MASTURBAZIONE GAY TRA INNAMORAMENTO E PORNOGRAFIA seconda parte

(prosecuzione del post precente)
 
Da Marco a Project – Sabato, 13 Mar 2010 00:45:35 +0100

Ciao Project,
scusami se mi faccio sentire solo ora, spero che non ti sia preoccupato per me o quant’altro … Comunque ho riflettuto un po’ sul discorso masturbazione / sublimazione / affettività / sessualità. Intanto rispondo alla tua affermazione " Fa riflettere il fatto che dici tu stesso che quando ti sei soffermato di più sulla corporeità dei ragazzi hai perso delle occasioni. Francamente non capisco perché un’attrazione fisica debba finire per allontanare dal contatto affettivo-spirituale con un ragazzo". Forse non sono stato molto chiaro, ma non intendevo dire con la frase "ho perso occasioni" che ho allontanato un qualche "contatto affettivo-spirituale con un ragazzo". Le occasioni che ho perso sono quelle che spiego dopo il punto, e cioè avevo perso la capacità di dare valore alle cose belle che abbiamo/stanno-attorno. Non ero più in grado di comprendere la loro bellezza perché ero completamente preso da qualcosa che mi toglieva il tempo ed il desiderio di percepire la presenza del resto del mondo attorno a me.

Ma aldilà di questo volevo aggiungere un punto al tuo discorso sulla divisione sessualità affettività. Volevo dirti che penso che sicuramente come dici tu si dovrebbe fare un’indagine più approfondita per scoprire la natura di questo fenomeno psichico (sopratutto perché credo proprio che questa "scelta" che fanno molti ragazzi non sia una soltanto ma vari da ragazzo a ragazzo). Inoltre riflettendo sulle cose che mi hai scritto mi sento in dovere di dire la mia: in tutta onestà io sono partito male introducendo il concetto di "peccato" nell’ambito della masturbazione affettiva … perché in realtà è una cosa più ampia quella che sento, e cioè sento che un ragazzo può trovarsi in difficoltà di fronte a questa particolare masturbazione non esattamente perché "sporca" l’altro. In realtà è che non si riesce spontaneamente a masturbarsi pensando alla persona amata in quanto l’affetto che si prova verso l’altro ragazzo affonda le sue origini in un interesse genuino rivolto verso la personalità dell’altra persona. In altre parole "io ho costruito un rapporto speciale con quel ragazzo fatto di amicizia, fiducia ed affetto e mi sono reso conto di provare amore per lui. Voglio vivere tutte le emozioni che provo per lui. Il mio cuore lo ama perdutamente, perdutamente desidera amarlo e continuare ad amarlo indefinitamente." Amare perdutamente è un azione che implica non solo il continuo amare, ma anche il desiderare di amare sopra ogni altra cosa. Questo amore è tiranno, nel senso che reclama per sé tutto lo spazio affettivo nella mente del ragazzo, e questo in virtù del fatto che provare affetto per l’altro prende qui la connotazione di massima realizzazione del proprio appagamento affettivo. Quindi ne possiamo dedurre che: provare affetto = massima felicità; perciò: la masturbazione viene esclusa perché non è amare lo spirito dell’altro ragazzo, ma solo desiderare il suo corpo distogliendoci così dalla sopracitata "massima felicità". Se in tale situazione di "innamoramento" ci si dovesse rendere conto che il nostro corpo (o meglio il nostro subconscio? /es?/istinto?/boh?) non sta tanto ad accontentarsi dell’appagamento psichico ma a desiderare a sua volta di trovare sfogo, ecco che qui le necessità della persona derivanti dal "pensiero affettivo" (amare l’anima) si scontrano con le necessità dell’ "attrazione fisica" (amare il corpo) e ne viene fuori un bel conflitto di priorità. Potrebbe essere una spiegazione, nonostante quanto appare "sordida"? Considera che la mia ipotesi potrebbe essere avallata dal palese fattore di disturbo ad un sano sviluppo affettivo rappresentato dalla pornografia e più in generale dalla mercificazione dei messaggi sessuali che viene ogni giorno fatta dai media e reiterata dai comportamenti / atteggiamenti / discorsi fatti tra i ragazzi. E questo disturbo può avvenire sopratutto se rileggiamo i codici che ci vengono forniti dalla pornografia e dai media tramite la chiave di lettura ormai secolarizzata dei dualismi "bene / male" – " anima / corpo" – "purezza – peccato". [Ergo: se misceli il messaggio moralistico di natura parareligiosa con quello di avvilimento della moralità fornito dalla "dimensione pornografia" sommato a quello del "vangelo della cultura popolare secondo i mass media", ottieni sicuramente persone che trovano molte difficoltà nel dare il giusto peso naturale e culturale alla propria sessualità, anzi che dico, alla sessualità stessa come definizione e dato di fatto]

C’è una frase che hai scritto il cui senso non l’ho ben compreso: "È evidente che ci possono essere molte situazioni in cui non ci può essere uno sbocco sessuale e lì forse la sublimazione della sessualità fisica e la relegazione della masturbazione ad attività puramente tecnica sulla base della pornografia potrebbero avere una seria ragion d’essere, proprio per il fatto che affettività e sessualità in quelle situazioni devono rimanere distinte."
Non hai spiegato per quali motivi " … affettività e sessualità in quelle situazioni devono rimanere distinte.": se non mi dici il tuo punto di vista non riesco a comprendere quello che intendi dire.
Saluti e grazie ancora di tutto,
Marco

Da Project a Marco – Domenica, 14 Mar 2010 09:06:36 +0100

Ciao Marco,
per la verità avevo notato un ritardo nella tua risposta e ti stavo per scrivere ma appena aperto il pc ho trovato la tua mail e poi, come al solito, ti rispondo io in ritardo.
Parto dalla fine. È una cosa che noto nelle chat con i ragazzi: la sublimazione della sessualità accompagna spesso l’innamoramento verso un ragazzo etero. Un ragazzo gay si innamora del suo amico etero, in fondo, a parte l’ipotesi remotissima che il suo amico si scopra gay, sa benissimo che l’amico resterà etero e che con lui potrà vivere al massimo un bel rapporto in chiave affettiva (cosa che succede realmente, qualche volta) ma sa anche che con l’amico non ci potrà essere nessun contatto sessuale. In questi termini è quasi ovvio che la sessualità fisica venga messa tra parente, ma parlo della sessualità fisica di coppia. Francamente mi sembra quasi impossibile che un ragazzo gay innamorato del suo amico etero sublimi anche la sessualità della masturbazione, anzi direi che in genere quello che è impossibile vivere a livello di coppia lo si vive proprio attraverso la masturbazione e l’immagine dell’amico è la fantasia sessuale dominante. Certo c’è una dimensione di frustrazione in tutto questo ma è accettata proprio per il fatto che con l’amico etero si crea un rapporto anche fisico virtuale attraverso la masturbazione.
Tu dici che non si riesce a masturbarsi pensando a un amico quando l’interesse verso quell’amico è un interesse genuino rivolto alla personalità dell’altro, beh, francamente non è quello che vedo, perché anche questa è una rimozione/sublimazione, dici che “la masturbazione viene esclusa perché non è amare lo spirito dell’altro ragazzo, ma solo desiderare il suo corpo” ecco il dualismo che torna. Quelli che chiami conflitti di priorità vengono proprio dal pensare anima e corpo come due cose distinte tra le quali bisogna stabilire un ordine, ma da quello che vedo le cose in genere seguono altre logiche. Masturbarsi pensando a un amico e ancora di più condividere con quell’amico una intimità sessuale significa sentire un legame, un legame profondo che non si riduce affatto al coinvolgimento solo fisico proprio o dell’amico ma coinvolge eccome anche la sfera dei sentimenti. Ho visto tante volte ragazzi gay innamoratissimi di un loro amico, che ovviamente si masturbavano pensando a quell’amico o che avevano anche rapporti sessuali con quell’amico, che, quando se ne è presentata l’occasione, hanno dato prova di una dedizione totale verso quel ragazzo e non c’è stato nulla a livello affettivo che si stato messo da parte o che si sia perso perché l’amico è stato oggetto di fantasie masturbatorie. Non sono portato a pensare che la sessualità fisica possa avere di per sé una valenza negativa ma credo che, non dico la valenza negativa, ma anche il semplice dover stabilire una gerarchia tra sessualità e affettività, come se fossero cose distinte, non sia che il portato di una cultura della rimozione che si respira ovunque. Tu pensa alla scuola superiore, che è frequentata da ragazzi dai 14 ai 19 anni, dove si parla di tutto: dalla tragedia greca ai teoremi di matematica, beh nella scuola superiore non si parla mai seriemente di sessualità, il che è un controsenso, e meno che mai si parla di masturbazione, come se fosse una cosa che semplicemente non esiste, mentre queste cose sono oggettivamente il centro della vita dei ragazzi. È chiaro che chi cresce con l’idea che di certe cose non si parla se non nelle barzellette, finisce per mettersi in testa l’idea che i sentimenti e la sessualità fisica sono cose diverse ma in realtà non è così, ti porto un esempio concreto, perché, secondo te, ci si innamora in modo profondo, con vere forme di sofferenza e di dipendenza, quando si è giovani, 20/30 anni e queste cose non succedono a 50/60 anni, o se succedono, succedono in modo molto più blando? La risposta sta nel fatto che sono diversi i substrati fisici e ormonali e che l’innamoramento forte di un giovane dipende in gran parte dalla sua sessualità che è nel pieno del suo sviluppo, sessualità e coinvolgimenti affettivi seguono la stessa curva nel corso degli anni perché sono sostanzialmente la stessa cosa.
Poi c’è il problema della religione, altra potente spinta al dualismo e alla rimozione della sessualità fisica, che, però, oggi ha un peso veramente significativo in una percentuale non molto elevata di casi.
La vera questione centrale dell’educazione sessuale sta nel fatto che essa è in pratica totalmente affidata alla pornografia, e questo risulta in modo nettissimo dai sondaggi di Progetto Gay, questo fatto comporta che la parola sesso diventi quasi sinonimo di pornografia. Per un ragazzo ventenne di oggi, pensare a una sessualità affettiva e meno semplice che in passato perché per lui il sesso ha poco a che vedere con l’amicizia e con l’amore e molto con i modelli pornografici. Ci sono film gay, non pornografici, con scene esplicite di sesso inquadrate in una storia affettiva profondamente coinvolgente, questi film sono vissuti dai ragazzi gay con un’emozione profonda proprio perché ci si coglie il valore affettivo della sessualità. Il problema della pornografia non consiste nel fatto di fare vedere scene di sesso esplicito, ma nel fare vedere solo quello, come se il rapporto sessuale tra due persone fosse solo quello. Ho scritto dei romanzi gay in cui racconto la vita di ragazzi gay e in cui ovviamente c’è spazio anche per la sessualità fisica perché tra ragazzi gay la sessualità fisica è una componente normale della vita. Bene, di quei romanzi ho pubblicato in rete diversi capitoli, con dei tagli per motivi legati al fatto che li ho pubblicati su siti senza restrizioni, cioè aperti a tutti, in ogni caso la presenza della sessualità fisica è comunque fortemente presente. I ragazzi che hanno letto quei capitoli mi hanno scritto cose bellissime perché ci si sono ritrovati e perché hanno letto una storia d’amore, che coinvolgeva anche la sessualità fisica, ma una vera storia d’amore, cioè hanno visto “insieme” sessualità fisica e sentimenti.
Un abbraccio Marco e alla prossima.
Project

Da Marco a Project – Domenica 14 Mar 2010 22:19:37 +0100

Ma infatti, scusami se insisto Project, quello che stavo cercando di dirti nella mail di prima è proprio che i dualismi "anima – corpo", "sesso [la cui idea è mutuata dall’ambiante pornografico [e cioè visto come sporco] – amore [puro, perché pieno di sentimento che ci fa sentire bene con se stessi e con l’altro]" sono molto sentiti. Il potere distruttivo che hanno sulla vita affettiva di molti ragazzi è disarmante. Possono portare facilmente le persone a sentire disagio dove questo non dovrebbe esserci.

Io prima ho posto il caso di un ragazzo che ama un altro ragazzo e che considera il masturbarsi su di lui come cosa "sporca" … e credo che questo valga per tutti i ragazzi: se tu ami un ragazzo lo senti un certo grado di attrazione fisica verso di lui, ma se allo stesso tempo senti che masturbarsi pensando a lui sia "sporco" allora reprimi questo tuo desiderio . . . però accade che inevitabilmente la parte di te che si eccita pensando a lui comincia ad agire contro la tua volontà cosciente di repressione della sessualità. E’ questo il "conflitto di priorità" di cui parlavo prima: il te stesso cosciente (come direbbe Freud l’ IO) ed il te stesso subcosciente (sempre citando Freud l’ ES) combattono fra di loro … e l’ IO ne esce facilmente sconfitto in questa guerra se si intromettono nella battaglia condizionamenti para-moralistici derivati dal SUPER-IO (termine sempre coniato da Freud). E’ di questo che parlavo prima.

Per quanto riguarda la mia condizione personale, ti dico che non riuscirei a masturbarmi pensando al ragazzo che amo perché non riesco a dare alla masturbazione quell’aspetto affettivo che tu tanto decanti avere. La verità è che tu dici che la masturbazione "dovrebbe" avere un’origine affettiva, ma purtroppo capita che non venga vissuta così dalle persone, me compreso.
Io mi masturbo nella mia solitudine, da solo e per il mio personalissimo desiderio di appagamento sessuale. Nessuno è lì con me quando lo faccio, e con nessuno ho mai sviluppato il piacere di poter vivere con lui un momento di donarsi piacere reciproco tramite la masturbazione.

La questione è che la pornografia è il mio unico modello forte di riferimento alla sessualità.
Ma anche la mancanza di esperienze positive con un ragazzo in termini di vivere la masturbazione insieme a lui con affettività mi rende impossibile sentire il masturbarmi verso un altro ragazzo una cosa da non considerarsi "vuota, fine a sé stessa", oserei quasi dire "sporca" (perché se svuoti questa pratica dall’elemento affettivo l’unica cosa che fai quando ti masturbi diventa sfruttare il pensiero che hai di quel ragazzo che ami per il tuo solo fine egoistico di godere).
Ripeto e ti ricordo che capisco perfettamente il tuo discorso logico riguardante il fatto che masturbarsi pensando all’amato è segno di affettività nei suoi confronti. Questo lo comprendo bene a livello di discorso, ma per i motivi sopra citati mi è impossibile vivere questa situazione. Non sono in grado di sentire nulla che sia affettività masturbandomi così (perché non ho un solo ricordo affettivo associato a quella persona a livello di intimità), ma solo il mio appagamento sessuale (perché per me la masturbazione assume solo questo valore).

Inoltre c’è una cosa che mi ha lasciato male e che non condivido pienamente: tu dici che l’amore viene vissuto più potentemente dai giovani 20/30enni che dai 50enni in su per ragioni naturali ormonali … Mi spiace, ma non riesco a condividere questa idea con te. Non metto in dubbio il fatto che siano più attivi sul lato sentimentale i giovani gay anche per fattori ormonali, vero, ma non me la sento proprio di dare a madre natura tutto questo peso sulla minore carica passionale nei più maturi. Non contano niente i vari fattori psicologici e/o sociali esistenti? : ad esempio il fatto che gli uomini di 50 e più anni possano aver maturato una determinata esperienza sul campo superiore che li ha portati a ridimensionare la necessità dell’ "innamorarsi" (perché hanno vissuto di più e hanno fatto parecchie esperienze negative; o anche solo tante esperienze e quindi sono arrivati ad "averne piene le scatole dell’amore"); e che mi dici invece del fatto che sì i giovani forse sono più passionali degli adulti, ma anche che forse gli adulti sono più coscienti del significato di "amare ed essere amati"; e del fatto che molto dipende anche dal vissuto interiore della persona e come questa agisce e reagisce nel corso della sua vita??? [esempio banale: il fatto di sentirsi sempre giovani anche ad età avanzate] … Mi hai ridotto la capacità individuale dell’innamorarsi ad una mera funzione della maggiore o minore presenza di tempeste ormonali nell’individuo … tua frase testuale: "sessualità e coinvolgimenti affettivi seguono la stessa curva nel corso degli anni perché sono sostanzialmente la stessa cosa" … non ti pare eccessivo detto così?

Scusa se sono stato un po’ irruento nel dirti le cose, ma mi sono venute così di getto. Riflettici bene su alcune di queste, in particolare quelle riguardanti la mancanza e l’annientamento di valori affettivi che il consumo della pornografia porta con sé e quell’altra circa il fatto che senza esperienze affettive forti si possono innescare meccanismi di "colpevolizzazione della masturbazione a mero atto di auto-appagamento". Reputo molto importante analizzare questi punti al fine di poter cercare di capire i modelli di affettività e sessualità dei gay, sia ai giovani che maturi.

Un abbraccio anche a te,

Marco

Da Marco a Project – Lunedì, 15 Mar 2010 18:49:28 +0100

E proprio perché mi sono venute così di getto queste cose da dirti, rileggendo la mail ho notato che ho scritto alcune cose male …

1) Dove dico che l’IO viene facilmente sconfitto intendo dire che le tensioni che creano ES e SUPER-IO fra di loro, tensioni opposte perché le "ragioni moralistiche" del secondo tentano di reprimere le pulsioni del primo, possono portare l’IO, cioè la volontà della persona, a provare dolore perché si sta comportando "in modo sporco".

In altre parole è dilaniante essere divisi tra il desiderio di amare liberamente (che comprende il masturbarsi) e la concezione dualistica di "puro – immondo". E’ una cosa che agli estremi può portare a tendere dolorosamente l’equilibrio psico-sessuale di una persona, oppure può risolversi più spesso nel negarsi la masturbazione perché prevale il "moralismo". In ogni caso le due cose sono entrambe sbagliate, profondamente ingiuste.

2) Quando dico che "la masturbazione non viene vissuta in senso affettivo dalle persone" è ovviamente una generalizzazione molto grossa. Sono convinto del fatto che molte persone siano in grado di sentire quel qualcosa di più in questo particolare tipo di autoerotismo.


Però questo non riduce la mia convinzione che molti altri ragazzi gay come me ritrovino difficoltà non indifferenti in questo senso.

Bene, ti dovevo proprio mandare la mail con queste correzioni … no, più che altro perché rileggendo quello che avevo scritto prima mi sono detto da solo: "ma se qualcuno legge queste cose mi da immediatamente del pazzo furioso!!!"
Va bene esprimere il proprio punto di vista, certo, ma sicuramente bisogna essere moderati e ponderati nel farlo. Essere integralisti non porta a niente, salvo forse se si ha indubbiamente ragione (ma forse anche in quei rari casi in cui si ha pienamente ragione è comunque meglio essere moderati, per molti altri motivi annessi e connessi)

Va be’, dai ti saluto ancora. [e se trovi altre cose che reputi fuori dalle righe, sbagliate, o semplicemente hai delle critiche di vario genere da pormi, non esitare mai a farmi sapere, mi raccomando. Ci tengo a mantenere un rapporto quanto più onesto e produttivo possibile con te]
Ciao.
Marco

Da Project a Marco – Martedì, 16 Mar 2010 09:06:36 +0100

Ciao Marco,
comincio col dirti una cosa. Questo nostro scambio di mail mi sta facendo riflettere su tante cose che non avevo considerato e su tante che avevo dato per scontate. Devo dire che il livello di analisi e di confronto è estremamente serio e alla fine aiuta, e non poco, a capire meglio le cose. Anche per questa ragione mi era venuto in mente che queste mail, magari opportunamente riviste in modo da non mettere assolutamente a rischio la privacy, potrebbero essere pubblicate perché potrebbero veramente aiutare molti ragazzi a capire più profondamente il senso e la complessità della sessualità. Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensi. Ovviamente se per qualsiasi ragione tu non lo ritenessi opportuno non se ne fa nulla e basta.
Quanto alla tua ultima, parto dalla fine. Tramite il Progetto mi è capitato di parlare con tantissime persone delle età più diverse, ma la grande maggioranza aveva tra i 18/20 e i 30 anni. Se guardi le persone che compilano e inviano il modulo online dell’intervista sulla sessualità gay vedi che l’età media è di 24,76 anni. Gli ultra trentacinquenni sono pochi, gli ultra quarantenni sono rari e di ultra cinquantenni in tre anni di attività ne ho conosciuti solo 3. Spiegare questi dati col fatto che le persone più mature non sono abituate ad usare internet è fuorviante. In buona sostanza l’interesse per la sessualità e anche quello per la dimensione affettiva diminuiscono con gli anni. Potrei dire che più passa il tempo minore è l’interesse a costruire una vita affettiva e sessuale con un altra persona. Un uomo gay di 40-45 anni gli entusiasmi se li è persi in gran parte per strada e comincia a crescere in lui la convinzione che alla fine la solitudine, ma bisognerebbe dire l’essere single, non è poi una cosa così tremenda, e rispetto a storie costruire al solo fine di superare la solitudine è addirittura preferibile. Certo su questa evoluzione della storia affettiva e sessuale delle persone pesano molto le esperienze e anche l’idea che in fondo mettere in crisi il proprio tradizionale modo di vivere per cercare di costruire un po’ forzatamente una storia che in effetti potrebbe presentarsi più come una complicazione che altro, forse non vale la pena. La questione è del tutto simile al problema del classico “devi sistemarti” che le madri dicono ai ragazzi etero che non sono realmente portati verso il matrimonio. A una certa età, la costruzione di una relazione non ha più realmente una motivazione affettiva e sessuale profonda ma risponde ad esigenze più astratte e razionali e molto meno pulsionali, sia a livello emotivo che fisico. Oltre una certa età le coppie sono sostanzialmente delle forme di mutua assistenza, che hanno eccome una dignità, ma che con la sessualità e con l’affettività sessuale hanno ben poco a che vedere. Non che io voglia sminuire la dimensione affettiva che si può avere a 50 anni e oltre ma è oggettivamente diversa da quella di un ragazzo ventenne. Un ventenne innamorato vive sentimenti profondi e addirittura sconvolgenti di entusiasmo e di privazione, per lui la dimensione sessuale è realmente quella caratterizzante al punto che immaginare di privare un ragazzo di vent’anni di una dimensione sessuale, anche vivibile singolarmente come la masturbazione, significherebbe imporgli un sacrificio pesantissimo. Per gli ultra 50enni non è certamente la stessa cosa, la sessualità perde progressivamente peso con l’andare degli anni al punto che la castità non è nemmeno un sacrificio, dato che in effetti le pulsioni da contenere, ammesso che ci siamo, sono comunque molto più blande. Una storia d’amore tra due cinquantenni ha poco a che vedere con una storia apparentemente simile tra due ventenni. Non è diversa solo la sessualità fisica, ma in conseguenza di un diverso modo di vivere la sessualità fisica, molto più episodico e molto meno coinvolgente, anche l’affettività in qualche modo degrada e si sostituisce con altri valori, degnissimi peraltro, come la fedeltà, il rispetto e reciproco nell’ambito di una dimensione di affettività conservativa più che creativa. Un ventenne che si innamora crea, inizia una storia, sperimenta, si confronta, fa esperienza, cresce, un 50enne deve prima mettere da parte le abitudini, deve adattarsi a sconvolgere almeno un po’ i ritmi quotidiani della sua vita e farlo non è assolutamente facile, il peso di modi di vita consolidati resta come substrato al di là della storia affettiva che si costruisce.
Avevo cominciato a scriverti questa mail prima di ricevere la tua precisazione della sera del 15 e anche prima di riceverla le cose che hai scritto sulla masturbazione mi sembravano non solo accettabili ma decisamente realistiche. In realtà la masturbazione affettiva è un corollario dell’innamoramento e se ne capisce il senso solo se se ne è fatta esperienza diretta. L’assenza di esperienze affettive profonde legate alla masturbazione e il condizionamento della pornografia, chiaramente tolgono alla masturbazione il senso affettivo, il valore di un’esperienza che anche se è fisicamente individuale è almeno mentalmente un’esperienza affettiva di coppia o la prefigurazione di un esperienza affettiva di coppia o un modo di rivivere un’esperienza affettiva di coppia. Le coppie gay, quando sono costrette a una separazione temporanea proseguono il rapporto di coppia attraverso la masturbazione che serve proprio a rinsaldare e a non fare affievolire il rapporto sessuale di coppia. In una coppia gay la masturbazione reciproca è una componente ordinaria del contatto sessuale e anche per questa via si rafforza il senso della masturbazione come esperienza di coppia, questa volta anche fisicamente di coppia. In queste situazioni non è tanto l’orgasmo che conta quanto la condivisione di una intimità profonda anche a livello sessuale, il non avere più segreti fisici l’uno per l’altro. È evidente che in questa chiave la masturbazione ha un senso eminentemente affettivo ed è proprio questo che permette ai ragazzi di viverla come una vera esperienza sessuale, insieme fisica e affettiva.
Alla fine della pagina dell’analisi statistica del test di autovalutazione dell’orientamento sessuale
si evidenzia in modo nettissimo la correlazione tra soddisfazione affettiva e soddisfazione sessuale nella masturbazione. Quanto più intenso è il livello di partecipazione affettiva nella masturbazione tanto maggiore soddisfazione se ne trae a livello sessuale. In assenza di una vera partecipazione affettiva la masturbazione non avviene con fantasie sessuali polarizzate su un ragazzo vero, con il suo fisico ma anche con la sua affettività, ma sulla pornografia. È in fondo proprio il diffondersi del modello pornografico, che sostituisce le fantasie masturbatorie spontanee e affettive, che riduce il senso della masturbazione a puro sfogo fisico individuale.
Un abbraccio e a presto.
Project
______________
Se volete, potete partecipare alla discussione di questo pst aperta sul Forum di Progetto Gay:

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