FANTASIE GAY E REPRESSIONE IN PISCINA

Ciao Project,

leggendo i post del tuo blog sono rimasto molto colpito da alcuni che riguardano le reazioni dei ragazzi di fronte al clima che si crea nelle palestre e nelle piscine. Io ho 23 anni, sono un ragazzo credo almeno passabile, al momento il mio vero problema consiste nel fatto che da sei mesi a questa parte la mia vita è totalmente concentrata sulla piscina che frequento tre volte alla settimana. Dico totalmente concentrata perché anche se ho cominciato il secondo anno della specialistica e i miei studi vanno bene, in pratica, io vivo solo in funzione della piscina. Sono un nuotatore di livello medio, non proprio una schiappa e potrei magari fare anche un po’ di attività agonistica se mi ci applicassi seriamente, ma per me la piscina ha un altro significato. Mi vergogno molto a scrivere queste cose, tra l’altro vedo che i ragazzi scrivono molto liberamente di argomenti sui quali mi sentirei in imbarazzo anche solo a scrivere due righe. Penso qualche volta che potrei anche essere complessato. Comunque proverò a dire quello che mi succede, diciamo che mi sento un po’ guardone. A costruire un rapporto con un ragazzo non mi ci metto nemmeno perché ho troppa paura, però i giorni che devo andare in piscina mi sento molto gasato, non so se hai capito. In pratica lo spogliatoio è un po’ una tortura, ci rimarrei a vita se potessi ma so che non posso eccedere in nessun modo e devo stare anche molto attento alle mie reazioni. Per un verso mi tenta e per l’altro so che mi devo reprimere. Ormai ho i turni fissi da tanto tempo e i ragazzi del mio turno le conosco tutti, ci scommetterei la testa che nessuno sospetta niente, con me sono naturalissimi e proprio spigliati, io sto molto attento a non dare nell’occhio. Ci sono tre ragazzi, un po’ più giovani di me (20/21) che stanno sempre insieme e che non fanno che scherzare tra loro anche a livello sessuale ma non ho alcun dubbio che siano tutti etero, li ho visti con le loro ragazze e poi i loro scherzi nello spogliatoio probabilmente avevano un significato sessuale solo per me. Arrivo a pensare che mi piacerebbe essere etero per stare con qui tre ragazzi e potermi sentire alla pari e invece non è così. Sono diventati un po’ la mia ossessione. Per tanto tempo avevo pensato che potessero essere gay, o almeno che potesse esserlo uno di loro, ma poi piano piano ho perso le speranze. Però restano per me un’immagine bellissima, un po’ l’immagine dei ragazzi per eccellenza, belli, sereni, felici di vivere. Io invece non faccio che guardarli e non solo per l’estetica, in pratica conosco ogni dettaglio anatomico di ognuno dei tre e queste cose mi si sono bene impresse nella mente. Me li sogno spesso, e anche in sogni non proprio ingenui e il resto te lo puoi immaginare e mi sento anche un ladro perché in effetti io a loro sto rubando qualcosa che loro non mi darebbero se sapessero come stanno veramente le cose. Sono fuori di testa Project? Io penso che non starò mai con un ragazzo, diciamo che ne sono quasi certo, per me la sessualità sarà solo questa. È come se io non volessi crescere e cercassi di tenermi aggrappato per forza al mio salvagente che è lo spogliatoio della mia piscina. Ma poi anche lì il senso di frustrazione è totale, ci sono le docce senza separazione ma non ci vado mai, anche questa è un’altra cosa che mi mette enormemente a disagio, perché non ci vado lo puoi capire, eppure ogni volta che esco di casa per andare alla piscina mi dico mille volte che è la volta buona e che quella volta ci devo andare senza scappare via, ma poi l’imbarazzo prende il sopravvento e mi trattengo nello spogliatoio e anche lì ho sempre paura di starci qualche minuto di troppo e di dare a qualcuno argomento per fare le sue deduzioni e arrivare al fatto che sono gay. In pratica per me fantasie e repressione si mescolano insieme. Ho pensato sinceramente di non andare più in piscina proprio per evitare questo tormento, ma dopo che cosa mi resterebbe? Solo la pornografia? Beh, mi sembra squallido e almeno in piscina i ragazzi sono ragazzi veri. Non ho amici gay, penso che non ne avrò mai, non fosse altro perché magari sarebbero gay che si sentono realizzati, cioè che hanno un ragazzo o che almeno provano ad averne uno ma io non ci provo proprio, mi sento senza volontà di reagire, quasi abbandonato alla corrente e penso che col passare del tempo non cambierà nulla. Dovrei andare da uno psicologo? Con i miei in pratica non ho dialogo, a loro non potrei mai dire che sono gay e sono pure figlio unico. Perché ti scrivo, Project? Non lo so nemmeno io, è come se avessi l’impressione di conoscerti, ho letto tanti tuoi post e mi sembrano seri. Insomma, non so nemmeno io che cosa vado cercando, forse solo uno che mi dica quello che pensa di me. Se vuoi pubblica la mail, tanto è generica, chissà che cosa diranno i ragazzi del forum, comunque loro stanno già molto avanti rispetto a me, io sto ancora a zero. Questo è il mio primo tentativo di essere me stesso e mi costa tantissimo.

Ciao Project. Aspetto la tua risposta.

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Se volete, potete partecipare alla discussione di quqetso post aperta sul forum di Progetto Gay:

http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=20&t=940&start=0



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