CAPIRE DI NON ESSERE GAY

Ciao project sono un ragazzo 23enne che non sa più che pensare di sé. È da tempo oramai che mi sta frullando nella mente l’idea di essere omosessuale. Io sono un po’ effeminato e devo dire che non posso negare che ho qualche pulsione omosessuale (e anche un amore gay) ma il problema è che non ne sono sicuro, io se devo definire mentalmente la persona per me e darle un sesso ho molte difficoltà, avevo un ragazzo con cui c’è stata una intensa "amicizia" (sfociata anche nel sesso) finita perché lui non accettava quello che provava per me (mentre io avrei fatto carte false per stare con lui in maniera ufficiale) ero lì lì pronto a fare il mio coming out quando però ragionandoci su (senza nessun ostacolo) ho deciso che non era il momento e che dovevo vivere ancora nell’incertezza. Ma un anno e mezzo fa ho incontrato parlando con una mia amica dell’uni una ragazza e sempre più inizio a provare per lei un affetto nuovo, un affetto che è cresciuto fino a che non è sfociato in amore, un amore bello completo sessualmente appagante. Ma in me sentivo che seppur io stessi benissimo con lei il mio passato (il fantasma della storia vissuta con il ragazzo) potesse rovinare tutto a ciò si aggiunge che quando sentivo l’angoscia di quell’avvenimento avevo pulsioni omo forti (mi masturbavo pensando alternativamente alla mia ragazza e al ragazzo) alternavo momenti di serenità con me stesso a momenti in cui ero (e sono) inquieto. L’inquietudine è diventata sempre più forte nel momento in cui stava diventando sempre più possibile che io e la mia ragazza (è ancora la mia ragazza) andassimo a vivere insieme in un città nuova. Da soli io e lei, ed io non avevo rivelato a lei il mio fantasma. Inizio quindi a pensare che era ora che io le dicessi la verità e cosi è stato anche perché il senso di colpa oramai mi stava logorando, glielo dico con la paura di perderla in preda alle lacrime (anche ora alla sola idea di perderla sto malissimo). Eppure è arrivato il momento per me di mettere un punto alla mia vita e di finire il limbo, solo che capire è difficile, mi dici che la masturbazione è il campanello più forte per capire la mia tendenza, ebbene ora non riesco a avere fantasie sessuali e credimi la cosa più frustrante e che seppure ho l’erezione mentre mi masturbo io non no pensieri erotici nel mentre lo faccio, provo anche a concentrarmi su uno o sull’altro sesso ma nulla se vengo è per inerzia praticamente. Al contrario devo dire che faccio ancora l’amore con la mia ragazza, è una delle cose che riesce a calmare la mia inquietudine e non tanto perché mi sento meno gay ma perché lo stare con lei (il suo abbraccio e i suoi baci le sue carezze) mi calmano e mi fanno sentire amato e mi rendono felice. Io con lei ho raggiunto per più di un anno l’atarassia dei sensi, mi sentivo completo, appagato, felice. Ora la sua presenza mi rende sereno, tranquillo io parlo con lei rido con lei mi scambio coccole con lei e ci faccio l’amore (bello,tenero) eppure il fatto di non riuscire a darmi un "etichetta", di mettere un punto al mio orientamento sessuale mi rende inquieto, da un lato vorrei fortemente essere gay ,egoisticamente e paradossalmente lo trovo più semplice che stare nel limbo. Vorrei anche essere eterosessuale, ma anche qui per un processo mentale e di accettazione della mia parte omo tendo a tralasciare il lato etero e a concentrarmi su quello omo, poi c’è il problema del legame con la mia ragazza, io credo proprio di amarla, mi manca quando non c’è e quando sto male è la persona che più vorrei accanto a me. L’idea di poterla lasciare mi fa male e l’idea di poterla condividere con gli altri ancor di più, la amo visceralmente, possessivamente (anche se devo dire non morbosamente), lei sa che c’è una parte di me che vorrebbe fortemente essere gay e che pero alla sola idea di dover perdere lei potrei star paradossalmente più male che scoprire di essere omosessuale, è un amore cosi forte per una donna , cosi viscerale e allo stesso tempo sessuale (se devo pensare a far l’amore con qualcuno è lei il centro di ciò).
A parte la parte affettiva (abbastanza confusa da sempre) perche da sempre sono circondato da tante ragazze e poche figure maschili di riferimento (ho perso mio padre all’età di 8 anni) e pochi amici maschi (non per paura di potermene innamorare ma perché il machismo di molti ragazzi non lo sopporto) i pochi amici maschi li sento amici perché hanno come me una sensibilità spiccata.
A livello fisico le cose sono ancora più strane. Mi eccitano i seni femminili, toccarli, leccarli stringerli ecc. e mi piace esplorare con le dite i genitali femminili, mi piace molto il sesso anale e orale,mentre quello vaginale lo pratico meno sia per motivi pratici (e qui mi rimprovererai sicuramente, non uso il preservativo e preferisco "venire" all’interno) che di desiderio sessuale (ho il pene un po’ piccolo e non molto grosso di diametro, e quindi sento di più l’eccitazione nelle pareti anali perché sono più piccole). Per i ragazzi invece devo dire ho provato a fare sesso anale passivo (provato solo non l’ho fatto) e devo dire non ho provato piacere, come non provo piacere nel autostimolazione anale (la sensazione di piacere è molto minima anzi è sicuramente meno forte rispetto a quelle "normali"), l’unico piacere che ho provato (e che si avvicina alle sensazioni che provo quando sto con la mia ragazza) è subire la fellatio, ho praticato la fellatio ma non mi eccitava molto, all’atto pratico non mi eccita un corpo nudo di un uomo, ma solo il sesso tra due uomini.

In tutto questo c’è una mia difficoltà a innamorarmi fisicamente di una persona o meglio io vengo colpito non dalla bellezza ma dalla sensibilità delle persone.
L’immaginario sessuale anche, diciamo che è molto condizionato non tanto dalla morale quanto dal fatto che io non posseggo vere e proprie fantasie erotiche (c’è da dire che faccio difficoltà in generale ad immaginare qualsiasi cosa)
il sesso lo pratico frequentemente, ma dopo che mi sono fatto coccolare per un po’ (almeno con la mia ragazza), con il ragazzo devo dire era più uno sfogo dalle frustrazioni della situazione (tutto ovviamente nascosto) e quando accadeva l’eccitazione del proibito. La parziale (perché sul momento io non avevo remore) repulsione, e l’amore che provavo per quel ragazzo, mi portavano a vivere la cosa con delle sensazioni aumentate. Le stesse sensazioni ingigantite le avevo contemporaneamente con una ragazza, ora con la mia attuale ragazza, ma quello che mi manca è il senso di complicità che si ha tra ragazzi e gli abbracci maschili (qui pero devo dire il fatto che non ho avuto la figura paterna per tutti gli anni dell’adolescenza e pubertà e questo aumenta lo scompenso e la mancanza).
Scusa se sono stato lunghissimo e molto paranoico (sono uno di quelli che pensa molto anche quando non serve) ma che ha il vizio (purtroppo) di stancarsi a un certo punto e di fare le cose in maniera avventata (e qui ho paura di dichiararmi omosessuale, semplicemente perché mi sono rotto di star male).
p. s. cosa non di poco conto la mia famiglia e alcuni miei amici conoscono i miei dubbi e tutti nessuno escluso mi hanno dato la sensazione di non accettazione, però mi dicono spesso "non mi interessa cosa sei, ma che tu stia bene".
concludo ringraziandoti.
p.s. la mail è anche un mio contatto msn nel caso in cui volessi parlare con me dal vivo (ed io vorrei) aggiungimi. Grazie ancora.
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Ciao,
ho letto due volte la tua mail, ma francamente anche io avrei delle perplessità nel considerarti gay. Hai costruito con la tua ragazza un rapporto affettivo che sembra proprio profondo e vivi con lei una sessualità appagante, cosa che per un gay sarebbe praticamente impossibile. Puoi avere avuto delle pulsioni gay in passato, puoi averle adesso e potrai anche averle in futuro, ma francamente ammesso che tu sia realmente bisessuale, ipotesi possibile ma neppure troppo probabile, l’impressione è che l’eterosessualità sia comunque nettamente prevalente. Dici di esserti innamorato una sola volta di un ragazzo e che avresti fatto di tutto per lui però quando la cosa non ha avuto seguito non hai trovato un altro ragazzo ma una ragazza e con quella ragazza hai vissuto e vivi un rapporto di tenerezza anche sessuale, ma da come lo descrivi sembra proprio un rapporto che ha una profondità affettiva notevole. Non mi preoccuperei nemmeno tanto del fatto che la masturbazione ha qualche volta orientamento gay perché non sembrano cose connesse a una dimensione affettiva vera ma a motivazioni di altro genere. Qualche perplessità mi resta perché dici che ti mancano gli abbracci maschili, il che fa pensare che tu non sia del tutto etero. Ma, parliamoci chiaro, la sessualità di un ragazzo non si può incasellare ed è quella che è. Tutto sta nel non considerarla con ansia, nel viverla in una dimensione affettiva vera e, da quello che leggo, la tua dimensione affettiva vera è nettamente etero. Non porti mai troppi problemi in termini di pratiche sessuali, quando si è in due e si va d’accordo non ci sono mai problemi. Su un punto però devi assolutamente stare attento, tanto più per il tipo di sessualità che pratichi, parlo della prevenzione! Te lo dico per te e per la tua ragazza, fare il test è facile e poi se è negativo e se non avete avuto rapporti con altre persone negli ultimi sei mesi potete stare tranquilli al 100%.
Se ti va, possiamo approfondire il discorso su msn, ti ho aggiunto su msn, comuque questo è il mio contatto [ omissis ] Puoi chiamarmi quando vuoi “anche se non mi vedi online” perché su msn, per potermi dedicare alle chat con i ragazzi senza ricevere troppe chiamate, sono settato su “invisibile” cioè non appaio mai come online anche se sono online praticamente dalle tre del pomeriggio alle due della notte e spesso oltre. Se per caso non mi trovi, perché magari sono dovuto uscire, non ti preoccupare, l’occasione di sentirci non mancherà comunque.
Un abbraccio.
Project
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CHAT CON MARCO

Marco scrive: ciao Project ci sei???
Project scrive: Ciao!!! Piacere di conoscerti!! Ho letto la tua mail
Marco scrive: piacere tutto mio, innanzitutto grazie per avermi risposto così in fretta
Project scrive: Ci mancherebbe!! Anzi ho fatto tardi perché oggi è stata una tempesta di chat
Marco scrive: eh immagino, ci sono molte persone che hanno problemi di questo genere, sentimentali intendo
Project scrive: sì, guarda anche lavorando 10 ore al giorno ce la faccio a stento a stare dietro a tutto
Marco scrive: comunque la tua mail è stata molto importante. Mi ha fatto capire cose che non avrei capito da solo
Project scrive: Guarda, nelle cose che riguardano la sessualità la cosa fondamentale è non farsi mai prendere dall’ansia, non mettersi alla prova per saggiare le proprie reazioni, non pensare che esistano definizioni a priori cui bisogna corrispondere, la cosa fondamentale è la serenità, la sessualità vera ha un solo nemico ed è l’ansia
Marco scrive: beh allora dovrò mettercela tutta perché io da sempre sono stato ansioso soprattutto nei legami affettivi, mi lego con pochissime persone perché la paura più grande per me è quella dell’abbandono
Project scrive: non solo per te, direi che per tutti i ragazzi seri è così. Marco, come ti ho detto nella mail, quello che scrivi non ha molto di gay
Marco scrive: me lo dicono molti, anzi dicono che in questo periodo ho accentuato la componente gay del mio essere tralasciando invece quella etero ed ammetto di averlo fatto perché nella mail ho concentrato tutti i miei dubbi, mentre certezze del tipo che mentre stavo con quel ragazzo io sentivo la necessità fisica e anche masturbatoria di donne per esempio
Project scrive: cosa che non fa che confermare che se non sei etero al 100% la parte gay è comunque nettamente minoritaria. Ma quale ragazzo gay che ha un ragazzo andrebbe a masturbarsi pensando a una ragazza!
Marco scrive: o cose del tipo che non vivo con ansia l’amicizia con un gay anzi devo dire proprio perché molti dei gay che conosco io sono di quelli seri, mi piace molto parlare con loro senza ma tra l’altro avereun pulsione sessuale verso di loro
Project scrive: ulteriore conferma che di gay c’è proprio poco
Marco scrive: poi aggiungici nel rapporto che avevo con il ragazzo la componente della mancanza della figura di riferimento maschile, in quel periodo l’avevo sostituita con lui
Project scrive: quanti anni aveva il ragazzo?
Marco scrive: era quanto me ma era molto piu maturo di me
Project scrive: non la vedo molto come figura sostitutiva comunque se avesse avuto 10/15 anni più di te, ancora ancora
Marco scrive: il problema e che in lui vedevo innanzitutto ed ho fortemente cercato di salvare l’amicizia che ci legava perché abbiamo iniziato a parlare e ad avvicinarci proprio perché dopo che un mio amico aveva perso il padre io ho rivissuto quello che avevo passato io, il trauma dell’abbandono per morte e una figura maschile che potesse in qualche modo fare anche da fratello (non ho nemmeno fratelli maggiori)
Project scrive: se questo ragazzo pure essendo coetaneo aveva per te una valenza rassicurante, al limite … da fratello ok ci sta tutto
Marco scrive: io poi aggiungi che venivo da un periodo in cui mi sentivo abbastanza solo emotivamente parlando e che più parlavo con lui e più il desiderio di poterci finire insieme veniva fuori, mentre cresceva l’interesse prima affettivo e dopo sessuale verso di lui mi accorgevo che stava diventando un modello di riferimento per me quasi assoluto nel senso che volevo essere come lui, lo veneravo quasi
Project scrive: ma tu dici che per questo ragazzo hai sentito crescere l’interesse affettivo e anche sessuale, ma come hai fatto a renderti conto che per te non era solo un amico, cioè la cosa è venuta spontanea o ti è sembrata strana e magari ha cercato di respingerla
Marco scrive: respingerla no, direi che seguivo l’evolversi delle mie emozioni, la voglia di abbracciarlo o meglio di farmi abbracciare, di farmi coccolare all’inizio un po’ come fa un padre affettuoso con un figlio, solo dopo ho iniziato inconsciamente a pensarlo come pensiero sessuale, quando mi sono reso conto che nessuno mentalmente riusciva ad avvicinarsi a me come faceva lui, pensavo mi capisse davvero, poi anche se avevo avuto amicizie maschili forti, la sua amicizia era legata al fatto che lui mi accettava così come ero (solo in seguito ha provato a cambiarmi)
Project scrive: in che senso?
Marco scrive: nel senso che io ho un po’ di scheletri nell’armadio, uno di questi è che vengo da una famiglia di quelle chiacchierate e questo per me è stato sempre una vergogna molto grande, lui quando gli dissi questa cosa mi accettò, accettò anche quella che io chiamavo diversità, un punto di lontananza dall’affetto delle persone (perché da sempre anche se la mia famiglia è malfamata non ha una buona fama, io sono sempre stato un tipo che vedeva nella laurea e nell’istruzione l’obbiettivo da raggiungere per poter lavare da me stesso la vergogna di essere figlio di persone discutibili. Lui mi accettò, anzi mi trovava simpatico, interessante, sensibile e allo stesso tempo libero da schemi mentali, quasi un progressista. Io mi sentivo accettato ed in qualche modo legato a questa persona che era riuscita ad andare oltre quello che molte persone ahimè non riuscivano a superare. Tu puoi capire che avere una persona che finalmente mi faceva stare bene e con cui mi sentivo me stesso non poteva che farmi piacere. (in un ragazzo che da sempre ha vissuto la sua sessualità legata alla affettività) l’affetto sincero che provavo per lui era naturale che potesse trasformarsi in amore
Project scrive: La cosa quindi è nata in un clima affettivo vero
Marco scrive: si
Project scrive: una domanda, ma prima di questo ragazzo come percepivi la tua sessualità? Cioé l’attrazione gay è cominciata con lui o ci sono stati episodi precedenti con altri ragazzi?
Marco scrive: definisci attrazione
Project scrive: hai provato prima che con lui pulsioni sessuali e forte interesse affettivo per altri ragazzi?
Marco scrive: mmm … affettivo no, pulsioni sessuali del tipo voglia di caciare o abbracciare o fare l’amore con un uomo sì cioè no
Project scrive: non ho capito
Marco scrive: affettivamente non mi sono mai legato ad altri ragazzi se non per amicizia normale, pulsioni sessuali del tipo aver voglia di abbracciare, baciare, stringere la mano e così via per un ragazzo no
Project scrive: quando hai conosciuto quel ragazzo quanti anni avevi?
Marco scrive: il progettista 22 anzi 21
Project scrive: e fino a 21/22 anni la tua masturbazione era stata in chiave esclusivamente etero?
Marco scrive: si
Project scrive: questa è una cosa molto importante che conferma ancora l’idea che di gay c’è ben poco
Marco scrive: devo dire io ho anche provato a masturbarmi pensando a un ragazzo allora ma non mi eccitavo
Project scrive: sono tutti elementi che vanno nella stessa direzione e a 22 anni la sessualità è già ben definita ed era totalmente etero, ok
Marco scrive: pero devo dire che siccome alcuni mi considerano un po’ effeminato da sempre io l’ansia di essere gay l’ho avuta, mai repressa però, anzi alcune volte cercavo di forzare me stesso concentrandomi sui ragazzi e cercando di provare piacere ma l’unica cosa che al massimo ottenevo è che oggettivamente il ragazzo era carino nella mia mante, ma in quanto a sensazioni nisba
Project scrive: chiarissimo
Marco scrive: cioè mi facevo venire il dubbio perché nei miei modi gentili e nella mia riservatezza alcuni vedevano le caratteristiche del gay
Project scrive: sì vabbe’ ma il discorso non ha senso oggettivo
Marco scrive: lo so. Però sai com’è, daje oggi e daje domani
Project scrive: un gay è un ragazzo che prova attrazione affettiva e sessuale verso i ragazzi e essere gay non ha nulla a che vedere col fatto che la gente si aspetti che tu possa esserlo
Marco scive: e lo so
Project scrive: è una cosa che riguarda strettamente la sfera affettiva e sessuale e non il sociale
Marco scrive: poi con il fatto che io se mi chiedevano se fossi gay, un po’ per sfida e un po’ perché non mi andava di rispondere a domande che ritenevo intime, rispondevo per il momento no, magari poi chi lo sa, ma comunque non è questo l’importante, il fatto è che da sempre ho vissuto l’omosessualità come una cosa che non mi spaventa più di tanto e i pregiudizi meno che meno
Project scrive: sì ok, ma non avere paura della omosessualità, avere amici gay ecc. ecc. non significa essere gay
Marco scrive: tra l’altro per sdrammatizzare la cosa io devo dire che trovo spesso un gay serio molto più simile a me che un macho perché spesso (e non voglio ricadere pero nel paradigma gay artista)
Project scrive:Come tanti ragazzi gay vanno perfettamente d’accordo con i loro amici etero ma non con certi amici gay
Marco scrive: sono quelli con cui riesco di più a parlare dei miei veri interessi politica, arte e storia
Project scrive: ok, torniamo al ragazzo, quindi in un clima affettivo serio, tu che non avevi paura dell’omosessualità sei arrivato a un contatto sessuale con lui, ok e la cosa ti ha creato problemi, sensi di colpa o cose simili?
Marco scrive: i sensi di colpa sono nati solo perché poi mi sono messo con una ragazza e per più di un anno ho tenuto nascosta la cosa
Project scrive: sensi di colpa verso il ragazzo o verso la ragazza?
Marco scrive: verso di lei, la ragazza, il ragazzo è un demente nato e andasse a farsi fottere, scusa lo sfogo
Project scrive: perché sono cambiati i rapporti con in ragazzo?
Marco scrive: ma io gli ho dato tanto, lui non accettava quello che provava per me, io ero disposto invece
Project scrive: cioè si sentiva etero?
Marco scrive: sì o no
Project scrive: non l’ho mai capito
Marco scrive: lui dice di essere etero, io non ho il gayradar quindi non saprei dirti se fosse gay so solo che lui provava molta più repulsione di quanto ne provavo io, anzi devo dire la verità, forse lui instillava all’epoca il senso di disgusto per quello che c’era anche in me perche per autoconvincersi di non essere gay voleva che neanche io lo fossi
Project scrive: chi dei due ha condotto l’altro lentamente verso la sessualità gay?
Marco scrive: insieme, io ero quello più disinibito nel senso che non mi interessava né il giudizio altrui né di potere fare una cosa di cui poi mi sarei pentito, volevo vivere in serenità l’affetto che provavo per lui e quindi non mi facevo più di tanto problemi mentali
Project scrive: in sostanza si è trattato di una deriva sessuale non prevista ma accettata, almeno da te e meno da lui, più che di un vero interesse sessuale
Marco scrive: poi siccome questa sua frustrazione per quello che accadeva mi aveva un po’ rotto e comunque sentivo che nel nostro rapporto mi mancava la fisicità femminile (ti ho detto che anche se non considero importante il sesso, non sono asessuato e l’amore platonico lo vivo fino a un certo punto) ho iniziato ad avere vere e proprie relazioni con ragazze, in particolare con una dalla quale oltre a sentirmi attratto fisicamente vedevo une carta intesa mentale, però sempre pensando che se lui avesse voluto fare il grande passo con me l’avrei seguito, poi c’è da dire che un legame così forte come quello che avevo con lui non volevo che finisse, così, dopo un aut aut soft (del tipo se ti metti con quella ragazza il nostro rapporto è inevitabile che cambi, che mi trascurerai e che mi dovrò allontanare da te) io che non riuscivo a pensare a una vita senza la sua presenza, ho interrotto la mia ricerca di piacere “sessuale” ed “affettivo” con le ragazze, dedicandomi a lui, accettando rospi del tipo: aspettami, voglio prima provare con le ragazze oppure rimaniamo amici e poi ad ottobre lui ha cominciato a staccarsi da me, diceva che ro appiccicoso e che lo stressavo, così decidiamo solo di rimanere amici, ma a dicembre, dopo che lui ha bidonato ma (nel senso che volevo fosse presente alla mia cresima) gli ho chiesto spiegazioni e mi ha detto che non voleva più essere il mio migliore amico ma che se volevo potevamo essere semplici amici di comitiva. Io che avevo sacrificato tanto per lui e inibito anche le mie pulsioni etero e iniziato una terapia psicologica di auto-accettazione dell’essere omosessuale ho deciso di rompere definitivamente i rapporti con lui e tutt’ora a mala pena di salutiamo
Project scrive: ma anche tutta questa storia sembra piuttosto un’esperienza “per provare” in un clima affettivo gradevole almeno all’inizio, certo che poi ha preso "molto relativamente" una piaga sessuale
Marco scrive: dopo ho cominciato ad approfondire l’amicizia con la ragazza, fino a che, ora come ora, fino a che oggi pomeriggio le ho detto frasi del tipo (nelle mie crisi di identità) che anche da gay non avrei mai potuto vivere senza averla vicina come ragazza e che a lei (sempre in preda alla crisi)mi donavo completamente e lei aveva la facoltà di poter scegliere della mia vita. So di avere esagerato, la vita è mia e me la devo tenere stretta, ma l’idea sola che io possa perdere un bene così raro (come è lei) fa vivere a me la tensione di non poter avere un futuro. Oggi ho anche detto a me stesso ad alta voce “che sono gay” solo perché lei mi aveva detto che per poter ricominciare il nostro rapporto lei voleva che io chiarissi cosa fossi e siccome sono troppo sincero con lei ho detto di essere gay perché non voglio auto-ingannarmi nel senso che non voglio essere eterosessuale se non lo sono ma allo stesso tempo non potevo dirle che potevo essere “gay convinto”
Project scrive: direi proprio di no
Marco scrive: cioè mi credi che alcune volte questi giorni volevo dichiararmi gay perché, scusa la franchezza, ma essere gay lo trovo più facile che essere bisex, ed è paradossale, certamente è così perché solitamente uno cerca di rifugiarsi nella bisessualità per nascondere la propria omosessualità, io invece volevo rifugiare la mia sessualità nella omosessualità
Project scrive: una domanda diretta: ma adesso la tua masturbazione è totalmente dedicata alla tua ragazza?
Marco scrive: mmm … sì direi di sì, quando l’avevo per lui era solo perché volevo recuperare le sensazioni che provavo per lui e se ultimamente ho cercato di eccitarmi pensando ai ragazzi lo facevo solo per capire cosa ero, però devo dire una cosa, io il 70% della mia masturbazione la faccio per scaricare l’ansia la trovo un buon antistress
Project scrive: lo hai detto nella mail
Marco scrive: cosa??? Ah sì ricordo, sì sì, non perché io non abbia un desiderio sessuale, è che per me la masturbazione è rilassante e spesso non ha soggetto, è solo un atto meccanico (degradante lo so)
Project scrive: riesci a darti un perché di una masturbazione solo fisica e senza fantasie?
Marco scrive: mi rilassa, l’ho sempre vissuta cosi, sai alcuni dicono una mela al giorno toglie il medico di torno, per me masturbarmi ogni tanto è una liberazione dallo stress che può essere università, che possono essere i problemi con la ragazza, con la famiglia, ed arrivo all’assurdo che riesco a masturbarmi anche nel mentre ripeto per un esame, è strano lo so
Project scrive: beh in una situazione simile di fantasie sessuali ce ne sono poche
Marco scrive: appunto, il 70% delle mie masturbazioni sono legate alla semplice occasione di poterlo fare senza magari neanche una voglia sessuale, semplicemente perché smanettarmi il pisello mi fa sentire più allegro dopo e rilassato. Il 30% è invece legato a ciò che faccio con la mia ragazza e se non ti dispiace ascoltare descrizioni ti dico che spesso quando poi lo faccio pensando a lei alla fine l’idea prevalente è che sarebbe stato più appagante se lei fosse stata lì. Questo è quanto. L’ansia è forse l’elemento che mi spinge di più a pensare di etichettarmi e non mi permette di vivere serenamente la mia relazione.
Project scrive: Posso dirti una cosa
Marco scrive: dimmi
Project scrive: e cioè che se prima, solo dalla mail, mi era passata per la mente l’idea che tu potessi essere bisex con forte prevalenza etero, dopo avere parlato con te il chat mi vado convincendo che tu di gay non abbia proprio nulla, cioè ad oggi hai una masturbazione neutra al 70% e totalmente etero per il resto, quindi nessuna traccia di fantasie gay, prima della storia col ragazzo eri al 100% etero e la storia col ragazzo non sembra nemmeno una storia a sfondo sessuale ma solo un rapporto d’amicizia, e forse un bisogno di affetto che si è sessualizzato, ma non ci trovo il modo tipico di reagire del ragazzo gay la tua affettività ora è totalmente polarizzata sulla tua ragazza e da quello che dici sembra proprio (e non vedo nessuna ragione per metterlo in dubbio) che tu sia soddisfatto anche a livello sessuale del rapporto tirando le somme, a parte l’ansia, non vedo nulla di reale che mi porti a pensare che tu sia omosessuale nemmeno a livello minimo
Marco scrive: beh, questo sì
Project scrive: hai proprio il modo di comportarti tipico di un ragazzo etero e di un ragazzo etero non frustrato. Dubbi di orientamento sessuale? termini oggettivi non ce li vedo proprio, non voglio sminuire cose che magari a te possono sembrare problematiche ma essere gay con le cose che vivi adesso ma anche con la storia del ragazzo come l’hai vissuta tu, da decisamente poco a che fare
Marco scrive: comunque c’è un’altra cosa che mi è venuta in mente sulla mia sessualità da quando ho vissuto la storia con il ragazzo è che io ho amici gay ma che se dovessi vedere un qualcosa di sessuale tra due ragazzi il ricordo mi porta a quello che ho fatto e mi sento (ora dopo chee mi sono messo con la mia ragazza) un po’ strano, alcune volte, rare, e dipende non tanto dal gesto ma dalla tensione sessuale che si percepisce tra le persone, posso anche avere erezioni, ma capita anche se lo vedo tra due etero normali e due lesbiche, mi eccita non quello che sto vedendo ma la sensazione di tensione sessuale che percepisco tra i due protagonisti
Project scrive: hai mai fatto uso di pornografia per masturbarti?
Marco scrive: si ma non è un lato molto sviluppato
Project scrive: solo di porno etero?
Marco scrive: per testare ciò che provavo con quel ragazzo ho visto anche qualche tratto di porno gay ma per esempio il corpo nudo dell’uomo o l’uomo che si masturba non avevano effetto su di me, li vedevo al massimo (perché comunque un lato che mi contraddistingue è la curiosità) trovavo curioso il tutto. Ho visto anche orge e lì sinceramente ho chiuso schifato, non tanto per le persone protagonista ma perché non credo di essere il tipo da ammucchiata
Project scrive: ma sai la pornografia con la sessualità reale non ha moto a che vedere comunque sono sempre più convinto che tu non abbia proprio nulla a che vedere con i gay nelle cose che dici non c’è nulla che mi faccia squillare il classico campanello
Marco scrive: sì, infatti, io sono a prescindere abbastanza antipornografia perché danno un’immagine del sesso e dell’amore abbastanza brutta, io non sono un puritano e credo che tu l’abbia capitoperò resto un po’ romantico
Project scrive: i gay che in pratica non hanno la possibilità di trovarsi un ragazzo ne fanno parecchio uso, è un condizionamento pesantissimo e non percepito come tale e li porta, specie i ragazzi più giovani, a una sessualità imitativa e per nulla affettiva. C’è una cosa di quelle che dici che mi colpisce molto e che apprezzo molto ed è il fatto che in tutti casi per te sessualità e affettività sono andate d’accordo non c’è dissociazione, che è invece una caratteristica molto comune, cioè in quello che dici c’è un modo serio di concepire la sessualità, che è quello giusto, cioè quello affettivo
Marco scrive: non sono puritano ho fatto sesso senza amore, ma ora, dopo la mia prima esperienza sessuale fatta senza amore lego indissolubilmente la sfera affettiva a quella sessuale
Project scrive: Marco, Io penso che tu possa realmente vivere la tua eterosessualità senza alcun problema
Marco scrive: grazie mille
Project scrive: te lo dico convintamente
Marco scrive: e grazie ancora per la chiacchierata
Project scrive: certe volte parlo con ragazzi che vogliono farsi dire di essere etero, ma nei fatti non lo sono, per te è proprio l’oggettività che depone per un orientamento etero netto.
Marco scrive: ne avevo bisogno
Project scrive: quindi tranquillo!!!
Marco scrive: ok, sarò uno dei pochi casi di persone che volevano sentirsi dire di essere gay
Project scrive: non vedere fantasmi che non ci sono! … ma non volevi nemmeno sentirti dire quello, se me lo permetti, questi discorso è servito non a chiarirti le cose circa l’orientamento sessuale che erano già chiare ma a mettere da parte l’ansia a sentire una voce diversa dalla tua, in fondo una conferma
Marco scrive: beh si, devo ammetterlo, volevo sentire da un gay (chi meglio di lui) cosa potessi essere e nella scelta, scusami se te lo dico ho scelto uno di quelli che mi sembrava dicesse le cose pane al pane e vino al vino
Project scrive: ti ringrazio, mi fa piacere che lo pensi!!
Marco scrive: beh, devo dire che prima di contattare te ho letto tantissimi tuoi interventi ed in molto ho sentito che parlavi convintamente e anzi ti dirò il fatto che non usassi troppo la categoria della visessualità mi ha fatto propendere per te, proprio perché sapevo che saresti stato duro, più che duro vero, non politically correct.
Project scrive: ti dico, veri bisessuali non sono molti così numerosi come i gay ci sono bisessuali a periodi, cioè persone che per anni erano state perfetti etero e che divenivano perfetti gay per anni e poi cambiano ancora, la bisessualità contemporanea o media esiste spesso a livello transitorio nel senso che la vedi nelle fasi di presa di coscienza dell’essere gay diciamo anche in età pienamente adulta se un ragazzo si riconosce gay tardi, ma dura 6 mesi, un anno al massimo e poi la sessualità si polarizza, salvo eccezioni alla tua età la sessualità è polarizzata da un pezzo. Certo essere bisex è molto più complicato che essere gay. ho visto bisex a periodi che in fase etero si sono sposati e hanno avuto figli, poi passati in fase gay, hanno lasciato la famiglia per andare con un uomo che poi hanno lasciato anni dopo per andare con un’altra ragazza, queste cose sono veramente distruttive, ma sono piuttosto rare e tu non hai nulla a che vedere con i bisex-
Marco scrive: si infatti, la mia paura era proprio quello che nello stare nel mezzo non avrei avuto o meglio creato una stabilità per me ma soprattutto temevo di are del male ad altre persone
Project scrive: un bisex intermedio è un perpetuo insoddisfatto e non direbbe mai quello che tu dici della tua ragazza, almeno non così convintamente. Un bisex a periodi vive malissimo i periodi di transizione e ha lunghi periodi di stabilità ma si tratta di anni e in quei periodi è nettamente o etero o gay. francamente tutto quello che dici è tipicamente etero sia a livello affettivo che a livello sessuale, quindi, ansia a parte (l’ansia porta ad avere paura dei fantasmi che non esistono) non hai proprio nessun motivo di incertezza
Marco scrive: grazie mille, mi sei stato molto d’aiuto e se può essere d’aiuto la mia esperienza puoi postarla nel forum
Project scrive: dimmi tu che cosa posso pubblicare e lo farò molto volentieri
Marco scrive: non ci sono nomi né luoghi, no, né nella mail né nella conversazione, se vuoi pubblicare anche questa parte, l’importante è che tu cambi il nome.
Project scrive: certo!!!!!
Marco scrive: in fin dei conti è una bella storia d’amore per la mia ragazza che racconto e un’amicizia tradita
Project scrive: sì e penso possa avere un valore per parecchie persone
Marco scrive: don’t worry in fin dei conti aiutare fa sempre bene
Project scrive: Grazie del permesso, ma ci vorrà un po’ di tempo per risistemare il tutto ma lo farò certamente
Marco scrive: e apprezzo soprattutto te sei davvero un grande
Project scrive: questo mi lusinga!!
Marco scrive: e se ti conoscessi quasi quasi mi inginocchierei in segno di riverenza
Project scrive: ma dai!! non sfottere!!
Marco scrive: nono credimi so quanto per i gay è difficile capirsi accettarsi ti ho detto ho amici gay e vedo loro e una persona che può aiutare a facilitare tutto non può che far bene anche perché la famiglia può non capire, spesso è così, io ringrazio la mia famiglia, avrà pure tanti difetti ma appena io ho confessato i miei dubbi si sono solo accertati che io stessi facendo il bene per me stesso senza condizioni mentali anzi l’unica cosa che mi sentivo dire era di non provare vergogna per quello che sei e per qualsiasi cosa hai fatto e devo ringraziare anche la mia ragazza che con il suo amore aspetta pazientemente che io fuoriesca da questa empasse
Project scrive: segno che ti vuole bene veramente!
Project scrive: ho trovato un gioiello di rara bellezza e la cosa è contraccambiata lei è una grande ke deve sobbarcarsi questi pensieri
Marco dice: Project, so che tu hai altre persone da aiutare, quindi adesso ti lascio libero
Project scrive: allora in bocca al lupo e soprattutto ti auguro di cuore di poter vivere la tua eterosessualità con la tua ragazza nel modo più bello possibile! Un abbraccio Marco, sono stato contento di conoscerti!!
Marco scrive: grazie mille, anche io di conoscerti!
Project scrive: Grazie a te!!
Marco scrive: vedrò ogni tanto di venirvi a trovare sul forum
Project scrive: magari!! sei sempre graditissimo!
Marco scrive: sì anche perché devo vedere se la mia storia sarà utile a qualcuno
Project scrive: penso proprio di sì!!!
Marco scrive: notte Project
Project scrive: notte Marco!

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RAPPORTI GAY INTERGENERAZIONALI ED ETEROSESSUALITA’

Ciao project, capitavo per caso su internet e ho trovato il vostro sito. Mi chiamo Marco, ho 20 anni e la mia sessualità porta con se una storia davvero particolare. Ci tengo a parlartene, anche perché non l’ho mai fatto con nessuno.

E’ difficile definire con certezza il periodo in cui mi sono scoperto per la prima volta omosessuale. Di una cosa però sono sicuro: non lo sono sempre stato. Ricordo infatti che da piccolo (7-10 anni) riuscivo ad eccitarmi pensando alle donne e, in confidenza, posso dire che la fantasia non mi mancava di certo. Per cause a me oscure nel periodo della scuola media ho notato i primi cambiamenti eccitandomi pensando a uomini muscolosi distesi in spiagge caraibiche (troppo scontato!).

Ed è proprio questo periodo il più difficile.

Proprio in questo periodo ho iniziato a provare tanti sensi di colpa dati da un impareggiabile confronto con gli altri miei compagni. Il Marco 12enne era grassottello, aveva la voce da gallina strozzata (i miei compagni mi davano della checca per via della voce) e aveva una relazione con il sesso a dir poco "orrida". Provavo infatti nausea, nel vero senso della parola, nei miei primi approcci con la pornografia, al contrario degli altri miei compagni che essendo molto più sviluppati di me avevano già avuto le loro prime secrezioni seminali e godevano di una piccola lista di esperienze amorose. Ricordo però a questo proposito una ragazzina che mi andava dietro e che io rifiutai di starci perché sentivo un profondo senso di colpa dato da mia madre che diceva sempre "non farmi mai fidanzato".

Io convivevo con i miei stupidi complessi di profonda ignoranza di me stesso e del mio corpo. Tale convivenza per la maggior parte era acuita da alcuni fattori familiari. Diciamo che non sto qui a buttare fango sulla mia famiglia, poiché al giorno d’oggi si sentono cose molto più orribili, però di certo in quel periodo lì una presenza maggiore da parte di mia madre e di mio padre non avrebbe fatto male. Loro così presi d’impegno dal loro lavoro tutta la giornata. In particolare con mio padre non ho mai avuto un meraviglioso rapporto. Se combinavo qualcosa era subito lì pronto a sgridarmi, ma non si rendeva partecipe più di tanto alle mie passioni. La notte era il periodo più brutto. Quando ero agitato anche all’età di 12 anni chiedevo di poter dormire con loro. Mi sentivo tanto al sicuro. Una forte emozione che provai in quel periodo fu quella di sentire i miei genitori fare sesso.

Quella notte sensazioni di ansia, agitazione e angoscia invasero il mio corpo lasciandomi con gli occhi al soffitto pieni di lacrime. Ricordo che il giorno dopo odiavo tantissimo mio padre. E per alcune notti successive, quando non riuscivo a prendere sonno, mi saliva la stessa ansia di quella notte, così andavo di nuovo a dormire da loro: forse nel mio inconscio trovavo sicurezza esclusivamente perché non avrebbero potuto far niente con la mia presenza.

Gli anni passano e queste ansie diventano più lievi, ma sicuramente le ferite restano.
Intanto io continuo a crescere. Raggiungo il liceo e i 15 anni. Per la gente sono un ragazzo "normale", fedele consigliere della gente, mediatore di pace e anche a scuola me la cavavo bene. I rapporti col sesso erano diretti sempre agli uomini nei miei pensieri, anche se negli ultimi tempi mi ero dedicato a guardare di buon occhio anche il rapporto sentimentale, e non sessuale, con le ragazze. Ricevetti più o meno successi e anche sofferenze, ma non sentii mai la necessità di voler provare a stare con un ragazzo della mia età. La vera conoscenza del mio corpo l’ebbi a 16 anni. Iniziai a guardare con un diverso sguardo la pornografia e le videochat. Iniziai ad avere rapporti virtuali, e per la prima volta ebbi le mie prime secrezioni. Fino a quell’età non avevo la minima idea di che cosa fosse la vera e propria masturbazione.

Andavo alla ricerca di uomini 40enni che rispecchiassero tutti la fisionomia di mio padre: alto, muscoloso e villoso.

Intanto in questi 4 anni sono cambiato anche fisicamente … ovviamente sono cresciuto. Mi sento molto più bello … Adesso sto da due anni con una ragazza con la quale ho normalmente rapporti sessuali .. mi trovo benissimo con lei e mi sento davvero felice. A volte mi masturbo pensando a lei, anche se i pensieri più frequenti vanno ad uomini maturi che hanno rapporti sessuali con ragazzini. Ormai dopo tanti accorgimenti a vent’anni mi sento di voler vivere la mai sessualità senza nessun tabù. Non so se va definita come bisessualità o come omosessualità. Mi prometto da tanto di voler parlare con un esperto, magari con uno psicologo. Vorrei forse chiedergli quanto abbia potuto influire il rapporto con mio padre, che negli ultimi anni a dire il vero è un po’ migliorato. Adesso vorrei passare volentieri del tempo con lui, anche se distanze e studio non lo permettono. Inoltre trovo assurdo un rapporto con un uomo più grande. Trovo che sia davvero la voglia di voler sostituire il proprio padre. E’ vero che la propria omosessualità non deve essere vissuta con ansie e frustrazioni, ma non pensi che sia anche assurdo sostituire quello che non si ha con qualcosa di "facile" (ovviamente parlo del sesso con un uomo maturo).

Che ne pensi di quello scritto su?! Vorrei sentire qualcuno perché non l’ho mai fatto. Grazie mille. Un abbraccio.

Marco
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Ciao Marco,
la tua mail sembra focalizzarsi su due elementi, il primo è costituito dal fatto che anche se hai una ragazza e hai con lei rapporti sessuali, in sostanza, la tua masturbazione è rivolta soprattutto agli uomini maturi. Il secondo è che per un verso trovi assurdo il rapporto con un uomo più grande e per l’altro finisci per desiderarlo. Dire quanto possa avere influito sulla tua sessualità il rapporto con tuo padre è molto difficile ma non sono portato a pensare che la tua sessualità sia stata profondamente condizionata dai rapporti con tuo padre che, per come li descrivi, non sono stati poi così eccezionali o traumatici.
Ci sono alcuni elementi che potrebbero essere importanti:

Il rapporto che hai con la tua ragazza, a parte il sesso, raggiunge livelli di confidenza tali che ti permettono di parlare liberamente con lei di tutto, comprese le questioni attinenti alla tua sessualità non etero? Cioè hai mai parlato con la tua ragazza dei contenuti della mail che mi hai inviato? Se lo hai fatto il rapporto con lei ha evidentemente per te un valore sostanziale, se non lo hai fatto temi probabilmente le sue reazioni e il rapporto è condizionato dal fatto che con lei non puoi essere libero di esprimerti.

Hai mai vissuto momenti di innamoramento profondo verso uomini (di qualunque età)? Cioè, a parte le fantasie sessuali hai mai desiderato seriemente di costruire una vita di coppia con un uomo, che non è una questione di sesso ma di condivisone della vita nella sua totalità?

Rispondere a queste due domande chiarirebbe molte cose. Molti ragazzi gay (circa il 30%) prima di riconoscersi gay hanno avuto una vita affettiva e sessuale etero, e hanno avuto rapporti sessuali etero anche in maniera convinta. La certezza originaria di essere etero è poi piano piano venuta meno per la presenza di una masturbazione gay che si affermava come elemento sempre più importante.
Hai 20 anni che non sono pochi ma in genere, da parte dei ragazzi che hanno avuto una precedente vita etero, la consapevolezza piena e l’accettazione della propria omosessualità arriva tra i 21 e i 23 anni. Prima di parlare di bisessualità aspetterei ancora qualche anno perché intorno ai 21/23 anni la sessualità tende a polarizzarsi o in senso etero o in senso gay. Intendo dire che di ventenni che si ritengono bisex ce ne sono, anche se non molti, ma di 25enni che si ritengano bisex ce ne sono molti di meno. Diciamo che per molti ragazzi la categoria del bisex è un passo verso l’accettazione dell’identità gay.

Tanto premesso, vengo al secondo punto, cioè al fatto che tu possa avere fantasie sessuali rivolte verso uomini adulti e aggiungi a uomini adulti che fanno sesso con i ragazzini. Qui una cosa va sottolineata: i cosiddetti rapporti intergenerazionali, cioè i rapporti tra persone “adulte” con forti differenze di età non sono una cosa rara tra i gay e nemmeno tra gli etero. Per esempio un rapporto tra un 20enne e un 40enne, o addirittura tra un 20enne e un 60enne è comunque il rapporto tra due uomini adulti anche se di età molto diversa, tra due uomini che fanno le loro scelte affettive prima ancora che sessuali e sanno quello che fanno. Il 20enne non è un ragazzino ma un adulto. Se il tuo riferimento ai ragazzini in realtà riguarda giovani adulti è un conto, se riguarda minori il discorso è completamente diverso perché riguarda persone che non sono né legalmente né sostanzialmente in grado di esprimere un vero consenso e la tutela del minore deve essere in ogni caso garantita perché ne va di mezzo il suo futuro. Che un uomo adulto dai 40 in su, fino ai 60 e oltre, possa costruire una storia serissima con un ventenne è possibile e non è nemmeno rarissimo. Ho visto degli esempi di storie di questo tipo con forme di amore e di dedizione reciproca totale, fino a rischiare il tutto per tutto per l’altro. Ho visto un 40enne assistere fino alla fine un uomo 80enne col quale aveva trascorso molti anni di vita comune con una spirito di abnegazione che ben difficilmente un figlio avrebbe verso suo padre. Ho visto un 50enne che per difendere un ragazzo 20enne col quale aveva un rapporto di amore profondo e reciproco ha accettato rischi incredibili. I rapporti intergenerazionali in genere non sono una forma di approfittamento del più grande nei confronti dell’inesperienza del più giovane. L’iniziativa è quasi sempre del più giovane, i più grandi tendono a non farsi coinvolgere o a vedere la cosa solo come una questione sessuale superficiale ma in genere i più giovani vogliono costruire un mondo affettivo vero e forte e non è raro che ci riescano. Queste coppie in genere sono saldissime e serissime. Va detto però che una coppia gay intergenerazionale ha grossissimi problemi di accettazione a livello sociale. Il rapporto tra due ragazzi gay giovani è in qualche modo accettato ma una coppia gay con 20/30 anni di differenza non è accettata nemmeno in ambiente gay.

Quando dici che a 20 anni ti senti di voler vivere la tua sessualità senza tabù mi sento in dovere di metterti in guardia e di invitati alla massima prudenza prima per avere le idee veramente chiare su quello che stai cercando e poi per evitare di vivere la sessualità come “esperienza” essenzialmente individuale piuttosto che come scelta d’amore nei confronti i un’altra persona.

Spero di poterti sentire presto. Un abbraccio.

Project

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GAY IN FASE FRENETICA

Come è ben noto, circa il 25/30% dei ragazzi che finiscono per riconoscersi definitivamente gay ha vissuto, più o meno convintamente, anche una vita etero sia a livello affettivo che a livello sessuale. Si tratta di ragazzi che si sono sentiti etero per anni, per effetto di un imprinting eterosessuale, cioè di prime esperienze sessuali o para-sessuali etero, di un’educazione rigidamente etero e di condizionamenti ambientali e religiosi di vario tipo. Questi ragazzi arrivano a riconoscersi gay in età ormai adulta e spesso dopo aver comunque cercato di negare la propria omosessualità anche dopo averne preso sostanzialmente coscienza attraverso l’emergere di fantasie masturbatorie gay. Questi ragazzi si forzano alla eterosessualità e tentano di avere una vita sessuale etero anche quando si rendono conto che si tratta di una cosa per loro del tutto innaturale. In alcuni casi la forzatura è tanto violenta che alcuni ragazzi gay arrivano al matrimonio, ossia accettano di sacrificare in modo totale e definitivo la loro sessualità e di “fingere di vivere” una vita sessuale etero. In alcuni casi i successi più o meno parziali sul piano sessuale con le ragazze confermano i ragazzi nell’idea che essere etero per loro è comunque possibile, in altri una reazione di repulsione sessuale netta rende del tutto impossibile consumare un rapporto sessuale etero e quindi fa risaltare la contraddizione insita nel voler tentare di vivere una vita etero. In nessun caso tuttavia la sessualità etero risulta il vero desiderio sessuale del ragazzo che continua, anche in presenza di una vita sessuale di coppia etero, ad avere una masturbazione con fantasie gay. Non sono rari i casi in cui la auto-repressione arriva al punto che il ragazzo si nega persino la masturbazione, proprio perché è in chiave gay.
In genere da queste situazioni non si esce gradualmente ma con una decisone repentina, con uno scatto di orgoglio che si può riassumere in un “Adesso basta! Voglio finalmente vivere la mia vita!” In sostanza il ragazzo decide che è ora di cambiare “radicalmente strada” e qui si può produrre una situazione di rischio. I ragazzi che sono vissuti per anni in condizioni di repressione o auto-repressione sessuale non conoscono nulla del mondo etichettato gay (chat erotiche, siti di incontri, locali gay) né del vero mondo dei ragazzi gay ma provano una pulsione fortissima a provare nuove esperienze ipotizzando che quelle nuove esperienze siano esattamente corrispondenti alle loro fantasie affettive e sessuali. Questa pulsione si associa all’idea “riguadagnare il tempo perduto” e dà inizio alla cosiddetta “fase frenetica”, cioè ad una corsa al realizzare sé come gay che può creare parecchie complicazioni. Proprio la necessità di “non perdere tempo” induce all’uso di chat erotiche e si siti di incontri per conoscere ragazzi, l’innamoramento è spesso travolgente e del tutto unilaterale, con attese assolutamente irrealistiche ed è rivolto a persone poco affidabili. Nella fase frenetica i ragazzi gay grandi, non più adolescenti, che non hanno di fatto vissuto al momento giusto una adolescenza gay, la vivono in un’età ormai adulta ma con comportamenti analoghi a quelli degli adolescenti. Per loro in sostanza si apre una seconda adolescenza connessa alla riappropriazione della loro sessualità. In genere, se non ci si ferma riflettere razionalmente, la fase frenetica arriva ad essere fortemente destabilizzante. La sessualità gay, negata ostinatamente per anni, diventa una specie di panacea di tutti i mali. I ragazzi scoprono il sesso gay non nel senso serio, cioè affettivo, del termine, ma nel senso di sessualità frenetica, spinta dal desiderio di sperimentare. La fase frenetica è in genere una fase di apprendimento ed è costellata di frustrazioni e di delusioni che tuttavia hanno un valore notevole in termini di esperienza e portano lentamente alla maturazione di una sessualità gay più adulta e consapevole.
In linea di massima la cosiddetta fase frenetica dura tra sei e diciotto mesi, poi, una volta presa coscienza della realtà, si supera.
Che cosa si può dire ai ragazzi che arrivano in età adulta ad accettare la loro omosessualità? Cerco di riassumere qui quello che suggerisce l’esperienza.
Se un ragazzo è gay non ha alcun senso che neghi la sua sessualità o che cerchi si piegarla in altre direzioni.
Accettarsi come gay non significa diventare attivisti gay o militanti di associazioni gay, accettarsi come gay significa cominciare ad impegnarsi per realizzare la propria vita affettiva, con la discrezione, il buon senso e la prudenza che sono indispensabili in queste cose.
Quello che viene comunemente presentato come tipicamente gay (chat erotiche, siti di incontri e locali gay) non ha nulla a che vedere con la vita vera della stragrande maggioranza dei gay (attenzione l’aids esiste ccome!)
La stragrande maggiorana dei gay non è pubblicamente dichiarata, cosa che indica che dichiararsi pubblicamente non è la scelta migliore nella grande maggioranza dei casi. La grande maggioranza dei gay si dichiara solo a pochissime persone di cui si fida totalmente. Sottolineo che l’idea di DOVERSI DICHIARARE PUBBLICAMENTE è una delle idee fisse più tipiche della fase frenetica e una di quelle che se, portate ad effetto, possono fare i più gravi danni. Il coming out pubblico non solo non è indispensabile ma spesso è fortemente controproducente per la realizzazione della vita affettiva di un ragazzo gay. Tra gay dichiarati pubblicamente e i gay non dichiarati pubblicamente ci sono spesso punti vi vista sensibilmente diversi. Un gay non dichiarato tende a tenere separata la propria vita privata dalla vita pubblica, un gay dichiarato pubblicamente parte del presupposto che dichiararsi è indispensabile per la realizzazione di sé. Aggiungo una cosa, molti ragazzi pensano che ad un gay dichiarato si possano presentare più occasioni sotto il profilo affettivo/sessuale, cosa poco realistica. Un ragazzo non pubblicamente dichiarato è in genere molto restio a farsi vedere con un gay dichiarato per evitare di essere anche lui etichettato. Un gay pubblicamente dichiarato è certamente facilitato nella possibilità di incontrare altri gay pubblicamente dichiarati ma è tenuto a distanza dai ragazzi non dichiarati che sono comunque la grande maggioranza, anche se sono una maggioranza invisibile.
In genere, nella fase frenetica si tende a dimenticare che l’affettività è la base del rapporto tra due ragazzi e si punta essenzialmente sulla dimensione sessuale. Cercare di costruire un rapporto profondo sulla base del sesso, senza una conoscenza reciproca adeguata, significa costruire sulla sabbia.
Ad un ragazzo gay che si è accettato come tale in età adulta, il problema fondamentale appare quello di trovarsi un ragazzo e in questo senso ogni possibile rapporto che non sembri immediatamente e totalmente proiettato della direzione della costruzione di una vita di coppia viene sminuito e messo da parte. Espressioni come “non mi interessa veramente perché è solo un amico” sono tipiche della fase frenetica. Per un ragazzo gay che esce da un periodo di negazione di sé l’amicizia, senza altri fini, con altri ragazzi gay è assolutamente fondamentale, sia perché per capire come vivono veramente i ragazzi gay bisogna conoscere e frequentare ragazzi gay, sia perché per un ragazzo che si è appena accettato il confronto diretto con gli altri è rassicurante. Quindi il primo errore da evitare è mette da parte l’idea di costruire delle amicizie serie in nome della ricerca del ragazzo per costruire subito una vita di coppia.

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INCONTRI GAY PERICOLOSI

Questo post è dedicato agli incontri gay pericolosi, si rivolge in primo luogo ai ragazzi più giovani ma anche ai ragazzi più grandi che non hanno una conoscenza reale di ambienti e di situazioni potenzialmente pericolose.

Tra i gay, come tra gli etero, esistono persone che ricercano sesso facile sfruttando tutte le occasioni che la rete può offrire e sono decisamente molte, alcune classiche come le chat erotiche e i siti di incontri, il cui fine dichiarato, in modo più o meno esplicito, è proprio quello di combinare incontri sessuali, altre assai più subdole, che colgono spesso i ragazzi del tutto impreparati.

Cerco di spiegarmi con un esempio. Un ragazzo gay ha un blog o un profilo su facebook nel quale sono contenuti dei suoi dati personali che ne consentono l’identificazione, quel ragazzo pubblica sul suo blog o sul suo profilo dei contenuti che, a un occhio esperto, lo identificano come gay (non è neppure necessario che il discorso sia esplicito). Con una rapida ricerca tramite google per il cacciatore di sesso è facile identificare situazioni simili. Identificato l’obiettivo, in genere tramite una foto, che permette di scartare subito le persone non interessanti, il cacciatore di sesso aggiunge un commento “serio” sul blog del ragazzo o sul suo profilo in modo da stimolare l’interesse della potenziale vittima. Sottolineo che, in linea di massima, il commento aggiunto tende a rispondere alla aspettative della vittima potenziale o a sottolineare l’affinità con la vittima: stesso linguaggio, età molto simile, atteggiamenti emotivi molto simili. Riporto qui di seguito tre messaggi autentici lasciati su blog e profili di ragazzi individuabili come gay da cacciatori di sesso (cioè che si sono dimostrati successivamente cacciatori di sesso):

“Ciao, ho letto il tuo post e mi è venuto da piangere, ma perché dobbiamo stare così male? Non è giusto! Sei un ragazzo così sensibile e devi stare così. A me sono successe le stesse cose. Rapporti con i miei pessimi, traumatici, rapporti con gli amici niente, adesso sono solo e non so dove sbattere la testa. Se ti va di parlare un po’, questo è il mio contatto [omissis].”

“Non so se capita anche a te, ma io ho proprio il bisogno fisico di avere un ragazzo vicino e non ce l’ho, non l’ho mai avuto e mi manca da morire. Hai ragione quando dici che la masturbazione non ti basta più. Voglio anche io un ragazzo vero vicino! Ti prego, contattami.”

“Che bel post! Mi sono stancato pure io di dire sempre bugie, vorrei potere parlare con un ragazzo della mia vita vera, vorrei capire come la vive lui, vorrei innamorarmi, non ce la faccio più di stare solo! Se ti va di parlare io sono qui.”

In questi messaggi si individuano alcuni contenuti subliminali che si possono riassumere così:

1) Sono un ragazzo come te, più o meno della tua età e con problemi del tutto simili ai tuoi

2) Non ho mai avuto un ragazzo (messaggio incoraggiante che tende ad esorcizzare il rischio aids)

Se al primo messaggio segue una risposta da parte del destinatario, nella replica del ragazzo che cerca sesso compare subito o comunque molto presto la domanda: “di dove sei?” (se l’informazione non è deducibile dal blog o dal profilo della vittima) e la richiesta di scambio di foto. Sia la domanda “di dove sei?” che lo scambio di foto servono ad operare una selezione: se la vittima non ha aspetto gradito al cacciatore di sesso o risiede in località molto lontana lo scambio di messaggi è destinato a spegnersi rapidamente, se per caso la vittima risiede nella stessa città del cacciatore di sesso ed ha un aspetto gradevole si passa invece ad un “breve” periodo di contatto in chat, periodo che in genere non eccede la settimana. Se il cacciatore di sesso vede dall’altra parte atteggiamenti molto riservati può decidere di lasciar perdere, se vede invece un interesse reale (se viene richiamato dalla vittima, se la conversazione arriva presto a toccare contenuti esplicitamente anche se moderatamente sessuali) si arriva all’immancabile invito a vedersi di persona. Ovviamente l’invito è proposto per “parlare”, per “bere qualcosa”, per “conoscersi meglio”.

Sottolineo che il cacciatore di sesso non fa riferimenti di carattere sessuale, mette le cose sul piano dell’amicizia, tende a creare un’intimità affettuosa con la vittima ma soprattutto, tende ad “accorciare i tempi degli scambi in chat” e ad andare al più presto ad un incontro faccia a faccia. Riporto qui di seguito un brano di chat tra un cacciatore di sesso 32enne e un ragazzo 16enne (i nomi sono stati cambiati).

32enne scrive – Ciao Marco, tutto ok?

16enne scrive – Ti aspettavo!!

32enne scrive – Beh, che ci sentiamo in chat fa piacere anche a me, anzi proprio tanto …

16enne scrive – Sono contento!!! Ieri notte in pratica sono stato sveglio tutta la notte … e non ti dico perché

32enne scrive – Dai, su, perché?

16enne scrive – Beh ho ripensato a tutto quello che mi hai detto ieri, cioè alla tua storia e al fatto che in effetti quel ragazzo non ti meritava proprio, praticamente ti ha solo illuso

32enne scrive – E sì in un certo senso è proprio così, ma dai, alla fine a me del sesso non me ne importa proprio niente però mi sono sentito tradito, preso in giro, per me innamorarmi è una cosa seria, i ragazzi che prendono il sesso come un gioco non li sopporto proprio

16enne scrive – Ma sai, non sono tutti come te e di ragazzi che pensano solo al sesso ce ne stanno eccome e un po’ li capisco però, perché alla fine un ragazzo pensa pure a quello, non solo a quello, ma ci pensa eccome

32enne scrive – Beh sì, ok, però alla fine volersi bene è un’altra cosa, magari tu penserai che sono troppo tradizionalista però se ti innamori di un ragazzo lo devi fare seriamente

16enne scrive – Sono d’accordo, però, alla fine il sesso c’è comunque

32enne scrive – Ma tu di dove sei? Perché abbiamo parlato di tutto ma non ce lo siamo detto, io sono di Milano

16enne scrive – Veramente? Pure tu! E di che zona?

32enne scrive – San Siro e tu?

16enne scrive – Io Niguarda. Allora stiamo pure vicini!

32enne scrive – Che ne diresti se ci si vedesse di persona, così, magari per bere qualcosa

16enne scrive – Veramente mi piacerebbe ma non sono abituato ad andare nei locali gay

32enne scrive – Ma quali locali gay! No, io parlo di un bar con una sala da tè. Nei locali gay non ci andrei mai.

16enne scrive – Ah, ok, per me va bene

32enne scrive – Pure stasera?

16enne scrive – Sì, però non facciamo tanto tardi che i miei sono una palla sugli orari, massimo alle undici a casa

32enne scrive – Alle undici sarai a casa sicuro, ti riaccompagno io

16enne scrive – Allora a che ora ci vediamo e dove?

32enne scrive – Se mi dici dove stai vengo a prenderti sotto casa tua

16enne scrive – Io sto [omissis]

32enne scrive – Allora passo alle sei sotto casa tua ok?

16enne scrive – Perfetto!

32enne scrive – Il mio cellulare è [omissis], se mi dai il tuo, in caso di necessità ti posso chiamare

16enne scrive – Ok [omissis] ecco, allora ti aspetto alle sei sotto casa e GRAZIE!!!

32enne scrive – Grazie a te e ci vediamo alle sei. Ciao!

16enne scrive – Ciao!

A parte il fatto che il 32enne è venuto sapere dove abita il 16enne e anche il suo cellulare [attenzione massima prima di dare ad altre persone indirizzi o numeri di telefono, anche di cellulare, che permettano la vostra identificazione!], fin qui in linea teorica nulla lascerebbe pensare che il 32enne sia un cacciatore di sesso. Va sottolineato che quando un cacciatore di sesso si rende conto di avere a che fare con un ragazzo che ha già avuto molte esperienze in genere è più guardingo perché l’altro sa come si sviluppano le cose e anche perché il timore dell’aids trattiene talvolta anche i cacciatori di sesso, specialmente quando avvertono di trovarsi in situazioni potenzialmente pericolose.

Sottolineo che la chat che ho riportato sopra non si conclude con un invito al 16enne da parte del 32enne a vedersi a casa del 32enne perché la cosa sarebbe troppo scoperta e l’invito sarebbe rifiutato, ma con un invito che all’apparenza non ha nulla che possa fare pensare ad un incontro di sesso.

Il 32enne della chat riportata sopra si presenta affettivamente alle 18.00 in punto al luogo dell’appuntamento con una bella macchina pulita e lucidata per l’occasione e per di più elegantemente vestito, ma senza eccessi. Il locale scelto è di medio livello ma il tavolo è decentrato. La conversazione reale si sviluppa più o meno così (il testo è stato ricostruito dal 16enne a distanza di circa due settimane):

32enne scrive – Ma lo sai che sei veramente un bel ragazzo!!

16enne scrive – Ma dai!

32enne scrive – Hai due occhi bellissimi!

In questo momento, sfruttando l’imbarazzo del 16enne, il 32enne avvia il primo contatto fisico, appoggia la gamba a quella del ragazzo, come se la cosa fosse casuale, il ragazzo risponde con un sorriso imbarazzato.

32enne scrive – Se ti dà fastidio la tolgo …

16enne scrive – No, dai, non c’è problema …

32enne scrive – Che bel sorriso che hai! Hai un viso di una dolcezza molto maschile, una cosa rara …

16enne scrive – Ma dai …

32enne scrive – Sei alto, proprio di bella figura, sembri più grande della tua età e hai della mani bellissime

16enne scrive – Ma dai … mi metti in imbarazzo …

32enne scrive – Hai delle labbra bellissime … guardami negli occhi, ecco così, lo sai che si vede l’anima e la tua è bellissima … posso stringerti la mano? Dai ti prego … sotto il tavolo, tanto non ci vede nessuno … ecco … che bello! … dai siediti qui, a fianco a me, ecco … sento il tuo calore … ti voglio baciare, mi mancano le tue labbra sarà bellissimo

Il 32enne si porta la mano del ragazzo sul pene rigido, il ragazzo non toglie la mano, cosa che autorizza il 32enne a tastare il pene del 16enne che ovviamente è totalmente rigido. Ormai il contatto sessuale è stabilito e il 16enne ha manifestato in modo chiaro il suo consenso. Il 32enne non azzarda la proposta di andare a casa sua ma propone di andare in macchina per stare un po’ tranquilli.

32enne scrive – Ti mangerei di baci, ti abbraccerei stretto fino a farti male! Dai adesso stiamocene un po’ tranquilli così ci calmiamo e ce ne possiamo andare un po’ in macchina. Non sei solo bello sei pure sexy! Eh eh! Oh, se ti senti a disagio ti riaccompagno a casa, basta che lo dici …

16enne scrive – Ma dai, non c’è problema, un po’ di imbarazzo c’è perché è la prima volta però è proprio bello, la spinta sessuale la sento fortissima, prima quando mi hai toccato stavo proprio per venire.

32enne scrive – Io adesso penso di essere in condizioni di uscire …

16enne scrive – Io no! aspettiamo ancora un po’, così proprio non posso.

32enne scrive – Ma sei proprio bello!

16enne scrive – Guarda che se fai così qua ci stiamo fino a domani … aspetta va, uso la giacca, dai usciamo così, non penso che si nota …

32enne scrive – No, per niente … queste sono le chiavi tu vai in macchina, io passo alla cassa e vengo

16enne scrive – Ok …

In macchina i contatti sessuali diventano più espliciti. Il cacciatore di sesso non esagera vuole consolidare piano piano il consenso del ragazzo 16enne, si arriva alla masturbazione reciproca, non si va oltre, ma il coinvolgimento sessuale del 16enne è ormai totale ed è il 16enne che propone il sesso orale, il 32enne si fa pregare dicendo “non so se è giusto … ma dai mi sembra troppo … “ ma poi, ovviamente, accetta, il 16enne ha l’impressione di essere lui a guidare il gioco.

A questo punto intervengono le rassicurazioni del 32enne sull’assenza del rischio aids:

32enne scrive – Non avere problemi per l’aids, io sono donatore di sangue e sono controllatissimo e poi io non ho mai avuto un ragazzo e non ho mai fatto sesso con nessuno, quindi puoi stare tranquillo

Ovviamente NON si tratta di un donatore di sangue, perché un ragazzo 32enne che fa sesso al primo incontro con un 16enne non è certo alla sua prima esperienza sessuale ed è estremamente improbabile che un ragazzo che ha una vita sessuale promiscua sia un donatore di sangue, perché su questo punto i centri trasfusionali sono molto attenti ad evitare il più possibile di mettere in circolazione sacche di sangue infetto, quindi o il 32enne mente all’intervista al centro trasfusionale, cosa veramente da criminali più che da incoscienti, o non può diventare donatore. L’unica seria rassicurazione sulla sieronegatività di un ragazzo si può ottenere facendo insieme con lui il test e ripetendolo dopo il periodo finestra (6 mesi o anche meno con i test più recenti e più sensibili). Solo in questo modo si ha la certezza che il test sia stato effettivamente fatto e che i risultati attestano la sieronegatività. Fidarsi delle rassicurazioni di un 32enne che alla prima uscita con un 16enne fa sesso con lui significa mettersi a rischio in modo serio. Il “rischio aids BASSO” relativo ad alcune pratiche sessuali considerate meno pericolose non significa che invece dell’aids, siccome il rischio è basso, si prende il raffreddore, ma solo che è minore la probabilità di infettarsi, ma se ci si infetta si diventa effettivamente sieropositivi con tutto quello che ne consegue. USARE IL CERVELLO IN QUALSIASI CONTATTO SESSUALE SERVE A SALVARSI LA VITA!

Il 16enne, al termine della sua prima esperienza con il 32enne non si sente né depresso né vittima, si sente grande, ha l’impressione di poter portare un ragazzo più grande a fare quello che vuole lui ed è anche soddisfatto di sé, considera quello che ha fatto un’esperienza di amore e di passione e vede il ragazzo 32enne come il suo ragazzo, vorrebbe diventare il centro della vita di quel ragazzo, conoscere ogni cosa della sua vita, in pratica vorrebbe costruire con lui un rapporto di coppia, ma è proprio qui che la cosa va in crisi. Il 32enne ha la sua vita nella quale il 16enne non può e non deve entrare, il 32enne non è disponibile quando vuole il 16enne ma deve essere il 16enne ad essere sempre disponibile quando vuole il 32enne. Di test per l’aids non si deve nemmeno parlare perché la risposta è sempre la stessa: “Te l’ho detto che non c’è nessun rischio!” Meno che mai si potrà vedere il tesserino dei donatori di sangue, si potrà invece vedere il risultato di un test HIV non recente da cui risulta che il 32enne è sieronegativo. Questo però significa una cosa sola e cioè che il 32enne ha avuto in altre situazioni il timore di essere sieropositivo e per questo ha fatto il test, cosa che non rassicura affatto. I ragazzi che non hanno mai avuto rapporti sessuali non hanno ovviamente mai fatto il test per l’HIV, chi lo ha fatto deve avere avuto qualche preoccupazione connessa a rapporti sessuali con molta probabilità a rischio.

Aggiungo una sola considerazione, dopo un rapporto a rischio anche basso, che non significa senza rischio, in genere, interviene la paura dell’aids, paura che PURTROPPO INTERVIENE SEMPRE DOPO E NON PRIMA, e i ragazzi fanno il test, che deve essere ripetuto a distanza di tempo. Tutto questo comunque toglie loro la tranquillità per molto tempo, anche se, per fortuna, non sono frequenti i casi in cui si finisce in sieropositività per un rapporto con una persona di cui non si sa con certezza che è sieronegativa.

Il rapporto tra il 16enne e il 32enne si conclude quando il 16enne si rende conto di essere un diversivo sessuale e nulla più, è allora che intervengono i sensi di frustrazione e di smarrimento e si ha l’impressione di avere buttato via la propria sessualità con una persona che altro non era che un cacciatore di sesso e, se si è trattato della prima esperienza sessuale, un’esperienza del genere condizionerà per un bel po’ la sessualità del 16enne. Ma una cosa va detta: ANCHE SE E’ MEGLIO USARE IL CERVELLO PRIMA E NON DOPO E’ COMUNQUE BENE COMINCIARE AD USARLO!!

CONCLUSIONI

Storie come quella riportata in questo articolo NON HANNO NULLA A CHE VEDERE CON L’AMORE GAY, sono storie squallide di abbordaggio senza scrupoli e di ingenuità, due ingredienti che se messi insieme diventano pericolosi. L’amore gay è una cosa seria e ha bisogno di crescere su una base affettiva vera, non si tratta di provare un’esperienza ma di amare una persona.

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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=23&t=654&start=0