DONNE E OMOSESSUALITA’ MASCHILE – A PROPOSITO DI MARIA DI FRANCIA

Il brano che segue del trattato di André Raffalovich su “Uranismo e Unisessualità” parte da una citazione dai lais di Maria di Francia e da qui passa ad analizzare la posizione delle donne di fronte all’unisessualità maschile, non senza qualche punta di misoginia. La seconda parte del testo è dedicata al tema dell’educazione degli omosessuali, che per Raffalovich deve essere educazione alla castità e all’autocontrollo, perché secondo lui “la realizzazione dei loro desideri non è di questo mondo”. In sostanza l’unica scelta possibile per un omosessuale è la sublimazione della sessualità. Ma lasciamo la parola a Raffalovich.
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Maria di Francia (seconda metà del XII secolo) ha probabilmente scritto in Inghilterra. Fu celebre; i suoi lais sono dedicati a un re, probabilmente a Enrico II d’Inghilterra.(1)
La biblioteca dell’università di Upsala possiede la traduzione di diversi lais di Maria di Francia, compreso il Lanval a partire dal verso 150, cioè compreso il brano che ho citato e quello che citerò. Questa traduzione fu fatta per ordine del re Hakon (1217-1263).
Ecco il brano ingenuo e istruttivo:

“Signora”, disse lui, “lasciatemi stare!
Io non mi curo di amarvi.
A lungo ho servito il re
Non voglio smentire la mia fedeltà.
Né per voi né per il vostro amore,
Farò un torto al mio signore”.
La regina se ne corrucciò,
si adirò, e così inveì:
“Lanval”, disse lei, “lo credo bene:
Voi non amate quel piacere;
Mi hanno detto spesso
Che non avete il gusto delle donne.
Avete valletti ben allevati:
E vi divertite insieme con loro.
Villano codardo, malvagio sleale,
È proprio in una brutta condizione il mio re
Che vi ha tollerato accanto a lui;
Per quanto ne so, che Dio mi perda!”.
Quando lui udì ciò, ne fu molto addolorato;
ma nel rispondere non fu certo lento.
E per collera disse cose
di cui si pentì spesso.
“Signora”, disse lui, “in quel mestiere
non saprei nemmeno che cosa fare.”(2)

Si rimprovera anche spesso alle donne di oggi (rimprovero che faccio anche io) di leggere tutti i dettagli di un processo come quello di Oscar Wlde,(3) e questo rimprovero è abbastanza fondato. È facile per una donna cadere nella mania di sospetti, intravedere ovunque tendenze o atti unisessuali, mormorare, ascoltare le calunnie, perseguitare. Non è una cosa rara.

Il signor Chevalier proibisce alla donne la lettura del suo libro sull’inversione sessuale. La sua proibizione deriva da un sentimento naturale: non si vorrebbe falsare o eccitare l’immaginazione delle donne, ma comunque esse non sono tanto ignoranti come le si crede, e hanno ancora più bisogno di istruirsi e di capire una questione che le tocca così da vicino, che di conservare un’ignoranza poco duratura, fragile, pericolosa, per il mondo così com’è. Il matrimonio, la maternità, l’educazione dei figli, i doveri di famiglia, mettono molto le donne in rapporto con l’unisessualità e con l’inversione degli uomini. Oggi come oggi, ne conoscono per la maggior parte solo gli scandali, i pettegolezzi (come la Sconosciuta delle lettere di Mérimée), e hanno veramente poche conversazioni(4) così istruttive come quelle di M.lle de Lespinasse col dottore, e pochissime hanno guide così illuminate come il Diderot di M.lle Voland.

In epoca classica le donne sapevano che bisognava proteggere l’infanzia e la prima adolescenza e ammiravano la virtù del precettore che, a tavola, dichiarava il suo orrore verso la pederastia.

Nel medioevo, non erano così virtuose come lasciano credere Maria di Francia e tutte le signore che amavano i suoi Lais.

Nei secoli seguenti avevano certo a loro disposizione, nella vita e nella letteratura, tutto il necessario per imparare l’importanza dell’unisessualità.

Sarebbe interessante saper quando per una donna divenne cosa virtuosa e di buon gusto ignorare l’unisessualità. Oggi, mentre ritorniamo esteriormente alla libertà e alla licenza dei tempi passati, questa regola diventa meno severa, meno potente.

La questione è delicata e complicata. Sarei portato facilmente a credere che sia necessario risalire al punto in cui la letteratura di democratizzò al punto da contare le donne tra le sue lettrici indispensabili e ausiliarie. Non posso precisare questo momento, ma dovette presentarsi in questo ultimo secolo. Divenne allora di moda sopprimere tutto quello poteva scioccare il pudore delle donne come l’uomo credeva che esso dovesse essere.

Si potrebbe arrivare a fissare questo momento dopo qualche mese di ricerche. Quando hanno cominciato i romanzieri a rivolgersi alla loro lettrici? Sterne dice Sir or Madam. È vero che non ometteva certo un’allusione all’unisessualità, quando voleva. Smollett è l’ultimo romanziere inglese(5) (non l’ultimo americano) che descrive senza reticenze e come un galantuomo un episodio di sodomia. Non dico certo che l’inversione non esiste nel romanzo inglese contemporaneo, ma ci si ritrova malaticcia, mistificatrice, prudente e dà un’impressione peggiore della saggezza dei lettori e degli autori. Lascio ad altri il compito di rintracciare il momento storco della nascita di questo pudore delle donne, e mi accontenterò di fare notare che se le donne continuano ad allevare i loro figli dovranno di buono o di mal grado, imparare il senso dell’inversione, i suoi pericoli e la sua morale.

L’educazione degli invertiti di nascita non è stata ancora affrontata. Noi ignoriamo stranamente gli indici di unisessualità tra i bambini. L’unisessualità aumenta e aumenterà. Non possiamo affatto guarire gli invertiti. L’ipnosi non è convincente e il matrimonio è il peggiore dei rimedi, perché sacrifica la tranquillità e la salute dei figli alla guarigione inverosimile del padre e alla sua riabilitazione problematica. Ci sono troppi invertiti e pervertiti mariti e padri e ipocriti perché il matrimonio oggi come oggi salva l’onore di un omosessuale.

L’educazione dell’uranista è un dovere e diventerà ben presto una necessità. Se ci applichiamo a scoprire l’uranista bambino, a perfezionarlo e a migliorarlo, se gli facilitiamo la continenza, la castità, la serietà, i doveri, ci troveremo di fronte ad una nuova categoria di persone, adatta al celibato, al lavoro, alla religione (dato che la realizzazione dei loro desideri non è di questo mondo).

Come il medico ideale di Platone, saranno di complessione abbastanza fragile per comprendere i mali dei loro simili e di volontà abbastanza forte per rendersi utili.

La castità di certi grandi uomini, qualsiasi ne sia la causa, ha grandemente contribuito alla civiltà. Lo studio e il perseguimento dell’educazione degli uranisti avrebbe risultati immediati. Non solo si potrebbero migliorare molti piccoli esseri che ora sono stati già generati o che vagiscono nelle loro culle, ma si imparerebbero molte cose che non sappiamo.

La cause dell’uranismo (parlo delle cause prime) sono probabilmente altrettanto misteriose di quelle della differenza dei sessi; non sono probabilmente nelle possibilità della scienza di cui disponiamo, ma potremmo arrivare a conoscerne il meccanismo, le ascendenze, l’ereditarietà.

Solo le donne non potrebbero impiegare mezzi meravigliosi o ricette ciarlatanesche. E soprattutto dovranno farsi convincere che l’inversione non è il peccato irremissibile, il peccato vergognoso per eccellenza che la donna non può perdonare. Quanto ai padri di famiglia, hanno ancora di più da imparare: al giorno d’oggi la posizione logica del padre di famiglia non è sostenibile. L’unisessualità fiorisce nei collegi, è un peccato nascosto e perdonato. Dopo il collegio è un crimine. I genitori hanno bisogno di un’educazione così come i figli.

Rinvio a più tardi uno sguardo sull’universalità della unisessualità per non rinviare la classificazione delle diverse sessualità congenite e acquisite, classificazione che aiuterà a comprendere non solo gli invertiti di oggi ma anche quelli della storia e della geografia.

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(1) Denis Pyramus, nella sua introduzione alla vita di sant’Edmond dice a proposito di “dame Marie” e dei suoi lais:

Ed ella ne riceve molte lodi
E la sua poesia è amata dovunque;
Perché molto la amano, e l’hanno molto cara
Conti, baroni e cavalieri
E ne amano molto lo scritto
E lo fanno leggere, ne provano piacere
E lo fanno spesso trascrivere.
I Lamenti solevano piacere alla dame;
Con gioia li ascoltano di buon grado
Perché sono secondo la loro volontà.

(2) Rinvio ai Lais di Maria di Francia, editi da Karl Warnke, Halle, 1885. Terzo volume della Bibliotheca Normannica (Herausgegeben von H. Suchier)

(3) Un processo che le donne inglesi non hanno affatto trascurato di leggere, anche quelle che non leggerebbero un romanzo francese senza essere rassicurate che non contiene niente di spiacevole o di volgare, eufemismi delle donne di buona famiglia che non trovano femminile dire indecente, scioccante o sconveniente. Le donne che non l’hanno letto se ne sono astenute perché un uomo ha chiesto loro di non leggerlo o perché avevano per principio di non leggere processi sessuali; ma anche queste hanno potuto soccombere alla magia della notorietà.

(4) Veramente poche, in rapporto alle altre così numerose; ma alcune donne di valore che che hanno conosciuto da vicino e amato uno o più invertiti, tentano di comprendere la questione e di giudicarla dall’alto.

(5) I romanzieri francesi contemporanei non sono così dissimulatori e ipocriti come gli inglesi quando si tratta di unisessualità maschile. Lo si potrà giudicare dalla seguente lista di francesi che se ne sono serviti, lista che sarebbe più lunga se non mi limitassi a citare solamente quelli che io ho letto personalmente: Balzac, Catulle Mendès (soprattutto in “La Maison del vieille”, ammirevoli e realistici quadri della vita unisessuale).René Maizeroy (“Le Boulet”, ecc.) Paul Margueritte (“Tous quatre”), Octave Mirbeau, Jean Richepin, Jean Ajalbert, Huysmans, Péladan, Paul Adam, Henri d’Argis, Georges de Lys, Maurice Montégut, Alexis Bouvier, Oscar Méténier, M. Leblanc, Paul Bourget, Georges Bonnamour, Gaston Méry, Paul Bonnetain, Abel Hermant, Beysson, Rachilde,Maurice Barrès, Jean Lorrain, Emile Goudeau, Pierre Loti, Lucien Descaves, Emile Zola, Léon Cladel, G. Darien, Jules Renard e per venire ai morti, J. Méry (“Monsieur Auguste”), Gautier, Flaubert, Jean Lombard (“L’Agonie”), Dumas padre.
Malgrado delle deplorevoli deviazioni, l’attitudine degli autori francesi è più manly, più maschile di quella degli autori inglesi.
È interessante vedere che Tolstoj nella “Sonata a Kreutzer”, e Grimmelshausen nel grande romanzo tedesco del diciassettesimo secolo (simplicius simplicissimus) fanno dire al loro eroe che lui non è sodomita come tanti altri.
L’eroe di Tolstoj era convinto che la sua moralità fosse irreprensibile:
“L’idea che avevo della mia moralità proveniva dal fatto che nella mia famiglia non si conoscevano affatto queste dissolutezze speciali così ben conosciute nei nostri ambienti di gentiluomini proprietari terrieri e anche dal fatto che né mio padre né mia madre si ingannavano a vicenda… Non ero seduttore e non avevo gusti contro natura.”
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Se volete, potete partecipare alla discussione su questo post aperta nel Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=16&t=5664

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