UN GAY INNAMORATO

Ciao Project,

ho 22 anni, sono gay credo da sempre anche se in pratica sono solo tre mesi che ho messo da parte definitivamente l’idea di poter anche essere etero. In questo il tuo forum ha avuto un ruolo importante per farmi superare le paure, perché il mio rifiuto era derivato dall’idea negativa che avevo della omosessualità. In effetti progetto gay è una cosa unica sul web e leggendolo tutti i giorni mi sono reso conto che mi sento molto vicino ai ragazzi che ci scrivono e c’è pure un’altra cosa, cioè vedo che essere gay alla fine non significa essere condannato alla solitudine, cioè non significa per forza né restare senza amici, parlo di amici gay come si deve, né restare senza un amore. La mia vita, se metto da parte il sesso, non sarebbe tanto male, a giugno prenderò la laurea di primo livello in una disciplina scientifica e poi dovrò fare la magistrale ma mi sembra tutta una strada piuttosto tranquilla, magari, dopo, non lo sarà il trovare lavoro, ma per qualche anno ancora, devo solo andare avanti per la mia strada che è già definita. Ho due genitori che mi vogliono bene e che reputo persone intelligenti. Non ho mai pensato di fare coming out con loro perché fino a pochi mesi fa non ero nemmeno convinto di essere gay e pure la parola non mi piaceva per niente, poi mi ci sono abituato e adesso mi sembra una cosa come un’altra e, al limite, pure una cosa positiva perché, non me lo posso nascondere, mi piacciono i ragazzi, le ragazze non le guardo proprio, non mi viene naturale, mentre un bel ragazzo, soprattutto un ragazzo dolce, con un bel sorriso, mi manda in estasi. Quanto al sesso i miei interessi sono stati sempre rivolti verso i ragazzi anche se fino adesso in pratica non c’è stata nessuna possibilità perché non saprei nemmeno come comportarmi, insomma se di un ragazzo non sai se è gay devi stare molto attento a come ti comporti. Adesso, francamente, non penso che parlerò coi miei genitori e non per paura o altro ma perché penso che siano cose mie e che devo trovare da me la mia strada. Leggendo il forum ho scoperto che ragazzi come me ce ne sono tantissimi, io sono gay, certo, ma sono soprattutto me stesso, non mi identifico col mio essere gay, o almeno non penso che la vita si possa ridurre tutta a un solo denominatore comune. Sono credente, ma questa è un’altra storia che mi crea non pochi problemi anche perché non mi piace tenere un piede in due scarpe, ma di questo poi, magari, parleremo in privato (se ti va di darmi il suo contato msn). Al momento non riesco ancora a pensare al sesso in modo totalmente positivo, cioè senza complessi e senza sensi di colpa, è un po’, penso, la conseguenza della mia formazione e non ti nascondo che leggendo quello che scrivi tu ho pensato che su questo sto ancora molto indietro e che cerco di sublimare molto, di portare molto le cose su un piano affettivo eliminando in più possibile i risvolti sessuali più diretti. Riuscirò mai a stare “sessualmente” con un ragazzo? Questo proprio non lo so e devo dire che probabilmente a frenarmi è proprio questo, mi sento legato, inibito, ancora molto condizionato. Coi miei anche da piccolo non c’è mai stata occasione di parlare di sesso, non ho mai visto i miei in un atteggiamento di tenerezza, sono molto razionali e almeno apparentemente staccati da queste cose, anche con me niente effusioni, cioè nei comportamenti in famiglia siamo tutti un po’ freddi. E poi tanti altri complessi, cioè se sarò all’altezza e come ci si comporta con un ragazzo, sono tutte cose che non riesco nemmeno ad immaginare ma al momento evito di fare in modo di trovarmi in concreto di fronte al problema. Non sono riuscito nemmeno a vivere la masturbazione senza complessi e qui la religione c’entra molto, ho già detto che non mi piace tenere un piede in due scarpe ma non voglio nemmeno buttare via tutta la mia vita precedente perché la sento come un valore ma non mi va di parlarne adesso. In pratica sono un po’ in lotta con me stesso: essere gay al 100%, non parlo di cose strane ma proprio di avere un ragazzo e di vivere una vita di coppia, oppure essere gay magari solo a fantasia? Perché se alla fine di buttarmi veramente in un rapporto a due non me la sento che cosa posso fare? E se poi va male? Se poi mi trovo con un ragazzo che sembra in un modo ma poi è tutto in un altro modo? Se poi non mi andasse più di rimanerci e mi sentissi invece pressato da lui, non sarebbe meglio allora stare soli? A parte il fatto che ho il terrore della malattie a pure se si fanno i test, come dici tu, alla fine io non avrei mai la certezza che lui non ha comportamenti a rischio con altri e poi non è nemmeno una cosa di comportamenti a rischio, non sopporterei proprio di essere tradito e invece penso che sia una cosa che succede. All’università c’è un ragazzo bellissimo, non ho alcun dubbio che sia etero perché quando gli va vicino qualche ragazza fa il tenero, sorride, fa tante moine (pure belle da vedere) però proprio per questo mi fa rabbia, quando parla con me (perché un minimo parliamo) assume proprio un altro tono, sciolto, sì, ma volutamente distratto, e lo fa anche con gli altri ragazzi. Non è il ragazzo dei miei sogni, anche se è bellissimo e proprio tanto tanto sexy, ma sexy in modo naturale, il ragazzo dei miei sogni è un altro che avevo conosciuto in parrocchia ma che adesso si è molto allontanato, ogni tanto ci incontriamo fuori, purtroppo ha lasciato gli studi, penso più per ragioni economiche che per altro. Quando parliamo cerco sempre di insistere sul fatto che bisognerebbe cercare di tornare all’università, dove andava pure bene e in una facoltà molto difficile. Mi sentirei felice se questo ragazzo riprendesse gli studi, con un solo anno potrebbe finire la triennale, lui è molto tentato e penso che la famiglia farebbe di tutto per farlo andare avanti. Purtroppo non fa la mia facoltà, altrimenti avrei potuto essergli utile in un altro modo ma ne fa una di quelle durissime, è molto intelligente e anche portatissimo per lo studio. Adesso lavora ma mi ha detto che non ha lasciato del tutto lo studio e che sta comunque preparando un esame molto importante che vorrebbe dare “se mai riprenderà gli studi”. Questa frase mi ha fatto immensamente piacere perché vuol dire che ha in mente di riprenderli effettivamente. Noi abitiamo in un paese a 40 km dalla città dove c’è l’università e gli ho detto che lo accompagnerei io, sia all’andata che al ritorno, e che si potrebbe pranzare insieme alla mensa. Ho avuto l’impressione che questo discorso gli abbia fatto piacere. Diciamo che ci incontriamo mediamente una volta alla settimana ma quando capita stiamo a parlare anche un’oretta e penso che la cosa gli faccia piacere, certo a me fa piacere, c’è uno scambio di sorrisi che mi piace moltissimo, apparentemente il discorso è disimpegnato perché parliamo solo di università e di prospettive per il futuro, eppure si sta benissimo. Non so lui a che punto si senta coinvolto ma io lo sento come il ragazzo dei miei sogni, mi sento come se già stessimo costruendo qualcosa insieme e potrebbe pure essere vero! Che c’entra il sesso con tutto questo? Beh, da parte mia c’entra sicuramente, non lo posso negare, stare vicino a lui mi fa un effetto fortissimo anche sessuale. Quando ci incontriamo temo sempre che abbia altro da fare ma non succede e stiamo a parlare per un’oretta in modo serissimo. Voglio dire che mi dice quello che pensa anche se parliamo solo di cose di studio e di futuro, io credo che si sia creato un rapporto serio. È gay? Non lo so proprio, non so nemmeno dire se preferirei che lo fosse oppure no, adesso mi sento bene così, è un amico speciale, e lo è veramente, non me lo sto immaginando io. Il tempo mi farà capire verso che direzione stiamo andando. È possibile innamorarsi di uno che vedi solo per un’ora alla settimana e che non sai nemmeno se è gay? A me succede e poi così la cosa la posso sublimare come mi pare, non mi sento costretto a prendere decisioni o a fare cose alle quali non mi sento ancora pronto o, meglio, io spero che piano piano con questo ragazzo le cose cambino sia per lui che per me e che si possa arrivare a scoprire piano piano e insieme che ci vogliamo bene e che quello che vogliamo è solo stare vicini. Devo dire, però, che tutto questo ragionamento tante volte mi mette in crisi perché non c’è nessuna base oggettiva, ci sono solo delle impressioni che potrebbero essere del tutto fuorvianti. Sto sublimando stroppo? Cioè sto scappando dalla realtà e sto cercando di rifugiarmi nel mondo della favole che sono bellissime ma non hanno nulla di reale? Francamente non lo so, adesso il mio stato d’animo è questo, mi sento innamorato, è la prima volta che la vita di un altro ragazzo mi interessa in un sento profondo, sento di volergli bene. Lo so che tu dici che le cose serie cominciano sempre in modo reciproco, ma le sue reazioni non potrebbero magari nascondere una realtà del tutto simile alla mia? Non parla mai di ragazze, è contento di parlare con me, si sente incoraggiato e soprattutto mi sorride come non ha mai fatto nessun altro. Project, se ti va di fare due chiacchiere con me il mio msn è [omissis], mi sento un po’ in condizione di stallo, sono felice ma da lui vorrei tanto una risposta esplicita anche se sono io il primo a non parlare chiaro, pensa che avevo pensato addirittura di fare coming out con li, di dirgli proprio tutto anche se proprio non me la sono sentita. Grazie della pazienza che hai avuto nel leggere tutto questo romanzo fino a qui. Aspetto la tua risposta.

Un abbraccio.

Lorenzo

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Se volete, potete commentare questo post aperto sul Forum di Progetto Gay:

http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=16&t=2310

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