FANTASIE SESSUALI GAY E CONTENUTI OSSESSIVI

Dedico questo post a fare il punto su alcune delicate situazioni che sono emerse con una certa frequenza di recente parlando in chat di questioni riguardanti l’orientamento sessuale con ragazzi che, dopo un periodo più o meno lungo di eterosessualità hanno cominciato ad avvertite, specialmente nella masturbazione, la presenza di contenuti gay. Se è vero che le fantasie masturbatorie sono il primo indicatore dell’orientamento sessuale, non è però vero che tutti i contenuti di tipo omosessuale che possono affiorare alla mente, anche in occasione della masturbazione, sono realmente delle fantasie masturbatorie. Bisogna tenere presente che le fantasie masturbatorie non devono essere confuse con altre due tipiche categorie di contenuti omosessuali e cioè con i pensieri astratti e con i contenuti fobico-ossessivi. Cerchiamo di caratterizzare queste categorie in modo da renderne facile l’individuazione.

1) Una fantasia sessuale è una fantasia, di norma associata all’eccitazione sessuale, cioè all’erezione, o che porterebbe all’erezione se non ci fosse un controllo razionale a reprimerla. Le fantasie sessuali sono vissute come gratificanti, sia a livello fisiologico (erezione) che a livello psicologico. Le fantasie sessuali sono indotte da situazioni concrete vissute come sessualmente coinvolgenti, o dal ricordo di simili situazioni o da episodi che ne fanno riaffiorare il ricordo. Le fantasie sessuali sono coltivate del soggetto che vi si sofferma spontaneamente e volontariamente proprio perché le vive come gratificanti.

2) Una fantasia masturbatoria è una fantasia sessuale che accompagna la masturbazione. Si tratta quindi di fantasie sessuali particolarmente eccitanti, in funzione delle quali si mantiene a lungo l’erezione nell’atto della masturbazione. I ragazzi gay che non si accettano percepiscono comunque a livello sessuale fisiologico e psicologico le loro fantasie sessuali gay come gradevoli, come fantasie contro le quali si “deve” resistere ma contro le quali non si prova alcuna sensazione di repulsione profonda o di rigetto spontaneo, Intendo dire che un ragazzo che non si accetta o fatica ad accettarsi non solo non sente repulsione per la sessualità gay ma ne è attratto. In un certo senso è portato a resistere razionalmente alla tentazione delle fantasie gay che comunque per lui hanno un’attrattiva notevole. L’affiorare della sessualità gay è vissuto come il rendersi conto di qualcosa di nuovo con cui bisogna farei conti ma mai come una realtà repellente o disgustosa e tantomeno come una realtà estranea divenuta invasiva e pervasiva.

3) Una fantasia astratta è una rappresentazione di una situazione che teoricamente potrebbe comportare un coinvolgimento sessuale, cioè che per altri soggetti costituirebbe una fantasia sessuale o addirittura una fantasia masturbatoria, ma che nel caso di specie non si accompagna e nessuna forma di eccitazione sessuale. Le fantasie astratte sono la manifestazione della non repellenza verso certi contenuti sessuali, ma non costituiscono affatto indici di coinvolgimento o di orientamento sessuale. Le fantasie astratte non sono prodotte da episodi sessualmente coinvolgenti o dal loro ricordo, sono invece un parto puramente razionale e non coinvolgono la sessualità fisiologica. Capita spesso che dei ragazzi gay che non si accattano cerchino di avvalorare una loro ipotetica identità etero sulla base di fantasie astratte. Va osservato che le fantasie astratte, anche se riguardano situazioni potenzialmente coinvolgenti a livello sessuale, non hanno per il soggetto che le alimenta alcuna valenza sessuale concreta. È evidente che le fantasie astratte non sono vissute dal soggetto né come gratificanti né come disturbanti, possono al massimo essere tranquillizzanti ma solo a livello razionale, in genere a livello emotivo non servono a risolvere l’ansia.

4) I contenuti sessuali di tipo fobico od ossessivo sono, appunto, contenuti che si presentano in modo automatico e incontrollabile nell’ambito di situazioni o di fantasie sessuali con le quali non sono immediatamente correlati. Si tratta di contenuti che il soggetto teme, dei quali, a torto o a ragione, ha paura e che tendono a ripresentarsi in modo ossessivo e profondamente disturbante. I contenuti di tipo fobico-ossessivo non sono oggetto di fantasie sessuali, nel senso che il soggetto non ci si sofferma volutamente in cerca di una gratificazione, li vede anzi come un elemento estraneo la cui presenza tende ad invadere piano piano tutti i settori della vita affettiva e relazionale. Mentre le fantasie sessuali hanno una radice profonda nel vissuto precedente, i contenuti fobico-ossessivi emergono in modo imprevisto e tendono a stabilizzarsi creando stati di notevole sofferenza psichica. La negatività dei contenuti fobico ossessivi è spesso legata non all’esperienza individuale ma ad archetipi di tipo educativo che si sono consolidati nel tempo come pregiudizi profondamente assimilati. Va sottolineato che la negatività di tali contenuti quando il soggetto li riferisce a se stesso, non significa affatto intolleranza o rigetto di situazioni analoghe non riferire a sé. Per esempio, un ragazzo etero, apertissimo verso i gay e con amici gay, che quindi non presenta alcun tipo di omofobia o di intolleranza sociale verso i gay, può benissimo sviluppare contenuti fobico-ossessivi di tipo gay

Per chiarire la situazione porto due esempi:

Situazione n.1
Un ragazzo 25enne, che ha alle spalle una storia affettiva e sessuale nettamente etero scrive: “Ho paura di essere gay perché da un po’ di tempo ho fantasie sessuali gay, mi immagino che un uomo mi prenda con la violenza ma io l’idea di potere stare con un uomo la considero proprio repellente. Forse sto reprimendo la mia omosessualità, ma quando mi fermo a pensare a una ragazza che mi piace mi torna inevitabilmente in testa l’idea che arriva uno che mi prende con la forza e non riesco più nemmeno a masturbarmi pensando a una ragazza perché l’idea di poter essere gay si sta impadronendo di me, ma non ho mai pensato ad un uomo come a un interesse sessuale, proprio a nessun livello”.

Analisi della Situazione n.1
a) Il ragazzo teme, ha paura di essere gay.
b) Quelle che lui chiama fantasie sessuali sono in realtà contenuti fobico-ossessivi, assolutamente non gratificanti e profondamente disturbanti, vissuti come elementi estranei che invadono il campo.
c) In conclusione il quadro sembra escludere che si tratti di un gay che fatica ad accettarsi

Situazione n.2
Un ragazzo 21enne scrive: “Sono sempre stato etero, ma è un po’ di tempo che guardo i ragazzi con un altro occhio, sta diventando quasi un’ossessione, se ci penso mi eccitano, cerco di reprimermi in tutti i modi ma certe volte non ce la faccio proprio e mi masturbo pensando a un ragazzo e dopo mi sento malissimo, perché non mi sento gay e quando penso al mio futuro lo vedo in una famiglia mia. E poi pensare alla mia vita con una ragazza mi fa stare bene, è esattamente quello che voglio”.

Analisi della Situazione n.2
a) Anche se il ragazzo parla di quasi ossessione, si tratta di vere fantasie masturbatorie contro le quali si cerca di resistere razionalmente in nome di una presunta eterosessualità.
b) L’eterosessualità è presente solo attraverso fantasie astratte come il vedersi in futuro in una famiglia o il sentirsi confortato dal pensiero astratto della vita con una ragazza.
c) In conclusione il quadro sembra indicare che si tratti di un gay che non si accetta.

Tra le cause più frequenti della presenza di contenuti fobico-ossessivi gay nella sessualità di ragazzi eterosessuali si possono citare:
a) La prevalenza della dimensione sessuale su quella affettiva nell’ambito di un rapporto etero, che rende il rapporto insoddisfacente e alimenta ansie di prestazione.
b) Il rifiuto incontrato da parte di ragazze dalle quali il ragazzo etero era fortemente attratto. Il rifiuto deprime l’autostima.
c) L’aver passato l’infanzia e l’adolescenza vivendo il disagio di essere additati come gay in modo del tutto non corrispondente ala realtà.

Sia nel caso a) che nel caso b) si insinua in modo ossessivo il sospetto che l’insuccesso possa derivare da una qualche forma di omosessualità latente in via di emersione. Il ragazzo prima di andare ad un contatto sessuale con una ragazza o prima di masturbarsi, avverte che i contenuti fobico-ossessivi sono lì in agguato e questo fatto comporta che l’esperienza sessuale sia pesantemente condizionata dall’ansia con esiti di mancata o insoddisfacente erezione e di debole partecipazione emotiva che contribuisce a consolidare i contenuti fobico-ossessivi. Sono anche frequenti in queste situazioni gli esperimenti sessuali. Il ragazzo si mete alla prova per valutare la risposta della sua sessualità sia in situazioni etero che in situazioni gay analoghe, prova per esempio a masturbarsi con fantasie analoghe sia in campo gay che in campo etero. Dato che non si tratta di vera sessualità perché manca la spontaneità che è l’elemento portante della sessualità, questi esperimenti sono anch’essi deludenti e preludono talvolta a un vero e proprio rifiuto della sessualità sia gay che etero. In situazioni del genere è controproducente spingere il ragazzo ad andare a fondo nella ricerca dei perché, accade molto spesso che la sessualità sia il bersaglio e non la causa dei contenuti fobico-ossessivi. Se i disturbi fobico ossessivi sono reattivi cioè sono nati per reazione a situazioni molto ansiogene e stressanti, essi spariranno al venir meno della causa che li ha prodotti. Esempi classici sono quelli dei ragazzi che hanno disturbi di questo genere quando vivono in famiglia e che li superano quando si trovano per esempio in un pensionato universitario. Spesso le cause vanno ricercate in territori non collegati alla sessualità: perdita del lavoro, paura di perdere la propria ragazza. Come in molte situazioni di disagio psicologico è consigliabile favorire la socializzazione da parte dei ragazzi, in modo che il pensiero ossessivo abbia meno spazio e soprattutto perché non lo si senta condizionante rispetto all’intera sfera relazionale. In buona sostanza il modo di affrontare i contenti fobico ossessivi può essere riassunto così: molti hanno paura dei fantasmi e per questo non escono di casa, i fantasmi non esistono, ma la paura dei fantasmi può essere paralizzante. Come si cura il timore ossessivo dei fantasmi? Prendendo atto che i fantasmi non esistono! Riportando il ragionamento all’idea ossessiva di poter essere gay da parte dei ragazzi etero, come è possibile superarla? C’è una sola via e cioè rendersi conto che non si tratta di fantasie sessuali che indicano l’omosessualità ma proprio di disturbi ossessivi in cui l’omosessualità è presente non come tale, ma come pausa della omosessualità. E dove l’omosessualità non c’è in termini oggettivi non ha alcun senso averne paura.

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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul forum di Progetto Gay:

http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=23&t=561&start=0

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