SESSUALITÀ E AFFETTIVITÀ GAY

Cercherò di riassumere in questo post l’esperienza maturata in chat concernente in rapporto tra sessualità e affettività gay. L’occasione di questo post mi è stata offerta da una e-mail di un ragazzo di 19 anni, chiamiamolo Marco. Riporto qui di seguito alcuni brani significativi della e-mail di Marco.

1) “Fin da piccolo sono sempre stato attratto dalle ragazze, già all’asilo mi guardavo intorno e alle elementari avevo già la fidanzatina… ma non pensare a un latin lover io sono tutt’altro.
Sempre stato etero, non ho mai pensato ai ragazzi.”

2) “In prima media ho scoperto la masturbazione e la pornografia, non ti dico la mia felicità, mi piaceva, poi crescendo capita ancora oggi di masturbarmi, ma il senso di colpa per non aver un reale rapporto con una persona danneggia e molto il piacere. La pornografia è stata la mia unica maestra in fatto di educazione sessuale, mio padre è sempre stato muto su queste cose e di parenti coetanei o poco più grandi non ne ho.”

3) “In terza media ho cominciato per curiosità a guardare la pornografia gay e non so se sia successo prima o dopo ho cominciato anche a sentire una forte attrazione per i miei amici quando nello spogliatoio ci cambiavamo insieme; mi ricordo ancora che li guardavo nudi di soppiatto mentre mi allacciavo le scarpe o altro…
Da allora la mia vita affettiva e sessuale è in alto mare.”

4) “Spesso mi capita di essere attratto da un ragazzo, che emotivamente per me è una persona amica e nulla più, ma fisicamente mi eccita da morire e allora mi masturbo pensando ai ragazzi e cerco di stare da solo con loro cercando con qualche allusione o qualche gioco sessuale di capire se ci starebbero o no…”

5) “A volte mi capita di sentirmi profondamente gay, altre invece penso che questa mia attrazione sia dovuta al fatto che costruendo più facilmente relazioni affettive di amicizia con i ragazzi mi senta attratto da loro anche fisicamente solo perché sono lì a disposizione, oppure penso che sia solo una mia perversione dato che ti ripeto non ho mai avuto (tranne una volta) nessun desiderio di amore verso un ragazzo, ma solo attrazione sessuale.”

6) “Per quanto riguarda la mia "eterosessualità" invece spesso mi capita di volere o di pensare ad un rapporto affettivo con una ragazza perché l’attrazione sessuale verso il genere femminile è presente, ma molto ridotta, anche nella mia masturbazione.
Di rapporti sessuali non ne ho mai avuti con un sesso o con l’altro.”

7) “In definitiva provo attrazione sessuale più per i ragazzi che per le ragazze, ma provo entrambe.
Provo attrazione affettiva più per le ragazze che per i ragazzi, ma provo entrambe.
Tu che dici project? io il mio orientamento sessuale non lo conosco proprio… bisessuale, omosessuale, etero, bisex a periodi, boh?”

Marco afferma dunque di aver avuto un sessualità infantile di tipo etero, con tutte le riserve che un’affermazione del genere comporta, la cosa, letta nel contesto generale della e-mail serve a sottolineare il fatto che i contenuti sessuali gay sono ritenuti da Marco qualcosa di diverso dallo sviluppo normale della sua sessualità infantile.

Marco colloca al tempo della prima media la scoperta della masturbazione e della pornografia, i due elementi sono citati significativamente insieme e dal seguito si deduce che Marco, in prima media, ha scoperto la pornografia eterosessuale. Marco sottolinea che la pornografia, quindi la pornografia eterosessuale, in prima e in seconda media, è stata la sua unica maestra in fatto di educazione sessuale. Marco cioè ha avuto un imprinting sessuale etero derivato esclusivamente dalla pornografia. In prima e seconda media dunque Marco si è masturbato esclusivamente pensando alle ragazze. Marco parla in modo apparentemente libero di masturbazione, sottolineando che la cosa gli piaceva molto e accenna che gli “capita ancora oggi di masturbarsi” espressione sotto la quale si legge un disagio, perché la masturbazione per un ragazzo 19enne che non ha una vita sessuale di coppia non è vista ma come la normalità, ma come qualcosa che capita “ancora”, quasi a dire che non dovrebbe capitare. Marco aggiunge che la masturbazione gli comporta sensi di “colpa” ma si comprende che si stratta invece di frustrazioni legate al fatto che nella masturbazione non c’è “un reale rapporto con una persona”, cosa che danneggia molto il piacere della masturbazione stessa. Questa osservazione lascia intendere che la masturbazione è considerata come un “meno” rispetto alla sessualità di coppia, un “meno” che non porta a soddisfacimento sessuale ma a frustrazione perché chi si masturba lo farebbe come seconda scelta, quando la prima scelta, rappresentata dalla sessualità di coppia, non appare realizzabile.

Questo ragionamento, cioè il considerare la masturbazione come un “meno” è un tipico ragionamento etero. Un ragazzo etero, che in linea di massima può realizzare senza troppe difficoltà una sessualità etero di coppia declassa facilmente la masturbazione a “seconda scelta”, un ragazzo gay, per il quale la realizzazione della sessualità di coppia è decisamente più difficile in genere non parla di frustrazione a proposito della masturbazione che gli appare non come una sessualità di serie B ma come la vera sessualità mancando di fatto ogni alternativa. Questa osservazione, legata all’idea che 19 anni la masturbazione sia una realtà solo eventuale, spinge a pensare che Marco porti ancora con sé gli effetti dell’imprinting eterosessuale ricevuto in prima/seconda media.

Marco in terza media scopre la pornografia gay e comincia guardare i suoi compagni di scuola nello spogliatoio. Tuttavia non sa dire se la scoperta del suo interesse sessuale per i suoi compagni sia precedente o successiva alla scoperta della pornografia gay. Da allora, dice, la sua sessualità è in alto mare. Per Marco la scoperta della omosessualità è stata comunque successiva di un paio d’anni all’imprinting eterosessuale e il peso della pornografia gay è stato notevole nello sviluppo delle fantasie masturbatorie gay. Dopo la scoperta della sessualità gay Marco si sente “in alto mare”, si masturba prevalentemente ma non esclusivamente pensando ai ragazzi.

Marco sente frequentemente e in modo forte di essere sessualmente attratto da ragazzi che considera però a livello emotivo soltanto amici, si masturba pensando a quei ragazzi cerca di esplorarne con discorsi allusivi e anche con qualche gioco sessuale l’eventuale disponibilità sessuale. Il modello della pornografia gay tende a determinare i suoi comportamenti in modo imitativo e soprattutto a fondare l’idea di omosessualità come solo esercizio sessuale, staccato dall’affettività. In alcuni momenti Marco si sente gay al 100%, in altri tende a interpretare le sue pulsioni gay come conseguenza della tendenza a creare più facilmente “relazioni affettive di amicizia” con i ragazzi e quindi ad avere sempre intorno un maggior numero di ragazzi. Marco accetterebbe probabilmente senza troppi problemi la sua identità gay se il suo interesse sessuale per i ragazzi si coniugasse con un corrispondete interesse affettivo, cosa che a suo dire si è verificata soltanto una volta, in quell’unico caso il “desiderio d’amore” e “l’attrazione sessuale” si sono trovate indirizzate verso lo stesso ragazzo. Marco distingue tra desiderio d’amore e “sola” attrazione sessuale (senza componente affettiva) e usa il termine “perversione” marcato molto negativamente per indicare la “sola” attrazione sessuale staccata dalla componete affettiva.

Per chiarire la situazione e fugare il concetto di perversione e tutte le complicazioni ansiose che ad esso sono connesse è opportuno tenere presente un concetto che è di esperienza comune. Un ragazzo gay (ma per un ragazzo etero il discorso è strettamente analogo) nel corso della sua vita si masturberà pensando a decine se con a centinaia di ragazzi, ragazzi reali o immagini provenienti dalla fantasia o dalla pornografia, in particolare potrà desiderare sessualmente alcuni suoi amici e potrà masturbarsi pensando a loro e potrà costruire su di loro tutte le fantasie possibili è immaginabili. Come ovvio, quel ragazzo non potrà e non potrebbe in nessun modo innamorarsi di decine o anche di centinaia di ragazzi. Nel corso della vita potrà innamorarsi due tre quattro volte, in senso serio, in tutti gli altri casi, su gli altri ragazzi si limiterà a costruire fantasie masturbatorie che non potrebbero in nessun caso trasformarsi in rapporti d’amore. I ragazzi si masturbano abitualmente guardando video porno me nessuno di loro penserebbe mai di innamorarsi di un pornodivo che ha visto in un video. Quando ci si riferisce alla necessità di non separare affettività e sessualità non ci si riferisce certamente alla masturbazione, dove questa separazione è comunissima, salvo che la masturbazione non sia dedicata a ragazzi che si amano veramente, cosa certamente possibile quando la masturbazione è il corollario di un innamoramento, ma che non costituisce la regola generale.

La separazione tra affettività e sessualità ha invece conseguenze notevoli quando si realizza nell’ambito di un rapporto di coppia. Ed è proprio a questo livello che si manifestano i danni si una educazione sessuale, derivata dalla pornografia, che vede la sessualità come una realtà a sé, staccata dalla vita affettiva.

Nel linguaggio comune di parla di rapporti d’amore e di rapporti sessuali come se si trattasse della stessa cosa. In realtà in un rapporto o in una relazione sessuale, l’elemento effettivo è assolutamente marginale se non assente, mentre in un rapporto o in una relazione d’amore sessualità e affettività si integrano vicendevolmente.

Le relazioni puramente sessuali o meglio tendenzialmente puramente sessuali esistono certamente, non hanno nulla di “perverso”, per usare il termine impiegato da Marco, ma certamente non hanno la pienezza affettiva e sessuale delle relazioni d’amore.

Un ragazzo che prova per altri ragazzi interessi esclusivamente sessuali ma non affettivi prova un’attrazione omosessuale che può anche essere fortissima ma non conosce l’amore omosessuale, cioè manca della esperienza più profonda della omosessualità, costituita dall’innamoramento reciproco. Da qui il suo percepire la propria omosessualità come un’esperienza solo parzialmente soddisfacente e, in sostanza, come un’ipotesi ancora non accettata.

L’attrazione verso il genere femminile compare, quantunque in maniera molto ridotta, nella masturbazione di Marco. Questa osservazione è estremamente importante. Marco “al momento” non si può ritenere gay al 100% ma presenta un’autentica bisessualità anche se nettamente orientata in senso gay.

A conferma di ciò sta il fatto che l’esplorazione della eterosessualità da parte di Marco si limita ad un’attività masturbatoria molto ridotta mentre in campo gay Marco ha cercato di passare a livello di coppia. Aggiungo che mentre Marco non riferisce mai di storie d’amore, cioè casi di integrazione di sessualità e affettività, con le ragazze cita invece un caso, un unico caso, in cui ha visto sessualità e affettività integrasi insieme e si tratta della storia di un innamoramento verso un ragazzo.

Che evoluzione può avere questa limitata bisessualità, che pur essendo limitata è comunque reale e non sembra proprio un modo di dire adottato per rendere meno traumatica l’accettazione della identità gay? È probabile che una lieve inclinazione bisessuale si mantenga nel tempo. Molto dipenderà dalla storia sessuale successiva di Marco. Se riuscirà a recuperare la dimensione affettiva in un rapporto omosessuale si sentirà appagato dalla omosessualità e la dimensione etero finirà per essere marginale, senza però sparire del tutto, in caso contrario Marco sarà spinto a sessualizzare il rapporto affettivo con una ragazza, se riuscirà a costruire un rapporto d’amore con una ragazza non diventerà per questo eterosessuale perché la sua componente omosessuale è oggi troppo importante per essere marginalizzata. In questo caso Marco potrà vivere delle situazioni affettive/sessuali non facili, per alcuni aspetti affini a quelle dei gay sposati. Aggiungo che in ogni caso Marco proverà, in modo più lieve se prevarrà la parte gay e in modo molto più netto se prevarrà la parte etero, l’imbarazzo tipico dei bisessuali che faticano a identificarsi sia coi gay che con gli etero, hanno grossi problemi nel parlare della loro sessualità con il/la partner e non si sentono comunque mai accettati del tutto.

In situazioni come quella di Marco è fondamentale mettere da parte l’ansia e non considerare mai l’orientamento sessuale come un problema. La realizzazione di una persona e la sua felicità si sviluppano in modo diverso a seconda dell’orientamento sessuale, ma sono certamente possibili qualunque sia l’orientamento sessuale.

Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay
http://progettogay.forumfree.net/?t=33096616

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