AMORE GAY E ALTRO

Mail del 10/gennaio/2009

Caro Project,

ho letto il tuo messaggio di poco fa. Ma che è successo? Mi sa che ti ho stressato troppo. Ti chiedo scusa, mi rendo conto di essere stato cretino e di avere tirato troppo la corda. Per arrivare al sodo ci ho messo tre ore, tre ore solo di bla bla senza costrutto, cioè ti ho fatto perdere tre ore mentre se fossi stato meno cretino sarebbe bastata mezz’ora. Se fanno tutti come me tu finisci di sicuro al manicomio. Project te lo devo dire, io all’inizio, pensavo che tu fossi cretino perché non mi mandavi mai a quel paese ma rispondevi educatamente cercando pure di trasmettere qualcosa. Io mi dicevo: “Ma questo lo metto nel sacco come mi pare!” Ormai tu lo sai, non sono proprio il prototipo del bravo ragazzo. Avevo cominciato proprio a raccontarti balle per metterti alla prova, erano balle verosimili ma arano balle, tu hai risposto educatamente, pacatamente, all’inizio forse avevo proprio in mentre di raccontare solo balle, poi mi sono detto che forse poteva avere senso pure parlare seriamente. Ti ricordi quando ti ho detto ALT CANCELLIAMO TUTTO! Tutto maiuscolo ? Stavamo parlando da due ore e mezza e ti ho detto che erano tutte balle e se ti andava ancora di parlare con me invece di mandarmi a quel paese e tu hai detto “certo”. Mi sono detto: “Ma questo viene dalla luna!” Le cose che ci siamo detti è meglio che restino fra noi. Però in pratica è stata l’unica volta che ho raccontato quelle cose ed è stato un seguito di docce fredde: mi aspettavo che banalizzassi la cosa e invece ti sei incazzato nero. Avevo paura che mi chiudessi la chat e non lo hai fatto e in effetti mi interessava sapere che cosa pensavi di me. Io per certe cose mi faccio proprio schifo da solo, però le faccio lo stesso, cioè dovrei dire “le ho fatte lo stesso”. Sono imbrogli, lo so, il ricatto è una cosa vergognosa ma l’ho fatto tranquillamente. È più forte di me, o almeno era. Vabbe’, tanto la pubblicherai allora qualche cosa la dico. Basta, la dico! Insomma ho un amico fidanzato da anni. Io ho 25 anni, lui 22, mi piace da morire. Quando lo vedo con la ragazza sono gelosissimo. Insomma a giugno dell’anno scorso ho cominciato a fargli la corte, a civettare con lui. Era imbarazzatissimo ma non mi trattava male perché siamo amici ma mi temeva perché avevo su di lui un forte ascendente e il fatto che avesse un po’ di paura di me non mi dispiaceva affatto. Lo vedevo tutti i giorni, lo chiamavo ogni volta che sapevo che non c’era la ragazza, e lui era disponibile, uscivamo, parlavamo molto. Una sera è successo il fattaccio e lui c’è stato, cioè, meglio abbiamo fatto un po’ di sesso, ma proprio poco poco ma poi non ne ha più voluto sapere. Per me era il coronamento almeno parziale di un sogno, o forse dovrei dire della caccia spasmodica che gli avevo dato ma per lui deve essere stata una cosa molto diversa. Alla fine mi ha detto sì ma credo che l’abbia considerata una specie di mezza violenza psicologica. Lui non ne ha parlato più ma io l’ho perseguitato al punto che si è convinto che se con me non ci fosse stato un’altra volta io avrei spifferato tutto alla ragazza e io gliel’ho lasciato credere. Non gliel’ho mai detto ma ho lasciato che ci credesse. Insomma, si è sentito costretto, probabilmente, ma con me c’è venuto un’altra volta e non è finita lì, con lui ho giocato a lungo a gatto e topo ormai lo avevo in pugno, beh anche se la cosa a te sembrava mostruosa, io un gusto ce lo provavo, lui era il mio schiavetto e gli facevo fare quello che volevo. Penso che non lo farò più e credo di avere capito il senso di quello che mi hai ripetuto tante volte. Però, quando ti comporti come un verme, devi pure avere qualcuno vicino che te lo fa capire. Le pedate metaforiche me le sono meditate. Dai, a cambiare sistema ci provo senz’altro.

Un abbraccio.

Giovanni
__________

Mail del 12/gennaio/2009

Caro Project,

sono andato a chiedere scusa a quel ragazzo di cui ti avevo detto ed è successa una cosa stranissima. Gli ho detto che mi ero comportato come uno stupido perché lo avevo messo alla strette e in pratica avevo esercitato su di lui una violenza psicologia assurda. Lui mi guarda e mi fa: “No, nessuna violenza, io sono gay e avevo sognato tanto di stare con te, la ragazza, beh, lei lo sa come stanno le cose, mi dà una mano a passare per etero, e basta. Con te sono stato molto a disagio ma non per la cosa in sé ma per il modo con cui hai preteso di realizzarla, come se se fosse una forma di dominio si di me e questo mi ha frenato moltissimo. Speravo tanto che tu potessi cambiare sistema ma la vivevi così e ti stava bene e di tutto il resto non ti importava nulla, ma adesso hai capito.” E mi ha sorriso.

Io pensavo che dopo un discorso simile saremmo finiti a letto ma mi ha detto che aveva bisogno di tempo. Abbiamo parlato tantissimo e ci siamo detti tutto l’uno dell’altro. Be’, è addirittura meglio del sesso. Non pensavo che essere gay potesse essere una cosa così bella. Un po’ di fantasie sessuali per la testa le ho avute specialmente quando stavamo parlando insieme di cose sessuali, ma mi sono vergognato di parlarne con lui (cosa che proprio non è da me, o non era da me) però sono stato benissimo, una sensazione profonda di condivisione. Non avevo mai capito che cosa potesse essere l’amore per un ragazzo! Grazie Project, mi sento felice!!

Un abbraccio speciale!

Giovanni

Se volete, potete partecipare alla discussione su questo post aperta nel Forum di Progetto Gay.
http://progettogay.forumfree.net/?t=35885796

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...