GAY E RELAZIONI ETERO

Vorrei passare ora ad esplorare un altro lato della questione “gay sposati” e cioè vorrei cercare di illustrare come le donne innamorate consapevolmente di ragazzi gay cercano di far fronte alla situazione.

Riporto qui di seguito, previa approvazione dell’autrice, una mail di una donna che si è resa conto che il suo ragazzo ha dei comportamenti che non sono quelli tipici dei ragazzi etero.

“Ti scrivo perché ho bisogno di chiarirmi un po’ le idee, o forse perché ho bisogno di parlare con qualcuno. Sono una ragazza di 25 anni e mi sono innamorata di un ragazzo di un anno più grande di me. È un ragazzo molto bello e anche molto dolce. Io prima ero stata con altri ragazzi ma un po’ boriosi e pieni di sé e certe volte mi facevano venire i nervi, pensavo che con tipi del genere non sarei mai andata d’accordo, poi ho trovato lui ed è stata una cosa completamente diversa, mi ascoltava, parlavamo molto, si comportava in modo diverso dagli altri ragazzi, mi trattava da amica, non ci provava con me e anche se ti sembrerà assurdo, la cosa mi piaceva moltissimo. Siamo diventati amici intimi, diciamo così, tante coccole qualche bacetto ma di tenerezza, non di passione, quasi non mi sembrava vero. Lui non parlava mai di sé ma lasciava parlare sempre me, a questa cosa all’inizio non avevo fatto caso. Ci vedevano ogni giorno ma non sapevo se avesse una ragazza (evidentemente no)  o se ne avesse avuta una prima, sembrava che questi argomenti non esistessero. Poi ho cercato di fare io il primo passo per disinibirlo un po’, l’espressione non mi piace ma, insomma, per me non era solo un’amicizia, e lì ho visto la sua paura, mi sono fatta due conti e ho pensato che potesse essere gay ma a lui non ho detto nulla. Col passare dei mesi ci siamo conosciuti sempre meglio e gli ho addirittura proposto di andare a vivere insieme, e alla fine mi ha detto che era gay. Io, stupidamente, gli ho risposto che per me non faceva nessuna differenza e che si poteva vivere insieme lo stesso, perché io volevo stare con lui comunque, ma lui mi ha guardato e mi ha detto: “Silvia, non ti arrabbiare, ma un gay può stare bene solo con un ragazzo.” Dopo questo discorso mi sono sentita molto ridimensionata, avrei voluto staccarmi da lui perché interpretavo quello che mi aveva detto come un rifiuto, ma non ci riuscivo, insistevo per vederlo, per consolarlo quando era malinconico ma lui si chiudeva sempre di più. Ho saputo da altre persone che probabilmente si è trovato un ragazzo ma ormai non lo vedo da tempo e mi sono rassegnata all’idea di non sentirlo più. Dopo aver vissuto la storia con lui, penso che non riuscirò più a innamorarmi di un altro ragazzo, sono stupida, lo so, non ha senso innamorarsi di uno che non ti vuole perché è gay, però a me è successo. Tu pensi che per me un qualche rapporto con lui sia recuperabile, dico solo come amica, ovviamente, o pensi che preferisca proprio stare alla larga? Per me se ha un compagno va benissimo, la cosa non mi creerebbe nessun problema, ma forse sto continuando a sognare come una stupida, mi sa che non ho capito bene che tipo di rapporti un gay può tenere con una donna, cioè l’ho capito ma non lo voglio capire, mi sa che la vedo ancora in modo troppo etero per poter andare d’accordo con lui.”

Questa è una mail tipica di una donna innamorata ma matura e consapevole della realtà. La storia con il ragazzo gay è finita e lei si rende conto che quel ragazzo non potrà mai essere il suo ragazzo. Gli vuole ancora bene ma capisce che in nome di quel bene non ha alcun senso rivendicare un ruolo che non venga da sé in modo spontaneo e condiviso. Se il ragazzo si allontana significa che deve andare per la sua strada e non ha senso cercare di trattenerlo. In fondo in questa storia il ragazzo non “illude” mai la ragazza, non passa oggettivamente i confini di una semplice anche se profonda amicizia, tiene cioè un comportamento che non favorisce i fraintendimenti.

La mail che segue è di un tenore completamente diverso ma è forse più interessante soprattutto per il diverso modo di agire del ragazzo che, volontariamente e colpevolmente, induce la ragazza in errore e provoca alla fine la sua reazione risentita.

“Bella gente i gay! Lo dico molto ironicamente! Ma che te lo dico a fare? Tanto tu sei convinto che sono tutti bravi ragazzi. Non è vero che sono solo i ragazzi etero che prendono in giro le ragazze, i gay fanno molto peggio e io, purtroppo, ci sono incappata in pieno. Uscivo da una storiaccia con uno str..o che mi piaceva molto fisicamente ma che era proprio grossolano e nello stesso tempo immaturo, insomma uno str..o! Ero nera. Vado una volta in disco con la mia comitiva e lì mi presentano Marco, neanche mi piace, mi sembra scipito, quell’altro era grezzo ma Marco mi sembrava addirittura un po’ viscido, non mi ispirava nemmeno a livello sessuale, e io quanto a ragazzi non ci vado tanto per il sottile. In pratica mi è del tutto indifferente, o anche meno, però mi accorgo che mi tiene d’occhio, quando cerco di guardalo negli occhi gira lo sguardo, ma continua ad osservarmi. Io mi chiedo “Ma questo che cavolo vuole?” mi decido e glielo chiedo. Mi risponde solo: “Sei carina!” Tu sai com’è, una cosa del genere a una ragazza fa piacere, e allora gli dico: “Sei carino pure tu!“ però così, solo per complimento, perché non mi attizzava proprio, poi abbiamo ballato e in pratica io mi sono persa il mio gruppo e ho passato la serata con lui che stava in discoteca da solo! Proprio così! Io con la mia solita logica generica ho pensato che se uno va in disco da solo vuol dire che va a caccia di ragazze e lui, in effetti, mi stava facendo la corte. La settimana appresso abbiamo continuato a sentirci e a scambiarci messaggini. Visto di giorno, alla luce del sole era meno viscido di come sembrava al buio della disco, non era un granché, un po’ troppo grassottello, paffuto va’,  però, insomma, si poteva pure fare. Dopo qualche giorno mi sono stufata di questo ragazzo e non l’ho chiamato più, ma lui continuava a farsi sentire a mandarmi messaggini da mezzo innamorato, mi provocava dicendomi che lo avevo colpito molto, che pensava spesso a me e tante altre cose del genere, io però non ero proprio interessata e non rispondevo, o forse solo raramente e solo per educazione, ma cercavo di tenermi molto sul neutro. Una sera mi chiama e mi dice che sta malissimo e che ha assolutamente bisogno di parlarmi di una cosa importantissima. Io gli dico che se deve sfogarsi lo può fare con un amico e con uno psicologo, ma lui insiste, la mette giù pesante ma non mi dice di che si tratta, alla fine non ce la faccio più, mi sfianca a forza di insistere e gli dico: “Ok, ci vediamo domani.” Insiste per vederci subito, ma gli dico che è tardi e che non saprei che cosa dire a mia madre e allora dice che va bene anche l’indomani. La sera appresso ci vediamo e ce ne andiamo a parlare in macchina. Mi aspetto un discorso chiaro e diretto ma comincia a parlare di cose generiche, non riesco a capire dove possa andare a parare, gli chiedo esplicitamente perché mi voleva parlare ma invece di rispondere insiste con le chiacchiere generiche. Gli chiedo: “Ma mi stai prendendo in giro?” Confesso che ho pensato che potesse magari essere uno col cervello un po’ bacato. Mi stavano proprio venendo i nervi, gli ho chiesto: “Che vuoi da me?” e lui mi ha preso la mano, allora gli ho detto: “Mi sa che ho capito! Ma tu non sei il mio tipo…” e lì il contatto tra noi ha preso un’altra piega e ci siamo baciati, cioè è stato lui a baciarmi, non mi piaceva nemmeno troppo però ci sono stata. Quando ci siamo staccati mi ha detto: “Pensi che ci si potrebbe mettere insieme?” Gli ho risposto: “Non lo so.” Lui mi ha detto: “Sei la prima ragazza di cui mi innamoro veramente.” Io l’ho preso come un complimento. Dopo un paio di giorni siamo passati a fare un po’ di sesso, cioè solo a toccarci perché lui ci andava piano. Aveva un modo di fare tutto suo, direi soprattutto contemplativo. Mi diceva che ero bellissima cosa che non è vera perché sono una ragazza molto ordinaria ma lui mi guardava con ammirazione, mi accarezzava, però non prendeva le iniziative che in genere prendono i ragazzi. Comunque ci siamo messi insieme. In genere i ragazzi tendono a stare alla larga dalla famiglia della ragazza, lui no! Voleva conoscere mia madre, mio padre, voleva venire a casa mia, un po’ come si faceva una volta quando c’era il fidanzamento ufficiale. È venuto a casa mia parecchie volte, i miei lo hanno invitato spesso a pranzo e io sono andata dai suoi, in pochi mesi eravamo diventati due fidanzatini ideali. Tutto sommato a me non dispiaceva, lui era serio, non faceva il galletto con le altre ragazze, stava finendo gli studi e si sarebbe trovato una ottima posizione sociale, anche se queste cose interessavano più a mio padre che a me. Dopo un anno di questa specie di fidanzamento in cui tra noi eravamo arrivati anche ad avere rapporti sessuali, sempre e solo su mia iniziativa e insistenza, finalmente comincia  parlare di matrimonio. I miei erano contenti e pure io, tutto sommato. Andavamo sempre in giro insieme con gli amici il sabato pomeriggio ed eravamo ormai un coppia a prova di bomba. Un giorno mi dice che purtroppo deve partire perché ha una zia che sta molto male e che non potrà venire con me il sabato successivo, io gli dico che va bene e non ci faccio proprio caso. Il sabato, siccome nella mia comitiva c’era un ragazzo gay, questo propone di andare in una disco gay ma di quelle dove possono andare tutti per divertirsi un po’, si decide e si va. Io mi sento come un pesce fuor d’acqua in quell’ambiente e non vado a ballare ma mi siedo un po’ defilata con due amici di vecchia data. A un certo punto ho l’impressione di vedere Marco sulla pista che balla con un altro ragazzo, le luci sono infernali ed è difficilissimo riconoscere le persone, ma in mezzo ai flash mi pare proprio che sia lui, resto sconvolta, ma non sono sicura e d’altra parte c’è troppa gente e troppo fumo per vedere bene tenendosi a distanza, e certamente non mi sarei mai avvicinata al punto di rischiare di essere riconosciuta. Dico ai miei amici che fa troppo caldo e che devo uscire un po’. La disco è praticamente in campagna e intorno c’è un grande parcheggio per i clienti. Esco, mi metto a girare nel parcheggio e la macchina di Marco sta lì. Mi sono sentita bollire di rabbia! Sono rientrata, ho detto ai miei amici che mi ero stufata e che me ne volevo andare e ce ne siamo andati tutti e quattro. Loro non avevano intuito nulla e non avevano assolutamente visto che Marco stava lì. L’indomani mattina Marco mi manda il solito sms di buongiorno, gli rispondo chiedendo come sta la zia e mi dice che “sta meglio”. Beh, non ci ho visto più! Gli ho risposto: “Ti ho visto dove sei stato veramente ieri sera. Sparisci dalla circolazione perché se mi compari davanti ti cavo gli occhi!” Lui nonostante tutto ha continuato a dire bugie e ad accusare me di omofobia! Io non gli ho più risposto e la storia è finita così. Non ti dico i casini a casa, ai miei non ho potuto raccontare quello che era successo, altrimenti sarei passata per stupida tutta la vita, quindi i miei hanno dato tutta la colpa a me perché: “era un bravissimo ragazzo, ecc. ecc.” Ecco questo è quello che ha fatto a me un ragazzo gay! Vediamo se tu hai il coraggio di pubblicare una mail simile! Comunque con ce l’ho con te, è ovvio, ma non immagini a che livello di viscido possa arrivare un gay che ti deve usare come donna dello schermo, è proprio un modo di fare odioso!”

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STORIA DI UN GAY SPOSATO

Ciao Project, ho avuto ieri sera il piacere di parlare con te, era la prima volta che parlavo con uno che sapevo con certezza essere gay ed è stato tutto molto più facile del previsto. La conversazione è stata agevole, si potrebbe dire una normale chiacchierata, anche se gli argomenti non erano affatto comuni, almeno per me, perché a quasi 40 anni, avevo ancora idee piuttosto preconcette sui gay. Per un uomo sposato e divorziato, per fortuna senza figli, con una, chiamiamola così, tradizione etero alle spalle, non è per niente facile avvicinarsi all’idea che in fondo per tanti anni non si è fatto che rimuovere e si è vissuta una vita da etero, matrimonio compreso, che non era in fondo quello che si voleva. Mi sono chiesto se sono stato veramente etero, ma penso che non sia assolutamente così. Ho sposato la mia ex-moglie ma non l’ho amata. Quando eravamo sposti e vedevo un bel ragazzo per la strada non solo mi fermavo a guardarlo ma pensavo che tornato a casa non avrei trovato lui ma mia moglie. A parte la sofferenza psicologica che ho imposto anche a lei, la cosa più atroce, per me, è stata tirare avanti “per non mettere in crisi il matrimonio”. In realtà le cause del tirare avanti erano ben altre e molto meno nobili: avevo paura di una vita da gay, avevo paura delle reazioni della gente, della mia famiglia, dei compagni di lavoro. Avere una moglie mi metteva al sicuro. La storia aveva ben poco di sessuale, lei non se ne rendeva conto, ma per me fare sesso con lei era una forzatura, alla fine qualche volta succedeva ma non era quello che volevo, piano piano, anzi piuttosto velocemente, il sesso lo abbiamo messo da parte del tutto, ma il problema non era nemmeno quello, mia moglie si aspettava qualcosa da me, qualcosa che non potevo darle, si era adattata all’idea di un matrimonio senza sesso, ma avrebbe voluto almeno un po’ d’amore, ma per me non era possibile, la nostra era una convivenza, un condividere la casa, un fare i turni per lavare i piatti e fare la spesa, ma tra noi affetto zero. Lei non capiva, io non avevo il coraggio di parlare e si andava avanti così. Io non ho cercato avventure gay, perché di quelle cose avevo il terrore, mi bastava un po’ di pornografia e un po’ di fantasia. Mi dicevo che non ero gay perché non ero mai stato con un uomo e che in fondo avevo fatto anche sesso con una donna, cosa che secondo me un gay non avrebbe mai fatto, e andavo avanti così. Poi ho incontrato Mauro e lì mi è crollato il mondo addosso. Non so se Mauro fosse gay, io penso di sì, ma non ne sono sicuro. Con lui stavo bene, ci vedevamo spesso, ma per un caffè, per fare due passi e per chiacchierare un po’, ma tra noi c’era una complicità totale, non vedevo l’ora di uscire con lui, di restare solo in macchina a parlare con lui. Ho sempre pensato che lui si aspettasse una prima mossa da parte mia, ma quella prima mossa non c’è mai stata e siamo andati avanti così per quasi tre anni, poi ha trovato lavoro altrove e se ne è andato. Io ci sono stato malissimo, dovevo tornare ad una vita che non era la mia, Mauro mi mancava. Ci siamo sentiti un po’ su skype, poi piano piano non ci siamo sentiti più. Ma alla fine avevo capito che mi mancava un’amicizia maschile, allora non pensavo assolutamente di essere gay, non avevo interessi sessuali su Mauro, o forse li avevo sublimati, però usavo solo porno gay e questo mi avrebbe dovuto fare riflettere. Diciamo che alla fine avevo anche ipotizzato di poter essere gay ma la cosa mi sconvolgeva proprio. Io gay? Io che non ho mai avuto niente di strano, niente di effeminato? Mi sembrava proprio impossibile. Con mia moglie le cose andavano a rotoli: incomprensioni, risposte piccate senza nessun motivo, insomma eravamo in crisi. Devo dire a onore di mia moglie che lei ha tenuto i nostri problemi solo per noi, i suoi genitori non ne sanno assolutamente nulla. Insomma, due mesi fa l’ho vista proprio a terra e sono finalmente riuscito a parlare chiaro e la sua reazione mi ha stupito. Mi ha ascoltato senza dire una parola, quando ho finto il mio discorsetto, mi ha detto che era contenta che fossimo arrivati a chiarirci e si è anche sentita in colpa perché era stata lei che era voluto arrivare al matrimonio, mentre io cercavo di svicolare e di metterla al massimo in termini di convivenza. Poi abbiamo parlato molto del che cosa fare, lei era disposta al divorzio consensuale e non pretendeva nulla, ma la nostra casa l’avevamo comprata e pagata insieme, io ne avevo un’altra piccolina e avrei lasciato casa nostra a lei, ma non l’ha voluta, allora abbiamo stabilito che l’avremmo venduta dividendoci poi il ricavato. Adesso siamo divorziati, ma ci vediamo ancora, non siamo più ragazzi e non so se io o lei riusciremo a rifarci una vita. Ovviamente non viviamo più insieme ma è rimasta una stima reciproca. I miei suoceri sono rimasti perplessi del nostro divorzio, proprio perché abbiamo continuato a vederci anche dopo. Adesso sto cominciando a cercare di capire che cosa è il mondo gay, sarei già contento di trovare un amico gay per parlare un po’, specialmente se avesse un’esperienza analoga alla mia, ma ho ancora molta paura di queste cose. Quello che sarà sarà, oggi come oggi sono soprattutto contento di come sono andate le cose con mia moglie e sto veramente molto meglio di prima. Vedremo che cosa mi riserverà il futuro.

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CHAT TRA UN GAY E UN ETERO CURIOSO

Ricevo da un Utente (gay) di Progetto Gay il testo di una sua chat con un ragazzo 22enne etero curioso. Ovviamente le etichette vanno perse con tutte le riserve del caso, ma sono comunque utili a inquadrare sinteticamente la situazione. Entrambi i protagonisti hanno autorizzato la pubblicazione. I nomi sono stati eliminati e le località sono state cambiate.
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– Da dove?
– Latina, tu?
– Roma
– A o P?
– Ancora con ste cazzate!
– Perché?
– Perché sono cazzate!
– Ma tu, A o P?
– Ci credi che una questione del genere non m’è proprio mai passata per la testa?
– Ma che fai, sfotti?
– No! È proprio così… secondo me tu non sei manco gay
– Ma che cavolo dici! Io di ragazzi me ne sono fatti tanti
– Lo vedi, non sei gay!
– Ah no? E perché?
– Ma scusa ma tu ti sei mai innamorato di un ragazzo?
– Che? Innamorato? Ma come parli? Ma da che mondo vieni?
– Sì, innamorato! È una cosa bellissima!
– Senti, bello, ma che ci stai a fare qua? Ci stai a cercare l’innamorato? Eh eh …
– No! Quello ce l’ho già!
– Tu, anni?
– 31 e tu?
– Ammazza, manco di primo pelo, io 22, ma mi sa che ne so molto più io di te!
– Di certe cose penso proprio di sì, di altre meno
– Ma sei un prete?
– Io? Per carità!
– Sei dell’esercito della salvezza?
– None!
– E allora chi cazzo sei?
– Sono un gay felice!
– E stai qua solo per rompere i coioni a me?
– No! Ma siccome abbiamo cominciato a parlare… e poi A o P? Ma chi te l’ha messo in testa?
– Come chi me l’ha messo in testa?
– Guarda io e il mio ragazzo siamo proprio disinibiti ma A o P non ce lo siamo mai chiesto
– Cioè? Che cavolo dici? Ci sarà pure uno A e uno P
– Ma manco per niente, noi siamo due ragazzi mica un uomo e una donna.
– Vabbe’ ma scusa e allora come fate?
– Posso fare prima io una domanda a te?
– Vai!
– Tu hai mai fatto l’amore con una ragazza?
– Certo!
– E ci stavi bene?
– Ammazza!
– Lo vedi, non sei gay!
– Ma che cavolo c’entra, con un ragazzo è diverso… con un ragazzo non ci fai l’amore, con un ragazzo è solo sesso, comunque adesso rispondi tu, voi come fate?
– Dici sesso anale?
– Sì
– Non lo facciamo
– Ma che cazzo dici?
– Veramente e mica è una scelta, proprio non c’è mai passato per la testa
– A me invece mi passa per la testa eccome e tutte le volte che l’ho fatto sono stato sempre attivo
– Ma tu non cercavi un ragazzo, tu cercavi il sostituto di una ragazza
– Beh, e con questo? A me piace dominare, si vede che a te ti piace stare sotto!
– Lo vedi, usi proprio categorie che nessun vero gay userebbe
– Vero gay? E chi sarebbe? Uno come te?
– Ma guarda che non sono mica una mosca bianca
– Le mosche si posano sulla merda, altro che bianche!
– Che vorresti dire?
– No, così, niente, una battuta stupida, non era riferita a te
– Ah!
– Quanti anni ha il ragazzo tuo?
– 32
– E da quanto state insieme?
– 11 anni
– Ma dai!
– È vero! proprio 11 anni
– E non vi siete mai messi le corna?
– No, penso proprio di no
– Cioè tu stai da 11 anni con lo stesso ragazzo?
– Sì esattamente!
– E non ti sei stufato?
– Neanche un po’!
– Ma allora me lo dici che ci stai a fare qui?
– Ecco questa è una domanda seria, diciamo per curiosità
– Curiosità di che? Qui è tutto molto spiccio
– Mi piacerebbe capire come ragionano gli altri
– Sei uno psicologo?
– No!
– Uno strizzacerveli?
– No! Niente di tutto questo
– Il tuo ragazzo lo sa che stai in questa chat?
– Certo che lo sa!
– E non dice niente?
– No! Qualche volta ci viene pure lui.
– E voi sareste quelli gay felici e contenti, quelli gay veri!
– Eh sì…
– Ma di sesso tra voi che fate?
– Tutto quello che ci viene spontaneo, e ce n’è!
– Cioè che cosa?
– Beh, a livello sesso, masturbazione reciproca e sesso orale.
– Ma quelle sono cose da ragazzini!
– Forse sì, ma noi siamo ancora ragazzini
– E poi? Cioè che altro fate?
– Poi una marea di coccole
– Di che?
– Di coccole, abbracci, carezze…
– Ma vestiti o nudi
– Beh, è ovvio, nudi, a pelle, e sono cose bellissime
– In effetti non deve essere male
– Lo vedi che lo ammetti pure tu!
– Sì, però ci vorrebbe il ragazzo giusto
– E tu non lo hai mai trovato?
– Dove? Qua? Ma quando mai! Ma tu il ragazzo tuo dove l’hai trovato?
– È un mio ex-collega di lavoro, per un po’ abbiamo lavorato nello stesso posto
– Ti va di raccontarmi come è successo?
– Certo! Ma è stato tutto molto semplice, siamo diventati amici, cominciando a scambiare qualche parola, poi abbiamo parlato molto e alla fine è venuto tutto da sé
– Quanto ci avete messo a dichiararvi?
– A creare il nostro rapporto ci abbiamo messo un anno e mezzo, quanto a dichiaraci non ci siamo mai dichiarati
– Tutto sottinteso?
– Sì, tutto sottinteso
– E il sesso?
– Beh, una volta che ci siamo capiti, è venuto tutto da sé, però aspetta, prima abbiamo fatto il test tutti e due
– Ammazza, ma c’avevate proprio fifa!
– Beh, sai, se uno sta proprio sicuro tutta la cosa se la gode meglio, se no resti sempre con l’ansia
– Ma se non lo fate con la penetrazione non c’è rischio
– Non è vero, il rischio c’è lo stesso e se il sesso te lo vuoi godere non ti puoi portare nel sottofondo la paura che ti stai impestando
– In effetti io prima lo facevo pure senza protezione, poi mi sono venute le paturnie e ho fatto il test, quando lo sono andato a ritirare mi stavo proprio cacando sotto, però è andata bene e adesso il preservativo lo uso sempre, ma solo per il sesso anale
– Beh ma anche il sesso orale è rischioso per il ricevente, almeno bisogna evitare il contatto con lo sperma, non basta, però è comunque meno rischioso
– Vabbe’, allora tanto vale che ti fai frate!
– No, dai che basta un po’ di buon senso
– Mh … vabbe’ … Ma lui ti eccita ancora dopo 11 anni?
– Direi che è soprattutto una immensa tenerezza, il sesso c’entra parecchio, è ovvio, ma per me il sesso serve a farlo stare bene, o meglio, aspetta, serve a stare bene insieme, senza segreti, condividendo proprio tutto
– Mi viene sempre più l’idea che mi stai prendendo per il culo
– E che ci guadagnerei? Non so nemmeno chi sei
– Sì ma fai proprio le prediche, mi sa che sei un fake
– Proprio per niente!
– … Ma tu proprio ragazze zero?
– Te l’ho detto, sono gay!
– Vedi, io con una ragazza le coccole pure le capisco ma è diverso, con un ragazzo la cosa deve essere sessuale nel vero senso della parola
– Scusa, ma perché? Chi lo dice?
– Lo dicono tutti!
– Io no!
– E vabbe’ ma tu sei uno, gli altri sono tanti, anzi tantissimi! Io a scambiare coccole con un ragazzo come con una donna non mi ci vedo proprio
– Ma tu adesso hai una ragazza?
– Una mezza storia, ma è una rompipalle, lei pensa che ce l’ha solo lei, mi ricatta col sesso, e forse c’ha pure un altro
– Ma tu con lei ti ci vedi sposato?
– Sposato? E che me metto la tagliola al cazzo? A parte che mica si piglierebbe uno come me, io me ne piglierei una come lei, cioè col fisico suo, ma deve essere la ragazza mia e basta. Ma è sicuro che non mi stai a piglia’ per il culo?
– Manco ti conosco
– Ma come è possibile che voi proprio con le donne niente? Io questa cosa non la capisco proprio
– Ti può sembrare strano ma è così
– Ma proprio du’ tette, un bel culo e te niente, proprio zero? Perché a me le ragazze mi piacciono ma mi tira pure coi ragazzi, è una cosa diversa ma mi tirano pure i ragazzi
– Io con le donne proprio nessuna interesse
– Ma ti tira almeno un po’?
– Magari, se fosse in una situazione che ci si vuole bene veramente, forse, non lo so, ma al limite…
– Ma ti fanno proprio schifo?
– No! Per carità, ci sono ragazze alle quali voglio bene, le stimo, le sento amiche, ma non sono attratto dalle ragazze
– Cioè proprio non ti si drizza?
– No! Quello può pure succedere e magari, al limite, ci potrei anche fare sesso, forse, ma del mio ragazzo mi sono innamorato, è proprio un’altra cosa
– È come succede a me: coi ragazzi solo sesso, ma de ‘na ragazza mi prende proprio
– Sì, però io non andrei mai a cercare sesso da una ragazza, io una chat etero non ci sono mai entrato
– Io sì, ma era proprio un puttanaio, ma pure quelle gay, ma forse quelle etero è pure peggio
– Beh, se vai a cercare una ragazza in una chat erotica…
– Mh … ma ce l’hai duro adesso?
– Manco per niente!
– Io sì! Lo vuoi vedere?
– No, dai, proprio non mi interessa!
– E che gay sei?
– Uno vero!
– Vabbe’, l’ho detto per metterti alla prova, perché di mezzi preti qui ne trovi tanti, ma poi se gli chiedi se lo vogliono vedere accendono subito la cam
– Ma io non ho accettato…
– Ho visto… però sei un tipo strano, se sei gay tu, gli altri che cosa sono?
– Quelli come te?
– Sì
– Beh, sono etero, un po’ frustrati, o forse un po’ bisessuali
– Allora tu ai bisessuali ci credi?
– Non si tratta di crederci ne ho conosciuti diversi
– Bisessuali come me?
– Ma tu non sei bisessuale, i bisessuali si innamorano dei ragazzi proprio come delle ragazze magari preferiscono più le ragazze o più i ragazzi, ma se ne innamorano proprio
– Ecco, questa cosa non la capisco, io non mi sono mai innamorato di un ragazzo, in genere non ci vediamo una seconda volta e poi certi tipi di ragazzi non mi piacciono proprio
– Cioè quali?
– Quelli che ti si appiccicano, quelli che vogliono essere per forza “il tuo ragazzo” quelli che ti mandano i messaggini, che ti chiamano per darti la buonanotte, sono azzeccosi, sono effeminati
– E allora di dovrebbero piacere
– Beh, una bella trans pure pure, ma uno che fa il ragazzo macho e poi fa tutte quelle moine da femmina proprio non mi piace, un ragazzo deve fare il ragazzo, le moine da un ragazzo non le capisco proprio, ma tu col ragazzo tuo facevi tutte quelle cose lì?
– Beh, qualche sms sì, lui non è ossessivo e nemmeno io però qualche attenzione speciale uno per l’altro ce la siamo concessa.
– Avete mai litigato?
– Eccome! Certe volte lo avrei proprio ammazzato
– Perché?
– Mi diceva che non stava bene, proprio fisicamente, dolori addominali, quando cercavo di portarlo dal dottore lui scattava, non ne voleva sapere, mi diceva che erano fatti suoi e non miei, che non era un ragazzino e che le sue scelte, giuste o sbagliate, le voleva fare da solo e qualche volta mi ha mandato malamente a quel paese
– Però non avete rotto
– No, ma mi faceva venire i nervi perché mi faceva preoccupare. Per fortuna è stato solo un periodo, poi è stato meglio, di recente non è stato bene di nuovo ma questa volta dal dottore c’è venuto e ha fatto bene
– Ma c’erano problemi grossi?
– No, per fortuna no
– Ma voi siete dichiarati?
– Con qualche amico, certo, perché quelli che ci conoscono ci vedono e non sono ciechi, con gli altri no, e tu sei dichiarato?
– No, e poi, se mi dichiaro, alla mia ragazza che cosa dico: senti cara io sono gay!
– E poi tu non lo sei!
– Ma se sono dichiarato me lo hai chiesto tu!
– Vero, era una domanda stupida
– Me lo dai un contatto tuo? Una mail o quello che vuoi tu
– Ok [… omissis …]
– Il mio è [… omissis …], vabbe’ mo’ vado che è tardi, oh è stata una chattata strana, però m’è piaciuta
– Anche a me
– Allora buonanotte e salutami il tuo ragazzo
– Certo! Buonanotte a te!

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GAY IN FUGA DAL MATRIMONIO ETERO

Ciao Project, ti scrivo con molta ansia addosso, non per te ma perché devo uscire il più presto possibile da una situazione che mi sta facendo a pezzi. Ho trentadue anni, sono fidanzato a casa con una ragazza e ormai tutti mi stanno mettendo alle strette perché io mi decida a sposarla. Ho letto su “Essere Gay” dei gay sposati e più ci penso più mi viene il terrore di essere costretto a fare una cosa che non voglio fare. Vivo in un paesetto di una provincia veneta, in un mondo in cui tutto è dato per scontato, in cui il matrimonio è un dovere inderogabile e l’omosessualità è considerata come la peggiore disgrazia. Qui tutti si fanno gli affari degli altri, perché tutti, e specialmente le donne, non fanno nulla dalla mattina alla sera e quindi non fanno che spettegolare. Io non ho dubbi sul mio essere gay, con la mia ragazza ho avuto anche (raramente, molto raramente) dei rapporti sessuali, nei quali una sola volta sono arrivato fino in fondo ma erano cose che riuscivo a fare solo per non deludere la mia ragazza e forzandomi molto. L’unica volta che abbiamo fatto sesso completo (ovviamente col preservativo, perché l’eventualità di figli non voluti mi avrebbe incastrato in via definitiva) ho provato proprio un profondo senso si repulsione e di nausea (e lei non se n’è nemmeno accorta), ma poi nonostante le insistenze della mia ragazza non l’ho voluto rifare più per nessuna ragione e ho rinviato tutto a dopo il matrimonio. Adesso io ho 32 anni e lei 29, sento il fiato sul collo sia della mia famiglia che della sua, che non fanno che insistere perché si fissi la data del matrimonio. Qui in paese io e la mia ragazza usciamo sempre in coppia da anni e la gente dà per scontato che sposeremo prestissimo, lei poi è cattolicissima, in tutto e per tutto dipendente da quello che le dice il parroco che la ha detto che deve affrettare i tempi per evitare il rischio di altri rapporti prematrimoniali! Loro si preoccupano di questo, ma io sono proprio al limite. A casa mia la parola gay è considerata una parolaccia da sempre. I miei sono persone istruite ma del tutto ignoranti su queste cose e anche loro sono profondamente cattolici. Io non vado con loro a messa ormai da dieci anni e loro pensano che io non vada più in chiesa perché faccio sesso con la mia ragazza e non ci voglio rinunciare. Dire ai miei che sono gay sarebbe terribile per loro e soprattutto per me, perché io ancora non ho trovato un lavoro stabile e, al bisogno, non me ne potrei comunque andare di casa. Ma come potrei pensare di rimanere in casa coi miei se sapessero che sono gay? Loro non solo non sospettano nulla ma pensano che io sia uno che con la sua ragazza ne combina di cotte e di crude e anche per questo mi consigliano sposarmi presto, perché così, secondo loro, mi metterei a posto anche la coscienza. C’è anche un altro problema: il mio futuro suocero (mai sia!) ha una piccola industria e ha un sacco di soldi, mentre i miei di quattrini ne hanno pochini e mio suocero si è offerto di prendermi a lavorare nella sua azienda, naturalmente “dopo il matrimonio” che quindi avrebbe anche un ritorno economico notevole, solo che così io sarei legato mani e piedi a una situazione assurda. La mia ragazza ha fatto sesso solo con me e quando l’abbiamo fatto, prima si è sentita in paradiso per una cosa che per me era del tutto forzata e contro natura (ma non se ne è nemmeno accorta!) e poi si è fatta prendere dallo sconforto religioso e si è andata a confessare, e lì sono cominciate le insistenze del parroco. Capisci in che mondo vivo, Project? Tu mi dirai che in questa situazione non mi ci dovevo cacciare e che in fondo non faccio che pagare la mai stupidità, ma con lei abbiamo cominciato quando io avevo 17 anni e lei 14, era tutto un gioco, a me serviva per mettere da parte l’omosessualità, che c’era anche allora, e per darmi arie da ragazzo grande. Che devo fare, Project? Ho veramente paura di non riuscire a venirne fuori, qualsiasi cosa io faccia mi rovino la vita: sposarla, no, proprio non me la sento, io ho sempre desiderato ragazzi e non ragazze, ci sono dei ragazzi ai quali ho pensato come un ossesso, cosa che per lei non è masi successa nemmeno a livello minimo, ma come faccio a rompere il fidanzamento al punto in cui siamo? Non posso dire: “Scusate, non me la sento perché sono gay!” Sento già il comento di mia madre: “Prima te la sei spassata con quella povera ragazza e adesso pensi di potertene uscire fuori in questo modo?” Perché se dicessi che sono gay non ci crederebbe nessuno, proprio nessuno, la considererebbero come una scusa di pessimo gusto, perché non mi hanno mai visto correre dietro ai ragazzi e su di me non ci sono mai state chiacchiere del tipo di quelle che girano su altri ragazzi del paese. Io ho proprio il marchio DOCG dell’etero e questa etichetta non me la schioda nessuno. Ho pensato ad altre vie d’uscita e mi sembra che ce ne possa essere solo una praticabile e cioè quella dell’infertilità, potrei dire che da controlli fatti non posso avere figli, con una motivazione del genere forse potrei riuscire a cavarmene fuori, ma in primo luogo sarebbe un falso e poi c’è il rischio molto concreto che vogliano portarmi per forza a vedere “che cosa si può fare” e lì verrebbe fuori tutto l’inghippo, però potrei rifiutarmi e dire che la cosa è chiara e che non mi sposerò comunque (perché non mi sposerò certamente), che non l’ho detto alla mia ragazza perché non ne avevo ancora la sicurezza… lo so che è un imbroglio, ma io voglio uscire da questa storia il più presto possibile e ne voglio uscire senza danni, perché non sono in condizioni di potermi allontanare dal paese. Che ne dici, Project? Io non mi sentirei in colpa per una cosa del genere, in fondo non è un vero imbroglio ma un modo per concludere in modo accettabile una cosa che non doveva nemmeno cominciare. Certo avrei problemi con i miei, dovrei dare spiegazioni anche a loro, vorrebbero sapere almeno perché ho fatto i controlli della fertilità, perché ho avuto dei dubbi su questa cosa, però penso che riuscirei a zittirli. Mi sono studiato bene le problematiche tipiche dell’infertilità maschile, ne so quasi quanto un dottore e ho letto decine di referti come quello che potrei dire di avere ricevuto io. In fondo, per riservatezza potrei non mostrare niente a nessuno, o, al massimo, potrei scrivere un falso referto di un istituto inesistente … lo so che in un certo senso è un imbroglio ma io non ho scampo e non mi voglio assolutamente sposare, è proprio un’idea che mi fa venire il rigetto, come faccio a fare sesso (e da sposato lo dovrei fare addirittura senza preservativo, cosa che mi sembra assolutamente repellente) con questa ragazza e a “doverlo” fare per tutta la vita? Sarebbe una tortura indicibile e poi con mia moglie non avrei nessuna possibilità di parlare chiaro, sarebbe un imbroglio (quello sì che sarebbe un imbroglio vero!) che dura tutta la vita. Rovinerei la mia vita ma rovinerei anche la sua e questo non deve proprio succedere. Project, tu hai un’altra soluzione praticabile e non distruttiva? Se ce l’hai, per carità, dimmela e dimmela subito, perché io devo arrivare a prendere una decisione e in tempi molto rapidi, o meglio, io la mia decisione l’ho già presa e mi serve solo un po’ di incoraggiamento perché non ci sono alternative e non si può più andare avanti così. Mi sento molto meschino nel pensare a tutti questi raggiri, mentre sarebbe più dignitoso dire semplicemente la verità ma credo che l’infertilità sia una cosa meno traumatica e più accettabile per entrambe le parti. Una ragazza lasciata dal fidanzato che “dice” di essere gay può starci veramente malissimo, può sentirsi una stupida, ingannata e presa in giro in modo pesante da uno che, appunto, “dice” di essere gay per scaricarla ma che aveva anche fatto l’amore con lei e quindi ai suoi occhi non sarà mai gay, mentre se è stata lasciata per motivi di infertilità può accettarlo più facilmente e senza covare sentimenti di odio. Sono ragionamenti meschini che servono solo a salvare la faccia? Non lo so, Project, adesso aspetto solo con ansia la tua risposta.

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IL MIO RAGAZZO E’ GAY E NON SO CHE COSA FARE

Qualche giorno fa il mio ragazzo è venuto da me piangendo e con difficoltà mi ha detto di avere il dubbio di essere omosessuale. per quanto la cosa mi abbia un po’ scombussolata, non mi è stato difficile comprendere che per lui questa situazione deve essere piuttosto destabilizzante e complicata sopratutto perché stiamo insieme da quasi un anno e mi ha confessato di sentirsi in colpa nei miei confronti per non essersene accorto prima; il mio problema però è che lui dice che in ogni caso non mi vuole perdere e che non vuole che restiamo solo amici, però non è certo neanche di essere eterosessuale….io non capisco cosa si aspetta da me, perché io voglio restargli vicino, però se capisce di essere gay io non posso restare la sua ragazza….e anche se mi farebbe davvero male perderlo, ho paura di influenzarlo restando con lui in questo periodo di confusione, ma lui non vuole che ci lasciamo. io sono tanto confusa e anche se cerco di fargli coraggio non so cosa fare perché non c’è nessuno con cui possa parlare di questa cosa a parte lui, ma non credo sia il caso di appesantirlo con i miei dubbi quando questa situazione è già abbastanza difficile e destabilizzante per lui….io sono confusa e un po’ spaventata, temo che questa situazione sia più grande di me, che cosa mi consigliate di fare?

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