IL PAPA E LE NOZZE GAY

Di recente c’è stato nella stampa molto clamore in riferimento al messaggio del Papa per giornata della pace. Cito solo un articolo del Corriere della Sera: “Il Papa contro le nozze gay: offesa alla persona”.

Il messaggio del Papa in realtà non parla in modo esplicito di coppie omosessuali, lasciando alla stampa il compito di leggere tra le righe. Riporto qui si seguito, inserendo in nota tre spunti di riflessione, il brano di interesse per le Persone Omosessuali del messaggio di Benedetto XVI per la XLVI Giornata mondiale della pace, del 1° gennaio 2013, sul tema: «Beati gli operatori di pace». Il testo integrale del messaggio si può leggere alla pagina:

http://www.toscanaoggi.it/Documenti/Benedetto-XVI/Beati-gli-operatori-di-pace

“Anche la struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano (1) e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale (2).

Questi principi non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa. Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità. L’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa. Tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace. (3)”

(1)     Se questa affermazione, che è volutamente non esplicita, si riferisse a coppie di fatto eterosessuali sarebbe opinabile ma avrebbe un senso concreto perché si baserebbe sul fatto che la scelta di unioni eterosessuali di fatto, al posto del matrimonio, è un fenomeno culturale in relazione al quale la Chiesa può realmente svolgere un’azione incisiva promuovendo i valori del matrimonio, se invece fosse da intendersi, come sembrerebbe, pur nell’ambiguità dell’espressione, come riferita anche a coppie omosessuali presupporrebbe una concezione del tutto irreale della omosessualità come fenomeno culturale verso il quale è possibile un’azione di contenimento attraverso la promozione del matrimonio eterosessuale. L’omosessualità non è una cultura, non è un’ideologia che si trasmette a livello sociale con i mezzi tipici della comunicazione culturale (non esiste una catechesi gay) ma è una identità personale profonda contro la quale può essere possibile un’azione di repressione, certo, ma non di orientamento tramite la promozione del matrimonio; la promozione del matrimonio (eterosessuale), in questi casi, favorisce la creazione famiglie in cui il rapporto tra i genitori manca di una componente importantissima. Il fenomeno dei gay sposati esiste eccome e non è nemmeno marginale. Non si tratta, in questi casi, di fare o non fare azioni di promozione del matrimonio per modificare un atteggiamento culturale ma di rispettare l’orientamento sessuale naturale delle persone.

(2)     Quanto all’insostituibile ruolo sociale del matrimonio riporto un solo dato di fonte ISTAT (http://www.istat.it/it/archivio/66665) relativo al censimento 2010. “I tassi di separazione e di divorzio totale mostrano per entrambi i fenomeni una continua crescita: se nel 1995 per ogni 1.000 matrimoni erano 158 le separazioni e 80 i divorzi, nel 2010 si arriva a 307 separazioni e 182 divorzi.” Questo significa che in sostanza il 50% dei matrimoni finisce con separazione o divorzio.

(3)     Viene spontaneo chiedersi se la libertà costituisca essa stessa “un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace”.

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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=73&t=3025

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