ESPERIMENTI SESSUALI GAY ETERO E BISEX

Questo post è dedicato agli esperimenti sessuali che i ragazzi che avvertono incertezze relative al loro orientamento sessuale mettono in pratica nel tentativo di trovare una risposta alla domanda: “sono gay, etero o bisessuale?”

In primo luogo, l’emergere di elementi di sessualità gay (come l’andare in erezione per la presenza di un amico o il cercare siti gay per masturbarsi) in un ragazzo che ha praticato per anni una sessualità etero non è un fenomeno raro perché il 25/30% dei ragazzi che finiscono per identificarsi come gay hanno praticato per anni l’eterosessualità e l’hanno considerata senza grosse incertezze come la loro vera sessualità. Queste cose, che a chi le avverte per la prima volta in modo cosciente sembrano inusuali e sconvolgenti, rappresentano una dimensione estremamente comune della vita di moltissimi ragazzi, non c’è quindi alcuna ragione di farsi prendere dall’ansia che, quando ci sono problemi veri, li complica e quando non ci sono spesso li crea. È evidente che chi non ha mai parlato di questi argomenti è portato ad interpretarli in chiave ansiosa e a vedersi in una dimensione patologica rispetto agli altri, ma la sessualità è una dimensione ordinaria della vita di tutti e quello che le persone raccontano della loro sessualità in situazioni sociali comuni è spesso lontanissimo dalla realtà, una realtà nella quale ansie, problemi di mancanza o di debolezza di erezione, di eiaculazione precoce o di libido affievolita sono all’ordine del giorno. Un ragazzo che si sente in difficoltà perché avverte problemi di orientamento sessuale non deve commettere l’errore di paragonare la realtà della sua sessualità con una rappresentazione molto irrealistica di quella altrui e meno che mai deve provare disagio per questo motivo.

Vengo ora all’oggetto specifico del post, cioè agli esperimenti sessuali. Questi esperimenti, condotti in situazioni di forte ansia, sono talvolta (e direi frequentemente) frustranti o perché caratterizzati da una erezione parziale se non assente o perché conclusi in modo repentino per evitare l’imbarazzo della mancanza di erezione.

Partiamo un po’ da lontano. Per un ragazzo etero, senza alcun dubbio circa il suo orientamento sessuale, trovarsi a fare sesso con una ragazza che a lui interessa è gratificante e l’erezione ne è il segno caratteristico, ma se quel ragazzo si fa prendere dall’ansia di prestazione e pensa che potrà essere giudicato male dalla ragazza se non mostrerà un’erezione superba, questo stesso fatto potrà metterlo in ansia al punto di perdere parzialmente o totalmente l’erezione. E qui parliamo di semplice ansia da prestazione.

Ma se si trattasse di un ragazzo ha avuto fantasie gay e che si è masturbato pensando ai ragazzi e di questo ha provato sensi di colpa, beh, direi che in una situazione simile l’ansia sarebbe veramente notevolissima perché quel rapporto sessuale non sarebbe visto come una prova della propria virilità da dare a una ragazza ma come una prova del proprio essere etero da dare a se stessi, che è cosa ben più radicale. Un rapporto sessuale, nato con questo tipo di condizionamenti all’origine, non ha nulla in comune con un classico rapporto sessuale etero nato in modo spontaneo su base affettiva o sulla base di una pulsione sessuale immediata e libera.

Vorrei dire che la mancata erezione in una situazione del genere significa solo che invece di vivere un rapporto sessuale si è tentato un esperimento sessuale su se stessi. Da una cosa del genere non si può trarre nessuna conclusione in merito all’orientamento sessuale perché si tratta di cose che non hanno assolutamente nulla in comune con la sessualità libera che emerge in genere nella masturbazione. Non solo si tratta di rapporti di coppia in cui ci sono delle attese dall’altra parte ma di rapporti di coppia creati al fine di confermarsi nell’idea di essere etero. Voglio dire che la mancata erezione non significa assolutamente che un ragazzo non è etero, perché per perdere l’erezione in situazioni simili basta molto meno.

Una premessa fondamentale al seguito: le parole etero, gay e bisex sono “solo” delle schematizzazioni nate per rappresentare in modo elementare la sessualità umana. Le categorie del gay “puro” al 100% o dell’etero puro al 100% sono categorie limite che hanno ben poco a che fare con la realtà. Se poi si pretende di definire anche dei comportamenti sessuali standard dell’etero e del gay queste due parole perdono senso del tutto, perché ci sono 1000 modi diversi di essere etero e 1000 modi diversi di essere gay. Quindi sgombriamo il campo dall’idea di appiccicare etichette facili. Resta comunque tra il gay e l’etero una dimensione della quale si parla meno che è quella della bisessualità. Esiste una maggioranza di bisessuali che vivono la loro bisessualità alternando lunghi periodi (di anni) di vita gay a lunghi periodi (di anni) di vita etero, il cambio di orientamento sessuale emerge 4/5 volte nell’arco della vita e porta veri e propri sconvolgimenti. Cito a questo proposito un tratto di un mio vecchio post: http://nonsologay.blogspot.com/2007/12/rag…ezioni-gay.html : “Un signore di circa 50 anni mi ha raccontato la sua storia: gioventù libera con comportamenti nettamente gay, a 20 anni scopre l’eterosessualità, si sposa con entusiasmo a 22, ha un figlio, a 29 anni incontra un ragazzo di 26, si separa dalla moglie, dalla quale divorzierà dopo qualche anno, e va a vivere col ragazzo di 26 anni, si sente totalmente gay, fa attivismo gay in associazioni gay, dopo 7 anni di convivenza gay che lui stesso definisce meravigliosi, a 36 anni incontra una ragazza di 30 anni, se ne innamora perdutamente, lascia il suo amante, e sposa la ragazza trentenne, è convinto che sarà la scelta definitiva, ha una figlia da questo secondo matrimonio, si sente realizzato, ma a 44 anni, incontra un ragazzo di 29 anni “bellissimo” e se ne innamora, a quello che lui stesso dice “alla follia”, si separa dalla seconda moglie, dalla quale divorzia dopo qualche anno e va a vivere col bellissimo ventinovenne. A 50 anni si sente smarrito, l’amore del “bellissimo” ormai trentacinquenne non gli basta più… ha conosciuto una ragazza anch’essa “bellissima” di 24 anni. Questo è in realtà un caso limite ma serve a chiarire il concetto.”

Esiste poi un altro gruppo di bisessuali che hanno ben poco a che vedere con quelli sopra descritti e sono i bisessuali intermedi (o non a periodi), quelli per i quali la sessualità libera della masturbazione si manifesta sia in senso etero che in senso gay. Tuttavia queste situazioni spesso si sovrappongono ad altre e precisamente alle situazioni tipiche dei ragazzi che escono da un lungo periodo di eterosessualità, vissuta anche a livello di rapporti sessuali etero, ed entrano gradualmente una dimensione adulta gay, si tratta cioè di stati di passaggio che vedono l’affiorare della reale sessualità della persona. Un imprinting fortemente eterosessuale e un lungo periodo di vita sessuale etero stentano a cedere il passo a una dimensione adulta gay. In genere questi stadi intermedi cominciamo dopo i 18 anni e tendono a risolversi in modo deciso dopo i 22/23 anni, l’età di inizio e di conclusione della fase di transizione è in realtà assai variabile in ragione delle condizioni ambientali e dell’educazione e quindi della interiorizzazione dei modelli di comportamento socialmente privilegiati. L’inizio della fase di transizione si colloca quando si arriva alla coscienza del problema del proprio orientamento sessuale che comincia ad apparire quantomeno non del tutto etero, la fine del processo di transizione si colloca quando il problema dell’orientamento sessuale è ormai archiviato e l’accettazione delle propria sessualità non pone in sostanza problemi che non siano di ordine esterno, cioè di tipo sociale o di relazione. In queste fasi di transizione si manifesta una sessualità masturbatoria che comprende sia fantasie gay che fantasie etero, tuttavia si nota una evoluzione nel tempo e lentamente, nel corso di due o tre anni, nelle maggioranza dei casi, le fantasie masturbatorie cominciano a concentrarsi intorno a un unico nucleo o gay o etero, cioè la sessualità si polarizza. Quando si tratta di ragazzi molto giovani, diciamo sotto i 24 anni, è in effetti azzardato parlare di bisessualità intermedia riferendosi solo alle fantasie masturbatorie perché questo ragionamento, che ha un senso preciso per un uomo dai 30 anni in su, cioè con un orientamento sessuale adulto già chiamante emerso, non si può applicare a ragazzi che di fatto avvertono nella propria sessualità dei cambiamenti. Piuttosto che attaccare etichette improprie in una fase che è ancora palesemente evolutiva (sottolineo che stiamo parlando di ragazzi provenienti da una sessualità etero praticata per anni), ha senso focalizzare alcuni punti:

1) Un ragazzo che si sente incerto nel proprio orientamento sessuale non deve essere sottoposto ad alcuna pressione. Per esempio l’interpretazione un chiave gay della sua sessualità operata da altre persone, deve essere evitata.

2) Il ragazzo deve avere piena consapevolezza che deve riconoscere il suo orientamento sessuale profondo in modo autonomo e che questo processo non deve essere condizionato da alcuna volontà di compiacere questa o quella esigenza ambientale.

3) Il ragazzo deve rendersi conto che, sia che finisca per considerarsi gay oppure etero, oppure bisex, sarà comunque accettato, rispettato e apprezzato per quello che è realmente, perché la sessualità non si deve fingere. Mi capita spesso quando parlo con persone bisex adulte (otre 30 anni) di riscontrare in loro una diffidenza rispetto agli ambienti gay, nei quali non si trovano del tutto a loro agio. Queste persone hanno provato sulla loro pelle che cosa significhi essere discriminati in un ambiente gay. In un ambiente gay “serio” non devono esistere discriminazioni e deve potersi trovare a proprio agio anche un ragazzo bisex e anche un ragazzo etero che si siano riconosciuti tali al termine di un periodo di incertezza. Se così non fosse i gay, che hanno provato sulla loro pelle che cosa è la discriminazione, la applicherebbero ai bisex o agli etero, cosa a dire poco incongrua.

4) Un ragazzo che ha incertezze circa il suo orientamento sessuale dovrebbe evitare nel modo più assoluto di fare esperimenti sessuali su se stesso, mettendo alla prova la propria eterosessualità. Questi esperimenti non hanno nulla a che vedere con una seria sessualità etero e risultano spesso frustranti proprio perché sono assurdi, anche se comprensibili, esperimenti psicologici. Accade di frequente che i ragazzi che avvertono incertezze nel proprio orientamento sessuale si impegnino in un’attività sessuale etero frenetica, proprio al fine di esorcizzare l’emergente identità gay. Il risultato paradossale è che per fuggire dalla vera identità gay si finisce in una falsa e frustrante identità etero.

5) Un ragazzo che ha incertezze sul proprio orientamento sessuale non dovrebbe mai considerare determinante il fatto di avere rapporti sessuali, etero o gay che siano. L’orientamento sessuale profondo non si manifesta nella sessualità di coppia, meno che mai se vissuta in modo nevrotico, ma nella masturbazione intesa come attività libera. In questo senso sono ugualmente paradossali, anche se comuni, i tentativi di masturbarsi pensando forzatamente a una ragazza, che finiscono in vere patologie della masturbazione che in questo modo non è più un esercizio gradevole di una sessualità libera, ma l’ennesimo tentativo di sottoporsi ad un esperimento sessuale al fine di avvalorare la propria tesi di eterosessualità.

6) Nessun allarmismo è giustificato o giustificabile nelle questioni di orientamento sessuale e parlare seriamente di queste cose aiuta a vederle nella giusta luce e a mettere da parte i pregiudizi e i condizionamenti che costituiscono in vero problema alla base dalla maggior parte delle sofferenze connesse alla sfera sessuale.

7) La serenità interiore è la migliore amica della sessualità e ne favorisce lo sviluppo libero. La serenità è una condizione generale armonica della persona che dipende da molti parametri non legati al sesso ma ai rapporti familiari, alle amicizie e alle gratificazioni nel lavoro e a molte altre variabili. Vivere bene la sessualità, e quindi anche le incertezze dell’orientamento sessuale, non è una questione di pertinenza tecnicamente sessuale. In un ambiente in cui il preconcetto domina, in cui i ragazzi sono sottoposti a forti pressioni verso l’eterosessualità e il matrimonio, in cui il senso di colpa è usato come strumento di controllo sociale e in cui l’intolleranza è la regola, i problemi di orientamento sessuale sono ampliati a dismisura fino a causare angosce profonde, in un ambiente in cui le condizioni fossero invece diametralmente opposte, il problema dell’orientamento sessuale si ridurrebbe alla semplice identificazione della propria sessualità che sarebbe accettata senza tabù di nessun genere. Se vogliamo facilitare la soluzione dei problemi di orientamento sessuale, che problemi non sono se non in virtù dei condizionamenti sociali, dobbiamo facilitare la rimozione dei tabù e restituire alla sessualità la sua libertà costituiva.

Se volete, potete partecipare alla discussone di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:
http://progettogay.forumfree.net/?t=35598398

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