SCOPRIRSI GAY A 26 ANNI

Ciao Project,

non so chi sei e per inviarti questa e-mail ho aperto appositamente un nuovo account di posta che userò solo per scrivere a te, se mi risponderai. So che forse è un eccesso di prudenza ma è quello che ho fatto. Chiamami Alex, anche se ovviamente non mi chiamo così. Non ti nascondo che non mi sento a mio agio a scriverti una mail come questa in cui racconto cose che non sa nessuno ma penso che valga comunque la pena di scriverle perché Progetto Gay mi ha aiutato molto e la mia storia può servire a qualcosa.

Ho 27 anni, da alcuni mesi vivo per conto mio, lontano dalla mia famiglia di origine. Ho un lavoro fisso che mi piace e sono economicamente autonomo, anzi ho il rispetto e la considerazione degli altri. Diciamo che dall’esterno sembro uno che si è realizzato e in un certo senso è così ma dentro di me per molti anni mi sono sentito un fallito. Pensavo che nella vita non avrei mai fatto quello che volevo ma sempre altro. Avrei voluto studiare Fisica ma ho fatto Economia ed è grazie a quello che lavoro, avrei voluto lavorare a Milano dove stanno i miei e invece sono finito e Bologna dove ho trovato una mia autonomia personale, insomma ho fatto sempre il contrario di quello che avrei voluto ma alla fine mi sono trovato bene.

In una sola cosa mi sentivo proprio uno che non era riuscito a costruire nulla ed era la vita affettiva. Leggendo il tuo sito mi si sono chiarite parecchio le idee. Fino a 26 anni mi sono ritenuto etero al 100% e non avevo nessuna ragione per pensare diversamente, ma proprio nessuna. Con una donna non ci sono mai stato ma le mie fantasie le facevo sulle donne anche se non sono mai state grandi cose e il sesso per me è sempre stato in tono minore cioè non ho mai avuto la mania di queste cose, sentivo raccontare da altri cose straordinarie ma a me non succedevano mai. Insomma il sesso per me era una mezza cosa e non capivo che cosa ci potesse essere di travolgente ma anche il sesso individuale era una cosa che non mi entusiasmava. Avevo provato anche coi siti porno etero ma mi sembravano cose assurde. Fino a 26 anni non ho mai pensato a un ragazzo, ma proprio mai, le trasmissioni sui gay mi sembravano cose di un altro pianeta. Fino a 25 anni ho fatto sport e coi miei compagni facevamo la doccia insieme ma la cosa per me era del tutto indifferente. Pensavo proprio di non avere una sessualità. Le ragazze mi dicevano che ero un bel ragazzo ma non si innamoravano di me, quando io ci provavo si allontanavano e ci rimanevo malissimo. Non credo che sarei mai capace di corteggiare una ragazza e di sicuro non è mai successo.

Le cose per me sono cambiate dal settembre del 2008. Ho cominciato a lavorare in un’altra città, dove ho affittato un monolocale abbastanza vicino al posto di lavoro e nel posto dove lavoro ho incontrato un ragazzo che aveva un anno meno di me, chiamiamolo Max. Pure lui viveva in un monolocale, ma lontano da dove stavo io, circa mezz’ora in macchina. Siamo stati assunti lo stesso giorno e l’ho incontrato che aspettava davanti alla porta dell’amministratore delegato per conosce la sua destinazione. Io stavo lì per la stessa ragione. Abbiamo aspettato più di mezz’ora, sia lui che io timidissimi e normalissimi, e poi eravamo entrambi timorosi dell’ambiente nuovo del lavoro, il primo lavoro sia per me che per lui. Entra lui per primo, io aspetto, dopo mezz’ora lui esce e chiamano me. Io entro, mi danno le lettere di assunzione mi spiegano sommariamente che l’indomani avrei dovuto prendere servizio, in pratica in un posto vicinissimo a casa mia. Ero contento. Esco e vedo che Max è nell’anticamera. Mi stava aspettando. La cosa mi faceva piacere. Non aveva macchina. Gli chiedo dove lo hanno destinato, apprendo che lo avevano mandato dall’altra parte della città, vicino a casa sua, o almeno non lontanissimo. La cosa mi dispiace un po’. Gli dico della mia destinazione. Ci scambiamo i numeri di cellulare. Erano passare le undici, mi propone di pranzare insieme, dico di sì, ma è presto. Lo invito da me ma preferisce fare due passi, è una bella giornata e non ci resto male. Camminiamo molto, poi il pranzo in un fast food. Mi chiede se ho impegni. Gli dico di no. Mi chiede se è ancora valida l’offerta di salire a casa mia. Saliamo nel mio monolocale. C’è un unico letto matrimoniale. Si sfila la scarpe e di stende sul letto, io mi siedo sull’unica poltrona e parliamo. In pratica parla sempre lui, del fatto che faceva sport, di quanto voleva bene ai nonni che non ha più, delle canzoni che sente, di quello che si aspetta dal lavoro e di tante altre cose. Io lo ascolto con piacere, è simpatico, disinvolto, poi dice sciocchezze, ride, insomma è una compagnia gradevole. A distanza di tempo mi sono reso conto che non abbiamo mai parlato di sesso o d’amore, mai, come se l’argomento non esistesse proprio, ma allora non facevo caso a queste cose. La sera abbiamo preso qualcosa al fast food e poi l’ho accompagnato a casa sua ma non sono salito. Ero contento di avere trovato Max. Non mi sentivo solo anche stavo in una città che non conoscevo affatto. In breve siamo diventati come fratelli. Dieci giorni dopo era diventato normale che stessimo sempre insieme fino alla sera o nelle giornate libere, ma la notte stavamo ciascuno a casa propria. Dopo un mese abbiamo cominciato anche a dormire nella stessa casa e nello stesso letto ma tutto senza nessuna implicazione di altro genere a nessun livello, eravamo proprio come due fratelli, nessun imbarazzo reciproco e nessun pensiero sessuale né da parte mia, né, credo, da parte sua.

La prima idea che la cosa potesse avere un altro senso l’ho avuta quando una collega ha cominciato a fare il filo a Max. Era una cosa che non sopportavo, mi dava proprio fastidio, non che lo facesse lei ma che Max ci perdesse tempo. Lui la trattava educatamente, probabilmente non era interessato ma io avevo paura che lo fosse. Una sera mi dice che la collega gli ha proposto di uscire con lei. Gli chiedo: “E tu che hai risposto?” Mi dice che aveva detto che non se la sentiva. A quel punto ho tirato un respiro di sollievo e devo avere fatto una faccia molto contenta. Max mi ha guardato e mi ha detto: “Non ti preoccupare, non succede!” Sul momento ho fatto la faccia di quello che ha capito e ho cambiato discorso, ma quella frase ha cominciato a girarmi in testa in modo incredibile. La sera è rimasto a dormire da me, ho provato a riprendere il discorso ed è stato evasivo, mi ha detto solo: “Non fare troppe domande…” . E’ a quel punto che mi sono chiesto se Max non si fosse innamorato di me. Che io potessi innamorarmi di lui lo escludevo del tutto, ma che lui potesse innamorasi di me lo consideravo una cosa possibile. Mi chiedevo che cosa avrei dovuto fare, se tagliare i rapporti con lui o semplicemente non dormire più insieme, anche se tra noi non era mai successo nulla. Comunque non gli ho detto niente e tutto, tra noi, è continuato esattamente come prima, abbiamo continuato a dormire insieme nello stesso letto o da me o da lui e non è successo assolutamente nulla, col passare dei giorni ho finito per mettere da parte l’idea che fosse gay, mi sembrava assolutamente impossibile. Mi dicevo: se è gay perché non ci prova? Infondo stiamo insieme nello stesso letto. È possibile che un gay in una situazione del genere non tenti nulla, nemmeno a livello minimo? Comunque a giudicare dai suoi comportamenti non mi sembrava assolutamente che potesse essere gay. In pratica sono passati mesi in cui abbiamo vissuto insieme e da parte sua non c’è stato mai un minimo cenno, mai un discorso, nemmeno vago, niente! Una bella mattina mi sveglio prima del suono della sveglia, c’era abbastanza luce nella stanza, lui è addormentato, lo osservo con attenzione. È bello. Mi viene voglia accarezzargli il viso ma non lo faccio, ma è proprio bello, sereno, un’immagine che non dimenticherò mai ed è lì che ho avuto la prima reazione fisica guardando un uomo. Non mi era mai successo prima, era la prima volta in assoluto. Ne sono rimasto turbato. Mi sono detto: ma che mi sta succedendo? Mi sono alzato e sono andato a mettermi sotto la doccia gelata. Lì per lì ero convinto che fosse passata. Quando Max si è alzato tutto è andato come al solito ed ero felicissimo che la cosa non si fosse ripetuta. Cercavo tutte le motivazioni possibili per giustificare quello che era successo: il caldo, il fatto che non facevo sesso per conto mio da qualche giorno e cose del genere e il fatto che non si fosse ripetuto mi faceva sentire tranquillo. Per tutta la giornata di lavoro niente. La sera dovevo andare a casa sua ma ho messo una scusa e non ci sono andato, avevo paura che succedesse di nuovo. Lui non mi ha detto nulla, in fondo ero rimasto solo a casa altre volte. Ho passato la notte da solo con l’idea che potesse succede ancora, ho visto la tv, sono stato un po’ su internet, poi mi ha chiamato in chat per chiedermi se andava tutto bene e la cosa è successa di nuovo anche se stavamo parlando solo di lavoro. L’ho salutato in fretta perché non volevo che continuasse. Ero proprio sconvolto, ho cercato di distrarmi ma non mi è riuscito e ho fatto una cosa che non avevo mai fatto, ho bevuto due lattine di birra una appresso all’altra e, stordito com’ero, me ne sono andato a letto. Cominciavo a pensare che lo avrei voluto accanto a me e nello stesso tempo che lo avrei dovuto allontanare e che se ero a quel punto era colpa sua, perché la sua compagnia mi aveva rovinato. Insomma lo odiavo e lo amavo. Da allora ho cominciato ad allontanarlo, probabilmente per lui è stata una mazzata tremenda ma non ha detto nulla e ha cercato di fare come se se tra noi le cose non fossero cambiate. Più lo allontanavo peggio stavo e poi cominciavo proprio a desiderarlo, cioè anche a livello sessuale, con tutto quello che viene appresso. Mi dicevo che sarebbe passata ma sapevo benissimo che non sarebbe stato così. La fase di allontanamento, diciamo così, è durata quasi due mesi. Lui con me era amichevole quando ci incontravamo ma succedeva di rado e solo quando l’azienda di obbligava a delle attività comuni, ma a livello privato non ci vedevamo più. La separazione non solo non mi aveva fatto passare i mie sentimenti per Max ma li aveva messi nettamente sul piano sessuale. Ormai avevo del tutto rinunciato all’idea di essere etero ma il fatto di essere innamorato di Max dovevo tenerlo solo per me, ormai eravamo come due estranei, o almeno io credevo così. È stato in quei giorni che ho cominciato a cercare in rete siti gay e, dopo avere visto cose di uno squallore incredibile che mi facevano stare proprio male, ho scoperto Progetto Gay ed è stata una scoperta fondamentale che mi ha proprio aperto gli occhi. Un giorno io e Max capitiamo insieme a una riunione, lui mi chiede: “Come stai?” Ma me lo chiede in un modo serissimo, proprio preoccupato per me. Gli rispondo che ho dei problemi, mi guarda fisso negli occhi e mi stringe forte la mano, da fuori solo un saluto, per me molto ma molto di più. Gli dico: “Ti va di passare da me nel pomeriggio?” Mi dice: “Certo!” Viene subito dopo il lavoro. Mi sento in un imbarazzo terribile, la sua presenza fisica mi mette in uno stato d’animo stranissimo. Mi sento eccitatissimo, anche sessualmente, ma ho paura di dire cose fuori luogo, di ferirlo, di offenderlo. Risultato: dopo ore di tentativi di colloquio io non dico nulla. Mi chiede se può restare per la notte per parlare un altro po’, ma insisto per riaccompagnarlo a casa sua. Lo riposto a casa, lungo tutto il viaggio non diciamo una parola, l’imbarazzo si sente fortissimo. Torno a casa. Mi chiama al telefono, poche parole e lunghissimi silenzi. Chiudiamo il telefono con un nulla di fatto. La situazione è andata avanti così per più di un mese e oltre, ma non ce la facevo più. Un pomeriggio viene da me come non lo avevo mai visto. Non mi fa domande, mi dice solo: “Stai zitto e fammi parlare …” Io ascolto. Mi dice solo: “Alex, mi sono innamorato di te!” Non so che faccia ho fatto in quel momento, ero felice ma anche turbato, non me l’aspettavo proprio, dopo diversi secondi ho risposto: “Forse anche io …” ma ho aggiunto che non mi era mai successa una cosa simile e che mi sentivo strano. È stata la prima volta che abbiamo parlato di noi in modo veramente libero. Io e Max eravamo arrivati a questo punto, adesso sapevamo tutto l’uno dell’altro, anche le cose più intime e tutto era stato assolutamente semplice. Mi sembrava incredibile che si potessero fare discorsi simili in modo così diretto, eppure era successo. Mi disse che quando lo avevo allontanato era stato malissimo ma che pensava che io lo avessi allontanato perché avevo capito che era gay dai discorsi che aveva fatto e non voleva intromettersi nella mia vita perché in fondo anche se mi vedeva come etero mi voleva bene lo stesso e non voleva crearmi problemi e quindi aveva accettato di mettersi da parte. Insomma lui prendeva me per etero e io ci prendevo lui. Ci siamo confessati il nostro interesse sessuale reciproco ma anche l’imbarazzo circa la possibilità di fare sesso tra noi. Anche lui è piuttosto inibito. Abbiamo deciso di andare molto piano. Quella notte ci siamo limitati a dormire tenendoci per mano. Ma anche stringere la sua mano era bellissimo, era pure quello un contatto fisico e trasmetteva un’emozione fortissima. A un certo punto gli dico: “Max, mi sento eccitato” e lui mi dice: “Anche io … ma ti imbarazza?” Gli rispondo: “No … e a te?” Mi dice: “Per niente, anzi … “. Max non era mai stato innamorato di un ragazzo in vita sua, proprio come me. Era il 29 Marzo 2009 un giorno che non dimenticherò mai.

Project, io e Max consideriamo Progetto Gay un po’ una seconda casa, veramente una cosa unica su internet, e nel modo di vedere di questi ragazzi io e Max ci ritroviamo benissimo. La nostra storia non la sa nessuno, non la sanno nemmeno le nostre famiglie, perché probabilmente non capirebbero il senso vero del nostro rapporto, ma desideriamo che la sappiano i ragazzi che leggono i tuoi siti. Né io né Max avremmo mai immaginato una vita come quella che stiamo facendo eppure la stiamo vivendo. Non è semplicissimo né tra noi né a livello sociale ma abbiamo passato prove dure e siamo qui a testimoniare che, se due ragazzi si vogliono bene, la felicità per loro è possibile.

Grazie per quello che fai, Project, e non mollare!

Alex

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Se volete, potete partecipare alla discussione si questo post aperta nel Forum di Progetto Gay:

http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=17&t=75&start=0

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