UN GAY DI FRONTE A UNA SCELTA

Caro Project,

ti riassumo in breve i fatti. Ho 39 anni, tanti, troppi, fino a 36 anni esperienze gay assolutamente zero, un po’ di prono, un po’ di fantasia, ma un ragazzo vero mai, un po’ per la paura delle malattie e un po’ perché non ne ho trovato uno col quale valesse la pena di provarci. Per carità, ragazzi ottimi, così, a livelli di conoscenza, ne ho conosciuti parecchi, ma la simpatia non basta e se non scatta qualcosa anche a livello sessuale, non vale nemmeno la pena di partire. Tre anni fa conosco un ragazzo giovanissimo, 20 anni, un bel ragazzo, mi attira molto, ma è troppo giovane e lo sento lontanissimo, risultato: passo oltre, come ho sempre fatto. Ma lui no, non passa oltre, mi sta appresso, mi mette alle strette, mi dice che è gay e mi chiede esplicitamente se lo sono anche io, io gli rispondo onestamente, cerco di svicolare perché  non ho voglia di farmi coinvolgere, ma poi le cose cambiano, parliamo molto e mi accorgo che non è affatto un ragazzino. Cerco di resistere un po’ ma poi finiamo a fare sesso, è la prima volta sia per lui che per me e devo dire che mi sento al settimo cielo, non mi sarei mai aspettato una cosa simile. I problemi però non mancano, la differenza di età è troppa, lui ha un suo gruppo di amici in cui io starei come i cavoli a merenda. Ci vediamo spesso, ma sempre in orari assurdi e sempre di nascosto. Comunque con lui capisco che il sesso è una cosa importante, perché fino a 36 anni non lo avevo mai pensato. È andata avanti così per un paio d’anni, e devo dire che sono stati anni belli, che non dimenticherò, poi ho cominciato a vedere che dopo il sesso lui era triste, quasi contrariato, era nervoso e non ne voleva parlare, i nostri incontri si sono diradati ma sono continuati. Un giorno, dopo il sesso, lo vedo proprio turbato e cerco di capire il perché e viene fuori che lui da mesi ha un altro ragazzo, che non sa di noi, che ha provato a concentrarsi su quell’altro ragazzo ma non ci riesce poi mi dice che è bene che noi tagliamo i ponti e non ci vediamo più, me lo dice con dispiacere, ma è evidente che sta cercando di costruire un rapporto serio con l’altro ragazzo. Ci salutiamo con l’impegno di non risentirci e la cosa va avanti per una decina di giorni, poi mi richiama e mi dice che mi vuole vedere. Io so bene che vedersi vuol dire anche fare sesso. Il sesso che facciamo noi non è pericoloso, in pratica solo coccole intime e masturbazione reciproca, ma mi sento profondamente in imbarazzo. Lui mi dice che l’altro ragazzo non lo sa, ma che lui non riesce a fare a meno di me, cioè a fare a meno di fare sesso con me, insiste che non gli devo dire di no, perché ne ha proprio bisogno, e lo dice con la massima serietà, al che io non so che dire e adesso mi trovo nell’incertezza. Che cosa dovrei fare? È evidente che in teoria la cosa migliore sarebbe tagliare corto e lasciargli la possibilità di stare con quell’altro ragazzo, che è quasi suo coetaneo, e in fondo sarebbe anche la cosa più giusta, ma per lui (Sandro) sentirsi rifiutato da me deve essere proprio una brutta esperienza. Insiste, mi vuole coinvolgere, capisco che starebbe malissimo se gli dicessi di no. Lui mi ha chiesto esplicitamente di dirgli di no, ma credo che quello sia solo un atteggiamento razionale, a livello emotivo essere rifiutato sessualmente da me, tanto più dopo tutto quello che c’è stato tra noi, per Sandro sarebbe veramente umiliante, e d’altra parte io con lui sto bene, sono sempre stato bene e penso che starei bene anche adesso, nonostante tutto, perché per me sessualità e amore (amore vero) hanno un solo nome: Sandro. Quando sento la sua voce mi sciolgo, non credo che lui mi cerchi solo per il sesso, perché uno come lui, se vuole, ne trova cento. Tra noi c’è un feeling speciale, ma lui avverte che se ci fosse un legame più stretto, diciamo da fidanzati (espressione che non mi piace affatto) lui si sentirebbe in gabbia e quindi razionalmente cerca di mettermi da parte. Per un verso so che cosa dovrei fare ma per l’altro la tentazione di cedere è fortissima. In fondo se con l’altro ragazzo stesse veramente bene, Sandro  non verrebbe a cercarmi. Penso a lui spessissimo, non poso negare che mi sento profondamente coinvolto perché l’unico ragazzo col quale sono stato e che mi ha voluto veramente bene mi chiede di stare con me e per me quello è l’unico ragazzo che conta. Starebbe veramente bene col suo ragazzo? Io mi metterei da parte senza battere ciglio se lo vedessi veramente felice, ma continua a cercarmi e a cercare proprio me e questo mi fa sciogliere.

Andrea

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MALINCONIE E NOSTALGIE GAY

Caro Project,
ti racconto la mia storia, spero che tu abbia la pazienza di ascoltarmi e di rispondermi e so che lo farai.
Ho 36 anni, non sono bellissimo ma a stento passabile, non sono al top in niente. Per fortuna ho un lavoro fisso, niente di che, ma almeno mi permette di andare avanti. Vivo a casa dei miei genitori, forse con un po’ di sforzo potrei anche arrivare a vivere da solo, ma non ho una vera ragione per andarmene da casa. I miei sono ormai vecchi ma sono brave persone e mi hanno voluto bene. Non so che cosa hanno capito di me, ma a casa vige la regola che c’era nell’esercito americano: don’t ask, don’t tell. E non credo che sia per non mettere me in difficoltà, i miei non mi hanno fatto mai domande su questi argomenti, nemmeno quando avevo 14 anni. La mia vita non è stata molto caratterizzata dal fatto di essere gay, un po’ di porno, ma non ho mai avuto la fissa, un po’ di ricerca di notizie in rete, ma mai chat o siti di incontri. Fino a 25 anni non avevo mai conosciuto un gay di persona. Facevo la mia vita, le cose gay erano più il contorno che il centro della mia vita, erano, diciamo così, il proibito e non certo il quotidiano. Le cose sono cambiate a Natale del 2007. Tramite dei compagni di lavoro avevo conosciuto una compagnia di amici e mi ero unito a loro anche se molto riluttante, perché c’erano diverse ragazze intraprendenti che pensavo mi potessero mettere in difficoltà. Io stavo ai margini del gruppo, uscivo con loro ma non mi sentivo veramente coinvolto, poi si è unito al gruppo anche un ragazzo più giovane di noi, che aveva all’epoca vent’anni, e che chiamerò Luca, era un bel ragazzo ma francamente, all’inizio, lo sentivo lontanissimo e lo tenevo a distanza come tutti gli altri. Una ragazza provò a rompere il ghiaccio con Luca, ma le risposte di Luca non erano standard, lui la teneva a distanza, giocava un po’ con lei ma non si faceva coinvolgere. Luca aveva anche un’altra caratteristica che mi intrigava molto, diversamente da tutti gli altri, non raccontava i fatti suoi a tutti e non raccontava nemmeno i fatti degli altri. Piano piano ho cominciato a scambiare qualche sguardo di intesa con Luca, non parlavamo nemmeno, ma io approvavo quello che faceva lui e lui approvava quello che facevo io, è andata avanti così per qualche settimana, poi è cominciato un timidissimo colloquio nel quale non dicevamo quasi nulla di noi, ma parlavamo d’altro per il solo piacere di parlare tra noi. Una sera lo vedo nervosissimo, provo a parlarci, ma reagisce male, io non mi faccio smontare e insisto, alla fine, mi dice che un tipo lo ha minacciato. Io resto perplesso e cerco di capire qualcosa in più, il dialogo è difficilissimo. Cerco di vederci chiaro ma lui non si spiega, è reticente, cade in contraddizione. Sono molto allarmato e gli dico che bisogna fare la denuncia e non sopportare le minacce senza fare nulla, ma in realtà non so perché è stato minacciato né da chi. Continuiamo a parlare e alla fine mi dice che si è inventato tutto, al che mi arrabbio proprio, ed è una cosa che mi capita di rado. Non si giustifica neppure, mi dice solo ciao e se ne va, e io resto col dubbio. Il giorno appresso cerco di insistere, ci vediamo, mi fa parlare molto ma lui parla pochissimo, io cerco di insistere e mi dice: “ma tu perché ti interessi tanto a me?” Io esito prima di rispondere e lui mi chiede: “sei gay?” e gli dico di sì, e mi risponde che non c’è bisogno di fare tutta quella manfrina, che se voglio fare sesso con lui a lui sta bene. Mi prende in contropiede e mi verrebbe di sparire all’istante, ma gli rispondo che forse sarà per il sesso, ma certo non è solo per quello, ma in ogni caso a lui ci tengo. Mi risponde: “se vuoi fare sesso ok, altrimenti sparisci, non voglio persone che fanno solo chiacchiere!” Io aspetto qualche secondo prima di rispondere ma lui non aspetta, si gira e se ne va. Non c’è bisogno di dire che ci resto malissimo, ma sono quasi contento che sia finita così. Me ne torno a casa distrutto ma con la convinzione che per Luca non posso fare nulla. Un paio di giorni dopo suona al mio citofono e mi dice solo: “scendi”. Io scendo e comincio a parlare ma mi blocca subito, mi dice: “Mi hai fatto passare la voglia di parlare con te” e se ne va. Dopo altre due o tre scene di questo genere mi mette di fronte ad un’alternativa: fare sesso con lui o sparire, gli dico che ho paura dell’aids e mi dice: “ma anche sesso non pericoloso” e finisce che ce ne andiamo in un posto di campagna e ci masturbiamo reciprocamente. Mi chiede se per me era la prima volta, gli dico di sì. Mi aspetto che sia finito tutto lì e invece non è così: cominciamo a parlare e restiamo a parlare fino alla mattina dell’indomani. Quando la mattina appresso sono andato a lavorare, a parte la stanchezza avevo mille idee per la testa. Mi aveva detto tantissime cose di sé e molte non erano cose buone, in pratica mi aveva presentato anche il lato peggiore di sé, o almeno quello che lui considerava tale, cioè il fatto che a suo dire era ossessionato dal sesso ma non riusciva mai ad innamorarsi di nessuno. Mi aveva detto di non prenderlo sul serio perché al di là del sesso a lui di me non interessava proprio nulla. Sul momento ho pensato che aveva messo tanti ragazzi in grossi problemi e che non avrebbe dovuto assolutamente farlo, ma lui diceva a loro di non fidarsi di lui, loro invece si fidavano e credevano di poterlo gestire a loro piacimento e lui questo non lo sopportava e allora cominciava a giocare con loro, li illudeva e poi li deludeva pesantemente con qualche commento tagliente o magari non presentandosi agli appuntamenti e non rispondendo al telefono. Luca non è una ragazzo gioviale, è invece molto ispido e aggressivo, anche se mai fino a fare veramente male. Beh, nonostante tutto questo me ne ero innamorato, anche se sapevo che non avrei avuto nessuna possibilità. Per lunghi periodi lo sentivo di meno, perché si trovava un ragazzo e cercava di costruirci qualcosa, poi si faceva risentire in certi momenti di depressione che mettevano paura. Il sesso era ormai una specie di escamotage per arrivare a parlare un po’, non succedeva spesso, ma quando succedeva era una cosa serissima. Ho cercato di trattarlo sempre bene e di essere sempre disponibile, e anche lui, tutto sommato, penso che ci abbia messo un po’ di buona volontà per trattarmi con rispetto. Dal mese di gennaio non l’ho più sentito, il che può anche essere una cosa buona perché potrebbe avere trovato una sua stabilità con un ragazzo ma io ho comunque il timore che la depressione possa metterlo in situazioni veramente difficili. Adesso non so che fare, se cercalo o lasciare andare tutto così. In fondo io per lui non ho fatto niente. Un po’ mi manca, ma per l’altro verso penso di non poter entrare veramente nel suo mondo, o meglio non credo di poterlo veramente portare a qualcosa di positivo, che poi sarebbe qualcosa di positivo solo dal mio punto di vista, ma con ogni probabilità non dal suo, che comunque non riesco a capire del tutto. Mi dovrei muovere per primo? Gli farebbe piacere o magari potrei stare solo lì a ricordargli cose vecchie che per lui non hanno più senso. In certi momenti ho provato con lui il senso di una comunicazione totale, ma sono stati momenti rarissimi. Mi sento un po’ in colpa per il mio non fare nulla, ma ho anche paura di entrare in un rapporto che poi non riuscirei a gestire. I miei sembrano ripensamenti tardivi e forse lo sono, mi basterebbe sapere che sta bene ma mi immalinconisco nell’immobilismo. Tu che faresti al mio posto?
Aspetto la tua risposta.
A. A.
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UNA COPPIA GAY NON STANDARD

Ciao Project,
stamattina sono felice! Non mi capita spesso, ma oggi sono felice e questo perché ho fatto l’amore col mio Cucciolo! Un fare l’amore molto sottotono, se vogliamo, perché lui è un po’ libero di comportamenti e allora bisogna starsi attenti, ma lui lo sa e non insiste, però è stato comunque bellissimo. Non me lo aspettavo proprio, anzi l’ultima volta che ci eravamo sentiti per telefono mi era sembrato un po’ freddino e poi erano passate quasi tre settimane. Quando lo sento freddo, che taglia corto, mi sento a disagio e allora mi defilo, i primi giorni sono contento di non sentirlo, perché penso che non avrei niente da dirgli ma poi mi comincia a mancare e allora comincio a pensare a lui mille volte al giorno, è proprio una specie si sindrome da astinenza, ma non dal sesso, quanto dalla sua presenza che è capace di farmi stare bene. So che ha la sua vita, che vede altri ragazzi, che io pure conosco, che fa l’amore con loro, ma questo non mi sconvolge, penso che sia anche giusto perché il rapporto che può avere con me, in fondo, non può essere veramente capace di soddisfare tutte le sue esigenze. Nei giorni scorsi mi tornava alla mente in moltissime occasioni: posti dove eravamo stati insieme, un modo di sorridere, una battuta spiritosa, insomma avevo proprio bisogno di lui. Stamani vado a fare colazione al bar e al ritorno lo vedo davanti al portone di casa. Mi chiede se ho da fare, io gli rispondo con un sorriso a 34 denti, saliamo a casa e vuole essere coccolato, lo abbraccio stretto e si vede che è felice, mi dice: “mi vuoi ancora?” gli rispondo che nella vita ho amato un ragazzo solo e allora mi guarda perplesso e mi dice: “Solo io? Proprio mai con nessun altro? Non ci ha provato mai nessun altro?” Gli dico: “Solo tu! Mai nessun altro!” Sembra quasi che non ci creda eppure io mi sono innamorato proprio una sola volta nella vita. Con lui ho vissuto le esperienze più belle della vita, per quasi tre anni, poi, in un certo senso è finita, ma penso che in realtà non sia mai finita, lui ha avuto altri ragazzi, ma un rapporto con me l’ha mantenuto sempre e serissimo, non mi ha mai archiviato. Ogni tanto veniva da me più che per fare sesso, perché in fondo è un po’ un’altra cosa, proprio per stare insieme in intimità, ci coccolavamo: cenetta insieme, poi coccole infinite, si raggomitolava stretto a me come un gatto, mi abbracciava stretto, c’era anche un po’ di sesso, di quello non pericoloso, e si stava proprio bene così. Io ne sono ancora innamorato. Il suo modo di cercare affetto mi scioglie dentro, non credo che riuscirei mai a stare con un altro ragazzo, anche perché, nonostante i comportamenti diversi, la sua sessualità la sento molto affine alla mia. Se vedo un ragazzo che mi piace per la strada è perché ha qualche particolare che me lo ricorda. Lui per me è il massimo e poi, quello che mi ha sempre colpito è che non mi dimentica, non mi archivia e quando sta con me è felice di starci e lo vedo. A me piacerebbe vivere con lui ma lo soffocherei e lui ha bisogno di libertà. In fondo sa che gli voglio bene e che questo non cambierà, è una piccola certezza, eppure lui si sente desiderato e quando stiamo insieme è se stesso al 100%, non recita una parte. Oggi siamo rimasti abbracciati per più di un’ora e lui si è addormentato tra le mie braccia. Mi sentivo in paradiso, gli accarezzavo i capelli e lui ogni tanto apriva gli occhi e mi sorrideva un po’ e poi si stringeva a me un’altra volta. Adesso è andato via e magari non lo sentirò per due o tre settimane ma so che c’è e che prima poi si farà risentire. Io mi sento innamorato e penso che anche per lui sia una cosa importante. Si fida di me, sa di essere al sicuro e d’altra parte anche io mi fido lui. Qualche volta mi ha strapazzato ma erano cose che duravano poco e poi passava tutto. Io sono felice così, è lui il ragazzo che voglio, solo lui! E lui c’è, a suo modo ma c’è e non mi ha mai imbrogliato. Insomma, Project, oggi sono felice! Non so se questo nostro modo di vivere l’amore sia più o meno classico tra i gay, però è quello che succede ed è bellissimo!
Se vuoi pubblica pure la mail.
Carlo
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Aggiungo una seconda mail di Carlo, giunta in serata.
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Oggi sono stato per ore a pensare al mio ragazzo, so bene che non è il mio ragazzo e che probabilmente non sarà mai il ragazzo di nessuno, perché uno come lui non lo si può ingabbiare nemmeno per amore. Non avevo mai capito che cosa fosse l’amore, quello vero, quello che ti fa soffrire, finché non ho conosciuto lui e sono entrato in una dimensione totalmente nuova e la novità consisteva nel fatto che il nostro volerci bene era reciproco, ma reciproco nel senso vero della parola, come non mi era mai capitato prima e non mi è mai capitato nemmeno dopo, era amore vero ma non era esclusivo e anche su questo ci siamo capiti molto presto e senza nessun problema. Noi non siamo una famiglia, non saremo mai una famiglia, per essere una famiglia è opinione comune che si debba mantenere un rapporto sostanzialmente esclusivo con un’altra persona, ma questa esigenza non l’abbiamo mai sentita, e poi non è vero che l’esclusività del rapporto è necessaria per prestarsi mutua assistenza se ce ne fosse bisogno. Io farei qualunque cosa per il mio Cucciolo e penso che anche lui farebbe lo stesso per me. Qualche volta è già successo. Lo chiamo Cucciolo e lui mi chiama esattamente nello stesso modo… altro che ruoli! La nostra forza è la reciprocità. Lui sa che quando mi cerca mi fa felice e io so che mi vuole bene, che nel suo mondo ho un posto che conta. Non mi importa che sia il primo posto, so che non lo è, a me interessa che quel posto ci sia e continui ad esserci nel corso degli anni e finora è stato così. Il mio ragazzo mi affascina perché non è solo un bel ragazzo ma rappresenta proprio l’incarnazione del mio ragazzo ideale e poi perché mi capisce senza bisogno che io parli e mi rispetta. Io d’altra parte gli riconosco una grande dignità, una grande onestà di fondo, una vera moralità. Non quello che la gente intende per morale ma una moralità intesa come capacità di non subordinare a nulla i rapporti affettivi, che per lui sono al primo posto e devono essere gestiti con chiarezza: parlare chiaro, sempre, anche quando il discorso si fa sgradevole, ma anche nei discorsi meno gradevoli il rispetto non è mai mancato, non erano rimproveri fatti per odio ma per amore. Tante volte mi ha messo davanti alle mie ipocrisie, ha smascherato davanti ai miei occhi tante mie piccole falsità, tante mie incapacità di essere sincero fino in fondo. Tante volte devo avergli fatto proprio rabbia, deve avermi considerato un mediocre uno pronto ad ogni compromesso, e in fondo me lo ha detto esplicitamente, ma me lo ha detto per farmi ragionare, per togliermi la classica fatta di prosciutto davanti agli occhi. Soprattutto non mi ha mai fatto pesare la sua assenza, certe volte non lo vedo per settimane e se ci siamo lasciati bene io sto tranquillo e so che lo risentirò e che è solo questione di tempo, ma se ci siamo lasciati male, allora, si fa sentire presto o mi manda una faccina per sms, e lo fa per togliermi dalla testa che qualcosa tra noi sia andato in crisi. Ho scoperto la sessualità con lui. Prima pensavo che avrei al massimo potuto desiderare un ragazzo e che forse quel ragazzo alla fine non mi avrebbe detto di no, ma comunque vedevo me stesso nei panni dell’innamorato e l’altro come uno che alla fine non dice di no. Non consideravo proprio l’idea di potere essere io stesso desiderato sessualmente da un altro ragazzo e invece è proprio questo che è successo con lui. Che ci volevamo bene l’avevo capito da parecchio tempo, ma lui mi desiderava almeno quanto io desideravo lui. Ecco è stato questo che mi ha stupito, ed era un desiderio sessuale vero e molto forte che non solo non metteva in crisi in nostro rapporto affettivo ma lo rendeva molto più completo e profondo. Per me non era scontato mettere insieme le categorie del sesso e quelle dell’amore ed è stato il mio Cucciolo che mi ha insegnato come fare. Sia ben chiaro che lo chiamo Cucciolo perché mi fa un’enorme tenerezza (come penso di farne io a lui) ma so benissimo che è un uomo, un adulto che fa le sue scelte e che diverse volte mi ha messo in crisi aprendomi gli occhi su tanti aspetti della realtà che non avevo ben chiari. Mi piace moltissimo il suo modo di vivere il sesso: non è ipocrita, è estremamente diretto e certe volte si vede che è proprio portato da un entusiasmo irrefrenabile ma sempre con dolcezza, col sorriso, con l’autoironia. Quando ci abbracciamo si abbandona del tutto tra le mie braccia eppure ha una forza enorme quando mi prende in braccio. La cosa più bella è stare abbracciati nudi, la sensazione di intimità e di affidamento reciproco è fortissima e inebriante. Nel suo modo di fare sesso non c’è mai niente di schematico e di prefabbricato, è totalmente spontaneo e poi è attentissimo alle mie reazioni, cerca di farmi stare il meglio possibile, certe volte, quando siamo un po’ stanchi, io lo seguo meno e allora mi dice: “Dai, vieni qui!” e mi sorride strizzando gli occhi e allora mi sciolgo del tutto. Tante volte nelle nostre serate di coccole ci fermiamo a parlare e mi incanto ad ascoltarlo. Ragiona in un modo molto diverso da mio, ma , secondo me, più lineare, più diretto e anche più profondo. Qualche volta ha delle giornate di malinconia profonda e allora restiamo abbracciati ad accarezzarci in silenzio e piano piano si rasserena e per me è come se vedessi sorgere il sole. Non siamo una coppia, credo che per noi un modello di tipo matrimoniale non funzionerebbe affatto, noi non abbiamo legami di nessun genere al di là del fatto che ci vogliamo bene. Tra noi c’è una fedeltà, che è quella del continuare a volersi bene, anche se ognuno di noi ha la sua strada. Mi piacerebbe vivere con lui? Certo, ma è una cosa che non funzionerebbe e che rischierebbe di mettere in crisi la sostanza del nostro rapporto, che ha i suoi tempi e i suoi modi di realizzarsi e che non può essere ridotto a schemi di nessun genere. Ho passato tante ore a pensare al mio Cucciolo e mi sento felice, io lo so che c’è e che non se ne andrà, non avevo mai vissuto una cosa così bella e soprattutto così vera!

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