RICOSTRUIRE UNA SESSUALITA’ GAY

Ciao Project,

è circa un mese che ho scoperto progetto gay. Ci torno tutti i giorni anche più volte. Avevo pensato di scriverti ma poi non lo avevo fatto. Ma ho letto il tuo post sui condizionamenti inconsci e ho pensato di rompere il ghiaccio. Sono giovane ma non più giovanissimo ho 28 anni e condizionato mi ci sento fino al midollo. Diciamo che sono un ex-etero, nel senso che fino a 24 anni ho fatto di tutto per farmi piacere le ragazze (psicologo che mi aveva detto che era non so che blocco, ma lasciamo perdere), totale isolamento volontario dagli altri ragazzi, li evitavo per non pensare a loro sessualmente, e perfino tentativi di eccitarmi con porno etero. Ho avuto (si fa per dire) anche una ragazza, scelta tra le meno aggressive, ho provato ad accarezzarla, a tenerle la mano, a fare un po’ di petting, io su di lei, ma mi veniva del tutto innaturale. Non ho mai avuto nessuna fantasie etero, proprio mai. La masturbazione al’inizio, 13/14 anni, la vivevo benissimo perché non capivo che cosa fosse e poi era una cosa essenzialmente fisica, quando poi a 15 anni ho realizzato che in effetti potevo essere gay, e anzi masturbarmi sui ragazzi voleva dire proprio quello, è cominciata la repressione totale anche in quel campo. Andavo in chiesa tutti i giorni per cercare di crearmi l’obbligo di non pensare al sesso e qui la cosa ti potrà sembrare strana perché alla fine ci sono riuscito, ho smesso di masturbarmi praticamente fino ai 25 anni. Ho letto le cose che hai scritto sulla masturbazione e adesso comincio a capire, ma fino a tre anni fa ero talmente condizionato, o meglio mi ero talmente auto-condizionato che ero arrivato addirittura a non avere una vita sessuale, e ne ero fiero, mi sembrava di avere realizzato una cosa importantissima, a scuola andavo bene e all’università lo stesso. Capisco col senno di poi che era tutta un ‘assurdità però allora mi sentivo un superuomo. È andata avanti così fino ai 24/25 anni, quando mi sono preso la mia specialistica in una materia scientifica e in modo brillante, adesso lavoro nell’università e le prospettive sono buone, anzi molto buone. Non dico questo per vantarmi ma per sottolineare che, diciamo così, la totale repressione della sessualità mi ha portato anche dei vantaggi che però sto cominciando a pagare a carissimo prezzo. Ti spiego. Dopo laureato il professore mi ha incaricato di seguire uno studente che faceva la tesi sulla mia materia e si doveva laureare dopo sei mesi, lui aveva 24 anni e io 25, capisci dove sto andando a parare? Lui doveva fare la tesi e io lo seguivo, in un certo senso avevo un potere su di lui, passavamo le giornate insieme in laboratorio per via della tesi e alla fine si è creato un rapporto strano, giocato tutto sul non detto. Io cercavo di mantenermi professionale il più possibile e lui mi trattava con molto rispetto, poi la cosa si è sciolta un po’. Stare vicino a questo ragazzo per me è stato un inferno. Cercavo di incontrarlo solo quando in istituto c’era gente e cercavo di defilarmi in ogni modo possibile, lo avvertivo come un pericolo per la mia stabilità, stava prendendo giorno dopo giorno un certo potere su di me e qualche volta si sono create delle situazioni imbarazzanti, non ti credere chissà che cosa, solo sguardi, occhi negli occhi oppure sorrisi che non ti spieghi. È stato proprio allora che ho provato con la ragazza e l’esperienza è stata deprimente. Finalmente si è laureato e per me è stata proprio come una liberazione, ma è durata poco. Tre giorni dopo la laurea mi ha richiamato e mi ha detto che avrebbe avuto piacere di invitarmi a cena, io prima ho detto di sì, poi ho cercato una scusa e non ci sono andato e la sera stessa lui mi ha mandato un sms: “Dai, non avere paura, non scappare …” Questo sms mi ha messo addosso uno stato di agitazione terribile, pensavo che lui avesse frainteso (capito) quei momenti di imbarazzo e l’idea che lui potesse capire qualcosa della mia sfera sessuale non la sopportavo proprio. Non gli ho risposto e lui l’indomani è tornato alla carica con un altro sms: “Passo domani all’università quando esci. Non scappare via!” Questo messaggio mi innervosiva ma per dire la verità mi metteva addosso anche altri sentimenti che non avevo mai provato. Nessuno si era mai interessato di me prima d’ora per cose che non fossero di lavoro o di studio, ma io sapevo benissimo che lui stava cercando me come persona, cosa bella sì, ma sconvolgente. Insomma, arriva il momento di incontrarlo, mi chiede un passaggio a casa sua, non era mai successo, ma dico di sì, sale in macchina, io temo che mi faccia domande imbarazzanti ma fa tutto lui, in pratica mi dice che è gay e che pensa di essersi innamorato di me. Io reagisco male e lo prego di scendere, di lasciarmi andare e di non chiamarmi mai più, lui sembra non credere alle mie parole ma io alzo la voce e lo faccio scendere, mi guarda alzando le mani e non dice una parola. Ma io ero sconvolto perché ero andato in erezione mentre parlavo con lui. Tornato a casa mi sono buttato sotto la doccia gelata, poi ho ripensato a lui e non sapevo che fare ma l’erezione è tornata e per la prima volta non ho cercato di non pensare a lui, anzi ci pensavo con tenerezza e con tenerezza sessuale. Ho preso il cellulare, volevo mandargli un sms ma l’ho chiamato e abbiamo parlato. Gli ho chiesto scusa e ho cercato di prolungare la conversazione e così siamo stati a parlare per quasi due ore e io ero sempre in erezione. Della mia sessualità non gli avevo detto nulla. Ci siamo lasciati con la promessa che la settimana successiva saremmo andati a prendere una pizza insieme. Chiuso il telefono mi sono masturbato pensando a lui. Sul momento è stato bellissimo, poi ci sono stato malissimo perché avevo interrotto un mio modo di essere che durava da tanti anni e lo avevo fatto pensando a un ragazzo, ma d’altra parte ero anche cosciente che ormai non c’erano più dubbi, ero gay, anche se in fondo lo sapevo benissimo anche prima. Siamo poi andati a prendere quella benedetta pizza e da allora ci vediamo sistematicamente e pranziamo insieme due volte alla settimana, ormai è diventata una tradizione consolidata. Mi ha raccontato della sua vita di ragazzo gay e la sentivo pericolosamente simile alla mia per diversi mesi non gli ho detto nulla di me poi è successa una cosa che in pratica è come dichiarasi, mi ha preso la mano e l’ha stretta tra le sue per un tempo lungo, dopo questo gesto non c’è stato bisogno di altro, secondo lui, quando ormai ci conoscevamo da quasi due anni, era ormai tempo almeno per darsi un bacio. Io lo desideravo, ma temevo di poter perdere il controllo e poi mi venivano in mente altri pensieri che sono veramente assurdi e indegni di una persona che si ritiene intelligente. Mi chiedevo come sarebbe stato state con lui sessualmente, provavo ad immaginare come ce l’avesse e mi dicevo che poi magari in pratica sarebbe stato del tutto diverso da come me lo immaginavo io e pensavo che una cosa del genere avrebbe potuto mettere tutto in crisi. Prima di leggere il tuo forum avevo idee un po’ strane sui gay, pensavo magari che mi sarei sentito costretto da lui a fare cose che non avrei voluto fare. Gli ho detto di no, cioè che non volevo fare sesso con lui e gli ho chiesto di fare il test hiv, lo abbiamo fatto insieme ed era negativo e non sapevo che altro inventarmi e gli ho detto tutto. Mi ha solo abbracciato e mi ha detto che mi voleva bene e che per lui in fondo il sesso non è la cosa più importante. Anche qui, sul momento, ho provato un attimo di sollievo ma subito dopo è subentrata la delusione perché un’insistenza sessuale da parte sua io la desideravo, e gliel’ho detto e adesso siamo a questo punto che mi sento del tutto bloccato, mi masturbo ogni girono pensando a lui ma non credo che riuscirei mai ad avere rapporti sessuali con lui. Gli ho detto che non mi sarebbe piaciuta la penetrazione e mi ha risposto che sono cose alle quali non ha mai pensato. Abbiamo parlato delle nostre fantasie sessuali e sono molto simili ma per lui la possibilità di viverle in coppia evidentemente esiste, per me è come pensare di superare una montagna, mi sento bloccato e non so nemmeno io da che cosa. Mi sento gay, questo sì, un passo avanti l’ho fatto, penso e desidero di fare l’amore con quello che ormai considero il mio ragazzo e che amo perché è un ragazzo veramente meraviglioso, ma ho ancora una maledetta paura del sesso. Diciamo che stiamo facendo piccoli progressi e che lui ha una pazienza infinita e probabilmente riuscirò a sbloccarmi, in effetti adesso penso e faccio cose che anche solo sei mesi fa non avrei mai fatto né pensato. Ma se non avessi trovato lui per me la sessualità sarebbe stata un territorio inesplorato in via definitiva e avverto ancora dentro di me tante resistenze a vivere la sessualità come dici tu. La cosa che mi dispiace di più è fare soffrire il mio ragazzo che qualche volta, secondo me, pensa che io non lo ami abbastanza oppure di non essere capace di coinvolgermi in modo adeguato. È proprio quando lo vedo giù di morale che riesco a fare qualche passo avanti col sesso e sono cose di una dolcezza incredibile.

Project, se avessi trovato progetto gay cinque anni fa probabilmente avrei vissuto in un altro modo, meglio o peggio non lo so, ma in un altro modo, ma ora voglio riconquistare la mia sessualità perché mi si sta aprendo un mondo che non avrei mai immaginato.

Project, ho riletto questa mail ed è sufficientemente generica da salvare la privacy, quindi se pensi che possa servire a qualcosa pubblicala. Grazie per quello che inconsapevolmente hai fatto anche per me.

Un abbraccio

A.D.

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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:

http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=23&t=718&start=0

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