VITA SESSUALE DI UN RAGAZZO GAY

e-mail di Marco del 13/7/2009

Ciao Project,

questa e-mail in un certo senso te la devo, è una e-mail che vorrei tu pubblicassi sul forum. Abbiamo parlato su msn ma mi farebbe piacere che anche altri ragazzi conoscessero tutta la mia storia e allora parto dal principio e mi scuso in anticipo se ti annoierò ma ho bisogno di un confronto. Ho 22 anni e, diciamo, ho fatto parecchie cose di quelle che tu consideri sbagliate. Dunque, probabilmente l’idea di essere gay l’ho sempre avuta, o almeno l’ho avuta dai 16/17 anni, diciamo meglio, cioè mi accorgo solo adesso di averla sempre avuta, almeno dai 16/17 anni. Mi sono sempre masturbato pensando ai ragazzi ma non avevo mai capito, fino a quando ho letto gli articoli di progetto gay, che non è una cosa banale ma una cosa che ha un senso serio. Comunque io al fatto non davo molto peso, come se non fosse una cosa realmente legata all’orientamento sessuale e poi allora l’idea di essere gay non l’avrei mai accettata. Non mi ci volevo sentire e forse non ero proprio in grado di capire, perché ero letteralmente anestetizzato dalle pressioni dei miei. Insomma, diciamo così, a 19 anni una ragazza di 22 anni mi si è messa appresso, perché mi dicono che sono un bel ragazzo e io passetto dopo passetto ho finito per credere o per fingere a me stesso di essere innamorato di quella ragazza, mi comportavo dappertutto come se fosse veramente la mia ragazza e come se ne fossi proprio innamorato. Tra l’altro era anche una mezza parente. Fino alle coccole generiche mi stava bene e anche po’ di petting, quando ero io a toccare lei ok ma mi dava fastidio quando era lei che voleva toccare me, non lo sopportavo proprio. Ho tirato fuori tutte le scuse possibili e immaginabili per rinviare qualunque contatto sessuale, ci baciavamo e anche con baci profondi ma niente di sessuale nel senso stretto. Lei insisteva, io cercavo di resistere, certe volte finiva un po’ a gioco e io mi eccitavo pure. Lei si accorgeva che ero eretto, e d’altra parte era evidente, e non capiva perché non passavo alla fase successiva. Ma quando l’abbracciavo io l’abbracciavo come se fosse un ragazzo, io avrei voluto che fosse un ragazzo, almeno era una persona da abbracciare ma proprio non me la sentivo di fare sesso ma lei continuava a insistere. Alla fine mi sono detto che forse ci sarei riuscito e che quella sarebbe stata la prova del fatto che io con i gay non avevo nulla a che fare. Così ci ho provato ma, quando siamo arrivati al punto, provavo proprio un senso di repulsione profonda, la sentivo come una cosa forzata e del tutto innaturale. Ho perso l’erezione, lei si è messa a piangere e mi sono sentito un deficiente completo che si è cacciato in una storia assurda. Lei mi voleva consolare, mi voleva convincere ad andare da un andrologo perché pensava che io fossi impotente e che la cosa mi facesse soffrire, ma io ero incazzato come una bestia con me stesso e con lei e che mi aveva portato a fare cose che non volevo. In realtà non l’avevo mai desiderata sessualmente e quando mi masturbavo pensavo ai ragazzi e non avevo proprio nessun problema. A lei non potevo dire nulla, lei voleva restare con me comunque perché era innamorata di me e ho dovuto dirle che ero innamorato di un’altra e con l’altra non avevo mai avuto problemi. Lei l’ha presa malissimo, ho litigato con la sua famiglia che mi ha trattato come se avessi stuprato la figlia. Io vivo in una piccola città del Veneto e la mentalità è provincialissima. Anche i rapporti con i miei sono andati in crisi, non è che fossero un gran che anche prima ma dopo che ho mollato la ragazza mi hanno considerato un depravato etero! E qui è l’assurdo io sono uscito da quella storia come donnaiolo impenitente. La cosa per un po’ mi ha fatto comodo ma in realtà mi creava intorno una tipica atmosfera etero. Finita la storia con la ragazza mi sono detto che bisognava trovarsi un ragazzo il più presto possibile. Project, parliamoci chiaro, a chi non piace fare sesso … certo tu dici dell’affettività, va bene pure quella, ma se devo essere onesto io avrei dato qualunque cosa per fare l’amore con un ragazzo, sarò sesso-dipendente ma, scusa l’espressione, quando vedo un ragazzo che mi piace non posso fare a meno di chiedermi come ce l’ha e mi sembra che sia una cosa assolutamente naturale, come fanno gli etero con le ragazze. A me le ipocrisie e le cose troppo spirituali non piacciono. Così ho pensato non di trovarmi un ragazzo che mi volesse bene, cosa troppo difficile, ma di trovarne proprio uno disposto a stare con me, cioè uno che non fosse troppo inibito. Io con una ragazza potevo fare cilecca ma con un ragazzo ero sicuro che non sarebbe mai successo lo stesso. Provo con una grossa chat non gay mettendo un nick gay. In pratica andavano subito al sodo e poi erano tutti uomini grandi, i più giovani avevano 15 anni più di me, quello che volevano fare in cam te lo puoi immaginare. Allora ho messo il profilo in un sito di incontri apparentemente non porno. Qualcuno mi ha risposto in chat ma era un po’ come la chat che avevo sperimentato prima e io di fare brutti incontri non avevo nessuna voglia. Dopo un paio di mesi trovo un ragazzo che mi sembra simpatico ha 23 anni, è educato, insomma tutto depone a suo favore, non mi chiede di usare la cam, dice che per lui il contatto è soprattutto spirituale. Gli chiedo conferma del fatto che abbia veramente 23 anni e lui giura. Chattiamo qualche settimana poi combiniamo un appuntamento. Io mi sento entusiasta, finalmente non dico l’amore ma una ragazzo che possa sentirsi sessualmente libero con me l’ho trovato! Vado all’appuntamento, mi siedo al bar col segnale convenuto, la gazzetta dello sport in tasca, col titolo ben visibile. Mi faccio portare una bibita, l’ora dell’appuntamento arriva, poi passano 15 minuti, io chiedo il conto e prima del cameriere mi si presenta un ragazzo nero come il carbone. È lui! Per carità non sono mai stato razzista ma nei miei pensieri erotici un nero non c’è mai stato. Mi sento in imbarazzo. Si siede, parliamo, è un bravo ragazzo ma sessualmente non mi attira da nessun punto di vista e glielo dico chiaro, mi risponde che gli basta che restiamo amici. Ci siamo rivisti qualche altra volta, poi mi ha detto che si è innamorato di un ragazzo italiano e che si sentiva felice ma dubito che sia vero. Insomma la cosa è finita così. Ma i miei sogni sessuali sono rimasti nel cassetto per altri tre mesi. Non c’è bisogno che ti dica che ogni volta che avevo una risposta sul sito di incontri mi dicevo che era finalmente la volta buona, ho parlato molto ma cercando sempre di capire, senza vendermi sottocosto al primo offerente. Finalmente circa tre mesi fa trovo un ragazzo che mi piaceva, un anno solo più di me, educato, quasi premuroso, io ero affascinato, lui non faceva proposte oscene come altri ed era un bel ragazzo. Combiniamo l’appuntamento. La sera prima leggo su progetto gay un lungo articolo sull’aids, resto praticamente sconvolto. In pratica non avevo minimamente messo in conto che il sesso potesse essere una cosa pericolosa e a quel livello. Prima vado a comprare i preservativi al distributore automatico poi penso che non è sicuro nemmeno così. Viene la sera dell’appuntamento. Lui viene in macchina. Avevamo parlato tanto in chat e mi sembrava un ragazzo gentilissimo, ma di persona mi irritava un po’, si sentiva superiore. Io avevo in mente la paura dell’aids e gliel’ho detto, mi ha risposto che era donatore avis, io avevo letto su progetto gay che lo dicono tutti quelli che vogliono fare sesso senza preservativo. Gli rispondo che non mi fido, lui insiste dicendo che nel sesso orale non c’è rischio ma io avevo letto che non è così e gli dico che senza preservativo non se ne parla proprio, alla fine cede. Comincia darsi da fare ma io un po’ per la storia del preservativo che non mi piace affatto e un po’ perché mi sento trattato come una puttana non ho l’erezione. Lui è perplesso, io più di lui, alla fine mi dice che se ho problemi del genere è inutile che metta annunci sui siti di incontri. Io mi sento umiliato. Gli chiedo di scendere e me ne vado a casa. Insomma non funzionavo né coi ragazzi né con le ragazze, ho provato a masturbarmi ma non funzionava nemmeno così, ero a pezzi, letteralmente a pezzi. È stato allora che ti ho mandato la prima mail, non sapevo se andare da un andrologo, mi sentivo veramente uno schifo. Quindici giorni fa abbiamo parlato la prima volta e adesso va molto meglio, riesco a masturbarmi in modo piacevole e l’idea di essere impotente mi è passata. Mi sono cancellato da tutti i siti di incontri e ho ricominciato a studiare, almeno non ho perso del tutto la sessione estiva. Penso proprio di essere stato sul punto di fare grossissime fesserie, ma ormai sono oltre queste cose, non mi sento più addosso la frenesia del sesso e comincio a pensare che il sesso sia in fondo una cosa seria solo se è vissuto in un modo serio. Mi sento proprio meglio con me stesso, meno dipendente. Project, ti confesso una cosa, mi sei piaciuto molto quando hai perso la pazienza. Forse è la prima volta che una persona adulta si interessa a quello che faccio, fa un effetto strano ma è gradevole. Grazie Project di avermi fatto ragionare.
M. A.

Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:

http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=23&t=336

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