GAY MA USANDO IL CERVELLO

L’esigenza questo post nasce dai colloqui con i ragazzi, la sua finalità è sottolineare l’equilibrio che un ragazzo gay deve avere senza sconfinare per un verso in comportanti irresponsabili e per l’altro in atteggiamenti aprioristicamente rinunciatari e depressi.

Non insisterò mai abbastanza sulla necessità di mantenere un atteggiamento “razionale”, di pensare prima di agire, di valutare la portata “oggettiva” dei problemi, con un’espressione sintetica, di essere gay pensanti.

Capire di essere gay, tanto più se si vive in contesti in cui l’omosessualità non è accettata, non è facile e le delusioni che un ragazzo gay deve trovarsi a fronteggiare possono essere molto forti. Tutto questo ha una sua dimensione oggettiva e deve essere affrontato razionalmente, né sottovalutando la portata dei problemi fino a mettere in pratica comportamenti sconsiderati e imprudenti, né sopravvalutandola sentendosi di conseguenza schiacciati da cose tropo più forti di noi.

La prudenza, l’equilibrio e il buon senso devono essere i principi guida nell’assunzione di qualsiasi decisione. La precipitazione, la faciloneria, e per l’atro verso la tendenza ad una visione negativa delle cose, ad ingigantirne la portata, a vedere come tragedie cose che fanno parte della vita ordinaria di tutti, sono le peggiori consigliere per un ragazzo gay, che rischia di sconfinare in comportamenti pericolosi senza neppure rendersene conto o, per l’altro verso, di sentirsi schiacciato ed oppresso da fantasmi che non esistono.

A che serve un forum? A che serve una chat? La risposta è semplice, serve a confrontarsi con altri ragazzi, a capire come essi affrontano gli stessi problemi, a moderare gli eccessi, ad imparare a controllare la propria emotività, a capire che cosa vuol dire prevenzione, a non dare all’idea di essere gay nessuna valenza tragica, con un’espressione sintetica, potrei dire che serve ad imparare a vivere la propria omosessualità con equilibrio e con buon senso.

Mi accade spesso di parlare con ragazzi che si sentono quasi condannati a priori dalla sorte, che non vedono davanti a sé nessuna prospettiva, che si sentono assolutamente incapaci di dominare gli eventi. Questi ragazzi presentano una visione radicalmente negativa della vita che rasenta concezioni di pessimismo filosofico totale. Eppure questi ragazzi hanno desideri, sogni, hanno un’idea precisa di come vorrebbero realizzare la loro vita, le delusioni li hanno spesso resi incapaci di reagire, tanto che un insuccesso nella vita professionale, negli studi o nella vita affettiva dà loro la sensazione di non essere all’altezza, di essere marginali, di non contare nulla e questo fatto li travolge in una deriva di sentimenti negativi fino alle ipotesi più estreme. In realtà manca in tutto questo un atteggiamento di equilibrato realismo. Gli insuccessi nella professione, nello studio e nella vita affettiva sono una componente ordinaria della vita di tutti della quale bisogna essere coscienti. Che cosa si può fare di fronte a questi eventi negativi? La risposta è semplice: affrontare “il problema concreto” nello specifico, mettendo da parte gli atteggiamenti catastrofistici e le risposte in termini di rassegnazione a una propria incapacità costitutiva. Se il problema è di lavoro, si cerca di superarlo, se è ambientale si cerca di cambiare lavoro, ma in concreto, se è di studio ci si mette a studiare, senza lamentazioni di principio e senza atteggiamenti di “o tutto o nulla!” L’intelligenza non sta nel non avere problemi ma nell’affrontare quelli che si presentano con una atteggiamento operativo. Se il problema è di tipo affettivo bisogna guardarlo in termini oggettivi: innamorarsi in mood unilaterale porta solo sensi di frustrazione, se ne prende atto e si va per la propria strada. Se in un rapporto di coppia le cose vanno male si parla chiaro, se la risposta non è soddisfacente si passa oltre e non si cerca di ottenere l’impossibile. Il mondo è grande e le opportunità sono moltissime. Le soluzioni ai problemi sono sempre specifiche a mai globali, ogni problema va risolto per se stesso, nel suo specifico, mantenendo un atteggiamento di relativo coinvolgimento, senza farsi travolgere dai sentimenti e soprattutto da visioni troppo assolutistiche delle cose. Una relazione affettiva tra due ragazzi gay, una relazione seria, non è una favola di due principi azzurri, ma è la storia vera di due ragazzi con tutti i problemi e i condizionamenti che si portano appresso, ha un senso proprio perché è reale e ha tutti i caratteri della realtà, le favole sono belle ma non sono vere.

Mi capita spesso in chat di trovarmi davanti a ragazzi che non ammettono gli insuccessi, che alla prima difficoltà hanno l’impeto di buttare via tutto, ragazzi che di fronte al primo risultato negativo ad un esame si sentono inadeguati e vogliono abbandonare tutto, o ragazzi che cominciano a non andare più a scuola e, quando c’è ancora modo di rimediare, si rifugiano in un atteggiamento catastrofistico che li porta alla depressione, ma a una depressione che potrebbe essere superata con un po’ di impegno serio, che risolverebbe il problema alla radice. Per l’altro verso vedo persone che sottovalutano nettamente le difficoltà e, cosa realmente pericolosa, nei contatti sessuali trascurano le cose fondamentali per la prevenzione.

L’equilibrio di un ragazzo gay deve essere la sua prima caratteristica: pensare prima di agire, agire a ragion veduta, non deprimersi ma saper reagire in termini operativi e oggettivi, evitare i catastrofismi e mettersi al lavoro per risolvere i problemi reali. La maturità di un ragazzo si manifesta nel suo saper affrontare le difficoltà senza sopravvalutarle e senza fuggire, nel saper tenere i piedi per terra e nel saper apprezzare quanto di buono c’è nella vita (ed è tantissimo!) e poi nel saper accettare un confronto vero, nel non chiudersi in posizioni aprioristiche e assolute, nel saper cambiare parere e atteggiamento quando è necessario, nel non abbandonarsi alla depressione mettendosi invece a lavorare per costruire un futuro migliore.

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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:

http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=20&t=663&start=0

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