FANTASIE GAY DI UN UOMO SPOSATO

Caro Project, solo in questo giorni ho conosciuto il tuo bellissimo e utilissimo sito e vi ho trovato diverse risposte ai miei “turbamenti” e devo dire che, almeno in parte e grazie a te mi sento un po’ meno agitato. Ti scrivo però sia perché penso che la mia esperienza possa essere utile anche ad altri (e quindi ti autorizzo a pubblicare la e-mail, qualora lo ritenessi opportuno), sia soprattutto perché mi piacerebbe avere da te un consiglio su come comportarmi o meglio, su quale possa essere secondo te il miglior modo per affrontare con meno ansia la mia situazione. E poi mi fa bene anche solo parlarne, perché non ne ho mai parlato con nessuno e sì che sono 30 anni che mi porto appresso questo peso. Pertanto vorrei che fosse palese quale grande passo stia per fare.

Ho 44 anni (e anche per questo scrivo, perché ho letto che ti fa piacere aumentare il numero di “non più ragazzi” come dici tu che portano le loro esperienze), sono felicemente sposato con una donna meravigliosa e ho 2 bambini stupendi. Ci tengo a precisarlo perché amo mia moglie alla follia e lei mi ama ancora di più, se possibile e con lei c’è anche una buona intesa sessuale: mi ritengo appagato da quel lato, anche perché, senza esagerare, ogni tanto sperimentiamo qualcosa di nuovo. Unica pecca è che col passare degli anni (12 di matrimonio) la frequenza dei rapporti si è ridotta. Anche lei, a quanto mi risulta si ritiene soddisfatta ma vorrebbe certo una maggiore frequenza nei rapporti.

Ma veniamo al punto. Da quando ho iniziato a masturbarmi e cioè a 11 anni, se non ricordo male, le mie fantasie sessuali si sono sempre rivolte, al 95%, a rapporti omosessuali. Nella maggior parte dei casi, a seconda dei periodi, le fantasie mi hanno visto e mi vedono nel ruolo passivo e in effetti sin dagli albori ho provato e provo un grandissimo piacere nella autostimolazione anale. Non ho mai avuto rapporti sessuali di nessun tipo fino ai 28 anni e già questo non mi sembra normale. La mia sessualità si è quindi espressa tramite la masturbazione. Per la verità la mia scoperta di attrazione verso i ragazzi non ha mai comportato particolari sensi di colpa o tentativi di repressione: l’ho accettato da subito, ma ho anche contemporaneamente capito che non sarebbe stato facile vivere liberamente la mia sessualità. Le ragazze per la verità mi sono sempre piaciute e ancora oggi se vedo delle belle donne un pensierino “sessuale” ce lo faccio”. Viceversa, come tanti, se si esclude la fase adolescenziale, ritengo di non poter trovare nessun interesse affettivo verso un uomo / ragazzo: al massimo potrei invaghirmene sessualmente. Sinceramente credo poco, per quanto mi riguarda, all’amore fra uomini; per me l’amore vero avrei potuto trovarlo e l’ho trovato, solo con donne, che da questo punto di vista ritengo superiori agli uomini (so che non sarai d’accordo ma non è questo il punto). Detto questo nell’adolescenza ho avuto problemi a relazionarmi con le ragazze, sia per timidezza sia perché mi sono fatto condizionare dall’ambiente sociale (all’epoca vivevo in provincia) e da mia madre nel senso che non volevo farmi vedere in giro con ragazze non carine perché mia madre mi diceva continuamente che ero un bravo ragazzo (questo è vero) e che le ragazze carine dovevano fare la fila per avermi (ovviamente non era così, anche perché non sono particolarmente attraente). Sarà anche che mancava in me una spinta sessuale forte ad avere rapporti etero, perché mi piacevano forse di più quelli gay. Sicuramente il corpo maschile mi è sempre piaciuto di più. Inoltre sono sempre stato impegnato negli studi e probabilmente in quella fase la masturbazione era sufficiente a calmare i miei appetititi sessuali. Per quanto riguarda la possibilità di rapporti gay, pur non avendo, come già detto, nessuna remora di tipo morale, né di accettazione personale, vivendo in provincia, non essendoci internet, essendoci ovviamente forti condizionamenti sociali, ecc. ecc. non ho mai avuto vere occasioni né per la verità le ho cercate veramente (tranne qualche timido approccio risoltosi in un nulla di fatto). Ho però vissuto abbastanza serenamente la cosa (benedetta masturbazione!) e per la verità dicevo a me stesso che il rapporto sessuale fra uomini era superiore a quello etero perché dà la possibilità di godere con tutte le parti del corpo. Probabilmente se avessi avuto più occasioni e più esplicite, se ci fosse stato internet con i suoi siti belli (come questo) che mi avrebbero aiutato a superare la mia timidezza e, perché no, siti meno belli (quelli porno) che comunque mi avrebbero fatto capire molte cose del mondo gay, avrei avuto le mie esperienze omosessuali, traumatiche o belle che fossero, ma comunque giuste, perché quella era l’età per fare quelle esperienze! A quell’epoca peraltro avrei anche potuto innamorarmi di ragazzi come peraltro successo per alcuni compagni etero (senza nessuna possibilità). Quando ho lasciato la provincia per andare a fare l’università in una grande città, tu penserai che, liberatomi dai condizionamenti della provincia e della famiglia, avrei potuto sperimentare i miei primi rapporti gay e invece no! Anche in questo caso mi sono fatto sopraffare da altri tipi di condizionamenti: primo fra tutti e forse era anche giusto, l’impegno nello studio, visto che lo dovevo ai miei genitori che pagavano un sacco di soldi per tenermi in università, ma anche il fatto che vivevo in un appartamento con un mio amico di liceo (ed ecco che la “provincia” tornava a condizionarmi) più altri 2 ragazzi assolutamente etero e chiusi a qualsiasi spiraglio. Pertanto il tempo per cercare ragazzi e ragazze non ce l’avevo e nemmeno avevo una voglia così grande. Ho continuato a masturbarmi pensando a rapporti omo (in questo periodo di tipo sia attivo che passivo – immagino perché, non avendo alcuna esperienza, qualsiasi modo di provare piacere mi attraeva) e a “sbavare” quando vedevo in giro o alla televisione bei ragazzi.

Quando ho finito gli studi e ho iniziato a lavorare, sempre nella grande città, sono andato a vivere da solo. A quel punto mi sono detto: “finalmente ora posso organizzare la mia vita come voglio, poso decidere se avere rapporti gay o no, oppure andare in cerca di ragazze!” Ma non era così facile: non avevo il computer, né m’interessava veramente averlo e i social network e la chat erano ancora agli albori, gli anni di università li avevo vissuti isolato dal contesto sociale e praticamente dovevo ora inserirmi nel tessuto sociale della città, non sapevo come fare per incontrare persone, donne o uomini che fossero ed erano anche i primi mesi del nuovo lavoro con tutto ciò che questo comportava, né ebbi la fortuna di avere qualche collega magari bisex con il quale provare qualcosa! E sì che fisicamente non ero male: non certo bello di viso ma con un fisico muscoloso, alto, spalle larghe, solo con un filino di pancetta e anche un bel sedere. Avevo sì iniziato un primo approccio col porno gay (riviste), ma niente di più. Quando finalmente (all’alba dei 28 anni!) forse perché mi sentivo solo, ho deciso che era il caso di avere rapporti sessuali (etero o gay che fossero), sono dapprima andato con una prostituta e ho perso la mia verginità. Devo dire che non fu traumatico, ma non provai un particolare piacere. Poi iniziai a pensare che non potevo andare avanti così e che dovevo sperimentare dei rapporti gay. A quel punto però e chissà perché (cosa ne pensi, Project?) contemporaneamente mi è sorto un forte bisogno di paternità e di “normalità”: volevo assolutamente avere una famiglia con una donna che mi amasse e che potessi amare e dei bambini. Ma lo volevo veramente e non per reprimere la mia sessualità! Mi sono pertanto posto la necessità di una scelta che poi ha condizionato la mia vita ed è per questo che ora ti scrivo: dovevo dare retta alla parte “sessuale” di me e quindi dare sfogo al mio desiderio di provare piacere con maschi ogni volta che lo volevo, ma con la prospettiva, per tutto il resto, di vivere una vita non facile (è inutile che ci giriamo intorno) da single bisessuale perché non avrei mai voluto “stare” con un maschio, non era nei miei desideri? Ciò avrebbe comportato rimanere sostanzialmente soli, sia che avessi scelto di rimanere nascosto che di esplicitare la mia natura, con grande dispiacere della mia famiglia. Oppure dovevo rinunciare a una parte, sia pure importante, della mia sessualità, continuando a rifugiarmi nella masturbazione, ma per il resto avere una vita serena, come poi effettivamente sarebbe stato? Decisi che il sesso non era certo la parte più importante della vita e che alla fine non si può avere tutto e pertanto ho fatto la mia scelta. Oggi non me ne pento assolutamente e questa scelta per la verità può riguardare anche un etero che sposandosi e decidendo di essere fedele rinuncia ad avere rapporti sessuali con altre donne. Rimpiango però di non avere avuto rapporti gay nell’adolescenza e nella gioventù. Avrei voluto che oggi potessi dire:”i maschi mi piacciono ancora, ma ho già dato, ho avuto i miei molteplici rapporti, ho sperimentato quello che c’era da sperimentare e poi ho fatto la scelta giusta”. Purtroppo non è così e dopo tanti anni, adesso mi sento un po’ in crisi perché mi sembra che la masturbazione non mi basta più, non mi basta più sentire l’eccitazione a mille quando sui mezzi pubblici vedo dei bei ragazzi; vorrei tanto sentire con tutti i sensi il corpo di un maschio, farmi penetrare, godere di lui. Ma nella mia situazione non è facile. Non avrei inibizioni morali ad andare con escort, ma oltre all’ovvio timore delle malattie, comunque superabile, mi mancherebbe proprio il tempo e la possibilità anche solo di stare al computer a scegliere questo o quello, perché ovviamente ho una famiglia e dal lavoro non è possibile andare su questi siti. Potrei mettere io un annuncio e poi si vedrà, ma anche in questo caso la cosa dovrebbe essere gestita dal computer di casa e avrei delle difficoltà per i motivi suddetti. E poi, vale veramente la pena? Ah, avessi avuto anche io la fortuna di diverse persone che ti hanno scritto, che hanno potuto, per vie “normali”, entrare in contatto con gay o bisex! Potrei in alternativa prendere contatti con uomini che sono nella mia stessa situazione e sperimentare solo storie di sesso, ma probabilmente mia moglie questo non me lo perdonerebbe e io stesso non so se vorrei farglielo. E poi per la verità non so quanto io possa provare piacere andando con uomini della mia età: mi piacciono ancora i ragazzi giovani ma alla mia età è ridicolo pensare di poterne trovare qualcuno disposto a fare sesso con uno di oltre 40 anni, per di più passivo, se non per soldi. Del resto non sono più piacente come prima perché con l’età ho messo su un po’ di pancia. Certo, un uomo dai trent’anni in su teoricamente avrebbe più esperienza e saprebbe come farmi godere.

A mia moglie non ho detto ancora niente, non me la sento ancora, non so se capirebbe. Forse nei prossimi mesi lo farò, se non altro per togliermi un peso e forse chissà potrebbe rendere ancora più bello il nostro rapporto, perché lei capirebbe che sono sincero. Ultimamente qualche segnale gliel’ho dato, perché nei nostri rapporti sessuali le ho chiesto di penetrarmi con oggetti fallici. Dapprima ha titubato, ma poi mi ha detto: “siccome ti amo, se ti piace, te lo faccio” e poi mi ha chiesto se mi piacciono i maschi ma io non ho avuto il coraggio di dirlo e anzi le ho detto che se un uomo vuole provare piacere in quel modo non è indice di omosessualità. Mi ha però detto e questo mi ha fatto piacere, che se andassi, solo sessualmente (e suppongo sporadicamente), con un maschio, le farebbe meno male che se andassi con una donna, per il semplice fatto che andrei a cercare un tipo di piacere che lei non potrebbe darmi. Ma subito dopo si è messa a piangere e la cosa mi ha stretto il cuore!

Caro Project, cosa mi consigli per poter tentare di vivere più serenamente la mia situazione? Ci terrei a una tua risposta.

Da ultimo vorrei lanciare dei messaggi positivi. Ai ragazzi giovani che adesso stanno vivendo le stesse cose che ho vissuto io spero che la mia esperienza serva come spunto di riflessione per non fare i miei stessi errori e di non avere nessuna remora a sperimentare rapporti gay, se sentono di volerlo fare e di fregarsene dei condizionamenti esterni (che, contrariamente a quanto si pensa, ancora oggi ci sono anche fra i ragazzini, anche se variabili in base al contesto). Del resto oggi, anche per chi abita in provincia, grazie a internet ci sono più mezzi per conoscersi e confrontare le proprie ansie.

E poi penso anche ai miei figli, entrambi maschi: credo che quanto ho passato e sto passando non sia stato inutile perché, quando sarà il momento, sarò in grado di educarli correttamente all’affettività e alla sessualità. Per carità, non li invoglierò a essere gay, anzi spiegherò loro che la vita da gay è dura, ma dirò loro che il loro papà non ha nessun problema se avranno voglia di sperimentare rapporti gay, sessuali e sentimentali. E poi decideranno loro cosa è meglio.

Un caro saluto.


P.S.: non sono in grado di usare chat e simili, sono ignorante in materia e del resto nella mia situazione non avrei proprio la possibilità; pertanto ti prego di darmi una risposta via e-mail; se lo ritieni opportuno, puoi pubblicare anche la risposta.

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Ciao,

vado direttamente al punto. Quello che scrivi non ha molto di gay, anzi rappresenta una mentalità decisamente lontana da quella della maggior parte dei gay, mi spiego meglio, per te quello che conta è sperimentare un tipo di sessualità, non costruire una storia d’amore con un ragazzo. Per te esiste solo una delle due componenti della omosessualità, cioè quella tipicamente sessuale e manca del tutto quella affettiva e tendi a leggere la sessualità gay in chiave di pratiche sessuali che non sono neppure maggioritarie nel mondo gay (la penetrazione) e sono una vaga trasposizione in chiave omosessuale di una sessualità tipicamente etero. La sperimentazione della sessualità non ha niente a che vedere con la sessualità, è un esperimento non un atto d’amore e d’altra parte dici e sottolinei in ogni modo che non credi in un rapporto affettivo tra due uomini, cosa che per un gay è essenziale. Un uomo sposato e gratificato dalla sessualità etero, se ha rapporti con un ragazzo o desidera avere rapporti con un ragazzo non è un gay ma un etero che va o vorrebbe andare con i ragazzi ma con ogni probabilità trasporrebbe in un rapporto omosessuale cose che col mondo gay c’entrano poco. Nella dimensione eterosessuale la sessualità è inevitabilmente a ruoli fissi, nella dimensione omosessuale l’esistenza dei ruoli non ha neppure senso, nonostante quello che la gente crede, e vige un principio di sostanziale parità, si tratta della sessualità del simile e non del complementare. Un gay si innamora di un altro ragazzo (perfino etero) e non se ne innamora perché desidera sperimentare con lui una qualche pratica sessuale, ma perché per quel ragazzo prova affetto e tenerezza. Vorrei chiarire una cosa, secondo il linguaggio comune un uomo è omosessuale se e solo se ha rapporti sessuali con un altro uomo ma questo non ha senso, anzi spesso accade che dei ragazzi gay non dichiarati si innamorino perdutamente di ragazzi con i quali non potranno mai avere nessun rapporto sessuale. Un gay può rimpiangere una storia d’amore finita male ma non l’occasione perduta di fare sesso con un ragazzo. Un gay si innamora di un ragazzo e quindi lo vede in chiave sessuale, si masturba pensando a quel ragazzo, lo desidera, ma lo desidera come persona, perché deve essere quel ragazzo e non un altro, non lo desidera perché è un ragazzo, ma perché è proprio quel ragazzo. Un gay non penserebbe di andare a cercare un escort per provare un contatto sessuale o di mettere annunci a fini sessuali, potrebbe anche mettere annunci ma sognando si fare quasi miracolosamente in certi ambienti l’incontro che ha sognato tutta la vita, cioè di trovare lì il ragazzo che lo ami veramente e che sia poi il suo ragazzo in modo stabile. Un gay non sogna un rapporto sessuale gay ma una storia d’amore con un ragazzo e quando è innamorato è portato a fare qualsiasi cosa per il suo ragazzo. Ho visto gesti autenticamente eroici, di coraggio incredibile e di abnegazione di ragazzi gay innamorati verso il ragazzo che amano. Un ragazzo gay innamorato, per il ragazzo che ama, è capace di rinunciare a tutto perché si rende conto che il rapporto affettivo che si è creato, se si è creato, è capace di cambiargli la vita al 100%. Ma tu mi dirai: io però sento comunque la forte pulsione a provare una sessualità gay. Dato che con queste premesse non potresti costruire nessun apporto affettivo serio con un ragazzo gay ti troveresti di fonte solo ragazzi o uomini che hanno come te solo desiderio di provare o di continuare a provare esperienze di solo sesso, cosa che, se me lo permetti, è l’anticamera di profonde frustrazioni. Non lo dico per moralismo ma perché queste cose le ho viste. Un quarantenne che cerca seriemente un rapporto affettivo con un uomo può anche trovare delle risposte degne di essere prese in considerazione. Ma quando ho visto uomini sposati andare a cercare “solo” esperienze omosessuali per dire di aver vissuto anche quello, beh, immancabilmente, a distanza di qualche mese, ho visto le conseguenze in termini di frustrazione e talvolta di dipendenza sessuale. Aggiungo un’altra cosa che mi sembra assolutamente fondamentale, ed è il rapporto di un uomo sposato con la moglie, tanto più in famiglie con figli. Se provo a pensare a come può sentirsi una donna a capire di avere un marito che cerca sesso fuori di casa e con un uomo, mi vengono i brividi. La vita di tua moglie in questo modo la distruggi e per di più quando lei ha fatto la sua scelta non era consapevole di quello che ti passava realmente per la testa. Per non parlare poi dei figli. Ho visto figli grandi che hanno accettato che il padre fosse gay e che convivesse con un altro uomo ma in un rapporto che ai figli appariva comunque (perché era) un autentico rapporto d’amore, ma certo quei ragazzi non avrebbero accettato che il padre volesse provare per provare la sessualità gay. Quando ti sei sposato non hai parlato chiaro con tua moglie, fino a questo momento anche se non le hai realmente permesso di capire chi sei, comunque, hai considerato che il vostro rapporto non dovesse essere messo in crisi da fantasie sessuali varie (sia etero che gay) ma se tu cercassi sesso da un uomo tua moglie si sentirebbe tradita e non meno che se tu cercassi sesso da una donna.

Mi permetto di dissentire nettamente dal tuo invito ai ragazzi a “sperimentare rapporti gay”. Mi sta bene il “fregarsene dei condizionamenti esterni” se si tratta di costruire storie vere d’amore gay ma spingere le persone a sperimentare la sessualità gay senza una base affettiva significa proprio non avere la più pallida idea di che cosa è realmente la vita di un gay.

Ti chiedo scusa per il modo forse troppo deciso di affrontare la cosa ma devo chiarire e sottolineare che quello che tu consideri gay rappresenta le tipiche fantasie gay di un etero, che di gay hanno solo l’apparenza.

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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:

http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=16&t=728&start=0

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2 pensieri su “FANTASIE GAY DI UN UOMO SPOSATO

  1. la risposta la trovo moralistica, non credo che sia in campo etero o omo il sesso debba sempre congiungersi con l’affetto. la sessualità è variegatissima. chissà quante volte la moglie ha desiderato e desidera andare con una donna e amici come prima.

  2. ma anche l’angosciato 40 enne lo trovo maschilista, come fa a priori stabilire che non riuscirebbe a avere un rapporto affettivo con un uomo….. e poi la paura degli escort, il computer controllato, mi sembrano timori artificiosi, forse la sua vocazione primaria rimane quella per la masturbazione…….

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