BISESSUALE SPOSATO PIU’ ETERO CHE GAY

Caro Project, forse non ti ricorderai di me, ci siamo conosciuti nel dicembre del 2015. Ti fornisco un elemento  che penso ti potrà permettere di inquadrare subito chi sono:  nel gennaio del 2016 sono passato per la tua città e siamo andati a pranzo insieme. Posso dire che mi è stato molto utile soprattutto perché, allora, ero proprio sconvolto dalla paura di poter distruggere il mio matrimonio. Ovviamente scoprire di essere sensibile al fascino maschile alla mia età non era certo un cosa da poco. Mi sembrava di avere finalmente capito chi ero veramente. Pensavo che tu mi avresti molto incoraggiato e mi avresti detto che era ora di cercarmi un uomo e di provare, e sono rimasto molto perplesso di fonte alla tua reazione. Mi hai parlato della fase frenetica di chi si scopre gay magari a 40 anni e con un matrimonio alle spalle e mi hai raccontato un po’ di storie di uomini che si sono trovati nella mia stessa situazione. Non contestavi il fatto che io potessi avere pulsioni gay ma mi mettevi costantemente in guardia dal non credere alle cose troppo facili e soprattutto dall’idea di mandare all’aria il matrimonio. Mi avevi fatto notare che io non avevo mai sentito il matrimonio come una trappola e che avevo un buon rapporto con mia moglie, il che era verissimo. Poi hai aggiunto tutti i discorsi sulle malattie, cose alle quali un uomo sposato, che vive in una coppia monogamica stretta, di fatto, non pensa mai. Sono rimasto stupito quando mi hai detto che avrei dovuto parlare chiaro con mia moglie, perché non dovevo assolutamente ingannarla. Questo discorso veramente da te non me lo aspettavo. Quando ci siamo salutati, beh, non ti dico quello che ho pensato di te… in pratica avevo deciso che non ti avrei più sentito perché non mi stavi spingendo nella direzione in cui io volevo andare, per capirci quella delle App, delle videochat ecc. ecc.. Torno alla mia città e cerco di darmi da fare senza dire niente a mia moglie. Ho incontrato il primo uomo tramite App, ma quando l’ho visto mi sono passate tutte le fantasie, e in pratica niente sesso perché era proprio fissato e squallido, almeno avrei voluto parlarci ma mi ha risposto che non aveva tempo da perdere e se ne è andato. Nei mesi successivi è successo altre tre volte. L’unico incontro dignitoso è stato con un uomo sposato, col quale ho parlato a lungo ma che alla fine mi ha messo in crisi perché non ha voluto tradire la moglie e in pratica tra noi tutto è finito prima di cominciare, però la cosa mi ha fatto ragionare parecchio e mi sono detto: ma che sto facendo? Ma io non sono gay, io sto con mia moglie da anni a stiamo bene insieme, le fantasie gay ce le ho, questo è innegabile, ma non mi sento gay, io sono bisessuale ma bisessuale soprattutto etero. Insomma ci sono voluti quasi due anni per uscire da quella che tu chiami fase frenetica ma penso che alla fine ci sono riuscito, ma non solo, ho fatto anche un passo fondamentale verso mia moglie, le ho detto come stavano le cose, e ho scoperto che lei lo aveva capito benissimo praticamente fin dall’inizio. Con mia moglie non ho mai usato preservativi perché non abbiamo figli e non ne possiamo avere, ma lei ha scoperto che nel fondo di un cassetto c’era una pacchetto di preservativi che io avevo comprato “per ogni possibile evenienza” e poi avevo dimenticato lì per sbaglio proprio perché non avevo le attenzioni che hanno i gay a non lasciare traccia. Dopo quella scoperta le si è accesa la lucetta rossa, ha tenuto conto delle mie telefonate e delle mie uscite serali, del mio uso notturno del telefono e era arriva a capire che c’era qualcosa che non andava, ma lei pensava che io avessi un’altra donna. Una volta ho chattato tramite PC e mi sono addormentato al PC, lei si è alzata per vedere perché non andavo a letto e ha visto la chat e di che cosa si trattava, non mi ha detto nulla ed è andata di nuovo a coricarsi, io la mattina mi sono accorto che mi ero addormentato al PC, con la chat aperta,  ma ho visto che lei era a letto e non ho dato molto peso alla cosa. Insomma, lei sapeva ed ha pazientato. Quando le ho fatto il mio discorsetto mi ha chiesto se avevo un uomo e io le ho detto che non avevo nessun compagno o amico o come si può chiamarlo. Da quando aveva trovato i preservativi non ha più fatto sesso con me, io non capivo il perché ma l’ho capito solo adesso. Mi ha detto che se volevo ancora fare l’amore con lei dovevo fare il test. Le ho spiegato che non avevo fatto sesso con nessuno ma non ha voluto sentire storie, probabilmente non ci ha creduto, e alla fine io ho fatto il test (ovviamente inutilmente) e ho ricominciato, dopo due anni di interruzione, ad avere rapporti con mia moglie. Oggi ho ancora qualche fantasia gay, però a livello sesso la risolvo con qualche porno e con la masturbazione, tra l’altro non molto frequente da quando ho ricominciato ad avere rapporti con mia moglie, lei lo sa e non ne è rimasta convolta. Dal punto di vista affettivo ho i miei amici, tutti sposati e etero al 100%, coi quali vivo momenti molto belli di solidarietà maschile e, al momento, questo mi basta. C’è solo un pensiero che mi scava il cervello un po’ come un tarlo ed è il fatto che mia moglie potrebbe aver cercato di salvare comunque il matrimonio proprio perché lei non può avere figli e questo le renderebbe molto problematico un nuovo matrimonio, mentre con un marito che non è interessato ad avere figli (siamo sposati da 9 anni) può sentirsi a suo agio anche se quel marito ha qualche fantasia gay, perché in fondo non lo sta privando di nulla. Forse il mio è un pensiero stupido, comunque sono rimasto stupito delle sue reazioni, sapevo che è una donna intelligente ma aperture di questi tipo e fino a questo punto non me le aspettavo. Non so se vorrai mettere questa mail nel forum, dato che è una po’ la storia di uno che alla fine ha optato per l’eterosessualità, perché in fondo era soprattutto eterosessuale, ma se vuoi, pubblicala pure, mia moglie l’ha letta e ha detto che anche a lei sta bene.

Con affetto. Marcello

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CLASSIFICAZIONE DELLE SESSUALITÀ (Raffalovich) – URANISMO

Nelle pagine del libro di Raffalovich su “Uranismo e unisessualità” che potete leggere qui di seguito, l’autore non solo definisce che cosa sia l’unisessualità ma cerca di sintetizzarne la complessità attraverso la definizione di categorie basate sull’osservazione della realtà. L’omosessuale del XXI secolo si rende perfettamente conto che la classificazione di Raffalovich ha ben poco di clinico e che ormai, per lui, l’idea che l’omosessualità sia materia per psichiatri, è del tutto fuorviante. Raffalovich classifica la normalità dell’omosessualità, chiaramente per come si manifesta alla fine dell’800. Il peso del condizionamento sociale, nello spingere gli omosessuali al matrimonio è ancora molto forte ed è evidente che gli omosessuali di fine ‘800 non avevano altro modo di incontrarsi se non gli squallidi luoghi della prostituzione maschile o i salotti dell’altra società, che Raffalovich conosceva bene. Il linguaggio che l’autore usa è in parte diverso da quello che si userebbe oggi, ma i concetti sono decisamente chiari e molto ben delineati. Si potrebbe dire che, a parte internet, che ha fornito agli omosessuali enormi possibilità di confronto e di incontro, e a parte alcuni recentissimi istituti giuridici che hanno riconosciuto alle coppie omosessuali unite civilmente diritti analoghi a quelli riconosciuti alle coppie eterosessuali sposate, ben poco è cambiato a livello sociale. L’omosessualità come normalità è ancora lontanissima dai giornali e anche dal cinema, e la dimensione scandalistica, più o meno attutita da un atteggiamento politicamente corretto più “tollerante”, non fa che perpetuare il solco che lascia l’omosessualità in una specie di limbo sociale. Dalla pubblicazione del libro di Raffalovich sono passati più di 120 anni, ma il lavoro che resta da fare è ancora enorme. Ma lasciamo la parola all’autore.

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CLASSIFICAZIONE DELLE SESSUALITÀ

A. – Inversione sessuale congenita o uranismo incoercibile per tutta la vita, senza rapporti eterosessuali, comprendente tutti gli uranisti a) super-virili, ultra-virili, un maschio e mezzo, ultra-maschili; b) virili, c) effeminati, d) passivi, che non hanno mai avuto rapporti sessuali con una donna.

1). – Che non ne hanno il desiderio.
2). – Che ne hanno avuto un desiderio così fuggevole, così poco fisico, così poco importante che non sono stati tentati di richiamarlo e di soddisfarlo.

Inversione sessuale congenita o uranismo incoercibile per tutta la vita, malgrado dei rapporti eterosessuali, comprendente tutti gli uranisti (appartenenti alle classi b) virili e c) effeminati, perché gli appartenenti alle classi a) ultra-virili e d) passivi, non hanno affatto rapporti sessuali con le donne, a meno di non esserci costretti.

B. – Inversione sessuale congenita o uranismo che cede alle circostanze, all’ambiente, alla volontà, e dopo la pubertà si concilia con l’eterosessualità acquisita o cede ad essa.

C. – Inversione sessuale congenita o uranismo (parziale) che non esclude degli istinti eterosessuali già presenti prima della pubertà o a partire da essa, che soffoca quegli istinti, si concilia con essi o cede ad essi.

A. – Eterosessualità congenita, incoercibile per tutta la vita, senza rapporti unisessuali o malgrado questi rapporti.

B. – Eterosessualità congenita che cede alle circostanze, all’ambiente, alla volontà, e dopo la pubertà si concilia con l’unisessualità acquisita o cede ad essa.

C. – Eterosessualità congenita che non esclude degli istinti unisessuali o uranisti già presenti prima della pubertà o a partire da essa, che soffoca quegli istinti, si concilia con essi o cede ad essi.

A. – Inversione sessuale congenita o uranismo incoercibile per tutta la vita, senza rapporti eterosessuali, comprendente tutti coloro che non hanno mai avuto rapporti sessuali con una donna.
1). – Che non ne hanno mai avuto il desiderio.
2). – Che ne hanno avuto un desiderio così fuggevole, così poco fisico, così poco importante che non sono stati tentati di richiamarlo e di soddisfarlo.

Inversione sessuale congenita o uranismo incoercibile per tutta la via malgrado qualche rapporto eterosessuale, comprendente tutti coloro

3). – Che hanno creduto in vano che un matrimonio o una relazione femminile li avrebbe resi felici, e che non hanno riconosciuto il loro errore e non hanno subito alcuna modificazione del loro uranismo o anche lo hanno visto aumentare. Senza essere impotenti di fonte alla donna, ella non dona loro che poco o nessun piacere fisico, o lo dona raramente. Le cause del loro matrimonio o della loro relazione sono state sentimentali, ricercate, volute, nate dalla volontà e dall’illusione.

4). – Che, non rendendosi conto del loro uranismo, hanno cominciato con dei rapporti con delle donne per arrivare da lì alla conoscenza della loro vita sessuale, e il cui uranismo non è stato modificato, o è stato aumentato da questi rapporti. Questa sezione non comprende affatto gli ultra-virili o i passivi, ma molti effeminati e virili. Non si deve confondere questa sezione con la classe dell’inversione acquisita.

5). – Che hanno avuto dei rapporti con delle donne per necessità sociale o legale, curiosità, imitazione, vanità, affetto, formazione, ma senza modificazioni o con un’intensificazione del loro uranismo.

Si trova tra loro la maggior parte dei sovrani uranisti, Edoardo II, Giacomo I, Guglielmo III d’Inghilterra, Enrico III di Francia, Federico, re del Wurtembourg, Federico il grande e molti altri, come innumerevoli principi, duchi, nobili, banchieri, artisti, contadini. Senza rifletterci troppo si potrebbe citare Monsieur, fratello di Luigi XIV, il gran Condé, il marchese di Gesvres, M. de Custine, il Sodoma; tutti quelli che si sposano per obbedire a ragioni di famiglia, per aumentare le loro fortune, per stabilizzarsi in modo più solido, per ingannare il mondo, per avere una domestica devota, per avere figli, perché hanno paura del loro uranismo. Tra loro ci sono anche molti amanti di attrici.

URANISMO A. – (1,2,3,4,5)

Gli scienziati riconoscono oggi l’esistenza di numerosi individui maschi che (per la maggior parte fin dalla loro infanzia, prima della pubertà) sono esclusivamente, spontaneamente, portati sessualmente, sentimentalmente, sensualmente, amorosamente, intellettualmente, verso altri individui del medesimo sesso. Questi sono gli uranisti.

Come ho già detto, il coito anale (attivo o passivo) non è il fine della loro sessualità o la soddisfazione del loro istinto sessuale; ne è piuttosto una deviazione, nello stesso modo in cui il coito anale è una deviazione per gli eterosessuali.

L’amore gli uomini per gli impuberi è ugualmente al di fuori dell’uranismo normale, come l’amore per le ragazzine è al di fuori dell’eterosessualità normale. Ci sono eterosessuali depravati che cercano bambine, come ci sono degli uranisti depravati che cercano bambini.

La sodomia, coito anale attivo o passivo, e l’amore sessuale che si soddisfa con dei ragazzini, non riguardano più l’unisessualità che l’eterosessualità.

Gli uranisti che amano giovani uomini o uomini maturi non sono necessariamente effeminati.

Ci sono uranisti di tutti i generi, dagli ultra-virili e i virili (Michelangelo, il principe Eugenio, August von Platen, Winckelman, Johannes von Muller), fino agli effeminati, fino ai passivi (Monsieur, fratello di Luigi XIV, l’invertito il cui romanzo è stato pubblicato negli Archives d’Anthropologie criminelle, Ulrichs, il Mercante di burro di cui parla Emile Laurent  in “Les Habitué des prisons”, il conte Cajus di cui parla Casper); da quelli la cui passione è la similarità, fino a quelli che ristabiliscono tra maschi la differenza sessuale che c’è tra l’uomo e la donna, amando un maschio più maschile o più femminile.(1)

L’uranismo si sviluppa precocemente – o, quanto meno, gli uranisti si ricordano delle loro tendenze precoci per il sesso maschile, – e si trova più spesso essere la causa dell’onanismo e della masturbazione al tempo della pubertà, più che essere causato da loro.(2)

Nell’età dell’indifferenza sessuale che caratterizza l’infanzia e che precede o accompagna il risveglio della sessualità, gli uranisti più veri, possono amare molto donne o giovani ragazze, ma senza sessualità, a meno che non siano così eccitabili che qualsiasi essere umano metta in agitazione i loro sensi. I loro sogni a occhi aperti o quando dormono sono unisessuali. I loro tentativi con le donne (quando non si sono ancora resi conto del loro temperamento, o quando si sono messi in mente di superarlo, o quando si sposano per ragioni politiche, amicizia o interesse, o per fondare una famiglia e avere dei figli) sono poco soddisfacenti e danno loro più senso di fatica e di fastidio che di appagamento. Quando incontrano qualcuno del loro sesso che a loro piace o al quale piacciono molto, capiscono la loro situazione, se non l’hanno capita con l’aiuto della lettura e della riflessione, e la maggior parte di loro si accontenta dei sentimenti che la natura ha loro accordato.

I loro primi amori assomigliano molto a quelli degli eterosessuali, forse con in più l’amicizia: lettere, regali, scene di gelosia, riconciliazioni, sacrifici, mano nella mano, carezze, baci … Se si lasciando andare, se seducono o sono sedotti, ne possono seguire tutte le soddisfazioni unisessuali, salvo la sodomia che è rara.(3)

Il corso della loro vita dipenderà dai loro caratteri, dall’ambiente, dalle circostanze, da tutto quello che agisce sull’uomo, lo migliora o lo sminuisce.

Tra gli uranisti si trovano persone caste, persone moderate ma anche sensuali, viziosi e depravati; maschi ultra-virili, soprattutto dediti all’amore della similarità, amore fisico o psichico, o sia l’uno che l’altro; altri che sono anche maschi e che cercano nel maschio qualcosa di più delicato che l’uomo o la donna, che cercano questa sensibilità ragionevole, così poco femminile, che si può raggiungere senza falsa galanteria; altri che sono maschi anche loro, che sono inseguiti dalla passione della dissimilarità, che sono affascinati dal fatto di introdurre in un rapporto unisessuale tutte le sdolcinatezze, tutte le galanterie, tutte le civetterie dell’amore eterosessuale, che ameranno un uomo come una donna virile ama un uomo, o come un uomo ama una donna, secondo l’età, le circostanze, l’individuo amante o amato.

Altri sono effeminati e i loro amori sono sempre o quasi sempre gli amori di una donna per un umo. Se sono ancora più effeminati, sono gli amori di una donna per una donna. “Non si conoscono le carezze se non si è stati amati da un essere debole” disse Diderot. Questi si sentono donne, vorrebbero essere donne, adorano i dolcetti, le menzogne, i profumi, i salottini, i cancan, le attrattive femminili, gli abiti femminili. La brutalità non dispiace loro più che a una donna.

Non è solo la natura che li ha formati così effeminati, ma si sono abituati a questo modo di essere. Ci si sono compiaciuti e ci hanno sguazzato. Hanno esagerato le loro tendenze femminili e anche il mondo ha contribuito a esagerarle, sia lamentandosene sia accettandole e divertendosene benevolmente. Le loro piccole paure, le loro piccole vanità sono state incoraggiate dalle donne come dagli uomini.(4) Questi vecchi Cherubini (perché sono spesso vecchi e di Cherubino non hanno che il travestimento) trovano spesso delle contesse Rosine.

Questi effeminati sono degli strumenti di tortura per la società che li alleva e si prende cura di loro. Essendo oziosi per la maggiora parte del tempo, dato che un uomo occupato non saprebbe come trovare il tempo libero per effeminarsi a un livello così estremo, possono non solo imitare ma anche sorpassare la donna in tutto ciò che essa ha di più frivolo e di più riprovevole.

La vanità, una volta scatenata, trovando buon nutrimento, non si ferma, se le circostanze le vengono in aiuto.

Sono questi effeminati che ricercano così tanto gli eterosessuali per vanità, perché è molto più esaltante dominare un uomo che ama le donne, perché sembra una cosa più difficile, anche se in sostanza è forse più facile, se si sceglie l’eterosessuale povero o venale o socialmente inferiore e vanitoso o che non conosce la perfidia o il sottile valore dell’uranista effeminato.

Quando gli uranisti virili o ultra-virili evitano gli uranisti evidenti, e sembrano cercare l’eterosessuale, il cosiddetto uomo normale, non è affatto per vanità o per vizio, ma è perché conoscono bene le falsità e i difetti degli invertiti effeminati, – perché sono alla ricerca di un amico-amante senza la tara della femminilità o dell’effeminatezza, di un amico che sia degno di essere amico, e di un amante che essi possano plasmare e completare. Sanno che molti uomini apparentemente eterosessuali sanno poco di se stessi e non si ritengono capaci di unisessualità o anche votati all’unisessualità, se l’amante giusto si presentasse.

Se scoprissero che l’uomo maschio che amano è vergine, questi uranisti maschi potrebbero solo amarlo di più, anche se molti uranisti effeminati subirebbero  (a meno che non fossero molto giovani o molto maturi  o molto corruttori) la delusione di molte donne in presenza di un uomo vergine. L’ideale di molti uranisti sarebbe un uranista apparentemente eterosessuale, che loro siano i primi a scoprire; essi avrebbero dalla sorte le primizie di una verginità sentimentale e sessuale e non correrebbero il rischio del discredito sociale. Molti uranisti non osano avvicinarsi agli uomini “di cui abbiamo parlato” che sono loro simpatici e attendono dal caso l’avvicinamento desiderato.

Si è così spesso parlato della preferenza degli uranisti per gli eterosessuali al punto che è importante capirne le cause, e chiarire che un uranista maschio non può preferire un eterosessuale che nella speranza di trovare un fratello degno di lui, o perché se ne innamora o per prudenza o per vizio – mentre con l’effeminato bisognerebbe soprattutto fare leva sulla vanità.(5)

Tutti gli uranisti di cui ho parlato si tengono dunque all’unisessualità quando hanno pienamente riconosciuto il carattere della loro sessualità. Un uranista può ignorare, lo ripeto, fino a un certo momento il suo uranismo, o non crederlo completo e non sradicabile e può mettersi alla prova con l’eterosessualità per un motivo o per l’altro, ignoranza, imitazione, vanità, perché crede di obbedire a una delle necessità della virilità. Ma se abbandona questi rapporti perché non sono un piacere per lui, perché gli sembrano sgradevoli, insipidi, sporchi o contrari alla natura, e se si rende conto di queste cause, e se il sesso maschile lo attira, allora è un uranista.

Se ha un’amante per sviare i sospetti o perché altre donne lo lascino tranquillo, o perché non ha il coraggio di rompere un legame avviato quando lui sapeva poco di se stesso, o se si sposa per obbedire a dei motivi di denaro, alla sua famiglia, per avere dei figli o per paura dello scandalo, è sempre un uranista, se il sesso maschile lo attira più di quello femminile, o se per lui avere un’amante o una moglie è un dovere o un asservimento, se l’infedeltà per lui non è possibile o non gli sembra possibile se non con un uomo.

La paura, la prudenza, la coscienza posso trattenerlo vicino alla donna che egli ha subito o si è imposto, ma è comunque un uranista, e l’unisessualità può farlo stare bene.

B. – Inversione sessuale congenita o uranismo (sotto l’influenza delle circostanze, della volontà, dell’abitudine, dell’ambiente, del vizio), che si allea dopo la pubertà, dopo lo sviluppo della vita sessuale, all’eterosessualità acquisita, o che le cede;

6). – Che si allea con l’eterosessualità acquisita, sia simultaneamente, sia periodicamente, e che porta alla tolleranza sessuale acquisita dei sensuali, e all’indifferenza sessuale acquista dei freddi. È l’ermafroditismo psichico di Krafft-Ebing, espressione che mi sembra fuorviante.

7).  – Che porta all’eterosessualità acquisita, e che le cede (dopo una lotta più o meno prolungata) senza periodicità e senza ritorno. Se questo stato si presenta poco dopo il ventesimo anno, prima dell’ingresso nel mondo, non lo si potrebbe affatto distinguere dalla eterosessualità congenita assoluta. È su questo stato che contano i padri di famiglia quando mandano i loro figli in collegio.

Questi eterosessuali, a base unisessuale, quando non sono grandi uomini o degli uomini dediti al dovere, sembrano spesso avere subito una specie di castrazione morale.

URANIMO B. – (6,7)

Questa seconda divisione o categoria comprende gli uranisti che possono modificarsi o essere modificati fino al punto di acquisire non solo abitudini e vizi, ma anche gusti e tendenze eterosessuali, sia al posto del loro istinto unisessuale, che anche simultaneamente o periodicamente.

Questa seconda categoria comprende dunque gli uranisti che (per dovere, per obbligo, per costrizione, per coscienza, per vanità, cupidigia, interesse, coinvolgimento, curiosità, debolezza, simpatia, per tutte le ragioni morali, sociali e intellettuali), si allenano all’eterosessualità e rinunciano, per un motivo o per l’altro, alla loro sessualità naturale e finiscono per rimpiazzarla con quella acquisita, e quelli che cumulano le due sessualità. Questi ultimi sono i perversi, i più pervertiti, gli uranisti più pericolosi per il benessere morale. La sessualità normale carica e asservisce già abbastanza un uomo; e questo ermafroditismo psichico o psicosessuale completo dà troppo spazio e troppa importanza alla sessualità di un uomo e porta troppo squilibrio.(6)

I rapporti con una donna, invece di pacificare certi uomini di questa classe li avviano verso una eccitazione unisessuale; il contrario ha luogo raramente tra gli uranisti con eterosessualità acquisita.

Se invece il dovere austero, o l’altruismo o una passione per una scienza o una occupazione non producono cambiamenti di direzione sessuale (perché allora il dovere si manifesta in uomini di grande valore dotati di singolare spirito di dedizione, che arrivano a un’abnegazione, a un sacrificio, a una disciplina che li ricompensa) questi uranisti non sono uomini dotati di molta forza di carattere.

La paura, la mollezza, l’obbedienza alle convenzioni sociali, l’abitudine, la regolarità, hanno un ruolo altrettanto importante nella loro condotta di quello della volontà, dell’energia e della convinzione.

Si troverebbero più virtù virili e più potenti negli uranisti impenitenti che nei convertiti. Questi convertiti mi danno spesso l’idea di aver subito una castrazione morale.

C). – Inversione sessuale congenita, uranismo parziale, che non esclude gli istinti eterosessuali già presenti prima o a partire dalla pubertà, prima dello sviluppo della vita sessuale, che soffoca questi istinti, si allea con loro o cede loro.

8). – Che soffoca gli istinti eterosessuali, (a) prima della pubertà, (b) al tempo della pubertà, (c) dopo lo sviluppo della vita sessuale.

9). – Che viene meno insieme con gli istinti eterosessuali per tutta la durata della vita, simultaneamente o con periodicità.

10). – Che conduce all’eterosessualità acquisita senza ritorno e senza periodicità- Se questo stato si produce all’epoca dell’ingresso in società, non lo si saprebbe distinguere dall’eterosessualità congenita.

Sembra utile ora parlare della 3^ categoria eterosessuale.

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(1) L’effeminatezza può essere acquista o congenita, transitoria o permanete. Si può essere effeminati a causa della giovinezza, dell’ignoranza di sé, prima di raggiungere la virilità, o per effeminatezza naturale, imitazione spontanea o voluta della donna. Si può essere effeminati senza essere passivi.

(2) La masturbazione degli impuberi ha cause e risultati del tutto diversi sul carattere e sulla salute.

(3) Kræpelin  nella sua “Psychiatrie”, viene in appoggio di tutto questo, solo che le sue eccellenti sottolineature sono modificate dal fatto che si occupa di malati.

(4) Renée et Maxime in “La Curée” di Zola.

(5) L’effeminato (che non è coraggioso) sembra provocare molto di più l’opinione pubblica rispetto all’uranista virile. Quest’ultimo, infatti, aspetta per affrontare l’opinione pubblica, che di una tale audacia o di una tale indifferenza ne valga veramente la pena.

(6) I malati ipnotizzati da Schrenck-Notzing appartengono a questi gruppi.

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STORIA DI UN BISESSUALE DEL PRIMO 900

STORIE DI OMOSESSUALI TRA 800 E 900 – parte quindicesima

Con la Storia n. 33 che potete leggere qui di seguito, dedicata ad un caso tipico di bisessualità, terminano le storie, relative alla omosessualità maschile, accluse da Havelock Ellis al suo trattato sull’inversione sessuale.  Lo stesso autore riporta anche sette storie di omosessualità femminile, che riporterò in traduzione italiana, dopo aver tradotto la parte teorica del trattato di Ellis dedicata all’omosessualità femminile. Ci si potrebbe chiedere perché a fronte di 33 storie dedicate all’omosessualità maschile se ne trovino solo sette relative all’omosessualità femminile. Ellis aveva ben chiara già allora l’idea, oggi definitivamente condivisa, che l’omosessualità sia ugualmente diffusa sia tra gli uomini che tra le donne, ma era certo molto più difficile che tra la fine dell’800 e i primi dell’900 una donna si rivolgesse ad uno psichiatra per consultarlo sui suoi amori lesbici. In sostanza la documentazione di prima mano relativa all’omosessualità femminile era all’epoca estremamente rara.

Vi lascio ora alla storia di un bisessuale trentenne. Buona lettura.

STORIA 33

M. O., 30 anni, nato negli Stati Uniti, di padre inglese e madre il cui padre era scozzese, il resto della sua ascendenza era inglese con una lunga permanenza in America, con una piccolissima aggiunta di sangue olandese. È alto 5 piedi e 8 pollici e ha i capelli e gli occhi castani. Non ha problemi ereditari per quanto se ne sa. Durante l’infanzia, per un certo tempo fu “minacciato dalla corea.” È soggetto a tonsilliti e a una forma insistente anche se non grave di indigestione, indotta da abitudini sedentarie. È di temperamento scattante e nervoso. Ha un’avversione per la maggior parte degli sport all’aria aperta, ma una grande attrazione estetica verso la natura. Ha avuto un’educazione di alto livello.

Per quanto riesce ad andare indietro con la memoria, ha vissuto in una casa dalla quale i suoi genitori sono andati via quando lui aveva 4 anni. Prima di questo allontanamento, ricorda distintamente due esperienze sessuali. Un cugino, di cinque anni più grande, era in bagno, seduto, e M. O. toccava i suoi organi sessuali; sua madre lo apostrofò urlando. In un’altra occasione si trovava in una carrozza chiusa con una ragazza della sua età. Erano distesi su un sedile della carrozza e cercavano di avere un rapporto sessuale. La sorella maggiore della ragazza entrò e li colse sul fatto. Disse: “Lo dirò alla mamma, sai che lei ha detto che voi non dovete farlo mai più.” In ciascuno di questi ricordi nitidi si prova la forte impressione che sia solo un episodio fra i tanti. Cinque anni fa M. O. incontrò un uomo della sua età che aveva vissuto in quel quartiere in quello stesso periodo. Confrontando i loro ricordi, trovarono che quasi tutti i bambini in quel quartiere erano dediti a tali pratiche. Il quartiere era  un quartiere assolutamente “rispettabile” della classe media.

Da quel quartiere, M. O. si spostò in un altro quasi dello stesso tipo, e visse lì fino all’età di 11 anni. I suoi ricordi di questo periodo sono molto freschi e abbondanti. Con una sola eccezione, tutti i bambini tra i 5 ei 14 anni sembrano essersi lasciati andare liberamente a giochi sessuali promiscui. In piccoli gruppi, composti da quattro fino a dodici ragazzi, se ne andavano dove gli alberi o l’erba alta li nascondeva alla vista, e si mostravano nudi l’uno all’altro. Talvolta si maneggiavano anche reciprocamente, ma non nel modo tipico della masturbazione. Di quest’ultima, M.  O. non sapeva assolutamente nulla. A volte, quando si trovavano insieme in non più di due o tre, tentavano il rapporto sessuale. Nel caso di M. O. c’erano una curiosità sessuale ansiosa e un desiderio più o meno forte, ma il contatto reale non portava nessuna grande soddisfazione. In due o tre occasioni le ragazze gli praticarono la fellatio, e lui poi ricambiò con il cunnilingus, ma senza provare piacere. In tutti questi giochi è sicuro che le ragazze prendessero l’iniziativa altrettanto spesso dei ragazzi.

Durante tutto questo periodo, M. O. aveva ora un’innamorata ora un’altra. Questo era un fatto abituale tra i bambini, ed era promosso dall’imitazione delle persone più grandi. La curiosità sessuale di M. O. era certamente maggiore per quanto riguarda il sesso opposto. In questo momento, però, apparvero i suoi interessi omosessuali. Con un ragazzo di due o più anni di più grande di lui andava spesso in qualche nascondiglio dove si guardavano reciprocamente i genitali e se li maneggiavano. Lui e un altro ragazzo una volta si trovavano in un giardino abbandonato e si tolsero tutti i vestiti, per esaminarsi meglio reciprocamente. L’altro ragazzo poi si offrì di baciare il sedere di M. O., e lo fece. Questo fatto provocò una sensazione sorprendentemente forte e distintamente sessuale, il primo shock sessuale che riesce a ricordare di avere vissuto. Si rifiutò di ricambiare, però, quando gli viene chiesto.

Verso la fine di questo periodo ci fu un nuovo e crescente sviluppo di un altro tipo, non riconosciuto assolutamente allora come qualcosa carattere sessuale. Cominciò a provare sensazioni verso alcuni ragazzi in un modo molto diverso e molto più vivo di quanto non avesse fatto fino ad allora verso le ragazze, anche se al momento non fece paragoni. Per esempio c’era un ragazzo che considerava molto carino, si facevano visita spesso e trascorrevano molto tempo a giocare insieme. A scuola si guardavano e guardavano l’un l’altro fino a che arrivavano deliziosi, incontrollabili momenti magici in cui ridevano insieme. Non discutevano mai di questioni sessuali e non ci pensavano neppure. Queste esperienze sono state, a loro modo, molto sentimentali e ideali. M. O. è sicuro che quanto a lui, la considerazione principale era sempre la bellezza dell’altro ragazzo. Cominciava a ricordare con grande affetto un certo ragazzo molto più grande e molto bello che aveva vissuto vicino a lui nel primo quartiere, e gli aveva mostrato allora diverse piccole attenzioni amichevoli. Raramente lo vedeva ora, e difficilmente cercava di farlo, ma era comunque immensamente contento di una parola o di uno sguardo casuale da parte sua nel cortile della scuola, ed era molto interessato quando altre persone parlavano di lui.

Un cugino di circa due anni più giovane di M. O. spesso gli faceva visita e dormiva con lui. Erano molto affezionati l’uno dell’altro e si maneggiavano reciprocamente i genitali.

Quando M. O. aveva circa 11 anni, la famiglia se ne andò in un quartiere lontano, dove non c’era quasi nessun bambino della sua età, e dove qualsiasi legame con i bambini che stavano nel quartiere che aveva appena lasciato era praticamente impossibile. Da questo momento fino a quando i cambiamenti della pubertà furono a buon punto la sua vita sessuale fu fortemente in contrasto, nella sua solitudine, con la precedente promiscuità. Ricorda che gli piaceva fare la lotta con due o tre scolari e tenere la loro testa tra le sue gambe. Pensa che loro non fossero consapevoli dei suoi impulsi sessuali. Amoreggiò, amoreggiò coscientemente con alcune ragazzine della scuola, ma non propose mai loro qualcosa di sessuale. Lesse un paio di libri di medicina di famiglia.

Un giorno, sdraiato su un vecchio divano irregolare, abbastanza innocentemente in un primo momento, produsse una nuova e deliziosa sensazione, del tutto diversa da qualsiasi altra che avesse mai sognato, qualcosa che andava ben oltre la soddisfazione della semplice curiosità. Rifece la stessa cosa e in breve raggiunse l’eiaculazione. La masturbazione seguì presto. Certi giorni avrebbe ripetuto l’atto due o tre volte, ma poi di nuovo lo avrebbe evitato per giorni. Cominciò subito a combattere quella tendenza, si sentì molto in colpa e si vergognò molto perché si lasciava andare ad essa. Pregò per ricevere aiuto e a volte pianse per i suoi tentativi falliti di rompere quell’abitudine così rapidamente formata. Per un certo periodo, dopo due o tre anni, sembrò che ci fosse riuscito, ma notava che aveva intensi sogni erotici con eiaculazioni abbondanti, regolarmente ogni otto giorni. Proprio in quel momento alcuni annunci sui giornali caddero sotto i suoi occhi, e lo convinsero che si era procurato da sé stesso una condizione di malattia. Non fece mai ricorso ai rimedi pubblicizzati, ma fu scoraggiato nei suoi sforzi di superare la cattiva abitudine; e dal momento che i cattivi effetti sembravano consistere soltanto delle perdite seminali, concluse che tanto valeva godersi il grande divertimento della masturbazione.

Per un breve periodo, ricorda di avere avuto un forte ma rivoltante interesse per gli organi sessuali degli animali, soprattutto i cavalli. Gli organi sessuali maschili erano molto più interessanti.

A poco a poco cominciò a sviluppare, del tutto dal di dentro, l’ideale di un compagno di sesso maschile, un ragazzo  bello, emotivo; tra lui e quel ragazzo doveva esistere una potente passione romantica. Restava per ore a sognare questa cosa e ad inventare situazioni eccitanti. Improvvisamente, in chiesa, conobbe un ragazzo molto giovane, Edmund, che sembrava soddisfare tutti i suoi desideri. M. O. aveva allora 16 anni e mezzo e Edmund  ne aveva 15. Seguì un vero e proprio corteggiamento, Edmund finalmente cedette agli appelli fisici di M. O. dopo molti dubbi. Però alla fine il cedimento fu completo. I due trascorrevano notte dopo notte insieme, godendo di rapporti intercrurali e talvolta della masturbazione reciproca. I loro genitori possono essere stati leggermente a disagio a volte, ma il rapporto durò ininterrotto per un anno e mezzo o più. Nel frattempo M. O. occasionalmente aveva rapporti con altri ragazzi, ma mai vacillò nella sua reale preferenza per Edmund. Per le ragazze non aveva alcun desiderio sessuale di nessun tipo, anche se era molto legato a loro.

Poi M. O. e Edmund andarono al college in posti diversi, ma si incontravano durante le vacanze e si scrivevano frequenti e ardenti lettere d’amore. Entrambi avevano attacchi genuini di mal d’amore e di gelosia. Quando M. O. guarda indietro a questa prima passione d’amore non se ne pente assolutamente. E senza dubbio essa ebbe una grande influenza formativa.

Dopo il primo anno al college, Edmund si trasferì in un’altra scuola più lontana da M. O. e le opportunità di incontro divennero più rare, ma il loro affetto si mantenne e il rapporto sessuale riprendeva ogni volta che era possibile. A poco a poco, però, Edmund si interessò alle donne e, infine, si sposò. Anche M. O. creò più volte rapporti con gli amici del college e, occasionalmente, con altri.

Nel complesso, M. O. preferiva ragazzi di ino o due anni più giovani di lui, ma, col crescere, la differenza di età aumentò. A 30 anni si considerava come virtualmente “fidanzato” con un giovane di 17, uno insolitamente maturo, comunque, e molto più grosso di lui.

M. O. è sempre infelice a meno che i suoi affetti abbiano un corso abbastanza libero. La vita è stata molto deludente per lui sotto altri aspetti. Le sue più grandi gioie gli sono venute in questo modo. Se è in grado di portare a termine il suo attuale piano di unione con il giovane che lo attrae, sentirà che la sua vita è stata coronata da ciò che è per lui la migliore conclusione possibile; in caso contrario, dichiara, che non gli importa più nulla di vivere.

Ammira la bellezza maschile con passione. La bellezza femminile la percepisce oggettivamente, come accadrebbe con qualsiasi disegno di curve fluenti e di colori delicati, ma non ha assolutamente nessun fascino sessuale per lui. Le donne si sono messe sulla sua strada più volte, ma lui si ritrova sempre più irritato dalle loro manie specificamente femminili. Con gli uomini in generale è molto più paziente e comprensivo.

La prima opera letteraria che gli piacque furono i dialoghi di Platone, letti per la prima volta a 20 anni. Fino ad allora sapeva soltanto che era solo nella sua peculiarità. Lesse ciò che poteva della letteratura classica. Ama Pater, e apprezza il suo atteggiamento verso il proprio sesso. Quattro o cinque anni più tardi si imbatté nel libro di Raffalovich, e da allora provò un vero e proprio debito di gratitudine per il suo autore.

M. O. non ha alcun desiderio di danneggiare la società in generale. Come individuo sostiene di avere lo stesso diritto di essere se stesso che ha qualsiasi altra persona. Pensa che mentre i ragazzi di 13-15 anni potrebbero eventualmente essere resi invertiti, chi raggiunge i16 anni senza inversione non può più essere spinto in quella direzione. Quei ragazzi possono dedicarsi ad un invertito in altri modi tanto da concedergli ciò che lui desidera sessualmente, ma rimarranno sostanzialmente normali. Le sue osservazioni sono basate su circa 30 relazioni omosessuali di varia durata.

M. O. sente fortemente il carattere poetico ed elevato delle sue principali relazioni omosessuali, ma teme di apparire troppo sentimentale.

Per quanto riguarda le tracce della femminilità negli invertiti scrive:

“Fino all’età di 11 anni ero molto legato ad un cugino cinque anni più grande ci me (quello al quale ho fatto riferimento sopra) e provavo grande piacere in un gioco che giocavamo spesso, in cui io ero una ragazza: un romanzo infinito, una storia d’amore non sessuale.

“Un po’ più tardi e fino alla pubertà, mi sono molto divertito a recitare, ma in generale ricoprivo ruoli femminili, indossando gonne, scialli, perline, parrucche, cappelli. Quando avevo circa 13 anni, la mia famiglia cominciò a prendermi in giro per questo. Io giocai per un po’ di nascosto, e poi il desiderio di queste cose mi lasciò per non tornare mai più.

“Resiste invece ancora un interesse minore, che ha avuto inizio prima della pubertà, per i messaggi di San Valentino. La mia sensibilità verso di loro  è molto simile alla mia sensibilità per i fiori.

“Prima che raggiungessi la pubertà venivo chiamato a volte ‘femminuccia’ da mio padre. Questo insulto mi umiliava più di qualsiasi altra cosa. Dopo la pubertà mio padre non usò più quel termine, e via via le altre persone smisero di prendermi in giro in quel modo. La ferita, però, rimase e mi portò più di una volta a chiedere agli amici intimi, sia uomini che donne, se mi consideravano in qualche modo femminile. Tutti furono molto nettamente del parere che la mia vita razionale fosse tipicamente maschile, essendo io logico, imparziale e scettico. Uno o due mi hanno suggerito che ho una capacità di distinguere più fine rispetto a quella della maggior parte degli uomini, e che mi prendo cura delle mie stanze un po’ come farebbe una donna, anche se questo non si estende allo stile delle decorazioni. Un uomo mi disse che mi mancava la simpatia per certe “manifestazioni più grossolane del carattere mascolino, come il fumo.” Alcune donne pensano che io presti insolitamente attenzione al vestire delle donne. Il mio modo di vestire non è affatto effeminato. Quanto a muscoli, ho una forza media, ma sono flessibile ben oltre l’usuale. Se mi fossi allenato per questo dall’inizio, credo che sarei diventato un buon contorsionista.

“Non ho mai avuto la minima voglia di usare il tabacco, generalmente non prendo né tè né caffè, e raramente qualche liquore, mai liquori di malto. Il dolce è sempre la parte migliore del pasto. Questi gusti li attribuisco in gran parte alla mia vita sedentaria. Quando ero fuori in campeggio osservavo un notevole cambiamento di interessi verso cibi più robusti e blandi stimolanti.

“Il mio coraggio fisico non è mai stato messo alla prova, ma io osservo che altri sembrano contare su di esso. Sono molto aggressivo in materia di opinioni religiose, politiche e sociali. Quanto al coraggio morale sono o imprudente o coraggioso, non so quale delle due cose.

“Sono, forse, capace di fischiare meglio della maggior parte degli uomini.

“Quando ero molto piccolo mia nonna mi ha insegnato a fare certi tipi di ricamo, e ho continuato a farli un po’ di tanto in tanto fino a 24 anni. Poi mi sono irritato per un pezzo che mi agitava, l’ho buttato nel fuoco, e da allora non ne ho voluto toccare più nessuno. Come piccola economia continuo a fare quasi tutto il mio rammendo.

“Ho un’avversione decisa per l’eccessivo uso di gioielli. Il mio estetismo è molto pronunciato rispetto alla maggior parte degli uomini con cui mi associo, anche se non sono mai stato in grado di dargli molto sbocco. È utile per la pulizia, l’ordine e il buon gusto generale . Il mio vestiario è economico e per niente complicato, eppure sembra essere generalmente approvato. Sono stato spesso complimentato per la mia capacità di scegliere i regali e i vestiti più appropriati e di mettere a posto una stanza “.

M. O. afferma di praticare il morso amoroso, a volte, anche se molto delicatamente. Spesso vuole pizzicare chi lo interessa sessualmente.

Considera molto sciocca l’affermazione, fatta da qualche parte, che gli invertiti sono sempre bugiardi. Pochissime persone, dice, sono perfettamente oneste, e quanto più la società rende pericoloso per un uomo essere onesto, tanto meno è probabile che lo sia. Mentre lui stesso non è stato in grado in due o tre casi di mantenere le promesse fatte di trattenersi da rapporti sessuali con alcuni individui attraenti, non si è mai, d’altra parte, reso colpevole di falsità circa i suoi rapporti omosessuali.

La narrazione precedente è stata ricevuta otto anni fa. Durante questo intervallo di tempo, la salute di M. O. è notevolmente migliorata. Vi è stato un marcato aumento delle attività all’aperto e dei relativi interessi.

Due anni dopo che M. O. aveva consultato uno specialista di primo piano che aveva eseguito una psicoanalisi approfondita, lo specialista informò M. O. che era molto meno marcatamente omosessuale di quanto egli stesso supponeva, e consigliò il matrimonio con una donna giovane e bella. Attribuì l’inclinazione omosessuale al fatto che M. O. aveva avuto il suo “naso rotto” all’età di 6 anni, con la nascita di un fratello minore, che da quel momento ricevette tutta l’attenzione e tutte le coccole. M. O. era andato avanti fino a quell’età con un atteggiamento molto affettuoso verso la madre e dipendente da lei. Egli può ricordare amici e vicini che commentavano su questo fatto. In un primo momento M. O. era incline a rifiutare questo suggerimento dello specialista, ma, dopo lunga riflessione, tende ora a credere che fosse davvero un fattore molto importante, anche se non il solo. Dalle sue successive osservazioni di bambini e dai confronti di questi con i ricordi della sua infanzia, M. O. dice di essere sicuro di essere stato affettuoso e espansivo molto oltre la media. Il suo più grande desiderio era di affetto, e il suo più grande dolore a la sua principale preoccupazione era che nessuno si fosse preso cura di lui. A 10 o 11 anni tentò il suicidio per questo motivo.

Anche a seguito della psicoanalisi, ma cercando di eliminare l’influenza della suggestione, egli ricorda e sottolinea maggiormente l’attrazione che sentiva verso le ragazze prima dei 12 anni. Se le sue esperienze sessuali si fossero successivamente dimostrate normali, dubita che quelle di prima dei 12 anni si sarebbero potute considerare tali da fornire la prova dell’omosessualità, piuttosto che solo di una precoce irritabilità nervosa e sessuale, notevolmente accresciuta e orientata dalle pratiche segrete dei bambini con cui si accompagnava. Egli non vede il motivo per cui queste esperienze gli avrebbero dato una inclinazione omosessuale piuttosto che una eterosessuale.

La psicoanalisi ha fatto ricordare a MO che durante il periodo dei primi innamoramenti aveva spesso baciato e abbracciato diverse ragazze, ma gli ha fatto ricordare anche di avere osservato, allo stesso tempo, con una certa sorpresa, che non ne derivava nessun desiderio sicuramente sessuale, anche se probabilmente  la via per soddisfare il desiderio sessuale era aperta. Tali interessi, nella dimensione in cui esistevano, cessarono del tutto o quasi quando la relazione con Edmund si sviluppò. Non c’era comunque nessun rifiuto nei confronti della compagnia delle ragazze e delle donne; le amicizie intellettuali erano principalmente con loro, mentre quelle emotive erano con i ragazzi.

Molto recentemente M. O. ha trascorso alcuni giorni con Edmund, ormai sposato da diversi anni. Senza assolutamente nessun interesse sessuale reciproco, hanno trovato che comunque esisteva ancora un grande legame d’amore. Non deplora nulla del passato, ma ritiene anzi che il risultato finale della loro precedente relazione sia stato buono. La bellezza di Edmund è ancora notevole, ed è sottolineata da altri.

Nonostante la sua sessualità precoce, M. O. aveva fin dall’inizio un disgusto estremo per le storie oscene, e per tutte le associazioni di cose sessuali con parole o aneddoti sporchi. Grazie anche a questo e in parte per il suo temperamento scettico, egli non credeva a quello che gli amici gli dicevano per quanto riguarda le emissioni sessuali, e si convinse solo, quando le visse personalmente; e negò con sdegno i fatti della riproduzione fino a che non li lesse in un libro di medicina. Fino a quando non fu ben oltre il 25 anni, l’avversione fisica per qualsiasi pensiero concernente la riproduzione fu intensa. Conosce altri giovani normali che si sono sentiti allo stesso modo, ma egli ritiene che queste cose possano essere prevenute o superate attraverso l’educazione sessuale come viene ora introdotta nelle scuole americane.

Anche in questo caso, come per le tracce della femminilità, forse due anni fa, qualsiasi impulso a dare morsi amorosi scomparve all’improvviso. C’è stato recentemente un notevole aumento di interesse per il teatro, nato in modo perfettamente naturale e senza alcuna delle caratteristiche rilevate prima. Il piacere infantile per i biglietti di San Valentino è del tutto svanito; M. O. ritiene che recentemente le circostanze siano state più favorevoli allo sviluppo di un’estetica più robusta.

Per alcuni anni non ha sentito alcun chiaro rimprovero circa i suoi possibili atteggiamenti femminili, anche se alcune persone dicono ai suoi amici che è “molto particolare.” Egli forma molte amicizie intime e durature, non sessuali, con uomini e donne, e dubita che la peculiarità notata da alcuni sia dovuta anche alla sua omosessualità oltre che al suo estetismo, al suo  scetticismo e alle opinioni non convenzionali che egli esprime talvolta abbastanza disinvoltamente. Con il miglioramento della salute generale, sono arrivati i cambiamenti che ci si poteva aspettare per quanto riguarda il cibo e altre questioni della vita quotidiana.

Riprendendo la sua narrazione nel punto in cui la precedente comunicazione l’aveva lasciata, M. O. dice che circa un anno dopo, il ragazzo di 17 anni, col quale si era considerato virtualmente fidanzato, fece macchina indietro sull’accordo per quanto riguardava il suo futuro, ma non sulla relazione sentimentale così come giù esisteva. Sebbene fossero separati per la maggior parte del tempo dalla distanza, il rapporto fisico riprendeva ogniqualvolta si incontravano. Successivamente, però, il ragazzo si innamorò di una giovane donna e si fidanzò con lei. Il suo rapporto fisico con M. O. allora cessò, ma l’amicizia comunque continua ad essere forte.

Poco dopo la prima pausa in questa relazione, M. O., attraverso la forza di circostanze del tutto insolite, entrò in grande cordialità e intimità con una giovane donna di notevole fascino. Lui le confidò la sua anomalia, e non fu respinto. Agli altri la loro relazione probabilmente appariva quella di due amanti, e una situazione dolorosa fu creata dalla calunnia di una donna gelosa. M. O. sentì che, per onore, egli doveva proporre il matrimonio. La giovane donna fu evasiva, ma invitò M. O. a trascorrere alcuni mesi a casa sua. Poco dopo il suo arrivo, un triste avvenimento nella sua stessa famiglia lo costrinse ad andare via, e non si incontrarono più per quattro anni. Si scrivevano, ma sempre meno spesso. I suoi rapporti con i ragazzi continuarono.

Prima del suo ultimo incontro con lei conobbe una donna che sposò. La conoscenza iniziò per una comunità del tutto non sentimentale di interessi in alcuni affari pratici, e molto gradualmente si trasformò in un’amicizia intellettuale e simpatica. M. O. non aveva segreti per questa donna. Dopo un esame completo e prolungato di tutti i lati della questione si sposarono. Da allora non ha avuto rapporti sessuali se non con sua moglie. I rapporti con lei non sono appassionati, ma sono animati dal forte desiderio di avere figli. Dell’istinto genitoriale si era reso conto diversi anni prima.

M. O. crede che nessuno stigma morale debba essere legato alla omosessualità a meno che non si possa dimostrare che essa è il risultato della vita viziosa di una persona che agisce in un modo moralmente libero, ma su questo punto non nutre grandi speranze. Ritiene che gran parte della pericolosità e dell’infelicità dell’omosessualità potrebbe essere evitata attraverso una completa e prudente educazione sessuale, come quella che dovrebbe essere data a tutti i bambini, sia normali che anormali.

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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul forum di Progetto Gay:

http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=16&t=5354

BISESSUALITÀ E EDUCAZIONE SESSUALE A FINE 800

STORIE DI OMOSESSUALI TRA 800 E 900 – parte quattordicesima

Prosegue la pubblicazione delle Storie annesse al trattato sull’inversione sessuale di Havelock Ellis.

Le storie che potete leggere qui di seguito riguardano tutte la bisessualità propriamente detta e ci mettono in condizione di capire come la vita sessuale dei ragazzi e degli uomini di fine 800 fosse molto meno repressa di quanto si crede  e fosse in realtà piena di occasioni di coinvolgimento sessuale, sia etero che omosessuale.

Nell’ultima delle storie, in particolare, si troverà un esempio, in realtà più unico che raro  di un figlio che riceve da suo padre una vera e propria educazione sessuale. Con la mentalità di oggi, alcuni comportamenti di questo padre possono sembrare sospetti. Il figlio, anche se ipotizza che il padre sia a sua volta un invertito, non sembra essere stato condizionato se non positivamente da quanto appreso dal padre verso il quale non mostra alcun risentimento. Il ruolo concreto del padre nell’educazione sessuale del figlio è in realtà una questione poco approfondita e si preferisce, ancora oggi, demandare tutto ad altre agenzie educative se non direttamente alla pornografia.

Buona lettura.

STORIA 28

Inglese, 40 anni, chirurgo. Le esperienze sessuali iniziarono presto, circa all’età di 10 anni, quando un compagno lo indusse a giocare ai rapporti sessuali con le loro sorelle. Non provò alcun piacere. Poco dopo una domestica cominciò a curarlo con affetto e infine lo chiamò nella sua camera da letto quando era parzialmente svestita, accarezzò e baciò il suo membro e gli insegnò a masturbarla. In occasioni successive lei tentò una simulazione del rapporto sessuale, che le diede soddisfazione, ma non riuscì a indurre l’eiaculazione in lui. Al ritorno a scuola la masturbazione reciproca fu praticata con i compagni di scuola, e la prima eiaculazione avvenne all’età di 14 anni.

Lasciando la scuola divenne schiavo del fascino delle donne ed ebbe frequenti coiti intorno all’età di 17 anni, ma preferiva masturbare le ragazze e soprattutto indurre le ragazze di buona posizione, per le quali l’esperienza era completamente nuova, a permettergli di prendersi delle libertà con loro. A 25 anni si fidanzò e la masturbazione reciproca fu praticata all’eccesso durante il fidanzamento; dopo il matrimonio, in genere il rapporto sessuale  aveva luogo due volte ogni ventiquattro ore fino alla gravidanza.

“In questo momento”, egli scrive, “ho soggiornato presso la casa di un vecchio compagno di scuola, a causa dei miei amanti di un tempo. C’erano così tanti ospiti che ho condiviso la camera del mio amico. La vista del suo corpo ha dato luogo a sentimenti lussuriosi, e quando la luce era spenta scivolavo furtivamente nel suo letto. Lui non faceva obiezioni e passavamo la notte a masturbarci reciprocamente. Passammo i successivi quindici giorni insieme, e non ho mai provato lo stesso piacere nel coito con mia moglie, però facevo il mio dovere. Lei è morta cinque anni dopo, e mi sono dedicato anima e corpo al mio amico fino alla sua morte per un incidente l’anno scorso. Da allora ho perso ogni interesse per la vita.”

Sono grato per questo caso ad un noto psichiatra inglese, il quale sottolinea che il paziente appare abbastanza sano, quando lo si osserva, ma presenta una tendenza alla nevrastenia, alla melanconia e al temperamento nevrotico. Il corpo è maschile e peli pubici sono abbondanti. Un testicolo appare atrofico.

STORIE 29 E 30

Riporto il seguente racconto con le parole di un amico intimo di uno dei protagonisti: “La mia attenzione fu attirata all’inizio dallo studio dell’inversione – anche se io allora consideravo tutte le forme di essa come depravate e abominevoli  – nella scuola pubblica, dove nel nostro dormitorio un ragazzo di 15 anni iniziò i suoi amici scelti ai segreti della masturbazione reciproca, che aveva imparato da suo fratello, un guardiamarina. Io non diedi peso a questo fatto in quel momento, anche se me ne ricordai dopo anni, quando ero immerso in Platone, Lucrezio e negli scrittori epicurei. Ma la mia attenzione si fermò sull’inversione, all’età di 20 anni, quando trascorsi una vacanza con A., un compagno con cui ero, e sono ancora, in grande amicizia. Abbiamo apprezzato molte cose in comune, studiato insieme e discusso questioni assai poco convenzionali, ma non questa.  Precedentemente avevamo sempre occupato stanze da letto separate, in questa occasione ci trovavamo all’estero in un luogo di campagna, e siamo stati costretti ad adattarci con quello che abbiamo potuto trovare. Non solo dovevamo condividere la stanza, ma il letto. Non mi ha sorpreso il suo poggiare il braccio su di me, perché sapevo che era straordinariamente attaccato a me, e mi ero sempre sentito un bruto perché non ricambiavo il suo affetto altrettanto calorosamente. Ma sono rimasto sorpreso quando più tardi mi sono svegliato e l’ho trovato occupato nella fellatio su di me mentre cercava di ottenere la mia risposta. Se fosse stato qualcun altro avrei reagito molto male ad una tale libertà, e la nostra conoscenza sarebbe finita, ma mi sono preso cura di lui, anche se in modo non molto espansivo. Questo episodio portò alla discussione dell’argomento. Mi disse che la sua forza sessuale era grande, che l’aveva messa alla prova in molti modi, e che era essenziale per il suo benessere che egli potesse avere soddisfazione in qualche modo. Lui detestava la prostituzione e la riteneva degradante; si sentiva fisicamente attratto da alcune donne e intellettualmente da altre, ma i due elementi non si combinavano mai, e se era stato in intimità con alcune, sentiva che non era giusto per loro, dato che lui non poteva sposarle perché aveva un ideale troppo alto del matrimonio. Si era sempre sentito attratto dal proprio sesso e aveva mantenuto per alcuni anni un’amicizia platonica con un amico intimo del college, X (al quale ho capito che era appassionatamente legato). Entrambi consideravano la cosa perfettamente morale, ed entrambi, stavano meglio a causa del loro rapporto. Entrambi aborriscono la pedicatio. X., tuttavia, non avrebbe mai discusso l’argomento, e sembrava quasi vergognarsene. A., d’altra parte, pur mostrando un grande rispetto di sé in tutte le altre cose, non provava alcuna vergogna, anche se lui dice che non avrebbe mai discusso di questo se non con gli amici intimi o se gli fosse stato chiesto un consiglio privatamente.

“A. è il figlio maggiore di un ufficiale. I suoi genitori avevano 21 e 19 anni, rispettivamente, al momento della sua nascita. Entrambi i genitori sono sani, e i due figli (entrambi maschi) hanno buone costituzioni, anche se quello più grande ne ha una un migliore. Lui è di media statura e arti sottili, portamento fiero, faccia bella e intellettuale (classico tipo greco), eccellente carnagione, modi affascinanti, e buon umore. Il pene è grande, il prepuzio molto breve. È appassionato di filosofia, scienze naturali, storia e letteratura. È riflessivo e paziente piuttosto che intelligente, ma è volitivo e molto attivo quando si impegna, mai a riposo finché non ha compiuto quello che vuole, anche se questo richiede anni. Canta in modo eccellente, ed è appassionato di ciclismo, canottaggio, nuoto, e alpinismo. Gode di ottima salute e non ha mai avuto una malattia neppure per un giorno da quando aveva 12 anni. Dice che l’unico caso in cui non riesce a dormire è quando sta a letto con qualcuno che non può o non vuole soddisfatto. Ha bisogno di soddisfazione almeno una volta alla settimana, due o tre volte nella stagione calda. Non fuma mai e nemmeno beve birra o superalcolici. È ancora single, ma ritiene che il matrimonio potrebbe soddisfare tutte le sue esigenze.

“Anche X è il figlio più grande di genitori  giovani e sani (tra i 21 e i 24 anni alla sua nascita) di classe sociale diversa; il padre è un costruttore. È di gradevole aspetto ma non bello,  molto sensibile, molto ordinato e metodico in tutte le cose, non molto volitivo, e molto riservato verso le donne. È di indole assai studiosa, è soprattutto appassionato di filosofia, politica e scienze naturali, è un buon musicista. Fa poco esercizio fisico ed è di piuttosto facile affaticabilità, è generalmente sano, ma non fortissimo. È vegetariano, ed è stato allevato come un libero pensatore. Fino a due anni fa, non è mai stato attratto verso una ragazza; anzi, non gli piacevano le ragazze, ma adesso è fidanzato. Per circa diciotto mesi ha abbandonato l’omosessualità, ma da allora ha sofferto di incubi, cattiva digestione e irritabilità. Pensa che l’unico rimedio sia il matrimonio, che sta rinviando. Considera l’omosessualità come del tutto naturale e normale, anche se i suoi desideri non sono forti, e una volta ogni quindici giorni è sempre bastata per lui. È stato portato alla pratica dell’omosessualità dal ragionamento di A., e perché ne sentiva una certa vaga esigenza, e questo lo confortava. Pensa che sia una questione di temperamento e non una cosa da discutere, se non da parte degli scienziati. Dice che non lo potrebbe fare se non con il suo più caro amico, alla cui richiesta non potrebbe resistere. Ha un lungo prepuzio, carne come quella di una donna, ed è ben proporzionato.

“Entrambi gli uomini sono interessatissimi alle riforme sociali, nelle quali sono impegnati, uno in modo attivo, l’altro passivamente. Entrambi considerano anche la legge sulla omosessualità come assurda e demoralizzante. Pensano anche che il divieto legale della poligamia sia in gran parte la causa della prostituzione, dato che molte donne non possono vivere una vita onesta e trovare qualcuno che si prenda cura di loro, e ritengono che molti uomini potrebbero sposare una donna per la soddisfazione fisica e un’altra per la soddisfazione intellettuale.

“Si dedicavano totalmente uno all’altro quando li ho conosciuti; sono ancora amici, ma separati dalla distanza. Entrambi sono persone degnissime, e il secondo è fin troppo sincero.”

Secondo informazioni successive, X. si era sposato e le sue tendenze omosessuali erano quasi completamente in sospeso, in parte, forse, per il fatto che viveva tranquillamente in campagna. A. ha sorpreso i suoi amici per il suo ardente attaccamento ad una donna più o meno della sua età con cui si è fidanzato. Dichiara di amare questa donna più di chiunque uomo, ma tuttavia sente ancora una forte passione per i suoi amici uomini. È evidente che la tendenza omosessuale in A. è nettamente più pronunciata che nel suo amico X. Come si trova più spesso nelle persone bisessuali rispetto agli omosessuali, è di tipo prevalentemente maschile, possiede grande vitalità, e desidera esercitare tutte le sue facoltà . Ha un sistema nervoso sano ed è del tutto libero da ogni “nervosismo”. Ha scritto un trattato scientifico e può studiare indisturbato in mezzo a rumori violenti. La sua voce è virile (nel canto è un basso profondo).  Può fischiare. Non è vanitoso, anche se è ben formato e le sue mani sono delicate. Il suo colore preferito è il verde. L’evidente calore del suo affetto per i suoi amici è il principale tratto femminile rilevato in lui. Sogna raramente e non ha mai avuto sogni erotici; questo lo spiega col dire (prima di Freud) che tutti i sogni, non causati da condizioni fisiche, sono sogni di desidero, e dato che egli soddisfa sempre i suoi bisogni sessuali tutti in una sola volta, con un amico o con la masturbazione, i suoi bisogni sessuali non hanno alcuna possibilità di incidere nella sua vita subconscia.

Ci può essere qualche dubbio sulla classificazione dei due casi precedenti: non li conosco personalmente. Il caso seguente, che conosco da molti anni, lo considero chiaramente un vero e proprio esempio di bisessualità: –

STORIA 31

Inglese, possidente, 52 anni, sposato. La sua ascendenza è piuttosto  complicata. Alcuni degli antenati di sua madre, nell’ultimo e nei secoli precedenti, si suppone siano stati invertiti. Ricorda che gradiva le carezze del valletti del padre quando era un ragazzino. Sogna indifferentemente di uomini e donne e prova forte attrazione sessuale per le donne. Può copulare, ma non insiste su questo atto; ha una tendenza a un piacere raffinato e voluttuoso. È stato sposato per molti anni e dal matrimonio sono nati molti figli.

Non ha gusti particolari sulla classe o l’età degli uomini che ama. Sente per quanto riguarda gli uomini più anziani quello che sentono le donne, e gli piace essere accarezzato da loro. È immensamente orgoglioso della sua bellezza fisica; rifugge la pedicatio e non si preoccupa troppo dell’atto sessuale, ma ama le lunghe ore di comunione voluttuosa durante le quali il suo amante lo ammira. Sente la bellezza dei ragazzi giovani. Allo stesso tempo, è molto attratto da ragazze giovani.

È decisamente femminile nel vestire, nel modo di camminare, nell’amore per i profumi, gli ornamenti e le cose belle. Il suo corpo è fin troppo liscio e bianco, i fianchi e i glutei sono arrotondati. Gli organi genitali normali. Il suo temperamento è femminile, soprattutto per la vanità, l’irritabilità e le preoccupazioni insignificanti. È molto preoccupato del suo aspetto fisico e interessatissimo ad essere ammirato; in un’occasione è stato fotografato nudo come Bacco. È fisicamente e moralmente coraggioso. Ha genio per la poesia e la speculazione, con una tendenza al misticismo.

Sente la discordanza tra il suo amore per gli uomini e la società, e anche tra il suo amore per gli uomini e il suo amore per la moglie. Considera l’amore per gli uomini come, in parte almeno, ereditario e innato in lui.

STORIA 32

C. R., medico, età 38 anni. Nazionalità irlandese, con una vena portoghese. “Mia madre viene di un’antica famiglia quacchera. Ero del tutto inconsapevole delle differenze sessuali fino a quando non ebbi circa 14 anni, perché ero stato accuratamente tenuto separato dalle mie sorelle e, anche se di tanto in tanto si impadronivano di me dei desideri strani che non capivo, ero stato vergine nel pensiero e nell’azione fino a quel periodo della vita.

“Quando avevo 14 anni un cugino di qualche anno più grande di me venne a stare con noi e condivise il mio letto. Con mia sorpresa mi afferrò il pene e lo strofinò per un po’, allora una sensazione più piacevole mi invase e aumentò fino a quando un’emissione di sperma uscì dal mio organo; poi lui mi chiese di fare lo stesso con lui. Abbiamo spesso ripetuto il processo nel corso del mese successivo; ero del tutto inconsapevole dei danni che ne potevano derivare.

“Lo stesso anno andai a scuola, ma nessuno dei miei compagni di scuola per un certo tempo mi suggerì tali azioni fino a quando un amico che stava con noi per le vacanze un giorno in bagno ripeté il processo e premette il suo pene tra le mie cosce e una scarica simile ebbe luogo. Ho scoperto in poco tempo che molti dei miei compagni di scuola e cugini maschi avevano gli stessi desideri, e un fratello maggiore del mio primo iniziatore alla sessualità ripetutamente passava la notte con me, e allora ci divertivamo in modo simile.

“Un po’ più tardi, quando mia madre era lontana da casa, condivisi il letto di mio padre, lui prese il mio pene in mano e tirò il mio prepuzio indietro. Io in risposta afferrai il suo e scoprii che aveva un’erezione. Continuai a strofinarlo fin quando non mi fermò e mi disse che non dovevo farlo, perché quando fossi stato più grande avrei amato una donna che avrebbe fatto quella cosa e che se non mi fossi strofinato da solo e non avessi consentito ad altri ragazzi di farlo, mi sarei divertito molto di più. Io sono quasi certo che mio padre fosse un invertito, perché lui spesso, quando era a letto con me, usava premere il mio corpo nudo contro il suo e aveva sempre una forte erezione. Una volta mi strofinò fino a quando non ebbi l’eiaculazione e poi, girando sulla schiena, mi fece prendere il suo pene in mano e si fece strofinare per pochi minuti. Avevo l’abitudine di scherzare spesso con mio padre perché a partire dal mio diciassettesimo anno il mio pene era più grande del suo. Tornerò a parlare di mio padre tra un po’. Quando avevo 17 anni un amico del college condivise il mio letto, e quando ci spogliammo disse che invidiava il mio pene che era tanto più grande del suo; una volta entrati nel letto, mi chiese di girare dalla mia parte e mi accorsi che stava tentando la pedicatio. Ero stupito della sua azione e allora mi informò che accanto a una donna quel processo dava più piacere. Tuttavia, non se ne face nulla, e questa è l’unica esperienza di pedicatio che io abbia mai avuto.

“Quando avevo 18 anni, una sera un compagno di università mi fece conoscere una donna e lei è stata la prima con la quale io abbia mai avuto una relazione. Siamo andati dietro alcune rocce e lei ha affettato il mio pene e lo ha stretto nel suo corpo, stando stesa contro di me.

“Mio padre, evidentemente sospettò qualcosa su di me quando tornai a casa, e pochi giorni dopo, mi disse che era molto pericoloso avere a che fare con le donne, che avrei dovuto aspettare fino a quando fossi stato più grande, che quando un ragazzo è diventato un uomo deve avere una donna di tanto in tanto, e che se avessi mai avuto una brutta malattia dovevo dirglielo subito in modo da poter essere adeguatamente curato.

“Al college ho trovato molti compagni che erano desiderosi di condividere il mio letto e di indulgere alla masturbazione reciproca, premendo i nostri corpi insieme faccia a faccia fino a quando non vi fosse stata eiaculazione da entrambe le parti, ma non trovai mai più nessuno che cercasse il rapporto anale.

“Poco tempo dopo ero a Bruxelles e feci la mia prima visita a un bordello, un posto vicino alla Cattedrale. Ho scelto una ragazza di circa 18 anni tra otto bellezze nude esposte alla mia scelta. Lei era avara e mi chiese 10 franchi, Ne avevo pagati 20 per la mia camera e me ne erano rimasti solo due. Volevo che lei giocasse con me, ma lei prese solo il pene e mi tirò verso di lei con un’azione così vigorosa che eiaculai molto rapidamente. Ero così disgustato dal risultato che mi masturbai quando tornai alla mia pensione.

“Un anno dopo feci una visita in Portogallo e i miei amici, lì, spesso, mi portarono ai bordelli e mi presentarono anche a donne di facili costumi. Avevo rapporti con loro; le prostitute portoghesi non mi hanno mai suggerito nulla di innaturale e in nessun caso un maschio mi ha approcciato per scopi sessuali.

“Quando divenni uno studente di medicina, usavo visitare un bagno turco di frequente, in un’occasione ho scherzosamente schiaffeggiato un amico sulle natiche, mio padre, che era presente, mi ha detto di non farlo perché non era un comportamento corretto in pubblico, se mi piaceva farlo a lui o ad un altro o ad altri due non c’era nulla di male in privato. Fino a quando non ebbi 21 anni, nel bagno mio padre copriva sempre il suo pene alla mia vista, ma dopo che raggiunsi la maggiore età, si mostrava sempre e più volte mi fece vedere immagini di donne nude, e mi insegnò anche l’uso del preservativo.

“Nel mio ventiquattresimo anno, un uomo alto che era solito frequentare le terme un giorno sedette accanto a me e giocosamente mi toccò le dita dei piedi con le sue, poi premette la coscia nuda contro la mia e un po’ più tardi nella camera di raffreddamento allungò la mano sotto il mio asciugamano e afferrò il mio pene, poi mi chiese di incontrarlo un paio di giorni più tardi nei bagni, dicendo che sarei stato soddisfatto di quello che lui avrebbe fatto.

“Sono andato all’appuntamento e lui mi ha portato nella stanza più calda, dove ci stendevamo sul pavimento, in pochi minuti si girò su un fianco e gettò una delle sue gambe su di me, mi spaventai e balzai in piedi, aveva una potente erezione, ma mi rifiutai di sdraiarmi di nuovo, anche se lui tirava il suo prepuzio indietro per eccitare i miei desideri, io avevo paura di essere sorpreso da un altro bagnante. Ho incontrato quest’uomo due volte in occasioni successive e lui mi ha fatto delle avances. Credo che avrei ceduto allora se ci fossimo incontrati in una casa privata.

“Poco tempo dopo incontrai un signore anziano presso i bagni che, anche lui mi fece delle avances, ma per paura io resistetti. Non mi piaceva perché aveva un alito cattivo e i denti guasti; e poi ero ora in grado di andare in continente e godere del fascino femminile secondo il desiderio del mio cuore.

“Dopo la qualificazione sono entrato nell’esercito in Sud Africa e con mio grande stupore trovai molti dei miei compagni appassionati della compagnia maschile, un ufficiale che era stato ferito condivideva la mia camera da letto in un ospedale militare, e quando ci spogliavamo, spesso ammirava il mio pene, avevamo l’abitudine di giocare l’uno con l’altro fino a quando non raggiungevamo erezioni potenti, ma non ci siamo mai masturbati né abbiamo provato qualche vizio contro natura.

“Ero solito avere rapporti sessuali con le donne tanto spesso quanto potevo, e ho spesso visitato i bagni turchi e ho scoperto che diversi clienti erano anormali, e anche uno dei massaggiatori, quest’ultimo si divertiva a giocare con il mio pene, baciandomi e facendomi il solletico.

“Mi sono sposato a 28 anni. La mia vita coniugale è stata normale e mia moglie ed io siamo ancora innamorati uno dell’altra, abbiamo avuto diversi figli.

“Le mie ultime esperienze sessuali sono state in Australia, una volta a Sydney, ai bagni, un compagno bagnante giocosamente cominciò a farmi il solletico, quando ebbi un’erezione, lui afferrò il mio pene, io mi alzai di scatto, e lui mi chiese di fare con lui qualsiasi cosa mi fosse piaciuto fare. Mi rifiutai. Una volta a bordo di un piroscafo costiero un compagno di viaggio aveva l’abitudine di mettersi in mostra, in posa come una statua; diventammo molto intimi e lui voleva che io passassi una notte con lui. Ho rifiutato anche le sue offerte.

 ”Sono molto sano e forte, appassionato di equitazione, pesca, e tiro. Conduco una vita molto attiva. Non sono né musicista né artista, ma mi piace molto sentire la musica e ammiro le opere d’arte.

 ”Di persona io sono alto 6 piedi, tendente al grasso, il mio corpo è molto forte, il mio pene è di sei pollici di lunghezza a riposo e otto in erezione, posso senza fatica eiaculare due volte nella notte e ho rapporti sessuali almeno due volte alla settimana. Il mio scroto è teso e entrambi i testicoli sono grandi. Sono un po’ lento a eiaculare. Dopo il matrimonio, non ho mai avuto nessun desiderio di avere rapporti sessuali con nessun’altra donna, ma più volte ho incontrato uomini che mi hanno attratto. Ho un amico (un altro medico ) che mi conosce molto bene e se passiamo la notte insieme giochiamo uno con l’altro. Ho un grande desiderio che lui mi circoncida. Non ci siamo mai lasciati andare a nulla che non fosse sentire o premere insieme i nostri corpi come scolaretti.

“Il mio colore preferito è il verde.

“I miei sogni erotici, quando ne ho, sono di mia moglie o di un amante maschio.

“L’inversione sessuale è molto più diffusa di quanto comunemente si suppone e non ho mai avuto alcun rimorso di coscienza dopo nessuno dei miei rapporti amorosi. Considero l’istinto omosessuale come del tutto naturale, e, tranne che per quanto riguarda mia moglie, è più forte nel mio caso dell’istinto eterosessuale. Non ho mai iniziato un giovane alla vita sessuale né ho avuto alcun desiderio di sedurre una ragazza. I ragazzi sotto i 17 anni, o le persone di bassa classe sociale, non mi attraggono.”

__________

Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:

http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=23&t=5346

BISESSUALE SPOSATO

Riporto qui di seguito uno dei documenti che sono stati pubblicati nel volume “Essere Gay” (la vita dei gay attraverso l’analisi di esperienze reali) della Biblioteca di Progetto Gay: http://gayproject.altervista.org/manuale_di_omosessualita.pdf (si tratta di una discussione tratta dal Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/

—oooOooo—

ROBERT:

Ciao a tutti, ho bisogno di un po’ di consigli…

Ho 34 anni, sposato da 5 e insieme a lei da circa 15 anni. Fortunatamente, ad oggi senza bimbi anche se proprio recentemente abbiamo deciso di metterne in cantiere uno!

Fin da giovanissimo ho sempre avuto una vita totalmente etero, le prime esperienze nell’adolescenza e poi l’incontro con la donna che ho scelto come compagna di vita e che non ho mai tradito con nessun’altra donna; nonostante ciò ho sempre compreso ed apprezzato la bellezza del corpo femminile, quanto di quello maschile, senza però mai pensare di poterlo poi desiderare fisicamente (e mentalmente).

Negli anni di università, essendo distante dalla mia fidanzata e pur vivendo una vita eterosessuale con lei, mi è capitato spesso di fare delle semplici sessioni su skype con ragazzi della mia età, esperienza semplice e veloce! Più un’esigenza fisica più che altro, così l’ho sempre interpretata!

Circa due anni fa, in un periodo in cui io mi ero trasferito per 5 mesi all’estero, ho riprovato l’esperienza di quelle videochiamate ed ho – quasi inspiegabilmente – scoperto di piacere a molti dei ragazzi etero/bisessuali/gay con cui ho chattato. La cosa ha iniziato a piacermi e ho continuato a dialogare con alcuni di questi ragazzi, lasciando però tutto nella sfera virtuale, ma in alcuni casi creando amicizie che ancora oggi, con mille difficoltà, sto cercando di portare avanti. Soltanto una volta mi sono incontrato con un ragazzo molto più giovane di me (19 anni) che mi aveva coinvolto più mentalmente che fisicamente, ma la cosa è finita lì in quanto non l’avevo ritenuta particolarmente interessante, fino a quando….

Fino a quando ormai due mesi fa, in una noiosissima mattinata di lavoro entro su FB e vedo un post di un mio amico gay con una foto estratta da una pagina di una nota applicazione per incontri gay, mi incuriosisco, scarico l’app e creo un profilo. Da lì a poco iniziano ad arrivarmi messaggi di altri utenti che mi chiedevano di inviargli una foto del fisico e del viso. Dopo tante richieste e altrettanti dinieghi, all’ennesima richiesta rispondo un po’ piccato allegando la foto: tempo qualche secondo e il ragazzo mi chiede se per caso lavorassi nella società in cui lavoro. Mi si gela il sangue, non mi ero accorto che quest’applicazione per cellulari indicava anche i metri di distanza tra gli utenti!!! Preso un po’ dal terrore, ma avendo ormai inoltrato la mia foto completa, gli dico di sì ed iniziamo così a chattare e a conoscerci. Lui ha la mia stessa età, uno sguardo profondo e soprattutto un bel fisico, muscoloso e asciutto al punto giusto: il canone di bellezza maschile che mi è sempre piaciuto.

Dopo circa 4 giorni, decido di incontrarlo per prendere un caffè e gli dico di essere sposato e di non aver mai avuto una relazione con un uomo né di aver mai avuto rapporti sessuali. Lui inizialmente ci rimane un po’, però poi dice che gli piaccio e che vorrebbe frequentarmi. Così dopo qualche giorno, ci incontriamo e passiamo un bel – ma per me ricco anche di ansia, tanta ansia – pomeriggio insieme, fatto di tenerezza ed intesa. Scopro così che oltre ad avere un bel fisico ha anche una bell’anima, profonda e sensibile, ricca e generosa! Ormai da circa due mesi, dunque, va avanti questa relazione e io penso di iniziare a provare un sentimento – che non è amore o per lo meno non è nella forma che io ho già sperimentato con mia moglie – e se prima pensavo che il mio fosse un bisogno “sessuale” ho realizzato grazie a lui che ciò che mi manca è poter fare affidamento anche su un uomo, sentire il suo corpo, la sua vicinanza fisica, la sua prestanza ed avere un confronto alla pari. Insomma, ricercare tutte quelle sensazioni di sicurezza e accoglienza che ho sempre dato io a mia moglie e a tutte le persone a cui voglio bene.

Tutto questo per dirvi che… sono confuso! Non so come potrà evolvere questa relazione con lui a cui sento di non riuscire a dare il 100% di me stesso – questo mi fa male perché sento che lo sto privando della possibilità di godersi un amore vero e totale – e molto spesso mi verrebbe voglia di rendere partecipe mia moglie della felicità e della sensazione di completezza che sto raggiungendo anche grazie alle sensazioni che sto provando con lui.

Vorrei tanto confermarle che l’amo e che i progetti di vita che abbiamo fatto insieme li faremo insieme, ma allo stesso tempo vorrei convincerla della mia necessità di avere al mio fianco anche un uomo che possa rassicurarmi e parlarmi come solo un uomo potrebbe fare.

Ho pensato di dirglielo, ma so che le farei tanto male perché conosco l’idea che ha dei bisessuali (se i gay li tollera, per i bisessuali dice che sono dei pervertiti perché fanno quelli che “‘ndo cojo cojo!”) e non se lo meriterebbe; ma soprattutto dubito che possa capire.

Mi servono disperatamente consigli, voglio valutare la situazione con il vostro aiuto così da avere più elementi sotto mano e, qualora dovessi stravolgere la mia vita, vorrei avere un quadro più completo possibile delle conseguenze.

Grazie mille per l’aiuto!!

R.

PROJECT:

Ciao Robert, prima di tutto benvenuto nel forum!! E adesso passiamo alla questione specifica. Intanto la tua mail è “un classico” nel senso che è molto difficile descrivere meglio di così che cosa sia la vera bisessualità, cioè il fatto di provare un profondo coinvolgimento sessuale ed emotivo sia verso gli uomini che verso le donne. Intendo dire che nella maggior parte dei casi si assiste ad una dissociazione dell’emotività che resta eterosessuale dall’affettività che invece è marcatamente omosessuale, il che significa che un rapporto affettivo con un uomo diventa particolarmente difficile. Ma nel tuo caso affettività e sessualità non sono dissociate nemmeno un po’ e quindi tu puoi provare un vero innamoramento verso un uomo (cosa che in caso di dissociazione non si realizza).

Va detto subito che la vera bisessualità, per intenderci quella come la tua, non è una cosa comune. Ci sono molti più gay che veri bisessuali e sicuramente molte più persone con una bisessualità dissociata (affettività etero e sessualità gay) che persone realmente bisessuali.

La situazione di un bisessuale dissociato, paradossalmente, è meno complicata, perché le sue esigenze omosessuali possono essere risolte in modo occasionale e mettono meno in crisi la vita etero che tende almeno a livello affettivo a rimanere stabile. Per un vero bisessuale, la presenza di un compagno è invece prima di tutto una necessità affettiva e quindi il vero bisessuale tende a costruire rapporti stabili e seri con un uomo, esattamente come tende a fare con una donna, ma qui sorge il vero problema, perché una relazione etero seria, tanto più se formalizzata nel matrimonio, presuppone l’esclusività; anche una relazione gay seria presuppone l’esclusività, pur se forse in grado minore di quanto accade in un rapporto matrimoniale, ma per un bisessuale, e a maggior ragione per un bisessuale non dissociato, l’esclusività è una forzatura molto pesante. Un bisessuale, in ogni caso si trova di fronte ad una scelta: o lascia la sua vita affettiva e sessuale molto fluida, non solo senza sposarsi, ma proprio senza pretendere o cercare di realizzare relazioni stabili di nessun tipo, oppure deve necessariamente sacrificare la metà della propria affettività-sessualità.

In una situazione come la tua c’è addirittura un matrimonio e c’è alle spalle una vita eterosessuale durata diversi anni e col presupposto sia implicito che esplicito della stabilità. Dato che la tua vita al tempo del matrimonio era stata sempre e solo etero, arrivare al matrimonio era quasi una cosa automatica, voglio dire che chi sa di essere gay o di essere bisessuale dovrebbe pensarci molto bene prima di sposarsi, nel tuo caso non potevi prevedere l’evoluzione a distanza di anni della tua affettività-sessualità e quindi nessuno può farti una colpa di nulla. Non avete figli, ma dici che ci state pensando, beh, data la situazione cercherei di pensarci molto bene prima, soprattutto perché tua moglie non sa come stanno le cose e potrebbe non accettarle affatto, cosa molto probabile. Se non ci sono figli, con tutti i problemi che questo può comportare, si arriva alla separazione e poi al divorzio, ma se i figli ci sono i problemi rischiano di diventare molto grossi, non intendo solo dire per te, ma soprattutto per i figli che comunque sono costretti a vivere situazioni stressanti che possono avere per loro risvolti psicologici seri anche a distanza di anni. Anche con una moglie consapevole e disposta ad avere figli, il fatto di mettere al mondo un figlio, per un bisessuale sposato è comunque problematico, ma se la moglie è inconsapevole può ritenere di essere stata ingannata, non all’atto del matrimonio, ma quando tu stesso sei arrivato alla consapevolezza di come stavano le cose.

Altra osservazione: tu sei sposato, beh un uomo sposato, per un gay non è certo la scelta migliore, un gay sa benissimo che mettersi con un uomo sposato crea molte complicazioni e mettersi con un uomo sposato con figli ancora peggio. Questo significa che trovare un compagno per creare una coppia gay non sarebbe comunque facile. In genere, quando ci sono i figli, l’unica cosa possibile “realisticamente” sono le scelte di compromesso, in cui si crea un rapporto con un uomo, ma diciamo così, di basso profilo, più un rapporto di amicizia amorosa che un rapporto di coppia, perché l’esigenza fondamentale è la tutela dei figli. In una situazione del genere anche le mogli sono molto più prudenti nella scelta di separarsi, comunque è fondamentale mantenere con la moglie un rapporto chiaro e cercare di farle capire come stanno le cose, anche a rischio di mettere in crisi in matrimonio. Quando i figli non ci sono, le scelte possono essere meno di compromesso, ma resta il fatto che anche un rapporto di coppia gay stabile, finisce per non andare bene per un bisessuale vero, perché alla fine un compagno gay non vede il bisessuale come bisessuale ma lo vede come gay e si aspetta da lui una esclusività di tipo quasi matrimoniale. Realisticamente si potrebbe pensare piuttosto ad un’amicizia amorosa, se il partner è disposto ad accettare un rapporto di questo tipo, cosa possibile, se si trattasse di rapporti molto liberi e in ogni caso bisognerebbe fare lo sforzo di parlare chiaro con la moglie, anche a rischio di mettere in crisi il matrimonio, cosa qui meno dirompente che quando ci sono i figli.

So bene che moltissimi ragazzi gay non accettano il fatto che io tenda a consigliare soluzioni di compromesso, ma sono ragazzi gay e non bisessuali e soprattutto non hanno la prospettiva della vita matrimoniale. Questo è però onestamente quello che penso e anche la sintesi delle esperienze analoghe emerse da Progetto Gay.

Ti consiglierei di leggere nel volume “Essere Gay” i capitoli relativi alla bisessualità e ai gay sposati, in cui sono riportati diversi esempi reali di situazioni che potrebbero essere per te di interesse.

PUGSEY:

Ciao Robert, ho 33 anni, quasi 34, quindi posso darti un parere personale molto sentito. Sono gay, e mi sono accettato come tale a 23 anni, dopo un periodo di latenza bisessuale durato qualche anno.

Vivi questa vicenda che ti è capitata, come meglio credi, qualunque esito prenda la questione, però un consiglio molto “di pancia” te lo voglio dare: visto che solo adesso ti sono venuti dei dubbi sulla tua sessualità, evita di concepire un figlio con tua moglie, prima di esserti ben chiarito mentalmente. Per quanto un figlio è sempre un dono di Dio, vista la situazione potrebbe andare tutto a suo discapito in caso di divorzio, dico affettivamente. Non solo, immagina le conseguenze giuridiche che la cosa potrebbe avere se lasci tua moglie in presenza del bambino (che non avresti se non prolifichi). Se vorrai avere un consiglio a qualche tuo dubbio, siamo sempre pronti a darti il nostro parere in chat. Anzi, ti invito proprio ad entrare in chat così parliamo tranquillamente per discorrere di questa tua confusione mentale che stai vivendo.

Un caro saluto

Pugsley

ROBERT:

Caro Project,

Grazie innanzitutto per avermi fornito degli utilissimi elementi riguardo la mia condizione di – ora lo posso dire più tranquillamente – bisessuale vero.

Dall’analisi che hai fatto emerge, come al solito, che le situazioni chiare e semplici non mi si addicono proprio; al contrario, nonostante le evidenti difficoltà che ho avuto e che, probabilmente, continuerò ad avere, sono un po’ sollevato dal fatto che tu abbia riconosciuto in me la “vera” bisessualità. Condizione questa di cui ho parlato spesso proprio con Lui – che chiamerò Enzo – ed altri amici di chat che, come tu descrivi bene nel volume Essere Gay, mi hanno sempre risposto dicendo che la bisessualità non esiste e che dovevo ammettere di essere gay: insomma, come aggiungere confusione ed incertezza alla mia già difficile situazione!

È un momento davvero difficile, soprattutto perché oltre alla mia felicità in questo caso ci sono in ballo anche le vite di altre due persone – mia moglie ed Enzo – per le quali, in modo e con intensità diversa, provo un sentimento forte e profondo. È davvero tanta in me la paura di poter perdere mia moglie nel momento in cui le dovessi confidare la mia bisessualità e, allo stesso tempo, di poter perdere Enzo a fronte della certezza ad oggi di non potergli garantire alcun rapporto di esclusività.

Allo stesso tempo, penso di dover parlare a mia moglie di me, della mia situazione e del fatto che ho scoperto ad oggi di non sentirmi completamente me stesso perché una parte di me richiede qualcosa che lei non può darmi e che ricerco in un uomo. Facile a dirsi…no?

Mi domando a questo punto quale possa essere il passo successivo. Come dirglielo? Tacere sulla relazione che sto avendo con Enzo? E poi che accadrebbe se pensasse che si tratta soltanto di “follie” passeggere senza fondamento, in quanto non ho mai provato un sentimento per un uomo? Allora dirgli di Enzo? Facendola sentire ancora più tradita?

La confusione aumenta sempre di più e sono ancora più confuso su come agire perché, leggendo il volume che mi hai consigliato, capisco che anche qualora trovassi il coraggio di parlarne con lei la situazione non conoscerebbe comunque miglioramenti evidenti e prolungati. In particolare il passo in cui dici:

“Per un bisessuale 50/50 adeguarsi ad una sessualità esclusiva, sia essa etero o gay, costituisce un vincolo decisamente restrittivo ed in questi casi, realizzata metà della propria sessualità nel rapporto di coppia, è difficile ridurre l’altra metà alla sola masturbazione e si sente concretamente l’esigenza anche di una relazione di coppia dell’altro tipo.

In genere un bisessuale con componete gay al 50%, dato l’ambiente sociale in cui vive, tenderà ad orientarsi più a formare una coppia fissa etero che non una coppia fissa gay che sarebbe controcorrente. In genere per un bisessuale, proprio perché è molto più facile vivere una sessualità di copia etero, i modelli tipici della coppia etero finiscono per essere dominanti.”

Mi sembra dunque più una condanna la mia piuttosto che una strada per cercare la felicità, conscio ormai – e l’ho pensato un po’ sempre – che nel momento in cui dovessi decidere di stare con mia moglie o di seguire Enzo mi troverei sempre “non completo”, non adeguato, non felice. Eppure, sarebbe così bello poter condividere con le persone amate la propria felicità, l’essere realmente se stessi e dimostrare di poter amare – in modi ed intensità diverse – persone di sesso diverso e dello stesso sesso. Perché la società ci costringe all’esclusività? A sacrificare noi stessi e i nostri sentimenti?

Per quanto riguarda il discorso figli, siamo in una fase un po’ di stallo. Indipendentemente dalle considerazioni sulla mia situazione personale ed intima, stiamo valutando bene la cosa perché non siamo convinti, non tanto di poter crescere e dare amore ad un eventuale figlio, quanto della certezza che potrà regalarci felicità sia come genitori, sia come singole persone.

La felicità è spesso quello che tutti cerchiamo; io, al contrario di tanti, ho sempre anteposto, nella mia vita da figlio, da marito e da amico, la felicità altrui alla mia e forse è proprio per questo che adesso sono arrivato al limite e la sto cercando, la desidero anche io per me. Pur conscio di non aver la certezza di raggiungerla e di dover necessariamente intraprendere un percorso difficile. Non so se avrò il coraggio, dovrei trovarlo, per me stesso…

Grazie ancora per la pazienza che hai nell’ascoltare le persone che si avvicinano a questo forum e per la professionalità e il garbo con cui rispondi alle loro richieste di aiuto e chiarimento. Davvero un bel lavoro!

R.

ROBERT:

Caro Pugsley,

grazie davvero anche a te per il saggissimo consiglio “di pancia”, ma secondo me molto ragionato, che mi hai voluto dare.

La mia intenzione, in questa piena e totale confusione, è evitare di fare del male alle due persone coinvolte, chi consapevolmente – Enzo – chi a sua insaputa – mia moglie – in questa nuova situazione che mi sta stravolgendo la vita. Come dicevo a Project, per ora il progetto figli è un po’ in stand-by per diverse motivazioni, ne parliamo spesso ma ancora non siamo totalmente convinti e stiamo procrastinando, sebbene l’intenzione di fondo permanga, ad oggi.

Accetto con piacere anche il consiglio di venire a fare quattro chiacchiere in chat, anche se sarà un po’ difficile visto che la vita di coppia permette di ritagliarmi solo alcuni istanti di intimità.

Qualsiasi ulteriore consiglio vorrai darmi, anche su quanto ho risposto a Project, sarà ben accetto: ne ho forte bisogno!!!

Grazie ancora per il supporto,

R.

PROJECT:

Ciao Robert,

sì effettivamente per un bisessuale l’esclusività è una condanna ed è una condanna sostanzialmente di origine sociale. Moltissime cose, che si danno comunemente per scontare, come se fossero delle leggi di base della vita, sono il realtà delle convenzioni che si sono cristallizzate nei secoli e che “oggettivamente” sono dei puri preconcetti. Noi abbiamo un modello di famiglia basata sul matrimonio che è un’istituzione che parte da postulati tutt’altro che ovvi. Lo stesso presumere di poter vincolare i sentimenti creando delle obbligazioni giuridiche per l’affettività e per la sessualità è assurdo. Ci si può obbligare per il futuro (e per brevi periodi) a svolgere un lavoro o a pagare una somma, ma non certo ad amare una persona. I fallimenti matrimoniali in Italia sono ormai più del 50% dei matrimoni, più del 50% dei matrimoni finiscono in separazioni e divorzi, segno che l’istituzione si basa su presupposti incongrui. La logica del matrimonio è tutto o niente, o amore al 100% e sempre o il matrimonio non esiste, la realtà però è completamente diversa, l’amore può essere al 70% o al 50% e anche meno ma è pur sempre amore. Il discorso vale anche in campo gay, tutti i ragazzi gay, all’inizio, sognano storie tipo principe azzurro e amori travolgenti ed eterni, poi piano piano imparano ad uscire dal mondo della favole e a tenere i piedi per terra nel mondo della realtà. Tantissimi gay, smettono di cercarsi un compagno, perché la vita di coppia di tipo matrimoniale può anche andare bene se sono verificati dei presupposti inderogabili, cioè se si tratta di una vera coppia “spontaneamente” esclusiva, il che però è molto raro. Va benissimo il riconoscimento del matrimonio omosessuale per il riconoscimento di una parità di diritti, ma come è accaduto in Spagna, il numero di matrimoni omosessuali sarà certamente basso, e va aggiunto che se fosse alto per effetto della pressione sociale, come accade tra gli etero, andrebbe incontro alle stesse patologie del matrimoni etero e si arriverebbe una proporzione simile di divorzi e separazioni. Nel mondo etero il matrimonio ha, in teoria, come finalità la tutela dei figli (come se costringere i genitori a rimanere insieme per legge fosse la situazione migliore per i figli), ma nel mondo gay dove l’ipotesi dei figli è marginale l’obbligo legale sarebbe controbilanciato solo da vantaggi economici come la reversibilità della pensione che però potrebbero essere legati, più che al matrimonio, all’assunzione di obblighi di mutua assistenza, perché spesso i matrimoni, con gli anni, diventano solo questo. Oggi come oggi la pretesa di esclusività esiste e penso che le cose resteranno così ancora per moltissimi anni. Ma che cosa si può fare? Fare capire ad una moglie che è cresciuta nel mito del matrimonio che un uomo bisessuale può sentirsi costretto in un rapporto esclusivo? Pretendere che questa donna ragioni con una mentalità che sarebbe in radicale disaccordo con la tradizione secolare della sua famiglia e di tutta la società? Francamente è difficile credere che la cosa possa funzionare. Ho visto anche, rarissimamente, donne che si sono adeguate a una situazione simile, ma devo dire che ne hanno sofferto moltissimo. D’altra parte tenere un piede in due scarpe non è nemmeno una soluzione praticabile perché è sostanzialmente un inganno nei confronti della moglie. E c’è anche un’altra complicazione, cioè che parlare con la propria moglie in modo libero comporta il fatto che poi lei ne parlerà “riservatissiamente” ai genitori e agli altri familiari e che loro, sempre ”riservatissimamente” ne parleranno ad altri, finché tutti sapranno non come stanno le cose realmente ma che tu sei uno strano, che hai in mente idee strane, che fai cose strane, ecc. ecc.. D’altra parte l’alternativa è chiudere del tutto nell’armadio l’altra metà della propria affettività e della propria sessualità, reprimendosi per cercare di salvare il matrimonio, cosa che alla lunga renderebbe il matrimonio stesso opprimente e insopportabile. Ultima osservazione: tra la scoperta del proprio lato gay e la possibilità di creare una storia “stabile ma non esclusiva” con un uomo c’è un abisso, visto da fuori sembra tutto facile ma i problemi si manifestano sempre dopo. In conclusione si tratta di una situazione molto complicata che comunque ti porterà a sacrificare qualcosa perché, che lo dicano o meno, sia tua moglie che l’uomo che ti interessa non si contenteranno del 50% di te.

TORALBA:

Ciao Robert,

Il mio orizzonte di esperienze è essenzialmente differente dal tuo. Esprimere un parare sulla situazione, per lo meno da parte mia, sarebbe quanto meno azzardato. Concordo in pieno con quanto hanno evidenziato sia Project che Pugsley, e cioè che la situazione nella quale ti trovi merita una profondissima riflessione, soprattutto per quanto concerne l’eventualità che tu e tua moglie vogliate avere figli. L’unica cosa che posso davvero dirti, è riflettere su come immagini la tua vita futura e in quale modo ti sentiresti davvero realizzato. Potresti, è vero, vivere una doppia vita, fatta del ricambio affettivo di tua moglie e, al contempo, di Enzo o di qualsiasi ragazzo con cui, eventualmente, ti sentiresti sulla stessa lunghezza d’onda. Ma potresti davvero riuscire a sopportare e a vivere una relazione così complicata e ansiogena? Mi viene difficile immaginare una doppia vita che sia realmente appagante e vissuta in maniera davvero tranquilla.

Da come parli, si evince che i sentimenti sia nei confronti di tua moglie che nei confronti di Enzo sono sinceri, però tu stesso avverti l’esigenza di metterti nei loro panni: qual è la vita che loro desiderano? Tua moglie con te desidera un rapporto esclusivo con il coronamento dei bambini. Enzo, presumibilmente, alla lunga potrebbe esigere da te un rapporto più esclusivo. La loro idea di vita e le loro esigenze affettive vanno rispettate tanto quanto le tue, per questo come problema centrale si pone la questione legata a quale vita tu davvero desideri.

Nella tua situazione, non saprei sinceramente come comportarmi. Personalmente tento di essere sempre onesto con le persone, per cui, probabilmente, cercherei di essere chiaro con mia moglie. Ma è un ragionamento puramente ipotetico e teorico che, se mi trovassi a viverlo, non saprei davvero come affrontare. La vita è sempre molto più complicata di qualsiasi teoria.

Ovviamente questo non è il suggerimento che ti do. Fare un passo del genere comporta dei rischi concreti che sfuggono al nostro controllo. Ma, al tempo stesso, il rapporto con tua moglie è già profondamente mutato.

Un caro saluto.

ALYOSHA:

Condivido molte delle cose che ti hanno scritto. Per come la vedo personalmente il discorso sul proprio orientamento sessuale potrebbe però risultare riduttivo. Proprio qualche giorno fa si leggeva in questo forum di un ragazzo che pare avere costruito una relazione affettiva con altri due ragazzi e si trovava anche lui di fronte al bivio di dover decidere cosa fare e come te pareva delineare dei caratteri complementari con entrambi i ragazzi che per ragioni diverse soddisfacevano lati diversi di lui. Anche lui come te fantasticava su un eventuale rapporto a tre, assai improbabile e non solo per questioni sociali ma per l’evidente difficoltà che ognuno di noi prova nel dover accettare di non essere sufficiente. Di situazioni simili in versioni etero poi ne trovi quante ti pare. Ti inviterei perciò a separare il momento della presa di consapevolezza della tua sessualità dalla situazione concreta nella quale ti sei incastrato e dalla quale in previsione potrai uscire solo facendo saltare il banco.

È evidente che tua moglie non accetterà mai la situazione e in proposito ti invito a leggere le tante storie di ragazze che in questo forum hanno condiviso la loro esperienza. Si tratta di donne confuse, che hanno difficoltà ad accettare l’omosessualità del proprio partner, e ad arrendersi all’evidenza che non possono essergli di aiuto. Tutte cose senz’altro complicate dalla tua situazione che è già poco chiara di suo, in quanto andresti a comunicare che sei bisessuale.

Non è neanche chiaro quanto il ragazzo in questione abbia contezza della tua bisessualità e accetterebbe sul serio di spartirti con la moglie e quanto piuttosto invece non stia aspettando che tu prenda una decisione chiara, sperando magari che nel dirlo a lei tu interrompa il rapporto con tua moglie per cominciare una relazione esclusiva con lui. Ti soffermi poco sulla questione, ma da quel poco che hai scritto pare tu ti sia già trovato nella condizione di dovergli spiegare che il rapporto con lui non ti completa al 100% e posso ipotizzare che non l’abbia presa bene.

Purtroppo tu non ti sei presentato da bisessuale ad entrambi, e loro non hanno avuto dal canto loro la possibilità di decidere di avere a che fare con un bisessuale, non hanno cioè messo in conto che poteva succedere in ogni momento che avrebbero dovuto spartirti con un’altra persona.

Hai vissuto delle relazioni asimmetriche in cui sicuramente tua moglie è rimasta all’oscuro di tutto, ma anche il ragazzo infondo ha potuto sperare fino alla fine che tu fossi in realtà un omosessuale confuso. Se per intanto questa confusione è sparita, almeno hai potuto fare chiarezza sulla tua sessualità e credimi che non è poco.

Secondo me l’ultima cosa in cui puoi sperare però è un rapporto a tre e nel dirlo aspettati che salti un po’ tutto. Tu solo puoi scegliere cosa fare, se dirlo o ambire a qualche forma di compromesso con la situazione. Se però ti sei ritrovato in questo bivio in un momento in cui probabilmente si andava concretizzando con tua moglie l’idea di avere un bambino, probabilmente è perché questa situazione di compromesso non ti piace e se realizzi questo è meglio interrompere il rapporto adesso che più in là in presenza di figli. Mi spiace perché mi rendo conto che per un bisessuale è ancora più semplice occultare la propria sessualità e questo non semplifica affatto le cose.

ROBERT:

Quest’ultima settimana in cui ho cercato di capire la situazione che stato vivendo ero all’estero per lavoro. Mi ero visto l’ultima volta con Enzo venerdì scorso, era stato un bello e lungo pomeriggio “rubato” al lavoro – e in parte a mia moglie – in cui avevamo fatto l’amore e parlato, intimamente come spesso abbiamo fatto.

È stata una settimana lunga, una settimana fatta di pensieri, tanti, sulla situazione che sto vivendo e di silenzi, tanti, di Enzo. Già da sabato scorso ho percepito la sua distanza; è stato assente per tutta la giornata, non ha risposto ai miei messaggi, si è chiuso in se stesso e ha risposto in maniera quasi monosillabica ai miei saluti: avevo capito che qualcosa era successo, che qualcosa era cambiato. E la settimana è andata avanti un po’ così, con me che lo cercavo e con lui che sì si faceva trovare, ma sempre con una distanza infinita tra noi.

Ieri sono tornato in città dopo questa settimana di trasferta e mi sono precipitato, teso, da lui; l’accoglienza è stata quella che mi aspettavo: non vederlo ad aspettarmi sull’uscio della porta mi ha fatto capire in un istante quanto distante, lontano, ma deciso e fermo fosse il suo animo.

Abbiamo preso un tè, abbiamo parlato e mi ha confermato quello che sentivo – e che voi stessi avete prospettato: questa situazione fatta di sue attese e dell’impossibilità di vivere con me un normale rapporto gli stava facendo male e, per il suo bene, ha deciso che è meglio che la cosa finisca qua. Le parole sono state diverse, il senso molto chiaro e ragionato: tanto ragionato che io non ho potuto né saputo dirgli nulla, se non che aveva ragione, con un’infinita tristezza nel cuore, e profondo senso di vuoto che ho provato e sto provando.

Mi ha detto di essere arrivato a questa scelta dopo le ultime conversazioni che abbiamo avuto venerdì scorso in cui io avrei detto che con certezza non sarei riuscito ad offrirgli quello che voleva e che mai avrei lasciato mia moglie.

Quando mi ha ricordato quanto da me detto, sinceramente, sono rimasto un po’ stranito perché sono settimane che al contrario sto mettendo in discussione me stesso, il mio matrimonio e la mia vita; non ricordo tanta fermezza nelle mie parole e sono davvero dispiaciuto lo abbiano ferito e fatto sentire solo.

Quello che sicuramente gli avevo detto venerdì è che l’Enzo che ho conosciuto io e a cui io tanto tengo meriterebbe di vivere una bella storia d’amore senza tutte le complicazioni che io con la mia vita ho portato nella sua vita. Questo sì, l’ho detto, a mio discapito ma a suo vantaggio: non per allontanarlo da me, ma perché sapere che lui non era totalmente felice “grazie” a me, mi ha sempre fatto sentire ancora più triste e insicuro. È davvero un ragazzo speciale e merita di più, molto di più, di quanto io possa offrirgli oggi e gli abbia dato fino ad oggi.

Riconosco dunque le mie colpe, ieri però una sua affermazione mi ha ferito: il senso era “tu non mi hai mai detto la verità, un giorno dicevi di volermi, l’altro di non potermi assicurare nulla, non posso credere ad una persona come te.” Questo sì, mi ha ferito, perché se c’è una cosa che ho sempre messo al centro del nostro rapporto è stata la sincerità piena e totale, non certo menzogne e bugie: è la confusione che sto vivendo che, forse, non mi porta a prendere sempre decisioni ferme e ad agire di conseguenza, ma mai ho voluto prendermi gioco di lui, approfittarmene e mentirgli. Non sono quel tipo di persona e mai mi sarei comportato così con una persona a cui voglio bene.

Mi ha detto che ognuno di noi deve prendersi il tempo per pensare a se stesso, pur rimanendo un rapporto di amicizia, la cui evoluzione sinceramente non so come sarà. Parlando di me, ha detto che devo pensare adesso a come risolvere la profonda crisi che sto vivendo con mia moglie; non sono sicuro di questa affermazione. Io non sento di stare vivendo alcuna crisi di coppia, ma “semplicemente” una mia crisi interna e profondamente intima dovuta alla necessità di dover completare me stesso condividendo la mia vita anche con un uomo, non tanto dal punto di vista sessuale – che mi piace, sia inteso – ma soprattutto mentale e sentimentale.

Per spiegargli il mio forte bisogno di avere anche un uomo affianco gli ho detto una cosa semplice, e per me efficace: provare ogni tanto anche io il senso di sicurezza “maschile” che il mio abbraccio regala a mia moglie, sollevandomi almeno per qualche istante dalla responsabilità di dover essere sempre io quello che sorregge gli altri.

Ma penso che qua ritornerei al discorso della bisessualità e delle difficoltà che un bisessuale come me vive e dovrà vivere.

Il rapporto con mia moglie non penso sia mutato negli anni né in questi mesi, l’intesa mentale è sempre viva, quella sessuale lo è altrettanto; ovviamente in questi mesi la mia mente è stata presa ad occuparsi anche di Enzo e del nostro rapporto, non lo nascondo, ma non sono certo che ciò possa far definire il nostro matrimonio un matrimonio in crisi. Mi servirà del tempo per continuare a pensare anche a questo.

Ieri mentre scendevo le scale di casa sua, ho percepito un enorme distanza. Condivido la sua scelta, le sue parole, le sue motivazioni; le condivido pur sapendo di dover affrontare adesso l’esistenza di un vuoto dentro e la consapevolezza di dover comunque continuare a guardare dentro me per cercare di capire come immagino il mio futuro e quali priorità devo darmi. Non sarà facile, perché le scelte non sono facili, e a questo punto non sono nemmeno convinto riuscirò mai a perseguire una mia totale felicità. Ora devo prendere del tempo, silenzioso, per pensare a me e liberare un po’ la mente.

Riuscire ad amare due persone è una sensazione bellissima e io, a questo punto, posso dire di averlo provato, in modi e forme diverse, ma l’ho provato e sono contento di questo. Peccato non sia possibile gestirne l’evoluzione evitando di fare del male agli altri.

Enzo rimarrà una persona importante che è transitata nella mia vita e che potrebbe continuare ad avere un ruolo importante, come amico. Dico potrebbe perché non so proprio come io possa effettivamente reagire a questa nuova situazione e alla mancanza dei suoi abbracci e dei suoi sorrisi, sarà difficile. Oggi lo vedrò a lavoro e ci siamo detti che anche oggi, così come abbiamo fatto negli ultimi due mesi, faremo colazione insieme ed io cercherò di mostrarmi sereno e tranquillo, oggi sarà una costrizione per me, ma col tempo spero ritorni davvero a quegli stati d’animo.

Mi dispiace avergli fatto del male, ma l’affetto che ho per lui è sempre stato tanto e lo sarà anche nel futuro, ne sono quasi certo. Gli ho sempre detto che in fin dei conti “sarebbe stato meglio per entrambi se in quella f***** applicazione avessi conosciuto qualcuno interessato solo ad un incontro sessuale e non una persona bella come te”. In realtà oggi penso esattamente il contrario: è stato bello conoscerlo, incontrarlo, fare l’amore con lui, scoprire con una persona come lui una parte di me che è stata sempre nascosta. Porterò sempre un ottimo ricordo di questa esperienza e son sicuro mi emozionerò sempre pensando a lui e all’intimità che abbiamo raggiunto, più mentale che fisica.

Ciao,

R.

PROJECT:

Ciao Robert,

da quello che scrivi si capisce che Enzo non ti vede come un bisessuale ma come un gay, cosa d’altra parta comune in situazioni di questo genere. Si aspetta da te le reazioni tipiche di un gay sposato che ad un certo punto va in crisi con la moglie perché si decide a dare spazio alla sua omosessualità, ma tu non sei in crisi con tua moglie, a parte il fatto che lo dici esplicitamente, non lo sei proprio perché sei bisessuale e per te un’apertura verso l’affettività gay non mette in crisi certamente un matrimonio. Per te è bello amare due persone e non ti poni affatto i problema della scelta tra Enzo e tua moglie. Enzo sparirà del tutto dalla tua vita? Mah… prima di tutto, per quanto riguarda te, qualsiasi cosa accada, non lo dimenticherai, perché sai benissimo che il suo andare via non è un tradimento ma una impossibilità e per quanto riguarda lui, col tempo, potrebbe anche rendersi conto che anche tu non lo hai tradito e non gli hai mentito e in questo caso potrebbe tendere benissimo a ricreare un rapporto anche se su altre basi, parlo di un’amicizia che non è mai una cosa banale, se però dovesse trovare un compagno molto possessivo potrebbe anche finire per allontanarsi definitivamente. In ogni caso da queste esperienze si impara molto da entrambe le parti e si impara soprattutto a capire che l’altro è veramente un altro e che ha i suoi sogni e i suoi progetti e certe volte è difficile conciliare modi diversi di vedere la vita affettiva.

Ti chiedo permesso di inserire tutta questa discussione (a partire dal tuo post di apertura) nel volume Essere Gay, come documento accluso al capitolo sulla bisessualità, perché penso che questa discussione chiarisca molti concetti e possa essere estremamente utile a parecchie persone. Fammi sapere che ne pensi. Ovviamente, se non sei d’accordo, non se ne fa nulla.

ROBERT:

Caro Project,

scusa se ti rispondo dopo così tanto tempo, ma ho avuto settimane impegnative, sia dal punto di vista lavorativo sia sentimentale! La cosa importante è che sto continuando a sentirmi con Enzo e a vederlo. Grazie al vostro forum, abbiamo parlato più intensamente della mia-nostra situazione e stiamo cercando di portare avanti la nostra relazione, anche se entrambi con la consapevolezza di non riuscire a capire e ipotizzare l’evoluzione del nostro rapporto. Io sono molto felice, lo ammetto, perché il sentimento che provo è forte e poter parlare con lui, sentire il suo corpo, amarlo, è una sensazione bellissima che mi completa!

Per quanto riguarda la mia storia, mi fa piacere se potrà essere d’aiuto e supporto ad altri ragazzi/e in situazioni simili. Puoi dunque tranquillamente utilizzarla e pubblicarla nel volume Essere Gay.

Un caro saluto e ancora grazie per il supporto!

R.

PROJECT:

Ciao Robert!

Mi fa veramente piacere sapere che il tuo rapporto con Enzo prosegue. Si tratta di un fatto non comune che fa pensare che alla base ci sia qualcosa che comunque è molto forte. Certo le prospettive per il futuro non sono affatto scontate ma il vostro rapporto ha resistito alle prime scosse e questo fa pensare che potrebbe anche durare nonostante tutto. C’è poi un grosso punto interrogativo: bisessualità molto equilibrata, sì, certo, ma quello che scrivi di Enzo fa pensare che una prevalenza gay ci sia e, se c’è, costruire una relazione duratura con Enzo diventa un’ipotesi molto meno irreale.

Grazie per il permesso di pubblicazione, provvederò appena possibile!