CHAT TRA UN GAY E UN ETERO CURIOSO

Ricevo da un Utente (gay) di Progetto Gay il testo di una sua chat con un ragazzo 22enne etero curioso. Ovviamente le etichette vanno perse con tutte le riserve del caso, ma sono comunque utili a inquadrare sinteticamente la situazione. Entrambi i protagonisti hanno autorizzato la pubblicazione. I nomi sono stati eliminati e le località sono state cambiate.
_____________
– Da dove?
– Latina, tu?
– Roma
– A o P?
– Ancora con ste cazzate!
– Perché?
– Perché sono cazzate!
– Ma tu, A o P?
– Ci credi che una questione del genere non m’è proprio mai passata per la testa?
– Ma che fai, sfotti?
– No! È proprio così… secondo me tu non sei manco gay
– Ma che cavolo dici! Io di ragazzi me ne sono fatti tanti
– Lo vedi, non sei gay!
– Ah no? E perché?
– Ma scusa ma tu ti sei mai innamorato di un ragazzo?
– Che? Innamorato? Ma come parli? Ma da che mondo vieni?
– Sì, innamorato! È una cosa bellissima!
– Senti, bello, ma che ci stai a fare qua? Ci stai a cercare l’innamorato? Eh eh …
– No! Quello ce l’ho già!
– Tu, anni?
– 31 e tu?
– Ammazza, manco di primo pelo, io 22, ma mi sa che ne so molto più io di te!
– Di certe cose penso proprio di sì, di altre meno
– Ma sei un prete?
– Io? Per carità!
– Sei dell’esercito della salvezza?
– None!
– E allora chi cazzo sei?
– Sono un gay felice!
– E stai qua solo per rompere i coioni a me?
– No! Ma siccome abbiamo cominciato a parlare… e poi A o P? Ma chi te l’ha messo in testa?
– Come chi me l’ha messo in testa?
– Guarda io e il mio ragazzo siamo proprio disinibiti ma A o P non ce lo siamo mai chiesto
– Cioè? Che cavolo dici? Ci sarà pure uno A e uno P
– Ma manco per niente, noi siamo due ragazzi mica un uomo e una donna.
– Vabbe’ ma scusa e allora come fate?
– Posso fare prima io una domanda a te?
– Vai!
– Tu hai mai fatto l’amore con una ragazza?
– Certo!
– E ci stavi bene?
– Ammazza!
– Lo vedi, non sei gay!
– Ma che cavolo c’entra, con un ragazzo è diverso… con un ragazzo non ci fai l’amore, con un ragazzo è solo sesso, comunque adesso rispondi tu, voi come fate?
– Dici sesso anale?
– Sì
– Non lo facciamo
– Ma che cazzo dici?
– Veramente e mica è una scelta, proprio non c’è mai passato per la testa
– A me invece mi passa per la testa eccome e tutte le volte che l’ho fatto sono stato sempre attivo
– Ma tu non cercavi un ragazzo, tu cercavi il sostituto di una ragazza
– Beh, e con questo? A me piace dominare, si vede che a te ti piace stare sotto!
– Lo vedi, usi proprio categorie che nessun vero gay userebbe
– Vero gay? E chi sarebbe? Uno come te?
– Ma guarda che non sono mica una mosca bianca
– Le mosche si posano sulla merda, altro che bianche!
– Che vorresti dire?
– No, così, niente, una battuta stupida, non era riferita a te
– Ah!
– Quanti anni ha il ragazzo tuo?
– 32
– E da quanto state insieme?
– 11 anni
– Ma dai!
– È vero! proprio 11 anni
– E non vi siete mai messi le corna?
– No, penso proprio di no
– Cioè tu stai da 11 anni con lo stesso ragazzo?
– Sì esattamente!
– E non ti sei stufato?
– Neanche un po’!
– Ma allora me lo dici che ci stai a fare qui?
– Ecco questa è una domanda seria, diciamo per curiosità
– Curiosità di che? Qui è tutto molto spiccio
– Mi piacerebbe capire come ragionano gli altri
– Sei uno psicologo?
– No!
– Uno strizzacerveli?
– No! Niente di tutto questo
– Il tuo ragazzo lo sa che stai in questa chat?
– Certo che lo sa!
– E non dice niente?
– No! Qualche volta ci viene pure lui.
– E voi sareste quelli gay felici e contenti, quelli gay veri!
– Eh sì…
– Ma di sesso tra voi che fate?
– Tutto quello che ci viene spontaneo, e ce n’è!
– Cioè che cosa?
– Beh, a livello sesso, masturbazione reciproca e sesso orale.
– Ma quelle sono cose da ragazzini!
– Forse sì, ma noi siamo ancora ragazzini
– E poi? Cioè che altro fate?
– Poi una marea di coccole
– Di che?
– Di coccole, abbracci, carezze…
– Ma vestiti o nudi
– Beh, è ovvio, nudi, a pelle, e sono cose bellissime
– In effetti non deve essere male
– Lo vedi che lo ammetti pure tu!
– Sì, però ci vorrebbe il ragazzo giusto
– E tu non lo hai mai trovato?
– Dove? Qua? Ma quando mai! Ma tu il ragazzo tuo dove l’hai trovato?
– È un mio ex-collega di lavoro, per un po’ abbiamo lavorato nello stesso posto
– Ti va di raccontarmi come è successo?
– Certo! Ma è stato tutto molto semplice, siamo diventati amici, cominciando a scambiare qualche parola, poi abbiamo parlato molto e alla fine è venuto tutto da sé
– Quanto ci avete messo a dichiararvi?
– A creare il nostro rapporto ci abbiamo messo un anno e mezzo, quanto a dichiaraci non ci siamo mai dichiarati
– Tutto sottinteso?
– Sì, tutto sottinteso
– E il sesso?
– Beh, una volta che ci siamo capiti, è venuto tutto da sé, però aspetta, prima abbiamo fatto il test tutti e due
– Ammazza, ma c’avevate proprio fifa!
– Beh, sai, se uno sta proprio sicuro tutta la cosa se la gode meglio, se no resti sempre con l’ansia
– Ma se non lo fate con la penetrazione non c’è rischio
– Non è vero, il rischio c’è lo stesso e se il sesso te lo vuoi godere non ti puoi portare nel sottofondo la paura che ti stai impestando
– In effetti io prima lo facevo pure senza protezione, poi mi sono venute le paturnie e ho fatto il test, quando lo sono andato a ritirare mi stavo proprio cacando sotto, però è andata bene e adesso il preservativo lo uso sempre, ma solo per il sesso anale
– Beh ma anche il sesso orale è rischioso per il ricevente, almeno bisogna evitare il contatto con lo sperma, non basta, però è comunque meno rischioso
– Vabbe’, allora tanto vale che ti fai frate!
– No, dai che basta un po’ di buon senso
– Mh … vabbe’ … Ma lui ti eccita ancora dopo 11 anni?
– Direi che è soprattutto una immensa tenerezza, il sesso c’entra parecchio, è ovvio, ma per me il sesso serve a farlo stare bene, o meglio, aspetta, serve a stare bene insieme, senza segreti, condividendo proprio tutto
– Mi viene sempre più l’idea che mi stai prendendo per il culo
– E che ci guadagnerei? Non so nemmeno chi sei
– Sì ma fai proprio le prediche, mi sa che sei un fake
– Proprio per niente!
– … Ma tu proprio ragazze zero?
– Te l’ho detto, sono gay!
– Vedi, io con una ragazza le coccole pure le capisco ma è diverso, con un ragazzo la cosa deve essere sessuale nel vero senso della parola
– Scusa, ma perché? Chi lo dice?
– Lo dicono tutti!
– Io no!
– E vabbe’ ma tu sei uno, gli altri sono tanti, anzi tantissimi! Io a scambiare coccole con un ragazzo come con una donna non mi ci vedo proprio
– Ma tu adesso hai una ragazza?
– Una mezza storia, ma è una rompipalle, lei pensa che ce l’ha solo lei, mi ricatta col sesso, e forse c’ha pure un altro
– Ma tu con lei ti ci vedi sposato?
– Sposato? E che me metto la tagliola al cazzo? A parte che mica si piglierebbe uno come me, io me ne piglierei una come lei, cioè col fisico suo, ma deve essere la ragazza mia e basta. Ma è sicuro che non mi stai a piglia’ per il culo?
– Manco ti conosco
– Ma come è possibile che voi proprio con le donne niente? Io questa cosa non la capisco proprio
– Ti può sembrare strano ma è così
– Ma proprio du’ tette, un bel culo e te niente, proprio zero? Perché a me le ragazze mi piacciono ma mi tira pure coi ragazzi, è una cosa diversa ma mi tirano pure i ragazzi
– Io con le donne proprio nessuna interesse
– Ma ti tira almeno un po’?
– Magari, se fosse in una situazione che ci si vuole bene veramente, forse, non lo so, ma al limite…
– Ma ti fanno proprio schifo?
– No! Per carità, ci sono ragazze alle quali voglio bene, le stimo, le sento amiche, ma non sono attratto dalle ragazze
– Cioè proprio non ti si drizza?
– No! Quello può pure succedere e magari, al limite, ci potrei anche fare sesso, forse, ma del mio ragazzo mi sono innamorato, è proprio un’altra cosa
– È come succede a me: coi ragazzi solo sesso, ma de ‘na ragazza mi prende proprio
– Sì, però io non andrei mai a cercare sesso da una ragazza, io una chat etero non ci sono mai entrato
– Io sì, ma era proprio un puttanaio, ma pure quelle gay, ma forse quelle etero è pure peggio
– Beh, se vai a cercare una ragazza in una chat erotica…
– Mh … ma ce l’hai duro adesso?
– Manco per niente!
– Io sì! Lo vuoi vedere?
– No, dai, proprio non mi interessa!
– E che gay sei?
– Uno vero!
– Vabbe’, l’ho detto per metterti alla prova, perché di mezzi preti qui ne trovi tanti, ma poi se gli chiedi se lo vogliono vedere accendono subito la cam
– Ma io non ho accettato…
– Ho visto… però sei un tipo strano, se sei gay tu, gli altri che cosa sono?
– Quelli come te?
– Sì
– Beh, sono etero, un po’ frustrati, o forse un po’ bisessuali
– Allora tu ai bisessuali ci credi?
– Non si tratta di crederci ne ho conosciuti diversi
– Bisessuali come me?
– Ma tu non sei bisessuale, i bisessuali si innamorano dei ragazzi proprio come delle ragazze magari preferiscono più le ragazze o più i ragazzi, ma se ne innamorano proprio
– Ecco, questa cosa non la capisco, io non mi sono mai innamorato di un ragazzo, in genere non ci vediamo una seconda volta e poi certi tipi di ragazzi non mi piacciono proprio
– Cioè quali?
– Quelli che ti si appiccicano, quelli che vogliono essere per forza “il tuo ragazzo” quelli che ti mandano i messaggini, che ti chiamano per darti la buonanotte, sono azzeccosi, sono effeminati
– E allora di dovrebbero piacere
– Beh, una bella trans pure pure, ma uno che fa il ragazzo macho e poi fa tutte quelle moine da femmina proprio non mi piace, un ragazzo deve fare il ragazzo, le moine da un ragazzo non le capisco proprio, ma tu col ragazzo tuo facevi tutte quelle cose lì?
– Beh, qualche sms sì, lui non è ossessivo e nemmeno io però qualche attenzione speciale uno per l’altro ce la siamo concessa.
– Avete mai litigato?
– Eccome! Certe volte lo avrei proprio ammazzato
– Perché?
– Mi diceva che non stava bene, proprio fisicamente, dolori addominali, quando cercavo di portarlo dal dottore lui scattava, non ne voleva sapere, mi diceva che erano fatti suoi e non miei, che non era un ragazzino e che le sue scelte, giuste o sbagliate, le voleva fare da solo e qualche volta mi ha mandato malamente a quel paese
– Però non avete rotto
– No, ma mi faceva venire i nervi perché mi faceva preoccupare. Per fortuna è stato solo un periodo, poi è stato meglio, di recente non è stato bene di nuovo ma questa volta dal dottore c’è venuto e ha fatto bene
– Ma c’erano problemi grossi?
– No, per fortuna no
– Ma voi siete dichiarati?
– Con qualche amico, certo, perché quelli che ci conoscono ci vedono e non sono ciechi, con gli altri no, e tu sei dichiarato?
– No, e poi, se mi dichiaro, alla mia ragazza che cosa dico: senti cara io sono gay!
– E poi tu non lo sei!
– Ma se sono dichiarato me lo hai chiesto tu!
– Vero, era una domanda stupida
– Me lo dai un contatto tuo? Una mail o quello che vuoi tu
– Ok [… omissis …]
– Il mio è [… omissis …], vabbe’ mo’ vado che è tardi, oh è stata una chattata strana, però m’è piaciuta
– Anche a me
– Allora buonanotte e salutami il tuo ragazzo
– Certo! Buonanotte a te!

__________

Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=23&t=6051

OMOSESSUALITA’ REPRESSA E NEVROSI SESSUALE

STORIE DI OMOSESSUALI TRA 800 E 900 – parte ottava

Riporto qui di seguito la Storia n. 20, acclusa al trattato di Havelock Ellis sull’inversione sessuale. Questa storia e la successiva (la n. 21, che pubblicherò tra breve) contengono esempi tipici di nevrosi sessuale prodotta dalla repressione dell’omosessualità. Si tratta di fenomeni oggi decisamente più rari, perché la libertà degli omosessuali è molto maggiore di quanto non fosse cento anni fa, in particolare nelle classi sociali alte di allora, ma prima dell’avvento di internet, cioè in pratica ancora trent’anni fa, le cose non erano molto diverse, almeno in alcuni casi, da quanto rappresentato nella storia che state per leggere. Oggi l’educazione sessuale repressiva, seguita da una finale accettazione, per quanto sofferta, dell’omosessualità, induce soprattutto e in tempi brevi alla cosiddetta “fase frenetica” nella quale la paura di perdere il treno e il desiderio di recuperare il tempo perduto, spingono spesso ad una ricerca frenetica e perfino pericolosa di una sessualità gay senza precauzioni. Cento anni fa non c’era l’aids, ma c’era la sifilide, una malattia allora incurabile, che portava alla demenza e alla morte, quindi molte logiche del comportamento omosessuale di fine 800 o dei primi del 900, in termini di prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse (allora si diceva veneree), sono comunque molto simili a quelle che si ritrovano anche nei nostri tempi.

Buona lettura.

STORIA 20

Inglese, possidente, 49 anni. Il padre e la famiglia  del padre erano persone robuste, sane e prolifiche. Dal lato materno, sono rintracciabili: tisi, pazzia, e eccentricità. Egli appartiene a una grande famiglia, alcuni dei cui componenti sono morti nella prima infanzia o alla nascita, mentre altri sono normali. Lui stesso era un bambino debole e altamente nervoso, soggetto a terrori notturni e sonnambulismo, di eccessiva timidezza e inquietudine religiosa.

La coscienza sessuale si svegliò prima dell’età di 8 anni, quando la sua attenzione fu rivolta al suo pene. La sua infermiera, mentre fuori camminava con lui un giorno, gli disse che quando i ragazzini crescono ‘i loro peni cadono’. La bambinaia ridacchiò, e lui capì che ci doveva essere qualcosa di particolare a proposito del pene. Soffriva di irritabilità del prepuzio e l’infermiera lo spolverava di talco prima che lui andasse a dormire. Non ci fu nessun passaggio da questo all’auto-abuso.

All’incirca nello stesso periodo andò soggetto a sogni curiosi a metà tra il sonno e la veglia. In essi si immaginava servo di molti marinai adulti nudi; si rannicchiava tra le loro cosce e si faceva chiamare il loro sporco maiale, ai loro ordini faceva servizi ai loro genitali e ai loro glutei, che contemplava e manipolava con gusto. Più o meno nello stesso periodo, in cui queste visioni cominciarono a manifestarsi, casualmente sentì che un uomo aveva l’abitudine di esporre i suo corpo davanti alla finestra di una stanza dove stavano le cameriere; questo lo turbava vagamente. Tra l’età di 8 e 11 anni, per due volte, prese in bocca il pene di un cugino, dopo aver dormito insieme con lui; la sensazione provocata dal pene gli piacque. Quando dormiva con un altro cugino, avevano l’abitudine di stare stesi tenendo le mani tese per coprirsi a vicenda il pene o le natiche. Lui preferiva le natiche, suo cugino il pene. Nessuno di questi cugini era omosessuale, e non ci fu alcun tentativo di masturbazione reciproca. Aveva l’abitudine di giocare con cinque cugini maschi. Uno di questi ragazzi era malvisto dagli altri, che avevano inventato un metodo per punirlo per presunte colpe. Si sedevano intorno alla stanza sulle sedie, ognuno con il suo pene in vista, e il ragazzo che doveva essere punito andava in giro per la stanza in ginocchio e prendeva ogni pene in bocca a turno. Questo doveva umiliarlo. Questo però non portò alla masturbazione. In un’occasione il bambino accidentalmente osservò un ragazzo che sedeva accanto a lui a scuola mentre giocava con il suo pene accarezzandolo. Questo gli provocò una forte sensazione di disagio. Per quanto riguarda tutti questi punti il ​​soggetto osserva che nessuno dei ragazzi ai quali era legato in quel periodo, e che sono stati esposti proprio alle stesse influenze, è diventato omosessuale.

Era da se stesso, fin dall’inizio, indifferente al sesso opposto. Nella prima infanzia, e fino all’età di 13 anni, ha avuto frequenti occasioni di ispezionare da vicino gli organi sessuali delle ragazze, sue compagne di gioco. Questo non gli provocava nessuna eccitazione sessuale. Al contrario, l’odore delle parti femminili lo colpiva sgradevolmente. Una volta, vedere un compagno di scuola che copulava con una ragazzina, gli diede un senso di orrore mistico. Nemmeno la vista degli organi maschili gli suscitava alcuna sensazione particolare. È, tuttavia, dell’opinione che, vivendo con le sorelle durante l’infanzia, si sentiva più curioso di come fossero le persone del proprio sesso perché erano più lontane da lui. Non mostrava alcuna effeminatezza nelle sue preferenze per i giochi o il lavoro.

Andò a una scuola pubblica. Qui fu provocato da ragazzi amici a masturbarsi, ma, anche se vide spesso l’atto mentre si svolgeva,  questo gli ispirò solo con un senso di indecenza. Nel suo quindicesimo anno la pubertà iniziò con le emissioni notturne, e, allo stesso tempo, egli iniziò a masturbarsi, e continuò a farlo circa una volta alla settimana, o ogni quindici giorni, durante un periodo di otto mesi; sempre con la sensazione che quella fosse una ben misera e ripugnante soddisfazione. I suoi pensieri non erano rivolti né ai maschi né femmine mentre si masturbava. Parlò con suo padre di questi segni della pubertà e, su consiglio di suo padre, abbandonò del tutto l’onanismo; riprese la pratica, soltanto,  e in una certa misura, dopo i 30 anni, quando si trovò senza cameratismo maschile.

Dopo aver abbandonato l’auto-abuso, le emissioni notturne diventarono molto frequenti ed estenuanti. Furono trattate farmacologicamente con tonici come la chinina e stricnina. Egli pensa che questo trattamento abbia aumentato la sua nevrosi.

Per tutto questo tempo, nessun tipo di sentimento sessuale per le ragazze si fece sentire. Non riusciva a capire che cosa i suoi compagni di scuola trovassero nelle donne, o le storie che ha raccontavano circa la lascivia e la delizia del coito.

I suoi vecchi sogni di marinai erano scomparsi. Ma ora godeva di visioni di bei ragazzi e di statue squisite; spesso pianse quando pensava a loro. Questi sogni persistettero per anni. Ma un altro tipo di sogno gradualmente usurpò il loro posto in una certa misura. Queste seconde visioni presero la forma di grandi organi sessuali eretti di giovani stallieri o contadini nudi. Queste visioni volgari offendevano il suo gusto e gli facevano male, anche se, allo stesso tempo, evocavano un forte desiderio attivo di possesso; provava uno strano piacere poetico nella bellezza ideale. Ma le perdite seminali che accompagnavano entrambi i tipi di sogni erano una fonte perpetua di disagio per lui.

Non c’è dubbio che in questo momento, cioè, tra il quindicesimo e il sedicesimo anno, la diatesi omosessuale ormai era diventata stabile. Non ha mai frequentato prostitute, anche se a volte pensava che sarebbe stato il modo migliore per combattere la sua inclinazione crescente per i maschi. E pensa che avrebbe potuto spingersi a indulgere liberamente nel piacere puramente sessuale con le donne se avesse fatto prima la loro conoscenza in un costume maschile, come taglialegna, cherubini, paggi di corte, o giovani alabardieri, in quanto solo quando erano così vestite le donne sul palco o in sala da ballo lo hanno eccitato.

Il suo ideale di moralità e la paura del contagio venereo, più dell’incapacità fisica, lo hanno conservato, come si dice, casto. Non ha mai sognato le donne, non ha mai cercato la loro compagnia, non ha mai sentito la minima eccitazione sessuale in loro presenza, non le ha mai idealizzate. Esteticamente, le ritiene molto meno belle rispetto agli uomini. Statue e immagini di donne nude non esercitavano attrazione si di lui, mentre tutti gli oggetti d’arte che rappresentavano bei maschi lo turbavano profondamente.

Nel suo diciottesimo anno si verificò un evento, che egli considera come determinante nel suo sviluppo. Lesse Platone. Un nuovo mondo si aprì davanti a lui, ed egli sentì che la sua stessa natura si era rivelata. L’anno successivo formò un’appassionata ma pura amicizia con un ragazzo di 15 anni. Il contatto fisico con il ragazzo gli causava erezione, estrema agitazione e un piacere dolente, ma non l’eiaculazione. In quattro anni non ha mai visto il ragazzo nudo e non lo ha mai toccato in modo pruriginoso. Solo due volte lo ha baciato. Dice che questi due baci furono le gioie più perfette che avesse mai provato.

A questo punto, suo padre cominciò a preoccuparsi seriamente per la sua salute e per la sua reputazione. Lo avvertì dei pericoli sociali e legali che potevano derivare dal seguire il suo temperamento. Ma non lo incoraggiò a provare il coito con le donne. Egli stesso pensa che il suo senso del pericolo abbia permesso il successo di questo metodo, o che, in ogni caso, l’abitudine del rapporto sessuale con le donne avrebbe potuto diminuire la sua nevrosi e avrebbe deviato la sua mente in una certa misura dai pensieri omosessuali.

Un periodo di grande dolore e ansia si apriva ora per lui. Ma la sua nevrastenia aumentò; soffriva di insonnia, di oscuro disagio cerebrale, di balbuzie, di congiuntivite cronica, di incapacità di concentrare l’attenzione, e di sconforto. Nel frattempo le sue emozioni omosessuali si rafforzarono, e assunsero un carattere più sensuale. Si astenne dall’indulgere in esse, come anche dall’onanismo, ma fu spesso costretto, con vergogna e riluttanza, a frequentare posti come bagni, orinatoi, e così via, dove c’erano opportunità di vedere uomini nudi.

Non avendo alcuna passione per le donne, fu facile per lui evitarle. Eppure le donne non gli ispiravano proprio orrore. Aveva l’abitudine di sognare di trovare una via d’uscita dalla sua situazione dolorosa attraverso la convivenza con ragazze del popolo un po’ grossolane, con atteggiamenti da ragazzo; ma la sua paura della sifilide lo ostacolò. Sentiva, però, di doversi vincere attraverso sforzi di volontà e attraverso un persistente indirizzamento dei suoi pensieri verso le immagini eterosessuali. Cercava la compagnia di donne illustri. Una volta riuscì a mettere su un affetto romantico per una giovane ragazza di 15 anni, che finì in nulla, probabilmente perché la ragazza percepiva l’assoluta mancanza di passione nel suo corteggiamento. Lei eccitava la sua immaginazione, e lui davvero l’amava; ma lei non stimolava affatto il suo appetito sessuale, nemmeno nel contatto più intimo. Una volta, quando lui la baciò appena dopo che lei si era alzata dal letto al mattino, percepì una curiosa ripugnanza fisica, vissuta con un triste sentimento di delusione.

I medici gli consigliarono fortemente di sposarsi. Lui alla fine lo fece. Scoprì che era sessualmente potente, e generò diversi figli, ma scoprì anche, con suo disappunto, che la tirannia degli organi genitali maschili sulla sua fantasia aumentava. Per questa ragione il suo disagio fisico, mentale e morale divenne acuto. La sua salute crollò.

A circa 30 anni, incapace di sopportare più a lungo la sua condizione, cedette finalmente alle sue inclinazioni sessuali. Quando cominciò a fare questo, cominciò anche a riguadagnare la calma e una relativa salute. Formò uno stretto legame con un giovane di 19 anni. Tale relazione era in gran parte sentimentale e caratterizzata da una sorta di sensualità di tipo etereo. La relazione non comportò atti sessuali al di là di baci, del contatto nudo e di rare emissioni involontarie. Intorno ai 36 anni iniziò a seguire liberamente le inclinazioni omosessuali. Dopo di ciò, recuperò rapidamente la sua salute. I disturbi nevrotici si placarono.

Ha sempre amato uomini più giovani di lui. A circa 27 anni aveva cominciato ad ammirare i giovani soldati. Dal momento che si lasciava andare liberamente alle sue inclinazioni, gli uomini che cercò furono invariabilmente persone di un rango sociale più basso del suo. Portò avanti una relazione ininterrottamente per dodici anni, che iniziò senza passione dalla parte dell’amico, ma a poco a poco crebbe fino ad avere quasi uguale forza su entrambi i partner. Non è attratto dalle uniformi, ma cerca qualche figlio incontaminato della natura.

I metodi di soddisfazione per lui sono stati diversi, secondo le diverse fasi della sua passione. All’inizio erano romantici e platonici, quando il tocco di una mano, un raro bacio, o la semplice presenza bastavano. Nel secondo periodo ci furono il dormire uno accanto all’altro, l’ispezione del corpo nudo dell’uomo amato, gli abbracci e le emissioni occasionali dopo un contatto prolungato. Nel terzo periodo la gratificazione divenne più francamente sensuale. Prese ogni forma possibile: la masturbazione reciproca, il coito intercrurale, la fellatio, l’irrumatio, e di tanto in tanto la pedicatio attiva; sempre secondo l’inclinazione o concessione del maschio amato.

Egli stesso interpreta sempre la parte maschile attiva. Non si abbandona mai all’altro ruolo, e afferma che non ha mai avuto la gioia di sentirsi desiderato con un ardore pari al suo. Non si sottrae alla pedicatio passiva; ma è una cosa che lui non richiede mai. Il coito con i maschi, come sopra descritto, gli sembra sempre sano e naturale; lascia un profondo senso di benessere, e ha cementato amicizie durature. Ha sempre cercato di formare legami permanenti con gli uomini che egli ha adorato così eccessivamente.

È di statura media, non robusto, ma dotato di grande energia nervosa, di grande forza di volontà e autocontrollo, in grado di resistere alla fatica e ai cambiamenti delle circostanze esterne.

Nella fanciullezza non aveva simpatia per le occupazioni femminili o per la compagnia delle ragazze, preferendo lo studio e la solitudine. Evitava i giochi e le occupazioni rumorose dei ragazzi, ma non era maschile solo nella sua indifferenza allo sport, non è mai stato femminile nel vestire o nelle abitudini. Non è mai riuscito nei suoi tentativi di fischiare. È un grande fumatore, e a volte ha venuto molto. Gli piacciono l’equitazione, il pattinaggio, e l’arrampicata, ma è un ben misero cavaliere, ed è impacciato con le sue mani. Non ha capacità per le belle arti e la musica, anche se è molto interessato a queste cose, ed è un autore prolifico.

Ha sofferto molto per tutta la vita, grazie alla sua percezione della differenza tra sé e i normali esseri umani. Dichiara che nessun piacere che egli abbia goduto può eguagliare la millesima parte del dolore causato dalla coscienza interna di essere un paria. Il massimo che può invocare a sua difesa, ammette, è l’irresponsabilità, perché riconosce che il suo impulso può essere morboso. Ma si sente assolutamente certo che nella prima parte della sua vita la sua salute è stata rovinata e il suo riposo morale distrutto a causa del perenne conflitto con la propria natura innata, e che sollievo e forza gli sono venute dall’indulgere alla sua natura. Anche se ha sempre davanti a sé il terrore della scoperta, egli è convinto che i suoi rapporti sessuali con gli uomini siano stati totalmente sani per lui, che abbiano aumentato di molto la sua energia fisica, morale e intellettuale e non siano stati dannosi per gli altri. Non ha alcuna percezione di un qualche errore morale nelle sue azioni, e considera l’atteggiamento della società nei confronti di quanti sono nella sua condizione come assolutamente ingiusto e fondato su principi falsi.

Il prossimo caso è, come il precedente, quello di un uomo di lettere di successo, che è anche lui passato attraverso un lungo periodo di conflitto mentale prima di riconciliarsi con i suoi istinti omosessuali. Egli appartiene a una famiglia in cui tutti sono in buona salute e hanno dimostrato marcata capacità in diversi campi di attività intellettuale. Si sente certo del fatto che uno dei suoi fratelli sia come lui un invertito assoluto e che un altro sia attratto da entrambi i sessi. Sono in debito con lui per il seguente racconto dettagliato che descrive le sue emozioni e le sue esperienze durante l’infanzia, che considero di grande interesse, come contributo non solo alla psicologia dell’inversione, ma alla embriologia delle emozioni sessuali in genere. Vediamo qui descritte, in una forma eccessivamente precoce e iperestesica, idee e sentimenti, che, in una forma più leggera e più frammentata, possono essere messi in parallelo con le prime esperienze di molti uomini e donne normali. Ma è certamente raro trovare così tanti punti della psicologia sessuale così definitamente illustrati in un singolo bambino. Si può aggiungere che la narrazione non è priva di interesse come studio dell’evoluzione di un uomo di lettere; un bambino la cui immaginazione era stata così precocemente esercitata e sviluppata era predestinato a una carriera letteraria.

_________

Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:

http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=23&t=5326

SESSO GAY E SENSO DI DOMINIO E DI INTRUSIONE

Ciao Project,
sono un ragazzo di 26 anni e vivo in una grande città del nord, ti scrivo perché ormai da un bel po’ di tempo, diciamo circa tre anni, comincio a pensare che non avrò mai una vita con un ragazzo, perché non mi sento adatto a una vita di coppia. Ci ho provato, ma praticamente in tutti i casi ho finito per tradire il mio ragazzo di turno. Stavo in coppia con uno ma poi arrivavo al sesso con altri ragazzi e alla fine ci restavo malissimo. Le pochissime volte che mi sono innamorato, o forse dovrei dire l’unica volta, ci sono rimasto proprio di merda, per me era una cosa importantissima e invece sono stato trattato a pesci in faccia e adesso, dopo vari tentativi, tutti finiti male per colpa mia, sto cominciando a cercare sesso facile pure con sconosciuti e qualche volta pure a rischio, anzi è come se il rischio mi attraesse e mi facesse dimenticare qualunque prudenza, una specie di sfida con me stesso. So benissimo che il rischio c’è ma finisce che la prendo come una scommessa e mi devo dire che non ho paura. Non dirmi che sono comportamenti da stupido, lo so da me, ma è che quando mi trovo lì, alla fine non mi trattengo. È successo più volte specialmente qualche anno fa, adesso molto meno anche perché magari se si tratta di incontrarli di persona preferisco ragazzi di cui penso di potermi fidare, che magari mi direbbero se hanno tenuto comportamenti a rischio, anche se pure loro si fidano di me e fanno malissimo perché io i miei rischi li ho corsi eccome. Adesso, diciamo che rischio meno perché faccio molto uso di sesso in cam, in pratica ci facciamo le seghe in chat con dei ragazzi che pesco nella chat, intanto non è pericoloso per la salute, e non è cosa da poco, però c’è dell’altro. Il sesso in chat lo fanno in molti, è a rischio zero, e tutto sommato non creerebbe particolari problemi, ma per me le cose sono diverse perché io uso il sesso in chat per provare un senso di dominio sui ragazzi che incontro, per portarli a fare cose che non vorrebbero fare e sono cose di cui mi vergogno molto. Ti faccio un esempio, scelgo quasi sempre ragazzi che stanno in coppia, contatto un ragazzo, poi gli propongo di segarci in cam, lui ci sta e allora gli chiedo di parlarmi prima del suo ragazzo, di dirmi come ce l’ha, che cosa fanno insieme ecc. ecc. e poi gli chiedo una foto spinta del suo ragazzo e in genere a questo punto i ragazzi fanno prima tante storie ma poi le foto me le danno e mi mandano anche video di quando fanno sesso col loro ragazzo. Altre volte quando siamo in chat, voglio che il ragazzo chiami al cellulare il suo ragazzo in modo che io possa vederlo mentre fa sesso al cellulare col suo ragazzo, mentre lui vede me che mi masturbo. Questo è più o meno il quadro, Project, capisco da me che c’è qualcosa che non funziona. Mi eccita molto portare piano piano i ragazzi a cedere e a fare cose che all’inizio non vogliono fare, è come se avessi un potere su di loro e poi c’è una cosa che mi spaventa molto, io non faccio sesso con questi ragazzi perché mi sono innamorato o mi sono preso una cotta per loro, a me di loro non me ne frega proprio niente, mi piace farci sesso e soprattutto sapere che posso avere un potere su di loro. Altre volte è come se mi volessi intrufolare nelle vicende intime dei ragazzi che contatto, come se mi volessi mettere in mezzo tra loro e i loro ragazzi, come se volessi approfittare del mio fascino per metterli in crisi. Ho anche degli amici coi quali ho fatto e faccio ancora sesso qualche volta, non so se mi conoscono a fondo ma non credo, cioè certi comportamenti da me non se li aspetterebbero. Project, ho letto nel forum del sesso come tenerezza, beh, io proprio non riesco a pensare a una cosa simile, per me il sesso è solo sesso ed è molto importante anche perché mi dà un potere su altri ragazzi e mi fa sentire dominatore. Con un mio amico col quale avevo avuto una storia, per quanto mi riguarda soprattutto o solo di sesso e per quanto riguarda lui, forse, anche con un sentimento vero, ho parlato di queste cose. Con lui non ero mai arrivato a fare le porcate che ho fatto e faccio adesso con altri, ma lo avevo portato a sciogliersi molto sessualmente e penavo di averlo veramente dominato, nel senso che non mi diceva mai di no. Beh, adesso ci ho parlato, cioè del sesso come modo di dominare le persone, e mi ha detto che non si è mai sentito dominato e non ha nemmeno pensato di essere lui a dominare, solo che queste idee di potere sull’altro a lui non erano mai passate per la mente, parlarci mi ha messo in crisi, perché io non riesco ad innamorarmi di nessuno e penso che un ragazzo non mi basterebbe mai. Con questo mio amico parlo di tutto, soprattutto di sesso, di quello che faccio con gli altri ragazzi, diciamo che vorrei farlo eccitare così, soprattutto perché sentirei di avere un potere su di lui, ma mi dice che ha sempre dato per scontato che io avessi la mia vita sessuale e che lui mi vuole bene così come sono, perché sono per lui una persona fondamentale. Quando mi dice queste cose al telefono io chiudo la conversazione perché non so e non voglio costruire una cosa che ha una base affettiva vera, ne ho paura e poi, per essere onesti fino in fondo, questo mio amico, per me, non è proprio il massimo come attrattiva sessuale. Che devo fare per avere una vita sessuale normale? Prima di tutto per mettere da parte del tutto l’idea di accettare il rischio che invece mi affascina, non lo so, forse per una qualche spinta autodistruttiva, e poi come fare per vivere il sesso in modo normale? Cioè senza l’idea del dominio, senza dover entrare nella vita intima dei ragazzi che si fanno una sega in cam con me. Loro sono tentati da me perché sono abbastanza un bel ragazzo, e finiscono per fare quello che non vogliono mettendo in mezzo i loro ragazzi e poi si sentono il colpa e allora li pianto lì. Perché non riesco a innamorarmi di nessuno? Perché non riesco nemmeno a farmi una “normale” sega in cam? Certe volte mi faccio schifo da solo ma non so come uscirne. Che ne pensi, Project?
__________
Dopo avere letto con attenzione la tua mail ti avevo mandato il mio contatto skype, avevo abbozzato una risposta e aspettavo di rifinirla prima di postarla. Poi ieri notte mi hai aggiunto su skype e abbiamo parlato a lungo. Beh, ho cancellato la bozza di risposta che avevo preparato e ho cominciato a preparare una nuova risposta, non perché ci fosse qualcosa da aggiungere a quello che ci siamo detti su skype, ma perché potrebbe essere utile anche a tanti altri ragazzi. Come ti ho detto ieri, parlando con te direttamente ho trovato molti elementi di riflessione che dalla mail non emergono. In primo luogo hai un’attenzione verso i tuoi amici che ti porta a non fare sesso con loro se non hai la certezza documentata dal test di non poterli contagiare di hiv. Adesso non hai questa certezza al 100% e quindi niente sesso, perché non vuoi mettere a rischio persone che ti vogliono bene. Un ragionamento di questo genere è di alto profilo e fa pensare che tu abbia eccome un controllo razionale delle tue azioni. Resta però il fatto che tendi a rimandare il test nel tempo, cosa che non ha senso, perché devi pensare anche alla tua salute e se hai anche il minimo dubbio non devi rinviare il test. Ho notato che tendi a svalutarti e a dire che in fondo il tuo destino non conta nulla perché tutti quelli coi quali sei stato alla fine ti hanno cacciato a pedate, ma le cose non stanno affatto così, da quello che mi hai detto, hai amici che a te ci tengono eccome e te lo fanno anche capire e d’altra parte anche tu vuoi bene a questi amici al punto di non fare sesso con loro quando ne hai voglia se pensi che ci possa essere anche un minimo rischio. Sembra quasi che tu cerchi nel sesso un sostituto dell’affettività e nello stesso tempo che tu cerchi di rendere il sesso qualcosa che sia il più lontano possibile dall’affettività. Hai paura di costruire una vita stabile di coppia, è come se tentassi di esorcizzare questa eventualità cercando ragazzi coi quali avere contatti molto superficiali e soprattutto cerchi di vedere nel sesso un mezzo di dominio, quasi fosse una rivalsa alla mancanza di affetto. Parlare con te ieri sera aveva un senso e si capiva, era un dialogo molto serio e molto vero, niente a che vedere con i discorsi che mi capita di fare con ragazzi che ormai hanno creato una vera dipendenza rispetto al sesso. Ti autoaccusi di tradimento, ok, è successo, e allora che si fa? Si dice che siccome è successo, magari più di una volta, sarà sempre così? E poi, da quello che dicevi, ho avuto più volte l’impressione che tu ti sia messo in coppia con un ragazzo quasi sempre per esorcizzare la solitudine affettiva. All’inizio funzionava ma dopo non funzionava più e allora mantenersi fedeli a un rapporto nel quale non si crede più è difficile come è pure difficile interrompere quel rapporto. Io penso che tu abbia delle enormi potenzialità riguardo alla vita affettiva, che non è detto che debba essere in una coppia fissa, per esempio coi tuoi amici tu vivi dei rapporti affettivi non superficiali, con un po’ di sesso quando capita, ma non sono banalità e si vede dal fatto che durano negli anni e dal fatto che di quei ragazzi hai stima e provi anche tu affetto per loro. Il sesso ti attira, beh, mi sembra ovvio, è una delle forze più potenti della vita, in tutto questo non c’è nulla di assurdo. In tuto questo non c’è nulla di strano né di male, il male è il danno che si fa ad un’altra persona, vedi per esempio mettere in crisi i ragazzi che trovi in chat spingendoli a fare cose che non vogliono fare. Però, te lo ripeto, è successo, e adesso bisogna guardare avanti. Io credo che tu possa eccome avere una vita felice e penso che i tuoi amici a te ci tengano veramente. Non sei in coppia? Beh, non fa niente, si vive bene lo stesso, però, ti prego soprattutto di una cosa: fai il test senza rimandare, così elimini il tarlo del dubbio che ti lavora nel cervello, e poi usa sempre il preservativo, deve diventare proprio un automatismo mentale perché non devi metterti a rischio. Dici che il sesso orale col preservativo non ha senso, capisco che possa sembrare molto strano ma correre rischi seri per non usare il preservativo sarebbe una vera follia e poi, se ti trovi con un ragazzo e vi viene in mente di avere un momento di intimità, beh, la masturbazione reciproca non è pericolosa se non c’è contatto tra lo sperma o il liquido pre-spermatico di uno e le mucose dell’altro ragazzo, voglio dire che è sesso anche quello e può essere molto gratificante, se vissuto in un’atmosfera affettiva, quindi non vale proprio la pena di correre rischi col sesso orale senza protezione. Insomma, non è facendo discorsi fatalistici che si evitano i rischi sostanziali ma usando il cervello prima. Non buttarti giù con i sensi di colpa e guarda avanti, sei una persona di valore che ha fatto qualche cosa che non doveva fare, ma non ti credere una pecora nera, nell’armadio chiuso di moltissime persone ci sono ricordi di episodi ben più pesanti di quelli ai quali ti riferisci tu, quindi: girare pagina e guardare avanti con ottimismo!
__________
Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post, aperta sul Forum Di Progetto Gay:
http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=23&t=4812

GAY E PREVENZIONE DELL’HIV-AIDS

Apro questo post con il link alla pagina della Lila (Lega Italiana per la lotta contro l’AIDS) in cui potrete trovare informazioni serie e aggiornate sull’AIDS e sulla prevenzione del contagio HIVhttp://www.lila.it/it/infoaids.html , ma tutto il sito della Lila è ricchissimo di informazioni estremamente chiare che sono fondamentali per la prevenzione e la tutela della salute.

Nei confronti delle malattie sessualmente trasmesse e dell’AIDS in particolare, la reticenza e il silenzio sono le scelte peggiori. Il sesso non deve essere considerato un argomento tabù ma se ne deve parlare in modo serio e competente. La mancanza di informazione espone al rischio di comportamenti pericolosi e lascia i ragazzi in una dimensione di sostanziale solitudine, tanto più quando manca del tutto l’appoggio dei genitori.

Anche a nome di Progetto Gay devo riconoscere di non aver dedicato uno spazio adeguato al tema della prevenzione, che è assolutamente fondamentale. Progetto Gay ha cercato di approfondire gli aspetti psicologici e relazionali della omosessualità, il che è certamente utile, ma bisognerebbe tenere sempre presente che la prevenzione non può essere mai dimenticata.

I dati riportati dal supplemento n.1 – 2013 del Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità indicano che nel 2012 sono state segnalate 3.853 nuove diagnosi di infezione da HIV, di cui il 79,0% riguardano maschi.

Nel 2012, in Italia sono stati diagnosticati 6,5 nuovi casi di HIV positività ogni 100.000 residenti, senza variazioni significative rispetto agli anni precedenti. Le regioni con l’incidenza più alta sono state Lombardia, Provincia Autonoma di Trento e Lazio.

Le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2012 hanno un’età mediana di 38 anni per i maschi e di 36 anni per le femmine.

Nel 2012, la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV è attribuibile a rapporti sessuali non protetti, che costituiscono l’80,7% di tutte le segnalazioni e riguardano  eterosessuali per 42,7% e omosessuali maschi per il 38%. Se si tiene presente che gli eterosessuali sono circa il 92% della popolazione generale  mentre gli omosessuali maschi sono circa il 4%, si capisce che il rischio HIV per gli omosessuali è enormemente più alto che per gli eterosessuali.

Tra il 2011 e il 2012 la percentuale di  casi di infezione da HIV tra gli eterosessuali è diminuita, seguendo un trend ormai stabilizzato, mentre in un solo anno, per gli omosessuali maschi, è cresciuta dal 40,0 al 43,9% del totale (va sempre tenuto presente che gli omosessuali maschi sono solo il 4% della popolazione). Il numero di infezioni da HIV tra maschi omosessuali risulta costantemente in ascesa nel corso degli anni e non accenna a diminuire.

Riporto qui di seguito il link al Notiziario  dell’Istituto Superiore di Sanità, che offre una visione molto dettagliata e oggettiva della diffusione delle infezioni HIV e dell’AIDS in Italia:http://www.lila.it/images/doc/dati/NotiziarioISS2013-COA.pdf

__________

Se volete, potete partecipare alla discussione di questo argomento aperta sul forum di Progetto Gay:

http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=54&t=4689