UN RAGAZZO GAY INCONTRA UN GAY SPOSATO

Ricevo e pubblico.

Sono un ragazzo di 29 anni, gay da sempre senza tanti problemi. In questi giorni mi sto trovando a lavorare in un piccolo paese. Il tipico paese dove tutti si conoscono, il meccanico e il panettiere li si chiama per soprannome, tutti sanno tutto di tutti. Un classico insomma. Chi mi ha chiamato per il lavoro è un uomo sposato di 46 anni con 2 figli, chiamiamolo Franco, parente alla lontana di un mio amico. Dai primi colloqui in cui si discuteva tra noi del progetto ho avuto una buona impressione di Franco, mi è sembrata una persona onesta e diretta, decisa sulle cose da fare, ma fin da subito ho anche avvertito che c’era qualcosa che lo faceva come inceppare di fronte a me. All’inizio non ci ho fatto più di tanto caso, ero impegnato con tutto il resto, mi sono solo istintivamente messo in una posizione di distacco. Ma le cose non sono tardate a venire fuori. Veniva di continuo in cantiere a gironzolare, si avvicinava a me con qualche scusa e poi dopo poco si allontanava bruscamente. Aveva delle reazioni molto particolari ed esagerate, quelle di chi non si aspetta una certa risposta da se stesso e non sa assolutamente come gestirla, arrossiva, balbettava e distoglieva lo sguardo dopo averlo cercato, ha anche cambiato tipologia di abbigliamento. Non credo certo nell’esistenza del famoso gay radar, so bene a partire da me stesso che se non si vuole far sapere è impossibile capirlo, ma so di essere da sempre un gran osservatore perché come dice il mio migliore amico ho sviluppato “ l’istinto di sopravvivenza della minoranza”, ma giuro che in questo caso non era affatto necessario essere chissà che acuti per notare certe stonature. Mi è stato quasi subito chiaro che Franco è gay ma soprattutto è un gay parecchio represso perché un uomo che la sua sessualità non dico la viva ma almeno la conosca bene non avrebbe mai tali maldestri comportamenti che nel tentativo di mascherare qualcosa la rendono anzi più evidente. Il terzo giorno che stavo là per dire ha iniziato a fare apprezzamenti sulla mia moto e mi ha chiesto se poteva farci un giro. Visto come la guardava affascinato mi è venuto spontaneo dirgli “Ok, dove vuoi che ti porti?”. Ho visto che è stato un attimo in sovrappensiero e poi è diventato troppo rosso e si è girato dandomi quasi le spalle. “Vuoi guidare tu? E io dietro?” ha detto. Poi dopo un sacco ha aggiunto “Comunque ho una enduro, la so guidare una moto”. Allora gli ho detto che se preferiva poteva guidare lui anche se essendo la mia una moto da strada di grossa cilindrata qualche scrupolo per lui lo avevo, ma tanto Franco ha iniziato a fare retromarcia fino a dire che aveva una cosa da fare e non poteva. Se l’è letteralmente svignata. Tutto questo davanti anche ad un manovale. Mi sono sentito in imbarazzo per lui e in una posizione di grande disagio. Essendo un bel ragazzo sinceramente di essere oggetto di attenzione da parte di uomini sposati ci sono anche abituato, ma il tipo di uomini che conosco io sono quelli che cercano il rimorchio senza tanti ma e se, una botta di sesso di quello che si sono privati con il loro matrimonio. Se Franco fosse stato un tipo così non avrei avuto alcun problema anzi mi sarei trovato un diversivo piacevole. So giocare molto bene di attacco, mi ci diverto molto anzi a sedurre, a giocare al classico gatto e topo , e poi a mollare sul più bello. Ma Franco c’entra gran poco con questa tipologia di tizi. Ho avuto modo di osservarlo è un marito affettuoso, un padre molto disponibile e paziente. Insomma mi fa tenerezza e pensare a quanto sia facile per lui potersi sputtanare con tutto un intero un paese mi fa star male. E credo che basti poco, anche solo un sospetto. Ho sentito vari pareri e ho chiesto anche a Project lui mi ha consigliato di fargli capire che la sua presenza non è gradita. Ci ho provato, di più la sera in piazzetta ho iniziato a corteggiare una bella ragazza in sua presenza. Ho visto che ci stava ad osservare e poi se ne è andato via senza salutare nessuno, si stava quasi dimenticando la bambina. Ma in realtà la cosa ha sortito gran poco effetto, a parte trovarmi tra i piedi pure la tipa. Anzi ora in qualche modo Franco pare stare più tranquillo nel suo cercarmi e stare vicino a me. Ho pensato che forse gli ho dato solo una mano in senso contrario. Forse la certezza del non avere nessuna speranza con me gli ha tolto l’ansia che invece avere una possibilità gli dava. Nella certezza che io sia etero non ha più scelte da fare, se non viversi quello che prova almeno per sé. Almeno credo, boh … Ha portato pure la bambina in piscina ieri sera quando sa bene che io vado sempre a quell’ora subito dopo che stacco lavoro ed era così teneramente e pericolosamente imbranato da costringermi ad andarmene a me. Il fatto è che Franco è a rischio ma non so quanto se ne renda conto davvero, non so che cazzo possa passargli per la testa; io mi sento a disagio, non so giocare in difesa e non ho tattiche particolari a parte un educato, freddo e professionale distacco nei suoi confronti che però non mi sembra funzionare chissà che. Vorrei che lui lo capisse che la cosa io la sto vivendo molto male, che mi sento inerme e responsabile se le cose dovessero sfuggire procurandogli grossi problemi . Forse dovrei mettermi nella posizione di creare la confidenza giusta per capirlo meglio, per poter tentare un dialogo. Io per me infondo non ho molto da perderci ad espormi, in questo lavoro non ho colleghi tra i piedi, vivo da tutt’altra parte d’Italia; lui al contrario a giocare col fuoco ha da perdere molto. Project ha detto mentre ne discutevamo una cosa che mi ha colpito molto ossia che a 50 anni non si è più gay, ci si ricorda solo di essere stati gay. Io non sono molto bravo a mettermi nei panni altrui anzi tendenzialmente sono bravo solo a pensare per me stesso, e quindi riesco solo a ragionare con i miei schemi ma credo che ogni persona debba avere sempre la possibilità nella vita di poter intraprendere una scelta consapevole con tutti i rischi del caso annessi, assumendosene in toto le responsabilità. E in fondo non credo che l’ importante sia che il risultato della scelta sia a favore o contro un giro di boa o una rottura totale o parziale con quello che si è stati fino ad un certo punto, l’importante è fermarsi a fare il bilancio della propria vita e sapere con chiarezza cosa davvero scegliamo per noi. E’ per questo che mi fa male la mia posizione perché in fondo io potrei dargliela la possibilità di decidere chi Franco vuole essere veramente.

Sebastiano

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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta nel Forum di Progetto Gay:

http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=20&t=398

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