UN RAGAZZO GAY VA DALL’ANDROLOGO

Ciao Project,

sono un trentenne non dichiarato che vive in una cittadina molto omofoba dell’Italia del ricco nord-est. Vorrei raccontarti la mia storia e chiederti che cosa ne pensi.

Solo un cenno sulla mia vita fino ad un paio di anni fa, all’inizio ho cercato l’amore vero e non l’ho mai trovato, forse perché l’ho cercato nei posti sbagliati e coi metodi sbagliati, poi ho cominciato a non andare tanto per il sottile (Tranquillo! Ho sempre usato tutti i metodi di prevenzione.)

A 27 anni, lo devo dire, ero uno sbandato del sesso, in un anno avevo collezionato quasi una decina di storie, che non fossero cose serie è ovvio, ma alla fine erano proprio frustranti. Io avrei voluto un ragazzo normale che mi volesse bene e avrei messo molto volentieri il punto finale a tutto il turbinio delle mie ricerche sulle app.

Un giorno proprio tramite un’app mi contatta un ragazzo, dice di avere 26 anni, parliamo un po’, è educato, sembra uno non fissato col sesso, mi propone di vederci, io penso che sia troppo presto e tendo a prendere tempo, mi aspetto che sparisca e invece non succede. Mi chiede delle foto ma io non gliele do, però continuiamo a parlare anche nei giorni successivi, parliamo di tutto, anche di sesso ma senza eccedere e sempre in modo molto educato.

Dopo tre settimane di contatti online mi chiede di nuovo di incontrarlo, questa volta gli dico di sì ma siccome non voglio problemi di nessun genere, concordiamo di vederci in un’altra città e di passare insieme sabato e domenica (io il sabato non lavoro). Decido di andare in treno in modo da non essere identificabile nemmeno dalla targa dell’auto. Nota, Project, che io non avevo mai visto nemmeno una sua foto e lui non ne aveva mai vista una mia. Ci diamo l’appuntamento in stazione alle 9.00 del mattino. Io dico ai miei genitori che devo andare in missione per due giorni (cose del genere sono successe altre volte).

Non so chi mi troverò davanti, ma mi sento molto eccitato, c’è qualcosa che mi dice che non sarà il solito incontro scappa e fuggi. Quando salgo sul treno mi accorgo di non avere con me i preservativi, ma penso che li posso comprare anche lì e che potrebbero pure non servire a nulla. Al posto dell’appuntamento lui è già lì che mi aspetta, il segnale di riconoscimento funziona (un certo giornale sotto il braccio destro). Mi sembra un bel ragazzo, anzi molto bello. Lasciamo i bagagli al deposito della stazione e ce ne andiamo in giro, è una splendida mattinata di sole.

È tutto radicalmente diverso dai miei precedenti incontri, non parliamo di sesso, anzi si avverte un certo imbarazzo, facciamo insieme colazione, ci scambiamo spesso sorrisi, è un ragazzo dolcissimo, vorrei sapere qualcosa di più su di lui ma fare domande mi sembra inopportuno. Lui conosce la città, anche se non è la sua città e ha già preparato tutto un progetto di cose da fare e di posti dove andare.

Io percepivo la sua presenza, c’erano molti silenzi, poi gli ho chiesto se si sentiva in imbarazzo e mi ha risposto: “Prima di vederti, mentre ti aspettavo sì! ma adesso no! Proprio per niente! E tu?” “Io … beh sto proprio bene, nessun problema.” Poi abbiamo cominciato a scherzare a raccontarci barzellette. Noto che non racconta barzellette a sfondo sessuale e che usa un linguaggio molto pulito. Andiamo a pranzo insieme in una trattoria, il clima è molto disteso, sereno, gradevole.

Passeggiamo fino a sera, ceniamo insieme, poi è il momento di andare in albergo, mi dice: “Ti dispiace se prendiamo due singole?” Gli dico di no, ma quella richiesta raffredda molto i miei entusiasmi. Lui è contento che io non abbia insistito per prendere una doppia. Andiamo in albergo ma non ci sono camere singole, lui mi guarda e mi dice: “Che facciamo? Va bene anche una doppia?” Io allargo le braccia e faccio cenno che va bene anche così, dato che non c’è altra possibilità.

Andiamo in camera, lui è imbarazzatissimo e mi dice: “Adesso che si fa?” Gli rispondo che mi piacerebbe fare un po’ di sesso anzi mi piacerebbe molto ma non ho preservativi con me e gli chiedo se ne ha lui, mi dice di no, ma aggiunge che ci sono anche i modi non pericolosi di fare sesso e che a lui piacciono soprattutto quelli. La stanza è molto ben riscaldata. Project, ti risparmio i particolari e ti dico solo che non avevo mai fatto sesso così con un ragazzo, solo masturbazione reciproca e tanta intimità fisica, ma è stata una cosa assolutamente unica perché lo vedevo proprio coinvolto in un modo così totale che non avrei immaginato neppure che potesse esistere. Era proprio una cosa esaltante a livelli che non avevo mai provato. Alla fine ci siamo addormentati uno nella braccia dell’altro.

Al mattino non avevamo tempo per ripetere l’esperienza perché dovevamo lasciare la stanza entro le 10.00. Abbiamo passato la mattina della domenica scherzando e giocando tra noi, poi siamo andati insieme a pranzo e ho cominciato a chiedergli quando avremmo potuto incontrarci di nuovo. Lui mi ha guardato un po’ in imbarazzo e poi mi ha detto: “C’e una cosa che non ti ho detto, io sono fidanzato!” Ci sono rimasto malissimo e gli ho detto: “Ma come, tu hai un ragazzo e non me lo dici?” E mi ha risposto: “Non hai capito, io ho una ragazza … “

Gli ho detto che i conti non mi tornavano perché non mi sembrava affatto un ragazzo etero in cerca di distrazione, lui mi ha detto: “Io lo so che sono gay, con te sono stato benissimo e ci starei sempre ma proprio non posso, perché ho una ragazza da anni e ormai lei fa parte della mia famiglia e penso che tra un anno al massimo ci sposeremo” L’ho guardato con un’aria perplessa e gli ho chiesto come andava il sesso con la ragazza e mi ha risposto: “Beh, in qualche modo va, lei non si è mai accorta di nulla ma quando lo facciamo io penso proprio ad altro, io non sono etero, c’è poco da fare, se fosse per me non farei mai sesso con una donna, quando mi ci trovo, alla fine funziona lo stesso ma è una cosa che si fa perché si deve fare anche quello, e poi con lei non potrei mai parlare chiaro perché si sentirebbe tradita, ormai siamo davanti a tutti una coppia solidissima e lo crede pure lei, non credo proprio che potrei evitare di sposarla ormai sono troppo avanti con quella storia, è una brava ragazza ma a me non interessa.”

Il resto del pomeriggio l’ho passato a cercare di farlo ragionare, ma si sentiva ormai in trappola e aveva gettato le armi, si sentiva rassegnato a fare il bravo maritino a casa e il bravo gay, magari con me, qualche sabato sera in albergo. Mi ha detto che doveva staccarsi da me, che io lo mettevo in crisi, lo mettevo davanti alla responsabilità delle sue scelte ma che tanto ormai le scelte erano fatte e non ci sarebbe stata nessuna possibilità di tornare indietro. Abbiamo ripreso il treno e ce ne siamo tornati a casa.

È sparito per due settimane, non rispondeva alle mail e nemmeno al telefono, poi si è rifatto vivo, ci siamo visti un pomeriggio ed era proprio disfatto. Questo è quello che mi ha detto: “Qui mi stanno proprio ingabbiando, non ce la faccio a starne fuori, è tutta una trappola, sono dovuto andare per otto giorni con lei in un resort all’estero, tutto pagato dai miei genitori! Ed è stata una cosa allucinante, lei era felice, io non la sopportavo più ma lei faceva la vittima e mi toccava pure consolarla, sono stato costretto a fare l’amore con lei perché se no finiva in depressione. Non capiva proprio nulla. Io ho pensato di parlare chiaro ma non osavo immaginare la sua reazione e allora ho fatto finta di essere preoccupato per ragioni di lavoro. Io pensavo che nel resort saremmo stati soli e invece i genitori di lei ci hanno fatto la bella sorpresa che c’erano pure loro! Io non ne posso più, ne devo uscire ma non so come. Se dicessi che sono gay non ci crederebbe nessuno … ”

Che cosa si poteva fare per risolvere la situazione? Alla fine ne abbiamo pensata una che poteva funzionare, lui sarebbe andato un paio di volte a visita andrologica, magari la prima volta accompagnato dalla ragazza, accusando dolori ai testicoli e poi dopo la seconda visita avrebbe dovuto dire che doveva fare lo spermiogramma e qualche giorno dopo che il risultato era che non avrebbe potuto avere figli, tanto poi come gay non ne avrebbe certamente avuti da un’altra donna.

Lui non voleva accettare tutta la sceneggiata, gli sembrava troppo un imbroglio, ma poi quando pensava che l’alternativa sarebbe stata il matrimonio veniva a più miti consigli. Lui non sapeva se parlare chiaro coi suoi genitori, ma quando i tuoi genitori non si rendono nemmeno conto che tu non stai bene con la tua ragazza e ti costringono ad andare per forza in vacanza con lei … parlare chiaro significherebbe solo spalancare una pentola senza sapere che cosa c’è dentro.

Alla fine abbiamo concordato tutti i dettagli e tutti i discorsi preparatori. Mi rendo conto che, visto dal di fuori, tutto questo sembra proprio un espediente di infima lega per evitare il coming out, ma un coming out in una situazione come quella sarebbe stato rovinoso. Per realizzare tutto il progetto, una meschina messa in scena, è vero, ma forse la soluzione meno traumatica, c’è voluto più di un mese.

Quando lui è andato dalla ragazza e le ha detto che non poteva avere figli, la ragazza se lo aspettava e la recita del grande dolore era stata ben preparata dalla famiglia di lei e finiva con la promessa di restare amici, ma lui ha voluto restituire tutti i regali e ha detto che preferiva chiudere definitivamente un’esperienza che aveva finito per essere traumatica.

Tutta la storia io l’ho riassunta in poche righe ma è stata molto impegnativa, stressante e anche rischiosa perché, se fosse finito sputtanato, per lui sarebbe stato un disastro, ma è andata bene! Dal sabato successivo abbiamo ricominciato a vederci in albergo nella città vicina e credo che la nostra storia continuerà. Stiamo benissimo insieme e stiamo programmando di cambiare entrambi lavoro e di trasferirci tutti e due in quella città, lontano da occhi indiscreti, anche lui non è dell’idea di fare coming out nemmeno in famiglia. Tra l’altro i suoi non sanno nulla del marchingegno dell’andrologo e pensano che lui non si sposerà mai perché non può avere figli ed è bene che continuino a pensarlo.

Project, non mi guardare male, il coming out in certe situazioni non è proprio pensabile. Così noi stiamo tranquilli e la ragazza si può fare la sua vita con uno che la vuole veramente e i genitori si sono messi l’anima in pace e almeno noi ci sono pettegolezzi che riguardano l’omosessualità perché la storia è tutta etero! Potevo mandarlo al macello del matrimonio? No! Doveva esporsi a un coming out distruttivo? No! Almeno così sono tutti contenti e noi prima di tutto.

Fammi avere presto tue notizie.
Davide

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RELAZIONI GAY NON STANDARD

Paolo scrive: Ciao Project! Finalmente ti trovo in chat! Non ci sei quasi mai.

Project scrive: Eh, beh, in effetti in chat entro poco

Paolo scrive: Sei impegnato?

Project scrive: No, a quest’ora non c’è più nessuno

Paolo scrive: Se vuoi andare a dormire ci sentiamo un altro giorno, veramente, non fare complimenti

Project scrive: No, nessun complimento, non ho nulla da fare e in genere vado a dormire ben oltre quest’ora, quindi non ho proprio nessun problema

Paolo scrive: Ok, perché volevo parlare un po’ con te

Project scrive: Io sono qui e non ho limiti di tempo

Paolo scrive: Allora, Project, noi abbiamo scambiato alcune mail qualche mese fa ma non ci siamo mai sentiti in chat. Ti ricordo brevemente i fatti: 36 anni, con una sola storia alle spalle e con esperienze sessuali con un solo ragazzo, quello della storia. In pratica è stato l’unico ragazzo di cui mi sono innamorato, quando è cominciata la nostra storia io avevo 26 anni e lui 20, adesso lui ne ha 30. Non stiamo più insieme da molto tempo, più di sei anni, ma siamo rimasti sempre in contatto. Lui ha avuto le sue storie e soprattutto le sue avventure sessuali, ma come ti avevo scritto in una mail, penso che per lui il sesso abbia un valore molto particolare, è una specie di dipendenza che alla fine mette in crisi e fa scappare i ragazzi coi quali lui cerca di costruire una storia. In genere i ragazzi non si rendono conto del senso che lui dà al sesso perché non lo conoscono a fondo. Lui non ha grossi problemi ad avere rapporti sessuali con persone che frequenta e di cui tutto sommato si fida, mentre è molto restio a parlare di sé. È successo così anche con me, prima di arrivare a parlare con me liberamente, cioè prima di fidarsi di me ci ha messo tre anni, poi quando mi ha parlato di tutta la sua vita passata mi si sono aperti gli occhi e ho cominciato a capire che per lui il sesso, a modo suo, cioè con le sue particolarità e le sue fisse aveva un significato speciale. Lui ha vissuto tante esperienze difficili, anche a livello sessuale, e il ricordo di tutte queste cose se lo porta dentro, per lui essere accettato significa essere accettato “com’è” con tutto il carico di problemi che si porta appresso, chi arriva veramente a volergli bene lo deve prendere com’è, mi spiego meglio, per esempio, quando lui sta con me è completamente sciolto, ma il quando lo deve decidere lui, quando cercavo di creare un programma per i nostri incontri, tutto andava a rotoli, se non lo assecondavo si arrabbiava con me e se ne andava, anche se dopo qualche giorno mi richiamava. Qualche volta potevo pure dirgli di no, non se la prendeva a male, ma non potevo sottrarmi sempre a quello che lui voleva. Per esempio quando sta con me, ancora adesso, mi ricorda più volte che lui è stato è sta tuttora anche con altri ragazzi, io gli rispondo che lo so benissimo ma che stare vicino a lui mi fa sempre un effetto positivo e che il fatto che lui possa stare anche con altri non mi turba.

Project scrive: però, scusami se mi intrometto, ma bisogna sempre stare attenti alla salute, perché se lui ha una vita sessuale molto sciolta può anche tenere comportamenti rischiosi

Paolo scrive: sì, questo è vero, ma quando stiamo insieme (ed è una cosa rara) la protezione è massima, la cosa gli dà fastidio ma alla fine l’accetta, perché sa che ho paura delle malattie e non mi vuole mettere in difficoltà.

Project scrive: sì, però magari i rapporti con altre persone possono non essere protetti o non essere protetti adeguatamente e i rischi più grossi può correrli proprio lui

Paolo scrive: Su questo ho cercato di insistere più volte, io penso che lui un certo senso di responsabilità ce l’abbia ma non vedo in concreto che cosa io possa fare per fargli fare “sempre e solo” sesso sicuro. Poi ormai da mesi noi non ci vediamo più di persona per fare sesso e lo facciamo solo per telefono, quindi a rischio zero. Anzi, io sono convinto che lui abbia accettato questa soluzione proprio per non mettere me nella paranoia del sesso a rischio

Project scrive: Beh, è una cosa notevole, è una forma di attenzione molto particolare

Paolo scrive: sì, lo so, l’ho pensato anche io. Adesso siamo a questo punto. Io gli voglio bene e credo che lui, con me, possa avere un dialogo che non può avere con altre persone, e penso che il nostro rapporto vada avanti proprio per questo, perché si vede accettato proprio senza riserve, e poi, io con lui non recito, non gli voglio solo bene, diciamo così come ad un fratello, ma ne sono innamorato, se dipendesse da me vivrei con lui e il fatto che può avere altri ragazzi mi preoccuperebbe solo per la sua salute e per niente altro. Lui di me si fida ed è questo che in qualche modo rende unico il nostro rapporto, con me non recita, non lo ha mai fatto, non è reticente, si scioglie del tutto. Tira fuori tutte le sue debolezze e tutti i suoi lati oscuri perché sa che tra noi non crollerà nulla in nessun caso, penso che sia questo il punto fondamentale.

Project scrive: Non so se posso farti una domanda indiscreta…

Paolo scrive: certo, ci mancherebbe altro!

Project scrive: Hai mai notato in questo ragazzo dei comportamenti che ti hanno messo in allarme, reazioni strane, aggressive, o forme di depressione, o tendenza a parlare senza fermarsi…

Paolo scrive: Vuoi dire se ho notato qualcosa di patologico?

Project scrive: Beh più o meno…

Paolo scrive: No, è un ragazzo intelligentissimo e poi è profondamente onesto, quando stava per mettersi con un altro ragazzo me lo ha detto prima perché non avrebbe sopportato l’idea di imbrogliarmi, e poi è profondamente buono, può fare la sua sfuriata, se gli gira male, ma non è mai aggressivo, se mai se la prende con se stesso e si colpevolizza, si ritiene non all’altezza della situazione. Non vuole che io gli dica che lui è importante per me, anche se lo sa benissimo, e poi ha una grande dignità, siccome è pure un bel ragazzo potrebbe stare facilmente con chi vuole, e magari fare pure la bella vita, ma anche se la parola può sembrare strana, è di una moralità specchiata: per lui l’affettività e il sesso non sono mai stati mescolati con altri interessi, in pratica non ho mai visto ragazzi più onesti di lui. Forse ad alcuni dei ragazzi con cui è stato non ha detto che era stato anche con altri, questo può darsi, ma se è successo è il segno che con qui ragazzi non aveva un rapporto molto profondo

Project scrive: Ma tu per questo ragazzo hai messo da parte l’idea di avere una vita affettiva tua?

Paolo scrive: Sì, ma non mi è costato molto. Cioè, mi spiego, io con lui sono stato bene il periodo che siamo stati insieme, per me esisteva solo lui, e ancora adesso esiste solo lui, perché quando ci sentiamo c’è proprio un clima particolarissimo, e, guarda, non ci sentiamo mica soltanto per fare sesso, anzi, direi che fare sesso succede molto di rado, la maggior parte delle volte ci sentiamo per parlare e io mi sento totalmente a mio agio e penso che succeda anche a lui. Mi viene in mente che qualche volta ha avuto momenti di depressione e di scoraggiamento molto forte, questo è successo e mi ha anche preoccupato, ma è successo soprattutto qualche anno fa, adesso lo vedo più tranquillo, più razionale e non sono stato più veramente in ansia per lui, perché sono convinto che saprebbe cavarsela in qualsiasi situazione e anche che alla fine riuscirebbe frenare quella certa tendenza alla depressione che comunque un po’ ha.

Project scrive: Gli sei mai stato vicino nei suoi momenti di depressione?

Paolo scrive: Sì, certo

Project scrive: E con te, in quei momenti c’era dialogo?

Paolo scrive: Sì, c’era, con me non ha mai avuto forme di chiusura totale, l’ho visto piangere tante volte, ma non mi ha mai rifiutato, nemmeno nei momenti peggiori, io lo abbracciavo e gli dicevo che gli volevo bene e che per me era una persona fondamentale e piano piano si sentiva riconfortato, guarda, Project, con me c’è stato sempre un buon rapporto, io non ho mai avuto paura di perderlo veramente. Per me questo tipo di vita potrebbe anche andare bene, anzi, direi che va bene, ma io credo che lui si senta ancora parecchio sbandato, non so se riuscirà mai a costruirsi una storia stabile, perché non credo che per lui l’idea stessa di monogamia sia alla fine possibile. Lui mi chiede spesso che cosa penserebbe la gente se sapesse quali sono i suoi comportamenti sessuali, me lo chiede perché è come se avesse bisogno di degradarsi, di sentirsi addosso il disprezzo della gente e di poterlo sfidare. Ha sempre avuto l’idea di fare sesso trasgressivo, che poi, capiamoci bene, in quello che fa c’è ben poco di trasgressivo, ma è come se avesse bisogno di dire che lui del giudizio degli altri se ne infischia, cosa che, però alla fine è vera solo fino ad un certo punto

Project scrive: Tu hai accennato ad un’infanzia difficile

Paolo scrive: Sì, però preferisco tenere i discorsi troppo personali tra me e lui

Project scrive: E fai benissimo! Anzi penso che questa sia la base di un rapporto serio, perché il vostro lo è, c’è ben poco di standard, ma è un rapporto che va avanti da dieci anni e che se ha perso qualcosa nel tempo è solo il suo carattere standard, adesso è il vostro rapporto, senza riferimento a nessuno schema, e effettivamente funziona

Paolo scrive: C’è una cosa, Project, che mi lascia molto indeciso, cioè dando per scontato che io per lui continuerò ad esserci, che cosa posso fare per farlo stare meglio? Non so se cercare di essere più presente oppure se continuare a rimanere sullo sfondo. Certe volte ho paura che lui possa cercare di fare un bilancio della sua vita e possa sentirsi alla fine del tutto irrealizzato: con me ha un dialogo serio e fa un po’ di sesso, con altri ragazzi ha certamente una vita sessuale ma non credo che abbia un dialogo vero, alla fine gli manca un punto di riferimento vero, e non credo francamente che potrei essere io, noi siamo stati insieme per anni, all’inizio, ma poi la cosa non è andata avanti perché io sessualmente non ero certamente al culmine dei suoi desideri, e lo posso capire benissimo. Il sesso che vive con me ha un altro senso, è una forma di accettazione, di comunicazione senza riserve ma è evidente che tutto questo comunque non è abbastanza per lui. Sia ben chiaro, Project, lui non andrebbe con chiunque, ha bisogno di sentirsi a suo agio, i ragazzi coi quali ha rapporti sessuali, in fondo sono pochi e sono sempre gli stessi, lui di loro si fida abbastanza ma con loro non ha un dialogo veramente aperto, ha paura che se fosse se stesso al 100% lo metterebbero da parte

Project scrive: Vedi, Paolo, se tra voi, con gli anni, si è creato questo rapporto, che è particolarissimo ma che non crolla, vuol dire che è quello possibile, così le cose procedono e tutto sommato stanno bene a te e a lui, pensare a qualcosa di diverso, che però non è nato da sé in dieci anni, vuol dire comunque forzare le cose, e poi io credo che tra voi ci sia un modo serio di capirvi, quando tu dici che lui si fida di te, dici in sostanza che ti considera come un compagno nel senso più profondo del termine. Se con te ha fatto discorsi difficili che non ha fatto con altri, vuol dire che per lui tu sei veramente importante, sesso o non sesso e il fatto che tra voi il sesso sia un modo di manifestare un’accettazione reciproca senza riserve indica che il legame tra voi è molto importante, sesso o non sesso. Tu dici di questo ragazzo cose molto positive e devo dire che anche a me sembra una persona veramente notevole, cioè una persona da non perdere, perché penso che molto difficilmente potresti trovare con altri ragazzi forme di coinvolgimento analoghe a quelle che provi con lui. L’evoluzione delle cose nel tempo è imprevedibile, tu almeno formalmente non sei il suo ragazzo, sei il suo ex, ma allo stesso tempo sei il suo migliore amico e probabilmente manterrai questo ruolo nel tempo. Non so se lui avrà mai un ragazzo nel senso pieno della parola, cioè un ragazzo del quale potrà fidarsi al 100% e col quale potrà avere un dialogo aperto al 100% come fa con te, è possibile, anzi è probabile che questo non accada e quindi la tua posizione potrebbe diventare stabile. Ormai non siete più ragazzi, siete adulti e anche per questo adesso accettate la relazione che c’è tra voi, che è una relazione d’amore tipicamente adulta e non standard

Paolo scrive: Sì, in effetti potresti avere ragione, ma io continuo a pensare a lui, non per rimettermi insieme con lui ma perché vorrei che stesse bene, che fosse felice. Una volta, quando si era messo con un ragazzo che anche io conoscevo, avevo pensato che fosse veramente felice e tutto lo faceva pensare, i rapporti con me erano diventati più rari, senza sesso, ma non meno autentici e vedevo che era felice, poi la storia è finita e quel ragazzo si è allontanato in via definitiva e io ho pensato che fosse successo proprio dopo un discorso chiaro. In pratica quel ragazzo aveva voluto un mondo di bene al mio ex quando non lo conosceva veramente, quando poi lo ha conosciuto più da vicino non se l’è sentita di andare oltre e ha preferito allontanarsi. Project, io gli voglio bene, voglio che lui stia bene perché è l’unico ragazzo che mi ha preso sul serio a quel livello, stare con lui è una cosa che mi mette in crisi ma è una cosa che non cambierei per nulla al mondo, io non cerco un ragazzo, io voglio lui e basta, e poi, lui c’è, non è mai sparito, insomma non mi sono innamorato di un fantasma ma di un ragazzo vero e veramente speciale.

Project scrive: Sì, lo penso anche io!

Paolo scrive: Project, io adesso devo proprio andare a dormire perché domani lavoro e esco di casa alla sei. Ti lascio la mia mail [omissis], e se ti va possiamo approfondire il discorso.

Project scrive: Posso chiederti una cosa?

Paolo scrive: Dimmi.

Project scrive: Mi autorizzi a pubblicare questa mail?

Paolo scrive: Beh, non ci sono elementi riconoscibili, mi pare, se ce ne trovi puoi toglierli, e poi pubblicala pure, se pensi che possa servire a qualcuno.

Project scrive: Penso proprio di sì. Allora grazi e Buonanotte. A presto!

Paolo scrive: Notte Project e a presto!

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DIFFICILI AMORI GAY E SOLITUDINE

Ciao Project,

è un po’ di tempo che mi pongo alcune domande alle quali non so trovare una risposta. Non ho un ragazzo e non ne cerco più uno ormai da anni, ma ho avuto un ragazzo, l’unico della mia vita. Ora a 45 anni, ormai dopo anni da quando ci siamo lasciati, continuo a pensare a lui. Ancora mi chiama al telefono di tanto in tanto e ho l’impressione che non stia bene. Prima si focalizzava sulla ricerca di un ragazzo e sul sesso. Ha tenuto anche comportamenti a rischio che sembra non abbiano provocato conseguenze, è stata una fase veramente convulsa, ma alla fine è rimasto solo. Io temo che possa scivolare nella depressione o peggio che ci sia già scivolato. Fare un discorso serio con lui è difficile, è aggressivo, nevrotico, reagisce a scatti, eppure tra noi qualcosa è rimasto. Continuo a pensare a lui spessissimo, quando non lo sento per un periodo più lungo mi prende un’ansia tremenda, ma alla fine mi chiama e allora per un po’ mi sento più tranquillo. Lui non è più il mio ragazzo e forse non lo è mai stato ma penso che non sia mai stato il ragazzo di nessuno, penso che nessuno sia stato capace di farlo stare veramente bene. Di me si fida, con me parla chiaro, non ha paura di mostrare le sue debolezze perché sa che non lo lascerò solo. Tempo fa ero anche io sicuro del fatto che non lo avrei mai lasciato solo e che avrei potuto spendere la mia vita per lui, poi anno dopo anno questa certezza ha cominciato a vacillare. Gli voglio bene e se potessi vivere per lui e con lui mi sentirei realizzato, almeno questo ancora lo penso, ma proprio il passare del tempo mi ha fatto capire che non staremo mai insieme, che lui continuerà a sognare cose e persone che non esistono e io sarò sempre e soltanto una valvola di sfogo nel momenti peggiori. Un ruolo di questo genere mi va stretto, però alla fine lo accetterei, come l’ho sempre accettato, ma prima pensavo, cioè speravo, che potesse servire a qualcosa, pensavo cioè di essere una medicina che serve a superare la malattia, ma mi sto rendendo conto che servo solo ad alleviare il dolore, ma non posso cambiare nulla di sostanziale. Mi prende una specie di scoramento perché vedo che gli anni passano e non solo le cose non migliorano, ma vanno sempre peggio, che lui è sempre più solo, che ogni tanto comincia a sentirsi abbandonato anche da me e che il nostro rapporto tende a diventare sempre più tenue, come se stesse proprio svanendo e questo mi fa paura. Io ho trovato un mio equilibrio, soprattutto perché lavoro, lui non ha un lavoro stabile e si adatta a fare di tutto per sbarcare il lunario ma è come se ormai avesse smesso di avere fiducia nel futuro. Io gli voglio bene, sono terrorizzato dall’idea che lui possa pensare che voglio fare una buona azione standogli vicino. Lui per me, nonostante i mille dubbi, è ancora una persona fondamentale, ma io per lui credo di essere molto meno, qualcosa più di zero, questo è vero, ma comunque qualcuno che non potrà cambiare la sua vita. Se mi chiedo, oggi come oggi, che cosa sarei disposto a fare per lui, mi rispondo che in fondo sarei disposto a fare ben poco, perché quello che io vorrei non è quello che vuole lui, e questa cosa non cambierà. Penso che più che un incontro di persone il nostro sia un incontro di due sogni, io ho incarnato il mio sogno in lui, anche se lui forse non ha niente a che vedere col mio sogno e lui ha incarnato in me alcune sue aspettative alle quali faccio di tutto per corrispondere, ma questa non è una storia d’amore. Quando lo vedo adesso, con qualche capello bianco, con un po’ di pancia, con il suo aspetto trascurato, penso che non è nemmeno l’ombra del bel ragazzo che è stato ma alla fine anche io sono parecchio decaduto, un uomo di mezza età che nella vita non ha realizzato nulla di serio e soprattutto nulla di suo, che si è innamorato di un ragazzo ma non è riuscito a tirarlo fuori dal pozzo della malinconia. Non so se questa è la cronaca di un fallimento,  Project, ma qualche volta mi sento proprio smarrito. In fondo ciascuno di noi è ingannato dai suoi stessi sogni e finisce per perdere il contatto con la realtà, ma questa non è una consolazione. Io non sono abbastanza per lui, non sono il suo tipo, me lo ha sempre detto, mi ha anche detto che mi vuole bene, ma vuole essere libero, randagio, solo, è come se avesse una smania di mettersi nei guai. Sai perché ti scrivo, Project? È presto detto: lui non mi chiama da 15 giorni e io comincio a stare malamente in ansia, continuo a pensare a lui e ho bisogno di sfogarmi, ma quando dico che penso a lui intendo dire che penso a lui con preoccupazione, perché so che non sta bene. Project, certe volte non ce la faccio proprio più ad andare avanti, ho sempre paura che possa accadergli qualcosa, che gli prendano momenti di malinconia profonda e che perda il controllo di se stesso. E io, che gli ho sempre detto che gli voglio bene, che cosa faccio? Dovrei darmi da fare per lui in concreto, ma non so come e allora lascio che il tempo passi e non faccio nulla e così scivolo anche io nel pozzo della depressione. Solo una sua telefonata mi potrebbe tranquillizzare, ma quella telefonata non arriva perché lui è perso in chissà quali malinconie o in chissà quali speranze irrealistiche, irrealistiche come le mie. È amore questo, Project? Certo è una cosa che mi lacera internamente. Ti lascio, poi, se vuoi, mandami due righe.

Paolo72

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UNA COPPIA GAY CON UN AMICO SPECIALE

Ciao Project,

volevo raccontanti in breve la mia storia più recente, che è cominciata  in sordina ma che sta diventando la struttura portante della mia vita.

Ho 41 anni, quindi non sono più un ragazzo da un pezzo, ho avuto le mie storie, specialmente tra i 20 e i 30 anni, poi sotto il profilo sessuale sono entrato in una specie di limbo, mi sono dedicato soprattutto al lavoro e in pratica ho messo in stand by la mia vita affettiva-sessuale. Incontravo i miei amici, passavo le serate con loro e stavo bene ma l’idea di trovarmi un ragazzo l’avevo messa da parte. Il mio lavoro, che mi piace molto, mi coinvolgeva e occupava quasi tutto il mio tempo, il tempo rimasto lo dedicavo agli amici, questa condizione, diciamo così di sospensione della vita affettiva è andata avanti per diversi anni, direi quasi fino ai 38, poi ho incontrato Stefano, un ragazzo che ne aveva allora 25 anni, io ne avevo 39. Con Stefano è cominciato qualcosa di nuovo e di inaspettato, che all’inizio ho faticato molto a definire. Non era la classica storia d’amore, anche se lui è veramente un bel ragazzo. Lui ha la sua vita affettiva e sessuale, ha un ragazzo fisso e non lo lascerebbe certo per me. D’altra parte io non l’ho mai considerato come un possibile fidanzato e per la verità di fantasie sessuali su di lui ne ho avute ben poche, cioè è successo specialmente nei primissimi tempi, quando tendevo a inquadrare la relazione come una classica relazione di coppia, poi, man mano che mi sono reso conto che le cose non stavano così, sono sparite anche le fantasie sessuali. Stefano mi chiama più o meno una volta alla settimana, io gli mando un sms molto intenso nei giorni di festa o in risposta a sms mandatimi da lui. Non parliamo spesso ma tra noi si è creato un rapporto speciale che non riesco a definire, stiamo bene insieme, si creano dei momenti molto intensi ma lui sta col suo ragazzo e da quello che vedo per lui il suo ragazzo è veramente essenziale, me ne parla spesso ma non da innamorato da operetta, ne parla con rispetto, con stima, è evidente che si vogliono bene e che tra loro c’è una comunicazione seria, ma il suo ragazzo ha 21 anni e io ne ho 20 di più e questo fa la differenza, almeno è quello che io penso. Io penso che Stefano tenda a non caricare troppo il suo ragazzo parlandogli dei suoi problemi, in qualche modo lui sente di avere una funzione protettiva rispetto al suo ragazzo, tende a rassicurarlo. Ha parlato di me al suo ragazzo e ha insistito perché ci incontrassimo tutti e tre, cosa che è successa. Loro si scambiavano tenerezze davanti a me e la cosa non solo non mi turbava minimamente ma mi sembrava molto bella. Adesso il suo ragazzo, ogni tanto, mi telefona, soprattutto per sapere se Stefano è da me, io penso che si sia reso conto che non ha nulla da temere, e d’altra parte mettere in crisi la storia d’amore di un ragazzo di 21 anni che, tra l’altro, è la felicità di Stefano, sarebbe veramente una cosa squallida. Ma torniamo a Stefano. Ormai do per scontata la sua presenza, penso che sarà una costante della mia vita e già ora è un punto di riferimento fondamentale. Mi sono chiesto mille volte e continuo a chiedermi ogni giorno se la mia presenza possa in qualche modo danneggiare Stefano o il rapporto con suo ragazzo, perché potrei anche essere un elemento dirompente, però vedo che né Stefano né il suo ragazzo mi avvertono come un pericolo, il rapporto tra noi è assolutamente tranquillo, non credo affatto che il ragazzo di Stefano reciti con me fingendo simpatia per compiacere Stefano, lo vedo proprio sereno e a suo agio. D’altra parte io cerco di invadere il campo il meno possibile. Qualche tempo fa non sono stato bene e ho percepito nettamente la presenza sia di Stefano che del suo ragazzo. Sono venuti a trovarmi più volte, mi hanno telefonato entrambi più volte. Credimi, Project, certe volte non so proprio che cosa fare e cerco di mettermi da parte, di lasciare loro la massima libertà, anche, qualche volta, di non farmi trovare. Certe volte vorrei uscire da questo tipo di rapporto che per certi versi mi sembra strano ma poi non lo faccio perché mi rendo conto che non mi permettono di allontanarmi, che in qualche modo alla mia presenza ci tengono, che la ricercano. Mi sento quasi caricato di una responsabilità e non solo nei confronti di Stefano. Non posso negare che tutto questo sia per me anche profondamente gratificante, perché la mia vita affettiva gira ora completamente intorno a questi due ragazzi e mi sento finalmente vivo. Mi colpisce il fatto che tutto questo non abbia per me implicazioni sessuali e che io mi aspetti al massimo la prosecuzione delle cose così come sono adesso, cosa che però considero veramente importante. Non so se preferirei una normale relazione di coppia comprese le implicazioni sessuali, in fondo quella è solo un’ipotesi, mentre la presenza di Stefano e del suo ragazzo è una realtà e comporta un coinvolgimento affettivo molto forte e reciproco. Stefano mi considera “solo” un amico ma nel dire “solo” vuole specificare che la sua scelta di un compagno l’ha già fatta e resterà quella, ma ci sono altri livelli di implicazione nei quali una “semplice” amicizia può avere un peso enorme nel determinante l’equilibrio interiore di un individuo. Ti confesso, Project, che ho molta paura di poter fare danni che magari potrebbero manifestarsi a distanza di anni. So bene che tutto quello che va in qualche modo fuori schema presenta dei rischi , vorrei solo che tutto questo non si trasformasse col tempo da una bellissima relazione in un motivo di incomprensione e di risentimento. Al momento non c’è niente di simile e proprio per esorcizzare questa eventualità sto cercando di mettermi gradualmente da parte. Che ne pensi, Project? Ovviamente, se vuoi, puoi pubblicare la mia mail.

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AMORE GAY NON ESCLUSIVO

Ciao Project, ho visto che nel forum ci sono parecchi post dedicati agli ex e che non è molto raro che anche dopo la fine del rapporto di coppia si mantengano dei contatti importanti con il proprio ex, ed è quello che è capitato anche a me. Sono un quarantenne che nel corso della sua vita è stato con un solo ragazzo, più giovane di 11 anni. Ho voluto bene al mio ragazzo e ho anche sentito il suo affetto verso di me, penso sia stata per entrambi un’esperienza fondamentale. Io ero molto inibito e sostanzialmente incapace di capire il valore della sessualità vissuta in coppia, lui era molto più sciolto sessualmente ma tendeva a dare poco valore all’affettività, che per me è sempre stata fondamentale. Le nostre differenti visioni dei rapporti di coppia, inizialmente hanno creato qualche problema, ma poi, col passare degli anni, le nostre posizioni si sono sempre più avvicinate. In teoria tutto lasciava pensare che il nostro rapporto potesse continuare in modo tranquillo indefinitamente, ma non è accaduto così. In fondo i miei complessi erano ancora lì in buona parte e lui continuava ad avere resistenze a capire il fatto che per me volergli bene non era solo una questione di sesso. In fondo anche per lui non era una questione di sesso. Certe volte io non arrivavo a capire quanto lui avesse bisogno di un contatto sessuale e mi mettevo a parlare di cose molto teoriche e anche stupide, invece di mettermi veramente in sintonia con lui, lui si sentiva non capito, trascurato, io lo vedevo cambiare di umore e non capivo il perché. Quando aveva bisogno di sesso, nonostante la sua disinvoltura sessuale, non lo diceva sempre esplicitamente, anche perché sapeva che su quel terreno io ero spesso un po’ restio a seguirlo, sembra paradossale ma è così. Per un po’ le cose sono andare avanti così, poi mi ha detto chiaramente che mi voleva bene ma che lui aveva bisogno anche di altro. Sul momento ci sono rimasto male, poi mi è venuto in mente che lui è tanto più giovane di me e che forse il motivo di fondo è proprio quello. Gli ho detto che lo capivo benissimo e che non ci sarei rimasto male e l’ho anche incoraggiato a trovarsi un altro ragazzo. Quando poi lo ha trovato realmente sono andato in crisi, mi sentivo solo, in un certo senso sapevo che avevo fatto la cosa giusta ma la sua presenza mi mancava moltissimo. Lui aveva il suo ragazzo e stava anche bene con lui, almeno così sembrava, ma non mi ha abbandonato per questo. Quando parlavamo lo sentivo più sereno, meno nevrotico, e questo mi faceva stare bene. Io non lo chiamavo mai perché lui si sentisse libero, lui invece si faceva sentire, parlavamo abbastanza spesso su skype. Le nostre conversazioni non erano più quelle di due innamorati, ormai quella dimensione l’avevamo superata, ma erano comunque conversazioni di due persone che si stimano e che non vogliono perdersi e francamente non mi sembrava che il nostro rapporto avesse meno valore di prima, anche se forse per lui non era esattamente così. Ho conosciuto il suo ragazzo, che sapeva che lui era stato prima con me, e sono rimasto molto bene impressionato, era un ragazzo molto serio e gli voleva bene. La storia con questo nuovo ragazzo è andata avanti per quattro anni, poi è successa con lui una cosa simile a quella che era successa con me, non stavano più insieme ma continuavano a vedersi e penso anche a volersi bene. Un giorno viene da me, mi dice che vuole fare sesso con me ma aggiunge subito che è appena stato con l’altro suo ex. Io sono parecchio perplesso, gli dico che ci possono essere dei rischi per le malattie, lui mi dice: “Stiamo solo a letto insieme e tu mi abbracci… ok?” E abbiamo fatto così. Mi ha detto che l’altro suo ex sapeva che lui sarebbe venuto da me e non ha avuto problemi. Abbiamo parlato moltissimo. È stata una delle più belle nottate che ho passato con lui. È una storia di coppia la mia? Tecnicamente no, però, per quanto sia una cosa anomala, è comunque un modo di volersi bene. Lo dico con piena consapevolezza perché vedo che nessuno di noi tre, oggi come oggi, si sente a disagio per la nostra storia. Sappiamo tutti come stanno le cose e accettiamo la situazione senza problemi. Certo non è la storia di Cenerentola e del principe azzurro e, vista da fuori, può sembrare strana. Lui ama me ma anche il suo secondo ex, noi siamo stati abituati a pensare che i rapporti affettivi e più ancora quelli sessuali debbano essere esclusivi, che la fedeltà sia una virtù e che il tradimento sia una colpa grave, ma qui non c’è nessun tradimento, sappiamo tutti come stanno le cose. Non posso certamente dire di amare di meno il mio ragazzo perché lui sta anche con un altro, che poi è uno che gli vuole bene veramente. Perché dovrebbe rinunciare o a me o a lui? Francamente mi sentirei a disagio se il mio ex si dimenticasse veramente di me, ma se ha bisogno anche di un altro rapporto affettivo-sessuale, beh, non vedo perché ne debba fare a meno. Non mi sta imbrogliando, è tutto alla luce del sole e sono cose molto serie che possono avere un impatto importante sulla sua vita. Siamo proprio mosche bianche, Project? Ti è mai capitato di vedere situazioni simili? Mi piacerebbe conoscere il tuo parere e anche poter confrontare le mie esperienze con quelle di persone che hanno vissuto situazioni simili.

Peter

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RELAZIONI GAY IMPREVEDIBILI

Ciao Project,
ho quasi 70 anni e ancora mi piace leggere il tuo forum. Mi serve per sentirmi ancora vivo e in contatto con il mondo del dopo di noi. Alla mia età, posso dire di avere imparato tante cose e soprattutto una, cioè che il nostro tempo è breve e non dobbiamo sprecarlo correndo dietro a cose più o meno assurde, l’unica cosa che dà un senso alla vita è cercare di fare stare meglio altre persone. Per un gay, ovviamente, è fondamentale avere una funzione positiva rispetto ad altri gay, dar loro una mano, mettersi a disposizione. Ovviamente c’è un tempo per tutte le cose e quelli della nostra età, se non vogliono finire nel ridicolo, devono capire che il loro ruolo non è di entrare in competizione con i giovani, ma di facilitare la strada dei giovani, attraverso dei comportamenti adeguati: prima di tutto evitando di giudicare, poi dicendo sempre la verità e sapendo stare al proprio posto. Innamorarsi di un ragazzo è una cosa, e va bene per i giovani, ma voler bene a un ragazzo è possibile a tutte le età. L’ho visto nella mia personale esperienza: bisogna seminare qualcosa di buono, senza pensare di vedere i risultati. Probabilmente i risultati ci saranno anche se forse non li vedremo. E poi, ho imparato un’altra cosa, i ragazzi, tutti i ragazzi e quelli gay in particolare, sentono forte il bisogno di avere intorno un clima di tipo familiare, ma non nel senso di divieti, di consigli o di giudizi, ma nel senso di presenze non giudicanti, di affetti anche semplici ma incondizionati. Project, io sono più vecchio di te e di malinconie per la testa ne ho proprio tante, perché adesso che comincio a capire appena un po’ come funzionano le cose, mi accorgo che sto arrivando alla fine del mio tempo e penso che tutta l’esperienza che ho accumulato potrebbe non servire a nulla, però, Project, anche se sono vecchio, mi sento sereno, perché io ho i miei affetti e mi sento corrisposto, ci sono dei ragazzi che mi vogliono bene, sono due ragazzi gay (una coppia) che ho conosciuto del tutto casualmente, hanno più o meno 30 anni, e tra noi si è creato un bellissimo rapporto. Ovviamente non devo essere troppo presente perché sarei invasivo, ci sentiamo tutte le settimane e più o meno tutte le settimane andiamo insieme a prendere una pizza, in pratica mi hanno adottato. Sto bene con loro, mi sento in famiglia, un po’ come un papà che è rimasto vedovo e che cerca di andare avanti da solo come può, ma ha due figli che gli vogliono bene. Non avrei mai immaginato che in vecchiaia avrei potuto vivere un’esperienza simile, ma ti assicuro che sono cose che riempiono la vita, che le danno senso e rendono anche la vecchiaia una cosa accettabile. Avevo letto sul tuo forum di un signore della nostra generazione che si era trovato in una situazione in un certo senso simile alla mia (ma non sono stato capace di ritrovare quel post), lui parlava di rapporti simili ai rapporti familiari che possono crearsi in modo del tutto inatteso e che, magari in tono minore, possono creare qualcosa di simile a una vera famiglia, perché creano una solidarietà. Certo che, magari, in una famiglia tra genitori e figli c’è un mutuo sostegno reciproco (e forse tante volte non c’è nemmeno quello) perché le età dei genitori e dei figli sono meno lontane, però in effetti io coi miei ragazzi (li chiamo così) ho proprio un bel rapporto: si preoccupano di me non solo per le mie necessità, diciamo così, quotidiane, come fare la spesa o andare a ritirare la pensione, ma mi chiamano anche senza un motivo specifico, per il solo piacere di parlare un po’ con me, almeno io la vedo così. Di una cosa sola ho paura e cioè della possibilità di perdere la mia autonomia personale e di praticamente “costringere” (non per mia volontà, ma per necessità di fatto) questi ragazzi a prendersi cura di me, io penso che lo farebbero, ma per loro sarebbe un vincolo molto pesante. Comunque, cerco di non pensarci e di stare bene con loro come se avessi la loro età. Mi dispiace dovermene andare da questo mondo proprio adesso che cominciavo a starci bene: ho mille acciacchi anche pesanti, dell’età, certe volte fisicamente sto proprio a terra e non so che cosa aspettarmi dal futuro, neppure a breve termine, ma ho anche degli affetti veri, del tutto inattesi, non ridivento giovane per questo e i miei malanni me li devo tenere, ma non mi sento solo, ed è moltissimo, so che loro ci sono e che staranno vicino a me fino alla fine, e poi, quando vedo che stanno bene insieme, che sono sereni, che progettano il futuro… beh… mi sento profondamente confortato. Insomma, nella vita accadono cose strane e imprevedibili, che qualche volta ti cambiano la vita in meglio, anche quando non te lo aspetteresti più. Beh, ti saluto, Project, anche da vecchi si può stare bene, almeno a livello affettivo, quando non si resta veramente soli.
Giacomo da Bologna.

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LA VERA FINE DI UNA RELAZIONE GAY

Caro Project,
oggi giornata strana, ho risentito il mio ex dopo 15 giorni, è la prima volta che provo la sensazione chiara che tra noi sia finito tutto. Siamo stati insieme per anni con alterne vicende, poi lui si è trovato un altro, cosa che io mi aspettavo e che non mi ha sconvolto, ma tra noi era rimasto un rapporto di amicizia vera molto importante, ci si sentiva spesso e proprio per questo io non ho sentito il peso del distacco, direi che siamo andati avanti così per circa sei anni, lui col nuovo ragazzo, con tutte le vicende del rapporto in corso, io sempre solo, ma tra noi c’era comunque qualcosa di importante. Stamattina mi chiama… beh la sensazione di imbarazzo è stata molto forte, alla fine ci siamo salutati rapidamente, come se lui avesse fretta di chiudere. Abbiamo parlato solo di cose scontate, mentre altre volte restavamo a parlare molto tempo e alla fine rimaneva la sensazione che esistesse veramente una fiducia reciproca. Oggi posso dire che i nostri rapporti sono al capolinea. Fine del viaggio. Il viaggio non finisce quando lui se ne trova un altro ma quando io non conto più nulla per lui. All’inizio sembra che quel momento non arriverà mai, ma poi inesorabilmente arriva e allora ti chiedi a che cosa è servita tutta la nostra storia, che non è stata affatto una cosa banale ed è durata tanti anni. Ormai la nostra storia appartiene al passato, cioè non esiste più. Che cosa me ne resta? Non lo so, sto rimuovendo anche il ricordo. Mi resta forse l’idea che la solitudine è l’unica realtà stabile della vita e che gli amori e le amicizie sono solo particolari modi di non capirsi veramente, o forse tanti anni fa eravamo diversi, ma poi il tempo passa e spazza via anche i ricordi che sembravano più sacri. Domani è un altro giorno. In altri tempi io stesso mi esaltavo davanti alla mia storia d’amore, perché era una storia d’amore, o almeno sembrava tale. Chissà poi che cosa è l’amore. Poi si è persa la componente sessuale e mi dicevo che però c’era rimasto l’essenziale, cioè il volersi bene, ma piano piano si è perso anche quello e adesso mi resta un ricordo sempre più sbiadito di un altro me stesso che ha vissuto un’altra vita in un’altra epoca, ma è come se leggessi un libro, tutto questo non mi appartiene più, non mi apparterrà più e piano piano ne svanirà anche il ricordo. Dopo di lui, non ho avuto altre storie che coinvolgessero il sesso, e anche sotto il profilo del volersi bene non è stata mai più la stessa cosa. Con lui ero convinto, almeno all’inizio, di aver trovato il compagno ideale e per un po’ è stato così, sentivo di essere importante, poi è cominciato un lentissimo ridimensionamento. Non ci sono mai state crisi tra noi, soltanto un lento perdersi, quasi impercettibile, giorno dopo giorno. Oggi non sono sconvolto, ho quasi preso coscienza dell’inevitabilità di tutto questo meccanismo e mi sento protetto, si potrebbe dire vaccinato, per l’avvenire: niente più storie d’amore… Non sono ancora vecchio anche se ho passato i 40, tanta gente crede che a 40 anni la vita sia tutta da vivere ma uno come me non può riuscire ad illudersi due volte. Ho avuto qualche occasione, ma il mio cervello andava immediatamente alla ricerca dei punti critici, delle debolezze, individuava le cose che non mi piacevano del mio potenziale compagno. Una frase fuori posto, una rivendicazione di troppo potevano bastare per mettermi in guardia. Mi dicevo: “Che stai facendo? Ti stai illudendo un’altra volta?” E tanto bastava per smettere di volare e per cercare di tenermi ben stretto alla terra. Davanti a me ho il vuoto, la prospettiva di una vita senza affetti forti, l’alternativa sarebbe illudersi, ma anche quella non è una bella prospettiva, ci resta la terza via, cioè i rapporti meno importanti e più disimpegnati. Il mio programma è solo quello di non avere nessun programma.

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