Annali dell’Omosessualità di André Raffalovich – Parte 2: L’educazione inglese e l’omosessualità

Nel presentare la seconda parte degli Annali dell’Omosessualità di André Raffalovich, sento la necessità di fare una premessa. Si è detto da più parti che la sua conversione al Cattolicesimo ha profondamente mutato il suo modo di vedere l’omosessualità, ma bisogna riconoscere che molte delle posizioni di Raffalovich erano, fin dall’origine, di impianto tipicamente moralistico.

Nel brano precedentemente pubblicato, Raffalovich cita Sainte-Beuve in un modo che autorizzerebbe ad aspettarsi dallo stesso Raffalovich un pensiero laico: “È stato in parte distrutto il Tempio, ma i pezzi sono ancora buoni, e li si utilizzata, li si fa valere senza rendersene troppo conto.” Questa frase, però, può essere tranquillamente riferita a lui stesso, anche se certo non è un distruttore del Tempio! Per un verso desidera dire la verità sull’omosessualità ma per l’altro si limita a riabilitare solo la tendenza omosessuale dell’omosessuale casto.

Questo atteggiamento è quello tipico della Chiesa cattolica. Ma le analogie tra il pensiero ecclesiastico e quello di Raffalovich vanno oltre: per entrambi, i ragazzi devono essere messi al riparo dalla tentazione, rendendo di fatto impossibile o quantomeno difficile il loro contatto con l’omosessualità, come se l’omosessualità fosse una malattia da prevenire. Raffalovich critica il sistema scolastico inglese perché non si occupa della educazione sessuale dei ragazzi, ma, bene inteso, l’educazione sessuale, per Raffalovich deve essere una educazione alla castità, cioè non una educazione alla sessualità in un clima di libertà e di rispetto, ma una sostanziale repressione della sessualità. Lascio ora il lettore al testo.

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Sono le persone oneste che sono venute meno ai loro doveri e che ancora non si correggono; sono coloro che sono stati genitori e educatori così al di sotto del loro compito. Sono questi, oggi, che non vogliono che ci si veda chiaro. Sono loro che vanificano gli sforzi che si fanno per moralizzare l’infanzia e la giovinezza. Sono i custodi di molte turpitudini, i depositari di molti marciumi. Se vogliamo aiutare l’umanità, dobbiamo lottare proprio con queste brave persone (1) come dobbiamo lottare con la gente disonesta. Da un lato coloro che sono sessualmente onesti (eterosessuali o omosessuali), dall’altro lato coloro che sono sessualmente disonesti. Da una parte coloro che non vogliono rivelazioni sgradevoli che fanno riflettere e agire. D’altra parte coloro che trovano più facile soddisfare i loro vizi nell’oscurità e nell’incuria borghese.

Eppure è dall’Inghilterra, dove fiorisce l’unisessualità e imperversa ugualmente la morale delle brave persone, che arrivano delle minacce serie contro la tranquillità di quelle breve persone, e le minacce sono rappresentate dai padri e dagli insegnanti.

È con una donna che devo congratularmi in primo luogo. Una donna di esperienza e buon senso, la signorina Mabel Hawtrey, ha appena pubblicato un piccolo libro sulla coeducazione [educazione congiunta dei due sessi: classi miste, ambienti comuni per ragazzi e ragazze](2), e non solo io mi schiero dalla parte sua, ma consiglio a tutti coloro che si occupano di educazione o che sono interessati all’educazione, le calme e ragionevoli pagine della signorina Hawtrey. Scrive con una chiarezza insolita in una donna, che sarebbe ammirevole in un uomo. Questi tre capitoli dovrebbero essere tradotti in francese e in tedesco.

La signorina Hawtrey, che è molto consapevole del quadro dell’istruzione inglese, divide la colpa con molta giustizia tra insegnanti incompetenti e genitori che non vogliono scegliere docenti competenti, “C’è un insegnante, dice, in una delle nostre public schools (è ben noto il sistema inglese delle case, ciascuna guidata da un insegnante, che costituisce il collegio), che afferma di essere così ben sistemato da non potersi neppure accorgere se nel suo collegio ci sono degli studenti o se non ce ne sono. Ci si può solo meravigliare di vedere dei genitori mandare i loro figli da un uomo simile, ma non possiamo neppure prendere in considerazione tali collegi o tali maestri come tipici del sistema inglese. Le autorità spesso non hanno fatto il loro dovere, sono indietro, ma i genitori possono, in una certa misura, costringerle a correggersi.” E ne fornisce degli esempi.

Troviamo costantemente, dice, che un ragazzo viene inviato in una public school perché ci andavano anche suo padre e suo nonno. Così si sacrifica l’istruzione e la salute del bambino ad una tradizione di famiglia, perché i collegi non sono tutti uguali, e un ragazzo che si troverebbe in buone mani un collegio dove i suoi antenati non sono stati educati, si rovina o perde il suo tempo là dove lo mandano per un rispetto quasi cinese, dove lo mandano per snobismo o per pigrizia. Così Eton e Harrow ricevono tanti bambini indiscriminatamente.

Il Dr. Clemente Dukes medico di Rugby, ha detto cose molto serie in questa direzione. Ha parlato da medico e ha mostrato che è una colpa mandare in esilio dei ragazzi che hanno nevralgie, mali di petto o reumatismi, ecc. ecc., proprio dove il clima, l’umidità, il suolo, sarà loro dannoso. Le associazioni storiche, dinastiche, per così dire, non impediranno al piccolo di soffrire in un luogo famoso e malsano, ecc.. Il Dr. Dukes ha così alzato la voce contro i genitori che abbandonano ai maestri o ai medici (che non hanno scelto e di cui essi non hanno il diritto di fidarsi ciecamente) la cura della sessualità dei loro figli.

Questa è, naturalmente, anche l’opinione di Miss Hawtrey. Dato che in alcuni collegi non si prendono in considerazione i bambini il cui progresso è troppo lento (e non è sbagliato evitare di lasciare insieme bambini di età troppo diversa) sarebbe molto meglio mandare certi bambini là dove ci si occuperebbe meglio della loro salute.

Ad Uppingham, Thring , l’ultimo preside, volendo aiutare i bambini affaticati dalla crescita, non aveva istituito esami preliminari e si occupava della sanità fisica prima di chiedere al cervello quanto esso ancora non poteva dare. Non posso soffermarmi su tutti i consigli che dà la signorina Hawtrey, ma i rapporti che essa delinea tra l’igiene dei bambini della scuola e la loro sessualità (la loro unisessualità dal momento che è di collegio che stiamo parlando, di studenti interni) sono istruttivi per tutti noi. I nuovi collegi inglesi sono più igienici rispetto ai vecchi, ma dato che non hanno il prestigio proveniente dalla generazioni precedenti, i genitori continuano a mandare i loro figli in scuole di cui conoscono le condizioni antigieniche e insalubri.

Vediamo che i rimproveri così spesso rivolti ai genitori sono ben meritati. In certi collegi (e dei migliori) i dormitori non sono ventilati, i bambini sono nutriti in modo insufficiente. Non si dà loro abbastanza né quello che bisognerebbe dare. Immaginate salumi, birra e formaggio, subito prima di andare a letto. Per dare un’idea di come il sistema educativo inglese viene messo in pratica, la signorina Hawtrey ci assicura di conoscere un solo collegio, fra tutti i collegi inglesi, dove poteva essere certa che i bambini avrebbero ricevuto un’alimentazione sufficiente e igienica.

Alcune precauzioni igieniche, lei dice giustamente, potrebbero ridurre l’unisessualità dei collegiali inglesi, e cita questa caratteristica antigienica di Eaton, che non avremmo mai immaginato in Francia, dove si ammira, e spesso alla leggera, l’educazione inglese. Miss Hawtrey ha trovato che i costumi erano depravati soprattutto nei collegi in cui il direttore non nutriva abbastanza i ragazzi e non si preoccupava di procurare loro il riposo indispensabile. Così uno dei più orribili scandali unisessuali coinvolse i ragazzi di un collegio dove essi dovevano mangiare carne di maiale e carne conservata.

Questi disgraziati erano costantemente rimandati presso i loro genitori con delle ferite alle gambe causate (diceva il rettore) da calci nel giocare a pallone. I medici finirono per scoprire nell’alimentazione di questi ragazzi la causa del male. Come potete pensare che siano casti dei ragazzi mal nutriti che dormono in camere poco areate?

Miss Hawtrey vorrebbe anche proteggere i ragazzi contro le tentazioni dalle quali possono fuggire. Non bisognerà mai dire loro bugie, lei dice; e si leva contro la tragica codardia dei padri che mandano i loro figli a correre dei pericoli, almeno in parte evitabili, senza la minima preparazione e senza dare loro il minimo aiuto.

Quanto ai bambini che, dalla prima infanzia, sia per ragioni congenite sia sotto l’influenza di avventure sfortunate, mostrano molto anticipatamente certi istinti, certi appetiti, bisognerebbe proprio evitare di mandarli in una public school. Essi hanno bisogno di un trattamento speciale, di una cura individuale. E questo trattamento non può essere dato loro che da persone che abbiano studiato la patologia morale e che abbiano chiaramente tratto profitto dal loro studio.

Ho lasciato parlare Miss Hawtrey perché spero di vedere il suo libretto tradotto in Francese e mi fermo congratulandomi con lei per la sua opera utile e bella.(3)

Restando su questo argomento. Non posso passare sotto silenzio la testimonianza del sig. Kegan Paul, editore ben noto (e anche traduttore di d’En Route) contro Eaton. Ci sono certamente, dice (Confessio viatoris, 1891), delle nature privilegiate la cui rivolta istintiva contro tutto ciò che è impuro, le preserva e le difende.

Queste giovani anime passano attraverso i pericoli della prima adolescenza ignare e innocenti; ma di norma il ragazzo inglese non è né ignaro né innocente. Per strappare questa confessione al sig Kegan Paul, c’è stato bisogno di un risveglio della sua coscienza, del coraggio della verità, perché nulla è più sgradevole per la morale della brava gente d’Inghilterra che la verità a proposito di Eaton. Quando il ragazzo inglese giovane lascia sua madre, continua il sig. Kegan Paul, nessuno gli insegna i rapporti della religione con la morale. Nessuno gli parla della sua anima se non dall’alto di una cattedra, cosa che ha ben poco affetto pratico: non ci si occupa di lui individualmente, non gli si presta soccorso quando è tentato, non gli si dà la mano per tirarlo su quando soccombe.

Il padre ha paura di suo figlio; i maestri hanno il torto di trattare tutte le trasgressioni come delle infrazioni scolastiche, un errore così grave e così diffuso! Essi hanno anche la comoda risorsa abituale di ignorare volentieri tutto ciò che non salta agli occhi. Ogni bambino è così respinto su se stesso, e non è abituato ad uscire dalle sue difficoltà vantaggiosamente.

Il sig. Kegan Paul, a Eaton dai 13 ai 18 anni, non vi trovò un uomo solo che potesse guidarlo, che potesse aiutarlo. Sua madre, ogni tanto, gli parlava bene della religione, ma dato che essa ignorava del tutto i pericoli dell’adolescenza, non era capace di dargli alcun aiuto.
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(1) Non sto esagerando; e mi rammarico profondamente della verità di ciò che dico. Havelock in l’Alienist and Neurologist del mese di luglio parla molto ragionevolmente e molto apertamente della mancanza di volontà degli uomini incaricati della educazione inglese. I medici hanno molto da imparare, molto da insegnare. Ma i genitori dovrebbero sentire un po’ meglio la loro responsabilità.
(2) Pubblicato da Kegan Paul, London, 1896.
(3) Ci si domanderà che cosa ella pensa della coeducazione dei sessi [classi miste, coesistenza di ragazzi e ragazze]. È possibile, dice, che non ci siano inconvenienti nel far crescere insieme dei bambini piccoli o dei giovani uomini e delle ragazze già grandi, ma all’epoca che precede la pubertà e durante l’esplosione della pubertà, non possono che esserci inconvenienti e pericoli nel mescolare i due sessi.

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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=16&t=5020

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