INSEGNARE NELLE SCUOLE UNA MORALE LAICA

Il ministro francese dell’Educazione, Vincent Peillon, ha mantenuto la promessa di avviare, a partire dall’anno scolastico 2014-2015, l’insegnamento di “morale laica” ad ogni livello di istruzione, dalla scuola primaria ai licei.

Peillon parla esplicitamente di “morale laica” e di “insegnamento laico della morale” a partire dai grandi ideali di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza, che sono le fondamenta della repubblica francese. (http://www.lemonde.fr/ecole-primaire-et-secondaire/article/2013/04/22/vincent-peillon-cree-un-enseignement-de-morale-laique-du-cp-a-la-terminale_3164055_1473688.html)

Il 91% del francesi si dichiara favorevole all’iniziativa e il 48% addirittura molto favorevole. La Repubblica Francese vuole impegnarsi ad essere il primo attore nella trasmissione della morale laica sulla quale essa stessa si fonda, non una morale antireligiosa, ma una morale non dogmatica, di integrazione e di uguaglianza.

Il ministro è molto chiaro nell’enunciazione degli obiettivi che si propone, in sostanza bisogna legittimare anche legalmente gli insegnati a trasmettere valori e principi che possano essere generali, rispettosi di tutti e scevri da ogni forma di confessionalità.

Quando ho provato ad illustrare il senso della proposta del ministro Peillon ad alcuni insegnanti Italiani mi sono sentito rispondere che anche in Italia c’è qualcosa di simile e precisamente il nuovo insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione”.

Assai incuriosito di questa novità sono andato a documentarmi sugli atti ufficiali e ho trovato la nota PROT. N. AOODGOS 2079 DEL 4 MARZO 2009 del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, a firma dell’allora Ministro Maria Stella Gelmini (http://iostudio.pubblica.istruzione.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/9cfcb376-08d0-11de-873d-bf246490dfd1/Documento%20di%20indirizzo%20Citt%20e%20Cost%20def..pdf), un ponderoso documento di 26 pagine che prende in esame tutti i precedenti legislativi e, dopo un profluvio di parole, arriva finalmente a definire nuclei tematici e obiettivi di apprendimento relativi a Cittadinanza e Costituzione.

Per la scuola primaria (scuola elementare), con un orario di un’ora alla settimana, si prevede di trattare tra l’altro:

– gli enti locali (comune, provincia, città metropolitana, regione) e gli enti territoriali (asl, comunità montane ecc.)

– i segni costituzionali dell’unità e dell’indivisibilità della Repubblica

– la distinzione tra Repubblica e Stato e alcune sue conseguenze

– la tutela del paesaggio e del patrimonio storico del proprio ambiente di vita e della nazione

– i segnali stradali e le strategie per la miglior circolazione di pedoni, ciclisti, automobilisti

– elementi di igiene e di profilassi delle malattie

Per la scuola media si sale di livello e le cose si fanno ancora più serie e si prevede di trattare argomenti come:

– il processo di revisione costituzionale e le leggi costituzionali secondo il Titolo V, sez. II del testo del 1948

– la nuova disciplina degli Statuti delle Regioni

Ecc.ecc.

Per la scuola superiore il livello sale ancora e si prevede di trattare argomenti come:

– le revisioni costituzionali apportate dal 1948 ad oggi

– il processo di formazione, di emanazione e di perfezione delle leggi ordinarie e dei decreti legge

– l’introduzione delle Regioni nel testo costituzionale del 1948 e le ragioni del loro primo avvio solo negli anni settanta

Tutto questo sempre con un carico orario di un’ora alla settimana per un insegnamento che prevede una specifica valutazione disciplinare di ciascun alunno e quindi idonei mezzi di verifica.

Nel ponderoso documento del Ministro Gelmini non compare mai la parola laico né la parola laicità, non compare mai la parola omofobia. Dal documento emerge anche una nota di consapevolezza, quando si dice:

“Il rispetto della legalità, l’osservanza di diritti e di doveri devono essere compresi in termini di valori essenziali e fondanti la possibilità di essere interlocutori protagonisti nell’ambito di un progetto comune e solidale volto allo sviluppo della società più estesa” e si prosegue: “L’ora settimanale dedicata a Cittadinanza e Costituzione non è certo sufficiente a produrre, sulla mera base dei temi che affronta e dei metodi di lavoro coinvolgenti che sappia adottare, risultati di questo tipo. Essi vanno considerati come compito comune ai docenti e ai dirigenti scolastici, nel dialogo allargato con forze potenzialmente educative.”

Ci si chiede a questo punto che cosa debba vedersi dietro il sibillino “forze potenzialmente educative”, certo non si tratta di restituire allo Stato e ai docenti una capacità di trasmettere valori laici al di fuori di qualunque pregiudiziale confessionale. Bisogna ricordarsi che siamo in Italia e non in Francia e che qui la parola laicità non ha pieno diritto di cittadinanza.

Sarebbe ora di girare pagina e di restituire alla Repubblica Italiana un suo carattere di laicità. Non contro qualcuno ma per l’uguaglianza di tutti.

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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:

http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=78&t=3722

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