RAGAZZI GAY E DUBBI DI ORIENTAMENTO SESSUALE

I problemi di orientamento sessuale possono essere i più vari, cercherò qui di sintetizzare alcune idee guida su quelli che si osservano più comunemente,

Partiamo da un principio, ossia del fatto che l’orientamento sessuale di un ragazzo emerge realmente solo nelle manifestazioni “libere” della sessualità masturbatoria, cioè che è gay non il ragazzo che ha rapporti sessuali con un altro ragazzo ma il ragazzo che, in assenza di altri condizionamenti, si masturba pensando ai ragazzi. Il principio deriva dal fatto che nelle situazioni reali di coppia i condizionamenti non sono eliminabili mentre nell’ambito della masturbazione la fantasia sessuale agisce in modo tendenzialmente libero. L’orientamento sessuale, rilevato in questi termini, si mantiene nel corso della intera vita, tuttavia può in certi periodi, in particolare dell’adolescenza, e nella prima giovinezza, in assenza di una sostanziale libertà,essere represso da sensi di colpa, da motivazioni connesse alla riprovazione sociale e da ogni altra forma di non accettazione da parte del ragazzo. La repressione-rimozione può avvenire a livello completamente inconscio e il condizionamento può essere così profondo che un ragazzo che “in assenza di condizionamenti” si masturberebbe pensando esclusivamente ai ragazzi, arriva a masturbarsi pensando alle ragazze come fanno gli eterosessuali e a vivere per anni una vita che ripete tutti i comportamenti tipici dei ragazzi eterosessuali.

Tra le condizioni fondamentali che possono reprimere pesantemente le manifestazioni del vero orientamento sessuale di un ragazzo (condizioni connesse all’educazione, all’omofobia sociale sociale, alla religione, ecc.) un posto particolarissimo spetta all’imprinting sessuale, cioè ai primi contenuti di carattere sessuale che si stampano della mente a seguito di esperienze ad elevato valore simbolico in termini di sessualità (come assistere a momenti di nudità anche socializzata, come accade in uno spogliatoio, o spiare la nudità di altre persone) o addirittura a seguito delle prime concrete esperienze sessuali in età molto preoce. L’imprinting sessuale può essere più o meno forte e conduce in genere alla scoperta della masturbazione o ad essa è strettamente connesso. In pratica, la prima sessualità masturbatoria si struttura sulla base dell’imprinting sessuale ma non è affatto detto che questo imprinting sessuale corrisponda all’effettivo orientamento sessuale del ragazzo. Così accade che ragazzi che successivamente si scopriranno gay si masturbino per lunghi periodi della loro vita pensando alle ragazze o anche alle ragazze, fatto che comporterà per loro l’assunzione di una falsa identità etero e produrrà comunque problemi di identità sessuale.

Ma l’imprinting sessuale non interferisce solo con l’orientamento sessuale gay-etero, nel senso che un ragazzo gay può assumere comportamenti etero o viceversa, ma l’imprinting sessuale gay può essere problematico anche per un ragazzo gay in termini di “modalità” dell’orientamento sessuale.

È ben chiaro a tutti che il termine gay rappresenta solo una categoria che raggruppa genericamente persone sessualmente orientate verso persone dello stesso sesso senza tuttavia definire le modalità di questo orientamento. Ma le modalità dell’essere gay sono molto variabili non solo a livello di comportamenti ma anche a livello di orientamenti specifici.

Alcuni ragazzi preferiscono ragazzi con determinate caratteristiche fisiche , altri con altre caratteristiche, ma al di là dei parametri fisici che definiscono l’attrattiva che un uomo può avere per un gay, esiste un parametro oggettivo molto importante che definisce la modalità dell’essere gay ed è l’età delle persone verso le quali si prova interesse sessuale.
Su un campione di ragazzi di età media di 23,5 anni, circa il 13% afferma di innamorarsi preferenzialmente di ragazzi più giovani, circa il 67% afferma di innamorarsi preferenzialmente di coetanei e circa il 21% dichiara di innamorarsi tendenzialmente di ragazzi più grandi. Di quel 21% un quarto circa preferisce persone nettamente più grandi, si tratta dei cosiddetti rapporti intergenerazionali. Non si tratta comunque di fenomeni statisticamente trascurabili perché su questo si è sviluppato il genere “mature” della pornografia che, deve essere sottolineato, non trova la maggioranza dei suoi fruitori tra gli uomini adulti ma tra i ragazzi gay piuttosto giovani la cui sessualità è orientata verso uomini maturi.

L’imprinting sessuale verso gli uomini maturi può intervenire anche su ragazzi etero e ne può mascherare la sessualità etero che tuttavia, in assenza di profondi condizionamenti esercitati soprattutto dalla pornografia, finisce quasi sempre, anche se spesso dopo periodi di disorientamento e di ansia, per manifestarsi in modo chiaro e in tempi non lunghissimi, tanto che in genere un ragazzo etero dell’età di 21/22 anni che abbia avuto un imprinting gay verso uomini maturi ha definitivamente archiviato gli effetti di quell’imprinting. È possibile che in qualche caso le cose siano più complicate ma non ne ho mai visto esempi concreti.

Per quanto riguarda i ragazzi gay la questione è molto delicata. I gay, in genere, non sono favorevoli ad accettare i rapporti intergenerazionali e questo comporta che i ragazzi che provano attrazione sessuale verso uomini maturi vivano una pesantissima condizione di disagio. Da quello che ho visto direttamente si tratta di situazioni di prostrazione tra le peggiori che ho trovato nel mondo gay. Come già accennato la situazione si complica quando un ragazzo vive in stato di sostanziale emarginazione sia di fronte ai coetanei etero che di fonte ai coetanei gay e vive la sua sessualità esclusivamente attraverso la pornografia. Quando manca una vera socializzazione con i coetanei maschi, le esigenze affettive dei ragazzi gay orientati verso uomini maturi finiscono più di qualche volta per indirizzarsi verso le ragazze che offrono al ragazzo un rapporto affettivo autentico all’interno del quale per quei ragazzi è certamente possibile arrivare a praticare anche una sessualità etero. In buona sostanza non è raro trovare ragazzi gay orientati verso uomini maturi che siano indotti a superare l’emarginazione che sono costretti a vivere accettando di costituire una coppia etero. Si tratta in questi casi di ragazzi che vivono rapporti affettivi serissimi e profondi con le loro ragazze e che si adeguano ad una sessualità etero pur di non perdere il contatto affettivo del quale hanno disperato bisogno. Ovviamente questo ragazzi coltivano il loro orientamento sessuale sul piano separato della masturbazione.

L’orientamento sessuale dei ragazzi gay verso uomini maturi è nella maggioranza dei casi transitorio e tende a recedere quando la socializzazione con altri ragazzi è accompagnata ad un contatto affettivo serio, non sessuale, con un adulto. In buona sostanza alla base dell’orientamento dei ragazzi verso uomini maturi c’è la sessualizzazione dell’affettività che nel mondo di oggi è un fenomeno in espansione. Per paradossale che possa apparire, è spesso così difficile manifestare la propria effettività che la si trasferisce sul piano dell’interesse sessuale. Ne deriva, tra l’altro, l’insoddisfazione dovuta al fatto che i rapporti sessuali con persone mature, che dovrebbero rispondere ad esigenze di tipo sostanzialmente non sessuale, nella grande maggioranza dei casi trascurano del tutto quelle esigenze. Quando i ragazzi gay orientati verso uomini maturi hanno la possibilità di sperimentare direttamente il tipo di rapporto sul quale hanno tanto fantasticato, si rendono facilmente conto che, salvo casi veramente eccezionali, ben difficilmente un uomo adulto è disposto a coinvolgersi in rapporti affettivi e sessuali con ragazzi giovani, la disponibilità sul lato sessuale si trova facilmente ma la disponibilità affettiva necessaria per costruire un rapporto serio e stabile è un’assoluta rarità.

Nella stragrande maggioranza dei casi i ragazzi gay orientati verso uomini più grandi provano delusioni sia nei rapporti etero, che per loro sono una forzatura sotto il profilo sessuale, che nei rapporti con uomini maturi che finiscono per rivestire sistematicamente il carattere della occasionalità ed essere privi di vero valore affettivo. I sensi di colpa e di confusione in questo modo aumentano e si avvia un’opera di progressiva mitizzazione di un rapporto gay astratto che risulti finalmente effettivamente soddisfacente sia sotto il profilo affettivo che sotto il profilo sessuale. La mitizzazione carica quel rapporto di valenze fortissime, la sessualità tendente verso gli uomini maturi ne risulta affievolita e la sublimazione della sessualità tende ad affermarsi. Quando poi si presenta l’occasione reale di un contatto sessuale con un gay più o meno coetaneo in un rapporto sia affettivo che sessuale, l’ansia è così forte e l’occasione è così pesantemente caricata di valenze simboliche che si arriva talvolta a non poter nemmeno andare in erezione al momento in cui si realizza concretamente la possibilità di un vero contatto sessuale, a qualunque livello esso sia. La frustrazione che ne segue è pesante non tanto per la cosa in sé quanto perché la mitizzazione del rapporto gay tra coetanei ne esce praticamente distrutta.

Dopo questa fase se ne apre spesso un’altra non priva di problemi, ossia quella della sperimentazione sessuale. Il ragazzo che si sente confuso circa la propria sessualità cerca di metterla alla prova per avere le idee più chiare, innescando un ciclo perverso di tentativi e delusioni o parziali delusioni. Gli esperimenti sessuali, ossia il mettere alla prova la propria sessualità, non hanno nulla della immediatezza e dalla spontaneità della vera sessualità, sono delle costruzioni mentali il cui fine non è né il contatto interpersonale né il piacere sessuale ma la verifica della propria sessualità, come se la sessualità dovesse rispondere sempre e comunque agli stimoli, cosa lontanissima dalla realtà. I dubbi circa il proprio orientamento sessuale (anche in termini di modalità) inducono i ragazzi a “provare per vedere che succede” talvolta si tratta di esperimenti deliberatamente e consapevolmente accettati proprio come esperimenti, altre volte la sperimentazione sessuale è solo parzialmente consapevole e il ragazzo ha l’impressione di vivere una vera storia d’amore o qualcosa di molto simile e la coscienza piena della motivazione reale arriva solo dopo la delusione finale. Le delusioni tuttavia non spengono il ciclo delle sperimentazioni ma ne avviano una nuova fase in un’altra direzione.

Nella ricerca dei motivi dell’insoddisfazione connessa alla sperimentazione sessuale si considera spesso il tempo passato a negare la propria omosessualità a se stessi e a gli altri ma si trascura altrettanto spesso l’idea che la sessualità è il completamento di una dimensione affettiva e si finisce di nuovo nella sessualizzazione dell’affettività con i rischi tipici che una cosa del genere comporta.

Avere rapporti affettivi seri di amicizia con altri ragazzi, gay e non, significa avere informazioni dirette circa la sessualità degli altri, in particolare degli altri ragazzi gay, evitando di cadere nella trappola dei modelli sessuali forniti dalla pornografia. Si tratta di una vera e propria funzione di prevenzione rispetto alle visioni più settoriali e agli ambienti etichettati gay, ove si finisce spesso in cerca d’amore nel senso alto del termine e dove si trova al massimo una parziale disponibilità sessuale connessa alla promiscuità diffusa in certi ambienti.

L’errore vero che moltissimi ragazzi in stato di confusione e di sperimentazione sessuale commettono è quello di considerare come “sessualità gay” quella che viene proposta in ambienti frequentati praticamente in modo esclusivo da gay dichiarati. Spesso i ragazzi non dichiarati avvertono come un muro che li separa da quegli ambienti con i quali non si identificano affatto e il loro sentirsi gay va in crisi per questo, ossia per la difficoltà di accettare quei comportamenti che essi credono essere tipicamente gay. Un ragazzo arriva così ad una conclusione assurda: “Ma se quelle cose non fanno per me vuol dire che non sono gay e allora non so che cosa sono”. La stragrande maggioranza dei gay non è pubblicamente dichiarata e non frequenterebbe mai locali etichettati gay non solo perché il frequentarli equivale a dichiararsi ma perché non ne sente affatto l’esigenza. Per capire che cos’è il vero mondo gay e come vivono veramente i gay non si può guadare la minoranza dei gay dichiarati che frequentato i locali gay e vivono secondo quelli che la mentalità comune ritiene essere i modi di vita gay, per capire chi sono i gay bisogna arrivare a un dialogo vero con ragazzi gay non pubblicamente dichiarati, cosa che solo teoricamente è difficile, perché i ragazzi gay non dichiarati si incontrano dappertutto, a scuola, all’università, sui posti di lavoro e perfino in chiesa. Se moltissimi ragazzi in stato di confusione e di sperimentazione sessuale potessero conoscere la realtà del mondo gay vero e non solo di quello commerciale e mediatico arriverebbero molto prima ad accettarsi e ad avere approcci seri con la sessualità in termini di sessualità affettiva. Progetto Gay serve proprio a favorire il contatto tra i ragazzi gay e la realtà del mondo gay.

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Se voltete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:
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