ANDY – ROMANZO GAY 14

Qui di seguito potete leggere il capitolo 14 di Andy – Romanzo gay.

Ricordo a chiunque fosse interessato che i capitoli dal primo al quattordicesimo sono raccolti in un unico volume e sono scaricabili in formato libro (pdf – LaTex), senza alcuna formalità e ovviamente gratuitamente, dalla Home del Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org sezione “La Biblioteca di Progetto Gay”.

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– Cucciolo, non perdiamo altro tempo, a prepararti ci hai messo un sacco di tempo … Cucciolo! E su, cerchiamo di muoverci!

– Va be’, però non mi angosciare così, arrivo, ma sta un po’ tranquillo … e poi non mi dire che perdo tempo io, sei stato a farti la barba per mezz’ora … ma guarda che con la barba un po’ meno perfetta ti voglio bene lo stesso …

– Tu devi stare sempre a sfottere, però la barba te la sei fatta pure tu … e ti sei messo pure una camicia pulita …

– Certo, non voglio mica che ci prendano per barboni …

– È che ci tieni a fare bella figura, a fare vedere che sei tutto sistemato e che tutto va bene …

– E se fosse … e perché, tu non ci tieni?

– Dai su muoviamoci che stiamo facendo tardissimo … Cucciolo, mi sa che faremmo meglio a telefonare che arriviamo un po’ più tardi …

– Ma quando mai!

– Ma sarebbe più educato …

– Ma, Birillo, tardiamo al massimo di un quarto d’ora …

Suonarono al citofono, Rosa rispose nel solito modo caloroso, quando entrarono in casa trovarono una accoglienza trionfale.

– Andy, Marco, venite, venite, stasera è proprio una bella serata … state bene? Va tutto bene?

– Sì, mamma sì …

– Rocco mo’ viene, è sceso a prendere il vino, ma accomodatevi, vi posso dare un goccetto di Marsala o una limonata, così, come aperitivo …

– Ma no, mamma, non ti disturbare.

– Be’ allora venite in cucina che devo finire di preparare l’arrosto, ho fatto l’arrosto tipo roast beaf, così dopo ve ne potete portare un pochettino … Andy, va tutto bene?

– Sì, mamma, sì, tutto bene …

– E allora che mi dici, come va lo studio?

– Quello va molto bene ma è a anche molto faticoso …

– E lo credo, voi state facendo un lavoro enorme.

Nel frattempo era rientrato Rocco.

– Andy, Marco … che bella cosa che state qua … come state?

Le strette di mano furono calorose ma Andy percepì un attimo di imbarazzo: Rocco non sapeva se abbracciare Andy, Andy non lo incoraggiò e l’abbraccio non ci fu, quell’istante di esitazione ad Andy non piacque, percepiva un’atmosfera molto cerimoniosa ma non perfettamente spontanea.

Rosa li mandò a lavarsi le mani e a sedersi. In bagno Andy notò che l’asciugamano era stato messo per l’occasione, come la saponetta nuova, la cosa per un verso gli piaceva, per l’altro gli sembrava di essere un po’ troppo l’ospite di riguardo.

A tavola Andy si accorse che Rosa non era in vestaglia come succedeva di solito ma si era messa un vestitino dai colori tenui con una camicetta ricamata, Rocco era perfettamente sbarbato e aveva una giacca e una cravatta nuova, per tutto il resto l’accoglienza sembrava quella solita: ottima cucina, ottimo vino e conversazione piuttosto disimpegnata.

Andy piano piano si era defilato dalla conversazione e Marco e Rocco avevano cominciato a parlare di tasse e di catasto. Rosa era andata a prendere l’arrosto. Venne complimentata in modo un po’ sopra le righe anche da Andy e si schermì un po’. Andy provò a parlare delle piantine che aveva sul balcone, Rosa gli fece delle domande per cercare di farlo parlare ma Marco e Rocco non si schiodavano dalla loro conversazione, Andy si sentì a disagio e si chiuse in un sostanziale isolamento interrotto solo da parole di cortesia, poi non ce la fece più.

– Ma la smettete voi dure di parlare di tesse e di catasto? Marco si interruppe e Rocco sentì il bisogno di scusarsi.

– Scusa Andy, c’è qualche rogna da risolvere e non sappiamo come comportarci, questo è il motivo, ma mo’ abbiamo finito.

– Scusa tu, papà, forse non dovevo …

– Andy … ci mancherebbe pure che tu qua non fossi libero di dire quello che pensi … e poi hai ragione tu …

Allora lo studio come va?

– Papà, sincerità per sincerità, ti posso dire delle colse che ho pensato qualche minuto fa?

– Tutto quello che vuoi …

– Allora ho pensato che mi sono sentito un ospite, ho pensato che c’è il rischio che queste cene diventino un rituale con molti complimenti e poca partecipazione vera …

– Andy, ma perché dici queste cose?

– No, mamma lasciami finire … adesso avete fatto tanto per mettere tutto bene per la cena però papà parla d’altro e pure Marco e io mi sento fuori… aspetta, aspetta un secondo, mamma fammi parlare: ho l’impressione che voi mi avete studiato abbastanza e desso non mi temete più perché avete visto che stranezze grosse non ne faccio e allora mi fate tante cortesie ma vi state disinteressando di me … ma io voglio di più, queste cose non mi bastano, prima mi sembravate persone eccezionali … ma adesso vi siete distratti e vi basta l’esteriorità …

– Ma Andy … ma perché dici queste cose?

– Perché sono vere, perché non mi piace fare l’ospite e perché di me non gliene frega proprio niente a nessuno!

– Andy, adesso mi fai parlare un poco? – Certo, puoi dire quello che vuoi, però, papà, lo sai pure tu che è vero …

– Mo’ stammi a sentire. Insomma, quando voi state alla piccionaia noi parliamo solo di voi, anche di te, Andy, anzi soprattutto di te. Non è vero per niente che a noi di te non ce ne frega niente, no, Andy, è proprio il contrario, però aspetta, prova a metterti anche un po’ dalla parte nostra … noi di te non sappiamo molto, ti vogliamo bene ma tante volte non sappiamo come comportarci … quando dico che di te non sappiamo molto voglio dire che ti consociamo da poco tempo e che in fondo ci vediamo comunque poco … Andy, vedi, adesso tu hai avviato questo discorso ma per noi non sarebbe stato mica facile arrivare a una cosa del genere … Tu ci sei arrivato e noi siamo contenti perché almeno hai rotto il ghiaccio, devi capire che per noi non sarebbe stato mica facile, noi qualche esitazione, e certe volte più di qualche esitazione, nei tuoi confronti ce l’abbiamo, se tu ci vuoi aiutare a capirti ci devi pure venire incontro, noi non avevamo affatto intenzione di trascurarti, lo so che può sembrare così, ma ti giuro che con Rosa parlo di voi e soprattutto di te dieci ore al giorno, la verità è questa!

– Però, papà aspetta, io non volevo mica offendere …

– Andy, qui non si è offeso proprio nessuno, è vero che ti conosco poco ma che tu stai cercando di farti volere bene anche con questi discorsi lo capisco benissimo … almeno adesso stiamo parlando di cose più serie. Stamattina parlavo con Rosa … insomma, va bene va’, proprio chiarezza per chiarezza … Andy qualche volta con te ci sentiamo in imbarazzo, adesso non ti offendere tu, quello che pensiamo te lo dobbiamo dire, senza complimenti fasulli … vedi, Marco lo conosciamo da sempre ma come la puoi prendere tu non lo sappiamo … Rosa ti voleva regalare un paio di pantaloni ma non sapeva se era il caso, non sapeva come la potevi prendere e non ti voleva mettere in imbarazzo … di questi benedetti pantaloni ne abbiamo parlato per giorni …

– Papà, ma perché oggi non mi hai abbracciato? L’altra volta l’hai fatto!

– Andy, è vero, ho avuto un attimo di imbarazzo, l’hai sentito tu e l’ho sentito pure io, era proprio paura di sbagliare … che ti credi che io non ce l’avevo la voglia di abbracciarti? Se tu pensi una cosa del genere di me mi dispiace veramente … e ti credi che a me non è dispiaciuto?

– Ma, papà, a te ti sarebbe venuto spontaneo?

– Andy, mi verrebbe spontaneo sì ma in certi momenti mi viene spontaneo perché mi sembra che sia una cosa che puoi prendere bene, in altri non so come comportarmi, questa è la verità, Andy, un po’ di imbarazzo c’è …

– Ma perché?

– Io e Rosa ne abbiamo parlato tanto, la storia dei pantaloni è vera, ma non è la sola, tu l’hai notato che non vi chiamiamo mai al telefono?

– E perché?

– Andy… per non dare fastidio …

– Ma perché? Ma fastidio di che? … Io certe cose non le capisco, scusa papà ma mi fanno arrabbiare, ma io vi faccio paura? Non lo so, ma che razza di reazioni … Non lo so, papà … ma perché? Vi metto in imbarazzo? … Ma non deve succedere, ma è assurdo che voi non telefoniate … è proprio assurdo …

– Andy… adesso cerca di vedere le cose dall’altra parte …

– Ma quale altra parte? Ma altra parte di che? Io sto cercando di essere uno come Marco, mi dovete trattare come lui, io non sono uno che viene da un altro pianeta! Ma perché tutte queste assurdità? Mamma, scusa, ma pure tu … ma che bisogno c’è di vestirsi di tutto punto per una cena? Sì è una cosa fine, ma per un ospite … Mamma, io non voglio essere un ospite … no!

Rocco e Rosa rimanevano in silenzio e non sapevano che dire, poi Rocco trovò un po’ di coraggio.

– Andy, adesso lasciami parlare!

– Scusa, papà, io certe volte passo proprio il segno …

– No, tu non passi niente … anzi! Ma adesso fammi parlare … adesso non mi sento per niente in imbarazzo! Andy, adesso però ti stai zitto e basta, se no cominci a dire troppe fesserie!

– Papà, scusa, io non volevo …

– Mo’ mi devi fare il piacere di stare zitto perché se no tu continui a ricamare sopra questa cosa e non ci metti la buona volontà per capire come stanno veramente le cose … zitto! Allora, prima di tutto questa è casa tua, in secondo luogo qui tu puoi dire tutto quello che vuoi, in terzo luogo mi dispiace se ti abbiamo deluso e non corrispondiamo a come tu ci vorresti … aspetta … e cercheremo di fare meglio … aspetta!

– No! Papà, adesso ti stai zitto tu! Perché adesso le fesserie grosse le stai dicendo tu, adesso mi stai a sentire! Prima di tutto non mi avete deluso affatto, e in questi momenti meno che mai! Aspetta! In secondo luogo per me siete papà e mamma e se di voi non me ne fregasse niente verrei qui a fare la recita, invece no, vengo qui a chiedere … macché chiedere, a pretendere di essere trattato come un figlio e senza ipocrisie, perché in fondo è quello che volete pure voi, posso capire che avete avuto delle difficoltà, anche io e Marco abbiamo avuto delle difficoltà, e pure grosse, ma le abbiamo superate a forza di parlare … io voglio stare dentro non fuori, voglio essere coinvolto fino in fondo, le cose di casa le voglio sapere, i discorsi che fate su di me e Marco li voglio sapere, se non sapete delle cose di me non dovete tirare a indovinare, le risposte alle domande ci sono eccome … mamma, io mi arrabbio quando mi sento messo fuori della porta, io voglio stare dentro! L’hai capito?

– Sì, Andy, l’abbiamo capito, ma l’abbiamo capito adesso … Mo’ bisogna che ti calmi, che a quel povero Rocco me l’ hai lasciato di stucco!

– Papà, scusa … mannaggia, mi dispiace tantissimo!

– Andy … ma allora te la posso dire una cosa?

– Che cosa?

– Ma tu perché non mi hai abbracciato per primo?

– Perché spettava a te farlo!

– Ma quando ti sei reso conto che ero in difficoltà perché non l’hai fatta tu la prima mossa?

– Mh … be’ …

– Lo vedi, Andy, pure tu ce le hai le paure! … Ma adesso finiamo di mangiare che se no si fredda tutto … Andy si rivolse verso Marco.

– E tu, non dici niente?

– Io ormai Andy lo conosco bene… scene del genere le ha fatte anche con me, il fatto è che vuole essere coccolato, no, no, non nel senso stupido, vuole sentirsi sempre in mezzo … ormai non mi meraviglio più … anzi mi sarei meravigliato se non lo avesse fatto …

– Senti Andy, io e Rosa vi volevamo fare una proposta “seria”: siccome voi avete tanto da studiare vi potremmo dare una mano in tutte le cose di casa, potremmo cucinare e portarvi le cose pronte, così per lavare e stirare e tutte le faccende burocratiche, conti correnti e cose del genere, così vi potreste dedicare completamente allo studio e magari potreste pure avere un po’ di tempo libero per voi … che ne dite? Andy, io la proposta ve l’ho fatta, con Rosa ne abbiamo parlato tantissimo ma ci sentivano in imbarazzo perché può sembrare una forma di invadenza e forse voi avete più bisogno di libertà che di qualunque altra cosa … Però la risposta non me la dovete dare adesso, parlatene tra voi liberamente e poi ci dite quello preferite …

– Papà, scusa, ma perché ne dobbiamo parlare tra noi? Ne dobbiamo parlare qui adesso, segreti non ne abbiamo, tutto quello che dico a Marco lo posso benissimo dire anche a voi… a me sta benissimo, se a Marco sta bene non c’è proprio nessun problema.

– Birillo, figurati se ci possono essere problemi da parte mia!

– Allora è deciso! Si fa e basta.

– Aspetta Andy, una precisazione ci vuole: in qualunque momento si può tornare indietro, del tutto o parzialmente come pare a voi …

– Ok, papà, questo mi pare giusto, se no diventerebbe una recita. Dopo il caffè, Andy andò a mettersi nel posto centrale del divano, poi fece cenno a Rocco e a Rosa di andare a sedersi vicino a lui, Rosa alla sua destra e Rocco alla sinistra, quando furono seduti li guardò con piglio accigliato.

– No, non così! … Accostati a me, stretti stretti … ecco, così…

Poi allargò le braccia e strinse le loro teste attirandole verso la sua.

– Quando dicevo che volevo essere adottato lo dicevo veramente … anzi adesso mi tolgo le scarpe e metto i piedi sul divano, alla piccionaia lo faccio sempre … Che c’è, mamma? Che stai pensando?

– Una cosa sto pensando, una cosa che ti riguarda ma di questa cosa Rocco non ne sa niente …

– Rosellina, mo’ mi stai facendo preoccupare …

– Aspetta, Andy, torno subito, che pure a me mi piace stare così …

Rosa si alzò, se ne andò nella sua stanza e tornò con due pacchetti uguali, uno per Marco e uno per Andy, Rocco fece vista di avere capito tutto, Andy scartò il pacchetto, conteneva un paio di pantaloni di lana grigia e un pullover rosso. Il pacco di Marco differiva da quello di Andy solo per i colori.

– Hai capito la Rosellina mia, prima mi dice che si fa prendere dai dubbi e poi se ne va a comprare i pantaloni per Andy senza dirmi niente! E mi fa fare la figura di quello che non ci ha pensato! Ma ci ho pensato pure io … Rosa accennò ad avere capito di che si trattasse. Rocco se ne andò nello stanzino e tornò in sala con due paia di scarpe, quelle per Andy erano state scelte sulla base delle scarpe che Andy portava sempre … Andy non si aspettava cose del genere o forse se le aspettava.

– Papà … io …

– Tu che? Adesso ci devi abbracciare stretti stretti e guai a te se ti passa per la testa che io o Rosa ci possiamo dimenticare di te o ti possiamo mettere da parte, se pensi una cosa del genere sei proprio un imbecille e non hai capito proprio niente … ma noi lo sappiamo che tu non pensi così.

Andy si alzò e abbracciò in modo strettissimo Rocco e Rosa, anche Marco si unì.

– E io? Non ho capito, qui alla fine quello cacciato dalla finestra sono io! … Andy! Mannaggia Birillo! Che bella cosa che ci siamo incontrati!

Andy aveva un po’ gli occhi rossi.

– Andy, io e Rosa a te ci pensiamo tutti giorni e parliamo di voi dalla mattina alla sera, se riusciamo a stabilire bene come fare per le cose da mangiare, per le cose da lavare e tutto il resto, pure noi ci sentiamo più coinvolti … Che ti credi Andy … che non ce la stiamo facendo la bocca al fatto di vedervi laureati in tempi brevi e magari anche ben piazzati a livello di lavoro!

– Papà, non corriamo! Alla laurea ci dovremmo arrivare, se ci date una mano anche un po’ più presto, ma per il resto credo che ce ne vorrà!

– Ma noi il tempo ce l’abbiamo … a che dobbiamo pensare? La vita nostra siete voi … e ci vogliamo sentire un po’ più vicini e un po’ più utili …

– Papà, facciamo così, ci porti tutto a mezzogiorno, pranzo e cena, e poi i piatti li laviamo noi…

– No, piatti di carta!

– Meglio ancora, piatti di carta! Per il momento così va più che bene, se poi sotto esame ci fossero altre necessità te lo faccio sapere …

– Andy … adesso ti faccio una domanda e mi devi rispondere seriamente …

– Di che si tratta?

– È ora di tornare a casa vostra?

– Papà, onestamente adesso vorrei stare un po’ solo con Marco …

– Allora Andy … Guai a te se pensi che non ti pensiamo mille volte al giorno. Rocco e Rosa abbracciarono calorosamente Andy che era visibilmente contento.

– Un momento, papà, scusa, mamma, un attimo! Qui voglio essere adottato pure io! Birillo tu mi stai rubando papà e mamma! Ma guarda questo! Va be’ … Papà … ma tu te lo immaginavi che io avrei incontrato uno così?

– Non me l’immaginavo sicuro, ma ci speravo tanto … Andy faceva una faccetta furbetta e soddisfatta.

– Allora come facciamo? Da che giorno cominciamo?

– Andy, da quando vuoi tu pure da domani …

– E allora da domani … però adesso Marco me lo devo portare via …

– Sì, sì, non ti preoccupare … è tutto tuo. Rosa si intromise.

– Scusa un momento, Andy, qua sta la cena per stasera e da domani ci pensiamo noi e voi pensate solo a studiare e poi, un’altra volta, con comodo, ci dite un po’ dei vostri progetti … per carità non vi vogliamo mettere fretta ma a me a Rocco ci piacerebbe tanto sapere che progetti avete e che tempi prevedete … Andy, per carità, non è un modo di impicciarsi ma almeno così, in generale, ci potremmo fare un’idea … o no?

– Perché no? Ci mancherebbe altro, Marco glielo dici tu o glielo dico io, adesso sediamoci un po’, solo dieci minuti, poi ce ne andiamo … ma è presto detto, dovremmo fare tre esami a novembre e tre a febbraio, se ci riesce siamo già oltre metà del lavoro complessivo …

– Andy, però diglielo che è quasi un’impresa disperata …

– Ma perché? Non è disperata, è difficile, sì, è vero, è difficile però penso che si possa fare … magari poi non ci riusciamo … è per quello che in genere di queste cose non ne parliamo, se ci sono date precise o numeri precisi ci sono pure troppe aspettative e se per caso arriva la delusione poi dà un po’ fastidio … insomma, se non si sanno troppi particolari forse per noi è meno rischioso … perché guarda, mamma, qua puoi pure studiare dalla mattina alla sera ma la certezza di passare agli esami non ce l’hai assolutamente … il rischio c’è …

– Andy, ma a noi ci basta pure così … tutto quello che sappiamo fare lo facciamo, purtroppo non vi possiamo dare una mano a studiare, a quello ci dovete pensare voi … Ma una cosa te la volevamo chiedere … ma per la laurea a quando pensate che si andrà a finire?

– Mamma, se va tutto benissimo, ma proprio senza intoppi non meno di due anni … se ci dovessero essere delle difficoltà, e capita, guarda che capita eccome … be’ credo che in tre dovremmo avere finito.

– Allora noi facciamo conto su tre anni e tutto il resto è guadagnato … così pure noi abbiamo un po’ le idee più chiare … ma mo’ andatevene, che è meglio che state un po’ tranquilli …

– Mamma, che fai? Mi cacci?

– Andy, Bello mio, me l’hai detto tu che vuoi stare un po’ solo con Marco … dai, adesso andate, qua sta la roba … è poi una cosa … mo’ te l’aggio a dicere a la napulitana, sì proprio nu bravo guaglione!

Andy si nascose dietro le mani.

– Andiamo va’, mi sa che è meglio …

L’abbraccio fu strettissimo …

– Papà, scusami, per prima …

– Andy! Ma non lo pensare mai che noi non ti pensiamo … hai capito?

– Sì, ho capito, ma lo sapevo già… Ciao papà, ciao mamma e a domani! Rocco e Rosa uscirono sul pianerottolo a salutare i ragazzi, poi corsero al balcone e ripresero a fare ciao con la mano, Andy si girò almeno dieci volte e poi continuò a salutare dalla macchina finché non girarono l’angolo.

– Che pensi, Cucciolo? Ho fatto male?

– Birillo, tu hai un modo di fare così naturalmente seduttivo che non te ne accorgi nemmeno, erano già innamorati di te prima ma adesso credo proprio che tu li abbia stregati, in effetti io non sarei stato capace di fare tutto quello che hai fatto tu, erano proprio cotti. – Ma tu dici che si sono offesi?

– Birillo tu hai chiesto a papà e a mamma di volerti bene e non si può chiedere niente di più bello, ti sei comportato come un cucciolo autoritario che si fa sentire, tu hai presente quelli che lasciano il cane a casa e se ne vanno, ci sono i cani che abbozzano e ci sono quelli che buttano giù il palazzo perché non vogliono essere lasciati soli … E poi tu sei così! È il bello di Andy, c’è chi sogna il potere, i soldi … tu sogni di essere sempre coccolato, in certi momenti stavi facendo con papà le stesse cose che fai quando stai con me … proprio a livello di contatto fisico …

– Ma credi che possono essere rimasti male?

– Birillo! Ma te lo vuoi fare ripetere mille volte! Lo sai benissimo come stanno le cose! Piuttosto tu hai promesso la luna … tanti esami, tempi strettissimi … e adesso Birillo bisogna mettersi sotto il cilindro compressore …

– Be’ ma tanto lo dovevamo fare lo stesso …

– Sì, lo so, ma così non ci saranno nemmeno i diversivi del pranzo e della cena da preparare, si studia e basta!

– Macché! Anzi così c’è più tempo libero … Cucciolo ma tu lo sai che in tutto questo periodo al sesso ci abbiamo pensato meno!

– Be’, in effetti è vero … anche perché certe volte arriviamo alla sera distrutti … Mh! Non è che la fantasia non ci sarebbe … anzi!

– Cucciolo, adesso ti mozzicherei una guancia, lo so che devi guidare e che non ti puoi distrarre ma almeno te lo dico, sei così bello con quella barba fatta! E poi hai una pelle bellissima … e che occhioni … mannaggia! Ma quando arriviamo a casa? … E poi, Cucciolo, c’è un altro fatto, se agli alimentari ci pensano papà e mamma ci restano pure un po’ di soldi in più, magari per un libro o per qualche altra cosa … ma tu pensi che l’abbiano fatto per questo?

– Non è un’ipotesi da scartare, se ci avessero proposto di darci più quattrini non avremmo accettato ma così  noi non facciamo spese e loro fanno pure la fatica di cucinare … insomma, noi non abbiamo detto di no e loro sono riusciti a farci arrivare un po’ di quattrini in più … hai capito come si fanno le cose?

– Se io penso che i miei i quattrini con me li usavano come un mezzo di ricatto per farmi fare quello che volevano loro! … E poi perché avevano tutti quei problemi di invadenza? Non lo so, ma a me sembrano problemi assurdi …

– No, Birillo, non sono assurdi, un po’ di problemi di quel genere nei tuoi confronti ce li ho anch’io… ti sembra strano eh?

– Non lo so ma non ho mai pensato che potessi avere problemi del genere … all’inizio forse, ma adesso proprio no …

– No, Birillo, non è così, se vuoi bene a qualcuno hai sempre paura di sbagliare e di fare del male …

– Non è vero, Cucciolo, io questa paura non ce l’ho affatto … se fosse così starei fresco! Ma se quello che penso non lo dico a te a chi lo devo dire? E poi con il livello di intimità che c’è tra noi non capisco che paure si possano avere … tu non hai mai sbagliato, ma se fosse successo avrei abbozzato e basta e nemmeno storcendo il naso, se l’avessi fatta proprio grossa ti avrei spaccato la faccia ma sarebbe finito tutto lì …

– In effetti, mentre dicevi tutte quelle cose a papà a tavola continuavi a chiamarlo papà, questo fatto l’ho notato subito …

– Ci mancherebbe! E come lo dovevo chiamare?

– Non lo so, … Rocco …

– Ma che dici? Quella fase è passata, e poi che della storia dell’abbraccio c’era rimasto male pure lui l’avevo capito benissimo, sono segnali molto tenui ma uno che ha le antenne come me li capta subito …. Cucciolo, ma adesso basta parlare di queste cose … Cucciolo, mi dici qualche cosa di sessuale? Dai non ti fare pregare! Io qualche cosa te l’ho detta, un po’ misuratamente ma te l’ho detta, tu invece te ne stai zitto zitto  …  e che ne so io che cosa ti passa per la testa, tu potresti pensare che non ti va di fare sesso e che io ti sto forzando e magari lo potresti pure fare di malavoglia … lo vedi che poi le paure le fai venire pure a me e comincio pure io con questi ragionamenti a pera!

– Da dove comincio, Birillo?

– Da dove vuoi tu!

– Allora, a parte il sesso, sono cotto di Andy!

– Come sarebbe a dire a parte il sesso?

– Voglio dire che non è solo una cosa di sesso!

– Ah! Così va meglio! Mi stavo preoccupando … – Comunque sei veramente dolcissimo, sì, sei anche sexy, è vero, e molto … quando ci sei provo crete reazioni fisiologiche e lo sai benissimo … mannaggia, ma adesso lasciamo perdere, tra qualche minuto devo scendere dalla macchina e non mi va di usare i pacchi di mamma come foglia di fico … e poi, Birillo, aspetta che arriviamo a casa!

– Tanto quando arrivi a casa ti abbioccchi subito, abbiamo mangiato bene e pure bevuto un bicchiere di vino … dormiamo tre ore e buonanotte ai suonatori!

– No! Ti prometto che non sarà così!

– Che cosa mi prometti tu? Non fare promesse da marinaio! Salirono a casa. Andy era in attesa e Marco lo sapeva, fece comunque il gesto di andare in camera da letto.

– Dove vai, Cucciolo?

– A letto, che fai vieni pure tu?

– No, no, mi metto a rimettere un po’ in ordine la cucina e a curare le piantine … – Birillo! Ma io non posso fare l’amore da solo!

– Mh! Te ne sei ricordato!

– Dai, Birillo, vieni a letto pure tu, almeno ti posso abbracciare stretto stretto. Si spogliarono e si misero sotto le lenzuola, si abbracciarono strettissimi.

– Che bello, Cucciolo, sei caldo caldo … adesso così mi ci addormenterei … Marco gli strinse il membro. Rimasero abbracciati per un pezzo, semplicemente stretti l’uno all’altro ma Andy era distratto.

– Cucciolo, ti posso dire una cosa?

 – Che cosa?

– Non mi sento tanto bene, ho un po’ le sensazioni di quando uno ha la febbre, mi sento un po’ strano …

– Vuoi il termometro?

– Mi sa che è meglio …

– Statti tranquillo che te lo porto subito … ecco, è pure abbassato …

– Grazie Cucciolo, il tempo lo guardi tu?

– Sì, tu pensa solo a stare tranquillo …

– Che pensi, Cucciolo? Pensi che sono un rompiscatole e che tu avresti preferito fare l’amore e invece …

– No, Birillo, non vorrei proprio che tu stessi male, perché non te lo meriti.

– Ma nessuno se lo merita.

– Già! Birillo, hai le mani un po’ calde e anche il polso un po’ più frequente … posso contare il polso?

– Certo, Cucciolo, tutto quello che vuoi …

– No, niente di particolare, è solo 72 e con una frequenza del genere non credo proprio che tu abbia febbre …

– Però io mi sento strano …

– Birillo, ma tu sei strano!

– Ma non in quel senso, proprio in senso fisico …

– Dai, Birillo, i cinque minuti sono passati …

– Ecco!

– Non hai febbre, hai 36.8… Birillo stai benissimo!

– Veramente mi sento uno schifo, mi fanno male le articolazioni, ho voglia di rintanarmi nel letto e di rimanere al calduccio per tutta la giornata … lo so che dovremmo studiare e che ci sono tante cose da fare … però, Cucciolo, non mi va proprio, ma non è pigrizia, non ce la faccio proprio, mi sento giù di tono …

– La vuoi una camomilla?

– Magari! … E poi mi piace tantissimo farmi coccolare, mi piace essere rassicurato, assistito, mi piace sapere che mi posso affidare a te … Cucciolo ma ti sto rompendo le scatole?

– Ma no, Birillo, non è questo, è che non dovremmo allentare lo studio se no rischiamo di non stare nei tempi … – Cucciolo, ma io posso studiare benissimo, magari resto a letto … ma non ti faccio perdere tempo, adesso portami la camomilla, se vuoi mi alzo e la faccio io …

– No, stai lì, la camomilla te la faccio subito e poi ci mettiamo a lavorare, tu resta pure a letto, io mi metto qui, vicino a te …

– Benissimo, Cucciolo, benissimo …

– Ma tu come stai?

– Un po’ così, mezzo mezzo …

– Adesso stai coperto …

– E tu lascia le porte aperte …

– Sì, non ti preoccupare, ormai queste cose le so …

– Cucciolo …

– Sì …

– Ti voglio bene!

– Anch’io, Birillo, anch’io! Ma adesso sotto le coperte.

– Cucciolo, ma come facciamo … perché oggi deve venire papà a portarci il pranzo, se mi vede a letto si preoccupa … così non va bene, che faccio, mi alzo?

– Ma no, tu resti a letto, tanto papà prima dell’una non viene, se ti senti meglio ti alzi all’ultimo momento, se vuoi, altrimenti resti a letto e basta … Dai, adesso fammi andare …

– Grazie, Cucciolo!

– Birillo, le grazie le fanno i santi!

– Io glielo dovrei dire al papa di santificarti … ma mi sa che a noi non ci santificherebbero proprio …

– E no, credo proprio di no, mi sa che il nostro paradiso ce lo dobbiamo fabbricare da soli …

– Mi sa che hai ragione … Continuarono a parlare attraverso le porte aperte.

– Cucciolo… però io santo ti ci farei, secondo me te lo meriti …

– E a te che cosa ti fanno? Ti fanno diavolo tentatore di prima classe …

– Così mi trovo all’inferno in mezzo a tante diavolesse e almeno lì può essere che ci scappa pure un’avventuretta… lì mi sa che sono di più larghe vedute … Però, Cucciolo, potremmo pure finire in paradiso veramente … e perché no? I primi saranno gli ultimi e gli ultimi i primi … e allora …

– Cucciolo, noi non siamo gli ultimi, noi siamo solo due ragazzi gay …

– Tu parla per te! Io mi sento almeno un po’ bi …

– Ecco questa è la camomilla … che faccio, Birillo, porto il libro?

– Veramente non mi va proprio però, va be’, porta il libro, tanto non c’è niente da fare … Cucciolo … – Che c’è?

 – E se dovessi andare all’inferno per colpa mia?

– Non ti preoccupare, tu non c’entri affatto!

– Sì, però mi dispiacerebbe … sai uno vuole bene a una persona e magari la rovina pure …

– Allora… leggo io o leggi tu.

– Leggo io leggo io, se no qui mi addormento …

– Allora, siamo alla pagina 430 … Andy rimase a leggere per un po’ ma poi passò la mano …

– Cucciolo, ti dispiace se leggi tu, mi sento un po’ strano e forse è meglio che mi metto un po’ sotto, tu continua a leggere, io ti seguo, ma è meglio se leggi tu …

– Ok, Birillo, ti vuoi rimettere il termometro?

– No, mi pare che è tutto come prima ma un po’ di pigrizia mi viene … Marco ce la mise tutta per coinvolgere Andy il più possibile, la lettura era una recita e Andy riusciva a non distrarsi, piano piano anzi cominciò a intervenire e a interrompere, si sentiva un po’ a pezzi ma solo fisicamente.

– Aspetta, Cucciolo, se mi prendi il codice proviamo a ripetere qualche articolo … perché se andiamo avanti così viaggiamo troppo sul teorico e non ci rimane gran che … grazie, aspetta … riprendi un po’ la questione delle indagini preliminari, mi sa che non abbiamo capito gran che … Ecco, lo vedi, qui c’è tutta una procedura pazzesca, questo è tutto garantismo … certo che così di delinquenti ne beccano pochi! Non fare quella faccia! Dico per dire! Poi c’è tutta quella tirata sulle misure cautelari, Cucciolo, facciamo una cosa adesso ripetiamo solo il codice, quando abbiamo imparato il codice il commento ha un altro senso … Si misero a leggere il codice e a ripetere gli articoli uno per uno, Andy sembrava più vivace e partecipativo e ricominciava a prender in mano la situazione dello studio.

– No! No! Marco! Hai sbagliato!

– No, guarda è come dico io!

– Scommettiamo?

– No, dai senza scommesse, ma vediamo il codice …

– Mh! Però dal codice non si capisce niente … chi lo sa? Potrebbe essere in un modo come nell’altro …

– Birillo! Non mi dare il contentino!

– Aspetta! Aspetta! Però questa benedetta cosa io non ho proprio capito a che serve, un senso ce lo dovrà pure avere … io non sopporto l’idea di non capire una cosa … se esiste un senso lo dovrà pure avere … aspetta, senti, facciamo una cosa … proviamo a ripetere tutta la sezione del codice, mi sa che è più chiaro … – Leggo io?

– Sì, però piano piano, dobbiamo capire tutto …

– Non ti allagare troppo!

– Va be’ ho detto per dire però dobbiamo riuscire a capire … Continuarono a ripetere gli articoli del codice e a discutere piuttosto animatamente, piano piano cominciavano ad essere messe da parte le interpretazioni incongrue poi, a un tratto Marco disse la sua.

– Ma non potrebbe, per esempio … Andy rimase a sentire con la massima concentrazione.

– Mh! Però mi sfugge ancora qualche cosa … – No, guarda, credo che abbia un senso, penso che … Andy sgranò tanto d’occhi. Cucciolo hai ragione! Ed era pure una cosa ovvia! E siamo rimasti a girarci intorno tutto questo tempo! E poi tu dici che non sei entrato a fondo nella materia! Però adesso, aspetta, prova a ripetermela un’altra volta, proprio tutta la cosa ordinatamente, come se stessi agli esami …

– Dunque, partiamo dal presupposto della natura contrattuale dell’istituto … ne deriva che il giudice deve tutelare chi ha agito in buona fede … e quindi … Mi pare che il discorso funzioni!

– Sì, Cucciolo, funziona! … Cucciolo, che ora abbiamo fatto? – È presto, non ti preoccupare … e poi di che ti devi preoccupare se viene papà e ti trova a letto non succede niente …

– Sì, però si potrebbe preoccupare …

– No, glielo diciamo, non c’è nessuna ragione di preoccuparsi …

– Lo sai, Cucciolo, che mi sento un po’ abbacchiatello, abbiamo studiato un po’, ma adesso mi piacerebbe essere coccolato … dai, vieni a letto pure tu … non fare quella faccia, non ho detto niente di strano …

– Birillo, ma sei poi viene papà e ci trova a letto insieme? … Sarebbe imbarazzante! – Ma tu non mi hai sempre detto che ormai la cosa l’hanno accettata …

– Sì, però …

– Però che cosa? Non c’è niente di male! … Mi sa che tu ancora non ti senti accettato …

– Ma non è questo, mi metterebbe in imbarazzo anche se stessi a letto con una ragazza …

– Sì, ma quello è un imbarazzo teorico, questo invece è reale … dai, Cucciolo! Facciamoci trovare a letto insieme!

– Birillo, ma perché tu vuoi provocare fino a questo punto?

– Lo vedi che per te non è normale! Lo vedi che sei pieno di complessi assurdi! Dai, vieni a letto e non ci preoccupiamo di niente … e poi adesso non mi va di fare sesso, mi piacerebbe solo tenerti abbracciato, solo perché sei caldo, non è una cosa stupida, dà conforto fisico e adesso ne ho bisogno.. Che fai, Cucciolo, avresti la faccia di dirmi di no? Su, dai, in fondo lo vuoi pure tu e poi papà secondo me i complessi di questo genere non se li farebbe proprio …

– Se li farebbe eccome, anzi se li farà eccome! Magari non te lo dice ma se li farebbe eccome! Lui in effetti con te ha un ruolo da rispettare e cerca di non deluderti …

– E mamma?

– Be’, pure mamma, ma lei è più spontanea e credo … no, ma che sto dicendo … anche mamma ci resterebbe male … certo poi non te lo direbbe mai, ma non li devi stupire, non li devi mettere alla prova … il filo si potrebbe pure spezzare!

– Ammappete! Che bella idea hai di papà e mamma! Secondo me non ci pianterebbero in asso per nessuna ragione!

– Questo lo penso anch’io, ma per loro potrebbe essere una cosa non gradevole … non tanto l’idea di avere due figli come noi, ma proprio il fatto di avere due figli che tirano troppo la corda quando non è necessario, un po’ per esibizionismo …

– Mi sa che hai ragione … però mi dispiace, è strano, io non ho paura di papà, tu sì, mi sembra assurdo!

– Io non ho nessuna paura ma non lo voglio mettere in crisi e basta e poi non è nemmeno giusto … Birillo, perché fai quella faccia? Dai, non fare il cane bastonato! … Insomma devo venire a letto con te per forza?

– Sì! – … Va be’, però, guarda tu che mi tocca fare …

– Ma quando in qua venire a letto con me ti sembra una cosa così strana? In altri tempi se te lo avessi chiesto non te lo saresti fatto ripetere … mannaggia, tutte queste storie per venire a letto con me!

– Sì, ma non con papà che può entrare in casa da un momento all’altro.

– Allora vieni? E forza! Marco si spogliò ed entrò nel letto.

– Birillo, ma non è che tu hai la febbre? … Sei un po’ troppo caldo! Aspetta, prendo il termometro …

– No, lascia perdere! Stai qui e basta! Mi devi stare vicino e basta, mi devi coccolare un po’, adesso mi voglio addormentare un po’… prima che venga papà, così ci trova a letto insieme ma a dormire …

– Birillo, ma ti senti bene?

– Sì che mi sento bene, non c’è nessun problema … però stai qui.

– Eccomi.

– Cucciolo …

– Sì, ma non è che dovremmo rimetterci a studiare?

– Sì, ma un po’ di tempo per noi ce lo posiamo prendere.

– Quanto?

– Non lo so … la mattinata, penso … – Cucciolo, abbracciami forte! Sì, così! Mh! Come si sta bene così … lo sai che quando stiamo così non ho paura di niente, è proprio bellissimo … Cucciolo, ma non ti dà fastidio che parlo sempre io?

– No!

– E perché no?

– Non lo so ma mi piace stare ad ascoltarti, è bello, mi piace e basta!

– Cucciolo, ma perché noi dobbiamo invecchiare?

– Ma com’è che ti vengono in testa certe cose?

– Non lo so, però mi è venuto in mente, noi non dovremmo invecchiare, stiamo così bene così! … perché non dici niente?

– Sto pensando … sto pensando, no, cioè sto cercando di godermi questi momenti senza distrarmi in ragionamenti strani, sono momenti bellissimi …

– Cucciolo …

– Sì.

– Lo guardi tu l’orologio? Facciamo così, stiamo così un quarto d’ora e poi ci mettiamo a studiare, così non mettiamo nemmeno in crisi papà … che ne dici?

– Però un quarto d’ora prendiamocelo tutto per noi, abbracciare Andy tutto caldo è bellissimo … ma Andy, non è che per caso sei un po’ troppo caldo?

– Dai, su prendi il termometro, così ti passano le paure, sta nel cassetto del comodino. Fai tutto tu, mi piace di più …

– Ecco, Birillo, cinque minuti e poi ne abbiamo altri dieci tutti per noi …

– Facciamo altri quindici!

– Altri quindici! Va bene …

– Allora io sto zitto zitto e tu mi accarezzi un po’ …

– Birillo, quando sto vicino a te mi sciolgo proprio …

– Dai, accarezzami soprattutto i capelli, mi piace tantissimo e parla tu, dimmi quello che pensi, proprio tutto quello che ti passa per la testa.

– Birillo! Mannaggia quanto ti voglio bene! Io non ti sento un’altra persona, sai quando consoci altre persone cerchi di misurare quanto sono distanti da te e ci trovi sempre delle cose diverse da te, magari ti piacciono pure ma c’è qualche cosa che alla fine non ti piace troppo, ma quando sto vicino al mio Birillo sento che siamo una cosa sola e non è un problema di sesso, o forse sì ma in un altro modo, per te provo una tenerezza totale, non la provo nemmeno per me stesso, dentro di me qualche difetto ce lo trovo, dentro Andy no, qualche volta, prima, proprio i primissimi tempi, in qualche situazione non ti capivo del tutto, adesso non c’è più nemmeno una cosa minima che non condivido, non nel senso che non mi piace, ma che non condivido nel senso che non è mia, adesso tra noi siamo arrivati a un equilibrio e a una stabilità totale …

– Cucciolo, però non ti ci abituare … potrebbe pure … no, be’, magari … voglio dire che non deve diventare un’abitudine …

– Birillo, ma la vita è un’abitudine e quando noi possiamo stare insieme in un modo così bello … ma che vuoi di più, tanto non credo che riusciremmo a volerci bene di più …

– Sì, questo è vero …

– Birillo, i cinque minuti sono passati …

– Ecco,

– Non hai febbre, 36.6 spaccato!

– Te l’avevo detto! Ma adesso non perdere tempo vieni qui e abbracciami stretto, come prima, e stiamo un quarto d’ora così, così ci scambiamo un po’ di endorfine, chissà, forse passano attraverso la pelle … sì, credo che ci passino, io le sento. Così, Cucciolo, così ecco e senza dire una parola per tutto il quarto d’ora, tanto ci sono altre forme di comunicazione …

… Cucciolo però solo carezzine non troppo sessuali, se no qui tra un quarto d’ora non ci possiamo alzare proprio … dai, su, non fare quella faccia, stasera ti faccio fare tutto quello che vuoi, ma adesso deve venire papà … Cucciolo! Dai, non mi guardare storto, lo facciamo stasera … ecco, così va meglio, no, veramente va peggio, ma adesso non si può fare diversamente … Cucciolo, perché non dici niente?

– Me l’hai detto tu di stare zitto …

– Ma io ho detto così, per dire … lo sai che si sta bene così … sì, lo sai, mi viene di nuovo un po’ di sonno e mi rimetterei a dormire, quando ti prende il sonno e ti cominci ad abbandonate è bellissimo, e poi sto abbracciato col mio Cucciolo … mh … mi sta venendo in testa una cosa stupida, tempo fa stavo al supermercato e c’erano a lavorare due ragazzi molto giovani, forse apprendisti che dovevano mettere le cose negli scaffali, poi si è avvicinata una signora e ha chiesto dove stavano i piselli e i due ragazzi si sono guardati con un sorriso malizioso ma siccome non potevano essere scortesi hanno fatto tutti gli sforzi possibili per non ridere e rispondere con la faccia seria, ma la signora ha continuato: ma non i piselli grossi, quelli grossi non mi piacciono, a me piacciono i piccoli! Insomma i due ragazzi non riuscivano più a contenersi e si sono girati dall’altra parte per non scoppiare a ridere in faccia alla signora.

– Birillo! Caruccia è caruccia ma com’è che t’è venuta in testa proprio adesso?

– Mh … chi lo sa? Però con te non ha nulla a che vedere, a te piacciono quelli grossi!

– Che battutaccia!

– Ma è vero!

– In un certo senso è vero …

– Cucciolo, ma lo sai che è bello potere dire tutto quello che ti passa per la testa, se mi viene una battuta porno te la posso dire, se mi viene in mente un collegamento piccante te lo posso dire … non mi devo tenere più niente per me … ma tu, quando ti vengono in mente cose del genere me le dici?

– In genere non mi vengono in mente cose del genere …

– Bugiardo! Chissà quante ne pensi tu! Ma tanto devo passare sempre io per quello che c’ha l’idea fissa … e poi non è possibile che tu non ci pensi mai …

– Va be’, qualche volta ci penso …

– E allora sei uno stronzo se non me lo dici …

– Ma se non te lo dico non è per non dirtelo … è che un po’ mi vergogno …

– E allora quello svergognato sarebbe solo Andy! Complimenti, pure ipocrita! No, dai scusa, non mi fare la faccia da cane bastonato, no, aspetta, aspetta, volevo solo dire che sei ancora una mammoletta e che sei uno che si vergogna … in inglese si dice shy, sì, tu sei un po’ così, ma solo all’apparenza, a te ti piacciono quelli grossi ma non lo vuoi dire … Cucciolo … Mannaggia, ci dobbiamo alzare …

– E se ce ne restassimo a letto veramente anche quando viene papà?

– Dai su, non fare lo stupido, adesso ci dobbiamo alzare e dobbiamo mettere un po’ a posto la stanza, così papà trova tutto in ordine …

– Ma papà non fa il giro delle stanze …

– E se poi lo fa?

– Ma non lo fa …

– E allora ce lo porto io in giro per le stanze così vede che è tutto sistemato …

– Dai, Birillo, adesso ci dobbiamo alzare …

– Tu vai in cucina e prepara la colazione, io metto tutto a posto qui e poi ce ne andiamo a guardare le piante, perché le stiamo trascurando un po’ …

– Macché trascurando! Le abbiamo innaffiate due giorni fa …

– Va be’ però bisogna controllare.

– Cucciolo, se metti a posto, stai attento a non lasciare mutande in giro …

– E mo’ questo che c’entra? Perché, io lascio le mutande in giro?

– Era solo una battutaccia, lo vedi … ecco perché queste cose non le dico mai … tanto tu non le capisci …

– Mah! Adesso non ti posso picchiare perché non c’è tempo, ma stasera ti prometto che lo faccio … adesso vai in cucina e non perdere tempo …

Dopo pochi minuti Andy finì di rimettere a posto e andò sul balcone, Marco lo seguì.

– Guarda qua! Sta seccando tutto!

– Ma non è vero!

– Come non è vero … Non lo vedi che queste foglie non sono belle turgide come ieri?

– Secondo me sono tutte fantasie …

– Guarda la terra … si sta asciugando troppo, senti, fammi passare, devo innaffiare subito …

– L’acqua la prendo io …

– Prendi l’annaffiatoio grande, sì, quello …

– Ci mettiamo pure i fondi del caffè?

– Ma quando mai! Questi sono vasi, non è una discarica, una cosa ce la potremmo mettere, il concime di lombrico, mi sa che lo dovremmo comprare, al supermercato l’ho visto …

– Si potrebbero spruzzare un po’ le foglie …

– Ma quando mai! Le foglie delle rose spruzzate d’acqua!

– E quando piove allora?

– Ma quella è acqua piovana, senza calcio … Vai a preparare per lo studio che è tardi …

– Sì.

– Però fammi anche un sorrisetto, qui finisco subito … in effetti le piante non stanno poi così male, anzi! Cucciolo, non te la sei presa a male vero …

– Dai, non fare quella faccia preoccupata, non ci sono rimasto male, ma ci dovremmo mettere a studiare … e io ho già preparato.

– Ok, Cucciolo, eccomi … allora leggi tu o leggo io, mi sa che è meglio che leggo io, o no, forse è meglio il contrario …

– Dai, su leggi tu e non perdere altro tempo …

– Lo vedi che sei arrabbiato …

– Birillo, per favore, finiamola con questi giochetti psicologici adesso è ora di lavorare …

– Scusa, scusa, comincio subito.

Dopo un minuto di lettura Marco si avvicinò a Andy e gli accarezzò la mano. Andy gradì molto il gesto. La materia non era semplice, più volte dovettero fare ricorso al codice commentato ma l’inquadramento complessivo del discorso non era troppo chiaro, Marco evitava di dirlo per non distogliere Andy da una lettura che a lui sembrava proficua, o almeno così sembrava a Marco, poi Andy si interruppe.

– Cucciolo, comincio a non capire più niente, qui se andiamo avanti così navighiamo nella confusione più totale. Proposta: ricominciamo da capo dall’inizio del terzo capitolo … che ne dici?

– Te lo volevo proporre io, effettivamente non ho capito quasi niente, non è che mi sono distratto, anzi, ma non ho capito niente lo stesso.

– Facciamo una cosa, prima il codice, forse è più facile …

Marco fece cenno di sì. Andy cominciò a leggere lentamente come se volesse a tutti i corsi arrivare a capire quello che stava leggendo, ma le note di rinvio erano numerose e complicate e la nebbia non si diradava gran che.

– Cucciolo senti, facciamo così, ci rivediamo pure tutti i riferimenti se no perdiamo solo tempo.

– Mannaggia, speriamo che questo cavolo di libro non sia tutto così!

– Allora … La lettura procedeva molto lentamente ma alcune questioni di fondo si chiarivano via via, Andy preferiva non correre e entrare nel dettaglio dell’argomento prima di andare avanti. Marco cominciò a fare precisazioni pertinenti, lavoravano veramente in due, impiegarono quasi tre ore per una decina di pagine, poi cominciarono a fare esempi e a spiegare con parole loro gli esempi del libro. Marco provò a fare una sintesi, Andy lo corresse su qualche punto ma cercò di seguire il suo ragionamento con la massima attenzione, accennando col capo di condividere il discorso, quando Marco ebbe terminato Andy dimostrò in modo visibile la sua soddisfazione.

– Cucciolo! Ce l’abbiamo fatta! È stata difficile questa volta ma adesso mi pare che abbiamo capito proprio come si deve … ma tu credi che gli altri su queste cose ci restino con tutta questa pignoleria?

– Birillo, non è pignoleria, è solo voler cercare di capire … se non facessimo così, agli esami non sapremmo nemmeno che cosa dire, anzi …

– Facciamo una pausa, Cucciolo?

– Forse è meglio di no, se il libro è tutto così non ci possiamo permettere di perdere nemmeno un secondo. – Mh! Brutto discorso ma tant’è! Dai, comincia tu … Dopo circa mezz’ora sentirono aprire la porta, Rocco era arrivato, si aspettavano che andasse in camera ma non successe nulla, sentirono che era andato in cucina e continuarono a studiare, la lettura era piuttosto complessa e apparentemente almeno contraddittoria, l’aiuto dei codici commentati era indispensabile, Andy era un po’ terrorizzato.

– Cucciolo, qui mi sa che ci risiamo e che dobbiamo cominciare tutto da capo come sull’altro capitolo …

– Dai, Birillo, non ci buttiamo giù così preso … i buoni corridori si vedono all’arrivo, non alla partenza, dai adesso prendi il codice e non perdiamo tempo.

La lettura non andava avanti, le incertezze erano gravi e su questioni molto importanti.

– Cucciolo … qui mi sa che non abbiamo capito proprio niente … proviamo a riprendere il codice e andiamo un po’ a lume di logica nostra … Allora qui dice che … Arrivarono a due diverse interpretazioni che sembravano entrambe plausibili, Marco era disposto a cedere e a dare ragione a Andy che però non era convinto nemmeno della sua ipotesi.

– Birillo, mi sa che hai ragione, quello che dici è logico, è la soluzione più probabile …

– Sì, potrebbe sembrare, ma non è una cosa tanto ovvia, e pure quello che dici tu un senso ce l’ha, diverso ma ce l’ha …

– Però mi sa che hai ragione tu …

– Non mi dare ragione per compiacenza, tu hai troppa fretta di chiudere la faccenda e di andare oltre ma qui finché non abbiamo capito veramente non andiamo avanti … Senti riprendiamo dall’inizio, non perdere la pazienza … dai, su …

– Allora leggi tu?

– No, leggi tu, così non ti deconcentri, ma leggi piano, cerchiamo di capire tutto, passaggio per passaggio …

– Allora … Dopo più di mezz’ora di lettura meditata Marco fece una pausa e si portò l’indice alla bocca.

– Birillo, mi sa che ho capito … avevamo torto tutti e due … prendi il codice, vai all’articolo … , adesso metti per ipotesi che … . Allora … Andy si illuminò all’improvviso.

– Adesso ho capito! Cucciolo, sei un genio! Ma come hai fatto ad arrivarci … aspetta, adesso cerchiamo di ricapitolare il tutto, se no ci scappa il senso di fondo … provo io. Andy cercò di esporre la questione il meglio che poté, Marco lo corresse un paio di volte poi scambiarono un sorriso di soddisfazione.

– Bella Cucciolo! Ne è valsa la pena! … Alla fine una certa soddisfazione c’è eccome!… Cucciolo, adesso però facciamo una pausa e andiamo da papà.

– Ok.

Cercarono Rocco ma non lo trovarono, se ne era già andato, aveva lasciato tutto pulito e apparecchiato e aveva tirato la porta senza fare rumore per non disturbare. Andy rimase deluso.

– Cucciolo, ma non deve fare così, mi sarebbe piaciuto dirgli che avevamo lavorato tanto e che alla fine avevamo pure capito il tutto, ma lui se ne è andato … ma perché?

– Per non dare fastidio, Birillo, solo per non dare fastidio …

– E noi pensavamo che sarebbe venuto anche in camera da letto quando stavamo a letto …

– Be’, io non lo pensavo …

– Lo so, tu papà lo conosci meglio, ma adesso lo chiamo, avrei avuto voglia di vederlo … aspetta, vieni pure tu … Pronto papà, sono Andy …

– Ciao Andy, come state?

– Bene, ma ti volevo dire … perché te ne sei andato senza dire niente, non devi fare così, la tua presenza ha un senso al di là del pranzo …

– Be’, voi stavate studiando con tanto entusiasmo e non vi volevo disturbare, voi non dovete perdere tempo …

– Sì ma dobbiamo pure vivere … non si può studiare e basta … facciamo così, domani venite a pranzo qui … il pranzo lo portate voi, però venite e mangiamo insieme, poi, dopo pranzo, ve ne andate però un po’ stiamo insieme.

– Va bene, Andy, come vuoi tu, a noi sta benissimo, allora a domani …

– A domani papà … e grazie …

– Grazie a voi! … A che ora veniamo domani?

– All’una e mezza …

– Allora ciao e salutami Marco …

– Te lo passo … Ciao papà.

– Ciao papà, lo sai che Andy c’è rimasto malissimo, ti ha cercato e non ti ha trovato …

– Senti ripassamelo un momento.

– Andy, papà ti vuole dire ancora una parola.

– Pronto …

– Ciao Andy, ma non è che ci sei rimesto male? No, per carità di Dio, io non vi volevo disturbare ma è solo questo …

– Lo so, papà, lo so, ma un po’ ci sono rimasto male …

– No, bello, per carità, noi vi vogliamo bene … be’, va be’, ci vediamo domani, adesso non insisto, tanto lo sai quello che ci passa per la testa …

– Lo so, papà, lo so, non ti preoccupare, non è successo niente … però anche a me farebbe piacere di vedervi, quello non è tempo sprecato e poi oggi abbiamo lavorato tantissimo su questioni molto spinose, prima sembrava che non ci si raccapezzasse affatto, poi, alla fine invece siamo riusciti a capire proprio tutto …

– Mannaggia, adesso, mi dispiace che me ne sono andato, avrei voluto vedervi contenti … ma non succederà più.

– No, papà, no, nessuna promessa, fai sempre e solo quello che ti viene spontaneo.

– Va bene, Andy… allora a domani.

– Ciao papà! Saluta mamma …

– Certo Andy, ciao Andy, a domani.

– Cucciolo, adesso a tavola, vediamo che ci hanno preparato: mh, una lasagna, due cotolette e le patatine, c’è pure l’insalata, è tanta e tutta diversa … A proposito, le piantine nostre … andiamo a vedere subito …

– Birillo, che vuoi di più? Non c’è una foglietta malata, è tutto verdissimo e ci sono pure cinque rose che stanno venendo fuori …

– Però le rose mi fanno malinconia, quando fioriscono poi appassiscono …

– Ma la pianta resta e fa altre rose e poi vedi lì, ci sono pure le gazanie e si stanno per aprire, mi sa che adesso il trauma del trapianto l’hanno sperato e pure il timo … dai chinati, senti un po’, se ti abbassi senti pure il profumo …

– È vero un po’ si sente … – Dai adesso a tavola, perché dopo ci dobbiamo rimettere a studiare … mi sta prendendo la frenesia dello studio e di finire il più presto possibile … Stai seduto, faccio tutto io … Cucciolo, ma tu credi che ce la faremo a portare a termine il programma e a fare tutti gli esami preventivati e a finire entro i due anni? Io penso che si potrebbe pure fare …

– Se andiamo avanti così si potrebbe anche fare ma bisogna vedere se reggiamo un ritmo del genere per un tempo sufficiente … perché è stressante forte.

– Dai su, adesso mangiamo e non perdiamo tempo …

– Che di do, Birillo? – Quello che vuoi tu, ma facciamo presto … Cucciolo lo sai che comincia a non girarmi tanto bene …

– Cioè?

– Mi vengono un po’ di malinconie, sto cercando di scacciarle con l’idea dello studio matto e disperatissimo ma non credo che funzionerà … insomma, tu lo sai, quando mi prendono i cinque minuti è molto difficile che riesca a controllarmi e adesso la sensazione è strana … Cucciolo, noi stiamo qui a fare tutto questo lavoro … mah! Non c’è proprio niente di meglio … ma mi sa che la vita è tutta così … è tutta e solo un tirare un carretto per andare avanti …

– Birillo, ma ci sono anch’io …

– Sì, però prima pensavo si potesse vivere d’amore ma poi ci vogliono tantissime altre cose e poi l’amore che cos’è? In fondo è solo portare il peso in due ma il peso da portare c’è comunque, Cucciolo la vita è solo una fatica, solo un insieme di cose da fare, e se è così adesso, figurati che cosa sarà dopo … insomma, un disastro, dai, non fare quella faccia, lo so che ci sei però certe volte non ce la faccio più, i progetti mi sembrano troppo a lunga scadenza e io vorrei vivere adesso, adesso, aspetta, non ti arrabbiare, ma un po’ quell’innamoramento fortissimo dei primi tempi mi è un po’ passato, prima il sesso contava tantissimo, adesso conta meno, adesso ci sono più progetti comuni, ma non solo nel senso di progetti da portare avanti in due, ma proprio di progetti di quelli che contano per tutti, cioè adesso la fase dell’innamoramento è passata e per noi è come se si stesse alla fase del matrimonio, però è meno bello, si perde un po’ il contatto diretto tra noi, ci sono troppe cose da fare, a me piacerebbe giocare un po’ ma non si può perdere tempo e anche il cervello è tutto concentrato sulle cose da fare e la vita ce la godiamo di meno … non so se mi spiego …

– Sì, Birillo, ti spieghi benissimo, in effetti è vero ma tanto è così e basta però tra noi non si deve perdere nulla …

– Sì, ma non si perde per colpa nostra, si perde e basta, è proprio l’ingranaggio, si stava meglio da ragazzini …

– Birillo … io non ho avuto l’impressione che tu prima stessi gran che bene …

– Be’, sì, in effetti non era un gran che … sì, va be’, ma anche adesso non è poi un gran che … prima era proprio una schifezza, adesso siamo in due, questo lo sento anch’io, ma mi piacerebbe di più sognare, avere tempo da perdere, che ne so, quando saremo avvocati, se mai succederà, saremo asserviti al lavoro, un cliente tira l’altro e per noi niente tempo libero … anche adesso, mi piacerebbe farmi coccolare tutto il pomeriggio, forse perché non ho voglia di studiare ma forse non solo per quello, e invece niente, invece si deve studiare e basta … e poi con questa cosa di papà che ci porta il pranzo se perdo tempo mi sento in colpa. Lo sai Cucciolo, certe volte non so che campo a fare … con te sto bene, questo lo vedi da solo, ma proprio non so perché campo, sì, per stare con te, ma io in effetti non sto proprio con te, studiamo insieme, progettiamo insieme ma forse non viviamo insieme … e poi prima mi venivano delle reazioni emotive fortissime, mi veniva da piangere, adesso no, adesso mi sento più indifferente … dovrei stare meglio e invece mi sento più distaccato, più freddo … un po’ mi sento solo … non come prima, adesso te lo posso dire, almeno mi posso sfogare un po’ ma nemmeno tu puoi entrare in questa solitudine … Cucciolo, certe volte mi sento proprio strano e allora penso che non concluderò mai niente e che però non me ne importa niente, che mi lascerò travolgere e che non ci sarà niente da fare … mannaggia, sto parlando troppo … che pensi, Cucciolo?

– Eh! Che ti devo dire, quando parli così metti in crisi pure me … quello che dici è vero e un po’ lo provo pure io, certo di entusiasmi per la vita non me ne vengono molti, ma ci sei tu, vedi adesso stiamo qui … be’, non è come stare soli, cioè quando ti osservo lo sento che ci sei … mannaggia Birillo, non so che dire, mi sembra di dire solo cose stupide …

– Cucciolo, ce lo prendiamo un pomeriggio tutto per noi? Dopo tutto stamattina abbiamo lavorato sodo e ce lo meritiamo …

– Tutto quello che vuoi, Birillo …

– Allora ce ne andiamo a dormire abbracciati, adesso non ho voglia di sesso, mi manca tanto una tenerezza calda, voglio stare abbracciato con te … forse così se ne vanno i cattivi pensieri … Marco si alzò dalla tavola si mise dietro la sedia di Andy e gli accarezzò i capelli.

– Birillo! … Forse è vero che c’è meno tensione sessuale ma io non potrei pensare di esistere senza di te, sei vero, sei onesto e poi mi somigli moltissimo dentro … Andy, lasciamo tutto qui e andiamocene a riposare insieme!

– Cucciolo… mi pigliano le malinconie … sì, andiamo. In camera Andy continuò a parlare.

– Lo sai, certe volte mi sembra proprio di non contare niente, non per te, ma proprio per tutti gli altri, noi siamo tutti delle nullità, io, tu, ma pure tutti gli altri, il mondo è pieno di cose assurde e noi stiamo a lambiccarci il cervello per diventare avvocati … ma per fare che? Sì, lo so, il lavoro e tutte quelle cose lì … però alla fine sono meschinità lo stesso … forse quelli che fanno qualche cosa di buono per il prossimo hanno delle motivazioni forti … noi dobbiamo studiare, è una cosa utile per noi stessi, può fare piacere a papà e a mamma ma a tutti gli altri non gliene potrebbe fregare di meno … in fondo ognuno pensa solo ai cavoli suoi, noi ci siamo incontrati e adesso stiamo meglio di prima però anche noi pensiamo solo ai cavoli nostri … siamo egoisti, Cucciolo, siamo egoisti pure noi … non è una cosa bella … uno predica predica e poi alla fine si trova ad essere peggio degli altri …

– Be’ forse peggio no …

– E va bene, ma alla fine non è una grande consolazione … Cucciolo, perché non parli? Qui parlo solo io, tu mi ascolti … già tu mi devi ascoltare … lo sai Cucciolo che non ci siamo più picchiati … era brutto però era anche bello, adesso è tutto codificato … ti dovrei picchiare qualche volta, ma è faticoso e poi tanto tu non reagiresti … Cucciolo! Mannaggia perché deve esistere la malinconia? Non è giusto!

– Dai su, finché è solo la malinconia si sopporta benissimo, dopo tutto ci è andata bene …

– Be’ forse è vero, anzi è vero senza forse … chissà come sarebbe se non fosse così … se io non ti avessi incontrato, adesso dove starei? Brutta cosa! Meglio non pensarci … lo sai Cucciolo che adesso mi viene da addormentarmi sopra di te … è bello lasciarsi andare quando viene il sonno, fa un bell’effetto … chissà se la morte è così? – Birillo! Con certe cose non si gioca!

– Hai ragione, Cucciolo, scusami, dopo tutto di che cosa ci dovremmo lamentare, siamo due ragazzi gay, tutto sommato ancora giovani, che vivono in coppia e hanno una casa dove stare, abbiamo una famiglia che ci vuole bene così come siamo … certo, lamentarsi è come sputare in cielo, oggettivamente è vero, lo so … forse sono solo stupido o malinconico e poi io uno che mi sta a sentire ce l’ho. Cucciolo … Adesso mi sento pure stupido e mi sembra di avere detto tante cretinate, forse mi verrebbe in mente che ci dovremmo rimettere a studiare … però Cucciolo, non mi va, non mi va proprio, adesso voglio perdere un po’ di tempo e poi farmi coccolare da te è tempo guadagnato, non è tempo perso … Cucciolo, noi siamo giovani adesso … Mh! Mi piace tanto quando mi accarezzi i capelli, non è una cosa propriamente erotica, ma è gradevole a pelle, è una sensazione fisica molto forte … sì, così, Cucciolo … tu dovresti fare il barbiere, non l’avvocato, se facessi lo sciampo in questo modo avresti centinaia di clienti a fare la fila … be’, è pure un po’ sexy, ma solo poco poco … lo sai che mi piace tanto fare il bambino, tanto ci sei tu, io mi posso abbandonare … Cucciolo! È vero, è bello stare con te, non studiare insieme, ma proprio stare con te, coccolarsi così, stare a letto abbracciati … Cucciolo, lo sai che mi sta venendo sonno? Io quasi quasi mi addormento … che dici? Dormiamo un’oretta … no, due orette e poi ci rimettiamo a studiare … Cucciolo … chi tace acconsente … lo vedo hai fatto un sorrisetto … Buon riposo, Cucciolo!

– Buon riposo, Birillo! Come è bello stare con te!

– Non mi lusingare! Io senza il Cucciolo sarei un relitto …

– Birillo, adesso riposiamo e fra due ore ci rimettiamo al lavoro …

– Buon riposo negriero!

– Buon riposo Birillo! Passò più di mezz’ora.

– Cucciolo … dormi?

– No …

– Nemmeno io … mi sento strano, prima mi era venuto sonno, ma adesso non riesco a dormire, mi sento elettrico, come e non stessi nel posto giusto … come se volessi fare chissà che cosa, come se dovesse succedere qualche cosa da un momento all’altro, almeno come se io stessi per fare qualche cosa da un momento all’altro, fisicamente sto bene ma mi sento ansioso. Marco gli strinse la mano.

– Grazie, Cucciolo, mi ci voleva … però mi sento strano lo stesso, ma non è che noi stiamo un po’ troppo soli? Cioè, noi stiamo bene però stiamo soli, stiamo soli fino in fondo, con noi non c’è mai nessuno, certe volte penso che sarebbe pure bello parlare di noi, chissà quanta altra gente c’è che ci potrebbe capire eccome, magari a certe persone una storia come la nostra potrebbe pure fare bene … però noi ce ne stiamo soli soli … mah! Chissà poi perché … sì, va be’, la paura della gente, sì, è vero che i ragazzi come noi devono stare attenti a quello che fanno però non si deve vivere solo di paura …

– Ma noi non viviamo solo di paura, anzi, mi pare che in effetti di paura non ne abbiamo mai avuta, Birillo, non è paura è stare attenti a non mettersi nei casini da soli … guarda che gli altri non sono come mamma e papà … per gli altri noi saremmo solo un argomento di conversazione, cioè non di conversazione ma di pettegolezzo …

– Be’ però le storie trasversali esistono … cioè magari con certe persone, con certi ragazzi intendo, uno scambio affettivo vero ci potrebbe pure essere, anche se sono etero, io penso che queste cose esistano …

– Probabilmente esistono … voglio dire che se mi ci trovassi la prenderei sul serio, ma non mi metterei a cercare una cosa del genere, mi sembra troppo improbabile … ci si potrebbe volere bene, certo, ma comunque sarebbe una cosa strana e poi ci si potrebbe volere bene che cosa significa? Che si potrebbe andare a prendere una pizza una volta ogni tanto … non lo so, ma quando uno ha una vita tanto diversa dalla tua … mah! Non so che dire …

– Ma si potrebbero pure conoscere dei ragazzi gay …

– Sì … e dove? Io certi gay fissatelli per la santa causa e quelli che vivono di discoteche proprio non li sopporterei … e poi, guarda non è problema di gay o non gay ma è problema di persone … dovresti trovare persone come si deve, il problema è lì, ci vorrebbero ragazzi come noi, cioè con lo stesso senso della famiglia, con lo stesso senso dello stare insieme, con gli stessi sogni … se non ci sono queste cose, alla fine si resta solo alla superficie …

– Cucciolo, ma noi andiamo pochissimo pure all’università …

– Lo so però studiamo e studiamo veramente e le prospettive ci sono eccome … ma non te lo ricordi … hai promesso a papà che avremmo fatto tutti gli esami in pochissimo tempo …

– Non mi prendere in giro …

– Scusa Birillo, però mettere in mezzo altre persone significherebbe pure perdere tempo e allontanare i risultati concreti, quelli in termini economici, cioè se hai degli amici li devi pure curare, ci devi spendere il tuo tempo.

Marco passò una mano tra i capelli di Andy.

– Vedi, Birillo, adesso abbiamo un mondo nostro, è vero siamo due cuori e una capanna, ma se ce le mattiamo tutta da qui a tre anni possiamo avere altre prospettive veramente … e poi sai, gli amici, sì, però sono cose diverse … che vuol dire che ci si può voler bene anche tra amici? Io credo che alla fine si fanno delle scelte e che l’amicizia è diversa dall’amore non per la mancanza del sesso ma perché manca un impegno reciproco definitivo, in un certo senso di un amico te ne importa, sì, può essere, te ne importa un po’, ma continui a fare la tua vita e se un tuo amico se ne va per la sua strada a te non te ne importa niente, non ci stai male … e non ci stai male perché prima non ci stavi bene, voglio dire che sono comunque rapporti deboli, questo è il fatto, cioè che sono rapporti che di affettivo hanno poco e di sociale hanno molto, non lo so, ma l’amicizia mi fa questo effetto, se di un amico mi innamorassi sarebbe diverso, mi diventerebbe necessario, ma quello è amore e poi se non è reciproco è veramente una cosa terribile … aspetta, non voglio dire se non è condiviso, cioè mi potrei innamorare anche di un etero, ma lui a modo suo dovrebbe essere innamorato di me, da etero, ma dovrebbe essere innamorato di me, cioè io per lui dovrei essere una persona veramente essenziale però non credo che per un etero una cosa del genere sarebbe nemmeno possibile … noi gente per andare a prendere una pizza insieme la possiamo pure trovare però io con queste persone non parlerei di noi, mi sembrerebbe di rovinare una cosa sacra per farne oggetto di conversazione, magari anche di conversazione seria ma di conversazione, io ho bisogno di certezze, di scelte definitive … ti ricordi quando mi dicevi che non te la sentivi di fare scelte definitive … tu in effetti le scelte definitive le hai fatte eccome non ti piaceva l’idea di sentirti legato perché non sapevi ancora come sarebbe andata a finire ma in effetti la scelta definitiva l’hai fatta eccome, se non fosse così io mi sentirei continuamente minacciato dall’idea che possa finire tutto da un momento all’altro … se tu la scelta definitiva non l’avessi fatta io sarei rimasto innamorato di te lo stesso, ma per te sarei stato solo un amico, una persona che alla fine si può anche perdere senza traumi … Birillo! Che pensi?

– Niente, sto a sentire, adesso non ho idee, ho il cervello vuoto, non riesco a concentrarmi … in effetti è vero che la mia scelta l’ho fatta, adesso la mia libertà non la rivendico più, adesso stare con te mi pare ovvio, non è più una scelta, è una cosa naturale, vedi adesso mi posso girare verso di te e ti posso abbracciare, non è nemmeno una cosa che io devo desiderare, è una cosa facilissima ormai tutto questo è parte della mia vita, tu in qualche modo non sei un altro, sei l’altra parte di me, adesso non ci sono più nemmeno conflitti, se tu pensi una cosa diversa da quella che penso io l’idea di adeguarmi mi sembra naturale, non è un piegarmi a una volontà estranea, se una cosa la dici tu in effetti la sento anche mia e poi è così proprio con tutto, mi sono abituato a te in senso globale, anche fisico, è una forma di simbiosi stretta … che cosa strane, Cucciolo, la gente non ci crederebbe … Pensa che invece avremmo potuto stare soli, come tanti ragazzi che una fortuna come la nostra non l’hanno avuta … è tutta questione di fortuna, noi non abbiamo fatto niente, ci siamo capitati e basta … Cucciolo, mi posso stringere a te, sei così caldo … Che fai? Mi arruffi i capelli? Lo sai che mi piace … Cucciolo! Qui sarebbe proprio ora di dormire, se no dopo non ce la facciamo nemmeno da alzarci. Ma tu hai voglia di dormire?

– No, veramente no.

– E allora alziamoci e rimettiamoci a lavorare …

– Ok Cucciolo, ma se che è meglio, mannaggia quante chiacchiere abbiamo fatto, forse sarebbe stato meglio studiare!

– No, e come farei senza i tuoi discorsi a raffica … ma adesso forza alla macchina e mettiamoci a lavorare …

– Ma che ore sono?

– È presto, non sono nemmeno le quattro e mezza, se lavoriamo bene possiamo fare un capitolo intero, tu prepara i libri e io faccio un po’ di caffè … Lavorarono senza sosta per quasi due ore.

– Cucciolo, ma questo parte del libro è facile!

– Mai dire quattro se non li hai nel sacco!

– Sì, va be’, ma mi sembra una cosa diversa da quella di stamattina, qui si legge e si va avanti e poi è ripetitivo, Cucciolo! Forza, vai, continuiamo e cerchiamo di non mollare, forza, mi piacerebbe tanto chiacchierare un po’ … ma lo facciamo dopo cena, facciamo così, lavoriamo fino alle dieci, poi ceniamo e il tempo che resta è tutto nostro. Però fammi anche un sorrisetto, così, dai, Cucciolo, non facciamoci prendere dalle malinconie. Ripresero la lettura, che correva spedita più del previsto, andarono avanti a forza di volontà, ogni tanto Andy faceva scorrere tra le dita le pagine lette e con qualche segno di soddisfazione, piano piano la stanchezza si faceva sentire, dopo le nove erano praticamente distrutti ma non mollarono, Andy voleva arrivare alle dieci, come preventivato e la facilità complessiva della lettura lo spingeva in quella direzione. Alle dieci mancavano ancora sei pagine alla fine del capitolo, Andy fece scorrere le sei pagine fra le dita poi diede un colpo d’occhio a Marco che rispose con un’occhiata di intesa, proseguirono per le ultime sei pagine che si rivelarono meno semplici del previsto, chiusero definitivamente il libro solo alle dieci e mezza.

– Basta! Non ne posso più! Mi esce pure dalle orecchie! Cucciolo, abbiamo finito, almeno per oggi abbiamo finito! Guarda qua, tra mattina e sera abbiamo fatto quasi settanta pagine, se quelle di stamattina fossero state facili come queste ultime ne avremmo potute fare cento …

– Sì, va be’, ma intanto ne abbiamo fatte settanta e non me lo aspettavo proprio … Birillo, adesso mangiamo qualche cosa e poi ce ne andiamo a dormire perché tanto domani si ricomincia da capo! – Lo so, però quando hai lavorato dopo ti senti meglio, non ti vengono gli scrupoli di coscienza, senti che hai fatto il tuo dovere e che stai costruendo veramente qualche cosa, lo sai Cucciolo, io credo che piano piano studiare ti cambia un po’ il modo di pensare, intanto ti abitua a lavorare, a non perdere tempo e poi proprio tutte queste questioni giuridiche creano proprio una forma mentale particolare, abituano a una certa razionalità, a una logica, in fondo studiare così non mi dispiace, cioè studiare seriamente … Aspetta, un momento, mannaggia mi stavo dimenticando il forno ci mancherebbe solo di bruciare tutto, stai seduto … ecco qua, senti che profumo … e poi studiare fa venire pure fame … e mi sento gasatissimo, non lo so, ma mi sento felice, felice di stare qui, proprio felice di esistere. Mentre diceva così Andy sorrideva, era radioso, aveva il fare tipico dei suoi momenti migliori, era quasi un momento magico, strizzava gli occhi, faceva qualche smorfia con la faccia, gesticolava, Marco lo guadava come estasiato, era il suo Andy, ed era un Andy felice, felice di stare lì con lui, di studiare, di sperare in un futuro. Marco era felice, si avvicinò a Andy e lo abbracciò.

– Andy! La vita può essere meravigliosa solo se ci sei tu! Andy! Non ho parole per dirti che adesso sono felice … Andy! Ma a noi che ci manca?

– Non ci manca proprio niente, io non riseco nemmeno a immaginare di poter sognare qualche altra cosa … e adesso abbiamo per noi tutta la serata … in realtà ce ne è rimasto poco, ma lo sai che prima al tempo non davo alcuna importanza ma adesso con al cosa dello studio lo sento eccome il passare del tempo … Marco! Che pensi Cucciolo?

– Mi sento solo bene, non mi manca niente … e poi ci sei tu …

– Dai mangia anche un pezzetto di formaggio e poi c’è l’insalata.

– No, l’insalata non mi va …

– Ma è buona … – Lo so … mangiala tu …

– Ma tu non la mangi per lasciarla a me?

– A te piace tanto! Tu sei un po’ un coniglietto …

– E tu sei un topolino che si mangia il formaggio … però, mannaggia, non ti mangi l’insalata per lasciarla a me!

– Che c’è di strano? Quando non avevamo quattrini tante volte ho avuto l’impressione che papà e mamma mangiassero meno per lasciare a me le cose più buone, per la verità sul momento non me ne accorgevo nemmeno, poi quando sono stato un po’ più grande l’ho capito …

– Cucciolo, ma tu pensi che papà e mamma siano veramente contenti di noi?

– Sì, penso di sì …

– Ma proprio di avere due figli come noi, cioè, voglio dire, per loro non sarebbe stato meglio magari avere veramente un nipotino? Sai, con gli anni potrebbero avere il piacere di fare veramente i nonni …

– Be’ questo non lo so, ma tanto ragionare per ipotesi non serve a niente, anche se volessero veramente un nipotino da me non lo potrebbero avere, se mai la colpa è mia …

– Ma dai, non dire stupidaggini …

– Però credo che di avere due figli come noi siano contenti, dopo tutto penso che si sentano coinvolti, specialmente da te …

– Perché specialmente da me?

– Dai lo sai benissimo, hai fatto di tutto per conquistarteli e ci sei riuscito benissimo … e poi io penso che dato che ci sei tu accettano di più anche me, loro pensavano chissà che cosa, non si aspettavano che io portassi a casa uno come Andy, siccome ti vogliono bene tutta la situazione sembra meno strana …

– Ma perché strana? Lo vedi che tu pure hai le tue fisse …

– Io dicevo per dire, così, in termini oggettivi, be’, insomma in qualche modo è strano il nostro modo di vivere …

– Marco! Non dire stronzate! Se no mi fai arrabbiare …

– Scusa, Birillo, io dico sempre così, come se la cosa la vedessi da fuori … No eh, non ti piace nemmeno così … va be’, ho capito, non è strano per niente … Birillo, per me non è strana e nemmeno per te, forse nemmeno per papà e mamma, adesso, almeno, ma per gli altri è strana forte …

– Ma a noi degli altri che ce ne frega? Gli altri pensano ai cavoli loro … E poi, Cucciolo, a me interessa di papà e mamma perché ci vogliono bene, di tutto il resto non ce ne deve fregare nulla … domani vengono a pranzo qui … ma non è che ci vengono per forza?

– Birillo, senti, tu hai la mania di complicare tutto, ci vengono perché ci vogliono venire, perché ci vogliono bene, ma come ti viene in mente che ci possano venire per forza?

– Hai ragione è una cosa stupida … lo vedi che è utile parlare, uno smussa gli angoli e lascia cadere un po’ di cose stupide … Cucciolo, però adesso andiamocene a letto, mi viene da sbadigliare e sono stanco morto, se attacco a chiacchierare a ruota libera poi dico stupidaggini … però aspetta, aspetta, non voglio andare a letto adesso, siediti un po’ sul divano …

– Ma Birillo, è tardissimo.

– Lo so, ma non fare storie, non mi piace quando mi contraddici, in fondo che ti costa? … Dai su, non ti fare pregare, così tu ti siedi lì e io mi stendo e poggio la testa sulle tue gambe … che pensi Cucciolo?

– Se te lo dico ti arrabbi …

– No, dai, dimmelo!

– Penso che è tardi e che …

– Lo vedi come sei stronzo, ma certe volte sei proprio cattivo … non devi fare così, io con te non faccio così …

– Pure questo è vero … però, Birillo, sei … no, va’, lasciamo perdere …

– Che cosa? Adesso me lo devi dire … mannaggia, brutto deficiente! –

No, dai, lasciamo perdere …

– Ma lo vedi come sei stronzo, quando fai così ti picchierei …

– Accomodati!

– Dai non mi sfottere … ma a che cosa stavi pensando?

– Al fatto che sei sempre tu che vuoi essere coccolato …

– Lo vedi che sei proprio stronzo, certe volte mi fai proprio male, ma perché mi tratti così?

– Perché ti voglio provocare, tu hai detto che mi picchieresti ma non lo faresti mai …

– Se lo facessi ti farei male e non ti voglio fare male …

– Ma non mi devi picchiare forte, puoi pure fare piano …

– Ma quello non sarebbe picchiarsi, sarebbe giocare … ma tu che cosa mi vuoi dire? … Mh … forse comincio a capire …

– No, Birillo, ti voglio solo dire che è tardi e che domani …

– Lo vedi, quando fai così ti ammazzerei, ti comporti con cattiveria e non mi piace affatto … ma io quasi quasi ti picchio veramente, tanto me lo hai chiesto tu … o no?

– E su, Birillo, picchiami ma in fretta che poi dobbiamo andare a dormire …

– Ancora con queste battute del cavolo! Tanto se voglio ti crocchio come mi pare … Che fai? Cucciolo, stai buono! Per favore stai calmo, ma che ti prende? Ma tu guarda questo … fa sempre il baccalà e si fa pregare e poi si sveglia all’improvviso … su, Cucciolo, basta, sono stanco morto e non mi va …

– Come sarebbe a dire non mi va? Fai sempre tante storie e poi quando succede non ti va! A me invece mi va … hai capito, Birillo?

– Buono, ma che fai? Mi fai male! Ma che sei impazzito? È notte fonda, qui i vicini ci cacciano da casa … aspetta, aspetta … mannaggia mi ti devo fare stare fermo con la forza …

– Tanto non ci riesci!

– Cucciolo, se vuoi fare l’amore dimmelo, basta dirlo, non c’è bisogno di fare tuta questa commedia …

– Andy! E dai, cerchiamo di vivacizzare un po’ le cose, lo vedi che stai ridacchiando pure tu!

– Buono, buono! Basta!

– Macché basta! Qui il mio Andy lo voglio sentire forte, lo voglio sentire vivo, voglio sentire che mi resiste, voglio sentire che ha i muscoli … Birillo, aspetta, cerca di fare più piano, io dicevo per dire … ma che fai? Mannaggia, ti sei risvegliato tutto all’improvviso … buono, stai buono,

– Baciami, stupido… ma te lo devo dire io? Cucciolo, allora i muscoli ce li hai anche tu, allora la forza ce l’hai anche tu, senti qua, ma tanto lo sai che se voglio ti metto sotto …

– Lo so, Birillo, lo so… ma mh! Mi pare che sono meno pappamolla di prima … se ce la metto tutta alla fine ti tengo testa benissimo …

– Pausa, Cucciolo, tregua!

– Che c’è Birillo?

– C’è che questa lotta non ha molto di sessuale è solo fare la lotta … è gradevole però non è come succedeva prima … Buono, dicevo per dire … che fai? Non c’è bisogno di prendere le cose troppo alla lettera, non c’è bisogno di prendersi le cose con la forza, tanto lo sai che sono tue … adesso c’è un po’ più di fuoco … però quando sudi puzzi un po’ … a me piace ma a qualcuno non piacerebbe, Cucciolo, lo sai che ti si è appiccicata addosso tutta la maglietta, sei sudatissimo …

– Pure tu … e puzzi pure tu!

– Allora ci facciamo una bella doccia fuori programma … Almeno ti poso abbracciare un po’ con calma nell’acqua calda, adesso mi piacciono di più le cose tranquille e poi mi devi coccolare e se non lo fai sei uno stronzo! Ma tanto tu lo fai eccome … Cucciolo quanto tempo è che non facciamo sesso? Mi sembra una vita!

– Saranno al massimo tre o quattro giorni …

– Ma lo sai che sborrare fa anche bene alla salute, se uno all’età nostra lo fa spesso quando diventa grande prende meno malattie, l’ho letto su un giornale … sì, è vero, non fare quella faccia …

– Lo so, l’ho letto anch’io, ma è una bella terapia … una pippa al giorno leva il medico di torno … Dai, Birillo, andiamo a fare la doccia se no qui prendiamo freddo, siamo tutti bagnati.

– L’acqua mettila piuttosto calda e piano piano, no, così è troppo calda, piano se no ci bruciamo il pisello, dai adesso sediamoci sul fondo e io mi appoggio a te …

– Andy!

– Che c’è?

– Ti voglio bene!

– Lo so, Cucciolo, lo vedo … – Non è nemmeno una cosa sessuale, adesso stare così mi sembra la cosa più ovvia del mondo, adesso stai appoggiato a me e sei veramente rilassato, abbandonato, si vede che stai bene e una cosa del genere mi fa andare in estasi … Birillo! Che bello quando mi guardi così! Birillo! È un sorriso dolcissimo!

– Cucciolo è bello condividere la propria intimità, Cucciolo, noi siamo una coppia felice! Io adesso sto bene … mi addormenterei così, mi sentirei felice di stare sempre così, non mi manca nulla, le mie malinconie me le porto dentro ma restano nascoste dentro, non mi fanno male perché ci sei tu, Cucciolo, alla fine il sesso è una cosa importantissima perché ti apre le porte dell’affettività vera, io adesso mi sento completamente tuo e sento che tu sei completamente mio, ma proprio tutto, anche l’anima … Cucciolo, restiamo così e non diciamo niente, poi tra dieci minuti fai tutto tu, mi lavi, mi asciughi e mi porti a letto …

– Ok Birillo, ma adesso non pensare a niente, cerca di goderteli questi momenti perché sono bellissimi!

– Così, a stare zitti zitti, mi viene ancora da parlare … ma adesso sto zitto … Cucciolo … grazie …

– Andy!!!

Rimasero in silenzio, con l’acqua che scorreva sui loro corpi lentamente, ogni tanto si stringevano le mani e Andy si stringeva di più a Marco, era come se il tempo si fosse fermato, non avevano paura di nulla, avevano la mente sgombra e leggera la comunicazione era intensissima, fatta di contatti leggeri e del calore del respiro, dopo dieci minuti Marco prese lo shampoo e lo versò sulla testa di Andy che rimase seduto, Marco si trattenne qualche secondo in più a frizionare leggermente i capelli di Andy, poi gli disse:

– Tirati su che ci sciacquiamo. Andy si alzò senza aprire gli occhi, Marco intensificò il getto e in un attimo non avevano addosso più schiuma, poi Marco aprì il meno possibile il box della doccia, uscì, prese l’asciugamano grande, rientrò nel box e lo avvolse intorno ad Andy che si limitò ad alzare le braccia. Entrambi non erano sessualmente eccitati. Marco asciugò bene i capelli di Andy poi lo frizionò leggermente e gli versò addosso un po’ di talco, quindi si asciugò con un asciugamano piccolo. Andy uscì dal box avvolto nel lenzuolo da bagno e rimase fermo, Marco si infilò slip e jeans, lo prese in braccio e lo portò a letto, poi andò a riprendere i vestiti di Andy, che però volle rimanere a letto completamente nudo, Marco fece altrettanto. Avevano entrambi la pelle fresca, quasi fredda, Andy aveva qualche piccolo brivido di freddo, Marco lo abbracciò.

– Come va, Birillo?

– Benissimo, Cucciolo, benissimo! Lo sai che si sta bene anche senza sesso, è un’altra cosa ma non è meno tenera… domani ci rifacciamo ma stasera è stata bellissima lo stesso … Cucciolo …

– Che c’è?

– Che pensi?

– Penso a quello che hai detto prima, che il sesso ti apre le porte dell’affettività vera … è proprio vero.

– Pensa un po’ come deve essere fare sesso senza amore, magari sapendo che tu stai con uno che sta pensando ad altro, magari con uno che ti piace solo fisicamente ma che non ti piace come persona … Cucciolo, ma ci pensi come sarebbe brutto … ma come fa certa gente a fare sesso se non è innamorata … io su di te ci avevo puntato tutto … almeno credo, comunque poi me lo hai insegnato tu che cosa significa  amare … e io l’ho imparato … almeno credo, prima di queste cose non ne capivo niente, ne avevo un vago sentore … e poi sei arrivato tu … Accarezzami i capelli … sì, così, Cucciolo, mi piace tanto, mi piace addormentarmi sapendo, anzi sentendo, che tu sei vicino a me … così, Cucciolo, così … notte Cucciolo!

– Notte Birillo!

– Cucciolo …

– Che c’è?

– …

– Che c’è?

– Forse niente … però mi prende un po’ di malinconia …

– Cioè?

– Mah… mi sento un po’ svogliato, un po’ deluso, certe volte mi pare che anche fisicamente non sono più quello che ero prima … cioè mi pare che sto calando un po’, forse no, o forse sono solo stupidaggini … però mi sento sempre mezzo mezzo, forse io a essere felice non ce la farò mai … cioè a sentirmi totalmente bene, ma neanche, diciamo solo a sentirmi bene … certe volte invidio papà, lui la prende sempre bene e pure mamma, loro certe forme di depressione non le hanno mai provate … ma come fanno ad essere sempre così sereni?

– Birillo, ma non sono sereni … cioè non sono felici in modo totale, sono solo sereni, guarda che di guai ne hanno tanti ma è che con noi non ne parlano mai, però le loro malinconie le hanno eccome e anche le cose che non vanno sotto il profilo fisico …

– Allora recitano …

– No, non è questo, è che cercano di non pesare su di noi …

– Dici che io dovrei fare lo stesso?

– No, Birillo, ognuno è sé stesso … io certi comportamenti da papà me li aspetto ma da parte tua sarebbero strani … sono diversi i ruoli …

– Ma allora è una questione di ruoli …

– Be’, in un certo senso sì, ma non sono recite …

– E allora quando a papà vengono i momenti di depressione si tiene tutto dentro?

– No, come sta alla fine lo capisci, ma lui ci mette una nota positiva …

– Cucciolo …

– Che c’è?

– Ti sto scocciando?

– No, ma adesso te la faccio io una domanda … ma tu pensi che a me i momenti neri non siano mai capitati? – Mh! Questa è una domanda difficile … di momenti neri forse te ne sono capitati, anche brutti, di paura, di disperazione, ma di depressione no, non credo tu abbia mai avuto momenti di depressione nera … forse questo per noi è l’unico punto sul quale non siamo esattamente sulla stessa frequenza, su questo tu mi stai a sentire ma non mi puoi capire perché non ci passi direttamente … che pensi? … Dimmelo, non stare zitto!

– Penso che forse hai ragione … e mi dispiace che sia così …

– Ma ognuno ha il suo mondo e nessuno può arrivare in fondo all’anima di un altro …

– No, Birillo, questo non è vero … tu non sai quello che mi passa per la testa? Secondo me tu lo si benissimo …

– Ma tu lo sai quello che passa per la testa a me?

– Sì che lo so …

– E allora dimmelo!

– Secondo me stai pensando che a stare a letto con me si sta bene e che queste chiacchiere hanno un valore comunicativo enorme … stare bene è solo questo … sentirsi amati …

– Però abbracciami, Cucciolo… ecco, così … è bella questa intimità con un’altra persona … è proprio una cosa calda, l’avevo sognata tanto … Cucciolo, lo sia che esiste veramente? Io prima non ci credevo … c’è tanta gente che conta, che guadagna, che fa tante cose importanti … ma tu dici che persone che si vogliono bene ce ne sono veramente tante? … Cioè che si vogliono bene come noi … Lo sai Cucciolo che adesso dipendere economicamente da te non mi pesa più, mi sembra ovvio, non mi sento un mantenuto, adesso questa è proprio casa mia e i tuoi sono la famiglia mia, l’anno scorso una eventualità del genere mi sarebbe sembrata assurda e invece è successo tutto da sé … però un po’ di malinconia di fondo mi è rimasta … ma quando stiamo abbracciati mi passa … però mi restano addosso tante paure, non so se tutta questa voglia di costruire ce l’ho veramente, quando ci sei tu mi sembra di sì, ma poi non lo so, mi sembra che vado un po’ a rimorchio, c’è tanta gente che fa progetti, che si sogna il domani … a me un po’ il domani fa paura, sto bene così, adesso, poi magari il mondo professionale non mi piacerà affatto, allora ci sarà da lavorare ancora più di adesso e il tempo per essere coccolati non ci sarà più … mannaggia, questo non mi piace … ma perché bisogna lavorare, Cucciolo, io non voglio crescere, io la mia adolescenza la voglio vivere adesso … almeno un po’ … adesso mi sento anche emotivamente carico, con tanta esitazione ma emotivamente carico, lo sento proprio a livello fisico, vedi, non ce la faccio ad addormentarmi, magari poi domani non ce la faccio ad alzarmi, ma adesso non ho proprio voglia di andare a dormire, mi piace troppo perdere il tempo così, fare correre il cervello a ruota libera, farmi coccolare, c’è tanta gente che ha voglia di crescere, di avere indipendenza, soldi … io a tutte queste cose non ci penso proprio, io ho bisogno del mio Cucciolo e basta … Cucciolo, ti do fastidio?

– Andy!

– Lo sai che mi piace quando mi accarezzi così, è una cosa dolce, delicata, mi sento importante … quando c’è qualcuno che si prende cura di te ti senti bene … però, lo vedi, Cucciolo … sei sempre tu che ti prendi cura di me e mai il contrario … a me piace quando mi accarezzi, ma potrebbe piacere pure a te e io non ci penso, mi godo la parte mia e a te non ci penso … sono egoista?

– No … sei solo il mio Birillo … tu dici tante cose, io non le so dire così bene ma mi piace sentirle e mi sento importante quando le dici … io adesso ho uno scopo nella vita … fare sì che il mio Birillo sia felice … queste cose riempiono la vita e poi mi piace tanto sentirti parlare, sentirti divagare quando fai tutti i tuoi discorsi, in fondo sono anche i miei … – Cucciolo, lo sai che con tutta questa intimità non si pensa nemmeno più tanto al sesso, adesso non mi manca niente, adesso siamo una cosa sola veramente … però noi non possiamo aver figli … ma ti pare giusto? Cioè, quando ero piccolo i miei mi dicevano che quando due si vogliono bene Dio gli manda i figli perché i figli così possono crescere bene … Cucciolo, noi ci vogliamo bene … però figli niente … per una coppia etero che si ama deve essere una cosa bellissima pensare che da loro possono venire i figli … o no? Chi lo sa … Forse i figli hanno un altro senso … almeno quando sono nato io … a me non mi ha mandato certo Dio come premio perché mio padre e mia madre si volevano bene, per te è stato diverso ma per me no, io sono nato e basta … tu pensa … mio padre e mia madre avrebbero fatto di tutto per non mettermi al mondo e invece io ci sono lo stesso, noi invece magari un figlio lo vorremmo tanto e non lo possiamo avere… ma tu un figlio o vorresti?

– Mah! Tanto è impossibile …

– Sì, lo so, ma tu lo vorresti un figlio da me …

– Birillo, adesso stiamo farneticando …

– No, dai, non cambiare argomento, rispondi!

– Un figlio da te? … e tu saresti il papà o la mamma?

– Dai, non tergiversare, cerca di rispondere …

– Mah!

– Sei perplesso?

– Sì …

– E perché?

– Be’ realmente un figlio non so se lo vorrei, non mi sembra una cosa così ovvia, in un ceto senso penso che sia una fortuna non dovere decidere cose del genere, un bambino è bello quando nasce, quando è piccolo, quando le cose vanno tutte lisce, ma quando non è così … ma anche quando va tutto bene, poi non resta sempre bambino, poi cresce, poi si ammala, poi invecchia … Birillo, tutte queste cose le abbiamo dette altre volte … quello che penso lo sai …

– Sì, lo so, però a me avere un figlio da te mi piacerebbe tantissimo … che nome gli metteresti?

– Mah! Proprio non lo so …

– Io sono tradizionalista, Rocco non mi piace proprio ma lo chiamerei così, come il nonno … e ci pensi come resterebbe papà se rimanessi incinto … , secondo me sarebbe contentissimo …

– Be’, insomma …

– Lo so che non succede però sarebbe bello …

– Lo vedi che vuoi fare la mamma!

– No, non lo so, ve be’, potresti rimanere incinto pure tu … però sarei contentissimo … Cucciolo … mi sto allargando troppo?

– E sì, mi sa di sì … – Però sarebbe bello … il Cucciolo col pancione … o starebbe meglio a me? … E poi se io resto incinto tu mi cacci di casa e magari pensi che ti ho messo le corna … magari con una ragazza … però se fosse successo sarebbe rimasta incinta lei … Cucciolo! Che pensi?

– Penso che è bello sentirti giocare così …

– Cucciolo …

– Sì …

– Ma tu la senti ancora una spinta erotica forte?

– Sì, è ovvio … cioè prima era una cosa fortissima perché doveva diventare una ipotesi reale ma adesso è una cosa reale …

– Sì, va be’, ma quando stai con me ti senti eccitato? … Dai, e poi quello che voglio dire lo sai benissimo … mh! Senti qua! Mi sa di sì, secondo me ti senti eccitato eccome … non è durissimo, come i primi tempi ma è bello grosso … sì, sì, sì, va ancora tutto bene … Cucciolo …

– Vuoi fare l’amore, Birillo?

 – Sì! Ah! Bello, Cucciolo, Bellissimo, così a pelle, nudo su nudo, almeno il fatto che sono giovane serve a qualche cosa, pensare che puoi essere felice di stare con me, che la mia sessualità ha in senso non solo per me mi sembra una cosa quasi incredibile … Cucciolo … Mh! Buono! Stai un po’ più tranquillo … aspetta, aspetta … fermo! Più calmo, più piano, tanto abbiamo tutta la notte … sì, sì, io non vaglio fare le cose una botta e via, mi piace il sesso lento, quello che dura nel tempo … mannaggia, pensa se tu avessi l’eiaculazione precoce … o se ce l’avessi io … tutto questo non si potrebbe fare … e invece si può fare e pensa se non ti tirasse o se non tirasse me … sarebbe un problema e invece ti tira eccome … lo sai che quando vedevo i siti porno su internet mi piaceva tantissimo vedere i ragazzi nudi, proprio solo nudi, non in attività sessuali costruite … un ragazzo è fatto per stare nudo, nudo è più bello, lo capisci meglio ne capisci meglio il carattere … se poi la puoi toccare … mh! Poi mi piacevano le foto di coppia, soprattutto quelle molto dolci, di coccole tenere, anche sessuali, ma senza aggressività, le cose intense, quelle partecipate, … c’erano dei nudi bellissimi, di una naturalità totale … il ragazzo com’è … che è una cosa bellissima, senza orpelli di nessun genere … Cucciolo ti posso guardare un po’, solo guardare come sei fatto … io lo so benissimo come sei fatto, ma mi piace proprio osservarti … no, non così, non ti mettere in posa, devi essere naturale, il sesso è una cosa semplice, spontanea … ecco così … lo sai Cucciolo, a me piacciono tanto le fotografie ma una foto erotica non te la farei mai e non me la farei mai fare, mi piace guardarle è vero, ma non quelle delle persone che amo, cioè mi sembrerebbe un po’ una dissacrazione, magari una foto di nudo sì, però dovrebbe essere un nudo senza eros, che ne so … un nudo al mare e mentre giochiamo … però il sesso mi sembra una cosa troppo privata … ma quanto sei bello, che belle gambe hai … quando stanno nei jeans non sembrano così belle, sono robuste ma non grasse, sono muscolose ma non troppo … e poi hai un bel volto, si armonizza bene col pisello, ci sono quelli che sono tutto cazzo o tutto bel faccino e niente cazzo … tu sei bello e basta … Cucciolo! Che fai? Aspetta! – Dai su, adesso ti voglio guardare un po’ io … così! Altro che fotomodello! … un Birillo tutto mio … proprio mio tutto! Mi sembra così incredibile … che fai? … Mh! … E baci bene! Accidenti! Sembri una puttana di classe! – E tu che ne sai? E poi a me certi paragoni non piacciono! Adesso mi giro e mi metto a dormire! – Scusa, Birillo! Scusa, scusa! Ho detto una stronzata! – Niente linguaggio triviale! Cucciolo noi stiamo facendo l’amore … hai capito Cucciolo? Qui non ci sono puttane … e poi quelli sono modelli di maschilismo vergognoso … se te ne esci di nuovo con cose del genere, parola mia, mi giro dall’altra parte e mi metto a dormire! Dai, su, adesso non fare quella faccia da cane bastonato, dai, su che mi devi coccolare, se no mi raffreddo …

– Te la sei presa, Birillo?

– No! Però … mh! Che fai?

– Be’ lo vedi …

– Sì, però dopo pure io!

– Certo, non ti preoccupare!

– Però è bello veramente! Mizzica, me lo ero quasi dimenticato! … Cucciolo, un attimo, fermo … per favore …

– C’è qualche cosa che non va?

– No, ma mi sento un po’ distratto … scusa se te lo dico ma mi sembri un po’ meccanico in quello che fai … non è male, anzi! Ma adesso non mi sento molto addentro in queste cose …

– Birillo … ho fatto qualche cosa che non va? …

– No, dai, non fare così, è solo che mi viene da pensare ad altro …

– E cioè? A che cosa? – Mi viene da pensare all’università, alla cosiddetta vita adulta … niente più cucciolerie …

– Ma tanto non mi pare che poi ti piacciano troppo …

– Non è vero, ma adesso sto pensando ad altro … tu dici che ci arriviamo veramente alla fine?

– Penso proprio di sì … ma perché non ci dovremmo arrivare? …

– Perché io non sono mai arrivato da nessuna parte …

– Ma se è per questo nemmeno io … però perché le cose non dovrebbero cambiare? … Ci sono tutte le migliori aspettative …

– Mh! … Le tue sì, quelle di papà e mamma …

– Perché le tue no? – Cucciolo, ma io l’università, la laurea, fare l’avvocato non lo considero un obiettivo della vita, si deve fare e basta, non è una mia scelta è una necessità, in qualche modo bisogna pure mangiare e noi in pratica lo possiamo fare così … in pratica solo così … però nel senso vero della parola non me ne importa nulla … io potrei fare qualsiasi cosa o anche nulla, in fondo non è una cosa mia … Cucciolo certe volte mi sento un po’ come se fossi una macchina nelle mani del destino, tanto tutto funziona come deve funzionare, io non ci posso fare niente, mi sento passivo, completamente passivo …

– Pure con me?

– Ma che c’entra? Io dico del lavoro, Cucciolo, noi facciamo facciamo … e poi tanto è tutto casuale! … E poi io adesso non riuscirei più a stare solo, prima ero più forte e ce la facevo … forse più disperato, però ce la facevo, adesso sto meglio ma ho anche tanta paura che tutto questo non duri, forse sono paure teoriche ma io le sento, non so nemmeno di che cosa ho paura … di qualche cosa che potrebbe venire a rovinare tutto … quando meno te lo aspetti … Cucciolo, io non ce l’ho una sicurezza … cioè nel futuro non ci credo, sto cercando di prendermi tutto e subito, ma al futuro non ci credo … tu dici che sono paure stupide ma io non mi sento sereno, è come se ci fosse qualche cosa che ci minaccia, qualche cosa che non so che cosa sia … però mi sento come se ci fosse una minaccia, poi tante volte mi metto a fare dei giochi mentali, penso di riuscire a prevedere il futuro e lo prevedo nero … poi penso che il futuro io lo posso condizionare col pensiero, e allora mi viene l’idea che io il futuro lo posso rovinare pensandoci troppo … Cucciolo, non sono cose stup… mh! Il bacio è stato bello ma non è che mi vuoi zittire?

– Sì! Ti voglio zittire … perché quando parti non ti fermi più … Andy! Una sponda ti ci vuole, se no il cervello lo fai girare troppo …

– Cucciolo, ma ti sei arrabbiato che prima non ti sono venuto appresso a fare l’amore … scusami, mannaggia certe volte sono proprio stupido …

– L’ho detto io che parli troppo! Birillo … ma lo sai che ore abbiamo fatto?

– No. – Sono quasi le quattro e domani cascheremo dal sonno … su, non fare quella faccetta pentita … piacerebbe tantissimo anche a me se si potesse dedicare tutto il nostro tempo solo a stare bene insieme … però, Birillo … , insomma, ci sono tante cose da fare e in un modo o nell’altro bisogna farle e domani ambiamo pure papà e mamma a pranzo e dobbiamo studiare … adesso una cosa fammela dire e poi mettiamoci a dormire …

– Ci sei rimesto male che mi sono distratto?…

– No, Birillo, ti volevo dire un’altra cosa … secondo me quando avremo finito con l’università farà piacere anche a te, adesso c’è la fatica ed è ovvio che la fatica non ti piaccia, ma poi ci sarà il risultato … ma te lo ricordi come stavi quando abbiamo fatto gli altri esami? … secondo me eri contento eccome … a te piace tanto palare, ma secondo me tu al fatto che arriveremo a destinazione presto e bene ci credi eccome! Birillo, tu in fondo quando c’è da studiare studi, non perdi tempo … magari poi non dormiamo per parlare, ma quando c’è da studiare si studia e basta!… O no?

– Sì … almeno un po’ è vero … Notte Cucciolo, adesso dormiamo e basta … Cucciolo, senti, adesso forse mi andrebbe di fare l’amore …

– No, Birillo, adesso dormiamo …

– Lo vedi che mi vuoi punire …

– Birillo, per favore, ti prego …

– Ho capito, ho capito … però domani sera si fa …

– Promesso!

– … È un po’ la promessa del marinaio …

– Zitto, Birillo! Adesso dormiamo, se no domani non stiamo in piedi e non ci possiamo permettere cose del genere … Notte Birillo!

– Notte Cucciolo! … Senti io … no, niente! Notte Cucciolo!

– … – Che fai non rispondi?

– Notte Birillo e dormi sereno perché noi non siamo soli … e lo sai … ma adesso dormi!

– Notte!

RAFFALOVICH: COME AFFRONTARE L’OMOSESSUALITA’

Nelle pagine dedicate al metodo e al punto di vista, Raffalovich, sotto le apparenze di un dotto discorso letterario, cerca di fare emergere la sostanziale complessità della questione relativa all’omosessualità, che non si può ridurre a patologia sessuale. Raffalovich ha a cuore la figura dell’omosessuale superiore, che lui individua col non effeminato e tende a mettere in evidenza che le qualità morali di una persona non hanno nulla a che vedere col suo orientamento sessuale. Si ferma parecchio sulla presunta femminilizzazione dell’omosessuale, sulla famosa formula dell’anima femminile nel corpo maschile, ancora sostenuta da Ulrichs, al quale rimprovera che, per evitare di fare dell’omosessuale un criminale ne aveva fatto un malato. Raffalovich ha una concezione nettamente più moderna dell’omosessualità, basata su una conoscenza molto larga e documentata della questione. Egli sostiene che l’omosessuale congenito può ben arrivare al coito con una donna senza per questo essere meno omosessuale, può sposarsi ed essere anche un ottimo marito ma non sarà in nessun caso un marito felice, perché il suo vero interesse non si rivolgerà comunque alle donne. Raffalovich rimprovera ai suoi contemporanei l’idea ossessiva che in qualsiasi rapporto, anche omosessuale, ci debbano essere comunque un uomo e duna donna, egli sostiene che l’omosessuale non si sente affatto donna, e spesso non è un mezzo uomo ma un uomo e mezzo e molti grandi condottieri del passato lo dimostrano ampiamente. In buona sostanza Raffalovich evidenzia le pretese, le contraddizioni e gli errori di metodo della pseudo-scienza del suo tempo, che partendo da presupposti a priori, concludeva sostenendo il carattere chiaramente criminale e patologico dell’omosessualità.
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IL METODO

Si è tanto studiata la psicopatia sessuale, la patologia dell’inversione sessale, che è diventato indispensabile risalire più in alto e più indietro e seguire la psicologia di queste manifestazioni dell’istinto sessuale che si chiamano uranismo, inversione sessuale, sessualità contraria, unisessualità, omosessualità.

Per parlare dell’inversione sessuale con competenza bisogna adottare un punto di vista che non è quello dell’omosessuale; altrimenti tutto quello che si scrive farebbe solo più o meno torto alla verità e diventerebbe un monumento di maggiore o minor valore per gli psicologi e i moralisti del futuro.

Non ignoro la difficoltà dell’impresa, ma essa non ha nulla di impossibile. Io vorrei applicare alla psicologia umana, alla conoscenza degli uomini, un po’ di quella equità critica sognata e indicata da Sainte-Beuve. Così, nel brano seguente, se sostituisco a Raffaello la Natura, o quello che c’è nella Natura, o lo scopo della natura, e alla parola arte la parola Morale, si avrà un’impressione oscura di quello che io conto di evitare:

“Un giorno che, davanti a una tela di Raffaello, uno dei nostri pittori moderni, grandi intenditori di estetica più che pittori, uomo dalle vaste idee e dai progetti grandiosi, aveva sviluppato davanti a qualche suo discepolo una di quelle teorie sull’arte cristiana e sull’arte del Rinascimento, in cui il nome di Raffaello, continuamente invocato, è preso a pretesto, si girò improvvisamente allontanandosi, e da uomo di spirito qual è, gridò: E dire che se ci avesse ascoltato non ci avrebbe capito niente! Io non vorrei mai che una cosa simile si potesse dire dell’autore, dell’artista (1) che si sta spiegando, anche dopo secoli, e che si sta commentando. ”

Dopo l’apologo Sainte-Beuve fa intravedere il metodo:

“Io so che i punti vi vista cambiano e si spostano; che avanzando nel cammino, tappa dopo tappa, delle nuove prospettive si aprono verso il passato e vi gettano delle luci, certe volte impreviste. Si può dunque, fino ad un certo punto, vedere in un’opera una cosa diversa da quella che ci ha visto l’autore, isolare quello che egli ci ha messo a sua insaputa e quello a cui egli non aveva neppure pensato in modo esplicito. Così come egli avrebbe certamente molte cose da insegnarci, se ci fosse concesso di rivederlo, e noi saremmo ricondotti al vero su molte questioni sulle quali siamo andati al di là, io credo che gli si potrebbero anche insegnare, a lui su lui stesso, alcune cose nuove. In questo (se ci si riuscisse) consisterebbe la legittima gloria del critico. In questo consisterebbe la sua parte legittima di invenzione. Così mi piacerebbe che quando si scrive su un autore (e intendo soprattutto parlare di un poeta o di un artista, di un autore di sentimento o d’immaginazione) lo si immaginasse presente ad ascoltare quello che noi ne diciamo. Questa ipotesi, all’inizio, potrebbe intimidire ma un po’ di timidezza non fa male…”

“Questa prima impressione di pudore sarebbe ben presto dissipata, e ci si metterebbe a parlare a discutere… con libertà, in modo ardito, immaginandosi qualche volta di poterlo anche sorprendere un po’ e di poterlo stupire, ma sforzandosi nello stesso tempo di convincerlo delle nostre idee. Si sarebbe allora animati da un’idea molto gratificante e da una spinta potente, dall’idea di potergli insegnare qualcosa, anche a lui, che gli si possa far fare un passo in più vero la conoscenza di lui stesso e del posto che occupa… Ci si sentirebbe contenti di toglierli un velo davanti agli occhi che gli nascondeva qualche aspetto, che gli si possa spiegare meglio di quando non possa fare lui stesso la sua azione sugli uomini , in che cosa essa è stata utile, salutare e favorevole alla crescita; o, oserei aggiungere, anche in che cosa essa è stata meno opportuna e qualche volta funesta. ” La cura che si metterebbe nel toccare questi argomenti difettosi per la morale o per l’arte, e le precauzioni che si userebbero nel convincerlo (lui sempre presupposto invisibile e presente) sarebbero un omaggio in più al genio e alla fama.(2) … Non si parlerebbe di Racine, di La Fontaine, di Orazio (Orazio, La Fontaine e Racine sempre considerati presenti), come di Bossuet e di Corneille. Ci si metterebbe subito, per quanto possibile, all’unisono, perché la cosa importante sarebbe che il grande scrittore trovasse che noi entriamo nel suo senso del testo in modo abbastanza diretto per consentire in seguito a lui di entrare un po’ nel nostro senso. Si arriverebbe per gradi al punto in cui l’accordo cessa (se deve cessare), al limite. Si farebbe notare all’uno quello che ha detto senza saperlo, e all’altro quello che ha fatto senza volerlo. Il grande uomo, fino allora così ben condotto dalla sua guida, sarebbe come costretto ad avanzare con il lettore; non sarebbe che un lettore in più, e il più interessato di tutti. Si potrebbe portare Racine fino a capire l’elogio di Shakespeare e si potrebbe spiegare davanti a Bossuet che cosa è la tolleranza… Tra un fatto così generale e comune a tutti come il suolo e il clima, e un risultato così complicato e così diverso come la varietà delle specie e degli individui che ci vivono, c’è spazio per moltissime cause e per le forze più particolari e più immediate, e finché non le si è comprese, non si è spiegato nulla. E lo stesso vale per gli uomini e per gli spiriti che vivono nello stesso secolo, cioè in un medesimo clima morale: si può bene, quando li si studia uno alla volta, mostrare tutti i rapporti che essi hanno con quei tempi in cui sono nati e sono vissuti; ma mai, se si conoscesse la sola epoca, e anche se la si conoscesse a fondo nei suoi caratteri principali, si potrebbe concludere in anticipo che essa avrebbe dovuto dare i natali a questo o a quell’altro tipo di individui, a quello o a quell’altro tipo di talento. Perché Pascal invece di La Fontaine? Perché Chaulieu piuttosto che Saint-Simon? Si ignora dunque il punto essenziale del problema: il come della creazione e della formazione, il mistero ci sfugge. Ciò che di più saggio si può fare è guardare bene e osservare… Le formule generali non attestano che un punto di vista o un desiderio di certi spiriti; è meglio essere sobri nell’usare formule generali e farle intervenire soltanto quando si è arrivati proprio alla fine, perché quando sono troppo frequenti e presenti in tutti i momenti, esse non fanno che offuscare e schiacciare.”

Da questo punto di vista ci si accorge che l’amore unisessuale, come le depravazioni e le follie unisessuali possono dedursi a priori dalle condizioni della vita e dalla natura umana. La psicopatologia moderna non ha avuto il coraggio o la capacità speculativa di servirsi della psicologia e della conoscenza dei caratteri.

Quando ci si dimentica della tesi che si vuole difendere pro o contro la morale convenzionale, pro o contro l’opinione della minoranza o della maggioranza, – o pro o conto qualsiasi altra cosa, – in una sola parola, quando si studia l’inversione con imparzialità e acutezza, con calma, si scopre che l’unisessualità e tutte le sue ramificazioni e complicazioni, discendono dalla natura umana, dalla sessualità virtuosa o viziosa, moderata, sobria o eccessiva, dal carattere debole o forte, indeciso o pertinace, dall’intelligenza, dalla continenza come dall’incontinenza, da tutte le educazioni e da tutte le resistenze. Non c’è nessun incontro di circostanze che non possa avere un qualche rapporto con una delle forme o delle trasformazioni dell’unisessualità: non si può né negarla, né distruggerla, né diminuirla. – ma bisogna comprenderla, studiarla, diminuirne i pericoli e i crimini.(3)

PUNTI DI VISTA

Una delle difficoltà è stata il punto di vista falso o la conclusione determinata a priori. Il materialista, per esempio (che ha molto più bisogno di buoni costumi i quanto non abbia bisogno di religione)(4) o anche lo scettico, desideroso non contraddire l’opinione scritta o gli assiomi, non trovando l’unisessualità né criminale a priori né difficile da immaginare o da collocare nell’insieme della vita umana, sono costretti ad occuparsi soprattutto dei malati, dei criminali, per classificarli come degenerati. – M. Chevalier (così eccellente su qualsiasi argomento, salvo che sull’inversione congenita) arriva a confondere quasi l’effeminatezza (dell’uranista) con l’inversione. L’uomo invertito, secondo lui, si sente donna di fronte all’uomo: ma è quello che accade all’invertito effeminato, all’invertito degenerato, malato – ma l’invertito maschile e superiore si sente uomo di fronte all’uomo. L’invertito congenito di M. Chevalier è l’invertito femminile, futile, pericoloso e loquace, – quello dal quale l’invertito maschio fugge come fugge dalla donna femminile. I grandi uranisti non appartengono a questa categoria.

Se ci si ricorda che M. Chevalier, nel suo capitolo sull’inversione congenita, si occupa soprattutto di effeminatezza congenita, non si può con congratularsi con lui per il suo libro così nutrito e coscienzioso. Ma non posso impedirmi di credere che lo studio dell’invertito maschio lo abbia un po’ bloccato al punto di farlo arrivare alla degenerazione forzata dell’uranista.

E, nonostante tutto, il suo capitolo storico è eccellente e riassume molto bene l’universalità dell’unisessualità in tutti i tempi e in tutti i paesi. Solo se si deve arrivare alla conclusione del minor valore, dell’inferiorità dell’uranista superiore, io credo che allora ci si preoccupi di studiare soprattutto malati, impulsivi, alienati e criminali.

Mi adeguo senza problemi all’opinione degli scienziati quando trattano dell’unisessualità come risultato della smania di potere a tutti i livelli; come vizio (pederastia venale, prostituzione unisessuale, rivettes, jésus, ricattatori, ecc.) nato dalla povertà, dalla pigrizia, dalle tentazioni e dalle eccitazioni derivanti dalla vita nelle città, anche nelle piccole città, dal desiderio degli uni ed alla docilità degli altri, e dai desideri degli uomini che pagano; quando trattano dell’unisessualità come risultato di tutte le agglomerazioni di maschi (penitenziarie, militari, religiose, ospedaliere, industriali, scolastiche); di atti unisessuali commessi per effetto di infantilismo o di ermafroditismo fisico, per depravazione cerebrale, per snobismo, ecc., degli atti unisessuali legati alla mania, alla melanconia, al delirio dei perseguitati o dei persecutori, alla follia ereditaria, all’epilessia (pederastia periodica di Tarnowsky), alla paralisi generale (pederastia paralitica di Tarnowsky), alla demenza senile (pederastia senile di Tarnowsky, pederastia degli effeminati e dei degenerati), ma mi rifiuto di seguire i loro lettori quando pensano che questi scienziati abbiano chiarito la psicologia intima dell’inversione.

La conservazione della specie diventa, per gli scienziati di oggi, quasi altrettanto formidabile del “crescete e moltiplicatevi” e la differenziazione assoluta dei due sessi diventa il segno stesso della civiltà. Si mette un po’ da parte (in teoria) la conservazione dell’individuo, e un po’ meno la differenziazione dell’individuo. Ma l’unisessualità non impedisce la conservazione della razza, perché la si è trovata in tutti i tempi e in tutti i paesi del mondo – e, se ci si occupa delle teleologia, non si può rifiutare agli unisessuali di avere la loro teoria secondo la quale l’unisessualità esiste per impedire che il mondo troppo popolato sia costretto a dover uccidere una certa percentuale di bambini o di nonni.

Se la differenziazione dei due sessi (se l’uomo molto uomo(5) e la donna molto donna,(6) cioè a dire il maschio dell’homo sapiens e la femmina dell’homo sapiens) è la finalità e il segno stesso della civiltà, penso che il mondo dovrebbe ricominciare da capo se lo si volesse ben riuscito. E anche in un mondo in cui ogni uomo fosse un Adamo e ogni donna fosse un’Eva, l’unisessualità comparirebbe ben presto perché l’amore della similarità è una passione umana proprio come l’amore della dissimilarità. Questa idea che c’è sempre un maschio e una femmina (qualsiasi sia il sesso) perseguita tutta la psicologia sessuale. Oggi come oggi questo amore della similarità congiunto con l’amore della dissimilarità costituisce l’amore di molti uomini superiori per delle donne superiori. – La donna troppo differenziata finisce per essere un gingillo e questo porta quasi al feticismo, e parecchi uomini sono diventati o sono rimasti unisessuali a causa di questa differenziazione spinta all’estremo.

Man mano che l’uomo si civilizza, si complica e si perfeziona, man mano che diventa più sensibile, chiede alla donna delle qualità che essa non può ottenere senza assimilarsi a lui, senza rassomigliarli o sena fingere si rassomigliargli. Quanti uomini amano l’eco femminile (questa eco contro la quale tante donne oggi insorgono) e si immaginano di trovarla là dove essa non è, – se la donna fosse veramente tale quale la si definisce,(7) ci sarebbe ancora più unisessualità di quanta ce n’è ora, a causa della troppo grande incompatibilità.

L’invertito sessuale normale non è necessariamente un malato(8) né un criminale; e non è alla mercede del suo istinto sessuale più di qualsiasi altro uomo civilizzato, con dei principi, dei doveri e delle convenzioni da rispettare.

Ci sono invertiti sessuali criminali, ce ne sono di malati. Cu sono dei criminali e dei malati che sono sessualmente invertiti o pervertiti. Ma non si può rifiutare di riconoscere l’esistenza dell’invertito sessuale non squilibrato, non degenerato. Non presenta più segni di degenerazione dell’eterosessuale normale. È spesso molto maschio, un maschio e mezzo, più che un mezzo maschio, o se è effeminato, non lo è più di miriadi di eterosessuali.

INVERSIONE SESSUALE SENZA DEGENERAZIONE O SQUILIBRIO

L’invertito sessuale normale non è affatto necessariamente incapace di praticare il coito con una donna, e non è per questo meno congenitamente invertito. Può, nel corso della sua vita, amare o immaginarsi di amare una donna, ma corregge facilmente il suo errore, nella maggior parte dei casi prima dello snudamento amoroso. Può essere sposato e può essere un buono, indulgente e rispettabile marito, e se ha dei principi o è timido, o se non incontra nessuno che gli piaccia, potrà essere fedele a sua moglie e infedele al proprio ideale. È comunque da compiangere, benché sia degno di stima. In ogni caso non saranno le donne che lo attireranno.

La legge, i medici, la maldicenza, ora, respingono nell’oscurità l’invertito sessuale normale.(9)

Col caso di Oscar Wilde ancora presente nella memoria e quello degli établissements de bains di rue Pethièvre, credo, si capirà facilmente le paura della legge, e la maldicenza non ha bisogno di spiegazioni.(10)

I medici e coloro i cui libri si appoggiano su di loro, vogliono fare degli invertiti dei malati, per non farne dei criminali. Secondo me bisogna assumere la difesa di quelli che non sono né malati né criminali. Altrimenti non vedo proprio come si potrà arrivare a cambiare le leggi e a illuminare l’opinione pubblica e gli stessi invertiti.

Non avrei neppure iniziato questo libro se gli invertiti fossero comunque malati o criminali. L’ignoranza, la malafede, i pregiudizi, hanno oscurato questa questione da molto tempo e la nascondono ancora. Anche la pseudoscienza di oggi contribuisce al nostro accecamento. È solo a partire dai nostri giorni che si è cercato di classificare scientificamente gli invertiti, ma ci si è occupati soprattutto degli effeminati che sono pieni di menzogna e di vanità; è come se si prendessero Célimène, Manon Lescaut, Marguerite Gautier come prototipi della donna.

Studiando si si è scoperto che molti uomini nascono invertiti, che essi sono portati verso l’uomo come la maggior parte degli uomini è portata verso la donna. Tutto ciò che è stato scritto dopo, risente ancora dell’impulso dato dal famoso invertito Ulrichs, che proclamava la sua propria inversione e rivendicava la giustizia e la libertà per i suoi fratelli. Ulrichs difendeva la causa di volta in volta con troppo entusiasmo o con troppa ignoranza. Credeva ancora ad un’anima di donna in un cervello di uomo. Ci si è aggrappati in modo ostinato all’idea che l’effeminatezza e l’inversione fossero legate insieme. E poi si è voluto e si vuole ancora (ed è qui che la pseudoscienza di autori che hanno letto Krafft Ebing e alcuni altri va a fare danni) che gli invertiti di nascita, gli uranisti, come sono chiamati dalla parola urning inventata da Ulrichs, che hanno sempre amato gli uomini e che non hanno mai conosciuto la sodomia tecnicamente detta, cioè il coito anale, siano considerati come dei disgraziati e non come dei colpevoli, che la legge debba risparmiarli, riservando i suoi rigori solamente per i pervertiti, per i viziosi, per i dissoluti che stuprano i bambini o i ragazzi giovani.

Tutto questo è veramente lodevole sotto parecchi aspetti, ma è intriso di tutti gli errori possibili. Alessandro, Cesare, Federico il grande, il gran Condé, il principe Eugenio (più o meno la metà dei grandi condottieri) avevano conosciuto tutti degli amori e anche dei vizi omosessuali, ma il principe Eugenio soltanto fra questi cinque, comunque, io credo, non aveva mai avuto rapporti con una donna. Non si capirebbe dunque come poter fare dell’uranismo assoluto, dell’impossibilità di avere rapporti con una donna, il sine qua non dell’irresponsabilità unisessuale.

La verità è che non ci sono distinzioni assolute tra l’uomo eterosessuale e l’uomo omosessuale. C’è soprattutto l’uomo sessuale e l’uomo per il quale il sesso non è così preponderante. Questo può essere, senza danno per lui stesso o per gli altri, omosessuale o eterosessuale, o colpito da psico-ermafroditismo, è in questa categoria (di uomini presso i quali la sessualità, violenta o no, non è preponderante) che si trova normalmente il genio. Il genio più sensuale, il più sessuale, può sempre riprendersi dopo essersi lasciato andare.(11)

Nell’uomo di talento, al contrario, la sessualità è probabilmente più differenziata, più esclusivamente orientata in favore di un sesso, o di un’età o di un tipo o di un momento. Dante, il più grande genio d’Italia, notoriamente eterosessuale, ha giudicato l’uranismo in modo molto più giusto di qualsiasi altro poeta e io credo che tutti i grandi geni, se non hanno essi stessi ceduto all’unisessualità, l’hanno capita e conosciuta: in ogni caso l’hanno guardata dall’alto, senza menzogna e senza stupidità. Le circostanze non hanno permesso loro di venire in aiuto dell’ignoranza dell’umanità, ma Dante, Goethe e Shakespeare (letto nel senso che ho indicato) darebbero all’umanità la filosofia, la morale e la poesia dell’inversione sessuale. E se ci aggiungiamo Platone e qualche Padre della Chiesa, avremmo a stento bisogno degli autori che derivano da Ulrichs e del movimento scientifico della seconda parte del nostro secolo.

L’inversione sessuale è vecchia come il mondo e gli uomini l’hanno capita in altri tempi come la capiscono anche oggi. È ormai da parecchio tempo che tutte le questioni della morale sono state risolte, ma esse non sono state tutte codificate.

L’ignoranza della maggior parte degli uomini non deve sorprendere. Le visioni di insieme non appartengono alle maggioranze. Gli uomini che hanno scritto sull’inversione hanno avuto un punto di vista personale da difendere o da attaccare, o hanno avuto paura di mettere mano alla critica. Spesso quelli che hanno saputo e capito di più non hanno scritto nulla, e hanno detto ben poco, e hanno agito sui loro contemporanei e su quelli che stavano intorno a loro. Perché avrebbero dovuto rivelare senza scopo, in opere di filosofia, di morale o di pietà, la saggezza che si trova già in alcuni grandi libri?

Essi hanno saputo in tutte le epoche quello che noi dobbiamo imparare da capo, che la natura umana non è modificata sensibilmente dall’orientamento della sessualità.

Se volete un ritratto ammirabile dell’invertito effeminato come lo si ritrova negli ambienti mondani e artistici in cui ha agio di svilupparsi a suo piacimento, leggete la descrizione di Adolphe di Banjamin Constant: “Lo vedrete in molte e diverse circostanze, e sempre come vittima di questa mescolanza di egoismo e di sensibilità, che si uniscono in lui per la disgrazia sua e degli altri; capace di prevedere il male prima di farlo, e pronto a retrocedere disperatamente dopo averlo fatto; punito dalle sue qualità più ancora che dai suoi difetti, perché le sue qualità derivavano dalle sue emozioni e non dai suoi principi; di volta in volta il più devoto e il più duro degli uomini, ma che finisce sempre con la durezza dopo avere cominciato con la devozione, senza lasciare altra traccia che quella dei suoi torti…”
Il ritratto non colpisce forse per la rassomiglianza? E adesso leggete questo ritratto – non è forse quello di un uomo? – “A considerarlo da vicino, nelle sue azioni e nelle sue opere, si riconosce che con i suoi difetti e le sue colpe, Federico è della razza dei più grandi uomini, eroico per il carattere, per la volontà, superiore alla sorte, infaticabile nel lavoro, capace di dare ad ogni cosa il giusto peso, fermo, pratico, sensato, ardente fino alla sua ultima ora, sapeva mescolare, e nel suo modo geloso degli interessi di stato, un autentico e sincero spirito di philosophe, degli intervalli eleganti di conversazione, di cultura grave e di ornata umanità.” (Federico il grande descritto da Sante-Beuve).

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(1) E dell’uomo che si spiega, che si commenta.
(2) E alla verità.
(3) L’ignoranza che si ostenta su questo argomento, o che si ha realmente, non fa che aumentare il numero di bambini sfortunati e corrotti, di uomini inutili, infelici, mentitori e ingannatori – di prostituti maschio, di ricattatori, di ladri, di assassini. La prostituzione maschile aumenta.
(4) Quello che Diderot diceva del philosophe.
(5) L’intelligenza e la forza
(6) Il cuore e la grazia.
(7) Vedi Chevalier: Inversion sexuelle, première partie. Una maladie de la personnalité.
L’Inversion sexuelle (Psycho-physiologie, Sociologie, Tératologue, Aliénation mental, Psychologie morbide. Anthropologie, Médecine judiciaire) Lyon, Storck, et Paris, Masson, 1893.
(8) Non dico superiore, perché i superiori formano una classe più ristretta.
(9) L’invertito superiore si preoccupa meno di quello che dirà la gente e se ha delle ambizioni caritatevoli o elevate, seguirà la sua strada senza temere le calunnie o le facezie che fanno trasalire i suoi simili meno indipendenti.
(10) L’Inghilterra per esempio, ha avuto il processo del conte delle contessa Russel, in cui la contessa accusava suo marito di abitudini “contro natura” con un amico serio e poi durante il processo voleva fare rientrare il marito sotto il tetto coniugale.
(11) Goethe, il più grande genio tedesco, equilibrato per eccellenza, ha potuto cedere in un momento della sua vita, in un momento che richiederebbe uno degli studi più interessanti che si possano immaginare, all’amore unisessuale, ma si è ripreso, come si è sempre ripreso, e l’universo ha potuto glorificare Goethe, l’uomo che Napoleone chiamava enfaticamente: un uomo.
Lo stesso si potrebbe dire di Shakespeare, anche se personalmente credo che la differenza di età e di classe e un’amicizia entusiastica spieghino assolutamente i sonetti di Shakespeare, e lo stesso vale per Michelangelo, anche se egli rimase sempre uranista.

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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:

http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=16&t=5521

SESSUALITA’ OMOSESSUALE SECONDO HAVELOCK ELLIS

Prosegue la pubblicazione della versione italiana del trattato di Havelock Ellis dedicato all’inversione sessuale. Oggi potrete leggere le parti dedicate alla masturbazione, all’atteggiamento verso il sesso opposto, ai sogni erotici e alla cosiddetta attrazione pseudo-sessuale.

Ellis, smentendo molti luoghi comuni, riporta delle interessantissime valutazioni quantitative relative alla frequenza di specifiche pratiche sessuali, e in particolare della penetrazione anale (pedicatio), da parte degli omosessuali e anche alcune citazioni che permettono di cogliere gli aspetti affettivi connessi ai rapporti omosessuali. Cito come esempio due brani:

“Considerando i 57 uomini invertiti di cui ho una conoscenza ben definita, trovo che 12, trattenuti da considerazioni morali o da altro, non hanno mai avuto alcun rapporto fisico con il proprio sesso. In 22 casi il rapporto sessuale raramente va al di là di uno stretto contatto fisico e delle carezze, o al massimo della masturbazione reciproca e del rapporto intercrurale. In 10 o 11 casi la fellatio (l’eccitazione orale) – spesso in aggiunta ad una qualche forma di masturbazione reciproca, di solito, anche se non sempre, come agente attivo – è la forma preferita. In 14 casi, è stata esercitata una vera pedicatio – di solito attiva, non passiva -. In questi casi, comunque, la pedicatio non è affatto, sempre o abitualmente, anche il metodo preferito di gratificazione. Sembra essere il metodo preferito in circa 7 casi. Molti che non l’hanno mai sperimentata, tra cui alcuni che non hanno mai praticato alcuna forma di rapporto fisico, affermano di non avere alcuna obiezione contro la pedicatio; alcuni dicono la stessa cosa rispetto alla pedicatio attiva, altri rispetto alla pedicatio passiva. La percentuale di invertiti che praticano o hanno in qualche momento sperimentato la pedicatio, rilevata in questo modo, è grande (quasi il 25 per cento). In Germania Hirschfeld ritiene che sia solo l’8 per cento, e Merzbach solo il 6. Credo, tuttavia, che una valutazione induttiva più ampia, a partire da un maggior numero di casi americani e inglesi darebbe una percentuale molto più vicina a quella trovata in Germania.”

“A volte si suppone che nelle relazioni omosessuali una persona sia sempre attiva, fisicamente ed emotivamente, e l’altra passiva. Tra gli uomini, in ogni caso, molto spesso non accade così, e l’invertito non può dire se si sente come un uomo o come una donna. Così uno scrive: –

“A letto con il mio amico mi sento come si sente lui, e lui si sente come mi sento io. Il risultato è la masturbazione, e niente di più e nessun desiderio di altro da parte mia. Io cerco di andare oltre il più presto possibile, al fine di venire al meglio – cioè al dormire abbracciati l’uno all’altro o al parlare stando così.”

Vi lascio alla lettura integrale del testo.

Project

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MASTURBAZIONE.- Moreau riteneva che la masturbazione fosse la causa dell’inversione sessuale e Krafft-Ebing la considerava capace di indurre ogni tipo di perversione sessuale; la stessa opinione è stata recentemente ripetuta da molti autori, ma ormai non è più accettata. Moll ha decisamente respinto l’idea che la masturbazione possa essere la causa dell’inversione; Näcke nega ripetutamente che la masturbazione, non più della seduzione, possa mai produrre vera inversione; Hirschfeld non le attribuisce alcun significato eziologico. Molti anni fa ho prestato particolare attenzione a questo punto e sono giunto ad una conclusione simile. Che la masturbazione, soprattutto in tenera età, possa a volte indebolire le attività sessuali e aiutare le manifestazioni dell’inversione, io certamente credo.  Ma al di là di questo c’è ben poco nella storia dei miei casi di sesso maschile che indichi la masturbazione come causa dell’inversione. È vero che 44 su 51 ammettono che hanno praticato la masturbazione, – in ogni situazione, di tanto in tanto o in qualche periodo della loro vita, – ed è possibile che questa percentuale sia più grande di quella trovata tra le persone normali. Anche in tal caso, tuttavia, non è difficile da spiegare, tenendo conto del fatto che la persona omosessuale non ha le stesse opportunità della persona eterosessuale di gratificare i suoi istinti, e che la masturbazione può talvolta apparire legittimamente a quella persona come il minore dei due mali. [1] Non solo la masturbazione non è stata praticata in alcun periodo in almeno 7 dei casi (perché su alcuni casi non ho informazioni), ma in molti altri casi non è mai stata praticata fino a molto tempo dopo l’apparire dell’istinto omosessuale, in un caso non prima dei 40 anni, e solo di tanto in tanto. In almeno 8 è stata praticata solo al tempo della pubertà; in almeno 8, tuttavia, è cominciata prima della pubertà; almeno 9 l’hanno abbandonata prima dell’età di circa 20 anni. Purtroppo, finora, abbiamo poche prove definitive della prevalenza e della portata della masturbazione tra gli individui normali.

Tra le donne la masturbazione è stata riscontrata in almeno 5 casi su 7. In un caso non ci fu masturbazione fino ad un’età relativamente tarda della vita, e solo per brevi periodi e in circostanze eccezionali. In un altro caso, è stata praticata alcuni anni dopo l’esperienza dell’attrazione omosessuale, anche se non in eccesso, a partire dall’età della pubertà per circa quattro anni, e poi abbandonata; nel corso di questi anni le sensazioni sessuali fisiche erano più imperative di quanto non fossero percepite in seguito. In 2 casi la masturbazione è appresa spontaneamente subito dopo la pubertà, e in uno di questi è stata praticata in eccesso prima che le manifestazioni dell’inversione divenissero ben definite. In tutti i casi i soggetti sono risoluti nell’affermare che questa pratica non ha portato all’attrazione omosessuale, né è stata causata dall’attrazione omosessuale, che considerano come un sentimento molto più alto, e si deve aggiungere che la pratica occasionale della masturbazione è tutt’altro che rara tra donne abbastanza normali. [2]

Stando così le cose, sono certamente incline a credere che l’indulgere precocemente ed eccessivamente alla masturbazione, benché non sia una causa adeguata, sia comunque una condizione che favorisce lo sviluppo dell’inversione, e che questo è particolarmente vero nelle donne. La precocità sessuale indicata dalla masturbazione precoce ed eccessiva, senza dubbio a volte rivela un organismo già predisposto all’omosessualità. Ma, a parte questo, quando la masturbazione nasce spontaneamente in età precoce su base puramente fisica, sembra che tenda a produrre una separazione tra gli aspetti fisici e gli aspetti psichici dell’amore sessuale. Le manifestazioni sessuali sono tutte deviate in questa direzione fisica, e il bambino non sa che tali fenomeni sono normalmente collegati con l’amare; poi, quando un’attrazione più spirituale appare con lo sviluppo adolescenziale, questo divorzio si perpetua. Non si ha la comparsa simultanea delle sensazioni fisiche e psichiche all’arrivo dell’età dell’attrazione sessuale, perché le sensazioni fisiche sono state prematuramente deviate dal loro fine naturale, e diventa così anormalmente facile per una persona dello stesso sesso intervenire e prendere il posto appartenente di diritto ad una persona del sesso opposto. Questo mi è certamente sembrato il corso degli eventi in alcuni casi che ho osservato.

L’ATTEGGIAMENTO VERSO IL SESSO OPPOSTO. – In 17 casi (di cui 5 sono sposati e altri si propongono di sposarsi) c’è attrazione sessuale per entrambi i sessi, una condizione precedentemente chiamata ermafroditismo psico-sessuale, ma ora più comunemente bisessualità. In questi casi, anche se vi è piacere e soddisfazione nei rapporti con entrambi i sessi, di solito c’è un maggior grado di soddisfazione in relazione a un sesso. La maggior parte dei bisessuali preferiscono il proprio sesso. È curiosamente raro trovare una persona, uomo o donna, che per scelta esercita i rapporti con entrambi i sessi e preferisce il sesso opposto. Ciò sembrerebbe indicare che i bisessuali possono davvero essere invertiti.

In ogni caso, la bisessualità sconfina impercettibilmente nella semplice inversione. In almeno 16 dei 52 casi di semplice inversione negli uomini, vi è stato congiungimento con le donne, in alcuni casi solo una o due volte, in altri nel corso di diversi anni, ma sempre con uno sforzo, o per un senso di dovere e di ansia di essere normale; non hanno mai avuto alcun vero piacere nell’atto, o senso di soddisfazione dopo di esso. Quattro di questi casi sono sposati, ma le relazioni matrimoniali in genere cessavano dopo pochi anni. Almeno altri quattro sono stati attratti da donne quando erano più giovani, ma non lo sono ora; un altro una volta si sentì sessualmente attratto da una donna, da ragazzo, ma non fece alcun tentativo di costruire un qualunque rapporto con lei; 3 o 4 altri ancora  hanno cercato di avere rapporti con le donne, ma non ci sono riusciti. La maggior parte dei miei casi non ha mai avuto alcuna intimità sessuale con il sesso opposto, [3] e alcuni di essi provano quello che, nel caso di un invertito maschio, è talvolta chiamato horror feminæ [orrore della donna]. Ma, mentre la donna come oggetto del desiderio sessuale è in questi casi disgustosa per loro, ed è di solito è difficile per un vero invertito avere un rapporto con una donna se non attraverso la creazione di immagini del suo stesso sesso, per la maggior parte, gli invertiti sono capaci di vere amicizie, a prescindere dal sesso.

Forse, non è difficile spiegare quell’orrore – molto più forte rispetto a quello normalmente provato verso una persona dello stesso sesso – col quale l’invertito considera spesso gli organi sessuali delle persone del sesso opposto. Non si può dire che gli organi sessuali di entrambi i sessi sotto l’influenza dell’eccitazione sessuale siano esteticamente gradevoli; diventano solo emotivamente desiderabili attraverso l’eccitazione corrispondente di chi li guarda. Quando l’assenza di eccitazione corrispondente è accompagnata in chi guarda dal senso di scarsa familiarità come nell’infanzia o da una ipersensibilità nevrotica, ci sono tutte le condizioni per la produzione di un intenso horror feminæ o horror masculi, a seconda dei casi. È possibile che, come Otto Rank sostiene nel suo interessante studio, “Die Naktheit im Sage und Dichtung,” questo orrore degli organi sessuali del sesso opposto, in una certa misura sentito anche dalle persone normali, sia incarnato dalle leggende sulle Melusine. [4]

SOGNI EROTICI.-I nostri sogni seguono, come regola generale, gli impulsi che agitano la nostra vita psichica da svegli. L’uomo o la donna normali nel loro vigore sessuale sognano di amare una persona del sesso opposto; l’uomo invertito sogna di amare un uomo, la donna invertita di amare una donna. [5] I sogni quindi hanno un certo valore nella diagnosi, soprattutto dal momento che c’è meno riluttanza a confessare un sogno perverso che un’azione perversa.

Ulrichs per primo ha fatto riferimento al significato dei sogni degli invertiti. In un periodo successivo Moll ha sottolineato che essi hanno un certo valore nella diagnosi quando non sappiamo con certezza in che misura la tendenza invertita sia radicale. Poi Näcke più volte ha sottolineato l’importanza dei sogni come, secondo lui, il test più delicato che possediamo nella diagnosi di omosessualità; [6] questa era una visione esagerata che non riusciva a tenere conto delle varie influenze che possono deviare i sogni. Hirschfeld ha fatto la più ampia indagine su questo punto, e ha scoperto che tra 100 invertiti 87 avevano sogni esclusivamente omosessuali, mentre la maggior parte degli altri non aveva sogni del tutto. [7] Tra i miei casi, solo 4 affermano con sicurezza che non ci sono sogni erotici, mentre 31 riconoscono che i sogni riguardano più o meno persone dello stesso sesso. Di questi, almeno 16 affermano o sottintendono che i loro sogni sono esclusivamente sullo stesso sesso. Due, anche se apparentemente invertiti congenitamente, hanno avuto sogni erotici di donne, in un caso più frequentemente che sogni erotici di uomini; queste due eccezioni non hanno alcuna apparente spiegazione. Un altro sembra avere sogni sessuali, tipo incubo, in cui compaiono le donne. In un altro caso c’erano sempre all’inizio sogni di donne, ma questo individuo aveva avuto a volte rapporti con le prostitute, e non è assolutamente indifferente alle donne, mentre un altro, i cui sogni rimangono eterosessuali, aveva nella prima parte della vita una certa attrazione per le ragazze. Nei casi di chiara bisessualità non vi è unanimità; 2 sognano del loro stesso sesso, 2 sognano di entrambi i sessi, di solito 1 sogna del sesso opposto, e un uomo, sognando di entrambi, non ama quei sogni in cui figurano le donne. In almeno 3 casi i sogni di carattere sessuale sono iniziati all’età di 8 anni o anche prima.

I fenomeni presentati da sogni erotici, allo stesso modo in persone normali e anormali, sono un po’ complessi, ed i sogni non sono affatto una guida sicura per l’orientamento sessuale vero del sognatore. Le fluttuazioni delle immagini oniriche possono essere illustrate dalle esperienze di uno dei miei soggetti che riassume così, indirettamente, le proprie esperienze: “Quando era ancora un bambino, di solito, era perseguitato da sogni lordi e grotteschi di uomini adulti nudi, che devono essere stati erotici. All’età della pubertà sognava in due modi, ma sempre di maschi, una specie di visione era molto idealistica, il volto di un giovane uomo raggiante e bello con i capelli fluenti gli appariva su uno sfondo di ombre oscure. L’altra era oscena, ed era generalmente la vista dei genitali di uno stalliere o di un carrettiere in uno stato di erezione violenta. Non ha mai avuto sogni erotici o sentimentali sulle donne; ma quando il sogno era spaventoso, il personaggio che faceva spavento era invariabilmente femminile. Nei sogni ordinari, le donne della sua famiglia o le sue conoscenti giocavano un ruolo insignificante. All’età di 24 anni, dopo aver deciso di vincere le sue passioni omosessuali, si è sposato, non ha trovato difficoltà nel convivere con la moglie, e ha generato diversi bambini, anche se ha ottenuto solo un piccolo piacere passionale dall’atto sessuale. Ha continuato a sognare esclusivamente di uomini, per diversi anni; e le visioni oscene sono diventate più frequenti rispetto a quelle idealizzate. A poco a poco, grossolani e poco interessanti sogni erotici di donne cominciarono a tormentare la sua mente nel sonno. Un curioso particolare per quanto riguarda il nuovo tipo di visione era che non sognava donne intere, ma solo le loro parti sessuali, viste in modo confuso; e le emissioni seminali che accompagnavano le immagini mentali lasciavano una sensazione di stanchezza e di disgusto. Nel corso del tempo, sua moglie e lui stesso hanno accettato di vivere separatamente per quanto riguarda i rapporti sessuali. Poi si è abbandonato la sua passione per i maschi, e ha perso del tutto quei sogni femminili rudimentali che si erano sviluppati durante il periodo di convivenza matrimoniale.”

Non solo è possibile per un vero invertito essere addestrato ai sogni erotici eterosessuali, ma i sogni omosessuali possono occasionalmente essere sperimentati da persone che sono, e sono sempre state, esclusivamente eterosessuali. Potrei presentare molte prove su questo punto. (Confronta. “autoerotismo” in Vol. I di questi Studi.) Sia gli uomini e le donne che sono sempre stati di marcata tendenza eterosessuale, senza la minima traccia di inversione, sono passibili di rari sogni omosessuali, che non prevedono necessariamente l’orgasmo o nemmeno una marcata eccitazione sessuale, e, a volte sono accompagnati da un sentimento di ripugnanza. A titolo di esempio posso presentare un sogno (di origine sconosciuta) di una signora esclusivamente eterosessuale di 42 anni; sognò che era a letto con un’altra donna, a lei sconosciuta, ed era sdraiata sul suo stomaco, mentre con la mano destra stesa stava toccando le parti sessuali dell’altra. Poteva percepire distintamente il clitoride, la vagina, ecc .; sentiva una specie di disgusto per se stessa per quello che stava facendo, ma continuò fino a quando si svegliò; a si trovò sdraiata sul suo stomaco, come nel sogno, e in un primo momento pensò di avere toccato se stessa, ma si rese conto che questo non poteva essere accaduto. (Niceforo, che crede che l’inversione possa svilupparsi a partire dalla masturbazione, ritiene che i sogni di masturbazione per associazione di idee possono assumere un carattere invertito [Le Psicopatie Sessuali, 1897, pp 35, 69.]; questo, tuttavia, deve essere raro, e non vale per la maggior parte dei sogni in questione.)

Näcke e Colin Scott, alcuni anni fa, in modo indipendente hanno fatto riferimento ai casi in cui persone normali sono state suscettibili di sogni omosessuali, e Féré (Revue de Médecine, dicembre 1898) ha fatto riferimento ad un uomo che aveva orrore delle donne, ma sembrava manifestare la sua omosessualità solo nei suoi sogni. Näcke (Archiv für Kriminal-Anthropologie, 1907, Heft I, 2) chiama i sogni che rappresentano una reazione opposta alla vita ordinaria del sognatore “sogni di contrasto.” Hirschfeld, che accetta i “sogni di contrasto “di Näcke in relazione all’omosessualità, ritiene che essi indichino una bisessualità latente. Possiamo ammettere che sia così, nello stesso senso in cui un’immagine a colori complementari richiamata da un altro colore indica la possibilità di percepire quel colore. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, mi sembra che i sogni omosessuali in persone normali possano essere semplicemente spiegati come dipendenti dall’ordinaria confusione e transizione delle immagini oniriche. (Vedi Ellis, The World of Dreams, in particolare il cap. II).

Metodi del rapporto sessuale.- Le esatte modalità in cui un istinto invertito trova soddisfazione è spesso importante dal punto di vista medico-legale; [8] dal punto di vista psicologico è di minore importanza, essendo principalmente interessante in quanto mostra il grado in cui l’individuo si è allontanato dai sentimenti istintivi dei suoi compagni normali.

Considerando i 57 uomini invertiti di cui ho una conoscenza ben definita, trovo che 12, trattenuti da considerazioni morali o da altro, non hanno mai avuto alcun rapporto fisico con il proprio sesso. In 22 casi il rapporto sessuale raramente va al di là di uno stretto contatto fisico e delle carezze, o al massimo della masturbazione reciproca e del rapporto intercrurale. In 10 o 11 casi la fellatio (l’eccitazione orale) – spesso in aggiunta ad una qualche forma di masturbazione reciproca, di solito, anche se non sempre, come agente attivo – è la forma preferita. In 14 casi, è stata esercitata una vera pedicatio [9] – di solito attiva, non passiva -. In questi casi, comunque, la pedicatio non è affatto, sempre o abitualmente, anche il metodo preferito di gratificazione. Sembra essere il metodo preferito in circa 7 casi. Molti che non l’hanno mai sperimentata, tra cui alcuni che non hanno mai praticato alcuna forma di rapporto fisico, affermano di non avere alcuna obiezione contro la pedicatio; alcuni dicono la stessa cosa rispetto alla pedicatio attiva, altri rispetto alla pedicatio passiva. La percentuale di invertiti che praticano o hanno in qualche momento sperimentato la pedicatio, rilevata in questo modo, è grande (quasi il 25 per cento). In Germania Hirschfeld ritiene che sia solo l’8 per cento, e Merzbach solo il 6. Credo, tuttavia, che una valutazione induttiva più ampia, a partire da un maggior numero di casi americani e inglesi darebbe una percentuale molto più vicina a quella trovata in Germania. [10 ]

ATTRAZIONE PSEUDOSESSUALE – A volte si suppone che nelle relazioni omosessuali una persona sia sempre attiva, fisicamente ed emotivamente, e l’altra passiva. Tra gli uomini, in ogni caso, molto spesso non accade così, e l’invertito non può dire se si sente come un uomo o come una donna. Così uno scrive: –

“A letto con il mio amico mi sento come si sente lui, e lui si sente come mi sento io. Il risultato è la masturbazione, e niente di più e nessun desiderio di altro da parte mia. Io cerco di andare oltre il più presto possibile, al fine di venire al meglio – cioè al dormire abbracciati l’uno all’altro o al parlare stando così.”

Resta vero, però, che si può solitamente rintracciare ciò che è possibile chiamare attrazione pseudo-sessuale, e con questo intendo la tendenza dell’invertito ad essere attratto verso persone diverse da lui, in modo che nei suoi rapporti sessuali ci sia una certa parvenza di opposizione sessuale. Numa Praetorius ritiene che nell’omosessualità l’attrazione degli opposti – l’attrazione per i soldati e altri vigorosi tipi primitivi – gioca un ruolo più importante che tra gli amanti normali. [11] Questa attrazione pseudo-sessuale non è, tuttavia, come sottolinea Hirschfeld, [12] e come vediamo dalle Storie qui presentate, in alcun modo invariabile.

N. scrive: “A me sembra che l’elemento femminile debba necessariamente esistere nel corpo che desidera il maschio, e che la natura salvi le sue leggi nello spirito, anche se le viola nella forma. Il resto è tutta una questione di temperamento individuale e di ambiente. La natura femminile dell’invertito, anche se è ostacolata dal suo travestimento di carne, è ancora in grado di esercitare un’influenza straordinaria e attira con insistenza il maschio. Questa influenza sembra che sia chiamata ad agire più violentemente in presenza dei maschi che possiedono un forte magnetismo sessuale loro proprio. Questi uomini sono generalmente più o meno consapevoli dell’influenza, e il risultato è o un apprezzamento vago, che farà in modo che il maschio si chieda perché ha successo con gli invertiti, oppure l’influenza sarà intesa come qualcosa di incongruo e innaturale, e verrà di conseguenza rifiutata. A volte, infatti, la sensazione ricambiata (circostanza e opportunità permettendo) si rivelerà abbastanza forte da indurre ai rapporti sessuali. La ragione quindi generalmente dominerà l’istinto, e la sensazione, nata inconsapevole, sarà probabilmente cambiato in repulsione. Inoltre, l’influenza agisce allo stesso modo sulle donne che, soprattutto se sono fortemente sessuali, provano sensazioni involontarie di disgusto o di avversione rispetto al mettersi con invertiti. L’invertito dovrà tuttavia affrontare una terribile realtà, non importa quanto egli possa desiderare di evitarla e possa cercare di ingannare se stesso. C’è per lui quasi una assoluta assenza di qualsiasi vera soddisfazione sia quanto agli affetti che quanto ai desideri. Tutta la sua vita trascorre in una vana ricerca e in un vano desiderio del maschio, l’antitesi della sua natura, e nel ritrovarsi con gli altri invertiti deve per forza accontentarsi di chi è maschio solo formalmente, l’ombra senza la sostanza. In effetti, un invertito riguarda necessariamente l’altro invertito come se fosse dello stesso sesso femminile indesiderato come lui stesso, e per questo motivo si troverà che, mentre esistono spesso amicizie tra invertiti (e queste sono tipicamente femminili, instabili, e suscettibili di tradimento), i legami d’amore sono meno comuni, e quando si verificano naturalmente devono essere basati su un notevole auto-inganno. Le gratificazioni venali sono sempre, naturalmente, tanto possibili quanto insoddisfacenti, e qui forse alcune delle peculiarità di gusto che accompagnano l’inversione possono ammettere una delucidazione. Nel considerare la predilezione particolare dimostrata dagli invertiti per i giovani di posizione sociale inferiore, per i portatori di uniformi, per l’estremo sviluppo fisico e la virilità non necessariamente accompagnata da intellettualità, si deve tener conto della probabile condotta delle donne collocate in una posizione di completa irresponsabilità combinata con l’assoluta libertà di azione e con ogni opportunità di promiscuità. Mi sembra che l’importanza di riconoscere l’elemento femminile di fondo nell’inversione non possa essere mai troppo fortemente sottolineata.”

“La maggioranza” [degli invertiti], scrive “Z”, “non differiscono in alcun dettaglio del loro aspetto esteriore, nel loro fisico, o nel loro abito dagli uomini normali. Sono atletici, di modo di fare maschile, franchi nei comportamenti, e passano anno dopo anno attraverso la società senza destare sospetto sul loro temperamento interiore, se non fosse così, la società avrebbe da molto tempo aperto gli occhi sulla quantità di sessualità pervertita che essa stessa nasconde “. Queste righe sono state scritte, non in opposizione alle distinzioni più sottili puntualizzate sopra, ma a confutazione dell’errore volgare che confonde l’invertito tipico con le creature dipinte e femminilizzate che appaiono nei distretti di polizia di tanto in tanto, e i cui ritratti sono presentati da Lombroso, Legludic, ecc.. In un’altra occasione lo stesso autore ha sottolineato che, pur esprimendo un accordo generale con l’idea di una attrazione pseudo-sessuale: “Il rapporto non è affatto sempre ricercato e iniziato dalla persona che è anormalmente costituita. Voglio dire che posso citare i casi di uomini decisamente maschili che si ingraziavano gli invertiti, e hanno trovato la loro felicità nella passione ricambiata. E ancora, un uomo decisamente maschile di questo tipo una volta mi ha detto: ‘gli uomini sono molto più affettuosi rispetto alle donne.’ [Proprio le stesse parole sono state utilizzate da uno dei miei soggetti.] Inoltre, il rapporto nasce qualche volta quasi per caso per giustapposizione, quando è difficile dire se uno dei due fin dall’inizio abbia avuto una tendenza invertita di tipo ben marcato. In questi casi la relazione sessuale sembra arrivare come un rafforzamento dell’affetto cameratesco, e la si trova piacevole – a volte, penso, si scopre che è sicura oltre che soddisfacente. D’altra parte, per quanto ne so, è estremamente raro osservare una relazione permanente tra due uomini nettamente invertiti.”

La tendenza all’attrazione pseudo-sessuale nell’omosessuale sembrerebbe dunque comportare una preferenza per le persone normali. Fino a che punto questo accada sembra difficile affermarlo positivamente. Solitamente, si può dire, un invertito si innamora (esattamente come nel caso di una persona normale) senza alcun calcolo intellettuale della capacità temperamentale di ricambiare l’affetto che l’oggetto del suo amore può possedere. Naturalmente, tuttavia, non vi può essere alcun adeguato ritorno di affetto in assenza di una disposizione omosessuale attuale o latente. Su questo punto un corrispondente americano (H. C.), con una grande conoscenza dell’inversione in molti paesi, scrive: “Uno dei vostri corrispondenti dichiara che gli invertiti desiderano rapporti sessuali con gli uomini normali, piuttosto che tra di loro. Se questo è vero, non l’ho mai trovato esemplificato nemmeno una volta in tutta la mia vasta esperienza di invertiti, e ho presentato la sua affermazione a più di 50 invertiti. Questi hanno risposto invariabilmente che a meno che un uomo non sia agli stesso omosessuale, quasi tutto il piacere della fellatio è assente. Il fatto è che la maggior parte degli invertiti si raggruppa non per un’esigenza, ma per una scelta. Il semplice atto sessuale è, se mai, molto meno l’unico oggetto di interesse tra inverti di quanto non lo sia tra uomini e donne normali. Perché l’invertito dovrebbe sospirare per un rapporto con gli uomini normali, in cui le confidenze reciproche e le simpatie e l’amore sarebbero fuori questione? Personalmente, mi rifiuto di impegnarmi nella fellatio con un uomo che è dedito alle donne; il pensiero di una cosa simile mi ripugna e questo è l’atteggiamento di ogni invertito che ho interrogato. L’approccio più vicino alla conferma della teoria del vostro corrispondente è stato quando un invertito estremamente femminile, qua e là, ha ammesso il desiderio che un uomo normale fosse un invertito. Infatti, la gamma dei temperamenti dell’inversione di per sé è abbastanza ampia per abbracciare gli ideali più ampiamente divergenti. Come le mie richieste di maggiore importanza possono essere realizzante nel ragazzo dolce e bello, così la sua propria più gagliarda affinità risiede in me. Se gli invertiti fossero in realtà donne, allora davvero il maschio normale sarebbe il loro ideale. Ma gli invertiti non sono donne. Gli invertiti sono maschi capaci di appassionata amicizia, e il loro ideale è un maschio che dia loro in cambio appassionata amicizia.”

In almeno 24 dei miei casi di maschi , e probabilmente in molti di più, c’è un contrasto marcato, e in un certo numero ancora più grande di casi un contrasto meno marcato, tra il soggetto e gli individui verso cui è attratto; o lui è di natura un po’ femminile e sensibile, e ammira le nature più semplici e virili, o lui è abbastanza vigoroso e ammira i ragazzi che spesso sono di classe sociale più bassa. Anche le donne invertite sono attratte da persone femminili più propense ad un legame. [13] L’attrazione sessuale per i ragazzi è, senza dubbio, come sottolinea Moll, quella forma di inversione che si avvicina di più alla sessualità normale, perché chi ne è soggetto di solito si avvicina di più all’uomo medio nella disposizione fisica e mentale. La ragione di questo è ovvia: i ragazzi assomigliano alle donne, e quindi si richiede una meno profonda svolta biologica per diventare sessualmente attratto da loro. Chiunque abbia visto rappresentazioni teatrali private ​​nelle scuole dei ragazzi avrà osservato quanto sia facile per i ragazzi impersonare le donne con successo, ed è ben noto che fino alla metà del XVII secolo le parti delle donne sul palco erano sempre ricoperte da ragazzi, sia con che senza oltraggio alla morale loro o di altri. [14] È anche degno di nota che in Grecia, dove l’omosessualità è fiorita in modo così esteso, e apparentemente con così poco accompagnamento di degenerazione nevrotica, si è spesso ritenuto che solo i ragazzi sotto i 18 anni dovessero essere amati; in modo che l’amore dei ragazzi si congiungesse con l’amore delle donne. Circa 18 dei miei casi sono più fortemente attratti da giovani, – preferibilmente di un’età compresa tra i 18  e i 20 anni circa, – e questi sono, per la maggior parte, tra i casi più normali e sani. Una preferenza per gli uomini più anziani, oppure un notevole grado di indifferenza all’età, è più comune, e forse indica un grado più profondo di perversione.

Tralasciando l’età dell’oggetto desiderato, va detto che c’è una piuttosto generale, ma non universale, tendenza degli invertiti sessuali ad avvicinarsi al tipo femminile, nella disposizione psichica o nella costituzione fisica, o in entrambe. [15] Non posso dire quanto questo possa essere motivato dal sistema nervoso irritabile e dalla salute delicata che sono spesso associati con l’inversione, anche se questo è certamente un fattore importante. Anche se l’invertito stesso può fermamente affermare la sua mascolinità, e anche se questa femminilità può non essere molto evidente, la sua ampia prevalenza si può affermare con ragionevole sicurezza, e in nessun modo solo tra la piccola minoranza degli invertiti che assumono un ruolo esclusivamente passivo, anche se in questi di solito è più marcata. Di questo trovo conferma in  Q., che scrive: “In tutti, o certamente in quasi tutti i casi di invertiti maschi congeniti (esclusi gli ermafroditi psico-sessuali), che io conosco c’è stata una notevole sensibilità e delicatezza di sentimento, simpatia, e un’attitudine intuitiva della mente, come quella che generalmente associamo con il sesso femminile, anche se il corpo può essere molto maschile nella sua forma e nei suoi atteggiamenti.”[16] Quando, tuttavia, un invertito di notevole personalità disse a Moll:”Noi siamo tutti donne, non lo neghiamo”, mise la questione in una forma troppo estrema. I tratti femminili degli omosessuali non sono di solito di tipo molto marcato. “Credo che gli invertiti di natura chiaramente femminile siano rare eccezioni”, ha scritto Nacke: [17] e questa dichiarazione può essere accettata anche da coloro che sottolineano la prevalenza dei tratti femminili tra gli invertiti.

Nelle donne invertite un certo grado di mascolinità o di caratteristiche da ragazzo è altrettanto diffuso, e non si trova di solito nelle donne da cui sono attratte. Anche nell’inversione prevale ancora il bisogno di una certa opposizione sessuale – il desiderio di qualcosa che l’amante stesso non possiede -. Esso si esprime talvolta in una attrazione tra persone di diversa razza e colore. Mi è stato detto che nelle prigioni americane per le donne, le relazioni lesbiche sono particolarmente frequenti tra donne bianche e nere [18] Un’affinità simile si trova tra gli arabi, spiega Kocher; e se una donna araba ha un amica lesbica quest’ultima è di solito europea. Pure in Cocincina, secondo Lorion, mentre i cinesi sono prevalentemente pederasti attivi, gli Annamiti sono principalmente passivi.

Si deve, tuttavia, tenere presente che, nell’amore normale, l’omogamia, l’attrazione tra simili, prevale sull’eterogamia, l’attrazione tra persone diverse, che è essenzialmente limitata a quelle caratteristiche che appartengono alla sfera dei caratteri sessuali secondari; [19] lo stesso sembra essere vero per l’inversione, e gli omosessuali sono probabilmente, nel complesso, più attratti dai tratti che essi stessi pensano di possedere che da quelli che sono a loro estranei. [20]

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[1] Uno dei miei soggetti scrive: “Io penso che gli invertiti siano naturalmente più propensi ad indulgere all’auto-gratificazione rispetto alle persone normali, in parte a causa della repressione perpetua e della frustrazione dei loro desideri, e anche a causa del fatto che in realtà possiedono in se stessi la forma desiderata del maschio. Questa idea è un po’ difficile da spiegare, ma si può facilmente immaginare a che frenesie di auto-abuso un uomo normale sarebbe spinto supponendo che egli avesse inclusa in se stesso la forma della femmina.”

[2] Non mi spingo qui a considerare la prevalenza normale e il significato della masturbazione e dei fenomeni connessi, dato che ho già affrontato questo tema nello studio sull’”autoerotismo”, nel volume I di questi Studi.

[3] Hirschfeld trova anche, tra gli invertiti tedeschi (Die Die Homosexualität, ch iii.), che la maggioranza (anche se si tratta di una maggioranza inferiore a quella che io trovo in Inghilterra e negli Stati Uniti) non ha avuto rapporti sessuali con le donne; il 53 per cento, egli afferma, tra cui un paio di uomini sposati, non ha mai nemmeno tentato il coito, e oltre il 50 per cento è presumibilmente impotente. Il numero di donne invertite che non hanno mai avuto rapporti sessuali con gli uomini è ancora più grande.

[4] Otto Rank, Imago, Heft 3 1913.

[5] I sogni erotici sono stati discussi in “Autoerotismo”, vol i di questi Studi, e le più ampie implicazioni dell’argomento sono state discusse in un altro lavoro, The Study of Dreams. Molti riferimenti alla vasta letteratura si trovano in entrambi questi luoghi.

 [6] Per esempio, Archiv für Psychiatrie, 1899;  Archiv für Kriminal-Anthropologie, 1900.

[7] Hirschfeld, Die Homosexualität, pag. 71 e seguenti. Hirschfeld ritiene che i sogni dell’invertito ricadano in due gruppi: uno in cui il sognatore immagina di abbracciare una persona dello stesso sesso, e un altro in cui immagina che egli stesso sia del sesso opposto. Quest’ultima classe di sogni, costituendo un gruppo pseudo-eterosessuale, mi sembra essere rara, e questi sogni possono, inoltre, verificarsi in persone eterosessuali.

[8] Vedi  Thoinot e Weysse, Medico-legal Aspects of Moral Offenses, pp. 165, 291, ecc..

[9] Pedicatio (o pædicatio) è il termine tecnico più generalmente accettato per l’intromissione sodomitica del pene nell’ano. Di solito è derivato dal greco pais (ragazzo), ma alcuni autori lo fanno derivare da pedex o podex (ano). I termini “pederastia” e “pederasta” sono a volte utilizzati per indicare lo stesso atto e il relativo agente. Questo uso, tuttavia, è indesiderabile. Si consiglia di limitare la parola “pederastia” al il suo corretto utilizzo, come nome della speciale istituzione dell’amore greco dei ragazzi. Si può aggiungere che i Greci stessi usavano molti nomi (fino a 74) al posto di pederastia. Vedi, a questo fine di nomenclatura, Iwan Bloch, Der Ursprung der Syphilis, vol. ii, pp. 527, 563.

[10] Sono le forme più grossolane di perversione che vengono subito rilevate in ogni campo. Nella prima edizione di questo Studio la prevalenza della pedicatio era ancora maggiore; non viene praticata da nessuno dei soggetti delle Storie aggiunte alla presente edizione, anche se molti non vedono alcuna obiezione contro la pedicatio.

[11] Jahrbuch für sexuelle Zwischenstufen, vol. viii, 1906, p. 712.

[12] Hirschfeld, Die Homosexualität, p. 276 e seguenti.

[13] “Gli uomini”, sottolinea D., “tendono a innamorarsi di ragazzi o di giovani, i ragazzi  e i giovani di uomini adulti, le nature femminili di nature virili e viceversa, e le razze diverse tendono ad innamorarsi tra di loro.”

[14] Stubbes, nella sua Anatomy of Abuses, ha affermato che “gli attori e i frequentatori del teatro nei loro conclavi segreti giocano ai sodomiti”, e si riferisce ad alcuni recenti esempi di uomini che erano stati disperatamente innamorati di ragazzi attori vestiti in abbigliamento femminile, al punto di far loro richieste a voce, con lettere, e anche in realtà di abusare di loro. Più tardi, nel 1633, Prynne, nel suo Histrio-Mastix (parte 1, pag. 208 e segg.), ha condannato fermamente  sulla stessa base “questo abbigliarsi con abiti da donna” da parte degli attori, e aggiunge di aver sentito, riportato in modo credibile, di un accademico del Balliol College che era violentemente innamorato di un ragazzo attore. In Giappone, dove anche, come accade in Cina, le parti femminili sulla scena sono prese da uomini (non sempre giovani), l’omosessualità di questi attori è diventata, nel corso dei secoli XVII e XVIII, talmente nota che essi costituivano una classe che richiedeva un regolamento speciale come Joro, o prostitute.

 [15] Questo è stato sottolineato anche dai primi scrittori moderni sull’omosessualità, come Hössli. Vedi Hirschfeld, “Vom Wesen der Liebe,” Jahrbuch für sexuelle Zwischenstufen, vol. VIII, 1906, p. 124 e segg.

[16] Allo stesso modo Numa Praetorius asserisce (Jahrbuch für sexuelle Zwischenstufen, vol. VIII, p. 732) che anche gli uomini omosessuali più virili mostrano tratti femminili, e aggiunge che non ci si può aspettare che sia altrimenti quando notiamo quanto costantemente le donne omosessuali mostrano tratti maschili.

[17] Näcke, “Die Diagnose der Homosexualität,” Neurologisches Centralblatt, 16 Aprile 1908.

[18] Così anche tra le educande americane. Così Margaret Otis (Journal of Abnormal Psychology, giugno 1913) ha descritto l’attrazione che le ragazze negre esercitano sulle ragazze bianche a scuola. La corrispondenza di queste amanti, e, talvolta, il loro metodo di gratificazione sessuale, possono occasionalmente essere di natura anche grossolanamente passionale.

[19] Vedi “Sexual Selection in Man,” vol. iv di questi Studi.

[20] Hirschfeld (Die Homosexualität, p. 283) ha trovato che il 55 per cento degli invertiti sono attratti da qualità diverse dalla loro, e il 45 per cento da qualità simili alle loro, indipendentemente dal fatto che queste qualità appartengono alla sfera sessuale secondaria. Si può aggiungere che per quanto riguarda l’età delle persone verso le quali sono attratti, Hirschfeld (p. 281) ammette due gruppi principali, ciascuno dei quali di circa il 45 per cento degli omosessuali; efebofili, attratti dai giovani tra i 14 e 21 anni, e androfili, attratti da adulti nel fiore della vita. Questa divisione, come si può vedere dalle Storie contenute nel presente volume, sembra applicarsi bene agli invertiti inglesi e americani.

COPPIE GAY VERE E FALSE COPPIE GAY

In questo post vorrei puntualizzare il concetto di coppia gay individuandone l’elemento costituivo fondamentale.
Partiamo da due testimonianze.

Caso 1

“Lunedì 2 Marzo 2015 – È un bellissimo ragazzo, è sexy che proprio di più non si può. E adesso so pure che è gay, perché da Fecebook non ci sono più dubbi, ho trovato le sue foto fatte in un locale gay, anzi in due locali gay, non le ha pubblicate lui ma alcuni suoi amici e lui probabilmente non se n’è neppure accorto. In ufficio si atteggia a etero ma si vede che è una recita. L’ho invitato a prendere un caffè alla pausa pasto, mi ha detto che sarebbe venuto ma non è venuto e mi ha fatto rabbia. …

Giovedì 5 Marzo 2015 – L’ho invitato di nuovo a prendere il caffè (la prima volta era andata buca), stavolta è venuto, ma è arrivato all’ultimo secondo, prima che chiudessero la caffetteria e se n’è andato dopo nemmeno un minuto.

Lunedì 9 Marzo 2015 – Invitato per il caffè, non è venuto e non si è nemmeno scusato… mh, che rabbia!

Martedì 17 Marzo 2015 – L’ho invitato a pranzo insieme con Marina e Luca con la scusa del martedì grasso, mi ha detto che non poteva perché aveva impegni di famiglia, ma ho saputo da Fede che è andato a una festa a casa sua… mh… non mi è piaciuto.

Venerdì 20 Marzo 2015 – Lunedì prossimo andremo in missione insieme e per due giorni, anche nottata insieme! Mi sa che questa è la volta buona, a pranzo con me ci deve venire per forza!

Lunedì 23 Marzo 2015 – Abbiamo pranzato insieme ma è stato tutto il tempo al telefono e a chattare, mi sono sentito un totale imbecille, però mi ha detto che sono un bel ragazzo! Lui, visto da vicino, è proprio un incanto. Vediamo stasera che combina! Non vedo l’ora. …
Uffa! Camere separate, se n’è andato subito a dormire (o a fare altro) nella sua stanza.

Martedì 24 Marzo 2015 – Ho provato a cominciare un discorso con lui ma mi ha detto che era stanco e che doveva andare a riposare.

Venerdì 22 Maggio 2015– È successo! Siamo stati a letto insieme, penso che ormai l’ho conquistato, ha detto che è stato bello! Lui a me ci tiene veramente ma preferisce non darmi troppa corda, così dice. È sexy da morire, anche se pure nel sesso pensa un po’ troppo a se stesso, comunque va bene pure così. Gli ho chiesto di stare con me per il fine settimana ma mi ha detto che deve tornare dalla famiglia. Gli go detto: chiamami! Ha giurato che lo farà!

Martedì 26 Maggio 2015 – Ovviamente non mi ha chiamato per tutto il weekend, ma se fa così io le mie proposte non gliele faccio più e il sesso se lo fa da solo… ma potrebbe anche essersi dimenticato … in ufficio era neutro come se tra noi non fosse successo niente. Insomma, a fine giornata gli ho proposto un weekend insieme e mi ha detto di sì! Abbiamo stabilito per il 30-31 maggio + lunedì e 2 giugno, e ha detto che va bene così! Questa volta lo ubriaco di sesso! Ormai è mio!

Venerdì dì 29 Maggio 2015 – Mi chiama e mi dice che per il weekend non può, ma che se voglio, ci possiamo vedere stasera, e va bene, vediamo che succede stasera. …
Come la prima volta, sesso proprio sciolto però poi, prima di mezzanotte, mi ha detto che doveva scappare e se n’è andato, mi stavo arrabbiando ma mi ha dato anche un bacino di arrivederci, così ha detto. Vabbe’ me lo devo tenere così com’è. Ma noi stiamo insieme? Come sesso sì, ma poi ha sempre da fare e non mi sta mai a sentire quando voglio fare un discorso serio, mi zittisce proprio e parte col sesso, mi sa che è un po’ dipendente dal sesso.

Questi frammenti del mio diario sono in pratica l’inizio della nostra storia, adesso tra noi si è instaurato un modo di vivere abbastanza di coppia, anche se fuori ufficio ci vediamo poco e solo per il sesso. Lui dice che ne ha bisogno. Certe volte lo adoro, ma certe altre mi chiedo che razza di coppia siamo noi. Per il momento preferisco non farmi troppe domande, non lo voglio perdere assolutamente.”

Caso 2

Mi sento un vuoto dentro che mi fa stare male, mi sono dimenticato il telefonino a casa e lui mi ha chiamato, mi ha chiamato sei volte e io non c’ero, mi viene proprio un senso di disperazione e non lo posso nemmeno chiamare, perché se no i suoi coinquilini gli fanno mille domande. Mi richiamerà oggi? Io spero tanto di sì, mi manca, non faccio che pensarlo, mi manca disperatamente. …
Mi ha chiamato! Delle chiamate senza risposta di stamattina non ha detto nulla, io ho cominciato a chiedergli scusa ma mi ha detto solo: Mi manchi! Poi mi ha detto: Ti va di farci una sega insieme adesso? Gli ho detto che ero già in erezione, mi ha detto: Pure io! Mi ha chiesto se lo considero un maniaco sessuale perché mi fa queste proposte, gli ho risposto che piace pure a me e che il sesso come lo facciamo noi è una cosa bellissima, tenera, libera. Mi ha chiesto se mi va sempre o se qualche volta gli dico di sì per compiacenza. Gli ho chiesto se è rimbecillito e mi ha risposto che ha sempre paura che magari io gli dico di sì solo perché lui insiste, ma in realtà non c’è nessun bisogno che insista. Poi abbiamo cominciato a farci una sega, ma lo hanno chiamato al telefono sul fisso e abbiamo dovuto interrompere. Mi chiedevo che cosa avrebbe fatto dopo, cioè se mi avrebbe richiamato oppure no, e dopo una decina di minuti mi ha richiamato e abbiamo finito. Non ci posiamo vedere per altri otto giorni ed è proprio una tortura. Ho tanta paura che la specialistica a Milano possa mettere in crisi il nostro rapporto, però non mi sembra che stia succedendo, mi chiama spessissimo e nei momenti più inattesi, cioè quando riesce a stare solo e quando mi chiama è tenerissimo. Come faccio ad aspettarti altri otto giorni! Ti vorrei stritolare di baci!
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Questi due casi rappresentano due situazioni molto diverse: nel primo caso si delinea la tipica falsa coppia, ossia la coppia creata per le insistenze di una parte sola, nel secondo invece è ritratta una tipica vera coppia gay. L’elemento distintivo è la sostanziale parità dei livelli di coinvolgimento, una vera coppia gay nasce dalle volontà di due persone, una falsa coppia gay nasce dall’insistenza di uno dei due e da un superficiale lasciarsi andare dell’altro.

Una vera coppia gay non è comunque garantita contro il logorio prodotto dal passare del tempo. Nella vita di tutti noi ci sono elementi costanti ed elementi profondamente variabili, come l’esperienza di milioni di persone insegna, nessun contratto e nessun sacramento può garantire la durata di una coppia. Una coppia di lunga durata modifica i suoi equilibri interni per adeguarsi al passare del tempo, è più stabile, certo, ma non necessariamente migliore di una coppia di durata più breve che presenta, magari, coinvolgimenti più profondi. Ciò che è certo è che una vera coppia gay richiede un coinvolgimento paritario ed equilibrato di entrambi i partner. Una vera coppia gay si costruisce in due e non può essere prodotta dalla volontà o dall’amore di uno solo. L’unilateralità o il forte sbilanciamento sono segni di fragilità originaria della vita di coppia.

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Se volete, potete partecipare alla discussione su questo post aperta nel Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=22&t=5246

MALINCONIE GAY E MANCANZA DI LAVORO

Gli anni stanno passando, mi sto avvicinando a 30 ma non mi sembra che sia cambiato nulla, forse sono più disorientato di prima, come un perpetuo adolescente. Prima pensavo che fare esperienze potesse farmi maturare. Le mie esperienze le ho fatte ma non sono maturato affatto, mi sento molto portato dal vento, molto dipendente da come mi gira. Ho fatto anche cose che non avrai mai pensato di poter fare, mi sono laureato, anche se con un po’ di ritardo, ma non ho trovato se non lavori che tutto sono meno che lavori stabili, sarà forse anche questo che contribuisce al mio senso di instabilità … mi pesa il dover dipendere da mia madre che per me si spacca la schiena e ormai è una donna grande, ma non vedo molte prospettive. Lei non sa di me ma sospetta e anche con lei non so che fare, dirglielo o no, in fondo non credo che cambierebbe niente. È stata contenta quando mi sono laureato, ci teneva veramente tanto, adesso si aspetterebbe un lavoro, non credo che si aspetti che le porti a casa una ragazza, penso che questa fase l’abbiano passata da anni e lei stessa non ne parla più, proprio capitolo chiuso. Ma onestamente non credo di avere particolari problemi con mia madre che forse su di me ha perso tutte le speranze e ha finito per adattarsi e basta. Mi sento vuoto, project, comincia a non fregarmene più niente di nessuna cosa, proprio indifferenza, tanto alla fine non cambia niente o quasi. Gay? Ma che vuol dire questa parola? Mi piacciono i ragazzi? Sì, ma non mi sono mai innamorato di nessuno, ho avuto le mie storie ma sono state sempre cose molto incerte, precarie, partite in fondo con delle grosse riserve, un po’ come dire: vediamo che cosa succede questa volta. Leggo sul forum di ragazzi che si prendono cotte tremende, ma a me non è mai capitato. Ho in mente il mio modello di vita ma lo sento diverso da quello degli altri ragazzi. Io vorrei una stabilità, o meglio un’affidabilità nel mio compagno, non vorrei essere per lui un’avventura sessuale o poco più. Diciamo che preferirei una storia non travolgente ma stabile. Ti dico che se il mio ragazzo avesse le sue scappatelle la cosa non mi sconvolgerebbe, ma non dovrebbero essere cose che distruggono il rapporto tra noi, o forse sto delirando, tanto un ragazzo non ce l’ho e non l’ho mai avuto. Gli altri mi dicono che ne ho avuti tre, ma non è un po’ di sesso che mi cambia le cose. Tu dici che si può stare anche soli e che potrebbe anche essere meglio, io adesso sono solo e in fondo lo sono sempre stato ma non sto bene lo stesso e non penso nemmeno di poter trovare un ragazzo che mi vada bene. Ogni tanto torno dai miei ex perché sono il meno peggio che ho trovato, sono diversi da me ma anche se li ho liquidati non mi hanno portato rancore. Ah, una cosa strana, le mie storie non sono mai finite perché c’era un altro ragazzo, ma sono finite solo per stanchezza e sfinimento interno. Dopo ci rimaneva una mezza amicizia che comunque un qualche senso ce l’aveva. Almeno ci si conosceva un po’ e si potevano fare due chiacchiere. Sono andato a fare dei colloqui con uno psicologo che non ha dato quasi peso all’omosessualità e al fatto che non avessi un ragazzo ma ha insistito sul fatto che non riesco a trovare lavoro. Dice che col lavoro avrei molto meno tempo per dedicarmi alle malinconie e dice pure che mi tornerebbero anche un po’ di entusiasmi sul lato ragazzi. Potrebbe non avere torto, ma il fatto è che il lavoro non si trova e passo ogni giorno ore e ore a spulciare internet a alla ricerca di una qualche possibilità e a mandare curriculum senza avere quasi mai riscontro. Avevo conosciuto un ragazzo, quando ho lavorato per l’ultima volta, che mi sembrava simpaticissimo, un ragazzo gay, non proprio dichiarato pubblicamente, ma insomma gli amici lo sapevano e anche i colleghi di lavoro. A me quel ragazzo piaceva, abbiamo parlato un po’ ma mi sembrava strano, gli avevo detto che ero gay anche io ma lui ha insistito per presentarmi una ragazza, francamente non capivo il perché, poi me l’ha presentata e ho capito, era una legatissima a certi movimenti ecclesiali, come lui d’altra parte, e mi voleva portare a una delle loro riunioni, al che la mia reazione è stata immediata e ho capito perché mi sembravano persone strane. Per fortuna la settimana appresso il mio contratto è scaduto. Quel ragazzo e anche la ragazza mi hanno tempestato di telefonate per convincermi a seguirli, ma alla fine ho proprio risposto male, gli ho detto che sono come gli avvoltoi che se vedono uno un po’ messo male gli si buttano addosso per farlo a pezzi. Ci sono rimasti malissimo, non li ho sentiti più e ne sono contentissimo. Non sopporto la gente appiccicosa. C’è stata solo una storia (ma non è nemmeno una storia) che mi ha scosso un po’ in questi ultimissimi anni. Sono stato un paio d’anni fa a fare un corso di pasticceria industriale a Milano, un corso residenziale di una settimana. Ho condiviso la stanza non un ragazzo etero, sul fatto che fosse etero non c’era il minimo dubbio perché è venuta due volte a trovarlo la sua ragazza a Milano. Beh con questo ragazzo mi sono sentito a mio agio, gli ho detto che sono gay e la cosa, tra noi, non ha cambiato nulla, quando è venuta la ragazza una volta siamo andati a cena fuori in tre. Con questo ragazzo ho parlato un po’, certo non era gay ma era intelligente e soprattutto era una ragazzo normale, senza paturnie di nessun genere, mi ci vorrebbe un ragazzo gay più o meno come lui, ma finora non l’ho trovato. Ormai il corso è finito da tanto tempo, noi non abbiamo interessi di lavoro in comune eppure ogni tanto si fa vivo e ci facciamo una chiacchierata su skype, in un certo senso si è creata un’amicizia, è vero che è una cosa molto relativa ma parlare con lui è una cosa che faccio con piacere, ma succede di rado. Io non lo chiamo mai, ma sono contento quando mi chiama. Ah, poi un’altra cosa, penso proprio stupidissima, dunque, io vado a fare la spesa per me e per mia madre e cucino e tango la casa a posto, tanto non ho realmente altro da fare. Beh, quando vado al supermercato, dentro c’è il banco della salumeria, ci sono tanti ragazzi e anche uomini più grandi che servono i clienti e c’è anche un ragazzo che mi ha colpito subito, molto dolce, con un bellissimo sorriso, quando vado al supermercato passo sempre accanto al banco della salumeria,  se lui non c’è passo oltre e non compro nulla, ma se c’è, cerco di fare in modo di prendere il numeretto per potere essere servito da lui, poi  se gli altri salumieri sono più veloci, faccio passare avanti gli altri clienti in modo da essere servito da lui e quando è il mio turno compro tanti salumi, tutti diversi, che mia mamma mi dice che sono proprio troppi. Comunque con quel ragazzo si è creata una simpatia, mi sorride, non mi dà né del tu né del lei, come fa con gli altri clienti, però mi sorride e mi piace tanto vederlo sorridere, è più giovane di me, penso, potrà avere 22 o 23 anni. È una storia questa? Proprio no! Però è una bella cosa. Se avessi tanti soldi proverei ad aprire una salumeria… vabbe’, il cervello deve pure fantasticare! Project, hai capito più o meno chi sono? Un po’ stranetto, certo, però non depresso, diciamo un po’ spento, questo sì, mi godo la storia del ragazzo etero che mi chiama ogni tanto e quella del ragazzo della salumeria, poi sarà quello che sarà. Per adesso mi manca soprattutto il lavoro, lo so che non è poco, ma spero di trovare qualcosa di buono, dicono che c’è la ripresa ma crederci mi sembra come credere alla befana.

Un abbraccio, Project, se ti va, mandami il tuo contatto skype.

Ciao, Fede

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E. CARPENTER: “IL SESSO INTERMEDIO” QUINTA PARTE

APPENDICE

“In questo paese [Inghilterra] noi abbiamo per troppo tempo trascurato la scienza relativa al sesso per un senso di falso pudore. In Germania le cose stanno diversamente. Ci troviamo studiosi che hanno elaborato autonomamente una nuova scienza e che hanno offerto al mondo una conoscenza che è della massima importanza. Noi ora sappiamo che ci sono donne con forti caratteristiche maschi e vice-versa. Anatomicamente e mentalmente troviamo che esistono tutte le sfumature tra il puro genere maschile e il puro genere femminile. Perciò è stato definito quello che da un illustre esponente della scienza è stato giustamente denominato «il terzo sesso».” – Dr. James Burnet, The Medical Times and Hospital Gazette, vol. xxxiv, N. 1497, 10 Novembre 1906, Londra.

“Ogni cittadino in grado di adempiere i suoi dovere di cittadino, sia egli padre o marito, insegnante o studente, padrone o servo, ufficiale o subordinato, ha il diritto e addirittura il dovere, di conoscere i fatti dell’inversione sessuale, di combattere e di prevenire la dissolutezza, il crimine e il vizio, di imparare e di insegnare agli altri il ruolo dell’inversione nella società e la sua morale, i doveri dell’invertito di fronte a se stesso, di fronte agli altri invertiti, di fronte all’uomo normale e di fronte alle donne e ai bambini. E anche i doveri dell’uomo normale verso l’invertito non sono minori, non sono meno difficili né meno indispensabili.” – M. A. Raffalovich. “Uranisme et Unisexualité.” Parigi, 1896.
“Il fatto che l’inversione sessuale non è un fenomeno casuale … risulta evidente dal fatto che è stata osservata in ogni tempo e in ogni luogo, e tra popoli piuttosto nettamente separati gli uni degli altri” – A. Moll, “Die Konträre Sexualempfindung” seconda edizione, p. 15. Berlino, 1893.

“Circa la larga diffusione dell’inversione sessuale, e in genere dei fenomeni omosessuali, non ci possono essere dubbi di nessun genere. Moll afferma che a Berlino egli stesso ha visto tra seicento e settecento omosessuali e ha sentito parlare di altri duecentocinquanta o trecento. Ed io stesso ho molti riscontri della loro frequenza sia in Inghilterra che negli Stati Uniti. Quanto all’Inghilterra, a proposito della quale io posso naturalmente parlare con maggior sicurezza, le sue manifestazioni sono chiaramente evidenti per quelli che hanno gli occhi aperti. … Tra gli elementi di maggiore livello professionale e culturale in Inghilterra ci deve essere una percentuale notevole di invertiti che qualche volta possono arrivare al cinque per cento, anche se queste stime possono spesso essere arrischiate. Tra le donne della medesima classe la percentuale sembra essere almeno doppia – anche se qui i fenomeni sono meno definiti e radicati.” – Havelocl Ellis, “Psychology of Sex” vol. Sexual Inversion, pp. 29-30. Philadelphia, 1901.

“Secondo la notizia di De Joux in “The Disinherited of Love”, il numero degli Urning in tutta l’Europa è di circa cinque milioni, il 4-5% di tutti i maschi di Europa sono Urning. E allora, una malattia – se la si può chiamare malattia – che sia così diffusa, richiede la nostra massima attenzione; ed è strano che sia solo dagli anni ’70 che questo argomento è stato discusso nella letteratura scientifica.
È proprio a causa di questa ignoranza che l’opinione pubblica è stata dominata ed è ancora dominata dal pregiudizio secondo il quale l’ermafroditismo fisico e l’inversione sessuale non sono altro che crimini, crimini volontari, mentre invece derivano in modo necessario dalla originaria natura di questi individui.” – Norbert Grabowshy, “Die verkehrte Geschlechtsempfindung” p. 16, Lipsia, 1894.

Il Dr. Hirschfeld, nel suo “Statistischen Untersuchunge über den Prozentensatz der Homosexuellen” dà I risultati di varie ricerche statistiche su questo argomento; e il loro notevole grado di coincidenza lo autorizza a parlare in modo abbastanza affidabile. Egli dice (p. 41): “Ora sappiamo che dobbiamo considerare il numero di quelli che si allontanano dalla normalità non in unità millesimali ma in unità centesimali. Il fatto che come risultato di queste inchieste e di queste commissioni di studio sia emersa più o meno la stessa percentuale (per la proporzione delle persone esclusivamente omosessuali), in particolare, la cifra si aggira intorno all’1,5%. – cioè questo straordinario accordo non può con ogni probabilità essere casuale, ma deve poggiare su una legge – una legge di natura – cioè, in particolare, che dal 90 al 95% degli uomini hanno una sessualità normale dalla nascita; che una percentuale che va dall’1,5 al 2% sono nati puri omosessuali (dico che si tratta di circa un milione in Germania); e che tra le due categorie ci rimane circa un 4% costituito da bisessuali per natura.”
E ancora (p. 60): “Ma che cosa ci mostrano questi numeri? Ci mostrano che su 100.000 abitanti in media solo 94.600 sono sessualmente normali, mentre 5.400 si allontanano dalla norma. Di questi ultimi 1.500 sono esclusivamente omosessuali e 3.900 bisessuali, di questi 3.900 700 sono prevalentemente omosessuali: cosi che di 100.000 Tedeschi, 2.200 (cioè il 2,2%) sono omosessuali o in modo esclusivo o in modo predominante – si tratta di 1.200.000 per tutta la patria tedesca.”
“L’inversione sessuale è stata normalmente considerata come psicopatologica, come un sintomo di degenerazione; e quelli che la manifestano sono stati considerati come fisicamente malati. Questo punto di vista comunque sta cadendo in discredito, specialmente da quando Krafft-Ebing, il suo principale difensore lo ha abbandonato nelle ultime edizioni del suo lavoro. Ciò non di meno, non è comunque ammesso da tutti che gli invertiti sessuali possano essere d’altra parte in perfetta salute e siano abbastanza normali in altre questioni sociali. Quando si chiede loro se abbiano mai desiderato che le cose per loro fossero diverse sotto questo aspetto essi pressoché invariabilmente rispondono di no.” – O. Weininger, “Sex and Character”, capitolo IV, Heinemann, Londra 1906.

“La gente, comunemente crede che un maschio che prova amore il suo stesso sesso debba essere spregevole, degradato, depravato, vizioso e incapace di sentimenti umani e generosi. Se la storia greca non è bastata a demolire questi preconcetti, una piccola e paziente ricerca sui comportamenti moderni sarà sufficiente a rimuoverli.” – J. Addington Symonds, “A Problem in Modern Ethics”, p. 10.

“Mantegazza dice giustamente che gli Urning non si trovano di certo soltanto nella feccia del popolo, ma che bisognerebbe piuttosto cercarli nei gruppi che, per cultura, ricchezza e posizione sociale si collocano ai primi posti. Perciò non c’è il minimo dubbio che un gran numero di Urning si possono trovare tra gli aristocratici.” – A. Moll, op. cit. P. 76.

“In nessun gruppo ci sono tanti Urning come tra i servi. Si potrebbe dire che un domestico su tre è un Urning.” – De Joux. “Die Enterbten des Liebesglückes”, p. 193. Lipsia, 1893.

“È quindi certo, come abbiamo visto, che molti Urning vengono da famiglie nevrotiche e patologicamente predisposte … ma comunque devo dire che non c’è prova che in tutti i casi di inversione sessuale tra uomini, gli individui interessati siano così predisposti ereditariamente. E inoltre c’è da tenere presente che, secondo certi autori, l’estensione della tara ereditaria, è al presente così grande che si potrebbe dimostrare una tendenza alle malattie nervose e mentali quasi in chiunque.” – A. Moll, op. cit. p.221.

“La verità è che noi non possiamo spiegare i sentimenti sessuali invertiti meglio di come possiamo spiegare l’impulso normale; tutti i tentativi di spiegare queste cose e l’amore, sono carenti.” – ibid. p. 253.

“Tra le propensioni degli Urning si trova non di rado un grande interesse per l’arte e la musica – sia per l’interesse attivo che per il godimento passivo dell’arte e della musica .. Il talento dell’attore è particolarmente notevole in alcuni. … Ma non si deve credere che gli Urning siano capaci soltanto di una particolare attività dell’immaginazione. Al contrario ci sono casi indubbi in cui essi portano il loro contributo anche nel settore della scienza. … Anche nella poesia gli Urning talvolta dimostrano un talento eccezionale; specialmente nei versi d’amore indirizzati agli uomini.” – Ibid. p. 80.

“Un esame dei miei casi [di invertiti] dimostra il fatto interessante che il 68% possiede un’attitudine artistica in vario grado. Galton trova, da un’indagine su circa mille persone, che la media di coloro che mostrano gusti artistici, in Inghilterra, è solo del 30%.” – Havelock Ellis, “Sexual Inversion”, p. 173.

“Nell’antichità, specialmente tra i Greci, sembra che ci siano stati molti uomini che nelle loro nature emotive erano ermafroditi. Io credo che lo studio dell’ermafroditismo fisico sia molto importante e penso che porterà ancora grande luce sulla stessa psicologia dell’amore. Le osservazioni condotte sino ad oggi, mostrano già che lo stesso individuo in momenti diversi può provar sentimenti sessuali piuttosto diversi.” – A. Moll, op. cit., p. 200.

“L’Urning è capace, attraverso la forza del suo amore, di compiere i più grandi sacrifici per il suo amato, e sotto questo profilo, l’amore di un Urning è stato spesso paragonato con l’amore di una donna. Proprio come l’amore di una donna, è più forte e più devoto di quello di un uomo normale, proprio perché supera quello dell’uomo in profondità, secondo Ulrichs, l’amore urning, sotto questo aspetto dovrebbe essere considerato più in altro di quello dell’uomo che ama le donne.” – Ibid. p. 118.

“Gli uomini femminili spesso sanno come trattare le donne meglio di come fanno gli uomini maschili. Gli uomini maschili, salvo casi molto rari, imparano come trattare le donne solo dopo una lunga esperienza e anche allora in modo molto imperfetto.” – O. Weininger, “Sex and Character”, capitolo V.

“È proprio necessario che tutte le donne e gli uomini siano nettamente separati in due gruppi ben distinti, le donne da una parte e gli uomini dall’altra, allo stesso modo e sotto ogni punto di vista? … Esistono forme di transizione tra metalli e non metalli, tra combinazioni chimiche e semplici misture, tra animali e piante, tra fanerogame e crittogame, tra mammiferi e uccelli. … Si può dare per certo quindi che sia assolutamente improbabile trovare in Natura una netta delimitazione tra tutto quello che è maschile da una parte e tutto quello che è femminile dall’altra; o che qualsiasi creatura vivente sia così semplice sotto questo aspetto, da poter essere collocata interamente da una parte o interamente dall’altra della linea di confine.” – Weininger, Ibid., Introduzione, p. 2.

“Su questo, Chéron fece un’osservazione piuttosto strana. ‘Noi abbiamo – disse – per quanto riguarda le distinzioni sessuali, dei concetti che la primitiva semplicità delle persone delle epoche trascorse non poteva nemmeno immaginare. Dal fatto che ci sono due sessi e solo due, essi deducevano che una donna è semplicemente una donna e un uomo è semplicemente un uomo. In realtà le cose non stanno così, ci sono donne che sono molto donne e donne che lo sono molto poco. Queste differenze, nascoste nei tempi andati dal costume e dal modo di vivere e mascherate dal pregiudizio, si notano invece ben chiaramente nella nostra società. E non solo, ma diventano sempre più accentuate e visibili di generazione in generazione.’” – Anatole France, “Sur la Pierre Blanche”, p. 301.

“In ogni essere umano sono presenti sia elementi maschili che elementi femminili, solo nelle persone normali (secondo il loro sesso) un gruppo di elementi è molto più sviluppato dell’altro. La differenza fondamentale, nel caso delle persone omosessuali, è che in loro gli elementi maschili e femminili sono più equilibrati; così che, quando per di più lo sviluppo generale è di grado elevato, noi troviamo in questa classe di persone il tipo più perfetto di umanità.” – Dr. Arduin, “Die Frauenfrage”, in Jahrbuch der Sexuellen Zwischenstufen, vol. ii, p. 217. Lipsia, 1900.

“L’idea che gli esseri umani fossero originariamente ermafroditi è sia antica che diffusa. La troviamo nel libro della Genesi, a meno che effettivamente non vi sia una confusione lì tra due diverse teorie sulla creazione. Si dice che Dio abbia fatto prima l’uomo a Sua immagine, maschio femmina in un solo corpo, e abbia ordinato loro di moltiplicarsi, più tardi Egli creò la donna da una parte del suo uomo originario.” (Vedi anche il mito riportato da Aristofane nel Simposio di Platone.) – Havelock Ellis, “Sexual Inversion”, p. 229.

“Quando l’istinto sessuale compare per la prima volta nella prima adolescenza, sembra essere molto meno specializzato di come diventa successivamente. Non solo al suo apparire è meno definitamente diretto verso uno specifico fine sessuale, ma anche il sesso del suo oggetto è talvolta incerto.” – Ibid., p. 44.

“In me la natura omosessuale è singolarmente completa e certamente congenita. La più intensa delizia della mia fanciullezza (anche quando ero solo un esile ragazzino affidato alla mia balia) era di guardare gli acrobati e i cavallerizzi nel circo. E questo non dipendeva tanto dalle loro azioni abilissime quanto dalla bellezza dei loro corpi. Anche allora mi interessavo soprattutto i ragazzi più flessuosi e graziosi. La gente mi diceva che gli attori del circo erano malvagi e potevano rapire i ragazzini e così cominciai a vedere i miei favoriti come mezzi diavoli e mezzi angeli. Quando ero più grande e ci potevo andare da solo, andavo spesso in giro tra le tende degli spettacoli ambulanti nella speranza di intravedere gli attori. Desideravo ardentemente di vederli nudi senza le loro calzamaglie e avevo l’abitudine di rimanere sveglio la notte pensando a loro e desiderando di essere abbracciato e amato da loro.” Ibid., caso ix, p. 62.

“Avevo quindi anni, undici mesi e mezzo quando il primo sogno erotico annunciò l’arrivo della pubertà. Non avevo avuto prima nessuna esperienza di soddisfazione sessuale, né in direzione omosessuale né nell’altra direzione. Questo avvenimento, quindi, arrivò abbastanza normalmente. Da parecchio tempo prima, comunque, ero stato soggetto in parte a tenere bramosie e in parte a desideri sensuali senza una forma o una finalità definita – rimanendo però le due emozioni separate una dell’altra e mai le avevo provate insieme per lo stesso ragazzo. Questi desideri sensuali senza finalità mi tormentavano spesso nelle ore di solitudine e non riuscivo a superarli. Mi si presentarono per la prima volto durante il mio quindicesimo anno, quando ero a scuola a Detmold, e nei due modi seguenti: – Per la prima volta furono risvegliati da un disegno sulle “Säulen-ordnungen” [gli ordini architettonici] di Normand, della figura di un dio greco o di un eroe che stava lì nella sua bellezza nuda. Questa immagine, cento volte respinta, tornò ancora cento volte alla mia mente. (Non c’è bisogno che io dica che quell’immagine non causò in me il temperamento urning; essa non fece che svegliare ciò che già stava lì addormentato – una cosa che qualsiasi altra circostanza avrebbe potuto provocare.) In secondo luogo, quando stavo studiando nella mia stanzetta, o quando giacevo sul mio letto, prima di andare a dormire, il pensiero era solito sorgere improvvisamente e irresistibilmente nella mia mente – ‘Che una volta un soldato potesse arrampicarsi attraverso la mia finestra ed entrare nella mia stanza!’ Allora la mia immaginazione mi dipingeva una splendida immagine di soldato di venti o ventidue anni; ed io ero, per così dire, tutto in fiamme. E comunque i miei pensieri erano abbastanza vaghi e non erano diretti a qualche tipo definito di soddisfazione, né avevo mai scambiato nemmeno una parola con un vero soldato.” – K. H. Ulrichs. “Memnon”, paragrafo 77. Lipsia, 1898. Vedi anche “Un Problema di Etica Moderna”, p. 73.

“Le amicizie di questo tipo, che ho formato a scuola, sono state solo due – Io non dimenticherò mai la loro assorbente profondità e intensità. Io non ho mai parlato di esse a nessuno e per questo esse erano molto più sacre e serie, né – benché possa sembrare strano – ho mai parlato di esse direttamente agli stessi ragazzi interessati e nemmeno ho mai mostrato il minimo segno di affetto verso di loro. Se avessi detto loro che io mi ero consacrato al loro benessere e che per quello volevo scarificare me stesso e tutto quello che avevo (cosa che era assolutamente vera) loro sarebbero rimasti semplicemente stupiti; e ancora di più dato che erano entrambi ragazzi giovani, non ancora arrivati alla pubertà.
Adesso io sono in qualche modo amaramente cosciente che in questi casi una delle più forti e positive influenze che mi sono capitate nella mia vita andò sprecata per i nove decimi. È impossibile immaginarsi quanto migliore sarebbe stata la situazione in condizioni più favorevoli. E ancora, tutto quello che ho provato per i ragazzi non lo avrei certamente provato senza quella buona influenza su di me, anche se (data la loro totale ignoranza dei mie sentimenti) quella influenza avrebbe potuto essere nulla. Ero consapevole dell’effetto tonificante e incoraggiante su tutta la mia natura, della confermata salute del corpo e soprattutto della enormemente accresciuta capacità di lavoro. E certamente tutto questo sarebbe stato mille volte intensificato se io fossi stato guidato qualche volta e incoraggiato anche da una pubblica opinione che approvasse queste amicizie.
Un ragazzo della Public School ha dopo tutto forti sentimenti di onore e di correttezza, e sono certo che si potrebbe fare molto di più coltivando l’opinione pubblica della scuola: rendendo le amicizie devote e disinteressate molto considerate e apprezzate e condannando come base e mezzo di correzione anche il minimo tentativo di insudiciare la purezza di un ragazzo giovane attraverso un desiderio grossolano ed egoistico di gratificazione personale. L’opinione pubblica della scuola, ne sono sicuro, si orienterebbe abbastanza prontamente a scorrere in questi canali. Ma tutto questo richiederebbe una vera apertura nel trattamento di tutta la questione, che certamente adesso non esiste. Il fatto che la più grande forza che il preside ha a sua disposizione sia così ignorata (e così immotivatamente) è più che assurdo, è mostruoso. E si tratta di una cosa che riguarda lui come insegnante quasi quanto riguarda i ragazzi stessi nelle loro reciproche relazioni. Io credo che guadagnarsi l’affetto del ragazzo venga necessariamente prima dell’insegnargli qualunque cosa. Altrimenti non gli si insegna assolutamente nulla.” – Lettera privata.

“Potrei raccontarvi un bel po’ di cose su un’altra amicizia ugualmente importante che io ho formato (io venticinquenne e il ragazzo quattordicenne) che è stato uno degli eventi più felici della mia vita. Era una cosa riconosciuta da entrambe e parti ma perfettamente controllata e pura: ci siamo conosciuti molto bene nei periodi di vacanza scolastica per quasi un anno. Io avrei potuto fare qualunque cosa con qual ragazzo, la mia influenza su di lui in quel tempo posso dire che fosse illimitata: e certamente portò un beneficio immenso ad entrambi.” – Ibid.

“Nella mia vita scolastica – come alunno esterno – avevo due amicizie di questo tipo, anche se, ovviamente, per un alunno esterno non c’era la stessa possibilità di svilupparle. Una era con un ragazzo più grande di me di circa cinque anni e un’altra con un maestro più grande di me di circa dodici. Io ero un ragazzino vergognoso e timido, e non avendo un fisico robusto, non entrai molto nell’attività atletica della scuola. Il mio amico più grande era un ragazzo molto delicato, gentile, fine di una purezza e di un’altezza di pensiero che era in contrasto stridente con la sporca atmosfera morale della scuola in quell’epoca, ma lui non era mai uno che giudicava e non era nemmeno superbo. Io sento che questa amicizia ha esercitato la più potente influenza nei miei primi anni di vita nel conservare un alto ideale di condotta davanti a me, molto più potente dell’influenza di casa, della quale non credo di essere stato molto consapevole.
“Dopo che lasciò la scuola per Cambridge, avevamo l’abitudine di scriverci regolarmente lunghe lettere, raramente di meno di tre pagine. Mi ricordo che io pensavo a lui come al più bel ragazzo che avessi mai conosciuto, ma guardando adesso la sua fotografia, presa più o meno in quell’epoca, e paragonandola con le altre, noto che i suoi tratti erano meno belli di quelli di molti altri miei compagni di scuola. Alla fine del secondo anno morì di consunzione. Successe durante le vacanze estive e allora io mi trovavo all’estero. Mi ricordo che avevo l’abitudine di sedermi a notte alta per scrivergli delle lunghe lettere su tutto quello che avevo visto, per interessarlo durante la sua malattia. Io non sapevo quanto fosse malato, ma avevo la paura terribile che non lo avrei rivisto un’altra volta. Quando rientrai in patria e seppi che era appena morto, il colpo fu terribile. Per settimane mi sentii come se io non avessi un amico in tutto il mondo. Non ho mai sentito nessuna perdita così profondamente né prima né dopo. …
“L’altra amicizia col mio insegnante di matematica, anche se non così intima, era comunque di un carattere molto affettivo. Io devo molto a quest’amicizia – Lui ha posto le fondamenta del mio ideale, del dovere di un insegnante verso i suoi alunni.” Lettera privata.

“Non è certo una novità: il sentimento che muoveva Gesù verso Giovanni, o Shakespeare verso il giovane dei sonetti o che ispirò le amicizie della Grecia è stato con noi prima e, nella nuova cittadinanza, sarà di nuovo con noi. L’amore per i compagni di Whitman è la sua moderna espressione; la Democrazia – concepita socialmente e non politicamente – è la sua base. Chiedersi quanta solidarietà nel lavoro o quanto dei moderni sindacati possa derivare da una fede inconscia in questo principio di cameratismo non è certo un domanda inutile. La più libera, la più diretta e la più genuina relazione tra uomini, che deriva da questo, deve costituire la base più profonda della fabbrica ricostituita”. – C. R. Ashbee, “Workshop Reconstruction and Citizenship”, p. 160.

Un caso di appassionato attaccamento tra due ragazzi Indiani è stato raccontato all’autore di questo libro da un maestro di una scuola in India. I ragazzi che avevano circa sedici anni, frequentavano la stessa scuola ed erano amici devoti, ma venne il tempo in cui dovettero dividersi. Uno fu portato via dai parenti verso una parte lontana del paese. L’altro era inconsolabile di fronte a questa prospettiva. Quando arrivò il giorno e il suo compagno fu allontanato, subito dopo, se ne andò tranquillamente ad un pozzo nel recinto della scuola, ci saltò dentro e annegò. La notizia, inviata per telegrafo, raggiunse l’amico in partenza che ancora era in viaggio. Quello disse poco, ma ad una delle stazioni abbandonò il treno e scomparve. Il treno andò avanti, ma dopo poco il ragazzo sbucò fuori dai cespugli vicino alla linea ferroviaria, si buttò sui binari e fu ucciso.

Quanto segue è tratto da uno dei casi ricordati da Havelock Eellis nel suo “Sexual Inversion”; “la più profonda sensazione sessuale di cui sono consapevole risale all’età di nove o dieci anni quando mi innamorai di un bel ragazzo che deve essere stato di un paio d’anni più anziano di me. Non ricordo di aver mai parlato con lui, ma il mio desiderio, per quanto posso ricordare, era che lui potesse impadronirsi di me e gestirmi. Io ho ancora una sensazione precisa di quanto gradevole sarebbero stati nelle sue mani anche il dolore fisico e la crudeltà.” – Havelock Eellis, op. cit., vcaso xiii, p. 71.

“Quando avevo circa sedici anni e mezzo, venne in casa un ragazzo di circa due anni più giovane di me, che divenne il pensiero più assorbente dei miei giorni di scuola. Non ricordo neppure un momento, da quando lo vidi per la prima volta a quando lasciai la scuola, in cui io non fossi innamorato di lui e l’affetto era ricambiato anche se alquanto riservatamente. Lui era sempre un po’ più avanti di me nei libri e nel lavoro scolastico ma quando il nostro affetto maturò passavano insieme molto del nostro tempo libero e lui rispondeva alle mie avances più o meno come una ragazza che viene corteggiata, un po’ ridendoci sopra, forse, ma con vero piacere. Mi permetteva di vezzeggiarlo e accarezzarlo, ma la nostra intimità non andò mai più in la di un bacio e su questo c’era pure il freno della vergogna; c’era sempre una barriera tra noi e non abbiamo mai nemmeno bisbigliato l’uno con l’altro su quelle cose sulle quali tutta la scuola parlava in modo osceno.” – Stesso caso, pag. 73.

“All’età di ventuno anni cominciai gradualmente a rendermi conto che in qualche modo non ero come i miei compagni, che non mi piacevano le occupazioni tipicamente maschili, che fumare, bere o giocare a carte mi dava poca soddisfazione, e che avevo un vero terrore mortale per il bordello. E infatti non ci ero mai stato e in ogni occasione, con un pretesto o con l’altro, ero riuscito a tenermene alla larga. Allora conciai a pensare a me stesso. Mi sentivo paurosamente solo, miserabile e sfortunato e sospiravo per un amico della mia stessa natura – ancora senza nemmeno immaginare che ci potessero essere altri come me. A ventidue anni arrivai a conoscere un ragazzo che almeno mi chiarì le idee sull’inversione sessuale e su quelli che ne sono affetti, al punto che lui – un urning come me – arrivò ad innamorarsi di me. Mi caddero le bende dagli occhi, e benedico il giorno che mi portò la luce. … Rispetto alle donne nel loro aspetto sessuale, provavo un vero orrore, che l’esercizio del mio più alto potere di immaginazione non poteva comunque superare; e infatti non ho mai nemmeno provato a superarlo dato che sono quasi persuaso dell’inutilità di un simile tentativo che mi sembra peccaminoso e innaturale.” – Krafft-Ebing, “Psycopathia Sexualis”, settima edizione, caso n. 122, p. 291. Stoccarda 1892.

“Senza l’amore degli uomini non potrei più esistere, senza un tale amore non posso che rimanere in conflitto con me stesso. … Se esistesse il matrimonio tra uomini credo che non sarei affatto preoccupato da una relazione che dura tutta la vita, cosa che con una donna mi sembra sostanzialmente impossibile. … Ma dato che comunque questo tipo d’amore è considerato criminale, attraverso la sua soddisfazione io posso essere in armonia con me stesso ma mai col mondo e perciò necessariamente ci deve essere qualcosa di discordante e tanto più perché ho un carattere aperto e odio e bugie di qualsiasi tipo. Questo tormento di dover sempre nascondere tutto, mi ha costretto a confessare la mia anomalia a pochi amici, della cui comprensione e della cui riservatezza sono sicuro. Anche se spesso la mia condizione mi sembra abbastanza triste per la difficoltà di trovare soddisfazione e per il disprezzo generale degli amori maschili, sono comunque spesso almeno un po’ orgoglioso di avere questi anomali sentimenti. Naturalmente non mi sposerò mai – ma questo non mi sembra in nessun modo una sfortuna, anche se sono innamorato della vita familiare, e fino adesso ho passato il mio tempo solo tra le mie relazioni. Vivo nella speranza di poter avere più tardi un amante fisso; e lo devo avere, altrimenti il futuro mi sembrerebbe grigio e scolorito e tutti gli oggetti che la gente di solito insegue – onore, alta posizione sociale, ecc. – mi sembrerebbero solo cose vane per nulla attrattive.
“Se questa speranza non dovesse realizzarsi, so che sarei incapace di dedicarmi ai miei interessi permanentemente e con piacere e che sarei capace di mettere da parte qualsiasi cosa per ottenere l’amore di un uomo. Non sento più alcuno scrupolo morale a causa della mia inclinazione anomala e in genere non sono mai stato turbato dal fatto che mi sento attratto verso i giovani. … Fino adesso mi è sembrato cattivo e immorale fare cose che sono aggressive verso gli altri o che non vorrei fossero fatte a me e da questo punto di vista posso dire che cerco il più possibile di non infrangere i diritti degli altri e sono capace di reagire violentemente a qualsiasi ingiustizia fatta agli altri.” – Ibid. p. 249, caso n. 110 (funzionario in una fabbrica, 31 anni).

“I miei pensieri non sono in nessun modo esclusivamente del corpo o morbosamente sensuali. Quanto spesso alla vista di un bel ragazzo mi prende un umore profondamente entusiastico e io offro una preghiera, per così dire, con le gloriose parole di Heine – ‘Tu sei come un fiore, così grazioso, così bello, così puro’ … Finora nessun ragazzo ha mai sospettato il mio amore per lui, non ho mai corrotto o messo a rischio la moralità di nessuno, ma per molti ho qua e là ho consumato la loro strada: e quindi non ho problemi e faccio sacrifici, che sono l’unica cosa che posso fare per loro.
E quindi, quando ho la fortuna di avere un amico amato vicino a me, al quale insegnare qualcosa, da supportare, da aiutare, quando il mio amore inconfessato trova una risposta amorosa (anche se naturalmente non sessuale), allora tutte le immagini immonde svaniscono sempre di più nella mia mente. Allora il mio amore diventa piuttosto platonico e si innalza solo per poi scivolare di nuovo nel fango quando è privato della sue specifica attività.
Quanto al resto, io non sono, e posso dirlo senza presunzione, uno degli uomini peggiori. Mentalmente più sensibile di molti uomini normali. Mi interesso a qualsiasi cosa che emoziona l’umanità. Sono ben disposto, tenero, e facilmente mi muovo a pietà, non posso fare alcun male ad alcun animale, e certamente non ad una creatura umana, ma sono al contrario attivo in un modo amichevole verso la gente, se e come posso.
Perciò, quindi, davanti alla mia coscienza non posso rimproverarmi, e anche se devo certamente rigettare il giudizio del mondo su di noi, soffro comunque molto. Nella massima sincerità, non ho offeso nessuno e mantengo il mio amore nella sua più nobile attività altrettanto santamente quando fanno gli uomini normalmente disposti, ma sotto un destino infelice che non ci concede né tolleranza né riconoscimento. Soffro spesso più di quanto la mia vita possa sopportare.” – Ibid. p. 286, caso n. 114.

“Descrivere tutta la miseria, tutte le situazioni sfortunate, il costante terrore si essere scoperti nella propria particolarità e di diventare una persona non tollerabile in società – dare un’idea di tutto questo è veramente molto più di quanto la penna o le parole possano fare. Il pensiero stesso di perdere la propria esistenza sociale e di essere rigettato da tutti, appena sorge, è un tormento più grande di quanto si possa immaginare. In una situazione del genere qualsiasi cosa, qualsiasi cosa che uno avesse fatto nella via del bene sarebbe dimenticata; nella coscienza della sua alta moralità ogni uomo con disposizioni normali si gonfia di orgoglio, per quanto abbia potuto agire in modo frivolo a proposito del suo amore. Io conosco parecchie persone normali di questo tipo di cui mi è molto difficile capire la concezione svilente dell’amore.” – Ibid., p. 269.

“Prima di dormire vedo immagini tormentose di amore tradito, e così sono costretto, diverse volte, a fare ricorso al cloralio. I miei sogni sono solo la prosecuzione della mia vita attuale e sono altrettanto penosi. Come tutto questo finirà realmente non lo so; ma io penso che queste emozioni profonde debbano fare il loro corso. … L’unica fine ragionevole della lotta è la morte.” – A. Moll, “Conträre Sexualempfindung”, seconda edizione, pag. 123 (citazione da una lettera).

“Stanco e logoro, sono passato attraverso ogni tempesta di angoscia e di disperazione. Anni della più rovinosa agonia mentale sono passati sulla mia testa senza uccidermi. Attraverso gli orologi della lunga notte, ho sentito rintoccare le ore incessanti. Al sonno non ho neppure mai pensato, ma sono stato steso sul mio letto cercando di leggere qualche libro o inginocchiato vicino al mio letto a sforzarmi di innalzare il mio cuore e il mio spirito alla preghiera cercando soccorso e perdono. Alla fine, incapace di andare avanti, con la bocca fortemente serrata e la fronte corrugata, il Charmer ha attutito i miei sensi per una o due brevi ore; ma solo perché potessi svegliarmi con una più forte e più chiara percezione della mia condizione senza speranza.
Non so come siano passati i giorni, come io abbia potuto vivere così a lungo in questa miseria, non lo so proprio. Ma una tortura di questo tipo è crudelmente lenta oltre che certa. È tipico dei giovani sopportare per molto tempo quando l’amore è messo alla prova e un casuale barlume – una specie di beffardo fantasma di speranza così simile alla speranza come la meteora veloce lo è al sole che dura – aiuta a tollerare il peso della miseria e così lo prolunga. Io mi sento vecchio di centinaia di anni nel mio squallore di ogni momento. Non posso combattere contro l’amore e schiacciarlo – mai! Dio ha inserito nel mio cuore la necessità del sentimento; ma è difficile non chiedersi perché ha inserito un elemento così divino nella mia natura che è condannata a morire insoddisfatta che è destinata alla fine ad essere la mia vera morte.” – Da un manoscritto consegnato all’autore da un Urning.

H. Ellis, nell’appendice D del suo libro sull’Inversione sessuale, parla alquanto estesamente delle amicizie scolastiche della ragazze, che loro chiamano “fiamme” e “deliri”, dell’amore a prima vista, del romanticismo, del corteggiamento, degli incontri nonostante gli ostacoli, delle lunghe lettere, della gelosia, dello scrivere ovunque il nome dell’amata, ecc.; queste relazioni sono talvolta sessuali, ma molto frequentemente non è così, anche se sono piene di “eretismo psichico”.
Nella stessa appendice cita una donna di trentatré anni che scrive; “A quattordici anni mi sono innamorata per la prima volta, ma è stato con una ragazza. Era un amore insano e intenso, ma aveva le stesse qualità e provocava le stesse sensazioni del mio primo amore con un uomo a diciotto anni. In nessuno dei due casi l’oggetto d’amore era idealizzato: io ero completamente consapevole dei loro difetti, ciò nonostante tutta la mia persona era persa, immersa nella loro esistenza. Il primo durò due anni, il secondo sette anni. Da allora nessun amore è stato così intenso ma adesso queste due persone , anche se sono ancora viventi, non sono per me nulla di più che autentici estranei.”
Un’altra donna di trentacinque anni scrive: “Le ragazze tra i quattordici e i diciotto anni in collegio o nella scuola femminile spesso si innamorano di persone dello stesso sesso. Non si tratta di amicizia. L’amata è più grande, più avanzata, più affascinante o più bella. Quando ero una matricola in collegio ho conosciuto più o meno trenta ragazze che erano innamorate di una ragazza più grande. Molte la ricercavano per il fascino, ma io so che il mio omaggio e quello di molte altre era sincero e appassionato. Io l’amavo perché era brillante e completamente indifferente all’amore che le si dimostrava. Non era bella, anche se all’epoca la consideravamo bella. Una delle sue adoratrici, per essere stata offesa, si sentì male per due settimane. Al suo ritorno stava parlando con me quando l’oggetto della nostra ammirazione entrò nella stanza. Lo shock fu tropo grande e lei svenne. Quando raggiunsi l’ultimo anno fui io a ricevere gli sguardi languidi, i versi originali, le rose e le lettere appassionate scritte a mezzanotte o alle tre del mattino.
L’amore appassionato tra ragazze, da quello più innocente alle escursioni più elaborate nella direzione del lesbismo, sono estremamente comuni nei teatri, sia tra le attrici che, e ancora forse di più, nei cori e tra le ballerine.” – Havelock Ellis, “Sexual Inversion”, p. 130.

“L’amore delle donne omosessuali è spesso molto appassionato, come quello degli urning. Proprio come gli urning, le donne omosessuali si sentono felicissime quando amano in modo felice. Comunque, per molte di loro, come per gli urning esiste la circostanza molto penosa che in conseguenza della loro antipatia per il tocco del maschio non sono in condizione di fondare una famiglia. Talvolta, quando l’amore di una donna omosessuale non è corrisposto, ne seguono seri disturbi del sistema nervoso, che portano anche al parossismo della furia.” – A. Moll, op. cit p. 338.

“È degno di nota il numero di donne invertite che, con maggiore o minore frode sono state sposate con donne di loro scelta e la coppia ha vissuto felicemente insieme per lunghi periodi. So di un caso, probabilmente unico, nel quale la cerimonia è andata avanti senza nessun inganno da nessuna delle due parti; una donna inglese congenitamente invertita, di notevole abilità intellettuale, ora morta, era legata alla moglie di un uomo di chiesa che, nella piena consapevolezza di tutti i fatti del caso, sposò privatamente le due donne nella sua chiesa.” – Havelocj Ellis, op. cit., p. 146, nota a fondo pagina.

“Ci si dice (nel “Giornale del viaggio in Italia” di Montaigne, 1350) che sette o otto ragazze che erano di Chaumont, decisero di vestirsi e di lavorare come uomini; una di esse venne a Vitry per lavorare come tessitore e fu ritenuta un ragazzo di buna condizione, come tale era amato da tutti. A Vitry si fidanzò con una donna ma, siccome sorse un problema, non si celebrò alcun matrimonio. Successivamente si innamorò di una donna che sposò e con la quale visse per quattro o cinque mesi, con grande soddisfazione della moglie, si dice. Ma essendo stata riconosciuta da qualcuno di Chaumint e portata davanti alla giustizia, fu condannata all’impiccagione, Disse che avrebbe preferito essere impiccata al vivere ancora come una ragazza e fu impiccata per avere usato invenzioni illecite per supplire ai difetti del suo sesso.” – Ibid. p. 119.

“È evidente che ci devono essere delle ragioni profonde della frequenza della omosessualità tra le prostitute. Una di queste cause, senza dubbio, risiede nel carattere delle relazioni delle prostitute con gli uomini; queste relazioni sono di carattere professionale e dato che l’elemento economico è enfatizzato, la possibilità della soddisfazione sessuale diminuisce; nel migliore dei casi, anche qui manca il senso di parità sociale, la sensazione del possesso e l’ambito necessario all’esercizio dell’affetto e della devozione femminile.” – Ibid., p. 149.

“Tra le prostitute registrare a Berlino ce ne sono senza dubbio un gran numero che onorano l’amore delle donne. Fonti bene informate mi dicono che circa il 25% delle prostituite di Berlino hanno relazioni con altre donne.” – A. Moll, op. cit., p.331.

“Karl Heinrich Ulrichs (nato vicino Aurich nel 1825), aveva esposto e difeso l’amore omosessuale, e i suoi punti di vista si dice abbiano avuto una certa influenza nell’attirare l’attenzione di Westphal sull’argomento; era un ufficiale legale di Hannover (Agente del fisco), lui stesso invertito sessuale. Da 1864 in poi, all’inizio sotto lo pseudonimo di Numa Numantius e poi usando il suo vero nome, Ulrichs pubblicò in varie parti della Germania una lunga serie di lavori che trattavano di questa questione e fece vari tentativi per ottenere una revisione della posizione legale dell’invertito sessuale in Germania.
Pur non essendo un autore i cui punti di vista psicologici possono avere molto peso scientifico, Ulrichs ci appare essere stato un uomo di abilità molto brillante e la sua conoscenza si dice essere stata quasi universale; non era solo molto versato nei suoi argomenti specifici di giurisprudenza e di teologia ma anche in molti settori delle scienze naturali come anche nell’archeologia; era inoltre considerato da molti come il miglior latinista del suo tempo. Nel 1880 lasciò la Germania e si stabilì a Napoli e poi all’Aquila degli Abruzzi da dove pubblicò anche un periodico latino. Morì nel 1895.” – Havelock Ellis, op. cit., p. 33.

Ultichs entra in una classificazione elaborata di tipi umani, con una corrispondente nomenclatura, che, benché un tantino ponderosa, è stata utile. Tra i maschi, per esempio, distingue l’uomo abbastanza normale, che lui chiama “Dioning”, dall’invertito, che chiama “Urning”. Tra gli Urning, di nuovo, distingue (1) coloro che sono completamente maschili nell’apparenza, nelle abitudini mentali e nel carattere (“Mannlings”) e che tendono ad amare soggetti più morbidi e più giovani del loro stesso sesso; (2) Coloro che sono di apparenza e di modo di pensare effeminato (”Weiblings”) e amano uomini più rozzi e più vecchi; e (2) quelli che sono di un tipo intermedio (“Zwischen Urnings”) e amano i giovani uomini. Poi di nuovo c’è l’”Urano.dioning”, che è nato con la capacità di amare in entrambe le direzioni, cioè sia uomini che donne, Questo è generalmente di tipo maschile. E al di à di queste ci sono alcune sotto-specie come l’”Uraniaster”, che è un uomo normale che ha contratto abitudini urning, e l’”Urning virilizzato”, che è un Urning che ha contratto abitudini normali, anche se queste non sono naturali per lui! Il tutto si può riassumere in una tabella come segue: –

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Se aggiungiamo a questa una tabella corrispondente per il sesso femminile avremo un’idea della complicazione del sistema di Ulrichs! Per quanto il sistema sia complicato e per quante critiche possiamo muovergli, dobbiamo riconoscere che non eccede comunque la complicazione dei fatti reali di natura. (Vedi K.H. Ulrichs, “Memnon”, capitoli iii-v.)

L’analisi dell’argomento di Krafft-Ebing è nel complesso tanto elaborata quanto quella di Ulrichs. È data da J.A. Symonds in forma di tabella, come segue:

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A Symonds continua: – “Qual è la spiegazione razionale dei fatti che ci è presentata dall’analisi che ci ho formulato in questa tabella, non può ancora essere completamente chiarito. Non conosciamo ancora abbastanza circa le leggi del sesso nelle creature umane per avanzare una teoria. Krafft-Ebing e gli autori della sua scuola sono attualmente inclini a riferirsi tutti alle malattie dei centri nervosi, ereditarie, congenite, risvegliate da abitudini precoci di auto-abuso. Ho già cercato di mostrare l’inadeguatezza di questo metodo e ho anche richiamato l’attenzione sul fatto che non ci dà sufficientemente conto dei fenomeni che ci sono noti attraverso la storia e attraverso l’esperienza di ogni giorno.” [Bisognerebbe notare che nelle edizioni più tarde del suo libro, Krafft-Ebing modifica considerevolmente l’idea secondo la quale queste variazioni sessuali indicano tutte malattia.] – “Un Problema di Etica Moderna”, p. 46.

Moll, parlando dell’atto così comunemente accreditato agli Urning (sodomia), dice: “Comunemente si dà per scontato che il rapporto sessuale tra Urning consista in questo. Ma è un grosso errore supporre che questo atto sia così frequente tra di loro.” – A- Moll, op. cit., p. 139.

E Krafft-Ebing ne parla come di cosa rara tra i veri Urning, quantunque piuttosto comune tra i vecchi viziosi e debosciati di più normale temperamento. – “Psychopathia Sexualis”, settima edizione, pag. 258.

“L’urning non solo nega l’innaturalità delle sue inclinazioni ma anche il loro carattere patologico; protesta contro il paragone con gli zoppi e coi sordi. La coincidenza occasionale dell’inversione sessuale con altre condizioni realmente morbose non significa nulla e nemmeno il ricordare che essa è contraria alla finalità di propagazione della razza è una prova; chi infatti ci può garantire che la natura abbia inteso destinare tutti alla propagazione della razza? Anche all’ape operaia la natura non ha garantito questa funzione anche se nei suoi rachitici organi sessuali femminili esiste una innegabile indicazione o un suggerimento di sentimenti sessuali.” – A. Moll, op. cit., p. 271. (Da una lettera di un Urning sessantenne.)

“L’omosessualità, quindi, può essere definita come una varietà anormale dell’impulso sessuale, ma difficilmente come una varietà patologica. Se volete, potrebbe essere definita un arresto dello sviluppo o una specie di reversione. E questo si accorda abbastanza col fatto che i migliori esperti di questo argomento non hanno finora scoperto più anormalità fisiche tra gli omosessuali che tra gli eterosessuali – e nemmeno più degenerazione o segni di degenerazione.” – Consulente medico Dr. Paul Naeke, in “Der Tag”, 26 ottobre 1907.

“Come risultato di queste considerazioni Ulrichs conclude che non c’è alcuna base reale per la persecuzione degli Urning salvo quella che può essere trovata nella ripugnanza provata dalla grande maggioranza numerica verso una minoranza insignificante. La maggioranza incoraggia i matrimoni, perdona la seduzione, sanziona la prostituzione, legalizza il divorzio nell’interesse delle sue proprie inclinazioni sessuali. Rende illegali le unioni temporanee o permanenti per la minoranza, la cui inversione dell’istinto aborrisce. E questa persecuzione, nel pensiero popolare, a qualunque livello, è giustificata come molti altri atti iniqui di pregiudizio e ignoranza, da presupposti teologici e da cosiddette disposizioni della rivelazione” – “Un problema di etica moderna” p. 83.

“Noi intendiamo come “omosessuale” una persona che si sente portata verso individui dello stesso sesso da sentimenti di vero amore. Dal punto di vista scientifico è indifferente se egli agisca o meno in accordo col suo sentimento omosessuale. Così come ci sono persone normali che vivono castamente, così ci sono persone omosessuali in cui amore ha chiaramente un carattere psichico, ideale e “platonico”. …
“L’impronta femminile, nel caso degli uomini omosessuali, è in genere evidenziata dalla presenza di una maggiore sensibilità e recettività e anche dalla predominanza della vita emotiva, da un forte senso artistico, specialmente in direzione della musica, e anche spesso da una tendenza al misticismo, e da diverse inclinazioni e abitudini femminili sia nel senso migliore che in quello peggiore del termine. Questa mescolanza di temperamento, comunque, non rende l’omosessuale come tale una persona di minor valore. Egli non è infatti della stessa natura dell’eterosessuale, ma è di uguale valore.” Testimonianza del Dr. M. Hirschfeld come medico specialista nel processo Moltke-Harden.

“Una seria obiezione al riconoscimento e alla tolleranza dell’inversione sessuale, è sempre stata che essa tende alla limitazione della popolazione. Questo era un argomento politico e sociale sano al tempo di Mosé, quando una piccola tribù militare aveva bisogno di moltiplicarsi al massimo della sua capacità procreativa. In nessun modo è un argomento valido nella nostra epoca, quando le porzioni abitabili del globo stanno diventando rapidamente sovrappopolate. E per di più dobbiamo tenere a mente che la società, nell’ordine esistente, sanziona la prostituzione femminile e in questo modo, uomini e donne, quantunque normalmente procreativi, sono sterilizzati in misura indefinita.” – J. A. Symonds, “Un problema di etica moderna”, p.82.

“Prima di Giustiniano, sia Costantino che Teodosio approvarono leggi contro l’inversione sessuale, affidando i colpevoli alle “fiamme vendicatrici”. Ma queste norme non erano applicate rigidamente e si può dire che l’opinione pubblica moderna derivi dalla legislazione di Giustiniano. Le opinioni in materia di costumi e comportamenti seguono sempre la legge. Anche se gli editti imperiali non potevano sradicare una passione che è inerente alla natura umana, avevano l’effetto di diffondere le più estreme punizioni in tutti i codici della nazioni cristiane e di creare un permanente odio sociale.” – Ibid. p.13.

“Il nostro atteggiamento moderno è in qualche modo fatto risalire alla legge giudaica e alla sua sopravvivenza nelle opinioni di san Paolo su questa materia. Ma la legge giudaica stessa aveva un fondamento. Ogni qualvolta l’allargamento della popolazione diventa una necessità sociale fortemente sentita, come accadeva tra i Giudei, nella loro esaltazione della vita familiare, e come accadeva quando i popoli europei furono costituiti, lì l’omosessualità è considerata come un crimine, punibile perfino con la morte … Fu nel secolo quarto di Roma che la forte opposizione moderna all’omosessualità fu formulata in legge. La razza romana era stata in decadenza per parecchio tempo, fiorivano perversioni sessuali di tutti i tipi, la popolazione stava calando, e nello stesso tempo il Cristianesimo, con la sua ostilità giudaico-paolina alla omosessualità stava rapidamente diffondendosi. Gli uomini di stato del tempo, ansiosi di accelerare le pulsazioni della vita nazionale che stavano venendo meno, utilizzarono questo potente sentimento cristiano. Costantino, Teodosio e Valentiniano, tutti approvarono leggi contro l’omosessualità – l’ultimo ordinando in ogni caso come pena le “fiamme vendicatrici”” – Havelock Ellis, op. cit. p.206.

“Oggi i calzolai che fanno le scarpe su misura, trattano in modo più personale con gli individui dei nostri insegnanti e dei nostri direttori di scuola nel loro applicare i principi morali. Gli individui della forma sessualmente intermedia sono trattati come se essi fossero esattamente dei buoni esempi del tipo ideale di maschio o di femmina. Ci manca un trattamento “ortopedico” dell’anima, invece dalla tortura provocata dall’applicazione di forme convenzionali già pronte. Il sistema attuale elimina molto di ciò che è originale, sradica molto di ciò che è veramente naturale e distorce molto in forme artificiali e innaturali.” O. Weininger. “Sesso e carattere”, capitolo v.

“Ciò che è nuovo, nel mio modo di vedere la cose è che stando ad esso l’omosessualità non può essere considerata come un atavismo o come dovuta ad un arresto dello sviluppo embrionale o ad una incompleta differenziazione sessuale; non può essere considerata come un’anomalia rara che si intrufola nella comune completa separazione dei sessi. L’omosessualità è solo la condizione sessuale di quelle forme sessuali intermedie che si estendono da una condizione sessuale ideale all’altra condizione sessuale ideale. Secondo me, ogni organismo attuale ha sia omosessualità che eterosessualità.” – O. Weininger, “Sesso e carattere”, cap. iv.

“E dunque come può accadere che nella nostra epoca, considerata così filantropica, tutte le categorie di uomini, in ragione di anormalità mentali congenite, siano bollate e bandite, freneticamente perseguitate, pubblicamente marchiate, e trattate con le condanne penali più severe? Si stenta a credere che casi gravi di omicidi criminali, parlando moralmente, accadano in questa materia ancora alla fine del diciannovesimo secolo. Alla penosa ignoranza dei giudici, ai mille pregiudizi ereditari della pubblica opinione, come anche alla schiavitù mentale dei corpi legislativi, si deve ascrivere il fatto che il codice penale degli stati più civili è ancora in grande misura formulato nello spirito cupo del medioevo.” – O. de Joux, “Die Enterbten des Liebesglückes” [I diseredati della felicità amorosa] p. 16.

“Fino adesso l’umanità omosessuale si è trovata in una posizione particolare. La sua bocca era chiusa e non poteva parlare; era legata mani e piedi e non poteva muoversi. Ma ora c’è stato un cambiamento importante. La Scienza ha preso le parti di queste persone e ha difeso il loro onore. … Io dichiaro quindi apertamente che questi uomini non dovrebbero più essere marchiati in nome della Cristianità né per mezzo della legge né con qualsiasi altro mezzo.” Da una lettera scritta da un prete cattolico, in risposta ad una circolare inviata dal Comitato delle Humane-Science di Berlino. (Vedi “Jahrbuch der Sexuellen Zwischenstufen) [Annuario degli intermedi sessuali] vol. ii, p. 177.)

“Così il peggiore di tutti i mestieri, quello del ricatto [delle lettere anonime] è incoraggiato dalla legge. … Il miserabile disgraziato perseguitato, messo nell’alternativa di pagare denaro o diventare socialmente impresentabile, perdendo una posizione importante e vedendo il disonore esplodere su di lui e sulla sua famiglia, paga; ma non solo, più paga più grande diventa il vampiro che gli succhia il sangue e la vita, finché alla fine davanti a lui non resta nulla se non la totale rovina finanziaria e la disgrazia. Chi si stupirebbe se i nervi di un individuo in questa posizione non sono capaci di sopportare uno sforzo così terribile? In alcuni casi i nervi cedono tutti insieme. … Cambiate la legge e invece di aumentare il vizio lo diminuirete. La tentazione di esercitare un mestiere disgraziato con lo scopo di estorcere denaro sarebbe eliminata.” – “Un problema di Etica Moderna”, pagine 56 e 86.

“Ne dedurrete giustamente che è difficile per me dire esattamente come io considero (moralmente) la tendenza omosessuale, comunque sono certo che anche se fosse possibile non vorrei cambiare la mia natura di invertito in una normale. Io sospetto che le amozioni sessuali, e anche quelle di un invertito, abbiano un senso più sottile di quello che si attribuisce loro generalmente; ma i moderni moralisti o dibattono timidamente di interpretazioni trascendentali o non ne considerano alcuna, e io sono ignorante e incapace di risolvere il mistero che questi sentimenti sembrano implicare”. – Havelock Ellis, op. cit. p. 65, caso ix.
“Io non posso considerare i miei sentimenti sessuali come innaturali o anormali, dato che si sono dischiusi dentro di me in modo così perfettamente naturale e spontaneo. Tutto quello che ho letto nei libri o ho sentito dire sull’ordinario amore sessuale, la sua intensità a la sua passione, la devozione per tutta la vita, l’amore a prima vista, ecc. mi sembrano potersi facilmente paragonare con le mie esperienze di tipo omosessuale; e rispetto alla moralità di questo difficile argomento, la mia sensazione è che sia la stessa che potrebbe manifestarsi nell’amore tra un uomo e una donna, e precisamente che nessuna soddisfazione fisica sarebbe ricercata al costo di stressare o degradare un’altra persona. Sono certo che questo tipo di amore è, nonostante le difficoltà fisiche che lo accompagnano, così profondamente eccitante e nobilitante come l’amore dell’altro tipo, se non anche di più; e credo che per una perfetta relazione le vere gratificazioni sessuali (qualsiasi esse siano) probabilmente rivestano un’importanza minore in questo amore che nell’altro.” – Ibid, “caso” vii, p. 58.

“Sono cresciuto, ho cominciato i miei studi professionali e ne sono stato molto felice. Vivevo in una grande capitale, mi muovevo molto in società. Avevo un grande e vivace gruppo di amici. Ma sempre, ogni volta, io capivo che nel nucleo, alla radice profonda di me stesso, c’erano un palpito e un calore, un riflusso e un’ondata, una ricerca come in un sogno vano di realizzare ancora quella passione di amicizia che potesse trascendere finalmente la fredda idea moderna di legame; la super-amicizia, l’amore-amicizia dell’Ellade che significava che tra uomo e uomo poteva esistere l’amore fisico sessuale. Questo era ancora possibile! Ora lo sapevo. Avevo letto nei versi e nella prosa di autori greci, latini o orientali, che avevano descritto ogni ombra della sua bellezza o della sua bruttezza, il suo potere di svilimento – Da Teocrito a Marziale, o ad Abu-Nuwas, a Platen, a Michelangelo, a Shakespeare. Lo avevo imparato dalle statue degli scultori – in queste linee così spesso vivide per la mera bellezza fisica maschile – lavori che generano, che fanno sorgere il senso di essa in una razza. Lo avevo quasi indovinato nella musica di Beethoven e di Tschaikowsky, prima di conoscere la biografia ci ciascuno di loro. E avevo riconosciuto che cosa esso rappresenti per la maggior parte della gente oggi – dal disgusto al disprezzo alle risate dei miei simili – quando si accenna appena ad una simile emozione.” “Imre: a memorandum” di Xavier Mayne, p. 120. Napoli, R. Rispoli, 1906.

“Finalmente, in quello stesso inverno, il caso mi ha aperto bene gli occhi su me stesso. Da allora, non ho più avuto bisogno di conoscere altro del mio albero del bene e del male. Mi sono buttato in una massa di studi seri: Tedesco, Italiano, Francese, Inglese, a partire dai migliori specialisti e teorici europei di materie intorno alla sessualità, molti di loro con idee molto diverse da quelle del mio bene intenzionato ma fin troppo assertivo dottore Yankee (che aveva raccomandato il matrimonio come cura). Ho letto delle teorie più discusse sul “sesso secondario” e sull’”intersessualità”, ho imparato molto circa le teorie e i fatti relativi all’omosessualismo, l’amore uraniano, la razza uraniana, il “sesso all’interno dello stesso sesso”… Sono venuto a sapere della loro enorme distribuzione nel mondo oggi, e della notevole attenzione che gli scienziati e i giuristi europei hanno dedicato ai problemi collegati con l’omosessualismo. Potrei seguire intelligentemente gli sforzi di ben disporre l’opinione pubblica verso questa non sradicabile e non compresa fase dell’umanità. Ho capito che ero sempre stato membro di quelle confraternita nascosta e di quel sub-sesso o super-sesso. Mi sono anche preoccupato di informarmi della sue profondamente istintive framassonerie, anche di quelle organizzate, in ogni classe sociale, in ogni paese e in ogni civiltà.” – Ibid., pp. 134-135.

“Così nell’inversione sessuale troviamo quello che si può giustamente chiamare “gioco” della variazione, una di quelle aberrazioni organiche che vediamo nella natura vivente, nella piante e negli animali.” … “ Tutte queste variazioni organiche che io ho menzionato qui per illustrare l’inversione sessuale sono anormalità. È molto importante che noi abbiamo un’idea chiara di che cosa sia l’anormalità. Molta gente immagina che ciò che è anormale sia necessariamente patologico. Ma non è così a meno che noi non diamo alla parola malattia un’estensione sconveniente e illegittima. È insieme sconveniente e inesatto parlare di daltonismo, di criminalità e di genio come malattie nello stesso senso in cui parliamo di scarlattina, tubercolosi o paralisi generale come malattie.” – Havelock Ellis, op. cit. p. 186.

“Ho sostenuto da qualche tempo una teoria su questa questione “omogenica” – io non credo che sia nuova – ma il fatto è che quando un uomo raggiunge un certo stato di sviluppo e si avvicina alla totalità della natura umana, viene all’esistenza in lui, anche in tono minore all’inizio, un elemento femminile oltre quello maschile. Questo significa che quando egli supera le varie barriere, supera anche le barriere del sesso, nel suo percorso per diventare un essere umano completo, un Universale.” – Da una lettera privata.

“I grandi geni, uomini come Goethe, Shakespeare, Shelley, Byron, Darwin, avevano tutti un’anima femminile ben sviluppata in loro. … Come noi incontriamo comunemente nelle città donne che sono maschi per un quarto o per un ottavo e così via, … Così c’è all’interno di noi un analogo mezzo sangue che si adatta alle circostanze con la massima facilità. I Greci riconoscevano che un essere simile poteva esistere anche in armonia con la natura e così lo abbellirono e lo idealizzarono come Saffo.” – Charles G. Leland, “Il sesso alternato”, pag. 41 e 57. Londra, 1904.

“Ho analizzato e indagato questa questione per molti anni ed è mia ferma convinzione da molto tempo che nessuna violazione della moralità è coinvolta nell’amore omosessuale che, come ogni altra passione, tende quando debitamente inteso e controllato da un sentimento spirituale, alla salute fisica e morale dell’individuo e della razza, e che sono solo le sue brutali perversioni che sono immorali. Ho conosciuto molte persone più o meno soggette a questa passione e ho trovato che erano una categoria di uomini di pensiero particolarmente elevato, retti, fini e, devo aggiungere, puri di mente.” – Comunicato dal prof. … in Appendice a “Inversione sessuale” di Havelock Ellis, p. 240.

“Ciò che fin dal principio mi bloccava di più ma ora mi sembra perfettamente chiaro e anzi proprio necessario è che tra gli omosessuali si trova il gruppo più notevole di uomini, specificamente quelli che io chiamo super-virili. Questi uomini stanno in virtù della speciale variazione della loro anima tanto al di sopra degli uomini comuni quanto un uomo di sessualità normale sta sopra una donna. Un individuo simile è capace di ammaliare gli uomini con suo odore di anima, come loro, benché passivamente, ammaliano lui. Ma dato che lui vive sempre nella società degli uomini, e gli uomini, per così dire, siedono ai suoi piedi, ne deriva che questo super-virile spesso scala le cime più altre dall’evoluzione spirituale, dello stato sociale e della capacità virile. Da qui deriva che i nomi più famosi del mondo e della storia della cultura stanno a ragione o a torto nella lista degli omosessuali. Nomi come Alessandro il Grande, Platone, Giulio Cesare, Michelangelo, Carlo XII di Svezia, Guglielmo d’Orange e così via. Non solo è così ma deve essere così. Così come certamente come eroe delle donne rimane un uomo spiritualmente inferiore, così l’eroe degli uomini è proprio un eroe degli uomini, se in qualche modo ha materia per esserlo.
Di conseguenza il codice penale tedesco, nel bollare l’omosessualità come crimine mette il fior fiore dell’umanità nella lista di proscrizione.” Prof. Dott. Jaeger, “Die Entdeckung der Seele” [la scoperta dell’anima] pp. 268-269.

“I tipi licenziosi, garruli o morbosi di invertiti sono stati così onorari dalla pubblicità che gli altri tipi sono ancora poco conosciuti. Questi ultimi nella maturità della loro natura intellettuale e morale, smettono di cercare il sesso come il perno dell’universo, smettono di rattristarsi della loro sorte. Hanno la loro missione da compiere quaggiù e cercano di compierla quanto meglio possono. Nello stesso modo troviamo che ci sono eterosessuali (o normali) che in un certo stadio della loro crescita si liberano della vita sessuale.” – M. A. Raffalovich. “Uranismo e unisessualità”, p. 74.

“Il beneducato e molto acculturato Urning è un completo idealista; la materia per lui non è che un simbolo del pensiero e il reale non è che l’espressione vivente dell’invisibile”. – De Joux, “Die Enterbten des Liebesglücks” [I diseredati della felicità amorosa], p. 46.

“Dato che la natura e la legge sociale sono così crudeli da imporgli un severo celibato, tutto il suo essere è conseguentemente di straordinaria freschezza e di superba purezza, e i sui modi di vita sono modesti come quelli di un santo – una cosa che nel caso di un uomo di salute florida e che gira il mondo è certamente inusuale.” – Ibid. p. 41.

“Se l’anima di una donna nella sua forma usuale rappresenta un segreto chiuso con sette sigilli, quando è imprigionata nel robusto copro di un uomo e fusa con alcuni dei motivi della virilità, nessuno potrà mai essere certo della scrittura ben più enigmatica di quei significati sibillini. Solo un Urning può capire un Urning.” – Ibid. p. 63.

“Dato che essi stessi (gli Urning) sono di natura molto complessa e messi insieme a partire da elementi opposti, essi ricercano ed amano le nature semplici, schiette, franche. Dato che soffrono in continuazione per la ribellione dei loro desideri contro il buon gusto e la morale, spesso bramano una libertà barbarica. E poiché ogni loro emozione è accorciata, distratta e usurata dalle migliaia di dubbi e di sospetti delle loro menti urning, radunano intorno a sé uomini che sono abituati ad andare direttamente dalla sensazione all’azione e che lavorano a partire da istinti basilari selvaggi con la stessa certezza degli animali.” – Ibid. p. 96.

“È vero che noi siamo spesso inferiori agli uomini normali quanto a forza di volontà, sapienza mondana e senso del dovere; ma d’altra parte, nella profondità e nella delicatezza del sentimento e in ogni virtù del cuore noi siamo molto superiori. Non possiamo amare le donne, ma ci lamentiamo con loro e le aiutiamo al focolare e accanto alla culla, nel bisogno e nella solitudine come i loro amici più altruisti. … Noi non disprezziamo le donne perché sono deboli perché siamo molto più perspicaci e abbiamo molto meno pregiudizi dei cosiddetti signori della creazione, siamo molto più nobili, molto più utili e abbiamo una visione molto più corretta della loro … Comunque, se uno dei sessi ha un motivo per limitare il rispetto in qualsiasi grado nei confronti dell’altro, chi ne ha più motivo? Di’ pire di loro quello che vuoi, il secondo e il terzo sesso (le Donne e gli Urning) sono sempre molto migliori degli uomini brutali ed egoisti, che oggi sono immersi nel grossolano materialismo; perché, con qualsiasi livello di corruzione, i due sessi citati prima sono comunque di cuore più puro e si infiammano più facilmente verso tutto ciò che è buono e sono più capaci di entusiasmo genuino e di amore dei loro compagni rispetto al sesso maschile.” – Ibid. p. 224.

“Incarnando come realmente incarna amore, pazienza, rinuncia, umiltà e dolcezza, potrebbe cercare di colpire con la sua mano gentile tutti i cuori e di guarire tutte le ferite che sono il risultato della debole peccaminosità originale dell’uomo. Le tenere emozioni nel suo petto, il suo cuore sempre tenero facilmente sconvolto, la sua delicata sensibilità e la sua recettività verso tutto ciò che è alto e puro, la sua mitezza, la sua bontà e la sua inesauribile pazienza – tutti questi doni divini della sua anima portano chiaramente alla conclusione che il grande creatore del mondo intendeva creare negli Urning un nobile sacerdozio, una razza di Samaritani, un ordine rigorosamente puro di uomini per offrire un forte contrappeso alle tendenze immorali della razza umana, che aumentano con l’aumentare della sua cultura.” – Ibid. p. 253.

“Quando riprendo in considerazione i casi che ho presentato e la storia mentale degli invertiti che ho conosciuto, sono portato a dire che se noi potessimo fare in modo che un invertito fosse in buona salute, autocontrollato, capace di rispetto verso se stesso, avremmo fatto spesso ben più che convertirlo ad un mero debole simulacro di un uomo normale. Un riferimento alla pederastia dei tempi migliori dei Greci e alla dignità, alla temperanza e anche alla castità che essa comportava troverà spesso una pronta risposta nella natura emozionale entusiastica dell’invertito congenito. L’amore “maschile” celebrato da Walt Wgitman in “Leaves of Grass”, anche se può essere di valore più dubbio per un uso generale, fornisce un sano e robusto ideale all’invertito che è insensibile ai normali ideali. È con alcuni metodi del genere, di auto-trattamento come questo, che molti degli uomini più intelligenti e delle donne le cui storie ho già brevemente ricordato, hanno alla fine lentamente e istintivamente raggiunto una condizione di relativa sanità e di pace fisica e morale.” – Havelock Ellis, “Sexual Inversion”, p. 202.

“Dall’America una signora scrive: “Gli invertiti dovrebbero avere il coraggio e l’indipendenza di essere se stessi e di richiedere un’analisi seria della loro condizione. Se uno si sforza di vivere onorevolmente e prende in considerazione il più grande bene per il più grande numero di persone, non è un crimine e nemmeno una disgrazia essere un invertito. Non ho certo bisogno della legge per difendermi, e nemmeno desidero di aver qualche concessione fatta a mio vantaggio, né chiedo ai miei amici di sacrificare i loro ideali per me. Anche io ho ideali che sosterrò sempre. Tutto quello che desidero e che pretendo come mio diritto è la libertà di esercitare questo dono divino di amare, che non è né una minaccia per la società né una disgrazia per me. Lasciate una buona volta che sia chiaro che l’invertito medio non è un degenerato morale e nemmeno un degenerato mentale ma semplicemente un uomo o una donna meno altamente specializzato, meno completamente differenziato degli altri uomini e delle altre donne, e io credo che il pregiudizio su di essi sparirà, e se essi vivono rettamente si guadagneranno certamente la stima e la considerazione di tutte le persone intelligenti. Io so che cosa significa essere un invertito (che si percepisce come messo da parte dal resto dell’umanità) e trovare un cuore umano che si fida di lui e lo capisce, e so come queste cose siano e saranno quasi impossibili finché il mondo non sarà reso consapevole di questi fatti.” Ibid., p. 213.

FINE

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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=16&t=5182

ANNALI DELL’UNISESSUALITÀ di André Raffalovich

Sono lieto di comunicare che la Biblioteca di Progetto Gay si è arricchita di un ulteriore volume, gli Annali dell’Unisessualità di André Raffalovich. Il testo è scaricabile gratuitamente dalla home del Forum di Progetto Gay.

http://progettogayforum.altervista.org/viewforum.php?f=112

Il testo si può anche scaricare direttamente qui:

http://gayproject.altervista.org/raffalovich_annali.pdf

Si tratta di un documento interessantissimo per molte ragioni, prima di tutto perché presenta un quadro molto chiaro del dibattito scientifico sull’omosessualità nel 1896, è poi perché il pensiero di Raffalovich e la sua singolarissima vicenda biografica sono in strettissima consonanza con quella che sarà poi la posizione cattolica sull’omosessualità.

Ringrazio anticipatamente chiunque vorrà segnalarmi errori o fornirmi il suo giudizio.