UNA COPPIA GAY CON 40 ANNI DI DIFFERENZA DI ETA’

Ciao Project,
ho letto qualcuna delle mail che ti scrivono e anche delle tue risposte e penso che tu possa essere la persona giusta cui raccontare la mia storia, anche perché penso che siamo più o meno coetanei e quindi puoi capire meglio le cose. Non credo che la mia storia sia una storia così speciale, ma ha degli aspetti che non capisco e vorrei magari parlarne con te anche in chat, se vuoi.
A quasi 65 anni mi accingevo ormai a mettere la parola fine sulla mia vita affettiva. Ho vissuto la mia vita, mi sono innamorato, qualche volta anche profondamente, tra i 40 e i 50 anni ho anche convissuto per qualche anno, ma non ho mai trovato una corrispondenza come l’avrei desiderata. In pratica, in tutte le storie che ho avuto, ha finito per prevalere l’impressione che le cose non potessero reggere, per i motivi più vari, ma comunque non potessero proprio reggere: mentalità diversa, desideri diversi, storia personale diversa, ecc. ecc.. Quindi ero arrivato alla serena conclusione che avrei finito i miei anni insieme con mio fratello e con la sua famiglia, perché sono brave persone, più giovani di me di diversi anni e alla fine con loro sarei stato bene, almeno nei limiti del possibile. Poi all’improvviso mi è piovuta una grossa tegola sulla testa. Lo scorso anno ho conosciuto un ragazzo di 24 anni e, per quanto possa sembrare assurdo anche a me, questo ragazzo si è innamorato di me, e io non riesco proprio a capire perché, dato che un bel ragazzo come lui, se solo volesse, potrebbe trovare molto facilmente un compagno. Ma no, lui si è innamorato proprio di me anche perché i ragazzi giovani non lo interessano affatto. Io non so se mi sono innamorato di lui, però quando sto vicino a lui sto bene, sto bene come non sono mai stato prima in nessuna situazione, gli voglio bene, questo non lo posso negare, ma tra noi c’è un abisso di 40 anni. Che cosa posso offrire io a questo ragazzo? Io sono un vecchio e non sto nemmeno bene in salute, non vorrei in nessun modo costringerlo, nemmeno per amore, a farmi da badante, forse potrei non essere un peso per lui per uno o due anni, ma poi la vecchiaia è proprio una condizione biologica inesorabile che non dipende dalla volontà ma dal decadimento fisico che arriva comunque con gli anni. Non ho mai avuto non dico rapporti sessuali ma nemmeno generici contatti che possano avere una qualche valenza sessuale con questo ragazzo. Project, alla nostra età la sessualità è soprattutto un mito e un ricordo, potrei anche stare con lui ma penso che alla fine i dubbi sarebbero così tanti e così forti da essere insuperabili, eppure dal suo punto di vista sembra che i problemi non esistano, io ho la netta impressione che lui voglia portare il nostro rapporto anche a livello sessuale. E poi, a distanza di tempo, quando io non ci sarò più, che cosa resterà a questo ragazzo come ricordo del nostro rapporto? Io ho paura che possa giudicarlo negativamente se per caso dovesse andare veramente verso il sesso. Che cosa devo fare? Francamente non lo so. Non è un ragazzino, è un uomo adulto ed è molto determinato, ha una dignità che ho ammirato sin dal primo momento, ma io sono un vecchio e di questo lui sembra proprio non rendersi conto. Mi ha raccontato che, in pratica dall’adolescenza si è innamorato solo di uomini adulti, diciamo dai 50 in su. Non ha mai avuto rapporti sessuali con nessuno, quelli coi quasi coetanei non lo interessavano e quelli con gli uomini over 50 li avrebbe trovati molto facilmente ma certo non nell’ambito di una relazione vera, come voleva lui, cioè di un rapporto che avesse anche un coinvolgimento affettivo. Con me questo coinvolgimento sa che c’è, perché penso a lui almeno mille volte al giorno e il nostro rapporto è particolarmente intenso, perché ci vogliamo bene e mi dice che è la cosa più bella che abbia mai vissuto e penso che sia vero, ma io ho una paura terribile di sbagliare perché si può sbagliare a dire di sì, ma si può sbagliare anche a dire di no, perché si sentirebbe abbandonato, tradito, e non vorrei per nessuna ragione che questo succedesse. Mi sento molto insicuro, Project, non è un innamorarsi come ai tempi di gioventù, so solo che non vorrei che soffrisse ma mi pare quasi inevitabile qualsiasi cosa io faccia. Istintivamente lo abbraccerei, non so nemmeno se arriverei al sesso perché … chi lo sa perché, avevo pensato che tutte queste remore che provo potessero avere una motivazione di molto più bassa lega, cioè in pratica quella di non dare scandalo a nessuno (perché 40 anni di differenza sono oggettivamente un abisso) e di continuare a vivere tranquillo e può darsi che queste cose pesino molto nel tenerlo a distanza. Domenica mattina siamo stati insieme al mare. Lui era splendido, sorridente, era felice di stare con me. Io gli voglio bene ma non so se sia veramente il volergli bene di un innamorato o non piuttosto quello di un papà, perché lui è il mio figlio ideale, quello che avrei sempre voluto e non ho mai avuto. Questo è adesso il centro dei miei pensieri, cerco di capire che cosa sia meglio per lui e quindi anche per me, ma non riesco a trovare risposte convincenti. Gradirei un tuo parere.

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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:

http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=22&t=4863

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