MASTURBAZIONE GAY TRA INNAMORAMENTO E PORNOGRAFIA prima parte

Questo lungo post e il successivo contengono uno scambio di mail tra me e un ragazzo, uno studente 22enne, sui temi della sessualità gay. Il mio interlocutore mi ha autorizzato a pubblicare i testi in forma anonima (Marco è un nome fittizio), cosa che faccio di buon grado, perché si tratta di uno scambio epistolare serissimo che ha aiutato anche me a riflettere su molti aspetti della sessualità gay.

Da Marco a Project – Sabato, 6 Mar 2010 22:16:55 +0100

Ciao Project, non ti sento da un po’ … tutto bene?
Volevo sapere se le considerazioni che ti ho espresso sul tuo lavoro ti fossero state d’aiuto o meno.
Ho visto sul sito che hai risposto ad un ragazzo di 20 anni circa che non sapeva se fosse etero o gay.
Non ho potuto fare a meno di notare, nuovamente rinnovato in questo caso, la tua forte dedizione alla considerazione dell’elemento sessuale masturbatorio come componente essenziale dell’autoidentificazione del sé come gay … E, te lo dico sinceramente … mi sono sentito male.
Mi sono sentito male perché per un attimo ho avuto come l’impressione che tu potessi avere qualche remora nel rispondermi (visto che ormai è da un bel po’ che non ti fai vivo) proprio per il fatto che io, quasi all’inverso del tuo pensiero, riponessi la mia attenzione sull’aspetto affettivo delle cose più che su quello sessuale (che invece mi pare d’aver capito sia il perno stesso sul quale si basa la tua idea di orientamento sessuale) …
Per favore, dimmi che ho pensato male. Io ci tengo molto a poter costruire insieme a te, ed a chiunque altro voglia unirsi alle mie ed alle nostre forze, un posto per le persone da poter chiamare "casa". In verità ti dico che faccio questo per buona parte perché io stesso mi sento non appartenere a niente in questo mondo per me vuoto di affetti.
Se non appartengo a nessuna realtà, a nessuna persona, ed in più non ho neppure modo di aiutare gli altri a sentirsi parte di qualcosa di buono (ad avere una "casa" nella quale tornare), io mi sento ancora più perso, debole, triste.
Non so se riesci a capire quello che intendo dire. E un po’ di tutto questo discorso io mi sento colpevole di agire in modo così "nobile" solo ed esclusivamente per la salvezza della mia anima. Ma sono un essere umano limitato almeno quanto tutti gli altri uomini che calpestano questa terra. Vivo per il mio desiderio di vivere e la mia felicità, prim’ancora di quella degli altri. Sono inquieto, ho veramente paura di quello che mi potrà accadere in futuro.
Ho paura di perdere anche quel poco di affetti che ho.
Ho paura di non riuscire a sostenere economicamente la mia famiglia ora che ce n’è bisogno. Ho paura che non riuscirò mai ad essere felice insieme a nessun ragazzo (neanche a livello di profonda amicizia). Ho paura delle lacrime che mi stanno rigando il volto adesso, paura di tutti gli orrori e debolezze che mi nascondono.
Perdonami per queste lunghe lamentele, ma ho bisogno di sfogarmi con qualcuno e tu sei l’unico col quale posso liberamente parlare di queste cose. Perdonami se ti usando così. Non volevo scriverti tutte queste cose, ma alla fine non ce l’ho fatta a trattenermi ed a dirti le cose come stanno in maniera chiara e tonda.
Ciao Project, ti prego rispondimi. Anche se tu fossi arrabbiato con me per qualsiasi cosa, perché ti sono sembrato freddo e supponente nei miei discorsi tecnici, o per qualsiasi altra cosa ancora, ti prego rispondimi. Da solo non ce la faccio davvero a sopportare tutto questo peso sulle mie spalle. Ti prego.
Marco

Da Project a Marco – Domenica, 7 Mar 2010 08:54:50 +0100

Ciao Marco,
non sono affatto arrabbiato con te e mi piacerebbe eccome continuare a lavorare con te sui test del progetto, è solo che adesso sono subissato di lavoro, ho una marea tale di cose da fare che non riesco nemmeno ad avviarle e ho delle scadenze prossime e non procrastinabili. La mail che ho pubblicato non è di questi giorni ma di quando avevo tempo di dedicarmi a queste cose. E vorrei tanto averne ancora. Quando alla questione del apporto tra masturbazione e affettività, francamente, non vedo perché le due cose non debbano andare d’accordo. Sessualità fisica e affettività non sono cose distinte, la masturbazione è un modo di vivere un’affettività forte di coppia quando non è possibile viverla realmente. Quando un ragazzo si innamora di un altro ragazzo comincia a masturbarsi pensando a quel ragazzo, il che però ha esattamente il valore di un profondissimo desiderio di intimità con quel ragazzo. E’ ovvio che una sessualità senza sentimenti non ha senso e non può risultare gratificante, tipico il caso del sesso fatto con sconosciuti che non si rivedranno più, ma la masturbazione dedicata ad un ragazzo che si ama è un segno di coinvolgimento profondo, sessuale e affettivo insieme, verso quel ragazzo. Non penso affatto che tu sbagli a fondare le cose sulla dimensione affettiva, penso piuttosto che la masturbazione sia l’espressione di una pulsione profonda, affettiva e sessuale insieme verso un altro ragazzo, in qualche modo sia un’affettività concreta che si esprime anche a livello genitale. Francamente non credo che quello che dici tu sia sostanzialmente diverso da quello che dico io.
Mi dispiace molto invece di leggere l’ultima parte della tua mail, perché ti vedo molto scoraggiato e non vorrei affatto che accadesse. Non sono sparito e non ho nessuna intenzione di sparire ma mi sento schiacciato dalla mole enorme di lavoro che devo fare e che non posso rinviare. Cercherò di essere più presente ma, te lo ripeto, non ho nessuna intenzione di defilarmi.
Un abraccio fortissimo e coraggio! Che si deve andare avanti!
A presto Marco
Project

Da Marco a Project – Lunedì, 8 Mar 2010 00:11:58 +0100

Ciao, e scusami per lo scoraggiamento che ti ho espresso nella mail. E’ solo che ultimamente mi stanno accadendo tutte insieme tante cose brutte e sento che spesso mi manca la forza interiore per far fronte a tutto il caos della mia vita. Mi dispiace sinceramente di averti fatto sentire il peso delle mie lacrime, ma purtroppo non ce la facevo più e mi sono sentito nel bisogno di dovermi sfogare con qualcuno che poteva comprendermi. Perdonami davvero, non volevo neppure apparire così debole ai tuoi occhi, perché vorrei essere molto più forte di adesso per poter affrontare non solo i miei problemi ma anche quelli degli altri (o almeno questo è quello che vorrei). Se tu per caso dovessi avere bisogno di qualsiasi aiuto da parte mia, o anche solo volessi sfogarti con qualcuno puoi tranquillamente parlare con me perché io ci sono ad ascoltarti. Almeno questo è giusto che sia chiaro, perché è questo quello che io desidero veramente. E’ una cosa che va al di là del fatto di darti una mano per "senso del dovere".

Per quanto invece riguarda il discorso masturbazione devo dirti che sono d’accordo con te col fatto che masturbarsi pensando ad un altro ragazzo è segno di voler diventare più intimi con quel ragazzo, voler amare quel ragazzo. D’altra parte percepisco però che qualcosa è sbagliato in questa stessa affermazione. E’ una percezione quella che sento, non è una sorta di certezza di cui sono convinto, però proverò comunque a cercare di spiegarmi . . .
. . . è indubbiamente certo che un ragazzo che ama un altro ragazzo possa riversare nella masturbazione affetto verso il ragazzo amato. Ma, oltre al fatto che penso che il masturbarsi è derivazione dell’affetto, non mai l’affetto derivazione della masturbazione, voglio esporti quella che è la mia sensazione personale: non riuscirei mai a masturbarmi pensando al ragazzo che amo, perché sento che lo renderei "sporco", o comunque mi sembrerebbe di sminuire l’affetto e la stima che ho per lui immaginandomelo in situazioni sessualmente eccitanti. E’ come se io ponessi un qualche muro divisorio che impedisca alla sessualità di toccare le cose che amo, perché le deifico e non voglio che "perdano valore" ridotte ad una fantasia sessuale atta al mio semplice appagamento fisico.

Allo stesso tempo vedo l’idea del sesso fatto tra persone che si amano come qualcosa di giusto e bello, e permetto che dal sentimento ci sia il passaggio successivo alla sessualità fra le due persone (e non vissuta tra me e me tramite la sola masturbazione, come del resto ho detto prima).

Non riesco a descriverti meglio di così le mie sensazioni, ma penso che siano già abbastanza comprensibili. Cosa ne pensi? a) sono solo fisse mie; b) c’è del vero nel mio discorso; oppure c) sono ad un qualche stadio di rifiuto della sessualità o giù di lì; d) altro?
Non so come è la realtà vissuta dagli altri ragazzi gay, o meglio mi sto facendo sempre più qualche vaga idea al riguardo. E sulla base delle idee che mi sono fatto oserei dire che ci sono ragazzi che tranquillamente si masturbano pensando a chi gli piace, in piena consapevolezza di tutte le sensazioni che si provano al masturbarsi pensando alla persona amata. [è così che agiscono o sbaglio?]

Per me il sesso è solo un’estensione dell’affetto che provo per una persona, non è assolutamente necessario che ci sia, ed è in virtù di ciò che mi sembra di deflorare la purezza dell’immagine della persona che amo immaginandomela in situazioni erotiche non necessarie per convincermi del’integrità dell’affetto che nutro per quella persona, ma io considero anche egoisticamente fine a sé stessa l’dea di ridurre alla mia mercé un altro ragazzo (nelle fantasie erotiche ovviamente) per raggiungere l’orgasmo.

Non lo so, tu che ne pensi? Sono il solo a pensarla così o sono in molti i ragazzi che la pensano come me? Se fossimo in molti a pensarla così, quale fondo di verità di cui fare tesoro si potrebbe trovare nel nostro pensiero? O forse la conclusione di tutto questo è solo che sono una persona dalla sessualità frigida? [anche se così non mi reputo per varie ragioni che non sto qui ad elencare]

Attendo una tua risposta [magari in settimana . . . no, non per farti fretta ovvio. Semplicemente perché mi piacerebbe sentire il tuo parere il prima possibile per poterci poi ragionare su e *credo* che una settimana possa bastarti per pensare a tua volta cosa dirmi e trovare il tempo per dirmelo, o sbaglio?][mi piacerebbe inoltre sapere cosa ne pensi di quel che ti ho detto nella mia mail riguardante il tuo futuro test sulla sessualità: sia che tu abbia critiche, sia che tu condivida appieno quel che ti ho detto … sempre nei limiti delle tue possibilità di tempo ed energie che ci puoi spendere, ovviamente]

Ciao ancora e grazie davvero per le amorevoli attenzioni che mi concedi. Spero per te che i problemi di lavoro non finiscano col toglierti il respiro. Vorrei davvero esserti più vicino di così.

A presto
Marco 

Da Project a Marco – Martedì, 9 Mar 2010 06:55:46 +0100

Ciao Marco,
prima di tutto non devi scusarti di nulla, tra noi le formalità non servono, mi dispiace sentirti giù di tono e vorrei sentirti in un altro modo. Non solo non mi crei problemi ma alla fine questo scambio di mail è un po’ un momento di pausa in mezzo alle assurdità della vita sociale e del lavoro, una dimensione rara in cui si può essere quello che si è e si può dire quello che si pensa. Anche per me queste mail hanno la dimensione della valvola di sfogo e sono cose che vivo come dei momenti positivi ai quali mi piacerebbe poter dedicare più tempo.
Ma veniamo alla questione masturbazione. Sembra assurdo, ma ancora nel XXI secolo ci sono in proposito dei pregiudizi molto radicati e condizionanti. La sessualità fisica ancora oggi non solo non è vissuta in modo sereno ma è caricata di molte valenze mitiche ed è condizionata da molti tabù. È l’eredita di secoli di cultura cattolica, di condanne e di repressione. C’è poco da fare, il pregiudizio resta. Einstein diceva che è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio! La distinzione affettività/sesso ripete la distinzione anima/corpo: tutto ciò che è nobile viene dall’anima, e quindi dall’affettività, tutto ciò che è “sporco” viene dal corpo e quindi dal sesso. Se ne deduce che la sessualità non per fini procreativi è “sporca” e che un interesse affettivo nobilita la persona che si ama, mentre un interesse sessuale la degrada. In realtà, la distinzione dell’uomo in anima e corpo non ha senso, si tratta di una unità inscindibile e così non ha senso la scissione tra affettività e sessualità. Al di là delle divisioni ereditare da una cultura bipolare (bene/male, amina/corpo) esiste una dimensione unitaria cui bisognerebbe dare il giusto valore. Siamo d’accordo circa il fatto che non abbia senso pensare ad una sessualità anaffettiva che è sostanzialmente dissociata e introduce una spaccatura tra affettività e sessualità, ma allo stesso modo non ha senso un’affettività desessualizzata. Quando un ragazzo si innamora di un altro ragazzo, se tra i due non c’è e non ci può essere alcun contatto fisico (tipico il caso dei rapporti gay-etero), non per questo il rapporto è desessualizzato. Certamente non lo è da parte del gay, ma, se si intende come sessualità una forma di gradevolezza fisica piuttosto che di sola reazione genitale, un qualche coinvolgimento sessuale esiste anche da parte etero, vedi tutte le forme di cameratismo, che non sono lette in chiave sessuale ma di amicizia ma che probabilmente hanno a che vedere con la sessualità molto più di quanto non si creda. Quindi possiamo parlare di rapporti che non hanno manifestazioni sessuali evidenti, ma non certo rapporti che non coinvolgono la sessualità che è una realtà ubiquitaria che accompagna la vita di un individuo in tutte le sue manifestazioni.
Tanto premesso, se facendo un’operazione mentale mettiamo per un attimo tra parentesi i preconcetti sulla sessualità fisica, non esiste alcuna ragione per attribuirle un valore negativo capace di contaminare e di distruggere. La sessualità fisica è una delle manifestazioni dell’affettività che non deve essere demonizzata. C’è ancora l’idea che il sacrificio è buono mentre il piacere è cattivo, cosa priva di senso. Aggiungo che la sessualità troppo spesso viene repressa in tutte le sue forme e, quanto alla masturbazione, resiste l’idea che si tratti di una forma di sessualità non affettiva o non di coppia ma quasi dedicata al solo piacere individuale ed egoistico. Questi concetti non hanno in realtà alcun fondamento. Nella masturbazione si tende proprio a creare mentalmente e fisicamente quel contato che nella realtà non è possibile creare. Si tratta certamente di un’attività che coinvolge in modo essenziale l’immagine di un’altra persona, che prefigura un rapporto di coppia o addirittura tende a riviverlo in una forma meno astratta del puro ricordo. La masturbazione non sporca nessuno ed è anzi il segno di un interessamento profondo. Non potrai negare che quando un ragazzo si masturba pensando ad un altro alla base c’è un rapporto affettivo forte, cioè c’è un sogno d’amore (e di sessualità) che non è riducibile al puro sfogo fisico.
Marco, non voglio aggiungere altro. Cerca di stare sereno, te lo dico di cuore anche se capisco che è difficile. Un abbraccio.
Project

Da Marco a Project – Martedì, 9 Mar 2010 16:34:40 +0100

Ciao Project,
primissima cosa prima che me la dimentichi: ho notato che mi stai scrivendo con lo stesso carattere ad eguale grandezza . . . non è necessario se non ti piace. Non è che ho problemi di vista o altro è solo che gradisco maggiormente una scrittura più corposa, in specie se le mail che scrivo o leggo sono particolarmente articolate.
Detto questo ti ringrazio di avermi ricordato del bisogno profondamente affettivo che la sessualità sublima, anche attraverso la masturbazione pensando a colui che si ama. Non avendo avuto molte esperienze di vita in generale dimentico facilmente che sessualità è sopratutto questo. Come giustamente dici tu non è vero che il sacrificio non può che essere cosa buona ed il piacere al contrario malvagia. Però volevo anche metterti al corrente del fatto che la mia difficoltà nel masturbarmi in tal senso non deriva da una formazione religiosa [la mia religiosità non si immischia nella mia sessualità], bensì da una mia considerazione di valore che per sommi capi dice "non desidero mischiare l’aspetto fisico a quello spirituale per il semplice fatto che voglio pensare a quella persona per ciò che di lei amo realmente, cioè la sua anima. Il suo corpo mi attrae, è vero, ma io mi sono innamorato del suo spirito che per me vale molto di più e non voglio distogliere l’attenzione dall’animo per guardare una bellezza (fisica) che è per natura inferiore alla prima bellezza"
Ora, immagino facilmente che tu avrai da ribadirmi che affettività senza sessualizzazione è un qualche cosa di tronco … e sicuramente la realtà sta esattamente come dici tu. Però mi è venuto in mente un aneddoto che considero molto più convincente della mia stessa versione per spiegarmi chiaramente: hai mai letto (o meglio ti ricordi ancora qualcosa) della Divina Commedia? E’ successo un fatto molto strano nel grande libro di Dante Alighieri, che io non sono mai riuscito a spiegarmi, a dargli un senso, una dimensione di giustizia vera ed inconfutabile. Mi sto riferendo al viaggio di Dante nel girone dei lussuriosi . . . come tutti sappiamo quivi dimorano le anime di Paolo e Francesca . . . ed io non ho mai capito il perché. Mi chiesi perché. Loro si amavano di un amore puro e degno di esistere . . . ma allora perché? Neanche i miei insegnanti ruscirono mai a darmi una spiegazione valida al riguardo. E’ pur vero che si macchiarono dell’assassinio del marito di lei, ma quell’uomo era un individuo orribile e comunque le loro anime al limite dovevano finire tra gli omicidi, no? No, stando a quel che ci dice Dante. Neppure adesso riesco a comprenderne il perché, è vero, però mi è capitato qualche anno fa di vedere la lettura di quel passo da parte di Roberto Benigni ed una cosa mi fece capire lui stesso: che non bisogna guardare alla bellezza del corpo, ma a quella dell’anima, la sola autentica ed eterna. Se si rimane a guardare estasiati per troppo tempo le cose effimere (qui la bellezza del corpo), si finisce col perdere di vista la vera bellezza che si cela dentro a tutte le cose: essere troppo materialisti porta a non essere capaci di riflettere sopra alla bellezza e rarità di un arcobaleno (esempio realmente accaduto), a non guardare al di là di come appaiono le cose (esempio vero: una persona fisicamente brutta è per noi brutta, punto). Se non affiniamo la nostra anima guardando alla vera anima delle cose, quella persona rimarrà per noi sempre una brutta persona, nonostante magari sia la persona più dolce del mondo . . . ed anche nel caso in cui noi sappiamo che quella persona è una persona dolce, noi ci fermiamo comunque a tenere conto per quanto riguarda il discorso bellezza solo ed esclusivamente dell’aspetto fisico. Ti sembrerà impossibile forse, ma questa è la realtà dei fatti: conosco personalmente individui che ragionano su questi canoni. Costoro che non hanno la benché minima idea di cosa sia la bellezza.
Ah, inoltre aggiungo una cosa che mi è realmente successa: c’è stato un periodo in cui ero costantemente attratto dalla corporeità dei ragazzi . . . ed ho immancabilmente finito con non essere più in grado di sentire tutte quelle belle cose che la vita mi offriva. Tutte occasioni perse. Tutte possibilità di crescita come persona, essere umano dotato di una valido livello di umanità, inesorabilmente perdute. Comprendi quello che dico? Sia chiaro che non sto dicendo che la sessualità è cosa "sporca" [nonostante il fatto che avevo erroneamente introdotto quel concetto nella mia mail precedente], bensì che io sono un tipo che forse dà anche fin troppa importanza all’affetto riducendo al limite l’aspetto sessuale.
Più precisamente mi masturbo facilmente sulla pornografia che trovo online, ma non sulle persone da cui sono attratto: è ovvio che verso le pornostar non provo affettività e quindi non ho alcun problema a masturbarmi utilizzando il supporto che mi danno.
In conclusione del discorso probabilmente sono leggermente sessualmente deviato (nel senso che non rientro nella norma e che la mia anormalità ha anche un qualche fondo di difficile relazionalità tra me ed il sesso)
Chiudo il discorso lasciandolo aperto ad ogni e qualsiasi tua considerazione in merito che è sempre ben gradita.
Speriamo di risentirci presto e tutt’e due messi meglio con i nostri problemi personali.
Ciao ancora, ci si risente.
Marco

Da Project a Marco – Martedì, 9 Mar 2010 18:09:14 +0100

Ciao Marco,
beh, non ti nascondo che nel leggere la tua mail ho pensato molto ad una forma di sublimazione della sessualità. La sottolineatura della distanza tra lo spirituale e il fisico e l’idea della masturbazione sulla pornografia ma non sui ragazzi da cui sei attratto, anche se non derivano immediatamente da un’educazione religiosa risentono inevitabilmente di quel clima di cui ancora ci sono tracce pesanti anche negli ambienti in cui meno ci si aspetterebbe di trovarle. Hai attenuato le espressioni, nel senso che non parli più di sporcare ma di far perdere di vista gli aspetti spirituali, ma la sostanza sembra la stessa. Fa riflettere il fatto che dici tu stesso che quando ti sei soffermato di più sulla corporeità dei ragazzi hai perso delle occasioni. Francamente non capisco perché un’attrazione fisica debba finire per allontanare dal contatto affettivo-spirituale con un ragazzo. Come puoi leggere in molte parti del forum, non sono pochi i ragazzi che usano la parola sporcare quando si masturbano pensando ad un ragazzo, e anzi quanto più quel ragazzo è per loro importante tanto più vivono con sensi di colpa il fatto che si masturbano pensando a quel ragazzo. Anche se la cosa mi appare a prima vista come un portato di una forma di educazione repressiva, non posso negare che questo meccanismo non è affatto raro. In fondo la pornografia è una cosa molto più neutra e molto meno coinvolgente ma mi chiedo se per questa via non si finisce per togliere del tutto alla masturbazione quella dimensione affettiva che dovrebbe pure avere. Non capisco perché la sessualità fisica non possa essere un veicolo di affettività. In fondo l’uso della pornografia svilisce la masturbazione perché la stacca dalla vita reale e contribuisce a creare dei modelli di sessualità del tutto avulsi dall’esperienza e sostanzialmente privi di affettività. Quando poi si arriva alla vita di coppia emergono i problemi connessi proprio alla divisione tra affettività e sessualità. Vivere una vita di coppia tra due ragazzi significa vivere in modo perfettamente integrato affettività e sessualità. Un ragazzo ha bisogno di una sessualità affettiva e se è abituato ad una masturbazione non affettiva può creare difficoltà nell’altro ragazzo. È evidente che ci possono essere molte situazioni in cui non ci può essere uno sbocco sessuale e lì forse la sublimazione della sessualità fisica e la relegazione della masturbazione ad attività puramente tecnica sulla base della pornografia potrebbero avere una seria ragion d’essere, proprio per il fatto che affettività e sessualità in quelle situazioni devono rimanere distinte.
Una sessualità formata su una masturbazione dipendente dalla pornografia ha però un altro aspetto che può creare difficoltà: impedisce lo sviluppo di una sessualità spontanea, cioè non condizionata da modelli. Siccome nella vita di coppia la soddisfazione sessuale è legata proprio al fatto che si riesca a realizzare in maggiore o minore misura le fantasie già vissute nella masturbazione, si rileva che i ragazzi che hanno sviluppato una sessualità spontanea non condizionata dalla pornografia in genere vivono la sessualità di coppia con livelli di soddisfazione decisamente più alti, proprio in ragione della loro spontaneità. Tra ragazzi cresciuti sulla pornografia e ragazzi che non ne hanno fatto sostanzialmente uso gli archetipi sessuali sono piuttosto diversi e questo comporta che l’incompatibilità di coppia tra un ragazzo cresciuto sulla pornografia e uno estraneo alla pornografia è decisamente più marcata. Riflettendo più attentamente sulla sublimazione e sulla separazione tra affettività e sessualità arrivo alla conclusione che, siccome si tratta di fenomeni reali e piuttosto comuni, devono pure esserci delle motivazioni molto serie che alla fine rendono una scelta del genere preferibile almeno in determinate circostanze. Francamente sono portato a pensare che sia l’impossibilità concreta di vivere la sessualità fisica in modo spontaneo e libero da tabù a portare alla sublimazione che in sostanza deriverebbe da una necessità di non sognare cose che non sarebbe comunque possibile ottenere. Probabilmente le cose sono più complesse e meriterebbero un’analisi più seria anche da altri punti di vista.
Marco, non ti avvilire mai. La tua mail mi è stata gradita e ti ho risposto subito perché ho trovato il tempo di farlo e soprattutto perché mi faceva piacere farlo. Un abbraccio.
Project
______________
Se volete, potete partecipare alla discussione di questo pst aperta sul Forum di Progetto Gay:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...