizia fitta come gli alberi lungo le coste dell’America, lungo le rive dei grandi laghi, e in tutte le praterie;

Produrrò città inseparabili, con le loro braccia al collo le une delle altre.

                   Con l’amore dei compagni,

                Con il virile amore dei compagni.

Per te queste cose da me, o Democrazia, per servirti, mia sposa!

Per te, per te io sto eccitando queste canzoni. “

In compagnia di Walt Whitman siamo molto lontani da Gibbon e Carlier, da Tardieux e Casper-Liman, da Krafft-Ebing e Ulrichs. Che cosa ha in effetti questa “amicizia superba, exalté, precedentemente sconosciuta” che “aspetta ed è stata sempre in attesa, latente in tutti gli uomini” quel “qualcosa di feroce in me, idoneo a esplodere”, “cameratismo etereo”, “ultima realtà atletica”- che cosa ha tutto questo in comune con il tema doloroso delle precedenti sezioni del mio saggio?

Ha questo in comune. Whitman riconosce tra le emozioni sacre e le virtù sociali, destinate a rigenerare la vita politica e a cementare le nazioni, un intenso, geloso, palpitante, sensibile, ansioso amore dell’uomo per l’uomo: un amore che anela nell’assenza, cade per la sensazione dell’abbandono, si ravviva al ritorno della persona amata; un amore che trova un piacere onesto nel tocco della mano, nel congiungersi delle labbra, in ore di privacy, nello stretto contatto personale. Egli proclama che questo amore è non solo un fatto quotidiano nel presente, ma anche una salvifica e nobilitante aspirazione. Mentre ripudia espressamente, rinnega, e bolla come “perdizione” tutte “illazioni morbose” che la malevolenza o l’astuzia viziosa possono trarre dalla sua dottrina, egli è pronto a estendere il vangelo del cameratismo a tutto il genere umano. Egli aspetta la democrazia, il nuovo mezzo sociale e politico, il nuovo ideale religioso dell’umanità, per sviluppare ed estendere “quel fervido cameratismo” e intende controbilanciare e spiritualizzare tramite esso ciò che c’è di volgare e di materialistico nel mondo moderno. La “Democrazia”, ​​egli afferma, “comporta tale cameratismo amorevole, come il suo gemello più necessario e come sua controparte, senza la quale essa sarà incompleta, inutile e incapace di perpetuare se stessa.”11)

Se questo non è un sogno, se ha ragione nel credere che “fili di amicizia virile, affettuosa e amorevole, pura e dolce, forte e per tutta la vita, portata a livelli finora sconosciuti” penetrano nell’organismo della società “non solo dando tono al carattere individuale, rendendolo come non mai prima emozionale, muscolare, eroico e raffinato, ma anche tessendo rapporti più profondi con la politica generale”- allora siamo forse giustificati nel prevedere qui l’avvento di un entusiasmo che deve riabilitare quegli istinti emarginati, dando loro un ambiente spirituale, un ambiente di accettate e sane emozioni, in cui possano espandersi in libertà e purgare la grossolanità e la follia del loro essere paria?

Questa prospettiva, come tutti gli ideali, fino a quando non sono realizzati nell’esperienza, può sembrare fantasticamente visionaria. Inoltre, la sostanza della natura umana è così mista che forse sarebbe eccessivo aspettarsi dalla cavalleria dell’”adesività” di Whitman una purezza più immacolata di quella che è stata raggiunta dalla cavalleria medioevale dell’”amore.” Anche perché la cavalleria medioevale, il grande prodotto emozionale del feudalesimo, anche se sono venute meno le sue aspirazioni, ha lasciato alla società moderna il bene incalcolabile dalla raffinatezza e ha purificato il più grezzo degli appetiti maschili. Allo stesso modo, la cavalleria democratica, annunciata da Whitman, può essere destinata ad assorbire, a controllare e ad elevare quegli appetiti più oscuri, più misteriosi, apparentemente anomali, che abbiamo visto essere ampiamente diffusi e inestirpabili nei fondamenti della natura umana.

Abbandonando ora il sogno e la visione di un futuro possibile, bisognerà ammettere comunque che Whitman ha fondato il cameratismo, l’entusiasmo che lega l’uomo all’uomo in un amore fervente, su una base naturale.

Eliminando le associazioni classiche con la corruzione, ignorando le questioni che suscitano perplessità relative ad una passione colpevole condannata al fallimento dalla legge e dall’antipatia popolare, Whitman ricomincia da capo con una sana e originaria umanità. Lì scopre “una superba amicizia, exalté, precedentemente sconosciuta.” Egli percepisce che “essa aspetta, ed è stata sempre in attesa, latente in tutti gli uomini.” Il suo metodo nel trattare, senza paura e senza lasciarsi intimidire da qualsiasi pensiero del male e il suo tocco su questa materia, casto, sano e ambizioso, rivelano la possibilità di ripristinare in tutta innocenza nella vita umana una parte del suo diritto morale di nascita, alienata o mai reclamata. Le aberrazioni che abbiamo discusso in questo trattato sono probabilmente sintomi morbosi di soppressione, di ipertrofia, di ignorante sregolatezza, all’interno di una vera e propria emozione in grado di essere portata a buon fine quando la si tratta in modo amichevole.

È bene chiudere su questo punto. La metà, come dicevano i Greci, è più di tutto; e non è ancora giunto il momento di sollevare la questione se l’amore dell’uomo per l’uomo debba essere elevato  a poteri più nobili attraverso una cavalleria finora sconosciuta, anche se il barbaro amore dell’uomo per la donna ha seguito quello stesso cammino. Questa domanda in questo momento è poco attuale. Il mondo non può essere interessato ad occuparsene.12)

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1) In questa relazione è curioso notare quello che uno dei corrispondenti di Casper-Liman dice circa i costumi del Nord America (… Op cit, vol ip 173). “Un anno e mezzo dopo il mio ritorno sono andato in America del Nord, per tentare la fortuna. Lì il vizio innaturale in questione è più comune di quanto non sia qui, e sono stato in grado di assecondare le mie passioni con meno paura di una punizione o di essere perseguito. I gusti degli Americani in questa materia assomigliano ai miei, e mi sono accorto, negli Stati Uniti, che sono stato sempre riconosciuto immediatamente come un membro della confraternita”. La data della visita di quest’uomo in America è l’anno 1871-1872. Era appena tornato dal servizio militare come volontario nella grande guerra franco-tedesca del 1870-71.

2) Non incluso in “Complete Poems and Prose,” lo si troverà in “Foglie d’erba”, Boston, 1860-1861.

3) I due ultimi sono tolti da “Drum-Taps”.

4) Non riesco a trovarlo in “Complete Poems and Prose”. È stato incluso nella versione di Boston, 1860-1861, e nell’edizione di Camden, 1876.

5) “Drum-Taps”. Complete Poems, p. 247.

6) Ibid., P. 238.

7) “Foglie d’erba”. Complete Poems, p. 107.

8) Complete Poems, p. 109. Confronta, ” I hear it was charged against me “, ibid., P. 107.

9) Complete Poems, p. 110.

10) edizione Camden, 1876, p. 127. Complete Poems, p. 99. Confronta “Vistas Democratico,” Prosa Complete, p. 247, nota.

11) Questi passaggi di prosa sono tratti da ” Democratic Vistas ” sopra citati, p.119, nota.

12) Mentre questi fogli andavano in stampa, ho trasmesso la risposta di Whitman ad un amico giudizioso, la cui risposta in proposito esprime la mia opinione in modo più chiaro e conciso di quanto ho fatto io in precedenza: “Io non credo che questa risposta getti luce sulla questione veramente importante:  se il sentimentalismo di ‘Calamus’ rappresenti, a modo suo, l’ideale che si dovrebbe mirare a imprimere sugli affetti appassionati tra uomini, come certamente suscettibili di assumere altre forme discutibili. C’è affinità sufficiente tra il reale e l’ideale perché questo sia possibile? Questo è quello che non ho mai percepito come cosa certa quando abbiamo discusso di queste questioni. Ma non mi pare che i miei dubbi siano stati in qualche modo risolti in direzione negativa da Walt Whitman.”

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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul forum di Progetto Gay:

http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=20&t=4983

JOHN ADDINGTON SYMONDS, UN PROBLEMA DI ETICA MODERNA 5

VII

LETTERATURA – POLEMICA

Non si può dire che la sessualità invertita abbia ricevuto un trattamento serio e comprensivo fino a quando un giurista tedesco, di nome Karl Heinrich Ulrichs, iniziò la sua lunga guerra contro quello che considerava pregiudizio e ignoranza su un tema per lui di massimo interesse. Nativo di Hannover, scrisse in un primo momento sotto il falso nome di Numa Numantius, e andò avanti producendo una serie di opuscoli polemici, analitici, teorici e apologetici tra gli anni 1864 e 1870. La più importante di queste opere è un lungo saggio globale dal titolo “Memnon. Die Geschlechtsnatur des mannliebenden Urnings. Eine Naturwissenschaftliche Darstellung. Schleiz, 1868.” Memnon può essere utilizzato come manuale delle teorie del suo autore; ma è anche necessario studiare prima i trattati successivi – Inclusa, Formatrix, Vindex, Ara Spei, Gladius furens, Incubus, Argonauticus, Prometheus, Araxes, Kritische Pfeile – al fine di ottenere una conoscenza completa delle sue opinioni e per padroneggiare l’intera massa di informazioni che egli ha raccolto.

L’oggetto di Ulrichs in questo gruppo di scritti diversi è duplice. Cerca di stabilire una teoria dell’inversione sessuale sulla base della scienza naturale, dimostrando che gli istinti anormali sono innati e sani in una notevole percentuale di esseri umani; che non devono la loro origine a cattive abitudini di qualsiasi tipo, a malattia ereditaria o a depravazione dolosa; che è impossibile nella maggior parte dei casi estirparli o convertiti in canali normali e che gli uomini soggetti a questi istinti non sono né fisicamente, né intellettualmente, né moralmente inferiori agli individui costituiti normalmente. Dopo aver dimostrato questi punti per la sua propria soddisfazione e dopo aver sostenuto le sue idee facendo grande uso di esempi e mostrando una erudizione di tutto rispetto, egli procede sostenendo che le leggi attuali in molti paesi d’Europa sono palesemente ingiuste verso una classe di persone innocenti, che possono effettivamente essere considerate sfortunate e scomode, ma che non sono colpevoli di nulla che meriti la riprovazione e la punizione. In questa seconda parte polemica della sua esposizione, Ulrichs assume, come punto di partenza giuridico, che ogni essere umano nasce con dei diritti naturali che la legislazione non dovrebbe violare, ma proteggere. Egli non tenta di confutare la teoria utilitaristica della giurisprudenza, che riguarda le leggi, come regolamenti adottati dalla maggioranza nell’interesse presunto della società. Tuttavia, una grande quantità dei suoi ragionamenti è stata concepita per invalidare argomenti utilitaristici a favore della repressione, mostrando che in quei paesi che hanno posto la sessualità anomala sullo stesso piano di quella normale non ne è derivato alcun male sociale e che la tolleranza della passione invertita non rappresenta alcun pericolo per il benessere delle nazioni.

Dopo questo preludio, può essere dato un sunto della teoria Ulrichs e della sua perorazione, dedotto dallo studio comparativo dei suoi numerosi saggi.

La giusta chiave per la soluzione del problema si trova nella fisiologia, in quell’oscuro settore della scienza naturale che tratta l’evoluzione del sesso. L’embrione, come ora sappiamo, contiene un elemento di sesso indeterminato durante i primi mesi di gravidanza. Questo si trasforma gradualmente negli organi maschili o femminili della procreazione; e questi, quando l’età della pubertà arriva, sono generalmente accompagnati dai corrispondenti appetiti maschili o femminili. Vale a dire, che l’uomo in una stragrande maggioranza di casi, desidera la donna e la donna desidera l’uomo. La natura, per così dire, mira a differenziare il feto indifferenziato in un essere umano dell’uno o dell’altro sesso, essendo la propagazione della specie l’oggetto principale della vita. Eppure, come dice Aristotele, e come si osserva in molte delle sue operazioni, “La natura vuole, ma non ha sempre può”: ἡ φύσις βόυλεται μὲν ἀλλ ού δύναται. Di conseguenza, per quanto riguarda la struttura fisica, vengono alla luce individui imperfetti, i cosiddetti ermafroditi, il cui apparato sessuale è ancora indeterminato tanto che spesso un vero maschio ha passato una parte della sua vita in errore, ha indossato abiti femminili e ha convissuto preferendo gli uomini.

Allo stesso modo, rispetto alla loro natura spirituale, appaiono maschi che, nonostante la loro ben definita conformazione maschile, sentono dalla prima infanzia una propensione sessuale verso gli uomini, con una corrispondente indifferenza per le donne. In alcuni di questi esseri anormali, ma naturali, l’appetito per gli uomini assomiglia al normale appetito degli uomini per le donne; in altri assomiglia al normale appetito delle donne per gli uomini. Vale a dire, alcuni preferiscono i maschi effeminati, vestiti con abiti femminili che svolgono compiti femminili, altri preferiscono potenti adulti di un tipo ultra-maschile. Una terza classe manifesta la propria predilezione per uomini sani, giovani nel fiore dell’adolescenza, tra diciannove e vent’anni.

L’atteggiamento di queste persone nei confronti delle donne varia. In casi genuini di inversione sessuale innata provano un vero orrore quando devono avere un rapporto sessuale con una donna; e questo orrore è dello stesso tipo di quello che provano gli uomini normali quando pensano alla  convivenza con un maschio.1) In altri, la riluttanza non costituisce ripugnanza; ma l’uomo anormale trova notevole difficoltà nell’eccitarsi all’atto sessuale con le femmine, e ricava una soddisfazione molto imperfetta dello stesso. Un certo tipo di uomo, poi, sembra essere indifferente, desiderando i maschi qualche volta e le femmine qualche altra volta.

Al fine di ottenere chiarezza nella sua esposizione, Ulrichs ha inventato dei nomi per queste diverse specie. Respinge il cosiddetto ermafrodita che egli rifiuta con la designazione tedesca di Zwitter. Individui imperfetti di questo tipo non sono da considerare, perché è ben noto che gli organi maschili e femminili non sono mai sviluppati insieme in uno stesso corpo. Come vedremo tra poco la parte essenziale della sua teoria considera il problema dell’inversione dal punto di vista psicologico.

Chiama l’uomo normale Dioning e l’uomo anormale Urning. Tra gli Urning, quelli che preferiscono i maschi effeminati sono chiamati con il nome di Mannling; quelli che preferiscono potenti e maschili adulti ricevono il nome di Weibling; gli Urning interessati agli adolescenti sono definiti Zwischen-Urning. Gli uomini che sembrano essere indifferentemente attratti da entrambi i sessi, li chiama Uranodioninge. Un vero Dioning, che, per mancanza di donne, o sotto l’effetto di circostanze particolari, frequenta persone del proprio sesso, è denominato Uraniaster. Un vero Urning, che ha messo il laccio al suo impulso innato e si è costretto a convivere con le donne, o ha addirittura contratto matrimonio, si dice che sia un Virilisirt – un Urning virilizzato.

Questi nomi stravaganti, anche se apparentemente pedanti e superflui, hanno il loro valore tecnico e sono necessari per la comprensione del sistema di Ulrichs. Egli ha che fare esclusivamente con individui classificati dal linguaggio comune come uomini, senza distinzione. Ulrichs crede di poter stabilire una vera e propria divisione naturale tra uomini veri  e propri, che chiama Dioninge, e maschi con uno sviluppo sessuale anomalo, che chiama Urning. Dopo aver proceduto fino a questo punto, egli trova la necessità di distinguere tre grandi tipi di Urning, e di fare incroci tra Urning e Dioning, di cui egli trova anche tre distinte specie. Apparirà nel seguito che qualsiasi cosa si possa pensare della sua ipotesi psicologica, la nomenclatura che ha adottato è utile nella discussione e corrisponde a fenomeni ben definiti, di cui abbiamo informazioni abbondanti. La tabella che segue chiarirà sufficientemente la sua analisi: –

Ulrichs_ system

In generale, il maschio comprende due specie principali: Dioning e Urning, uomini con istinti normali e uomini con istinti anormali. In che cosa consiste dunque la distinzione tra loro? Come possiamo considerare il fatto di ritenerli radicalmente diversi?

Ulrichs replica che il fenomeno dell’inversione sessuale deve essere spiegato dalla fisiologia e in particolare dall’evoluzione dell’embrione.2) La natura commette errori nel completare il suo lavoro sistematicamente e in ogni caso. Essendo riuscita a differenziare un maschio con gli organi sessuali completi formato da un feto indifferenziato, essa non ottiene sempre la corretta differenziazione di quella parte dell’essere psichico in cui risiede l’appetito sessuale. Resta un’anima femminile in un corpo maschile. Anima muliebris virili corpore inclusa, è la formula adottata da Ulrichs che cita un passo del “Vestiges of Creation“, che suggerisce che un maschio è un prodotto più avanzato dell’evoluzione sessuale rispetto ad una femmina. L’istinto maschile del sesso è un prodotto più avanzato rispetto all’istinto femminile. Di conseguenza, appaiono uomini il cui corpo è stato differenziato come maschile, ma il cui istinto sessuale non è progredito oltre la fase femminile.

Su questa parte fondamentale della sua ipotesi bisognerebbe citare proprio le parole di Ulrichs, dal momento che egli non ritiene che l’Urning sia un Dioning che si è fermato ad un certo punto dello sviluppo, ma piuttosto che ci sia un elemento di incertezza che interviene nell’evoluzione simultanea di fattori fisici e psichici dallo stato di base indeterminato. Il “sesso”, dice, “è solo una questione di sviluppo. Fino ad un certo stadio di esistenza embrionale tutti i mammiferi viventi sono ermafroditi. Un certo numero di loro si muove verso la condizione di quello che io chiamo l’uomo (Doining), altri verso quello che chiamo donna (Dioningin), una terza classe diventa quello che io chiamo Urning (comprese le Urningin). Ne consegue che tra questi tre sessi non ci sono differenze primarie, ma solo differenze secondarie. Eppure vere differenze, che definiscono i tre gruppi esistono di fatto.”3) Uomo, Donna e Urning, maschio o femmina che sia, in cui si osserva una vera e innata inversione del desiderio, non un’inversione acquisita o spuria, sono di conseguenza considerati da lui come le tre divisioni principali dell’umanità considerata dal punto di vista del sesso. Il materiale embrionale di base, in ciascuno di questi casi era omologo; ma mentre i primi due, l’uomo e la donna, sono stati normalmente differenziati, l’istinto sessuale dell’Urning, a causa di qualche imperfezione nel processo di sviluppo, non corrisponde ai suoi organi sessuali.

La linea di divisione tra i sessi, anche nella vita adulta, è sottile; e la struttura fisica degli uomini e delle donne manifesta segni indubitabili del loro emergere da una terreno di base comune. Gli uomini perfetti hanno seni rudimentali. Le donne perfette portano un rudimentale pene nel loro clitoride. La linea di saldatura dello scroto mostra dove l’apertura, comune in origine sia all’essere maschile che a quello femminile, ma poi mantenuta solo nella vulva femminile, è stata chiusa fino a formare un maschio. Altri dettagli anatomici dello stesso tipo possono essere addotti. Ma questi saranno già sufficienti per fare in modo che le persone pensanti riflettano sulla misteriosa incertezza di ciò che chiamiamo il sesso. Tale sviluppo graduale, che termina nel differenziamento normale, prosegue molto lentamente. È solo all’età della pubertà che un ragazzo si distingue bruscamente da una ragazza, per il cambio della voce e la crescita dei peli su parti del corpo in cui non si trovano di solito nelle donne. Ciò premesso, non è certo sorprendente che l’appetito sessuale possa talvolta non essere determinato normalmente, o in altre parole possa essere invertito.

Ulrichs sostiene che il corpo di un Urning è maschile, la sua anima femminile, per quanto riguarda il sesso. Di conseguenza, anche se fisicamente inadatto per il coito con gli uomini, egli è imperativamente attratto verso di loro da un impulso naturale. Gli avversari gli oppongono questa obiezione: “La tua posizione è insostenibile: corpo e l’anima costituiscono un’entità inseparabile”. Così essi rispondono ad Ulrichs; ma il modo in cui questi costituenti della persona sono combinati nell’essere umano è estremamente variabile, come posso dimostrare con fatti indiscutibili. Il corpo di un maschio è visibile agli occhi, è misurabile e pesabile, è chiaramente definito nei suoi organi specifici. Ma ciò che noi chiamiamo la sua anima – le sue passioni, le inclinazioni, la sensibilità, le caratteristiche emotive, i desideri sessuali – sfugge all’osservazione dei sensi. Questo secondo fattore, come il primo, esisteva nelle fasi indeterminate del feto. E quando trovo che l’anima, questo elemento dell’istinto, dell’emozione e il desiderio esistente in un maschio, era stato diretto nel suo appetito sessuale fin dalla prima infanzia verso persone di sesso maschile, ho il diritto di qualificarlo con l’attributo della femminilità. Voi date per scontato che l’anima-sesso sia indissolubilmente connessa e inevitabilmente derivata dal corpo-sesso. I fatti vi contraddicono, come posso dimostrare facendo riferimento alle vere autobiografie di Urnings e a fenomeni noti che li riguardano.

Questa è la teoria di Ulrichs; e anche se può non piacerci il suo peculiare modo di spiegare la mancanza di armonia tra gli organi sessuali e l’appetito sessuale negli Urnings, non ci può essere alcun dubbio che in un modo o nell’altro la loro diatesi eccentrica deve essere riferita al processo oscuro della differenziazione sessuale.4)

Forse anticipa il momento in cui l’aberrazione a volte ha origine, non tenendo in conto sufficientemente delle impressioni imperative riportate dall’immaginazione o dai sensi dei ragazzi durante gli anni che precedono la pubertà.

Comunque sia, la tendenza a tale inversione è certamente innata in una grandissima percentuale di casi. Come può essere dimostrato dai racconti delle persone i cui istinti erano già diretti verso il maschio, prima che sapessero che cosa significasse il sesso. Vale la pena di estrarre dei passaggi da queste confessioni.5) (1) “Quando ero uno scolaro di otto anni, mi sono seduto vicino a un compagno piuttosto più grande di me; e come ero felice quando mi ha toccato. Questa è stata la prima percezione indefinita di una inclinazione che è rimasta un segreto per me fino al mio diciannovesimo anno”(2)” Tornando al mio settimo anno, ho avuto una simpatia vivace per un compagno di scuola, due anni più grande di me; ero felice quando potevo stare il più vicino possibile a lui, e nei nostri giochi potevo mettere la testa vicino alle sue parti intime “(3)” A dieci anni avevo un attaccamento romantico per un compagno e la passione per le persone del mio stesso sesso è diventata sempre più marcata “(4) Un altro ha confessato che “già all’età di quattro aveva l’abitudine di sognare bei garzoni di scuderia”(5) Un quinto ha detto: ” La mia passione per le persone del mio sesso si risvegliò all’età di otto anni. Mi piaceva la nudità di mio fratello, mentre faceva il bagno con gli altri bambini, non provavo alcun interesse per le ragazze, ma sentivo l’attrazione più vivace verso i ragazzi”(6) Un sesto fa risalire la sua esperienza a partire dal suo sesto o settimo anno. (7) Un settimo ricorda che “mentre era ancora una ragazzo, prima dell’età della pubertà, dormire in compagnia di un maschio lo agitava a tal punto che giaceva per ore sveglio”(8) Un ottavo racconta: “quando avevo tre anni, venni in possesso di un libro di moda, tagliavo le immagini degli uomini, e li baciavo sui pezzetti di carta. Non mi interessava assolutamente guardare le immagini di donne.”(9) Un nono va indietro fino al suo tredicesimo anno e ad un’amicizia di scuola. (10) Un decimo ricorda lo stesso ma riferito al suo settimo anno. (11) Un undicesimo dice che i suoi istinti invertiti si svegliarono nella prima infanzia e che dal suo nono anno si innamorò più volte di uomini adulti (12) Un dodicesimo si è espresso così: “Per quanto indietro posso andare con la memoria, sono stato sempre soggetto a questa passione. Quando ero ancora un bambino, i giovani uomini mi destavano un’impressione più profonda rispetto alle donne e alle ragazze. La prima eccitazione sensuale di cui conservo un ricordo fu risvegliata da un precettore, quando avevo nove o dieci anni e il mio più grande piacere era quello di poter cavalcare a cavalcioni sulla sua gamba “(13) Un tredicesimo così si esprime: “Dalla prima infanzia sono stato perseguitato da visioni di uomini e solo degli uomini; nessuna donna ha mai esercitato la minima influenza su di me. A scuola ho tenuto questi istinti per me e ho vissuto abbastanza ritirato.” (14) Un quattordicesimo può ricordare che riceveva un’impressione decisamente sensuale all’età di quattro anni, quando i servitori lo accarezzavano.” (15) Un quindicesimo dice che all’età di tredici anni l’inversione del desiderio si svegliò in lui insieme con la pubertà, (16) Un sedicesimo confessa di aver sentito un desiderio invincibile per i soldati nel suo tredicesimo anno. (17) Un diciassettesimo ricorda di aver sempre sognato soltanto degli uomini e a scuola, dice, “quando i miei compagni guardavano le belle ragazze e le criticavano durante le nostre passeggiate quotidiane, non riuscivo a capire come potessero trovare qualcosa da ammirare in tali creature.” D’altra parte, la vista e il contatto di soldati e compagni forti lo eccitava enormemente. (18) Un diciottesimo fa risalire il risveglio della passione in lui, all’età di undici anni, quando vide un bell’uomo in chiesa; e da quel momento in poi il suo istinto non cambiò mai. (19) Un diciannovesimo si innamorò di un ufficiale all’età di tredici anni e da allora desierò sempre maschi adulti e vigorosi. (20) Un ventesimo confessò di aver cominciato ad amare i ragazzi della sua età, sensualmente, quando aveva solo otto anni. (21) Un ventunesimo annota che, quando aveva otto anni, cominciò a desiderare di vedere uomini nudi.

Oltre questi casi, un gran numero potrebbero essere dedotti dagli scritti di Ulrichs, che ha pubblicato un resoconto completo dalla sua esperienza precoce.6) “Avevo quindici anni e dieci mesi e mezzo” dice, “quando il primo sogno erotico annunciò l’arrivo della pubertà. Mai prima di quel periodo avevo conosciuto una gratificazione sessuale di qualsiasi natura. Il fatto era quindi del tutto normale. Da molto tempo prima, però, ero stato oggetto di emozioni, in parte romantiche e in parte sensuali, senza alcun desiderio preciso, e mai per lo stesso giovane. Questi aneliti senza meta dei sensi mi affliggevano nelle mie ore solitarie e non ho potuto superarli. Durante il mio quindicesimo anno, mentre ero a scuola a Detmold, il vago desiderio prese una duplice forma. In primo luogo, ho attraversato le Säulenordnungen [colonne d’Ercole] di Norman, e sono stato con veemenza attratto verso questo passo dalla figura di un dio greco o di un eroe in piedi nella sua nuda bellezza. In secondo luogo, mentre studiavo nella mia stanzetta o prima di andare a dormire, un pensiero saliva spesso improvvisamente e irresistibilmente nella mia mente – immaginavo solo che un soldato si fosse arrampicato attraverso la finestra e fosse entrato nella mia stanza. Ho poi dipinto nella mia fantasia l’immagine di uno splendido soldato di 20-22 anni. Eppure non avevo un’idea precisa del perché lo volevo; né ero mai entrato in contatto con i soldati. Circa due anni dopo, mi è capitato di sedermi accanto ad un soldato su una carrozza postale. Il contatto con la sua coscia mi eccitava al massimo grado.” Ulrichs riferisce anche che nel suo decimo anno concepì un’amicizia entusiastica e romantica per un ragazzino di due anni più anziano.

Chiunque abbia conversato con degli Urning sa bene che esperienze del genere sono molto comuni. Da fonti private di veridicità indiscutibile, questi altri  esempi possono essere aggiunti. Uno racconta che, prima degli otto anni, durante il giorno gli venivano in mente delle fantasie su marinai nudi e che li sognava di notte. Quando iniziò a studiare latino e greco, sognava di giovani dei e all’età di quattordici anni, si innamorò profondamente dell’immagine dell’Eros di Prassitele in Vaticano. A aveva una grande avversione per il contatto fisico con le ragazze e con i ragazzi era timido e riservato e non indulgeva in nessun atto di sensualità. B dice che durante la sua tenera infanzia, molto prima dell’età della pubertà, si innamorò di un giovane pastore in una delle fattorie di suo padre, del quale era così entusiasta che l’uomo dovette essere mandato in una landa lontana. C, alla stessa età, concepì un affetto violento per un domestico; D per un ufficiale, che era venuto a stare a casa sua; E per il marito della sua sorella maggiore.

In quasi tutti i casi qui citati, l’istinto sessuale invertito è sorto spontaneamente.

Solo poche autobiografie registrano la seduzione da parte di un uomo più grande come origine dell’affetto. In nessuna autobiografia l’affetto risulta del tutto superato. Solo cinque di quei ventisette uomini si sono sposati. Venti dichiarano che, torturati dal senso della loro diversità rispetto ad altri maschi, perseguitati dalla vergogna e dalla paura, si sono forzati a frequentare prostitute subito dopo l’età della pubertà. Alcuni si trovarono impotenti. Altri riuscirono a realizzare il loro proposito con difficoltà o evocando le immagini di uomini su cui i loro affetti erano concentrati. Tutti, tranne uno, concordano nell’affermare enfaticamente l’attrazione superiore che gli uomini hanno sempre esercitato su di loro rispetto alle donne. Le donne li lasciano, se non del tutto disgustati, almeno freddi e indifferenti. Gli uomini suscitano le loro forti simpatie e i loro  istinti. L’unica eccezione appena accennata è quella che Ulrichs chiamerebbe un Uranodioning. Gli altri sono in grado di fare amicizia con le donne, alcuni anche di provare per loro ammirazione estetica, e anche di avere la più tenera considerazione per loro, ma non un vero e proprio desiderio sessuale. Il loro caso è letteralmente una inversione dell’ordinario.

Alcune osservazioni possono essere fatte sulla teoria Ulrichs. È ormai riconosciuto dalle principali autorità, mediche e medico-legali, in Germania, e da scrittori come Casper-Liman e Krafft-Ebing, che l’inversione sessuale è il più delle volte innata. Finora, senza discutere le spiegazioni fisiologiche o metafisiche di questo fenomeno, senza considerare se Ulrichs abbia ragione nella sua teoria dell’anima muliebris inclusa in corpore virili, o se l’ereditarietà, la pazzia, e condizioni generali simili siano da ritenersi responsabili per il fatto, può essere preso come ammesso da ogni punto di vista che la diatesi sessuale in questione è in un gran numero di casi congenita. Ma Ulrichs sembra richiamare troppo l’attenzione sulla posizione che ha guadagnato. Egli ignora la frequenza delle abitudini acquisite. Chiude gli occhi alla forza della moda e della depravazione. Inserisce uomini come Orazio, Ovidio e Catullo, tra gli antichi, che erano chiaramente indifferenti nei loro gusti (tanto indifferenti come i moderni turchi) nel numero degli Uranodionings.

In estrema sintesi, è così entusiasta per la sua teoria fisiologica che trascura tutti gli altri aspetti della questione. Tuttavia, egli ha acquisito il diritto ad essere ascoltato in modo imparziale, mentre fa la sua arringa in difesa di coloro che sono riconosciuti da tutti gli investigatori del problema come soggetti di una errata definizione innata dell’appetito sessuale.

Torniamo, quindi, alla considerazione dei suoi argomenti a favore della liberazione degli Urnings dalle terribili sanzioni legali cui sono attualmente soggetti e, se questo fosse possibile, dalla non meno terribile condanna sociale cui sono esposti per la ripugnanza che generano nella maggioranza normalmente costituita.

Nel trattare con queste eccezioni alla razza gentile di uomini e donne, con questi sfortunati che non hanno legami familiari annodati da vincoli di amore reciproco, che non hanno figli da aspettare, né reciprocità di passione di cui essere felici, l’umanità, dice Ulrichs, ha finora agito proprio come fa un branco di cervi quando mette fuori il malato e il debole a morire in solitudine, gravato da contumelie e tagliato fuori dalla simpatia comune.

Dal punto di vista della morale e del diritto, egli sostiene, non ha nessuna importanza se  noi consideriamo l’inversione sessuale di un Urning come morbosa o naturale. Egli è diventato quello che è, all’alba, al primo emergere dell’esistenza emotiva. Si può sostenere che egli derivi istinti perversi della sua discendenza, che sia oggetto di un disturbo psichico, che dalla culla sia predestinato dall’ereditarietà o dalla malattia o dalla miseria. Io sostengo che è uno dei giochi della natura, una creatura sana e ben organizzata che si è evoluta verso le aberrazioni dal tipo normale nella superba indifferenza della natura stessa. Non abbiamo bisogno di litigare sulle nostre soluzioni del problema. Il fatto che lui è lì, in mezzo a noi, e che costituisce un fattore sempre presente nel nostro sistema sociale, che deve essere affrontato. Come dobbiamo comportarci con lui? La società ha il diritto di punire individui venuti al mondo con istinti omosessuali? Mettendo la questione al suo punto più basso, ammettendo che queste persone siano vittime di morbilità congenita, dovrebbero essere trattate come criminali? È accertato che i loro appetiti, essendo innati, sono, almeno per loro, naturali e non depravati e che gli appetiti comuni sono esclusi dal loro schema sessuale, sono per loro innaturali e ripugnanti. Non dovrebbero questi esseri, invece di essere braccati e perseguitati dai segugi della legge, essere considerati con pietosa sollecitudine come tra i più sfortunati degli esseri umani, condannati come sono a desideri inestinguibili e per tutta la vita  alla privazione di ciò che è il premio principale dell’esistenza dell’uomo su questo pianeta, cioè un amore ricambiato? Per come stanno ora le leggi, voi includete tutti i casi di inversione sessuale sotto l’unico denominatore del crimine. Fate eccezioni in alcuni casi particolari e trattate gli uomini coinvolti come pazzi. Ma un Urning non è né un criminale né un folle. Lui è solo meno fortunato di voi, per un incidente di nascita, che è attualmente oscuro per la nostra scienza imperfetta della determinazione sessuale.

Finora Ulrichs ha giustificato le sue richieste. Una volta ammesso che l’inversione sessuale è solitamente un fatto di diatesi congenita, la legge penale non ha alcuna relazione logica col fenomeno. È mostruoso punire delle persone come se fossero volontariamente malvage perché, essendo nate con gli stessi organi e gli stessi appetiti dei loro vicini, sono condannate a soffrire per l’incapacità spaventosa di essere in grado di utilizzare i loro organi o di gratificare i loro appetiti in via ordinaria.

Ma qui sorge una difficoltà, che non può essere ignorata, in quanto su di essa si basa la sola scusa valida per la posizione assunta dalla società nel trattare questa materia. Non tutti gli uomini e le donne che hanno desideri sessuali anormali possono sostenere che questi sono innati. È certo che le abitudini di sodomia sono spesso acquisite in condizioni di esclusione dalla compagnia di persone dell’altro sesso – come nelle scuole pubbliche, nelle caserme, nelle carceri, nei conventi, sulle navi. In alcuni casi sono volutamente adottate da nature stanche del normale piacere sessuale. Esse possono anche diventare di moda ed essere epidemiche. Infine, è probabile che la curiosità e l’imitazione la trasmettano ad individui altrimenti normali in un momento suscettibile dello sviluppo. Pertanto la società ha il diritto di dire: coloro che sono sfortunati soggetti di inversione sessuale innata non saranno autorizzati a soddisfare le loro passioni, per timore che il male si diffonda e l’abitudine viziosa possa contaminare la nostra gioventù. Dal punto di vista utilitaristico, la società è giustificata dal fatto di proteggersi contro una minoranza di esseri eccezionali che essa considera perniciosi per il benessere generale. Da qualsiasi punto di vista, la maggioranza è abbastanza forte da reprimere gli istinti innati e da calpestare l’angoscia di alcuni sfortunati. Ma, si chiede Ulrichs, questo è in linea con l’umanità, è coerente con il nobile ideale di imparziale equità? Delle persone, sane nel corpo, vigorose nella mente, sane nei comportamenti, capaci di affetti generosi, buoni servitori dello Stato, che meritano fiducia in tutte le relazioni ordinarie della vita, devono essere condannate dalla legge come criminali perché non hanno sentimenti sessuali come quelli della maggioranza, perché trovano qualche soddisfazione al loro bisogno innato in modi che alla maggioranza non piacciono?

Cercando una soluzione alle difficoltà indicate nel paragrafo precedente, Ulrichs la trova nella realtà e nella storia. La sua risposta è che, se la società lascerà che la natura segua il suo corso con i soggetti di anormale inclinazione sessuale come fa con i soggetti normali, la società non ne risentirà. Nei paesi in cui le sanzioni di legge contro la sessualità invertita sono state rimosse, ove essa è posta su un piano di parità con la sessualità normale – In Francia, in Bavera, in Olanda – nessun inconveniente si è finora verificato.7) Non ne è seguita alcuna esplosione improvvisa e grave dell’abitudine depravata, né alcuna divulgazione o diffusione di un veleno morale. D’altra parte, nei paesi in cui esistono tali sanzioni e sono applicate – in Inghilterra, per esempio, e nella metropoli d’Inghilterra, Londra – la sessualità invertita produce rivolte, nonostante i divieti di legge, nonostante le minacce del carcere, la paura di essere messi in pubblico e la peste intollerabile del ricatto organizzato. Agli occhi di Ulrichs, la società è impegnata a tenere chiusa una valvola di sicurezza, ma se la natura fosse autorizzata a operare senza ostacoli, non farebbe alla società alcun danno, ma piuttosto produrrebbe buoni effetti. La maggioranza della popolazione, egli pensa, non sta certo per trasformarsi in Urning, per il semplice motivo che non hanno l’infelice costituzione dell’Urning. Cessate di perseguitare gli Urning, accettateli come fattori trascurabili ma reali nella comunità sociale, lasciateli a se stessi e non starete peggio per questo e poi non porterete sulla vostra coscienza il peso di una vendicatività intollerante.

Corroborando questa posizione, Ulrichs dimostra che le abitudini acquisite di inversione sessuale sono quasi sempre superate dalle nature normali. I vostri ragazzi nelle scuole pubbliche, dice, si comportano come se fossero Urning. In mancanza di donne, al momento in cui le loro passioni sono predominanti, si concedono insieme indulgenze reciproche che secondo le vostre leggi porterebbero conseguenze tremende sugli adulti. Voi siete consapevoli di questo. Mandate i vostri figli a Eton e ad Harrow e si sa molto bene cosa succede lì. Eppure rimanete sereni nelle vostre menti. E perché? Perché siete convinti che torneranno ai loro istinti congeniti.

Quando la scuola, la caserma, il carcere, la nave sono stati abbandonati, il maschio torna alla femmina. Questa è la verità sui Dionings. La grande maggioranza degli uomini e delle donne rimane normale, semplicemente perché era normale all’origine. Non riescono a trovare la soddisfazione della loro natura in quelle pratiche invertite a cui si abbandonarono per un certo tempo per mancanza di uno sbocco normale. La società rischia poco per il capriccio occasionale della scuola, della caserma, del carcere e della nave. Alcuni veri Urnings possono anche scoprire la loro inclinazione innata attraverso il processo a cui li sottoponete. Ma avete perfettamente ragione nel supporre che un Dioning, anche se lo avete costretto a diventare per una volta Uraniaster, non si manifesterà mai, a lungo andare, come Urning. La vasta esperienza che gli Inglesi hanno per quanto riguarda tali questioni, a causa della condizioni note delle loro scuole pubbliche, va a confermare la posizione Ulrichs. I presidi sanno con quanti Uraniasters hanno avuto a che fare, e che eccellenti Dionings siano diventati, e come relativamente rari, e tuttavia incorreggibilmente saldi, siano i veri Urning tra i loro studenti.

Il risultato è che stiamo continuamente costringendo i nostri giovani in condizioni tali che, se l’inversione sessuale fosse un attributo acquisito, sarebbe diventata stereotipata nella loro natura. Eppure questo non succede. Un po’ perché sono tenuti a distanza dalle ragazze, un po’ perché non trovano altro sbocco per il loro sesso, al momento delle sue affermazioni più imperiose, si rivolgono verso i maschi e trattano i loro più giovani compagni di scuola in modi che porterebbero un adulto ai lavori forzati. Sono Uraniaster per necessità e “faute de mieux” [mancanza di meglio]. Ma non appena essi sono lasciati liberi nel mondo, la maggioranza ritorna ai canali normali. Prendono con sé le donne per le strade e creano relazioni, come si dice. Alcuni certamente, in questa fornace ardente attraverso la quale sono stati fatti passare, scoprono la loro inversione sessuale innata. Poi, quando non possono resistere all’esercizio della loro propensione, voi li condannate come criminali nei loro anni più maturi. È giusta una cosa simile? Non sarebbe meglio tornare dalla nostra civiltà ai costumi dell’uomo selvaggio, avviare i giovani ai misteri del sesso e dare a ciascuno a sua volta la possibilità di sviluppare un istinto normale mettendolo durante il tempo della sua pubertà liberamente e francamente di fronte alla donna? Se voi aborrite gli Urning, come sicuramente accade, siete almeno responsabili per la loro disavventura dato il modo straordinario in cui li educate. In ogni caso, quando si sviluppano negli esseri eccentrici che essi sono, siete le ultime persone al mondo che hanno il diritto di punirli con sanzioni penali e calunnie sociali.

Considerando che lo stato attuale della legge, nella maggior parte dei paesi è ingiusto verso una minoranza rispettabile di cittadini, Ulrichs propone che gli Urning debbano essere collocati sullo stesso piano degli altri uomini. Vale a dire, i rapporti sessuali tra maschio e maschio non devono essere trattati come criminali, a meno che non siano messi in atto con la violenza (come nel caso di stupro) o siano esercitati in modo da offendere il senso pubblico del pudore (nei luoghi di pubblica riunione o sulla strada aperta) o, in terzo luogo, avvengano tra un adulto e un ragazzo minorenne (l’età protetta deve essere decisa come nel caso delle ragazze). Quello che chiede è che quando un maschio adulto, liberamente e di il proprio consenso, acconsente alle proposte di una persona adulta del proprio sesso, e il loro rapporto sessuale avviene nel rispetto della pubblica decenza, le due parti non siano perseguibili e punibili dalla legge. In realtà egli sarebbe soddisfatto con le stesse condizioni di quelle prevalenti in Francia, e dal giugno 1889, in Italia.

Se tanto fosse stato concesso dalla maggioranza delle persone normali alla minoranza anomala, prosegue Ulrichs, una quantità immensa di miseria e vizio furtivo sarebbe stata immediatamente abolita. Ed è difficile immaginare che ne sarebbero derivati risultati negativi. Un difensore delle attuali leggi vigenti in Inghilterra, Prussia, ecc., potrebbe effettivamente rispondere: “Questo significa aprire una via facile per la seduzione e la corruzione di giovani uomini”. Ma gli uomini giovani sono sicuramente almeno altrettanto capaci di difendersi contro la seduzione e la corruzione, delle giovani donne. Anzi, sono molto più in grado, non solo perché sono più forti, ma perché non sono di solito indeboliti da un prepotente istinto sessuale su cui il seduttore possa giocare. Ma la seduzione e la corruzione di giovani donne è tollerata, nonostante le conseguenze che ne derivano di parto illegittimo e tutto ciò che questo comporta. Questa tolleranza della seduzione delle donne da parte degli uomini deriva dal presupposto che solo il normale appetito sessuale è naturale. La seduzione di un uomo da parte di un maschio passa per criminale, perché l’istinto sessuale invertito è considerato innaturale, depravato e volutamente perverso.

Sulla ipotesi che gli individui soggetti a istinti perversi li possano sopprimere a piacere o possano convertirli in appetito normale, si sostiene che essi devono essere puniti, ma quando i fatti veri vengono studiati, si trova in primo luogo, che questi istinti sono innati negli Urning, e sono quindi nel loro caso naturali; in secondo luogo, che la soppressione di essi equivale all’astinenza per tutta la vita, astinenza sotto la tortura costante della sollecitazione sessuale; in terzo luogo, che la conversione di essi nei normali canali è in una grande percentuale di casi del tutto impossibile, in quasi tutti i casi in cui si è cercata una conversione, essa è stata solo parziale e, quando ne è seguito un matrimonio, si è generalmente concluso miseramente per entrambe le parti. Si deve notare che Ulrichs non distingue tra Urning, nei quali si ammette che l’inversione sia congenita, e Uraniasters, nei quali è stata acquistata o deliberatamente adottata. E sarebbe molto difficile elaborare leggi che tengano conto di queste due categorie. Il Codice Napoleone legalizza la posizione di entrambe, teoricamente in ogni caso. Il codice inglese considera entrambe criminali, facendo in tal modo, lo si deve ammettere, un’evidente ingiustizia nei confronti degli Urning, che nel peggiore dei casi sono malati o pazzi o deformati sessualmente, non per colpa loro.

Allo stato attuale delle cose, aggiunge Ulrichs, gli uomini che cedono i loro corpi agli amanti anormali, non si limitano a farlo per rispetto, simpatia, o per  il desiderio di una ricompensa adeguata. Troppo spesso essi speculano sulla illegalità della relazione e hanno per finalità principale l’estorsione di denaro attraverso la minaccia di raccontare i fatti. Così il mestiere di gran lunga più vile di tutti i mestieri, quello del ricattatore, è incoraggiato dalla legge. Modificate la legge e invece di aumentare vizio, lo diminuirete; perché allora un uomo che potrebbe soddisfare le avances di un Urning, lo farebbe per compiacenza o, come nel caso delle prostitute, per l’aspettativa di un guadagno ragionevole. La tentazione di esercitare una professione vergognosa con lo scopo di estorcere denaro sarebbe stata rimossa. E poi, per quanto riguarda gli individui di simile costituzione anomala, potrebbero costituirsi tra persone responsabili delle relazioni di volontaria e reciproca soddisfazione, esenti da rischi degradanti e forse anche permanenti. Infine, se si teme che la rimozione dei divieti legali possa trasformare tutta la popolazione maschile in Urning, considerate se Londra è ora molto più pura in questo senso di Parigi?

Un’obiezione seria a riconoscere e tollerare l’inversione sessuale è sempre stata che essa tende a controllare [a limitare] la popolazione. Questo è stato un sano argomento politico e sociale al tempo di Mosè, quando una piccola tribù combattiva aveva bisogno di moltiplicarsi al massimo della sua capacità procreativa. E non è affatto così valida nella nostra epoca, in cui le parti abitabili del globo stanno rapidamente diventando sovraffollate. 8) Inoltre, dobbiamo tenere a mente che la società, sotto l’ordine esistente, sanziona la prostituzione femminile, in cui uomini e donne, normalmente procreativi, sono sterilizzati per un tempo illimitato. La logica, in queste circostanze, rende ridicolo negare uno sterile esercizio del sesso agli uomini e alle donne anormali, che sono per istinto e diatesi congenita non procreativi.

Come risultato di queste considerazioni, Ulrichs conclude che non esiste un vero motivo per la persecuzione degli Urning ad eccezione di quanto può essere trovato nella ripugnanza dalla stragrande maggioranza della popolazione verso una minoranza insignificante. La maggioranza incoraggia il matrimonio, giustifica la seduzione, sanziona la prostituzione, legalizza il divorzio nell’interesse delle proprie inclinazioni sessuali. Rende però queste cose temporaneamente o permanentemente illegali le per la minoranza la cui inversione e il cui istinto detesta. E questa persecuzione, nella mente popolare in ogni caso è giustificata, come molti altri atti iniqui di pregiudizio o di ignoranza, per ipotesi teologiche e cosiddette verità rivelate.

Nella parte successiva si obietta che la sessualità invertita è demoralizzante per la virilità di una nazione, che degrada la dignità di un uomo e che è incapace di elevazione morale. Ognuno di questi punti può essere preso separatamente. Sono però tutti in una volta e insieme contraddetti dalla storia della Grecia antica. Le parti più bellicose di quella razza, i Dori di Creta e di Sparta e i Tebani, organizzavano l’amore del maschio per il maschio proprio in ragione  dei vantaggi sociali e militari che trovavano in esso. Le loro cronache abbondano di esempi eminenti di entusiasmo eroico, devozione patriottica e di vita elevata, ispirati dalla passione omosessuale.

I popoli del mondo abituati a combattere, i Celti nella storia antica, i Normanni, i Turchi, gli Afgani, gli Albanesi, i Tartari, si sono distinti per la frequenza tra loro di ciò che il pregiudizio popolare considera un vizio effeminato.

Per quanto riguarda la dignità dell’uomo, c’è forse, chiede Ulrichs, qualcosa di più degradante per l’umanità negli atti sessuali compiuti tra uomo e uomo rispetto a simili atti compiuti tra uomo e donna? In un certo senso tutto il sesso ha un elemento di volgarità che ispira ripugnanza. Gli dei, dice Swinburne,

“Hanno cosparso il letto nuziale con lacrime e fuoco,

Per estremo disgusto e desiderio supremo.”

Non sarebbe facile sostenere che un curato che fa nascere il suo quattordicesimo bambino nel corpo di una moglie logora, sia un oggetto più sublime di contemplazione mentale che Armodio nell’abbraccio di Aristogitone, e non sarebbe facile sostenere che un giovane a letto con una prostituta trovata nell’Haymarket sia più pulito di suo fratello a letto con un soldato trovato nel Parco. Gran parte di questo discorso sulla dignità dell’uomo, dice Ulrichs, deriva da un equivoco volgare circa la natura del desiderio sessuale invertito. La gente dà per scontato che gli Urning cerchino solo o principalmente il loro piacere in un atto di indecenza innominabile. La verità è l’esatto contrario, li assicura.  L’atto in questione non è più comune tra uomo e uomo di quanto non sia tra uomo e donna. Ulrichs, su questo punto, può essere sospettato, forse, come un testimone inaffidabile. La sua testimonianza, però, è confermata da Krafft-Ebing, che, come abbiamo visto, ha studiato inversione sessuale a lungo e minuziosamente dal punto di vista della patologia psichica. “Per quanto riguarda la natura della loro gratificazione sessuale”, scrive, “deve essere stabilito in via preliminare, che la maggior parte di loro sono contenti con abbracci reciproci; l’atto comunemente attribuito a loro in genere lo aborriscono quanto gli uomini normali e, dato che sempre preferiscono gli adulti, non sono in alcun modo pericolosi per i ragazzi”.9)

Questo autore procede ad operare una distinzione tra Urning in cui l’inversione sessuale è congenita e vecchi debosciati o individui semi-idioti, che hanno l’abitudine di abusare dei ragazzi. Il volgo ha confuso due classi diverse; e tutti coloro che studiano la psicologia degli Urning sono consapevoli che si tratta di una grave ingiustizia verso questi ultimi.

“Ma, dopo tutto”, continua l’obiettore, “non si può dimostrare che la sessualità invertita sia capace di qualche elevazione morale.” Senza fare appello all’antichità, gli elementi con cui confutare questa obiezione sono schiaccianti, si potrebbe fare riferimento ai numerosi passaggi in scritti di Ulrich dove riferisce la fedeltà, la lealtà, lo spirito di sacrificio e l’entusiasmo romantico che spesso accompagnano questi amori, e li innalza sopra la viltà. Ma, poiché Ulrich qui di nuovo può essere considerato un testimone sospetto, sarà sufficiente, come prima, tradurre un breve passaggio da Krafft-Ebing. “L’Urning ama, idolatra il suo amico, tanto quanto l’uomo normale ama e idolatra la sua ragazza. Egli è capace di fare per lui i più grandi sacrifici, soffre i morsi di un affetto infelice, spesso non ricambiato. Sente la gelosia, piange per la paura dell’infedeltà del suo amico.”10)

Quando arriva il momento di parlare del modo di trattare questo argomento da parte di Walt Whitman, appare chiaro che la passione di un uomo per il suo compagno è stata idealizzata nella realtà e nelle azioni così come nella poesia. Per il momento è sufficiente osservare come un tipo di amore, comunque spontaneo e potente, che è analizzato, disprezzato, trasformato in tabù, vietato, punito, schiacciato nei fori e negli angoli, non si può pretendere che mostri il suo lato migliore al mondo. Il senso del peccato e del crimine e il pericolo, l’umiliazione e la repressione e l’angoscia a cui gli sfortunati paria della sessualità invertita vengono ogni giorno e ogni ora esposti inevitabilmente peggiora gli elementi più nobili nella loro emozione. Date all’amore anomalo le stesse possibilità che date all’amore normale, sottoponetelo al controllo sano dell’opinione pubblica, permettete che abbia rispetto di se stesso, tiratelo fuori da bassifondi oscuri e portatelo alla luce del giorno, strappate le sue catene e rendetelo libero, e io sono fiducioso, dice Ulrichs, che mostrerà virtù analoghe, controbilanciate, naturalmente, dai vizi analoghi, a quelle che siete abituati a vedere nel reciproco amore di un uomo e di una donna. Lo schiavo ha di necessità un’anima servile. Il modo per elevarlo è emanciparlo.

“Tutto ciò può essere vero”, risponde l’obiettore, è anche possibile che la società prenda in considerazione il duro caso dei vostri Urning e ascolti il loro grido amaro. Ma, nel frattempo, supponendo che questi istinti invertiti siano innati, supponendo che siano incontenibili e inconvertibili, supponendo che siano meno sporchi e cattivi di come sono comunemente considerati, non è forse un ovvio dovere dell’individuo quello di sopprimerli, fintantoché la legge del suo paese li condanna? “No, si riprende Ulrichs, mille volte no! È  solo l’antipatia ignorante della maggioranza che rende possibile quella legge della quale voi parlate. Andate a vedere i migliori libri di giurisprudenza medica, andate a confrontare le migliori autorità sulle deviazioni psichiche dal tipo normale. Troverete che questi mi sostengono nella mia tesi principale. Questi, anche se ostili nei loro sentimenti e raffreddati da naturale ripugnanza, hanno rispetto per la scienza, e sono d’accordo con me nel dire che l’Urning viene a questo mondo come Urning, e deve rimanere ancora Urning fino alla fine della sua vita. Comportarsi con lui seguendo il vostro codice non è meno mostruoso che se si dovesse punire il daltonico o il sordomuto, o l’albino, o lo storpio con la gobba. “Molto bene”, risponde l’obiettore: “Ma io vi cito le parole di uno scrittore vivente eloquente, e faccio appello ai vostri istinti generosi e il vostro patriottismo. Il professor Dowden osserva che ‘l’arrendevolezza a volte è imposta da interessi superiori, e se i desideri egoistici vengono in conflitto con i doveri sociali, la vita individuale e la gioia dentro di noi, a qualunque costo di sofferenza personale, devono essere sacrificate per le giuste rivendicazioni dei nostri compagni’.11) Che cosa avete da dire su questo?”

In primo luogo, risponde Ulrichs, rimango perplesso in questo caso davanti ad espressioni come desideri egoistici, doveri sociali, e giuste rivendicazioni dei nostri compagni. Io sostengo che nel tentativo di riabilitare gli uomini del mio stampo e di giustificare il loro diritto naturale alla tolleranza non sono egoista. È una petizione di principio stigmatizzare il loro desiderio innato come egoista. Le funzioni sociali di cui si parla non sono doveri, ma conformità al diritto incorniciate in cecità e pregiudizi. Le rivendicazioni dei nostri compagni, a cui si fa appello, non sono semplicemente inique, ma lo sono crudelmente. La mia insurrezione contro tutte queste cose mi fa agire davvero come un innovatore e posso essere condannato, come conseguenza della mia temerità, alla persecuzione, all’esilio, alla diffamazione e alla proscrizione. Ma lasciate che vi ricordi che Cristo è stato crocifisso e che è ora considerato come un benefattore. “Fermo!”, lo interrompe l’obiettore: “Non c’è bisogno di portare la maggior parte dei nomi sacri in questa discussione. Ammetto che gli innovatori hanno fatto il più grande servizio alla società, ma tu non hai dimostrato che si sta lavorando per la salvezza dell’umanità in generale… Non sarebbe meglio rimanere tranquilli e sacrificare la vostra vita e la vostra gioia, la vita e la gioia di una minoranza dichiarata, per il bene della maggioranza immensa che non può tolleravi, e che teme la tua innovazione? Il sacerdozio cattolico è consacrato al celibato; e senza dubbio ci sono alcuni uomini adulti in questo ordine che hanno calpestato l’appetito imperioso del maschio per la femmina. Quello che fanno per rispetto del loro voto non vuoi tu realizzarlo, quando si ha tanto di buono da guadagnare e tanto di male da fuggire?”

Quale bene? Quale male? Soggiunge Ulrichs, state ancora facendo petizioni di principio; e ora state facendo appello al mio egoismo, al mio desiderio personale di tranquillità, al mio desiderio di evitare la persecuzione e la vergogna. Non ho fatto alcun voto di celibato. Se mai ho fatto qualche voto, è quello di lottare per i diritti di un gruppo innocente, innocuo e oppresso di persone oltraggiate. La croce di una Crociata è cucita sulla manica del mio braccio destro. Pretendere da me e dai miei compagni la rinuncia volontariamente scelta da un prete cattolico è un’assurdità, dato che non ci uniamo a nessun ordine, non abbiamo nessuna fede da sostenere, nessun sistema ecclesiastico da supportare. Riteniamo di avere il diritto di esistere nel modo in cui la natura ci ha fatto. E se non siamo in grado di modificare le vostre leggi, continueremo ad infrangerle. Potete condannarci all’infamia, all’esilio, al carcere , come già avete bruciato le streghe. Potete degradare i nostri istinti emotivi e spingerci al vizio e alla miseria. Ma non sradicherete la sessualità invertita. Espellete la natura con la forca, e vedrete quello che succederà. “Questo è abbastanza”, dice l’obiettore: “avremmo fatto meglio a interrompere questa conversazione, mi dispiace per te, mi dispiace che non cederai al buon senso e alla forza. L’Urning deve essere punito.”

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1) Vedi sopra, pag. 55, nota.

2) L’idea che gli esseri umani fossero originariamente ermafroditi è antica e diffusa. La troviamo nel libro della Genesi, a meno che, in effetti, ci sia una confusione qui tra due teorie distinte della creazione. Dio si dice che abbia prima fatto l’uomo a sua immagine, maschio e femmina in un corpo e gli abbia comandato di moltiplicarsi. In seguito ha creato la donna da una parte dell’uomo primitivo. Il mito riferito da Aristofane nel Simposio di Platone ha una curiosa incidenza sulle speculazioni di Ulrichs . C’erano esseri umani originariamente di tre sessi: gli uomini, i figli del sole; le donne, le figlie della terra; e gli ermafroditi, i figli della luna. Erano rotondi, con due facce, quattro mani, quattro piedi e due serie di organi riproduttivi a testa. Nel caso del terzo sesso, un serie era maschile, l’altra femminile. Zeus, per la loro forza e la loro prepotenza, li tagliò a metà. Da allora le due metà di ogni genere hanno sempre cercato di unirsi con la loro corrispondente metà, e hanno trovato qualche soddisfazione nella congiunzione carnale – maschi con maschi, femmine con femmine e maschi e femmine uno con l’altro: “Coloro che sono una metà del maschio seguono il maschio, e quando sono giovani, essendo metà dell’uomo originale, si legano agli uomini e li abbracciano, e loro stessi sono i migliori dei ragazzi e dei giovani, perché hanno la natura più virile. E quando raggiungono la virilità, sono amanti della giovinezza e non sono naturalmente inclini di sposarsi o avere figli, cose che essi fanno, se le fanno, solo in obbedienza alla legge, ma sono soddisfatti se possono essere autorizzati a vivere tra loro senza sposarsi, e gli individui di tale natura sono inclini ad amare e pronti a ricambiare l’amore, abbracciando sempre ciò che è simile a loro.” (Symp. 191-2, [nel testo inglese] traduzione di Jowett.) Segue una descrizione incandescente dell’Amore greco, tutto ci ricorda molto da vicino le confessioni fatte dagli Urning in tempi moderni e conservate da scrittori, medici o giuristi che si occupano dell’inversione sessuale.

3) Memnon, Sezione XIX.

4) Vedi sopra, pag. 36, il suggerimento citato dal Dr. Huggard di “congenita mancanza di equilibrio tra le strutture in buona salute.” Ci si potrebbe chiedere se questa “differenziazione sessuale imperfetta”, o questa “congenita mancanza di equilibrio tra strutture sane” non sia il risultato di un processo evolutivo che porta attraverso l’ereditarietà e la selezione casuale ad un fenomeno anormale, ma non necessariamente ad un fenomeno morboso in alcuni individui.

5) I primi due da Casper-Liman, Handbuch der gerichtlichen Medicin, vol. i. pp. 166-169. Gli altri da Krafft-Ebing, Psychopathia Sexualis.

6) Memnon, sezione lxxiii. p. 54.

7) Da quando Ulrichs non ha più scritto, l’Italia (“Nuovo Codice Penale” del 1889), ha adottato i principi del Codice Napoleone e ha posto all’inversione sessuale le stesse limitazioni legali poste al normale istinto sessuale.

8) Il Dr. W. Ogle, il 18 marzo 1890, ha letto un documento davanti alla Statistical Society su “Percentuali ed età del matrimonio” La conclusione alla quale è arrivato, con riguardo alla rapida crescita della popolazione in Inghilterra, è che, al fine di rendere uguali i tassi di mortalità con quelli di natalità (o in altre parole, per mantenere la popolazione al livello attuale), dobbiamo ipotizzare sia (1) con un aumento dell’emigrazione che comporterebbe una rivoluzione sociale, sia (2) l’aumento dell’età media in cui le donne si sposano, portandola a 30 anni, sia (3) l’esclusione del 45% di coloro che ora si sposano dal matrimonio, in qualsiasi periodo della vita. Di fronte a questi calcoli, dopo aver ammesso la possibile esagerazione, sembra illogico punire con severe sanzioni penali i membri del sesso maschile che non vogliono sposarsi e che possono soddisfare i loro desideri naturali in modi che non implicano né danno per la Stato né alcuna violazione dei diritti dei singoli.

9) Psych. Sex., P. 108. Ho condensato il senso di quattro brevi paragrafi; tradurli integralmente avrebbe comportato un utilizzo pesante di linguaggio medico.

10) Psych. Sex., P. 107.

11) Studies in Literature, p. 119.

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