AMORE E DISAGIO GAY

Ricevo e pubblico la seguente mail. Ho eliminato soltanto i riferimenti espliciti a luoghi e circostanze che metterebbero a rischio la privacy delle persone.

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Carissimo Project,

Ci conosciamo da tempo ormai, abbiamo avuto le nostre liti ed i nostri momenti di serenità io e te. Durante questi ultimi mesi me ne sono capitate di tutti i colori, e questo mi ha fatto molto pensare.

Mi spiego meglio … ti ricordi che ti avevo condannato qualche mese fa per il tuo comportamento? Sì, avevo detto che non era giusto che tu ti mettessi a dire che il tuo lavoro non serve a nulla, ed anzi è un danno. Sì, mi sono sentito tradito da queste tue affermazioni e dal fatto che ti ero stato vicino tutto quel tempo, confortandoti e cercando di fornirti mezzi per affrontare la situazione desolante nella quale eri, senza alcun risultato. Come se i miei sforzi non servissero a nulla, come se alla fine il tuo egoismo fosse più importante dell’affetto e rispetto che ci ha legato tutto questo tempo.

Bene. Mesi sono passati da quei giorni, ed ho riflettuto. Ora come ora sto vivendo una situazione per certi versi “simile” con un ragazzo. Mi ritrovo a parlare con lui via sms o msn, mai al telefono men che meno ci siamo visti. Un “rapporto” che dura da 3 mesi circa.

Questo ragazzo non vuole vedermi, perché ha paura che poi le cose sarebbero peggiori, ha paura che alla fine non serva a nulla, non ha alcuno stimolo vitale. Dice che vorrebbe morire.

Gli sono stato vicino, e lui dice di avermi aperto il suo cuore dicendomi che effettivamente mi vuole bene… Ma un affetto senza che ci si possa incontrare, che destino può mai avere?

Tra pochi mesi, in teoria se tutto va come deve andare, mi dovrò trasferire a in un’altra città, lontano dal remoto frammento toscano dove lui abita… e gli ho chiesto ancora per un’ultima volta se volesse vivere con me, anche a costo di doverlo mantenere lavorando il doppio. Cioè la mia famiglia se ne va al nord, ma io per lui sarei restato volentieri qui sebbene sia la sola ragione per la quale me ne starei quaggiù. Perché non ho altro quaggiù, non ho amici né altre forme forti di serenità.

Lui continua a dirmi che il suo proposito di autoannientamento non è stato rimosso, nonostante l’affetto che prova per me.

Ho provato, giuro che ho provato in ogni modo possibile di chiedergli il perché. Di offrirgli un’alternativa piacevole ad una lenta morte da vegetale.

Niente… Insomma: io ancora lo amo!!! Ed al diavolo quello che dicono tutti che “si cerca un ragazzo per non stare soli”… Idiozie !!! Io volevo costruire un futuro insieme a lui, vivere un vero amore (magari eterno).

Ho sempre pensato che amare sia condividere, sia donarsi e ricevere dall’altro, sia costruirsi una serenità e felicità con l’altro. Cosa c’è di male a volere essere felici in due? Perché si deve pensare che voler stare insieme a qualcuno sia necessariamente sintomo di non riuscire a stare soli? [E questo lo dico per tutti quelli che credono questo] Io ci sono abituato a stare solo, è da quando ero piccolo che sono rimasto completamente solo e che non ho più affetti profondi (ora ho 22 anni). Insomma, non è una questione di solitudine, è che volevo davvero stare bene insieme ad una persona bella come questo ragazzo, facendo stare bene anche lui… Volevo che tutti e due si potesse essere felici.

Ma vabbé, giusto per dare un filo logico conduttore tra la prima parte della mail in cui ricordavo i trascorsi con te, Project, e la seconda con questo ragazzo, volevo dire a tutti quanti una cosa che penso sia molto importante (spesso forse sottovalutata, perché data per scontato):

1) Cercate di adottare forme di “pensiero deboli”, cioè non granitiche, che possono rivedere facilmente le proprie convinzioni a favore di quelle degli altri, andando in contro a quelle degli altri. Nello specifico della mia situazione prendo il caso del ragazzo: “Ma cosa gli costava provare? Cercare almeno di essere felice?”… perché dopo tutte le prove che gli ho dato di amore e sincerità, lui poteva essere felice con me…

2) Gli ho persino chiesto perché si “ostinava a mettere davanti al suo affetto per me le sue paure”… Insomma! Un vero amore dovrebbe essere più forte di queste debolezze, come pure degli egoismi più stupidi (come non voler mutare almeno di un po’ il proprio modo di vedere le cose). Io sono sempre stato dell’idea che “l’Amore sia più forte pure della morte, in quanto gli sopravvive ad essa”. E se non altro, “l’Amore dovrebbe essere più forte dell’orgoglio”.

Sempre per ritornare al ragazzo, visto che ci sono, gli ho anche detto che per me un qualsiasi rapporto con lui sarebbe andato bene. E’ affetto, o amore nel suo stato più puro, quello che mi lega a lui. Gli ho detto questo perché essenzialmente lui continuava a dirmi che per lui “l’amore è una debolezza” e “non credo che se stessimo insieme le cose andrebbero meglio, né che durerebbero”… Insomma, l’ho fatto perché gli voglio bene, lo voglio vicino a me, ma anche per lui! Per farlo stare più a suo agio, visto che rifugge l’amore. E non c’è stato nulla da fare nemmeno qui.

Mi sono impuntato sul vederlo almeno una volta nella mia vita prima di andarmene per sempre. Non ho intenzione di chiudere una faccenda così umana in un modo così freddo come l’sms.

Insomma… quello che dovevo dire a tutti l’ho detto, e credo di non aver sbagliato nel mio pensiero né con lui o altre persone ancora. Se volete dirmi qualche cosa fate pure, sia critiche che consigli che riflessioni. Qualsiasi cosa.

Tutto è ben accetto, e vi ringrazio già ora per il supporto morale. Perché giuro che sono distrutto dal fare tutti questi sforzi e poi non vederli mai nemmeno accolti e non riuscire mai a raggiungere un briciolo di serenità.

Per favore Project, pubblicala (taglia quello che non ti piace, ma lascia inalterato almeno il succo del discorso)…

Ciao.

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Ciao,

innanzitutto sono contento di risentirti e di vedere che non hai perso la volontà di metterti in gioco, quell’oggetto della mail “scendo in campo” mi è piaciuto veramente moltissimo. È vero che quando ho passato momenti grigi ha cercato di fare di tutto per farmi andare oltre ma poi sei rimesto deluso dal fatto che io fossi portato a vedere le cose soprattutto in negativo. In certi momenti ho sentito anche te su toni molto negativi che mi hanno preoccupato, ma questa mail la vedo di un altro genere, si capisce che dietro ci sono sentimenti veri che ti hanno dato delle motivazioni serissime, si vede che ti sei lasciato coinvolgere dai sentimenti, che è poi l’unica cosa che può dare serenità. Non pensare solo a se stessi e ai propri problemi ma potersi dedicare ad un’altra persona migliora la qualità della vita, il fatto è che poi scattano dei meccanismo incontrollabili e ci si aspetta una risposta, ci si aspetta dall’altra parte un coinvolgimento simmetrico che purtroppo è molto raro, quando poi dall’altra parte trovi toni realmente depressi sei portato a intensificare gli sforzi perché quella depressione sia superata ma spesso vedi che tutti i tuoi sforzi sono inutili, lo dico perché è capitato anche a me parecchie volte, proprio quando tu hai cercato di farmi vedere le cose in una luce più positiva, ma ti devo dire una cosa, che sembra paradossale ma qualche volta è vera, la felicità di un’altra persona alla quale noi possiamo tenere moltissimo può benissimo non dipendere da noi ma altre persone e da altre situazioni che possono realmente cambiare le cose. È molto difficile accettare una cosa del genere perché il bene dell’altro non corrisponde col nostro, in questi casi le risposte più frequenti sono quelle nette: o stai con me o non ci sentiamo più, ma è proprio qui che ha senso quella scelta di atteggiamento debole alla quale facevi riferimento, certe volte accettare ruoli di basso profilo serve realmente al bene dell’altro che deve sentire una presenza vicino se e quando ne sente la necessità ma non deve sentirsi messo alla strette. Certo, se tu potessi pensare alla felicità di quel ragazzo magari lontano da te ma alla sua felicità fuori dalla depressione, allora ti sarebbe più facile accettare anche un ruolo di basso profilo, al momento questo non è lo scenario che ti si presenta e quindi tendi ad essere comunque presente e credo sia inevitabile, ma il basso profilo spesso ha un valore inestimabile, msn, gli sms, non sono banalità e quando trovi una persona che non si lascerebbe coinvolgere ad altri livelli, questi mezzi di comunicazione hanno un’importanza enorme. La serenità di fondo di una persona dipende in gran parte dalla consapevolezza di essere importante per qualcuno. Si può essere importanti in tanti modi, si può addirittura vivere insieme, ma si può essere importanti, e dico importanti nel senso serio del termine, anche solo come punto di riferimento quando se ne sente la necessità. Anche a me è capitato di parlare spesso con ragazzi tendenzialmente depressi e che non sembravano schiodarsi di un millimetro da posizioni di totale negatività e questo fatto mi ha creato ansia e preoccupazioni notevoli, ma poi per un verso i contatti si sono diluiti e per l’altro sono cominciati ad emergere anche elementi positivi. Il mio livello di ansia e di preoccupazione nei confronti di questi ragazzi è diminuito e il dialogo vero non si affatto perso. Capisco che per te il discorso è diverso ed accettare un ruolo di basso profilo verso un ragazzo di cui sei innamorato è difficilissimo, ma anche questo è un modo di amare.

Un abbraccio forte.

Project

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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:  http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=20&t=985&start=0

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