OMOSESSUALITA’ LATENTE

Questo post è la risposta ad un messaggio comparso sul guest book di Progetto Gay.

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Età 41-45. Salve, vorrei capire di più sull’omosessualità latente e come può rivelarsi.

Mio marito, 43 anni, si sarebbe scoperto recentemente bisessuale ma la costante mutevolezza ed incertezza delle sue scelte culturali e professionali, il suo attaccamento a me (anche sessuale, per anni, ed appassionato) l’involontario ed occasionale interesse estetico per altre donne, la coincidenza, inoltre, del suo outing in concomitanza con l’evidente necessità di assumersi impegni più maturi rispetto ad un passato in cui solo io mi sono fatta carico del progetto di vita comune coinvolgendolo sempre, il suo inseguirmi quando mi allontanavo, mi lasciano molto perplessa. Io rispetterei, dolorosamente, la sua scelta, se potessi credere che è ineluttabile ma sospetto un pretesto semi-consapevole.

Il nostro ambiente è sempre stato libero ed aperto, abbiamo sempre frequentato amici gay, il nostro dialogo era profondo e non aveva motivo di celarsi per quasi un ventennio. Vi sarei molto grata per un’opinione.

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Proverò a risponderti sulla base dell’esperienza maturata nel Progetto, utilizzando una documentazione autentica, costituita da brani di e-mail che sono stato autorizzato a pubblicare.

Partiamo con una premessa. Intanto con l’espressione “omosessualità latente” si intende una omosessualità della quale non si ha consapevolezza. Non si tratta di omosessualità repressa consapevolmente ma di una realtà che opera al di sotto dei livelli di coscienza e che si manifesta attraverso una serie di fenomeni che vengono interpretati da chi li osserva in sé stesso sulla base di categorie del tutto estranee alla omosessualità.

Passiamo all’esame della prima mail che ho ricevuto da un 43enne che chiameremo Marco.

“Ciao Project, vorrei chiederti un parere su alcune questioni che da qualche tempo mi danno da pensare. Devo fare una premessa necessaria, sono un uomo sposato e ho una figlia di quasi 19 anni, sono sempre stato etero, le ragazze mi hanno sempre cercato e stare con loro mi piaceva e molto, purtroppo certe volte sono proprio stressato e forse c’è un po’ di ansia di prestazione, per cui qualche volta vivo la sessualità in modo non proprio sereno, però con mia moglie sto bene, lei a me ci tiene moltissimo, con lei mi sento a mio agio e poi non è una cosa essenzialmente sessuale, ci vogliamo proprio bene. Da quando sto con lei non sento più il bisogno di masturbarmi anche perché con lei facciamo sesso abbastanza spesso, d’altra parte la masturbazione non è mai stata una fissa per me, riuscivo a farne a meno anche prima. Quando mi sono messo con mia moglie non avrei mai creduto di poter vivere la sessualità con lei, cioè la spinta che provavo verso di lei non è stata quella, poi le cose sono venute da sé piano piano, avevo un po’ di timori che si sono sciolti via via e adesso le cose vanno bene. Quanto agli amici, ne ho anche di gay e non ho nessuna preclusione di principio nei loro confronti. Faccio ancora attività sportiva, non agonistica, ho la possibilità di vedere i miei compagni di squadra nudi un sacco di volte ma la cosa mi è del tutto indifferente, non ho mai pensato che avrei potuto fare sesso con un ragazzo. Ho un amico col quale mi trovo benissimo, un amico etero, un compagno di squadra, ci sentiamo spesso e il dialogo tra noi è molto bello, lui mi racconta delle sue emozioni e io con lui parlo di tutto, problemi sessuali compresi, capita che usciamo spesso in quattro, io, lui e le nostre mogli, con questo amico parlo spesso ma per me la sua presenza non ha e non ha mai avuto nessun altro significato, cioè è un amico e basta. Ti dicevo all’inizio che qualche volta mi sento un po’ stanco e penso che questo comprometta un po’ i rapporti con mia moglie, certe volte quando sto con lei mi tornano in mente i problemi di lavoro e questo non mi piace perché mi perdo i momenti più belli, ma passerà, ne sono sicuro”.

Passiamo all’analisi dei contenuti di questo brano che costituisce l’avvio della prima mail che ho ricevuto da Marco.

Fenomenologia in ambito etero (debolezza della sessualità etero)

Marco ha o può avere talvolta problemi di erezione quando si trova in intimità con la moglie, tende a distrarsi durante i rapporti sessuali etero, vive la sessualità etero come risposta alle iniziative della moglie, non si masturbava (o non lo faceva spesso) pensando alla sua ragazza anche se non aveva con lei rapporti frequenti, tende a passare più tempo con i suoi amici o con un suo amico che con sua moglie. Per lui la sessualità etero non ha la valenza di una pulsione primaria ma riveste il ruolo di complemento di un rapporto affettivo, ossia l’interesse sessuale non è la prima spinta alla creazione di un contatto affettivo, ma, al contrario, dalla scelta affettiva primaria deriva anche la disponibilità sessuale. Marco non ha in mente un tipo fisico di ragazza che susciti in lui un interesse sessuale immediato, cioè non ha un archetipo sessuale femminile. In età adolescenziale è stato sempre cercato dalle ragazze (non dice di averle cercate) con le quali ha avuto qualche forma di contatto sessuale ma non ha preso l’iniziativa. La masturbazione in età adolescenziale non era frequente.

Fenomenologia in ambito gay (assenza di una sessualità gay)

Marco non ha mai avuto reazioni sessuali riferibili alla presenza di un altro ragazzo, frequenta palestre, piscine o spogliatoi e fa la doccia insieme con altri senza alcuna risposta sessuale, non prova alcun imbarazzo nell’affrontare discorsi che riguardano l’omosessualità, ha anche amici gay con i quali ha un rapporto del tutto simile a quello che ha con gli amici etero, non è mai stato neppure lontanamente sfiorato dall’idea di potersi masturbare pensando a un ragazzo.

Proseguiamo ora con il testo della mail di Marco.

Elementi di crisi dell’identità etero e accettazione della bisessualità

“Project, tu mi dirai, allora dove sta il problema? E qui comincio a non capire bene. Io voglio bene a mia moglie, con lei ho condiviso tutto, è una donna come si deve e per me ha fatto moltissimo, si è perfino messa contro la sua famiglia per sposarmi, perché la famiglia avrebbe voluto che sposasse un altro (che i genitori conoscevano) ma lei si è imposta e ci siamo sposati. Ci tengo a sottolineare che non è stata affatto una scelta di opportunismo ma un matrimonio d’amore, io specialmente i primi tempi, con lei ho vissuto proprio anni meravigliosi, non mi mancava nulla, quando ci siamo sposati avevo 23 anni e lei 21, l’anno dopo è nata mia figlia e non avrei potuto essere più felice di così. Sono sposato da 20 anni e per 19 di questi 20 anni ho avuto in mente solo mia moglie, non ho mai tradito mia moglie, non mi è mai passato neppure per la mente, poi improvvisamente si è presentata una situazione che mi ha messo in crisi. Abbiamo ospitato a casa nostra un nipote di mia moglie di 22 anni, chiamiamolo Luca, un bel ragazzo, credo che mia figlia se ne sia innamorata e fin qui non ci sarebbe nessun problema. Fatto sta che una notte in cui mia moglie non c’era perché era andata dalla madre, ho fatto uno dei rarissimi sogni erotici (un sogno bagnato) della mia vita e ho sognato Luca, ho sognato che lui voleva essere abbracciato da me e siamo finiti alle carezze intime e io sono arrivato all’orgasmo. Nel sogno era tutto molto bello, ma quando mi sono svegliato e ho fatto mente locale mi è crollato il mondo addosso, mi sentivo sporco sia perché si trattava di un sogno omosessuale sia perché Luca ha 22 anni, quasi l’età di mia figlia. E poi pensavo a mia moglie, mi chiedevo se con lei avrei dovuto parlare oppure no e stavo proprio malissimo. Poi mi dicevo che i sogni non significano niente ma questo mi lasciava perplesso perché nel sogno ho vissuto emozioni sessuali violente che non avevo ma provato prima, come una specie di super-sessualità. La mattina ho visto Luca, che mi chiamava zio, mi sentivo un traditore della fiducia di quel ragazzo, perfino una specie di pedofilo, stavo malissimo ma mi sono fatto forza e non ho fatto trasparire niente di quello che mi portavo dentro. La sera è tornata mia moglie e abbiamo fatto l’amore, è stato bellissimo, direi che mi sembrava di essere tornato ai primissimi tempi del nostro matrimonio, mi sentivo confortato perché tra me e mia moglie non era cambiato nulla e se era cambiato era cambiato in meglio. L’incubo di poter essere omosessuale lo sentivo meno incombente. Quando Luca è tornato a casa sua mi sono sentito sollevato, come se il pericolo fosse passato. Comunque a mia moglie non ho detto nulla, sia perché non la volevo agitare, sia perché pensavo fosse una cosa passeggera. Per due mesi sono tornato alla mia vita di prima, poi, l’estate, in vacanza mi sono trovato con un ragazzo poco più grande di Luca e mi sono accorto che ero portato ad osservarlo, mi sembrava bellissimo, sorridente, con un sorriso che non ho mai visto in una ragazza, ne ricordavo la voce, i gesti, le mani grandi, bellissime, con una pelle perfetta. Questo ragazzo, che chiamerò Silvio, si è affezionato a me, veniva a casa nostra al mare, mia moglie pensava che stesse appreso a nostra figlia ma non era così. Silvio veniva per stare con me e io con lui stavo bene, cercavo tutti i modi per poter passare un po’ di tempo con lui, per un po’ la cosa è stata molto gradevole ma poi ho cominciato ad aver paura di spingermi troppo oltre. Tra noi non c’è stato mai nulla e Silvio mi trattava come un papà però per me le cose non stavano esattamente così. Non pensavo a lui in termini sessuali e questo mi faceva stare tranquillo, cercavo di mettere da parte l’idea di poter essere innamorato di Silvio ma di fatto era così, però ti ripeto, nessuna fantasia sessuale su di lui, proprio mai, non lo so, forse mi reprimevo, però Silvio mi faceva stare bene. Anche questa volta non ho detto niente a mia moglie e in fondo non avevo nulla da dirle, tra me e Silvio non c’era stato niente, nemmeno in sogno. Però con Silvio avevo meno paura di poter scoprire di essere bisex, diciamo che lo mettevo in conto almeno in astratto. Non parlo di essere omosessuale ma bisessuale perché con mia moglie i rapporti sessuali andavano ancora bene o almeno passabilmente. Torna l’autunno e viene nel mio studio un praticante nuovo, sui 25 anni, su di lui sono cominciati i pensieri sessuali e il mio terrore è ricominciato. Sono arrivato a chiedere di essere mandato in un’altra sede, ma poi avevo bisogno di vederlo e sono tornato dove stava lui che non si è mai accorto di niente, anche con questo ragazzo non c’è stato mai nulla ma è stato il primo ragazzo sul quale ho fatto fantasie erotiche, per un verso ero spaventato, ma per l’altro mi dicevo: perché no? Dopotutto una cosa del genere non distrugge il mio matrimonio, questi ragazzi non ne sanno niente, allora perché privarmi di una cosa che in fondo non fa male a nessuno. Sono bisex, ok, ne prendo atto. Tanto poi queste cose restano tutte nella mia fantasia perché non mi viene proprio in mente che potrei mettere in crisi in mio matrimonio e il rapporto con mia figlia per una fantasia sessuale. Diciamo che questo è lo stadio al quale sono adesso, la mia vera paura è quella dell’escalation cioè che queste cose che prima non esistevano proprio e che piano piano ho finito per accettare possano poi evolvere presentandomi il conto e magari spingendomi in qualche avvenuta che mi potrebbe mettere in grosse difficoltà. Fino qui mi sento di accettare quello che mi sta succedendo ma ho il terrore che la cosa non si fermi qui. Mia moglie non sa nulla di tutto questo e tra l’altro non saprei proprio come farle capire una cosa del genere.”

Al di là dell’esempio che ho riportato, si verificano situazioni in cui il mantenimento degli equilibri precedenti all’emergere della omosessualità è di fatto impossibile. L’evoluzione in quei casi non va verso una bisessualità a prevalenza etero in cui è possibile contenere l’omosessualità nel limite della masturbazione gay episodica ma verso forme di omosessualità esclusiva che mettono in crisi il matrimonio e portano inevitabilmente alla separazione.

Nel caso di Marco (quello citato prima) la moglie è del tutto inconsapevole, ma nei casi in cui l’omosessualità latente evolve in omosessualità esclusiva il ruolo della moglie diventa critico perché in queste situazioni il marito intende il matrimonio come una trappola e il rapporto coniugale mantiene solo aspetti negativi. In genere i mariti che escono da situazioni di omosessualità latente parlano con le mogli solo se avvertono l’impossibilità di proseguire il legame matrimoniale e in questi casi, anche se i mariti si qualificano come bisessuali c’è da credere che si tratti invece di omosessualità esclusiva.

Bisogna dire che in genere le mogli ritengono il comportamento del marito oggetto di una scelta, cosa che non corrisponde a verità, si tratta invece dell’emerge di una sessualità latente, cosa che comporta, per chi vive queste situazioni, stati di disagio spesso molto profondi.

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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=23&t=1092&start=0

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