DIGNITÀ GAY

Ciao Project,
mi permetto di chiamarti così e di darti del tu come fanno tutti, a quanto vedo. Complimenti per i blog e per il forum, ultimamente ci ho passato tantissimo tempo perché volevo capire la vita degli altri ragazzi gay. Un po’ un’idea me la sono fatta. Però adesso la cosa che mi complica di più la vita non è l’essere gay, che sono così lo so in pratica da quando ero piccolo, il mio vero problema (ma forse non è un problema) è che di recente ho dato una svolta radicale alla mia vita perché a casa mia, o meglio a casa dei miei, mi sentivo spiato. Io ho fatto da qualche mese 18 anni e pensavo che avrei avuto diritto ad un po’ di privacy e invece non ne ho avuta nemmeno un po’. I miei sono relativamente giovani 41 anni mio padre e 39 mia madre, quindi in teoria un po’ di dialogo ci potrebbe pure essere, non sono bigotti e in tante cose come uscire la sera o stare a dormire dagli amici non mi hanno mai creato problemi, e poi sono di sinistra, parlano sempre della libertà di questo e di quello ma della libertà dai gay no! Una volta un paio di anni fa stavo con loro e con un gruppo di amici di papà ed è venuto fuori il discorso sui gay, mentre gli altri sembravano veramente gente che pensa che tra un gay e un etero non c’è differenza, per mio padre non era così, ci metteva i se e i ma e a me la cosa dava enormemente fastidio. Ma questo era due anni fa e allora che io fossi gay lo sapevo solo io e loro di sicuro non lo sospettavano minimamente. Nel mese di febbraio di quest’anno sono cominciati a uscire i soliti discorsi: “i tuoi amici hanno tutti la ragazza” ma così solo accennato, senza nemmeno aggiungere il seguito, tanto il seguito si capiva benissimo, io sono stato preso alla sprovvista e ho reagito in modo un po’ imbarazzato. Da questo credo siano cominciati i sospetti e la caccia alla streghe. Apparentemente era tutto come prima, ma qualche cosa di strano nei discorsi e nel tino della voce la notavo e non mi piaceva proprio. Avete qualcosa da dire? Beh, allora forza! Fatelo apertamente! Ma le ipocrisie non le sopporto proprio! Project, tu devi capire che io a casa mia non ho mai avuto nulla di gay se non nel computer. Fino a pochissimo tempo fa non avevo nemmeno un computer mio e accedevo a internet da quello di papà e quando loro hanno cominciato a sospettare io usavo ancora il computer di papà, che risultando amministratore, poteva accedere a tutti i file, anche i miei, pure se erano protetti da password. Dopo il discorso sui miei amici che hanno la ragazza, cosa che mi aveva messo parecchio in allarme, sono andato subito nel computer e ho eliminato tutti i file anche più vagamente gay. Io li tenevo tutti in una cartella speciale dove era scritto “Esercizi di Matematica”, però evidentemente qualche volta, nella fretta di chiudere tutto, perché quando i miei arrivavano a casa all’improvviso non mi dovevano trovare su siti gay, devo avere sbagliato e devo avere lasciato un file “vagamente gay” (poi ti dico di che cosa si tratta perché la cosa ti riguarda) fuori dalla cartella, quindi quando ho cambiato i contenuti della cartella e ci ho messo effettivamente degli esercizi di matematica che tenevo altrove, ho dimenticato di cancellare il file “vagamente gay” che era rimasto fuori. Che cosa intendo con “vagamente gay”? Intendo niente foto, niente video, e qui vengo al tuo forum, in pratica avevo fatto una copia del post “Come ho capito di essere gay” perché mi piaceva troppo. Io, dopo avere cancellato il contenuto della cartella “Esercizi di Matematica”, mi sentivo tranquillo e siccome secondo me nel computer non c’era più materiale gay, ho cominciato ad adoperarlo anche quando c’erano i miei, cosa che prima non facevo mai. Un po’ di tempo dopo il discorso degli amici che hanno la ragazza apro il computer (io avevo cancellato ovviamente tutta la cronologia), la cronologia era vuota, secondo me segno evidente che nessuno ci aveva messo le mani, ma poi vado sui file recenti e mi vedo al primo posto “Come ho capito di essere gay”. Mi è cascato letteralmente il mondo addosso, ho provato una sensazione orribile, proprio quella di essere sputtanato di brutto, come se fossi un ladro beccato sul fatto, di essere spiato da mio padre che era arrivato a capire. Ti giuro Project, una sensazione orribile. Se te lo voglio dire, te lo devo dire io! Ma non devi essere tu a spiarmi, una cosa del genere è vergognosa. Vebbe’ ci sono stato malissimo. Io mi aspettavo che da lì a qualche ora sarebbe arrivata la resa dei conti, oramai ero deciso e glielo avrei detto comunque, tanto sputtanato ero e non avevo nulla da perdere, era il 21 di Marzo (primo giorno di primavera e avevo appena compito 18 anni), quel giorno non lo scorderò mai perché ha segnato il mio divorzio totale dalla mia famiglia. Contrariamente alle previsioni, mio padre, quando è tornato a casa, non ha detto nulla e io l’ho odiato per questo e ha fatto come se non fosse successo nulla, praticamente dal 21 di Marzo tra me e i miei non c’è stato più nessun rapporto serio, solo ipocrisie. Ah, mi ricordo adesso una cosa importante, quando avevo fatto 18 anni (primi di Marzo) e loro già sospettavano qualcosa mi avevano proposto di fare una festa a casa e io li avevo mandati a quel paese (Project, avevo scritto un’altra espressione ma l’ho tolta per rispetto a te!), con educazione cioè con ipocrisia perché la festa a casa serviva per spiarmi in situazione e solo per questo. I miei sono di buona condizione economica e, forse inconsciamente ma forse no, hanno pensato di essere molto importanti per me almeno da quel punto di vista. Beh, io dei loro quattrini e delle loro ipocrisie non ne volevo sapere più nulla. Io sono un ragazzo gay, sono solo e forse rimarrò per sempre solo, il mio problema non è trovarmi un ragazzo, campo bene pure da solo, il mio problema è essere libero, non dipendere da nessuno e meno che mai da mio padre e mia madre. Ho cominciato a fare qualche lavoretto il pomeriggio, lavoravo dalle 15.00 alle 20.00 in una pizzeria a preparare tutto il materiale per i cuochi, per la sera, mi davano 500 euro al mese, ma erano soldi miei. I miei non sapevano dove andavo il pomeriggio, ma io andavo a lavorare, e a fare un lavoro che a loro sarebbe sembrato assolutamente inaccettabile, ma per me era la liberazione, tornavo a casa morto di stanchezza, perché mi facevano lavorare duro, e mi mettevo a studiare, a scuola ho perso colpi, prima ero bravo, poi mi sono accontentato del passabile, però mi sentivo libero. Non ho più chiesto soldi ai miei né per i vestiti né per le scarpe, pagavo tutto da me, compravo solo cose di pochissimo prezzo, ma erano mie! Sono arrivato a comprarmi un computer portatile perché quello di mio padre non lo avevo usato più e finalmente ci ho schiaffato dentro tutto quello che volevo, ci ho messo mille password e l’ho lasciato sempre in giro. I miei non capivano chi mi avesse dato i soldi per comprare il computer e si stavano preoccupando, non lo so, loro pensavano che mi prostituissi o che avessi trovato un amante molto più grande di me che mi faceva regali costosi, ma io li ho lasciati friggere e ho risposto solo: “Sono affari miei”. Mio padre ha avuto l’alzata di ingegno di fare la voce grossa: “Finché stai qui noi dobbiamo sapere che vita fai!” Io ho ingoiato perché non potevo ribattere ma mi sono dato da fare, ho insistito alla pizzeria e mi hanno perso a fare il cameriere, lavorando tutte le sere dalla 19.00 alle 24.00 e la domenica tutta la giornata dalle 10.00 alle 24.00 mi danno 900 euro, ma sono cose regolari, è un lavoro da massacro e certe volte la sera non mi reggo in piedi, ma riesco a sopravvivere da solo, tramite la pizzeria mi hanno fatto conoscere una signora che affittava un monolocale in periferia a 400 euro al mese, un posto un po’ squallido, all’ultimo piano, senza ascensore, con davanti un pezzo di terra che sembra una discarica, ma è mio! Quando ho concluso il contratto di casa sono andato a casa dei miei, ho fatto le valigie e me ne sono andato senza dire niente a nessuno. Non mi hanno nemmeno chiamato al cellulare, poi ho saputo che del fatto che lavoravo alla pizzeria l’avevano saputo da amici loro che io non conoscevo e a loro è bastato questo per tranquillizzarsi. Adesso, da quando è finita la scuola, faccio anche altri lavoretti e faccio anche due turni alla pizzeria e devo mettere da parte un po’ di soldi perché l’anno venturo ho la maturità e dovrò studiare di più e quindi potrò lavorare di meno. Adesso il mio appartamentino è caruccio, me lo sono tutto ripulito che pare un gioiellino. C’è anche un bel terrazzo, più grande della casa, e ci ho messo qualche piantina. Project, ti dico una cosa assurda, mi piacerebbe tanto che tu potessi venire a vedere “casa mia”. Non lo se se io troverò mai un ragazzo, penso che succederà (e forse è già successo, ma ci vado piano) ma lo voglio serio, lo voglio con le palle, a me la gente che si lamenta e basta non piace proprio. Adesso un ragazzo che mi piace c’è, è uno che lavora nella pizzeria, è arrivato da poco, è un po’ più grande di me, ha 21 anni, si chiama Luca, io sono andato a lavorare per rabbia, lui lavora per necessità perché la famiglia sua non sta tanto bene a quattrini. Quando siamo sul lavoro io e Luca non possiamo parlare, però abita non molto lontano da casa mia e quando finiamo il turno prendiamo il notturno insieme e lì si chiacchiera un po’. È molto timido per avere 21 anni ma è un bravissimo ragazzo, non so se è gay o non è gay, ti giuro, per me l’importante non è portarmelo a letto, ma che mi voglia bene e lui me ne vuole e io lo sento. Una mattina è venuto a casa mia, mi ha fatto tantissimi complimenti e io sono stato felice, e poi ha un suo modo di sorridere, una gentilezza d’animo, una dolcezza di fondo che per me innamorarmi di lui è la cosa più naturale del mondo. Io ho un sogno, che in quella casetta ci si possa anche vivere in due. Lo so che lui deve lavorare per tirare avanti la sua famiglia, una volta sono stato anche a casa sua e mi hanno accolto benissimo e sono felice per lui perché ha avuto la fortuna di avere una famiglia come di deve. Lo sai, Project, io al sesso non ci penso proprio, a parte il fatto che arrivo alla sera distrutto, non ci penso perché sto bene così, io ho vicino Luca e mi basta, che sia come amico e che non sia il mio ragazzo non me importa veramente nulla e anche lui è felice quando sta con me, parliamo tantissimo, mi ha anche raccontato di una storia con una ragazza di due anni fa, ma ha voluto aggiungere che non era una cosa che sentiva veramente. Io non gli dico mai nulla di troppo impegnativo, gli dico che sono contento di poter parlare con lui e che siamo amici, una sola volta gli ho accennato che nella casetta ci si potrebbe stare anche in due e mi ha detto che piacerebbe anche a lui e mi ha fatto un bellissimo sorriso. Project, adesso mi sento felice, ma proprio nel senso profondo del termine, lavoro fino a scoppiare ma ho cominciato a fare la mia vita e indubbiamente l’idea della vita in due, della vita seria in due sarebbe proprio il massimo della felicità, ma deve essere con Luca, se con lui non sarà possibile resto solo. Project, lo sai che mi ha fatto piacere scriverti? Il mio contatto msn è [omissis], aggiungimi, così possiamo parlare un po’, in fondo mi manca parlare seriamente con persone della tua età e penso che mi potresti capire e poi, te l’ho detto, mi piacerebbe tanto che tu vedessi la mia casetta, magari avervi a cena tu e Luca! Però noi lavoriamo tutte le sere fino a mezzanotte, mi sa che ci dovemmo accontentare della colazione della mattina. Tu che dici? Si potrebbe fare? Ti mando pure una foto mia e di Luca, quella però non la pubblicare.

Un abbraccio.

Tuo Alberto

Se volete, potete partecipare alla discussione su questo post aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogay.forumfree.net/?t=29040167

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3 pensieri su “DIGNITÀ GAY

  1. Ciao!
     
    Questa è la mia storia:
     
    Conobbi "LUI" nei primi mesi del 2005, così come si conoscono tanti negli ultimi tempi: Internet. Oggi è quasi di moda questo tipo di approccio…
    Inizialmente ci si vedeva solamente On Line, poi lo scambio di numeri, il primo squillo, la sua risposta… Ecco finalmente la prima telefonata: Che voce persuasiva, pensai tra me… Parecchio interessante!
    Col passare del tempo, la cosa divenne insistente da entrambe le parti, tanto da essere spinto, un sabato pomeriggio e con una facciataggine che non mi appartiene, alla fatidica domanda:
    Ci vediamo stasera?
    Certo, risponde…
    Niente di più bello… Un Angelo, come se ne incontrano pochi nel corso della propria vita.
    Cominciammo a frequentarci, quel sabato sera ci accompagava una leggera pioggerellina, la condensa del nostro respiro sul parabrezza della mia macchina ci isolava dal mondo esterno… Stupendo!
    Ma il timore di tutto e prima di lasciarci mi spinse a chiedergli di poterlo rivedere: c’era qualcosa in LUI a dir poco affascinante! Presenza maschile, biondo, occhi azzurri, un italiano perfetto ma soprattutto armonioso e mi piacevano molto le sue mani.
    Tanti si piangono addosso, sfiniti da innumerevoli incontri spesso sfociati nel solo sesso, scopare… sapete? Prevenuti, perchè non si sa mai chi c’è dall’altra parte. No, sapevamo da subito che nessuno dei due apparteneva a quella categoria sfigata di GAY REPRESSI! (Non me ne vogliate, non è un’offesa, solo un modo di vivere la propria omosessualità!).
    Non potevo desiderare altro dalla vita, avevo trovato finalmente ciò che cercavo da anni: la consapevolezza di stringere al petto una persona importante alla quale mai si sogna di fare un torto!
     
    Gli stringevo la mano come per paura di cadere e non di perderlo… Eravamo l’uno dell’altro. Bastava uno sguardo per ritrovarci dopo una corsa nel buio… Tutto ciò che c’era al di fuori di NOI non era nostro! Perchè non era una storia comune! Per niente… Ero felice ragazzi. Lo eravamo davvero! Non chiedevamo altro, un sorriso stampato nei volti. La gioia, la condividevamo insieme… Era tutta per noi!
     
    La sera del 26/11/2005 mi fa:
    Non ci allontaniamo ti prego… Ho un impegno con mia sorella, passerà a prendermi tra poco e non mi va di farla aspettare!
    Ok, rispondo. Il tempo non era bello… Pioveva, maledizione! Se avessi saputo che quella fosse stata la nostra ultima pioggia vissuta, avrei preferito fare un brutto incidente piuttosto che… lasciamo perdere!
    Tra una cosa e l’altra, cominciai a raccontargli una fetta del mio passato, a sfogliare foto, a confidarmi… A fare l’amore. Non eravamo lontani da dove ci conoscemmo la prima volta…
     
    Tragicamente le nostre vie si dividono!
     
    Ho ancora la scena negli occhi e quel pianto innocente che mi lacera il cuore al solo ricordo!
     
    Lo so soltanto io quanto sei importante per me. Quanto ti stò amando lo sa solo Dio.
     
    Oggi mi odi, è chiaro!
    Ti ho rubato gli anni migliori… Ma te lo giuro, non è stata colpa mia!
    Sarai TU ad occupare il mio spazio pur non tenendoti la mano; il più profondo strato del mio cuore è Tuo!
     
    Non sono nato per amare e nessuno è nato per me… appartengo solamente a Te!
     
    ♂ …got that weird I’m being watched feeling, it’s like someone is out there… ♀
     
    Adesso sai chi sono!

  2. La tua storia è moto bella ma difficile da comprendere dall’esterno. Mi sono chiesto che cosa ha trasformato così radicalmente quello che sembrava un bellissimo sogno ma nelle tue parole non trovo una motivazione esplicita. Mi piacerebbe capire il senso oggettivo delle cose che però mi sfugge.

  3. Nessuno fa caso all’acqua che evapora dopo le pioggie quando torna il sole.
    Poco importA se in quell’acqua ci sono anche le lacrime spese a piangere per amore, per dolore…
    L’acqua evapora… Torna nell’ aria e torna nei nostri polmoni respirando il vento che ci investe il viso.
    E le lacrime tornano dentro di noi come le cose che abbiamo perso, ma nulla si perde davvero…
    Ogni secondo che passa, ogni luna che sorge, non fanno altro che dirci…
    VIVI,VIVI E AMA QUELLO CHE SEI, COMUNQUE TU SIA, OVUNQUE TU SIA GUARDA IN ALTO VERSO IL SOLE…
    CHIUDI GLI OCCHI E NON STANCARTI MAI DI SOGNARE… LA VITA E’ TROPPO BREVE PER NON ESSERE FELICI…

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