UN ALLENATORE GAY SI INNAMORA IN PALESTRA

Caro Project,

sono un ragazzo di 24 anni, mi dicono un bel ragazzo, almeno le ragazze ne sono convinte. Sono sempre stato uno sportivo a 360° dal calcio all’atletica, al nuoto, alla pallavolo. Dovrei finire gli studi in breve tempo e avviarmi verso la mia professione che con lo sport non ha proprio nulla a che fare e che, se devo essere onesto, non mi piacerà nemmeno, ma adesso sono troppo avanti per cambiare rotta. Insomma, un po’ inaspettatamente, per avere qualche soldo in tasca mi sono trovato a fare il trainer in una palestra per 24 ore alla settimana. È una cosa seria e anche faticosa, mi hanno messo in regola con tanto di contratto e mi pagano anche i contributi, cosa, penso, importantissima per uno come me che potrebbe magari aspettare anni prima di cominciare veramente a guadagnare. La palestra è grande e ha anche una piscina, in pratica è un centro sportivo di tutto rispetto. Gli allenatori sono parecchi, sia uomini che donne e poi ci sono quelli della società che vengono a vedere come lavori e sulla base di quello che fai ti spostano da un corso all’altro secondo le capacità che dimostri. Io ho cominciato con gli anziani, over 50, all’inizio avevo solo quelli, non è proprio il massimo per un allenatore e quindi li danno all’ultimo arrivato, adesso ho 12 ore con gli over 50 e le altre e altre 12 con il gruppo 18-24 anni, in pratica miei coetanei, per metà delle 12 ore si fa ginnastica generale non divisi tra ragazze e ragazzi, per l’altra metà si fa attrezzistica e potenziamento divisi per sesso. Io ho anche il compito di accompagnare i ragazzi ai campi sportivi quando vanno per qualche gara o per qualche selezione, e per questo mi pagano a parte, ma si tratta in genere di una mattina per settimana o di una mattina ogni 15 giorni. Tutto questo sarebbe normale amministrazione, si lavora e si lavora in modo molto serio e controllato e si guadagna pure, facendo una cosa che non pesa e per la quale si è portati, al punto che stavo pensando di rallentare l’impegno dell’università, che non mi piace affatto, per dedicarmi del tutto a fare l’allenatore, anche perché per un ragazzo gay l’ambiente di un centro sportivo è veramente bellissimo, coi ragazzi sto proprio bene, si crea un ambiente molto affettuoso e gradevole e poi gli ambienti sportivi non agonistici o agonistici a livello medio basso, come questo, sono tranquilli e direi pure puliti sotto tutti i punti di vista. La nudità nello spogliatoio non mi crea nessun imbarazzo, né quella altrui né la mia, ci sono talmente abituato che non mi fa più né caldo né freddo. Gli spogliatoi sono separati per sesso ma io ci posso stare pochissimo perché ho gli orari di allenamento dei vari gruppi, mi capita di starci di più nelle mattinate in cui si va allo stadio ma non c’è proprio nessun imbarazzo. La cosa di cui ti vorrei parlare è un’altra e riguarda un ragazzo di 22 anni che viene ad allenarsi con me in palestra e che mi ha messo un po’ in imbarazzo. Sono stato suo allenatore da gennaio a marzo, poi la direzione mi ha cambiato il turno e sono passato ad un altro gruppo e con altri orari. Lui lo ha saputo e ha cambiato gruppo e orari per continuare ad avere me come allenatore. Quando l’ho rivisto mi ha fatto piacere e lui mi ha spiegato che aveva cambiato perché gli venivano più comodi gli orari del mio gruppo, ma io non gli avevo chiesto nessuna spiegazione. Sono convinto che Daniele, chiamiamolo così, abbia cambiato turno proprio per restare con me. Non che mi dispiaccia, anzi, tra l’altro è anche un bel ragazzo, ma non so che fare, non so come comportarmi. Diciamocelo chiaro, è un po’ imbranato, non con le macchine e con l’allenamento, anzi, in quello è molto bravo, ma parla pochissimo, è molto schivo, si vede che quando sta con gli altri sorride ma sorride un po’ per necessità. In palestra in genere si formano coppie di amici, ma lui tende a stare da parte, anche con me parla pochissimo ma quando gli faccio i complimenti mi sorride in un modo che mi tocca molto, non è una cosa qualunque, vuole comunicare qualcosa ma io non so come fare per rompere il ghiaccio. Per il resto è tutto perfettamente nella norma, fa la doccia con gli altri, perché una volta l’ho visto “quasi” casualmente, scambia con gli altri qualche chiacchiera generica e magari va più a fondo su cose tecniche che riguardano l’allenamento. Project, che devo fare? Con Daniele mi sento in imbarazzo, ci vorrei parlare eccome ma mi sento sempre al posto sbagliato nel momento sbagliato. Io con gli altri sono spigliatissimo, con lui no! Mi mette in crisi e credo che lui se ne renda anche conto. Solo una volta, allo stadio, sono riuscito a scambiare con lui qualche parola, discorso molto lento e difficile ma molto significativo, i contenuti erano vaghi, sfuggenti, ma si notava la volontà di continuare a parlare. Il tutto è durato non più di 15 minuti, un tempo lunghissimo per Daniele. Chi è Daniele? Non lo so, di lui non so nulla. Sembra un bravissimo ragazzo e vorrei saperne molto di più. Ti dico, Project, non me ne importa niente di sapere se è gay oppure etero però mi piacerebbe molto avere un ruolo nella sua vita, anche un ruolo secondario, ma un ruolo vero. Non so dire se mi sono innamorato di Daniele, per altri ragazzi ho preso delle cotte pesanti, per Daniele no, è una cosa diversa, come faccio a spiegartelo? Vorrei che stesse bene, ecco questo è il centro di tutta la faccenda. Se ha cambiato gruppo e orari per restare con me, come io penso, un motivo ci sarà. Ultimamente c’è stata anche un’altra cosa che mi ha fatto immensamente piacere. Un giorno hanno chiuso gli impianti per dei controlli tecnici e abbiamo dovuto avvisare i ragazzi che l’allenamento era spostato e siamo stati noi allenatori a dover chiamare i ragazzi. Quando ho chiamato Daniele non è stato come quando ho chiamato gli altri, la chiamata è durata qualche secondo in più e non è stata per niente formale, gli altri in genere dicono “ah, ok, grazie!” e finisce lì, lui ha detto: “Ho capito … mi ha fatto piacere sentirti, ciao!” la voce stessa voleva comunicare qualcosa e io gli ho risposto: “Ha fatto piacere anche a me! Ci vediamo domani Dani!” Mi potresti dire che sono solo banalità e che ci sto costruendo sopra un castello ma la sensazione che ho è che non siamo affatto cose banali. Come si fa a rompere il ghiaccio in una situazione del genere? Mi sento in imbarazzo e nello stesso tempo penso che con questo ragazzo si potrebbe creare un rapporto serio, a che livello non lo so, ma una cosa come si deve, mi fa una immensa tenerezza, non è un interesse sessuale nel senso che si dà in genere a questa espressione, vorrei abbracciarlo, vorrei fargli capire che ci sono e che a lui ci penso, ma vorrei anche non essere invadente, vorrei lasciargli tutta la sua privacy. Non sono abituato a rapporti di questo genere. Con i ragazzi che ho conosciuto, anche con quelli etero, per i quali avevo perso la testa, alla fine non è stato difficilissimo arrivare ad un discorso esplicito o quasi, con Daniele è tutto in una situazione quasi di stallo, ci sono dei minimi movimenti, o almeno questa è la mia impressione: un sorriso un po’ più disinvolto, qualche incontro di sguardi (che brivido quando succede!) e poi la sua presenza fisica che comincio a desiderare, aspetto proprio le giornate quando ho l’allenamento con lui. In genere gli altri qualche volta mancano, lui non manca mai, fino adesso non è mancato nemmeno una volta. Quando facciamo ginnastica generale a gruppo misto si mette sempre in fondo sulla estrema sinistra e nei momenti prima e dopo l’allenamento non parla con nessuno né con le ragazze né coi ragazzi. Qualche ragazza ha provato a scambiare due parole con lui ma sono rimaste solo due parole. Adesso, quando lui è presente, mi sento meno disinvolto con gli altri ragazzi, come se pensassi che la cosa magari potrebbe dargli fastidio e mantengo un atteggiamento più formale. Questo significa innamorarsi? Non lo so, certo è tutto diversissimo da altre situazioni in cui mi sono venuto a trovare, è tutto lentissimo ma nonostante tutto provo uno strano senso di sicurezza, non so che fare ma ho l’idea o meglio la sensazione chiara che si tratti di una cosa importante, di un contatto di un altro tipo, forse, ma di una cosa vera, io lo so che lui c’è, di questo non ho dubbi, non so che cosa possa aspettarsi da me, ma so che per lui io conto qualcosa e forse più di qualcosa. Ho fatto di tutto per non scoraggiarlo in nessuna situazione, per fargli capire che a me farebbe piacere creare un rapporto più forte ma lui per un verso tende a sfuggire, anche se per l’altro ho la netta impressione che sia tentatissimo di fare un passo avanti. Ma, Project, esistono ragazzi gay come Daniele? Io non ne avevo mai trovati. È realmente possibile che abbia paura? E paura di che, poi? Io cerco di manifestargli prima di tutto il mio assoluto rispetto e la mia simpatia e magari di fare un passo avanti nel senso di dire due parole o di prenderci una bibita dopo l’allenamento, perché in fondo si potrebbe anche fare, non vedo che cosa dovrebbe temere. E poi se, come penso, è stato lui a fare il primo passo, cambiando gruppo, perché fare solo il primo passo e poi fermarsi? Qualsiasi cosa voglia da me avrebbe comunque senso cercare di ottenerla. Io però mi comporto con lui esattamente nello stesso modo. Mi dispiacerebbe moltissimo che si perdesse una possibilità importante solo per le reciproche paure e per di più ingiustificate. Adesso ho il suo numero, perché quando l’ho chiamato per spostare l’allenamento me lo sono salvato nel cellulare, mi piacerebbe chiamarlo o mandargli un sms, ma non lo faccio, ho paura di essere invadente. Eppure, Project, non mi sono mai comportato così, prima, non sono mai stato così esitante. Ne ho pensata una: se entro natale non è cambiato nulla, mando un sms di auguri a tutti i ragazzi del gruppo, ma a lui glielo mando diverso, un po’ più personale, almeno questo penso di poterlo fare. A quel ragazzo ci tengo, Project, certe volte sogno che si sia veramente rotto il ghiaccio e come sarebbe bello potergli stare vicino, poterlo coccolare un po’ e vedere che è contento. Chissà se sto farneticando oppure magari tra un anno le cose potranno anche andare come io vorrei. Certo è che mi ritrovo a pensare spesso a Daniele ma con affetto, con tenerezza, è un pensiero molto dolce, mi torna in mente il suo sorriso, l’esitazione della sua voce al telefono. Con gli altri ragazzi non è mai successo così, è stato tutto molto più facile e molto più rapido e soprattutto non ho mai provato lo stesso senso di tenerezza che provo per lui e comincio a pensare che in fondo quello che sto provando adesso sia proprio amore, una cosa dolcissima che non avevo mai provato prima. Project, ti ho scritto queste cose perché leggendo il tuo blog ho avuto la sensazione che tu potessi capire il senso di fondo di quello che sto vivendo adesso e poi vorrei che tu pubblicassi questa mail, pensa come sarebbe bello se Daniele leggendo il tuo blog trovasse la nostra storia! Io sogno che sia così.

Un forte abbraccio.

Allenatore innamorato

__________

Se volete, potete partecipare alla discussione su questo post aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=19&t=1984

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Un pensiero su “UN ALLENATORE GAY SI INNAMORA IN PALESTRA

  1. Penso che quello che hai scritto è condivisibilissimo da tutti, specialmente nell’ambiente gay, dove è molto più difficile essere sè stessi. Ad esempio io mi riconosco molto in Daniele (ma non sono lui, mi dispiace): a me spesso capita di essere chiuso con chi mi interessa: mi frena sempre il fatto di poter essere giudicato, non valorizzato, scaricato. Penso che lui si senta così. Poi io mi attengo al tuo articolo, può essere che non sia per nulla cotto, magari si comporta così con tutte le persone. Tu però devi toglierti il dubbio, e il miglior modo è di utilizzare quel numero di cellulare per scrivergli qualsiasi cosa. Penso sia l’unica prova del 9, per te e per lui. Un forte abbraccio

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