CHAT TRA UN GAY E UN ETERO CURIOSO

Ricevo da un Utente (gay) di Progetto Gay il testo di una sua chat con un ragazzo 22enne etero curioso. Ovviamente le etichette vanno perse con tutte le riserve del caso, ma sono comunque utili a inquadrare sinteticamente la situazione. Entrambi i protagonisti hanno autorizzato la pubblicazione. I nomi sono stati eliminati e le località sono state cambiate.
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– Da dove?
– Latina, tu?
– Roma
– A o P?
– Ancora con ste cazzate!
– Perché?
– Perché sono cazzate!
– Ma tu, A o P?
– Ci credi che una questione del genere non m’è proprio mai passata per la testa?
– Ma che fai, sfotti?
– No! È proprio così… secondo me tu non sei manco gay
– Ma che cavolo dici! Io di ragazzi me ne sono fatti tanti
– Lo vedi, non sei gay!
– Ah no? E perché?
– Ma scusa ma tu ti sei mai innamorato di un ragazzo?
– Che? Innamorato? Ma come parli? Ma da che mondo vieni?
– Sì, innamorato! È una cosa bellissima!
– Senti, bello, ma che ci stai a fare qua? Ci stai a cercare l’innamorato? Eh eh …
– No! Quello ce l’ho già!
– Tu, anni?
– 31 e tu?
– Ammazza, manco di primo pelo, io 22, ma mi sa che ne so molto più io di te!
– Di certe cose penso proprio di sì, di altre meno
– Ma sei un prete?
– Io? Per carità!
– Sei dell’esercito della salvezza?
– None!
– E allora chi cazzo sei?
– Sono un gay felice!
– E stai qua solo per rompere i coioni a me?
– No! Ma siccome abbiamo cominciato a parlare… e poi A o P? Ma chi te l’ha messo in testa?
– Come chi me l’ha messo in testa?
– Guarda io e il mio ragazzo siamo proprio disinibiti ma A o P non ce lo siamo mai chiesto
– Cioè? Che cavolo dici? Ci sarà pure uno A e uno P
– Ma manco per niente, noi siamo due ragazzi mica un uomo e una donna.
– Vabbe’ ma scusa e allora come fate?
– Posso fare prima io una domanda a te?
– Vai!
– Tu hai mai fatto l’amore con una ragazza?
– Certo!
– E ci stavi bene?
– Ammazza!
– Lo vedi, non sei gay!
– Ma che cavolo c’entra, con un ragazzo è diverso… con un ragazzo non ci fai l’amore, con un ragazzo è solo sesso, comunque adesso rispondi tu, voi come fate?
– Dici sesso anale?
– Sì
– Non lo facciamo
– Ma che cazzo dici?
– Veramente e mica è una scelta, proprio non c’è mai passato per la testa
– A me invece mi passa per la testa eccome e tutte le volte che l’ho fatto sono stato sempre attivo
– Ma tu non cercavi un ragazzo, tu cercavi il sostituto di una ragazza
– Beh, e con questo? A me piace dominare, si vede che a te ti piace stare sotto!
– Lo vedi, usi proprio categorie che nessun vero gay userebbe
– Vero gay? E chi sarebbe? Uno come te?
– Ma guarda che non sono mica una mosca bianca
– Le mosche si posano sulla merda, altro che bianche!
– Che vorresti dire?
– No, così, niente, una battuta stupida, non era riferita a te
– Ah!
– Quanti anni ha il ragazzo tuo?
– 32
– E da quanto state insieme?
– 11 anni
– Ma dai!
– È vero! proprio 11 anni
– E non vi siete mai messi le corna?
– No, penso proprio di no
– Cioè tu stai da 11 anni con lo stesso ragazzo?
– Sì esattamente!
– E non ti sei stufato?
– Neanche un po’!
– Ma allora me lo dici che ci stai a fare qui?
– Ecco questa è una domanda seria, diciamo per curiosità
– Curiosità di che? Qui è tutto molto spiccio
– Mi piacerebbe capire come ragionano gli altri
– Sei uno psicologo?
– No!
– Uno strizzacerveli?
– No! Niente di tutto questo
– Il tuo ragazzo lo sa che stai in questa chat?
– Certo che lo sa!
– E non dice niente?
– No! Qualche volta ci viene pure lui.
– E voi sareste quelli gay felici e contenti, quelli gay veri!
– Eh sì…
– Ma di sesso tra voi che fate?
– Tutto quello che ci viene spontaneo, e ce n’è!
– Cioè che cosa?
– Beh, a livello sesso, masturbazione reciproca e sesso orale.
– Ma quelle sono cose da ragazzini!
– Forse sì, ma noi siamo ancora ragazzini
– E poi? Cioè che altro fate?
– Poi una marea di coccole
– Di che?
– Di coccole, abbracci, carezze…
– Ma vestiti o nudi
– Beh, è ovvio, nudi, a pelle, e sono cose bellissime
– In effetti non deve essere male
– Lo vedi che lo ammetti pure tu!
– Sì, però ci vorrebbe il ragazzo giusto
– E tu non lo hai mai trovato?
– Dove? Qua? Ma quando mai! Ma tu il ragazzo tuo dove l’hai trovato?
– È un mio ex-collega di lavoro, per un po’ abbiamo lavorato nello stesso posto
– Ti va di raccontarmi come è successo?
– Certo! Ma è stato tutto molto semplice, siamo diventati amici, cominciando a scambiare qualche parola, poi abbiamo parlato molto e alla fine è venuto tutto da sé
– Quanto ci avete messo a dichiararvi?
– A creare il nostro rapporto ci abbiamo messo un anno e mezzo, quanto a dichiaraci non ci siamo mai dichiarati
– Tutto sottinteso?
– Sì, tutto sottinteso
– E il sesso?
– Beh, una volta che ci siamo capiti, è venuto tutto da sé, però aspetta, prima abbiamo fatto il test tutti e due
– Ammazza, ma c’avevate proprio fifa!
– Beh, sai, se uno sta proprio sicuro tutta la cosa se la gode meglio, se no resti sempre con l’ansia
– Ma se non lo fate con la penetrazione non c’è rischio
– Non è vero, il rischio c’è lo stesso e se il sesso te lo vuoi godere non ti puoi portare nel sottofondo la paura che ti stai impestando
– In effetti io prima lo facevo pure senza protezione, poi mi sono venute le paturnie e ho fatto il test, quando lo sono andato a ritirare mi stavo proprio cacando sotto, però è andata bene e adesso il preservativo lo uso sempre, ma solo per il sesso anale
– Beh ma anche il sesso orale è rischioso per il ricevente, almeno bisogna evitare il contatto con lo sperma, non basta, però è comunque meno rischioso
– Vabbe’, allora tanto vale che ti fai frate!
– No, dai che basta un po’ di buon senso
– Mh … vabbe’ … Ma lui ti eccita ancora dopo 11 anni?
– Direi che è soprattutto una immensa tenerezza, il sesso c’entra parecchio, è ovvio, ma per me il sesso serve a farlo stare bene, o meglio, aspetta, serve a stare bene insieme, senza segreti, condividendo proprio tutto
– Mi viene sempre più l’idea che mi stai prendendo per il culo
– E che ci guadagnerei? Non so nemmeno chi sei
– Sì ma fai proprio le prediche, mi sa che sei un fake
– Proprio per niente!
– … Ma tu proprio ragazze zero?
– Te l’ho detto, sono gay!
– Vedi, io con una ragazza le coccole pure le capisco ma è diverso, con un ragazzo la cosa deve essere sessuale nel vero senso della parola
– Scusa, ma perché? Chi lo dice?
– Lo dicono tutti!
– Io no!
– E vabbe’ ma tu sei uno, gli altri sono tanti, anzi tantissimi! Io a scambiare coccole con un ragazzo come con una donna non mi ci vedo proprio
– Ma tu adesso hai una ragazza?
– Una mezza storia, ma è una rompipalle, lei pensa che ce l’ha solo lei, mi ricatta col sesso, e forse c’ha pure un altro
– Ma tu con lei ti ci vedi sposato?
– Sposato? E che me metto la tagliola al cazzo? A parte che mica si piglierebbe uno come me, io me ne piglierei una come lei, cioè col fisico suo, ma deve essere la ragazza mia e basta. Ma è sicuro che non mi stai a piglia’ per il culo?
– Manco ti conosco
– Ma come è possibile che voi proprio con le donne niente? Io questa cosa non la capisco proprio
– Ti può sembrare strano ma è così
– Ma proprio du’ tette, un bel culo e te niente, proprio zero? Perché a me le ragazze mi piacciono ma mi tira pure coi ragazzi, è una cosa diversa ma mi tirano pure i ragazzi
– Io con le donne proprio nessuna interesse
– Ma ti tira almeno un po’?
– Magari, se fosse in una situazione che ci si vuole bene veramente, forse, non lo so, ma al limite…
– Ma ti fanno proprio schifo?
– No! Per carità, ci sono ragazze alle quali voglio bene, le stimo, le sento amiche, ma non sono attratto dalle ragazze
– Cioè proprio non ti si drizza?
– No! Quello può pure succedere e magari, al limite, ci potrei anche fare sesso, forse, ma del mio ragazzo mi sono innamorato, è proprio un’altra cosa
– È come succede a me: coi ragazzi solo sesso, ma de ‘na ragazza mi prende proprio
– Sì, però io non andrei mai a cercare sesso da una ragazza, io una chat etero non ci sono mai entrato
– Io sì, ma era proprio un puttanaio, ma pure quelle gay, ma forse quelle etero è pure peggio
– Beh, se vai a cercare una ragazza in una chat erotica…
– Mh … ma ce l’hai duro adesso?
– Manco per niente!
– Io sì! Lo vuoi vedere?
– No, dai, proprio non mi interessa!
– E che gay sei?
– Uno vero!
– Vabbe’, l’ho detto per metterti alla prova, perché di mezzi preti qui ne trovi tanti, ma poi se gli chiedi se lo vogliono vedere accendono subito la cam
– Ma io non ho accettato…
– Ho visto… però sei un tipo strano, se sei gay tu, gli altri che cosa sono?
– Quelli come te?
– Sì
– Beh, sono etero, un po’ frustrati, o forse un po’ bisessuali
– Allora tu ai bisessuali ci credi?
– Non si tratta di crederci ne ho conosciuti diversi
– Bisessuali come me?
– Ma tu non sei bisessuale, i bisessuali si innamorano dei ragazzi proprio come delle ragazze magari preferiscono più le ragazze o più i ragazzi, ma se ne innamorano proprio
– Ecco, questa cosa non la capisco, io non mi sono mai innamorato di un ragazzo, in genere non ci vediamo una seconda volta e poi certi tipi di ragazzi non mi piacciono proprio
– Cioè quali?
– Quelli che ti si appiccicano, quelli che vogliono essere per forza “il tuo ragazzo” quelli che ti mandano i messaggini, che ti chiamano per darti la buonanotte, sono azzeccosi, sono effeminati
– E allora di dovrebbero piacere
– Beh, una bella trans pure pure, ma uno che fa il ragazzo macho e poi fa tutte quelle moine da femmina proprio non mi piace, un ragazzo deve fare il ragazzo, le moine da un ragazzo non le capisco proprio, ma tu col ragazzo tuo facevi tutte quelle cose lì?
– Beh, qualche sms sì, lui non è ossessivo e nemmeno io però qualche attenzione speciale uno per l’altro ce la siamo concessa.
– Avete mai litigato?
– Eccome! Certe volte lo avrei proprio ammazzato
– Perché?
– Mi diceva che non stava bene, proprio fisicamente, dolori addominali, quando cercavo di portarlo dal dottore lui scattava, non ne voleva sapere, mi diceva che erano fatti suoi e non miei, che non era un ragazzino e che le sue scelte, giuste o sbagliate, le voleva fare da solo e qualche volta mi ha mandato malamente a quel paese
– Però non avete rotto
– No, ma mi faceva venire i nervi perché mi faceva preoccupare. Per fortuna è stato solo un periodo, poi è stato meglio, di recente non è stato bene di nuovo ma questa volta dal dottore c’è venuto e ha fatto bene
– Ma c’erano problemi grossi?
– No, per fortuna no
– Ma voi siete dichiarati?
– Con qualche amico, certo, perché quelli che ci conoscono ci vedono e non sono ciechi, con gli altri no, e tu sei dichiarato?
– No, e poi, se mi dichiaro, alla mia ragazza che cosa dico: senti cara io sono gay!
– E poi tu non lo sei!
– Ma se sono dichiarato me lo hai chiesto tu!
– Vero, era una domanda stupida
– Me lo dai un contatto tuo? Una mail o quello che vuoi tu
– Ok [… omissis …]
– Il mio è [… omissis …], vabbe’ mo’ vado che è tardi, oh è stata una chattata strana, però m’è piaciuta
– Anche a me
– Allora buonanotte e salutami il tuo ragazzo
– Certo! Buonanotte a te!

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MASOCHISMO, SADISMO E COITO ANALE OMOSEX SECONDO RAFFALOVICH

I due capitoletti di “Uranismo e Unisessualità” che vi presento oggi sono dedicati al sadismo e al masochismo il primo e al coito anale omosessuale il secondo.Circa il sadismo e il masochismo Raffalovich tende a distinguere molto nettamente il vero sadismo, che è una manifestazione criminale, dal sadismo letterario, cioè da un comportamento nel quale ci si limita a dei pizzicotti o poco più, in questo ultimo caso si tratta in sostanza una reminiscenza infantile non risolta e non di una vera tendenza sadica. Una distinzione analoga vale per Raffalovich anche tra vero masochismo e masochismo letterario. I riferimenti operati da Raffalovich presuppongono che il lettore conosca certi argomenti e certi personaggi, ben noti nell’età vittoriana, ma ormai decisamente poco conosciuti; proprio per questo è stato necessario ricorrere a note esplicative che possono risultare pesanti.

Per quanto riguarda il coito anale omosessuale, la posizione di Raffalovich è particolarmente interessante, afferma senza ombra di dubbio che non fa parte dei desideri spontanei degli omosessuali e che è una deviazione delle sessualità “etero”. Cita gli psichiatri e le opere degli stessi omosessuali per confermare che il coito anale non è praticato “in Europa” se non per depravazione, ma aggiunge che quelli che se ne sdegnano, se invece che essere vissuti in Europa, fossero vissuti in altri paesi, probabilmente non disdegnerebbero questa pratica. In sostanza ritiene il coito anale una pratica non spontanea ma appresa culturalmente, assai poco praticata in Europa, con la curiosa eccezione dell’Italia, ma certamente diffusa in paesi non europei.

La conclusione del discorso lascia però perplessi. Raffalovich ritiene che, in Europa, la grande maggioranza degli omosessuali incoraggi apertamente la legge contro la sodomia a patto che si lascino in pace gli omosessuali non sodomiti, come dire che le persecuzioni contro gli omosessuali in genere non sono giustificabili, ma quelle contro gli omosessuali che praticano il sesso anale sì!

Ma lasciamo la parola a Raffalovich.
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MASOCHISMO, SADISMO

Per creare una corrispondenza col sadismo, cioè con la crudeltà sessuale di Gilles de Rais[1] o del marchese de Sade,[2] si è chiamato masochismo (nome derivato dal romanziere galiziano Sacher Masoch[3]) il desiderio di esporsi a un’apparenza di crudeltà sessuale. Si potrebbe accusare di sadismo lo stupratore e di masochismo la novizia che chiese all’abbadessa quando ci sarebbe stato lo stupro? Rousseau è un masochista storico, che desierò sempre di essere frustato e violentato da una donna.

Si è molto abusato in psicopatologia del sadismo e del masochismo. Da quanto è stata scoperta la strana familiarità tra la voluttà sessuale, saziata o non saziata, e la crudeltà, la rabbia distruttrice che si impossessa di certi esseri umani dopo il piacere sessuale o che proprio ne prende il posto, si è creduto di possedere una delle chiavi del problema della sessualità. Ma il vero sadismo è una follia criminale che secondo me è solo illusoriamente collegata al falso sadismo letterario o psicologico.

L’uomo che infila aghi o spilli nel corpo delle sue amanti non può assolutamente essere interpretato nello stesso modo dell’uomo ironico o irritabile che dà delle punzecchiature di amor-proprio alle donne che lo amano. Anche l’uomo che si diverte a fare un po’ di male, che dà dei pizzicotti, che ha conservato certi istinti infantili, non mi sembra affatto poter spiegare l’uomo che usa aghi e spilli. L’uomo degli spilli, al contrario, ha solo bisogno di tempo, potere e ossessione per arrivare da lì al vero sadismo mostruoso, a Tiberio che rompeva le gambe del bel ragazzo che aveva appena posseduto, a Gilles de Rais, a Zastrow.[4]

Tra la crudeltà esercitata con piacere e il desiderio di esercitare una parvenza di crudeltà c’è una differenza fondamentale che gli osservatori clinici tendono a trascurare. L’uomo che chiede alle sue amanti non di concedersi ma di lasciarsi prendere non dovrebbe essere confuso con il rapitore di ragazzine campagnole, di bambine parigine o altre, col minotauro della “Pall Mall Gazette”.[5] L’uomo che cerca una falsa conquista che sa che raggiungerà o che si diverte coi simboli della vittoria, è un falso sadico, un umo stanco, affaticato, che chiede ai rapporti sessuali un interesse diverso da quello fisico; il rapitore di campagna o di fortezza è invece un uomo brutale; il minotauro, il mostro che divora i bambini, che non può avere voluttà sessuale senza la sofferenza vera e non simbolica della sua vittima; quello è il vero sadico.

In questo culto infernale, colui che cerca la sofferenza morale o il suo simbolo è solo un idolatra, che non ha nulla a che vedere con i veri credenti; i veri credenti non possono mettere da parte la vera sofferenza fisica. Non bisogna confondersi e scambiare l’idolatra per il credente. L’uno è dispettoso, villano, egoista, senza cuore, incapace di simpatia; l’altro è crudele, cattivo, malvagio con una violenta forza di immaginazione distruttrice. Tra il codardo, il vile tra i vili e il nervoso, il timido capace di tutte le belle azioni, c’è meno distanza che tra il vero e il falso sadico.

Una distanza simile separa il vero masochista da quello falso, dal masochista letterario, immaginato, illusorio. Io chiamo masochista colui che ama la sua propria sofferenza, come certi sodomiti passivi, nel piacere sessuale di un altro, o colui che ha bisogno di essere maltrattato, malmenato per arrivare ad un orgasmo sufficiente (come pensava Rousseau). È possibile che Rousseau si sbagliasse, che non avrebbe affatto amato essere fustigato. È possibile che ogni vero masochista finisca per ottenere quello che desidera, ma è una cosa meno frequente di quanto non si creda. Non bisogna confondere l’uomo che ceca il simbolo del dolore e dell’umiliazione con colui che assapora la voluttà del dolore in quanto tale.

Secondo me il masochismo non chiarisce nulla che riguardi l’inversione. Non ci insegna nulla sugli ultra-virili e i virili sani di copro e di spirito; non è affatto usuale tra gli effeminati e i passivi, dolci come le donne anche quando a loro piace essere trattati in modo rude. L’astinenza, l’abuso del sesso e la dissolutezza spingono gli squilibrati verso il masochismo o il sadismo, sia che siano eterosessuali sia che siano unisessuali.

I falsi, gli pseudo-masochisti e gli pseudo-sadici sono fino a un certo punto così poco eccentrici che queste etichette non vanno più bene per loro. Ogni crudeltà, ogni cattiveria di un essere sessuale e sensuale non è automaticamente una forma di pseudo-sadismo; ogni abbassamento volontario, ogni forma di umiliazione non è automaticamente una forma di pseudo-masochismo. Questi termini, più letterari, più allegorici che psicologici, portano le persone meno serie di Krafft-Ebing dritte al lombrosianesimo.

Mac Donald[6] stesso cita Manon Lescaut con la parentesi (masochismo). Ma è un errore psicologico.

Tutto quello che accentua la sensazione di personalità, di individualità, la coscienza di sé (sensazione del corpo o coscienza del pensiero e della percezione) interessa naturalmente l’individuo innamorato, affascinato, voluttuoso, appassionato. Se è debole, vanitoso, la sua debolezza e la sua vanità, portate all’estremo, gli daranno un piacere estremo e nuovo. Mentre se egli è forte, tutto ciò che aumenta la sua sensazione di essere forte, potente e padrone, lo affascinerà.

Così un uomo esagererà la sua vanità, la sua affettazione; un altro la sua brutalità e riceverà tanto maggior piacere nella sua affettazione quanto più essa sarà la caricatura di una tendenza vera e quanto più essa avrà effetto sull’altro, sul partner.

Altri uomini si divertiranno in certi momenti della loro vita di far credere ad altri, e forse a loro stessi, che possiedono anche le doti opposte alle loro debolezze o alla loro forza. Si sa quale piacere dia ai tranquilli e ai timidi un’ora turbolenta di chiasso e di enfasi. E allo stesso modo, un rude, un turbolento troverà una profonda soddisfazione in un’ora di asservimento, di obbedienza e di dolcezza.

Essendo l’amore una mescolanza di emozioni, di sensazioni, di pensieri così personali e che interessano così vivamente colui che li prova anche solo debolmente, non ci si può stupire di trovarci un po’ di tutto, anche nei sani.
Questo capitoletto comporta degli sviluppi che non possono essere svolti in questo volume.

SODOMIA, COITO ANALE

Questo coito, a quanto si afferma nei libri degli psichiatri e degli invertiti, è raro negli invertiti d’Europa. Abbiamo già visto che si tratta di una deviazione dai desideri fisici abituali dell’uranista. Se si continua a stupirsi che questo coito non sia una delle finalità naturali dell’uranista, basta ricordarsi che, nello stato naturale e non istruito, il coito vaginale non è lo scopo naturale, indispensabile, del desiderio del ragazzo e della ragazza. Si rilegga Dafni e Cloe. E tra gli uomini civilizzati, molto civilizzati d’Asia e d’Europa, non è sempre quello che gli uomini chiedono alla donna amata o quello che sognano di avare soprattutto da lei. E poi, essendo il coito anale contrario al punto di vista dell’Europeo, proprio in quanto Europeo, si capisce che non appare nemmeno all’invertito come lo scopo del suo amore, del suo desiderio, a meno che non sia molto giovane, molto ignorante, molto passivo, molto innamorato di tutto ciò che è maschio, e non creda in qual modo di rivaleggiare col sesso della donna.

Io non nego che gli uranisti che hanno in Europa questo senso di rivolta contro l’idea di sodomia e che per ciò stesso si credono molto superiori ai sodomiti, forse non proverebbero questo stesso senso di rivolta se fossero nati in Cina, in Africa, in Turchia, in Persia, in Afganistan, per non dire in Italia.

Quello che resta in termini di verità indiscutibile è che gli invertiti d’Europa (forse perché la sodomia è stata trattata duramente, perché è stata la scusa per certe punizioni, perché essa è generalmente e comunemente considerata come la finalità degli invertiti, perché è spesso dolorosa da mettere in pratica, sia per il passivo che per l’attivo, e perché le persone rozze, ignoranti e di poca educazione, non esitano a darsi a questa pratica) non commettono l’atto di intromissione anale o non lo subiscono che per dissolutezza, rozzezza, brutalità e ignoranza (perché credono che sia quello l’amore greco) perché si immaginano che sia quello l’amore unisessuale completo, non sapendo che si tratta di una deviazione dell’amore eterosessuale.

Per gli uranisti effeminati o passivi che, per un motivo o per l’altro, non amano compiere la suzione peniena, o che in seguito alla loro conformazione fisica (estrema magrezza, verga dolorante o troppo sensibile, ecc. ecc.) non sono adatti al coito perineale anteriore, la sodomia passiva rappresenta un ideale fisico, si accorda col loro desiderio cerebrale, con il calore della loro estrema vanità. E perfino questi si accontenterebbero del coito usuale tra le natiche, se la loro vanità, la loro passività non li mettesse in potere di dissoluti soddisfatti solo dal provare tutto, e che usano della loro docilità.

Noi siamo arrivati qui ai confini della follia e del crimine; la sodomia passiva confina con la follia e quella attiva col crimine.[7] L’ignoranza, la vanità, la grossolanità, come anche le abitudini locali, spingo a questo uomini che non sono né folli né criminali.

Mi si potrà obiettare che, dato che i depravati non hanno motivo per dire la verità a questo proposito, e che la sodomia senza violenza non lascia le tracce indelebili che si erano enumerate, la questione è e resterà oscura.

La cosa essenziale è che tutti gli invertiti concorderebbero nell’incoraggiare la legge a non incrudelire se non contro i sodomiti, escludendo gli altri unisessuali, e che essi non si considererebbero lesi nei loro piaceri, nei loro diritti e nei loro amori. Questo è certamente di una grande importanza pratica.
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[1] Nota di Project: – Gilles de Montmorency-Laval, barone di Rais, 1405-1440, partecipa alla guerra dei cent’anni combattendo contro gli Inglesi, insieme con Giovanna d’Arco. Pari di Francia e ciambellano di Carlo VII, che lo nomina Maresciallo di Francia prima della sua incoronazione, Rais fu presente all’incoronazione del re nel 1429. Nel 1432 ereditò da nonno una immensa fortuna (aveva perso i genitori in giovane età). Abbandonò la vita militare e si diede ad uno stile di vita dispendiosissimo. In breve tempo dissipò l’intero patrimonio. La moglie lo abbandonò e Carlo VII lo dichiarò interdetto in modo che i contratti di vendita da lui sottoscritti fossero considerati nulli, ma il vescovo di Nantes, interessato all’acquisto delle proprietà di Rais, ignorò l’interdetto e nominò Rais luogotenente generale di Bretagna. Rais, ormai a corto di denaro, cominciò a dedicarsi all’occultismo e alle evocazioni sataniche. Nel frattempo tentò di riprendersi con le armi le sue vecchie proprietà, dopo averle vendute, violando anche luoghi sacri. Fu arrestato e processato e otto testimoni parlarono di rapimenti di bambini ordinati da Rais, la cui colpa era stata fatta ricadere su una sua serva, che era già in prigione. Dalle testimonianze risultò che Rais aveva fatto rapire 140 bambini e li aveva torturati e uccisi in modo atroce. Messo alle strette, anche con la tortura, Rais confessò un numero enorme di delitti atroci. Fu dichiarato colpevole di apostasia e invocazione demoniaca; a nome del solo vescovo fu dichiarato colpevole anche di sodomia, sacrilegio e violazione dell’immunità della Chiesa. Dopo aver ricevuto l’assoluzione per i suoi peccati, fu impiccato e bruciato sul rogo. Carlo VII, a seguito delle pressioni dei familiari, scrisse una lettera ai procuratori penali competenti per avviare un’indagine sulle circostanze del processo, ma la lettera non fu mai spedita.

[2] Nota di Project: – Il marchese de Sade (1740-1814), fu un aristocratico, scrittore, filosofo, drammaturgo, saggista e politico, delegato alla Convenzione nazionale, ma fu anche un criminale. Propugnatore del libertinismo e dell’illuminismo più radicale e materialista. I suoi romanzi sono trasgressivi e “sadici” cioè pervasi da una sessualità accompagnata atti di vera crudeltà. Fu accusato di violenza sessuale, di sodomia, di tentato omicidio, di condotta immorale, ma fu condannato solo per libertinaggio, e produzione di materiale pornografico. Trascorse lunghi periodi della vita in carcere e poi all’albergo dei pazzi.

[3] Nota di Project: – Leopold von Sacher-Masoch (1836-1895) giornalista e scrittore austriaco, nei suoi romanzi erotici è descritta la parafilia che Krafft-Ebing chiamerà masochismo proprio da Masoch.

[4] Nota di Project: – Riporto direttamente il testo di Krafft-Ebinh, tratto dall’edizione inglese della sua Psicopatia Sessuale (1933), pag. 439, con la premessa che si tratta di un caso di chiaro interesse psichiatrico: “Owing to the circumstance that abnormally increased sexuality is almost a regular accompaniment of antipathic sexual feeling, acts of lustful sadistic cruelty in the satisfaction of libido are easily possible. A remarkable example of this is the case of Zastrow ( Casper-Liman , 7. Auflage, Bd. i., p. 160; ii., p. 487), who bit one of his victims (a boy), tore his prepuce, slit the anus, and strangled the child. Z. came of a psychopathic grandfather and melancholic mother. His brother indulged in abnormal sexual pleasures, and committed suicide. Z. was a congenital urning, and in habitus and occupation masculine. There was phimosis. Mentally, he was a weak, perverse, socially useless man. He had horror feminae, and, in his dreams, he felt himself like a woman toward a man. He was painfully conscious of his want of normal sexual feeling and of his perverse instinct, and sought satisfaction in mutual onanism, with frequent desire for pederasty.”

[5] Nota di Project: – La “Pall Mall Gazette” è una rivista londinese fondata nel 1865. “Pall Mall” è una strada di Londra dove sono nate molte persone note in età vittoriana. La rivista ottenne notevole successo a seguito della pubblicazione, nel 1883, di una serie di articoli sulla prostituzione minorile. Nell’85 la stessa rivista presentò il caso di una ragazza povera venduta per cinque sterline ad un bordello. Ma del rapimento della ragazza fu accusato proprio un giornalista della “Pall Mall Gazette”, che finì in carcere per tre mesi e poi fu scagionato. La Pall Mall Gazette ebbe nuovi picchi di vendite nel 1888, in occasione dei delitti del serial killer Jack lo squartatore.

[6] Nota di Project: – Arthur Mac Donald, Professore alla Clark University, membro dell’Ufficio dell’Educazione degli Stati Uniti.

[7] In Europa.

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GAY E SESSO ANALE: FALSI MITI E PORNOGRAFIA

GAY E SESSO ANALE 

Se si prendono in considerazione gli epiteti con i quali gli omosessuali erano e sono tuttora comunemente apostrofati, ci si rende conto che la rappresentazione più comune e diffusa del mondo omossessuale è dominata dall’idea che l’omosessualità sia una sessualità votata alla promiscuità e al sesso anale e dominata dai ruoli attivo-passivo, una specie di surrogato dei ruoli maschile-femminile, che sia cioè, in pratica, una copia grottesca della sessualità etero, in cui un uomo assume un ruolo passivo, ritenuto tipicamente femminile, in un rapporto penetrativo anale.
Una simile concezione dell’omosessualità, palesemente deformante, deriva dall’antica idea della omosessualità intesa come vizio dell’unica sessualità possibile, quella etero, o come patologia e non come variante normale della sessualità umana, come definito dalla Organizzazione Mondiale della Sanità. Questa visione deformante della omosessualità costituisce purtroppo ancora oggi un serio ostacolo al riconoscimento della propria omosessualità da parte dei ragazzi più giovani.

È impressionante vedere quanti studi pseudo-scientifici, ancora oggi, specialmente negli Stati Uniti, associno l’omosessualità alla diffusione delle malattie sessualmente trasmesse, dell’AIDS in particolare, e si soffermino ad analizzare le condizioni più degradate in cui l’omosessualità può manifestarsi, accreditando più o meno direttamente l’associazione tra omosessualità e degrado sociale, droga, violenza e malattia mentale. Ma al di là degli studi viziati in radice da presupposti ideologici, esiste anche una sociologia seria.

Nel 2007 uscì, per le edizioni Il Mulino, un libro di Marzio Barbagli e Asher Colombo, intitolato “Omosessuali moderni – Gay e lesbiche in Italia”. Il libro offre una fotografia della realtà omosessuale in Italia e, sulla base di rilevazioni condotte con metodo scientifico, arriva a sfatare vecchi miti e nuove legende metropolitane che dipingono il mondo omosessuale con le tinte vivaci della promiscuità e del sesso libero, dominato dai ruoli attivo-passivo.

Nel Novembre del 2011, è stato pubblicato nel Journal of Sexual Medicine uno studio condotto congiuntamente da ricercatori dell’Indiana University e della George Mason University, intitolato “Comportamenti sessuali e caratteristiche situazionali del più recente rapporto sessuale di coppia tra uomini identificati come omosessuali o bisessuali negli Stati Uniti” [“Sexual behaviors and situational characteristics of most recent male-partnered sexual event among gay and bisexually identified men in the United States” di Rosenberger JG, Reece M, Schick V, Herbenick D, Novak DS, Van Der Pol B, and Fortenberry JD- Journal of Sexual Medicine (J Sex Med) 2011;8:3040–3050.]

Lo studio è stato eseguito attraverso test compilati via Internet da un campione rappresentativo della popolazione omosessuale-bisessuale di 24.787 uomini identificati come gay o bisessuali, ovviamente si tratta solo di gay o bisessuali pubblicamente dichiarati, tra i 18 e gli 87 anni. Il campione rispetta la distribuzione della popolazione generale per classi di età e per composizione etnica. L’età media è di 39,2 anni. Il 79,9% del campione è costituito da omosessuali e il 20,1% da bisessuali. Il campione è composto da bianchi per l’84,6%, latino-americani per 6,4%, e afro-americani per 3,6%.
È stato chiesto agli interessati di indicare quali comportamenti sessuali abbiano messo in pratica nell’ultimo rapporto sessuale.

Il comportamento sessuale più comune è risultato il bacio sulla bocca (74,5%), seguito dal sesso orale (72,7%) e dalla masturbazione reciproca (68,4%). Il rapporto anale c’è stato solo nel 37.2% dei casi ed è risultato più comune nella classe di età 18-24 (42,7%). Bisogna tenere ben presente che questi dati riguardano solo gay o bisessuali pubblicamente dichiarati.
Lo studio, in accordo con altri recenti studi che hanno esaminato i comportamenti sessuali tra uomini eterosessuali e donne, dimostra che gli uomini gay e bisessuali hanno un repertorio di comportamenti sessuali molto diverso dagli eterosessuali.

Joshua G. Rosenberger, professore del Dipartimento di Salute globale e della comunità nel Collegio di salute e servizi sociali della George Mason University, ha dichiarato che, “Tra i comportamenti sessuali che gli uomini hanno riferito essere intervenuti nel loro ultimo rapporto sessuale, quelli che coinvolgevano l’ano erano i meno comuni,” e ha concluso che “Esiste certamente un’idea sbagliata che identifica il sesso gay col sesso anale, cosa che è semplicemente falsa nella maggior parte dei casi.” [http://newsinfo.iu.edu/news-archive/19977.html]

Queste conclusioni, che si riferiscono agli Stati Uniti, sono sostanzialmente confermate per il nostro paese da uno studio: “La sessualità degli italiani” di Marzio Barbagli, Gianpiero Dalla Zuanna e Franco Garelli pubblicato nel 2010, editore Il Mulino. Questo studio, in tema di rapporti anali così si esprime: “È probabile che, nella popolazione omosessuale maschile, l’uso di questa pratica sia diminuito nel corso del Novecento (Shorter [2005, 129-131]). È certo comunque che da tempo, in Italia, questa è la tecnica erotica meno diffusa in tale popolazione (Barbagli e Colombo [2007-2, 118-119]). Altrettanto certo è che oggi, nel nostro paese, vi siano poche differenze tra omo e eterosessuali. Il 49% dei primi ha avuto almeno un rapporto anale con un uomo contro il 44% dei secondi che ne ha fatto esperienza con una donna.”
Va sottolineato che non si dice che il 49% degli omosessuali pratica il sesso anale, ma che il 49% ha avuto almeno un rapporto anale con un uomo nel corso della vita, il che è sostanzialmente diverso.

Lo studio relativo agli USA al quale ho fatto riferimento puntualizza anche altri elementi che permettono di superare falsi miti a proposito della promiscuità dei rapporti sessuali degli omosessuali e dei bisessuali e della loro presunta carenza di dimensione affettiva.

“Abbiamo trovato particolarmente interessante il fatto che la stragrande maggioranza degli uomini hanno riferito di aver avuto rapporti sessuali con qualcuno con cui si sentivano «in corrispondenza» in termini di amore, il che significa che la maggior parte delle persone che erano coinvolte in un rapporto d’amore avevano fatto sesso con la persona che amavano, anche se c’erano uomini che avevano avuto rapporti sessuali in assenza di amore”, ha detto Debby Herbenick (co-direttore del Centro per la Promozione della Salute Sessuale della Scuola di Salute Pubblica dell’Università dell’Indiana-Bloomington, e co-autrice del saggio sui comportamenti sessuali degli omosessuali e dei bisessuali), e ha aggiunto: “Pochissime persone hanno avuto rapporti sessuali con qualcuno che amavano se quella persona non li amava sua volta.” Questo “aspetto di «relazione d’amore » – ha detto – non è stato ben esplorato in precedenti ricerche, indipendentemente dall’orientamento sessuale.” [http://info.publichealth.indiana.edu/releases/iu/2014/01/gay-sex-love.shtml]
Lo studio sui comportamenti sessuali di gay e bisex pubblicamente dischiarati, proprio perché riferito a persone pubblicamente dichiarate, cioè alla punta emergente dell’iceberg gay, ha purtroppo una intrinseca limitazione perché i suoi risultati non possono essere automaticamente estrapolati alla grande maggioranza della popolazione gay e bisessuale che non si dichiara pubblicamente.

Dall’esperienza di Progetto Gay, come ho già detto più volte, da quello che posso rilevare attraverso colloqui diretti con omosessuali di tutte le età, quasi sempre non pubblicamente dichiarati, sono portato a valutare che il 20% circa delle coppie omosessuali, comprese ovviamente le coppie composte da omosessuali non dichiarati, pratichi abitualmente il sesso anale, nella maggior parte dei casi a ruoli scambievoli, si tratta quasi sempre di coppie stabili e monogamiche, che quindi hanno meno paura delle malattie sessualmente trasmesse. Un altro 20% circa pratica il sesso anale perché uno dei partner lo richiede e l’altro non si sottrae, anche se per lui la prestazione è indifferente o addirittura lievemente sgradevole. Il 60% circa delle coppie omosessuali (comprendendo ovviamente le coppie di omosessuali non dichiarati) non pratica il sesso anale.

Ho potuto rilevare che anche tra gay e bisessuali c’è una notevole differenza nel repertorio dei comportamenti sessuali. I bisex hanno un repertorio assai più vicino a quello etero, perché, indipendentemente dal loro grado di propensione eterosessuale, praticano di fatto molto più il sesso etero di quello gay. Un gay esperto riesce a capire se il suo partener è gay o è bisessuale proprio sulla base del suo repertorio di comportamenti sessuali, anche se il partner bisessuale, in genere, nei rapporti occasionali con un gay, non si qualifica come bisessuale ma come gay.

I dati emergenti da Progetto Gay, estesi anche ai gay non pubblicamente dichiarati, non sono molto lontani dai dati rilevati dal citato studio sui comportamenti sessuali dei gay e dei bisex negli USA e da quello di Barbagli e altri relativo all’Italia. Dallo studio di ambito americano emerge che il 62.8% del gruppo di gay-bisex dichiarati non pratica sesso anale, mentre il 37.2% lo pratica. Dalle rilevazioni di Progetto Gay le percentuali risultavano rispettivamente intorno al 60% e al 40%, con la precisazione però che nel 40% delle coppie omosessuali che praticano il sesso anale, circa la metà vede il gradimento sostanziale solo da parte di uno dei due partner. In conclusione, al di fuori della coppia, per esempio nella masturbazione individuale, le fantasie relative alla penetrazione anale riguardano circa il 30% dei gay, per l’altro 70% la penetrazione non è oggetto di fantasie masturbatorie.

Come è ovvio i valori rilevati nei sondaggi e quelli stimati attraverso Progetto Gay non individuano regole senza eccezioni ma tendono solo a fornire un’immagine non distorta dei fenomeni nella loro globalità, fermo restando che la variabilità locale può essere notevole.

ETERO E SESSO ANALE

La ricerca sui comportamenti sessuali dei gay e dei bisessuali dichiarati, pur con le sue limitazioni, è in qualche modo una ricerca facile, perché è assai improbabile che un gay dichiarato abbia reticenze ad ammettere di avere praticato il sesso anale. Una ricerca dello stesso genere, con domande dirette, rivolta a gruppi di persone meno disinibite, come i gay non dichiarati o gli eterosessuali estratti a campione dalla popolazione generale, incontrerebbe significativi livelli di reticenza. Siccome il sesso anale è un classico tabù storico, i dati rilevati in questo ambito in campo etero sono certamente sottostimati. Le donne partecipanti ad un sondaggio sulla sessualità ammettono più facilmente di avere abortito piuttosto che di aver praticato sesso anale [Smith, Adler, & Tschann, 1999]. Voeller (1991) ha osservato che, nell’ambito di rilevazioni a colloquio diretto, gli aspetti relativi al sesso anale non emergevano mai al primo colloquio ma solo nei successivi, quando l’intervistato riusciva a mettere da parte le reticenze.

In ambito eterosessuale si rileva che l’incidenza del sesso anale, decisamente limitata nei sondaggi più datati, tende ad aumentare con il trascorrere degli anni, un po’ il contrario di quello che avviene tra la popolazione omosessuale. Uno studio di Mosher, Chandra, e Jones, del 2005, effettuato sulla base di sondaggi condotti su larga scala, ha rilevato che il 38,2% degli uomini tra i 20 e i 39 anni e il 32,6% delle donne di età dai 18 ai 44 anni ha sperimentato rapporti anali eterosessuali nel corso della vita. Va notato che dal 2005 (Mosher, Chandra, e Jones, del 2005) al 2011 (Rosenberg e altri, 211) le percentuali per gli uomini sono sensibilmente aumentate.

Un’analisi dello stato della ricerca sui rapporti anali in campo eterosessuale si può trovare in “Heterosexual Anal Sexuality and Anal Sex Behaviors: A Review” di Kimberly R. Mc Bride e J. Dennis Fortenberry dell’Università dell’Indiana.

(http://www.rectalmicrobicides.org/docs/ … nberry.pdf)

Gli uomini che hanno avuto storie con partner dello stesso sesso riferiscono più facilmente di rapporti anali (Foxman, Aral, & Holmes, 1998a,1998b). Ma si badi bene, qui stiamo parlando di rapporti anali in campo etero praticati da uomini che hanno avuto anche relazioni o rapporti omosessuali, detto in altri termini questo significa che gli uomini che si ritengono eterosessuali ma hanno avuto anche partner maschili sono significativamente più propensi al sesso anale, più propensi della media degli etero, ma siccome la propensione dei gay verso il sesso anale è sovrapponibile a quella degli etero, più propensi anche della media dei gay. Questi “etero” che hanno anche esperienze gay costituiscono la categoria dei cosiddetti bi-curiosi. Fin qui la categoria del bi-curioso è stata introdotta in rapporto a concrete esperienze gay di uomini etero, ma la grande maggioranza dei bi-curiosi non arriva a concretizzare contatti sessuali con uomini e si accontenta dell’uso di una pornografia che rappresenti nudo maschile, masturbazione maschile o rapporti sessuali tra uomini.

PORNOGRAFIA COSIDDETTA GAY

Quando si parla di pornografia bisogna distinguere tra pornografia etero, o meglio sarebbe dire a contenuto etero, che mette in scena rapporti tra un uomo e una donna, pornografia gay, o meglio a contenuto gay, che mette in scena rapporti tra uomini, nudo maschile e masturbazione maschile, e pornografia lesbo o meglio a contenuto lesbico, che mette in scena rapporti tra donne, nudo femminile e masturbazione femminile. Questa distinzione, che riguarda i contenuti, è abbastanza netta, in linea di principio, anche se esistono certamente situazioni che non è possibile ricomprendere in modo esclusivo in nessuna delle tre categorie.

A questa distinzione se ne sovrappone un’altra operata sulla base dei fruitori della pornografia, e in genere si usa l’espressione pornografia etero per indicare una pornografia fruita da uomini e donne etero, si usa l’espressione pornografia gay, per indicare una pornografia fruita da uomini omosessuali e l’espressione pornografia lesbo per indicare una pornografia fruita da donne omosessuali.

La classificazione per contenuto e quella sulla base dei fruitori usano la stessa terminologia sintetica (porno etero, porno gay, porno lesbo) e questo spinge a convinzioni errate, cioè spinge a ritenere che la pornografia a contenuto etero sia fruita solo dagli uomini e dalle donne etero, che la pornografia a contenuto gay sia fruita solo da uomini omosessuali e che la pornografia a contenuto lesbo sia fruita solo da donne omosessuali.

Feriamoci ora a considerare la sola pornografia a contenuto gay. Da Yahoo Answer emergono diversi fatti interessanti. Innanzitutto molte donne dichiarano di accedere normalmente a siti a contenuto gay, più che a siti etero perché la pornografia a contenuto etero, fruita essenzialmente da uomini eterosessuali, si concentra soprattutto sulle donne trascurando l’elemento maschile, e anche perché nella pornografia a contenuto gay non ci sono donne di mezzo. Quindi una certa quota del traffico sui siti a contenuto gay è rappresentata da donne eterosessuali, per le quali il sesso penetrativo è la regola.

In Yahoo Anwers, specialmente nella parte di lingua inglese, si trovano migliaia di domande poste da ragazzi etero che vedono porno gay e che chiedono se questo sia normale. La questione è posta in tutte le maniere possibili ma è sostanzialmente sempre la stessa. Moltissimi sono anche i messaggi di ragazze etero, fortemente preoccupate per avere scoperto nel computer del loro ragazzo materiale gay.

Da questi messaggi si capisce intanto che gli uomini che si ritengono etero ma usano pornografia gay non sono bisessuali nel senso specifico, perché a livello affettivo non si innamorano di ragazzi ma solo di ragazze; sono questi i cosiddetti bi-curiosi. Ovviamente i bi-curiosi possono fermarsi al livello della pornografia a contenuto gay ma possono anche avere rapporti omosessuali più o meno frequenti ma senza veri coinvolgimenti affettivi, altrimenti sarebbero bisessuali.

Prendiamo ora in considerazione alcuni aspetti della pornografia a contenuto gay e confrontiamoli con analoghi aspetti della pornografia a contenuto etero.
Cercando su Google “straight site” si osserva che i risultati correlati sono 506.000.000; cercando “gay site” 420.000.000; il rapporto gay/etero è circa 0,83.
Cercando “straight porn” si osserva che i risultati correlati sono 55.100.000; cercando “gay porn” i risultati correlati sono 43.900.000, il rapporto gay/etero è circa 0,8.
Cercando “straight porn video” i correlati sono 45.400.000; cercando “gay porn video” sono 59.600.000, il rapporto gay/etero è circa 1,31.
Questi dati indicano che la frequenza della pornografia a contenuto gay in rete è più o meno equivalente a quella della pornografia a contenuto etero. È oggettivamente impossibile accedere ai dati di prima mano sull’uso della pornografia in possesso dei gestori di siti pornografici e, in questo campo si può procedere solo a stime approssimative, ma è opinione comune che il giro d’affari della pornografia a contenuto gay sia pari se non superiore a quello della pornografia a contenuto etero.

E qui si manifesta una prima apparente incongruenza. Se gli omosessuali maschi sono circa l’4% della popolazione generale e gli eterosessuali maschi sono circa il 46%, cioè se c’è un gay in media ogni 11,2 etero, e la pornografia a contento etero è più o meno quantitativamente equivalente a quella a contenuto gay, ipotizzando che la pornografia a contenuto gay sia fruita solo da gay e quella a contenuto etero sia fruita solo da etero in grande maggioranza maschi (circa il 72%) si arriverebbe alla conclusione paradossale che un gay fa uso di pornografia 11,2 volte più di un etero, il che è assai poco credibile. Se invece si ipotizzasse una propensione al consumo di porno identica per gay ed etero, ci si chiederebbe chi sono i consumatori della pornografia a contenuto gay non consumata dai gay. E qui la risposta viene spontanea: sono i bi-curiosi e sono davvero molti.

Il fatto che i bi-curiosi siano i principali consumatori di porno a contenuto gay è confermato dal fatto che i siti a contenuto gay, quando rappresentano un rapporto sessuale lo fanno terminare quasi sempre con una penetrazione anale, che, come si è visto, non è un interesse dominante nel mondo gay mentre lo è tra i bi-curiosi. Molti gay si chiedono perché i siti porno a contenuto gay danno tanto spazio ai rapporti anali, e la risposta sta nel fatto che i principali fruitori di pornografia a contento gay non sono i gay ma i bi-curiosi e in secondo luogo le donne eterosessuali. In questo senso, per un gay giovane, l’immagine della sessualità gay offerta dalla pornografia a contenuto gay è fuorviante perché si tratta di una pornografia creata essenzialmente per le esigenze di un pubblico non propriamente gay ma bi-curioso.

Un po’ di pornografia non fa male a nessuno ma, se la pornografia rappresenta una ipotetica sessualità gay molto diversa dalla realtà, diventa profondamente diseducativa. La rappresentazione della vera sessualità gay sarebbe assai meno spettacolare e quindi meno adatta al mercato della pornografia ma permetterebbe a tanti giovani omosessuali di identificarsi in quella rappresentazione piuttosto che essere spinti ad imitarla considerandola un’immagine della realtà.

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Se volete, potete partecipare alla discussione si questo aperta nel Forum di Prgetto Gay:

http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=23&t=4880