RAPPORTI GAY INTERGENERAZIONALI ED ETEROSESSUALITA’

Ciao project, capitavo per caso su internet e ho trovato il vostro sito. Mi chiamo Marco, ho 20 anni e la mia sessualità porta con se una storia davvero particolare. Ci tengo a parlartene, anche perché non l’ho mai fatto con nessuno.

E’ difficile definire con certezza il periodo in cui mi sono scoperto per la prima volta omosessuale. Di una cosa però sono sicuro: non lo sono sempre stato. Ricordo infatti che da piccolo (7-10 anni) riuscivo ad eccitarmi pensando alle donne e, in confidenza, posso dire che la fantasia non mi mancava di certo. Per cause a me oscure nel periodo della scuola media ho notato i primi cambiamenti eccitandomi pensando a uomini muscolosi distesi in spiagge caraibiche (troppo scontato!).

Ed è proprio questo periodo il più difficile.

Proprio in questo periodo ho iniziato a provare tanti sensi di colpa dati da un impareggiabile confronto con gli altri miei compagni. Il Marco 12enne era grassottello, aveva la voce da gallina strozzata (i miei compagni mi davano della checca per via della voce) e aveva una relazione con il sesso a dir poco "orrida". Provavo infatti nausea, nel vero senso della parola, nei miei primi approcci con la pornografia, al contrario degli altri miei compagni che essendo molto più sviluppati di me avevano già avuto le loro prime secrezioni seminali e godevano di una piccola lista di esperienze amorose. Ricordo però a questo proposito una ragazzina che mi andava dietro e che io rifiutai di starci perché sentivo un profondo senso di colpa dato da mia madre che diceva sempre "non farmi mai fidanzato".

Io convivevo con i miei stupidi complessi di profonda ignoranza di me stesso e del mio corpo. Tale convivenza per la maggior parte era acuita da alcuni fattori familiari. Diciamo che non sto qui a buttare fango sulla mia famiglia, poiché al giorno d’oggi si sentono cose molto più orribili, però di certo in quel periodo lì una presenza maggiore da parte di mia madre e di mio padre non avrebbe fatto male. Loro così presi d’impegno dal loro lavoro tutta la giornata. In particolare con mio padre non ho mai avuto un meraviglioso rapporto. Se combinavo qualcosa era subito lì pronto a sgridarmi, ma non si rendeva partecipe più di tanto alle mie passioni. La notte era il periodo più brutto. Quando ero agitato anche all’età di 12 anni chiedevo di poter dormire con loro. Mi sentivo tanto al sicuro. Una forte emozione che provai in quel periodo fu quella di sentire i miei genitori fare sesso.

Quella notte sensazioni di ansia, agitazione e angoscia invasero il mio corpo lasciandomi con gli occhi al soffitto pieni di lacrime. Ricordo che il giorno dopo odiavo tantissimo mio padre. E per alcune notti successive, quando non riuscivo a prendere sonno, mi saliva la stessa ansia di quella notte, così andavo di nuovo a dormire da loro: forse nel mio inconscio trovavo sicurezza esclusivamente perché non avrebbero potuto far niente con la mia presenza.

Gli anni passano e queste ansie diventano più lievi, ma sicuramente le ferite restano.
Intanto io continuo a crescere. Raggiungo il liceo e i 15 anni. Per la gente sono un ragazzo "normale", fedele consigliere della gente, mediatore di pace e anche a scuola me la cavavo bene. I rapporti col sesso erano diretti sempre agli uomini nei miei pensieri, anche se negli ultimi tempi mi ero dedicato a guardare di buon occhio anche il rapporto sentimentale, e non sessuale, con le ragazze. Ricevetti più o meno successi e anche sofferenze, ma non sentii mai la necessità di voler provare a stare con un ragazzo della mia età. La vera conoscenza del mio corpo l’ebbi a 16 anni. Iniziai a guardare con un diverso sguardo la pornografia e le videochat. Iniziai ad avere rapporti virtuali, e per la prima volta ebbi le mie prime secrezioni. Fino a quell’età non avevo la minima idea di che cosa fosse la vera e propria masturbazione.

Andavo alla ricerca di uomini 40enni che rispecchiassero tutti la fisionomia di mio padre: alto, muscoloso e villoso.

Intanto in questi 4 anni sono cambiato anche fisicamente … ovviamente sono cresciuto. Mi sento molto più bello … Adesso sto da due anni con una ragazza con la quale ho normalmente rapporti sessuali .. mi trovo benissimo con lei e mi sento davvero felice. A volte mi masturbo pensando a lei, anche se i pensieri più frequenti vanno ad uomini maturi che hanno rapporti sessuali con ragazzini. Ormai dopo tanti accorgimenti a vent’anni mi sento di voler vivere la mai sessualità senza nessun tabù. Non so se va definita come bisessualità o come omosessualità. Mi prometto da tanto di voler parlare con un esperto, magari con uno psicologo. Vorrei forse chiedergli quanto abbia potuto influire il rapporto con mio padre, che negli ultimi anni a dire il vero è un po’ migliorato. Adesso vorrei passare volentieri del tempo con lui, anche se distanze e studio non lo permettono. Inoltre trovo assurdo un rapporto con un uomo più grande. Trovo che sia davvero la voglia di voler sostituire il proprio padre. E’ vero che la propria omosessualità non deve essere vissuta con ansie e frustrazioni, ma non pensi che sia anche assurdo sostituire quello che non si ha con qualcosa di "facile" (ovviamente parlo del sesso con un uomo maturo).

Che ne pensi di quello scritto su?! Vorrei sentire qualcuno perché non l’ho mai fatto. Grazie mille. Un abbraccio.

Marco
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Ciao Marco,
la tua mail sembra focalizzarsi su due elementi, il primo è costituito dal fatto che anche se hai una ragazza e hai con lei rapporti sessuali, in sostanza, la tua masturbazione è rivolta soprattutto agli uomini maturi. Il secondo è che per un verso trovi assurdo il rapporto con un uomo più grande e per l’altro finisci per desiderarlo. Dire quanto possa avere influito sulla tua sessualità il rapporto con tuo padre è molto difficile ma non sono portato a pensare che la tua sessualità sia stata profondamente condizionata dai rapporti con tuo padre che, per come li descrivi, non sono stati poi così eccezionali o traumatici.
Ci sono alcuni elementi che potrebbero essere importanti:

Il rapporto che hai con la tua ragazza, a parte il sesso, raggiunge livelli di confidenza tali che ti permettono di parlare liberamente con lei di tutto, comprese le questioni attinenti alla tua sessualità non etero? Cioè hai mai parlato con la tua ragazza dei contenuti della mail che mi hai inviato? Se lo hai fatto il rapporto con lei ha evidentemente per te un valore sostanziale, se non lo hai fatto temi probabilmente le sue reazioni e il rapporto è condizionato dal fatto che con lei non puoi essere libero di esprimerti.

Hai mai vissuto momenti di innamoramento profondo verso uomini (di qualunque età)? Cioè, a parte le fantasie sessuali hai mai desiderato seriemente di costruire una vita di coppia con un uomo, che non è una questione di sesso ma di condivisone della vita nella sua totalità?

Rispondere a queste due domande chiarirebbe molte cose. Molti ragazzi gay (circa il 30%) prima di riconoscersi gay hanno avuto una vita affettiva e sessuale etero, e hanno avuto rapporti sessuali etero anche in maniera convinta. La certezza originaria di essere etero è poi piano piano venuta meno per la presenza di una masturbazione gay che si affermava come elemento sempre più importante.
Hai 20 anni che non sono pochi ma in genere, da parte dei ragazzi che hanno avuto una precedente vita etero, la consapevolezza piena e l’accettazione della propria omosessualità arriva tra i 21 e i 23 anni. Prima di parlare di bisessualità aspetterei ancora qualche anno perché intorno ai 21/23 anni la sessualità tende a polarizzarsi o in senso etero o in senso gay. Intendo dire che di ventenni che si ritengono bisex ce ne sono, anche se non molti, ma di 25enni che si ritengano bisex ce ne sono molti di meno. Diciamo che per molti ragazzi la categoria del bisex è un passo verso l’accettazione dell’identità gay.

Tanto premesso, vengo al secondo punto, cioè al fatto che tu possa avere fantasie sessuali rivolte verso uomini adulti e aggiungi a uomini adulti che fanno sesso con i ragazzini. Qui una cosa va sottolineata: i cosiddetti rapporti intergenerazionali, cioè i rapporti tra persone “adulte” con forti differenze di età non sono una cosa rara tra i gay e nemmeno tra gli etero. Per esempio un rapporto tra un 20enne e un 40enne, o addirittura tra un 20enne e un 60enne è comunque il rapporto tra due uomini adulti anche se di età molto diversa, tra due uomini che fanno le loro scelte affettive prima ancora che sessuali e sanno quello che fanno. Il 20enne non è un ragazzino ma un adulto. Se il tuo riferimento ai ragazzini in realtà riguarda giovani adulti è un conto, se riguarda minori il discorso è completamente diverso perché riguarda persone che non sono né legalmente né sostanzialmente in grado di esprimere un vero consenso e la tutela del minore deve essere in ogni caso garantita perché ne va di mezzo il suo futuro. Che un uomo adulto dai 40 in su, fino ai 60 e oltre, possa costruire una storia serissima con un ventenne è possibile e non è nemmeno rarissimo. Ho visto degli esempi di storie di questo tipo con forme di amore e di dedizione reciproca totale, fino a rischiare il tutto per tutto per l’altro. Ho visto un 40enne assistere fino alla fine un uomo 80enne col quale aveva trascorso molti anni di vita comune con una spirito di abnegazione che ben difficilmente un figlio avrebbe verso suo padre. Ho visto un 50enne che per difendere un ragazzo 20enne col quale aveva un rapporto di amore profondo e reciproco ha accettato rischi incredibili. I rapporti intergenerazionali in genere non sono una forma di approfittamento del più grande nei confronti dell’inesperienza del più giovane. L’iniziativa è quasi sempre del più giovane, i più grandi tendono a non farsi coinvolgere o a vedere la cosa solo come una questione sessuale superficiale ma in genere i più giovani vogliono costruire un mondo affettivo vero e forte e non è raro che ci riescano. Queste coppie in genere sono saldissime e serissime. Va detto però che una coppia gay intergenerazionale ha grossissimi problemi di accettazione a livello sociale. Il rapporto tra due ragazzi gay giovani è in qualche modo accettato ma una coppia gay con 20/30 anni di differenza non è accettata nemmeno in ambiente gay.

Quando dici che a 20 anni ti senti di voler vivere la tua sessualità senza tabù mi sento in dovere di metterti in guardia e di invitati alla massima prudenza prima per avere le idee veramente chiare su quello che stai cercando e poi per evitare di vivere la sessualità come “esperienza” essenzialmente individuale piuttosto che come scelta d’amore nei confronti i un’altra persona.

Spero di poterti sentire presto. Un abbraccio.

Project

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Se volete, potete partecipare alla discussione di quetso post aperta sul Forum di Progetto gay:
http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=23&t=658&start=0

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