MIO FIGLIO E’ GAY E MI ALLONTANA DALLA SUA VITA

Caro Project,

le inviai una mail nell’estate del 2009 (https://sites.google.com/site/progettog … figlio-gay ), alla quale lei ebbe la gentilezza di rispondere e sempre nell’estate del 2009 avemmo la possibilità di parlare qualche volta su msn. Non le nascondo che con mio figlio l’atmosfera tuttora non è distesa, il discorso è rimasto nel vago e nel non detto e quel che è peggio, penso che lui abbia rinunciato a qualsiasi tentativo di dialogo. Esce la mattina presto per andare all’università e torna la sera tardi, non mangia mai con coi, è sfuggente, se provo a avviare un minimo di conversazione se ne va senza rispondere. Ma questo succede qualsiasi sia l’argomento di conversazione. Con l’università se la è sempre cavata benissimo e dovrebbe essere ormai quasi alla fine ma a noi non dice nulla, nemmeno se ha esami da fare o se li ha fatti. Cioè io non so a che punto sta con gli studi. Prima non era così, un minimo di dialogo c’era, portava a casa i suoi amici, insomma lo sentivamo più vicino, adesso, dopo quel discorso tra detto e non detto (ed è passato tantissimo tempo) si è chiuso ancora di più, tra l’altro questo fatto è motivo di discussione anche con mia moglie che mi dice che non sono stato in grado di fare nulla ma anche lei non ha saputo o potuto fare nulla. Le confesso che provo una sensazione di fallimento a livello familiare che prima non provavo, come se anche io in fondo mi sentissi un estraneo in casa mia. Ho letto diverse volte il forum, e vorrei che mio foglio fosse come uno di quei ragazzi, ma non è così. Forse ho troppe paure, non lo affronto in modo diretto, non ho la credibilità che un padre dovrebbe avere ma mi sento sinceramente a disagio, è un po’ come se mio foglio lo avessi perso e certe volte mi sento proprio male per questo. Adesso siamo quasi a Natale e io sono certo che per Natale mio figlio non sarà con noi, che se ne andrà via senza nemmeno dirci dove va e che tornerà magari due o tre gironi dopo con un muso lungo del quale non capirò mai la ragione. D’altra parte non so come comportarmi, la mattina si alza prima di noi e esce presto io vorrei provare a parlarci, sento i rumori che fa prima di uscire e mi viene in mente che dovrei uscire dalla stanza e dirgli almeno buongiorno, ma non ci riesco perché quando ci ho provato mi ha risposto con un sorriso di sufficienza e quasi di disprezzo. È praticamente come se fosse un estraneo in casa. Non mi chiede più nemmeno soldi e anzi non avrebbe nemmeno bisogno di chiedermeli perché se li potrebbe prendere direttamente senza dirmi nulla (prima lo faceva), ma adesso non tocca più una lira della famiglia, come se fosse un gesto di disprezzo anche quello. Come faccia ad andare avanti non lo so e la cosa mi preoccupa. Ma che cosa gli abbiamo fatto? Lo abbiamo deluso? Ma perché non ce lo dice? Forse l’essere gay non c’entra nulla con tutto questo ma tutto è cominciato con quel mezzo discorso nell’estate 2009, come se da allora le cose avessero preso un’altra piega. Che posso fare? Mi dia un consiglio perché più passa il tempo più questa storia mi fa stare male. Spero di sentirla presto. Se vuole, pubblichi pure questa mail.

M. A.

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Se volte, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=15&t=2115

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