MATRIMONIO GAY IN FRANCIA E LAICITÀ DELLO STATO

A partire dal 4 Aprile 2013 il Senato della Repubblica Francese  procederà all’esame del Progetto di Legge  N. 344 “per l’apertura del matrimonio alle coppie dello stesso sesso”

 (http://www.assemblee-nationale.fr/14/projets/pl0344.asp) già approvato dall’Assemblea Nazionale.

L’art. 1 del Progetto di Legge N. 344 prevede che il capitolo I del titolo V del libro primo del Codice Civile sia così modificato: “è inserito all’inizio di questo capitolo un art. 143 così definito:

«Art. 143 – Il matrimonio è contratto da due persone di sesso diverso o dello stesso sesso.» ”.

Il Progetto di Legge prevede poi analiticamente tutte le disposizioni di adattamento dei codici al nuovo articolo 143. L’intera disciplina nel matrimonio, secondo le previsioni del Progetto di Legge, è reperibile alla pagina http://www.mariage-civil.fr/ .

Va sottolineato che il nuovo articolo 143 del Codice Civile francese non crea una normativa particolare per le coppie omosessuali, estensibile eventualmente anche alle coppie eterosessuali non sposate, ma semplicemente estende il diritto al matrimonio a tutti, senza alcuna preclusione dipendente dal sesso dei coniugi ed estende il diritto all’adozione anche alle coppie omosessuali sulla base della stessa disciplina che regola l’adozione per le coppie eterosessuali. Questo vuol dire che il nuovo art. 143 applica laicamente e rigorosamente il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.

La definizione del nuovo art. 143 del Codice Civile francese costituisce l’esito di un lungo processo di laicizzazione del matrimonio

Il matrimonio, in Francia, è stato prerogativa esclusiva della Chiesa durante l’Ancien régime, la laicizzazione definitiva del matrimonio è stata sancita dall’articolo 7 della Costituzione 1791 in cui si afferma che “la legge considera il matrimonio come un contratto civile.” Il decreto 20-25 settembre 1792 ha quindi fissato le condizioni per la formazione del matrimonio, tra cui la celebrazione di fronte al funzionario comunale pubblico. Questa concezione civile e laica del matrimonio è stata fatta propria dai redattori del codice civile. Il matrimonio non trova nel Codice Civile francese nessuna definizione e il Codice non ne identifica alcuna finalità prefissata; il Codice si occupa degli atti di matrimonio, poi, in un titolo a parte, delle condizioni, degli effetti e dello scioglimento del matrimonio.

L’idea di aprire il matrimonio alle coppie dello stesso sesso ha raccolto progressivamente maggiore consenso fin dall’approvazione della legge n ° 99-944 del 15 novembre 1999 sul Patto civile di solidarietà. La maggioranza dei francesi è ora favorevole all’accesso al matrimonio da parte delle coppie dello stesso sesso. È vero che il Patto civile di solidarietà ha permesso di soddisfare l’aspirazione reale della società e il regime che esso prevede è stato notevolmente rafforzato e avvicinato a quello del matrimonio, ma le differenze comunque rimangono e questo strumento giuridico non risponde né alla richiesta delle coppie dello stesso sesso che desiderano sposarsi né alla loro richiesta di accesso all’adozione.

Bisogna dunque fare un passo ulteriore. Questo è lo scopo del Progetto di legge n. 344, che apre il diritto di sposarsi a persone dello stesso sesso e di conseguenza apre anche l’accesso alla genitorialità per queste persone, attraverso il meccanismo dell’adozione.

Il Cardinale Philippe Barbarin, Arcivescovo di Lione, ha dichiarato che l’apertura del matrimonio agli omosessuali «è socialmente dirompente » e ha aggiunto «E poi, questo avrà una serie infinita di conseguenze. Dopo, vorranno fare le coppie a tre o a quattro. Poi, un giorno forse, cadrà anche il divieto dell’incesto.» (http://www.lepoint.fr/societe/le-cardinal-barbarin-choque-avec-ses-propos-sur-le-mariage-gay-15-09-2012-1506521_23.php).

Il Cardinale Arcivescovo di Parigi André Vingt-Trois ha giudicato il matrimonio tra persone dello stesso sesso, “una soperchieria che scuoterà uno dei pilastri della nostra società”.

La Federazione protestante di Francia si è pronunciata contro “l’idea falsa del matrimonio per tutti” facendone una questione “non teologica ma sociale e antropologica”.

Il gran Rabbino di Francia Gilles Bernheim ritiene che “gli argomenti invocati di uguaglianza, di amore, di protezione o di diritto al figlio non reggono e non possono, essi soltanto, giustificare una legge”.

Olivier Wang-Genh, vice-presidente della Unione dei Buddisti di Francia, si augura “che si rifletta sulle conseguenze che deriveranno da atti individualisti e egoisti”.

(http://www.20minutes.fr/france/1035092-mariage-homosexuel-mgr-vingt-trois-fustige-supercherie)

Il Consiglio francese per il culto musulmano (CFCM) ha pubblicato un documento ufficiale che spiega la contrarietà dei musulmani al Progetto di Legge ma precisa, laicamente, che «le regole e le norme di una religione non possono essere fatte valere per opporsi o sottrarsi alle norme e alle regole dello Stato che si applicano a tutti». Il documento sottolinea altresì che i musulmani «condannano fermamente ogni atto omofobo». Secondo il CFCM «la missione del matrimonio non si può ridurre al riconoscimento di un legame d’amore», il matrimonio presuppone «la fondazione di una famiglia stabile sotto la direzione dei due sposi» (http://www.lefigaro.fr/actualite-france/2012/11/06/01016-20121106ARTFIG00611-mariage-gay-l-opposition-des-musulmans.php)

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Se volete, potete partecipare alla discussione di quetso post sul Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=78&t=3317

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